CINEMA A BOMBA!

mercoledì 13 luglio 2022

I CLASSICI: ALICE IN WONDERLAND, COME ESTRARRE UN BIANCONIGLIO DAL CAPPELLO

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2010
108'
Regia: Tim Burton
Con: Mia Wasikowska, Johnny Depp, Helena Bonham Carter, Crispin Glover, Anne Hathaway.
Voci originali: Alan Rickman, Stephen Fry, Frank Welker, Michael Gough, Christopher Lee.


L'adolescente Alice (Wasikowska) ritorna a Wonderland dopo 13 anni.
Non ricorda più nulla di quella esperienza, eccetto alcuni flashback che le appaiono in sogno.

Qui ritrova i suoi vecchi amici - tra questi l'eccentrico e generoso Cappellaio Matto (Depp) - ancora impegnati a resistere contro la malvagia Regina Rossa (Bonham Carter) in difesa della buona Regina Bianca (Hathaway).

Il suo compito è quello di uccidere il mostruoso Ciciarampa (Lee) nel Giorno Gioiglorioso e riportare la pace nel Sottomondo...


9 anni prima di Dumbo, Tim Burton aveva già realizzato uno dei tanti auto-rifacimenti in live action di cui la Disney non sembra riuscire a fare a meno.
Per fortuna, questo è anche uno dei migliori.

Alleggerendo i toni dark che sono il suo marchio di fabbrica e sbizzarrendosi tra CGI e 3D, il regista di Beetlejuice ha dato un'interpretazione molto personale ad Alice nel Paese delle Meraviglie, celeberrima fiaba di Lewis Carroll.

Il Cappellaio Matto è stato promosso a co-protagonista (chissà se questa cosa era già prevista nel copione o se il ruolo è stato espanso dopo l'ingaggio di Depp), mentre Alice è diventata un'icona femminista, una moderna paladina dell'emancipazione.
Si noti il finale: è uno dei meno "disneyani" mai prodotti dalla Casa di Topolino.

Nel derby tra ex Misérables, Helena Bonham Carter batte ai punti Anne Hathaway, se non altro perché riesce a rendere il grottesco del proprio personaggio senza cadere nel caricaturale (e la seconda è penalizzata da un trucco inadeguato).
Ma a livello recitativo il meglio lo danno i doppiatori: in lingua originale si può infatti godere di alcuni cammei di prim'ordine.

Tra Fry col suo Stregatto creepy e i numerosi contributi del veterano Welker (ricordate Curioso come George?), spuntano il distinto Michael Gough (Alfred del dittico "batmaniano" di Burton) nella parte del Dodo e il carismatico Christopher Lee (Saruman nei film della Terra di Mezzo) come voce del Jabberwocky.

Questi due vecchi leoni del cinema - il primo è qui alla sua ultima interpretazione - in realtà hanno rispettivamente solo tre e due battute, ma possiamo facilmente immaginare che si siano divertiti un mondo.

Non è necessario aver letto il romanzo d'origine né tantomeno aver visto il classico animato del 1951 per apprezzare questo adattamento, bizzarro racconto allegorico di cui alla fine non è difficile condividere la morale: noi siamo le scelte che facciamo e la vita è un continuo mutamento.

E in fondo è questa la vera meraviglia.


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lunedì 16 maggio 2022

CANNES 2022. I FILM IN E FUORI CONCORSO

(La locandina del 75° Festival di Cannes). 


Siamo finalmente arrivati alla 75a edizione della kermesse più blasonata del grande mondo della celluloide.
Non necessariamente la migliore, però, essendo che da qualche tempo viene puntualmente surclassata - in termini di qualità della proposta - dalla concorrente Mostra del Cinema di Venezia.

Lo storico direttore artistico Thierry Frémaux quest'anno ha fatto una scelta tanto coraggiosa quanto rischiosa: puntare principalmente sulle pellicole d'autore, rinunciando in larga parte ai blockbuster hollywoodiani che hanno sempre contraddistinto la sua gestione (con qualche eccezione: si veda ad esempio la presenza in tabellone del tardivo seguito di Top Gun).

Tra i film in concorso, i riflettori sono puntati soprattutto su Žena Čajkovskogo di Kirill Serebrennikov, cineasta russo anti-Putin autoesiliatosi a Parigi.
Anche il virtù dell'attuale guerra in Ucraina, è uno dei favoriti per l'ambita Palma d'Oro.

C'è inoltre grande attesa per Crimes of the Future, che segna il ritorno del maestro canadese del body horror David Cronenberg a 8 anni di distanza dal precedente Maps to the Stars, presentato in anteprima proprio a Cannes nel 2014.

Molte aspettative sono riposte anche in Armageddon Time del regista indipendente James Gray, con protagonista una coppia di attori letteralmente da Oscar: la splendida Anne Hathaway (ricordate Les Misérables?) e l'immarcescibile Anthony Hopkins (Il Silenzio degli Innocenti, The Father).

Fuori concorso, tra il ritorno dell'australiano George Miller di Mad Max e il biopic dedicato a Elvis Presley firmato Baz Luhrmann, ritroviamo con piacere il premio Oscar Michel Hazanavicious, di cui avevamo perso un po' le tracce.
L'autore del bellissimo The Artist presenta una commedia interpretata come di consueto dalla moglie-musa Bérénice Bejo.

L'Italia è rappresentata essenzialmente da Mario Martone col drammatico Nostalgia e da Valeria Bruni Tedeschi con un'opera che, tuttavia, batte bandiera francese.
E potevano mancare beniamini del Festival come Olivier Assayas e i fratelli Dardenne? Ovviamente no, ma almeno il primo è relegato in una sezione "minore".

Nelle retrovie anche l'anziano Marco Bellocchio - da noi incontrato a Venezia qualche anno or sono - con una serie tv sul sequestro Moro.
Un tema che al regista piacentino interessa molto, avendovi già dedicato un lungometraggio nel 2003 (il controverso Buongiorno Notte).

