CINEMA A BOMBA!

mercoledì 18 marzo 2026

OSCAR 2026. UNA BATTAGLIA DOPO L'ALTRA NEL MONDO IN GUERRA

(Dall'alto: P.T. Anderson; Jessie Buckley; Sean Penn).  


Chi ha vinto gli Oscar 2026?

Qualcuno potrebbe dire Paul Thomas Anderson.

L'autore "artigiano" di Magnolia, Il Petroliere, The Master e Il Filo Nascosto ha visto finalmente certificato il suo status di grande del cinema.
La giusta consacrazione per questo cineasta non di nicchia, ma lontano dalle logiche commerciali hollywoodiane, non dissimile in questo dai suoi colleghi Christopher Nolan e Guillermo del Toro.

Il suo Una Battaglia dopo l'Altra, film politico d'azione con risvolti di commedia, ha sbaragliato nettamente la concorrenza accaparrandosi 6 statuette: miglior film, regia, sceneggiatura non originale, attore non protagonista, montaggio e - categoria introdotta quest'anno - casting.

Qualcuno potrebbe dire il succitato Guillermo del Toro.

Il suo Frankenstein ha trionfato nelle categorie tecniche, dimostrandosi un adattamento decisamente accattivante del celebre e sfruttatissimo romanzo di Mary Shelley.
Esito tutt'altro che scontato.

Qualcuno potrebbe dire Michael B. Jordan.

L'antagonista di Black Panther ha sbaragliato la concorrenza di colleghi più accreditati di lui.
Tra questi il grande sconfitto della serata, Timothée Chalamet, che ha di certo pagato sovraesposizione mediatica e dichiarazioni infelici (festeggeranno i cultori di opera e balletto, ma non quelli del ping pong: Marty Supreme è tornato a casa a mani vuote).

I Peccatori - omaggio al cinema blaxploitation degli anni 70 che unisce arditamente horror e musical - si presentava con un numero record di candidature (16!), concretizzatesi però solo con quattro riconoscimenti, comunque piuttosto pesanti (tra questi: miglior attore protagonista, appunto, e migliore sceneggiatura originale per il regista Ryan Coogler).

Qualcuno potrebbe dire Jessie Buckley, la prima irlandese ad affermarsi come migliore attrice, che ha convinto tutti con il commovente Hamnet della regista di Nomadland Chloé Zhao.

Oppure la sottovalutata Amy Madigan, che ricordiamo al fianco di Kevin Costner in L'Uomo dei Sogni e che ora non è più soltanto "la moglie di Ed Harris", bensì l'onorevole vincitrice di un Oscar da non protagonista (e per un horror, per di più!).

Qualcun'altro potrebbe dire KPop Demon Hunters, prodotto Netflix che con le statuette per migliore film di animazione e migliore canzone attesta la crisi nera della Disney, un tempo padrona incontrastata delle due categorie.

A proposito di musiche, ancora una sconfitta per la pluricandidata Diane Warren (la settima di fila e diciasettesima in totale!).
Continua a comporre, cara Diane: arriverà finalmente il tuo momento... prima o poi.

C'è stata gloria anche per Sentimental Value, drammone nordico che ha avuto la meglio come miglior film internazionale.
E dire che la concorrenza era spietata: il brasiliano L'Agente Segreto, Golden Globe nella stessa categoria; l'iraniano Un Semplice Incidente, Palma d'Oro a Cannes; il tunisino/palestinese La Voce di Hind Rajab, Gran Premio della Giuria a Venezia.

Insomma, nella Notte delle Stelle, ci sono stati tanti vincitori.
Ma permetteteci di affermare che il vero trionfatore di questa edizione è stato... Sean Penn.

Poteva essere una serata storica per lui, che aggiudicandosi il titolo di miglior attore non protagonista per il ruolo di un fanatico generale in Una Battaglia dopo l'Altra è entrato nel ristrettissimo novero di coloro che sono riusciti a vincere tre Oscar, in compagnia di Walter Brennan, Jack Nicholson e Daniel Day-Lewis.

Ma il divo di Dead Man Walking e Mystic River non si è presentato a ritirare la statuetta.

La sua assenza si è fatta notare e ha fatto discutere, ma sapete cosa stava facendo mentre il mondo del cinema si autocelebrava tra luci e paillettes?
Era diretto a Kiyv per incontrare il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, attore anch'egli in un tempo che sembra ormai remoto...

Il mondo sta bruciando, gli Stati Uniti sono una potenza in rapido declino e mai come in questo periodo l'Academy si è dimostrata tanto afona e autoreferenziale.
Pochissimi i cenni all'attualità nei discorsi di ringraziamento dei premiati o di presentazione dei premi - solo lo spagnolo Javier Bardem ha preso posizione sul palco contro le guerre e a favore di una Palestina libera, ma è rimasto isolato.

Ecco che l'assenza di Penn ha squarciato così il velo dell'ipocrisia di un mondo che si riempie tanto la bocca di parole quali diritti, libertà, inclusione, ma che nella sostanza non ha il coraggio di affrontare a viso aperto il potente di turno o di intraprendere azioni concrete per portare avanti le proprie battaglie.

L'attore, con questo gesto, non solo ha manifestato solidarietà al capo di stato di una nazione in guerra bistrattato ingiustamente dallo stesso presidente USA, ma ha anche messo a nudo la vacuità, l'inutilità, l'irrilevanza di Hollywood di fronte ai drammatici problemi del mondo attuale.

Grazie anche a questo premio (meritato), il vero protagonista di questa edizione è stato lui.


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lunedì 16 marzo 2026

OSCAR 2026. I VINCITORI

(Il comico e conduttore tv Conan O'Brien ha presentato la cerimonia degli Oscar per il secondo anno di fila).  



Visto che ci tenete tanto a saperlo, la nostra Redazione ha fatto meglio quest'anno di quello scorso, azzeccando... 22 pronostici su 24!
Il più bravo di noi stavolta è stato Fran, con un impressionante 19 su 24!

Ma oltre a CINEMA A BOMBA, a vincere è stato - come previsto - Paul Thomas Anderson e il suo Una Battaglia dopo l'Altra.
Il thriller politico con Leonardo DiCaprio e Sean Penn (il secondo premiato come non protagonista, ma in contumacia) ha collezionato 6 statuette, tra cui quelle per il miglior film e la miglior regia.

In attesa del nostro consueto post di commento, vi lasciamo qui sotto con l'elenco di tutti i vincitori, categoria per categoria (li trovate in grassetto in mezzo agli altri candidati).
E ovviamnete cliccate sui link per maggiori informazioni!


