CINEMA A BOMBA!

lunedì 16 maggio 2022

CANNES 2022. I FILM IN E FUORI CONCORSO

(La locandina del 75° Festival di Cannes). 


Siamo finalmente arrivati alla 75a edizione della kermesse più blasonata del grande mondo della celluloide.
Non necessariamente la migliore, però, essendo che da qualche tempo viene puntualmente surclassata - in termini di qualità della proposta - dalla concorrente Mostra del Cinema di Venezia.

Lo storico direttore artistico Thierry Frémaux quest'anno ha fatto una scelta tanto coraggiosa quanto rischiosa: puntare principalmente sulle pellicole d'autore, rinunciando in larga parte ai blockbuster hollywoodiani che hanno sempre contraddistinto la sua gestione (con qualche eccezione: si veda ad esempio la presenza in tabellone del tardivo seguito di Top Gun).

Tra i film in concorso, i riflettori sono puntati soprattutto su Žena Čajkovskogo di Kirill Serebrennikov, cineasta russo anti-Putin autoesiliatosi a Parigi.
Anche il virtù dell'attuale guerra in Ucraina, è uno dei favoriti per l'ambita Palma d'Oro.

C'è inoltre grande attesa per Crimes of the Future, che segna il ritorno del maestro canadese del body horror David Cronenberg a 8 anni di distanza dal precedente Maps to the Stars, presentato in anteprima proprio a Cannes nel 2014.

Molte aspettative sono riposte anche in Armageddon Time del regista indipendente James Gray, con protagonista una coppia di attori letteralmente da Oscar: la splendida Anne Hathaway (ricordate Les Misérables?) e l'immarcescibile Anthony Hopkins (Il Silenzio degli Innocenti, The Father).

Fuori concorso, tra il ritorno dell'australiano George Miller di Mad Max e il biopic dedicato a Elvis Presley firmato Baz Luhrmann, ritroviamo con piacere il premio Oscar Michel Hazanavicious, di cui avevamo perso un po' le tracce.
L'autore del bellissimo The Artist presenta una commedia interpretata come di consueto dalla moglie-musa Bérénice Bejo.

L'Italia è rappresentata essenzialmente da Mario Martone col drammatico Nostalgia e da Valeria Bruni Tedeschi con un'opera che, tuttavia, batte bandiera francese.
E potevano mancare beniamini del Festival come Olivier Assayas e i fratelli Dardenne? Ovviamente no, ma almeno il primo è relegato in una sezione "minore".

Nelle retrovie anche l'anziano Marco Bellocchio - da noi incontrato a Venezia qualche anno or sono - con una serie tv sul sequestro Moro.
Un tema che al regista piacentino interessa molto, avendovi già dedicato un lungometraggio nel 2003 (il controverso Buongiorno Notte).

Resta da dire delle Proiezioni Speciali, da cui emergono il documentario su Jerry Lee Lewis ad opera di Ethan Coen - clamorosamente senza il fratello Joel - e l'esordio alla regia della "morettiana" Jasmine Trinca.

In attesa di scoprire i vincitori nelle varie categorie, trovate qui sotto l'elenco completo dei candidati.
E buon Festival a tutte/i!


CONCORSO
Les Amandiers, regia di Valeria Bruni Tedeschi (Francia)
Armageddon Time, regia di James Gray, con Anne Hathaway e Anthony Hopkins (Stati Uniti d'America)
Barādarān Leylā, regia di Saeed Roustayi (Iran)
Boy From Heaven, regia di Tarik Saleh (Svezia, Finlandia, Danimarca, Francia)
Broker, regia di Hirokazu Kore'eda (Corea del Sud)
Close, regia di Lukas Dhont (Belgio, Francia, Paesi Bassi)
Crimes of the Future, regia di David Cronenberg, con Léa Seydoux e Viggo Mortensen (Canada, Grecia)
Eo, regia di Jerzy Skolimowski (Polonia, Italia)
Frère et Sœur, regia di Arnaud Desplechin (Francia)
Heeojil gyeolsim, regia di Park Chan-wook (Corea del Sud)
Holy Spider, regia di Ali Abbasi (Danimarca, Germania, Svezia, Francia)
Nostalgia, regia di Mario Martone (Italia)
Le otto montagne, regia di Felix van Groeningen e Charlotte Vandermeersch (Italia, Francia, Belgio, Regno Unito)
Un petit frère, regia di Léonor Serraille (Francia)
RMN, regia di Cristian Mungiu (Romania)
Showing Up, regia di Kelly Reichardt (Stati Uniti d'America)
The Stars at Noon, regia di Claire Denis (Francia, Brasile)
Tori et Lokita, regia di Jean-Pierre e Luc Dardenne (Belgio, Francia)
Tourment sur les îles, regia di Albert Serra (Spagna)
Triangle of Sadness, regia di Ruben Östlund (Svezia, Francia, Stati Uniti d'America, Regno Unito)
Žena Čajkovskogo, regia di Kirill Serebrennikov (Russia, Francia)

