CINEMA A BOMBA!

lunedì 26 gennaio 2026

THE RIP, DAMON E AFFLECK GIOCANO A GUARDIE E LADRI

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2026
113'
Regia: Joe Carnahan
Interpreti: Matt Damon, Ben Affleck, Sasha Calle, Catalina Sandino Moreno, Teyana Taylor, Steven Yeun, Kyle Chandler, Lina Esco, Scott Adkins, Néstor Carbonell.


Miami. A seguito dell'omicidio di una collega, una squadra di poliziotti specializzata nel recupero di soldi sporchi (il titolo è il termine gergale per questo tipo di operazioni), guidata dal tenente Dumars (Damon) e dal sergente Byrne (Affleck), riceve una soffiata anonima.

In una casa semiabbandonata di un quartiere periferico gli agenti trovano, nascosto in una soffitta, molto più denaro di quel che avevano previsto: 20 milioni di dollari in contanti anziché qualche centinaia di migliaia.

Qualcosa non quadra e i nostri dovranno decidere in fretta che cosa fare, mentre tra di loro nascono sospetti reciproci e il timore che chiunque abbia messo lì quei soldi tornerà presto a difenderli, con ogni mezzo...


Netflix non è famosa per la qualità dei propri lungometraggi original, ma fa piacere che ogni tanto ci sia un'eccezione.
The Rip ha la stoffa di una produzione da grande schermo ed è il miglior poliziesco degli ultimi anni.

Scritto e diretto da Joe Carnahan, manierista che tempo fa aveva cercato di accreditarsi come un Guy Ritchie americano (Smokin' Aces) e che ora sembra aver preso a modello David Ayer, il film ha la struttura di un mystery.

Oltre ad aver sviluppato un intreccio credibile con colpi di scena verosimili (non è poco), il regista ha il merito di mantenere un senso di tensione costante lasciando spazio all'azione praticamente solo alla fine, con un inseguimento e una lunga sparatoria quasi da antologia.

Ma il valore principale dell'opera è rappresentato dall'apporto degli attori, specie la coppia protagonista.
Damon e Affleck, migliori amici da sempre anche nella vita e co-produttori, devono essersi divertiti un mondo a interpretare dei personaggi che sembrano una versione invecchiata e alternativa di quelli di Will Hunting.

È interessante osservare il diverso approccio recitativo dei due: tanto riflessivo e pacato il divo di The Martian, quanto muscolare e sopra le righe l'ex Batman.

Tra le seconde file si distingue il trio femminile composto da Calle (molto più efficace qui che come Supergirl in The Flash), Sandino Moreno (già in A Most Violent Year) e Taylor (fresca del Golden Globe per Una Battaglia dopo l'Altra), ma occhio anche a Chandler (quello di Godzilla II).

The Rip è un'opera che sarebbe piaciuta a William Friedkin, ispirata ad una storia vera (il vero poliziotto su cui è basato il protagonista figura come consulente e fa un cammeo) e altamente consigliata agli appassionati del genere.
Peccato solo non averla vista al cinema.


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venerdì 1 settembre 2023

OPPENHEIMER, IL DISTRUTTORE DI MONDI

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 



USA/Regno Unito, 2023
180'
Regia: Christopher Nolan
Interpreti: Cillian Murphy, Robert Downey Jr., Emily Blunt, Matt Damon, Florence Pugh, Jason Clarke, Josh Hartnett, Casey Affleck, Kenneth Branagh, Gary Oldman, Rami Malek, Benny Safdie, Dane DeHaan, Alden Ehrenreich, Matthew Modine


Nel 1942, nel pieno della Seconda Guerra Mondiale, il generale statunitense Leslie Groves (Damon) convince il fisico quantistico Robert Oppenheimer (Murphy) a coordinare un gruppo di brillanti scienziati al fine di battere sul tempo la Germania nazista nella costruzione della bomba atomica.

Il cosiddetto Progetto Manhattan avrà successo e nell'agosto 1945 la nuova arma dimostrerà tutta la sua potenza distruttiva contro le città di Hiroshima e Nagasaki.

Come il professore presto constaterà, ciò non porterà ad una pace duratura, bensì ad un mondo nuovo costantemente minacciato dalla catastrofe nucleare e ad un nuovo scontro - questa volta contro l'Unione Sovietica, la cosiddetta Guerra Fredda - che lo coinvolgerà direttamente.



Christopher Nolan mette alla sbarra il padre della bomba atomica.

Il regista della trilogia del Cavaliere Oscuro e di opere che ormai sono diventate dei veri e propri classici, come Inception, Interstellar, Dunkirk, Tenet usa l'espediente del film giudiziario per imbastire la sua prima biografia.

Il padre della bomba atomica, successivamente alla fine del conflitto mondiale, si era infatti scontrato con il potente presidente della Commissione per l'energia atomica degli Stati Uniti, Lewis Strauss (interpretato qui da Robert Downey Jr.), che aveva orchestrato una serie di udienze - un vero e proprio processo farsa - per delegittimarlo agli occhi dell'opinione pubblica con il pretesto di passate simpatie e frequentazioni comuniste.

Tali udienze avevano portato alla revoca dell'autorizzazione di sicurezza per lo scienziato - cioè lo estromisero dall'accesso ai laboratori governativi e ai dati relativi alla bomba che aveva contribuito a creare - e praticamente gli compromisero la carriera.

Nolan ricostruisce la vicenda del fisico e la sua personalità giocando con i piani temporali e i rimandi sparsi nel flusso della narrazione e ne mostra i dilemmi.

Ma non lo assolve: Oppenheimer era conscio delle conseguenze che le sue azioni avrebbero avuto, ma non si è fermato; salvo poi pentirsene amaramente, sì, ma tardivamente.

"Ora sono diventato Morte, il distruttore di mondi" afferma ad un certo punto lo scienziato citando un testo sacro dell'induismo, in riferimento al risultato dei suoi studi - parole che riecheggiano nel cupo e pessimista finale che quasi fa di questo film un prequel "serio" di quel capolavoro che è Il Dottor Stranamore di Stanley Kubrick.

Ma ciò si potrebbe applicare anche ai rapporti con la sua giovane fiamma (Florence Pugh, nota al grande pubblico soprattutto per il ruolo in Black Widow, si conferma attrice ricca di sfumature) e con la moglie (una spigolosa Emily Blunt), vittime più o meno inconsapevoli di un uomo dedito al lavoro ma anche contraddittorio.

Tuttavia il dipanarsi della trama mostra in fondo che il vero nucleo della narrazione è il confronto tra Oppenheimer e Strauss: geniale il primo, invidioso e vendicativo il secondo; clamorosamente i due ricordano Mozart e Salieri nell'indimenticabile Amadeus di Miloš Forman.

Si studiano, si sfidano, non si capiscono - ed entrambi cadono, con esiti diversi.

Straordinari Cillian Murphy e Robert Downey Jr. (a proposito, un consiglio: nelle loro filmografie non limitatevi, rispettivamente, alla serie Tv Peaky Blinders o ai film con Nolan, e ad Iron Man & C.) nel rendere la complessità dei personaggi con rigore e credibilità.

Insomma, altro che semplice biografia: Oppenheimer è solo apparentemente il film più lineare e meno cervellotico del regista, ma porta a riflessioni, interrogativi, interpretazioni diverse.

E' un film accurato, ben diretto, con un cast eccezionale, con ottimi contributi tecnici (la fotografia di Hoyte van Hoytema, gli effetti speciali di Scott Fisher e Andrew Jackson, la colonna sonora di Ludwig Göransson su tutti), che non fa pesare le sue tre ore di durata.

E' potente e ricco di spunti e suggestioni.

E' un monito ad un'umanità sempre più sull'orlo del baratro.

Insomma, è... una vera bomba!


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lunedì 5 luglio 2021

CANNES 2021. I FILM IN E FUORI CONCORSO





Dall'alto: The French Dispatch di Wes Anderson; Tre Piani di Nanni Moretti; la locandina di Annette di Leos Carax; Flag Day di Sean Penn.


Gradito ritorno, quello del Festival di Cannes.

La kermesse francese, dopo un anno di stop dovuto alla pandemia (o meglio, dopo un'edizione "virtuale" che nei fatti non si è svolta), ci riprova in presenza - forte anche dell'esperienza della rivale Mostra del Cinema di Venezia, che l'anno scorso aveva osato (con successo) aprire al pubblico.

