CINEMA A BOMBA!

lunedì 13 maggio 2024

CANNES 2024. FILM IN E FUORI CONCORSO

Dall'alto: Francis Ford Coppola sul set di Megalopolis; una scena di Horizon: An American Saga; Anya Taylor-Joy in Furiosa: A Mad Max Saga; Gary Oldman in Parthenope



Sarà dunque Cannes il palcoscenico di tre dei film più attesi dell'anno.

Il primo è certamente Megalopolis, il progetto a lungo accarezzato e finalmente concretizzato da Francis Ford Coppola, già vincitore di due Palme d'Oro (nel 1974 con La Conversazione, nel 1979 con Apocalypse Now): ambientato in un futuro che ricorda l'Impero romano, sarà in concorso e probabilmente dividerà il pubblico per il suo sperimentalismo (ricordiamo che prima di esso, l'ultimo lavoro del grande cineasta era stato il molto anticonvenzionale Twixt).

Il secondo è Furiosa, prequel/spin-off di quel capolavoro d'azione che è Mad Max: Fury Road: Charlize Theron è stata sostituita da Anya Taylor-Joy (e questo ci fa storcere un po' il naso), ma da George Miller ci aspettiamo adrenalina e spettacolo.

Il terzo è Horizon: An American Saga, epico e ambizioso ritorno al western di Kevin Costner dopo i successi di Balla coi Lupi e Open Range: qui sarà presentato il primo capitolo, mentre il secondo dovrebbe uscire ad agosto.

Ma mai sottovalutare la kermesse della Costa Azzurra: il cartellone è sempre ricco di titoli interessanti.

Quest'anno, tra questi, segnaliamo:

- Kind of Kindness, terzo film consecutivo per la coppia d'oro Yorgos Lanthimos - Emma Stone (dopo gli acclamatissimi La Favorita e Poor Things);

- Parthenope, l'ode di Paolo Sorrentino alla sua Napoli che può vantare la presenza di Gary Oldman e che si spera possa eguagliare il successo all'estero di La Grande Bellezza;

- The Apprentice, sugli esordi di Donald Trump (interpretato da Sebastian Stan);

- il musical di Jacques Audiard Emilia Perez;

- Limonov, sull'eccentrico e controverso personaggio politico russo, basato sull'omonimo bestseller di Emmanuel Carrère;

- Marcello mio, omaggio a Marcello Mastroianni, che conta la presenza di Catherine Deneuve e della di loro figlia Chiara;

- Oh Canada, del sempre interessante Paul Schrader.

E questo per citare solo i film in competizione.

Ma il bello è scoprire le piccole e grandi gemme nascoste dai flash dei fotografi e dal passaggio dei divi sulla Croisette.

Chissà quali saranno le rivelazioni...

Nell'attesa di saperlo, ecco il programma della 77a edizione del Festival per antonomasia del cinema mondiale.

Appuntamento dal 14 al 25 maggio a Cannes!


Concorso

- All We Imagine as Light, regia di Payal Kapadia – documentario (India)
- L'Amour ouf, regia di Gilles Lellouche (Francia), con Adèle Exarchopoulos
- Anora, regia di Sean Baker (Stati Uniti d'America)
- The Apprentice, regia di Ali Abbasi (Canada, Danimarca, Irlanda, Stati Uniti d'America), con Sebastian Stan, Maria Bakalova, Jeremy Strong
- Bird, regia di Andrea Arnold (Regno Unito, Francia), con Barry Keoghan, Franz Rogowski
- Diamant brut, regia di Agathe Riedinger (Francia)
- Emilia Perez, regia di Jacques Audiard (Francia, Messico), con Selena Gomez, Zoe Saldaña, Édgar Ramírez
- Fēngliú yīdài, regia di Jia Zhangke (Cina)
- Grand Tour, regia di Miguel Gomes (Portogallo, Italia, Francia)
- Kinds of Kindness, regia di Yorgos Lanthimos (Irlanda, Regno Unito), con Emma Stone, Willem Dafoe, Joe Alwyn, Margaret Qualley
- Limonov: The Ballad of Eddie, regia di Kirill Serebrennikov (Italia, Francia, Spagna), con Ben WHishaw, Sandrine Bonnaire
- Marcello mio, regia di Christophe Honoré (Francia, Italia), con Chiara Mastroianni, Catherine Deneuve, Fabrice Luchini, Nicole Garcia
- Megalopolis, regia di Francis Ford Coppola (Stati Uniti d'America), con Adam Driver, Nathalie Emmanuel, Giancarlo Esposito, Jon Voight, Laurence Fishburne, Aubrey Plaza, Shia LaBeouf, Jason Schwartzman, Talia Shire
- Motel Destino, regia di Karim Aïnouz (Brasile, Francia, Germania)
- Oh Canada, regia di Paul Schrader (Stati Uniti d'America), con Jacob Elordi, Richard Gere, Uma Thurman
- Parthenope, regia di Paolo Sorrentino (Italia, Francia), con Gary Oldman, Luisa Ranieri, Stefania Sandrelli, Isabella Ferrari
- Pigen med nålen, regia di Magnus von Horn (Danimarca, Polonia, Svezia), con Trine Dyrholm
- The Shrouds, regia di David Cronenberg (Francia, Canada), con Vincent Cassel, Diane Kruger, Guy Pearce, Sandrine Holt
- The Substance, regia di Coralie Fargeat (Stati Uniti d'America), con Demi Moore, Margaret Qualley, Dennis Quaid


Un Certain Regard

- Armand, regia di Halfdan Ullmann Tøndel (Norvegia, Paesi Bassi, Svezia, Germania)
- Boku no ohisama, regia di Hiroshi Okuyama (Giappone)
- The Damned, regia di Roberto Minervini (Italia, Stati Uniti d'America, Belgio)
- Gǒu zhèn, regia di Guan Hu (Cina)
- L'Histoire de Souleymane, regia di Boris Lojkine (Francia)
- Norah, regia di Tawfik Alzaidi (Arabia Saudita)
- On Becoming A Guinea Fowl, regia di Rungano Nyoni (Irlanda, Regno Unito)
- Le Procès du chien, regia di Lætitia Dosch (Francia)
- Le Royaume, regia di Julien Colonna (Francia)
- Santosh, regia di Sandhya Suri (Regno Unito, Francia, India)
- September Says, regia di Ariane Labed (Irlanda, Regno Unito)
- The Shameless, regia di Konstantin Bojanov (Svizzera, Francia, Bulgaria, Taiwan)
- Việt and Nam, regia di Trương Minh Quý (Francia, Singapore, Paesi Bassi, Italia, Germania, Vietnam, Stati Uniti d'America)
- The Village Next to Paradise, regia di Mo Harawe (Austria, Germania, Francia, Somalia)
- Vingt Dieux!, regia di Louise Courvoisier (Francia)


