CINEMA A BOMBA!

mercoledì 18 marzo 2026

OSCAR 2026. UNA BATTAGLIA DOPO L'ALTRA NEL MONDO IN GUERRA

(Dall'alto: P.T. Anderson; Jessie Buckley; Sean Penn).  


Chi ha vinto gli Oscar 2026?

Qualcuno potrebbe dire Paul Thomas Anderson.

L'autore "artigiano" di Magnolia, Il Petroliere, The Master e Il Filo Nascosto ha visto finalmente certificato il suo status di grande del cinema.
La giusta consacrazione per questo cineasta non di nicchia, ma lontano dalle logiche commerciali hollywoodiane, non dissimile in questo dai suoi colleghi Christopher Nolan e Guillermo del Toro.

Il suo Una Battaglia dopo l'Altra, film politico d'azione con risvolti di commedia, ha sbaragliato nettamente la concorrenza accaparrandosi 6 statuette: miglior film, regia, sceneggiatura non originale, attore non protagonista, montaggio e - categoria introdotta quest'anno - casting.

Qualcuno potrebbe dire il succitato Guillermo del Toro.

Il suo Frankenstein ha trionfato nelle categorie tecniche, dimostrandosi un adattamento decisamente accattivante del celebre e sfruttatissimo romanzo di Mary Shelley.
Esito tutt'altro che scontato.

Qualcuno potrebbe dire Michael B. Jordan.

L'antagonista di Black Panther ha sbaragliato la concorrenza di colleghi più accreditati di lui.
Tra questi il grande sconfitto della serata, Timothée Chalamet, che ha di certo pagato sovraesposizione mediatica e dichiarazioni infelici (festeggeranno i cultori di opera e balletto, ma non quelli del ping pong: Marty Supreme è tornato a casa a mani vuote).

I Peccatori - omaggio al cinema blaxploitation degli anni 70 che unisce arditamente horror e musical - si presentava con un numero record di candidature (16!), concretizzatesi però solo con quattro riconoscimenti, comunque piuttosto pesanti (tra questi: miglior attore protagonista, appunto, e migliore sceneggiatura originale per il regista Ryan Coogler).

Qualcuno potrebbe dire Jessie Buckley, la prima irlandese ad affermarsi come migliore attrice, che ha convinto tutti con il commovente Hamnet della regista di Nomadland Chloé Zhao.

Oppure la sottovalutata Amy Madigan, che ricordiamo al fianco di Kevin Costner in L'Uomo dei Sogni e che ora non è più soltanto "la moglie di Ed Harris", bensì l'onorevole vincitrice di un Oscar da non protagonista (e per un horror, per di più!).

Qualcun'altro potrebbe dire KPop Demon Hunters, prodotto Netflix che con le statuette per migliore film di animazione e migliore canzone attesta la crisi nera della Disney, un tempo padrona incontrastata delle due categorie.

A proposito di musiche, ancora una sconfitta per la pluricandidata Diane Warren (la settima di fila e diciasettesima in totale!).
Continua a comporre, cara Diane: arriverà finalmente il tuo momento... prima o poi.

C'è stata gloria anche per Sentimental Value, drammone nordico che ha avuto la meglio come miglior film internazionale.
E dire che la concorrenza era spietata: il brasiliano L'Agente Segreto, Golden Globe nella stessa categoria; l'iraniano Un Semplice Incidente, Palma d'Oro a Cannes; il tunisino/palestinese La Voce di Hind Rajab, Gran Premio della Giuria a Venezia.

Insomma, nella Notte delle Stelle, ci sono stati tanti vincitori.
Ma permetteteci di affermare che il vero trionfatore di questa edizione è stato... Sean Penn.

Poteva essere una serata storica per lui, che aggiudicandosi il titolo di miglior attore non protagonista per il ruolo di un fanatico generale in Una Battaglia dopo l'Altra è entrato nel ristrettissimo novero di coloro che sono riusciti a vincere tre Oscar, in compagnia di Walter Brennan, Jack Nicholson e Daniel Day-Lewis.

Ma il divo di Dead Man Walking e Mystic River non si è presentato a ritirare la statuetta.

La sua assenza si è fatta notare e ha fatto discutere, ma sapete cosa stava facendo mentre il mondo del cinema si autocelebrava tra luci e paillettes?
Era diretto a Kiyv per incontrare il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, attore anch'egli in un tempo che sembra ormai remoto...

Il mondo sta bruciando, gli Stati Uniti sono una potenza in rapido declino e mai come in questo periodo l'Academy si è dimostrata tanto afona e autoreferenziale.
Pochissimi i cenni all'attualità nei discorsi di ringraziamento dei premiati o di presentazione dei premi - solo lo spagnolo Javier Bardem ha preso posizione sul palco contro le guerre e a favore di una Palestina libera, ma è rimasto isolato.

Ecco che l'assenza di Penn ha squarciato così il velo dell'ipocrisia di un mondo che si riempie tanto la bocca di parole quali diritti, libertà, inclusione, ma che nella sostanza non ha il coraggio di affrontare a viso aperto il potente di turno o di intraprendere azioni concrete per portare avanti le proprie battaglie.

L'attore, con questo gesto, non solo ha manifestato solidarietà al capo di stato di una nazione in guerra bistrattato ingiustamente dallo stesso presidente USA, ma ha anche messo a nudo la vacuità, l'inutilità, l'irrilevanza di Hollywood di fronte ai drammatici problemi del mondo attuale.

Grazie anche a questo premio (meritato), il vero protagonista di questa edizione è stato lui.


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lunedì 16 marzo 2026

OSCAR 2026. I VINCITORI

(Il comico e conduttore tv Conan O'Brien ha presentato la cerimonia degli Oscar per il secondo anno di fila).  



Visto che ci tenete tanto a saperlo, la nostra Redazione ha fatto meglio quest'anno di quello scorso, azzeccando... 22 pronostici su 24!
Il più bravo di noi stavolta è stato Fran, con un impressionante 19 su 24!

Ma oltre a CINEMA A BOMBA, a vincere è stato - come previsto - Paul Thomas Anderson e il suo Una Battaglia dopo l'Altra.
Il thriller politico con Leonardo DiCaprio e Sean Penn (il secondo premiato come non protagonista, ma in contumacia) ha collezionato 6 statuette, tra cui quelle per il miglior film e la miglior regia.

In attesa del nostro consueto post di commento, vi lasciamo qui sotto con l'elenco di tutti i vincitori, categoria per categoria (li trovate in grassetto in mezzo agli altri candidati).
E ovviamnete cliccate sui link per maggiori informazioni!


