CINEMA A BOMBA!

mercoledì 18 marzo 2026

OSCAR 2026. UNA BATTAGLIA DOPO L'ALTRA NEL MONDO IN GUERRA

(Dall'alto: P.T. Anderson; Jessie Buckley; Sean Penn).  


Chi ha vinto gli Oscar 2026?

Qualcuno potrebbe dire Paul Thomas Anderson.

L'autore "artigiano" di Magnolia, Il Petroliere, The Master e Il Filo Nascosto ha visto finalmente certificato il suo status di grande del cinema.
La giusta consacrazione per questo cineasta non di nicchia, ma lontano dalle logiche commerciali hollywoodiane, non dissimile in questo dai suoi colleghi Christopher Nolan e Guillermo del Toro.

Il suo Una Battaglia dopo l'Altra, film politico d'azione con risvolti di commedia, ha sbaragliato nettamente la concorrenza accaparrandosi 6 statuette: miglior film, regia, sceneggiatura non originale, attore non protagonista, montaggio e - categoria introdotta quest'anno - casting.

Qualcuno potrebbe dire il succitato Guillermo del Toro.

Il suo Frankenstein ha trionfato nelle categorie tecniche, dimostrandosi un adattamento decisamente accattivante del celebre e sfruttatissimo romanzo di Mary Shelley.
Esito tutt'altro che scontato.

Qualcuno potrebbe dire Michael B. Jordan.

L'antagonista di Black Panther ha sbaragliato la concorrenza di colleghi più accreditati di lui.
Tra questi il grande sconfitto della serata, Timothée Chalamet, che ha di certo pagato sovraesposizione mediatica e dichiarazioni infelici (festeggeranno i cultori di opera e balletto, ma non quelli del ping pong: Marty Supreme è tornato a casa a mani vuote).

I Peccatori - omaggio al cinema blaxploitation degli anni 70 che unisce arditamente horror e musical - si presentava con un numero record di candidature (16!), concretizzatesi però solo con quattro riconoscimenti, comunque piuttosto pesanti (tra questi: miglior attore protagonista, appunto, e migliore sceneggiatura originale per il regista Ryan Coogler).

Qualcuno potrebbe dire Jessie Buckley, la prima irlandese ad affermarsi come migliore attrice, che ha convinto tutti con il commovente Hamnet della regista di Nomadland Chloé Zhao.

Oppure la sottovalutata Amy Madigan, che ricordiamo al fianco di Kevin Costner in L'Uomo dei Sogni e che ora non è più soltanto "la moglie di Ed Harris", bensì l'onorevole vincitrice di un Oscar da non protagonista (e per un horror, per di più!).

Qualcun'altro potrebbe dire KPop Demon Hunters, prodotto Netflix che con le statuette per migliore film di animazione e migliore canzone attesta la crisi nera della Disney, un tempo padrona incontrastata delle due categorie.

A proposito di musiche, ancora una sconfitta per la pluricandidata Diane Warren (la settima di fila e diciasettesima in totale!).
Continua a comporre, cara Diane: arriverà finalmente il tuo momento... prima o poi.

C'è stata gloria anche per Sentimental Value, drammone nordico che ha avuto la meglio come miglior film internazionale.
E dire che la concorrenza era spietata: il brasiliano L'Agente Segreto, Golden Globe nella stessa categoria; l'iraniano Un Semplice Incidente, Palma d'Oro a Cannes; il tunisino/palestinese La Voce di Hind Rajab, Gran Premio della Giuria a Venezia.

Insomma, nella Notte delle Stelle, ci sono stati tanti vincitori.
Ma permetteteci di affermare che il vero trionfatore di questa edizione è stato... Sean Penn.

Poteva essere una serata storica per lui, che aggiudicandosi il titolo di miglior attore non protagonista per il ruolo di un fanatico generale in Una Battaglia dopo l'Altra è entrato nel ristrettissimo novero di coloro che sono riusciti a vincere tre Oscar, in compagnia di Walter Brennan, Jack Nicholson e Daniel Day-Lewis.

Ma il divo di Dead Man Walking e Mystic River non si è presentato a ritirare la statuetta.

La sua assenza si è fatta notare e ha fatto discutere, ma sapete cosa stava facendo mentre il mondo del cinema si autocelebrava tra luci e paillettes?
Era diretto a Kiyv per incontrare il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, attore anch'egli in un tempo che sembra ormai remoto...

Il mondo sta bruciando, gli Stati Uniti sono una potenza in rapido declino e mai come in questo periodo l'Academy si è dimostrata tanto afona e autoreferenziale.
Pochissimi i cenni all'attualità nei discorsi di ringraziamento dei premiati o di presentazione dei premi - solo lo spagnolo Javier Bardem ha preso posizione sul palco contro le guerre e a favore di una Palestina libera, ma è rimasto isolato.

Ecco che l'assenza di Penn ha squarciato così il velo dell'ipocrisia di un mondo che si riempie tanto la bocca di parole quali diritti, libertà, inclusione, ma che nella sostanza non ha il coraggio di affrontare a viso aperto il potente di turno o di intraprendere azioni concrete per portare avanti le proprie battaglie.

L'attore, con questo gesto, non solo ha manifestato solidarietà al capo di stato di una nazione in guerra bistrattato ingiustamente dallo stesso presidente USA, ma ha anche messo a nudo la vacuità, l'inutilità, l'irrilevanza di Hollywood di fronte ai drammatici problemi del mondo attuale.

Grazie anche a questo premio (meritato), il vero protagonista di questa edizione è stato lui.


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lunedì 16 marzo 2026

OSCAR 2026. I VINCITORI

(Il comico e conduttore tv Conan O'Brien ha presentato la cerimonia degli Oscar per il secondo anno di fila).  



Visto che ci tenete tanto a saperlo, la nostra Redazione ha fatto meglio quest'anno di quello scorso, azzeccando... 22 pronostici su 24!
Il più bravo di noi stavolta è stato Fran, con un impressionante 19 su 24!

Ma oltre a CINEMA A BOMBA, a vincere è stato - come previsto - Paul Thomas Anderson e il suo Una Battaglia dopo l'Altra.
Il thriller politico con Leonardo DiCaprio e Sean Penn (il secondo premiato come non protagonista, ma in contumacia) ha collezionato 6 statuette, tra cui quelle per il miglior film e la miglior regia.

In attesa del nostro consueto post di commento, vi lasciamo qui sotto con l'elenco di tutti i vincitori, categoria per categoria (li trovate in grassetto in mezzo agli altri candidati).
E ovviamnete cliccate sui link per maggiori informazioni!


