CINEMA A BOMBA!

giovedì 23 luglio 2026

I CLASSICI: JAY KELLY, LUCI DELLA RIBALTA SU CLOONEY (E SANDLER)

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2025
132'
Regia: Noah Baumbach
Interpreti: George Clooney, Adam Sandler, Laura Dern, Billy Crudup, Jim Broadbent, Patrick Wilson, Isla Fisher, Greta Gerwig, Emily Mortimer, Sadie Sandler.


Il personaggio del titolo è un attore famoso, ma in piena crisi esistenziale (Clooney): il suo mentore (Broadbent) è morto, il suo manager storico (Sandler) fatica a stargli dietro e pure la sua publicist (Dern) dà segni di insofferenza.

Nel tentativo di non perdere anche il rapporto con la figlia adolescente, Jay la segue in Europa, prima in Francia e poi in Italia, con la scusa di una rassegna organizzata in suo onore...


Presentata in anteprima alla scorsa Mostra del Cinema di Venezia, questa pellicola è stata ampiamente strombazzata come la prima collaborazione tra due dei divi più amati e conosciuti di Hollywood: George Clooney e Adam Sandler.

Una mossa che non sembra aver scaldato i critici più di tanto: dal Lido è tornata a mani vuote, dai più recenti Golden Globe pure e degli Oscar è meglio tacere (zero candidature).

Eppure, un duetto formato dall'attore-regista di Le Idi di Marzo e dal comico di Un Tipo Imprevedibile poteva funzionare. E infatti - a nostro parere, almeno - funziona.
Anzi, le performance del cast sono il fiore all'occhiello di un'opera altrimenti un po' trascurabile.

Baumbach è uno sceneggiatore di qualche merito (vedere i copioni che ha firmato per Wes Anderson), ma un regista di comprovata medietà.
Il fatto che qui abbia firmato forse il proprio capolavoro è dovuto principalmente ad un gruppo di attori in grande spolvero.

Clooney è sempre Clooney: dà l'impressione di interpretare un protagonista molto diverso dal reale se stesso, ma infondendogli quell'irresistibile simpatia canagliesca che è il proprio marchio di fabbrica e che rende il personaggio molto meno sgradevole di quanto avrebbe potuto risultare.

Però Sandler, che negli ultimi anni si sta reinventando attore drammatico, lo batte ai punti con una prova ammirevolmente intensa e misurata.
Questa è la sua migliore interpretazione da Hustle ad oggi.

Gli altri sono poco più che comprimari, ma di lusso: dalla Laura Dern di Jurassic Park alla Emily Mortimer - anche co-sceneggiatrice - che ricordiamo in Notting Hill, benché probabilmente il cammeo più efficace sia quello di Jim Broadbent che imita il compianto filmmaker Peter Bogdanovich.

Al netto delle incertezze registiche sul tono, Jay Kelly è un film che affronta con un certo garbo temi delicati e attuali: l'egocentrismo della società contemporanea, gli effetti collaterali della fama, l'instabilità affettiva, l'impossibilità di cambiare il passato.

Una commedia drammatica in cui il sostantivo pesa meno dell'aggettivo, ma che si chiude con una nota se non positiva quantomeno di speranza.
E il regista dovrebbe fare una statua a George e Adam.


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lunedì 25 maggio 2026

CANNES 2026. I VINCITORI

Il regista Cristian Mungiu con la Palma d'Oro. 


La Palma d'Oro del 79° Festival di Cannes è andata al drammatico Fjord del regista rumeno Cristian Mungiu.
Proprio come avevamo previsto.

Nelle altre categorie, la Giuria guidata dal cineasta coreano Park Chan-wook (quello di No Other Choice, candidato agli scorsi Golden Globe) ha concesso parecchi (troppi?) ex aequo.

Scoprite qui sotto l'elenco completo dei vincitori, in attesa di leggere il nostro consueto post di commento!