UN CERTAIN REGARD
Bačennja metelyka, regia di Maksym Nakonečnyj (Ucraina)
Beast, regia di Riley Keough e Gina Gammell (Stati Uniti d'America)
Le Bleu du caftan, regia di Maryam Touzani (Marocco, Francia)
Corsage, regia di Marie Kreutzer (Austria)
Domingo y la niebla, regia di Ariel Escalante Meza (Costa Rica)
Harka, regia di Lotfy Nathan (Francia, Germania, Stati Uniti d'America, Tunisia)
Kurak Günler, regia di Emin Alper (Turchia)
Joyland, regia di Saim Sadiq (Pakistan)
Mediterranean Fever, regia di Maha Haj (Palestina, Francia, Germania, Cipro)
Metronom, regia di Alexandru Belc (Romania)
Les Pires, regia di Lise Akora e Romane Gueret (Francia)
Plan 75, regia di Chie Hayakawa (Giappone)
Plus que jamais, regia di Emily Atef (Francia, Germania, Lussemburgo, Norvegia)
Retour à Séoul, regia di Davy Chou (Cambogia, Francia)
Rodéo, regia di Lola Quivoron (Francia)
Silent Twins, regia di Agnieszka Smoczyńska (Polonia, Regno Unito, Stati Uniti d'America)
Syk Pike, regia di Kristoffer Borgli (Norvegia)
The Stranger, regia di Thomas M. Wright (Australia, Regno Unito)
Volaða land, regia di Hlynur Pálmason (Danimarca, Islanda, Svezia, Finlandia)

FUORI CONCORSO
Elvis, regia di Baz Luhrmann (Australia, Stati Uniti d'America)
L'Innocent, regia di Louis Garrel (Francia)
Masquerade, regia di Nicolas Bedos (Francia)
Novembre, regia di Cédric Jimenez (Francia, Belgio)
Three Thousand Years of Longing, regia di George Miller (Australia)
Top Gun: Maverick, regia di Joseph Kosinski, con Tom Cruise e Val Kilmer (Stati Uniti d'America)
Coupez!, regia di Michel Hazanavicius (Francia)

CANNES PREMIERE
Chronique d'une liaison passagère, regia di Emmanuel Mouret (Francia)
Dodo, regia di Panos H. Koutras (Grecia, Francia, Belgio)
Don Juan, regia di Serge Bozon (Francia, Belgio)
Esterno notte, regia di Marco Bellocchio – miniserie TV (Italia)
Irma Vep, regia di Olivier Assayas – serie TV (Stati Uniti d'America)
Nos frangins, regia di Rachid Bouchareb (Francia)
La Nuit du 12, regia di Dominik Moll (Francia, Belgio)

PROIEZIONI SPECIALI
All That Breathes, regia di Shaunak Sen – documentario (India, Regno Unito, Stati Uniti)
Jerry Lee Lewis: Trouble In Mind, regia di Ethan Coen – documentario (Stati Uniti d'America)
Mi país imaginario, regia di Patricio Guzmán – documentario (Cile)
The Natural History of Destruction, regia di Serhij Loznycja – documentario (Ucraina)
Marcel!, regia di Jasmine Trinca (Italia)
Le Petit Nicolas - Qu'est-ce qu'on attend pour être heureux?, regia di Amandine Fredon e Benjamin Massoubre (Francia)
Restos do vento, regia di Tiago Guedes (Portogallo)
Riposte féministe, regia di Marie Perennès e Simon Depardon – documentario (Francia)
The Vagabonds, regia di Doroteya Droumeva (Germania)

PROIEZIONI DI MEZZANOTTE
Fumer fait tousser, regia di Quentin Dupieux (Francia)
Hunt, regia di Lee Jung-jae (Corea del Sud)
Moonage Daydream, regia di Brett Morgen – documentario (Stati Uniti d'America)
Rebel, regia di Adil El Arbi e Bilall Fallah (Stati Uniti, Belgio, Lussemburgo, Francia)


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mercoledì 17 maggio 2017

CANNES 2017. SETTANTA MI DÀ TANTO...

Il poster del 70° Festival di Cannes ritrae una giovane Claudia Cardinale.  


Il Festival di Cannes è giunto alla settantesima edizione.
Un bel traguardo per questa rassegna e un'altra bella occasione per i suoi organizzatori.

Gilles Jacob e Thierry Frémaux - rispettivamente presidente e direttore artistico - quest'anno hanno puntato su una miscela apparentemente equilibrata di opere d'autore e pellicole che strizzano l'occhio al grande pubblico.
Ma soprattutto hanno scelto di dare ampio spazio all'altra metà del cielo.

Tantissime le donne, tutte bellissime e/o bravissime: da Monica Bellucci madrina del festival a Nicole Kidman con ben 4 interpretazioni differenti (3 film + 1 serie tv), passando per Jessica Chastain nella Giuria principale - capitanata da Pedro Almodóvar e composta, tra gli altri, anche da Will Smith e dal regista di La Grande Bellezza, Paolo Sorrentino - e Uma Thurman "presidenta" di quella della sezione Un Certain Regard.
Non è neppure un caso che nella locandina dell'evento campeggi una foto giovanile della nostra Claudia Cardinale.

Scorrendo l'elenco delle pellicole in programma, si nota purtroppo anche la totale assenza di italiani nella selezione ufficiale, benché qualcuno sia riuscito a spuntare in quelle "secondarie".






Beh, almeno c'è un'italo-americana: Sofia Coppola, figlia del famoso Francis Ford (ricordate Twixt?) che sulla Croisette aveva già portato The Bling Ring nel 2013.
Stavolta ha adattato The Beguiled, romanzo già portato sul grande schermo da Don Siegel nel 1971 con protagonista Clint Eastwood (La Notte Brava del Soldato Jonathan): riuscirà a uscire dalla crisi professionale degli ultimi anni?

