CINEMA A BOMBA!

lunedì 16 maggio 2022

CANNES 2022. I FILM IN E FUORI CONCORSO

(La locandina del 75° Festival di Cannes). 


Siamo finalmente arrivati alla 75a edizione della kermesse più blasonata del grande mondo della celluloide.
Non necessariamente la migliore, però, essendo che da qualche tempo viene puntualmente surclassata - in termini di qualità della proposta - dalla concorrente Mostra del Cinema di Venezia.

Lo storico direttore artistico Thierry Frémaux quest'anno ha fatto una scelta tanto coraggiosa quanto rischiosa: puntare principalmente sulle pellicole d'autore, rinunciando in larga parte ai blockbuster hollywoodiani che hanno sempre contraddistinto la sua gestione (con qualche eccezione: si veda ad esempio la presenza in tabellone del tardivo seguito di Top Gun).

Tra i film in concorso, i riflettori sono puntati soprattutto su Žena Čajkovskogo di Kirill Serebrennikov, cineasta russo anti-Putin autoesiliatosi a Parigi.
Anche il virtù dell'attuale guerra in Ucraina, è uno dei favoriti per l'ambita Palma d'Oro.

C'è inoltre grande attesa per Crimes of the Future, che segna il ritorno del maestro canadese del body horror David Cronenberg a 8 anni di distanza dal precedente Maps to the Stars, presentato in anteprima proprio a Cannes nel 2014.

Molte aspettative sono riposte anche in Armageddon Time del regista indipendente James Gray, con protagonista una coppia di attori letteralmente da Oscar: la splendida Anne Hathaway (ricordate Les Misérables?) e l'immarcescibile Anthony Hopkins (Il Silenzio degli Innocenti, The Father).

Fuori concorso, tra il ritorno dell'australiano George Miller di Mad Max e il biopic dedicato a Elvis Presley firmato Baz Luhrmann, ritroviamo con piacere il premio Oscar Michel Hazanavicious, di cui avevamo perso un po' le tracce.
L'autore del bellissimo The Artist presenta una commedia interpretata come di consueto dalla moglie-musa Bérénice Bejo.

L'Italia è rappresentata essenzialmente da Mario Martone col drammatico Nostalgia e da Valeria Bruni Tedeschi con un'opera che, tuttavia, batte bandiera francese.
E potevano mancare beniamini del Festival come Olivier Assayas e i fratelli Dardenne? Ovviamente no, ma almeno il primo è relegato in una sezione "minore".

Nelle retrovie anche l'anziano Marco Bellocchio - da noi incontrato a Venezia qualche anno or sono - con una serie tv sul sequestro Moro.
Un tema che al regista piacentino interessa molto, avendovi già dedicato un lungometraggio nel 2003 (il controverso Buongiorno Notte).

Resta da dire delle Proiezioni Speciali, da cui emergono il documentario su Jerry Lee Lewis ad opera di Ethan Coen - clamorosamente senza il fratello Joel - e l'esordio alla regia della "morettiana" Jasmine Trinca.

In attesa di scoprire i vincitori nelle varie categorie, trovate qui sotto l'elenco completo dei candidati.
E buon Festival a tutte/i!


CONCORSO
Les Amandiers, regia di Valeria Bruni Tedeschi (Francia)
Armageddon Time, regia di James Gray, con Anne Hathaway e Anthony Hopkins (Stati Uniti d'America)
Barādarān Leylā, regia di Saeed Roustayi (Iran)
Boy From Heaven, regia di Tarik Saleh (Svezia, Finlandia, Danimarca, Francia)
Broker, regia di Hirokazu Kore'eda (Corea del Sud)
Close, regia di Lukas Dhont (Belgio, Francia, Paesi Bassi)
Crimes of the Future, regia di David Cronenberg, con Léa Seydoux e Viggo Mortensen (Canada, Grecia)
Eo, regia di Jerzy Skolimowski (Polonia, Italia)
Frère et Sœur, regia di Arnaud Desplechin (Francia)
Heeojil gyeolsim, regia di Park Chan-wook (Corea del Sud)
Holy Spider, regia di Ali Abbasi (Danimarca, Germania, Svezia, Francia)
Nostalgia, regia di Mario Martone (Italia)
Le otto montagne, regia di Felix van Groeningen e Charlotte Vandermeersch (Italia, Francia, Belgio, Regno Unito)
Un petit frère, regia di Léonor Serraille (Francia)
RMN, regia di Cristian Mungiu (Romania)
Showing Up, regia di Kelly Reichardt (Stati Uniti d'America)
The Stars at Noon, regia di Claire Denis (Francia, Brasile)
Tori et Lokita, regia di Jean-Pierre e Luc Dardenne (Belgio, Francia)
Tourment sur les îles, regia di Albert Serra (Spagna)
Triangle of Sadness, regia di Ruben Östlund (Svezia, Francia, Stati Uniti d'America, Regno Unito)
Žena Čajkovskogo, regia di Kirill Serebrennikov (Russia, Francia)

