CINEMA A BOMBA!

domenica 15 febbraio 2026

OSCAR 2026. NOMINATION: FILM D'ANIMAZIONE, INTERNAZIONALE, SCENEGGIATURE

Dall'alto: i protagonisti di Zootropolis 2; una scena de L'Agente Segreto.


Una delle sfide più appassionanti di questa edizione degli Academy Awards è quella tra film stranieri... ops, volevamo dire film internazionali!
A contendere la vittoria al thriller politico brasiliano L'Agente Segreto, fresco vincitore del Golden Globe, sono in particolare due lungometraggi coraggiosi che hanno fatto discutere e sono stati molto apprezzati.

La Voce di Hind Rajab - che utilizza la vera registrazione audio di una bambina palestinese alla Croce Rossa, prima di venire barbaramente uccisa dall'esercito israeliano - è stato premiato dalla Giuria alla scorsa Mostra del Cinema di Venezia.
Un Semplice Incidente, amara critica al regime iraniano, aveva conquistato addirittura la Palma d'Oro all'ultimo Festival di Cannes.

Quest'ultimo - sorpresa - compete anche per la miglior sceneggiatura originale.
Pure qui la concorrenza è agguerrita, con il record di candidature I Peccatori come frontrunner e l'indipendente Marty Supreme come outsider.

Passando invece agli adattamenti, il plurioscarizzato Guillermo del Toro ci prova con Frankenstein, ma a sbarrargli la strada c'è il favorito P.T. Anderson con il suo "magnum opus" Una Battaglia dopo l'Altra.
Il copione di Hamnet co-approntato da Chloé Zhao, regista di Nomadland ed Eternals, potrebbe fungere da terzo incomodo.

E i film d'animazione?
Non ce li siamo dimenticati: la potente Disney si presenta con l'atteso seguito di Zootropolis e trova come principale contendente il lungometraggio Netflix KPop Demon Hunters (ricordate il precedente post sui premi musicali?).

In attesa di capire chi vincerà e chi no, non resta che leggere i candidati nell'elenco qui sotto e sbizzarrirsi coi pronostici (cliccate sui link per maggiori approfondimenti).


Miglior sceneggiatura non originale
Will Tracy – Bugonia
Guillermo del Toro – Frankenstein
Chloé Zhao e Maggie O'Farrell – Hamnet
Paul Thomas Anderson – Una Battaglia dopo l'Altra
Greg Kwedar e Clint Bentley – Train Dreams

Miglior sceneggiatura originale
Robert Kaplow – Blue Moon
Jafar Panahi, Shadmehr Rastin, Nader Saivar e Mehdi Mahmudiyan – Un Semplice Incidente
Ronald Bronstein e Josh Safdie – Marty Supreme
Eskil Vogt e Joachim Trier – Sentimental Value
Ryan Coogler – I Peccatori (Sinners)

Miglior film internazionale
L'Agente Segreto, regia di Kleber Mendonça Filho (Brasile)
Un Semplice Incidente, regia di Jafar Panahi (Francia)
Sentimental Value, regia di Joachim Trier (Norvegia)
Sirāt, regia di Óliver Laxe (Spagna)
La voce di Hind Rajab, regia di Kawthar ibn Haniyya (Tunisia)

Miglior film d'animazione
Zootropolis 2, regia di Byron Howard e Jared Bush
KPop Demon Hunters, regia di Maggie Kang e Chris Appelhans
La piccola Amélie, regia di Maïlys Vallade e Liane-Cho Han
Elio, regia di Domee Shi, Madeline Sharafian e Adrian Molina
Arco-Un'Amicizia per Salvare il Futuro, regia di Ugo Bienvenu


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mercoledì 5 aprile 2017

OSCAR 2017. ZOOTROPOLIS, COM'È UMANA LEI

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2016
108'
Regia: Byron Howard, Rich Moore, Jared Bush
Voci originali di: Ginnifer Goodwin, Jason Bateman, Idris Elba, J.K. Simmons, Octavia Spencer, Josh Dallas, Tommy Chong, Shakira.


Judy Hopps (Goodwin) è una coniglietta di campagna che non aspira alla vita da contadina di carote cui la sua famiglia vorrebbe destinarla.
Il suo sogno è infatti trasferirsi in città - la Zootropolis del titolo - è lavorarvi come poliziotta.

Ci riesce, ma una volta lì si ritrova in balia dei pregiudizi degli altri animali.
Le cose cambiano quando conosce la volpe Nick Wilde (Bateman), un delinquentello che campa con piccole truffe, e quando inizia ad indagare su alcuni misteriosi attacchi di rabbia...