Ritroviamo anche l'austriaco barbuto Michael Haneke: insieme al greco Yorgos Lanthimos (candidato quest'anno agli Oscar per la sceneggiatura di The Lobster, stavolta presenta The Killing of a Sacred Deer, che ripropone la coppia di The Beguiled: Colin Farrell e Nicole Kidman) e all'americano Todd Haynes (Wonderstruck, con Julianne Moore e Michelle Williams; sulla Croisette c'era già stato nel 2015 con Carol) è il favorito per la Palma d'Oro.
Non c'è da stupirsi: Haneke è un beniamino del Festival e ha già vinto 2 volte (l'ultima nel 2012 con Amour).

Meno quotati ma potenzialmente competitivi ci sono anche Michel Hazanavicius e Noah Baumbach.
Il cineasta Premio Oscar nel 2012 per The Artist presenta Le Redoutable (su Jean-Luc Godard), con la moglie/musa Bérénice Bejo; Baumbach è più famoso come co-sceneggiatore di Wes Anderson (sì, quello di Moonrise Kingdom e Grand Budapest Hotel) che come regista, ma il suo The Meyerowitz Stories è trainato da un cast da paura: Adam Sandler, Emma Thompson, Ben Stiller, Dustin Hoffman...

Quest'ultimo e Okja, pellicola diretta dal regista coreano di Snowpiercer, sono insolitamente targati Netflix - che comunque già a Venezia 2015 aveva piazzato in cartellone Beasts of No Nation.
La famosa rete televisiva li presenta dopo i dissidi avuti alla vigilia con gli organizzatori, che vorrebbero che fossero trasmessi anche nelle sale cinematografiche francesi (Netflix non ne ha intenzione).

E proprio la presenza di serie Tv è la grande novità di quest'anno.
In un'era in cui il confine tra grande e piccolo schermo è venuto a mancare, troviamo in cartellone anche opere d'autore come Top of The Lake, a firma della pluripremiata regista Jane Campion (un'altra donna...).
Ma il vero colpaccio di Frémaux è stato assicurarsi la proiezione delle prime due puntate di Twin Peaks, il serial di culto tornato dopo oltre 25 anni per mano di quel geniaccio di David Lynch, che avevamo lasciato alle prese coi suoi estemporanei cortometraggi.

Ma sono molte le cose interessanti che fanno capolino dal programma generale: molto atteso è ad esempio Wind River di Taylor Sheridan, già sceneggiatore di Sicario di Denis Villeneuve (recentemente nominato agli Academy Award per la regia di Arrival) e di Hell or High Water, candidato quest'anno a ben 5 Oscar (miglior film, Jeff Bridges attore non protagonista, sceneggiatura originale per lo stesso Sheridan, montaggio).

Occhio anche ai documentari, categoria sottovalutata: c'è quello di esordio di Vanessa Redgrave sui migranti e quello del più che novantenne Claude Lanzmann, già protagonista di un cortometraggio documentario candidato agli Oscar 2016.
Soprattutto troviamo An Inconvenient Sequel, atteso seguito del bellissimo e spaventoso Una Scomoda Verità, ancora con l'ex vicepresidente USA Al Gore sugli scudi.

I più raffinati potrebbero invece appassionarsi a Carne y Arena, progetto in realtà virtuale del bi-oscarizzato Alejandro G. Iñárritu (nel 2015 per Birdman e nel 2016 per The Revenant), assieme al fido direttore della fotografia Emmanuel Lubezki, che di statuette ne ha vinte 3 di fila (nel 2014, nel 2015 e nel 2016).

Infine, siete fumettari indefessi? Allora How To Talk to Girls at Parties - con Nicole Kidman e Elle Fanning (entrambe già nel film della Coppola) - potrebbe fare per voi: è tratto da una graphic novel di Neil Gaiman, il quotatissimo creatore di Sandman.

Belle donne, Nicole Kidman ubiqua, serie tv che conquistano la stessa dignità delle opere cinematografiche, pellicole intriganti o addirittura innovative...
Ci sono tutte le carte in regola per un Festival di Cannes davvero memorabile.




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martedì 16 maggio 2017

CANNES 2017. I FILM IN E FUORI CONCORSO

La protagonista di Cannes 2017, Nicole Kidman, dall'alto: in L'Inganno (al centro) di Sofia Coppola, con Kirsten Dunst (seconda da sinistra), Colin Farrell ed Elle Fanning (accanto all'attore); in una scena di The Killing of a Sacred Deer di Yorgos Lanthimos di nuovo con Colin Farrell; in versione punk (o David Bowie in Labirinth o Ivana Spagna anni Ottanta) in Hot to talk to Girls at Parties; nella miniserie Tv diretta da Jane Campion Top of the Lake: China Girl.  


Anniversario "tondo" per il Festival di Cannes, quest'anno: l'edizione numero 70 avrà luogo sulla Croisette dal 17 al 28 Maggio.

La kermesse francese riesce sempre ad attirare la nostra attenzione, grazie ad un (solitamente) buon dosaggio tra glamour e impegno e alla presenza di tanti divi e registi talentuosi.

Ora, non sempre le pellicole presentate si sono dimostrate all'altezza delle nostre aspettative; però in passato ci siamo occupati di alcune di queste.

Dall'edizione del 2012 venivano Moonrise Kingdom di Wes Anderson, Mud di Jeff Nichols, Re della Terra Selvaggia di Benh Zeitlin, No-I Giorni dell'Arcobaleno di Pablo Larraín e i brutti On The Road di Walter Salles e Holy Motors di Leos Carax.