Palma d'Oro: Fjord, regia di Cristian Mungiu (Romania, Francia, Norvegia, Danimarca, Finlandia, Svezia)

Grand Prix Speciale della Giuria (premio per l'opera più originale o innovativa): Minotaure, regia di Andrej Petrovič Zvjagincev (Francia, Lettonia, Germania)

Prix de la mise en scène (premio per la migliore regia): Javier Ambrossi e Javier Calvo per La bola negra (Spagna, Francia); Paweł Pawlikowski per Fatherland (Polonia, Regno Unito, Germania, Francia, Italia)

Prix du scénario (premio per la migliore sceneggiatura): Emmanuel Marre per Notre Salut (Francia, Belgio)

Prix d'interprétation féminine (premio per la migliore attrice): Virginie Efira e Tao Okamoto per Kyū ni guai ga waruku naru (Giappone, Francia, Germania, Belgio)

Prix d'interprétation masculine (premio per il migliore attore): Emmanuel Macchia e Valentin Campagne per Coward (Belgio, Francia, Olanda)

Premio della Giuria: Das geträumte Abenteuer, regia di Valeska Grisebach (Germania, Francia, Bulgaria, Austria)

Palma d'Oro onoraria: John Travolta, Barbra Streisand, Peter Jackson.


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venerdì 20 febbraio 2026

OSCAR 2026. NOMINATION: ATTRICI E ATTORI

(Dall'alto: Jessie Buckley; Timothée Chalamet; Teyana Taylor; Jacob Elordi in Frankenstein).


Come sappiamo, per prevedere chi vincerà gli Oscar relativi alla recitazione un buon punto di partenza è guardare chi l'ha spuntata ai Golden Globe.
Con una differenza sostanziale: là si fa una distinzione tra film drammatici e commedie/musical, qui no.

Il risultato è che dalla Notte delle Stelle solo 4 persone - anziché 6 - torneranno a casa con la statuetta in saccoccia, sicché la competizione sarà più dura.
Quantomeno in ambito maschile, perché tra le donne i giochi sembrano già fatti.

Come miglior attrice protagonista è chiaro che la disfida sia tra l'emergente Jessie Buckley con Hamnet e la veterana Rose Byrne con Se solo Potessi ti Prenderei a Calci (sì, è proprio quella del dittico di Peter Rabbit), con la prima leggermente favorita.

Tra le comprimarie invece non ci sono dubbi: Teyana Taylor, che abbiamo visto recentemente in The Rip, non dovrebbe avere rivali.
Specie se I Peccatori, pellicola blaxlpoitation che ha fatto record di nomine, non dovesse vincere molto (l'Academy è tradizionalmente molto attenta a non scontentare la comunità afroamericana).

Per quanto concerne gli uomini, i pronostici sono più complessi.
Ai Globi dorati avevano trionfato Wagner Moura con L'Agente Segreto e Timothée Chalamet con Marty Supreme, ma non è detto che il verdetto venga confermato: il primo - che ricordiamo per i due Tropa d'Elite e per Civil War - è brasiliano ed è possibile che i giurati gli preferiscano una scelta più campanilistica; il secondo non sembra godere di molte simpatie nella Hollywood che conta.

L'attore di Wonka potrebbe però essere premiato come consolazione del "furto" dello scorso anno, quando concorreva nei panni di Bob Dylan col biopic A Complete Unknown.
Come ricorderete, al suo posto l'Academy scelse Adrien Brody con la voce modificata dall'AI, e molti - noi compresi - storsero il naso.

Ma gli altri concorrenti non partono indietro nella corsa, in particolare Leo DiCaprio versione hippy di Una Battaglia dopo l'Altra e il pompatissimo Michael B. Jordan (era il cattivo di Black Panther) in doppio ruolo nel succitato I Peccatori.

Anche tra i non protagonisti è difficile stabilire un frontrunner.
Nel derby tra Benicio del Toro e Sean Penn occhio al terzo incomodo, ossia il lanciato Jacob Elordi di Frankenstein, ma non dimenticate che a gennaio la stampa estera ha selezionato lo svedese Stellan Skarsgård.

Insomma, abbiamo l'impressione che alle Idi di Marzo - le cerimonia è prevista esattamente per il 15 del mese - ne vedremo delle belle.
Qui sotto ci sono tutti i candidati: voi su chi scommettereste?