Resta da dire delle Proiezioni Speciali, da cui emergono il documentario su Jerry Lee Lewis ad opera di Ethan Coen - clamorosamente senza il fratello Joel - e l'esordio alla regia della "morettiana" Jasmine Trinca.

In attesa di scoprire i vincitori nelle varie categorie, trovate qui sotto l'elenco completo dei candidati.
E buon Festival a tutte/i!


CONCORSO
Les Amandiers, regia di Valeria Bruni Tedeschi (Francia)
Armageddon Time, regia di James Gray, con Anne Hathaway e Anthony Hopkins (Stati Uniti d'America)
Barādarān Leylā, regia di Saeed Roustayi (Iran)
Boy From Heaven, regia di Tarik Saleh (Svezia, Finlandia, Danimarca, Francia)
Broker, regia di Hirokazu Kore'eda (Corea del Sud)
Close, regia di Lukas Dhont (Belgio, Francia, Paesi Bassi)
Crimes of the Future, regia di David Cronenberg, con Léa Seydoux e Viggo Mortensen (Canada, Grecia)
Eo, regia di Jerzy Skolimowski (Polonia, Italia)
Frère et Sœur, regia di Arnaud Desplechin (Francia)
Heeojil gyeolsim, regia di Park Chan-wook (Corea del Sud)
Holy Spider, regia di Ali Abbasi (Danimarca, Germania, Svezia, Francia)
Nostalgia, regia di Mario Martone (Italia)
Le otto montagne, regia di Felix van Groeningen e Charlotte Vandermeersch (Italia, Francia, Belgio, Regno Unito)
Un petit frère, regia di Léonor Serraille (Francia)
RMN, regia di Cristian Mungiu (Romania)
Showing Up, regia di Kelly Reichardt (Stati Uniti d'America)
The Stars at Noon, regia di Claire Denis (Francia, Brasile)
Tori et Lokita, regia di Jean-Pierre e Luc Dardenne (Belgio, Francia)
Tourment sur les îles, regia di Albert Serra (Spagna)
Triangle of Sadness, regia di Ruben Östlund (Svezia, Francia, Stati Uniti d'America, Regno Unito)
Žena Čajkovskogo, regia di Kirill Serebrennikov (Russia, Francia)

UN CERTAIN REGARD
Bačennja metelyka, regia di Maksym Nakonečnyj (Ucraina)
Beast, regia di Riley Keough e Gina Gammell (Stati Uniti d'America)
Le Bleu du caftan, regia di Maryam Touzani (Marocco, Francia)
Corsage, regia di Marie Kreutzer (Austria)
Domingo y la niebla, regia di Ariel Escalante Meza (Costa Rica)
Harka, regia di Lotfy Nathan (Francia, Germania, Stati Uniti d'America, Tunisia)
Kurak Günler, regia di Emin Alper (Turchia)
Joyland, regia di Saim Sadiq (Pakistan)
Mediterranean Fever, regia di Maha Haj (Palestina, Francia, Germania, Cipro)
Metronom, regia di Alexandru Belc (Romania)
Les Pires, regia di Lise Akora e Romane Gueret (Francia)
Plan 75, regia di Chie Hayakawa (Giappone)
Plus que jamais, regia di Emily Atef (Francia, Germania, Lussemburgo, Norvegia)
Retour à Séoul, regia di Davy Chou (Cambogia, Francia)
Rodéo, regia di Lola Quivoron (Francia)
Silent Twins, regia di Agnieszka Smoczyńska (Polonia, Regno Unito, Stati Uniti d'America)
Syk Pike, regia di Kristoffer Borgli (Norvegia)
The Stranger, regia di Thomas M. Wright (Australia, Regno Unito)
Volaða land, regia di Hlynur Pálmason (Danimarca, Islanda, Svezia, Finlandia)

FUORI CONCORSO
Elvis, regia di Baz Luhrmann (Australia, Stati Uniti d'America)
L'Innocent, regia di Louis Garrel (Francia)
Masquerade, regia di Nicolas Bedos (Francia)
Novembre, regia di Cédric Jimenez (Francia, Belgio)
Three Thousand Years of Longing, regia di George Miller (Australia)
Top Gun: Maverick, regia di Joseph Kosinski, con Tom Cruise e Val Kilmer (Stati Uniti d'America)
Coupez!, regia di Michel Hazanavicius (Francia)

CANNES PREMIERE
Chronique d'une liaison passagère, regia di Emmanuel Mouret (Francia)
Dodo, regia di Panos H. Koutras (Grecia, Francia, Belgio)
Don Juan, regia di Serge Bozon (Francia, Belgio)
Esterno notte, regia di Marco Bellocchio – miniserie TV (Italia)
Irma Vep, regia di Olivier Assayas – serie TV (Stati Uniti d'America)
Nos frangins, regia di Rachid Bouchareb (Francia)
La Nuit du 12, regia di Dominik Moll (Francia, Belgio)

PROIEZIONI SPECIALI
All That Breathes, regia di Shaunak Sen – documentario (India, Regno Unito, Stati Uniti)
Jerry Lee Lewis: Trouble In Mind, regia di Ethan Coen – documentario (Stati Uniti d'America)
Mi país imaginario, regia di Patricio Guzmán – documentario (Cile)
The Natural History of Destruction, regia di Serhij Loznycja – documentario (Ucraina)
Marcel!, regia di Jasmine Trinca (Italia)
Le Petit Nicolas - Qu'est-ce qu'on attend pour être heureux?, regia di Amandine Fredon e Benjamin Massoubre (Francia)
Restos do vento, regia di Tiago Guedes (Portogallo)
Riposte féministe, regia di Marie Perennès e Simon Depardon – documentario (Francia)
The Vagabonds, regia di Doroteya Droumeva (Germania)

PROIEZIONI DI MEZZANOTTE
Fumer fait tousser, regia di Quentin Dupieux (Francia)
Hunt, regia di Lee Jung-jae (Corea del Sud)
Moonage Daydream, regia di Brett Morgen – documentario (Stati Uniti d'America)
Rebel, regia di Adil El Arbi e Bilall Fallah (Stati Uniti, Belgio, Lussemburgo, Francia)


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mercoledì 19 novembre 2014

INTERSTELLAR, L'ASTROFISICA SPIEGATA A SUA FIGLIA

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer) 

USA, 2014
169'
Regia: Christopher Nolan
Con: Matthew McConaughey, Jessica Chastain, Anne Hathaway, Michael Caine, Mackenzie Foy, John Lithgow, Wes Bentley, Casey Affleck, Ellen Burstyn, William Devane, Topher Grace, Matt Damon (non accreditato), Timothée Chalamet.