Miglior film
Bugonia
F1-Il film
Frankenstein
Hamnet
Marty Supreme - ANG
Una Battaglia dopo l'Altra – FEDE, FRA
L'Agente Segreto
Sentimental Value
I Peccatori (Sinners)
Train Dreams

Miglior regia
Paul Thomas Anderson – Una Battaglia dopo l'Altra – FEDE, ANG, FRA
Ryan Coogler – I Peccatori (Sinners)
Josh Safdie – Marty Supreme
Joachim Trier – Sentimental Value
Chloé Zhao – Hamnet

Miglior attrice protagonista
Jessie Buckley – Hamnet – FEDE, FRA
Rose Byrne – Se solo Potessi ti Prenderei a Calci – ANG
Kate Hudson – Song Sung Blue
Renate Reinsve – Sentimental Value
Emma Stone – Bugonia

Miglior attore protagonista
Timothée Chalamet – Marty Supreme – ANG
Leonardo DiCaprio – Una Battaglia dopo l'Altra
Ethan Hawke – Blue Moon
Michael B. Jordan – I Peccatori – FEDE, FRA
Wagner Moura – L'Agente Segreto

Miglior attrice non protagonista
Elle Fanning – Sentimental Value – ANG
Inga Ibsdotter Lilleaas – Sentimental Value
Amy Madigan – Weapons - FRA
Wunmi Mosaku – I Peccatori
Teyana Taylor – Una Battaglia dopo l'Altra - FEDE

Miglior attore non protagonista
Benicio del Toro – Una Battaglia dopo l'Altra
Jacob Elordi – Frankenstein
Delroy Lindo – I Peccatori - FRA
Sean Penn – Una Battaglia dopo l'Altra - FEDE
Stellan Skarsgård – Sentimental Value – ANG

Miglior sceneggiatura originale
Robert Kaplow – Blue Moon
Jafar Panahi, Shadmehr Rastin, Nader Saivar e Mehdi Mahmudiyan – Un Semplice Incidente
Ronald Bronstein e Josh Safdie – Marty Supreme – FEDE, ANG
Eskil Vogt e Joachim Trier – Sentimental Value
Ryan Coogler – I Peccatori – FRA

Migliore sceneggiatura non originale
Will Tracy – Bugonia
Guillermo del Toro – Frankenstein
Chloé Zhao e Maggie O'Farrell – Hamnet
Paul Thomas Anderson – Una Battaglia dopo l'Altra – FEDE, FRA
Greg Kwedar e Clint Bentley – Train Dreams – ANG

Miglior film internazionale
L'Agente Segreto, regia di Kleber Mendonça Filho (Brasile) – FEDE, FRA
Un Semplice Incidente, regia di Jafar Panahi (Francia)
Sentimental Value, regia di Joachim Trier (Norvegia)
Sirāt, regia di Óliver Laxe (Spagna) – ANG
La voce di Hind Rajab, regia di Kawthar ibn Haniyya (Tunisia)

Miglior film d'animazione
Zootropolis 2, regia di Byron Howard e Jared Bush
KPop Demon Hunters, regia di Maggie Kang e Chris Appelhans – FEDE, FRA
La piccola Amélie, regia di Maïlys Vallade e Liane-Cho Han
Elio, regia di Domee Shi, Madeline Sharafian e Adrian Molina
Arco-Un'Amicizia per Salvare il Futuro, regia di Ugo Bienvenu - ANG

Miglior colonna sonora originale
Jerskin Fendrix – Bugonia
Alexandre Desplat – Frankenstein – ANG
Max Richter – Hamnet
Jonny Greenwood – Una Battaglia dopo l'Altra
Ludwig Göransson – I Peccatori – FEDE, FRA

Miglior canzone originale
Dear Me (testo e musica: Diane Warren) – Diane Warren: Relentless
Golden (testo e musica: Ejae, Mark Sonnenblick, 24, Ido, Teddy Park e Ian Eisendrath) – KPop Demon Hunters – FEDE, FRA
I Lied to You (testo e musica: Raphael Saadiq e Ludwig Göransson) – I Peccatori
Sweet Dreams of Joy (testo e musica: Nicholas Pike) – Viva Verdi!
Train Dreams (musica: Nick Cave e Bryce Dessner; testo: Nick Cave) – Train Dreams – ANG

Miglior casting
Nina Gold – Hamnet – FEDE, ANG
Jennifer Venditti – Marty Supreme
Cassandra Kulukundis – Una Battaglia dopo l'Altra
Gabriel Domingues – L'Agente Segreto
Francine Maisler – I Peccatori - FRA

Miglior montaggio
Stephen Mirrione – F1-Il film
Ronald Bronstein e Josh Safdie – Marty Supreme – ANG
Andy Jurgensen – Una Battaglia dopo l'Altra - FEDE
Olivier Bugge Coutté – Sentimental Value
Michael P. Shawver – I Peccatori - FRA

Miglior scenografia
Tamara Deverell (scenografia) e Shane Vieau (arredamento) – Frankenstein – FEDE, ANG, FRA
Fiona Crombie (scenografia) e Alice Felton (arredamento) – Hamnet
Jack Fisk (scenografia) e Adam Willis (arredamento) – Marty Supreme
Florencia Martin (scenografia) e Anthony Carlino (arredamento) – Una Battaglia dopo l'Altra
Hannah Beachler (scenografia) e Monique Champagne (arredamento) – I Peccatori

Miglior fotografia
Dan Laustsen – Frankenstein
Darius Khondji – Marty Supreme
Michael Bauman – Una Battaglia dopo l'Altra – FEDE, ANG
Autumn Durald Arkapaw – I Peccatori - FRA
Adolpho Veloso – Train Dreams

Migliori costumi
Deborah L. Scott – Avatar: Fuoco e Cenere
Kate Hawley – Frankenstein - FRA
Małgosia Turzańska – Hamnet
Miyako Bellizzi – Marty Supreme – FEDE, ANG
Ruth E. Carter – I Peccatori

Miglior trucco e acconciatura
Mike Hill, Jordan Samuel e Cliona Furey – Frankenstein – ANG, FRA
Kyoko Toyokawa, Naomi Hibino e Tadashi Nishimatsu – Kokuho
Ken Diaz, Mike Fontaine e Shunika Terry – I Peccatori
Kazu Hiro, Glen Griffin e Bjoern Rehbein – The Smashing Machine - FEDE
Thomas Foldberg e Anne Cathrine Sauerberg – The Ugly Stepsister

Migliori effetti speciali
Joe Letteri, Richard Baneham, Eric Saindon e Daniel Barrett – Avatar: Fuoco e Cenere – ANG, FRA
Ryan Tudhope, Robert Harrington, Nicolas Chevallier e Keith Dawson – F1-Il film
David Vickery, Stephen Aplin, Charmaine Chan e Neil Corbould – Jurassic World-La Rinascita
Charlie Noble, David Zaretti, Russell Bowen e Brandon K. McLaughlin – The Lost Bus
Michael Ralla, Espen Nordahl, Guido Wolter e Donnie Dean – I Peccatori - FEDE

Miglior sonoro
Gareth John, Al Nelson, Gwendolyn Yates Whittle, Gary Rizzo e Juan Peralta – F1-Il film - FRA
Greg Chapman, Nathan Robitaille, Nelson Ferreira, Christian Cooke e Brad Zoern – Frankenstein
José Antonio García, Christopher Scarabosio e Tony Villaflor – Una Battaglia dopo l'Altra – FEDE, ANG
Chris Welcker, Benjamin A. Burtt, Felipe Pacheco, Brandon Proctor e Steve Boeddeker – I Peccatori
Amanda Villavieja, Laia Casanovas e Yasmina Praderas – Sirāt