Zootropolis - in originale Zootopia, gioco di parole tra "zoo" e "utopia"; quello italiano è forse un incongruo omaggio allo storico Metropolis di Fritz Lang - è stato il cartone-rivelazione della scorsa stagione.
Con l'altra pellicola Disney dell'anno, Oceania-Moana, c'è stata una rivalità continua, ma alla fine ha vinto il migliore.

Il nostro l'ha spuntata sul più blasonato rivale sia ai Golden Globe che agli Oscar, aggiudicandosi in entrambe le occasioni il premio come miglior film d'animazione.
Un risultato meritato, che valorizza un prevedibile ma avvincente racconto di formazione in salsa poliziesca, piuttosto che l'ennesimo musical per principesse.






Il suo valore aggiunto non è l'intreccio giallo, pur godibile e logico, né l'ambientazione (nulla di originale), e neppure la qualità delle scenette comiche (non molte, a dire il vero).
Il meglio è dato dalla caratterizzazione dei personaggi: tutti animali antropomorfi come ai tempi del vecchio Robin Hood (non a caso, Nick sembra una versione moderna del protagonista del classico disneiano), eppure terribilmente umani, "veri".

Judy, in particolare, è la più credibile, sfaccettata e nuova figura femminile della storia Disney recente. Merito anche della sua doppiatrice Ginnifer Goodwin, attrice nota al pubblico come Biancaneve della serie tv Once Upon a Time.
Non le è da meno il collega Jason Bateman (Horrible Bosses), che presta alla volpe anche alcune delle proprie famose espressioni.

Tra le voci di contorno, oltre alla cantante Shakira in versione gazzella, segnaliamo la partecipazione di J.K. Simmons (l'attore di Spider-Man e Premio Oscar per Whiplash dà la voce al sindaco leone) e di Tommy Chong del duo comico Cheech & Chong nei panni di uno yak strafumato.

Dato il successo del film, si inizia già a parlare di un seguito, o in forma di secondo lungometraggio o addirittura di serial televisivo.
Comunque sarà, una cosa è certa: le avventure di Judy & Nick sono appena cominciate...




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mercoledì 1 marzo 2017

OSCAR 2017. POLITICA E GAFFE FANNO CADERE LE STELLE (E NON SOLO QUELLE...)

Dall'alto: Giorgio Gregorini e Alessandro Bertolazzi (primo e secondo da sinistra) premiati per Suicide Squad; Alan Barillaro (a sinistra) ritira il premio per Piper; Damien Chazelle, il più giovane vincitore dell'Oscar per la migliore regia; gli attori premiati (da sinistra: Mahershala Ali, Emma Stone, Viola Davis e Casey Affleck). 


89a edizione degli Academy Award.
L'edizione che ha lanciato Fred Berger, Jordan Horowitz e Marc Platt nell'empireo dei "mainagioia".

Pensate: a presentare l'ultimo premio della serata, il più prestigioso, è stata chiamata una delle coppie più belle e glam della Hollywood anni Sessanta-Settanta: Faye Dunaway e Warren Beatty.

Quest'ultimo ha in mano la busta, la apre, la guarda perplesso, non sa cosa fare.
La porge a lei, che annuncia il miglior film: il favorito della vigilia, La La Land!

I tre di cui sopra, che ne sono i produttori, salgono sul palco e iniziano il loro discorso di ringraziamento.
Ma vengono subito interrotti: c'è stato un errore, la busta è sbagliata (in effetti era un doppione di quella che attribuiva l'Oscar per la migliore attrice protagonista ad Emma Stone. Machecacchio, Warren e Faye, ve ne sarete pure accorti, no?!): il vero vincitore è Moonlight!

Pensate alla delusione di 'sti poveracci, scippati di un sogno per colpa di una maldestra gaffe...






Il degno finale di una cerimonia dagli ascolti scarsi, moscia (Jimmy Kimmel presentatore sottotono, battute su Trump un po' scontate), che molti vorrebbero dimenticare.
A cominciare della produttrice Jan Chapman che - viva e vegeta - si è vista tra le persone decedute nell'omaggio video preparato dall'Academy (si voleva ricordare la costumista Janet Patterson, ma hanno sbagliato foto. Bell'omaggio...).

Altrettanto discutibile è l'aver voluto premiare ad ogni costo il film meno "trumpiano" e più liberal in concorso: Moonlight, diretto da un regista di colore, parla di un afroamericano che cresce in un ambiente degradato e scopre di essere omosessuale.
Pare più un dispetto al neo-Presidente degli Stati Uniti - che con le minoranze è tutt'altro che tenero - che un riconoscimento al valore artistico del film in sé: il fatto che lo si presenti come una bandiera, ossia come il primo film a tema LGBT (acronimo che sta per Lesbiche, Gay, Bisessuali, Transgender) a vincere il massimo riconoscimento cinematografico, piuttosto che come racconto di formazione, è emblematico.

