CINEMA A BOMBA!

martedì 4 marzo 2025

OSCAR 2025. S'È FATTA UNA CERTA (AN)ORA

(Dall'alto: Sean Baker con le sue 4 statuette; attrici e attori coi rispettivi Oscar; una scena di Flow, premiato come miglior cartone).


Come si può evincere andando a rileggersi i nostri pronostici, anche quest'anno - modestia a parte - avevamo previsto (quasi) tutto.

Il che non significa che siano mancate le sorprese, anzi.
Confrontando il verdetto di questi Academy Awards con quello dei Golden Globe di poco precedenti, è facile notare come l'uno non abbia confermato l'altro, con qualche eccezione.

Certo, le vittorie di Zoe Saldana e Kieran Culkin come non protagonisti erano scontate (a proposito: complimenti a Gamora dei Guardiani della Galassia e a Fuller di Mamma ho Perso l'Aereo!), quella di Adrien Brody no.

Per conquistare la 2a statuetta della propria carriera, il protagonista di The Brutalist (ma lo ricordiamo anche per Grand Budapest Hotel e Midnight in Paris) ha combattuto fino all'ultimo round contro Timothée Chalamet/Bob Dylan di A Complete Unknown.

Il biopic diretto dal regista dell'ultimo Indiana Jones - James Mangold - ci era piaciuto molto e pensiamo sinceramente che avrebbe meritato di più.

Le stesse aspettative che evidentemente aveva su se stessa la rediviva Demi Moore, il cui sorriso è sparito quando al suo posto è stata chiamata la giovane Mikey Madison di Anora (l'attrice di C'era una Volta... a Hollywood è stata una delle rivelazioni della serata).

E a proposito di delusioni, come si sentirà Diane Warren? La navigata songwriter americana ha collezionato 16 candidature - di cui 6 consecutive - tutte andate a vuoto!
Anziché alla sua canzone, l'Academy ha preferito dare un contentino a Emilia Pérez.

E qui veniamo al film che è stato il grande sconfitto della Notte delle Stelle.
Partito forte grazie ai Globes e alle 13 nomination ottenute, nel giro di poche settimane il musical francese è passato dall'essere il favorito all'essere il più odiato.

Colpa di una clamorosa campagna d'odio online che ha investito sia la protagonista transgender Karla Sofía Gascón sia la pellicola stessa: la prima a causa di una serie di dichiarazioni discutibili; la seconda perché ritenuta irrispettosa nei confronti degli ispanici (è ambientata in Messico), delle vittime dei narcos e - ironia della sorte - della stessa comunità trans.

Chi invece è tornato a casa a testa alta è Flow, lungometraggio d'animazione muto che batte bandiera lettone(!) e da buon Davide ha sconfitto Golia, cioé la corazzata Disney che col seguito di Inside Out sperava di interrompere un digiuno da Oscar che dura dal 2021.

Idem si può dire di No Other Land, documentario israelo-palestinese la cui vittoria nella categoria è una speranza di pace per la striscia di terra più martoriata del Medioriente.
I membri dell'Academy sono stati coraggiosi a premiare un'opera che denuncia apertamente le brutalità dei fanatici sionisti, alleati storici dei vari governi USA.

Infine, veniamo ai grandi vincitori della serata: Sean Baker e il suo Anora.
Nonostante la Palma d'Oro a Cannes 2024, chi avrebbe scommesso fino a qualche settimana fa che questo autore indie si sarebbe messo in saccoccia 4 dei 5 Oscar vinti dal suo lungometraggio (oltra a film e regia, anche sceneggiatura e montaggio)?

Anora, una sorta di anti- Pretty Woman arricchita dall'interpretazione convincente della Madison, è stata la sorpresa che tanti non hanno visto arrivare.
Tanti, ma non CINEMA A BOMBA!


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lunedì 3 marzo 2025

OSCAR 2025. I VINCITORI



Quest'anno abbiamo azzeccato 21 previsioni su 23: anche quest'anno niente male, vero?

E ad aver pronosticato più premi è stato... Federico! Ben 15.

Il vincitore della serata è stato indubbiamente Sean Baker: il cineasta ha portato a casa personalmente ben quattro statuette.

E che statuette! Film (Anora), regia, sceneggiatura originale, montaggio.

Una serata memorabile per lui.

In attesa del nostro post di commento, ecco i vincitori categoria per categoria.

