CINEMA A BOMBA!

giovedì 15 luglio 2021

LUCA, PORTOROSSO NON AVRAI IL MIO SCAMPO

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2021
95'
Regia: Enrico Casarosa
Voci originali: Jacob Tremblay, Jack Dylan Grazer, Maya Rudolph, Giacomo Gianniotti, Sacha Baron Cohen.


Italia, anni 50.
Luca (Tremblay), un anfibio teenager che vive nel Mar Ligure, disobbidisce ai propri genitori ed esce dall'acqua insieme al coetaneo Alberto (Grazer).

Scopre così che i mostri marini come loro si trasformano, una volta asciutti, in esseri umani.

Passano quindi le proprie giornate nel villaggio di Portorosso, dove conoscono il bullo Ercole e la simpatica Giulia.

Tutti e 4 decidono di partecipare alla Portorosso Cup, una specie di triathlon durante il quale bisogna nuotare, mangiare un piatto di pasta e compiere una corsa in bicicletta.

Nei giorni successivi - complice la rivalità con l'odioso Ercole - l'amicizia tra Luca, Alberto e Giulia verrà messa a dura prova...



Per chi non lo conoscesse, Enrico Casarosa è un genovese emigrato in California per realizzare il proprio sogno: lavorare per i big dell'animazione.

Dopo una lunga gavetta da storyboard artist in pellicole come Cars (Disney-Pixar) e L'Era Glaciale (Dreamworks), il nostro conterraneo si fece notare qualche anno fa con il delizioso cortometraggio La Luna, candidato all'Oscar nel 2012.

Come sappiamo, la statuetta venne poi assegnata a The Fantastic Flying Books of Mr. Morris Lessmore, ma la nomination gli diede abbastanza visibilità da permettergli un avanzamento di carriera.
Luca è il suo primo lungometraggio da regista.

L'ambientazione è ovviamente ispirata alle coste della Liguria - in particolare alla Riviera di Ponente (provincia di Savona) e alle Cinque Terre - e quella che vi viene rappresentata è un'Italia idealizzata: il Belpaese del Neorealismo post-bellico e del primo Fellini, che tanto piace agli Americani.



Graficamente, si notino un paio di tocchi di (auto)citazionismo, col paesino marittimo di Portorosso che ricorda un po' quello di Porto Corsa visto in Cars 2 e il papà di Giulia che assomiglia molto a quello de La Luna, benché l'influenza del maestro nipponico Hayao Miyazaki e del suo Studio Ghibli sia la più lampante (Portorosso è anche un riferimento/omaggio a Porco Rosso).

Uditivamente, consigliamo convinti la visione in lingua originale: col doppiaggio - non eccelso, oltretutto - si perde almeno metà del divertimento.
E si perde inoltre la possibilità di ascoltare Sacha Baron Cohen - il comico inglese di Borat, visto anche in Les Misérables e Il Processo ai Chicago 7 - in un suo raro excursus nel cinema per famiglie.

Luca è un film d'animazione piacevolmente fresco ed estivo: non un'opera memorabile (come Toy Story, Cars ed Inside Out, ad esempio), ma neppure "l'ennesima prova dell'involuzione artistica della Pixar", come l'ha definito una parte della critica oltreoceanica (in patria l'accoglienza è stata nel complesso tiepida).

Consigliato ovviamente a tutti i Liguri e in generale agli appassionati di spiagge e mare.
Che siano già in vacanza oppure no.



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domenica 9 giugno 2019

I DOC: BEHIND THE MASK, GLI ANIMALISTI (ESTREMI) DELLA PORTA ACCANTO

(Clicca sulla locandina per vedere il film). 

USA, 2006
72'
Regia: Shannon Keith


Ci sono un'avvocatessa con l'hobby del filmmaking, un animalista radicale e un cantante punk vegano...
No, non è l'inizio di una barzelletta: è la descrizione dei principali protagonisti di questo documentario.

Behind the Mask: The Story of the People who Risk Everything to Save Animals - questo il titolo completo - è un film in qualche misura imparentato con If a Tree Falls.

Ricordate?
Là si parlava di ELF (acronimo di Earth Liberation Front, ossia Fronte di Liberazione della Terra), un gruppo di ambientalisti radicali tacciati di eco-terrorismo; qui vengono descritte le gesta dei membri di ALF (sta per Animal Liberation Front, cioè Fronte di Liberazione degli Animali), una specie di WWF estremo.






Finanziata e diretta da una legale specializzata in diritti degli animali, questa pellicola differisce dall'altra per l'approccio maggiormente partigiano.

Se il doc candidato all'Oscar nel 2012 riusciva nel complesso a mantenersi distaccato e obiettivo, questo è dichiaratamente e intenzionalmente a favore del movimento dei diritti degli animali, spesso trattato dai mass media alla stregua di una banda di fanatici violenti.

Vi si racconta, tra le altre cose, la vicenda di Jill Phipps, attivista rimasta uccisa durante una manifestazione di protesta, e vengono intervistati diversi personaggi in qualche modo collegati al movimento o di esso simpatizzanti.

Tra questi il più noto è probabilmente John Feldmann, cantante del gruppo ska-punk Goldfinger e produttore discografico di successo.
Vegano, il musicista californiano dedica almeno un brano di ogni suo album al tema della difesa degli animali.






Kevin Kjonaas è invece un attivista di SHAC (Stop Huntington Animal Cruelty), organizzazione votata alla chiusura del Huntington Life Sciences, il più grande laboratorio europeo di test sugli animali.
Condannato e detenuto per aver pubblicato in rete gli indirizzi di casa di dirigenti e dipendenti del centro, è divenuto protagonista di una canzone che proprio i Goldfinger gli hanno dedicato.

Un'altra personalità di spicco che fa capolino è quella di Ingrid Newkirk, presidentessa di PETA (People for the Ethical Treatment of Animals), organizzazione "sorella" ma più moderata di ALF.
In diverse occasioni è stata criticata dai suoi stessi compagni proprio a causa dei suoi legami col Fronte, considerato su posizioni eccessivamente radicali.

Al di là delle inevitabili considerazioni politiche (ognuno è libero di farsi la propria idea in merito), Behind the Mask è tecnicamente un film potente, con un montaggio incalzante e un messaggio chiaro e deciso.

Meno "divulgativo" di Una Scomoda Verità e più aggressivo del succitato If a Tree Falls, è comunque un documentario da vedere e di cui discutere.

Voi che cosa ne pensate?
Fino a dove vi spingereste per difendere dai vostri simili gli altri esseri viventi?




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giovedì 18 gennaio 2018

I CORTI: LA LUNA, UN ITALIANO ALLA CORTE PIXAR

(Clicca sulla locandina per vedere il cortometraggio). 

USA, 2011
6'
Regia: Enrico Casarosa


La Luna è il nome di una barchetta su cui viaggiano di notte tre individui: un vecchietto con la barba lunga, un energumeno coi baffi a spazzola e un bambino.
Forse sono italiani (più che parlare, biascicano versi intellegibili) e forse sono una famiglia: nonno, padre e nipote/figlio.

Ma la luna è anche l'obiettivo di questa strana ciurma, il cui compito non è facilmente prevedibile.
Intanto Vecchio e Baffone litigano di continuo, senza accorgersi che il bambino è più saggio e inventivo di loro...