Il rischio concreto è che, nel giro di poco, nessuno si ricordi più di questa pellicola e della sua affermazione, com'è già successo al suo predecessore (che è, anche se molti di voi se lo sono dimenticato, Il Caso Spotlight, anch'esso dagli incassi molto modesti).

Il fatto è che l'America è spaccata in due e la metà che ha votato per il pittoresco magnate si sente sempre più distante e meno rappresentata da Hollywood, percepita come centro di un'élite che la disprezza e che utilizza lo showbiz come un'arma politica per colpire in una sola direzione, cercando di imporre la propria visione del mondo e i propri valori.

Se l'Academy continuerà a favorire l'aspetto "politico" dei film piuttosto che quello tecnico-artistico, lo scollamento si farà presumibilmente ancora più drammatico.






La La Land, in effetti, sembrava rappresentare maggiormente un buon compromesso tra intrattenimento e cinema d'autore, essendo una briosa e realistica storia di ambizioni e sogni di due giovani, realizzata con straordinaria maestria e interpretata in modo efficace.

Non per niente la migliore regia è stata proclamata quella di Damien Chazelle, il più giovane regista a vincere la statuetta (32 anni compiuti a Gennaio!) e già apprezzatissimo per il suo precedente - ed in effetti notevole - Whiplash (tenetelo d'occhio: capeggia la cerchia dei Jeff Nichols, dei J.C. Chandor e dei Ned Benson, ossia di un ideale gruppo di cineasti emergenti che in questi anni sta davvero portando nuova linfa ad Hollywood).

Non per niente ha trionfato in quasi tutte le competizioni internazionali, compresa quella dei Golden Globe, in cui i premi sono assegnati dalla stampa estera.

Non per niente ha vinto per fotografia e scenografia, per le belle musiche e la migliore canzone.

Non per niente ha portato il primo (e meritatissimo) Oscar a Emma Stone, che già a Venezia aveva conquistato la Coppa Volpi.

Non per niente La La Land ha incassato nel mondo così tanto e, con 6 premi su ben 14 nomination, è da considerarsi come il vero trionfatore di questa edizione e si candida a rimanere a lungo nella memoria.

Purtroppo ha pagato i sensi di colpa dell'Academy sul tema dei cosiddetti "Oscars so white", la polemica innescata negli scorsi anni - e nell'ultimo in modo particolare - a proposito della scarsa rappresentatività degli afro-americani in nomination e premiazioni.






Polemica che è risultata decisiva per la vittoria di Moonlight e per le sei nomine tra gli attori (zero nel 2016), culminate con l'affermazione più che annunciata tra i non protagonisti di Mahershala Ali (primo interprete di fede islamica ad aggiudicarsi la statuetta) e di Viola Davis (per lei un tifo sfrenato sui social).

Tra gli attori protagonisti l'hanno spuntata Emma Stone, come abbiamo visto, e Casey Affleck.

Il fratello di Ben è passato indenne dalle accuse di molestie sessuali mossegli qualche anno fa da due donne (accuse successivamente ritirate, a titolo di cronaca) e ora per lui è arrivata la definitiva consacrazione, dopo il Golden Globe, grazie al ruolo di uno zio che deve occuparsi del nipote minorenne rimasto orfano nel drammatico Manchester By The Sea, che a sorpresa ha vinto anche il prestigioso riconoscimento per la migliore sceneggiatura originale (andata al regista, Kenneth Lonergan).

Ma Affleck Jr. non è l'unico miracolato: Mel Gibson, personalmente, non ha vinto nulla, ma il suo La Battaglia di Hacksaw Ridge è riuscito a portare a casa due Oscar, per montaggio e sonoro (il montaggio sonoro è stato invece il contentino per Arrival, che partiva da 8 nomine).

A proposito, una menzione speciale va a Kevin O'Connell, tecnico del suono alla sua prima statuetta. Questa era la sua nomination numero 21 (avete letto bene: 21!): meglio tardi che mai!

Nelle agguerrite categorie degli effetti speciali e dei costumi, invece, si sono imposti rispettivamente l'adattamento in live action del cartoon disneyano Il Libro della Giungla (tratto dall'omonimo romanzo di Rudyard Kipling) e Animali Fantastici E Dove Trovarli - il quarto Oscar in carriera della costumista Colleen Atwood, nonché il primo assegnato ad un film della saga di Harry Potter.