Fuori concorso

- Le Deuxième Acte, regia di Quentin Dupieux (Francia) - film d'apertura - con Léa Seydoux, Vincent Lindon, Louis Garrel
- Furiosa: A Mad Max Saga, regia di George Miller (Australia), con Anya Taylor-Joy, Chris Hemsworth, Tom Hardy, Nicholas Hoult
- Horizon: An American Saga, regia di Kevin Costner (Stati Uniti d'America), con Kevin Costner, Sienna Miller, Sam Worthington, Jena Malone, Danny Huston, Michael Rooker
- Jiàngyuán nòng, regia di Peter Chan (Hong Kong, Cina)
- Rumours, regia di Guy Maddin, Evan Johnson e Galen Johnson (Germania, Canada), con Cate Blanchett, Alicia Vikander, Charles Dance


Cannes Première

- C'est pas moi, regia di Leos Carax (Francia), con Léa seydoux, Denis Lavant
- En fanfare, regia di Emmanuel Courcol (Francia)
- Everybody Loves Touda, regia di Nabil Ayouch (Marocco, Francia)
- Miséricorde, regia di Alain Guiraudie (Francia)
- Rendez-vous avec Pol Pot, regia di Rithy Panh – documentario (Cambogia, Francia)
- Le Roman de Jim, regia di Arnaud e Jean-Marie Larrieu (Francia)


Proiezioni speciali

- Apprendre, regia di Claire Simon – documentario (Francia)
- La Belle de Gaza, regia di Yolande Zauberman – documentario (Francia)
- Ernest Cole: Lost and Found, regia di Raoul Peck – documentario (Stati Uniti d'America)
- Le Fil, regia di Daniel Auteuil (Francia)
- The Invasion, regia di Serhij Loznycja – documentario (Ucraina, Paesi Bassi)


Proiezioni di mezzanotte

- Beterang 2, regia di Ryoo Seung-wan (Corea del Sud)
- Les Femmes au balcon, regia di Noémie Merlant (Francia)
- Jiǔlóng Chéng Zhài zhī wéichéng, regia di Cheang Pou-soi (Hong Kong)
- The Surfer, regia di Lorcan Finnegan (Australia, Irlanda), con Nicolas Cage


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lunedì 30 maggio 2022

CANNES 2022. I VINCITORI

I vincitori della Palma d'Oro e del premio per la sceneggiatura: Ruben Östlund (a sinistra) e Tarik Saleh. 


La Palma d'Oro del 75° Festival di Cannes è andata a Triangle of Sadness, commedia satirica diretta dallo svedese Ruben Östlund.
Un verdetto inaspettato che suggella una delle edizioni meno memorabili nella storia recente della kermesse.

Quelli che fino alla vigilia erano stati i due grandi favoriti sono usciti addirittura a mani vuote: sia il dissidente russo Kirill Serebrennikov sia il veterano canasede David Cronenberg (ce lo ricordiamo in Jason X?) non hanno potuto fare altro che tornare a casa con le proverbiali pive nel sacco.

Chi può rallegrarsi - poco, ma può - è invece l'Italia: Le otto montagne, co-produzione europea con protagonisti i nostrani Alessandro Borghi e Luca Marinelli, è riuscita almeno ad accaparrarsi il Premio della Giuria (benché ex-aequo).

E proprio la Giuria - capitanata dal francese Vincent Lindon, ma comprendente tra gli altri anche Jasmine Trinca e l'ottimo regista indipendente Jeff Nichols - ci sembra sia stata l'anello debole del Festival.

Chi ha assegnato i premi, forse prendendo troppo alla lettera il tentativo del direttore artistico Thierry Frémaux di "de-americanizzare" la Croisette dopo la sbronza hollywoodiana degli ultimi 10-12 anni, lo ha fatto ignorando scopertamente le esigenze del mercato, cioé del pubblico.

Ma non è il caso di arrovellarcisi troppo: come abbiamo spesso affermato, il concorso è poco più di un gioco, quello che conta è la selezione, la proposta nel suo complesso, indipendentemente dai gusti dei giurati.

E quindi poco importa se il film che verrà ricordato di più di Cannes 2022 è il seguito fuori tempo massimo di Top Gun.
Per tutto il resto, se ne riparlerà l'anno prossimo.

Leggete qui sotto l'elenco completo dei vincitori!


Palma d'Oro: Triangle of Sadness, regia di Ruben Östlund

Grand Prix Speciale della Giuria (premio per l'opera più originale o innovativa): Close, regia di Lukas Dhont e Stars at Noon, regia di Claire Denis (ex-aequo)

Prix de la mise en scène (premio per la migliore regia): Park Chan-wook per He-eojil gyeolsim

Prix du scénario (premio per la migliore sceneggiatura): Tarik Saleh per Boy from Heaven

Prix d'interprétation féminine (premio per la migliore attrice): Zahra Amir Ebrahimi per Holy Spider

Prix d'interprétation masculine (premio per il migliore attore): Song Kang-ho per Broker

Premio della Giuria: EO, regia di Jerzy Skolimowski e Le otto montagne, regia di Felix Van Groeningen e Charlotte Vandermeersch (ex-aequo)


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lunedì 16 maggio 2022

CANNES 2022. I FILM IN E FUORI CONCORSO

(La locandina del 75° Festival di Cannes). 


Siamo finalmente arrivati alla 75a edizione della kermesse più blasonata del grande mondo della celluloide.
Non necessariamente la migliore, però, essendo che da qualche tempo viene puntualmente surclassata - in termini di qualità della proposta - dalla concorrente Mostra del Cinema di Venezia.

Lo storico direttore artistico Thierry Frémaux quest'anno ha fatto una scelta tanto coraggiosa quanto rischiosa: puntare principalmente sulle pellicole d'autore, rinunciando in larga parte ai blockbuster hollywoodiani che hanno sempre contraddistinto la sua gestione (con qualche eccezione: si veda ad esempio la presenza in tabellone del tardivo seguito di Top Gun).

Tra i film in concorso, i riflettori sono puntati soprattutto su Žena Čajkovskogo di Kirill Serebrennikov, cineasta russo anti-Putin autoesiliatosi a Parigi.
Anche il virtù dell'attuale guerra in Ucraina, è uno dei favoriti per l'ambita Palma d'Oro.

C'è inoltre grande attesa per Crimes of the Future, che segna il ritorno del maestro canadese del body horror David Cronenberg a 8 anni di distanza dal precedente Maps to the Stars, presentato in anteprima proprio a Cannes nel 2014.

Molte aspettative sono riposte anche in Armageddon Time del regista indipendente James Gray, con protagonista una coppia di attori letteralmente da Oscar: la splendida Anne Hathaway (ricordate Les Misérables?) e l'immarcescibile Anthony Hopkins (Il Silenzio degli Innocenti, The Father).

Fuori concorso, tra il ritorno dell'australiano George Miller di Mad Max e il biopic dedicato a Elvis Presley firmato Baz Luhrmann, ritroviamo con piacere il premio Oscar Michel Hazanavicious, di cui avevamo perso un po' le tracce.
L'autore del bellissimo The Artist presenta una commedia interpretata come di consueto dalla moglie-musa Bérénice Bejo.