Vedremo se lo spostamento dalla primavera all'estate (a poca dsitanza dalla rassegna italiana) gioverà a Thierry Frémaux & C., che quest'anno presentano un cartellone molto interessante.

Il pezzo da 90 è rappresentato da The French Dispatch, il nuovo attesissimo film di Wes Anderson con un cast da capogiro; ma occhio anche a:

- Annette (con Adam Driver e Marion Cotillard) del discusso Leos Carax, film di apertura;

- Tre Piani del nostro Nanni Moretti, unica pellicola italiana in competizione;

- The Flag Day, di e con Sean Penn;

- Nitram di Justin Kurzel;

- Memoria del thailandese Apichatpong Weerasethakul, con Tilda Swinton;

- Red Rocket di Sean Baker;

- Les Olympiades di Jacques Audiard;

- A Hero di Asghar Farhadi.

Nel variegato programma, poi, troverete pure l'ennesimo capitolo della saga Fast & Furious.

Ma - ehi - nessuno è perfetto.

Scoprite insieme a noi Cannes 2021: noi vi abbiamo segnalato i film che ci interessano maggiormente; voi segnalateci i vostri.



CONCORSO

Annette, regia di Leos Carax (Francia, Germania, Belgio, Giappone, Messico, Svizzera) - film d'apertura - con Marion Cotillard, Adam Driver

Benedetta, regia di Paul Verhoeven (Francia, Paesi Bassi, Belgio), con Charlotte Rampling

Bergman Island, regia di Mia Hansen-Løve (Francia, Germania, Belgio, Svezia, Messico), con Vicky Krieps, Tim Roth, Mia Wasikowska

Doraibu mai kā, regia di Ryūsuke Hamaguchi (Giappone)

A feleségem története, regia di Ildikó Enyedi (Ungheria, Germania, Francia, Italia)

Flag Day, regia di Sean Penn (Stati Uniti d'America), con Sean Penn, Miles Teller, Josh Brolin

La Fracture, regia di Catherine Corsini (Francia)

France, regia di Bruno Dumont (Francia, Germania, Belgio, Italia), con Léa Seydoux

The French Dispatch of the Liberty, Kansas Evening Sun, regia di Wes Anderson (Stati Uniti d'America), con Benicio del Toro, Adrien Brody, Tilda Swinton, Léa Seydoux, Frances McDormand, Timothée Chalamet, Jeffrey Wright, Mathieu Amalric, Bill Murray, Owen Wilson, Liev Schreiber, Edward Norton, Willem Dafoe, Saoirse Ronan, Jason Schwartzman, Anjelica Huston

ha'Derech, regia di Nadav Lapid (Francia, Germania)

Haut et fort, regia di Nabil Ayouch (Francia)

Hytti nro 6, regia di Juho Kuosmanen (Finlandia, Estonia, Germania, Russia)

Les Intranquilles, regia di Joachim Lafosse (Belgio, Lussemburgo, Francia)

Lingui, regia di Mahamat-Saleh Haroun (Ciad)

Memoria, regia di Apichatpong Weerasethakul (Thailandia, Colombia, Regno Unito, Francia, Germania, Messico), con Tilda Swinton

Nitram, regia di Justin Kurzel (Australia), con Judy Davis, Essie Davis, Anthony LaPaglia

Les Olympiades, regia di Jacques Audiard (Francia)

Petrovy v grippe​- Petrov's Flu, regia di Kirill Serebrennikov (Russia, Francia)

Qahremān-A Hero, regia di Asghar Farhadi (Iran)

Red Rocket, regia di Sean Baker (Stati Uniti d'America)

Titane, regia di Julia Ducournau (Francia, Belgio)

Tout s'est bien passé, regia di François Ozon (Francia), con Sophie Marceau, Charlotte Rampling, Hanna Schygulla

Tre piani, regia di Nanni Moretti (Italia, Francia), con Nanni Moretti, Margherita Buy, Riccardo Scamarcio, Alba Rohrwacher, Adriano Giannini, Anna Bonaiuto

Verdens verste menneske-The Worst Person In The World, regia di Joachim Trier (Norvegia, Francia, Danimarca, Svezia)




UN CERTAIN REGARD

After Yang, regia di Kogonada (Stati Uniti d'America)

Blue Bayou, regia di Justin Chon (Stati Uniti d'America)

Bonne Mère, regia di Hafsia Herzi (Francia)

Bağlılık Hasan, regia di Semih Kaplanoğlu (Turchia)

La civil, regia di Teodora Ana Mihai (Romania, Belgio)

Delo, regia di Aleksej Alekseevič German (Russia, Canada, Germania)

Dýrið, regia di Valdimar Jóhansson (Islanda, Svezia, Polonia)

Freda, regia di Gessica Généus (Haiti, Francia, Benin)

Let It Be Morning, regia di Eran Kolirin (Israele, Francia)

Un monde, regia di Laura Wandel (Belgio)

Moneyboys, regia di C. B. Yi (Austria, Francia, Taiwan)

Noche de fuego, regia di Tatiana Huezo Sánchez (Messico, Germania, Brasile, Svizzera)

Razžimaja kulaki, regia di Kira Kovalenko (Russia)

Rehana Maryam Noor, regia di Abdullah Mohammad Saad (Bangladesh)

De uskyldige, regia di Eskil Vogt (Norvegia, Svezia, Danimarca)

Women Do Cry, regia di Mina Mileva e Vesela Kazakova (Bulgaria, Francia)


FUORI CONCORSO

Aline, regia di Valérie Lemercier (Francia, Canada)

BAC Nord, regia di Cédric Jimenez (Francia)

Bisangseon-eon, regia di Han Jae-rim (Corea del Sud)

De son vivant, regia di Emmanuelle Bercot (Francia)

Fast & Furious 9 - The Fast Saga (F9: The Fast Saga), regia di Justin Lin (Stati Uniti d'America), con Vin Diesel, Michelle Rodriguez, Tyrese Gibson, Ludacris, John Cena, Helen Mirren, Charlize Theron, Michael Rooker, Cardi B, Jason Statham

La ragazza di Stillwater (Stillwater), regia di Tom McCarthy (Stati Uniti d'America), con Matt Damon

The Velvet Underground, regia di Todd Haynes – documentario (Stati Uniti d'America)

Where Is Anne Frank?, regia di Ari Folman (Israele, Belgio, Lussemburgo, Paesi Bassi, Francia)


CANNES PREMIERE

Cette musique ne joue pour personne, regia di Samuel Benchetrit (Francia)

Cow, regia di Andrea Arnold – documentario (Regno Unito)

Dangsin eolgul ap-eseo​-In Front of Your Face, regia di Hong Sang-soo (Corea del Sud)

Evolution, regia di Kornél Mundruczó (Ungheria, Germania)

Jane par Charlotte, regia di Charlotte Gainsbourg (Francia)

JFK Revisited: Through the Looking Glass, regia di Oliver Stone – documentario (Stati Uniti d'America)

Mothering Sunday, regia di Eva Husson (Regno Unito), con Olivia Colman, Colin Firth

Serre-moi fort, regia di Mathieu Amalric (Francia), con Vicky Krieps

Tromperie, regia di Arnaud Desplechin (Francia), con Léa Seydoux

Val, regia di Ting Poo e Leo Scott – documentario (Stati Uniti d'America)
Vortex, regia di Gaspar Noé (Argentina, Italia)

Marx può aspettare, regia di Marco Bellocchio - documentario (Italia)


PROIEZIONI SPECIALI

Babyn Yar. Context, regia di Serhij Loznycja – documentario (Ucraina)

O marinheiro das montanhas, regia di Karim Aïnouz (Brasile)

The Year of the Everlasting Storm, regia di Jafar Panahi, Anthony Chen, Malik Vitthal, Laura Poitras, Dominga Sotomayor, David Lowery e Apichatpong Weerasethakul (Stati Uniti d'America)


CORTOMETRAGGI IN CONCORSO

All The Crows in the World, regia di Tang Yi (Hong Kong)

Céu de agosto, regia di Jasmin Tenucci (Brasile, Islanda)

Det er i jorden, regia di Casper Kjeldsen (Danimarca)

Noite turva, regia di Diogo Salgado (Portogallo)

Orthodontics, regia di Mohammadreza Mayghani (Iran)

Pa vend, regia di Samir Karahoda (Kosovo)

The Right Words, regia di Adrian Moyse Dullin (Francia)