Miglior film
Bugonia
F1-Il film
Frankenstein
Hamnet
Marty Supreme - ANG
Una Battaglia dopo l'Altra – FEDE, FRA
L'Agente Segreto
Sentimental Value
I Peccatori (Sinners)
Train Dreams

Miglior regia
Paul Thomas Anderson – Una Battaglia dopo l'Altra – FEDE, ANG, FRA
Ryan Coogler – I Peccatori (Sinners)
Josh Safdie – Marty Supreme
Joachim Trier – Sentimental Value
Chloé Zhao – Hamnet

Miglior attrice protagonista
Jessie Buckley – Hamnet – FEDE, FRA
Rose Byrne – Se solo Potessi ti Prenderei a Calci – ANG
Kate Hudson – Song Sung Blue
Renate Reinsve – Sentimental Value
Emma Stone – Bugonia

Miglior attore protagonista
Timothée Chalamet – Marty Supreme – ANG
Leonardo DiCaprio – Una Battaglia dopo l'Altra
Ethan Hawke – Blue Moon
Michael B. Jordan – I Peccatori – FEDE, FRA
Wagner Moura – L'Agente Segreto

Miglior attrice non protagonista
Elle Fanning – Sentimental Value – ANG
Inga Ibsdotter Lilleaas – Sentimental Value
Amy Madigan – Weapons - FRA
Wunmi Mosaku – I Peccatori
Teyana Taylor – Una Battaglia dopo l'Altra - FEDE

Miglior attore non protagonista
Benicio del Toro – Una Battaglia dopo l'Altra
Jacob Elordi – Frankenstein
Delroy Lindo – I Peccatori - FRA
Sean Penn – Una Battaglia dopo l'Altra - FEDE
Stellan Skarsgård – Sentimental Value – ANG

Miglior sceneggiatura originale
Robert Kaplow – Blue Moon
Jafar Panahi, Shadmehr Rastin, Nader Saivar e Mehdi Mahmudiyan – Un Semplice Incidente
Ronald Bronstein e Josh Safdie – Marty Supreme – FEDE, ANG
Eskil Vogt e Joachim Trier – Sentimental Value
Ryan Coogler – I Peccatori – FRA

Migliore sceneggiatura non originale
Will Tracy – Bugonia
Guillermo del Toro – Frankenstein
Chloé Zhao e Maggie O'Farrell – Hamnet
Paul Thomas Anderson – Una Battaglia dopo l'Altra – FEDE, FRA
Greg Kwedar e Clint Bentley – Train Dreams – ANG

Miglior film internazionale
L'Agente Segreto, regia di Kleber Mendonça Filho (Brasile) – FEDE, FRA
Un Semplice Incidente, regia di Jafar Panahi (Francia)
Sentimental Value, regia di Joachim Trier (Norvegia)
Sirāt, regia di Óliver Laxe (Spagna) – ANG
La voce di Hind Rajab, regia di Kawthar ibn Haniyya (Tunisia)

Miglior film d'animazione
Zootropolis 2, regia di Byron Howard e Jared Bush
KPop Demon Hunters, regia di Maggie Kang e Chris Appelhans – FEDE, FRA
La piccola Amélie, regia di Maïlys Vallade e Liane-Cho Han
Elio, regia di Domee Shi, Madeline Sharafian e Adrian Molina
Arco-Un'Amicizia per Salvare il Futuro, regia di Ugo Bienvenu - ANG

Miglior colonna sonora originale
Jerskin Fendrix – Bugonia
Alexandre Desplat – Frankenstein – ANG
Max Richter – Hamnet
Jonny Greenwood – Una Battaglia dopo l'Altra
Ludwig Göransson – I Peccatori – FEDE, FRA

Miglior canzone originale
Dear Me (testo e musica: Diane Warren) – Diane Warren: Relentless
Golden (testo e musica: Ejae, Mark Sonnenblick, 24, Ido, Teddy Park e Ian Eisendrath) – KPop Demon Hunters – FEDE, FRA
I Lied to You (testo e musica: Raphael Saadiq e Ludwig Göransson) – I Peccatori
Sweet Dreams of Joy (testo e musica: Nicholas Pike) – Viva Verdi!
Train Dreams (musica: Nick Cave e Bryce Dessner; testo: Nick Cave) – Train Dreams – ANG

Miglior casting
Nina Gold – Hamnet – FEDE, ANG
Jennifer Venditti – Marty Supreme
Cassandra Kulukundis – Una Battaglia dopo l'Altra
Gabriel Domingues – L'Agente Segreto
Francine Maisler – I Peccatori - FRA

Miglior montaggio
Stephen Mirrione – F1-Il film
Ronald Bronstein e Josh Safdie – Marty Supreme – ANG
Andy Jurgensen – Una Battaglia dopo l'Altra - FEDE
Olivier Bugge Coutté – Sentimental Value
Michael P. Shawver – I Peccatori - FRA

Miglior scenografia
Tamara Deverell (scenografia) e Shane Vieau (arredamento) – Frankenstein – FEDE, ANG, FRA
Fiona Crombie (scenografia) e Alice Felton (arredamento) – Hamnet
Jack Fisk (scenografia) e Adam Willis (arredamento) – Marty Supreme
Florencia Martin (scenografia) e Anthony Carlino (arredamento) – Una Battaglia dopo l'Altra
Hannah Beachler (scenografia) e Monique Champagne (arredamento) – I Peccatori

Miglior fotografia
Dan Laustsen – Frankenstein
Darius Khondji – Marty Supreme
Michael Bauman – Una Battaglia dopo l'Altra – FEDE, ANG
Autumn Durald Arkapaw – I Peccatori - FRA
Adolpho Veloso – Train Dreams

Migliori costumi
Deborah L. Scott – Avatar: Fuoco e Cenere
Kate Hawley – Frankenstein - FRA
Małgosia Turzańska – Hamnet
Miyako Bellizzi – Marty Supreme – FEDE, ANG
Ruth E. Carter – I Peccatori

Miglior trucco e acconciatura
Mike Hill, Jordan Samuel e Cliona Furey – Frankenstein – ANG, FRA
Kyoko Toyokawa, Naomi Hibino e Tadashi Nishimatsu – Kokuho
Ken Diaz, Mike Fontaine e Shunika Terry – I Peccatori
Kazu Hiro, Glen Griffin e Bjoern Rehbein – The Smashing Machine - FEDE
Thomas Foldberg e Anne Cathrine Sauerberg – The Ugly Stepsister

Migliori effetti speciali
Joe Letteri, Richard Baneham, Eric Saindon e Daniel Barrett – Avatar: Fuoco e Cenere – ANG, FRA
Ryan Tudhope, Robert Harrington, Nicolas Chevallier e Keith Dawson – F1-Il film
David Vickery, Stephen Aplin, Charmaine Chan e Neil Corbould – Jurassic World-La Rinascita
Charlie Noble, David Zaretti, Russell Bowen e Brandon K. McLaughlin – The Lost Bus
Michael Ralla, Espen Nordahl, Guido Wolter e Donnie Dean – I Peccatori - FEDE

Miglior sonoro
Gareth John, Al Nelson, Gwendolyn Yates Whittle, Gary Rizzo e Juan Peralta – F1-Il film - FRA
Greg Chapman, Nathan Robitaille, Nelson Ferreira, Christian Cooke e Brad Zoern – Frankenstein
José Antonio García, Christopher Scarabosio e Tony Villaflor – Una Battaglia dopo l'Altra – FEDE, ANG
Chris Welcker, Benjamin A. Burtt, Felipe Pacheco, Brandon Proctor e Steve Boeddeker – I Peccatori
Amanda Villavieja, Laia Casanovas e Yasmina Praderas – Sirāt