Gianfranco Rosi non ce l'ha fatta con il suo documentario Fuocoammare, ma - adesso possiamo dirlo - non è che avesse moltissime chance: ha prevalso O.J.: Made in America e comunque, come abbiamo già visto qui, anche gli altri pretendenti erano piuttosto competitivi.






Al contrario, Alessandro Bertolazzi e Giorgio Gregorini sono riusciti a conquistare la statuetta per trucco e parrucco di Suicide Squad (cioè, rendiamoci conto: Suicide Squad è un film oscarizzato!).
Una delle poche cose veramente salvabili in una pellicola in effetti un po' kitsch, certo non la migliore tra le varie "supereroistiche" uscite lo scorso anno.

Bravissimi Alessandro e Giorgio, ma i nostri connazionali negli ultimi anni hanno sempre fatto la loro porca figura.
Vedansi Francesca Lo Schiavo e Dante Ferretti nel 2012 per la scenografia di Hugo Cabret, La Grande Bellezza nel 2014, Milena Canonero nel 2015 con Grand Budapest Hotel ed Ennio Morricone l' anno scorso per The Hateful Eight.

Siamo molto contenti anche per l'affermazione del delizioso Piper tra i corti d'animazione: a dirigerlo, l'italo-canadese Alan Barillaro.
Tra i lungometraggi è stato invece il gradevole Zootropolis a prevalere nel "derby" Disney con Oceania.

Dopo l'Oscar per il miglior film straniero nel 2016 a Il Figlio di Saul di László Nemes e il recentissimo Orso d'Oro a Testről és lélekről della cineasta Ildikó Enyedi, il dinamico e originale cinema ungherese coglie un altro alloro: tra i corti si è imposto Sing (Mindenki) del giovane Kristóf Deák, in effetti il più interessante tra le opere in competizione.

C'entra molto la politica anche relativamente ai premi per il miglior film in lingua straniera e per il miglior cortometraggio documentario.

Il regista iraniano Asghar Farhadi, al suo secondo riconoscimento dopo quello assegnato nel 2012 a Una Separazione, non ha voluto partecipare alla cerimonia per protesta contro le politiche di chiusura di Trump nei confronti delle persone provenienti da certi stati islamici, tra i quali appunto l'Iran e la Siria.

Le difficoltà che incontrano i cittadini di quest'ultimo Paese ad entrare negli USA hanno impedito, invece, agli eroici soccorritori protagonisti di The White Helmets di essere presenti alla Notte delle Stelle: che beffa, visto che il mini documentario che parla di loro ha vinto...

Insomma, politica e gaffe hanno rovinato un'edizione interessante e dato parecchi dispiaceri a persone che non se lo meritavano.

Avanti di questo passo, l'Academy dovrà istituire un Oscar anche per la categoria "mainagioia"...





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lunedì 27 febbraio 2017

OSCAR 2017. I VINCITORI

La terribile gaffe alla proclamazione del miglior film. 


La La Land è stato il film che maggiormente ha catalizzato l'attenzione in questa 89a edizione degli Academy Award: il più nominato alla vigilia, quello che ha preso più statuette (6), quello che ha fatto vincere un Oscar al più giovane regista della storia della manifestazione (Damien Chazelle).

E quello vittima di un drammatico colpo di scena, una vera figuraccia da parte degli organizzatori: al momento della proclamazione del miglior film, è stata data una busta sbagliata ai due annunciatori, Warren Beatty e Faye Dunaway, che prima hanno proclamato la vittoria del musical e poi sono stati smentiti mentre i produttori stavano già facendo il loro discorso di ringraziamento.

Il premio più prestigioso è perciò andato a Moonlight ma, oltre ai dubbi di essere stato spinto "politicamente", la sua vittoria è stata macchiata da questa terribile gaffe.

A breve commenteremo quello che è successo, ma nel frattempo ecco l'elenco di tutti i vincitori.

PS. Anche quest'anno le previsioni di CINEMA A BOMBA! sono andate bene: ne abbiamo prese 19 su 24 (bravo FRA, che è stato il migliore azzeccandone 15!).