Miglior documentario
The Alabama Solution, regia di Andrew Jarecki e Charlotte Kaufman
Come See Me in the Good Light, regia di Ryan White, Jessica Hargrave, Tig Notaro e Stef Willen
Cutting Through Rocks, regia di Sara Khaki e Mohammadreza Eyni
Mr. Nobody Against Putin, regia di David Borenstein - FEDE
The Perfect Neighbor, regia di Geeta Gandbhir, Alisa Payne, Nikon Kwantu e Sam Bisbee – ANG, FRA

Miglior cortometraggio documentario
All the Empty Rooms, regia di Joshua Seftel e Conall Jones - FRA
Armed Only with a Camera: The Life and Death of Brent Renaud, regia di Craig Renaud e Juan Arredondo – ANG
Children No More: "Were and Are Gone";, regia di Hilla Medalia e Sheila Nevins
The Devil Is Busy, regia di Christalyn Hampton e Geeta Gandbhir
Perfectly a Strangeness, regia di Alison McAlpine - FEDE

Miglior cortometraggio
Butcher's Stain, regia di Meyer Levinson-Blount e Oron Caspi
A Friend of Dorothy, regia di Lee Knight e James Dean - FEDE
Jane Austen's Period Drama, regia di Julia Aks e Steve Pinder - ANG
The Singers, regia di Sam A. Davis and Jack Piatt
Two People Exchanging Saliva, regia di Alexandre Singh e Natalie Musteata - FRA

Miglior cortometraggio d'animazione
Butterfly, regia di Florence Miailhe e Ron Dyens - ANG
Forevergreen, regia di Nathan Engelhardt e Jeremy Spears
La jeune fille qui pleurait des perles, regia di Chris Lavis e Maciek Szczerbowski – FEDE, FRA
Retirement Plan, regia di John Kelly e Andrew Freedman
The Three Sisters, regia di Konstantin Bronzit


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sabato 14 marzo 2026

OSCAR 2026. LE NOSTRE PREVISIONI



Le Idi di Marzo si avvicinano e con esse la 98a edizione degli Academy Awards, volgarmente conosciuti come Premi Oscar.

Noi di CINEMA A BOMBA dedichiamo annualmente all'evento uno Speciale fin dagli albori del blog, nel 2012, divertendoci a cercare di indovinare chi vincerà che cosa.

Senza modestia, spesso ci azzecchiamo.
Solo lo scorso anno - per dire - abbiamo previsto correttamente 21 categorie su 23 totali, nel 2024 addirittura 22 su 23 (non male, vero?).

Stavolta sarà più difficile, anche perché gli Oscar assegnati saranno... 24!
Come saprete già avendo letto il nostro precedente post dedicato, quest'anno è stata introdotta anche la nomination per il miglior casting.

Volete cimentarvi con noi? Scriveteci le vostre previsioni nei commenti!
Nel frattempo leggete qui sotto quali sono le nostre scelte e cliccate sui link per eventuali approfondimenti.


Miglior film
Bugonia
F1-Il film
Frankenstein
Hamnet
Marty Supreme - ANG
Una Battaglia dopo l'Altra – FEDE, FRA
L'Agente Segreto
Sentimental Value
I Peccatori (Sinners)
Train Dreams

Miglior regia
Paul Thomas Anderson – Una Battaglia dopo l'Altra – FEDE, ANG, FRA
Ryan Coogler – I Peccatori
Josh Safdie – Marty Supreme
Joachim Trier – Sentimental Value
Chloé Zhao – Hamnet

Miglior attrice protagonista
Jessie Buckley – Hamnet – FEDE, FRA
Rose Byrne – Se solo Potessi ti Prenderei a Calci – ANG
Kate Hudson – Song Sung Blue
Renate Reinsve – Sentimental Value
Emma Stone – Bugonia

Miglior attore protagonista
Timothée Chalamet – Marty Supreme – ANG
Leonardo DiCaprio – Una Battaglia dopo l'Altra
Ethan Hawke – Blue Moon
Michael B. Jordan – I Peccatori (Sinners) – FEDE, FRA
Wagner Moura – L'Agente Segreto

Miglior attrice non protagonista
Elle Fanning – Sentimental Value – ANG
Inga Ibsdotter Lilleaas – Sentimental Value
Amy Madigan – Weapons - FRA
Wunmi Mosaku – I Peccatori
Teyana Taylor – Una Battaglia dopo l'Altra - FEDE

Miglior attore non protagonista
Benicio del Toro – Una Battaglia dopo l'Altra
Jacob Elordi – Frankenstein
Delroy Lindo – I Peccatori - FRA
Sean Penn – Una Battaglia dopo l'Altra - FEDE
Stellan Skarsgård – Sentimental Value – ANG

Miglior sceneggiatura originale
Robert Kaplow – Blue Moon
Jafar Panahi, Shadmehr Rastin, Nader Saivar e Mehdi Mahmudiyan – Un Semplice Incidente
Ronald Bronstein e Josh Safdie – Marty Supreme – FEDE, ANG
Eskil Vogt e Joachim Trier – Sentimental Value
Ryan Coogler – I Peccatori – FRA

Migliore sceneggiatura non originale
Will Tracy – Bugonia
Guillermo del Toro – Frankenstein
Chloé Zhao e Maggie O'Farrell – Hamnet
Paul Thomas Anderson – Una Battaglia dopo l'Altra – FEDE, FRA
Greg Kwedar e Clint Bentley – Train Dreams – ANG

Miglior film internazionale
L'Agente Segreto, regia di Kleber Mendonça Filho (Brasile) – FEDE, FRA
Un Semplice Incidente, regia di Jafar Panahi (Francia)
Sentimental Value, regia di Joachim Trier (Norvegia)
Sirāt, regia di Óliver Laxe (Spagna) – ANG
La voce di Hind Rajab, regia di Kawthar ibn Haniyya (Tunisia)

Miglior film d'animazione
Zootropolis 2, regia di Byron Howard e Jared Bush
KPop Demon Hunters, regia di Maggie Kang e Chris Appelhans – FEDE, FRA
La piccola Amélie, regia di Maïlys Vallade e Liane-Cho Han
Elio, regia di Domee Shi, Madeline Sharafian e Adrian Molina
Arco-Un'Amicizia per Salvare il Futuro, regia di Ugo Bienvenu - ANG

Miglior colonna sonora originale
Jerskin Fendrix – Bugonia
Alexandre Desplat – Frankenstein – ANG
Max Richter – Hamnet
Jonny Greenwood – Una Battaglia dopo l'Altra
Ludwig Göransson – I Peccatori (Sinners) – FEDE, FRA

Miglior canzone originale
Dear Me (testo e musica: Diane Warren) – Diane Warren: Relentless
Golden (testo e musica: Ejae, Mark Sonnenblick, 24, Ido, Teddy Park e Ian Eisendrath) – KPop Demon Hunters – FEDE, FRA
I Lied to You (testo e musica: Raphael Saadiq e Ludwig Göransson) – I Peccatori
Sweet Dreams of Joy (testo e musica: Nicholas Pike) – Viva Verdi!
Train Dreams (musica: Nick Cave e Bryce Dessner; testo: Nick Cave) – Train Dreams – ANG

Miglior casting
Nina Gold – Hamnet – FEDE, ANG
Jennifer Venditti – Marty Supreme
Cassandra Kulukundis – Una Battaglia dopo l'Altra
Gabriel Domingues – L'Agente Segreto
Francine Maisler – I Peccatori - FRA

