CINEMA A BOMBA!

mercoledì 13 settembre 2023

VENEZIA 2023. LA MOSTRA COGLIE LANTHIMOS

Dall'alto: Yorgos Lanthimos ritira il Leone d'Oro; Matteo Garrone premiato come miglior regista; Cailee Spaeny con la Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile; Peter Sarsgaard con la Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile. 




Leone d'oro al miglior film: Povere creature! (Poor Things), regia di Yorgos Lanthimos

Leone d'argento - Gran Premio della giuria: Aku wa sonzai shinai-Il male non esiste, regia di Ryūsuke Hamaguchi

Leone d'argento - Premio speciale per la regia: Matteo Garrone per Io capitano

Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile: Peter Sarsgaard per Memory

Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile: Cailee Spaeny per Priscilla

Premio Osella per la migliore sceneggiatura: Guillermo Calderón e Pablo Larraín per El Conde

Premio speciale della giuria: Zielona granica, regia di Agnieszka Holland

Premio Marcello Mastroianni: Seydou Sarr per Io capitano


Questi sono i premi assegnati nella selezione ufficiale dell'80a edizione della Mostra del Cinema di Venezia.

La giuria capitanata da Damien Chazelle ha voluto omaggiare con il riconoscimento più ambito un autore che in pochi anni si è imposto come una delle voci più originali e controverse del panorama cinematografico mondiale.

Nel 2011 il suo Dogtooth era stato a sorpresa candidato come miglior film straniero agli Oscar; nello stesso anno si era presentato al Lido con il drammatico Alps.

La consacrazione internazionale si è avuta con la candidatura agli Oscar 2017 per la sceneggiatura di The Lobster, con Colin Farrell e Rachel Weisz, mentre nello stesso anno Il Sacrificio del Cervo Sacro aveva creato scalpore a Cannes.

Del 2018 è il pluripremiato La Favorita, con un trio di interpreti in stato di grazia: Olivia Colman, Rachel Weisz (di nuovo) ed Emma Stone.

E infine è arrivato il gradino più alto: il Leone d'Oro con Poor Things-Povere Creature!, con protagonista proprio quest'ultima.

Il greco Yorgos Lanthimos è un regista divisivo: chi lo apprezza lo trova corrosivo, acuto, indagatore, profondo, mai banale; chi si è riproposto di non vedere mai più le sue pellicole lo trova disturbante, inquietante, cupo, crudele.

Di sicuro non lascia indifferente, così come non ha lasciato indifferenti giuria, critica e pubblico questo suo racconto dark su una sorta di mostro di Frankenstein al femminile in cerca di libertà ed emancipazione.

Vedremo se la Mostra gli porterà bene nella lunga e tortuosa strada verso gli Oscar.

A tal proposito, il palmarès ha lasciato quasi a mani vuote gli attesi cineasti a stelle e strisce: Sofia Coppola ha visto la protagonista della sua Priscilla prendersi la Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile; ma Michael Mann, David Fincher, Bradley Cooper, Ada DuVernay sono tornati a casa con le pive nel sacco.

Attenzione però ai prossimi mesi...

Hanno invece trovato gloria a Venezia un giapponese (Ryūsuke Hamaguchi non vi dice nulla? Beh, l' anno scorso ha trionfato agli Oscar nella categoria del miglior film internazionale per Drive my car), una polacca (l'inossidabile Agnieszka Holland), due cileni (uno è Pablo Larraín: ricordate No?), un attore senegalese esordiente e uno statunitense di origini danesi (il caratterista Peter Sarsgaard, vincitore inaspettato).

E gli italiani?

Pur presenti in forze (ma l'assenza all'ultimo minuto di Luca Guadagnino è stata pesante), i nostri rappresentanti non hanno raccolto gli allori sperati.

Si salva solo Matteo Garrone, ricompensato con il riconoscimento per la migliore regia per il suo epico Io capitano.

Ma per gli altri solo pacche sulle spalle o peggio.

Cosa resterà di questa edizione della Mostra Internazionale di Arte Cinematografica?

I kolossal come Maestro di Bradley Cooper, The Killer di David Fincher e Ferrari di Michael Mann continueranno la loro rotta verso la California nel bel mezzo dei marosi degli scioperi che stanno scuotendo Hollywood, mentre i film indipendenti statunitensi cercheranno di rimanere a galla.

Ci ricorderemo certamente del triste commiato a quel geniaccio di William Friedkin, dell'ultimo film della carriera gloriosa e controversa di Woody Allen (ma sarà davvero così?), dell'accoglienza tutt'altro che trionfale all'ultimo lavoro di Roman Polański, dell'emozione di Priscilla Presley a fianco di Sofia Coppola, dello sconclusionato pastiche di Harmony Korine con il cantante Travis Scott, del corto di Wes Anderson, del Leone d'Oro alla carriera a Tony Leung e soprattutto a Liliana Cavani.

E rimarrà senz'altro un'altra edizione terminata in modo soddisfacente dal capace direttore artistico Alberto Barbera.

Vediamo cosa proporrà il prossimo anno.



Etichette: , , , , , , , , , , , , , , , ,

mercoledì 30 agosto 2023

VENEZIA 2023. I FILM IN E FUORI CONCORSO

Dall'alto: una scena da The Caine Mutiny Court-Martial, ultima opera di William Friedkin; Bradley Cooper in Maestro; Michael Fassbender in The Killer di David Fincher; Emma Stone in Poor Things di Yorgos Lanthimos; una scena di El Conde di Pablo Larraín. 




Siamo arrivati all'edizione numero 80 della Mostra Internazionale di Arte Cinematografica.

Nonostante le molte turbolenze che anche quest'anno scuotono il mondo della Settima Arte (vedi gli scioperi delle maestranze negli Stati Uniti, le polemiche sul politicalmente corretto e sulla rappresentanza e l'inclusione delle minoranze, la crisi dovuta alla concorrenza con le piattaforme di streaming), Venezia si conferma palcoscenico prestigioso per la presentazione di film d'autore di grandi nomi e di illustri sconosciuti in cerca di una ribalta.

Il direttore Alberto Barbera ha nuovamente allestito un cartellone ricco di titoli attesi e di novità che si spera facciano breccia nel cuore degli addetti ai lavori e degli appassionati.

Venezia 2022 era stata una kermesse piena di opere che avevano fatto discutere (un caso su tutti: Blonde), ma che comunque aveva colpito nel segno.

Vediamo se anche quest'anno la Mostra farà parlare di sé; ma nel frattempo vi segnaliamo le pellicole dalle quali ci aspettiamo di più.

Tra i film in concorso iniziamo con il film d'apertura, Comandante, diretto da Edoardo De Angelis con Pierfrancesco Favino: è ispirato alla vicenda vera di un comandante di un sommergibile che nella Seconda Guerra Mondiale salva la vita dell'equipaggio di una nave nemica afffondata.

Sempre Favino è tra i protagonisti dell'atteso Adagio, su un ragazzo che si trova invischiato in una brutta storia ed è costretto a chiedere aiuto a due ex criminali; dirige il sempre interessante Stefano Sòllima.

Restando tra i titoli italiani, citiamo altresì Finalmente l'alba di Saverio Costanzo, un viaggio lungo una notte che cambierà la vita di una giovane comparsa di Cinecittà negli anni Cinquanta, nonché Io capitano di Matteo Garrone, epopea di due giovani che lasciano il Senegal per raggiungere l’Europa.

Come si può notare, particolarmente nutrita è quest'anno la pattuglia tricolore, completata con Enea di Pietro Castellitto e Lubo di Giorgio Diritti.

Ma i fari sono puntati soprattutto sulle opere d'Oltreoceano.

A cominciare da Maestro, diretto da Bradley Cooper, che proprio a Venezia aveva portato il suo precedente A Star is born.