Miglior film
Anora, regia di Sean Baker - FRA, FEDE
The Brutalist, regia di Brady Corbet
A Complete Unknown, regia di James Mangold - ANG
Dune - Parte due, regia di Denis Villeneuve
Conclave, regia di Edward Berger
Emilia Pérez, regia di Jacques Audiard
Io sono ancora qui, regia di Walter Salles
Nickel Boys, regia di RaMell Ross
The Substance, regia di Coralie Fargeat
Wicked, regia di Jon M. Chu

Miglior regista
Jacques Audiard – Emilia Pérez
Sean Baker – Anora - FRA, ANG
Brady Corbet – The Brutalist - FEDE
Coralie Fargeat – The Substance
James Mangold – A Complete Unknown

Miglior attrice protagonista
Cynthia Erivo – Wicked
Karla Sofía Gascón – Emilia Pérez - ANG
Mikey Madison – Anora
Demi Moore – The Substance - FRA, FEDE
Fernanda Torres – Io sono ancora qui

Miglior attore protagonista
Adrien Brody – The Brutalist - FRA
Timothée Chalamet – A Complete Unknown - FEDE
Colman Domingo – Sing Sing - ANG
Ralph Fiennes – Conclave
Sebastian Stan – The Apprentice

Miglior attrice non protagonista
Monica Barbaro – A Complete Unknown
Ariana Grande – Wicked
Felicity Jones – The Brutalist
Isabella Rossellini – Conclave
Zoe Saldana – Emilia Pérez - FRA, FEDE, ANG

Miglior attore non protagonista
Jurij Borisov – Anora
Kieran Culkin – A Real Pain - FRA, FEDE
Edward Norton – A Complete Unknown
Guy Pearce – The Brutalist - ANG
Jeremy Strong – The Apprentice

Migliore sceneggiatura originale
Sean Baker – Anora - FRA, FEDE
Moritz Binder, Tim Fehlbaum e Alex David – September 5-La Diretta che cambiò la Storia
Brady Corbet e Mona Fastvold – The Brutalist - ANG
Jesse Eisenberg – A Real Pain
Coralie Fargeat – The Substance

Migliore sceneggiatura non originale
Jacques Audiard, Thomas Bidegain, Léa Mysius e Nicolas Livecchi – Emilia Pérez
Greg Kwedar, Clint Bentley, Clarence Maclin e John "Divine G" Whitfield – Sing Sing
James Mangold e Jay Cocks – A Complete Unknown - ANG
RaMell Ross e Joslyn Barnes – Nickel Boys
Peter Straughan – Conclave - FRA, FEDE

Miglior film internazionale
Emilia Pérez, regia di Jacques Audiard (Francia) - FEDE
Flow - Un Mondo da Salvare, regia di Gints Zilbalodis (Lettonia)
Io sono ancora qui, regia di Walter Salles (Brasile) - FRA
Pigen med nålen, regia di Magnus von Horn (Danimarca)
Il Seme del Fico Sacro, regia di Mohammad Rasoulof (Germania) - ANG

Miglior film d'animazione
Flow - Un Mondo da Salvare, regia di Gints Zilbalodis - FEDE, ANG
Inside Out 2, regia di Kelsey Mann
Memoir of a Snail, regia di Adam Elliot
Il Robot Selvaggio (The Wild Robot), regia di Chris Sanders - FRA
Wallace & Gromit - Le Piume della Vendetta, regia di Nick Park e Merlin Crossingham

Miglior colonna sonora originale
Volker Bertelmann – Conclave
Daniel Blumberg – The Brutalist - FRA
Kris Bowers – Il Robot Selvaggio (The Wild Robot)
Camille e Clément Ducol – Emilia Pérez
John Powell e Stephen Schwartz – Wicked - FEDE, ANG

Miglior canzone originale
The Journey (testo e musica: Diane Warren) – The Six Triple Eight - FRA
Like a Bird (testo e musica: Abraham Alexander, Adrian Quesada) – Sing Sing
El mal (testo: Clément Ducol, Camille, Jacques Audiard – musica: Clément Ducol, Camille) – Emilia Pérez - FEDE
Mi camino (testo e musica: Clément Ducol, Camille) – Emilia Pérez - ANG
Never Too Late (testo e musica: Elton John, Brandi Carlile, Andrew Watt, Bernie Taupin) – Elton John: Never Too Late

Miglior montaggio
Sean Baker – Anora - ANG
Dávid Jancsó – The Brutalist - FEDE
Nick Emerson – Conclave - FRA
Myron Kerstein – Wicked
Juliette Welfling – Emilia Pérez