Le risorse naturali della Terra stanno per finire e continue tempeste di sabbia flagellano le città, mettendo così in serio pericolo la sopravvivenza della popolazione.
Un gruppo di astronauti temerari capitanati dal maturo Cooper (McConaughey) - padre amorevole di due figli, un figlio e una figlia che egli adora - partirà allora per lo spazio ignoto per una missione disperata, unica speranza per salvare l'intero genere umano: cercare un altro pianeta nel quale poter vivere.

Un anno dopo l'uscita nelle sale e qualche mese dopo il trionfo agli Oscar di quest'anno di Gravity, ecco un altro kolossal ambientato nello spazio.

Anche la nuova e a lungo attesa fatica di Christopher Nolan può vantare effetti speciali mirabolanti, ma - a differenza della pellicola di Alfonso Cuarón - una maggiore accuratezza scientifica.
Questo, grazie alla presenza - come produttore esecutivo e consulente - di Kip Thorne, fisico teorico noto per gli studi sui buchi neri e per le idee circa la possibilità di compiere viaggi tra sistemi stellari tramite cunicoli spazio-temporali (i cosiddetti wormhole).
E proprio le sue teorie sono alla base dello svolgimento della storia, che esige spettatori attenti e interessati, pena la non completa comprensione dell'intreccio.

Ma il regista dell'ultima trilogia "batmaniana", come al solito pure sceneggiatore insieme al fratello Jonathan, non è soltanto un virtuoso della messinscena (benché buona parte del merito, visivamente parlando, vada condiviso col direttore di fotografia Hoyte Van Hoytema: degno del miglior Emmanuel Lubezki) e un accurato storyteller: è anche un maestro nella direzione degli attori, da cui riesce a cavare sempre il meglio.

A guidare un cast da leccarsi i baffi ci sono ovviamente l'ex Killer Joe McConaughey, fresco dell'Oscar per Dallas Buyers Club (ma leggenda vuole che Nolan l'abbia scelto dopo averlo notato in Mud), e la sempre deliziosa Jessica Chastain (ennesima nomination in vista per la nostra beniamina?).
Ma meritano una menzione anche la bella Anne Hathaway - Oscar a sua volta per Les Misérables, qui con capello corto stile Sandra Bullock - e il sempreverde Michael Caine, ormai attore-feticcio del regista (è il sesto film che fanno insieme!).
Sfiziose, infine, le comparsate di Matt Damon (apparizione a sorpresa) ed Ellen Burstyn (ricordate? Era la protagonista di L'Esorcista di William Friedkin).

Da attori di questo calibro ci aspettavamo molto, e dobbiamo dire di non essere rimasti delusi.
Interstellar è riuscito in ogni caso a mantenere ciò che aveva promesso: intrattenimento spettacolare e spunti di riflessione, buoni sentimenti e suspense.

E una trama all'altezza dei precedenti lavori del cineasta inglese, qui particolarmente prodigo di rimandi, citazioni, omaggi: oltre all'ovvio accostamento al capolavoro di Stanley Kubrick 2001: Odissea nello Spazio (e a quello di Terrence Malick The Tree of Life, non solo per la presenza della Chastain), abbiamo notato, tra gli altri, riferimenti anche a due pellicole del 1997: Punto di Non Ritorno di Paul W.S. Anderson (da cui deriva la spiegazione dei wormhole con una matita e un foglio di carta) e Contact di Robert Zemeckis.

Più curiose le fonti letterarie: passi il cenno a Dalla Terra alla Luna di Jules Verne, ma chi avrebbe mai pensato al poeta gallese Dylan Thomas (Do not go gentle into that good night, tradotta come "Non andartene docile in quella buona notte") o a Gargantua (il gigante dall'appetito insaziabile nato dalla penna di François Rabelais)?

Tuttavia, sebbene la componente relativa alla scienza sia molto ben presente, a dominare è però quella che mette in gioco una forza più forte della gravità: l'amore.
È l'amore per la figlia a muovere Cooper, così come è l'amore per un collega a spingere la Dottoressa Brand (Hathaway) ad intraprendere una missione tanto perigliosa.
E sarà l'amore di una figlia per il proprio padre a salvare l'umanità.

Perché - è proprio il caso di dirlo, prendendo in prestito una frase del film - "l'amore è l'unica cosa che trascende il tempo e lo spazio".

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mercoledì 5 novembre 2014

I CORTI: AMBITION, "DITOCORTO" FA PIANETI

(Clicca sull'immagine per vedere il corto) 

Polonia, 2014
7'
Regia: Tomek Baginski
Con: Aidan Gillen, Aisling Franciosi.


In una terra arida e desolata, un Maestro insegna alla sua giovane allieva come creare corpi celesti dal nulla.
Ora, fare un pianeta è cosa relativamente semplice (chi non è in grado di farne uno?!); ma che cosa rende il nostro, di pianeta, così speciale?
La vita.
E da cosa trae origine la vita sulla Terra?
Dall'acqua.
E da dove deriva l'acqua?
Qui la risposta è un po' meno ovvia e per trovarla occorre guardare in alto. Molto in alto.

Secondo diversi scienziati, l'acqua è stata portata dalle comete cadute nel nostro mondo.
E questo è proprio ciò che vuole dimostrare l'Agenzia Spaziale Europea (ESA), con un programma ambizioso: il prossimo 12 Novembre la sonda Rosetta, dopo un viaggio lungo 10 anni, sgancerà il lander Philae, che atterrerà sulla cometa 67P/Churyumov–Gerasimenko, la esplorerà, scatterà delle foto, ne studierà la composizione per vedere se essa contiene ghiaccio - o addirittura acqua - e per capire come si è creata.