Severen Pol, regia di Marija Apcevska (Macedonia del Nord, Serbia)

Sideral, regia di Carlos Segundo (Brasile, Francia)

Xue yun, regia di Wu Lang (Cina)


CINEFONDATION

Bestie wokół nas, regia di Natalia Durszewicz – Scuola nazionale di cinema, televisione e teatro Leon Schiller di Łódź (Polonia)

Bill and Joe Go Duck Hunting, regia di Auden Lincoln-Vogel – Università dell'Iowa (Stati Uniti d'America)

Billy Boy, regia di Sacha Amaral – Universidad Nacional de las Artes (Argentina)

La caída del vencejo, regia di Gonzalo Quincoces – Escuela Superior de Cine y Audiovisuales de Cataluña (Spagna)

Cantareira, regia di Rodrigo Ribeyro – Academia Internacional de Cine (Brasile)

Cicada, regia di Yoon Daewoen – Han-guk Yesul Jonghap Hakgyo (Corea del Sud)

L'Enfant salamandre, regia di Théo Degen – INSAS (Belgio)

Fonica M-120, regia di Olivér Rudolf – Színház- és Filmművészeti Egyetem (Ungheria)

Frida, regia di Aleksandra Odić – Deutsche Film- und Fernsehakademie Berlin (Germania)

Frie mænd, regia di Óskar Kristinn Vignisson – Den Danske Filmskole (Danimarca)

Habikur, regia di Mya Kaplan – Università di Tel Aviv (Israele)

King Max, regia di Adèle Vincenti-Crasson – La Fémis (Francia)

Other Half, regia di Lina Kalcheva – National Film and Television School (Regno Unito)

Oyogeruneko, regia di Huang Menglu – Musashino Art University (Giappone)

Prin oraș circulă scurte povești de dragoste, regia di Carina-Gabriela Dașoveanu – Università nazionale d'arte teatrale e cinematografica I. L. Caragiale (Romania)

Rudé boty, regia di Anna Podskalská – Filmová a televizní fakulta Akademie múzických umění v Praze (Repubblica Ceca)

Saint Android, regia di Lukas von Berg – Filmakademie Baden-Württemberg (Germania)


QUINZAINE DES REALISATEURS

Lungometraggi

A Chiara, regia di Jonas Carpignano (Italia, Francia)

Ali & Ava, regia di Clio Barnard (Regno Unito)

al-Baḥr ʾamāmakum, regia di Ely Dagher (Libano, Francia, Belgio)

Clara Sola, regia di Nathalie Álvarez Mesén (Svezia, Costa Rica, Belgio, Francia, Germania, Stati Uniti d'America)

De bas étage, regia di Yassine Qnia (Francia)

Diários de Otsoga, regia di Miguel Gomes e Maureen Fazendeiro (Brasile, Portogallo)

El empleado y el patrón, regia di Manolo Nieto (Uruguay, Argentina, Brasile, Francia)

Entre les vagues, regia di Anaïs Volpé (Francia)

Europa, regia di Haider Rashid (Italia)

Futura, regia di Pietro Marcello, Alice Rohrwacher e Francesco Munzi (Italia)

Jādde qāki, regia di Panah Panahi (Iran)

Întregalde, regia di Radu Muntean (Romania)

Luaneshat e Kodrës, regia di Luàna Bajrami (Kosovo, Francia)

Les Magnétiques, regia di Vincent Maël Cardona (Francia)

Medusa, regia di Anita Rocha da Silveira (Brasile)

Mon légionnaire, regia di Rachel Lang (Francia, Belgio)

Murina, regia di Antoneta Alamat Kusijanović (Croazia, Stati Uniti d'America, Brasile, Slovenia)

Neptune Frost, regia di Saul Williams e Anisia Uzeyman (Stati Uniti d'America)

A Night Of Knowing Nothing, regia di Payal Kapadia (India)

Ouistreham, regia di Emmanuel Carrère (Francia)

Re Granchio, regia di Alessio Rigo de Righi e Matteo Zoppis (Italia, Francia, Argentina)

Retour à Reims, regia di Jean-Gabriel Périot (Francia)

The Souvenir: Part II, regia di Joanna Hogg (Irlanda, Regno Unito)

Yǒng'ān zhèn gùshì jí, regia di Shujun Wei (Cina)


Cortometraggi

Anxious Body, regia di Yoriko Mizushiri (Giappone, Francia)

El espacio sideral, regia di Sebastián Schjaer

The Parents' Room, regia di Diego Marcon (Italia)

Simone est partie, regia di Mathilde Chavanne (Francia)

Sycorax, regia di Lois Patiño e Matías Piñeiro

Train Again, regia di Peter Tscherkassky (Austria)

The Vandal, regia di Eddie Alcazar (Stati Uniti d'America)

When Night Meets Dawn, regia di Andreea Cristina Borțun (Romania, Francia, Slovenia)

The Windshield Wiper, regia di Alberto Mielgo (Stati Uniti d'America)



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martedì 31 marzo 2020

GLI INEDITI: JAY & SILENT BOB REBOOT, I FILOSOFI DELLO SPACCIO COLPISCONO ANCORA

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2019
105'
Regia: Kevin Smith
Interpreti: Kevin Smith, Jason Mewes, Harley-Quinn Smith, Jason Lee, Brian O'Halloran, Shannon Elizabeth, Rosario Dawson, Joey Lauren Adams, Jennifer Schwalbach Smith, Justin Long, Joe Manganiello, Donnell Rawlings, Chris Wood, Method Man, Redman, Ralph Garman, Melissa Benoist, Val Kilmer, Jason Biggs, James Van Der Beek, Tommy Chong, Chris Hemsworth, Ben Affleck, Matt Damon, Stan Lee (non accreditato).


Il loquace Jay (Mewes) e il taciturno Silent Bob (K. Smith) vengono arrestati per spaccio davanti al Quick Stop, l'emporio fuori dal quale praticamente vivono.

Durante il processo per direttissima scoprono che a Hollywood il regista Kevin Smith (lo stesso K. Smith, ovviamente) sta girando il reboot di una pellicola ispirata a loro.

Il duo parte per Los Angeles con l'obiettivo di fermare le riprese del film, ma lungo il tragitto incontra svariati personaggi, tra cui Millennium (H.Q. Smith), figlia adolescente di Jay che questi non sapeva di avere...






Per chi non lo sapesse, Kevin Smith è stato - insieme a Quentin Tarantino, Robert Rodríguez e Richard Linklater - uno dei cineasti di maggior impatto nel cinema indipendente degli anni 90.

La sua parabola è stata tipicamente hollywoodiana: il successo da un giorno all'altro (prima dell'acclamato esordio con Clerks era un semplice commesso), la crisi personale che gli ha quasi rovinato la carriera (vedi Red State e dintorni), infine la lenta rinascita.

Fumettista (ha scritto ad esempio per DareDevil e Green Arrow), stand-up comedian, critico cinematografico, podcaster indefesso, opinionista onnivoro e instancabile presenzialista, negli ultimi 2 anni il nostro è pure sopravvissuto a un infarto che lo ha quasi ucciso, è diventato vegano ed è dimagrito considerevolmente.

La brutta esperienza deve avergli acceso una lampadina: la vita è breve, meglio passarla facendo ciò che amo, è il momento di ridare vita ai personaggi che mi hanno reso famoso (e che i fan richiedono a gran voce).

Ecco allora il settimo capitolo dell'Askewniverse (l'universo interconnesso dei film con Jay e Silent Bob), a 13 anni di distanza dal precedente (Clerks II) e a 25 anni dal primo (Clerks).






La rentrée dei due spacciatori filosofi era stata anticipata dalle fugaci apparizioni in un episodio di The Flash e nel videoclip I'm Upset, ma il loro vero ritorno è questo, una sorta di rifacimento aggiornato di Jay & Silent Bob Strike Back, quinto capitolo della serie uscito nel 2001.

E il concetto di reboot è uno dei tormentoni della pellicola, che non lesina frecciate né a se stessa né all'industria di Hollywood, così cronicamente a corto di idee da dover ricorrere spesso e volentieri al riciclo (la differenza tra reboot e remake viene spiegata bene e in modo assai divertente dall'ex skater Jason Lee in una delle scene migliori).

Il film - inedito nella sale italiane, ma reperibile in home video - sfoggia il consueto umorismo crudo di Kevin Smith, ma concede qualche momento genuinamente esilarante e almeno una sequenza che non è eccessivo definire commovente (il monologo del 2 volte premio Oscar Ben "Batman" Affleck sulla paternità).