Miglior film
Bugonia
F1-Il film
Frankenstein
Hamnet
Marty Supreme - ANG
Una Battaglia dopo l'Altra – FEDE, FRA
L'Agente Segreto
Sentimental Value
I Peccatori (Sinners)
Train Dreams

Miglior regia
Paul Thomas Anderson – Una Battaglia dopo l'Altra – FEDE, ANG, FRA
Ryan Coogler – I Peccatori (Sinners)
Josh Safdie – Marty Supreme
Joachim Trier – Sentimental Value
Chloé Zhao – Hamnet

Miglior attrice protagonista
Jessie Buckley – Hamnet – FEDE, FRA
Rose Byrne – Se solo Potessi ti Prenderei a Calci – ANG
Kate Hudson – Song Sung Blue
Renate Reinsve – Sentimental Value
Emma Stone – Bugonia

Miglior attore protagonista
Timothée Chalamet – Marty Supreme – ANG
Leonardo DiCaprio – Una Battaglia dopo l'Altra
Ethan Hawke – Blue Moon
Michael B. Jordan – I Peccatori – FEDE, FRA
Wagner Moura – L'Agente Segreto

Miglior attrice non protagonista
Elle Fanning – Sentimental Value – ANG
Inga Ibsdotter Lilleaas – Sentimental Value
Amy Madigan – Weapons - FRA
Wunmi Mosaku – I Peccatori
Teyana Taylor – Una Battaglia dopo l'Altra - FEDE

Miglior attore non protagonista
Benicio del Toro – Una Battaglia dopo l'Altra
Jacob Elordi – Frankenstein
Delroy Lindo – I Peccatori - FRA
Sean Penn – Una Battaglia dopo l'Altra - FEDE
Stellan Skarsgård – Sentimental Value – ANG

Miglior sceneggiatura originale
Robert Kaplow – Blue Moon
Jafar Panahi, Shadmehr Rastin, Nader Saivar e Mehdi Mahmudiyan – Un Semplice Incidente
Ronald Bronstein e Josh Safdie – Marty Supreme – FEDE, ANG
Eskil Vogt e Joachim Trier – Sentimental Value
Ryan Coogler – I Peccatori – FRA

Migliore sceneggiatura non originale
Will Tracy – Bugonia
Guillermo del Toro – Frankenstein
Chloé Zhao e Maggie O'Farrell – Hamnet
Paul Thomas Anderson – Una Battaglia dopo l'Altra – FEDE, FRA
Greg Kwedar e Clint Bentley – Train Dreams – ANG

Miglior film internazionale
L'Agente Segreto, regia di Kleber Mendonça Filho (Brasile) – FEDE, FRA
Un Semplice Incidente, regia di Jafar Panahi (Francia)
Sentimental Value, regia di Joachim Trier (Norvegia)
Sirāt, regia di Óliver Laxe (Spagna) – ANG
La voce di Hind Rajab, regia di Kawthar ibn Haniyya (Tunisia)

Miglior film d'animazione
Zootropolis 2, regia di Byron Howard e Jared Bush
KPop Demon Hunters, regia di Maggie Kang e Chris Appelhans – FEDE, FRA
La piccola Amélie, regia di Maïlys Vallade e Liane-Cho Han
Elio, regia di Domee Shi, Madeline Sharafian e Adrian Molina
Arco-Un'Amicizia per Salvare il Futuro, regia di Ugo Bienvenu - ANG

Miglior colonna sonora originale
Jerskin Fendrix – Bugonia
Alexandre Desplat – Frankenstein – ANG
Max Richter – Hamnet
Jonny Greenwood – Una Battaglia dopo l'Altra
Ludwig Göransson – I Peccatori – FEDE, FRA

Miglior canzone originale
Dear Me (testo e musica: Diane Warren) – Diane Warren: Relentless
Golden (testo e musica: Ejae, Mark Sonnenblick, 24, Ido, Teddy Park e Ian Eisendrath) – KPop Demon Hunters – FEDE, FRA
I Lied to You (testo e musica: Raphael Saadiq e Ludwig Göransson) – I Peccatori
Sweet Dreams of Joy (testo e musica: Nicholas Pike) – Viva Verdi!
Train Dreams (musica: Nick Cave e Bryce Dessner; testo: Nick Cave) – Train Dreams – ANG

Miglior casting
Nina Gold – Hamnet – FEDE, ANG
Jennifer Venditti – Marty Supreme
Cassandra Kulukundis – Una Battaglia dopo l'Altra
Gabriel Domingues – L'Agente Segreto
Francine Maisler – I Peccatori - FRA

Miglior montaggio
Stephen Mirrione – F1-Il film
Ronald Bronstein e Josh Safdie – Marty Supreme – ANG
Andy Jurgensen – Una Battaglia dopo l'Altra - FEDE
Olivier Bugge Coutté – Sentimental Value
Michael P. Shawver – I Peccatori - FRA

Miglior scenografia
Tamara Deverell (scenografia) e Shane Vieau (arredamento) – Frankenstein – FEDE, ANG, FRA
Fiona Crombie (scenografia) e Alice Felton (arredamento) – Hamnet
Jack Fisk (scenografia) e Adam Willis (arredamento) – Marty Supreme
Florencia Martin (scenografia) e Anthony Carlino (arredamento) – Una Battaglia dopo l'Altra
Hannah Beachler (scenografia) e Monique Champagne (arredamento) – I Peccatori

Miglior fotografia
Dan Laustsen – Frankenstein
Darius Khondji – Marty Supreme
Michael Bauman – Una Battaglia dopo l'Altra – FEDE, ANG
Autumn Durald Arkapaw – I Peccatori - FRA
Adolpho Veloso – Train Dreams

Migliori costumi
Deborah L. Scott – Avatar: Fuoco e Cenere
Kate Hawley – Frankenstein - FRA
Małgosia Turzańska – Hamnet
Miyako Bellizzi – Marty Supreme – FEDE, ANG
Ruth E. Carter – I Peccatori

Miglior trucco e acconciatura
Mike Hill, Jordan Samuel e Cliona Furey – Frankenstein – ANG, FRA
Kyoko Toyokawa, Naomi Hibino e Tadashi Nishimatsu – Kokuho
Ken Diaz, Mike Fontaine e Shunika Terry – I Peccatori
Kazu Hiro, Glen Griffin e Bjoern Rehbein – The Smashing Machine - FEDE
Thomas Foldberg e Anne Cathrine Sauerberg – The Ugly Stepsister

Migliori effetti speciali
Joe Letteri, Richard Baneham, Eric Saindon e Daniel Barrett – Avatar: Fuoco e Cenere – ANG, FRA
Ryan Tudhope, Robert Harrington, Nicolas Chevallier e Keith Dawson – F1-Il film
David Vickery, Stephen Aplin, Charmaine Chan e Neil Corbould – Jurassic World-La Rinascita
Charlie Noble, David Zaretti, Russell Bowen e Brandon K. McLaughlin – The Lost Bus
Michael Ralla, Espen Nordahl, Guido Wolter e Donnie Dean – I Peccatori - FEDE

Miglior sonoro
Gareth John, Al Nelson, Gwendolyn Yates Whittle, Gary Rizzo e Juan Peralta – F1-Il film - FRA
Greg Chapman, Nathan Robitaille, Nelson Ferreira, Christian Cooke e Brad Zoern – Frankenstein
José Antonio García, Christopher Scarabosio e Tony Villaflor – Una Battaglia dopo l'Altra – FEDE, ANG
Chris Welcker, Benjamin A. Burtt, Felipe Pacheco, Brandon Proctor e Steve Boeddeker – I Peccatori
Amanda Villavieja, Laia Casanovas e Yasmina Praderas – Sirāt

