I DOC: IL CASO CANTAT, L'AMORE NON UCCIDE
Bertrand Cantat - in primo piano - coi Noir Désir.
(Clicca per vedere il trailer)
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Francia, 2025
124'
Regia: Anne-Sophie Jahn, Zoé de Bussierre, Karine Dusfour, Nicolas Lartigue.
Fine luglio 2003: l'attrice Marie Trintignan, figlia di Jean-Louis (quello di Amour, Palma d'Oro a Cannes 2012), viene ricoverata in coma all'ospedale di Vilnius, Lituania.
Muore il 1 agosto a causa dei traumi risportati.
Nel marzo del 2004 il suo compagno - Bertrand Cantat, cantante dei Noir Désir - viene riconosciuto colpevole di averla brutalmente picchiata e condannato a 8 anni di detenzione.
Cantat esce dal carcere già nel 2007 e oggi è un uomo libero.
Ma il caso può davvero considerarsi chiuso?
Alla domanda posta qui sopra, il recente documentario che vi recensiamo oggi risponde seccamente: no.
Diviso in 3 parti, per 2/3 racconta gli antefatti e le fasi del processo dell'omicidio Trintignan, mentre nell'ultimo atto passa a occuparsi del suicidio di Krisztina Rady, ex moglie di Cantat, gettando su questi altre pesantissime ombre.
Procedural montato con ritmo serratissimo, Da Rockstar ad Assassino: il Caso Cantat alterna filmati di repertorio a interviste ex novo a persone vicine a Marie e Krisztina, giornalisti, avvocati, poliziotti, parenti e amici.
È una netta requisitoria contro il cantautore francese - descritto come un narcisista violento - che pone interrogativi etici sulla possibilità (necessità?) di separare una persona dalla sua arte.
Si può continuare ad apprezzare le canzoni dei Noir Désir, gruppo punk-rock a metà strada tra i Clash di Joe Strummer e i Gun Club di Jeffrey Lee Pierce in salsa transalpina, pur disprezzandone il frontman?
Il film in realtà non tocca molto questo aspetto, preferendo concentrarsi sui dettagli investigativi e giudiziari, dai quali emerge la clamorosa testimonianza di un'infermiera dell'ospedale in cui era stata soccorsa Rady, quando questa si era presentata con gravi ferite al volto e alla testa presumibilmente inflitte dall'ex marito.
Se a questo si aggiunge la misteriosa morte dell'ex compagno di Krisztina, qui lungamente intervistato e anch'egli apparentemente suicidatosi poco dopo l'uscita della docuserie, ecco allora i dubbi farsi ancora più inquietanti.
Femminicidio, patriarcato, omertà, MeToo, rimozione: l'opera, pur adottando uno stile e una struttura quasi da thriller (senza tuttavia sforare nel sensazionalismo), affronta temi sensibili e tristemente ancora attuali.
Diretto a 8 mani (in primis quelle della giornalista Anne-Sophie Jahn, che sull'argomento aveva già scritto un libro nel 2023), Da Rockstar ad Assassino è un documento prima ancora che un documentario. Da vedere.
Consigliato anche e soprattutto ai fan di Bertrand Cantat.
Etichette: Amour, Anne-Sophie Jahn, CANNES 2012, Cantat, Da Rockstar ad Assassino, Gun Club, Her(2025), I DOC, Il Caso Cantat, Il Futuro Non è Scritto, Noir Desir, Strummer, The Clash, Trintignan



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