Peccato solo che più che con una trama, qui si abbia a che fare semmai con una sequela di sketch studiata per veicolare diverse comparsate eccellenti, alcune francamente gratuite (quelle di Matt Damon e Chris Hemsworth, ad esempio).

Eppure l'abbondanza di cammei è, paradossalmente, uno dei punti di forza della pellicola: scovarli tutti è una delizia per gli appassionati del regista e un ilare svago per il cinefilo medio.






Ci sono: Brian O'Halloran da Clerks e Clerks II, Jason Lee da Mallrats, Ben Affleck e Joey Lauren Adams da In Cerca di Amy, Matt Damon da Dogma, Shannon Elizabeth da Jay & Silent Bob Strike Back.
Ma anche: Donnell Rawlings e Ralph Garman di Hollyweed, Melissa Benoist e Chris Wood di Supergirl, Harley-Quinn Smith e Jennifer Schwalbach Smith (figlia e moglie del regista) di Yoga Hosers.

In più, compaiono: Tommy Chong (metà del duo Cheech & Chong), Joe Manganiello (Deathstroke in Justice League), Val Kilmer (Batman Forever, Twixt), Chris "Thor" Hemsworth e infine il compianto Stan Lee.

Proprio "The Man", già protagonista per Kev del bellissimo cortometraggio Cameo School, appare brevemente durante i titoli di coda, ed è uno dei momenti più spassosi e accorati del film.

Tra ripetute - e un po' compiaciute - autocitazioni e ammiccamenti più o meno diretti (la trasformazione di Silent Bob in Iron Bob nel climax è un chiaro e affettuoso omaggio ad Iron Man), Jay & Silent Bob Reboot ha il grande merito di non prendersi sul serio: è un divertissement senza pretese, un ideale abbraccio ai fan di stretta osservanza.

Il saluto pare un addio, tutto alla fine odora di capitolo conclusivo, ma forse non sarà così.
Clerks 3 e Mallrats 2, prima annunciati e poi cancellati, sembrano essere di nuovo in cantiere.

Per tacere di Moose Jaws ("Come Lo Squalo, ma con un alce", lo ha descritto il regista), commedia-horror che dovrebbe far collidere l'universo di Jay e Silent Bob con quello di Yoga Hosers.

Il mondo del cinema geek è avvertito: i personaggi creati da Kevin Smith non sono ancora pronti per la pensione.




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domenica 27 maggio 2018

DEADPOOL 2, ARLECCHINO MUTANTE (E SGUAIATO)

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2018
119'
Regia: David Leitch
Interpreti: Ryan Reynolds, Josh Brolin, Julian Dennison, Morena Baccarin, Zazie Beetz, T.J. Miller, Matt Damon, Brad Pitt, Eddie Marsan, Terry Crews, Bill Skarsgård, Rob Delaney


Deadpool (Reynolds), in seguito ad un dramma, decide di farla finita: si fa esplodere nel suo appartamento, ma non riesce a morire.

Viene raccolto dall'uomo d'acciaio Colosso e portato nella sede degli X-Men, nella speranza che possa entrare nel gruppo.

Chiamato a fronteggiare la sua prima esperienza - un orfano mutante adolescente (Dennison) ha il potere di bruciare tutto ciò che vuole e decide di utilizzarlo contro il direttore e il personale della struttura che lo ospita - egli però finirà per farsi arrestare insieme al ragazzo.

Nella galera che li tiene imprigionati fa però irruzione Cable (Brolin), un killer venuto dal futuro intenzionato a uccidere il giovane.






Volgare, violento, irriverente, politicamente scorretto (ma senza esagerare: minoranze e omosessuali sono risparmiati in modo un po' ruffiano): è tornato Deadpool, il personaggio creato dai fumettisti Fabian Nicieza e Rob Liefeld!

Questa volta l'improbabile supereroe si accompagna con X-Force, una scalcagnata banda di mutanti dai poteri non così straordinari: la sexy Domino (Beetz), che ha la caratteristica di essere super fortunata; Bedlam (Crews), capace di intervenire sui campi magnetici; Shatterstar, che pensa di essere migliore di tutti (mah...); Zeitgeist (Skarsgård, il protagonista dell'ultimo It), che vomita un liquido corrosivo; Svanitore (buffo cammeo di Brad Pitt), una sorta di uomo invisibile; Peter, un normale uomo di mezza età.

Non vi diremo come andrà a finire; ma anticipiamo soltanto che gli X-Men, ai quali X-Force fa riferimento, sono decisamente un'altra cosa.

Aumentano quindi i comprimari, ma non cambia la sostanza di questo film scacciapensieri, senza alcuna ambizione autoriale (vedi Logan, che recensiremo a breve) o epica ( Avengers:Infinity War non è distante solo per il budget).

Sostanza, in realtà, ce n'è ben poca: il prodotto è pensato con il solo scopo di intrattenere il pubblico.

E ci riesce, nonostante le trappole che un seguito generalmente porta con sé: ripetere il successo di un precedente non è mai troppo facile, soprattutto perché viene a mancare l'effetto novità.

Evitati gli eccessi, per esempio, di Scemo & + Scemo 2 - che nell'esagerare situazioni e battute ha finito per risultare grottesco e patetico -, Deadpool 2 ha risolto il problema nella continuità con il capostipite (soluzione già adottata con successo per Guardiani della Galassia Vol. 2).

Certo, la natura del personaggio aiuta, strabordante com'è anche al di fuori dello schermo - è molto presente, oltre che (ovviamente) nei fumetti, anche in meme, video demenziali (il cortometraggio No Good Dead, ma non solo), social network...

Bisogna pure ammettere che, nel pur affollato universo Marvel, questo Arlecchino mutante - meno colorato, ma non meno irridente e beffardo - è riuscito a ritagliarsi un proprio spazio con esuberanza e con numeri da grand guignol e un po' grossolani e sguaiati (il modo in cui viene affrontato il super cattivo Juggernaut/Fenomeno è più degno di Porky's che di un film Marvel).

D'altra parte il divieto imposto negli USA ai minori di 17 anni non accompagnati da adulti (ma in Italia non è stato vietato) la dice lunga sul fatto che questa pellicola non è propriamente adatta alle famiglie.

Ciononostante, gli incassi negli States e nel resto del mondo sono finora abbastanza buoni, sebbene gli introiti iniziali siano risultati un po' minori di quanto ci si aspettava.

Anche perché il film fa ridere e diverte - certi momenti di ironia e autoironia sono spassosi (si veda per esempio una delle scene post-credit con protagonista Ryan Reynolds nella parte di se stesso) - e conta su avvincenti scene d'azione volutamente inverosimili e iperboliche che esaltano la buffoneria istrionica del protagonista.

L'introduzione poi del personaggio di Cable - incisivo, Josh Brolin! - è azzeccata e potrebbe portare a sviluppi interessanti, in prospettiva.

Insomma, non aspettatevi da Deadpool 2 un capolavoro o un film indimenticabile.
E se avete gusti raffinati in fatto di cinema... ehm... beh...

Ma Deadpool è fatto così.
Come si fa a non amarlo?




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mercoledì 30 agosto 2017

VENEZIA 2017. LA CORSA AGLI OSCAR PARTE DAL LIDO

La locandina della 74a Mostra d'Arte Cinematografica di Venezia. 



La 74a edizione della Mostra di Venezia ( qui il programma completo) resterà negli annali come, recentemente, quelle del 2011 e 2016?

Ovviamente lo sapremo a kermesse finita, ma non possiamo non notare che le grandi major di Hollywood già da qualche anno puntino molto - e con successo - su una presenza al Lido per misurare le proprie ambizioni in vista della lunga stagione dei premi cinematografici che culminerà con la Notte degli Oscar.

Pensate a Gravity, vincitore morale degli Oscar 2014; Birdman, trionfatore nel 2015; Il Caso Spotlight, sorpresa del 2016; La La Land, grande sconfitto quest'anno.

Tutti passati per la Laguna.
E - tranne il film con Michael Keaton nel ruolo di giornalista - tutti presentati in apertura di Mostra.