Migliore attrice protagonista
Jessie Buckley – Hamnet
Rose Byrne – Se solo Potessi ti Prenderei a Calci
Kate Hudson – Song Sung Blue
Renate Reinsve – Sentimental Value
Emma Stone – Bugonia

Migliore attore protagonista
Timothée Chalamet – Marty Supreme
Leonardo DiCaprio – Una Battaglia dopo l'Altra
Ethan Hawke – Blue Moon
Michael B. Jordan – I Peccatori (Sinners)
Wagner Moura – L'Agente Segreto

Migliore attrice non protagonista
Elle Fanning – Sentimental Value
Inga Ibsdotter Lilleaas – Sentimental Value
Amy Madigan – Weapons
Wunmi Mosaku – I Peccatori
Teyana Taylor – Una Battaglia dopo l'Altra

Migliore attore non protagonista
Benicio del Toro – Una Battaglia dopo l'Altra
Jacob Elordi – Frankenstein
Delroy Lindo – I Peccatori
Sean Penn – Una Battaglia dopo l'Altra
Stellan Skarsgård – Sentimental Value


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domenica 15 febbraio 2026

OSCAR 2026. NOMINATION: FILM D'ANIMAZIONE, INTERNAZIONALE, SCENEGGIATURE

Dall'alto: i protagonisti di Zootropolis 2; una scena de L'Agente Segreto.


Una delle sfide più appassionanti di questa edizione degli Academy Awards è quella tra film stranieri... ops, volevamo dire film internazionali!
A contendere la vittoria al thriller politico brasiliano L'Agente Segreto, fresco vincitore del Golden Globe, sono in particolare due lungometraggi coraggiosi che hanno fatto discutere e sono stati molto apprezzati.

La Voce di Hind Rajab - che utilizza la vera registrazione audio di una bambina palestinese alla Croce Rossa, prima di venire barbaramente uccisa dall'esercito israeliano - è stato premiato dalla Giuria alla scorsa Mostra del Cinema di Venezia.
Un Semplice Incidente, amara critica al regime iraniano, aveva conquistato addirittura la Palma d'Oro all'ultimo Festival di Cannes.

Quest'ultimo - sorpresa - compete anche per la miglior sceneggiatura originale.
Pure qui la concorrenza è agguerrita, con il record di candidature I Peccatori come frontrunner e l'indipendente Marty Supreme come outsider.

Passando invece agli adattamenti, il plurioscarizzato Guillermo del Toro ci prova con Frankenstein, ma a sbarrargli la strada c'è il favorito P.T. Anderson con il suo "magnum opus" Una Battaglia dopo l'Altra.
Il copione di Hamnet co-approntato da Chloé Zhao, regista di Nomadland ed Eternals, potrebbe fungere da terzo incomodo.

E i film d'animazione?
Non ce li siamo dimenticati: la potente Disney si presenta con l'atteso seguito di Zootropolis e trova come principale contendente il lungometraggio Netflix KPop Demon Hunters (ricordate il precedente post sui premi musicali?).

In attesa di capire chi vincerà e chi no, non resta che leggere i candidati nell'elenco qui sotto e sbizzarrirsi coi pronostici (cliccate sui link per maggiori approfondimenti).


Miglior sceneggiatura non originale
Will Tracy – Bugonia
Guillermo del Toro – Frankenstein
Chloé Zhao e Maggie O'Farrell – Hamnet
Paul Thomas Anderson – Una Battaglia dopo l'Altra
Greg Kwedar e Clint Bentley – Train Dreams

Miglior sceneggiatura originale
Robert Kaplow – Blue Moon
Jafar Panahi, Shadmehr Rastin, Nader Saivar e Mehdi Mahmudiyan – Un Semplice Incidente
Ronald Bronstein e Josh Safdie – Marty Supreme
Eskil Vogt e Joachim Trier – Sentimental Value
Ryan Coogler – I Peccatori (Sinners)

Miglior film internazionale
L'Agente Segreto, regia di Kleber Mendonça Filho (Brasile)
Un Semplice Incidente, regia di Jafar Panahi (Francia)
Sentimental Value, regia di Joachim Trier (Norvegia)
Sirāt, regia di Óliver Laxe (Spagna)
La voce di Hind Rajab, regia di Kawthar ibn Haniyya (Tunisia)

Miglior film d'animazione
Zootropolis 2, regia di Byron Howard e Jared Bush
KPop Demon Hunters, regia di Maggie Kang e Chris Appelhans
La piccola Amélie, regia di Maïlys Vallade e Liane-Cho Han
Elio, regia di Domee Shi, Madeline Sharafian e Adrian Molina
Arco-Un'Amicizia per Salvare il Futuro, regia di Ugo Bienvenu


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domenica 8 febbraio 2026

OSCAR 2026. NOMINATION: PREMI MUSICALI E CASTING

Dall'alto: l'eterna candidata all'Oscar Diane Warren; Alexandre Desplat all'anteprima di Frankenstein.


