CINEMA A BOMBA!

martedì 16 dicembre 2025

FRANKENSTEIN, IL MOSTRO CHE ARRIVA DALLA MOSTRA

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2025
150'
Regia: Guillermo del Toro
Interpreti: Oscar Isaac, Jacob Elordi, Mia Goth, Charles Dance, Ralph Ineson, Christoph Waltz.


Dal romanzo immortale di Mary Shelley, la storia del Dott. Victor Frankenstein (Isaac), che assembla pezzi di cadaveri e cerca di dar loro vita tramite l'energia elettrica.

Ci riesce, ma l'essere (Elordi) si ribella al proprio creatore e si allontana per cercare un senso alla propria esistenza...


Presentato alla scorsa Mostra del Cinema di Venezia, il nuovo opus di Guillermo del Toro è l'ideale continuazione del percorso intrapreso nel 2022 con il suo controverso Pinocchio in stop motion (che gli fece vincere l'Oscar per la seconda volta, in questo caso per il miglior film d'animazione: è l'unico regista nella storia ad averlo conquistato in entrambe le categorie).

Adattare un classico della letteratura al proprio gusto e al proprio stile è sempre una scelta rischiosa, ma non si può certo dire che al cineasta messicano manchi il coraggio.
Naturalmente, Frankenstein è un'opera che si prestava bene, perché ha molto in comune con i topoi "deltoriani".

Il riscatto dei "diversi", la condanna dell'autoritarismo, la contrapposizione tra "mostro" presunto e mostri veri sono temi rintracciabili anche in altre pellicole del regista; su tutte, l'osannata e plurioscarizzata The Shape of Water.

Non mancano alcuni difetti storici dell'autore di Hellboy e Il Labirinto del Fauno: prolissità, esplosioni un po' gratuite di violenza, un eccesso di rigore ideologico.
Tuttavia, a bilanciarli troviamo - come di consueto - ottime performance attoriali e innegabili virtù formali.

Il cast si avvale del sempre ottimo Isaac - il suo protagonista è più rockstar che scienziato - e di un sorprendente Elordi (lo avevamo già visto in Deep Water, ricordate?), ma in ruoli di supporto si fanno notare pure l'austro-tedesco Waltz (Bastardi Senza Gloria, Django Unchained) e il britannico Ineson (Galactus nel recente I Fantastici Quattro-Gli Inizi).

GdT è un regista con un'idea artistica molto definita, che predilige i set costruiti concretamente in studio alle facili scorciatoie della CGI o - peggio ancora! - dell'AI, la profondità dei personaggi ai protagonisti bidimensionali, l'onestà etica all'intrattenimento puramente spensierato.

Frankenstein è un film che parla di paternità disfunzionale, di hubris e dei confini morali della scienza: può piacere o meno, ma è indubbiamente l'opera di un autore sincero e visionario, che si è accasato ad Hollywood senza perdere se stesso.
Un esempio di autentico cinema contemporaneo: non è mica poco.


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sabato 8 settembre 2018

VENEZIA 2018. I VINCITORI

Il Leone d'Oro. 


La giuria - guidata da Guillermo del Toro ( Leone d'Oro l'anno scorso per The Shape of Water, che poi si era aggiudicato pure Golden Globe e Oscar) e comprendente anche Sylvia Chang, Trine Dyrholm (protagonista di Nico, 1988 di Susanna Nicchiarelli, vincitore della scorsa sezione Orizzonti), Nicole Garcia, Paolo Genovese, Małgorzata Szumowska, Taika Waititi (il regista di Thor: Ragnarok), Christoph Waltz (bi-oscarizzato per Bastardi Senza Gloria e Django Unchained), Naomi Watts (che - ricordate? - ha recitato anche in Birdman, film che aveva aperto la Mostra nel 2014 e che poi aveva trionfato agli Oscar) - ha emesso i suoi verdetti.

Il Leone d'Oro della 75a edizione della Mostra d'Arte Cinematografica di Venezia è andato a...

Beh, la risposta è qui sotto.

A presto i nostri commenti sul palmarès.






Leone d'Oro al miglior film: Roma, regia di Alfonso Cuarón (Messico)

Leone d'Argento per la miglior regia: Jacques Audiard - The Sisters Brothers (Stati Uniti d'America, Francia, Romania, Spagna)

Leone d'Argento - Gran premio della giuria: The Favourite, regia di Yorgos Lanthimos (Stati Uniti d'America)

Premio speciale della giuria: The Nightingale, regia di Jennifer Kent (Australia)

Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile: Willem Dafoe - At Eternity's Gate, regia di Julian Schnabel (Stati Uniti d'America, Francia)

Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile: Olivia Colman - The Favourite, regia di Yorgos Lanthimos (Stati Uniti d'America)

Premio Osella per la migliore sceneggiatura: Joel e Ethan Coen - The Ballad of Buster Scruggs, regia di Joel ed Ethan Coen (Stati Uniti d'America)

Premio Marcello Mastroianni ad un attore o attrice emergente: Baykali Ganambarr - The Nightingale, regia di Jennifer Kent (Australia)

Leone d'oro alla carriera: David Cronenberg e Vanessa Redgrave

Premio Jaeger-LeCoultre Glory to the Filmmaker: a Zhang Yimou




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sabato 21 novembre 2015

SPECTRE, NIENTE DI NUOVO SUL FRONTE CRIMINALE

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

Regno Unito/USA, 2015
148'
Regia: Sam Mendes
Interpreti: Daniel Craig, Christoph Waltz, Léa Seydoux, Ralph Fiennes, Ben Whishaw, Naomie Harris, Dave Bautista, Monica Bellucci, Andrew Scott, Rory Kinnear, Judi Dench.