Stavolta tratta la tormentata storia d'amore tra il celebre compositore Leonard Bernstein e la moglie Felicia.

Si affidano a vite celebri anche gli acclamati cineasti Michael Mann (Ferrari, sull'omonimo fondatore della casa automobilistica. Ogni film di Mann è per noi un evento: siamo molto curiosi), Sofia Coppola (Priscilla, sul matrimonio tra il divo Elvis Presley e la giovane Priscilla), Ava DuVernay (la cineasta afroamericana è tornata con Origin, sulla scrittrice Premio Pulitzer Isabel Wilkerson).

Febbrile è l'attesa per i nuovi lavori di David Fincher, The Killer (su un assassino che si vendica dei propri committenti), con Michael Fassbender (bentornato!) e Tilda Swinton, e del greco Yorgos Lanthimos (ricordate l'impatto che aveva avuto The Favourite?), Poor Things.

Ma non ci sentiamo di prendere sottogamba Memory di Michel Franco, con la sempre bravissima Jessica Chastain, il tedesco Die Theorie von Allem, giallo ambientato nelle Alpi svizzere, e soprattutto l'intrigante El Conde, commedia dark con sfumature horror, nella quale Pablo Larraín si immagina il dittatore cileno Augusto Pinochet come un vampiro.

Eccellente è anche la selezione dei film fuori concorso, a partire dall'ultima opera del grande William Friedkin, recentemente scomparso.

L'indimenticabile regista di Il Braccio Violento della Legge, L'Esorcista, Il Salario della Paura, Vivere e Morire a Los Angeles - nonché pupillo del nostro blog - verrà ricordato al Lido con la proiezione di The Caine Mutiny Court-Martial, tratto da un'opera teatrale che racconta del processo per ammutinamento nei confronti di un ufficiale di Marina costretto dalle circostanze a scavalcare il proprio superiore.

Conoscendo il Maestro, noi ci aspettiamo una lezione di cinema.

A proposito di grandi registi (sebbene molto molto controversi), lo sapete che a Venezia ci saranno il cinquantesimo film di Woody Allen (Coup de chance, ambientato a Parigi) e il venticinquesimo di Roman Polański (The Palace, prodotto tra gli altri da Luca Barbareschi, che narra del Capodanno del 2000 vissuto da un gruppo di ricchi debosciati in un lussusoso albergo svizzero)?

Ma fuori concorso troviamo pure un cortometraggio firmato Wes Anderson (The Wonderful Story of Henry Sugar, da un racconto di Roal Dahl), Hit Man di Richard Linklater (suo lo splendido Boyhood), un film che farà discutere come The Penitent (di e con Luca Barbareschi, ma prodotto da... Roman Polański! Scambio di favori, a occhio e croce), La sociedad de la nieve di Juan Antonio Bayona (su un disastro aereo), il surreale omaggio ad un gigante dell'arte del Novecento (Daaaaaali!), il provocatorio Aggro Dr1ft con il cantante Travis Scott diretto da Harmony Korine (quello del controverso Spring Breakers), documentari sul compositore giapponese Ryuichi Sakamoto e sul cantautore Enzo Jannacci.

Ecco comunque tutti i titoli delle sezioni principali.

Buona Mostra del Cinema a tutti!



In concorso

Adagio, regia di Stefano Sollima (Italia), con Pierfrancesco Favino, Toni Servillo, Valerio Mastandrea, Adriano Giannini

Aku wa sonzaishinai, regia di Ryūsuke Hamaguchi (Giappone)

Bastarden, regia di Nikolaj Arcel (Danimarca, Germania, Svezia), con Mads Mikkelsen

La Bête, regia di Bertrand Bonello (Francia, Canada), con Léa Seydoux, George MacKay

Comandante, regia di Edoardo De Angelis (Italia), con Pierfrancesco Favino, Johan Heldenbergh - film d'apertura

El Conde, regia di Pablo Larraín (Cile)

Dogman, regia di Luc Besson (Francia), con Caleb Landry Jones

Enea, regia di Pietro Castellitto (Italia), con Pietro Castellitto, Sergio Castellitto, Matteo Branciamore

Ferrari, regia di Michael Mann (Stati Uniti d'America), con Adam Driver, Penélope Cruz, Shailene Woodley, Sarah Gadon, Gabriel Leone, Jack O’Connell, Patrick Dempsey

Finalmente l'alba, regia di Saverio Costanzo (Italia), con Lily James, Alba Rohrwacher, Willem Dafoe

Holly, regia di Fien Troch (Belgio, Paesi Bassi, Lussemburgo, Francia)

Hors-Saison, regia di Stéphane Brizé (Francia), con Guillaume Canet, Alba Rohrwacher

Io capitano, regia di Matteo Garrone (Italia, Francia)

Kobieta z..., regia di Małgorzata Szumowska e Michał Englert (Polonia, Svezia)

Lubo, regia di Giorgio Diritti (Italia, Svizzera), con Franz Rogowski

Maestro, regia di Bradley Cooper (Stati Uniti d'America), con Carey Mulligan, Bradley Cooper, Matt Bomer, Maya Hawke

Memory, regia di Michel Franco (Messico, Stati Uniti d'America), con Jessica Chastain, Peter Sarsgaard

Origin, regia di Ava DuVernay (Stati Uniti d'America), con Aunjanue Ellis-Taylor, Jon Bernthal, Vera Farmiga, Nick Offerman, Blair Underwood, Connie Nielsen, Finn Wittock

The Killer, regia di David Fincher (Stati Uniti d'America), con Michael Fassbender, Tilda Swinton

Povere creature! (Poor Things), regia di Yorgos Lanthimos (Irlanda), con Emma Stone, Mark Ruffalo, Willem Dafoe, Margaret Qualley, Hanna Schygulla

Priscilla, regia di Sofia Coppola (Stati Uniti d'America), con Cailee Spaeny, Jacob Elordi

Die Theorie von Allem, regia di Timm Kröger (Germania, Austria, Svizzera)

Zielona granica, regia di Agnieszka Holland (Repubblica Ceca, Polonia, Belgio)


Fuori concorso

Fiction

The Caine Mutiny Court-Martial, regia di William Friedkin (Stati Uniti d'America), con Kiefer Sutherland, Jason Clarke, Jake Lacy, Lance Reddick

Aggro Dr1ft, regia di Harmony Korine (Stati Uniti d'America), con Jordi Molla, Travis Scott

Coup de chance, regia di Woody Allen (Francia, Regno Unito)

Daaaaaali!, regia di Quentin Dupieux (Francia)

Hit Man, regia di Richard Linklater (Stati Uniti d'America)

Making Of, regia di Cédric Kahn (Francia)

L'ordine del tempo, regia di Liliana Cavani (Italia, Belgio), con Alessandro Gassmann, Claudia Gerini, Edoardo Leo, Ksenia Rappoport, Valentina Cervi

The Palace, regia di Roman Polański (Italia, Polonia), con Oliver Masucci, Fanny Ardant, John Cleese, Joaquim De Almeida, Luca Barbareschi, Mickey Rourke

The Penitent, regia di Luca Barbareschi (Italia), con Luca Barbareschi, Catherine McCormack

La sociedad de la nieve, regia di Juan Antonio Bayona (Spagna, Uruguay, Cile) - film di chiusura

Vivants, regia di Alix Delaporte (Francia, Belgio)

La meravigliosa storia di Henry Sugar, regia di Wes Anderson (Stati Uniti d'America), con Ralph Fiennes, Benedict Cumberbatch, Dev Patel, Ben Kingsley, Richard Ayoade

Xuěbào, regia di Pema Tseden (Cina)


Non fiction

Amor, regia di Virginia Eleuteri Serpieri (Italia, Lituania)

Frente a Guernica, regia di Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi (Italia)