Una storia lineare ma non priva di sorprese e un disegno semplice ma accattivante sono gli ingredienti principali di questo bel corto animato, che ha avuto l'onore di concorrere agli Oscar 2012 nella categoria.

Come sappiamo, a essere premiato fu poi il delizioso The Fantastic Flying Books of Mr. Morris Lessmore, ma questa "sconfitta" non toglie valore all'opera dell'esordiente Casarosa.

Un bel colpo quello del regista genovese, che dopo la gavetta passata come storyboard artist per alcune delle pellicole d'animazione di maggior successo degli ultimi anni (Ratatouille e Up, ma anche L'Era Glaciale e Cars) ha fatto carriera fino a firmare questo piccolo gioiello.

In futuro ci piacerebbe vedere altre sue favole animate; per il momento però possiamo scoprire - o riscoprire - questa bella storia con morale incorporata, forse persino un po' autobiografica.

Chi ha fantasia e crede nei propri sogni può aprire gli occhi anche a chi, da solo, non è in grado di farlo.




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venerdì 17 febbraio 2017

OSCAR 2017. NOMINATION: ATTRICI ED ATTORI



La recitazione è una parte fondamentale del fare cinema: è il "davanti le quinte", la personificazione di personaggi in cui gli spettatori possono immedesimarsi.
Essendo così importante l'Academy le riserva ben 4 categorie, distinguendo tra donne e uomini, protagonisti e non.

La sfida al femminile quest'anno è quella che ha riservato le maggiori sorprese.
Dopo l'esclusione dalla cinquina di due delle dive più accreditate per l'Oscar da protagonista,
Jessica Chastain (clamoroso!) e Amy Adams (clamorosissimo!), la gara sembra essere tra la bionda Emma Stone del favoritissimo La La Land e la mora Isabelle Huppert dell'europeo Elle.

La prima, nota per i suoi ruoli in Amazing Spider-Man e Birdman, sta raccogliendo premi un po' ovunque.
La seconda ha dalla propria parte il Golden Globe "drammatico" conquistato contro ogni pronostico il mese scorso.

Molte meno chance dovrebbero avercele Ruth Negga, che pure è promossa dall'esigente comunità afro-americana, e l'immarcescibile Meryl Streep: per lei si tratta della nomination numero 20 (!) in meno di 40 anni, di cui già 3 andate a segno (l'ultima 5 anni fa per The Iron Lady).

In ambito maschile il favorito è Ryan Gosling, trainato dal successo di La La Land.
Il protagonista di Drive e a Le Idi di Marzo avrà come principale avversario Casey Affleck (Manchester by the Sea), ma anche Viggo Mortensen è piaciuto molto ai critici col suo Captain Fantastic.

Tra i comprimari, invece, i giochi sembrano già fatti: Viola Davis (Barriere) e Mahershala Ali (Moonlight) hanno già la statuetta in tasca, specie la prima, già forte del Golden Globe ottenuto secondo le regole - a Hollywood sempre più ferree - del politicamente corretto.
Tutto lascia pensare che verranno premiati pure dall'Academy, a meno che non saltino fuori all'ultimo i nomi di una Nicole Kidman (Lion) o di un Jeff Bridges (Hell or High Water).

Per un ulteriore approfondimento vi lasciamo ai link che, come di consueto, trovate qui sotto.
C'è dentro tutto ciò che vi serve sui divi in corsa per l'Oscar!






Da sinistra: Isabelle Huppert, Ruth Negga, Natalie Portman, Emma Stone, Meryl Streep.  

MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA
Isabelle Huppert – Elle
Ruth Negga – Loving
Natalie Portman– Jackie
Emma Stone – La La Land
Meryl Streep – Florence (Florence Foster Jenkins)


Da sinistra: Casey Affleck, Andrew Garfield, Ryan Gosling, Viggo Mortensen, Denzel Washington.  

MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA
Casey Affleck – Manchester by the Sea
Andrew Garfield - La battaglia di Hacksaw Ridge (Hacksaw Ridge)
Ryan Gosling – La La Land
Viggo Mortensen - Captain Fantastic
Denzel Washington – Barriere (Fences)


Da sinistra: Viola Davis, Naomie Harris, Nicole Kidman, Octavia Spencer, Michelle Williams.  

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
Viola Davis – Barriere (Fences)
Naomie Harris – Moonlight
Nicole Kidman – Lion - La strada verso casa (Lion)
Octavia Spencer – Il diritto di contare (Hidden Figures)
Michelle Williams – Manchester by the Sea


Da sinistra: Mahershala Ali, Jeff Bridges, Lucas Hedges, Dev Patel, Michael Shannon.  

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
Mahershala Ali – Moonlight
Jeff Bridges – Hell or High Water
Lucas Hedges - Manchester by the Sea
Dev Patel – Lion - La strada verso casa (Lion)
Michael Shannon - Animali notturni (Nocturnal Animals)




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domenica 22 febbraio 2015

OSCAR 2015. LE NOSTRE PREVISIONI



Molto difficile ripetere l'exploit dell'anno scorso: nelle nostre previsioni abbiamo azzeccato 23 Premi Oscar su 24 (FRA ne ha presi ben 19!), mentre sono stati 17 (14 FRA) nel 2013 e 21 (FEDE 17) nel 2012.

Difficile, perché quest'anno un favorito certo non c'è; anzi, sono ben tre i contendenti alla posta più alta: Boyhood, Birdman e Grand Budapest Hotel.

Tre pellicole che rappresentano le punte di diamante di quel cinema indie che sembra essersi preso una bella rivincita sui grandi blockbuster.
Anche se, va detto, i grandi nomi di Hollywood non hanno fatto uscire film nel 2014 - ad eccezione di Clint Eastwood con il suo coinvolgente American Sniper, che non per niente è stato l'unico tra i candidati al premio più ambito ad aver fatto accorrere gente nelle sale.

Qualunque sia l'esito finale, abbiamo l'impressione che questa edizione degli Academy Awards non passerà alla storia come una delle più memorabili.
A meno che non rappresenti una svolta nelle premiazioni cinematografiche, dando visibilità a quegli autori indipendenti che, non potendosi permettere grandi budget e quindi un grande pubblico, puntano su originalità, narrazione e passaparola.

Chi saranno comunque i vincitori?
Consigliamo di dare un'occhiata al nostro Speciale Oscar 2015 per conoscere nel dettaglio tutti i candidati.

Per noi della redazione di CINEMA A BOMBA! le stelle che brilleranno nella notte più attesa dell'anno cinematografico saranno...