L'Italia è rappresentata essenzialmente da Mario Martone col drammatico Nostalgia e da Valeria Bruni Tedeschi con un'opera che, tuttavia, batte bandiera francese.
E potevano mancare beniamini del Festival come Olivier Assayas e i fratelli Dardenne? Ovviamente no, ma almeno il primo è relegato in una sezione "minore".

Nelle retrovie anche l'anziano Marco Bellocchio - da noi incontrato a Venezia qualche anno or sono - con una serie tv sul sequestro Moro.
Un tema che al regista piacentino interessa molto, avendovi già dedicato un lungometraggio nel 2003 (il controverso Buongiorno Notte).

Resta da dire delle Proiezioni Speciali, da cui emergono il documentario su Jerry Lee Lewis ad opera di Ethan Coen - clamorosamente senza il fratello Joel - e l'esordio alla regia della "morettiana" Jasmine Trinca.

In attesa di scoprire i vincitori nelle varie categorie, trovate qui sotto l'elenco completo dei candidati.
E buon Festival a tutte/i!


CONCORSO
Les Amandiers, regia di Valeria Bruni Tedeschi (Francia)
Armageddon Time, regia di James Gray, con Anne Hathaway e Anthony Hopkins (Stati Uniti d'America)
Barādarān Leylā, regia di Saeed Roustayi (Iran)
Boy From Heaven, regia di Tarik Saleh (Svezia, Finlandia, Danimarca, Francia)
Broker, regia di Hirokazu Kore'eda (Corea del Sud)
Close, regia di Lukas Dhont (Belgio, Francia, Paesi Bassi)
Crimes of the Future, regia di David Cronenberg, con Léa Seydoux e Viggo Mortensen (Canada, Grecia)
Eo, regia di Jerzy Skolimowski (Polonia, Italia)
Frère et Sœur, regia di Arnaud Desplechin (Francia)
Heeojil gyeolsim, regia di Park Chan-wook (Corea del Sud)
Holy Spider, regia di Ali Abbasi (Danimarca, Germania, Svezia, Francia)
Nostalgia, regia di Mario Martone (Italia)
Le otto montagne, regia di Felix van Groeningen e Charlotte Vandermeersch (Italia, Francia, Belgio, Regno Unito)
Un petit frère, regia di Léonor Serraille (Francia)
RMN, regia di Cristian Mungiu (Romania)
Showing Up, regia di Kelly Reichardt (Stati Uniti d'America)
The Stars at Noon, regia di Claire Denis (Francia, Brasile)
Tori et Lokita, regia di Jean-Pierre e Luc Dardenne (Belgio, Francia)
Tourment sur les îles, regia di Albert Serra (Spagna)
Triangle of Sadness, regia di Ruben Östlund (Svezia, Francia, Stati Uniti d'America, Regno Unito)
Žena Čajkovskogo, regia di Kirill Serebrennikov (Russia, Francia)

UN CERTAIN REGARD
Bačennja metelyka, regia di Maksym Nakonečnyj (Ucraina)
Beast, regia di Riley Keough e Gina Gammell (Stati Uniti d'America)
Le Bleu du caftan, regia di Maryam Touzani (Marocco, Francia)
Corsage, regia di Marie Kreutzer (Austria)
Domingo y la niebla, regia di Ariel Escalante Meza (Costa Rica)
Harka, regia di Lotfy Nathan (Francia, Germania, Stati Uniti d'America, Tunisia)
Kurak Günler, regia di Emin Alper (Turchia)
Joyland, regia di Saim Sadiq (Pakistan)
Mediterranean Fever, regia di Maha Haj (Palestina, Francia, Germania, Cipro)
Metronom, regia di Alexandru Belc (Romania)
Les Pires, regia di Lise Akora e Romane Gueret (Francia)
Plan 75, regia di Chie Hayakawa (Giappone)
Plus que jamais, regia di Emily Atef (Francia, Germania, Lussemburgo, Norvegia)
Retour à Séoul, regia di Davy Chou (Cambogia, Francia)
Rodéo, regia di Lola Quivoron (Francia)
Silent Twins, regia di Agnieszka Smoczyńska (Polonia, Regno Unito, Stati Uniti d'America)
Syk Pike, regia di Kristoffer Borgli (Norvegia)
The Stranger, regia di Thomas M. Wright (Australia, Regno Unito)
Volaða land, regia di Hlynur Pálmason (Danimarca, Islanda, Svezia, Finlandia)

FUORI CONCORSO
Elvis, regia di Baz Luhrmann (Australia, Stati Uniti d'America)
L'Innocent, regia di Louis Garrel (Francia)
Masquerade, regia di Nicolas Bedos (Francia)
Novembre, regia di Cédric Jimenez (Francia, Belgio)
Three Thousand Years of Longing, regia di George Miller (Australia)
Top Gun: Maverick, regia di Joseph Kosinski, con Tom Cruise e Val Kilmer (Stati Uniti d'America)
Coupez!, regia di Michel Hazanavicius (Francia)

CANNES PREMIERE
Chronique d'une liaison passagère, regia di Emmanuel Mouret (Francia)
Dodo, regia di Panos H. Koutras (Grecia, Francia, Belgio)
Don Juan, regia di Serge Bozon (Francia, Belgio)
Esterno notte, regia di Marco Bellocchio – miniserie TV (Italia)
Irma Vep, regia di Olivier Assayas – serie TV (Stati Uniti d'America)
Nos frangins, regia di Rachid Bouchareb (Francia)
La Nuit du 12, regia di Dominik Moll (Francia, Belgio)

PROIEZIONI SPECIALI
All That Breathes, regia di Shaunak Sen – documentario (India, Regno Unito, Stati Uniti)
Jerry Lee Lewis: Trouble In Mind, regia di Ethan Coen – documentario (Stati Uniti d'America)
Mi país imaginario, regia di Patricio Guzmán – documentario (Cile)
The Natural History of Destruction, regia di Serhij Loznycja – documentario (Ucraina)
Marcel!, regia di Jasmine Trinca (Italia)
Le Petit Nicolas - Qu'est-ce qu'on attend pour être heureux?, regia di Amandine Fredon e Benjamin Massoubre (Francia)
Restos do vento, regia di Tiago Guedes (Portogallo)
Riposte féministe, regia di Marie Perennès e Simon Depardon – documentario (Francia)
The Vagabonds, regia di Doroteya Droumeva (Germania)

PROIEZIONI DI MEZZANOTTE
Fumer fait tousser, regia di Quentin Dupieux (Francia)
Hunt, regia di Lee Jung-jae (Corea del Sud)
Moonage Daydream, regia di Brett Morgen – documentario (Stati Uniti d'America)
Rebel, regia di Adil El Arbi e Bilall Fallah (Stati Uniti, Belgio, Lussemburgo, Francia)


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venerdì 11 dicembre 2015

STAR WARS EP. VI-IL RITORNO DELLO JEDI, UN FINALE... EWOKATIVO

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 1983
134'
Regia: Richard Marquand
Interpreti: Mark Hamill, Harrison Ford, Carrie Fisher, Billy Dee Williams, Alec Guinness, Anthony Daniels, David Prowse, Kenny Baker, Peter Mayhew, Ian McDiarmid, Frank Oz, James Earl Jones (voce nella versione originale).