Hollywoodgate, regia di Ibrahim Nash'at (Germania, Stati Uniti d'America)

Ryūichi Sakamoto: Opus, regia di Neo Sora (Giappone)

Enzo Jannacci vengo anch'io, regia di Giorgio Verdelli (Italia)

Menus plaisirs - Les Troisgros, regia di Frederick Wiseman (Francia, Stati Uniti d'America)



Cortometraggi

Welcome to Paradise, regia di Leonardo Di Costanzo (Italia)



Serie

D'argent et de sang, regia di Xavier Giannoli e Frédéric Planchon – serie TV, 12 episodi (Francia), con Vincent Lindon, Olga Kurylenko

Znam kako dišeš, creata da Jasmila Žbanić – serie TV, episodi 1x01-1x02 (Bosnia ed Erzegovina)



Orizzonti

Lungometraggi

A cielo abierto, regia di Mariana e Santiago Arriaga (Messico, Spagna)

Domakinstvo za pocetnici, regia di Goran Stolevski (Macedonia del Nord, Polonia, Croazia, Serbia, Kosovo)

En attendant la nuit, regia di Céline Rouzet (Francia, Belgio)

The Featherweight, regia di Robert Kolodny (Stati Uniti d'America)

Gasoline Rainbow, regia di Bill e Turner Ross (Stati Uniti d'America)

Hokage, regia di Shin'ya Tsukamoto (Giappone)

Invelle, regia di Simone Massi (Italia, Svizzera)

Magyarázat mindenre, regia di Gábor Reisz (Ungheria, Slovacchia)

Paradiset brinner, regia di Mika Gustafson (Svezia, Italia, Danimarca, Finlandia)

El paraíso, regia di Enrico Maria Artale (Italia)

The Red Suitcase, regia di Fidel Devkota (Nepal, Sri Lanka)

Sem coração, regia di Nara Normande e Tião (Brasile, Francia, Italia)

Ser ser salhi, regia di Lkhagvadulam Purev-Ochir (Mongolia, Francia, Portogallo, Paesi Bassi, Germania)

Una sterminata domenica, regia di Alain Parroni (Italia, Germania, Irlanda)

Tatami, regia di Guy Nattiv e Zar Amir Ebrahimi (Georgia, Stati Uniti d'America)

Yurt, regia di Nehir Tuna (Turchia, Germania, Francia)

Warāʾa al-jabal, regia di Mohamed Ben Attia (Belgio, Tunisia, Francia, Italia)



Cortometraggi in concorso

Aitana, regia di Marina Alberti (Spagna)

Area Boy, regia di Iggy London (Regno Unito)

Bogotá Story, regia di Esteban Pedraza (Colombia)

Cross My Heart and Hope to Die, regia di Sam Manacsa (Filippine)

Dar sāye sarv, regia di Hossein Molayemi e Shirin Sohani (Iran)

Dive, regia di Aldo Iuliano (Italia)

Duan pian gùshì, regia di Lang Wu (Cina)

Et si le soleil plongeait dans l’océan de nues, regia di Wissam Charaf (Francia, Libano)

The Meatseller, regia di Margherita Giusti (Italia)

Sea Salt, regia di Henrik Dyb Zwart (Repubblica Ceca, Libano)

Sentimental Stories, regia di Xandra Popescu (Germania)

A Short Trip, regia di Erenik Beqiri (Francia)

Wander to Wonder, regia di Nina Gantz (Paesi Bassi, Belgio, Francia, Regno Unito)



Orizzonti Extra

Bota jonë, regia di Luàna Bajrami (Kosovo, Francia)

Day of the Fight, regia di Jack Huston (Stati Uniti d'America)

Felicità, regia di Micaela Ramazzotti (Italia)

L'Homme d’argile, regia di Anaïs Tellenne (Francia)

In the Land of Saints and Sinners, regia di Robert Lorenz (Irlanda)

Nazavždy-Nazavždy, regia di Anna Burjačkova (Ucraina, Paesi Bassi)

Pet Shop Boys, regia di Olmo Schnabel (Stati Uniti d'America, Italia, Regno Unito, Messico)

El rapto, regia di Daniela Goggi (Argentina, Stati Uniti d'America)

Stolen, regia di Karan Tejpal (India)



Settimana internazionale della critica

In concorso

About Last Year, regia di Dunja Lavecchia, Beatrice Surano e Morena Terranova (Italia)

Hoard, regia di Luna Carmoon (Regno Unito)

Life Is Not a Competition, But I'm Winning, regia di Julia Fuhr Mann (Germania)

Love Is a Gun, regia di Lee Hong-chi (Hong Kong, Taiwan)

Malqueridas, regia di Tana Gilbert (Cile, Germania)

Sky Peals, regia di Moin Hussain (Regno Unito)

The Vourdalak, regia di Adrien Beau (Francia)



Fuori concorso

God Is a Woman, regia di Andrés Peyrot (Francia, Svizzera, Panama) - film d'apertura

Passione critica, regia di Simone Isola, Franco Montini e Patrizia Pistagnesi (Italia)

Vermin, regia di Sébastien Vaniček (Francia, Marocco) - film di chiusura



Cortometraggi in concorso

De l'amour perdu, regia di Lorenzo Quagliozzi (Italia)

Foto di gruppo, regia di Tommaso Frangini (Italia)

It Isn't So, regia di Fabrizio Paterniti Martello (Italia)

La linea del terminatore, regia di Gabriele Biasi (Italia)

Las memorias perdidas de los árboles, regia di Antonio La Camera (Italia, Spagna)

Pinoquo, regia di Federico Demattè (Italia)

We Should All Be Futurists, regia di Angela Norelli (Italia)



Cortometraggi fuori concorso

Incontro di notte, regia di Liliana Cavani (Italia) - cortometraggio d'apertura

Tilipirche, regia di Francesco Piras (Italia) - cortometraggio di chiusura



Etichette: , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

sabato 31 ottobre 2020

I CLASSICI: BUBBA HO-TEP, NON SI SCHERZA COL RE

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2002
92'
Regia: Don Coscarelli
Interpreti: Bruce Campbell, Ossie Davis, Ella Joyce, Reggie Bannister, Larry Pennell, Bob Ivy.


Elvis Presley (Campbell) è vivo: sta passando la vecchiaia in un ospizio di provincia facendosi chiamare Sebastian Haff, che in realtà è il nome del sosia che molti anni prima lo aveva sostituito, morendo al suo posto.

La sua rassegnata e deprimente esistenza viene scossa dall'arrivo di Bubba Ho-Tep (Ivy), malvagia mummia-cowboy intenzionata a nutrirsi delle anime degli anziani ospiti della struttura.

Il Re si assicura l'aiuto dell'ex presidente John F. Kennedy (Davis) - anch'egli vivo e vegeto, ma diventato afroamericano - e si appresta ad affrontare l'antica minaccia...



2013: Halloween.
2014: Nightmare.
2015: Venerdì 13 - Jason X.
2016: Plan 9 From Outer Space.
2017: Lo Squalo.
2018: Auguri per la tua Morte.
2019: Dal Tramonto all'Alba.

Come ogni 12 mesi negli ultimi 7 anni, oggi vi presentiamo una pellicola da vedere - preferibilmente in compagnia - durante la veglia di Ognissanti.

Quest'anno la nostra scelta è ricaduta su un cult movie a bassissimo budget, la cui trama da sola dovrebbe essere sufficiente a destare l'interesse di tutti gli appassionati del genere horror, anzi "horror-comico" (che, per inciso, è la sottocategoria che noi preferiamo).

Adattamento di un racconto del romanziere pulp Joe Lansdale, Bubba Ho-Tep è la prima - e finora unica - collaborazione tra Coscarelli, regista del fanta-classico Phantasm, e Campbell, indimenticato protagonista di Evil Dead (la notissima trilogia composta da La Casa, La Casa 2 e L'Armata delle Tenebre).