Miglior documentario
The Alabama Solution, regia di Andrew Jarecki e Charlotte Kaufman
Come See Me in the Good Light, regia di Ryan White, Jessica Hargrave, Tig Notaro e Stef Willen
Cutting Through Rocks, regia di Sara Khaki e Mohammadreza Eyni
Mr. Nobody Against Putin, regia di David Borenstein - FEDE
The Perfect Neighbor, regia di Geeta Gandbhir, Alisa Payne, Nikon Kwantu e Sam Bisbee – ANG, FRA

Miglior cortometraggio documentario
All the Empty Rooms, regia di Joshua Seftel e Conall Jones - FRA
Armed Only with a Camera: The Life and Death of Brent Renaud, regia di Craig Renaud e Juan Arredondo – ANG
Children No More: "Were and Are Gone";, regia di Hilla Medalia e Sheila Nevins
The Devil Is Busy, regia di Christalyn Hampton e Geeta Gandbhir
Perfectly a Strangeness, regia di Alison McAlpine - FEDE

Miglior cortometraggio
Butcher's Stain, regia di Meyer Levinson-Blount e Oron Caspi
A Friend of Dorothy, regia di Lee Knight e James Dean - FEDE
Jane Austen's Period Drama, regia di Julia Aks e Steve Pinder - ANG
The Singers, regia di Sam A. Davis and Jack Piatt
Two People Exchanging Saliva, regia di Alexandre Singh e Natalie Musteata - FRA

Miglior cortometraggio d'animazione
Butterfly, regia di Florence Miailhe e Ron Dyens - ANG
Forevergreen, regia di Nathan Engelhardt e Jeremy Spears
La jeune fille qui pleurait des perles, regia di Chris Lavis e Maciek Szczerbowski – FEDE, FRA
Retirement Plan, regia di John Kelly e Andrew Freedman
The Three Sisters, regia di Konstantin Bronzit


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sabato 14 marzo 2026

OSCAR 2026. LE NOSTRE PREVISIONI



Le Idi di Marzo si avvicinano e con esse la 98a edizione degli Academy Awards, volgarmente conosciuti come Premi Oscar.

Noi di CINEMA A BOMBA dedichiamo annualmente all'evento uno Speciale fin dagli albori del blog, nel 2012, divertendoci a cercare di indovinare chi vincerà che cosa.

Senza modestia, spesso ci azzecchiamo.
Solo lo scorso anno - per dire - abbiamo previsto correttamente 21 categorie su 23 totali, nel 2024 addirittura 22 su 23 (non male, vero?).

Stavolta sarà più difficile, anche perché gli Oscar assegnati saranno... 24!
Come saprete già avendo letto il nostro precedente post dedicato, quest'anno è stata introdotta anche la nomination per il miglior casting.

Volete cimentarvi con noi? Scriveteci le vostre previsioni nei commenti!
Nel frattempo leggete qui sotto quali sono le nostre scelte e cliccate sui link per eventuali approfondimenti.


Miglior film
Bugonia
F1-Il film
Frankenstein
Hamnet
Marty Supreme - ANG
Una Battaglia dopo l'Altra – FEDE, FRA
L'Agente Segreto
Sentimental Value
I Peccatori (Sinners)
Train Dreams

Miglior regia
Paul Thomas Anderson – Una Battaglia dopo l'Altra – FEDE, ANG, FRA
Ryan Coogler – I Peccatori
Josh Safdie – Marty Supreme
Joachim Trier – Sentimental Value
Chloé Zhao – Hamnet

Miglior attrice protagonista
Jessie Buckley – Hamnet – FEDE, FRA
Rose Byrne – Se solo Potessi ti Prenderei a Calci – ANG
Kate Hudson – Song Sung Blue
Renate Reinsve – Sentimental Value
Emma Stone – Bugonia

Miglior attore protagonista
Timothée Chalamet – Marty Supreme – ANG
Leonardo DiCaprio – Una Battaglia dopo l'Altra
Ethan Hawke – Blue Moon
Michael B. Jordan – I Peccatori (Sinners) – FEDE, FRA
Wagner Moura – L'Agente Segreto

Miglior attrice non protagonista
Elle Fanning – Sentimental Value – ANG
Inga Ibsdotter Lilleaas – Sentimental Value
Amy Madigan – Weapons - FRA
Wunmi Mosaku – I Peccatori
Teyana Taylor – Una Battaglia dopo l'Altra - FEDE

Miglior attore non protagonista
Benicio del Toro – Una Battaglia dopo l'Altra
Jacob Elordi – Frankenstein
Delroy Lindo – I Peccatori - FRA
Sean Penn – Una Battaglia dopo l'Altra - FEDE
Stellan Skarsgård – Sentimental Value – ANG

Miglior sceneggiatura originale
Robert Kaplow – Blue Moon
Jafar Panahi, Shadmehr Rastin, Nader Saivar e Mehdi Mahmudiyan – Un Semplice Incidente
Ronald Bronstein e Josh Safdie – Marty Supreme – FEDE, ANG
Eskil Vogt e Joachim Trier – Sentimental Value
Ryan Coogler – I Peccatori – FRA

Migliore sceneggiatura non originale
Will Tracy – Bugonia
Guillermo del Toro – Frankenstein
Chloé Zhao e Maggie O'Farrell – Hamnet
Paul Thomas Anderson – Una Battaglia dopo l'Altra – FEDE, FRA
Greg Kwedar e Clint Bentley – Train Dreams – ANG

Miglior film internazionale
L'Agente Segreto, regia di Kleber Mendonça Filho (Brasile) – FEDE, FRA
Un Semplice Incidente, regia di Jafar Panahi (Francia)
Sentimental Value, regia di Joachim Trier (Norvegia)
Sirāt, regia di Óliver Laxe (Spagna) – ANG
La voce di Hind Rajab, regia di Kawthar ibn Haniyya (Tunisia)

Miglior film d'animazione
Zootropolis 2, regia di Byron Howard e Jared Bush
KPop Demon Hunters, regia di Maggie Kang e Chris Appelhans – FEDE, FRA
La piccola Amélie, regia di Maïlys Vallade e Liane-Cho Han
Elio, regia di Domee Shi, Madeline Sharafian e Adrian Molina
Arco-Un'Amicizia per Salvare il Futuro, regia di Ugo Bienvenu - ANG

Miglior colonna sonora originale
Jerskin Fendrix – Bugonia
Alexandre Desplat – Frankenstein – ANG
Max Richter – Hamnet
Jonny Greenwood – Una Battaglia dopo l'Altra
Ludwig Göransson – I Peccatori (Sinners) – FEDE, FRA

Miglior canzone originale
Dear Me (testo e musica: Diane Warren) – Diane Warren: Relentless
Golden (testo e musica: Ejae, Mark Sonnenblick, 24, Ido, Teddy Park e Ian Eisendrath) – KPop Demon Hunters – FEDE, FRA
I Lied to You (testo e musica: Raphael Saadiq e Ludwig Göransson) – I Peccatori
Sweet Dreams of Joy (testo e musica: Nicholas Pike) – Viva Verdi!
Train Dreams (musica: Nick Cave e Bryce Dessner; testo: Nick Cave) – Train Dreams – ANG