Tra Città del Messico, Roma, l'Austria, Tangeri e Londra si dipana la trama di un complotto che mira a controllare l'intelligence dei Paesi più potenti dell'orbe tramite un database.

Ad ordirla, un'organizzazione misteriosa e onnipresente: la SPECTRE, guidata dal gelido e spietato Ernst Stavro Blofeld (Waltz).
A contrastarla, l'agente dei servizi segreti britannici più famoso al mondo. Che - difficoltà nelle difficoltà - dovrà pure fare i conti con il proprio passato (prossimo e remoto).

Nel ventiquattresimo episodio della saga ispirata alle avventure del personaggio nato dalla penna di Ian Fleming, troverete ben poche novità.

Partiamo da dietro la cinepresa. Dopo il clamoroso successo ottenuto col precedente episodio Skyfall, vincitore di due Premi Oscar nel 2013, è stato confermato Sam Mendes, regista britannico di origine teatrale e unico vero Autore prestato alla serie (vanta un Premio Oscar, per il controverso e discusso American Beauty).

Tra i suoi collaboratori invece non ritroviamo più il grande direttore della fotografia Roger Deakins (quello di Il Grande Lebowski), sostituito da Hoyte Van Hoytema (DP di La Talpa e Interstellar, per dirne due).

Riguardo al cattivo: gli sceneggiatori non si sono peritati di crearne uno nuovo, ma ne hanno riesumato uno che già era comparso in altri 6 film bondeschi - che precisamente sono: Dalla Russia Con Amore, Thunderball-Operazione Tuono (in entrambi compare dal petto in giù, mentre accarezza un gatto bianco), Si Vive Solo Due Volte (personificato da Donald Pleasance), Al Servizio Segreto Di Sua Maestà (Telly Savalas, il pelato Tenente Kojak televisivo), Una Cascata Di Diamanti, Solo Per I Tuoi Occhi (dove non viene ma inquadrato in primo piano). C'è anche in un settimo, il non ufficiale Mai Dire Mai (Max von Sydow).

Ad interpretarlo, tra l'altro, l'apprezzatissimo (anche da noi di CINEMA A BOMBA!) Christoph Waltz, che non a caso
ha vinto un Oscar nel 2013 come attore non protagonista (per Django Unchained) bissando lo stesso riconoscimento ottenuto per Bastardi Senza Gloria nel 2010 - due pellicole entrambe dirette dal cineasta di Pulp Fiction e Jackie Brown (un tale di nome Quentin Tarantino...).

Ma la scelta di questo attore così talentuoso, paradossalmente, non è stata felicissima: tenuto a briglia corta, senza la possibilità di gigioneggiare alla sua maniera, impiegato in poche scene, poco caratterizzato fisicamente, Waltz appare sfruttato al di sotto delle sue (ottime) capacità.
Avesse avuto più spazio...

Analoga sorte per il suo braccio destro, Mr. Hinx (verosimile il gioco di parole con "in excess", in eccesso: effettivamente, visto quello che fa durante il film...): il personaggio affidato all'ex wrestler Dave Bautista - il Drax di Guardiani della Galassia - avrebbe dovuto essere una specie di Squalo od Oddjob dei giorni nostri, ma alla fine non ha ottenuto un ruolo così incisivo e finisce per essere liquidato in modo un po' sbrigativo.

Come ogni film di James Bond, non mancano le Bond Girl che puntualmente finiscono a letto col protagonista.
Questa volta tocca alla nostrana Monica Bellucci - quinta italiana dopo Daniela Bianchi (Dalla Russia Con Amore), Luciana Paluzzi (Thunderball), Maria Grazia Cucinotta (Il Mondo Non Basta), Caterina Murino (Casino Royale) - e a Léa Seydoux - premiata con una Palma d'Oro speciale a Cannes 2013 e già a fianco di Ralph Fiennes in Grand Budapest Hotel di Wes Anderson: un'attrice di talento, qui un po' sottoutilizzata.
La bruna e la bionda, la matura e la giovane, la debole e la forte: un po' troppi stereotipi anche per una pellicola bondiana.

Chi si giova di tutto ciò è Daniel Craig, sesto Agente 007 (non viene conteggiato David Niven, protagonista della parodia non ufficiale Casino Royale del 1967), al suo quarto film consecutivo - tutti legati tra loro nella trama e tutti premiati da ottimi riscontri di critica e pubblico.
Il suo James Bond è più muscolare che ironico e fascinoso, ma è anche tormentato, inquieto; insomma, al netto di certe esagerazioni nelle scene d'azione, è abbastanza credibile.