Del 2013 erano La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino e All Is Lost di J.C. Chandor.

Del 2014 avevamo considerato The Disappearance of Eleanor Rigby di Ned Benson e Whiplash di Damien Chazelle, mentre del 2015 gli italiani Mia Madre di Nanni Moretti e il deludente Il Racconto dei Racconti di Matteo Garrone, insieme al cartone animato della Pixar Inside Out e a Mad Max: Fury Road di George Miller.

Nessuna opera uscita da Cannes 2016 è stata da noi recensita finora - ma già l'anno scorso ci eravamo lamentati per un' edizione sottotono.

E quella di quest'anno come sarà?

Un primo commento arriverà con il prossimo post, ma possiamo subito individuare una protagonista: Nicole Kidman.

L'avevamo lasciata qualche mese fa candidata a Golden Globe e Oscar per la sua commovente interpretazione in Lion di Garth Davis.

Qui sulla Croisette è ultrapresente con ben 3 film - due, quello di Sofia Coppola e quello di Lanthimos, molto attesi - e una serie Tv (diretta nientemeno che da Jane Campion).

Aria di rilancio in grande stile per la talentuosa diva australiana - e ne saremmo lieti.

Di seguito riportiamo l'elenco completo dei film in competizione e di quelli che, secondo noi, sono più interessanti.
A presto per il post di commento!






CONCORSO

120 battements par minute, regia di Robin Campillo (Francia)
In the fade (Aus dem Nichts), regia di Fatih Akın (Germania), con Diane Kruger
The Meyerowitz Stories, regia di Noah Baumbach (Stati Uniti d'America), con Adam Sandler, Emma Thompson, Ben Stiller, Dustin Hoffman
L'inganno (The Beguiled), regia di Sofia Coppola (Stati Uniti d'America), con Nicole Kidman, Colin Farrell, Elle Fanning, Kirsten Dunst
Rodin, regia di Jacques Doillon (Francia), con Vincent Lindon
Happy End, regia di Michael Haneke (Austria), con Isabelle Huppert, Jean-Louis Trintignant, Mathieu Kassovitz
Wonderstruck, regia di Todd Haynes (Stati Uniti d'America), con Julianne Moore, Michelle Williams
Le Redoutable, regia di Michel Hazanavicius (Francia), con Louis Garrel, Bérénice Bejo
Okja, regia di Bong Joon-ho (Corea del Sud), con Tilda Swinton, Jake Gyllenhaal, Paul Dano, Giancarlo Esposito
Hikari, regia di Naomi Kawase (Giappone)
The Killing of a Sacred Deer, regia di Yorgos Lanthimos (Grecia), con Colin Farrell, Nicole Kidman, Alicia Silverstone
A Gentle Creature, regia di Sergei Loznitsa (Ucraina)
Jupiter's Moon, regia di Kornél Mundruczó (Ungheria)
L'amant double, regia di François Ozon (Francia), con Jacqueline Bisset
You Were Never Really Here, regia di Lynne Ramsay (Regno Unito), con Joaquin Phoenix
Good Time, regia di Joshua Safdie e Ben Safdie (Stati Uniti d'America), con Robert Pattinson, Jennifer Jason Leigh, Barkhad Abdi
The Day After (Geu-Hu), regia di Hong Sang-soo (Corea del Sud)
Loveless (Nelyubov), regia di Andreï Zvyagintsev (Russia)
The Square, regia di Ruben Östlund (Svezia, Danimarca, Francia, Stati Uniti d'America), con Dominic West






Un Certain Regard
Barbara, regia di Mathieu Amalric (Francia)
L'Atelier, regia di Laurent Cantet (Francia)
Fortunata, regia di Sergio Castellitto (Italia)
Las hijas de Abril, regia di Michel Franco (Messico)
Wind River, regia di Taylor Sheridan (Stati Uniti d'America, Canada, Regno Unito), con Jeremy Renner, Elizabeth Olsen
Dopo la guerra (Après la guerre), regia di Annarita Zambrano (Francia), con Barbora Bobulova, Giuseppe Battiston

Fuori concorso
Les fantômes d'Ismaël, regia di Arnaud Desplechin (Francia), con Mathieu Amalric, Marion Cotillard, Charlotte Gainsbourg - [FILM D'APERTURA]
Blade of the Immortal (Mugen Non Junin), regia di Takashi Miike (Giappone, Regno Unito)
How to Talk to Girls at Parties, regia di John Cameron Mitchell (Regno Unito, Stati Uniti d'America), con Elle Fanning, Nicole Kidman
Visages, villages, regia di Agnès Varda e JR (Francia)
D'après une histoire vraie, regia di Roman Polanski (Francia, Belgio), con Eva Green, Emmanuelle Seigner

Proiezioni di mezzanotte
Sans pitié (Bulhandang), regia di Byun Sung-Hyun (Corea del Sud)

Proiezioni speciali
An Inconvenient Sequel, regia di Bonni Cohen e Jon Shenk (Stati Uniti d'America), con Al Gore [Documentario]
Promised Land, regia di Eugene Jarecki (Stati Uniti d'America) [Documentario]
Napalm, regia di Claude Lanzmann (Francia) [Documentario]
Sea Sorrow, regia di Vanessa Redgrave (Regno Unito), con Ralph Fiennes, Emma Thompson [Documentario]