Miglior montaggio
Stephen Mirrione – F1-Il film
Ronald Bronstein e Josh Safdie – Marty Supreme – ANG
Andy Jurgensen – Una Battaglia dopo l'Altra - FEDE
Olivier Bugge Coutté – Sentimental Value
Michael P. Shawver – I Peccatori - FRA

Miglior scenografia
Tamara Deverell (scenografia) e Shane Vieau (arredamento) – Frankenstein – FEDE, ANG, FRA
Fiona Crombie (scenografia) e Alice Felton (arredamento) – Hamnet
Jack Fisk (scenografia) e Adam Willis (arredamento) – Marty Supreme
Florencia Martin (scenografia) e Anthony Carlino (arredamento) – Una Battaglia dopo l'Altra
Hannah Beachler (scenografia) e Monique Champagne (arredamento) – I Peccatori

Miglior fotografia
Dan Laustsen – Frankenstein
Darius Khondji – Marty Supreme
Michael Bauman – Una Battaglia dopo l'Altra – FEDE, ANG
Autumn Durald Arkapaw – I Peccatori (Sinners) - FRA
Adolpho Veloso – Train Dreams

Migliori costumi
Deborah L. Scott – Avatar: Fuoco e Cenere
Kate Hawley – Frankenstein - FRA
Małgosia Turzańska – Hamnet
Miyako Bellizzi – Marty Supreme – FEDE, ANG
Ruth E. Carter – I Peccatori

Miglior trucco e acconciatura
Mike Hill, Jordan Samuel e Cliona Furey – Frankenstein – ANG, FRA
Kyoko Toyokawa, Naomi Hibino e Tadashi Nishimatsu – Kokuho
Ken Diaz, Mike Fontaine e Shunika Terry – I Peccatori
Kazu Hiro, Glen Griffin e Bjoern Rehbein – The Smashing Machine - FEDE
Thomas Foldberg e Anne Cathrine Sauerberg – The Ugly Stepsister

Migliori effetti speciali
Joe Letteri, Richard Baneham, Eric Saindon e Daniel Barrett – Avatar: Fuoco e Cenere – ANG, FRA
Ryan Tudhope, Robert Harrington, Nicolas Chevallier e Keith Dawson – F1-Il film
David Vickery, Stephen Aplin, Charmaine Chan e Neil Corbould – Jurassic World-La Rinascita
Charlie Noble, David Zaretti, Russell Bowen e Brandon K. McLaughlin – The Lost Bus
Michael Ralla, Espen Nordahl, Guido Wolter e Donnie Dean – I Peccatori - FEDE

Miglior sonoro
Gareth John, Al Nelson, Gwendolyn Yates Whittle, Gary Rizzo e Juan Peralta – F1-Il film - FRA
Greg Chapman, Nathan Robitaille, Nelson Ferreira, Christian Cooke e Brad Zoern – Frankenstein
José Antonio García, Christopher Scarabosio e Tony Villaflor – Una Battaglia dopo l'Altra – FEDE, ANG
Chris Welcker, Benjamin A. Burtt, Felipe Pacheco, Brandon Proctor e Steve Boeddeker – I Peccatori
Amanda Villavieja, Laia Casanovas e Yasmina Praderas – Sirāt

Miglior documentario
The Alabama Solution, regia di Andrew Jarecki e Charlotte Kaufman
Come See Me in the Good Light, regia di Ryan White, Jessica Hargrave, Tig Notaro e Stef Willen
Cutting Through Rocks, regia di Sara Khaki e Mohammadreza Eyni
Mr Nobody Against Putin, regia di David Borenstein - FEDE
The Perfect Neighbor, regia di Geeta Gandbhir, Alisa Payne, Nikon Kwantu e Sam Bisbee – ANG, FRA

Miglior cortometraggio documentario
All the Empty Rooms, regia di Joshua Seftel e Conall Jones - FRA
Armed Only with a Camera: The Life and Death of Brent Renaud, regia di Craig Renaud e Juan Arredondo – ANG
Children No More: "Were and Are Gone";, regia di Hilla Medalia e Sheila Nevins
The Devil Is Busy, regia di Christalyn Hampton e Geeta Gandbhir
Perfectly a Strangeness, regia di Alison McAlpine - FEDE

Miglior cortometraggio
Butcher's Stain, regia di Meyer Levinson-Blount e Oron Caspi
A Friend of Dorothy, regia di Lee Knight e James Dean - FEDE
Jane Austen's Period Drama, regia di Julia Aks e Steve Pinder - ANG
The Singers, regia di Sam A. Davis and Jack Piatt
Two People Exchanging Saliva, regia di Alexandre Singh e Natalie Musteata - FRA

Miglior cortometraggio d'animazione
Butterfly, regia di Florence Miailhe e Ron Dyens - ANG
Forevergreen, regia di Nathan Engelhardt e Jeremy Spears
La jeune fille qui pleurait des perles, regia di Chris Lavis e Maciek Szczerbowski – FEDE, FRA
Retirement Plan, regia di John Kelly e Andrew Freedman
The Three Sisters, regia di Konstantin Bronzit


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martedì 23 agosto 2022

GLI INEDITI: SERVITORE DEL POPOLO-IL FILM, QUANDO LA REALTÀ SUPERA LA FANTASIA

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

Ucraina, 2016
100'
Regia: Aleksey Kiryushchenko
Con: Volodymyr Zelenskyy, Stanislav Boklan, Evgeniy Koshevoy, Olha Zhukovtsova-Kyiashko, Anastasia Chepelyuk.


L'ex insegnante - ora presidente ucraino - Vasily Petrovich Goloborodko (Zelensky) cerca di ottenere un importante prestito economico dal Fondo Monetario Internazionale per contrastare la crisi economica del proprio paese, in cambio di riforme strutturali.

Ma alcuni oligarchi gli fanno ostruzionismo in Parlamento, così il nostro decide di allearsi con l'ex primo ministro (Boklan), condannato a 20 anni di carcere per corruzione...


Ricordate L'Uomo dell'Anno?
In quel lungometraggio uno stand-up comedian interpretato da Robin Williams (a proposito: ci manchi, Professor Keating!) diventava a sorpresa Presidente degli Stati Uniti.

Nella serie tv Servant of the People - in Italia distribuita in questi mesi su Netflix con un doppiaggio inetto - il personaggio interpretato da "Cucciolo" Zelensky (nomignolo affibiatogli dalle sue fan) diventa a sorpresa Presidente dell'Ucraina.

Quando la realtà supera la fantasia: se da un lato Williams non si è mai candidato, dall'altro il comico di Kiev l'ha fatto e... ha vinto davvero le elezioni!
La serie è stata pertanto interrotta, ma nel frattempo era stato prodotto anche un lungometraggio cinematografico (reperibile da noi solo in lingua originale).

Servitore del Popolo-Il Film è una commedia satirica, ma con un sottotesto socio-politico serio che in qualche modo sembra anticipare quanto accaduto nei mesi scorsi: l'invasione da parte della Russia di Putin, lo sdegno e la solidarietà dell'Occidente, l'esemplare resilienza del popolo ucraino.

Il discorso arrabbiato e patriottico che Vasily Petrovich fa nel finale rieccheggia infatti quelli veri di Volodymyr che ci siamo purtroppo abituati ad ascoltare quotidianamente.

