I CLASSICI: KNEECAP, TRE FENIANI ALLA CONQUISTA DEL MONDO
(Clicca sulla locandina per vedere il trailer).
Irlanda, 2024
105'
Regia: Rich Peppiatt
Interpreti: Mo Chara (Liam Óg Ó hAnnaidh), Moglai Bap (Naoise Ó Cairealláin), DJ Provai (JJ Ó Dochartaigh), Michael Fassbender, Jessica Reynolds, Gerry Adams (non accreditato).
Belfast. Un professore di musica (Ó Dochartaigh) conosce per caso due giovani sbandati dediti alle droghe ricreazionali: uno (Ó hAnnaidh) ha una relazione con una ragazza unionista (Reynolds), l'altro (Ó Cairealláin) ha un padre repubblicano radicale che vive in clandestinità (Fassbender).
Mettendo insieme la capacità dei due ragazzi di creare rime in gaelico con l'abilità dell'insegnante nel produrre musica elettronica, i tre hanno un'intuizione: mettere in piedi il primo complesso hip-hop in lingua irlandese...
Per chi ancora non se ne fosse accorto, i Kneecap sono la band del momento.
La loro rapida ascesa da idoli locali a star internazionali è stata suggellata dalla loro apparizione al festival di Glastonbury lo scorso anno, dai due processi che uno di loro - Mo Chara - ha dovuto subire per apologia di terrorismo (per la cronaca: assolto in entrambi i casi) e dal film che vi stiamo recensendo.
Racconto probabilmente molto romanzato dei loro esordi, il lungometraggio è meno autocelebrativo e più divertente di quanto ci si aspetterebbe.
I tre interpretano se stessi(?) come ragazzi proletari ed edonisti che a poco a poco acquistano una coscienza sociale e trovano un modo efficace per esprimersi.
È un racconto di formazione che descrive la scoperta di un'identità culturale, prima ancora che politica, diretto da un esordiente - già autore di alcuni videoclip della band - che ha Trainspotting come modello stilistico e Hunger come riferimento ideologico.
Non a caso Fassbender, già protagonista del biopic su Bobby Sands, appare qui in un ruolo simile ed è l'oggetto della battuta più meta e spassosa della pellicola.
La triade protagonista è sorprendentemente brava a livello recitativo, al punto da non sfigurare affatto a confronto coi propri più navigati colleghi.
In un ruolo di secondo piano si fa notare la bella Jessica Reynolds (potremmo sentirne parlare ancora) e in un cammeo comico fa capolino Gerry Adams, leader storico del partito indipendentista Sinn Fein.
In concomitanza con l'uscita del nuovo album Fenian, che ribadisce il forte impegno politico della band (repubblicano, progressista e pro-Pal), Kneecap è una (pseudo)autobiografia da scoprire, ma non da prendere alla lettera.
Consigliabile non solo ai fan di stretta osservanza.
Coinnigh ort, a chairde!
Etichette: Fassbender, Hunger, I CLASSICI, Jessica Reynolds, Kneecap, Peppiatt, Trainspotting



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