Miglior documentario
The Alabama Solution, regia di Andrew Jarecki e Charlotte Kaufman
Come See Me in the Good Light, regia di Ryan White, Jessica Hargrave, Tig Notaro e Stef Willen
Cutting Through Rocks, regia di Sara Khaki e Mohammadreza Eyni
Mr. Nobody Against Putin, regia di David Borenstein - FEDE
The Perfect Neighbor, regia di Geeta Gandbhir, Alisa Payne, Nikon Kwantu e Sam Bisbee – ANG, FRA

Miglior cortometraggio documentario
All the Empty Rooms, regia di Joshua Seftel e Conall Jones - FRA
Armed Only with a Camera: The Life and Death of Brent Renaud, regia di Craig Renaud e Juan Arredondo – ANG
Children No More: "Were and Are Gone";, regia di Hilla Medalia e Sheila Nevins
The Devil Is Busy, regia di Christalyn Hampton e Geeta Gandbhir
Perfectly a Strangeness, regia di Alison McAlpine - FEDE

Miglior cortometraggio
Butcher's Stain, regia di Meyer Levinson-Blount e Oron Caspi
A Friend of Dorothy, regia di Lee Knight e James Dean - FEDE
Jane Austen's Period Drama, regia di Julia Aks e Steve Pinder - ANG
The Singers, regia di Sam A. Davis and Jack Piatt
Two People Exchanging Saliva, regia di Alexandre Singh e Natalie Musteata - FRA

Miglior cortometraggio d'animazione
Butterfly, regia di Florence Miailhe e Ron Dyens - ANG
Forevergreen, regia di Nathan Engelhardt e Jeremy Spears
La jeune fille qui pleurait des perles, regia di Chris Lavis e Maciek Szczerbowski – FEDE, FRA
Retirement Plan, regia di John Kelly e Andrew Freedman
The Three Sisters, regia di Konstantin Bronzit


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sabato 14 marzo 2026

OSCAR 2026. LE NOSTRE PREVISIONI



Le Idi di Marzo si avvicinano e con esse la 98a edizione degli Academy Awards, volgarmente conosciuti come Premi Oscar.

Noi di CINEMA A BOMBA dedichiamo annualmente all'evento uno Speciale fin dagli albori del blog, nel 2012, divertendoci a cercare di indovinare chi vincerà che cosa.

Senza modestia, spesso ci azzecchiamo.
Solo lo scorso anno - per dire - abbiamo previsto correttamente 21 categorie su 23 totali, nel 2024 addirittura 22 su 23 (non male, vero?).

Stavolta sarà più difficile, anche perché gli Oscar assegnati saranno... 24!
Come saprete già avendo letto il nostro precedente post dedicato, quest'anno è stata introdotta anche la nomination per il miglior casting.

Volete cimentarvi con noi? Scriveteci le vostre previsioni nei commenti!
Nel frattempo leggete qui sotto quali sono le nostre scelte e cliccate sui link per eventuali approfondimenti.


Miglior film
Bugonia
F1-Il film
Frankenstein
Hamnet
Marty Supreme - ANG
Una Battaglia dopo l'Altra – FEDE, FRA
L'Agente Segreto
Sentimental Value
I Peccatori (Sinners)
Train Dreams

Miglior regia
Paul Thomas Anderson – Una Battaglia dopo l'Altra – FEDE, ANG, FRA
Ryan Coogler – I Peccatori
Josh Safdie – Marty Supreme
Joachim Trier – Sentimental Value
Chloé Zhao – Hamnet

Miglior attrice protagonista
Jessie Buckley – Hamnet – FEDE, FRA
Rose Byrne – Se solo Potessi ti Prenderei a Calci – ANG
Kate Hudson – Song Sung Blue
Renate Reinsve – Sentimental Value
Emma Stone – Bugonia

Miglior attore protagonista
Timothée Chalamet – Marty Supreme – ANG
Leonardo DiCaprio – Una Battaglia dopo l'Altra
Ethan Hawke – Blue Moon
Michael B. Jordan – I Peccatori (Sinners) – FEDE, FRA
Wagner Moura – L'Agente Segreto

Miglior attrice non protagonista
Elle Fanning – Sentimental Value – ANG
Inga Ibsdotter Lilleaas – Sentimental Value
Amy Madigan – Weapons - FRA
Wunmi Mosaku – I Peccatori
Teyana Taylor – Una Battaglia dopo l'Altra - FEDE

Miglior attore non protagonista
Benicio del Toro – Una Battaglia dopo l'Altra
Jacob Elordi – Frankenstein
Delroy Lindo – I Peccatori - FRA
Sean Penn – Una Battaglia dopo l'Altra - FEDE
Stellan Skarsgård – Sentimental Value – ANG

Miglior sceneggiatura originale
Robert Kaplow – Blue Moon
Jafar Panahi, Shadmehr Rastin, Nader Saivar e Mehdi Mahmudiyan – Un Semplice Incidente
Ronald Bronstein e Josh Safdie – Marty Supreme – FEDE, ANG
Eskil Vogt e Joachim Trier – Sentimental Value
Ryan Coogler – I Peccatori – FRA

Migliore sceneggiatura non originale
Will Tracy – Bugonia
Guillermo del Toro – Frankenstein
Chloé Zhao e Maggie O'Farrell – Hamnet
Paul Thomas Anderson – Una Battaglia dopo l'Altra – FEDE, FRA
Greg Kwedar e Clint Bentley – Train Dreams – ANG

Miglior film internazionale
L'Agente Segreto, regia di Kleber Mendonça Filho (Brasile) – FEDE, FRA
Un Semplice Incidente, regia di Jafar Panahi (Francia)
Sentimental Value, regia di Joachim Trier (Norvegia)
Sirāt, regia di Óliver Laxe (Spagna) – ANG
La voce di Hind Rajab, regia di Kawthar ibn Haniyya (Tunisia)

Miglior film d'animazione
Zootropolis 2, regia di Byron Howard e Jared Bush
KPop Demon Hunters, regia di Maggie Kang e Chris Appelhans – FEDE, FRA
La piccola Amélie, regia di Maïlys Vallade e Liane-Cho Han
Elio, regia di Domee Shi, Madeline Sharafian e Adrian Molina
Arco-Un'Amicizia per Salvare il Futuro, regia di Ugo Bienvenu - ANG

Miglior colonna sonora originale
Jerskin Fendrix – Bugonia
Alexandre Desplat – Frankenstein – ANG
Max Richter – Hamnet
Jonny Greenwood – Una Battaglia dopo l'Altra
Ludwig Göransson – I Peccatori (Sinners) – FEDE, FRA

Miglior canzone originale
Dear Me (testo e musica: Diane Warren) – Diane Warren: Relentless
Golden (testo e musica: Ejae, Mark Sonnenblick, 24, Ido, Teddy Park e Ian Eisendrath) – KPop Demon Hunters – FEDE, FRA
I Lied to You (testo e musica: Raphael Saadiq e Ludwig Göransson) – I Peccatori
Sweet Dreams of Joy (testo e musica: Nicholas Pike) – Viva Verdi!
Train Dreams (musica: Nick Cave e Bryce Dessner; testo: Nick Cave) – Train Dreams – ANG

Miglior casting
Nina Gold – Hamnet – FEDE, ANG
Jennifer Venditti – Marty Supreme
Cassandra Kulukundis – Una Battaglia dopo l'Altra
Gabriel Domingues – L'Agente Segreto
Francine Maisler – I Peccatori - FRA