Quest'anno, l'onore di aprire la rassegna è toccato a Downsizing con Matt Damon, Kristen Wiig, Christoph Waltz, Alec Baldwin, Neil Patrick Harris, prima incursione nella fantascienza (satirica) di Alexander Payne - per capirci, è la storia di un uomo che si presta a sottoporsi assieme alla moglie ad un processo di rimpicciolimento per risparmiare le risorse del pianeta; purtroppo per lui, la consorte si tirerà indietro all'ultimo minuto e...

Il cineasta è un habitué degli Oscar: ne ha vinti due per la sceneggiatura originale (per Sideways nel 2005 e per Paradiso Amaro nel 2012) ed è a quota 7 nomination personali finora - di cui una per il miglior film (Paradiso Amaro) e tre per la migliore regia (Sideways, di nuovo Paradiso Amaro e Nebraska nel 2014).

Insomma, stiamo parlando di uno degli autori più apprezzati degli ultimi anni.
Ma non è l'unico presente alla Mostra.






George Clooney non ha bisogno di presentazioni.
Ritorna quest'anno come regista dopo le acclamazioni ricevute nel 2011 per il suo Le Idi di Marzo con Suburbicon - commedia nera che ha al centro una famiglia alle prese con la violenza di una piccola comunità solo apparentemente rispettabile e tranquilla - , opera che vanta i fratelli Coen alla sceneggiatura e un cast composto, tra gli altri, da Matt Damon (il mattatore della rassegna del Lido di quest'anno, come si può notare), Julianne Moore, Oscar Isaac, Josh Brolin.
Probabilmente ne sentiremo parlare abbondantemente in futuro.

Così come per i nuovi lavori di Darren Aronofsky e Guillermo del Toro.

Riguardo al primo - Mother! - vige alla vigilia il più stretto riserbo, ma sembra che si tratti di un horror inquietante nel quale la tranquilla vita di una coppia viene sconvolta dall'arrivo di ospiti inattesi.
Di sicuro c'è il nome dei protagonisti, due star del calibro dei Premi Oscar Jennifer Lawrence (nel 2013) e Javier Bardem (nel 2008), e un cast notevole che comprende Ed Harris, Michelle Pfeiffer, Kristen Wiig, Brian e Domnhall Gleeson.

Di The Shape of Water del secondo si sa, invece, che è ambientato durante la Guerra Fredda e tratta del rapporto tra un'inserviente muta (Sally Hawkins, Golden Globe nel 2009 per Happy Go Lucky e nominata agli Oscar nel 2014 per Blue Jasmine di Woody Allen, che invece fruttò la statuetta a Cate Blanchett) e un mostro anfibio tenuto prigioniero.

L'outsider potrebbe essere Three Billboards Outside Ebbing, Missouri: il Premio Oscar (per Fargo) Frances McDormand promette scintille nella parte di una madre che se la prende con la polizia, rea di non aver fatto abbastanza per trovare l'assassino della figlia.

La nutrita pattuglia di pellicole a stelle e strisce in concorso comprende anche First Reformed di Paul Schrader, regista di American Gigolò con Richard Gere e Il Bacio della Pantera con Nastassja Kinski, ma soprattutto sceneggiatore di Taxi Driver, Toro Scatenato, L'Ultima Tentazione di Cristo di Martin Scorsese e Mosquito Coast di Peter Weir.
Recentemente aveva presentato The Canyons a Venezia 2013 e Dog Eat Dog a Cannes 2016, ma senza lasciare una grande impressione.
Vedremo se con il suo ultimo lavoro saprà risollevarsi.






I film italiani?
Sulla carta non sembrerebbero avere molte chance di vittoria.

Una Famiglia di Sebastiano Riso è su una coppia che aiuta altre coppie che non possono avere figl.
Hannah di Andrea Pallaoro è incentrato sulle vicende di un solo personaggio, una donna matura interpretata dalla sempre bravissima Charlotte Rampling.
Ella & John (The Leisure Seeker), esordio "americano" di Paolo Virzì, è un viaggio on the road con protagonisti due divi del calibro di Helen Mirren e Donald Sutherland.
Ammore e Malavita è un musical (o sceneggiata?) sulla camorra firmato dai Manetti Bros., maestri dei film di genere che ora si confrontano con rappresentanti del "cinema d'autore".

Tra i favoriti della vigilia per il Leone d'Oro troviamo invece autori molto amati dalla critica cinematografica quali Robert Guédiguian, Koreeda Hirokazu e Abdellatif Kechiche (Palma d'Oro per La Vie d'Adèle a Cannes 2013), ma anche uno degli artisti contemporanei più famosi e apprezzati: il dissidente cinese Ai Weiwei porta al Lido Human Flow, documentario che tratta del viaggio di alcuni migranti verso l'Europa.

Riuscirà ad emulare Gianfranco Rosi, che con Sacro GRA riuscì ad aggiudicarsi il riconoscimento più importante di Venezia 2013?

I documentari, in effetti, spesso non vengono considerati quanto meriterebbero, ma occorre notare che negli ultimi anni il genere è stato molto rivalutato - e anche noi di CINEMA A BOMBA! ne promuoviamo la scoperta o riscoperta attraverso la nostra sezione I DOC -, soprattutto dalla Mostra.

Quest'anno, per esempio, troviamo in cartellone Frederick Wiseman (in concorso), uno dei documentaristi più importanti al mondo (Leone d'Oro alla carriera nel 2014), ma anche un ricco e interessante programma nel quale brillano opere su Jim Carrey, Michael Jackson, Valentina Cortese, il compositore Ryuichi Sakamoto, sulla Londra anni Sessanta (con Michael Caine)...
E poi, soprattutto, c'è The Devil And Father Amorth.

Noi della redazione non vediamo l'ora di vedere quest'ultimo per diversi motivi:
1) è un'opera del Maestro William Friedkin;
2) è il suo ritorno dietro alla macchina da presa dopo Killer Joe;
3) avevamo già letto in proposito un avvincente articolo su Vanity Fair scritto dallo stesso autore (lo potete consultare anche voi dal link che abbiamo messo nel post precedente);
4) il regista di L'Esorcista, questa volta, è testimone di un esorcismo vero, effettuato da un vero esorcista (padre Gabriele Amorth).






Sempre al di fuori della selezione ufficiale - lasciando perdere gli ultraviolenti Caniba e Brawl in Cell Block 99 (con un insolito Vince Vaughn) - le opere più interessanti ci sembrano Victoria & Abdul di Stephen Frears con Judy Dench, Zama di Lucrecia Martel (che molti avrebbero voluto in concorso, anche perché c'è una sola donna regista presente), Loving Pablo (su Pablo Escobar) con Javier Bardem e Penélope Cruz, Our Souls At Night con i prossimi Leoni d'Oro alla carriera Jane Fonda e Robert Redford, The Private Life of a Modern Woman con Sienna Miller e Alec Baldwin, il cartoon italiano Gatta Cenerentola, l'anteprima della serie Tv Suburra.

Poi notiamo il ritorno di due autori asiatici di culto (ma in declino da qualche anno): il maestro dei film d'azione John Woo (A Better Tomorrow, Hard Boiled, Nome in Codice: Broken Arrow, Face/Off) e il re degli yakuza movie Takeshi Kitano (Sonatine, il Leone d'Oro 1997 Hana-bi - Fiori di Fuoco, Brother).

Quest'ultimo presenta il terzo capitolo della saga Outrage - il primo non ci era piaciuto molto, il secondo era in competizione alla Mostra 2012 ma non era migliore - e speriamo che questa volta Beat Takeshi abbia ritrovato lo smalto dei tempi migliori.

Nutriamo grandi speranze anche nella sezione dedicata alla VR: per la prima volta una kermesse internazionale di prestigio dedica uno spazio tutto dedicato alla realtà virtuale con film in competizione.
Anteprima di futuro o gioco, poco importa: ci sarà da sbalordirsi e da riflettere.

Insomma, Alberto Barbera ha saputo mettere insieme un programma di sicuro interesse, stuzzicante e frizzante, per tutti i gusti.

Se alla fine riuscirà ad azzeccare di nuovo la formula vincente, chi riuscirà nei prossimi anni a contrastare Venezia come rassegna cinematografica internazionale più importante del mondo?




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martedì 29 agosto 2017

VENEZIA 2017. I FILM IN E FUORI CONCORSO

Dall'alto: le locandine di Mother! di Darren Aronofsky raffiguranti Javier Bardem e Jennifer Lawrence; Julianne Moore e Matt Damon in Suburbicon di George Clooney; ancora Matt Damon (ma questa volta con Kristen Wiig) nel film di apertura Downsizing di Alexander Payne; una scena di The Shape of Water di Guillermo del Toro; il Maestro William Friedkin (a destra) con il vero esorcista padre Gabriele Amorth. 