Nel corso del lungometraggio però si ride spesso, più di quanto si potrebbe immaginare.
Inoltre, essendo una storia a sé stante, non è necessario aver visto la serie da cui deriva.

Zelens'kyj e i suoi collaboratori hanno le capacità e soprattutto i tempi comici giusti.
Su tutte, la gag più spassosa è probabilmente quella in cui i vice del presidente tentano di ubriacare il rappresentante tedesco del FMI con la scusa delle "tradizioni ucraine".

Ci auguriamo che Sluha Narodu - questo il titolo originale traslitterato dall'ucraino, che è anche il nome del partito che ha portato il comico al potere, in un intreccio raro e surreale di finzione e realtà - goda di una diffusione più larga possibile e arrivi almeno fino a Hollywood.

Come ricorderete, l'Academy negò al nostro la diretta televisiva durante la Notte degli Oscar, nonostante l'insistenza del collega Sean Penn.
Speriamo che adesso la sua voce arrivi anche alle orecchie di chi non vuole sentire.

Un film non cambia le sorti di una guerra, ma può servire per far conoscere o comprendere meglio chi la sta subendo.


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lunedì 5 luglio 2021

CANNES 2021. I FILM IN E FUORI CONCORSO





Dall'alto: The French Dispatch di Wes Anderson; Tre Piani di Nanni Moretti; la locandina di Annette di Leos Carax; Flag Day di Sean Penn.


Gradito ritorno, quello del Festival di Cannes.

La kermesse francese, dopo un anno di stop dovuto alla pandemia (o meglio, dopo un'edizione "virtuale" che nei fatti non si è svolta), ci riprova in presenza - forte anche dell'esperienza della rivale Mostra del Cinema di Venezia, che l'anno scorso aveva osato (con successo) aprire al pubblico.

Vedremo se lo spostamento dalla primavera all'estate (a poca dsitanza dalla rassegna italiana) gioverà a Thierry Frémaux & C., che quest'anno presentano un cartellone molto interessante.

Il pezzo da 90 è rappresentato da The French Dispatch, il nuovo attesissimo film di Wes Anderson con un cast da capogiro; ma occhio anche a:

- Annette (con Adam Driver e Marion Cotillard) del discusso Leos Carax, film di apertura;

- Tre Piani del nostro Nanni Moretti, unica pellicola italiana in competizione;

- The Flag Day, di e con Sean Penn;

- Nitram di Justin Kurzel;

- Memoria del thailandese Apichatpong Weerasethakul, con Tilda Swinton;

- Red Rocket di Sean Baker;

- Les Olympiades di Jacques Audiard;

- A Hero di Asghar Farhadi.

Nel variegato programma, poi, troverete pure l'ennesimo capitolo della saga Fast & Furious.

Ma - ehi - nessuno è perfetto.

Scoprite insieme a noi Cannes 2021: noi vi abbiamo segnalato i film che ci interessano maggiormente; voi segnalateci i vostri.



CONCORSO

Annette, regia di Leos Carax (Francia, Germania, Belgio, Giappone, Messico, Svizzera) - film d'apertura - con Marion Cotillard, Adam Driver

Benedetta, regia di Paul Verhoeven (Francia, Paesi Bassi, Belgio), con Charlotte Rampling

Bergman Island, regia di Mia Hansen-Løve (Francia, Germania, Belgio, Svezia, Messico), con Vicky Krieps, Tim Roth, Mia Wasikowska

Doraibu mai kā, regia di Ryūsuke Hamaguchi (Giappone)

A feleségem története, regia di Ildikó Enyedi (Ungheria, Germania, Francia, Italia)

Flag Day, regia di Sean Penn (Stati Uniti d'America), con Sean Penn, Miles Teller, Josh Brolin

La Fracture, regia di Catherine Corsini (Francia)

France, regia di Bruno Dumont (Francia, Germania, Belgio, Italia), con Léa Seydoux

The French Dispatch of the Liberty, Kansas Evening Sun, regia di Wes Anderson (Stati Uniti d'America), con Benicio del Toro, Adrien Brody, Tilda Swinton, Léa Seydoux, Frances McDormand, Timothée Chalamet, Jeffrey Wright, Mathieu Amalric, Bill Murray, Owen Wilson, Liev Schreiber, Edward Norton, Willem Dafoe, Saoirse Ronan, Jason Schwartzman, Anjelica Huston

ha'Derech, regia di Nadav Lapid (Francia, Germania)

Haut et fort, regia di Nabil Ayouch (Francia)

Hytti nro 6, regia di Juho Kuosmanen (Finlandia, Estonia, Germania, Russia)

Les Intranquilles, regia di Joachim Lafosse (Belgio, Lussemburgo, Francia)

Lingui, regia di Mahamat-Saleh Haroun (Ciad)

Memoria, regia di Apichatpong Weerasethakul (Thailandia, Colombia, Regno Unito, Francia, Germania, Messico), con Tilda Swinton

Nitram, regia di Justin Kurzel (Australia), con Judy Davis, Essie Davis, Anthony LaPaglia

Les Olympiades, regia di Jacques Audiard (Francia)

Petrovy v grippe​- Petrov's Flu, regia di Kirill Serebrennikov (Russia, Francia)

Qahremān-A Hero, regia di Asghar Farhadi (Iran)

Red Rocket, regia di Sean Baker (Stati Uniti d'America)

Titane, regia di Julia Ducournau (Francia, Belgio)

Tout s'est bien passé, regia di François Ozon (Francia), con Sophie Marceau, Charlotte Rampling, Hanna Schygulla

Tre piani, regia di Nanni Moretti (Italia, Francia), con Nanni Moretti, Margherita Buy, Riccardo Scamarcio, Alba Rohrwacher, Adriano Giannini, Anna Bonaiuto

Verdens verste menneske-The Worst Person In The World, regia di Joachim Trier (Norvegia, Francia, Danimarca, Svezia)




UN CERTAIN REGARD

After Yang, regia di Kogonada (Stati Uniti d'America)

Blue Bayou, regia di Justin Chon (Stati Uniti d'America)

Bonne Mère, regia di Hafsia Herzi (Francia)

Bağlılık Hasan, regia di Semih Kaplanoğlu (Turchia)

La civil, regia di Teodora Ana Mihai (Romania, Belgio)

Delo, regia di Aleksej Alekseevič German (Russia, Canada, Germania)

Dýrið, regia di Valdimar Jóhansson (Islanda, Svezia, Polonia)

Freda, regia di Gessica Généus (Haiti, Francia, Benin)

Let It Be Morning, regia di Eran Kolirin (Israele, Francia)

Un monde, regia di Laura Wandel (Belgio)

Moneyboys, regia di C. B. Yi (Austria, Francia, Taiwan)

Noche de fuego, regia di Tatiana Huezo Sánchez (Messico, Germania, Brasile, Svizzera)

Razžimaja kulaki, regia di Kira Kovalenko (Russia)

Rehana Maryam Noor, regia di Abdullah Mohammad Saad (Bangladesh)

De uskyldige, regia di Eskil Vogt (Norvegia, Svezia, Danimarca)

Women Do Cry, regia di Mina Mileva e Vesela Kazakova (Bulgaria, Francia)


FUORI CONCORSO

Aline, regia di Valérie Lemercier (Francia, Canada)