Proprio la presenza di quest'ultimo, popolarissimo e amatissimo B-movie actor, è stata determinante per il successo del film in ambito underground, in termini tanto di critica quanto di pubblico.

Reduce da una sequenza di pellicole di livello veramente basso, il nostro ha inziato proprio da qui una seconda vita artistica: negli anni successivi ha recitato nei tre Spider-Man della Sony, è comparso ne Il Grande e Potente Oz ed è tornato a impersonare il personaggio che l'ha reso celebre nella serie tv Ash vs. Evil Dead (tutti con la regia dell'amico Sam Raimi).

La sua interpretazione in BHT è probabilmente la più intensa e misurata della sua lunga carriera; non c'è da stupirsi che l'abbia portato a vincere il prestigioso Independent Spirit Award (una specie di premio Oscar del cinema indie).


Per quanto concerne i contributi tecnici, oltre ad una bella colonna sonora e ad una solida regia, sono apprezzabili trucchi e costumi.
Tra questi ultimi in particolare quello del mostro, opera degli artigiani della premiata ditta KNB (gli stessi di Dal Tramonto all'Alba e dei film di zombi di George A. Romero, per dire).

Ai cinefili più curiosi segnaliamo invece un paio di riferimenti "colti" ad altre storiche pellicole di genere: i geroglifici nei bagni dell'ospizio sono un chiaro omaggio a L'Inquilino del Terzo Piano di Roman Polanski (l'horror preferito da Bruce, non a caso); la scena finale col cielo stellato è simile a quella che chiude Carrie di Brian De Palma.

Bubba Ho-Tep è una commedia orrorifica con l'accento sul sostantivo: diverte molto, spaventa poco e nel terzo atto diventa quasi epica.
Raccomandata per una serata come questa.

A proposito, BUON HALLOWEEN da tutta la Redazione di CINEMA A BOMBA!


Etichette: , , , , , , , , , ,

domenica 8 settembre 2019

VENEZIA 2019. VINCERE IL LEONE? UN... JOKER DA RAGAZZI!

Dall'alto: il direttore Alberto Barbera fa le bolle; Joaquin Phoenix fa San Tommaso col Leone d'Oro; lo svedese Roy Andersson se la ghigna. 


Prima il cartellone completo.
Poi il commento ad esso collegato.
Quindi l'elenco dei vincitori.

Se avete letto questi 3 post precedenti (o almeno l'ultimo), allora sapete già che Joker di Todd Phillips - lo stesso regista di Una Notte Da Leoni, non dimentichiamolo - ha vinto il Leone d'Oro della 76a Mostra del Cinema di Venezia.
E che, per quanto clamorosa, questa notizia non è affatto sorprendente.

Più sorprendente è il fatto che non sia stato premiato il suo protagonista, Joaquin Phoenix, con la Coppa Volpi.
Purtroppo, in base ad una regola sciocca, non è possibile assegnare due riconoscimenti alla stessa pellicola.
Peccato, perché la critica è stata unanime nell'incensare la sofferta performance dell'attore, che pure aveva già ottenuto il riconoscimento a Venezia 2012 - ex aequo col collega Philip Seymour Hoffman - per il suo ruolo in The Master di Paul Thomas Anderson.

Era già successo anni fa, proprio al Lido: Leone d'Oro a The Wrestler di Darren Aronofsky, ma bocca asciutta per il suo interprete Mickey Rourke, nonostante le lodi sperticate ricevute da tutti.
Ora come allora, la prestigiosa Coppa è finita nelle mani di un italiano: ieri Silvio Orlando, oggi Luca Marinelli (fortissimo in entrambi i casi il sospetto di un "contentino").

Phoenix tornerà a casa a mani vuote, ma ha avuto il merito di essere riuscito a dare nuove sfaccettature a un personaggio ingombrante e difficilissimo, già reso indimenticabile dalle interpretazioni passate di Jack Nicholson (clownesco e geniale in Batman) e Heath Ledger (psicopatico e minaccioso ne Il Cavaliere Oscuro).
Di certo ha surclassato il precedente Joker dandy e metrosessuale di Jared Leto (apparso nel deludente Suicide Squad).






Per quanto concerne le altre opere in programma, le sconfitte più cocenti sono quelle di J'Accuse di Roman Polański e di The Laundromat di Steven Soderbergh.
Il primo si è dovuto "accontentare" del Gran Premio della Giuria; a favore hanno giocato l'intensa interpretazione del mitico Jean Dujardin e, forse, la vertiginosa scollatura sfoggiata dalla Signora Polansky - ossia l'attrice Emmanuelle Seigner - sul red carpet.
Il secondo non ha ottenuto nulla, nonostante il consueto cast stellare.

Niente da fare anche per La Verité, film d'apertura della Mostra diretto da Hirokazu Kore'eda (già vincitore della Palma d'Oro a Cannes 2018 con Un Affare di Famiglia) e Ema dell'acclamato cineasta cileno Pablo Larraín (di cui avevamo assai apprezzato il politico No al Torino Film Festival di qualche anno fa).
Persino Marriage Story di Noah Baumbach, sodale di Wes Anderson, è stato ignorato, benché qualcuno ne abbia parlato in ottica di Oscar.

Per non parlare di Wasp Network di Olivier Assayas.
Il cineasta francese è un abitué dei festival, avendo già concorso a Venezia 2018, a Cannes 2016, a Cannes 2014 e Venezia 2012... Ma stavolta gli è andata male.

Chi invece gongola è lo svedese Roy Andersson, già Leone d'Oro a Venezia 2014.
Il suo About Endlessness non era certo tra i favoriti, ma ha conquistato il Leone d'Argento per la miglior regia, alla faccia della concorrenza.

Chi piange e chi ride, chi vince e chi perde, chi si esalta e chi si infuria.
Insomma, un'altra Mostra del Cinema.




Etichette: , , , , , , , , , , , ,

sabato 7 settembre 2019

VENEZIA 2019. I VINCITORI

Joaquin Phoenix (a destra) e il regista Todd Phillips col Leone d'Oro. 


Il ghigno dell'arcinemico di Batman ha conquistato Venezia.

Se avete letto l'elenco dei candidati e successivamente il nostro giudizio in merito, allora saprete che il verdetto della giuria presieduta dall'argentina Lucretia Martel è sì clamoroso, ma non inaspettato.
Le sorprese non sono mancate, comunque.

Scontati invece (perché preannunciati qualche mese fa), ma tutt'altro che immeritati, i Leoni d'Oro alla carriera a Julie Andrews, indimenticabile Mary Poppins, e a Pedro Almodóvar.

Prossimamente vi esporremo i nostri pensieri nel consueto post di commento, per ora leggetevi tutti i vincitori di questa edizione!






Leone d'oro al miglior film: Joker, regia di Todd Phillips

Leone d'argento per la miglior regia: Roy Andersson per Om det Oändliga

Leone d'argento - Gran premio della giuria: L'Ufficiale e la Spia, regia di Roman Polański

Premio speciale della giuria: La Mafia non è più Quella di una Volta, regia di Franco Maresco

Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile: Luca Marinelli per Martin Eden

Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile: Ariane Ascaride per Gloria Mundi

Premio Osella per la migliore sceneggiatura: Yonfan per Jìyuántái Qīhào

Premio Marcello Mastroianni ad un attore o attrice emergente: Toby Wallace per Babyteeth

Leone d'oro alla carriera: Julie Andrews e Pedro Almodóvar

Premio Jaeger-LeCoultre Glory to the Filmmaker: Costa-Gavras




Etichette: , , , , , , , , , , , ,

mercoledì 28 agosto 2019

VENEZIA 2019. QUANDO IL JOKER SI FA DURO...

La locandina della 76a edizione della Mostra del Cinema di Venezia. 