A proposito di esagerazioni: Spectre è entrato nel Guinness dei Primati, per la più grande esplosione (ottenuta artigianalmente e non digitalmente) nella storia dl cinema.
Nessuna sorpresa: ogni titolo del longevo franchise - e questo non fa eccezione - è ricco di inseguimenti, combattimenti, intrighi diabolici, sparatorie, scene adrenaliniche...

Ossia quanto il pubblico di appassionati cerca e pretende in un film di James Bond.
E ciò che abbiamo trovato anche in Spectre, oltre alle strizzate d'occhio ai film più o meno recenti della serie e alla presenza degli usuali tòpoi (il vodka Martini agitato-non-mescolato; "Il mio nome è Bond. James Bond"; la sequenza iniziale gunbarrel, cioè quella in cui 007 è inquadrato dalla canna della pistola, si volta di scatto, spara e fa sanguinare lo schermo).

Produttori, sceneggiatori e regista non hanno quindi voluto rischiare e sono andati sul sicuro.
Per chi anela solo a un po' di sano intrattenimento, va bene anche così.

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mercoledì 15 maggio 2013

CANNES 2013. I FILM IN PROGRAMMA

Dall'alto: la locandina di Il Grande Gatsby con gli attori principali; una scena con Oscar Isaac tratta da Inside Llewyn Davis; Ryan Gosling in Only God Forgives



E dopo le considerazioni del post precedente, ora entriamo nel dettaglio della 66esima edizione del Festival di Cannes, che si preannuncia come sempre ricca di grandi nomi.
A partire dalla Giuria.

Ebbene sì: a decretare il vincitore della Palma d'Oro e degli altri premi saranno registi come Steven Spielberg (in qualità di presidente; ottima scelta, tra l'altro), Ang Lee (fresco del secondo Oscar alla regia), Cristian Mungiu, Naomi Kawase, Lynne Ramsay, e attori quali Nicole Kidman, Christoph Waltz, Daniel Auteuil, Vidya Balan.
Nelle altre sezioni troviamo invece il danese Thomas Vinterberg (Un Certain Regard), Agnès Varda, Jane Campion, Zhang Ziyi e la nostra Nicoletta Braschi.

E per quanto riguarda le pellicole in programma?
In prima fila troviamo Nicolas Winding Refn con Only God Forgives e i fratelli Coen con Inside Llewyn Davis: il primo dovrà dimostrare di essere in grado di replicare l'incoraggiante prova di Drive, i secondi a Cannes sono di casa (in passato hanno vinto tutti i premi possibili) e difficilmente torneranno a casa a mani vuote.

Subito dietro ci sono gli intellettuali: Steven Soderbergh, che ha annunciato che Behind the Candelabra - girato per la TV - sarà il suo ultimo film, e l'autore cult Jim Jarmusch, che presenterà il vampiresco Only Lovers Left Alive, messo in scaletta solo all'ultimo minuto.
Strana l'assenza nella rassegna principale dell'atteso The Bling Ring di Sofia Coppola: solitamente ogni suo film ai festival diventa un evento, ma questa volta la figlia del grande Francis Ford (a sua volta regista, tra le altre cose, del fascinoso Twixt) è rimasta nelle retrovie, così come l'israeliano Ari Folman - già autore dell'osannato Valzer con Bashir - che sulla Croisette presenta l'ambizioso The Congress.

Il cinema italiano generalmente a Cannes piace, ma considerate le reazioni al prestigiosissimo Gran Prix Speciale assegnato l' anno scorso dalla giuria presieduta da Nanni Moretti a Reality di Matteo Garrone, si ha l'impressione che La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino avrà la strada in salita nella corsa alla Palma d'Oro.
Né, sulla carta, sembra avere maggiori possibilità di vittoria Valeria Bruni Tedeschi - sorella dell'ex première dame Carla Bruni e naturalizzata francese - con la sua storia semi-autobiografica ambientata nei pressi di Torino.

Rimangono gli outsider: l'indipendente americano James Gray gode di più considerazione in Europa che in patria; il prolifico Takashi Miike è un altro "animale da festival" che potrebbe finalmente imbroccare la pellicola giusta.
Per non parlare dell'immarcescibile Roman Polański: ha fatto i salti mortali per presentare in tempo il proprio ultimo lavoro e presumibilmente non si accontenterà di una banale passerella.