Miglior scenografia
Judy Becker (scenografia) e Patricia Cuccia (arredamento) – The Brutalist - FRA, FEDE
Nathan Crowley (scenografia) e Lee Sandales (arredamento) – Wicked - ANG
Suzie Davies (scenografia) e Cynthia Sleiter (arredamento) – Conclave
Craig Lathrop (scenografia) e Beatrice Brentnerová (arredamento) – Nosferatu
Patrice Vermette (scenografia) e Shane Vieau (arredamento) – Dune: Parte 2

Miglior fotografia
Jarin Blaschke – Nosferatu
Lol Crawley – The Brutalist - FRA, FEDE
Greig Fraser – Dune: Parte 2 - ANG
Paul Guilhaume – Emilia Pérez
Edward Lachman – Maria

Migliori costumi
Lisy Christl – Conclave - ANG
Linda Muir – Nosferatu
Arianne Phillips – A Complete Unknown
Paul Tazewell – Wicked - FRA, FEDE

Miglior trucco e acconciatura
Julia Floch Carbonel, Emmanuel Janvier e Jean-Christophe Spadaccini – Emilia Pérez
Frances Hannon, Laura Blount e Sarah Nuth – Wicked - FRA
Mike Marino, David Presto e Crystal Jurado – A Different Man
Pierre-Oliver Persin, Stéphanie Guillon e Marilyne Scarselli – The Substance - FEDE
David White, Traci Loader e Suzanne Stokes-Munton – Nosferatu - ANG

Migliori effetti speciali
Eric Barba, Nelson Sepúlveda-Fauser, Daniel Macarin e Shane Mahan – Alien: Romulus
Pablo Helman, Jonathan Fawkner, David Shirk e Paul Corbould – Wicked
Paul Lambert, Stephen James, Rhys Salcombe e Gerd Nefzer – Dune: Parte 2 - FRA, FEDE
Luke Millar, David Clayton, Keith Herft e Peter Stubbs – Better Man - ANG
Erik Winquist, Stephen Unterfranz, Paul Story e Rodney Burke – Il Regno del Pianeta delle Scimmie

Miglior sonoro
Simon Hayes, Nancy Nugent Title, Jack Dolman, Andy Nelson e John Marquis – Wicked - FRA
Gareth John, Richard King, Ron Bartlett e Doug Hemphill – Dune: Parte 2 - FEDE, ANG
Erwan Kerzanet, Aymeric Devoldère, Maxence Dussère, Cyril Holtz e Niels Barletta – Emilia Pérez
Tod A. Maitland, Donald Sylvester, Ted Caplan, Paul Massey e David Giammarco – A Complete Unknown
Randy Thom, Brian Chumney, Gary A. Rizzo e Leff Lefferts – Il Robot Selvaggio

Miglior documentario
Black Box Diaries, regia di Shiori Itō
No Other Land, regia di Basel Adra, Yuval Abraham, Rachel Szor ed Hamdan Ballal - FEDE
Porcelain War, regia di Brendan Bellomo e Slava Leont'jev - FRA
Soundtrack to a Coup d'Etat, regia di Johan Grimonprez
Sugarcane, regia di Julian Brave NoiseCat e Emily Kassie - ANG

Miglior cortometraggio documentario
Death by Numbers, regia di Kim A. Snyder - ANG
I Am Ready, Warden, regia di Smriti Mundhra - FRA
Incident, regia di Bill Morrison
Instruments of a Beating Heart, regia di Ema Ryan Yamazaki
The Only Girl in the Orchestra, regia di Molly O'Brien - FEDE

Miglior cortometraggio
A Lien, regia di Sam e David Cutler-Kreutz
Anuja, regia di Adam J. Graves - FRA
Čovjek koji nije mogao šutjeti, regia di Nebojša Slijepčević
I'm not a Robot, regia di Victoria Warmerdam - ANG
The Last Ranger, regia di Cindy Lee - FEDE

Miglior cortometraggio d'animazione
Amedama, regia di Daisuke Nishio - ANG
Beautiful Men, regia di Nicolas Keppens - FRA
Beurk!, regia di Loïc Espuche
Dar sāye sarv, regia di Hossein Molayemi e Shirin Sohani
Wander to Wonder, regia di Nina Gantz - FEDE


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martedì 25 febbraio 2025

OSCAR 2025. NOMINATION: FILM E REGIA

Le locandine dei candidati per Miglior Film.  



Tutti odiano Emilia Pérez.