MIGLIOR FILM

Moonlight, prodotto da Adele Romanski, Dede Gardner e Jeremy Kleiner

MIGLIOR REGIA
Damien Chazelle – La La Land

MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA
Emma Stone – La La Land

MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA
Casey Affleck – Manchester by the Sea

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
Viola Davis – Barriere (Fences)

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
Mahershala Ali – Moonlight

MIGLIOR FILM D'ANIMAZIONE
Zootropolis (Zootopia), regia di Byron Howard e Rich Moore

MIGLIOR FILM STRANIERO
Il cliente (Forushande), regia di Asghar Farhadi (Iran)

MIGLIOR COLONNA SONORA
Justin Hurwitz - La La Land

MIGLIOR CANZONE
City of Stars (Justin Hurwitz, Benj Pasek, Justin Paul) - La La Land

MIGLIORE SCENEGGIATURA ORIGINALE
Kenneth Lonergan – Manchester by the Sea

MIGLIORE SCENEGGIATURA NON ORIGINALE
Barry Jenkins e Tarell McCraney – Moonlight

MIGLIOR FOTOGRAFIA
Linus Sandgren - La La Land

MIGLIOR SCENOGRAFIA
Sandy Reynolds-Wasco e David Wasco - La La Land

MIGLIOR MONTAGGIO
John Gilbert - Hacksaw Ridge

MIGLIORI EFFETTI SPECIALI
Robert Legato, Adam Valdez, Andrew R. Jones e Dan Lemmon - Il Libro della Giungla

MIGLIOR MONTAGGIO SONORO
Sylvain Bellemare - Arrival

MIGLIOR SONORO
Kevin O'Connell, Andy Wright, Robert Mackenzie e Peter Grace - Hacksaw Ridge

MIGLIORI COSTUMI
Colleen Atwood - Animali Fantastici e Dove Trovarli

MIGLIORI TRUCCO E ACCONCIATURA
Alessandro Bertolazzi, Giorgio Gregorini e Christopher Nelson - Suicide Squad

MIGLIOR DOCUMENTARIO
O.J.: Made in America, regia di Ezra Edelman

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO DOCUMENTARIO
The White Helmets, regia di Orlando von Einsiedel

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO
Sing (Mindenki), regia di Kristóf Deák

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO D'ANIMAZIONE
Piper, regia di Alan Barillaro





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venerdì 24 febbraio 2017

OSCAR 2017. LE NOSTRE PREVISIONI



2012: 21.
2013: 17.
2014: 23.
2015: 20.
2016: 22.

Come ormai sapete, questi numeri rappresentano le previsioni sugli Oscar che noi di CINEMA A BOMBA! siamo riusciti complessivamente a indovinare nelle edizioni dell'Academy Award che abbiamo seguito da quando è nato il nostro blog.

La domanda è: quante ne centreremo in questo 2017?
Tenendo conto che le categorie sono in tutto 24 (tra cui alcune sostanzialmente imprevedibili, come quelle su cortometraggi e documentari), riusciremo a battere il nostro record del 2014?

I pronostici li sbaglia solo chi li fa, ma a noi le sfide piacciono.
Per questo, qui di seguito, segnaliamo i nostri candidati nell'elenco di tutti i papabili per una statuetta.

E voi?
Non volete provare a dire la vostra?






MIGLIOR FILM


Arrival, prodotto da Shawn Levy, Dan Levine, Aaron Ryder e David Linde


Barriere (Fences), prodotto da Scott Rudin, Denzel Washington e Todd Black


La battaglia di Hacksaw Ridge (Hacksaw Ridge), prodotto da Bill Mechanic e David Permut


Hell or High Water, prodotto da Carla Hacken e Julie Yorn


Il diritto di contare (Hidden Figures), prodotto da Donna Gigliotti, Peter Chernin, Jenno Topping, Pharrell Williams e Theodore Melfi


La La Land, prodotto da Fred Berger, Jordan Horowitz e Marc Platt - FRA, FEDE, ANG


Lion - La strada verso casa (Lion) , prodotto da Emile Sherman, Iain Canning e Angie Fielder


Manchester by the Sea, prodotto da Matt Damon, Kimberly Steward, Chris Moore, Lauren Beck e Kevin J. Walsh


Moonlight, prodotto da Adele Romanski, Dede Gardner e Jeremy Kleiner


MIGLIOR REGIA
Damien Chazelle – La La Land - FRA, FEDE
Barry Jenkins – Moonlight
Kenneth Lonergan – Manchester by the Sea - ANG
Denis Villeneuve - Arrival
Mel Gibson – La battaglia di Hacksaw Ridge (Hacksaw Ridge)

MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA
Isabelle Huppert – Elle - FEDE
Ruth Negga – Loving
Natalie Portman– Jackie
Emma Stone – La La Land - ANG, FRA
Meryl Streep – Florence (Florence Foster Jenkins)

MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA
Casey Affleck – Manchester by the Sea
Andrew Garfield - La battaglia di Hacksaw Ridge (Hacksaw Ridge) - ANG
Ryan Gosling – La La Land - FEDE
Viggo Mortensen - Captain Fantastic
Denzel Washington – Barriere (Fences) - FRA

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
Viola Davis – Barriere (Fences) - FEDE, FRA
Naomie Harris – Moonlight
Nicole Kidman – Lion - La strada verso casa (Lion)
Octavia Spencer – Il diritto di contare (Hidden Figures)
Michelle Williams – Manchester by the Sea - ANG