FILM IN CONCORSO
Un Château en Italie, regia di Valeria Bruni Tedeschi (Francia)
Inside Llewyn Davis, regia di Joel ed Ethan Coen (Stati Uniti d'America)
Michael Kohlhaas, regia di Arnaud Despallieres (Francia/Germania)
Jimmy P. (Psychotherapy of a Plains Indian), regia di Arnaud Desplechin (Francia/Stati Uniti d'America)
Heli, regia di Amat Escalante (Messico)
Le Passé, regia di Asghar Farhadi (Francia)
The Immigrant, regia di James Gray (Stati Uniti d'America)
Grisgris, regia di Mahamat-Saleh Haroun (Francia/Ciad)
A Touch of Sin (Tian Zhu Ding), regia di Jia Zhangke (Cina)
Like Father, Like Son (Soshite Chichi Ni Naru), regia di Hirokazu Kore-eda (Giappone)
La Vie d'Adèle, regia di Abdellatif Kechiche (Francia/Belgio/Spagna)
Straw Shield (Wara No Tate), regia di Takashi Miike (Giappone)
Jeune et Jolie, regia di François Ozon (Francia)
Nebraska, regia di Alexander Payne (Stati Uniti d'America)
La Vénus à la Fourrure, regia di Roman Polański (Francia)
Behind the Candelabra, regia di Steven Soderbergh (Stati Uniti d'America)
La Grande Bellezza, regia di Paolo Sorrentino (Italia/Francia)
Borgman, regia di Alex Van Warmerdam (Paesi Bassi)
Only God Forgives, regia di Nicolas Winding Refn (Francia/Danimarca)
Only Lovers Left Alive, regia di Jim Jarmusch (Stati Uniti d'America)

Tra i film non in concorso o presenti in altre categorie, i più interessanti potrebbero essere:
Il grande Gatsby (The Great Gatsby), regia di Baz Luhrmann (Australia/Stati Uniti d'America) - film d'apertura
All Is Lost, regia di J.C. Chandor (Stati Uniti d'America)
Muhammad Ali's Greatest Fight, regia di Stephen Frears (Stati Uniti d'America)
Weekend of a Champion, regia di Roman Polański
The Bling Ring, regia di Sofia Coppola (Stati Uniti d'America)
Fruitvale Station, regia di Ryan Coogler (Stati Uniti d'America)
As I Lay Dying, regia di James Franco (Stati Uniti d'America)
Miele, regia di Valeria Golino (Italia/Francia)
The Congress, regia di Ari Folman (Germania/Israele/Polonia/Francia/Belgio/Lussemburgo)
La danza de la realidad, regia di Alejandro Jodorowsky (Cile)

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venerdì 1 marzo 2013

OSCAR 2013. UOMINI CHE ODIANO JESSICA CHASTAIN?

Ben Affleck (regista) e George Clooney (produttore) con l'Oscar per il miglior film.  

L'elegantissima Jessica Chastain sul red carpet.  


Se c’è una cosa che le varie edizioni degli Academy Awards - volgarmente noti come Oscar - ci hanno insegnato, è che può succedere di tutto.

Capita così che quest’anno il regista del film uscito vincente dalla tenzone (Ben Affleck con Argo), non riceva l’Oscar per la miglior regia per il semplice fatto di essere stato escluso a priori dalla lista dei nominati, nonostante nel frattempo abbia vinto in quella categoria praticamente in tutte le competizioni analoghe.

Oppure capita che mastro Spielberg, partito favorito in virtù delle 12 nomination di Lincoln, si ritrovi sconfitto anche dal sopravvalutato Ang Lee, episodio che molti interpretano come un atto “politico” volto ad accontentare la potente lobby cinese.

Oppure che il superdivo George Clooney si porti a casa una statuetta senza aver recitato in alcuno dei film nominati (gli è spettata quella per il miglior film in qualità di produttore di Argo).

Oppure ancora capita che l’interprete più meritevole si veda soffiare l’Oscar tanto atteso dalla collega Jennifer Lawrence, carina e simpatica, ma ancora acerba quanto a recitazione.
A Jessica Chastain - attrice del momento e beniamina di CINEMA A BOMBA! - l’Academy ha tirato proprio un brutto scherzo. Oltretutto per la seconda volta consecutiva (vedi il post dell’anno scorso), e nonostante le lodi sperticate della critica.
Miopia o boicottaggio? A pensare male si fa peccato, ma…

Per il resto, i premi non hanno riservato grandi sorprese, confermando in sostanza l’esito dei Golden Globes, competizione che, a posteriori, ci pare sia stata più equa e corretta.
Tra le note di merito, sicuramente i 2 Oscar per Django Unchained: uno a Tarantino sceneggiatore (che fa il paio con quello conquistato anni or sono con Pulp Fiction), l’altro allo straordinario Christoph Waltz, cui la collaborazione con lo zio Quentin giova decisamente.

La statuetta a Daniel Day-Lewis per Lincoln è stata un’altra gradita conferma. Con questa, l’imbattibile attore irlandese sale a quota 3 ed entra nella storia: nessuno come lui, eccetto in teoria Jack Nicholson, che però ne ha vinta una da non protagonista.
Giusto anche il riconoscimento andato alla sottile Anne Hathaway, che in Les Misérables lascia il segno nonostante i pochi minuti di screen time.

Più di ogni altra cosa, di questa edizione rimarrà il sorriso e la sportività di quel simpatico guascone di Ben Affleck, interprete medio e cineasta di spessore, che quando qualcuno gli ha fatto notare quanto sia stata ingiusta la mancata nomination come miglior regista, ha risposto: "Perché nessuno dice la stessa cosa per quella come miglior attore?"
Non solo per l’autoironia, il vero vincitore è lui.