Miglior montaggio
Stephen Mirrione – F1-Il film
Ronald Bronstein e Josh Safdie – Marty Supreme – ANG
Andy Jurgensen – Una Battaglia dopo l'Altra - FEDE
Olivier Bugge Coutté – Sentimental Value
Michael P. Shawver – I Peccatori - FRA

Miglior scenografia
Tamara Deverell (scenografia) e Shane Vieau (arredamento) – Frankenstein – FEDE, ANG, FRA
Fiona Crombie (scenografia) e Alice Felton (arredamento) – Hamnet
Jack Fisk (scenografia) e Adam Willis (arredamento) – Marty Supreme
Florencia Martin (scenografia) e Anthony Carlino (arredamento) – Una Battaglia dopo l'Altra
Hannah Beachler (scenografia) e Monique Champagne (arredamento) – I Peccatori

Miglior fotografia
Dan Laustsen – Frankenstein
Darius Khondji – Marty Supreme
Michael Bauman – Una Battaglia dopo l'Altra – FEDE, ANG
Autumn Durald Arkapaw – I Peccatori (Sinners) - FRA
Adolpho Veloso – Train Dreams

Migliori costumi
Deborah L. Scott – Avatar: Fuoco e Cenere
Kate Hawley – Frankenstein - FRA
Małgosia Turzańska – Hamnet
Miyako Bellizzi – Marty Supreme – FEDE, ANG
Ruth E. Carter – I Peccatori

Miglior trucco e acconciatura
Mike Hill, Jordan Samuel e Cliona Furey – Frankenstein – ANG, FRA
Kyoko Toyokawa, Naomi Hibino e Tadashi Nishimatsu – Kokuho
Ken Diaz, Mike Fontaine e Shunika Terry – I Peccatori
Kazu Hiro, Glen Griffin e Bjoern Rehbein – The Smashing Machine - FEDE
Thomas Foldberg e Anne Cathrine Sauerberg – The Ugly Stepsister

Migliori effetti speciali
Joe Letteri, Richard Baneham, Eric Saindon e Daniel Barrett – Avatar: Fuoco e Cenere – ANG, FRA
Ryan Tudhope, Robert Harrington, Nicolas Chevallier e Keith Dawson – F1-Il film
David Vickery, Stephen Aplin, Charmaine Chan e Neil Corbould – Jurassic World-La Rinascita
Charlie Noble, David Zaretti, Russell Bowen e Brandon K. McLaughlin – The Lost Bus
Michael Ralla, Espen Nordahl, Guido Wolter e Donnie Dean – I Peccatori - FEDE

Miglior sonoro
Gareth John, Al Nelson, Gwendolyn Yates Whittle, Gary Rizzo e Juan Peralta – F1-Il film - FRA
Greg Chapman, Nathan Robitaille, Nelson Ferreira, Christian Cooke e Brad Zoern – Frankenstein
José Antonio García, Christopher Scarabosio e Tony Villaflor – Una Battaglia dopo l'Altra – FEDE, ANG
Chris Welcker, Benjamin A. Burtt, Felipe Pacheco, Brandon Proctor e Steve Boeddeker – I Peccatori
Amanda Villavieja, Laia Casanovas e Yasmina Praderas – Sirāt

Miglior documentario
The Alabama Solution, regia di Andrew Jarecki e Charlotte Kaufman
Come See Me in the Good Light, regia di Ryan White, Jessica Hargrave, Tig Notaro e Stef Willen
Cutting Through Rocks, regia di Sara Khaki e Mohammadreza Eyni
Mr Nobody Against Putin, regia di David Borenstein - FEDE
The Perfect Neighbor, regia di Geeta Gandbhir, Alisa Payne, Nikon Kwantu e Sam Bisbee – ANG, FRA

Miglior cortometraggio documentario
All the Empty Rooms, regia di Joshua Seftel e Conall Jones - FRA
Armed Only with a Camera: The Life and Death of Brent Renaud, regia di Craig Renaud e Juan Arredondo – ANG
Children No More: "Were and Are Gone";, regia di Hilla Medalia e Sheila Nevins
The Devil Is Busy, regia di Christalyn Hampton e Geeta Gandbhir
Perfectly a Strangeness, regia di Alison McAlpine - FEDE

Miglior cortometraggio
Butcher's Stain, regia di Meyer Levinson-Blount e Oron Caspi
A Friend of Dorothy, regia di Lee Knight e James Dean - FEDE
Jane Austen's Period Drama, regia di Julia Aks e Steve Pinder - ANG
The Singers, regia di Sam A. Davis and Jack Piatt
Two People Exchanging Saliva, regia di Alexandre Singh e Natalie Musteata - FRA

Miglior cortometraggio d'animazione
Butterfly, regia di Florence Miailhe e Ron Dyens - ANG
Forevergreen, regia di Nathan Engelhardt e Jeremy Spears
La jeune fille qui pleurait des perles, regia di Chris Lavis e Maciek Szczerbowski – FEDE, FRA
Retirement Plan, regia di John Kelly e Andrew Freedman
The Three Sisters, regia di Konstantin Bronzit


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venerdì 27 febbraio 2026

OSCAR 2026. NOMINATION: FILM E REGIA

Dall'alto: Steven Spielberg con la collega Chloé Zhao; P.T. Anderson dirige Leonardo diCaprio; Ryan Coogler (a destra) sul set de I Peccatori.


Ci sono anni in cui la Notte delle Stelle regala sorprese (a volte non proprio gradite) e altri in cui il verdetto è praticamente scontato.
Il 2026 sembra appartenere al secondo caso.

Tutto fa credere che Una Battaglia dopo l'Altra - "magnum opus" di P.T. Anderson, degno erede di Robert Altman - non avrà problemi ad aggiudicarsi né l'Oscar per il miglior film né quello per la miglior regia, ma la concorrenza rimane agguerrita.

I Peccatori è stato un caso, avendo diviso nettamente la critica tra estimatori adoranti e severi detrattori, terzium non datur.
Resta difficile immaginare che l'Academy voglia incensare un horror in costume con più di qualche debito da Dal Tramonto all'Alba.

Hamnet è un drammone sulla vita di William Shakespeare con regista l'oscarizzata Chloé Zhao, oltre a Sam Mendes (American Beauty, Spectre) e il mitico Steven Spielberg come produttori.
Troppa grazia: basterà a convincere i giurati?

Gli altri concorrenti paiono avere meno chance, dal Frankenstein targato Guillermo del Toro (niente nomina alla regia, sul serio?) allo sportivo Marty Supreme diretto dal cineasta indie Josh Safdie (fratello di quel Bennie Safdie che avevamo visto l'estate scorsa come cattivo di Un Tipo Imprevedibile 2).

Non resta che provare a scommettere - senza soldi, eh - su chi vincerà il 15 marzo, ricordandovi che il prossimo post è... proprio quello con i nostri pronostici!
Nel frattempo, leggete qui sotto i candidati di queste ultime categorie e cliccate sui link per approfondire un po'.