Per sponsorizzare questa importante missione, l'ESA ha preparato un video esplicativo molto chiaro ma un po' naïf (vedi qui), adatto ai bambini, e questo cortometraggio di pochi minuti, indirizzato invece ad un pubblico più maturo.
E decisamente più spettacolare - ottimi effetti speciali - e accattivante, sebbene la trama non sia chiarissima.

Protagonista è un volto noto al grande pubblico, l'irlandese Aidan Gillen, popolare per la sua interpretazione del personaggio di Petyr "Ditocorto" Baelish nella serie di grande successo Il Trono di Spade.
A fargli da spalla la giovane connazionale Aisling Franciosi, vista in Jimmy's Hall, ultima fatica di Ken Loach presentata all' ultimo Festival di Cannes e considerata attrice molto promettente.

Ora, tra qualche giorno uscirà l'attesissimo Interstellar di Christopher Nolan con Matthew McConaughey, Micheal Caine, Anne Hathaway e la nostra beniamina Jessica Chastain.
In attesa di andare al cinema, consigliamo di vedere questo corto e di seguire le vicende dell'esplorazione della cometa: nella vita reale potremmo avere a breve importanti risposte sulle origini della vita e dell'universo.

Ambition.
Ci sa tanto che l'Europa nello spazio voglia fare sul serio.

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venerdì 1 marzo 2013

OSCAR 2013. UOMINI CHE ODIANO JESSICA CHASTAIN?

Ben Affleck (regista) e George Clooney (produttore) con l'Oscar per il miglior film.  

L'elegantissima Jessica Chastain sul red carpet.  


Se c’è una cosa che le varie edizioni degli Academy Awards - volgarmente noti come Oscar - ci hanno insegnato, è che può succedere di tutto.

Capita così che quest’anno il regista del film uscito vincente dalla tenzone (Ben Affleck con Argo), non riceva l’Oscar per la miglior regia per il semplice fatto di essere stato escluso a priori dalla lista dei nominati, nonostante nel frattempo abbia vinto in quella categoria praticamente in tutte le competizioni analoghe.

Oppure capita che mastro Spielberg, partito favorito in virtù delle 12 nomination di Lincoln, si ritrovi sconfitto anche dal sopravvalutato Ang Lee, episodio che molti interpretano come un atto “politico” volto ad accontentare la potente lobby cinese.

Oppure che il superdivo George Clooney si porti a casa una statuetta senza aver recitato in alcuno dei film nominati (gli è spettata quella per il miglior film in qualità di produttore di Argo).

Oppure ancora capita che l’interprete più meritevole si veda soffiare l’Oscar tanto atteso dalla collega Jennifer Lawrence, carina e simpatica, ma ancora acerba quanto a recitazione.
A Jessica Chastain - attrice del momento e beniamina di CINEMA A BOMBA! - l’Academy ha tirato proprio un brutto scherzo. Oltretutto per la seconda volta consecutiva (vedi il post dell’anno scorso), e nonostante le lodi sperticate della critica.
Miopia o boicottaggio? A pensare male si fa peccato, ma…

Per il resto, i premi non hanno riservato grandi sorprese, confermando in sostanza l’esito dei Golden Globes, competizione che, a posteriori, ci pare sia stata più equa e corretta.
Tra le note di merito, sicuramente i 2 Oscar per Django Unchained: uno a Tarantino sceneggiatore (che fa il paio con quello conquistato anni or sono con Pulp Fiction), l’altro allo straordinario Christoph Waltz, cui la collaborazione con lo zio Quentin giova decisamente.

La statuetta a Daniel Day-Lewis per Lincoln è stata un’altra gradita conferma. Con questa, l’imbattibile attore irlandese sale a quota 3 ed entra nella storia: nessuno come lui, eccetto in teoria Jack Nicholson, che però ne ha vinta una da non protagonista.
Giusto anche il riconoscimento andato alla sottile Anne Hathaway, che in Les Misérables lascia il segno nonostante i pochi minuti di screen time.

Più di ogni altra cosa, di questa edizione rimarrà il sorriso e la sportività di quel simpatico guascone di Ben Affleck, interprete medio e cineasta di spessore, che quando qualcuno gli ha fatto notare quanto sia stata ingiusta la mancata nomination come miglior regista, ha risposto: "Perché nessuno dice la stessa cosa per quella come miglior attore?"
Non solo per l’autoironia, il vero vincitore è lui.

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martedì 26 febbraio 2013

OSCAR 2013. I VINCITORI

 
 
 
Dall'alto: Ben Affleck e i produttori di Argo (George Clooney è l'ultimo a destra) con l'Oscar per il miglior film; Ang Lee riceve dalle mani di Michael Douglas l'Oscar per la migliore regia per Vita di Pi; Daniel Day-Lewis (miglior attore protagonista), Jennifer Lawrence (miglior attrice protagonista), Anne Hathaway (migliore attrice non protagonista), Christoph Waltz (miglior attore non protagonista).


Grandi sorprese alla cerimonia di consegna dei premi Oscar 2013: molte delle previsioni fatte alla vigilia sono state stravolte da verdetti che, in certi casi, sono parsi del tutto inaspettati e/o hanno lasciato perplessi commentatori e pubblico (Argo miglior film senza la candidatura per la migliore regia, Ang Lee prevalente su Steven Spielberg, Jennifer Lawrence preferita a Jessica Chastain).

Nonostante i tanti colpi di scena, però, noi della redazione di CINEMA A BOMBA! siamo riusciti ad azzeccare 17 vincitori su 24 (e Fra ha vinto la sfida interna: 14 pronostici indovinati), come dimostra il nostro post precedente.
Non male, vista la difficoltà di predire quest'anno le scelte fatte dall'Academy.

In attesa della nostra analisi sui risultati, ecco tutti i trionfatori degli Oscar.


MIGLIOR FILM

Argo, regia di Ben Affleck
La premiazione.

MIGLIORE REGIA
Ang Lee - Vita di Pi (Life of Pi)
La premiazione.