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
Mahershala Ali – Moonlight - FRA, FEDE
Jeff Bridges – Hell or High Water - ANG
Lucas Hedges - Manchester by the Sea
Dev Patel – Lion - La strada verso casa (Lion)
Michael Shannon - Animali notturni (Nocturnal Animals)

MIGLIOR FILM D'ANIMAZIONE
Zootropolis (Zootopia), regia di Byron Howard e Rich Moore - FEDE, FRA
Oceania (Moana), regia di Ron Clements e John Musker - ANG
Kubo e la spada magica (Kubo and the Two Strings), regia di Travis Knight
La tartaruga rossa (La Tortue Rouge), regia di Michaël Dudok de Wit
La mia vita da Zucchina (Ma vie de Courgette), regia di Claude Barras

MIGLIOR FILM STRANIERO
Land of Mine - Sotto la sabbia (Under sandet), regia di Martin Zandvliet (Danimarca) - ANG
A man called Ove (En man som heter Ove), regia di Hannes Holm (Svezia) - FEDE
Il cliente (Forushande), regia di Asghar Farhadi (Iran) - FRA
Tanna, regia di Martin Butler e Bentley Dean (Australia)
Vi presento Toni Erdmann (Toni Erdmann), regia di Maren Ade (Germania)

MIGLIOR COLONNA SONORA
Mica Levi - Jackie
Justin Hurwitz - La La Land - FRA, FEDE, ANG
Dustin O'Halloran e Hauschka - Lion
Nicholas Britell - Moonlight
Thomas Newman - Passengers

MIGLIOR CANZONE
Audition (The Fools Who Dream) (Justin Hurwitz, Benj Pasek e Justin Paul) - La La Land - ANG
City of Stars (Justin Hurwitz, Benj Pasek, Justin Paul) - La La Land - FEDE, FRA
Can't Stop the Feeling! (Justin Timberlake, Max Martin e Karl Johan Schuster) - Trolls
The Empty Chair (J. Ralph e Sting) - Jim: The James Foley Story
How Far I'll Go (Lin-Manuel Miranda) - Oceania (Moana)

MIGLIORE SCENEGGIATURA ORIGINALE
Damien Chazelle – La La Land - FRA, FEDE, ANG
Kenneth Lonergan – Manchester by the Sea
Taylor Sheridan – Hell or High Water
Efthymis Filippou e Yorgos Lanthimos - The Lobster
Mike Mills - 20th Century Women

MIGLIORE SCENEGGIATURA NON ORIGINALE
Barry Jenkins e Tarell McCraney – Moonlight - FEDE, FRA
Eric Heisserer - Arrival
Luke Davies - Lion - La strada verso casa (Lion)
August Wilson - Barriere (Fences)
Allison Schroeder e Theodore Melfi - Il diritto di contare (Hidden Figures) - ANG

MIGLIOR FOTOGRAFIA
Linus Sandgren - La La Land - FRA, FEDE
Bradford Young - Arrival - ANG
Greig Fraser - Lion
James Laxton - Moonlight
Rodrigo Prieto - Silence

MIGLIOR SCENOGRAFIA
Patrice Vermette e Paul Hotte - Arrival
Stuart Craig e Anna Pinnock - Animali Fantastici e Dove Trovarli
Jess Gonchor e Nancy Haigh - Ave, Cesare! - ANG
Sandy Reynolds-Wasco e David Wasco - La La Land - FEDE, FRA
Guy Hendrix Dyas e Gene Serdena - Passengers

MIGLIOR MONTAGGIO
Tom Cross - La La Land - FRA
Joi McMillon e Nat Sanders - Moonlight
John Gilbert - Hacksaw Ridge
Joe Walker - Arrival - FEDE
Jake Roberts - Hell or High Water - ANG

MIGLIORI EFFETTI SPECIALI
Craig Hammeck, Jason Snell, Jason Billington e Burt Dalton - Deepwater Horizon
Stephane Ceretti, Richard Bluff, Vincent Cirelli e Paul Corbould - Doctor Strange - ANG
Robert Legato, Adam Valdez, Andrew R. Jones e Dan Lemmon - Il Libro della Giungla - FRA
Steve Emerson, Oliver Jones, Brian McLean e Brad Schiff - Kubo e la Spada Magica
John Knoll, Mohen Leo, Hal Hickel e Neil Corbould - Rogue One: A Star Wars Story - FEDE