2020: battuta da Sir Elton John.
2021: perdente con lo zampino(?) della Pausini.
2022: demolita da Billie Eilish con 007: No Time to Die.
2023: superata da un singolo indiano.
2024: sconfitta di nuovo da Billie Eilish con Barbie.

Dopo che anche lo scorso anno l'Oscar per la miglior canzone è andato al controverso Emilia Pérez anziché a lei, chiunque avrebbe pensato che Diane Warren ci avrebbe finalmente mollato.

Invece la veterana del songwriting ci riprova per la 17a volta (settima di fila), a questo giro addirittura con un... film sulla propria vita?!
Appello all'Academy: datele 'sta statuetta e non se ne parli più.

A farle concorrenza c'è soprattutto Golden, tormentone-traino del cartone KPop Demon Hunters fresco fresco di Golden Globe.
Ma occhio pure a Nick Cave: il cantautore/sceneggiatore australiano è alla sua prima nomination e chissà che non sia proprio lui a spuntarla.

Passando alle colonne sonore, curioso come quest'anno la sfida sia europea al 100%!
I già 2 volte oscarizzati Desplat (per Grand Budapest Hotel e The Shape of Water) e Göransson (per Black Panther e Oppenheimer) sono rispettivamente francese e svedese, gli altri 3 concorrenti inglesi...
Non una buona annata per i compositori americani.

Dulcis in fundo, c'è un nuovo sceriffo in città... o meglio, una nuova categoria!
Introdotta dall'Academy proprio a partire da quest'anno, quella per il miglior casting punta a rendere giustizia a un settore professionale ancora molto sottovalutato.

Qui sotto trovate tutti i candidati e qualche link.
Per sapere chi si porterà a casa le ambite statuette, continuate a seguire CINEMA A BOMBA!


Migliore colonna sonora
Jerskin Fendrix – Bugonia
Alexandre Desplat – Frankenstein
Max Richter – Hamnet
Jonny Greenwood – Una Battaglia dopo l'Altra
Ludwig Göransson – I Peccatori (Sinners)

Migliore canzone
Dear Me (testo e musica: Diane Warren) – Diane Warren: Relentless
Golden (testo e musica: Ejae, Mark Sonnenblick, 24, Ido, Teddy Park e Ian Eisendrath) – KPop Demon Hunters
I Lied to You (testo e musica: Raphael Saadiq e Ludwig Göransson) – I Peccatori
Sweet Dreams of Joy (testo e musica: Nicholas Pike) – Viva Verdi!
Train Dreams (musica: Nick Cave e Bryce Dessner; testo: Nick Cave) – Train Dreams

Migliore casting
Nina Gold – Hamnet
Jennifer Venditti – Marty Supreme
Cassandra Kulukundis – Una Battaglia dopo l'Altra
Gabriel Domingues – L'Agente Segreto
Francine Maisler – I Peccatori


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giovedì 5 febbraio 2026

OSCAR 2026. NOMINATION: PREMI TECNICI

Dall'alto: dietro le quinte di Una Battaglia dopo l'Altra; Guillermo del Toro sul set di Frankenstein.  


Se pensate che documentari e cortometraggi siano categorie bistrattate, che dire allora di quelle tecniche? Le candidature in questi ambiti ricevono ancora ben poche attenzioni da parte dei media.
Abbiamo scritto e parlato spesso a riguardo, nel corso degli anni; per non ripeterci né dilungarci, ci limitiamo a sperare che questo trend prima o poi cambi.