MIGLIORE ATTORE PROTAGONISTA
Daniel Day-Lewis - Lincoln
La premiazione.

MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA
Jennifer Lawrence - Il lato positivo - Silver Linings Playbook
La premiazione.

MIGLIORE ATTORE NON PROTAGONISTA
Christoph Waltz - Django Unchained
La premiazione.

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
Anne Hathaway - Les Misérables
La premiazione.

MIGLIOR FILM D'ANIMAZIONE
Brave (Ribelle-The Brave)
La premiazione.

MIGLIOR FILM STRANIERO
Amour - Austria
La premiazione.

MIGLIORE SCENEGGIATURA ORIGINALE
Django Unchained - Quentin Tarantino
La premiazione.

MIGLIORE SCENEGGIATURA NON ORIGINALE
Argo - Chris Terrio
La premiazione.

MIGLIORE COLONNA SONORA
Vita di Pi - Mychael Danna
L'intervista dopo l'Oscar vinto.

MIGLIORE CANZONE
Skyfall da Skyfall - Musica di Adele Adkins e Paul Epworth, canto di Adele
L'esibizione durante la serata.

MIGLIOR FOTOGRAFIA
Claudio Miranda - Vita di Pi (Life of Pi)
La premiazione.

MIGLIORI SCENOGRAFIA E DESIGN
Rick Carter e Jim Erickson - Lincoln
Intervista dopo l'Oscar.

MIGLIOR MONTAGGIO
William Goldenberg - Argo
La premiazione.

MIGLIORI EFFETTI SPECIALI
Bill Westenhofer, Guillaume Rocheron, Erik-Jan De Boer e Donald R. Elliott - Vita di Pi (Life of Pi)
La premiazione.

MIGLIOR SONORO
Les Misérables - Andy Nelson, Mark Paterson e Simon Hayes
La premiazione.

MIGLIOR MONTAGGIO SONORO
Skyfall - Per Hallberg e Karen Baker Landers
Zero Dark Thirty - Paul N.J. Ottosson
La premiazione.

MIGLIORI COSTUMI
Anna Karenina - Jacqueline Durran
La premiazione.

MIGLIORI TRUCCO E ACCONCIATURA
Les Misérables - Lisa Westcott e Julie Dartnell
La premiazione.

MIGLIOR DOCUMENTARIO
Searching for Sugar Man
La premiazione.

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO DOCUMENTARIO
Inocente - Sean Fine e Andrea Nix Fine
Articolo su La Stampa.

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO
Curfew - Shawn Christensen
Intervista al regista.

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO DI ANIMAZIONE
Paperman - John Kahrs
Intervista al regista.

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domenica 24 febbraio 2013

OSCAR 2013. LE NOSTRE PREVISIONI

(Il logo della cerimonia dell'85a edizione dei Premi Oscar) 


Eh sì, è arrivato il momento più atteso da tutti i cinefili.
Nella notte tra oggi e domani si svolgerà a Los Angeles la cerimonia di premiazione degli Oscar, i prestigiosissimi premi assegnati dall'Academy of Motion Picture Arts and Sciences, organizzazione professionale onoraria costituita da personalità del mondo del cinema (quali attori, registi, produttori...) che conta migliaia di membri votanti.

Sono mesi ormai che bookmaker e semplici appassionati pronosticano i vincitori della serata.
A questo gioco - come da tradizione che dura ormai da diversi anni - abbiamo voluto partecipare anche noi.

Ecco quindi le nostre previsioni su chi saranno i trionfatori dell'85a edizione degli Academy Award.
Speriamo di migliorare l'exploit dell' anno scorso, quando la redazione di CINEMA A BOMBA! azzeccò 21 dei 24 premi assegnati (e Fede arrivò ad indovinarne ben 17).


MIGLIOR FILM
Argo, regia di Ben Affleck (FRA)
Lincoln, regia di Steven Spielberg (FEDE, ANG)

MIGLIOR REGIA
Michael Haneke - Amour (ANG)
Steven Spielberg - Lincoln (FRA, FEDE)

MIGLIORE ATTORE PROTAGONISTA
Daniel Day-Lewis - Lincoln (FRA, FEDE, ANG)

MIGIORE ATTRICE PROTAGONISTA
Jessica Chastain - Zero Dark Thirty (FRA, FEDE, ANG)

MIGLIORE ATTORE NON PROTAGONISTA
Alan Arkin - Argo (ANG)
Christoph Waltz - Django Unchained (FRA, FEDE)

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
Anne Hathaway - Les Misérables (FRA, FEDE)
Sally Field - Lincoln (ANG)

MIGLIORE SCENEGGIATURA ORIGINALE
Mark Boal - Zero Dark Thirty (ANG)
Michael Haneke - Amour (FRA)
Quentin Tarantino - Django Unchained (FEDE)

MIGLIORE SCENEGGIATURA NON ORIGINALE
Tony Kushner - Lincoln (FRA, FEDE)
Chris Terrio - Argo (ANG)

MIGLIOR FILM STRANIERO
Amour, regia di Michael Haneke (Austria) (FRA, FEDE, ANG)

MIGLIOR FILM DI ANIMAZIONE
Ribelle - The Brave (Brave), regia di Mark Andrews e Brenda Chapman (FRA)
Frankenweenie, regia di Tim Burton (FEDE)
Ralph Spaccatutto (Wreck-It Ralph), regia di Rich Moore (ANG)

MIGLIOR FOTOGRAFIA
Janusz Kaminski - Lincoln (FEDE, ANG)
Claudio Miranda - Vita di Pi (Life of Pi) (FRA)

MIGLIORI SCENOGRAFIA E DESIGN
Rick Carter e Jim Erickson - Lincoln (FEDE, ANG)
Sarah Greenwood e Katie Spencer - Anna Karenina (FRA)

MIGLIOR MONTAGGIO
Michael Kahn - Lincoln (FRA)
Tim Squyres - Vita di Pi (Life of Pi) (ANG)
Dylan Tichenor e William Goldenberg - Zero Dark Thirty (FEDE)