Miglior film
Bugonia, prodotto da Ed Guiney, Lars Knudsen, Yorgos Lanthimos, Andrew Lowe ed Emma Stone
F1-Il film, prodotto da Jerry Bruckheimer, Dede Gardner, Jeremy Kleiner, Joseph Kosinski, Chad Oman e Brad Pitt
Frankenstein, prodotto da J. Miles Dale, Guillermo del Toro e Scott Stuber
Hamnet, prodotto da Nicolas Gonda, Pippa Harris, Liza Marshall, Sam Mendes e Steven Spielberg
Marty Supreme, prodotto da Eli Bush, Ronald Bronstein, Timothée Chalamet, Anthony Katagas e Josh Safdie
Una Battaglia dopo l'Altra, prodotto da Paul Thomas Anderson, Sara Murphy e Adam Somner
L'Agente Segreto, prodotto da Emilie Lesclaux
Sentimental Value, prodotto da Maria Ekerhovd e Andrea Berentsen Ottmar
I Peccatori (Sinners), prodotto da Ryan Coogler, Zinzi Coogler e Sev Ohanian
Train Dreams, prodotto da Michael Heimler, Will Janowitz, Marissa McMahon, Ashley Schlaifer e Teddy Schwarzman

Miglior regista
Paul Thomas Anderson – Una Battaglia dopo l'Altra
Ryan Coogler – I Peccatori
Josh Safdie – Marty Supreme
Joachim Trier – Sentimental Value
Chloé Zhao – Hamnet


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lunedì 12 gennaio 2026

GOLDEN GLOBE 2026. I VINCITORI

(Dall'alto: Nikki Glaser, Paul Thomas Anderson, Wagner Moura). 


Come previsto, la serata di ieri non ha regalato sorprese.
Nella 83a edizione dei Golden Globe - i premi cinematografici assegnati a Hollywood da una selezione della stampa estera, che spesso fungono da anteprima degli Oscar - tutto è andato secondo copione.

Mentre la bella comedian Nikki Glaser, confermata alla conduzione dopo lo scorso anno, sferzava la platea col suo consueto umorismo tagliente, uno dopo l'altro i Globi finivano nella mani dei favoriti, senza colpi di scena.

Che questo sia l'anno di P.T. Anderson l'hanno capito anche i sassi.
Una Battaglia dopo l'Altra, thriller politico con Leo DiCaprio e Sean Penn, ha infatti capitalizzato 4 delle 9 nomination della vigilia: miglior film commedia, regia, sceneggiatura e attrice non protagonista.

L'autore di Magnolia e The Master ha lasciato alla concorrenza poco più che briciole: 2 riconoscimenti a Hamnet di Chloé Zhao (la pellicola della regista premio Oscar di Nomadland ed Eternals ha vinto miglior film drammatico e miglior attrice), altrettanti all'incensato I Peccatori di Ryan Coogler (quello del dittico di Black Panther).

Non stupisce neppure che Kpop Demon Hunter abbia sbaragliato la potente Disney, che si presentava con il seguito di Zootropolis.
Trainato dal singolo-tormentone Golden, il popolare cartone targato Netflix si è aggiudicato miglior film d'animazione e - ovvio - miglior canzone.

Forse l'unica sorpresa è stata L'Agente Segreto, pellicola battente bandiera brasiliana che ha prevalso come miglior film straniero e miglior attore drammatico (Wagner Moura, già protagonista di Tropa de Elite e Civil War).

E se il Globe assegnato a Timothée Chalamet sembra un premio di consolazione dopo averglielo negato l'anno scorso per A Complete Unknown, ci dispiace per il comico Adam Sandler che gareggiava come non protagonista e avrebbe potuto "sdoganarsi" una volta per tutte come interprete drammatico.

Tra poche settimane scopriremo se questi verdetti verranno confermati agli Academy Awards.
Nell'attesa, leggete qui sotto l'elenco dei vincitori (in corsivo e grassetto) e cliccate sui link che trovate.


Miglior film drammatico
L'Agente Segreto, regia di Kleber Mendonça Filho
Frankenstein, regia di Guillermo del Toro
Hamnet-Nel Nome del Figlio, regia di Chloé Zhao
I Peccatori-Sinners, regia di Ryan Coogler
Sentimental Value, regia di Joachim Trier
Un Semplice Incidente, regia di Jafar Panahi

Miglior film commedia o musicale
Una Battaglia dopo l'Altra, regia di Paul Thomas Anderson
Blue Moon, regia di Richard Linklater
Bugonia, regia di Yorgos Lanthimos
Marty Supreme, regia di Josh Safdie
No Other Choice, regia di Park Chan-wook
Nouvelle Vague, regia di Richard Linklater

Miglior regista
Paul Thomas Anderson – Una Battaglia dopo l'Altra
Ryan Coogler – I Peccatori
Guillermo del Toro – Frankenstein
Jafar Panahi – Un Semplice Incidente
Joachim Trier – Sentimental Value
Chloé Zhao – Hamnet-Nel Nome del Figlio

Migliore attore in un film drammatico
Joel Edgerton – Train Dreams
Oscar Isaac – Frankenstein
Dwayne Johnson – The Smashing Machine
Michael B. Jordan – I Peccatori
Wagner Moura – L'Agente Segreto
Jeremy Allen White – Springsteen: Liberami dal Nulla

Migliore attrice in un film drammatico
Jessie Buckley – Hamnet-Nel Nome del Figlio
Jennifer Lawrence – Die My Love
Renate Reinsve – Sentimental Value
Julia Roberts – After the Hunt-Dopo la Caccia
Tessa Thompson – Hedda
Eva Victor – Sorry, Baby

Migliore attore in un film commedia o musicale
Timothée Chalamet – Marty Supreme
George Clooney – Jay Kelly
Leonardo DiCaprio – Una Battaglia dopo l'Altra
Ethan Hawke – Blue Moon
Lee Byung-hun – No Other Choice
Jesse Plemons – Bugonia

Migliore attrice in un film commedia o musicale
Rose Byrne – If I Had Legs I'd Kick You
Cynthia Erivo – Wicked-Parte 2
Kate Hudson – Song Sung Blue
Chase Infiniti – Una Battaglia dopo l'Altra
Amanda Seyfried – Il Testamento di Ann Lee
Emma Stone – Bugonia

Migliore attore non protagonista
Benicio del Toro – Una Battaglia dopo l'Altra
Jacob Elordi – Frankenstein
Paul Mescal – Hamnet-Nel Nome del Figlio
Sean Penn – Una Battaglia dopo l'Altra
Adam Sandler – Jay Kelly
Stellan Skarsgård – Sentimental Value

Migliore attrice non protagonista
Emily Blunt – The Smashing Machine
Elle Fanning – Sentimental Value
Ariana Grande – Wicked: Parte 2
Inga Ibsdotter Lilleaas – Sentimental Value
Amy Madigan – Weapons
Teyana Taylor – Una Battaglia dopo l'Altra

Miglior film in lingua straniera
Sentimental Value (Affeksjonsverdi), regia di Joachim Trier
L'Agente Segreto (O agente secreto), regia di Kleber Mendonça Filho
No Other Choice (Eojjeol suga eopda), regia di Park Chan-wook
Un Semplice Incidente (Yak taṣādof-e sāde), regia di Jafar Panahi
Sirât, regia di Óliver Laxe
La voce di Hind Rajab (Ṣawt al-Hind Rajab) regia di Kawthar ibn Haniyya