BAC Nord, regia di Cédric Jimenez (Francia)

Bisangseon-eon, regia di Han Jae-rim (Corea del Sud)

De son vivant, regia di Emmanuelle Bercot (Francia)

Fast & Furious 9 - The Fast Saga (F9: The Fast Saga), regia di Justin Lin (Stati Uniti d'America), con Vin Diesel, Michelle Rodriguez, Tyrese Gibson, Ludacris, John Cena, Helen Mirren, Charlize Theron, Michael Rooker, Cardi B, Jason Statham

La ragazza di Stillwater (Stillwater), regia di Tom McCarthy (Stati Uniti d'America), con Matt Damon

The Velvet Underground, regia di Todd Haynes – documentario (Stati Uniti d'America)

Where Is Anne Frank?, regia di Ari Folman (Israele, Belgio, Lussemburgo, Paesi Bassi, Francia)


CANNES PREMIERE

Cette musique ne joue pour personne, regia di Samuel Benchetrit (Francia)

Cow, regia di Andrea Arnold – documentario (Regno Unito)

Dangsin eolgul ap-eseo​-In Front of Your Face, regia di Hong Sang-soo (Corea del Sud)

Evolution, regia di Kornél Mundruczó (Ungheria, Germania)

Jane par Charlotte, regia di Charlotte Gainsbourg (Francia)

JFK Revisited: Through the Looking Glass, regia di Oliver Stone – documentario (Stati Uniti d'America)

Mothering Sunday, regia di Eva Husson (Regno Unito), con Olivia Colman, Colin Firth

Serre-moi fort, regia di Mathieu Amalric (Francia), con Vicky Krieps

Tromperie, regia di Arnaud Desplechin (Francia), con Léa Seydoux

Val, regia di Ting Poo e Leo Scott – documentario (Stati Uniti d'America)
Vortex, regia di Gaspar Noé (Argentina, Italia)

Marx può aspettare, regia di Marco Bellocchio - documentario (Italia)


PROIEZIONI SPECIALI

Babyn Yar. Context, regia di Serhij Loznycja – documentario (Ucraina)

O marinheiro das montanhas, regia di Karim Aïnouz (Brasile)

The Year of the Everlasting Storm, regia di Jafar Panahi, Anthony Chen, Malik Vitthal, Laura Poitras, Dominga Sotomayor, David Lowery e Apichatpong Weerasethakul (Stati Uniti d'America)


CORTOMETRAGGI IN CONCORSO

All The Crows in the World, regia di Tang Yi (Hong Kong)

Céu de agosto, regia di Jasmin Tenucci (Brasile, Islanda)

Det er i jorden, regia di Casper Kjeldsen (Danimarca)

Noite turva, regia di Diogo Salgado (Portogallo)

Orthodontics, regia di Mohammadreza Mayghani (Iran)

Pa vend, regia di Samir Karahoda (Kosovo)

The Right Words, regia di Adrian Moyse Dullin (Francia)

Severen Pol, regia di Marija Apcevska (Macedonia del Nord, Serbia)

Sideral, regia di Carlos Segundo (Brasile, Francia)

Xue yun, regia di Wu Lang (Cina)


CINEFONDATION

Bestie wokół nas, regia di Natalia Durszewicz – Scuola nazionale di cinema, televisione e teatro Leon Schiller di Łódź (Polonia)

Bill and Joe Go Duck Hunting, regia di Auden Lincoln-Vogel – Università dell'Iowa (Stati Uniti d'America)

Billy Boy, regia di Sacha Amaral – Universidad Nacional de las Artes (Argentina)

La caída del vencejo, regia di Gonzalo Quincoces – Escuela Superior de Cine y Audiovisuales de Cataluña (Spagna)

Cantareira, regia di Rodrigo Ribeyro – Academia Internacional de Cine (Brasile)

Cicada, regia di Yoon Daewoen – Han-guk Yesul Jonghap Hakgyo (Corea del Sud)

L'Enfant salamandre, regia di Théo Degen – INSAS (Belgio)

Fonica M-120, regia di Olivér Rudolf – Színház- és Filmművészeti Egyetem (Ungheria)

Frida, regia di Aleksandra Odić – Deutsche Film- und Fernsehakademie Berlin (Germania)

Frie mænd, regia di Óskar Kristinn Vignisson – Den Danske Filmskole (Danimarca)

Habikur, regia di Mya Kaplan – Università di Tel Aviv (Israele)

King Max, regia di Adèle Vincenti-Crasson – La Fémis (Francia)

Other Half, regia di Lina Kalcheva – National Film and Television School (Regno Unito)

Oyogeruneko, regia di Huang Menglu – Musashino Art University (Giappone)

Prin oraș circulă scurte povești de dragoste, regia di Carina-Gabriela Dașoveanu – Università nazionale d'arte teatrale e cinematografica I. L. Caragiale (Romania)

Rudé boty, regia di Anna Podskalská – Filmová a televizní fakulta Akademie múzických umění v Praze (Repubblica Ceca)

Saint Android, regia di Lukas von Berg – Filmakademie Baden-Württemberg (Germania)


QUINZAINE DES REALISATEURS

Lungometraggi

A Chiara, regia di Jonas Carpignano (Italia, Francia)

Ali & Ava, regia di Clio Barnard (Regno Unito)

al-Baḥr ʾamāmakum, regia di Ely Dagher (Libano, Francia, Belgio)

Clara Sola, regia di Nathalie Álvarez Mesén (Svezia, Costa Rica, Belgio, Francia, Germania, Stati Uniti d'America)

De bas étage, regia di Yassine Qnia (Francia)

Diários de Otsoga, regia di Miguel Gomes e Maureen Fazendeiro (Brasile, Portogallo)

El empleado y el patrón, regia di Manolo Nieto (Uruguay, Argentina, Brasile, Francia)

Entre les vagues, regia di Anaïs Volpé (Francia)

Europa, regia di Haider Rashid (Italia)

Futura, regia di Pietro Marcello, Alice Rohrwacher e Francesco Munzi (Italia)

Jādde qāki, regia di Panah Panahi (Iran)

Întregalde, regia di Radu Muntean (Romania)

Luaneshat e Kodrës, regia di Luàna Bajrami (Kosovo, Francia)

Les Magnétiques, regia di Vincent Maël Cardona (Francia)

Medusa, regia di Anita Rocha da Silveira (Brasile)

Mon légionnaire, regia di Rachel Lang (Francia, Belgio)

Murina, regia di Antoneta Alamat Kusijanović (Croazia, Stati Uniti d'America, Brasile, Slovenia)

Neptune Frost, regia di Saul Williams e Anisia Uzeyman (Stati Uniti d'America)

A Night Of Knowing Nothing, regia di Payal Kapadia (India)

Ouistreham, regia di Emmanuel Carrère (Francia)

Re Granchio, regia di Alessio Rigo de Righi e Matteo Zoppis (Italia, Francia, Argentina)

Retour à Reims, regia di Jean-Gabriel Périot (Francia)

The Souvenir: Part II, regia di Joanna Hogg (Irlanda, Regno Unito)

Yǒng'ān zhèn gùshì jí, regia di Shujun Wei (Cina)


Cortometraggi

Anxious Body, regia di Yoriko Mizushiri (Giappone, Francia)