MIGLIOR COLONNA SONORA
Mychael Danna - Vita di Pi (Life of Pi) (FRA)
Dario Marianelli - Anna Karenina (FEDE, ANG)

MIGLIORE CANZONE
Skyfall, musica e parole di Adele Adkins e Paul Epworth - Skyfall (FRA, FEDE)
Suddenly, musica e parole di Claude-Michel Schönberg, Herbert Kretzmer e Alain Boublil - Les Misérables (ANG)

MIGLIORI EFFETTI SPECIALI
Joe Letteri, Eric Saindon, David Clayton e R. Christopher White - Lo Hobbit - Un viaggio inaspettato (The Hobbit: An Unexpected Journey) (FEDE, ANG)
Bill Westenhofer, Guillaume Rocheron, Erik-Jan De Boer e Donald R. Elliott - Vita di Pi (Life of Pi) (FRA)

MIGLIOR SONORO
Argo - John Reitz, Gregg Rudloff e Jose Antonio Garcia (FEDE, ANG)
Les Misérables - Andy Nelson, Mark Paterson e Simon Hayes (FRA)

MIGLIOR MONTAGGIO SONORO
Argo - Erik Aadahl e Ethan Van der Ryn (FRA, FEDE)
Vita di Pi (Life of Pi) - Eugene Gearty e Philip Stockton (ANG)

MIGLIORI COSTUMI
Anna Karenina - Jacqueline Durran (FRA, FEDE)
Les Misérables - Paco Delgado (ANG)

MIGLIORI TRUCCO E ACCONCIATURA
Lo Hobbit - Un viaggio inaspettato (The Hobbit: An Unexpected Journey) - Peter Swords King, Rick Findlater e Tami Lane (FRA, FEDE, ANG)

MIGLIOR DOCUMENTARIO
5 Broken Cameras (ANG)
The Invisible War (FEDE)
Searching for Sugar Man (FRA)

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO DOCUMENTARIO
Kings Point - Sari Gilman e Jedd Wider (FEDE, ANG)
Mondays at Racine - Cynthia Wade e Robin Honan (FRA)

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO
Death of a Shadow - Tom Van Avermaet e Ellen De Waele (FRA, FEDE)
Henry - Yan England (ANG)

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO DI ANIMAZIONE
Fresh Guacamole - PES (ANG)
The Longest Daycare - David Silverman (FEDE)
Paperman - John Kahrs (FRA)

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mercoledì 13 febbraio 2013

LES MISÉRABLES, I DIVI SE LA CANTANO

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer) 

Regno Unito, 2012
158'
Regia: Tom Hooper
Interpreti: Hugh Jackman, Russell Crowe, Anne Hathaway, Amanda Seyfried, Helena Bonham Carter, Sacha Baron Cohen, Eddie Redmayne, Samantha Barks.


8 nomination agli Oscar - tra cui miglior film - e 3 Golden Globe vinti (miglior film nella categoria commedia/musical, Jackman e Hathaway migliori attori).
Niente male come dote da portare davanti all' Academy domenica 24, per questo potente kolossal, che oltre ad essere il 14° adattamento del celebre romanzo di Victor Hugo è anche la versione filmata di un popolare e longevo musical di Broadway.

Possibilità di vittoria? Non molte, trovandosi contro lo strafavorito Lincoln di Steven Spielberg e Daniel Day-Lewis.
Ma almeno Anne Hathaway - smagrita e imbruttita da un trucco impietoso - potrebbe farcela come attrice non protagonista, benché il suo contributo sia limitato a una manciata di minuti.

La storia è quella, risaputa, del galeotto dal cuore d'oro Jean Valjean (Jackman), il quale - pur braccato continuamente dall'ispettore-mastino Javert (Crowe) - si prende cura dell'orfanella Cosette (Seyfried) e si unisce alla causa dell'insurrezione repubblicana di Parigi del 5 e 6 Giugno 1832.

Benché un po' fiaccata dall'eccessiva prolissità (2 ore e mezza sono davvero troppe, ma è il fio che si è pagato per renderla il più possibile fedele al comunque lunghissimo romanzo originale), la pellicola è efficace nel trasmettere i tormenti dei protagonisti e in grado di farsi apprezzare anche da coloro che - come chi scrive - non amano i musical.
Merito della regia dinamica e competente del premio Oscar Tom Hooper (Il Discorso del Re), ma soprattutto di una bella squadra di interpreti.

I quali - divi hollywoodiani compresi - a differenza di quanto solitamente avviene in altri prodotti del genere, cantano con la propria voce e in presa diretta, anziché in playback con basi preregistrate.
Questo espediente conferisce maggiore spontaneità alle loro performance e riduce la distanza emotiva tra personaggi e spettatori.

E se Russel Crowe è notoriamente avezzo alla musica, essendo voce e frontman del gruppo rock 30 Odd Foot of Grunts, è una bella sorpresa scoprire inedite qualità canore in Hathaway e Jackman.
Quest'ultimo in particolare, dimagrito di 14 kg grazie a una dieta ferrea basata su minime assunzioni di acqua, ribadisce una volta per tutte di non essere più solo l'eroe massiccio della serie X-Men, ma anche un attore intenso e sensibile.

In attesa del verdetto della notte degli Oscar, fatevi quindi una bella cantata con alcuni dei vostri divi preferiti.

"Volete unirvi alla nostra crociata?/Chi sarà forte e starà con me?/Da qualche parte oltre la barricata/C'è un mondo che desiderate vedere?/Sentite la gente cantare?/Sentite i tamburi lontani?/Questo è il futuro che portiamo/Al domani che arriva!"

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domenica 20 gennaio 2013

OSCAR 2013. NOMINATION: ATTRICI E ATTORI



Una buona performance recitativa vale almeno la metà della qualità di un film.
Per questa ragione gli Oscar dedicati ad attrici e attori (l'Academy distingue anche tra protagonisti e non) sono sempre attesi con grandi aspettative e interesse.

Per darvi un'idea dei candidati di queste categorie, vi snoccioliamo alcune curiosità di cui ci siamo accorti mentre pianificavamo il post.