Miglior film d'animazione
Arco, regia di Ugo Bienvenu
Demon Slayer: Il Castello dell'Infinito, regia di Haruo Sotozaki
Elio, regia di Adrian Molina, Domee Shi e Madeline Sharafian
KPop Demon Hunters, regia di Maggie Kang e Chris Appelhans
La piccola Amélie, regia di Maïlys Vallade e Liane-Cho Han
Zootropolis 2, regia di Byron Howard e Jared Bush

Migliore sceneggiatura
Paul Thomas Anderson – Una Battaglia dopo l'Altra
Ronald Bronstein e Josh Safdie – Marty Supreme
Ryan Coogler – I Peccatori
Jafar Panahi – Un Semplice Incidente
Eskil Vogt e Joachim Trier – Sentimental Value
Chloé Zhao e Maggie O'Farrell – Hamnet-Nel Nome del Figlio

Migliore colonna sonora originale
Alexandre Desplat – Frankenstein
Ludwig Göransson – I Peccatori
Jonny Greenwood – Una Battaglia dopo l'Altra
Kangding Ray – Sirât
Max Richter – Hamnet-Nel Nome del Figlio
Hans Zimmer – F1-Il film

Migliore canzone originale
Dream as One (Miley Cyrus, Andrew Wyatt, Mark Ronson e Simon Franglen) – Avatar-Fuoco e Cenere
The Girl in the Bubble (Stephen Schwartz) – Wicked-Parte 2
Golden (Ejae, Mark Sonnenblick, Ido, 24 e Teddy Park) – KPop Demon Hunters
I Lied to You (Raphael Saadiq e Ludwig Göransson) – I Peccatori
No Place Like Home (Stephen Schwartz) – Wicked-Parte 2
Train Dreams (Nick Cave e Bryce Dessner) – Train Dreams

Miglior risultato al cinema e al box office
Avatar-Fuoco e Cenere, regia di James Cameron
F1-Il film, regia di Joseph Kosinski
KPop Demon Hunters, regia di Maggie Kang e Chris Appelhans
Mission: Impossible-The Final Reckoning, regia di Christopher McQuarrie
I Peccatori, regia di Ryan Coogler
Weapons, regia di Zach Cregger
Wicked-Parte 2, regia di Jon M. Chu
Zootropolis 2, regia di Byron Howard e Jared Bush


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lunedì 21 marzo 2022

OSCAR 2022. NOMINATION: FILM E REGIA



Come ogni anno ci chiediamo chi vincerà la serata delle stelle di Hollywood.

A volte è facile pronosticare il trionfatore; altre volte è più difficile.

Ecco: questo è uno di quegli anni.

Tanti sono infatti i pretendenti (ben 10!), ognuno rappresentante di un certo tipo di cinema.

C'è il kolossal fantascientifico ( Dune), il musical (West Side Story), il noir (Nightmare Alley), il western (The Power of the Dog), la commedia satirica (Don't Look Up), il film "black" (King Richard), il film indie (CODA), il film storico in bianco e nero semi-autobiografico (Belfast), il film drammatico "esotico" (stavolta tocca al giapponese Drive My Car), il film sentimental-nostalgico (Licorice Pizza).

Di questi, alcuni sono passati per i prestigiosi festival europei - Venezia (le pellicole di Denis Villeneuve e Jane Campion) e Cannes (il rappresentante nipponico) - altri sono produzioni della piattaforma streaming Netflix (Il Potere del Cane, Don't Look Up), mentre gli altri hanno avuto alterne vicende ai botteghini (per esempio: buoni incassi per l'ambiziosa opera di Villeneuve, scarsi per il vivace musical targato Spielberg, deludenti per l'affascinante Nightmare Alley di Guillermo del Toro).

La qualità? Piuttosto alta.

Molti non avranno mai sentito parlare di alcuni dei film candidati o non li avranno reputati degni di grande attenzione; ma forse è meglio così: in caso di vittoria (a sorpresa) dei titoli più sconosciuti c'è la possibilità di scoprirli o di apprezzare qualche cineasta non propriamente mainstream.

E' un piacere quindi trovare, tra i migliori registi, Paul Thomas Anderson (degno erede del grande Robert Altman), il misconosciuto ma talentuoso Ryūsuke Hamaguchi e la troppo spesso sottovalutata Jane Campion a fianco di colleghi più popolari quali l'eclettico Kenneth Branagh e il leggendario Steven Spielberg.

Categoria piuttosto interessante, anche se si fanno notare le assenze di Denis Villeneuve e Guillermo del Toro - assenze che penalizzano le rispettive opere nell'affollata competizione per il premio più prestigioso.

Chi uscirà quindi vincitore dalla Notte degli Oscar?

Ma soprattutto: è così importante proclamare un vincitore?

In questo periodo il cinema sta attraversando uno dei periodi più neri della sua storia.

Godiamoci la Settima Arte in tutte le sue sfaccettature e riscopriamo il piacere di vedere film diversi tra di loro: è più divertente.

Qui di seguito vi riportiamo i candidati per il miglior film e la migliore regia dell'edizione numero 94 dei Premi Oscar.


Miglior film:


Belfast, regia di Kenneth Branagh



CODA-I Segni del Cuore, regia di Sian Heder




Don't Look Up, regia di Adam McKay



Drive My Car, regia di Ryūsuke Hamaguchi



Dune, regia di Denis Villeneuve



Una Famiglia Vincente (King Richard), regia di Reinaldo Marcus Green



Licorice Pizza, regia di Paul Thomas Anderson



Nightmare Alley-La Fiera delle Illusioni, regia di Guillermo del Toro



The Power of the Dog-Il Potere del Cane, regia di Jane Campion



West Side Story, regia di Steven Spielberg



Miglior regia:

Kenneth Branagh - Belfast

Ryūsuke Hamaguchi - Drive My Car

Paul Thomas Anderson - Licorice Pizza

Jane Campion - Il Potere del Cane

Steven Spielberg - West Side Story



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sabato 5 marzo 2022

OSCAR 2022. NOMINATION: FILM D'ANIMAZIONE, FILM INTERNAZIONALE, SCENEGGIATURE

Dall'alto: le locandine di Luca di Enrico Casarosa, E' stata la mano di Dio di Paolo Sorrentino, Dune di Denis Villeneuve. 




L'Italia, in questa edizione degli Oscar, è ben rappresentata.

Abbiamo già visto che il toscano Massimo Cantini Parrini è in competizione per i migliori costumi.

Ma fortunatamente non è l'unico: per il miglior film internazionale è candidato il campano Paolo Sorrentino, mentre tra i film d'animazione spunta il nome del ligure Enrico Casarosa.

Entrambi sono alla seconda nomination: il primo se l'era guadagnata nel 2014 per La Grande Bellezza, poi vincitrice della stautetta; ci riprova ora con E' stata la mano di Dio, dopo il successo nella Mostra di Venezia 2021.

Il secondo ci è arrivato con il delizioso Luca, dopo essere stato nominato nel 2012 per il cortometraggio animato La Luna, che non aveva vinto (ci era però piaciuto molto).

La concorrenza per i due cineasti nostrani è temibile.

Tra i film internazionali il favorito è il giapponese Drive My Car, ma occhio anche a Flee, incredibilmente candidato anche come miglior documentario e miglior film d'animazione.

In quest'ultima categoria il disneyano Encanto, più di tutti, gode i favori del pronostico.