Siamo alla resa dei conti: l'Imperatore (McDiarmid) sta per sferrare l'attacco finale contro i ribelli ed escogita un piano machiavellico per attrarre Luke (Hamill) verso il lato oscuro della Forza e quindi a sé.

Han (Ford) viene liberato dalle grinfie del gangster Jabba The Hutt e, assieme a Leia (Fisher), si reca nella luna boscosa di Endor per distruggere il sistema che permette alla costruenda nuova Morte Nera di dotarsi di uno scudo deflettore per difendersi da qualsiasi aggressione aerea.
Decisivo sarà l'apporto della primitiva popolazione autoctona degli Ewok.

Luke torna da Yoda (Oz) per completare il suo addestramento Jedi e, una volta pronto, sfiderà definitivamente Darth Vader e il di lui padrone.

Il Ritorno dello Jedi è il capitolo conclusivo della prima trilogia di Star Wars - e dei tre è quello che ha più deluso i fan, nonostante gli incassi molto abbondanti.

Le critiche degli appassionati si sono concentrate soprattutto sugli Ewok, creature piccole, pelosette, con gli occhioni tondi e grandi, capaci - nonostante utilizzino armamenti primitivi - di mettere in difficoltà i potenti ed equipaggiatissimi Stormtrooper (i soldati dell'Impero dalla caratteristica armatura bianca).

Il loro aspetto - assomigliano ad orsetti di peluche - non si intona molto con quello delle altre creature dell'universo creato da Lucas, più mostruose: sembra in effetti studiato per suscitare simpatia e tenerezza in vista di uno sfruttamento commerciale.

Sarà stato un caso il fatto che, dopo l'uscita del film, gli scaffali dei negozi di giocattoli si siano riempiti di pupazzetti con le loro fattezze rivolti ad un pubblico di bambini piccoli?
O che per la Tv siano stati prodotti due spin-off, L'Avventura degli Ewoks e Il Ritorno degli Ewoks, anch'essi non diretti certamente ad un'audience di adulti?

Negli USA, poi, sicuramente non saranno state molto apprezzate le loro tattiche di guerriglia nella natura, che ricordano quelle messe in pratica dal Che Guevara o dai Viet-Cong di Ho Chi Minh negli inferni verdi dell'America Latina e del Vietnam.

Chi ha apprezzato l'epicità di Una Nuova Speranza e L'Impero Colpisce Ancora è rimasto probabilmente spiazzato dalla svolta quasi anti-eroica della pellicola.

Abbiamo scritto "quasi" perché anche questo Episodio VI è comunque ricco di scene spettacolari: l'azione di salvataggio di Han, gli inseguimenti ad alta velocità delle speeder-bike tra i boschi di Endor, l'attacco alla nuova Morte Nera, il drammatico scontro finale a tre fra Luke, Darth Vader e l'Imperatore...

È vero, si ha un po' l'impressione che Lucas & Co. avessero potuto fare di più - inserire nella storia una Morte Nera 2 e scegliere tra le ambientazioni il pianeta Tatooine già presente in Una Nuova Speranza sono scelte che sanno di riciclo - ma Il Ritorno Dello Jedi è comunque un film di gradevole intrattenimento.

Ma se al posto del diligente Marquand a dirigerlo fossero stati David Lynch o David Cronenberg?
I due erano stati contattati ma avevano rinunciato per girare, rispettivamente, Dune e Videodrome (e La Zona Morta).
Chissà come sarebbe stato trattato il materiale lucasiano nelle mani di due tipi così fuori dagli schemi...

A proposito di registi fuori dagli schemi... Kevin Smith, in Clerks 2, fa dire al personaggio di Randal - che sta litigando con due fan di Il Signore Degli Anelli - che c'è un solo ritorno: quello dello Jedi (i film conclusivi delle due trilogie di chiamano Il Ritorno dello Jedi, appunto, e Il Ritorno del Re).

Ironicamente, questo terzo capitolo della serie è proprio quello dove traspare in modo più evidente l'influenza della saga tolkeniana.
Se da una parte il Male è sconfitto dai buffi Hobbit - piccoli, da piedi e gambe pelosi, pacifici abitanti di un mondo arcaico - dall'altra ci sono delle creaturine - piccole, pelose, pacifiche, che vivono in mezzo agli alberi - che riescono a contrastare i piani diabolici dell'Impero.

Insomma, anche qui c'è l'idea che le grandi imprese non sono prerogativa esclusiva di eroi belli, forti, virili e coraggiosi; ma possono essere portate a termine con successo e valore anche dalle persone umili, dai cosiddetti "piccoli".

Alla faccia di Randal.

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sabato 31 ottobre 2015

I CLASSICI: JASON X, VENERDI' 13 PORTA MALE ANCHE NELLO SPAZIO

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2002
93'
Regia: James Isaac
Interpreti: Kane Hodder, Lexa Doig, Chuck Campbell, Lisa Ryder, Peter Mensah, David Cronenberg.


Oggi. Il mostruoso omicida Jason Voorhees (Hodder) è tenuto in ostaggio dal governo e bramato dal Dottor Wimmer (Cronenberg) come oggetto di studi, a causa della propria immortalità.
Riesce a liberarsi, ma finisce ibernato insieme a una bella ragazza (Doig).

Anno 2455. I due vengono ritrovati dall'equipaggio di un'astronave e portati a bordo. Ovviamente Jason si riprende ed è pronto a uccidere ancora...
Come liberarsi di un assassino che non può morire?

Dei vari franchise orrorifici degli anni 80 - la trilogia di Evil Dead di Sam Raimi (ossia La Casa, La Casa 2 e L'Armata delle Tenebre, senza contare il prologo Within The Woods e la tv series di prossima uscita), Halloween di John Carpenter e Nightmare di Wes Craven - Venerdì 13 è quello che ha ricevuto meno favori da parte della critica.

Meno originale (la derivazione dalla pellicola di Carpenter è palese), più rozza e forse anche più truculenta delle sue omologhe, la serie inaugurata dal carneade Sean S. Cunningham nel 1980 deve la propria popolarità principalmente all'immagine del suo protagonista.

Un killer con la maschera da hockey e la predilezione per motoseghe e altri armi da taglio non poteva che entrare di diritto nella storia del cinema horror, specie tra il pubblico degli adolescenti che ha eletto il suo interprete più frequente - l'imponente stuntman Kane Hodder, qui alla sua quarta e finora ultima apparizione nei panni di Jason - al rango di attore di culto.

Scritto da un appassionato di Alien (si vede anche troppo) e diretto da un tecnico degli effetti speciali caro a David Cronenberg (il che spiega la comparsata del regista canadese nel prologo), Jason X - la X sta a indicare che è il 10° capitolo - si differenzia dai film precedenti per due ragioni: l'ambientazione fantascientifica e l'abbondante dose di autoironia.