Il ghigno del Joker incombe su Venezia.

Tra le tante interessanti proposte del ricco cartellone della Mostra del Cinema 2019, quella che spicca maggiormente è proprio quella che narra le vicissitudini del principale antagonista di Batman.

La DC Comics, dopo gli altalenanti esiti dell'Extended Universe - dal punto di vista degli incassi: bene L'Uomo d'Acciaio, Wonder Woman e Aquaman, così così Batman v Superman, Justice League e Shazam!, male Suicide Squad; dal punto di vista della critica: bene solo la pellicola dedicata alla supereroina - cerca un approccio diverso, provando a coniugare cinema d'autore e cinema d'intrattenimento.

Lo fa affidando la regia a Todd Phillipps (quello di Una Notte Da Leoni!) e il ruolo da protagonista al sempre apprezzato Joaquin Phoenix (che proprio a Venezia, nel 2012, aveva ottenuto la prestigiosa Coppa Volpi ex aequo con Philip Seymour Hoffman per The Master di Paul Thomas Anderson).

Dalle prime immagini del trailer, il risultato sembra promettere molto bene.
Vedremo se Phoenix saprà reggere il confronto con Jack Nicholson e Heath Ledger e se Joker avrà meritato di stare nel tabellone principale.
Di sicuro, se ne discuterà molto anche dopo la première lagunare.






Visto che, come tradizione degli ultimi anni, Venezia porta bene a chi ha ambizioni da Oscar (rimanendo solo all'anno scorso, basti pensare a Roma di Alfonso Cuarón, vincitore del Leone d'Oro, A Star Is Born di Bradley Cooper, La Ballata di Buster Scruggs dei fratelli Coen, First Man di Damien Chazelle, La Favorita di Yorgos Lanthimos), questa volta quali saranno gli altri film dei quali sentiremo parlare anche nei prossimi mesi?

Siamo nel campo delle supposizioni e dei pronostici, ma possiamo affermare che alcune opere attirano l'attenzione più di altre.

Tra queste ci sono le nuove opere di Roman Polański (J'Accuse), Steven Soderbergh (The Laundromat), James Gray (Ad Astra).

La prima tratta l'affaire Dreyfus, il caso giudiziario scoppiato alla fine del XIX secolo che mise allo scoperto un diffuso sentimento antisemita nella società francese e che ispirò un celebre articolo giornalistico dello scrittore Émile Zola.
Il cineasta franco-polacco è una figura piuttosto controversa, ma quando è ispirato lascia sempre il segno.
Speriamo che questo sia il caso.

La seconda racconta lo scandalo dei Panama Papers, cioè quei documenti confidenziali che, una volta hackerati, scoperchiarono un caso di maxi evasione fiscale da parte di facoltosi personaggi pubblici.
Il cast è stellare: Meryl Streep, Gary Oldman, Antonio Banderas, Sharon Stone...; Soderbergh ha una fama tale da potersi permettere qualsiasi progetto personale.

La terza è un film di fantascienza che ha come protagonista Brad Pitt.
Gray non è molto prolifico, ma i suoi lavori sono sempre notevoli: troppo sottovalutato in passato, speriamo che stavolta gli arrida il successo sia di critica che di pubblico.






Tra i più cinefili, c'è molta attesa per La Verité (film d'apertura della Mostra) di Hirokazu Kore'eda - già vincitore della Palma d'Oro a Cannes 2018 con Un Affare di Famiglia -, Ema dell'acclamato cineasta cileno Pablo Larraín, Marriage Story di Noah Baumbach (attenzione: Netflix potrebbe puntarci forte, in ottica Oscar...), About Endlessness dello svedese Roy Andersson (già Leone d'Oro a Venezia 2014), Waiting for the Barbarians del colombiano Ciro Guerra, Wasp Network di Olivier Assayas.

Non ci meraviglierebbe molto trovare questi titoli nel palmarès finale.

Per quel che riguarda gli italiani, ci incuriosisce la trasposizione napoletana del romanzo di Jack London Martin Eden da parte di Pietro Marcello, mentre Mario Martone attualizza Il Sindaco del Rione Sanità di Eduardo De Filippo e Franco Maresco porta al Lido un documentario sulla mafia.

A proposito di documentari: ce ne sono parecchi in programma.
Quelli fuori concorso sono tutti stuzzicanti, ma occhio a quello di e su Roger Waters, a quelli dei maestri Andrea Segre, Serghei Loznitsa e Alex Gibney, a quello dell'attore Tim Robbins.

Sempre fuori concorso, da notare la presenza di registi del calibro di Gabriele Salvatores, Francesca Archibugi e Costa-Gavras.
I titoli più attesi, però, sono la produzione Netflix The King (con Timothée Chalamet) e Seberg (con Kristen Stewart), mentre la chiusura sarà affidata a The Burnt Orange Heresy di Giuseppe Capotondi (con Mick Jagger).

Nelle sezioni cosiddette collaterali, sta già facendo molto discutere la proiezione di un documentario sulla fashion blogger e influencer Chiara Ferragni, mentre è molta la curiosità intorno all'anteprima delle serie Tv The New Pope di Paolo Sorrentino e ZeroZeroZero (dall'omonimo libro-inchiesta di Roberto Saviano).
Susciterà molte polemiche la presenza di Nate Parker, che presenterà il suo drammatico American Skin assieme a Spike Lee: il giovane cineasta afro-americano ha alle spalle un'accusa mai del tutto chiarita di violenza sessuale; vedremo se l'appoggio del blasonato collega servirà a focalizzare l'attenzione più sul film che sulla sua vita privata.

Come dimenticare, poi, le sezioni dedicate alla realtà virtuale?
Una vera chicca all'interno del programma della Mostra.

Insomma, ce n'è anche quest'anno per tutti i gusti, e la selezione operata dal direttore Alberto Barbera e dal suo staff si è dimostrata ancora una volta eccellente.

Vedremo se pure i membri dell'Academy Award la penseranno così, nei prossimi mesi.




Etichette: , , , , , , , , , ,

martedì 27 agosto 2019

VENEZIA 2019. I FILM IN E FUORI CONCORSO

Dall'alto: Joaquin Phoenix è il Joker del film omonimo; Brad Pitt in Ad Astra; una scena di J'Accuse di Roman Polański; Timothée Chalamet in The King; Meryl Streep in The Laundromat di Steven Soderbergh. 

Ci siamo.

Dal 28 Agosto al 7 Settembre si terrà la 76a edizione della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, la più longeva - e ormai probabilmente anche la più prestigiosa - kermesse dedicata alla Settima Arte del mondo.

E noi di CINEMA A BOMBA! ce ne occuperemo per il nono anno consecutivo (come forse ricorderete, il nostro blog è nato proprio in concomitanza della Mostra del 2011).

Qui di seguito vi presentiamo tutte le pellicole, nelle diverse categorie, previste dal ricco cartellone.

Nel post successivo vi segnaleremo quelle che ci sembrano sulla carta le più interessanti.
Possiamo solo anticipare che il direttore Alberto Barbera e il suo staff anche quest'anno hanno fatto un ottimo lavoro.

Nell'attesa, venite a scoprire con noi le opere delle quali si parlerà di più: basta cliccare sui link.

Vedrete che anche a voi verrà una gran voglia di andare a Venezia...