MIGLIOR FILM
Birdman, regia di Alejandro González Iñárritu (FEDE, FRA)
Boyhood, regia di Richard Linklater (ANG)

MIGLIOR REGIA
Alejandro González Iñárritu - Birdman (FEDE, ANG)
Richard Linklater - Boyhood (FRA)

MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA
Michael Keaton - Birdman (FEDE, ANG)
Eddie Redmayne - La Teoria del Tutto (FRA)

MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA
Julianne Moore - Still Alice (FEDE, FRA)
Reese Witherspoon - Wild (ANG)

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
Ethan Hawke - Boyhood (ANG)
J. K. Simmons - Whiplash (FEDE, FRA)

MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA
Patricia Arquette - Boyhood (FEDE, FRA)
Laura Dern - Wild (ANG)

MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE
Alejandro González Iñárritu, Nicolás Giacobone, Alexander Dinelaris e Armando Bo - Birdman (FEDE)
Richard Linklater - Boyhood (ANG)
Wes Anderson - Grand Budapest Hotel (FRA)

MIGLIOR SCENEGGIATURA NON ORIGINALE
Jason Hall - American Sniper (ANG)
Damien Chazelle - Whiplash (FEDE, FRA)

MIGLIOR FILM STRANIERO
Ida, regia di Paweł Pawlikowski (Polonia) (FRA)
Leviathan, regia di Andrej Petrovič Zvjagincev (Russia) (FEDE)
Storie pazzesche, regia di Damián Szifrón (Argentina) (ANG)

MIGLIOR FILM D'ANIMAZIONE
Boxtrolls, regia di Graham Annable e Anthony Stacchi (ANG)
Dragon Trainer 2, regia di Dean DeBlois (FEDE, FRA)

MIGLIOR FOTOGRAFIA
Emmanuel Lubezki - Birdman (FEDE)
Robert Yeoman - Grand Budapest Hotel (FRA)
Roger Deakins - Unbroken (ANG)

MIGLIOR SCENOGRAFIA
Adam Stockhausen - Grand Budapest Hotel (FEDE, FRA)
Nathan Crowley - Interstellar (ANG)

MIGLIOR MONTAGGIO
Joel Cox e Gary D. Roach - American Sniper (ANG)
Sandra Adair - Boyhood (FEDE, FRA)

MIGLIOR COLONNA SONORA
Alexandre Desplat - Grand Budapest Hotel (FEDE, FRA, ANG)

MIGLIOR CANZONE
Everything Is Awesome, musica e parole di Shawn Patterson - The LEGO Movie (ANG)
Glory, musica e parole di John Stephens e Lonnie Lynn - Selma (FRA)
I'm Not Gonna Miss You, musica e parole di Glen Campbell e Julian Raymond - Glen Campbell: I'll Be Me (FEDE)

MIGLIORI EFFETTI SPECIALI
Paul Franklin, Andrew Lockley, Ian Hunter e Scott Fisher - Interstellar (FEDE, FRA, ANG)

MIGLIOR SONORO
John Reitz, Gregg Rudloff e Walt Martin - American Sniper (FEDE, FRA)
Gary A. Rizzo, Gregg Landaker e Mark Weingarten - Interstellar (ANG)

MIGLIOR MONTAGGIO SONORO
Alan Robert Murray e Bub Asman - American Sniper (FRA)
Martin Hernández e Aaron Glascock - Birdman (FEDE)
Richard King - Interstellar (ANG)

MIGLIORI COSTUMI
Milena Canonero - Grand Budapest Hotel (FEDE, FRA)
Anna B. Sheppard e Jane Clive - Maleficent (ANG)

MIGLIOR TRUCCO E ACCONCIATURA
Bill Corso e Dennis Liddiard - Foxcatcher (ANG)
Frances Hannon e Mark Coulier - Grand Budapest Hotel (FEDE)
Elizabeth Yianni-Georgiou e David White - Guardiani della Galassia (FRA)

MIGLIOR DOCUMENTARIO
Citizenfour, regia di Laura Poitras (FEDE, FRA)
Il Sale della Terra, regia di Juliano Ribeiro Salgado e Wim Wenders (ANG)

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO DOCUMENTARIO
Crisis Hotline: Veterans Press 1, regia di Ellen Goosenberg Kent (FRA)
Joanna, regia di Aneta Kopacz (ANG)
White Earth, regia di Christian Jensen (FEDE)

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO
Parvaneh, regia di Jon Milano (ANG)
The Phone Call, regia di Mat Kirkby (FEDE, FRA)

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO DI ANIMAZIONE
The Bigger Picture, regia di Daisy Jacobs (ANG)
Winston (Feast), regia di Patrick Osborne (FEDE, FRA)

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martedì 20 gennaio 2015

OSCAR 2015. NOMINATION: PREMI TECNICI



Gli Oscar tecnici sono tradizionalmente quelli meno considerati nella notte che incorona le opere di Hollywood e dintorni.
Naturalmente - ormai lo sapete, dopo lo spazio dedicatovi l'anno scorso e quello prima e quello prima ancora - noi di CINEMA A BOMBA! ci dissociamo.

Alle spalle di attori, registi e sceneggiatori abituati alla luce dei riflettori ci sono infatti loro: gli artigiani del mestiere, senza i quali i film che amiamo non sarebbero altrettanto memorabili.

Nel 2015 abbiamo un motivo in più per parlarne.
Infatti è con orgoglio e soddisfazione che abbiamo appreso l'annuncio della nomination - la nona! - di una grande artigiana nostrana: la costumista Milena Canonero.
Tifiamo per lei, naturalmente: se vincesse per Grand Budapest Hotel, sarebbe la sua quarta statuetta (precedentemente era stata premiata per Barry Lyndon, Momenti di Gloria e Marie Antoinette: scusate se è poco...).

Quest'anno poi notiamo con piacere la presenza, tra le "nomine", di alcune pellicole che abbiamo avuto modo di vedere e apprezzare: dal memorabile Interstellar di Christopher Nolan al profondo American Sniper targato Clint Eastwood, passando per l'epico Lo Hobbit: La Battaglia delle 5 Armate, ultimo capitolo della saga della Terra di Mezzo a firma di Peter Jackson.

Ma ora diamo uno sguardo insieme a quello che è successo dietro le quinte di questi blockbuster.
Non perdete i video che trovate di seguito: vi faranno capire come si creano i sogni.



Dietro le quinte di Birdman.

MIGLIOR FOTOGRAFIA
Emmanuel Lubezki - Birdman
Robert Yeoman - Grand Budapest Hotel
Ryszard Lenczewski e Lukasz Zal - Ida
Dick Pope - Turner
Roger Deakins - Unbroken


Dietro le quinte di Lo Hobbit-La battaglia delle 5 Armate.

MIGLIORI EFFETTI SPECIALI
Dan DeLeeuw, Russell Earl, Bryan Grill e Dan Sudick - Captain America: The Winter Soldier
Joe Letteri, Dan Lemmon, Daniel Barrett e Erik Winquist - Apes Revolution: Il Pianeta delle Scimmie
Stephane Ceretti, Nicolas Aithadi, Jonathan Fawkner e Paul Corbould - I Guardiani della Galassia
Paul Franklin, Andrew Lockley, Ian Hunter e Scott Fisher - Interstellar
Richard Stammers, Lou Pecora, Tim Crosbie e Cameron Waldbauer - X-Men: Giorni di un Futuro Passato

Costumi di Milena Canonero per Grand Budapest Hotel

MIGLIORI COSTUMI
Milena Canonero - Grand Budapest Hotel
Mark Bridges - Vizio di Forma
Colleen Atwood - Into the Woods
Anna B. Sheppard e Jane Clive - Maleficent
Jacqueline Durran - Turner


Dietro le quinte di Maleficent.

MIGLIOR TRUCCO E ACCONCIATURA
Bill Corso e Dennis Liddiard - Foxcatcher
Frances Hannon e Mark Coulier - Grand Budapest Hotel
Elizabeth Yianni-Georgiou e David White - I Guardiani della Galassia


Dietro le quinte di X-Men: Giorni di un Futuro Passato.

