CINEMA A BOMBA!

martedì 20 gennaio 2015

OSCAR 2015. NOMINATION: PREMI TECNICI



Gli Oscar tecnici sono tradizionalmente quelli meno considerati nella notte che incorona le opere di Hollywood e dintorni.
Naturalmente - ormai lo sapete, dopo lo spazio dedicatovi l'anno scorso e quello prima e quello prima ancora - noi di CINEMA A BOMBA! ci dissociamo.

Alle spalle di attori, registi e sceneggiatori abituati alla luce dei riflettori ci sono infatti loro: gli artigiani del mestiere, senza i quali i film che amiamo non sarebbero altrettanto memorabili.

Nel 2015 abbiamo un motivo in più per parlarne.
Infatti è con orgoglio e soddisfazione che abbiamo appreso l'annuncio della nomination - la nona! - di una grande artigiana nostrana: la costumista Milena Canonero.
Tifiamo per lei, naturalmente: se vincesse per Grand Budapest Hotel, sarebbe la sua quarta statuetta (precedentemente era stata premiata per Barry Lyndon, Momenti di Gloria e Marie Antoinette: scusate se è poco...).

Quest'anno poi notiamo con piacere la presenza, tra le "nomine", di alcune pellicole che abbiamo avuto modo di vedere e apprezzare: dal memorabile Interstellar di Christopher Nolan al profondo American Sniper targato Clint Eastwood, passando per l'epico Lo Hobbit: La Battaglia delle 5 Armate, ultimo capitolo della saga della Terra di Mezzo a firma di Peter Jackson.

Ma ora diamo uno sguardo insieme a quello che è successo dietro le quinte di questi blockbuster.
Non perdete i video che trovate di seguito: vi faranno capire come si creano i sogni.



Dietro le quinte di Birdman.

MIGLIOR FOTOGRAFIA
Emmanuel Lubezki - Birdman
Robert Yeoman - Grand Budapest Hotel
Ryszard Lenczewski e Lukasz Zal - Ida
Dick Pope - Turner
Roger Deakins - Unbroken


Dietro le quinte di Lo Hobbit-La battaglia delle 5 Armate.

MIGLIORI EFFETTI SPECIALI
Dan DeLeeuw, Russell Earl, Bryan Grill e Dan Sudick - Captain America: The Winter Soldier
Joe Letteri, Dan Lemmon, Daniel Barrett e Erik Winquist - Apes Revolution: Il Pianeta delle Scimmie
Stephane Ceretti, Nicolas Aithadi, Jonathan Fawkner e Paul Corbould - I Guardiani della Galassia
Paul Franklin, Andrew Lockley, Ian Hunter e Scott Fisher - Interstellar
Richard Stammers, Lou Pecora, Tim Crosbie e Cameron Waldbauer - X-Men: Giorni di un Futuro Passato

Costumi di Milena Canonero per Grand Budapest Hotel

MIGLIORI COSTUMI
Milena Canonero - Grand Budapest Hotel
Mark Bridges - Vizio di Forma
Colleen Atwood - Into the Woods
Anna B. Sheppard e Jane Clive - Maleficent
Jacqueline Durran - Turner


Dietro le quinte di Maleficent.

MIGLIOR TRUCCO E ACCONCIATURA
Bill Corso e Dennis Liddiard - Foxcatcher
Frances Hannon e Mark Coulier - Grand Budapest Hotel
Elizabeth Yianni-Georgiou e David White - I Guardiani della Galassia


Dietro le quinte di X-Men: Giorni di un Futuro Passato.

MIGLIOR SCENOGRAFIA
Adam Stockhausen - Grand Budapest Hotel
Maria Djurkovic - The Imitation Game
Nathan Crowley - Interstellar
Dennis Gassner - Into the Woods
Suzie Davies - Turner


Dietro le quinte di American Sniper.

MIGLIOR MONTAGGIO
Joel Cox e Gary D. Roach - American Sniper
Sandra Adair - Boyhood
Barney Pilling - Grand Budapest Hotel
William Goldenberg - The Imitation Game
Tom Cross - Whiplash


Scene da Whiplash.

MIGLIOR SONORO
John Reitz, Gregg Rudloff and Walt Martin - American Sniper
Jon Taylor, Frank A. Montaño and Thomas Varga - Birdman
Gary A. Rizzo, Gregg Landaker and Mark Weingarten - Interstellar
Jon Taylor, Frank A. Montaño and David Lee - Unbroken
Craig Mann, Ben Wilkins and Thomas Curley - Whiplash


Il sonoro di Interstellar.