Entrando nello specifico di quest'anno, salta all'occhio l'onnipresenza di Sinners-I Peccatori, che ha battuto ogni record con ben 16 nomination, molte delle quali ovviamente sono finite qui.
Troppa grazia: la pellicola firmata dal regista dei due Black Panther è stata un bel successo al botteghino, ma non ha convinto gran parte della critica, che l'ha liquidata come un remake (rip-off?) di Dal Tramonto all'Alba.

Fatto sta che è diventato quello il film da battere, con buona pace del favorito - sulla carta, almeno - Una Battaglia dopo l'Altra (che comunque qui colleziona 4 nomine su 13 complessive) e di altre opere piuttosto quotate.
Tra queste, Hamnet e Marty Supreme dovrebbero suonare familiari a chi ha letto il nostro post sui Golden Globe, così come il Frankenstein di Guillermo del Toro che abbiamo già recensito.

Chi forse avrebbe meritato di più è Fuoco e Cenere, terzo capitolo della saga di Avatar: solo 2 candidature.
Una sola invece per La Rinascita, ennesimo reboot di Jurassic World che ha diviso i fan della serie e oggi concorre unicamente per gli effetti speciali.

Qualunque sarà il verdetto, qui sotto potete leggere l'elenco completo dei candidati e un paio di link per approfondire.
Al prossimo post!


Migliore fotografia
Dan Laustsen – Frankenstein
Darius Khondji – Marty Supreme
Michael Bauman – Una Battaglia dopo l'Altra
Autumn Durald Arkapaw – I Peccatori (Sinners)
Adolpho Veloso – Train Dreams

Migliore scenografia
Tamara Deverell (scenografia) e Shane Vieau (arredamento) – Frankenstein
Fiona Crombie (scenografia) e Alice Felton (arredamento) – Hamnet
Jack Fisk (scenografia) e Adam Willis (arredamento) – Marty Supreme
Florencia Martin (scenografia) e Anthony Carlino (arredamento) – Una Battaglia dopo l'Altra
Hannah Beachler (scenografia) e Monique Champagne (arredamento) – I Peccatori

Miglior montaggio
Stephen Mirrione – F1-Il film
Ronald Bronstein e Josh Safdie – Marty Supreme
Andy Jurgensen – Una Battaglia dopo l'Altra
Olivier Bugge Coutté – Sentimental Value
Michael P. Shawver – I Peccatori

Migliori effetti speciali
Joe Letteri, Richard Baneham, Eric Saindon e Daniel Barrett – Avatar: Fuoco e Cenere
Ryan Tudhope, Robert Harrington, Nicolas Chevallier e Keith Dawson – F1-Il film
David Vickery, Stephen Aplin, Charmaine Chan e Neil Corbould – Jurassic World-La Rinascita
Charlie Noble, David Zaretti, Russell Bowen e Brandon K. McLaughlin – The Lost Bus
Michael Ralla, Espen Nordahl, Guido Wolter e Donnie Dean – I Peccatori

Miglior sonoro
Gareth John, Al Nelson, Gwendolyn Yates Whittle, Gary Rizzo e Juan Peralta – F1-Il film
Greg Chapman, Nathan Robitaille, Nelson Ferreira, Christian Cooke e Brad Zoern – Frankenstein
José Antonio García, Christopher Scarabosio e Tony Villaflor – Una Battaglia dopo l'Altra
Chris Welcker, Benjamin A. Burtt, Felipe Pacheco, Brandon Proctor e Steve Boeddeker – I Peccatori
Amanda Villavieja, Laia Casanovas e Yasmina Praderas – Sirāt

Migliori costumi
Deborah L. Scott – Avatar: Fuoco e Cenere
Kate Hawley – Frankenstein
Małgosia Turzańska – Hamnet
Miyako Bellizzi – Marty Supreme
Ruth E. Carter – I Peccatori

Miglior trucco e acconciatura
Mike Hill, Jordan Samuel e Cliona Furey – Frankenstein
Kyoko Toyokawa, Naomi Hibino e Tadashi Nishimatsu – Kokuho
Ken Diaz, Mike Fontaine e Shunika Terry – I Peccatori
Kazu Hiro, Glen Griffin e Bjoern Rehbein – The Smashing Machine
Thomas Foldberg e Anne Cathrine Sauerberg – The Ugly Stepsister


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lunedì 12 gennaio 2026

GOLDEN GLOBE 2026. I VINCITORI

(Dall'alto: Nikki Glaser, Paul Thomas Anderson, Wagner Moura). 