Virtual Reality Film
Carne y Arena, regia di Alejandro González Iñárritu e fotografia di Emmanuel Lubezki (Stati Uniti d'America)

Eventi del 70º anniversario
Top of the Lake: China Girl, regia di Jane Campion e Ariel Kleiman (Regno Unito, Australia, Nuova Zelanda, Stati Uniti d'America), serie Tv con Nicole Kidman
24 Frames, regia di Abbas Kiarostami (Iran)
Twin Peaks (2 episodi), regia di David Lynch (Stati Uniti d'America), serie Tv con Kyle MacLachlan, Laura Dern, Monica Bellucci, Jennifer Jason Leigh, Sheryl Lee, Amanda Seyfried, Naomi Watts, Ashley Judd, Robert Forster, Tom Sizemore
Come Swim, regia di Kristen Stewart (Stati Uniti d'America) [Cortometraggio]

Quinzaine des Réalisateurs
A Ciambra, regia di Jonas Carpignano (Italia, Francia, Germania)
Bushwick, regia di Cary Murnion e Jonathan Milott (Stati Uniti d'America) con Dave Bautista
Patti Cake$, regia di Geremy Jasper (Stati Uniti d'America)
L'amant d'un jour, regia di Philippe Garrel (Francia)
Cuori puri, regia di Roberto De Paolis (Italia), con Barbora Bobulova
The Florida Project, regia di Sean Baker (Stati Uniti d'America) con Willem Dafoe
I Am Not a Witch, regia di Rungano Nyoni (Regno Unito, Francia)
Jeannette: The Childhood of Joan of Arc, regia di Bruno Dumont (Francia)
L'intrusa, regia di Leonardo Di Costanzo (Italia)
Nothingwood, regia di Sonia Kronlund (Francia, Germania) [Documentario]
West of the Jordan River (Field Diary Revisited), regia di Amos Gitai (Israele)

Settimana Internazionale della Critica
Sicilian Ghost Story, regia di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza (Italia)
Brigsby Bear, regia di Dave McCary (Stati Uniti d'America), con Claire Danes, Mark Hamill, Greg Kinnear





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mercoledì 14 maggio 2014

CANNES 2014. I FILM IN E FUORI CONCORSO

Dall'alto: la principesca Nicole Kidman in Grace di Monaco; la divina Jessica Chastain e James McAvoy in The Disappearance of Eleanor Rigby; il regista premio Oscar Michel Hazanavicius sul set di The Search; Tommy Lee Jones e Hilary Swank in una scena di The Homesman


E alla fine Cannes 2014 è iniziato.
Come abbiamo visto nel post precedente, di sorprese non ce ne sono molte. Anzi.

I favoriti sono sempre gli stessi: David Cronenberg, i soliti fratelli Dardenne (che, come i fratelli Coen, un premio a Cannes lo prendono sempre), Ken Loach, Mike Leigh. Solo il primo non ha ancora vinto la Palma d'Oro.
I due belgi, invece, hanno già trionfato due volte; non è mai successo, però, che qualcuno ci riuscisse per tre volte.

Gli outsider? Jean-Luc Godard (al Festival non ha mai raccolto nulla: un omaggio all'anziano maestro della Nouvelle Vague in vista?), Xavier Dolan (ha 25 anni ed è gay: la Giuria deciderà di incoraggiarlo e far accendere su di lui le luci della ribalta internazionale?), Olivier Assayas (è pur sempre un ex critico della prestigiosa rivista cinematografica Cahiers du Cinéma...).

Poche possibilità sulla carta per Alice Rohrwacher, unica rappresentante italiana in concorso. Però l'anno scorso c'era La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino, non premiato ma poi vincitore dell'Oscar per il Miglior Film Straniero...
E chissà che dopo i fasti hollywoodiani (agli Oscar 2012 trionfo personale e per il suo The Artist) non si riconfermi l'attesissimo Michel Hazanavicius: tre anni fa aveva dovuto vedersela nientepopodimeno che con lo splendido The Tree of Life di Terrence Malick (Palma d'Oro) e con Drive di Nicolas Winding Refn (Prix de la mise en scène, cioè premio per la migliore regia).

Non moltissime neppure le chance dei due film Made in USA: la Croisette servirà soprattutto come trampolino di lancio verso gli Oscar per Foxcatcher di Bennett Miller (tratto da una storia vera) e il western Homesman di Tommy Lee Jones, con cast di tutto rispetto: da una parte Steve Carell (in un insolito ruolo drammatico; ma era prevedibile che prima o poi succedesse anche per il protagonista di 40 Anni Vergine, Un'Impresa da Dio, Agente Smart-Casino Totale e Notte Folle a Manhattan), il lanciatissimo Channing Tatum e l'eclettico Mark Ruffalo; dall'altra le plurioscarizzate Hilary Swank e Meryl Streep.

Le due fuoriclasse, qui in Francia, si dovranno confrontare però con bravissime e agguerritissime colleghe: Juliette Binoche, Bérénice Bejo (però già premiata l'anno scorso), Marion Cotillard, Julianne Moore, Annette Bening, Rosario Dawson, Vanessa Redgrave, la nostra Monica Bellucci.

E ora ecco a voi il programma della 67a edizione del Festival di Cannes!


