CINEMA A BOMBA!

martedì 9 settembre 2025

VENEZIA 2025. MA IL CORAGGIO DOV'È?

(Dall'alto: Jim Jarmusch con la Palma d'Oro; la regista Kawthar ibn Haniyya mentre mostra la foto della piccola Hind Rajab; Werner Herzog premiato alla carriera dal collega Francis Ford Coppola)


Alla fine, il Leone d'Oro della 82a Mostra del Cinema di Venezia è andato a Father Mother Sister Brother di Jim Jarmusch (qui trovate l'elenco completo dei vincitori).

L'autore di Daunbailò, Mystery Train e The Limits of Control ha realizzato una dramedy in 3 atti girata tra New Jersey, Dublino e Parigi, che ha conquistato la Giuria capitanata dal collega Alexander Payne (quello di The Descendants, Golden Globe nel 2012).

Un cineasta americano indie che premia un cineasta americano indie... non sembra proprio essere una coincidenza, considerando che anche il Leone d'Argento per la miglior regia è stato assegnato ad un cineasta americano indie (Benny Sadfie per The Smashing Machine).

A farne sostanzialmente le spese è stata la pellicola favorita alla vigilia: Ṣawt al-Hind Rajab (letteralmente: "la voce di Hind Rajab") della regista tunisina Kawthar ibn Haniyya, che documenta l'omicidio di una bambina palestinese di 5 anni da parte dell'esercito israeliano nei primi mesi dell'invasione della Striscia di Gaza.

Un'opera forte, che si avvale della registrazione originale della bimba quando - intrappolata in auto con la cugina - chiamò gli operatori della Croce Rossa, che non poterono però far nulla per impedire l'uccisione della piccola e della sua intera famiglia (papà, mamma e tre fratelli).
Al film è andato il Gran Premio della Giuria: un po' poco.

Possono invece ritenersi soddisfatti i padroni di casa: l'Italia ha ottenuto ben 2 riconoscimenti, la Coppa Volpi al solito Toni Servillo (con La Grazia, del solito Paolo Sorrentino) e il Premio speciale della Giuria per Sotto le Nuvole di Gianfranco Rosi (documentarista che aveva già vinto il Leone d'Oro nel 2013, come ricorderete).

Tornano in patria con le pive nel sacco tanto Jay Kelly (con l'inedito duetto tra George Clooney e Adam Sandler) quanto Il Mago del Cremlino di Olivier Assayas (con un sulfureo Jude Law in versione Vladimir Putin), ma soprattutto due pellicole che avevano raccolto i favori della critica.

Guillermo del Toro col suo Frankenstein e l'acclamatissima Kathryn Bigelow con l'apocalittico A House of Dynamite sono i grandi delusi della kermesse, ma chissà che non si prendano una rivincita ai prossimi Oscar.

In definitiva, questa edizione della Mostra verrà ricordata per le scelte non esattamente felici della Giuria e per le polemiche da esse scaturite, con i contestatori che ora accusano Payne e compagnia - tra i giurati anche l'italiana Maura Delpero - di non aver avuto il fegato di condannare Israele.

Qualcuno dirà che non vanno messe insieme arte e politica; d'accordo, ma arte e coraggio sì.
E quest'ultimo davvero non si è visto.


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domenica 7 settembre 2025

VENEZIA 2025. I VINCITORI

Un serissimo Jim Jarmush col Leone d'Oro. 


Jim Jarmusch con Father Mother Sister Brother ha vinto l'edizione numero 82 della Mostra del Cinema di Venezia.

La Giuria, presieduta del regista americano indie Alexander Payne (Paradiso Amaro), ha dunque premiato un altro regista americano indie.

Regista americano indie - coincidenza? - anche Benny Safdie (Diamanti Grezzi), premiato per il biopic sportivo The Smashing Machine.

L'Italia può festeggiare con la Coppa Volpi a Toni Servillo e il premio speciale della Giuria a Gianfranco Rosi.

Prossimamente arriverà il nostro consueto post di commento, nel frattempo leggete qui sotto l'elenco dei vincitori principali!


Leone d'oro al miglior film: Father Mother Sister Brother, regia di Jim Jarmusch
Leone d'argento (miglior regia): Benny Safdie per The Smashing Machine
Leone d'argento (Gran premio della Giuria): Ṣawt al-Hind Rajab, regia di Kawthar ibn Haniyya
Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile: Xin Zhilei per Rì guà zhōngtiān
Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile: Toni Servillo per La Grazia
Leone d'argento per la migliore sceneggiatura: Valérie Donzelli e Gilles Marchand per À pied d'œuvre
Premio speciale della Giuria: Sotto le Nuvole, regia di Gianfranco Rosi
Premio Marcello Mastroianni: Luna Wedler per Stille Freundin


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mercoledì 30 agosto 2017

VENEZIA 2017. LA CORSA AGLI OSCAR PARTE DAL LIDO

La locandina della 74a Mostra d'Arte Cinematografica di Venezia. 