Miglior casting
Nina Gold – Hamnet – FEDE, ANG
Jennifer Venditti – Marty Supreme
Cassandra Kulukundis – Una Battaglia dopo l'Altra
Gabriel Domingues – L'Agente Segreto
Francine Maisler – I Peccatori - FRA

Miglior montaggio
Stephen Mirrione – F1-Il film
Ronald Bronstein e Josh Safdie – Marty Supreme – ANG
Andy Jurgensen – Una Battaglia dopo l'Altra - FEDE
Olivier Bugge Coutté – Sentimental Value
Michael P. Shawver – I Peccatori - FRA

Miglior scenografia
Tamara Deverell (scenografia) e Shane Vieau (arredamento) – Frankenstein – FEDE, ANG, FRA
Fiona Crombie (scenografia) e Alice Felton (arredamento) – Hamnet
Jack Fisk (scenografia) e Adam Willis (arredamento) – Marty Supreme
Florencia Martin (scenografia) e Anthony Carlino (arredamento) – Una Battaglia dopo l'Altra
Hannah Beachler (scenografia) e Monique Champagne (arredamento) – I Peccatori

Miglior fotografia
Dan Laustsen – Frankenstein
Darius Khondji – Marty Supreme
Michael Bauman – Una Battaglia dopo l'Altra – FEDE, ANG
Autumn Durald Arkapaw – I Peccatori (Sinners) - FRA
Adolpho Veloso – Train Dreams

Migliori costumi
Deborah L. Scott – Avatar: Fuoco e Cenere
Kate Hawley – Frankenstein - FRA
Małgosia Turzańska – Hamnet
Miyako Bellizzi – Marty Supreme – FEDE, ANG
Ruth E. Carter – I Peccatori

Miglior trucco e acconciatura
Mike Hill, Jordan Samuel e Cliona Furey – Frankenstein – ANG, FRA
Kyoko Toyokawa, Naomi Hibino e Tadashi Nishimatsu – Kokuho
Ken Diaz, Mike Fontaine e Shunika Terry – I Peccatori
Kazu Hiro, Glen Griffin e Bjoern Rehbein – The Smashing Machine - FEDE
Thomas Foldberg e Anne Cathrine Sauerberg – The Ugly Stepsister

Migliori effetti speciali
Joe Letteri, Richard Baneham, Eric Saindon e Daniel Barrett – Avatar: Fuoco e Cenere – ANG, FRA
Ryan Tudhope, Robert Harrington, Nicolas Chevallier e Keith Dawson – F1-Il film
David Vickery, Stephen Aplin, Charmaine Chan e Neil Corbould – Jurassic World-La Rinascita
Charlie Noble, David Zaretti, Russell Bowen e Brandon K. McLaughlin – The Lost Bus
Michael Ralla, Espen Nordahl, Guido Wolter e Donnie Dean – I Peccatori - FEDE

Miglior sonoro
Gareth John, Al Nelson, Gwendolyn Yates Whittle, Gary Rizzo e Juan Peralta – F1-Il film - FRA
Greg Chapman, Nathan Robitaille, Nelson Ferreira, Christian Cooke e Brad Zoern – Frankenstein
José Antonio García, Christopher Scarabosio e Tony Villaflor – Una Battaglia dopo l'Altra – FEDE, ANG
Chris Welcker, Benjamin A. Burtt, Felipe Pacheco, Brandon Proctor e Steve Boeddeker – I Peccatori
Amanda Villavieja, Laia Casanovas e Yasmina Praderas – Sirāt

Miglior documentario
The Alabama Solution, regia di Andrew Jarecki e Charlotte Kaufman
Come See Me in the Good Light, regia di Ryan White, Jessica Hargrave, Tig Notaro e Stef Willen
Cutting Through Rocks, regia di Sara Khaki e Mohammadreza Eyni
Mr Nobody Against Putin, regia di David Borenstein - FEDE
The Perfect Neighbor, regia di Geeta Gandbhir, Alisa Payne, Nikon Kwantu e Sam Bisbee – ANG, FRA

Miglior cortometraggio documentario
All the Empty Rooms, regia di Joshua Seftel e Conall Jones - FRA
Armed Only with a Camera: The Life and Death of Brent Renaud, regia di Craig Renaud e Juan Arredondo – ANG
Children No More: "Were and Are Gone";, regia di Hilla Medalia e Sheila Nevins
The Devil Is Busy, regia di Christalyn Hampton e Geeta Gandbhir
Perfectly a Strangeness, regia di Alison McAlpine - FEDE

Miglior cortometraggio
Butcher's Stain, regia di Meyer Levinson-Blount e Oron Caspi
A Friend of Dorothy, regia di Lee Knight e James Dean - FEDE
Jane Austen's Period Drama, regia di Julia Aks e Steve Pinder - ANG
The Singers, regia di Sam A. Davis and Jack Piatt
Two People Exchanging Saliva, regia di Alexandre Singh e Natalie Musteata - FRA

Miglior cortometraggio d'animazione
Butterfly, regia di Florence Miailhe e Ron Dyens - ANG
Forevergreen, regia di Nathan Engelhardt e Jeremy Spears
La jeune fille qui pleurait des perles, regia di Chris Lavis e Maciek Szczerbowski – FEDE, FRA
Retirement Plan, regia di John Kelly e Andrew Freedman
The Three Sisters, regia di Konstantin Bronzit


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venerdì 27 febbraio 2026

OSCAR 2026. NOMINATION: FILM E REGIA

Dall'alto: Steven Spielberg con la collega Chloé Zhao; P.T. Anderson dirige Leonardo diCaprio; Ryan Coogler (a destra) sul set de I Peccatori.


Ci sono anni in cui la Notte delle Stelle regala sorprese (a volte non proprio gradite) e altri in cui il verdetto è praticamente scontato.
Il 2026 sembra appartenere al secondo caso.

Tutto fa credere che Una Battaglia dopo l'Altra - "magnum opus" di P.T. Anderson, degno erede di Robert Altman - non avrà problemi ad aggiudicarsi né l'Oscar per il miglior film né quello per la miglior regia, ma la concorrenza rimane agguerrita.

I Peccatori è stato un caso, avendo diviso nettamente la critica tra estimatori adoranti e severi detrattori, terzium non datur.
Resta difficile immaginare che l'Academy voglia incensare un horror in costume con più di qualche debito da Dal Tramonto all'Alba.

Hamnet è un drammone sulla vita di William Shakespeare con regista l'oscarizzata Chloé Zhao, oltre a Sam Mendes (American Beauty, Spectre) e il mitico Steven Spielberg come produttori.
Troppa grazia: basterà a convincere i giurati?

Gli altri concorrenti paiono avere meno chance, dal Frankenstein targato Guillermo del Toro (niente nomina alla regia, sul serio?) allo sportivo Marty Supreme diretto dal cineasta indie Josh Safdie (fratello di quel Bennie Safdie che avevamo visto l'estate scorsa come cattivo di Un Tipo Imprevedibile 2).

