martedì 4 dicembre 2012

TFF 2012: NO, E IN CILE VINSE L'ALLEGRIA

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer) 

Cile, 2012
118'
Regia: Pablo Larraín
Interpreti: Gael García Bernal, Alfredo Castro, Antonia Zegers, Luis Gnecco.


Dal nostro inviato a Torino.


Nel 1988 in Cile si tenne un referendum per decidere se Augusto Pinochet potesse o no continuare il suo mandato da Presidente della Repubblica.
Le previsioni davano per certo un roboante successo del Sì (il plebiscito era pur sempre organizzato dal regime), ma le idee geniali di un giovane pubblicitario cambiarono le cose.

Presentato in anteprima a Cannes nel 2012 nella sezione Quinzaine des Réalisateurs e candidato del suo Paese per gli Oscar 2013, No era una delle pellicole più attese del Torino Film Festival.
E, a sentire gli applausi in sala al termine della proiezione, gli spettatori non sono rimasti delusi.

Dopo due opere cupe e grottesche - Tony Manero, vincitore del TFF 2008, e Post Mortem - con il suo attore feticcio Alfredo Castro come protagonista, Larraín continua la sua analisi sul Cile di Pinochet, questa volta utilizzando un registro più leggero.

E lo fa raccontando la storia - vera, ma tratta da una pièce teatrale di Antonio Skármeta, già autore di Il Postino di Neruda, dal quale è stato tratto Il Postino con Massimo Troisi - di René Saavedra, che ideò l'azzeccata campagna pubblicitaria per il No, nonostante le perplessità di numerosi esponenti di spicco del fronte contrario alla riconferma del generale.

La sfida non era semplice: riuscire a rendere "vendibile" il messaggio di denuncia degli orrori della dittatura senza apparire troppo pesanti.
La soluzione fu innovativa ed efficace: furono messi in onda nella Tv di Stato spot come questo, caratterizzati dal linguaggio ottimista e accattivante tipico delle réclame pubblicitarie e con un jingle orecchiabile divenuto presto un tormentone.
Al grigiore del regime si decise quindi di contrapporre un messaggio di ottimismo e di speranza, sottolineando l'allegria che sarebbe derivata dal ritorno alla democrazia e dalla fine dell'oppressione.

L'opposizione a Pinochet, data nettamente per sfavorita alla vigilia della consultazione, diede quindi coraggiosamente fiducia ad un giovane sveglio e brillante (l'ottimo Gael García Bernal, cioè il Che Guevara di I Diari della Motocicletta di Walter Salles e il protagonista di Y Tu Mamá También di Alfonso Cuarón e di Amores Perros e Babel di Alejandro González Iñárritu). E vinse a sorpresa.

Quante cose deve ancora imparare l'Italia, dove i giovani pieni di idee sono lasciati ai margini...

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