MIGLIOR MONTAGGIO SONORO
Sylvain Bellemare - Arrival
Wylie Stateman, Renée Tondelli - Deepwater Horizon
Robert Mackenzie, Andy Wright - Hacksaw Ridge
Ai-Ling Lee, Mildred Iatrou Morgan - La La Land - FRA, FEDE, ANG
Alan Robert Murray, Bub Asman - Sully

MIGLIOR SONORO
Andy Nelson, Ai-Ling Lee e Steve A. Morrow - La La Land - FRA
David Parker, Christopher Scarabosio e Stuart Wilson - Rogue One: A Star Wars Story
Kevin O'Connell, Andy Wright, Robert Mackenzie e Peter Grace - Hacksaw Ridge - ANG, FEDE
Bernard Gariépy Strobl e Claude La Haye - Arrival
Greg P. Russell, Gary Summers, Jeffrey J. Haboush e Mac Ruth - 13 Hours: The Secret Soldiers of Benghazi

MIGLIORI COSTUMI
Joanna Johnston - Allied
Colleen Atwood - Animali Fantastici e Dove Trovarli - ANG
Consolata Boyle - Florence
Madeline Funtaine - Jackie - FEDE
Mary Zophers - La La Land - FRA

MIGLIORI TRUCCO E ACCONCIATURA
Eva Von Bahr e Love Larson - A man called Ove (En man som heter Ove)- FRA
Joel Harlow e Richard Alonzo - Star Trek Beyond
Alessandro Bertolazzi, Giorgio Gregorini e Christopher Nelson - Suicide Squad - FEDE, ANG

MIGLIOR DOCUMENTARIO
13th, regia di Ava DuVernay
Fuocoammare, regia di Gianfranco Rosi - ANG
I Am Not Your Negro, regia di Raoul Peck - FEDE
Life, Animated, regia di Roger Ross Williams
O.J.: Made in America, regia di Ezra Edelman - FRA

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO DOCUMENTARIO
4.1 Miles, regia di Daphne Matziaraki - ANG
Extremis, regia di Dan Krauss - FEDE
Joe's Violin, regia di Kahane Cooperman
Watani: My Homeland, regia di Marcel Mettelsiefen
The White Helmets, regia di Orlando von Einsiedel - FRA

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO
Enemies within (Ennemis intérieurs), regia di Sélim Azzazi
La Femme et le TGV, regia di Timo von Gunten, con Jane Birkin
Silent Nights, regia di Aske Bang
Sing (Mindenki), regia di Kristóf Deák - FEDE, ANG
Timecode, regia di Juanjo Giménez Peña - FRA

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO D'ANIMAZIONE
Blind Vaysha, regia di Theodore Ushev
Borrowed Time, regia di Andrew Coats e Lou Hamou-Lhadj - FEDE
Pear Cider and Cigarettes, regia di Robert Valley
Pearl, regia di Patrick Osborne - ANG
Piper, regia di Alan Barillaro - FRA




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mercoledì 15 febbraio 2017

OSCAR 2017. NOMINATION: FILM D'ANIMAZIONE, FILM STRANIERO, SCENEGGIATURE

Dall'alto: una scena di Zootropolis; un'immagine tratta da Kubo e la Spada Magica; il protagonista di La Mia Vita da Zucchina (secondo da destra) con i suoi amici.  


Diciamoci la verità: la categoria del miglior film d'animazione, dopo il caso The Lego Movie, ha perso un po' del prestigio e della credibilità del passato.

Non ha aiutato la crisi creativa nel settore (abbiamo scritto "creativa": gli incassi sono per lo più buoni): a parte l'exploit di Inside Out, non è che negli ultimi anni si siano visti dei capolavori, come dimostrano anche i nominati di quest'anno.

Zootrpolis parte con il favore dei pronostici della vigilia, ma per quanto tecnicamente suggestivo e ben fatto, non è originalissimo nella storia - una coniglietta riesce con caparbietà e difficoltà a diventare poliziotta nonostante il parere contrario di famiglia e superiori, e risolve un caso difficilissimo con l'aiuto di un ladruncolo (una volpe).

Di Oceania non fatevi ingannare dal titolo originale, Moana: è un cartoon per famiglie con protagonista una ragazzina indipendente, coraggiosa e intraprendente (già sentita...).

Insomma, la Disney non rischia niente e va sul sicuro con i suoi due candidati, mentre più coraggiosi risultano gli altri tre.

La Tartaruga Rossa - prodotta anche dal mitico Studio Ghibli (ossia quello di La Collina dei Papaveri e dei capolavori di Hayao Miyazaki) - è privo di dialoghi; La Mia Vita da Zucchina - girato con pupazzi in stop motion - narra la commovente storia di un orfano che trova l'amicizia di altri bambini problematici come lui; Kubo e la Spada Magica - anch'esso in stop motion - è un'avventura ambientata in Giappone insolitamente candidata anche per gli effetti speciali.