Non resta che provare a scommettere - senza soldi, eh - su chi vincerà il 15 marzo, ricordandovi che il prossimo post è... proprio quello con i nostri pronostici!
Nel frattempo, leggete qui sotto i candidati di queste ultime categorie e cliccate sui link per approfondire un po'.


Miglior film
Bugonia, prodotto da Ed Guiney, Lars Knudsen, Yorgos Lanthimos, Andrew Lowe ed Emma Stone
F1-Il film, prodotto da Jerry Bruckheimer, Dede Gardner, Jeremy Kleiner, Joseph Kosinski, Chad Oman e Brad Pitt
Frankenstein, prodotto da J. Miles Dale, Guillermo del Toro e Scott Stuber
Hamnet, prodotto da Nicolas Gonda, Pippa Harris, Liza Marshall, Sam Mendes e Steven Spielberg
Marty Supreme, prodotto da Eli Bush, Ronald Bronstein, Timothée Chalamet, Anthony Katagas e Josh Safdie
Una Battaglia dopo l'Altra, prodotto da Paul Thomas Anderson, Sara Murphy e Adam Somner
L'Agente Segreto, prodotto da Emilie Lesclaux
Sentimental Value, prodotto da Maria Ekerhovd e Andrea Berentsen Ottmar
I Peccatori (Sinners), prodotto da Ryan Coogler, Zinzi Coogler e Sev Ohanian
Train Dreams, prodotto da Michael Heimler, Will Janowitz, Marissa McMahon, Ashley Schlaifer e Teddy Schwarzman

Miglior regista
Paul Thomas Anderson – Una Battaglia dopo l'Altra
Ryan Coogler – I Peccatori
Josh Safdie – Marty Supreme
Joachim Trier – Sentimental Value
Chloé Zhao – Hamnet


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venerdì 20 febbraio 2026

OSCAR 2026. NOMINATION: ATTRICI E ATTORI

(Dall'alto: Jessie Buckley; Timothée Chalamet; Teyana Taylor; Jacob Elordi in Frankenstein).


Come sappiamo, per prevedere chi vincerà gli Oscar relativi alla recitazione un buon punto di partenza è guardare chi l'ha spuntata ai Golden Globe.
Con una differenza sostanziale: là si fa una distinzione tra film drammatici e commedie/musical, qui no.

Il risultato è che dalla Notte delle Stelle solo 4 persone - anziché 6 - torneranno a casa con la statuetta in saccoccia, sicché la competizione sarà più dura.
Quantomeno in ambito maschile, perché tra le donne i giochi sembrano già fatti.

Come miglior attrice protagonista è chiaro che la disfida sia tra l'emergente Jessie Buckley con Hamnet e la veterana Rose Byrne con Se solo Potessi ti Prenderei a Calci (sì, è proprio quella del dittico di Peter Rabbit), con la prima leggermente favorita.

Tra le comprimarie invece non ci sono dubbi: Teyana Taylor, che abbiamo visto recentemente in The Rip, non dovrebbe avere rivali.
Specie se I Peccatori, pellicola blaxlpoitation che ha fatto record di nomine, non dovesse vincere molto (l'Academy è tradizionalmente molto attenta a non scontentare la comunità afroamericana).

Per quanto concerne gli uomini, i pronostici sono più complessi.
Ai Globi dorati avevano trionfato Wagner Moura con L'Agente Segreto e Timothée Chalamet con Marty Supreme, ma non è detto che il verdetto venga confermato: il primo - che ricordiamo per i due Tropa d'Elite e per Civil War - è brasiliano ed è possibile che i giurati gli preferiscano una scelta più campanilistica; il secondo non sembra godere di molte simpatie nella Hollywood che conta.

L'attore di Wonka potrebbe però essere premiato come consolazione del "furto" dello scorso anno, quando concorreva nei panni di Bob Dylan col biopic A Complete Unknown.
Come ricorderete, al suo posto l'Academy scelse Adrien Brody con la voce modificata dall'AI, e molti - noi compresi - storsero il naso.

Ma gli altri concorrenti non partono indietro nella corsa, in particolare Leo DiCaprio versione hippy di Una Battaglia dopo l'Altra e il pompatissimo Michael B. Jordan (era il cattivo di Black Panther) in doppio ruolo nel succitato I Peccatori.

Anche tra i non protagonisti è difficile stabilire un frontrunner.
Nel derby tra Benicio del Toro e Sean Penn occhio al terzo incomodo, ossia il lanciato Jacob Elordi di Frankenstein, ma non dimenticate che a gennaio la stampa estera ha selezionato lo svedese Stellan Skarsgård.

Insomma, abbiamo l'impressione che alle Idi di Marzo - le cerimonia è prevista esattamente per il 15 del mese - ne vedremo delle belle.
Qui sotto ci sono tutti i candidati: voi su chi scommettereste?


Migliore attrice protagonista
Jessie Buckley – Hamnet
Rose Byrne – Se solo Potessi ti Prenderei a Calci
Kate Hudson – Song Sung Blue
Renate Reinsve – Sentimental Value
Emma Stone – Bugonia

Migliore attore protagonista
Timothée Chalamet – Marty Supreme
Leonardo DiCaprio – Una Battaglia dopo l'Altra
Ethan Hawke – Blue Moon
Michael B. Jordan – I Peccatori (Sinners)
Wagner Moura – L'Agente Segreto

Migliore attrice non protagonista
Elle Fanning – Sentimental Value
Inga Ibsdotter Lilleaas – Sentimental Value
Amy Madigan – Weapons
Wunmi Mosaku – I Peccatori
Teyana Taylor – Una Battaglia dopo l'Altra

Migliore attore non protagonista
Benicio del Toro – Una Battaglia dopo l'Altra
Jacob Elordi – Frankenstein
Delroy Lindo – I Peccatori
Sean Penn – Una Battaglia dopo l'Altra
Stellan Skarsgård – Sentimental Value


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domenica 15 febbraio 2026

OSCAR 2026. NOMINATION: FILM D'ANIMAZIONE, INTERNAZIONALE, SCENEGGIATURE

Dall'alto: i protagonisti di Zootropolis 2; una scena de L'Agente Segreto.


Una delle sfide più appassionanti di questa edizione degli Academy Awards è quella tra film stranieri... ops, volevamo dire film internazionali!
A contendere la vittoria al thriller politico brasiliano L'Agente Segreto, fresco vincitore del Golden Globe, sono in particolare due lungometraggi coraggiosi che hanno fatto discutere e sono stati molto apprezzati.

La Voce di Hind Rajab - che utilizza la vera registrazione audio di una bambina palestinese alla Croce Rossa, prima di venire barbaramente uccisa dall'esercito israeliano - è stato premiato dalla Giuria alla scorsa Mostra del Cinema di Venezia.
Un Semplice Incidente, amara critica al regime iraniano, aveva conquistato addirittura la Palma d'Oro all'ultimo Festival di Cannes.

Quest'ultimo - sorpresa - compete anche per la miglior sceneggiatura originale.
Pure qui la concorrenza è agguerrita, con il record di candidature I Peccatori come frontrunner e l'indipendente Marty Supreme come outsider.