CONCORSO
Clouds of Sils Maria (Sils Maria) di Olivier Assayas (Germania, Francia, Svizzera), con Juliette Binoche, Kristen Stewart, Chloë Grace Moretz.
Saint Laurent di Bertrand Bonello (Francia), con Gaspard Ulliel, Léa Seydoux, Louis Garrel.
Winter Sleep (Kis Uykusu) di Nuri Bilge Ceylan (Turchia, Germania, Francia).
Maps to the Stars di David Cronenberg (Canada, USA), con Julianne Moore, Mia Wasikowska, John Cusack, Sarah Gadon, Robert Pattinson, Olivia Williams, Carrie Fisher.
Two Days, One Night (Deux jours, une nuit) di Jean-Pierre Dardenne e Luc Dardenne (Belgio, Italia, Francia), con Marion Cotillard.
Mommy di Xavier Dolan (Canada).
The Captive di Atom Egoyan (Canada), con Ryan Reynolds, Scott Speedman, Rosario Dawson.
Goodbye to Language (Adieu au Langage) di Jean-Luc Godard (Svizzera).
The Search di Michel Hazanavicius (Francia), con Annette Bening, Bérénice Bejo.
The Homesman di Tommy Lee Jones (USA), con Tommy Lee Jones, Hilary Swank, Hailee Steinfeld, Meryl Streep.
Still the Water (Futatsume No Mado) di Naomi Kawase (Giappone).
Mr. Turner di Mike Leigh (Regno Unito), con Timothy Spall.
Jimmy's Hall di Ken Loach (Regno Unito, Irlanda, Francia).
Foxcatcher di Bennett Miller (USA), con Channing Tatum, Mark Ruffalo, Steve Carell, Sienna Miller, Vanessa Redgrave.
Le meraviglie di Alice Rohrwacher (Italia/Francia), con Monica Bellucci, Alba Rohrwacher.
Timbuktu di Abderrahmane Sissako (Francia).
Wild Tales (Relatos salvajes) di Damián Szifrón (Argentina), con Ricardo Darín.
Leviathan di Andrey Zvyagintsev (Russia).


Nelle altre sezioni, segnaliamo due opere ad alto tasso di glamour - grazie anche alle due splendide e bravissime protagoniste: Grace di Monaco, cioè il discusso biopic su Grace Kelly (interpretata da Nicole Kidman) che aprirà la kermesse, osteggiato dalla famiglia della principessa; e The Disappearance of Eleanor Rigby, sperimentale opera prima (in realtà già presentata a Toronto qualche mese fa in versione non definitiva) che racconta una relazione sentimentale dal punto di vista di lui e di lei, con protagonista la nostra pupilla Jessica Chastain.

Da notare la presenza di tre lungometraggi diretti da altrettanti attori passati dietro alla macchina da presa: Ryan Gosling, Mathieu Amalric (entrambi all'esordio) e Asia Argento.

Qui di seguito, comunque, riportiamo i film che secondo noi sono più interessanti.


Grace di Monaco (Grace of Monaco) di Olivier Dahan (Francia / USA / Belgio / Italia), con Nicole Kidman, Tim Roth, Frank Langella. - Film d'apertura [Fuori concorso]
The Rover di David Michôd (USA / Australia), con Guy Pearce, Robert Pattinson. [Fuori concorso]
Dragon Trainer 2 di Dean Deblois (USA) [Fuori concorso]
L'Homme que l'on aimait trop di André Téchiné (Francia), con Catherine Deneuve, Guillaume Canet (Fuori concorso)
La chambre bleue di Mathieu Amalric (Francia), con Mathieu Amalric. [Un Certain Regard]
Incompresa di Asia Argento, con Charlotte Gainsbourg, Gabriel Garko. (Italia / Francia) [Un Certain Regard]
The Disappearance of Eleanor Rigby di Ned Benson (USA), con Jessica Chastain, James McAvoy, Viola Davis, William Hurt, Isabelle Huppert. [Un Certain Regard]
Lost River di Ryan Gosling (USA), con Christina Heindricks, Saoirse Ronan, Eva Mendes. [Un Certain Regard]
Amour fou di Jessica Hausner (Austria). [Un Certain Regard]
Coming Home di Zhang Yimou (Cina), con Gong Li [Un Certain Regard]
Queen and Country di John Boorman (Irlanda/GB). (Quinzaine des Réalisateurs)

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martedì 13 maggio 2014

CANNES 2014. IL FESTIVAL DELL'USATO SICURO

La locandina del Festival di Cannes 2014, omaggio a Marcello Mastroianni e al cinema italiano. 


I francesi Olivier Assayas (già critico cinematografico per Cahiers du Cinéma), Bertrand Bonello, Jean-Luc Godard (ritorno in grande stile, dunque, per uno dei maestri d'Oltralpe), Michel Hazanavicius ( premio Oscar per The Artist).
La nutrita comitiva dei canadesi David Cronenberg, Xavier Dolan, Atom Egoyan; gli inglesi Mike Leigh, Ken Loach.
L'italiana Alice Rohrwacher, il turco Nure Bilge Ceylan, i belgi fratelli Dardenne, lo statunitense Tommy Lee Jones, la giapponese Naomi Kawase, il russo Andrey Zvyagintsev, il mauritano Abderrahmane Sissako.

Che cosa unisce tutti questi registi più o meno noti, oltre alla partecipazione in concorso al Festival di Cannes 2014 (dal 14 al 25 Maggio)?
La risposta è... l'aver già partecipato al Festival di Cannes in edizioni precedenti.
L'argentino Damián Szifrón è infatti l'unico a non aver calcato mai finora il tappeto rosso della Croisette.