Un po' di Italia c'è anche tra le sceneggiature, in particolare tra quelle non originali: Maggie Gyllenhaal è in lizza per The Lost Daughter, suo esordio alla regia, tratto da un romanzo di Elena Ferrante.

Ha buone chance: non c'è nella categoria un chiaro favorito (si prevede che i film di Campion, Villeneuve e Hamaguchi potrebbero già vincere in altri ambiti e ciò lascerebbe spazio ad una pellicola che negli USA è stata più apprezzata che a Venezia, dove pure aveva vinto il premio proprio per il migliore script).

Tra le sceneggiature originali troviamo un peso massimo: Paul Thomas Anderson.

Con quelle di questa edizione è a quota 11 nomination - incredibile ma vero: uno degli autori più acclamati e originali di Hollywood non ha mai vinto l'ambita statuetta. Che sia finalmente la volta buona?

Adam McKay e Kenneth Branagh, tuttavia, sono avversari agguerriti, che potrebbero prevalere se i rispettivi film dovessero deludere nelle altre categorie.

Qui di seguito vi abbiamo indicato i film che si sfideranno: si profilano sfide appassionanti e imprevedibili.

I colpi di scena potrebbero esserci. Eccome.



Miglior film d'animazione

Encanto, regia di Byron Howard e Jared Bush

Flee (Flugt), regia di Jonas Poher Rasmussen

Luca, regia di Enrico Casarosa

I Mitchell contro le macchine (The Mitchells vs the Machines), regia di Mike Rianda e Jeff Rowe

Raya e l'ultimo drago (Raya and the Last Dragon), regia di Don Hall e Carlos López Estrada


Miglior film internazionale

Drive My Car (Doraibu mai kā), regia di Ryūsuke Hamaguchi (Giappone)

Flee (Flugt), regia di Jonas Poher Rasmussen (Danimarca)

È stata la mano di Dio, regia di Paolo Sorrentino (Italia)

Lunana: a Yak in the Classroom, regia di Pawo Choyning Dorji (Bhutan)

La persona peggiore del mondo (Verdens verste menneske), regia di Joachim Trier (Norvegia)


Migliore sceneggiatura originale

Kenneth Branagh - Belfast

Adam McKay, soggetto di Adam McKay e David Sirota - Don't Look Up

Zach Baylin - Una famiglia vincente - King Richard (King Richard)

Paul Thomas Anderson - Licorice Pizza

Eskil Vogt e Joachim Trier - La persona peggiore del mondo (Verdens verste menneske)


Migliore sceneggiatura non originale

Sian Heder - I segni del cuore (CODA)

Ryusuke Hamaguchi e Takamasa Oe - Drive My Car (Doraibu mai kā)

Jon Spaihts e Denis Villeneuve e Eric Roth - Dune (Dune: Part One)

Maggie Gyllenhaal - La figlia oscura (The Lost Daughter)

Jane Campion - Il potere del cane (The Power of the Dog)


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lunedì 13 aprile 2020

I CORTI: POWER (KANYE WEST), LA RIVINCITA DI MARCO BRAMBILLA

(Clicca sull'immagine per vedere il video). 

USA, 2010
1'42"
Regia: Marco Brambilla
Con: Kanye West, Irina Shayk, Jessica White, Diandra Forrest


Una civiltà sta crollando per colpa di eccessi e corruzione dei costumi.

Il caos e la violenza regnano sovrani.

Quando ecco emergere il salvatore, colui che potrebbe riportare ordine e armonia: Kanye West.






Power è il primo singolo dal quinto album di Kanye West, My Beautiful Dark Twisted Fantasy, e segna il suo ritorno alle scene dopo la figuraccia agli MTV Video Music Award 2009, dove fece parlare di sé per aver strappato di mano il premio per il miglior video femminile a Taylor Swift e averla umiliata pubblicamente.

Successivamente ci sono stati tentativi di riappacificazione, sgarbi, polemiche, insulti; la lite continua tuttora tra rivelazioni, battibecchi, risposte via social...

Qui si sfocia però nel gossip, cosa che non ci appassiona molto.

Ciò che ha attirato la nostra attenzione è piuttosto il video della canzone summenzionata - fatto strano: questo video ufficiale non accompagna l'intera canzone, bensì solo una parte: è una sorta di trailer, dato che la durata di questa è di circa 5 minuti, mentre il filmato ne copre meno di 2.

Si parte con una fuga di colonne con capitelli ionici e l'immagine di West vestito di nero con enorme catenazza d'oro al collo.

La visuale si apre, svelando gradualmente i particolari dell'insieme: un cielo plumbeo, una donna bellissima seduta (la top model Irina Shayk), due donne identiche con grandi corna in testa che fanno la guardia, ragazze a testa in giù (una fa cadere un velo, altre rovesciano acqua antigravitazionalmente da un recipiente, una ha un pugnale in mano), una spada e un'aureola sopra la testa del protagonista, altri personaggi, tra i quali emergono due uomini che lentamente si preparano allo scontro a spade sguainate.

Il video termina con soli tre soggetti: i due guerrieri prossimi al cozzo e West, che assiste impassibile mentre intorno ci sono scintille ovunque.

Il filmato è breve, ma molto ricco di suggestioni e di rimandi all'arte (classica, neoclassica, rinascimentale - soprattutto agli affreschi di Michelangelo nella Cappella Sistina).

Il nome dell'autore, ai più, non dirà molto: Marco Brambilla, milanese naturalizzato canadese.

Eppure egli è stato un regista molto promettente: il suo film di esordio è stato il fantascientifico Demolition Man (1993), con Sylvester Stallone, Sandra Bullock, Wesley Snipes e Benjamin Bratt - buon successo di pubblico allora e in seguito assurto allo status di cult.

Successivamente c'è stato Una Ragazza Sfrenata (1997) con Alicia Silvestone, Benicio del Toro e Christopher Walken e poco altro.






Deluso da Hollywood, Brambilla ha purtroppo lasciato il mondo del cinema, ma si è dedicato alle sue passioni: la videoarte e la fotografia.

Dimostrando di che pasta è fatto.

Specializzato in videocollage, egli, attingendo all'immaginario cinematografico e della cultura pop, ha creato installazioni dal sicuro impatto che ne hanno fatto un artista molto quotato e ricercato.

Power è solo il suo lavoro più conosciuto, in questo campo, ma nel suo portfolio ci sono opere notevoli, come il trittico Megaplex (Creation, Evolution - presentato alla Mostra del Cinema di Venezia 2011 - e Civilisation), che vi proponiamo di seguito:


Creation.



Evolution.



Civilization.


Visto che roba?!

Ci sono registi che hanno iniziato girando videoclip, altri che vi si sono prestati - tra i tanti, citiamo William Friedkin ( Self Control di Laura Brannigan), Martin Scorsese ( Bad di Michael Jackson, che aveva collaborato anche con John Landis per Thriller), Spike Lee ( Fight The Power dei Public Enemy), Paul Thomas Anderson (ne ha girato parecchi: ricordiamo solo Daydreaming dei Radiohead), David Lynch (anche lui è un habitué. Menzioniamo, qui, Came Back Haunted dei Nine Inch Nails)...

I risultati sono stati spesso eccellenti, anche se ci si dimentica che dietro a questi filmati c'è un grande cineasta.