Nonostante - o forse proprio per merito di - dialoghi demenziali, scenografie improbabili (la stazione orbitante con i grattacieli), trucchi dilettantistici, costumi al risparmio (benché la storia sia ambientata in un futuro remoto tutti i personaggi vestono come negli anni 90), vari buchi narrativi e assurdità scientifiche (se nello spazio il suono non si propaga, come fanno i protagonisti a sentire le esplosioni?), c'è molto pane per i denti degli appassionati del cinema trash.

Tra le scene cult segnaliamo quella in cui a una bionda viene congelata e quindi frantumata la faccia su un bancone da laboratorio e la trasformazione di Jason in Super-Jason, con tanto di corazza e maschera argentata.
Ma la migliore è la simulazione olografica che omaggia i primi film della serie, con la presenza di due sexy campeggiatrici virtuali che tentano di distrarre e rallentare Jason, e in cui Hodder si diverte a ripetere, parodiandola, la sua famigerata sleeping-bag murder scene da Venerdì 13-Parte VII.

Il merito che riconosciamo a opere come questa è principalmente la capacità di non prendersi sul serio, caratteristica che dovrebbe essere fondamentale di tutti i film dell'orrore.
Meno metaforico di Freddy Kruger e più iconico di Michael Myers, Jason Voorhees è un protagonista senza troppe pretese, un anti-eroe che ammazza chiunque gli capiti a tiro, meglio se si tratta di teenager libidinosi (ricordate il filone degli horror "moralistici" di cui vi avevamo parlato qui?).

Jason X non è un capolavoro ma forse è il migliore dei vari Venerdì 13.
Di certo ne consigliamo la visione in lingua originale, così da non perdersi battute come quella della ragazza che, poco prima di essere risucchiata nello spazio, esclama: "This sucks on so many levels!"

Buon Halloween da CINEMA A BOMBA! e ricordate: almeno questa notte evitate campeggi e... astronavi.
Non si sa mai...

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giovedì 8 gennaio 2015

DEAR MR. CRONENBERG...

(una foto buffa del regista David Cronenberg) 


Caro David (possiamo darci del tu, vero? tanto lo faremmo lo stesso, in ogni caso), abbiamo letto della tua recente tirata contro i cosiddetti "cineblogger"...

Come usa in occasioni come questa, mettiamo le mani avanti affermando che ti stimiamo come artista e rispettiamo il tuo lavoro.
Ad onor del vero non sei tra i nostri autori preferiti, ma ti riconosciamo un talento visionario e una coerenza stilistica non comuni.

Conosciamo la tua filmografia storica, da Scanners a A History of Violence; abbiamo mancato di un soffio il tuo A Dangerous Method a Venezia 2011 (recuperandolo in seguito e apprezzandone soprattutto la componente umoristica); abbiamo seguito il deludente Cosmopolis a Cannes 2012 e siamo curiosi di vedere il nuovo Maps to the Stars che hai presentato a Cannes 2014 (specie per l'attesa performance della premiata Julianne Moore).

Tuttavia, te lo dobbiamo proprio dire: le tue affermazioni sono state del tutto fuori luogo.

In sostanza, ritieni che i social media stiano di fatto sostituendosi ai critici professionisti, delegittimandone il ruolo.
Ammesso e non concesso che i suddetti possano essere delegittimati (considerato che si guadagnano da vivere facendo qualcosa di molto più vicino a un hobby che a un mestiere), la miglior risposta è una citazione di Quentin Tarantino: "When people ask me if I went to film school, I tell them: no, I went to films."

Spieghiamoci meglio.
Se è vero - come suggerisce Quentin - che per farsi una vera cultura filmica è più utile andare al cinema che studiarne i libri dedicati, allora qual è la differenza effettiva fra un critico "vero" e un blogger?
Che uno viene pagato per fare la stessa cosa che l'altro fa esclusivamente per passione.

Sia chiaro, non stiamo equiparando la nostra attività-a-tempo-perso col giornalismo o la saggistica, ma insomma, diamo alle cose la giusta importanza.
Per parlare con competenza di cinema non è necessario avere una laurea (o uno stipendio dedicato): ci saranno sempre blog e altri media che recensiranno e commenteranno i film.

Soprattutto ci sarà CINEMA A BOMBA!, che ha fatto della propria libertà espressiva una bandiera: alle spalle non abbiamo condizionamenti né economici né politici né pubblicitari né di altro tipo.
Se una pellicola vale la segnaliamo, se ci sembra mediocre avvertiamo i nostri lettori e ne discutiamo con loro, senza pregiudizi o partigianerie.

Caro David, tu continua a fare quello che ti viene meglio: gira film e falli proiettare nelle sale.
I commenti lasciali a noi.

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mercoledì 14 maggio 2014

CANNES 2014. I FILM IN E FUORI CONCORSO

Dall'alto: la principesca Nicole Kidman in Grace di Monaco; la divina Jessica Chastain e James McAvoy in The Disappearance of Eleanor Rigby; il regista premio Oscar Michel Hazanavicius sul set di The Search; Tommy Lee Jones e Hilary Swank in una scena di The Homesman


E alla fine Cannes 2014 è iniziato.
Come abbiamo visto nel post precedente, di sorprese non ce ne sono molte. Anzi.

I favoriti sono sempre gli stessi: David Cronenberg, i soliti fratelli Dardenne (che, come i fratelli Coen, un premio a Cannes lo prendono sempre), Ken Loach, Mike Leigh. Solo il primo non ha ancora vinto la Palma d'Oro.
I due belgi, invece, hanno già trionfato due volte; non è mai successo, però, che qualcuno ci riuscisse per tre volte.

Gli outsider? Jean-Luc Godard (al Festival non ha mai raccolto nulla: un omaggio all'anziano maestro della Nouvelle Vague in vista?), Xavier Dolan (ha 25 anni ed è gay: la Giuria deciderà di incoraggiarlo e far accendere su di lui le luci della ribalta internazionale?), Olivier Assayas (è pur sempre un ex critico della prestigiosa rivista cinematografica Cahiers du Cinéma...).

Poche possibilità sulla carta per Alice Rohrwacher, unica rappresentante italiana in concorso. Però l'anno scorso c'era La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino, non premiato ma poi vincitore dell'Oscar per il Miglior Film Straniero...
E chissà che dopo i fasti hollywoodiani (agli Oscar 2012 trionfo personale e per il suo The Artist) non si riconfermi l'attesissimo Michel Hazanavicius: tre anni fa aveva dovuto vedersela nientepopodimeno che con lo splendido The Tree of Life di Terrence Malick (Palma d'Oro) e con Drive di Nicolas Winding Refn (Prix de la mise en scène, cioè premio per la migliore regia).

Non moltissime neppure le chance dei due film Made in USA: la Croisette servirà soprattutto come trampolino di lancio verso gli Oscar per Foxcatcher di Bennett Miller (tratto da una storia vera) e il western Homesman di Tommy Lee Jones, con cast di tutto rispetto: da una parte Steve Carell (in un insolito ruolo drammatico; ma era prevedibile che prima o poi succedesse anche per il protagonista di 40 Anni Vergine, Un'Impresa da Dio, Agente Smart-Casino Totale e Notte Folle a Manhattan), il lanciatissimo Channing Tatum e l'eclettico Mark Ruffalo; dall'altra le plurioscarizzate Hilary Swank e Meryl Streep.