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martedì 26 febbraio 2013

OSCAR 2013. I VINCITORI

 
 
 
Dall'alto: Ben Affleck e i produttori di Argo (George Clooney è l'ultimo a destra) con l'Oscar per il miglior film; Ang Lee riceve dalle mani di Michael Douglas l'Oscar per la migliore regia per Vita di Pi; Daniel Day-Lewis (miglior attore protagonista), Jennifer Lawrence (miglior attrice protagonista), Anne Hathaway (migliore attrice non protagonista), Christoph Waltz (miglior attore non protagonista).


Grandi sorprese alla cerimonia di consegna dei premi Oscar 2013: molte delle previsioni fatte alla vigilia sono state stravolte da verdetti che, in certi casi, sono parsi del tutto inaspettati e/o hanno lasciato perplessi commentatori e pubblico (Argo miglior film senza la candidatura per la migliore regia, Ang Lee prevalente su Steven Spielberg, Jennifer Lawrence preferita a Jessica Chastain).

Nonostante i tanti colpi di scena, però, noi della redazione di CINEMA A BOMBA! siamo riusciti ad azzeccare 17 vincitori su 24 (e Fra ha vinto la sfida interna: 14 pronostici indovinati), come dimostra il nostro post precedente.
Non male, vista la difficoltà di predire quest'anno le scelte fatte dall'Academy.

In attesa della nostra analisi sui risultati, ecco tutti i trionfatori degli Oscar.


MIGLIOR FILM

Argo, regia di Ben Affleck
La premiazione.

MIGLIORE REGIA
Ang Lee - Vita di Pi (Life of Pi)
La premiazione.

MIGLIORE ATTORE PROTAGONISTA
Daniel Day-Lewis - Lincoln
La premiazione.

MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA
Jennifer Lawrence - Il lato positivo - Silver Linings Playbook
La premiazione.

MIGLIORE ATTORE NON PROTAGONISTA
Christoph Waltz - Django Unchained
La premiazione.

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
Anne Hathaway - Les Misérables
La premiazione.

MIGLIOR FILM D'ANIMAZIONE
Brave (Ribelle-The Brave)
La premiazione.

MIGLIOR FILM STRANIERO
Amour - Austria
La premiazione.

MIGLIORE SCENEGGIATURA ORIGINALE
Django Unchained - Quentin Tarantino
La premiazione.

MIGLIORE SCENEGGIATURA NON ORIGINALE
Argo - Chris Terrio
La premiazione.

MIGLIORE COLONNA SONORA
Vita di Pi - Mychael Danna
L'intervista dopo l'Oscar vinto.

MIGLIORE CANZONE
Skyfall da Skyfall - Musica di Adele Adkins e Paul Epworth, canto di Adele
L'esibizione durante la serata.

MIGLIOR FOTOGRAFIA
Claudio Miranda - Vita di Pi (Life of Pi)
La premiazione.

MIGLIORI SCENOGRAFIA E DESIGN
Rick Carter e Jim Erickson - Lincoln
Intervista dopo l'Oscar.

MIGLIOR MONTAGGIO
William Goldenberg - Argo
La premiazione.

MIGLIORI EFFETTI SPECIALI
Bill Westenhofer, Guillaume Rocheron, Erik-Jan De Boer e Donald R. Elliott - Vita di Pi (Life of Pi)
La premiazione.

MIGLIOR SONORO
Les Misérables - Andy Nelson, Mark Paterson e Simon Hayes
La premiazione.

MIGLIOR MONTAGGIO SONORO
Skyfall - Per Hallberg e Karen Baker Landers
Zero Dark Thirty - Paul N.J. Ottosson
La premiazione.

MIGLIORI COSTUMI
Anna Karenina - Jacqueline Durran
La premiazione.

MIGLIORI TRUCCO E ACCONCIATURA
Les Misérables - Lisa Westcott e Julie Dartnell
La premiazione.

MIGLIOR DOCUMENTARIO
Searching for Sugar Man
La premiazione.

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO DOCUMENTARIO
Inocente - Sean Fine e Andrea Nix Fine
Articolo su La Stampa.

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO
Curfew - Shawn Christensen
Intervista al regista.

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO DI ANIMAZIONE
Paperman - John Kahrs
Intervista al regista.

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domenica 24 febbraio 2013

OSCAR 2013. LE NOSTRE PREVISIONI

(Il logo della cerimonia dell'85a edizione dei Premi Oscar) 


Eh sì, è arrivato il momento più atteso da tutti i cinefili.
Nella notte tra oggi e domani si svolgerà a Los Angeles la cerimonia di premiazione degli Oscar, i prestigiosissimi premi assegnati dall'Academy of Motion Picture Arts and Sciences, organizzazione professionale onoraria costituita da personalità del mondo del cinema (quali attori, registi, produttori...) che conta migliaia di membri votanti.

Sono mesi ormai che bookmaker e semplici appassionati pronosticano i vincitori della serata.
A questo gioco - come da tradizione che dura ormai da diversi anni - abbiamo voluto partecipare anche noi.

Ecco quindi le nostre previsioni su chi saranno i trionfatori dell'85a edizione degli Academy Award.
Speriamo di migliorare l'exploit dell' anno scorso, quando la redazione di CINEMA A BOMBA! azzeccò 21 dei 24 premi assegnati (e Fede arrivò ad indovinarne ben 17).