Gli organizzatori della kermesse rivierasca, quest'anno, non hanno certo brillato per coraggio.
Peccato: Cannes è attualmente la vetrina cinematografica più importante d'Europa - sebbene più adatta agli addetti ai lavori piuttosto che al pubblico, che deve accontentarsi di veder sfilare i divi senza poter assistere alle proiezioni delle pellicole che presentano (ne avevamo già parlato l' anno scorso, ricordate?).

Dare una certa visibilità anche agli autori più giovani e/o meno conosciuti gioverebbe al cinema e porterebbe una ventata di novità.

Certo, sempre che non si cada nell'errore della Mostra di Venezia 2013, dove - accanto a pochissimi autori noti (i soli Hayao Miyazaki, Terry Gilliam, Stephen Frears e Alfonso Cuarón, che aveva presentato in pompa magna l'attesissimo Gravity, successivamente vincitore morale degli Oscar 2014) e nell'ottica di risparmiare a tutti i costi - troppi sono stati i talenti-da-lanciare, con il risultato di dare l'idea di un festival fatto con gli scarti dei concorrenti e quindi di scarso appeal e prestigio internazionale.

D'altra parte, è facilmente dimostrabile che le rassegne più riuscite sono quelle che sanno andare incontro ai gusti sia del vasto pubblico che dei cinefili duri e puri, entrambi ansiosi di conferme da parte dei loro autori preferiti e di vedere cose nuove.

A Cannes 2014 si vedranno sfilare, oltre ai registi succitati, anche i membri delle giurie - le registe Jane Campion (presidente), Sofia Coppola e Andrea Arnold (nel 2011 noi di CINEMA A BOMBA! avevamo visto in anteprima mondiale la sua versione di Cime Tempestose), i cineasti Nicolas Winding Refn (quello di Drive, per intenderci) e Abbas Kiarostami, gli attori Carole Bouquet, Willem Dafoe, Gael García Bernal (il protagonista di No) - e il solito stuolo di divi (per sapere chi sono e quali sono i film nei quali compaiono, però, vi rimandiamo al prossimo post).

Insomma, il festival del déja-vu e dell'usato sicuro.

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domenica 18 marzo 2012

OSCAR 2012. THE ARTIST, LE PAROLE NON POSSONO SPIEGARE

Dall'alto: la locandina del film; Jean Dujardin e Uggie; Bérénice Bejo e Malcolm McDowell.


Il trailer ufficiale di The Artist.


Francia, 2011
100'
Regia: Michel Hazanavicius.
Interpreti: Jean Dujardin, Bérénice Bejo, Uggie, James Cromwell, John Goodman, Penelope Ann Miller, Malcolm McDowell, Missi Pyle.


E’ il sogno di ogni regista realizzare il film della vita, quello che rimarrà. Insomma, il capolavoro.
Michel Hazanavicius l’ha fatto.

Ricalcando in tutto e per tutto lo stile delle pellicole mute degli anni ‘20-’30, il film segue le vicende di un superdivo di Hollywood (Dujardin, bravissimo) che finisce in disgrazia per essersi testardamente rifiutato di passare al sonoro, proprio mentre una sua ammiratrice (la graziosa Bérénice Bejo, moglie del regista) ascende repentinamente al rango di star.

Che cosa si può dire per definire una pellicola come questa?
E' sufficiente elencare tutti i premi vinti fino ad ora, da Cannes - dove fu insignito Dujardin - agli Oscar (5: migliori film, regia, attore, colonna sonora e costumi), passando per tutte le altre trionfali rassegne (Golden Globes, BAFTA, César, Indipendent Spirit Awards, Guilds Awards, ecc...)?
Basta descrivere la maestria della fotografia, la raffinatezza dei costumi, il fascino delle musiche?
O i geniali trucchi di regia, la prova straordinaria degli attori e del cane Uggie (non a caso premiato con la Palm Dog e il Golden Collar Award), il perfetto equilibrio della storia?

Probabilmente no. E allora la cosa migliore rimane guardare il film stesso, lasciandosi trasportare dalla vicenda e dalla atmosfera d'epoca.
Tra momenti memorabili - da ricordare almeno la sequenza dell'incubo e quella del salvataggio del protagonista ad opera del suo fedele quattrozampe - scene esilaranti e intermezzi drammatici, The Artist offre 100 minuti di puro cinema.

Provare per credere. Le parole non bastano.
E soprattutto non servono.

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domenica 4 marzo 2012

OSCAR 2012. I VINCITORI

La premiazione di The Artist come Miglior Film.

Michel Hazanavicius con la statuetta per la Miglior Regia.

Gli attori premiati: Meryl Streep-Migliore Attrice Protagonista, Jean Dujardin-Migliore Attore Protagonista, Christopher Plummer-Miglior Attore Non Protagonista, Octavia Spencer-Migliore Attrice Non Protagonista.

Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo, vincitori dell'Oscar per la Migliore Scenografia per Hugo Cabret.


Lo sappiamo che, letto il titolo di questo articolo, vi siete subito chiesti chi, della redazione di CINEMA A BOMBA!, sia riuscito ad azzeccare il maggior numero di Oscar vinti (vedi post precedente).
Ah, non ci avete neanche pensato? Pazienza, ve lo diciamo lo stesso.
Con 17 premi indovinati (pura fortuna) the winner is... Fe!
Il premio? La soddisfazione di aver vinto (e ci sembra già abbastanza).
A titolo di cronaca, comunque, bisogna aggiungere che noi tre della redazione abbiamo pronosticato correttamente 21 Oscar su 24: mica male...