MIGLIOR SCENOGRAFIA
Adam Stockhausen - Grand Budapest Hotel
Maria Djurkovic - The Imitation Game
Nathan Crowley - Interstellar
Dennis Gassner - Into the Woods
Suzie Davies - Turner


Dietro le quinte di American Sniper.

MIGLIOR MONTAGGIO
Joel Cox e Gary D. Roach - American Sniper
Sandra Adair - Boyhood
Barney Pilling - Grand Budapest Hotel
William Goldenberg - The Imitation Game
Tom Cross - Whiplash


Scene da Whiplash.

MIGLIOR SONORO
John Reitz, Gregg Rudloff and Walt Martin - American Sniper
Jon Taylor, Frank A. Montaño and Thomas Varga - Birdman
Gary A. Rizzo, Gregg Landaker and Mark Weingarten - Interstellar
Jon Taylor, Frank A. Montaño and David Lee - Unbroken
Craig Mann, Ben Wilkins and Thomas Curley - Whiplash


Il sonoro di Interstellar.

MIGLIOR MONTAGGIO SONORO
Alan Robert Murray and Bub Asman - American Sniper
Martin Hernández e Aaron Glascock - Birdman
Brent Burge and Jason Canovas - Lo Hobbit: La Battaglia delle 5 Armate
Richard King - Interstellar
Becky Sullivan e Andrew DeCristofaro - Unbroken

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lunedì 8 dicembre 2014

MAGIC IN THE MOONLIGHT, UNA PIACEVOLE SERATA IN PURO STILE ALLEN

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer) 

USA, 2014
97'
Regia: Woody Allen
Con: Colin Firth, Emma Stone, Marcia Gay Harden, Jacki Weaver, Hamish Linklater, Eileen Atkins, Catherine McCormack.


1928: su richiesta di un amico e collega, un famoso illusionista britannico (Firth) si reca in Costa Azzurra per smascherare una giovane medium (Stone) che lui crede essere una truffatrice.
Il problema è che la ragazza non sembra utilizzare trucchi: che abbia reali capacità sensitive? La razionalità cinica dell'uomo comincia così a vacillare...

Quello con le pellicole di Woody Allen è da tempo diventato un appuntamento fisso, una tradizione piacevole che si avvicina molto all'incontro con un vecchio amico.
Il regista newyorkese è in pratica l'unico cineasta - insieme a Clint Eastwood - a poter permettersi di realizzare un film all'anno, dove, come e con chi vuole.

Certo, il tempo dei capolavori è lontano - con l'unica eccezione di Match Point, che comunque è del 2005 - ma non quello dei riconoscimenti: neanche un anno fa Blue Jasmine ha fatto vincere a Cate Blanchett l'Oscar come miglior attrice, due anni prima era stato Midnight in Paris a far guadagnare al vecchio Woody una statuetta per la miglior sceneggiatura originale.

Nonostante qualche incongruenza logica (perché, se la storia è ambientata in Francia, quasi tutti i personaggi sono inglesi?) e una traduzione un po' maldestra (la "musica hot" che si sente nei dialoghi in originale era probabilmente riferita allo hot jazz, corrente musicale di moda negli anni 20-30), non è azzardato pronosticare uno o più premi anche per Magic in the Moonlight, commedia romantica in puro stile Allen: dialoghi brillanti, personaggi nettamente delineati, curata fotografia dell'iraniano Darius Khondji, ormai collaboratore fisso del regista.

Come al solito, gli attori giocano un ruolo fondamentale: Colin Firth - che CINEMA A BOMBA! aveva avuto l'onore di incontrare a Venezia nel 2011 - è sempre "regale" e distinto; Emma Stone punta a sembrare una nuova Mia Farrow e riesce a non far pesare la differenza d'età col suo coprotagonista (tra i due passano 28 anni, eppure la loro relazione sullo schermo è credibile).
Nelle retrovie, occhio all'arzilla Eileen Atkins: la sua vispa zietta è motivo di grande spasso in più di una sequenza.

Con Woody Allen vale sempre la regola del "prendere o lasciare": se cercate qualcosa di fresco e innovativo, guardate altrove.
Se invece preferite il calore della tradizione e la tranquillità dell'usato sicuro, Magic in the Moonlight vi farà trascorrere una serata piacevole e...magica.

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martedì 21 gennaio 2014

OSCAR 2014. NOMINATION: I PREMI TECNICI


I premi tecnici sono solitamente i meno considerati dell'industria cinematografica.
A torto: un film non è il frutto del lavoro di pochi, ancor meno di una singola persona.

Direttori di fotografia, montatori, costumisti, scenografi, esperti in effetti speciali (visivi e sonori), truccatori e fonici sono invece fondamentali, a volte dei veri e propri maestri del mestiere, importanti quanto il regista o gli attori protagonisti.

Come di consueto (l'ha fatto l'anno scorso, così come due anni fa), CINEMA A BOMBA! non perde occasione di rendere omaggio a queste categorie, presentandovi in dettaglio tutti i candidati che il mese prossimo potrebbero portarsi a casa una delle ambitissime statuette dorate.

Volete dare un'occhiata, insieme a noi, a ciò che è successo dietro le quinte delle pellicole in concorso?
Cliccate sui video che trovate di seguito!



Dietro le quinte di Lo Hobbit-La Desolazione di Smaug.

MIGLIORI EFFETTI SPECIALI
Gravity – Tim Webber, Chris Lawrence, Dave Shirk and Neil Corbould
Lo Hobbit-La Desolazione di Smaug (The Hobbit: The Desolation of Smaug) – Joe Letteri, Eric Saindon, David Clayton and Eric Reynolds
Iron Man 3 – Christopher Townsend, Guy Williams, Erik Nash and Dan Sudick
The Lone Ranger – Tim Alexander, Gary Brozenich, Edson Williams and John Frazier
Star Trek Into Darkness – Roger Guyett, Patrick Tubach, Ben Grossmann and Burt Dalton


Dietro le quinte di Gravity.

MIGLIOR FOTOGRAFIA
The Grandmaster – Philippe Le Sourd
Gravity – Emmanuel Lubezki
Inside Llewyn Davis – Bruno Delbonnel
Nebraska – Phedon Papamichael
Prisoners – Roger Deakins

Costumi per Il Grande Gatsby

MIGLIORI COSTUMI
12 Years a Slave – Patricia Norris
American Hustle – Michael Wilkinson
The Grandmaster – William Chang Suk Ping
Il Grande Gatsby (The Great Gatsby) – Catherine Martin
The Invisible Woman – Michael O'Connor


Trucco e parrucco di Jackass Presents: Bad Grandpa.

MIGLIOR TRUCCO E ACCONCIATURA
Dallas Buyers Club – Adruitha Lee and Robin Mathews
Jackass Presents: Bad Grandpa – Stephen Prouty
The Lone Ranger – Joel Harlow and Gloria Pasqua-Casny


Dietro le quinte di 12 Years a Slave

MIGLIOR SCENOGRAFIA
12 Years a Slave – Adam Stockhausen (Production Design); Alice Baker (Set Decoration)
American Hustle – Judy Becker (Production Design); Heather Loeffler (Set Decoration)
Gravity – Andy Nicholson (Production Design); Rosie Goodwin and Joanne Woollard (Set Decoration)
Il Grande Gatsby (The Great Gatsby) – Catherine Martin (Production Design); Beverley Dunn (Set Decoration)
Her – K. K. Barrett (Production Design); Gene Serdena (Set Decoration)


Dietro le quinte di American Hustle.