Le due fuoriclasse, qui in Francia, si dovranno confrontare però con bravissime e agguerritissime colleghe: Juliette Binoche, Bérénice Bejo (però già premiata l'anno scorso), Marion Cotillard, Julianne Moore, Annette Bening, Rosario Dawson, Vanessa Redgrave, la nostra Monica Bellucci.

E ora ecco a voi il programma della 67a edizione del Festival di Cannes!


CONCORSO
Clouds of Sils Maria (Sils Maria) di Olivier Assayas (Germania, Francia, Svizzera), con Juliette Binoche, Kristen Stewart, Chloë Grace Moretz.
Saint Laurent di Bertrand Bonello (Francia), con Gaspard Ulliel, Léa Seydoux, Louis Garrel.
Winter Sleep (Kis Uykusu) di Nuri Bilge Ceylan (Turchia, Germania, Francia).
Maps to the Stars di David Cronenberg (Canada, USA), con Julianne Moore, Mia Wasikowska, John Cusack, Sarah Gadon, Robert Pattinson, Olivia Williams, Carrie Fisher.
Two Days, One Night (Deux jours, une nuit) di Jean-Pierre Dardenne e Luc Dardenne (Belgio, Italia, Francia), con Marion Cotillard.
Mommy di Xavier Dolan (Canada).
The Captive di Atom Egoyan (Canada), con Ryan Reynolds, Scott Speedman, Rosario Dawson.
Goodbye to Language (Adieu au Langage) di Jean-Luc Godard (Svizzera).
The Search di Michel Hazanavicius (Francia), con Annette Bening, Bérénice Bejo.
The Homesman di Tommy Lee Jones (USA), con Tommy Lee Jones, Hilary Swank, Hailee Steinfeld, Meryl Streep.
Still the Water (Futatsume No Mado) di Naomi Kawase (Giappone).
Mr. Turner di Mike Leigh (Regno Unito), con Timothy Spall.
Jimmy's Hall di Ken Loach (Regno Unito, Irlanda, Francia).
Foxcatcher di Bennett Miller (USA), con Channing Tatum, Mark Ruffalo, Steve Carell, Sienna Miller, Vanessa Redgrave.
Le meraviglie di Alice Rohrwacher (Italia/Francia), con Monica Bellucci, Alba Rohrwacher.
Timbuktu di Abderrahmane Sissako (Francia).
Wild Tales (Relatos salvajes) di Damián Szifrón (Argentina), con Ricardo Darín.
Leviathan di Andrey Zvyagintsev (Russia).


Nelle altre sezioni, segnaliamo due opere ad alto tasso di glamour - grazie anche alle due splendide e bravissime protagoniste: Grace di Monaco, cioè il discusso biopic su Grace Kelly (interpretata da Nicole Kidman) che aprirà la kermesse, osteggiato dalla famiglia della principessa; e The Disappearance of Eleanor Rigby, sperimentale opera prima (in realtà già presentata a Toronto qualche mese fa in versione non definitiva) che racconta una relazione sentimentale dal punto di vista di lui e di lei, con protagonista la nostra pupilla Jessica Chastain.

Da notare la presenza di tre lungometraggi diretti da altrettanti attori passati dietro alla macchina da presa: Ryan Gosling, Mathieu Amalric (entrambi all'esordio) e Asia Argento.

Qui di seguito, comunque, riportiamo i film che secondo noi sono più interessanti.


Grace di Monaco (Grace of Monaco) di Olivier Dahan (Francia / USA / Belgio / Italia), con Nicole Kidman, Tim Roth, Frank Langella. - Film d'apertura [Fuori concorso]
The Rover di David Michôd (USA / Australia), con Guy Pearce, Robert Pattinson. [Fuori concorso]
Dragon Trainer 2 di Dean Deblois (USA) [Fuori concorso]
L'Homme que l'on aimait trop di André Téchiné (Francia), con Catherine Deneuve, Guillaume Canet (Fuori concorso)
La chambre bleue di Mathieu Amalric (Francia), con Mathieu Amalric. [Un Certain Regard]
Incompresa di Asia Argento, con Charlotte Gainsbourg, Gabriel Garko. (Italia / Francia) [Un Certain Regard]
The Disappearance of Eleanor Rigby di Ned Benson (USA), con Jessica Chastain, James McAvoy, Viola Davis, William Hurt, Isabelle Huppert. [Un Certain Regard]
Lost River di Ryan Gosling (USA), con Christina Heindricks, Saoirse Ronan, Eva Mendes. [Un Certain Regard]
Amour fou di Jessica Hausner (Austria). [Un Certain Regard]
Coming Home di Zhang Yimou (Cina), con Gong Li [Un Certain Regard]
Queen and Country di John Boorman (Irlanda/GB). (Quinzaine des Réalisateurs)

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martedì 13 maggio 2014

CANNES 2014. IL FESTIVAL DELL'USATO SICURO

La locandina del Festival di Cannes 2014, omaggio a Marcello Mastroianni e al cinema italiano. 


I francesi Olivier Assayas (già critico cinematografico per Cahiers du Cinéma), Bertrand Bonello, Jean-Luc Godard (ritorno in grande stile, dunque, per uno dei maestri d'Oltralpe), Michel Hazanavicius ( premio Oscar per The Artist).
La nutrita comitiva dei canadesi David Cronenberg, Xavier Dolan, Atom Egoyan; gli inglesi Mike Leigh, Ken Loach.
L'italiana Alice Rohrwacher, il turco Nure Bilge Ceylan, i belgi fratelli Dardenne, lo statunitense Tommy Lee Jones, la giapponese Naomi Kawase, il russo Andrey Zvyagintsev, il mauritano Abderrahmane Sissako.

Che cosa unisce tutti questi registi più o meno noti, oltre alla partecipazione in concorso al Festival di Cannes 2014 (dal 14 al 25 Maggio)?
La risposta è... l'aver già partecipato al Festival di Cannes in edizioni precedenti.
L'argentino Damián Szifrón è infatti l'unico a non aver calcato mai finora il tappeto rosso della Croisette.

Gli organizzatori della kermesse rivierasca, quest'anno, non hanno certo brillato per coraggio.
Peccato: Cannes è attualmente la vetrina cinematografica più importante d'Europa - sebbene più adatta agli addetti ai lavori piuttosto che al pubblico, che deve accontentarsi di veder sfilare i divi senza poter assistere alle proiezioni delle pellicole che presentano (ne avevamo già parlato l' anno scorso, ricordate?).

Dare una certa visibilità anche agli autori più giovani e/o meno conosciuti gioverebbe al cinema e porterebbe una ventata di novità.