E dopo questi momenti di autoreferenzialità, veniamo finalmente all'elenco dei vincitori di tutti i premi Oscar di quest'anno (cliccando sui link potrete vedere i video delle premiazioni: non perdeteveli!).

AND THE OSCAR GOES TO...


MIGLIOR FILM
The Artist, di Michel Hazanavicius. La premiazione.

MIGLIOR REGIA
Michel Hazanavicius per The Artist. La premiazione.

MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA
Jean Dujardin per The Artist. La premiazione.

MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA
Meryl Streep per The Iron Lady. La premiazione.

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
Christopher Plummer per Beginners. La premiazione.

MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA
Octavia Spencer per The Help. La premiazione.

MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE
Woody Allen per Midnight in Paris. La premiazione.

MIGLIOR SCENEGGIATURA NON ORIGINALE
Alexander Payne, Nat Faxon & Jim Rash per Paradiso Amaro (The Descendants). La premiazione.

MIGLIOR FILM STRANIERO
Una Separazione, di Asghar Farhadi. La premiazione.

MIGLIOR FILM D'ANIMAZIONE
Rango, di Gore Verbinski. La premiazione.

MIGLIOR FOTOGRAFIA
Robert Richardson per Hugo Cabret. La premiazione.

MIGLIOR MONTAGGIO
Kirk Baxter e Angus Wall per Millennium-Uomini che odiano le donne (The Girl with the Dragon Tattoo). La premiazione.

MIGLIOR SCENOGRAFIA
Dante Ferretti & Francesca Lo Schiavo per Hugo Cabret. La premiazione.

MIGLIOR TRUCCO
Mark Coulier & Roy Helland per The Iron Lady. La premiazione.

MIGLIORI COSTUMI
Mark Bridges per The Artist. La premiazione.

MIGLIOR EFFETTI SPECIALI
Rob Legato, Joss Williams, Ben Grossman & Alex Henning per Hugo Cabret. La premiazione.

MIGLIOR COLONNA SONORA
Ludovic Bource per The Artist. La premiazione.

MIGLIOR CANZONE
Man or Muppet, di Bret McKenzie per I Muppet. La premiazione.

MIGLIOR SONORO
Tom Fleishman & John Midgley per Hugo Cabret. La premiazione.

MIGLIOR MONTAGGIO SONORO
Philip Stockton & Eugene Gearty per Hugo Cabret. La premiazione.

MIGLIOR DOCUMENTARIO
Undefeated, di TJ Martin, Dan Lindsay & Richard Middlemas. La premiazione.

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO DOCUMENTARIO
Saving Face, di Daniel Junge & Sharmeen Obaid-Chinoy. La premiazione.

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO
The Shore, di Terry & Oorlagh George. La premiazione.

MIGLIOR CORTO D'ANIMAZIONE
The Fantastic Flying Books of Mr. Morris Lessmore, di William Joyce e Brandon Oldenburg. La premiazione.

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lunedì 6 febbraio 2012

OSCAR 2012. NOMINATION: FILM E REGIA


Hugo Cabret: 11 nomination.
The Artist: 10 nomination.

Sono due film che guardano al cinema del passato (remoto) i favoriti nella notte del 26 Febbraio 2012, quando verranno consegnati i premi Oscar nel glorioso Kodak Theater di Los Angeles.
E sono pellicole molto diverse tra loro: da una parte, il kolossal tecnologicamente all'avanguardia di Martin Scorsese (un nome, una garanzia) sugli esordi del cinema (tra i personaggi c'è l'inventore degli effetti speciali Georges Méliès); dall'altra, il film francese muto e in bianco e nero - rivelazione al Festival di Cannes 2011 - sul passaggio dai silent movies ai film sonori.

Ma sarebbe un errore sottovalutare Paradiso Amaro (The Descendants), 5 nomination e vincitore dei Golden Globe, War Horse di Steven Spielberg, 6 nomination come L'Arte di Vincere (Moneyball) con Brad Pitt.

Discorso simile per la categoria del Miglior Regista, dove Scorsese e Hazanavicius (il regista di The Artist) se la dovranno vedere con Alexander Payne (The Descendants), Woody Allen (Midnight in Paris) e il leggendario Terrence Malick (con il capolavoro The Tree of Life).

Se volete conoscere i film protagonisti della magica notte degli Oscar, date un'occhiata ai trailer, alle trame e alle interviste ai registi!


Miglior film


The Artist, regia di Michel Hazanavicius


Paradiso amaro (The Descendants), regia di Alexander Payne


Hugo Cabret (Hugo), regia di Martin Scorsese


Midnight in Paris, regia di Woody Allen


Molto forte, incredibilmente vicino (Extremely Loud and Incredibly Close), regia di Stephen Daldry


The Help, regia di Tate Taylor


L'arte di vincere (Moneyball), regia di Bennett Miller


War Horse, regia di Steven Spielberg


The Tree of Life, regia di Terrence Malick


Miglior regia


Dall'alto: Terrence Malick, Martin Scorsese, Michel Hazanavicius, Woody Allen, Alexander Payne.

Michel Hazanavicius - The Artist
Alexander Payne - Paradiso amaro (The Descendants)
Martin Scorsese - Hugo Cabret (Hugo)
Woody Allen - Midnight in Paris
Terrence Malick - The Tree of Life


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