Per quel che riguarda i film in lingua straniera, fatto fuori subito il vincitore del Golden Globe Elle di Paul Verhoeven con Isabelle Huppert (che, come vedremo, è però in lizza come migliore attrice protagonista), la sfida sembrerebbe limitata ad altri due reduci di Cannes 2016.

È molto piaciuto ed ha molto divertito Vi Presento Toni Erdmann della tedesca Maren Ade, che narra del rapporto tra una donna in carriera e lo strambo padre in cerca di attenzioni.
Si sta già pensando al remake hollywoodiano, a quanto pare con Jack Nicholson e la brillante Kristen Wiig (presente in The Martian e candidata agli Oscar 2012 per la migliore sceneggiatura originale di Bridesmaids-Le Amiche Della Sposa).

Il Cliente (Forushande) di Asghar Farhadi - giallo che prende spunto da Morte di Un Commesso Viaggiatore di Arthur Miller - sulla Croisette aveva vinto due premi, ma vedremo se saprà conquistare anche i votanti dell'Academy.
Sarebbe la seconda statuetta per il regista iraniano, dopo la vittoria di Una Separazione nel 2012.

Meno speranze - ma non si può mai dire - per gli altri.
Lo svedese A Man Called Ove - commedia drammatica su un uomo di mezza età scontroso e misantropo e i suoi rapporti con una famiglia di extracomunitari - ha dalla sua un'altra nomination, quella per trucco e acconciatura; Tanna è una sorta di Romeo e Giulietta ambientata in un isola del Pacifico; Land of Mine - già molto apprezzato e premiato - narra la vera storia di ragazzini tedeschi che dopo la Seconda Guerra Mondiale furono obbligati a scovare le mine disseminate dall'esercito del Terzo Reich lungo le coste della Danimarca.

Ogni anno, CINEMA A BOMBA! dà la possibilità ai suoi lettori di leggere le sceneggiature candidate agli Oscar.
Anche per questa edizione siamo riusciti a trovarle, e vi assicuriamo che sono veramente appassionanti: vi consigliamo di darci un'occhiata.

È vero, ci sono dei favoriti - La La Land per la sceneggiatura originale, Moonlight per quella non originale (anche se, relativamente a questa, è sorta una piccola controversia, essendo tratta da un'opera teatrale mai andata in scena né pubblicata) - ma queste categorie regalano sempre sorprese.

Quindi non ci sorprenderemmo se l'Academy scegliesse, per esempio, il surreale The Lobster - premiato a Cannes 2015 (il suo regista, Lanthimos, era riuscito a portare il precedente Alps in competizione nella memorabile Mostra del Cinema di Venezia del 2011) - la cui vicenda narra di un futuro distopico nel quale i single sono costretti a trovare compagnia, pena l'essere trasformati in animali.

Non perdetevi, quindi, i trailer dei cartoni animati e dei film stranieri e gli script: le sorprese sono dietro l'angolo (e nei link riportati qui di sotto).






MIGLIOR FILM D'ANIMAZIONE
Zootropolis (Zootopia), regia di Byron Howard e Rich Moore
Oceania (Moana), regia di Ron Clements e John Musker
Kubo e la spada magica (Kubo and the Two Strings), regia di Travis Knight
La tartaruga rossa (La Tortue Rouge), regia di Michaël Dudok de Wit
La mia vita da Zucchina (Ma vie de Courgette), regia di Claude Barras

MIGLIOR FILM STRANIERO
Land of Mine - Sotto la sabbia (Under sandet), regia di Martin Zandvliet (Danimarca)
A man called Ove (En man som heter Ove), regia di Hannes Holm (Svezia)
Il cliente (Forushande), regia di Asghar Farhadi (Iran)
Tanna, regia di Martin Butler e Bentley Dean (Australia)
Vi presento Toni Erdmann (Toni Erdmann), regia di Maren Ade (Germania)

MIGLIORE SCENEGGIATURA ORIGINALE
Damien Chazelle – La La Land
Kenneth Lonergan – Manchester by the Sea
Taylor Sheridan – Hell or High Water
Efthymis Filippou e Yorgos Lanthimos - The Lobster
Mike Mills - 20th Century Women

MIGLIORE SCENEGGIATURA NON ORIGINALE
Barry Jenkins e Tarell McCraney – Moonlight
Eric Heisserer - Arrival
Luke Davies - Lion - La strada verso casa (Lion)
August Wilson - Barriere (Fences)
Allison Schroeder e Theodore Melfi - Il diritto di contare (Hidden Figures)




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