Solo per citarne alcuni: conservatori e trumpisti (l'interprete principale è un attore transessuale), liberal e "woke" (l'attore transessuale, in passato, ha espresso commenti razzisti e discriminatori sui social), maestranze (è stata usata l'intelligenza artificiale per il montaggio sonoro), messicani, latino-americani, ispanici (il film, a loro dire, offre un'immagine stereotipata e semplicistica del Messico, i narcotrafficanti sono considerati con una sorta di benevolenza, non sono stati presi in considerazione attori locali e gli attori "ispanici" scelti non sanno parlare bene lo spagnolo), appassionati di musical ("Questo non è un musical!"), detrattori dei musical ("Questo è un musical e i musical fanno schifo"), pubblico americano ("Mai visto un film così brutto!"), pubblico europeo (film troppo furbetto, fatto per piacere negli USA), produttori concorrenti (film costruito a tavolino per ingraziarsi i membri dell'Academy), membri dell'Academy (troppe polemiche intorno ad un titolo che ormai è diventato tossico)...

Il tritacarne mediatico che sta stritolando questo titolo francese da 13 nomination sta riducendo drasticamente le sue possibilità di uscire vincitore dalla Notte delle Stelle.

Chi può approfittare della situazione?

Io sono ancora qui di Walter Salles e The Substance di Coralie Fargeat possono avvalersi delle forti interpretazioni delle proprie protagoniste, rispettivamente Fernanda Torres e la rediviva Demi Moore. Basterà? Noi pensiamo di no (il secondo, poi, è un horror, genere non molto amato dai giurati dell'Academy).

La presenza del misconosciuto Nickel Boys nella top ten probabilmente ha sorpreso gli stessi produttori e regista. Eufemisticamente, non è molto accreditato per la vittoria finale.

Dune - Parte due è una meraviglia per gli occhi, ma dubitiamo fortemente che un film uscito circa un anno fa possa avere ancora una spinta così forte.

Al musical Wicked potrebbe essere fatale l'antipatia social nei confronti della sua protagonista Cynthia Erivo e un uso forse eccessivo degli effetti speciali.

Tra i film rimasti, chi risulta quindi il favorito?

A Complete Unknown è un riuscitissimo biopic su Bob Dylan che meriterebbe premi importanti. Ma il confronto con il più originale I'm not here/Io non sono qui di Todd Haynes potrebbe un po' penalizzarlo. E il Premio Nobel per la letteratura è un genio, sì, ma non è simpatico a tutti...

Conclave è un solido thriller dalla suggestiva ambientazione vaticana e con un cast stellare (Ralph Fiennes, Isabella Rossellini, Stanley Tucci, Sergio Castellitto, John Lithgow). Per molto tempo è stato considerato come il favorito per il premio più prestigioso, ma l'assenza di Edward Berger nella cinquina dei migliori registi lo azzoppa non poco. Senza contare che è un genere di film che normalmente non viene considerato per la statuetta più prestigiosa.

A contendersi i riconoscimenti più importanti potrebbero essere quindi Anora e The Brutalist e i loro registi, Sean Baker e Brady Corbet.

Il primo è forte delle vittorie della Palma d'Oro a Cannes 2024 e dei prestigiosi premi di settore Producers Guild of America Awards e Directors Guild of America Awards, buoni indicatori su chi poi vincerà gli Oscar.

Il secondo si è aggiudicato il premio per la regia alla Mostra di Venezia 2024, ma soprattutto ha trionfato ai recenti Golden Globe.

Sembra profilarsi quindi una sfida a due.

Ma i colpi bassi, i veleni, la politica, i veti incrociati, le antipatie personali... potrebbero sparigliare le carte.

Vincerà il migliore? Chissà...

Miglior film

Anora, regia di Sean Baker

The Brutalist, regia di Brady Corbet

A Complete Unknown, regia di James Mangold

Conclave, regia di Edward Berger

Dune - Parte due (Dune: Part Two), regia di Denis Villeneuve

Emilia Pérez, regia di Jacques Audiard

Io sono ancora qui (Ainda estou aqui), regia di Walter Salles

Nickel Boys, regia di RaMell Ross

The Substance, regia di Coralie Fargeat

Wicked, regia di Jon M. Chu


Miglior regista



Jacques Audiard – Emilia Pérez



Sean Baker – Anora



Brady Corbet – The Brutalist



Coralie Fargeat – The Substance


James Mangold – A Complete Unknown



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lunedì 27 maggio 2024

CANNES 2024. IL DECLINO DEL FESTIVAL (E VENEZIA GONGOLA)

Dall'alto: Sean Baker (a destra) con la Palma d'Oro consegnatali nientemeno che da George Lucas; Lucas abbracciato da Francis Ford Coppola; Selena Gomez (a sinistra) e Zoe Saldana migliori attrici.