MIGLIOR MONTAGGIO
12 Years a Slave – Joe Walker
American Hustle – Jay Cassidy, Crispin Struthers and Alan Baumgarten
Captain Phillips – Christopher Rouse
Dallas Buyers Club – John Mac McMurphy and Martin Pensa
Gravity – Alfonso Cuarón and Mark Sanger


Dietro le quinte di Inside Llewyn Davis.

MIGLIOR SONORO
Captain Phillips – Chris Burdon, Mark Taylor, Mike Prestwood Smith and Chris Munro
Gravity – Skip Lievsay, Niv Adiri, Christopher Benstead and Chris Munro
Lo Hobbit-La Desolazione di Smaug (The Hobbit: The Desolation of Smaug) – Christopher Boyes, Michael Hedges, Michael Semanick and Tony Johnson
Inside Llewyn Davis – Skip Lievsay, Greg Orloff and Peter F. Kurland
Lone Survivor – Andy Koyama, Beau Borders and David Brownlow


Dietro le quinte di All Is Lost.

MIGLIOR MONTAGGIO SONORO
All Is Lost – Steve Boeddeker and Richard Hymns
Captain Phillips – Oliver Tarney
Gravity – Glenn Freemantle
Lo Hobbit-La Desolazione di Smaug (The Hobbit: The Desolation of Smaug) – Brent Burge
Lone Survivor – Wylie Stateman

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sabato 1 giugno 2013

CANNES 2013. HA VINTO L'AMORE "DIVERSO"



Dall'alto: Adèle Exarchopoulos, Abdellatif Kechiche, Léa Seydoux festeggiano La Vie d'Adèle; Bruce Dern in una scena di Nebraska; Bérénice Bejo con il premio per la migliore attrice. 


Ha vinto uno dei più acclamati. Sicuramente, il più discusso.
La Vie d'Adèle del regista franco-tunisino Abdellatif Kechiche - racconto di formazione su un amore saffico - ha trionfato, conquistando sia l'ambita Palma d'Oro sia il Premio Fipresci (nella sezione indipendente), oltre ad un premio speciale per le due protagoniste: Léa Seydoux e Adèle Exarchopoulos.

La giuria presieduta da Steven Spielberg - e composta, tra gli altri, da Nicole Kidman e dal Christoph Waltz di Django Unchained - ha voluto così prendere posizione sullo scottante argomento che sta infiammando le piazze di tutta la Francia: il riconoscimento dei matrimoni omosessuali e la possibilità di adottare bambini da parte delle coppie gay.
Un tema piuttosto sensibile per mastro Steven, che da anni si batte per la parità dei diversi orientamenti sessuali all'interno del movimento scout, di cui fa parte (l'associazione proprio in questi giorni gli ha dato ragione, per la cronaca).

Non avendo visto il film non possiamo dire se fosse davvero il migliore di un concorso comunque scarno di titoli di rilievo (è un'annata di magra o dobbiamo aspettarci una Mostra del Cinema di Venezia strepitosa? Speriamo nella seconda ipotesi...); ma non possiamo non rimarcare la forte valenza politica - smentita, peraltro, dallo stesso Spielberg durante la conferenza stampa finale - che si è voluto dare al premio.

Oltre alla vittoria del film-scandalo (chissà perché nei festival cinematografici non mancano mai pellicole che destano scalpore...), un grosso punto interrogativo sui riconoscimenti al messicano Amat Escalante (miglior regia per Heli), al cinese Jia Zhangke (miglior sceneggiatura per A Touch of Sin) e al giapponese Hirozaku Kore-eda (al suo Like Father Like Son il Premio della Giuria).

Fanno invece piacere i riconoscimenti, come migliori attori, all'anziano Bruce Dern (è come il vino: invecchiando, migliora; a conferma di ciò, basta vedere i recenti Twixt di Francis Ford Coppola e il già citato Django Unchained di Quentin Tarantino) e alla deliziosa Bérénice Bejo, che dopo aver sfiorato l'Oscar 2012 come miglior attrice non protagonista per The Artist, conferma il proprio talento anche in Le Passé di Asghar Farhadi, già autore di Una Separazione (miglior film straniero proprio agli Oscar 2012).

Da notare inoltre il perpetuarsi di una tradizione: premiare i fratelli Coen ogni volta che presentano una pellicola.
Quest'anno è capitato a Inside Llewyn Davis, storia dolceamara di un musicista folk - liberamente ispirato a Dave Van Ronk - e delle sue disavventure nel Greenwich Village dei primi anni 60.

E gli sconfitti?
Anzitutto Paolo Sorrentino, che nonostante i numerosi apprezzamenti che hanno accolto La Grande Bellezza è rimasto a bocca asciutta. Peccato, perché il regista napoletano è uno dei migliori cavalli della nostra scuderia, uno dei pochissimi - se non l'unico - in grado di competere coi grandi autori di Hollywood.
E poi il danese Nicolas Winding Refn: 2 anni fa con l'osannato Drive si era aggiudicato il premio alla miglior regia proprio sulla Croisette, proponendosi come il nuovo William Friedkin. Ma il suo nuovo lavoro Only God Forgives ha deluso tutti, per la gioia dei suoi detrattori.

Ma Sorrentino e NWR sono in buona compagnia: neppure Soderbergh, Polański, Gray e Jarmusch sono riusciti a convincere i giurati.
Né ce l'hanno fatta, tra gli attori, il prezzemolino da cinema d'autore Toni Servillo (comunque sempre bravo), Michael Douglas, Ryan Gosling, Benicio Del Toro, la rivelazione Oscar Isaac (protagonista della pellicola dei Coen), Kristin Scott Thomas, Marion Cotillard, Emmanuelle Seigner.

Insomma: verdetti discutibili, film in buona parte deludenti.
Da Cannes ci saremmo aspettati di meglio.

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lunedì 8 aprile 2013

I DOC: IF A TREE FALLS, GLI ECOTERRORISTI DELLA PORTA ACCANTO

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer) 

USA, 2011
85'
Regia: Marshall Curry, Sam Cullman


Ha senso parlare di "ecoterrorismo", equiparando gli attivisti estremisti "pro-Terra" - per lo più una banda di agitatori velleitari e ingenui - agli attentatori stragisti e ai kamikaze?
E' quello che si domanda If a Tree Falls: A Story of the Earth Liberation Front, candidato all'Oscar per il miglior documentario agli Oscar 2012.

La pellicola narra appunto l'ascesa e la caduta agli inferi dell'Earth Liberation Front (ELF; in italiano: Fronte di Liberazione della Terra), gruppo ecologista radicale protagonista di eclatanti azioni di protesta contro piccole e grandi compagnie (segherie e falegnamerie industriali...), ma anche contro alcune attività (macelli di cavalli, concessionarie di SUV, ecc...), tutte accusate di perpetrare gravi scempi ambientali per meri interessi economici.

Seguendo il caso di un attivista accusato di aver appiccato incendi dolosi, si ricostruisce lo sviluppo dell'ELF: da movimento spontaneo pseudo-hippie a "minaccia terroristica interna numero 1" (secondo la definizione dell'FBI, ma prima dell'11 Settembre 2001).