L'edizione numero 74 della Mostra Internazionale di Arte Cinematografica sarà all'altezza della precedente?

Lo scorso anno Venezia è stata al centro dei riflettori della cinematografia mondiale grazie ad un programma di sicuro interesse.

Il ricchissimo cartellone poteva vantare pellicole di ottimo livello, tanto è vero che alcune di esse hanno successivamente molto ben figurato anche agli Oscar e si sono rivelate tra le migliori e più acclamate dell'anno.

La La Land ha rubato fin da subito la scena a tutti e successivamente ha conquistato ben 6 Oscar - scippata quella per il miglior film, ha comunque vinto per regia (Damien Chazelle è diventato così il più giovane cineasta di sempre ad aggiudicarsi il riconoscimento!), attrice protagonista (l'ottima Emma Stone), fotografia, scenografia, colonna sonora e canzone - e un record di ben 7 Golden Globe (nessuno mai ne aveva vinti così tanti) su 7 nomination.
Per dirvi l'impatto che ha avuto questo musical, scelto non a caso per aprire (nel migliore dei modi) la kermesse del Lido.

Ma gloria e plausi hanno ricevuto anche Animali Notturni di Tom Ford, La Battaglia di Hacksaw Ridge di Mel Gibson, Arrival di Denis Villeneuve, Jackie di Pablo Larraín.

Insomma, quello del 2016 è stato un programma veramente ricco, importante e attento alle esigenze di critica e pubblico.

Quest'anno, molti sono i titoli potenzialmente esplosivi.






I riflettori saranno puntati, principalmente, su:
- Suburbicon, diretto da George Clooney, scritto dai fratelli Coen, interpretato da Matt Damon, Julianne Moore, Oscar Isaac, Josh Brolin;
- Downsizing, il film di Alexander Payne che aprirà la rassegna con Matt Damon, Kristen Wiig, Christoph Waltz, Alec Baldwin, Neil Patrick Harris;
- The Shape of Water, ultima fatica di Guillermo del Toro con Sally Hawkins, Michael Shannon, Octavia Spencer, Richard Jenkins, Doug Jones;
- Mother! di Darren Aronofsky con Jennifer Lawrence, Javier Bardem, Michelle Pfeiffer, Domhnall Gleeson, Ed Harris;
- Human Flow dell'artista dissidente cinese Ai Weiwei;
- First Reformed di Paul Schrader con Ethan Hawke, Amanda Seyfried;
- Three Billboards Outside Ebbing, Missouri di Martin McDonagh con Frances McDormand, Woody Harrelson, Sam Rockwell, Abbie Cornish, John Hawkes, Peter Dinklage;
- Victoria & Abdul di Stephen Frears con Judy Dench;
- The Devil and Father Amorth, attesissimo documentario del Maestro Willam Friedkin.

Ma nel programma monstre allestito da Alberto Barbera siamo sicuri che si nascondano altre perle.

Intanto segnaliamo la sezione competitiva Venice Virtual Reality, la prima in una grande kermesse internazionale tutta dedicata ad opere in realtà virtuale - e vi si sono cimentati anche due registi che in passato erano stati in concorso alla Mostra: Tsai Ming-Liang (nel 2013) e Laurie Anderson (nel 2015).

E, tra le altre cose, il Leone d'Oro alla carriera assegnato a due mostri (in questo caso, si fa per dire) sacri del cinema: Jane Fonda e Robert Redford, che presenteranno fuori concorso Our Souls At Night diretto da Ritesh Batra per Netflix, quarta apparizione insieme dopo La Caccia di Arthur Penn(1966), A Piedi Nudi Nel Parco di Gene Saks (1967), Il Cavaliere Elettrico di Sydney Pollack (1979).

Nel prossimo post entreremo nel dettaglio di Venezia 2017, ma nel frattempo non perdetevi trailer, curiosità e notizie dei titoli in cartellone.

Ecco il programma completo.






IN CONCORSO

Mother!, regia di Darren Aronofsky (Stati Uniti d'America), con Jennifer Lawrence, Javier Bardem, Michelle Pfeiffer, Domhnall Gleeson, Ed Harris
Suburbicon, regia di George Clooney (Stati Uniti d'America), con Matt Damon, Julianne Moore, Oscar Isaac
The Shape of Water, regia di Guillermo del Toro (Stati Uniti d'America), con Sally Hawkins, Michael Shannon, Richard Jenkins, Doug Jones, Octavia Spencer
L'insulte, regia di Ziad Doueiri (Francia, Libano)
La villa, regia di Robert Guédiguian (Francia)
Lean on Pete, regia di Andrew Haigh (Regno Unito), con Steve Buscemi, Chloë Sevigny
Mektoub, My Love: Canto Uno, regia di Abdellatif Kechiche (Francia, Italia)
Sandome No Satsujin (The Third Murder), regia di Koreeda Hirokazu (Giappone)
Jusqu’à la gard, regia di Xavier Legrand (Francia)
Ammore e malavita, regia di Manetti Bros. (Italia), con Giampaolo Morelli, Serena Rossi, Claudia Gerini, Carlo Buccirosso
Foxtrot, regia di Samuel Maoz (Israele, Germania, Francia, Svizzera)
Tre manifesti a Ebbing, Missouri (Three Billboards Outside Ebbing, Missouri), regia di Martin McDonagh (Stati Uniti d'America, Regno Unito), con Frances McDormand, Woody Harrelson, Sam Rockwell, Abbie Cornish, John Hawkes, Peter Dinklage
Hannah, regia di Andrea Pallaoro (Italia, Belgio, Francia), con Charlotte Rampling
Downsizing, regia di Alexander Payne (Stati Uniti d'America) – Film d'apertura - con Matt Damon, Christoph Waltz, Kristen Wiig
Jia Nian Hua (Angels Wear White), regia di Vivian Qu (Cina, Francia)
Una famiglia, regia di Sebastiano Riso (Italia), con Micaela Ramazzotti
First Reformed, regia di Paul Schrader (Stati Uniti d'America), con Ethan Hawke, Amanda Seyfried
Sweet Country, regia di Warwick Thornton (Australia), con Sam Neill
Ella & John (The Leisure Seeker), regia di Paolo Virzì (Italia, Francia), con Helen Mirren, Donald Sutherland
Human Flow, regia di Ai Weiwei (Germania, Stati Uniti d'America) - documentario
Ex Libris - The New York Public Library, regia di Frederick Wiseman (Stati Uniti d'America) - documentario

FUORI CONCORSO

Our Souls at Night, regia di Ritesh Batra (Stati Uniti d'America), con Jane Fonda, Robert Redford
Il signor Rotpeter, regia di Antonietta De Lillo (Italia)
Vittoria e Abdul (Victoria & Abdul), regia di Stephen Frears (Regno Unito), con Judy Dench
La mélodie, regia di Rachid Hami (Francia), con Kad Merad
Outrage Coda, regia di Takeshi Kitano (Giappone) – Film di chiusura - con Takeshi Kitano
Loving Pablo, regia di Fernando León de Aranoa (Spagna, Bulgaria), con Javier Bardem, Penélope Cruz, Peter Sarsgaard
Zama, regia di Lucrecia Martel (Argentina, Brasile)
Wormwood, regia di Errol Morris (Stati Uniti d'America) – miniserie TV - con Peter Sarsgaard, Tim Blake Nelson, Bob Balaban
Diva!, regia di Francesco Patierno (Italia), con Barbora Bobulova, Anita Caprioli, Carolina Crescentini, Silvia D’Amico, Isabella Ferrari, Carlotta Natoli, Greta Scarano, Anna Foglietta, Michele Riondino (documentario su Valentina Cortese)
Le fidèle, regia di Michaël R. Roskam (Belgio, Francia, Paesi Bassi), con Matthias Schoenaerts, Adèle Exarchopoulos
Il colore nascosto delle cose, regia di Silvio Soldini (Italia, Svizzera), con Valeria Golino, Adriano Giannini
The Private Life of a Modern Woman, regia di James Toback (Stati Uniti d'America), con Sienna Miller, Alec Baldwin
Brawl in Cell Block 99, regia di S. Craig Zahler (Stati Uniti d'America), con Vince Vaughn, Don Johnson, Udo Kier
Zhuibu (Manhunt), regia di John Woo (Cina, Hong Kong)