MIGLIOR FILM
Argo, regia di Ben Affleck (FRA)
Lincoln, regia di Steven Spielberg (FEDE, ANG)

MIGLIOR REGIA
Michael Haneke - Amour (ANG)
Steven Spielberg - Lincoln (FRA, FEDE)

MIGLIORE ATTORE PROTAGONISTA
Daniel Day-Lewis - Lincoln (FRA, FEDE, ANG)

MIGIORE ATTRICE PROTAGONISTA
Jessica Chastain - Zero Dark Thirty (FRA, FEDE, ANG)

MIGLIORE ATTORE NON PROTAGONISTA
Alan Arkin - Argo (ANG)
Christoph Waltz - Django Unchained (FRA, FEDE)

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
Anne Hathaway - Les Misérables (FRA, FEDE)
Sally Field - Lincoln (ANG)

MIGLIORE SCENEGGIATURA ORIGINALE
Mark Boal - Zero Dark Thirty (ANG)
Michael Haneke - Amour (FRA)
Quentin Tarantino - Django Unchained (FEDE)

MIGLIORE SCENEGGIATURA NON ORIGINALE
Tony Kushner - Lincoln (FRA, FEDE)
Chris Terrio - Argo (ANG)

MIGLIOR FILM STRANIERO
Amour, regia di Michael Haneke (Austria) (FRA, FEDE, ANG)

MIGLIOR FILM DI ANIMAZIONE
Ribelle - The Brave (Brave), regia di Mark Andrews e Brenda Chapman (FRA)
Frankenweenie, regia di Tim Burton (FEDE)
Ralph Spaccatutto (Wreck-It Ralph), regia di Rich Moore (ANG)

MIGLIOR FOTOGRAFIA
Janusz Kaminski - Lincoln (FEDE, ANG)
Claudio Miranda - Vita di Pi (Life of Pi) (FRA)

MIGLIORI SCENOGRAFIA E DESIGN
Rick Carter e Jim Erickson - Lincoln (FEDE, ANG)
Sarah Greenwood e Katie Spencer - Anna Karenina (FRA)

MIGLIOR MONTAGGIO
Michael Kahn - Lincoln (FRA)
Tim Squyres - Vita di Pi (Life of Pi) (ANG)
Dylan Tichenor e William Goldenberg - Zero Dark Thirty (FEDE)

MIGLIOR COLONNA SONORA
Mychael Danna - Vita di Pi (Life of Pi) (FRA)
Dario Marianelli - Anna Karenina (FEDE, ANG)

MIGLIORE CANZONE
Skyfall, musica e parole di Adele Adkins e Paul Epworth - Skyfall (FRA, FEDE)
Suddenly, musica e parole di Claude-Michel Schönberg, Herbert Kretzmer e Alain Boublil - Les Misérables (ANG)

MIGLIORI EFFETTI SPECIALI
Joe Letteri, Eric Saindon, David Clayton e R. Christopher White - Lo Hobbit - Un viaggio inaspettato (The Hobbit: An Unexpected Journey) (FEDE, ANG)
Bill Westenhofer, Guillaume Rocheron, Erik-Jan De Boer e Donald R. Elliott - Vita di Pi (Life of Pi) (FRA)

MIGLIOR SONORO
Argo - John Reitz, Gregg Rudloff e Jose Antonio Garcia (FEDE, ANG)
Les Misérables - Andy Nelson, Mark Paterson e Simon Hayes (FRA)

MIGLIOR MONTAGGIO SONORO
Argo - Erik Aadahl e Ethan Van der Ryn (FRA, FEDE)
Vita di Pi (Life of Pi) - Eugene Gearty e Philip Stockton (ANG)

MIGLIORI COSTUMI
Anna Karenina - Jacqueline Durran (FRA, FEDE)
Les Misérables - Paco Delgado (ANG)

MIGLIORI TRUCCO E ACCONCIATURA
Lo Hobbit - Un viaggio inaspettato (The Hobbit: An Unexpected Journey) - Peter Swords King, Rick Findlater e Tami Lane (FRA, FEDE, ANG)

MIGLIOR DOCUMENTARIO
5 Broken Cameras (ANG)
The Invisible War (FEDE)
Searching for Sugar Man (FRA)

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO DOCUMENTARIO
Kings Point - Sari Gilman e Jedd Wider (FEDE, ANG)
Mondays at Racine - Cynthia Wade e Robin Honan (FRA)

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO
Death of a Shadow - Tom Van Avermaet e Ellen De Waele (FRA, FEDE)
Henry - Yan England (ANG)

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO DI ANIMAZIONE
Fresh Guacamole - PES (ANG)
The Longest Daycare - David Silverman (FEDE)
Paperman - John Kahrs (FRA)

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venerdì 25 gennaio 2013

DJANGO UNCHAINED, SPAGHETTI AL SUGO TARANTINO

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer) 

USA, 2012
165'
Regia: Quentin Tarantino
Interpreti: Jamie Foxx, Christoph Waltz, Leonardo DiCaprio, Samuel L. Jackson, Kerry Washington, James Remar, Don Johnson, Russ Tamblyn, Tom Savini, Michael Parks, Robert Carradine, Bruce Dern, Quentin Tarantino, Franco Nero.