Come abbiamo visto sabato, è stato Anora, diretto dal regista americano Sean Baker, ad aggiudicarsi la Palma d'Oro di questo Festival di Cannes.

La pellicola indipendente non era stata neppure contemplata nei pronostici, sicché il verdetto ha spiazzato tutti gli addetti ai lavori e generato una slavina di critiche nei confronti della Giuria e in particolare della presidentessa Greta Gerwig.

L'autrice di Barbie sarà abituata, essendo - ammettiamo di non sapere esattamente perché - una delle persone più malviste ad Hollywood.
Ma di certo questa polemica finale è servita almeno a colorare un po' un'edizione piuttosto anonima.

Molti critici hanno storto il naso anche per le altre assegnazioni: ok premiare il sempre più lanciato Jesse Plemons (lo ricordate ne Il Potere del Cane e in Killers of the Flower Moon?), ma era necessario decretare un quadruplo ex-aequo per la miglior attrice (comprendente Selena Gomez di Spring Breakers e Zoe Saldana dei Guardiani della Galassia)?

Ha causato una certa insoddisfazione anche l'esclusione dal palmarès di Megalopolis di Francis Ford Coppola, opera monumentale che - a prescindere dagli effettivi risultati artistici - è già entrata di diritto nella storia del cinema.
L'anziano autore de Il Padrino, Apocalypse Now e Twixt ci ha lavorato per 40 anni, riscrivendone di continuo il copione e spendendo di tasca propria 120 milioni di dollari.

Una pellicola simile presentata qui (fuori concorso) è stata la prima delle quattro(!) parti di Horizon-An American Saga, l'abnorme epopea western ideata e realizzata da Kevin Costner.
Il quasi settantenne regista di Balla coi Lupi e Terra di Confine era visibilmente commosso per la standing ovation tributatagli alla fine della proiezione.

Ma quest'anno ci sono stati pochi altri highligths.
Tra questi, le Palme d'Oro speciali con cui Cannes ha omaggiato l'inossidabile Meryl Streep, il leggendario George Lucas e il mitico Studio Ghibli di Hayao Miyazaki.

Ma se gli unici premi che accontentano tutti sono quelli alla carriera, è un segno inequivocabile che qualcosa non vada.
Era già successo l'anno scorso, ed è l'ennisima dimostrazione del lento declino del Festival, che negli ultimi anni sembra patire la concorrenza della ben più pimpante Mostra del Cinema di Venezia.

Dal Lido, il direttore artistico Alberto Barbera già gongola, in previsione della kermesse di fine agosto.
Adieu, Cannes 2024.


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domenica 26 maggio 2024

CANNES 2024. I VINCITORI

Meryl Streep con la Palma d'Oro alla carriera. 


A vincere il 77° Festival di Cannes è stato Anora del regista americano Sean Baker.

Solo uno dei tanti colpi di scena che la Giuria, capitanata dalla regista di Barbie Greta Gerwig, ha dispensato in questa edizione.

Intanto che finiamo di scrivere il nostro consueto post di commento, potete leggere qui sotto l'elenco di tutti i premiati!


Palma d'Oro: Anora, regia di Sean Baker (Stati Uniti)

Grand Prix Speciale della Giuria (premio per l'opera più originale o innovativa): All We Imagine as Light, regia di Payal Kapadiya (India)

Prix de la mise en scène (premio per la migliore regia): Grand Tour, regia di Miguel Gomez (Portogallo)

Prix du scénario (premio per la migliore sceneggiatura): Coralie Fargeat per Substance (Regno Unito)

Prix d'interprétation féminine (premio per la migliore attrice): Karla Sofía Gascón, Adriana Paz, Selena Gomez e Zoe Saldana per Emilia Pérez (Francia)

Prix d'interprétation masculine (premio per il migliore attore): Jesse Plemons per Kinds of Kindness (Stati Uniti)

Premio della Giuria: Emilia Pérez, regia di Jacques Audiard (Francia)

Palma d'Oro onoraria: George Lucas, Meryl Streep e lo Studio Ghibli


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lunedì 5 luglio 2021

CANNES 2021. I FILM IN E FUORI CONCORSO





Dall'alto: The French Dispatch di Wes Anderson; Tre Piani di Nanni Moretti; la locandina di Annette di Leos Carax; Flag Day di Sean Penn.


Gradito ritorno, quello del Festival di Cannes.