UN CERTAIN REGARD
Bačennja metelyka, regia di Maksym Nakonečnyj (Ucraina)
Beast, regia di Riley Keough e Gina Gammell (Stati Uniti d'America)
Le Bleu du caftan, regia di Maryam Touzani (Marocco, Francia)
Corsage, regia di Marie Kreutzer (Austria)
Domingo y la niebla, regia di Ariel Escalante Meza (Costa Rica)
Harka, regia di Lotfy Nathan (Francia, Germania, Stati Uniti d'America, Tunisia)
Kurak Günler, regia di Emin Alper (Turchia)
Joyland, regia di Saim Sadiq (Pakistan)
Mediterranean Fever, regia di Maha Haj (Palestina, Francia, Germania, Cipro)
Metronom, regia di Alexandru Belc (Romania)
Les Pires, regia di Lise Akora e Romane Gueret (Francia)
Plan 75, regia di Chie Hayakawa (Giappone)
Plus que jamais, regia di Emily Atef (Francia, Germania, Lussemburgo, Norvegia)
Retour à Séoul, regia di Davy Chou (Cambogia, Francia)
Rodéo, regia di Lola Quivoron (Francia)
Silent Twins, regia di Agnieszka Smoczyńska (Polonia, Regno Unito, Stati Uniti d'America)
Syk Pike, regia di Kristoffer Borgli (Norvegia)
The Stranger, regia di Thomas M. Wright (Australia, Regno Unito)
Volaða land, regia di Hlynur Pálmason (Danimarca, Islanda, Svezia, Finlandia)

FUORI CONCORSO
Elvis, regia di Baz Luhrmann (Australia, Stati Uniti d'America)
L'Innocent, regia di Louis Garrel (Francia)
Masquerade, regia di Nicolas Bedos (Francia)
Novembre, regia di Cédric Jimenez (Francia, Belgio)
Three Thousand Years of Longing, regia di George Miller (Australia)
Top Gun: Maverick, regia di Joseph Kosinski, con Tom Cruise e Val Kilmer (Stati Uniti d'America)
Coupez!, regia di Michel Hazanavicius (Francia)

CANNES PREMIERE
Chronique d'une liaison passagère, regia di Emmanuel Mouret (Francia)
Dodo, regia di Panos H. Koutras (Grecia, Francia, Belgio)
Don Juan, regia di Serge Bozon (Francia, Belgio)
Esterno notte, regia di Marco Bellocchio – miniserie TV (Italia)
Irma Vep, regia di Olivier Assayas – serie TV (Stati Uniti d'America)
Nos frangins, regia di Rachid Bouchareb (Francia)
La Nuit du 12, regia di Dominik Moll (Francia, Belgio)

PROIEZIONI SPECIALI
All That Breathes, regia di Shaunak Sen – documentario (India, Regno Unito, Stati Uniti)
Jerry Lee Lewis: Trouble In Mind, regia di Ethan Coen – documentario (Stati Uniti d'America)
Mi país imaginario, regia di Patricio Guzmán – documentario (Cile)
The Natural History of Destruction, regia di Serhij Loznycja – documentario (Ucraina)
Marcel!, regia di Jasmine Trinca (Italia)
Le Petit Nicolas - Qu'est-ce qu'on attend pour être heureux?, regia di Amandine Fredon e Benjamin Massoubre (Francia)
Restos do vento, regia di Tiago Guedes (Portogallo)
Riposte féministe, regia di Marie Perennès e Simon Depardon – documentario (Francia)
The Vagabonds, regia di Doroteya Droumeva (Germania)

PROIEZIONI DI MEZZANOTTE
Fumer fait tousser, regia di Quentin Dupieux (Francia)
Hunt, regia di Lee Jung-jae (Corea del Sud)
Moonage Daydream, regia di Brett Morgen – documentario (Stati Uniti d'America)
Rebel, regia di Adil El Arbi e Bilall Fallah (Stati Uniti, Belgio, Lussemburgo, Francia)


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martedì 31 marzo 2020

GLI INEDITI: JAY & SILENT BOB REBOOT, I FILOSOFI DELLO SPACCIO COLPISCONO ANCORA

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2019
105'
Regia: Kevin Smith
Interpreti: Kevin Smith, Jason Mewes, Harley-Quinn Smith, Jason Lee, Brian O'Halloran, Shannon Elizabeth, Rosario Dawson, Joey Lauren Adams, Jennifer Schwalbach Smith, Justin Long, Joe Manganiello, Donnell Rawlings, Chris Wood, Method Man, Redman, Ralph Garman, Melissa Benoist, Val Kilmer, Jason Biggs, James Van Der Beek, Tommy Chong, Chris Hemsworth, Ben Affleck, Matt Damon, Stan Lee (non accreditato).