IN CONCORSO

Ad Astra, regia di James Gray (Stati Uniti d'America), con Brad Pitt, Tommy Lee Jones, Liv Tyler, Donald Sutherland
Babyteeth, regia di Shannon Murphy (Australia), con Ben Mendelsohn
Ema, regia di Pablo Larraín (Cile), con Gael García Bernal
Gloria Mundi, regia di Robert Guédiguian (Francia)
Guest of Honour, regia di Atom Egoyan (Canada), con David Thewlis, Luke Wilson
A herdade, regia di Tiago Guedes (Portogallo, Francia)
J'accuse, regia di Roman Polański (Francia), con Jean Dujardin, Louis Garrel, Emmanuelle Seigner, Mathieu Amalric, Vincent Perez
Jí yuán tāi qī hào, regia di Yonfan (Hong Kong) - film d'animazione
Joker, regia di Todd Phillips (Stati Uniti d'America), con Joaquin Phoenix, Robert De Niro, Zazie Beetz
Saturday Fiction (Lán xīn dà jùyuàn), regia di Lou Ye (Cina)
The Laundromat, regia di Steven Soderbergh (Stati Uniti d'America), con Meryl Streep, Gary Oldman, Antonio Banderas, Sharon Stone, Alex Pettifer, Matthias Schoenaerts
La mafia non è più quella di una volta, regia di Franco Maresco (Italia) - documentario
Marriage Story, regia di Noah Baumbach (Stati Uniti d'America), con Adam Driver, Scarlett Johansson, Alan Alda, Laura Dern, Ray Liotta
Martin Eden, regia di Pietro Marcello (Italia, Germania, Francia), con Luca Marinelli
The Painted Bird (Nabarvené ptáče), regia di Václav Marhoul (Repubblica Ceca, Slovacchia, Ucraina)
About Endlessness (Om det oändliga), regia di Roy Andersson (Svezia, Germania, Norvegia)
The Perfect Candidate, regia di Haifaa Al-Mansour (Arabia Saudita, Germania)
Il sindaco del rione Sanità, regia di Mario Martone (Italia)
La vérité, regia di Hirokazu Kore'eda (Giappone, Francia), con Catherine Deneuve, Juliette Binoche, Ethan Hawke - FILM D'APERTURA
Waiting for the Barbarians, regia di Ciro Guerra (Italia, Stati Uniti d'America), con Johnny Depp, Mark Rylance, Robert Pattinson
Wasp Network, regia di Olivier Assayas (Francia, Belgio), con Penélope Cruz, Édgar Ramírez, Wagner Moura, Gael García Bernal

FUORI CONCORSO
Fiction

Adults in the Room, regia di Costa-Gavras (Francia, Grecia), con Valeria Golino
The Burnt Orange Heresy, regia di Giuseppe Capotondi (Stati Uniti d'America, Italia), con Elizabeth Debicki, Mick Jagger, Donald Sutherland - film di chiusura
The King, regia di David Michôd (Regno Unito, Ungheria), con Timothée Chalamet, Joel Edgerton, Robert Pattinson
Mosul, regia di Matthew Michael Carnahan (Stati Uniti d'America)
Seberg, regia di Benedict Andrews (Stati Uniti d'America), con Kristen Stewart, Jack O'Connell, Anthony Mackie, Zazie Beetz, Margaret Qualley, Vince Vaughn
Tutto il mio folle amore, regia di Gabriele Salvatores (Italia), con Claudio Santamaria, Valeria Golino, Diego Abatantuono
Vivere, regia di Francesca Archibugi (Italia), con Micaela Ramazzotti, Adriano Giannini, Massimo Ghini, Enrico Montesano

Non fiction

45 Seconds of Laughter, regia di Tim Robbins (Stati Uniti d'America)
Citizen K, regia di Alex Gibney (Regno Unito, Stati Uniti d'America)
Citizen Rosi, regia di Didi Gnocchi e Carolina Rosi (Italia)
Colectiv, regia di Alexander Nanau (Romania, Lussemburgo)
I diari di Angela - Noi due cineasti. Capitolo secondo, regia di Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi (Italia)
The Kingmaker, regia di Lauren Greenfield (Stati Uniti d'America)
Il pianeta in mare, regia di Andrea Segre (Italia)
Roger Waters: Us + Them, regia di Roger Waters (Regno Unito)
State Funeral, regia di Sergei Loznitsa (Paesi Bassi, Lituania)
Woman, regia di Yann Arthus-Bertrand e Anastasia Mikova (Francia)






Proiezioni speciali

Electric Swan, regia di Konstantina Kotzamani (Francia, Grecia, Argentina)
Eyes Wide Shut, regia di Stanley Kubrick (Stati Uniti d'America, Regno Unito, 1999)
Irréversible - Inversion intégrale, regia di Gaspar Noé (Francia, 2002)
Never Just a Dream: Stanley Kubrick And Eyes Wide Shut, regia di Matt Wells - cortometraggio (Regno Unito)
The New Pope – serie TV, episodi 1x02-1x07 (Italia, Stati Uniti d'America), con John Malkovich, Jude Law, Silvio Orlando
No One Left Behind, regia di Guillermo Arriaga (Messico), con Danny Huston
ZeroZeroZero – serie TV, episodi 1x01-1x02 (Italia, Francia), con Andrea Riseborough, Dane DeHaan, Gabriel Byrne

Eventi speciali

Goodbye Dragon Inn (Bú sàn), regia di Tsai Ming-liang (Taiwan, 2003)

ORIZZONTI
Lungometraggi

Atlantis, regia di Valentin Vasjanovič (Ucraina)
Bik eneich - Un fils, regia di Mehdi M. Barsaoui (Tunisia, Francia, Libano, Qatar)
Blanco en blanco, regia di Theo Court (Spagna, Cile, Francia, Germania)
Borot’mokmedi, regia di Dmitry Mamuliya (Georgia, Russia)
Chola, regia di Sasidharan Sanal Kumar (India)
Giants Being Lonely, regia di Great Patterson (Stati Uniti d'America)
Hava, Maryam, Ayesha, regia di Sahara Karimi (Afghanistan)
Madre, regia di Rodrigo Sorogoyen (Spagna, Francia)
Mes jours de gloire, regia di Antoine De Bary (Francia)
Metri shisho nim, regia di Saeed Roustaee (Iran)
Moffie, regia di Oliver Hermans (Sudafrica)
Nevia, regia di Nunzia De Stefano (Italia)
Pelikanblut, regia di Katrin Gebbe (Germania, Bulgaria)
Qiqiu, regia di Pema Tseden (Cina)
Revenir, regia di Jessica Palud (Francia)
Rialto, regia di Peter Mackie Burns (Irlanda)
Sole, regia di Carlo Sironi (Italia)
Verdict, regia di Raymund Ribas Gutierrez (Filippine)
Zumiriki, regia di Oskar Alegria (Spagna)

Cortometraggi in concorso

Cães que ladram aos pássaros, regia di Leonor Teles (Portogallo)
Le coup des larmes, regia di Clémence Poésy (Francia)
Darling, regia di Saim Sadiq (Pakistan, Stati Uniti d'America)
Delphine, regia di Chloé Robichaud (Canada)
The Diver, regia di Jamie Helmer e Michael Leonard (Francia, Australia)
Fiebre austral, regia di Thomas Woodroffe (Cile)
Give Up the Ghost, regia di Zain Duraie (Giordania, Svezia)
Kingdom Come, regia di Sean Robert Dunn (Regno Unito)
Morae, regia di Kim Kyung-rae (Corea del Sud)
Nach zwei Stunden waren zehn Minuten vergangen, regia di Steffen Goldkamp (Germania)
Sh_t Happens, regia di David Štumpf e Michaela Mihályi (Repubblica Ceca, Slovacca)
Supereroi senza superpoteri, regia di Beatrice Baldacci (Italia)
Roqaia, regia di Diana Saqeb Jamal (Afghanistan, Bangladesh)

Cortometraggi fuori concorso

Condor One, regia di Kevin Jerome Everson (Stati Uniti d'America)
GUO4, regia di Peter Strickland (Ungheria)