Certo, sempre che non si cada nell'errore della Mostra di Venezia 2013, dove - accanto a pochissimi autori noti (i soli Hayao Miyazaki, Terry Gilliam, Stephen Frears e Alfonso Cuarón, che aveva presentato in pompa magna l'attesissimo Gravity, successivamente vincitore morale degli Oscar 2014) e nell'ottica di risparmiare a tutti i costi - troppi sono stati i talenti-da-lanciare, con il risultato di dare l'idea di un festival fatto con gli scarti dei concorrenti e quindi di scarso appeal e prestigio internazionale.

D'altra parte, è facilmente dimostrabile che le rassegne più riuscite sono quelle che sanno andare incontro ai gusti sia del vasto pubblico che dei cinefili duri e puri, entrambi ansiosi di conferme da parte dei loro autori preferiti e di vedere cose nuove.

A Cannes 2014 si vedranno sfilare, oltre ai registi succitati, anche i membri delle giurie - le registe Jane Campion (presidente), Sofia Coppola e Andrea Arnold (nel 2011 noi di CINEMA A BOMBA! avevamo visto in anteprima mondiale la sua versione di Cime Tempestose), i cineasti Nicolas Winding Refn (quello di Drive, per intenderci) e Abbas Kiarostami, gli attori Carole Bouquet, Willem Dafoe, Gael García Bernal (il protagonista di No) - e il solito stuolo di divi (per sapere chi sono e quali sono i film nei quali compaiono, però, vi rimandiamo al prossimo post).

Insomma, il festival del déja-vu e dell'usato sicuro.

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domenica 3 giugno 2012

CANNES 2012. UN PASSO INDIETRO?

(Il regista Michael Haneke con la Palma d'Oro) 

Dopo l’ubriacatura di meritocrazia dello scorso anno, quando la giuria presieduta da Robert De Niro aveva schiaffato in faccia alla critica più snob un responso sacrosanto ma tutt’altro che scontato (Palma d’Oro a The Tree of Life di Terrence Malick, Nicolas Winding Refn miglior regista, Kristen Dunst e Jean Dujardin migliori interpreti), era logico aspettarsi quest’anno un verdetto meno coraggioso.
E così è stato.

Non che tutte le scelte siano state sciagurate: il divo danese Mads Mikkelsen (miglior attore) è bravo e versatile; il Gran Prix a Garrone è utile per ricordare al mondo e a noi stessi che non tutti i film italiani sono cinepanettoni.
Però è lecito ignorare autori come Cronenberg e Anderson, Hillcoat e Nichols?
E’ sensato premiare come migliori attrici due carneidi, pur avendo a disposizione una rosa che andava da Jessica Chastain a Juliette Binoche, da Marion Cotillard a Nicole Kidman?
E quanti davvero si recheranno nei cinema per vedere il palmadorato drammone senile di Haneke?

Soprattutto: l’assenza di riconoscimenti a pellicole hollywoodiane – intendendo non soltanto quelle di produzione americana, ma quelle genericamente “di genere” – sta a significare un fallimento della linea intrapresa dal direttore artistico Thierry Frémaux negli ultimi anni?
Naturalmente no, anzi. Come già avevamo scritto in relazione a Venezia 2011 (vedi il post), il compito dei giurati in fin dei conti è sottoporsi a un giochino di gusto personale. Discutibile finchè si vuole ma lecito, una volta accettate le regole.

Ciò che conta realmente è la programmazione, e non è sbagliato lasciare spazio anche a opere che possano piacere al grande pubblico: i film di genere possono anche essere film d’autore.
E poi, diciamo la verità: se non fosse per loro, chi se li filerebbe davvero i festival del cinema?!
Le “abbiette leggi” del mercato - per usare una fraseologia cara a Godard - non c’entrano nulla. Per questo, nonostante tutto, quella di Frémaux è stata l’ennesima vittoria.
Continua così, Thierry. Niente passi indietro.

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martedì 15 maggio 2012

CANNES 2012. I FILM IN PROGRAMMA


A partire da domani avrà luogo la 65a edizione di quella che negli ultimi anni si è imposta come una delle più importanti rassegne cinematografiche internazionali: il Festival di Cannes.

Dopo il trionfo dell'anno scorso - quando si poteva spaziare dal plurioscarizzato The Artist al palmadorato The Tree of Life, da un film di Kaurismaki a uno di Winding Refn - anche quest'anno i titoli sembrano da pelle d'oca: si comincia alla grande col nuovo lavoro dell'intellettualissimo Wes Anderson (quello del geniale Le Avventure Acquatiche di Steve Zissou) per proseguire con altri titoli di indubbio interesse.

Si vedranno, tra le altre cose: due pellicole con la sempre divina Nicole Kidman (The Paperboy e Hemingway & Gellhorn) e altre due con l'attrice del momento Jessica Chastain (Lawless, diretto dal regista di Red Dead Redemption John Hillcoat, e Madagascar 3); quindi l'attesissima trasposizione filmica del romanzo stracult di Jack Kerouac On The Road con la "vampirica" Kristen Stewart, mentre l'altro "vampiro" Robert Pattinson sarà protagonista di Cosmopolis, con cui il maestro canadese David Cronenberg sembra proseguire l'intrigante fase "sotterranea" - nel senso di apparentemente normalizzata, ma nascostamente instabile - intrapresa negli ultimi anni.

Altre conferme potrebbero arrivare dagli altri nomi presenti in cartellone: Bertolucci (fuori concorso), Garrone, Haneke, Loach...
Senza dimenticare Brad Pitt che promuoverà Killing Them Softly e Dario Argento che tenterà di recuperare la vena di un tempo con una sua versione di Dracula in 3D.

Di seguito l'elenco delle proiezioni principali (clicca sui link per vedere trailer/info):

In concorso:
Moonrise Kingdom, regia di Wes Anderson (USA)
De Rouille et d'os, regia di Jacques Audiard (Belgio/Francia)
Holy Motors, regia di Leos Carax (Francia)
Cosmopolis, regia di David Cronenberg (Francia/Canada/Portogallo/Italia)
The Paperboy, regia di Lee Daniels (USA)
Killing Them Softly, regia di Andrew Dominik (Nuova Zelanda)
Reality, regia di Matteo Garrone (Italia)
Amour, regia di Michael Haneke (Francia)
Lawless, regia di John Hillcoat (Australia)
In Another Country, regia di Hong Sang-soo (Corea del Sud)
Taste of Money, regia di Im Sang-soo (Corea del Sud)
Like Someone In Love, regia di Abbas Kiarostami (Iran)
The Angels' Share, regia di Ken Loach (Inghilterra)
Beyond The Hills, regia di Cristian Mungiu (Romania)
Baad El Mawkeaa (Apres la bataille), regia di Yousry Nasrallah (Egitto)
Mud, regia di Jeff Nichols (USA)
Vous N'Avez Encore Rien Vu, regia di Alain Resnais (Francia)
Post Tenebras Lux, regia di Carlos Reygadas (Messico)
On The Road, regia di Walter Salles (USA)
Paradies: Liebe, regia di Ulrich Seidl (Austria)
Jagten (The Hunt), regia di Thomas Vinterberg (Danimarca)

Fuori concorso:
Io e te, regia di Bernardo Bertolucci (Italia)
Une Journée Particulière, regia di Gilles Jacob e Samuel Faure (Francia)
Thérèse Desqueiroux, regia di Claude Miller (Francia)
Madagascar 3 - Ricercati in Europa, regia di Eric Darnell e Tom Mcgrath (USA)
Hemingway & Gellhorn, regia di Philip Kaufman (USA)

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mercoledì 3 agosto 2011

VENEZIA 2011: I FILM IN CONCORSO.