La kermesse francese, dopo un anno di stop dovuto alla pandemia (o meglio, dopo un'edizione "virtuale" che nei fatti non si è svolta), ci riprova in presenza - forte anche dell'esperienza della rivale Mostra del Cinema di Venezia, che l'anno scorso aveva osato (con successo) aprire al pubblico.

Vedremo se lo spostamento dalla primavera all'estate (a poca dsitanza dalla rassegna italiana) gioverà a Thierry Frémaux & C., che quest'anno presentano un cartellone molto interessante.

Il pezzo da 90 è rappresentato da The French Dispatch, il nuovo attesissimo film di Wes Anderson con un cast da capogiro; ma occhio anche a:

- Annette (con Adam Driver e Marion Cotillard) del discusso Leos Carax, film di apertura;

- Tre Piani del nostro Nanni Moretti, unica pellicola italiana in competizione;

- The Flag Day, di e con Sean Penn;

- Nitram di Justin Kurzel;

- Memoria del thailandese Apichatpong Weerasethakul, con Tilda Swinton;

- Red Rocket di Sean Baker;

- Les Olympiades di Jacques Audiard;

- A Hero di Asghar Farhadi.

Nel variegato programma, poi, troverete pure l'ennesimo capitolo della saga Fast & Furious.

Ma - ehi - nessuno è perfetto.

Scoprite insieme a noi Cannes 2021: noi vi abbiamo segnalato i film che ci interessano maggiormente; voi segnalateci i vostri.



CONCORSO

Annette, regia di Leos Carax (Francia, Germania, Belgio, Giappone, Messico, Svizzera) - film d'apertura - con Marion Cotillard, Adam Driver

Benedetta, regia di Paul Verhoeven (Francia, Paesi Bassi, Belgio), con Charlotte Rampling

Bergman Island, regia di Mia Hansen-Løve (Francia, Germania, Belgio, Svezia, Messico), con Vicky Krieps, Tim Roth, Mia Wasikowska

Doraibu mai kā, regia di Ryūsuke Hamaguchi (Giappone)

A feleségem története, regia di Ildikó Enyedi (Ungheria, Germania, Francia, Italia)

Flag Day, regia di Sean Penn (Stati Uniti d'America), con Sean Penn, Miles Teller, Josh Brolin

La Fracture, regia di Catherine Corsini (Francia)

France, regia di Bruno Dumont (Francia, Germania, Belgio, Italia), con Léa Seydoux

The French Dispatch of the Liberty, Kansas Evening Sun, regia di Wes Anderson (Stati Uniti d'America), con Benicio del Toro, Adrien Brody, Tilda Swinton, Léa Seydoux, Frances McDormand, Timothée Chalamet, Jeffrey Wright, Mathieu Amalric, Bill Murray, Owen Wilson, Liev Schreiber, Edward Norton, Willem Dafoe, Saoirse Ronan, Jason Schwartzman, Anjelica Huston

ha'Derech, regia di Nadav Lapid (Francia, Germania)

Haut et fort, regia di Nabil Ayouch (Francia)

Hytti nro 6, regia di Juho Kuosmanen (Finlandia, Estonia, Germania, Russia)

Les Intranquilles, regia di Joachim Lafosse (Belgio, Lussemburgo, Francia)

Lingui, regia di Mahamat-Saleh Haroun (Ciad)

Memoria, regia di Apichatpong Weerasethakul (Thailandia, Colombia, Regno Unito, Francia, Germania, Messico), con Tilda Swinton

Nitram, regia di Justin Kurzel (Australia), con Judy Davis, Essie Davis, Anthony LaPaglia

Les Olympiades, regia di Jacques Audiard (Francia)

Petrovy v grippe​- Petrov's Flu, regia di Kirill Serebrennikov (Russia, Francia)

Qahremān-A Hero, regia di Asghar Farhadi (Iran)

Red Rocket, regia di Sean Baker (Stati Uniti d'America)

Titane, regia di Julia Ducournau (Francia, Belgio)

Tout s'est bien passé, regia di François Ozon (Francia), con Sophie Marceau, Charlotte Rampling, Hanna Schygulla

Tre piani, regia di Nanni Moretti (Italia, Francia), con Nanni Moretti, Margherita Buy, Riccardo Scamarcio, Alba Rohrwacher, Adriano Giannini, Anna Bonaiuto

Verdens verste menneske-The Worst Person In The World, regia di Joachim Trier (Norvegia, Francia, Danimarca, Svezia)




UN CERTAIN REGARD

After Yang, regia di Kogonada (Stati Uniti d'America)

Blue Bayou, regia di Justin Chon (Stati Uniti d'America)

Bonne Mère, regia di Hafsia Herzi (Francia)