MIGLIOR MONTAGGIO SONORO
Alan Robert Murray and Bub Asman - American Sniper
Martin Hernández e Aaron Glascock - Birdman
Brent Burge and Jason Canovas - Lo Hobbit: La Battaglia delle 5 Armate
Richard King - Interstellar
Becky Sullivan e Andrew DeCristofaro - Unbroken

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giovedì 25 dicembre 2014

LO HOBBIT-LA BATTAGLIA DELLE 5 ARMATE, BOTTE DA ORCHI E IL RITORNO DEL RE (DEI NANI)

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer) 

Nuova Zelanda/USA/Regno Unito, 2014
144'
Regia: Peter Jackson
Interpreti: Martin Freeman, Ian McKellen, Richard Armitage, James Nesbitt, Stephen Fry, Evangeline Lilly, Orlando Bloom, Luke Evans, Cate Blanchett, Hugo Weaving, Christopher Lee, Benedict Cumberbatch (voce).


Un drago immane e crudele. Orchi spietati e risoluti. Nani contro elfi.
Dilemmi etici, eroici sacrifici e spettacolari combattimenti all'ultimo sangue.

L'ultimo capitolo della saga dedicata a Lo Hobbit finisce in gloria e non si fa mancare niente; anzi, rispetto al romanzo di J.R.R. Tolkien, aggiunge situazioni e personaggi - con buona pace dei fan oltranzisti del libro.
Anche perché, per far uscire una trilogia da un romanzo di circa 300 pagine, Peter Jackson ha dovuto allungare un bel po' il brodo (tre film erano stati altresì necessari per illustrare gli altrettanti capitoli di Il Signore degli Anelli, però in quel caso si trattavano di oltre 1000 pagine complessive).

Ma finalmente gli avvenimenti che erano in potenza in Lo Hobbit-Un Viaggio Inaspettato e Lo Hobbit-La Desolazione di Smaug deflagrano nell'azione: se il primo capitolo era quello più divertente e leggero e il secondo quello più cupo, questo che narra Battaglia delle Cinque Armate è il più epicamente ed esplicitamente simile a Il Signore degli Anelli.

Così le magniloquenti e lunghe scene di guerra che vedono coinvolti gli eserciti del titolo - nani, elfi, uomini e orchi; nel libro la quinta legione è formata da mannari, qui sostituiti da troll e vermoni giganti - rimandano alla Battaglia del Fosso di Helm narrata in Le Due Torri, mentre l'avidità di oro che divora Thorin Scudodiquercia ricorda la bramosia provata nei confronti dell'Unico Anello nella precedente trilogia.

Fanno da trait d'union anche personaggi ormai familiari: il saggio mago Gandalf e la luminosa sacerdotessa Galadriel (gli ottimi Ian McKellen e Cate Blanchett, unici attori a comparire in tutti e sei i film!), il potente stregone Saruman (il vecchio Christopher Lee a sguazzo in una seconda giovinezza artistica), l'arcere Legolas (l'idolo delle ragazzine Orlando Bloom) e il sovrano elfico Elrond (Hugo Weaving, sempre sul pezzo).

Come familiari sono certamente le voci dei doppiatori della versione italiana: dal grande Gigi Proietti (Gandalf) a Luca Ward (il drago Smaug, che in originale è il rampante Benedict Cumberbatch, da noi incontrato a Venezia sul red carpet di La Talpa), da Omero Antonutti (Saruman) a Massimo Lopez (il governatore di Pontelagolungo).

Certamente stride un po' nel tono generale della pellicola l'assurda storia d'amore tra l'elfa Tauriel (personaggio inventato cui la canadese Evangeline Lilly tenta in ogni modo di dare spessore) e il nano Kili, che nel romanzo ha un ruolo più marginale.
Anche lo spazio dedicato a quel memorabile cattivo che è il drago Smaug risulta piuttosto scarso, ma questo è peccato originale di Tolkien, al quale il regista stavolta - purtroppo - si adatta.

Ma questo non rovina lo spettacolo: l'intrattenimento è garantito e le due ore e ventiquattro minuti di durata scorrono senza intoppi, perfino troppo velocemente.
All'uscita dalla sala ci si sente già orfani del mondo della Terra di Mezzo: Peter Jackson ha già annunciato di aver chiuso definitivamente con le opere tolkeniane (speriamo che ora si occupi maggiormente dell'attesissimo seguito di Le Avventure di Tintin).

Tuttavia, sperare in una riduzione cinematografica del Silmarillion (che pure contiene storie che ben si presterebbero ad un adattamento filmico, come quelle di Túrin Turambar, e di Beren e Lúthien) a questo punto è pura perversione.

PS: l'anno scorso e quello precedente ci eravamo lamentati perché la proiezione nelle sale dei primi due capitoli della saga era stata obbligatoriamente in 3D, operazione che a pensar male sembrava volta esclusivamente ad alleggerire di un paio di euro le tasche degli spettatori; quest'anno per fortuna non è andata così e ci permettiamo di rassicurarvi: anche in 2D La Battaglia delle 5 Armate non perde un briciolo del proprio appeal spettacolare.

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