Riportando interviste a membri del Fronte (dall'aspetto tutt'altro che sinistro: facce anonime come se ne incontrano a centinaia tutti i giorni per strada), agenti federali che hanno seguito la vicenda (dall'apparenza di tranquilli funzionari statali), vittime dei danni (composte e dignitose, pur nella tragedia che li ha colpiti), i due registi, pur mantenendosi equidistanti dalle parti, disvelano però il volto di un'America dalla facciata molto borghese, ma in realtà in preda a paranoia e rabbia, focolaio di tensioni pronte ad esplodere in qualsiasi momento.

E così, i filmati delle brutalità compiute dalle forze dell'ordine nei confronti di militanti ammanettati e inermi (i fatti della scuola Diaz a Genova Bolzaneto non sono lontani) durante sit-in e manifestazioni pacifiche - organizzati per protestare contro la deforestazione esagerata, l'inquinamento e lo sfruttamento intensivo a fini di lucro delle risorse naturali - provocano reazioni di sdegno.
Ma colpiscono anche le immagini delle violenze vandaliche contro negozi che nulla c'entrano con la questione ambientalista, delle fiamme appiccate dall'ELF che distruggono il lavoro di una vita di piccoli imprenditori - trascinati sull'orlo del lastrico e di un vortice di disperazione.

Insomma, il documentario sembra suggerire che a rivendicazioni giuste si sia risposto in modo sbagliato: gli atti intimidatori e la repressione hanno avuto risultati sterili, se non del tutto controproducenti.

Una questione filosofica molto dibattuta - ripresa dal titolo dell'opera di Cullman e Curry - afferma:
"If a tree falls in a forest and no one is around to hear it, does it make a sound?"
[Un albero, se cade nella foresta ma non c'è nessuno nei dintorni che possa sentirlo cadere, fa rumore?]

Di conseguenza, il problema della preservazione dell'ambiente naturale, per fare rumore, ha bisogno della violenza e della cassa di risonanza di mass media sempre più morbosamente assetati di notizie sensazionalistiche?

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martedì 15 gennaio 2013

OSCAR 2013. LA STRADA VERSO LE STATUETTE


E anche quest'anno siamo in cammino verso la competizione più famosa e amata dai cinefili.
Date un'occhiata a CINEMA A BOMBA! nei prossimi giorni: vi attendono chicche imperdibili. Intanto, iniziamo con qualche considerazione.

Rispetto allo scorso anno, quando The Artist prevalse dopo un equilibrato testa-a-testa con Hugo Cabret, questa volta i giochi sembrerebbero fatti per molte categorie.
Ma non mancano alcune sorprese.

Il monumentale Lincoln di Steven Spielberg - forte di 12 candidature - corre praticamente da solo, complice una maldestra selezione che ha tagliato le gambe ai due principali contendenti per la vittoria: Argo di Ben Affleck - fresco trionfatore dei Golden Globe - e Zero Dark Thirty di Kathryn Bigelow, in lizza per il miglior film, ma stranamente esclusi dalla categoria riservata alla miglior regia.
Dovrà vedersela soprattutto con Vita di Pi di Ang Lee, mirabolante esempio di effetti speciali a servizio di una bella storia, così come era stato nel caso di Le Avventure di Tintin - dello stesso Spielberg - ingiustamente snobbato l' anno scorso agli Oscar, ma premiato ai Golden Globe - sebbene "solo" come migliore pellicola di animazione.

Rimanendo in ambito registico, si nota l'assenza anche di altri pezzi da novanta come Quentin Tarantino e Paul Thomas Anderson, sebbene le loro ultime pellicole - rispettivamente Django Unchained e The Master - siano indubbiamente tra la più significative dell'anno appena trascorso.
E se il primo si può consolare con una nomination per la miglior sceneggiatura, il secondo dovrà accontentarsi di fare il tifo per i suoi tre protagonisti, Joaquin Phoenix e Philip Seymour Hoffman, entrambi già premiati a Venezia, e la sempre più lanciata Amy Adams (alla sua quarta candidatura, dopo Junebug, Il Dubbio e The Fighter. Che questa sia la volta buona?).

Tra gli attori, Daniel Day-Lewis (Lincoln) non dovrebbe avere rivali, essendo stati fatti fuori in partenza Bill Murray - che nei panni del presidente F.D. Roosevelt in Hyde Park on Hudson (in Italia ribattezzato insulsamente A Royal Weekend) era stato dato tra i favoriti - e l'anziano Jean Louis Trintignant, apprezzatissimo a Cannes 2012 nel palmadorato Amour (qui in prima fila come miglior film straniero, vista anche la clamorosa esclusione del sorprendente campione d'incassi francese Intouchables-Quasi amici).

Strafavorita in campo femminile anche la neodiva Jessica Chastain di Zero Dark Thirty, con cui l'Academy è in debito da almeno un anno e che solo un'altra gaffe dei giurati può nuovamente privare di un meritatissimo Oscar (CINEMA A BOMBA! può dire di aver contribuito, coi propri post, a lanciare questa bella e versatile attrice californiana? Probabilmente no, ma lo diciamo lo stesso, alla faccia della modestia).

Da notare l'exploit di Il lato positivo - Silver Linings Playbook, che ha i propri interpreti principali in tutte le categorie: Bradley Cooper tra i protagonisti maschili, Jennifer Lawrence - una delle attrici del momento - tra le protagoniste femminili, Robert De Niro tra i non protagonisti (bentornato a recitare! Ma avremmo preferito vedere un altro italo-americano - ingiustamente e costantemente ignorato dall'Academy: Leonardo Di Caprio. Ma che cosa deve fare per farsi considerare?) e Jacki Weaver tra le non protagoniste.

Per quel che riguarda la colonna sonora, non è una sorpresa trovare l'immarcescibile John Williams, alla sua 48a nomination (incredibile: solo Walt Disney ha saputo fare di meglio: 60!) e insignito finora di 5 Oscar; meno prevedibile la designazione del bravo Dario Marianelli, candidato per Anna Karenina, ma già vincitore della preziosa statuetta per Espiazione.
È l'unico italiano in competizione quest'anno. Incrociamo le dita.

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martedì 11 dicembre 2012

I CORTI: THE FANTASTIC FLYING BOOKS..., I LIBRI TI FANNO VOLARE

(Clicca sull'immagine per vedere il film) 

USA, 2011
15'
Regia: William Joyce, Brandon Oldenburg


Un uomo viene travolto da un tremendo uragano che porta via case, persone e le parole scritte nel libro che stava scrivendo; scaraventato in una landa desolata dove tutto è distrutto, incontra una ragazza che volteggia in aria trainata da libri volanti.
Uno di questi si stacca da lei, raggiunge l'uomo e lo conduce ad una biblioteca abbandonata popolata da numerosi tomi.
Prendendosi cura di loro e donandoli alle persone riuscirà a rifarsi una vita e a viverla felicemente e serenamente.

Nato come app dell'iPad e successivamente divenuto anche libro e film, The Fantastic Flying Books of Mr. Morris Lessmore è il corto di animazione che ha vinto l'ultima edizione degli Oscar battendo la concorrenza del pixariano La Luna del genovese Enrico Casarosa.
Oscar meritato, bisogna dire.