Per Power il destino è stato simile: esso è stato apprezzato da molti, che però ignorano chi l'abbia ideato.

Brambilla non si è più cimentato (al momento in cui scriviamo) né in film né in videoclip.

Ed è un gran peccato: come redattori di CINEMA A BOMBA! ce ne rammarichiamo e speriamo in una sua nuova incursione nel mondo del cinema.

Ma come appassionati d'arte non possiamo che apprezzare le opere fatte finora.




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giovedì 1 marzo 2018

OSCAR 2018. NOMINATION: FILM E REGIA



Chi vincerà l'edizione numero 90 degli Academy Award - meglio noti come Premi Oscar?
La domanda è sulle labbra screpolate di tutti, ma la risposta quest'anno è tutt'altro che semplice.

Innanzitutto perché, nonostante gli scarsi incassi complessivi delle pellicole nominate, la loro qualità è molto buona.

Ce n'è per tutti i gusti, essendo molti i generi rappresentati: bellico ( Dunkirk), biografico (L'ora più buia), di denuncia (The Post), sentimentale etero (The Shape of Water) e omosex (Chiamami col tuo nome), di vendetta (Tre Manifesti a Ebbing, Missouri), gotico-romantico (Il Filo Nascosto), di formazione (Lady Bird), horror (Get Out).

Questo per semplificare parecchio, perché molte di queste opere sono difficilmente etichettabili, essendo così originali da rappresentare un punto di svolta o un unicum - questo vale soprattutto per i film di Jordan Peele, Martin McDonagh, Christopher Nolan, Paul Thomas Anderson e Guillermo del Toro.

Ma non si può negare l'ottimo lavoro svolto da Greta Gerwig, Steven Spielberg, Joe Wright e dal nostro Luca Guadagnino.

La difficoltà di fare pronostici deriva anche dal fatto che negli scorsi anni molti sono stati gli outsider che l'hanno spuntata su avversari maggiormente accreditati alla vigilia: è il caso di The Artist nel 2012, Argo nel 2013, Il Caso Spotlight nel 2016 e Moonlight nel 2017.

Un'altra incognita è data dall'impatto di movimenti di opinione come #MeToo e Time's Up, che hanno posto l'attenzione (finalmente) sulle condizioni delle donne nel mondo del cinema e che si sono fatti sentire anche in occasione dei recenti Golden Globe.

Chi sono i favoriti, quindi?






Innanzitutto, chi ha una doppia candidatura per film e regia parte avvantaggiato - recentemente solo il già citato Argo ha vinto senza avere al suo attivo pure una nomina per il regista.

Ma un film straordinario come Tre Manifesti non ci sentiamo di escluderlo aprioristicamente dalla competizione.

Forse hanno un po' meno chance le due vere sorprese di questa edizione, L'ora più buia e Il Filo Nascosto (6 candidature ciascuno), il "solito" (ottimo) Spielberg e il "forestiero" Luca Guadagnino.

Di certo la concorrenza è agguerrita.

Dalla sua The Shape of Water ha la vittoria del Leone d'Oro a Venezia 2017, il premio alla regia ai Golden Globe 2018 e il maggior numero di nomination (ben 13).
Senza considerare, dal punto di vista scaramantico, il fatto che partecipare alla Mostra della Laguna porta bene e, dal punto di vista statistico, il successo dei registi messicani negli ultimi anni (tre Oscar consecutivi alla regia, serie interrotta dal giovane Damien Chazelle di La La Land l' anno scorso).

D'altra parte, Lady Bird può contare sull'affermazione ai globi d'oro e sulla suggestione di vedere premiata una donna (Greta Gerwig, che è solo la quinta regista ad essere nominata nell'apposita categoria!).

Pure Get Out potrebbe farcela: ormai non farebbe più notizia l'affermazione di un film diretto da un cineasta di colore (vedi 12 Anni Schiavo e Moonlight) e pertanto ci si potrebbe concentrare maggiormente sulla qualità dell'opera, certamente una delle più interessanti.
Ma anche la più militante - e abbiamo visto come a Hollywood recentemente le motivazioni politiche abbiano avuto più peso rispetto ad altre considerazioni.

Riguardo a queste ultime due pellicole, un eventuale successo premierebbe un'opera prima (la Gerwig è un'attrice, Peele un comico).

E Dunkirk?

Incredibilmente Christopher Nolan è alla sua prima nomination per la regia - va detto che in questa categoria solo Anderson in passato è stato nominato (per Il Petroliere, nel 2008; ora comunque è a quota 8 candidature personali complessive): tutti gli altri (Nolan compreso) sono degli esordienti.

Ciò sorprende, visto l'enorme impatto che i suoi lavori hanno avuto nella cinematografia degli ultimi 20 anni, e ciò potrebbe quindi portare acqua al mulino dell'autore della saga del Cavaliere Oscuro e di Interstellar, che vedrebbe così riconosciuto il suo grande talento.

Il suo originale kolossal bellico è anche l'unico che ha avuto buoni incassi e che ha un respiro epico da "film da Oscar"; tuttavia, come abbiamo visto negli scorsi anni, c'è scollamento tra Academy e pubblico pagante, scollamento che potrebbe definitivamente palesarsi come un problematico dato di fatto.

Noi, alla fine, un'idea di chi potrebbe vincere ce la siamo fatta.

Quindi continuate a seguirci per scoprire le nostre previsioni - lo sapete che ormai siamo piuttosto attendibili e che spesso ci azzecchiamo.

Nel frattempo date un'occhiata ai trailer dei film candidati - a breve recensiremo quelli più meritevoli - e ai registi alle prese con la realizzazione delle scene.

Solo con lo Speciale Oscar di CINEMA A BOMBA! potrete sentirvi veramente parte della magica Notte delle Stelle!






MIGLIOR FILM


Chiamami col tuo nome (Call Me by Your Name), prodotto da Peter Spears, Luca Guadagnino, Emilie Georges e Marco Morabito


Dunkirk, prodotto da Emma Thomas e Christopher Nolan


Il filo nascosto (Phantom Thread), prodotto da JoAnne Sellar, Paul Thomas Anderson, Megan Ellison e Daniel Lupi


La forma dell'acqua - The Shape of Water (The Shape of Water), prodotto da Guillermo del Toro e J. Miles Dale


Lady Bird, prodotto da Scott Rudin, Eli Bush e Evelyn O'Neill


L'ora più buia (Darkest Hour), prodotto da Tim Bevan, Eric Fellner, Lisa Bruce, Anthony McCarten e Douglas Urbanski


The Post, prodotto da Amy Pascal, Steven Spielberg e Kristie Macosko Krieger


Scappa - Get Out (Get Out), prodotto da Sean McKittrick, Jason Blum, Edward H. Hamm Jr. e Jordan Peele


Tre Manifesti a Ebbing, Missouri (Three Billboards Outside Ebbing, Missouri), prodotto da Graham Broadbent, Pete Czernin e Martin McDonagh






MIGLIOR REGIA


Paul Thomas Anderson - Il filo nascosto (Phantom Thread)


Guillermo del Toro - La forma dell'acqua - The Shape of Water (The Shape of Water)


Greta Gerwig - Lady Bird


Christopher Nolan - Dunkirk


Jordan Peele - Scappa - Get Out (Get Out)




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