Il loquace Jay (Mewes) e il taciturno Silent Bob (K. Smith) vengono arrestati per spaccio davanti al Quick Stop, l'emporio fuori dal quale praticamente vivono.

Durante il processo per direttissima scoprono che a Hollywood il regista Kevin Smith (lo stesso K. Smith, ovviamente) sta girando il reboot di una pellicola ispirata a loro.

Il duo parte per Los Angeles con l'obiettivo di fermare le riprese del film, ma lungo il tragitto incontra svariati personaggi, tra cui Millennium (H.Q. Smith), figlia adolescente di Jay che questi non sapeva di avere...






Per chi non lo sapesse, Kevin Smith è stato - insieme a Quentin Tarantino, Robert Rodríguez e Richard Linklater - uno dei cineasti di maggior impatto nel cinema indipendente degli anni 90.

La sua parabola è stata tipicamente hollywoodiana: il successo da un giorno all'altro (prima dell'acclamato esordio con Clerks era un semplice commesso), la crisi personale che gli ha quasi rovinato la carriera (vedi Red State e dintorni), infine la lenta rinascita.

Fumettista (ha scritto ad esempio per DareDevil e Green Arrow), stand-up comedian, critico cinematografico, podcaster indefesso, opinionista onnivoro e instancabile presenzialista, negli ultimi 2 anni il nostro è pure sopravvissuto a un infarto che lo ha quasi ucciso, è diventato vegano ed è dimagrito considerevolmente.

La brutta esperienza deve avergli acceso una lampadina: la vita è breve, meglio passarla facendo ciò che amo, è il momento di ridare vita ai personaggi che mi hanno reso famoso (e che i fan richiedono a gran voce).

Ecco allora il settimo capitolo dell'Askewniverse (l'universo interconnesso dei film con Jay e Silent Bob), a 13 anni di distanza dal precedente (Clerks II) e a 25 anni dal primo (Clerks).






La rentrée dei due spacciatori filosofi era stata anticipata dalle fugaci apparizioni in un episodio di The Flash e nel videoclip I'm Upset, ma il loro vero ritorno è questo, una sorta di rifacimento aggiornato di Jay & Silent Bob Strike Back, quinto capitolo della serie uscito nel 2001.

E il concetto di reboot è uno dei tormentoni della pellicola, che non lesina frecciate né a se stessa né all'industria di Hollywood, così cronicamente a corto di idee da dover ricorrere spesso e volentieri al riciclo (la differenza tra reboot e remake viene spiegata bene e in modo assai divertente dall'ex skater Jason Lee in una delle scene migliori).

Il film - inedito nella sale italiane, ma reperibile in home video - sfoggia il consueto umorismo crudo di Kevin Smith, ma concede qualche momento genuinamente esilarante e almeno una sequenza che non è eccessivo definire commovente (il monologo del 2 volte premio Oscar Ben "Batman" Affleck sulla paternità).

Peccato solo che più che con una trama, qui si abbia a che fare semmai con una sequela di sketch studiata per veicolare diverse comparsate eccellenti, alcune francamente gratuite (quelle di Matt Damon e Chris Hemsworth, ad esempio).

Eppure l'abbondanza di cammei è, paradossalmente, uno dei punti di forza della pellicola: scovarli tutti è una delizia per gli appassionati del regista e un ilare svago per il cinefilo medio.






Ci sono: Brian O'Halloran da Clerks e Clerks II, Jason Lee da Mallrats, Ben Affleck e Joey Lauren Adams da In Cerca di Amy, Matt Damon da Dogma, Shannon Elizabeth da Jay & Silent Bob Strike Back.
Ma anche: Donnell Rawlings e Ralph Garman di Hollyweed, Melissa Benoist e Chris Wood di Supergirl, Harley-Quinn Smith e Jennifer Schwalbach Smith (figlia e moglie del regista) di Yoga Hosers.

In più, compaiono: Tommy Chong (metà del duo Cheech & Chong), Joe Manganiello (Deathstroke in Justice League), Val Kilmer (Batman Forever, Twixt), Chris "Thor" Hemsworth e infine il compianto Stan Lee.

Proprio "The Man", già protagonista per Kev del bellissimo cortometraggio Cameo School, appare brevemente durante i titoli di coda, ed è uno dei momenti più spassosi e accorati del film.