SCONFINI

Chiara Ferragni - Unposted, regia di Elisa Amoruso (Italia)
Effetto domino, regia di Alessandro Rossetto (Italia)
Les épouvantails, regia di Nouri Bouzid (Tunisia, Francia)
Il varco, regia di Federico Ferrone e Michele Manzolini (Italia)
American Skin, regia di Nate Parker (Stati Uniti d'America)
Beyond the Beach: The Hell and the Hope, regia di Graeme A. Scott (Regno Unito), documentario su Emergency






VENEZIA CLASSICI

La casa è nera (Khaneh siah ast), regia di Forough Farrokhzad (Iran, 1962)
Le colline di Marlik (Tappehha-ye Marlik), regia di Ebrahim Golestan (Iran, 1964)
La commare secca, regia di Bernardo Bertolucci (Italia, 1962)
Crash, regia di David Cronenberg (Canada, 1996)
Estasi (Ekstase), regia di Gustav Machatý (Cecoslovacchia, Austria, 1933) - film di pre-apertura della Mostra[6]
Estasi di un delitto (Ensayo de un crimen), regia di Luis Buñuel (Messico, 1955)
Francisca, regia di Manoel de Oliveira (Portogallo, 1981)
Il grande gaucho (Way of a Gaucho), regia di Jacques Tourneur (Stati Uniti d'America, 1952)
Maria Zef, regia di Vittorio Cottafavi (Italia, 1981)
Mauri, regia di Merata Mita (Nuova Zelanda, 1988)
La morte di un burocrate (La muerte de un burócrata), regia di Tomás Gutiérrez Alea (Cuba, 1966)
New York, New York, regia di Martin Scorsese (Stati Uniti d'America, 1977)
Nella corrente (Sodrásban), regia di István Gaál (Ungheria, 1963)
Il passaggio del Reno (Le Passage du Rhin), regia di André Cayatte (Francia, Germania, Italia, 1960)
Radiazioni BX: distruzione uomo (The Incredible Shrinking Man), regia di Jack Arnold (Stati Uniti d'America, 1957)
Lo sceicco bianco, regia di Federico Fellini (Italia, 1952)
Snack bar blues (Out of the Blue), regia di Dennis Hopper (Canada, Stati Uniti d'America, 1980)
Strategia del ragno, regia di Bernardo Bertolucci (Italia, 1970)
Tiro al piccione, regia di Giuliano Montaldo (Italia, 1961)
Viburno rosso (Kalina krasnaja), regia di Vasilij Makarovič Šukšin (Unione Sovietica, 1973)

SEZIONI AUTONOME E PARALLELE

SETTIMANA INTERNAZIONALE DELLA CRITICA
In concorso

Jeedar el sot, regia di Ahmad Ghossein (Libano, Francia, Qatar)
Partenonas, regia di Mantas Kvedaravičius (Lituania, Ucraina, Francia)
El príncipe, regia di Sebastian Muñoz (Cile, Argentina, Belgio)
Psykosia, regia di Marie Grahtø (Danimarca, Finlandia)
Rare Beasts, regia di Billie Piper (Regno Unito)
Sayidat albahr, regia di Shahad Ameen (Emirati Arabi Uniti, Iraq, Arabia Saudita)
Tony Driver, regia di Ascanio Petrini (Italia, Messico)

Fuori concorso

Bombay Rose, regia di Gitanjali Rao (India, Regno Unito, Francia) - film d'apertura[7]
Sanctorum, regia di Joshua Gil (Messico, Repubblica Dominicana, Qatar) - film di chiusura[7]

GIORNATE DEGLI AUTORI
In concorso

5 è il numero perfetto, regia di Igort (Italia, Belgio, Francia)
Aru sendō no hanashi, regia di Joe Odagiri (Giappone)
Barn, regia di Dag Johan Haugerud (Norvegia, Svezia)
Bor mi vanh chark, regia di Mattie Do (Laos)
Boże Ciało, regia di Jan Komasa (Polonia, Francia)
Un divan à Tunis, regia di Manele Labidi Labbé (Tunisia, Francia)
Lingua Franca, regia di Isabel Sandoval (Stati Uniti d'America, Filippine)
La Llorona, regia di Jayro Bustamante (Guatemala, Francia)
Un monde plus grand, regia di Fabienne Berthaud (Francia, Belgio)
Seules les bêtes, regia di Dominik Moll (Francia, Germania) - film d'apertura
You Will Die at 20, regia di Amjad Abu Alala (Sudan, Francia, Egitto, Germania, Norvegia)

Fuori concorso

Les chevaux voyageurs, regia di Bartabas (Francia) - film di chiusura

Eventi speciali

Burning Cane, regia di Phillip Youmans (Stati Uniti d'America)
House of Cardin, regia di P. David Ebersole e Todd Hughes (Stati Uniti d'America)
Mio fratello rincorre i dinosauri, regia di Stefano Cipani (Italia, Spagna)
Mondo Sexy, regia di Mario Sesti (Italia)
Il prigioniero, regia di Federico Olivetti - cortometraggio (Italia)
Scherza con i fanti, regia di Gianfranco Pannone (Italia)






MIU MIU WOMEN'S TALES

#17 Shako Mako, regia di Hailey Gates - cortometraggio (Italia, Stati Uniti d'America)
#18 Brigitte, regia di Lynne Ramsay - cortometraggio (Italia, Regno Unito)

NOTTI VENEZIANE

La legge degli spazi bianchi, regia di Mauro Caputo (Italia)
Emilio Vedova: Dalla parte del naufragio, regia di Tomaso Pessina (Italia)
The Great Green Wall, regia di Jared P. Scott (Regno Unito)
Cercando Valentina, regia di Giancarlo Soldi (Italia)
Sufficiente, regia di Maddalena Stornaiuolo e Antonio Ruocco - cortometraggio (Italia)

VENICE VIRTUAL REALITY
In concorso - interattivo

These Sleepless Nights, regia di Gabo Arora (Usa, Canada)/ 20'
Loveseat, regia di Kiira Benzing (Usa) / 60’
Glimpse (Preview), regia di Benjamin Cleary, Michael O’Connor, con Taron Edgerton, Lucy Boynton (Regno Unito, Irlanda) / 6’
Porton Down, regia di Callum Cooper (Regno Unito) / 15’
Bodyless, regia di Hsin-Chien Huang (Taiwan) / 31’
Pagan Peak VR, regia di Ioulia Isserlis, Max Sacker (Germania) / 45’
A Life in Flowers, regia di Armando Kirwin (Usa, Giappone) / 20’
A linha, regia di Ricardo Laganaro (Brasile) / 12’
Inori, regia di Liu Szu-ming, Komatsu Miwa (Taiwan) / 17’
Cosmos Within Us, regia di Tupac Martir (Regno Unito, Lussemburgo) / 45’
Doctor Who The Edge of Time, regia di Marcus Moresby, con Jodie Whitaker, James Goode (Regno Unito) / 30’
Britannia VR: Out of Your Mind, regia di Kim-Leigh Pontin (Regno Unito) / 20’
Downloaded, regia di Ollie Rankin (Canada) / 8’
The Key, regia di Céline Tricart (Usa) / 20’

In concorso - lineare

Battle Hymn, regia di Yair Agmon (Israele) / 11’
Battlescar – Punk was invented by girls, regia di Martin Allais, Nico Casavecchia, con Rosario Dawson (Francia, Usa) / 28’
Daughters of Chibok, regia di Joel Kachi Benson (Nigeria) / 11’
Only the mountain remains [5×1 Project], regia di Chiang Wei-Liang (Taiwan) / 30’
Ghost in the Shell: Ghost Chaser, regia di Hiroaki Higashi (Giappone) / 8’
Passenger, regia di Isobel Knowles, Van Sowerwine (Australia) / 10’
The Waiting Room VR, regia di Victoria Mapplebeck (Regno Unito) / 15’
Black Bag, regia di Qing Shao (Cina) / 12’
VR free, regia di Milad Tangshir (Italia) / 10’
Gloomy Eyes, regia di Jorge Tereso, Fernando Maldonado, con Colin Farrell, Tahar Rahim, Max Riemelt (Francia, Argentina, Taiwan, Usa) / 18’
O [5×1 Project], regia di Qiu Yang (Taiwan) / 23’
Ex Anima Experience, regia di Pierre Zandrowicz, Bartabas (Francia) / 13’