13: sono gli Oscar complessivi vinti dagli attori in lizza (2: Daniel Day-Lewis, Robert De Niro, Sally Field, Denzel Washington; 1: Alan Arkin, Philip Seymour Hoffman, Tommy Lee Jones, Christoph Waltz, Helen Hunt).

16 su 20: gli attori che hanno ricevuto in carriera almeno una nomination (gli unici alla prima designazione sono Bradley Cooper, Hugh Jackman, Quvenzhané Wallis, Emmanuelle Riva).

4 su 4: gli attori che Silver Linings Playbook è riuscito a candidare (uno per ogni categoria).
3 su 3: decidendo di far correre Amy Adams e Sally Field come non protagoniste anziché come protagoniste, en plein anche per The Master e Lincoln.

Nella categoria per il migliore attore non protagonista tutti i nominati hanno vinto almeno un Oscar.

Nella categoria per la migliore protagonista sono presenti la più giovane attrice mai candidata (Quvenzhané Wallis, 9 anni) e quella più anziana (Emmanuelle Riva, 86 anni).

6 su 20: gli attori di pellicole non candidate per il miglior film (i 3 di The Master, più Denzel Washington per Flight, Naomi Watts per The Impossible, Helen Hunt per The Sessions).

6 minuti: è la durata complessiva dell'apparizione di Anne Hathaway in Les Misérables (grazia alla quale, per inciso, ha già vinto il Golden Globe).

Di seguito riportiamo, per ogni candidata/o, una clip di presentazione o un'intervista (cliccate sul nome!).



MIGLIORE ATTORE PROTAGONISTA
Bradley Cooper - Il lato positivo - Silver Linings Playbook
Daniel Day-Lewis - Lincoln
Hugh Jackman - Les Misérables
Joaquin Phoenix - The Master
Denzel Washington - Flight



MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA
Jessica Chastain - Zero Dark Thirty
Jennifer Lawrence - Il lato positivo - Silver Linings Playbook
Emmanuelle Riva - Amour
Quvenzhané Wallis - Beasts of the Southern Wild
Naomi Watts - The Impossible



MIGLIORE ATTORE NON PROTAGONISTA
Alan Arkin - Argo
Robert De Niro - Il lato positivo - Silver Linings Playbook
Philip Seymour Hoffman - The Master
Tommy Lee Jones - Lincoln
Christoph Waltz - Django Unchained



MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
Amy Adams - The Master
Sally Field - Lincoln
Anne Hathaway - Les Misérables
Helen Hunt - The Sessions - Gli appuntamenti (The Sessions)
Jacki Weaver - Il lato positivo - Silver Linings Playbook

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lunedì 14 gennaio 2013

GOLDEN GLOBE 2013: I VINCITORI

Dall'alto: Ben Affleck, miglior regista; Jessica Chastain, migliore attrice in un film drammatico; Daniel Day-Lewis, miglior attore in un film drammatico; Anne Hathaway, migliore attrice non protagonista; Hugh Jackman, migliore attore in una commedia/musical.


Non c'è dubbio: Ben Affleck ha avuto una bella rivincita.
Il regista/attore di Argo, escluso non senza polemiche dalla rosa dei candidati all'Oscar per la migliore regia, si è preso la soddisfazione di trionfare a sorpresa alla cerimonia dei Golden Globe 2013 vincendo i due principali riconoscimenti.
Battendo nientepopodimeno che lo spielberghiano Lincoln - grande favorito della vigilia e in pole position anche agli Oscar - e Zero Dark Thirty di Kathryn Bigelow, che si devono accontentare della meritata vittoria dei rispettivi protagonisti, l'impeccabile Daniel Day-Lewis e la sempre straordinaria Jessica Chastain.

E tra gli attori c'è stata una delle sorprese più eclatanti: tra i non protagonisti l'affermazione dell'ottimo Philip Seymour Hoffman ( The Master) era data per certa, ma a spuntarla è stato invece Christoph Waltz per Django Unchained di Tarantino, premiato a sua volta per la sceneggiatura.
Più prevedibili i riconoscimenti a Hugh Jackman, Jennifer Lawrence e Anne Hathaway e, nella altre categorie, della cantante Adele per la migliore canzone e di Amour di Haneke per il miglior film straniero.

La decisione dell'Academy di anticipare le nomination all'Oscar a pochissimi giorni dalla cerimonia di premiazione dei Golden Globe per non influenzare le scelte dei propri giurati ha già fatto quindi una vittima illustre: senza Ben Affleck, chi sarà in grado di contrastare la marcia di Steven Spielberg verso il trionfo nella più prestigiosa competizione cinematografica?

Qui di seguito vi presentiamo tutti i vincitori del Golden Globe nelle categorie filmiche.
Nei link trailer, clip, interviste.
A presto, intanto, per lo speciale sugli Oscar 2013!


MIGLIOR FILM DRAMMATICO
- Argo

MIGLIOR COMMEDIA
- Les Misérables

MIGLIOR REGIA
- Ben Affleck, Argo

MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA IN UN FILM DRAMMATICO
- Daniel Day-Lewis, Lincoln

MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA IN UN FILM DRAMMATICO
- Jessica Chastain, Zero Dark Thirty

MIGLIOR ATTORE IN COMMEDIA O MUSICAL
- Hugh Jackman, Les Misérables

MIGLIORE ATTRICE IN COMMEDIA O MUSICAL
- Jennifer Lawrence, Silver Linings Playbook

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
- Christoph Waltz, Django Unchained

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
- Anne Hathaway, Les Misérables

MIGLIORE SCENEGGIATURA
- Django Unchained

MIGLIORE COLONNA SONORA
- Mychael Danna, Vita di Pi

MIGLIOR CANZONE
- Skyfall, cantata da Adele (Skyfall)

MIGLIOR FILM STRANIERO
- Amour

MIGLIOR FILM DI ANIMAZIONE
- Brave (Ribelle-The Brave)

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giovedì 20 settembre 2012

IL CAVALIERE OSCURO-IL RITORNO, IL TERRORE A GOTHAM CITY

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer) 

USA, 2012
165'
Regia: Christopher Nolan
Interpreti: Christian Bale, Anne Hathaway, Tom Hardy, Marion Cotillard, Michael Caine, Morgan Freeman, Gary Oldman, Joseph Gordon-Levitt, Nestor Carbonell, Cilian Murphy, Matthew Modine, Liam Neeson, Juno Temple, William Devane.