Bağlılık Hasan, regia di Semih Kaplanoğlu (Turchia)

La civil, regia di Teodora Ana Mihai (Romania, Belgio)

Delo, regia di Aleksej Alekseevič German (Russia, Canada, Germania)

Dýrið, regia di Valdimar Jóhansson (Islanda, Svezia, Polonia)

Freda, regia di Gessica Généus (Haiti, Francia, Benin)

Let It Be Morning, regia di Eran Kolirin (Israele, Francia)

Un monde, regia di Laura Wandel (Belgio)

Moneyboys, regia di C. B. Yi (Austria, Francia, Taiwan)

Noche de fuego, regia di Tatiana Huezo Sánchez (Messico, Germania, Brasile, Svizzera)

Razžimaja kulaki, regia di Kira Kovalenko (Russia)

Rehana Maryam Noor, regia di Abdullah Mohammad Saad (Bangladesh)

De uskyldige, regia di Eskil Vogt (Norvegia, Svezia, Danimarca)

Women Do Cry, regia di Mina Mileva e Vesela Kazakova (Bulgaria, Francia)


FUORI CONCORSO

Aline, regia di Valérie Lemercier (Francia, Canada)

BAC Nord, regia di Cédric Jimenez (Francia)

Bisangseon-eon, regia di Han Jae-rim (Corea del Sud)

De son vivant, regia di Emmanuelle Bercot (Francia)

Fast & Furious 9 - The Fast Saga (F9: The Fast Saga), regia di Justin Lin (Stati Uniti d'America), con Vin Diesel, Michelle Rodriguez, Tyrese Gibson, Ludacris, John Cena, Helen Mirren, Charlize Theron, Michael Rooker, Cardi B, Jason Statham

La ragazza di Stillwater (Stillwater), regia di Tom McCarthy (Stati Uniti d'America), con Matt Damon

The Velvet Underground, regia di Todd Haynes – documentario (Stati Uniti d'America)

Where Is Anne Frank?, regia di Ari Folman (Israele, Belgio, Lussemburgo, Paesi Bassi, Francia)


CANNES PREMIERE

Cette musique ne joue pour personne, regia di Samuel Benchetrit (Francia)

Cow, regia di Andrea Arnold – documentario (Regno Unito)

Dangsin eolgul ap-eseo​-In Front of Your Face, regia di Hong Sang-soo (Corea del Sud)

Evolution, regia di Kornél Mundruczó (Ungheria, Germania)

Jane par Charlotte, regia di Charlotte Gainsbourg (Francia)

JFK Revisited: Through the Looking Glass, regia di Oliver Stone – documentario (Stati Uniti d'America)

Mothering Sunday, regia di Eva Husson (Regno Unito), con Olivia Colman, Colin Firth

Serre-moi fort, regia di Mathieu Amalric (Francia), con Vicky Krieps

Tromperie, regia di Arnaud Desplechin (Francia), con Léa Seydoux

Val, regia di Ting Poo e Leo Scott – documentario (Stati Uniti d'America)
Vortex, regia di Gaspar Noé (Argentina, Italia)

Marx può aspettare, regia di Marco Bellocchio - documentario (Italia)


PROIEZIONI SPECIALI

Babyn Yar. Context, regia di Serhij Loznycja – documentario (Ucraina)

O marinheiro das montanhas, regia di Karim Aïnouz (Brasile)

The Year of the Everlasting Storm, regia di Jafar Panahi, Anthony Chen, Malik Vitthal, Laura Poitras, Dominga Sotomayor, David Lowery e Apichatpong Weerasethakul (Stati Uniti d'America)


CORTOMETRAGGI IN CONCORSO

All The Crows in the World, regia di Tang Yi (Hong Kong)

Céu de agosto, regia di Jasmin Tenucci (Brasile, Islanda)

Det er i jorden, regia di Casper Kjeldsen (Danimarca)

Noite turva, regia di Diogo Salgado (Portogallo)

Orthodontics, regia di Mohammadreza Mayghani (Iran)

Pa vend, regia di Samir Karahoda (Kosovo)

The Right Words, regia di Adrian Moyse Dullin (Francia)

Severen Pol, regia di Marija Apcevska (Macedonia del Nord, Serbia)

Sideral, regia di Carlos Segundo (Brasile, Francia)

Xue yun, regia di Wu Lang (Cina)


CINEFONDATION

Bestie wokół nas, regia di Natalia Durszewicz – Scuola nazionale di cinema, televisione e teatro Leon Schiller di Łódź (Polonia)