Tra ripetute - e un po' compiaciute - autocitazioni e ammiccamenti più o meno diretti (la trasformazione di Silent Bob in Iron Bob nel climax è un chiaro e affettuoso omaggio ad Iron Man), Jay & Silent Bob Reboot ha il grande merito di non prendersi sul serio: è un divertissement senza pretese, un ideale abbraccio ai fan di stretta osservanza.

Il saluto pare un addio, tutto alla fine odora di capitolo conclusivo, ma forse non sarà così.
Clerks 3 e Mallrats 2, prima annunciati e poi cancellati, sembrano essere di nuovo in cantiere.

Per tacere di Moose Jaws ("Come Lo Squalo, ma con un alce", lo ha descritto il regista), commedia-horror che dovrebbe far collidere l'universo di Jay e Silent Bob con quello di Yoga Hosers.

Il mondo del cinema geek è avvertito: i personaggi creati da Kevin Smith non sono ancora pronti per la pensione.




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martedì 18 dicembre 2012

GLI INEDITI: TWIXT, È POE IL VIRGILIO DEL NUOVO COPPOLA

(Clicca sull'immagine per vedere il trailer) 

USA, 2011
90'
Regia: Francis Ford Coppola
Interpreti: Val Kilmer, Bruce Dern, Ben Chaplin, Elle Fanning, Joanne Whalley, David Paymer, Alden Ehrenreich, Tom Waits (voce).


Uno scrittore alcolista da quattro soldi (un Val Kilmer sovrappeso che ricorda Mickey Rourke in The Wrestler) si ritrova a promuovere il suo nuovo romanzo sulle streghe in una cittadina appena sconvolta dal ritrovamento del cadavere di una ragazzina con un paletto di legno conficcato nel cuore.
Alla ricerca di una storia per il suo prossimo libro e incoraggiato dallo sceriffo locale, il protagonista si interesserà della vicenda, entrando in contatto con un mondo abitato da fantasmi e vampiri, e arrivando infine a fare i conti con il proprio doloroso passato.

Originale ed innovativa la genesi della nuova opera di Francis Ford Coppola.
Il film è nato dall'interazione con gli spettatori di diverse città statunitensi, dove è stato preliminarmente proiettato: esso è stato rimontato in base alle reazioni manifestate dal pubblico di volta in volta, variando anche musica, suoni, velocità delle azioni.
Il regista è riuscito così - almeno all'inizio - ad avvicinare il cinema al teatro, allestendo uno spettacolo di serata in serata sempre diverso, pur mantenendo fissi cast e testo.

Twixt è rimasto tuttavia inedito, non solo in Italia (è stato proiettato soltanto al Torino Film Festival 2011), ma anche negli USA: stroncato e incompreso da numerosi critici, è stato considerato troppo sperimentale e intellettuale per non risultare eccessivamente ostico ad una vasta platea (ma, ça va sans dire, è stato molto apprezzato dalla storica rivista Cahiers du Cinéma, che lo ha inserito al terzo posto tra le pellicole migliori del 2012, dopo le snobbissime Holy Motors di Leos Carax e Cosmopolis di David Cronenberg, entrambe in concorso all'ultima edizione del Festival di Cannes).

Sono infatti numerosi i rimandi cinematografici (un esempio: la scena della ragazza nel fiume in L'Atalante di Jean Vigo) e letterari, con citazioni e riferimenti riguardanti soprattutto opere e vita dello scrittore Edgar Allan Poe, già amatissimo dal celeberrimo regista e produttore Roger Corman, il pigmalione di Coppola.
Ed è lo stesso Poe ad accompagnare - novello Virgilio - il collega letterato lungo l'impervia strada della verità.

La trama, a dire il vero, non è molto chiara; ma la pellicola è tecnicamente affascinante: a parte il 3D (utilizzato però solo in poche scene), magistrali sono le scelte registiche e la fotografia di Mihai Malaimare Jr., che già aveva lavorato col maestro nei precedenti Un'Altra Giovinezza e Segreti di Famiglia-Tetro, e che abbiamo già apprezzato in The Master di Paul Thomas Anderson.

Prima di mettervi davanti allo schermo, però, dimenticate capolavori come Il Padrino e Apocalypse Now: l'ultrasettantenne Francis Ford Coppola ha ormai deciso di non adagiarsi sui tanti allori che ha conquistato, ma di mettersi in gioco con un'opera sperimentale e molto personale (la morte della figlia dello scrittore ricorda quella del figlio dello stesso Coppola), con l'energia, la curiosità, la voglia di innovare e stupire di un cineasta agli esordi.
Insomma, possiamo affermare che si trovi proprio nel pieno di - è proprio il caso dirlo - Un'Altra Giovinezza.

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