Passando invece agli adattamenti, il plurioscarizzato Guillermo del Toro ci prova con Frankenstein, ma a sbarrargli la strada c'è il favorito P.T. Anderson con il suo "magnum opus" Una Battaglia dopo l'Altra.
Il copione di Hamnet co-approntato da Chloé Zhao, regista di Nomadland ed Eternals, potrebbe fungere da terzo incomodo.

E i film d'animazione?
Non ce li siamo dimenticati: la potente Disney si presenta con l'atteso seguito di Zootropolis e trova come principale contendente il lungometraggio Netflix KPop Demon Hunters (ricordate il precedente post sui premi musicali?).

In attesa di capire chi vincerà e chi no, non resta che leggere i candidati nell'elenco qui sotto e sbizzarrirsi coi pronostici (cliccate sui link per maggiori approfondimenti).


Miglior sceneggiatura non originale
Will Tracy – Bugonia
Guillermo del Toro – Frankenstein
Chloé Zhao e Maggie O'Farrell – Hamnet
Paul Thomas Anderson – Una Battaglia dopo l'Altra
Greg Kwedar e Clint Bentley – Train Dreams

Miglior sceneggiatura originale
Robert Kaplow – Blue Moon
Jafar Panahi, Shadmehr Rastin, Nader Saivar e Mehdi Mahmudiyan – Un Semplice Incidente
Ronald Bronstein e Josh Safdie – Marty Supreme
Eskil Vogt e Joachim Trier – Sentimental Value
Ryan Coogler – I Peccatori (Sinners)

Miglior film internazionale
L'Agente Segreto, regia di Kleber Mendonça Filho (Brasile)
Un Semplice Incidente, regia di Jafar Panahi (Francia)
Sentimental Value, regia di Joachim Trier (Norvegia)
Sirāt, regia di Óliver Laxe (Spagna)
La voce di Hind Rajab, regia di Kawthar ibn Haniyya (Tunisia)

Miglior film d'animazione
Zootropolis 2, regia di Byron Howard e Jared Bush
KPop Demon Hunters, regia di Maggie Kang e Chris Appelhans
La piccola Amélie, regia di Maïlys Vallade e Liane-Cho Han
Elio, regia di Domee Shi, Madeline Sharafian e Adrian Molina
Arco-Un'Amicizia per Salvare il Futuro, regia di Ugo Bienvenu


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domenica 8 febbraio 2026

OSCAR 2026. NOMINATION: PREMI MUSICALI E CASTING

Dall'alto: l'eterna candidata all'Oscar Diane Warren; Alexandre Desplat all'anteprima di Frankenstein.


2020: battuta da Sir Elton John.
2021: perdente con lo zampino(?) della Pausini.
2022: demolita da Billie Eilish con 007: No Time to Die.
2023: superata da un singolo indiano.
2024: sconfitta di nuovo da Billie Eilish con Barbie.

Dopo che anche lo scorso anno l'Oscar per la miglior canzone è andato al controverso Emilia Pérez anziché a lei, chiunque avrebbe pensato che Diane Warren ci avrebbe finalmente mollato.

Invece la veterana del songwriting ci riprova per la 17a volta (settima di fila), a questo giro addirittura con un... film sulla propria vita?!
Appello all'Academy: datele 'sta statuetta e non se ne parli più.

A farle concorrenza c'è soprattutto Golden, tormentone-traino del cartone KPop Demon Hunters fresco fresco di Golden Globe.
Ma occhio pure a Nick Cave: il cantautore/sceneggiatore australiano è alla sua prima nomination e chissà che non sia proprio lui a spuntarla.

Passando alle colonne sonore, curioso come quest'anno la sfida sia europea al 100%!
I già 2 volte oscarizzati Desplat (per Grand Budapest Hotel e The Shape of Water) e Göransson (per Black Panther e Oppenheimer) sono rispettivamente francese e svedese, gli altri 3 concorrenti inglesi...
Non una buona annata per i compositori americani.

Dulcis in fundo, c'è un nuovo sceriffo in città... o meglio, una nuova categoria!
Introdotta dall'Academy proprio a partire da quest'anno, quella per il miglior casting punta a rendere giustizia a un settore professionale ancora molto sottovalutato.

Qui sotto trovate tutti i candidati e qualche link.
Per sapere chi si porterà a casa le ambite statuette, continuate a seguire CINEMA A BOMBA!


Migliore colonna sonora
Jerskin Fendrix – Bugonia
Alexandre Desplat – Frankenstein
Max Richter – Hamnet
Jonny Greenwood – Una Battaglia dopo l'Altra
Ludwig Göransson – I Peccatori (Sinners)

Migliore canzone
Dear Me (testo e musica: Diane Warren) – Diane Warren: Relentless
Golden (testo e musica: Ejae, Mark Sonnenblick, 24, Ido, Teddy Park e Ian Eisendrath) – KPop Demon Hunters
I Lied to You (testo e musica: Raphael Saadiq e Ludwig Göransson) – I Peccatori
Sweet Dreams of Joy (testo e musica: Nicholas Pike) – Viva Verdi!
Train Dreams (musica: Nick Cave e Bryce Dessner; testo: Nick Cave) – Train Dreams

Migliore casting
Nina Gold – Hamnet
Jennifer Venditti – Marty Supreme
Cassandra Kulukundis – Una Battaglia dopo l'Altra
Gabriel Domingues – L'Agente Segreto
Francine Maisler – I Peccatori


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giovedì 5 febbraio 2026

OSCAR 2026. NOMINATION: PREMI TECNICI

Dall'alto: dietro le quinte di Una Battaglia dopo l'Altra; Guillermo del Toro sul set di Frankenstein.  


Se pensate che documentari e cortometraggi siano categorie bistrattate, che dire allora di quelle tecniche? Le candidature in questi ambiti ricevono ancora ben poche attenzioni da parte dei media.
Abbiamo scritto e parlato spesso a riguardo, nel corso degli anni; per non ripeterci né dilungarci, ci limitiamo a sperare che questo trend prima o poi cambi.

Entrando nello specifico di quest'anno, salta all'occhio l'onnipresenza di Sinners-I Peccatori, che ha battuto ogni record con ben 16 nomination, molte delle quali ovviamente sono finite qui.
Troppa grazia: la pellicola firmata dal regista dei due Black Panther è stata un bel successo al botteghino, ma non ha convinto gran parte della critica, che l'ha liquidata come un remake (rip-off?) di Dal Tramonto all'Alba.

Fatto sta che è diventato quello il film da battere, con buona pace del favorito - sulla carta, almeno - Una Battaglia dopo l'Altra (che comunque qui colleziona 4 nomine su 13 complessive) e di altre opere piuttosto quotate.
Tra queste, Hamnet e Marty Supreme dovrebbero suonare familiari a chi ha letto il nostro post sui Golden Globe, così come il Frankenstein di Guillermo del Toro che abbiamo già recensito.

Chi forse avrebbe meritato di più è Fuoco e Cenere, terzo capitolo della saga di Avatar: solo 2 candidature.
Una sola invece per La Rinascita, ennesimo reboot di Jurassic World che ha diviso i fan della serie e oggi concorre unicamente per gli effetti speciali.

Qualunque sarà il verdetto, qui sotto potete leggere l'elenco completo dei candidati e un paio di link per approfondire.
Al prossimo post!