DOCUMENTARI

Cuba and the Cameraman, regia di Jon Alpert (Stati Uniti d'America)
My Generation, regia di David Batty (Regno Unito), con Michael Caine
Piazza Vittorio, regia di Abel Ferrara (Italia), con Willem Dafoe
The Devil and Father Amorth, regia di William Friedkin (Stati Uniti d'America), con Padre Gabriele Amorth
This Is Congo, regia di Daniel McCabe (Congo)
Ryuichi Sakamoto: Coda, regia di Stephen Nomura Schible (Stati Uniti d'America, Giappone), con Ryuichi Sakamoto
Jim & Andy: The Great Beyond. The Story of Jim Carrey, Andy Kaufman and Tony Clifton, regia di Chris Smith ((Stati Uniti d'America, Canada)
Happy Winter, regia di Giovanni Totaro (Italia)






EVENTI SPECIALI

Casa d'altri, regia di Gianni Amelio (Italia)
Michael Jackson's Thriller 3D, regia di John Landis (Stati Uniti d'America), con Michael Jackson
Making of Michael Jackson's Thriller, regia di Jerry Kramer (Stati Uniti d'America), con Michael Jackson
L'ordine delle cose, regia di Andrea Segre (Italia)

ORIZZONTI

Napadid Shodan, regia di Ali Asgari (Iran, Qatar)
Espèces menacées, regia di Gilles Bourdos (Francia, Belgio)
The Rape of Recy Taylor, regia di Nancy Buirski (Stati Uniti d'America)
Caniba, regia di Lucien Castaing-Taylor e Verena Paravel (Francia)
Les Bienheureux, regia di Sofia Djama (Francia, Belgio)
Marvin, regia di Anne Fontaine (Francia), con Isabelle Huppert
Invisible, regia di Pablo Giorgelli (Argentina, Brasile, Uruguay, Germania)
Brutti e cattivi, regia di Cosimo Gomez (Italia, Francia), con Claudio Santamaria
Ha ben dod, regia di Tzahi Grad (Israele)
Ha edut, regia di Amichai Greenberg (Israele, Austria)
Bedoune Tarikh, Bedoune Emza, regia di Vahid Jalilvand (Iran)
Los versos del olvido, regia di Alireza Khatami (Francia, Germania, Paesi Bassi, Cile)
La nuit où j'ai nagé (Oyogisugita Yoru), regia di Damien Manivelle e Igarashi Kohei (Francia, Giappone)
Nico, 1988, regia di Susanna Nicchiarelli (Italia)
Krieg, regia di Rick Osterman (Germania)
West of Sunshine, regia di Jason Raftopoulos (Australia)
Gatta Cenerentola, regia di Alessandro Rak, Ivan Cappiello, Marino Guarnieri e Dario Sansone (Italia) - film di animazione
Indir Trénu, regia di Hafsteinn Gunnar Sigurdsson (Islanda, Danimarca, Polonia, Germania)
La vita in comune, regia di Edoardo Winspeare (Italia)

CINEMA NEL GIARDINO

Manuel, regia di Dario Albertini (Italia)
Controfigura, regia di Rä di Martino (Italia, Francia, Marocco, Svizzera), con Valeria Golino, Filippo Timi
Woodshock, regia di Laura Mulleavy e Megan Mulleavy (Stati Uniti d'America), con Kirsten Dunst
Nato a Casal di Principe, regia di Bruno Oliviero (Italia, Spagna)
Suburra - La serie – serie TV (Italia) - presentazione dei primi due episodi - con Alessandro Borghi, Filippo Nigro, Claudia Gerini
Tueurs, regia di François Troukens e Jean-François Hensgens (Belgio, Francia)

VENICE VIRTUAL REALITY

Melita, regia di Nicolàs Alcalà (Stati Uniti d'America)
La camera insabbiata, regia di Laurie Anderson, Huang Hsin Chien (Stati Uniti d'America)
The Last Goodbye, regia di Gabo Arora (Stati Uniti d'America)
My Name is Peter Stillman, regia di Lysander Ashlon, Leo Warner (Regno Unito)
Alice, The Virtual Reality Play, regia di Mathias Chelebourg, Marie Jourdren (Francia)
Arden's Wake Expanded, regia di Eugene YK Chung (Stati Uniti d'America)
Greenland Melting, regia di Nonny De La Pena (Stati Uniti d'America)
Bloodless, regia di Gina Kim (Corea del Sud)
Nothing Happens, regia di Uri Kranot, Michelle Kranot (Danimarca, Francia)
The Dream Collector, regia di Mi Li (Cina)
Snatch VR Heist Experience, regia di Rafael Pavon, Nicolas Alcalà (Stati Uniti d'America), con Rupert Grint
Nefertiti, regia di Richard Mills, Kim-leigh Pontin (Regno Unito)
Proxima, regia di Mathieu Pradat (Francia)
In the Pictures, regia di Qing Shao (Cina)
Dispatch, regia di Edward Robles (Stati Uniti d'America, Regno Unito)
The Argos File, regia di Josema Roig (Stati Uniti d'America)
Gomorra VR – We Own the Streets, regia di Enrico Rosati (Italia), con Marco D’Amore, Salvatore Esposito, Fabio De Caro
Draw Me Close, Chapters 1-2, regia di Jordan Tannahill (Canada, Regno Unito)
The Deserted, regia di Tsai Ming-liang (Taiwan)
I Saw the Future, regia di Francois Vautier (Francia)
Separate Silences, regia di David Wedel (Danimarca)
Free Whale, regia di Zhang Peibin (Cina)

BIENNALE COLLEGE CINEMA VR - FUORI CONCORSO

Chromatica, regia di Flavio Costa (Italia)
On/Off, regia di Camille Duvelleroy, Isabelle Foucrier (Francia)
Denoise (Beautiful Things), regia di Giorgio Ferrero (Italia)

VENICE PRODUCTION BRIDGE – VR (FUORI CONCORSO)

Sens – Part 1, regia di Charles Ayats, Marc-Antine Mathieu (Francia)
Alteration, regia di Jerome Blanquet (Francia)
Naive New Beaters: “Heal Tomorrow”, regia di Romain Chassaing (Regno Unito)
Mule, regia di Guy Shemerdine (Stati Uniti d'America)
Dear Angelica, regia di Saschka Unseld (Stati Uniti d'America)
Miyubi, regia di Félix Lajeunesse, Paul Raphael (Stati Uniti d'America)

SETTIMANA INTERNAZIONALE DELLA CRITICA

Il cratere, regia Luca Bellino e Silvia Luzi (Italia)
Drift, regia di Helena Wittmann (Germania)
Les garçons sauvages, regia di Bertrand Mandico (Francia)
Körfez, regia di Emre Yeksan (Turchia, Germania, Grecia)
Sarah joue un loup garou, regia di Katharina Wyss (Svizzera, Germania)
Team Hurricane, regia di Annika Berg (Danimarca)
Temporada de caza, regia di Natalia Garagiola (Argentina, Usa, Germania, Francia, Qatar)
Pin Cushion, regia di Deborah Haywood (Regno Unito)
Veleno, regia di Diego Olivares (Italia)

GIORNATE DEGLI AUTORI

Candelaria, regia di Jhonny Hendrix Hinestroza (Colombia, Germania, Norvegia, Argentina)
Il contagio, regia di Matteo Botrugno e Daniele Coluccini (Italia), con Vincenzo Salemme
Dove cadono le ombre, regia di Valentina Pedicini (Italia)
L'equilibrio, regia di Vincenzo Marra (Italia)
Eye on Juliet, regia di Kim Nguyen (Canada)
Ga'agua, regia di Savi Gabizon (Israele)
Life Guidance, regia di Ruth Mader (Austria)
Looking For Oum Kulthum, regia di Shirin Neshat (Germania, Austria, Italia)
M, regia di Sara Forestier (Francia)
Mai mee samui samrab ter, regia di Pen-ek Ratanaruang (Thailandia, Germania, Norvegia)
Mi hua zhi wei, regia di Pengfei (Cina)
Volubilis, regia di Faouzi Bensaïdi (Marocco, Francia)
13 Carmen, regia di Chloë Sevigny (Italia, Stati Uniti d'America)
14 (The End of History Illusion), regia di Celia Rowlson-Hall (Italia, Stati Uniti d'America)
Agnelli, regia di Nick Hooker (Stati Uniti d'America)
Getting Naked: A Burlesque Story, regia di James Lester (Stati Uniti d'America)
La legge del numero uno, regia di Alessandro D'Alatri (Italia)
Il risoluto, regia di Giovanni Donfrancesco (Italia, Francia)
Thirst Street, regia di Nathan Silver (Stati Uniti d'America), con Anjelica Huston
Il tentato suicidio nell'adolescenza, regia di Ermanno Olmi (Italia)
I'm (Endless Like the Space), regia di Anne-Riitta Ciccone (Italia), con Barbora Bobulova
The Millionairs, regia di Claudio Santamaria (Italia), con Peppe Servillo, Sabrina Impacciatore
Raccontare Venezia, regia di Wilma Labate (Italia, Francia)





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sabato 7 gennaio 2017

GOLDEN GLOBE 2017. LE NOMINATION

Il manifesto della serata di quest'anno.  