Il mix di modellini e di animazione al computer e in 2D, la scelta del muto fanno sì che l'opera acquisti una grazia e un fascino old style che ricorda le pellicole in bianco e nero e i rassicuranti film hollywoodiani degli anni Cinquanta-Sessanta.

Lo dimostrano le tante citazioni cinefile: Il Mago di Oz in primis e le commedie dei periodi d'oro degli Studios, ma anche Fahrenheit 451 di François Truffaut e - a sorpresa - L'Armata delle Tenebre di Sam Raimi.
Né sembra un caso, poi, che il naif, ottimista, generoso, altruista protagonista ricordi nella fisionomia e nel carattere i personaggi interpretati dal grande Buster Keaton.

Tra i momenti memorabili ne citiamo due: il ciclone che richiama alla mente la tragedia dell'uragano Katrina del 2005 (lo Studio che ha prodotto il film ha base in Louisiana, lo Stato più colpito) e la spassosa scena dell'operazione chirurgica al vecchio libro che si rianima nel momento in cui il protagonista inizia a leggerlo.

Insomma, The Fantastic Flying Books of Mr. Morris Lessmore è un inno all'amore per la lettura dal tocco lieve.
Il tocco di chi sfoglia rapito un libro che ama.

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domenica 18 marzo 2012

OSCAR 2012. THE ARTIST, LE PAROLE NON POSSONO SPIEGARE

Dall'alto: la locandina del film; Jean Dujardin e Uggie; Bérénice Bejo e Malcolm McDowell.


Il trailer ufficiale di The Artist.


Francia, 2011
100'
Regia: Michel Hazanavicius.
Interpreti: Jean Dujardin, Bérénice Bejo, Uggie, James Cromwell, John Goodman, Penelope Ann Miller, Malcolm McDowell, Missi Pyle.


E’ il sogno di ogni regista realizzare il film della vita, quello che rimarrà. Insomma, il capolavoro.
Michel Hazanavicius l’ha fatto.

Ricalcando in tutto e per tutto lo stile delle pellicole mute degli anni ‘20-’30, il film segue le vicende di un superdivo di Hollywood (Dujardin, bravissimo) che finisce in disgrazia per essersi testardamente rifiutato di passare al sonoro, proprio mentre una sua ammiratrice (la graziosa Bérénice Bejo, moglie del regista) ascende repentinamente al rango di star.

Che cosa si può dire per definire una pellicola come questa?
E' sufficiente elencare tutti i premi vinti fino ad ora, da Cannes - dove fu insignito Dujardin - agli Oscar (5: migliori film, regia, attore, colonna sonora e costumi), passando per tutte le altre trionfali rassegne (Golden Globes, BAFTA, César, Indipendent Spirit Awards, Guilds Awards, ecc...)?
Basta descrivere la maestria della fotografia, la raffinatezza dei costumi, il fascino delle musiche?
O i geniali trucchi di regia, la prova straordinaria degli attori e del cane Uggie (non a caso premiato con la Palm Dog e il Golden Collar Award), il perfetto equilibrio della storia?

Probabilmente no. E allora la cosa migliore rimane guardare il film stesso, lasciandosi trasportare dalla vicenda e dalla atmosfera d'epoca.
Tra momenti memorabili - da ricordare almeno la sequenza dell'incubo e quella del salvataggio del protagonista ad opera del suo fedele quattrozampe - scene esilaranti e intermezzi drammatici, The Artist offre 100 minuti di puro cinema.

Provare per credere. Le parole non bastano.
E soprattutto non servono.

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domenica 4 marzo 2012

OSCAR 2012. I VINCITORI

La premiazione di The Artist come Miglior Film.

Michel Hazanavicius con la statuetta per la Miglior Regia.

Gli attori premiati: Meryl Streep-Migliore Attrice Protagonista, Jean Dujardin-Migliore Attore Protagonista, Christopher Plummer-Miglior Attore Non Protagonista, Octavia Spencer-Migliore Attrice Non Protagonista.

Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo, vincitori dell'Oscar per la Migliore Scenografia per Hugo Cabret.


Lo sappiamo che, letto il titolo di questo articolo, vi siete subito chiesti chi, della redazione di CINEMA A BOMBA!, sia riuscito ad azzeccare il maggior numero di Oscar vinti (vedi post precedente).
Ah, non ci avete neanche pensato? Pazienza, ve lo diciamo lo stesso.
Con 17 premi indovinati (pura fortuna) the winner is... Fe!
Il premio? La soddisfazione di aver vinto (e ci sembra già abbastanza).
A titolo di cronaca, comunque, bisogna aggiungere che noi tre della redazione abbiamo pronosticato correttamente 21 Oscar su 24: mica male...

E dopo questi momenti di autoreferenzialità, veniamo finalmente all'elenco dei vincitori di tutti i premi Oscar di quest'anno (cliccando sui link potrete vedere i video delle premiazioni: non perdeteveli!).

AND THE OSCAR GOES TO...


MIGLIOR FILM
The Artist, di Michel Hazanavicius. La premiazione.

MIGLIOR REGIA
Michel Hazanavicius per The Artist. La premiazione.

MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA
Jean Dujardin per The Artist. La premiazione.

MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA
Meryl Streep per The Iron Lady. La premiazione.

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
Christopher Plummer per Beginners. La premiazione.

MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA
Octavia Spencer per The Help. La premiazione.

MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE
Woody Allen per Midnight in Paris. La premiazione.

MIGLIOR SCENEGGIATURA NON ORIGINALE
Alexander Payne, Nat Faxon & Jim Rash per Paradiso Amaro (The Descendants). La premiazione.

MIGLIOR FILM STRANIERO
Una Separazione, di Asghar Farhadi. La premiazione.

MIGLIOR FILM D'ANIMAZIONE
Rango, di Gore Verbinski. La premiazione.

MIGLIOR FOTOGRAFIA
Robert Richardson per Hugo Cabret. La premiazione.

MIGLIOR MONTAGGIO
Kirk Baxter e Angus Wall per Millennium-Uomini che odiano le donne (The Girl with the Dragon Tattoo). La premiazione.

MIGLIOR SCENOGRAFIA
Dante Ferretti & Francesca Lo Schiavo per Hugo Cabret. La premiazione.

MIGLIOR TRUCCO
Mark Coulier & Roy Helland per The Iron Lady. La premiazione.

MIGLIORI COSTUMI
Mark Bridges per The Artist. La premiazione.

MIGLIOR EFFETTI SPECIALI
Rob Legato, Joss Williams, Ben Grossman & Alex Henning per Hugo Cabret. La premiazione.

MIGLIOR COLONNA SONORA
Ludovic Bource per The Artist. La premiazione.

MIGLIOR CANZONE
Man or Muppet, di Bret McKenzie per I Muppet. La premiazione.

MIGLIOR SONORO
Tom Fleishman & John Midgley per Hugo Cabret. La premiazione.

MIGLIOR MONTAGGIO SONORO
Philip Stockton & Eugene Gearty per Hugo Cabret. La premiazione.

MIGLIOR DOCUMENTARIO
Undefeated, di TJ Martin, Dan Lindsay & Richard Middlemas. La premiazione.

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO DOCUMENTARIO
Saving Face, di Daniel Junge & Sharmeen Obaid-Chinoy. La premiazione.