Best of VR – Fuori Concorso

The Collider, regia di May Abdalla, Amy Rose (Regno Unito) / 40’
To the Moon, regia di Laurie Anderson, Hsin-Chien Huang (Taiwan, Usa) / 15’
A Fisherman’s Tale, regia di Balthazar Auxietre, Alexis Moroz (Francia) / 20’
Wolves In The Walls: It’s All Over, regia di Pete Billington, con Jeffrey Wright (Usa) / 20’
Bonfire, regia di Eric Darnell (Usa) / 20’
The Making Of [5×1 Project], regia di Midi Z (Taiwan) / 10’
Eleven Eleven, regia di Mehrad Noori, Michael Salmon, Lucas Taylor (Usa, Regno Unito) / 90’
Le Cri VR, regia di Sandra Paugam, Charles Ayats (Francia) / 15’
Traveling While Black, regia di Roger Ross Williams, Ayesha Nadarajah, Felix Lajeunesse, Paul Raphaël (Usa, Canada) / 20’
Tónandi, regia di Sigur Rós, Sarah Hopper, Mike Tucker, Steve Mangiat (Usa, Islanda) / 30’

Biennale College Cinema VR – Fuori Concorso

Feather, regia di Keisuke Itoh (Giappone) / 12’
Sublimation, regia di Karolina Markiewicz, Pascal Piron (Germania) / 15’
Whispers, regia di Jacek Nagłowski, Patryk Jordanowicz (Polonia) / 21’




Etichette: , , , , , , , , , , , , , , , , ,

mercoledì 15 maggio 2013

CANNES 2013. I FILM IN PROGRAMMA

Dall'alto: la locandina di Il Grande Gatsby con gli attori principali; una scena con Oscar Isaac tratta da Inside Llewyn Davis; Ryan Gosling in Only God Forgives



E dopo le considerazioni del post precedente, ora entriamo nel dettaglio della 66esima edizione del Festival di Cannes, che si preannuncia come sempre ricca di grandi nomi.
A partire dalla Giuria.

Ebbene sì: a decretare il vincitore della Palma d'Oro e degli altri premi saranno registi come Steven Spielberg (in qualità di presidente; ottima scelta, tra l'altro), Ang Lee (fresco del secondo Oscar alla regia), Cristian Mungiu, Naomi Kawase, Lynne Ramsay, e attori quali Nicole Kidman, Christoph Waltz, Daniel Auteuil, Vidya Balan.
Nelle altre sezioni troviamo invece il danese Thomas Vinterberg (Un Certain Regard), Agnès Varda, Jane Campion, Zhang Ziyi e la nostra Nicoletta Braschi.

E per quanto riguarda le pellicole in programma?
In prima fila troviamo Nicolas Winding Refn con Only God Forgives e i fratelli Coen con Inside Llewyn Davis: il primo dovrà dimostrare di essere in grado di replicare l'incoraggiante prova di Drive, i secondi a Cannes sono di casa (in passato hanno vinto tutti i premi possibili) e difficilmente torneranno a casa a mani vuote.

Subito dietro ci sono gli intellettuali: Steven Soderbergh, che ha annunciato che Behind the Candelabra - girato per la TV - sarà il suo ultimo film, e l'autore cult Jim Jarmusch, che presenterà il vampiresco Only Lovers Left Alive, messo in scaletta solo all'ultimo minuto.
Strana l'assenza nella rassegna principale dell'atteso The Bling Ring di Sofia Coppola: solitamente ogni suo film ai festival diventa un evento, ma questa volta la figlia del grande Francis Ford (a sua volta regista, tra le altre cose, del fascinoso Twixt) è rimasta nelle retrovie, così come l'israeliano Ari Folman - già autore dell'osannato Valzer con Bashir - che sulla Croisette presenta l'ambizioso The Congress.

Il cinema italiano generalmente a Cannes piace, ma considerate le reazioni al prestigiosissimo Gran Prix Speciale assegnato l' anno scorso dalla giuria presieduta da Nanni Moretti a Reality di Matteo Garrone, si ha l'impressione che La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino avrà la strada in salita nella corsa alla Palma d'Oro.
Né, sulla carta, sembra avere maggiori possibilità di vittoria Valeria Bruni Tedeschi - sorella dell'ex première dame Carla Bruni e naturalizzata francese - con la sua storia semi-autobiografica ambientata nei pressi di Torino.

Rimangono gli outsider: l'indipendente americano James Gray gode di più considerazione in Europa che in patria; il prolifico Takashi Miike è un altro "animale da festival" che potrebbe finalmente imbroccare la pellicola giusta.
Per non parlare dell'immarcescibile Roman Polański: ha fatto i salti mortali per presentare in tempo il proprio ultimo lavoro e presumibilmente non si accontenterà di una banale passerella.


FILM IN CONCORSO
Un Château en Italie, regia di Valeria Bruni Tedeschi (Francia)
Inside Llewyn Davis, regia di Joel ed Ethan Coen (Stati Uniti d'America)
Michael Kohlhaas, regia di Arnaud Despallieres (Francia/Germania)
Jimmy P. (Psychotherapy of a Plains Indian), regia di Arnaud Desplechin (Francia/Stati Uniti d'America)
Heli, regia di Amat Escalante (Messico)
Le Passé, regia di Asghar Farhadi (Francia)
The Immigrant, regia di James Gray (Stati Uniti d'America)
Grisgris, regia di Mahamat-Saleh Haroun (Francia/Ciad)
A Touch of Sin (Tian Zhu Ding), regia di Jia Zhangke (Cina)
Like Father, Like Son (Soshite Chichi Ni Naru), regia di Hirokazu Kore-eda (Giappone)
La Vie d'Adèle, regia di Abdellatif Kechiche (Francia/Belgio/Spagna)
Straw Shield (Wara No Tate), regia di Takashi Miike (Giappone)
Jeune et Jolie, regia di François Ozon (Francia)
Nebraska, regia di Alexander Payne (Stati Uniti d'America)
La Vénus à la Fourrure, regia di Roman Polański (Francia)
Behind the Candelabra, regia di Steven Soderbergh (Stati Uniti d'America)
La Grande Bellezza, regia di Paolo Sorrentino (Italia/Francia)
Borgman, regia di Alex Van Warmerdam (Paesi Bassi)
Only God Forgives, regia di Nicolas Winding Refn (Francia/Danimarca)
Only Lovers Left Alive, regia di Jim Jarmusch (Stati Uniti d'America)

Tra i film non in concorso o presenti in altre categorie, i più interessanti potrebbero essere:
Il grande Gatsby (The Great Gatsby), regia di Baz Luhrmann (Australia/Stati Uniti d'America) - film d'apertura
All Is Lost, regia di J.C. Chandor (Stati Uniti d'America)
Muhammad Ali's Greatest Fight, regia di Stephen Frears (Stati Uniti d'America)
Weekend of a Champion, regia di Roman Polański
The Bling Ring, regia di Sofia Coppola (Stati Uniti d'America)
Fruitvale Station, regia di Ryan Coogler (Stati Uniti d'America)
As I Lay Dying, regia di James Franco (Stati Uniti d'America)
Miele, regia di Valeria Golino (Italia/Francia)
The Congress, regia di Ari Folman (Germania/Israele/Polonia/Francia/Belgio/Lussemburgo)
La danza de la realidad, regia di Alejandro Jodorowsky (Cile)

Etichette: , , , , , , , , , , , , , , , ,