Migliore fotografia
Dan Laustsen – Frankenstein
Darius Khondji – Marty Supreme
Michael Bauman – Una Battaglia dopo l'Altra
Autumn Durald Arkapaw – I Peccatori (Sinners)
Adolpho Veloso – Train Dreams

Migliore scenografia
Tamara Deverell (scenografia) e Shane Vieau (arredamento) – Frankenstein
Fiona Crombie (scenografia) e Alice Felton (arredamento) – Hamnet
Jack Fisk (scenografia) e Adam Willis (arredamento) – Marty Supreme
Florencia Martin (scenografia) e Anthony Carlino (arredamento) – Una Battaglia dopo l'Altra
Hannah Beachler (scenografia) e Monique Champagne (arredamento) – I Peccatori

Miglior montaggio
Stephen Mirrione – F1-Il film
Ronald Bronstein e Josh Safdie – Marty Supreme
Andy Jurgensen – Una Battaglia dopo l'Altra
Olivier Bugge Coutté – Sentimental Value
Michael P. Shawver – I Peccatori

Migliori effetti speciali
Joe Letteri, Richard Baneham, Eric Saindon e Daniel Barrett – Avatar: Fuoco e Cenere
Ryan Tudhope, Robert Harrington, Nicolas Chevallier e Keith Dawson – F1-Il film
David Vickery, Stephen Aplin, Charmaine Chan e Neil Corbould – Jurassic World-La Rinascita
Charlie Noble, David Zaretti, Russell Bowen e Brandon K. McLaughlin – The Lost Bus
Michael Ralla, Espen Nordahl, Guido Wolter e Donnie Dean – I Peccatori

Miglior sonoro
Gareth John, Al Nelson, Gwendolyn Yates Whittle, Gary Rizzo e Juan Peralta – F1-Il film
Greg Chapman, Nathan Robitaille, Nelson Ferreira, Christian Cooke e Brad Zoern – Frankenstein
José Antonio García, Christopher Scarabosio e Tony Villaflor – Una Battaglia dopo l'Altra
Chris Welcker, Benjamin A. Burtt, Felipe Pacheco, Brandon Proctor e Steve Boeddeker – I Peccatori
Amanda Villavieja, Laia Casanovas e Yasmina Praderas – Sirāt

Migliori costumi
Deborah L. Scott – Avatar: Fuoco e Cenere
Kate Hawley – Frankenstein
Małgosia Turzańska – Hamnet
Miyako Bellizzi – Marty Supreme
Ruth E. Carter – I Peccatori

Miglior trucco e acconciatura
Mike Hill, Jordan Samuel e Cliona Furey – Frankenstein
Kyoko Toyokawa, Naomi Hibino e Tadashi Nishimatsu – Kokuho
Ken Diaz, Mike Fontaine e Shunika Terry – I Peccatori
Kazu Hiro, Glen Griffin e Bjoern Rehbein – The Smashing Machine
Thomas Foldberg e Anne Cathrine Sauerberg – The Ugly Stepsister


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lunedì 26 gennaio 2026

THE RIP, DAMON E AFFLECK GIOCANO A GUARDIE E LADRI

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2026
113'
Regia: Joe Carnahan
Interpreti: Matt Damon, Ben Affleck, Sasha Calle, Catalina Sandino Moreno, Teyana Taylor, Steven Yeun, Kyle Chandler, Lina Esco, Scott Adkins, Néstor Carbonell.


Miami. A seguito dell'omicidio di una collega, una squadra di poliziotti specializzata nel recupero di soldi sporchi (il titolo è il termine gergale per questo tipo di operazioni), guidata dal tenente Dumars (Damon) e dal sergente Byrne (Affleck), riceve una soffiata anonima.

In una casa semiabbandonata di un quartiere periferico gli agenti trovano, nascosto in una soffitta, molto più denaro di quel che avevano previsto: 20 milioni di dollari in contanti anziché qualche centinaia di migliaia.

Qualcosa non quadra e i nostri dovranno decidere in fretta che cosa fare, mentre tra di loro nascono sospetti reciproci e il timore che chiunque abbia messo lì quei soldi tornerà presto a difenderli, con ogni mezzo...


Netflix non è famosa per la qualità dei propri lungometraggi original, ma fa piacere che ogni tanto ci sia un'eccezione.
The Rip ha la stoffa di una produzione da grande schermo ed è il miglior poliziesco degli ultimi anni.

Scritto e diretto da Joe Carnahan, manierista che tempo fa aveva cercato di accreditarsi come un Guy Ritchie americano (Smokin' Aces) e che ora sembra aver preso a modello David Ayer, il film ha la struttura di un mystery.

Oltre ad aver sviluppato un intreccio credibile con colpi di scena verosimili (non è poco), il regista ha il merito di mantenere un senso di tensione costante lasciando spazio all'azione praticamente solo alla fine, con un inseguimento e una lunga sparatoria quasi da antologia.

Ma il valore principale dell'opera è rappresentato dall'apporto degli attori, specie la coppia protagonista.
Damon e Affleck, migliori amici da sempre anche nella vita e co-produttori, devono essersi divertiti un mondo a interpretare dei personaggi che sembrano una versione invecchiata e alternativa di quelli di Will Hunting.

È interessante osservare il diverso approccio recitativo dei due: tanto riflessivo e pacato il divo di The Martian, quanto muscolare e sopra le righe l'ex Batman.

Tra le seconde file si distingue il trio femminile composto da Calle (molto più efficace qui che come Supergirl in The Flash), Sandino Moreno (già in A Most Violent Year) e Taylor (fresca del Golden Globe per Una Battaglia dopo l'Altra), ma occhio anche a Chandler (quello di Godzilla II).

The Rip è un'opera che sarebbe piaciuta a William Friedkin, ispirata ad una storia vera (il vero poliziotto su cui è basato il protagonista figura come consulente e fa un cammeo) e altamente consigliata agli appassionati del genere.
Peccato solo non averla vista al cinema.


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lunedì 12 gennaio 2026

GOLDEN GLOBE 2026. I VINCITORI

(Dall'alto: Nikki Glaser, Paul Thomas Anderson, Wagner Moura). 


Come previsto, la serata di ieri non ha regalato sorprese.
Nella 83a edizione dei Golden Globe - i premi cinematografici assegnati a Hollywood da una selezione della stampa estera, che spesso fungono da anteprima degli Oscar - tutto è andato secondo copione.

Mentre la bella comedian Nikki Glaser, confermata alla conduzione dopo lo scorso anno, sferzava la platea col suo consueto umorismo tagliente, uno dopo l'altro i Globi finivano nella mani dei favoriti, senza colpi di scena.

Che questo sia l'anno di P.T. Anderson l'hanno capito anche i sassi.
Una Battaglia dopo l'Altra, thriller politico con Leo DiCaprio e Sean Penn, ha infatti capitalizzato 4 delle 9 nomination della vigilia: miglior film commedia, regia, sceneggiatura e attrice non protagonista.