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO
The Shore, di Terry & Oorlagh George. La premiazione.

MIGLIOR CORTO D'ANIMAZIONE
The Fantastic Flying Books of Mr. Morris Lessmore, di William Joyce e Brandon Oldenburg. La premiazione.

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domenica 26 febbraio 2012

OSCAR 2012. I PRONOSTICI



Finalmente ci siamo.
In attesa della premiazione ufficiale, in programma questa notte, la redazione di CINEMA A BOMBA! ha deciso di sfidarsi a colpi di pronostici.
Chi vincerà? Rimanete con noi e lo scoprirete...
Ecco le nostre ipotesi:

MIGLIOR FILM
The Artist, di Michel Hazanavicius (FR, FE)
The Tree of Life, di Terrence Malick (A)

MIGLIOR REGIA
Michel Hazanavicius per The Artist (FE, A)
Martin Scorsese per Hugo Cabret (FR)

MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA
George Clooney per Paradiso Amaro (FR, FE)
Jean Dujardin per The Artist (A)

MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA
Meryl Streep per The Iron Lady (FR, FE)
Glenn Close per Albert Nobbs (A)

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
Christopher Plummer per Beginners (FR, FE)
Jonah Hill per Moneyball (A)

MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA
Octavia Spencer per The Help (FR, FE)
Jessica Chastain per The Help (A)

MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE
Michel Hazanavicius per The Artist (FR, FE, A)

MIGLIOR SCENEGGIATURA NON ORIGINALE
John Logan per Hugo Cabret (FR)
Alexander Payne, Nat Faxon & Jim Rash per Paradiso Amaro (FE)
George Clooney, Grant Heslov & Beau Willimon per Le Idi di Marzo (A)

MIGLIOR FILM STRANIERO
Una Separazione, di Asghar Farhadi (FR, FE)
Footnote, di Joseph Cedar (A)

MIGLIOR FILM D'ANIMAZIONE
Rango, di Gore Verbinski (FR, FE)
Il gatto con gli stivali, di Chris Miller (A)

MIGLIOR FOTOGRAFIA
Robert Richardson per Hugo Cabret (FR)
Guillame Schiffman per The Artist (FE)
Emmanuel Lubezki per The Tree of Life (A)

MIGLIOR MONTAGGIO
Michel Hazanavicus & Anne-Sophie Bion per The Artist (FR, FE)
Thelma Shoonmaker per Hugo Cabret (A)

MIGLIOR SCENOGRAFIA
Dante Ferretti & Francesca Lo Schiavo per Hugo Cabret(FR, FE)
Rick Carter & Lee Sandales per War Horse (A)

MIGLIOR TRUCCO
Martial Corneville, Lynn Johnston & Matthew Mungle per Albert Nobbs (FR)
Mark Coulier & Roy Helland per The Iron Lady (FE)
Nick Dudman, Amanda Knight & Lisa Tomblin per Harry Potter e i Doni della Morte - Parte II (A)

MIGLIORI COSTUMI
Mark Bridges per The Artist (FR, FE, A)

MIGLIOR EFFETTI SPECIALI
Rob Legato, Joss Williams, Ben Grossman & Alex Henning per Hugo Cabret (FR, FE)
Tim Burke, David Vickery, Greg Butler & John Richardson per Harry Potter e i Doni della Morte - Parte II (A)

MIGLIOR COLONNA SONORA
Ludovic Bource per The Artist (FR, FE)
Howard Shore per Hugo Cabret (A)

MIGLIOR CANZONE
Man or Muppet, di Bret McKenzie per I Muppet (FR, FE, A)

MIGLIOR SONORO
Tom Fleishman & John Midgley per Hugo Cabret (FR, FE)
Gary Rydstrom, Andy Nelson, Tom Johnson & Stuart Wilson per War Horse (A)

MIGLIOR MONTAGGIO SONORO
Philip Stockton & Eugene Gearty per Hugo Cabret (FR, FE, A)

MIGLIOR DOCUMENTARIO
If a Tree Falls, di Marshall Curry & Sam Cullman (FR)
Pina 3D, di Wim Wenders & Gian-Piero Ringel (FE)
Undefeated, di TJ Martin, Dan Lindsay & Richard Middlemas (A)

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO DOCUMENTARIO
The Tzunami & The Cherry Blossom, di Kira Carstensen & Lucy Walker (FR)
God is The Bigger Elvis, di Julie Anderson & Rebecca Cammisa (FE)
Saving Face, di Daniel Junge & Sharmeen Obaid-Chinoy (A)

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO
Pentecost, di Peter McDonald & Eimear O'Kane (FR)
The Shore, di Terry & Oorlagh George (FE)
Time Freak, di Gigi Causer & Andrew Bowler (A)

MIGLIOR CORTO D'ANIMAZIONE
La Luna, di Enrico Casarosa (FR)
A Morning Stroll, di Grant Orchard & Sue Goffe (FE)
Wild Life, di Wendy Tilby & Amanda Forbis (A)

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lunedì 6 febbraio 2012

OSCAR 2012. NOMINATION: FILM E REGIA


Hugo Cabret: 11 nomination.
The Artist: 10 nomination.

Sono due film che guardano al cinema del passato (remoto) i favoriti nella notte del 26 Febbraio 2012, quando verranno consegnati i premi Oscar nel glorioso Kodak Theater di Los Angeles.
E sono pellicole molto diverse tra loro: da una parte, il kolossal tecnologicamente all'avanguardia di Martin Scorsese (un nome, una garanzia) sugli esordi del cinema (tra i personaggi c'è l'inventore degli effetti speciali Georges Méliès); dall'altra, il film francese muto e in bianco e nero - rivelazione al Festival di Cannes 2011 - sul passaggio dai silent movies ai film sonori.

Ma sarebbe un errore sottovalutare Paradiso Amaro (The Descendants), 5 nomination e vincitore dei Golden Globe, War Horse di Steven Spielberg, 6 nomination come L'Arte di Vincere (Moneyball) con Brad Pitt.

Discorso simile per la categoria del Miglior Regista, dove Scorsese e Hazanavicius (il regista di The Artist) se la dovranno vedere con Alexander Payne (The Descendants), Woody Allen (Midnight in Paris) e il leggendario Terrence Malick (con il capolavoro The Tree of Life).

Se volete conoscere i film protagonisti della magica notte degli Oscar, date un'occhiata ai trailer, alle trame e alle interviste ai registi!


Miglior film


The Artist, regia di Michel Hazanavicius


Paradiso amaro (The Descendants), regia di Alexander Payne


Hugo Cabret (Hugo), regia di Martin Scorsese


Midnight in Paris, regia di Woody Allen


Molto forte, incredibilmente vicino (Extremely Loud and Incredibly Close), regia di Stephen Daldry


The Help, regia di Tate Taylor


L'arte di vincere (Moneyball), regia di Bennett Miller


War Horse, regia di Steven Spielberg


The Tree of Life, regia di Terrence Malick


Miglior regia


Dall'alto: Terrence Malick, Martin Scorsese, Michel Hazanavicius, Woody Allen, Alexander Payne.

Michel Hazanavicius - The Artist
Alexander Payne - Paradiso amaro (The Descendants)
Martin Scorsese - Hugo Cabret (Hugo)
Woody Allen - Midnight in Paris
Terrence Malick - The Tree of Life


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