E' uscito finalmente nelle sale lo spasmodicamente atteso Il Cavaliere Oscuro-Il Ritorno, terzo e ultimo film della trilogia che Christopher Nolan ha dedicato a Batman.

Questa volta Bruce Wayne dovrà vedersela con dei nemici terribili: la crisi economica, che ha portato al fallimento il suo impero finanziario; e Bane - energumeno dalla mente brillante alla ricerca un nuovo ordine mondiale - che tiene in scacco Gotham City con la minaccia di una strage nucleare.
A dargli man forte ci saranno solo il commissario Gordon, un volenteroso giovane poliziotto, i fedeli Lucius Fox e il maggiordomo Alfred, un'affascinante quanto imprevedibile ladra.

Visto l'imponente seguito dei film precedenti, ci si aspettava un grande successo di pubblico. E così è stato: nonostante la ormai tristemente nota strage di Denver, le file ai botteghini e l'entusiasmo dei fan non sono venuti meno.

Comprensibile: la pellicola vanta effetti speciali e una fotografia mozzafiato, invenzioni registiche più da cinema d'autore che da mero blockbuster nate dalla fantasia visionaria e immaginifica di Nolan (che, è bene ricordarlo, è l'autore dei geniali Memento, Insomnia e Inception), un cast stratosferico, colpi di scena a ripetizione e clamorosi.

Ciò che ci ha colpito maggiormente, tuttavia, è la trama.
Di per sé, non originalissima: un cattivone minaccia la città; l'eroe da principio è in difficoltà, ma poi riesce faticosamente a batterlo.

La peculiarità è costituita invece dai rimandi storici e all'attualità: Bane, nei suoi proclami, utilizza lo stesso lessico e le stesse motivazioni degli indignados europei e del movimento statunitense Occupy Wall Street (potere ai cittadini, critica al capitalismo e al ruolo dei banchieri e dei broker), mentre i suoi scagnozzi inscenano processi-farsa contro i ricchi e i rappresentanti delle forze dell'ordine in nome di una parvenza di uguaglianza (o forse sarebbe il caso di utilizzare il termine égalité).
Siamo ai giorni nostri, ma sembra di essere nel periodo più oscuro della Rivoluzione Francese, quello detto del Terrore, quando imperversavano la delazione e i processi sommari contro i cosiddetti nemici del popolo.

Nolan, con questa pellicola, sembra voler denunciare la deriva che potrebbero prendere i movimenti di protesta che stanno infiammando il mondo ai giorni nostri: il populismo che tanto promette ma che poco mantiene; la libertà che si trasforma in selvaggia anarchia; la perdita, da parte della polizia, dei metodi coercitivi per contrastare la criminalità che porta al dilagare dei reati.
In una città intimorita e in preda al fatalismo l'Uomo Pipistrello assurge così al ruolo di paladino dei valori tradizionali della società americana.

Insomma, prendendo in prestito il nome che si diedero gli insorti della zona nord-occidentale della Francia, che nel dipartimento della Vandea e in quelli limitrofi si ribellarono ai soprusi e alle violenze dei rivoluzionari, si può affermare che Batman rappresenti un moderno chouan, con buona pace dei suoi pur tanti fan protestatari.

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lunedì 23 luglio 2012

I CLASSICI: CAPPUCCETTO ROSSO E GLI INSOLITI SOSPETTI, ALTRO CHE SHREK

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer) 

USA, 2006
80'
Regia: Tony Leech, Cory Edwards & Todd Edwards
Interpreti (voci originali): Anne Hathaway, Glenn Close, Jim Belushi, Patrick Warburton, Andy Dick, Xzibit, Benjy Gaither, Chazz Palminteri.


Nel bosco delle fiabe vengono arrestati Cappuccetto Rosso, il Lupo, la Nonna e il Taglialegna: sono i principali sospettati di una serie di furti di dolciumi attribuiti al fantomatico "Bandito Bon-Bon", di cui nessuno conosce l'identità.
L'acuto investigatore ranocchio Mr. Zampe decide di interrogarli uno a uno, scoprendo a poco a poco che la verità è ben lontana dalle apparenze...

Inizia così uno dei più sorprendenti film d'animazione degli ultimi anni - grande successo in USA nonostante la produzione indipendente (da noi invece è passato un po' inosservato) - che ripende lo spunto del fortunatissimo Shrek, ossia la parodia dei più celebri personaggi delle favole, ma rielaborandolo in modo originale, con un umorismo più intelligente e sofisticato.

Zeppa di citazioni cinematografiche più o meno colte - da Rashomon (i protagonisti raccontano la medesima vicenda da punti di vista differenti) a Fletch (il Lupo reporter), da I Soliti Sospetti (il cattivo "a sorpresa") a xXx (la gara sulla neve) - la pellicola ha diversi punti di forza: canzoni orecchiabili, battute a ripetizione, tempi comici perfetti, una costruzione narrativa impeccabile e personaggi indovinati.
Memorabile in particolare Mr. Capra, un caprone di montagna costretto da un incantesimo ad esprimersi solo cantando (e dotato di un vasto assortimento di...corna!), ma non sono da meno il Lupo e il suo assistente Scattino, uno scoiattolo fotografo e caffeinomane.

Uno spasso assicurato per tutti, grandi e piccini (ma i grandi possono cogliere più sfumature), capace di competere coi blockbuster della Disney e della Dreamworks, e magari, come infatti è successo, anche batterli. Se non in termini di incassi, almeno in termini di qualità.

PS: l'attesissimo seguito, intitolato Hoodwinked Too!, è uscito negli USA lo scorso anno. Nella speranza che prima o poi sia distribuito anche da noi, cercheremo di anticiparvene una recensione nella sezione GLI INEDITI DI CINEMA A BOMBA!

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