El espacio sideral, regia di Sebastián Schjaer

The Parents' Room, regia di Diego Marcon (Italia)

Simone est partie, regia di Mathilde Chavanne (Francia)

Sycorax, regia di Lois Patiño e Matías Piñeiro

Train Again, regia di Peter Tscherkassky (Austria)

The Vandal, regia di Eddie Alcazar (Stati Uniti d'America)

When Night Meets Dawn, regia di Andreea Cristina Borțun (Romania, Francia, Slovenia)

The Windshield Wiper, regia di Alberto Mielgo (Stati Uniti d'America)



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martedì 24 maggio 2016

CANNES 2016. QUALCOSA E' ANDATO STORTO

Dall'alto: Ken Loach esulta per la Palma d'Oro assegnata a I, Daniel Blake; i due registi premiati ex aequo, Olivier Assayas (a sinistra) e Cristian Mungiu (a destra), rispettivamente per Personal Shopper e Bacalaureat; una raggiante Andrea Arnold con il Premio della Giuria ottenuto da American Honey


Scorrendo il programma di questo 69° Festival di Cannes, si potevano avere non poche aspettative.
Il Presidente Gilles Jacob e il Direttore Artistico Thierry Frémaux erano riusciti a ottenere dei titoli di rilievo, non pochi autori di fama e qualche divo di richiamo.

Sembrava l'occasione propizia per ridare slancio ai grandi eventi cinematografici in declino (vedere il nostro post di commento), invece qualcosa è andato storto.
Il problema, come troppo spesso è capitato in questi anni, è l'assegnazione dei premi.

La Giuria guidata dall'australiano George Miller (il visionario autore di Mad Max: Fury Road, vincitore morale degli ultimi Oscar) non ha fatto scelte imperdonabili, ma la sensazione è che avrebbe potuto osare di più.

Nulla da eccepire sulla Palma d'Oro a Ken Loach: coadiuvato come sempre dal fido Paul Laverty (avvocato progressista con l'hobby della sceneggiatura), l'anziano cineasta inglese ha conquistato il premio più ambito con I, Daniel Blake, storia di un uomo vittima della burocrazia ed ennesimo capitolo di una carriera tutta dedicata all'impegno civile.

Semmai fanno storcere il naso le assegnazioni delle altre categorie, a partire dalla miglior regia andata ex aequo (e basta con questo cerchiobottismo!) al rumeno Cristian Mungiu e al francese Olivier Assayas.

Un contentino ai padroni di casa? Il sospetto c'è - ed è più di un sospetto, quasi una regola non scritta.
Se poi il premiato è un'ex critico dei Cahiers du cinéma, idolo in patria e abitué del Festival...

Per quel che riguarda l'altro cineasta gratificato, beh non possiamo certo parlare di novità: il suo 4 Mesi, 3 Settimane, 2 Giorni gli valse la Palma d'Oro nel 2007, il successivo Racconti dell'Età dell'Oro (2009) era stato presentato nella sezione Un Certain Regard, mentre nel 2012 Oltre le Colline aveva ottenuto due riconoscimenti (per la sceneggiatura allo stesso Mungiu e a pari merito alle due attrici protagoniste).

Anche il canadese (francofono) Xavier Dolan è avezzo alla Croisette, essendo stato premiato due anni fa e avendo fatto parte della Giuria lo scorso anno.
Gli si poteva negare un riconoscimento? Ecco servito il Grand Prix.

Addirittura doppio premio a Forushande-The Salesman dell'iraniano Asghar Farhadi, autore di Una Separazione che nel 2012 aveva vinto sia il Golden Globe sia l'Oscar.
Miglior sceneggiatura e miglior attore (Shahab Hosseini): troppa grazia.

Infine, miglior attrice la filippina Jaclyn Jose - lasciamole il beneficio del dubbio, ma onorare i film asiatici ai festival fa sempre figo - e Premio della Giuria ad American Honey di Andrea Arnold.
In trasferta Oltreoceano, la regista inglese di Cime Tempestose (alla cui anteprima eravamo presenti anche noi, ricordate?) ha diretto una delle pellicole che ha convinto di più, ma si è dovuta accontentare di un riconoscimento minore.

Sono rimasti fuori gli americani Jeff Nichols (di cui avevamo apprezzato assai i precedenti Take Shelter e Mud) e Sean Penn (l'attore di The Tree of Life non è piaciuto - eufemisticamente - come regista di The Last Face), ma i due non erano molto accreditati per un posto nel palmarès.

Maggiori possibilità aveva, alla vigilia, il connazionale Jim Jarmusch: il suo Paterson ha ricevuto molti apprezzamenti, così come l'interpretazione del suo protagonista, Adam Driver (per i più, il Kylo Ren di Star Wars-Il Risveglio della Forza; per i cinefili, il vincitore della Coppa Volpi a Venezia 2014).

A bocca asciutta anche dei pezzi grossi del calibro dei belgi fratelli Dardenne - in passato, due Palme d'Oro (Rosetta del 1999 e L'Enfant nel 2005), un premio per la sceneggiatura nel 2008 (Il Matrimonio di Lorna) e un Grand Prix Speciale della Giuria nel 2011 (per Il Ragazzo con la Bicicletta) - e dello spagnolo Pedro Almodóvar - il suo Julieta, già proiettato in patria, è stato un flop.

Qualche considerazione a parte meritano due autori "scandalosi".

Paul Verhoeven è ricordato per pellicole cult quali RoboCop (1987), Atto di Forza (1990), Basic Instinct (1992), Starship Troopers (1997).
Sulla Croisette ha portato Elle, una storia di sesso-e-violenza che però ha messo in mostra più il talento recitativo della solita ottima Isabelle Huppert che le sue capacità registiche.
Ci aspettiamo di meglio da lui, in futuro.

Idem per Nicolas Winding Refn: del cineasta danese avevamo apprezzato Bronson (2008) e soprattutto Drive (2011).
Dopo il deludente Only God Forgives (in concorso a Cannes 2013) speravamo si richiappasse un po' con The Neon Demon.
Macché...

Alla vigilia della consegna dei premi molti davano per vincente un'opera che inizialmente era stata selezionata nella sezione Un Certain Regard, salvo poi essere ammessa all'ultimo nella selezione ufficiale: Toni Erdmann, farsa diretta dalla tedesca Maren Ade.

È lei la vincitrice morale di questa edizione: peccato che la Giuria non abbia avuto il coraggio di premiare il doppio genere - quello della commedia e quello femminile, così inspiegabilmente poco rappresentati nelle premiazioni cinematografiche.

L'impressione finale è che di Cannes 2016, in fondo, rimarranno troppo presto dei ricordi sbiaditi.

Tutt'al più ci si rammenterà di opere fuori concorso o in sezioni secondarie: Il Gigante Gentile di Steven Spielberg con Mark Rylance, The Nice Guys di Shane Black con la coppia Russell Crowe-Ryan Gosling, Café Society di Woody Allen con Kristen Stewart e Jesse Eisenberg, Money Monster di Jodie Foster con George Clooney, Julia Roberts e Jack O'Connell, Captain Fantastic di Matt Ross con Viggo Mortensen, il cartone animato La Tartaruga Rossa, il documentario Gimme Danger di Jim Jarmusch e non molti altri.