Bill and Joe Go Duck Hunting, regia di Auden Lincoln-Vogel – Università dell'Iowa (Stati Uniti d'America)

Billy Boy, regia di Sacha Amaral – Universidad Nacional de las Artes (Argentina)

La caída del vencejo, regia di Gonzalo Quincoces – Escuela Superior de Cine y Audiovisuales de Cataluña (Spagna)

Cantareira, regia di Rodrigo Ribeyro – Academia Internacional de Cine (Brasile)

Cicada, regia di Yoon Daewoen – Han-guk Yesul Jonghap Hakgyo (Corea del Sud)

L'Enfant salamandre, regia di Théo Degen – INSAS (Belgio)

Fonica M-120, regia di Olivér Rudolf – Színház- és Filmművészeti Egyetem (Ungheria)

Frida, regia di Aleksandra Odić – Deutsche Film- und Fernsehakademie Berlin (Germania)

Frie mænd, regia di Óskar Kristinn Vignisson – Den Danske Filmskole (Danimarca)

Habikur, regia di Mya Kaplan – Università di Tel Aviv (Israele)

King Max, regia di Adèle Vincenti-Crasson – La Fémis (Francia)

Other Half, regia di Lina Kalcheva – National Film and Television School (Regno Unito)

Oyogeruneko, regia di Huang Menglu – Musashino Art University (Giappone)

Prin oraș circulă scurte povești de dragoste, regia di Carina-Gabriela Dașoveanu – Università nazionale d'arte teatrale e cinematografica I. L. Caragiale (Romania)

Rudé boty, regia di Anna Podskalská – Filmová a televizní fakulta Akademie múzických umění v Praze (Repubblica Ceca)

Saint Android, regia di Lukas von Berg – Filmakademie Baden-Württemberg (Germania)


QUINZAINE DES REALISATEURS

Lungometraggi

A Chiara, regia di Jonas Carpignano (Italia, Francia)

Ali & Ava, regia di Clio Barnard (Regno Unito)

al-Baḥr ʾamāmakum, regia di Ely Dagher (Libano, Francia, Belgio)

Clara Sola, regia di Nathalie Álvarez Mesén (Svezia, Costa Rica, Belgio, Francia, Germania, Stati Uniti d'America)

De bas étage, regia di Yassine Qnia (Francia)

Diários de Otsoga, regia di Miguel Gomes e Maureen Fazendeiro (Brasile, Portogallo)

El empleado y el patrón, regia di Manolo Nieto (Uruguay, Argentina, Brasile, Francia)

Entre les vagues, regia di Anaïs Volpé (Francia)

Europa, regia di Haider Rashid (Italia)

Futura, regia di Pietro Marcello, Alice Rohrwacher e Francesco Munzi (Italia)

Jādde qāki, regia di Panah Panahi (Iran)

Întregalde, regia di Radu Muntean (Romania)

Luaneshat e Kodrës, regia di Luàna Bajrami (Kosovo, Francia)

Les Magnétiques, regia di Vincent Maël Cardona (Francia)

Medusa, regia di Anita Rocha da Silveira (Brasile)

Mon légionnaire, regia di Rachel Lang (Francia, Belgio)

Murina, regia di Antoneta Alamat Kusijanović (Croazia, Stati Uniti d'America, Brasile, Slovenia)

Neptune Frost, regia di Saul Williams e Anisia Uzeyman (Stati Uniti d'America)

A Night Of Knowing Nothing, regia di Payal Kapadia (India)

Ouistreham, regia di Emmanuel Carrère (Francia)

Re Granchio, regia di Alessio Rigo de Righi e Matteo Zoppis (Italia, Francia, Argentina)

Retour à Reims, regia di Jean-Gabriel Périot (Francia)

The Souvenir: Part II, regia di Joanna Hogg (Irlanda, Regno Unito)

Yǒng'ān zhèn gùshì jí, regia di Shujun Wei (Cina)


Cortometraggi

Anxious Body, regia di Yoriko Mizushiri (Giappone, Francia)

El espacio sideral, regia di Sebastián Schjaer

The Parents' Room, regia di Diego Marcon (Italia)

Simone est partie, regia di Mathilde Chavanne (Francia)

Sycorax, regia di Lois Patiño e Matías Piñeiro

Train Again, regia di Peter Tscherkassky (Austria)

The Vandal, regia di Eddie Alcazar (Stati Uniti d'America)

When Night Meets Dawn, regia di Andreea Cristina Borțun (Romania, Francia, Slovenia)

The Windshield Wiper, regia di Alberto Mielgo (Stati Uniti d'America)



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