Come previsto, la serata di ieri non ha regalato sorprese.
Nella 83a edizione dei Golden Globe - i premi cinematografici assegnati a Hollywood da una selezione della stampa estera, che spesso fungono da anteprima degli Oscar - tutto è andato secondo copione.

Mentre la bella comedian Nikki Glaser, confermata alla conduzione dopo lo scorso anno, sferzava la platea col suo consueto umorismo tagliente, uno dopo l'altro i Globi finivano nella mani dei favoriti, senza colpi di scena.

Che questo sia l'anno di P.T. Anderson l'hanno capito anche i sassi.
Una Battaglia dopo l'Altra, thriller politico con Leo DiCaprio e Sean Penn, ha infatti capitalizzato 4 delle 9 nomination della vigilia: miglior film commedia, regia, sceneggiatura e attrice non protagonista.

L'autore di Magnolia e The Master ha lasciato alla concorrenza poco più che briciole: 2 riconoscimenti a Hamnet di Chloé Zhao (la pellicola della regista premio Oscar di Nomadland ed Eternals ha vinto miglior film drammatico e miglior attrice), altrettanti all'incensato I Peccatori di Ryan Coogler (quello del dittico di Black Panther).

Non stupisce neppure che Kpop Demon Hunter abbia sbaragliato la potente Disney, che si presentava con il seguito di Zootropolis.
Trainato dal singolo-tormentone Golden, il popolare cartone targato Netflix si è aggiudicato miglior film d'animazione e - ovvio - miglior canzone.

Forse l'unica sorpresa è stata L'Agente Segreto, pellicola battente bandiera brasiliana che ha prevalso come miglior film straniero e miglior attore drammatico (Wagner Moura, già protagonista di Tropa de Elite e Civil War).

E se il Globe assegnato a Timothée Chalamet sembra un premio di consolazione dopo averglielo negato l'anno scorso per A Complete Unknown, ci dispiace per il comico Adam Sandler che gareggiava come non protagonista e avrebbe potuto "sdoganarsi" una volta per tutte come interprete drammatico.

Tra poche settimane scopriremo se questi verdetti verranno confermati agli Academy Awards.
Nell'attesa, leggete qui sotto l'elenco dei vincitori (in corsivo e grassetto) e cliccate sui link che trovate.


Miglior film drammatico
L'Agente Segreto, regia di Kleber Mendonça Filho
Frankenstein, regia di Guillermo del Toro
Hamnet-Nel Nome del Figlio, regia di Chloé Zhao
I Peccatori-Sinners, regia di Ryan Coogler
Sentimental Value, regia di Joachim Trier
Un Semplice Incidente, regia di Jafar Panahi

Miglior film commedia o musicale
Una Battaglia dopo l'Altra, regia di Paul Thomas Anderson
Blue Moon, regia di Richard Linklater
Bugonia, regia di Yorgos Lanthimos
Marty Supreme, regia di Josh Safdie
No Other Choice, regia di Park Chan-wook
Nouvelle Vague, regia di Richard Linklater

Miglior regista
Paul Thomas Anderson – Una Battaglia dopo l'Altra
Ryan Coogler – I Peccatori
Guillermo del Toro – Frankenstein
Jafar Panahi – Un Semplice Incidente
Joachim Trier – Sentimental Value
Chloé Zhao – Hamnet-Nel Nome del Figlio

Migliore attore in un film drammatico
Joel Edgerton – Train Dreams
Oscar Isaac – Frankenstein
Dwayne Johnson – The Smashing Machine
Michael B. Jordan – I Peccatori
Wagner Moura – L'Agente Segreto
Jeremy Allen White – Springsteen: Liberami dal Nulla

Migliore attrice in un film drammatico
Jessie Buckley – Hamnet-Nel Nome del Figlio
Jennifer Lawrence – Die My Love
Renate Reinsve – Sentimental Value
Julia Roberts – After the Hunt-Dopo la Caccia
Tessa Thompson – Hedda
Eva Victor – Sorry, Baby