Da qualche anno, i Golden Globe Awards non sono più l'anteprima dei Premi Oscar.

Questi riconoscimenti - assegnati da giornalisti della stampa estera - ci sembrano più attinenti ai gusti e al mercato internazionali, maggiormente rivelatori di un'effettiva qualità artistica, contrariamente alle famose statuette che appaiono invece legate a troppi interessi politico-economici.

Anche per questo, l'attenzione alla serata dei "Globi d'Oro" - quest'anno condotta e presentata dal comico Jimmy Fallon - è altissima.
Chi vincerà?

Per quanto concerne i film drammatici, la sfida pare piuttosto equilibrata, con Moonlight e Manchester by the Sea in leggero vantaggio.
La prima pellicola è un'opera all black forte di ben 6 candidature, tra cui quella a Naomie Harris (Ms. Moneypenny di Spectre) come miglior attrice non protagonista e a Mahershala Ali, favoritissimo tra gli attori non protagonisti.
La seconda, prodotta da Matt Damon (che dalla scorsa edizione era uscito tra i vincitori, grazie a The Martian), ha dalla sua parte altre 5 nomine che pesano: miglior film, regia, attore protagonista, attrice non protagonista e sceneggiatura.

Il terzo incomodo potrebbe essere Hacksaw Ridge, una specie di Sergente York con Andrew Garfield (il secondo Spider-Man) al posto di Gary Cooper.
È il ritorno del figliol prodigo Mel Gibson dopo gli scandali che hanno funestato i suoi ultimi anni a Hollywood.

Tra le commedie, La La Land non sembra avere rivali: 7 candidature, il plauso unanime della critica a partire dall'ultima Mostra del Cinema di Venezia, due protagonisti di prima classe (Ryan Gosling di Drive e Emma Stone di Birdman) e un regista emergente da non sottovalutare (Damien Chazelle, già autore dell'ottimo Whiplash).

Ma tra i nominati figura anche... Deadpool!
Un bel colpo per lo spassoso film con Ryan Reynolds che ha ridefinito il genere supereroistico a suon di battute e situazioni politicamente scorrette.
Un riconoscimento di questo calibro sarebbe l'apoteosi.

Da segnalare anche il ritorno della nostra beneamata Jessica Chastain: la rossa diva californiana - già "globizzata" 4 anni fa per la sua interpretazione in Zero Dark Thirty - parte in testa a tutte con la drammatica performance di Miss Sloane.

Sul fronte "leggero" si nota invece la presenza dell'onnipotente (nonché onnipresente) Meryl Streep: per lei si tratta della nomination numero 30 in neppure 40 anni! Di cui ben 8 trasformatesi in premi!
Un'altra vittoria con Florence la renderebbe solo più immortale...

In attesa di scoprire il verdetto della serata, più in basso trovate la lista delle candidature principali.
E, come sempre, che vinca il migliore.






MIGLIOR FILM DRAMMATICO
Hacksaw Ridge, regia di Mel Gibson
Hell or High Water, regia di David Mackenzie
Lion - La strada verso casa (Lion), regia di Garth Davis
Manchester by the Sea, regia di Kenneth Lonergan
Moonlight, regia di Barry Jenkins

MIGLIOR FILM COMMEDIA O MUSICALE
20th Century Women, regia di Mike Mills
Deadpool, regia di Tim Miller
Florence (Florence Foster Jenkins), regia di Stephen Frears
La La Land, regia di Damien Chazelle
Sing Street, regia di John Carney

MIGLIOR REGISTA
Damien Chazelle – La La Land
Tom Ford – Animali notturni (Nocturnal Animals)
Mel Gibson – Hacksaw Ridge
Barry Jenkins – Moonlight
Kenneth Lonergan – Manchester by the Sea

MIGLIORE ATTRICE IN UN FILM DRAMMATICO
Amy Adams – Arrival
Jessica Chastain – Miss Sloane
Isabelle Huppert – Elle
Ruth Negga – Loving
Natalie Portman– Jackie

MIGLIORE ATTORE IN UN FILM DRAMMATICO
Andrew Garfield – Hacksaw Ridge
Casey Affleck – Manchester by the Sea
Denzel Washington – Barriere (Fences)
Joel Edgerton – Loving
Viggo Mortensen - Captain Fantastic

MIGLIORE ATTRICE IN UN FILM COMMEDIA O MUSICALE
Annette Bening – 20th Century Women
Lily Collins – L'eccezione alla regola (Rules Don't Apply)
Hailee Steinfeld – The Edge of Seventeen
Emma Stone – La La Land
Meryl Streep – Florence (Florence Foster Jenkins)

MIGLIORE ATTORE IN UN FILM COMMEDIA O MUSICALE
Colin Farrell – The Lobster
Hugh Grant – Florence (Florence Foster Jenkins)
Jonah Hill – Trafficanti (War Dogs)
Ryan Gosling – La La Land
Ryan Reynolds Deadpool

MIGLIOR FILM DI ANIMAZIONE
Kubo e la spada magica (Kubo and the Two Strings), regia di Travis Knight
La mia vita da Zucchina (Ma vie de Courgette), regia di Claude Barras
Oceania (Moana), regia di Ron Clements e John Musker
Sing, regia di Garth Jennings
Zootropolis (Zootopia), regia di Byron Howard e Rich Moore

MIGLIOR FILM STRANIERO
Elle, regia di Paul Verhoeven (Francia)
Neruda, regia di Pablo Larraín (Cile)
Il cliente (Forushande), regia di Asghar Farhadi (Iran)
Toni Erdmann, regia di Maren Ade (Germania)
Divines, regia di Uda Benyamina (Francia)

MIGLIORE ATTICE NON PROTAGONISTA
Viola Davis – Barriere (Fences)
Naomie Harris – Moonlight
Nicole Kidman – Lion - La strada verso casa (Lion)
Octavia Spencer – Il diritto di contare (Hidden Figures)
Michelle Williams – Manchester by the Sea

MIGLIORE ATTORE NON PROTAGONISTA
Aaron Taylor-Johnson – Animali notturni (Nocturnal Animals)
Dev Patel – Lion - La strada verso casa (Lion)
Jeff Bridges – Hell or High Water
Mahershala Ali – Moonlight
Simon Helberg – Florence (Florence Foster Jenkins)

MIGLIORE SCENEGGIATURA
Damien Chazelle – La La Land
Tom Ford – Animali notturni (Nocturnal Animals)
Barry Jenkins – Moonlight
Kenneth Lonergan – Manchester by the Sea
Taylor Sheridan – Hell or High Water

MIGLIORE COLONNA SONORA ORIGINALE
Nicholas Britell – Moonlight
Justin Hurwitz – La La Land
Jóhann Jóhannsson – Arrival
Volker Bertelmann e Dustin O'Halloran – Lion - La strada verso casa (Lion)
Pharrell Williams, Hans Zimmer e Benjamin Wallfisch – Il diritto di contare (Hidden Figures)

MIGLIORE CANZONE ORIGINALE
Can't Stop the Feeling! (Max Martin, Shellback e Justin Timberlake) – Trolls
City Of Stars (Justin Hurwitz, Benj Pasek e Justin Paul) – La La Land
Faith (Ryan Tedder, Stevie Wonder e Francis Farewell Starlite) – Sing
Gold (Brian Burton, Stephen Gaghan, Daniel Pemberton e Iggy Pop) – Gold
How Far I'll Go (Lin-Manuel Miranda) – Oceania (Moana)




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