Viste le premesse, un po' poco.
Quel dommage...




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martedì 10 maggio 2016

CANNES 2016. I FILM IN E FUORI CONCORSO

Dall'alto: Kristen Stewart e Jesse Eisenberg in Café Society, il film di Woody Allen che aprirà il Festival; George Clooney in Money Monster di Jodie Foster; una scena da Il Gigante Gentile di Steven Spielberg. 


2011: l'anno di The Tree of Life di Terrence Malick, The Artist di Michael Hazanavicius (trionfatore agli Oscar 2012), Drive di Nicolas Winding Refn, Holy Motors di Leos Carax, Take Shelter di Jeff Nichols.

2012: è stata la volta di Moonrise Kingdom di Wes Anderson, On The Road di Walter Salles, Re della Terra Selvaggia di Benh Zeitlin, No-I Giorni dell'Arcobaleno di Pablo Larraín.

2013: La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino, All Is Lost di J.C. Chandor su tutti.

2014: Whiplash di Damien Chazelle, una rivelazione.

2015: Il Racconto dei Racconti di Matteo Garrone, Mia Madre di Nanni Moretti, Inside Out della Pixar, Mad Max:Fury Road di George Miller, presidente nel prossimo Festival di Cannes di una Giuria che comprende anche la nostra Valeria Golino, l'americana Kirsten Dunst (vista in On The Road), il danese Mads Mikkelsen, il canadese Donald Sutherland.

Questi i film passati per la kermesse rivierasca negli ultimi anni e dei quali si è occupata CINEMA A BOMBA!

E quest'anno, a chi toccherà?

Tante le pellicole potenzialmente interessanti - ma di questo parleremo nel prossimo post.

Dall'11 al 22 Maggio tutti i riflettori saranno quindi puntati sulla Croisette, il palcoscenico più glamour del panorama cinematografico primaverile.

Il vostro blog preferito vi presenta qui di seguito tutti i film in concorso e quelli che noi consideriamo più interessanti nelle sezioni collaterali.

Et voilà!

CONCORSO
Toni Erdmann, regia di Maren Ade (Germania, Austria)
Julieta, regia di Pedro Almodóvar (Spagna)
Personal Shopper, regia di Olivier Assayas (Francia), con Kristen Stewart
American Honey, regia di Andrea Arnold (USA, Regno Unito), con Shia LaBeouf
La Fille Inconnue-The Unknown Girl, regia di Jean-Pierre Dardenne e Luc Dardenne (Belgio)
Juste la fin du monde-It's only the end of the world, regia di Xavier Dolan (Canada, Francia), con Marion Cotillard, Léa Seydoux, Vincent Cassel
Ma Loute, regia di Bruno Dumont (Francia, Germania), con Juliette Binoche, Fabrice Luchini, Valeria Bruni Tedeschi
Paterson, regia di Jim Jarmusch (USA), con Adam Driver
Rester Vertical, regia di Alain Guiraudie (Francia)
Aquarius, regia di Kleber Mendonça Filho (Brasile), con Sonia Braga
From the Land of the Moon, regia di Nicole Garcia (Francia), con Marion Cotillard, Louis Garrel
I, Daniel Blake, regia di Ken Loach (Regno Unito, Francia)
Ma'Rosa, regia di Brillante Mendoza (Filippine)
Bacalaureat, regia di Cristian Mungiu (Romania, Francia)
Loving, regia di Jeff Nichols (USA, Regno Unito), con Joel Edgerton, Michael Shannon
The Handmaiden, regia di Park Chan-Wook (Corea del Sud)
The Last Face, regia di Sean Penn (USA), con Charlize Theron, Javier Bardem, Adèle Exarchopoulos, Jean Reno
Sieranevada, regia di Cristi Puiu (Romania, Francia, Bosnia Herzegovina, Croazia, Macedonia)
Elle, regia di Paul Verhoeven (Francia, Germania, Belgio), con Isabelle Huppert
The Neon Demon, regia di Nicolas Winding Refn (USA, Francia, Danimarca), con Elle Fanning, Keanu Reeves, Christina Hendricks, Jena Malone, Alessandro Nivola
Forushande, regia di Asghar Farhadi

FUORI CONCORSO
Il Gigante Gentile (The BFG), regia di Steven Spielberg (USA), con Mark Rylance, Bill Hader, Rebecca Hall
Café Society, regia di Woody Allen (USA), con Kristen Stewart, Jesse Eisenberg, Blake Lively, Steve Carell, Corey Stoll [FILM D'APERTURA]
Goksung-The Strangers, regia di Na Hong-jin (Corea del Sud)
Money Monster - L'altra faccia del denaro (Money Monster), regia di Jodie Foster (USA), con George Clooney, Julia Roberts, Jake O'Connell, Dominic West
The Nice Guys, regia di Shane Black (USA), con Russell Crowe, Ryan Gosling, Matt Bomer, Kim Basinger
Hands of Stone, regia di Jonathan Jakubowicz (USA, Panama), con Robert De Niro, Édgar Ramírez, Usher, Ellen Barkin, John >Turturro

UN CERTAIN REGARD
La Tortue Rouge, regia di Michael Dubok de Wit (Paesi Bassi), cartoon con la collaborazione dello Studio Ghibli
La large noche de Francisco Sanctis, regia di Francisco Marquez e Andrea Testa (Argentina)
Pericle il nero, regia di Stefano Mordini (Italia), con Riccardo Scamarcio
Captain Fantastic, regia di Matt Ross (USA), con Viggo Mortensen, Frank Langella
The Transfiguration, regia di Michael O'Shea (USA)
Hell or High Water, regia di David Mackenzie (USA), con Jeff Bridges, Chris Pine, Ben Foster

PROIEZIONI SPECIALI
Gimme Danger, regia di Jim Jarmusch (USA), con Iggy Pop e The Stooges

PROIEZIONI DI MEZZANOTTE
La mort de Louis XIV, regia di Albert Serra (Spagna)
L'ultima spiaggia, regia di Thanos Anastopoulous e Davide Del Degan (Italia)

QUINZAINE DES RÉALISATEURS
Poesía Sin Fin, regia di Alejandro Jodorowsky (Cile, Giappone, Francia)
Fiore, regia di Claudio Giovannesi (Italia, Francia), con Valerio Mastandrea
La pazza gioia, regia di Paolo Virzì (Italia, Francia), con Valeria Bruni Tedeschi, Micaela Ramazzotti
Mean Dreams, regia di Nathan Morlando (Canada), con Bill Paxton
Neruda, regia di Pablo Larraín (Argentina, Cile, Spagna, Francia), con Gael García Bernal, Alfredo Castro
Risk, regia di Laura Poitras (USA, Germania)
Tour de France, regia di Rachid Djaidani (Francia), con Gérard Depardieu
Two Lovers and a Bear, regia di Kim Nguyen (Canada)

PROIEZIONI SPECIALI
Fai bei sogni, regia di Marco Bellocchio (Italia), con Valerio Mastandrea, Bérénice Bejo
Dog Eat Dog, regia di Paul Schrader (USA), con Nicolas Cage, Willem Dafoe

SEMAINE DE LA CRITIQUE - PROIEZIONI SPECIALI
En moi, regia di Laetitia Casta (Francia)

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