Lo schiavo Django (Foxx) viene liberato dal dentista/pistolero Dr. Schultz (Waltz). Insieme pianificano la liberazione della moglie del primo (Washington), prigioniera del perfido latifondista Calvin Candie (DiCaprio).
Il che, come è facile immaginare, non sarà affatto semplice e si concluderà con un abbondante spargimento di sangue.

Fino ad oggi la carriera di Tarantino si poteva grossolanamente separare in due parti: gli anni 90 e gli anni successivi al 2000, con Kill Bill come spartiacque.
Nella prima il nostro girava film d'autore mascherati da film di genere, nella seconda ha preso a girare film di genere mascherandoli da film d'autore.

Django Unchained, primo cimento di Quentin nel western (ma elementi tipici del genere si possono riconoscere in tutta la sua filmografia, specie la più recente; ricordiamo, però, la sua comparsata attoriale in un altro omaggio al pistolero corbucciano, il giapponese Sukiyaki Western Django), rappresenta una terza via.
Il creatore di Pulp Fiction ritrova la forma degli esordi, riuscendo a divertire divertendosi, senza tuttavia porsi limiti di creatività e fantasia.

Quello di Tarantino è un cinema che ritorna sempre a se stesso, nutrendosi continuamente di citazioni (soprattutto gli spaghetti western di Sergio Leone e ovviamente di Sergio Corbucci - in Django Unchained, pure nella colonna sonora: ci sono musiche di Ennio Morricone, che ha collaborato altresì con il brano Ancora qui, composto apposta per il film e cantato da Elisa - ma anche quelli tradizionali e i blaxploitation) e autocitazioni (Waltz che racconta la leggenda di Sigfrido a un rapito Foxx ricalca una scena quasi identica di Kill Bill in cui David Carradine fa lo stesso con Uma Thurman).

Con meno tempi morti rispetto alle sue ultime opere (merito del nuovo montatore Fred Raskin?), il regista italo-americano ci accompagna in più di 2 ore e mezza di violenza e sparatorie alternate e spesso accompagnate da battute e gag irresistibili.

Impossibile non citare sequenze di straordinaria comicità come quella dei membri del KKK alle prese con cappucci scomodi (ecco il video!) o quella dei due protagonisti che affrontano il marshall di una cittadina cui hanno appena ucciso lo sceriffo.

In ambito recitativo il superbo attore austriaco Christoph Waltz fa la parte del mattatore, rubando la scena a tutti e prenotandosi per un secondo Oscar dopo quello conquistato per il precedente film di Quentin, Bastardi Senza Gloria.

Per i cinefili è anche uno spasso cercare di riconoscere tutti gli ospiti di eccezione che spuntano qua e là nella pellicola: da Don Johnson vestito di colori pastello come in Miami Vice al vecchio Bruce Dern in versione laido schiavista, dal leggendario truccatore Tom Savini allo stesso Tarantino che si concede un'uscita di scena esplosiva, per non parlare del mitico Franco Nero, che compare giusto il tempo per fare con Jamie Foxx un passaggio di testimone da applausi (clicca qui).

Per la cronaca: noi di CINEMA A BOMBA! abbiamo riconosciuto tutte le guest star, compreso Ted Neeley, il Gesù di Jesus Christ Superstar, ma purtroppo non Robert Carradine, che ci è sfuggito; sapete dirci dov'era?

Django Unchained non è solo una grande opera di intrattenimento e una geniale parabola antirazzista: è anche un atto d'amore nei confronti di un certo cinema italiano che non siamo più in grado di fare, intossicati come siamo di muccinate e cinepanettoni.

Che questa sia la spinta giusta per ritornare a fare film di genere innovativi e apprezzati?

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domenica 20 gennaio 2013

OSCAR 2013. NOMINATION: ATTRICI E ATTORI



Una buona performance recitativa vale almeno la metà della qualità di un film.
Per questa ragione gli Oscar dedicati ad attrici e attori (l'Academy distingue anche tra protagonisti e non) sono sempre attesi con grandi aspettative e interesse.

Per darvi un'idea dei candidati di queste categorie, vi snoccioliamo alcune curiosità di cui ci siamo accorti mentre pianificavamo il post.

13: sono gli Oscar complessivi vinti dagli attori in lizza (2: Daniel Day-Lewis, Robert De Niro, Sally Field, Denzel Washington; 1: Alan Arkin, Philip Seymour Hoffman, Tommy Lee Jones, Christoph Waltz, Helen Hunt).

16 su 20: gli attori che hanno ricevuto in carriera almeno una nomination (gli unici alla prima designazione sono Bradley Cooper, Hugh Jackman, Quvenzhané Wallis, Emmanuelle Riva).

4 su 4: gli attori che Silver Linings Playbook è riuscito a candidare (uno per ogni categoria).
3 su 3: decidendo di far correre Amy Adams e Sally Field come non protagoniste anziché come protagoniste, en plein anche per The Master e Lincoln.