L'autore di Magnolia e The Master ha lasciato alla concorrenza poco più che briciole: 2 riconoscimenti a Hamnet di Chloé Zhao (la pellicola della regista premio Oscar di Nomadland ed Eternals ha vinto miglior film drammatico e miglior attrice), altrettanti all'incensato I Peccatori di Ryan Coogler (quello del dittico di Black Panther).

Non stupisce neppure che Kpop Demon Hunter abbia sbaragliato la potente Disney, che si presentava con il seguito di Zootropolis.
Trainato dal singolo-tormentone Golden, il popolare cartone targato Netflix si è aggiudicato miglior film d'animazione e - ovvio - miglior canzone.

Forse l'unica sorpresa è stata L'Agente Segreto, pellicola battente bandiera brasiliana che ha prevalso come miglior film straniero e miglior attore drammatico (Wagner Moura, già protagonista di Tropa de Elite e Civil War).

E se il Globe assegnato a Timothée Chalamet sembra un premio di consolazione dopo averglielo negato l'anno scorso per A Complete Unknown, ci dispiace per il comico Adam Sandler che gareggiava come non protagonista e avrebbe potuto "sdoganarsi" una volta per tutte come interprete drammatico.

Tra poche settimane scopriremo se questi verdetti verranno confermati agli Academy Awards.
Nell'attesa, leggete qui sotto l'elenco dei vincitori (in corsivo e grassetto) e cliccate sui link che trovate.


Miglior film drammatico
L'Agente Segreto, regia di Kleber Mendonça Filho
Frankenstein, regia di Guillermo del Toro
Hamnet-Nel Nome del Figlio, regia di Chloé Zhao
I Peccatori-Sinners, regia di Ryan Coogler
Sentimental Value, regia di Joachim Trier
Un Semplice Incidente, regia di Jafar Panahi

Miglior film commedia o musicale
Una Battaglia dopo l'Altra, regia di Paul Thomas Anderson
Blue Moon, regia di Richard Linklater
Bugonia, regia di Yorgos Lanthimos
Marty Supreme, regia di Josh Safdie
No Other Choice, regia di Park Chan-wook
Nouvelle Vague, regia di Richard Linklater

Miglior regista
Paul Thomas Anderson – Una Battaglia dopo l'Altra
Ryan Coogler – I Peccatori
Guillermo del Toro – Frankenstein
Jafar Panahi – Un Semplice Incidente
Joachim Trier – Sentimental Value
Chloé Zhao – Hamnet-Nel Nome del Figlio

Migliore attore in un film drammatico
Joel Edgerton – Train Dreams
Oscar Isaac – Frankenstein
Dwayne Johnson – The Smashing Machine
Michael B. Jordan – I Peccatori
Wagner Moura – L'Agente Segreto
Jeremy Allen White – Springsteen: Liberami dal Nulla

Migliore attrice in un film drammatico
Jessie Buckley – Hamnet-Nel Nome del Figlio
Jennifer Lawrence – Die My Love
Renate Reinsve – Sentimental Value
Julia Roberts – After the Hunt-Dopo la Caccia
Tessa Thompson – Hedda
Eva Victor – Sorry, Baby

Migliore attore in un film commedia o musicale
Timothée Chalamet – Marty Supreme
George Clooney – Jay Kelly
Leonardo DiCaprio – Una Battaglia dopo l'Altra
Ethan Hawke – Blue Moon
Lee Byung-hun – No Other Choice
Jesse Plemons – Bugonia

Migliore attrice in un film commedia o musicale
Rose Byrne – If I Had Legs I'd Kick You
Cynthia Erivo – Wicked-Parte 2
Kate Hudson – Song Sung Blue
Chase Infiniti – Una Battaglia dopo l'Altra
Amanda Seyfried – Il Testamento di Ann Lee
Emma Stone – Bugonia

Migliore attore non protagonista
Benicio del Toro – Una Battaglia dopo l'Altra
Jacob Elordi – Frankenstein
Paul Mescal – Hamnet-Nel Nome del Figlio
Sean Penn – Una Battaglia dopo l'Altra
Adam Sandler – Jay Kelly
Stellan Skarsgård – Sentimental Value

Migliore attrice non protagonista
Emily Blunt – The Smashing Machine
Elle Fanning – Sentimental Value
Ariana Grande – Wicked: Parte 2
Inga Ibsdotter Lilleaas – Sentimental Value
Amy Madigan – Weapons
Teyana Taylor – Una Battaglia dopo l'Altra

Miglior film in lingua straniera
Sentimental Value (Affeksjonsverdi), regia di Joachim Trier
L'Agente Segreto (O agente secreto), regia di Kleber Mendonça Filho
No Other Choice (Eojjeol suga eopda), regia di Park Chan-wook
Un Semplice Incidente (Yak taṣādof-e sāde), regia di Jafar Panahi
Sirât, regia di Óliver Laxe
La voce di Hind Rajab (Ṣawt al-Hind Rajab) regia di Kawthar ibn Haniyya

Miglior film d'animazione
Arco, regia di Ugo Bienvenu
Demon Slayer: Il Castello dell'Infinito, regia di Haruo Sotozaki
Elio, regia di Adrian Molina, Domee Shi e Madeline Sharafian
KPop Demon Hunters, regia di Maggie Kang e Chris Appelhans
La piccola Amélie, regia di Maïlys Vallade e Liane-Cho Han
Zootropolis 2, regia di Byron Howard e Jared Bush

Migliore sceneggiatura
Paul Thomas Anderson – Una Battaglia dopo l'Altra
Ronald Bronstein e Josh Safdie – Marty Supreme
Ryan Coogler – I Peccatori
Jafar Panahi – Un Semplice Incidente
Eskil Vogt e Joachim Trier – Sentimental Value
Chloé Zhao e Maggie O'Farrell – Hamnet-Nel Nome del Figlio

Migliore colonna sonora originale
Alexandre Desplat – Frankenstein
Ludwig Göransson – I Peccatori
Jonny Greenwood – Una Battaglia dopo l'Altra
Kangding Ray – Sirât
Max Richter – Hamnet-Nel Nome del Figlio
Hans Zimmer – F1-Il film

Migliore canzone originale
Dream as One (Miley Cyrus, Andrew Wyatt, Mark Ronson e Simon Franglen) – Avatar-Fuoco e Cenere
The Girl in the Bubble (Stephen Schwartz) – Wicked-Parte 2
Golden (Ejae, Mark Sonnenblick, Ido, 24 e Teddy Park) – KPop Demon Hunters
I Lied to You (Raphael Saadiq e Ludwig Göransson) – I Peccatori
No Place Like Home (Stephen Schwartz) – Wicked-Parte 2
Train Dreams (Nick Cave e Bryce Dessner) – Train Dreams

Miglior risultato al cinema e al box office
Avatar-Fuoco e Cenere, regia di James Cameron
F1-Il film, regia di Joseph Kosinski
KPop Demon Hunters, regia di Maggie Kang e Chris Appelhans
Mission: Impossible-The Final Reckoning, regia di Christopher McQuarrie
I Peccatori, regia di Ryan Coogler
Weapons, regia di Zach Cregger
Wicked-Parte 2, regia di Jon M. Chu
Zootropolis 2, regia di Byron Howard e Jared Bush


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