Rullo di tamburi, squillo di trombe!
Signore e signori, ecco a voi i film in concorso alla 68a Mostra del Cinema di Venezia.


TOMAS ALFREDSON - TINKER, TAILOR, SOLDIER, SPY
Gran Bretagna, Germania, 127'
Gary Oldman, Colin Firth, Tom Hardy, John Hurt
(clicca sulla locandina per vedere le curiosità)


ANDREA ARNOLD - WUTHERING HEIGHTS
Gran Bretagna, 128'
Kaya Scodelario, James Howson, Nichola Burley, Steve Evets, Oliver Milburn
(clicca sulla locandina per vedere le curiosità)


AMI CANAAN MANN - TEXAS KILLING FIELDS
Usa, 109'
Sam Worthington, Jessica Chastain, Chloe Grace Moretz, Jeffrey Dean Morgan
(clicca sulla locandina per leggere l'intervista a Sam Worthington sul personaggio che interpreta nel film e sul futuro Avatar 2)


GEORGE CLOONEY - THE IDES OF MARCH [FILM D’APERTURA]
Usa, 109'
Ryan Gosling, George Clooney, Philip Seymour Hoffman, Paul Giamatti, Marisa Tomei, Evan Rachel Wood
(clicca sulla locandina per vedere le curiosità)


CRISTINA COMENCINI - QUANDO LA NOTTE
Italia, 116'
Claudia Pandolfi, Filippo Timi, Michela Cescon, Thomas Trabacchi
(clicca sulla locandina per vedere il backstage del film)


EMANUELE CRIALESE - TERRAFERMA
Italia, Francia, 88'
Filippo Pucillo, Donatella Finocchiaro, Giuseppe Fiorello, Claudio Santamaria
(clicca sulla locandina per leggere l'intervista a Crialese)


DAVID CRONENBERG - A DANGEROUS METHOD
Germania, Canada, 99'
Keira Knightley, Viggo Mortensen, Michael Fassbender, Vincent Cassel
(clicca sulla locandina per vedere la scheda del film)


ABEL FERRARA - 4:44 LAST DAY ON EARTH
Usa, 82'
Willem Dafoe, Shanyn Leigh, Paz de la Huerta, Natasha Lyonne
(clicca sulla locandina per collegarti al sito ufficiale di Abel Ferrara che contiene interessanti retroscena sulla realizzazione del film)


WILLIAM FRIEDKIN - KILLER JOE
Usa, 103'
Matthew McConaughey, Emile Hirsch, Juno Temple, Gina Gershon
(clicca sulla locandina per vedere il video dell'intervista a William Friedkin)


PHILIPPE GARREL - UN ÉTÉ BRULANT
Francia, Italia, Svizzera, 95'
Monica Bellucci, Louis Garrel, Céline Sallette, Jérôme Robart
(clicca sulla foto per visualizzare le prime immagini del film)


ANN HUI - TAOJIE (A SIMPLE LIFE)
Cina-Hong Kong, Cina, 117'
Andy Lau, Deanie Yip, Anthony Wong, Tsui Hark
(clicca sull'immagine per vedere il video del backstage)


ERAN KOLIRIN - HAHITHALFUT (THE EXCHANGE)
Israele, Germania, 94'
Rotem Keinan, Sharon Tal, Dov Navon, Shirili Deshe
(clicca sull'immagine per vedere la scheda del film)


YORGOS LANTHIMOS - ALPEIS (ALPS)
Grecia, 93'
Ariane Labed, Aggeliki Papoulia, Aris Servetalis, Johnny Vekris
(clicca sull'immagine per leggere l'intervista a Lanthimos)


STEVE MC QUEEN - SHAME
Gran Bretagna, 99'
Michael Fassbender, Carey Mulligan, James Badge, Nicole Beharie
(clicca sulla locandina per vedere le prime immagini del film)


GIAN ALFONSO PACINOTTI [GIPI] - L'ULTIMO TERRESTRE
Italia, 100'
Gabriele Spinelli, Anna Bellato, Roberto Herlitzka, Teco Celio
(clicca sulla locandina per vedere il filmato riproposto dal Tg3 sul presunto arrivo di un extraterrestre in Italia; in realtà, si tratta di un video promozionale per questo film)


ROMAN POLANSKI - CARNAGE
Francia, Germania, Spagna, Polonia, 79'
Jodie Foster, Kate Winslet, Christoph Waltz, John C. Reilly
(clicca sulla foto per vedere le prime immagini del film)


MARJANE SATRAPI, VINCENT PARONNAUD - POULET AUX PRUNES
Francia, Belgio, Germania, 90'
Mathieu Amalric, Maria De Medeiros, Golshifteh Farahani, Isabella Rossellini, Chiara Mastroianni
(clicca sulla locandina per vedere le prime immagini del film)


ALEKSANDER SOKUROV - FAUST
Russia, 134'
Johannes Zeiler, Anton Adasinskiy, Isolda Dychauk, Hanna Schygulla
(clicca sulla locandina per leggere l'intervista ad Aleksander Sokurov)


TODD SOLONDZ - DARK HORSE
Usa, 84'
Mia Farrow, Christopher Walken, Justin Bartha, Selma Blair
(clicca sulla locandina per leggere ciò che ha dichiarato Todd Solondz a proposito del suo film)


SION SONO - HIMIZU
Giappone, 129'
Shôta Sometani, Fumi Nikaidô, Tetsu Watanabe, Mitsuru Fukikoshi
(clicca sull'immagine per leggere un articolo sul fumetto manga dal quale è stato tratto questo film)


JOHNNY TO - DYUT MING GAM (LIFE WITHOUT PRINCIPLE
Cina-Hong Kong, Cina, 100'
Ching Wan Lau, Ken Lo, Richie Ren
(clicca sulla locandina per vedere l'intervista a Johnnie To)


WEI TE-SHENG - SAIDEKE BALAI
Cina, Taiwan, 135'
Da-Ching, Umin Boya, Landy Wen, Lo Mei-ling
(clicca sulla locandina per leggere un dettagliato articolo sulla realizzazione di questo film)


CAI SHANGJUN - REN SHAN REN HAI (PEOPLE MOUNTAIN PEOPLE SEA) [FILM A SORPRESA]
Cina-Hong Kong, Cina, 90'
Chen Jianbin, Tao Hong, Wu Xiubo, Li Hucheng, Zhang Xin, Wang Xu, Bao Zhenjiang, Hou Xiang, Tian Xinyu
(clicca sull'immagine per leggere l'intervista al regista)

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