Nella categoria per il migliore attore non protagonista tutti i nominati hanno vinto almeno un Oscar.

Nella categoria per la migliore protagonista sono presenti la più giovane attrice mai candidata (Quvenzhané Wallis, 9 anni) e quella più anziana (Emmanuelle Riva, 86 anni).

6 su 20: gli attori di pellicole non candidate per il miglior film (i 3 di The Master, più Denzel Washington per Flight, Naomi Watts per The Impossible, Helen Hunt per The Sessions).

6 minuti: è la durata complessiva dell'apparizione di Anne Hathaway in Les Misérables (grazia alla quale, per inciso, ha già vinto il Golden Globe).

Di seguito riportiamo, per ogni candidata/o, una clip di presentazione o un'intervista (cliccate sul nome!).



MIGLIORE ATTORE PROTAGONISTA
Bradley Cooper - Il lato positivo - Silver Linings Playbook
Daniel Day-Lewis - Lincoln
Hugh Jackman - Les Misérables
Joaquin Phoenix - The Master
Denzel Washington - Flight



MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA
Jessica Chastain - Zero Dark Thirty
Jennifer Lawrence - Il lato positivo - Silver Linings Playbook
Emmanuelle Riva - Amour
Quvenzhané Wallis - Beasts of the Southern Wild
Naomi Watts - The Impossible



MIGLIORE ATTORE NON PROTAGONISTA
Alan Arkin - Argo
Robert De Niro - Il lato positivo - Silver Linings Playbook
Philip Seymour Hoffman - The Master
Tommy Lee Jones - Lincoln
Christoph Waltz - Django Unchained



MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
Amy Adams - The Master
Sally Field - Lincoln
Anne Hathaway - Les Misérables
Helen Hunt - The Sessions - Gli appuntamenti (The Sessions)
Jacki Weaver - Il lato positivo - Silver Linings Playbook

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lunedì 14 gennaio 2013

GOLDEN GLOBE 2013: I VINCITORI

Dall'alto: Ben Affleck, miglior regista; Jessica Chastain, migliore attrice in un film drammatico; Daniel Day-Lewis, miglior attore in un film drammatico; Anne Hathaway, migliore attrice non protagonista; Hugh Jackman, migliore attore in una commedia/musical.


Non c'è dubbio: Ben Affleck ha avuto una bella rivincita.
Il regista/attore di Argo, escluso non senza polemiche dalla rosa dei candidati all'Oscar per la migliore regia, si è preso la soddisfazione di trionfare a sorpresa alla cerimonia dei Golden Globe 2013 vincendo i due principali riconoscimenti.
Battendo nientepopodimeno che lo spielberghiano Lincoln - grande favorito della vigilia e in pole position anche agli Oscar - e Zero Dark Thirty di Kathryn Bigelow, che si devono accontentare della meritata vittoria dei rispettivi protagonisti, l'impeccabile Daniel Day-Lewis e la sempre straordinaria Jessica Chastain.

E tra gli attori c'è stata una delle sorprese più eclatanti: tra i non protagonisti l'affermazione dell'ottimo Philip Seymour Hoffman ( The Master) era data per certa, ma a spuntarla è stato invece Christoph Waltz per Django Unchained di Tarantino, premiato a sua volta per la sceneggiatura.
Più prevedibili i riconoscimenti a Hugh Jackman, Jennifer Lawrence e Anne Hathaway e, nella altre categorie, della cantante Adele per la migliore canzone e di Amour di Haneke per il miglior film straniero.

La decisione dell'Academy di anticipare le nomination all'Oscar a pochissimi giorni dalla cerimonia di premiazione dei Golden Globe per non influenzare le scelte dei propri giurati ha già fatto quindi una vittima illustre: senza Ben Affleck, chi sarà in grado di contrastare la marcia di Steven Spielberg verso il trionfo nella più prestigiosa competizione cinematografica?

Qui di seguito vi presentiamo tutti i vincitori del Golden Globe nelle categorie filmiche.
Nei link trailer, clip, interviste.
A presto, intanto, per lo speciale sugli Oscar 2013!


MIGLIOR FILM DRAMMATICO
- Argo

MIGLIOR COMMEDIA
- Les Misérables

MIGLIOR REGIA
- Ben Affleck, Argo

MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA IN UN FILM DRAMMATICO
- Daniel Day-Lewis, Lincoln

MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA IN UN FILM DRAMMATICO
- Jessica Chastain, Zero Dark Thirty

MIGLIOR ATTORE IN COMMEDIA O MUSICAL
- Hugh Jackman, Les Misérables

MIGLIORE ATTRICE IN COMMEDIA O MUSICAL
- Jennifer Lawrence, Silver Linings Playbook

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
- Christoph Waltz, Django Unchained

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
- Anne Hathaway, Les Misérables

MIGLIORE SCENEGGIATURA
- Django Unchained

MIGLIORE COLONNA SONORA
- Mychael Danna, Vita di Pi

MIGLIOR CANZONE
- Skyfall, cantata da Adele (Skyfall)

MIGLIOR FILM STRANIERO
- Amour

MIGLIOR FILM DI ANIMAZIONE
- Brave (Ribelle-The Brave)

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