Migliore attore in un film commedia o musicale
Timothée Chalamet – Marty Supreme
George Clooney – Jay Kelly
Leonardo DiCaprio – Una Battaglia dopo l'Altra
Ethan Hawke – Blue Moon
Lee Byung-hun – No Other Choice
Jesse Plemons – Bugonia

Migliore attrice in un film commedia o musicale
Rose Byrne – If I Had Legs I'd Kick You
Cynthia Erivo – Wicked-Parte 2
Kate Hudson – Song Sung Blue
Chase Infiniti – Una Battaglia dopo l'Altra
Amanda Seyfried – Il Testamento di Ann Lee
Emma Stone – Bugonia

Migliore attore non protagonista
Benicio del Toro – Una Battaglia dopo l'Altra
Jacob Elordi – Frankenstein
Paul Mescal – Hamnet-Nel Nome del Figlio
Sean Penn – Una Battaglia dopo l'Altra
Adam Sandler – Jay Kelly
Stellan Skarsgård – Sentimental Value

Migliore attrice non protagonista
Emily Blunt – The Smashing Machine
Elle Fanning – Sentimental Value
Ariana Grande – Wicked: Parte 2
Inga Ibsdotter Lilleaas – Sentimental Value
Amy Madigan – Weapons
Teyana Taylor – Una Battaglia dopo l'Altra

Miglior film in lingua straniera
Sentimental Value (Affeksjonsverdi), regia di Joachim Trier
L'Agente Segreto (O agente secreto), regia di Kleber Mendonça Filho
No Other Choice (Eojjeol suga eopda), regia di Park Chan-wook
Un Semplice Incidente (Yak taṣādof-e sāde), regia di Jafar Panahi
Sirât, regia di Óliver Laxe
La voce di Hind Rajab (Ṣawt al-Hind Rajab) regia di Kawthar ibn Haniyya

Miglior film d'animazione
Arco, regia di Ugo Bienvenu
Demon Slayer: Il Castello dell'Infinito, regia di Haruo Sotozaki
Elio, regia di Adrian Molina, Domee Shi e Madeline Sharafian
KPop Demon Hunters, regia di Maggie Kang e Chris Appelhans
La piccola Amélie, regia di Maïlys Vallade e Liane-Cho Han
Zootropolis 2, regia di Byron Howard e Jared Bush

Migliore sceneggiatura
Paul Thomas Anderson – Una Battaglia dopo l'Altra
Ronald Bronstein e Josh Safdie – Marty Supreme
Ryan Coogler – I Peccatori
Jafar Panahi – Un Semplice Incidente
Eskil Vogt e Joachim Trier – Sentimental Value
Chloé Zhao e Maggie O'Farrell – Hamnet-Nel Nome del Figlio

Migliore colonna sonora originale
Alexandre Desplat – Frankenstein
Ludwig Göransson – I Peccatori
Jonny Greenwood – Una Battaglia dopo l'Altra
Kangding Ray – Sirât
Max Richter – Hamnet-Nel Nome del Figlio
Hans Zimmer – F1-Il film

Migliore canzone originale
Dream as One (Miley Cyrus, Andrew Wyatt, Mark Ronson e Simon Franglen) – Avatar-Fuoco e Cenere
The Girl in the Bubble (Stephen Schwartz) – Wicked-Parte 2
Golden (Ejae, Mark Sonnenblick, Ido, 24 e Teddy Park) – KPop Demon Hunters
I Lied to You (Raphael Saadiq e Ludwig Göransson) – I Peccatori
No Place Like Home (Stephen Schwartz) – Wicked-Parte 2
Train Dreams (Nick Cave e Bryce Dessner) – Train Dreams

Miglior risultato al cinema e al box office
Avatar-Fuoco e Cenere, regia di James Cameron
F1-Il film, regia di Joseph Kosinski
KPop Demon Hunters, regia di Maggie Kang e Chris Appelhans
Mission: Impossible-The Final Reckoning, regia di Christopher McQuarrie
I Peccatori, regia di Ryan Coogler
Weapons, regia di Zach Cregger
Wicked-Parte 2, regia di Jon M. Chu
Zootropolis 2, regia di Byron Howard e Jared Bush


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