La 74a edizione della Mostra di Venezia ( qui il programma completo) resterà negli annali come, recentemente, quelle del 2011 e 2016?

Ovviamente lo sapremo a kermesse finita, ma non possiamo non notare che le grandi major di Hollywood già da qualche anno puntino molto - e con successo - su una presenza al Lido per misurare le proprie ambizioni in vista della lunga stagione dei premi cinematografici che culminerà con la Notte degli Oscar.

Pensate a Gravity, vincitore morale degli Oscar 2014; Birdman, trionfatore nel 2015; Il Caso Spotlight, sorpresa del 2016; La La Land, grande sconfitto quest'anno.

Tutti passati per la Laguna.
E - tranne il film con Michael Keaton nel ruolo di giornalista - tutti presentati in apertura di Mostra.

Quest'anno, l'onore di aprire la rassegna è toccato a Downsizing con Matt Damon, Kristen Wiig, Christoph Waltz, Alec Baldwin, Neil Patrick Harris, prima incursione nella fantascienza (satirica) di Alexander Payne - per capirci, è la storia di un uomo che si presta a sottoporsi assieme alla moglie ad un processo di rimpicciolimento per risparmiare le risorse del pianeta; purtroppo per lui, la consorte si tirerà indietro all'ultimo minuto e...

Il cineasta è un habitué degli Oscar: ne ha vinti due per la sceneggiatura originale (per Sideways nel 2005 e per Paradiso Amaro nel 2012) ed è a quota 7 nomination personali finora - di cui una per il miglior film (Paradiso Amaro) e tre per la migliore regia (Sideways, di nuovo Paradiso Amaro e Nebraska nel 2014).

Insomma, stiamo parlando di uno degli autori più apprezzati degli ultimi anni.
Ma non è l'unico presente alla Mostra.






George Clooney non ha bisogno di presentazioni.
Ritorna quest'anno come regista dopo le acclamazioni ricevute nel 2011 per il suo Le Idi di Marzo con Suburbicon - commedia nera che ha al centro una famiglia alle prese con la violenza di una piccola comunità solo apparentemente rispettabile e tranquilla - , opera che vanta i fratelli Coen alla sceneggiatura e un cast composto, tra gli altri, da Matt Damon (il mattatore della rassegna del Lido di quest'anno, come si può notare), Julianne Moore, Oscar Isaac, Josh Brolin.
Probabilmente ne sentiremo parlare abbondantemente in futuro.

Così come per i nuovi lavori di Darren Aronofsky e Guillermo del Toro.

Riguardo al primo - Mother! - vige alla vigilia il più stretto riserbo, ma sembra che si tratti di un horror inquietante nel quale la tranquilla vita di una coppia viene sconvolta dall'arrivo di ospiti inattesi.
Di sicuro c'è il nome dei protagonisti, due star del calibro dei Premi Oscar Jennifer Lawrence (nel 2013) e Javier Bardem (nel 2008), e un cast notevole che comprende Ed Harris, Michelle Pfeiffer, Kristen Wiig, Brian e Domnhall Gleeson.

Di The Shape of Water del secondo si sa, invece, che è ambientato durante la Guerra Fredda e tratta del rapporto tra un'inserviente muta (Sally Hawkins, Golden Globe nel 2009 per Happy Go Lucky e nominata agli Oscar nel 2014 per Blue Jasmine di Woody Allen, che invece fruttò la statuetta a Cate Blanchett) e un mostro anfibio tenuto prigioniero.

L'outsider potrebbe essere Three Billboards Outside Ebbing, Missouri: il Premio Oscar (per Fargo) Frances McDormand promette scintille nella parte di una madre che se la prende con la polizia, rea di non aver fatto abbastanza per trovare l'assassino della figlia.

La nutrita pattuglia di pellicole a stelle e strisce in concorso comprende anche First Reformed di Paul Schrader, regista di American Gigolò con Richard Gere e Il Bacio della Pantera con Nastassja Kinski, ma soprattutto sceneggiatore di Taxi Driver, Toro Scatenato, L'Ultima Tentazione di Cristo di Martin Scorsese e Mosquito Coast di Peter Weir.
Recentemente aveva presentato The Canyons a Venezia 2013 e Dog Eat Dog a Cannes 2016, ma senza lasciare una grande impressione.
Vedremo se con il suo ultimo lavoro saprà risollevarsi.






I film italiani?
Sulla carta non sembrerebbero avere molte chance di vittoria.

Una Famiglia di Sebastiano Riso è su una coppia che aiuta altre coppie che non possono avere figl.
Hannah di Andrea Pallaoro è incentrato sulle vicende di un solo personaggio, una donna matura interpretata dalla sempre bravissima Charlotte Rampling.
Ella & John (The Leisure Seeker), esordio "americano" di Paolo Virzì, è un viaggio on the road con protagonisti due divi del calibro di Helen Mirren e Donald Sutherland.
Ammore e Malavita è un musical (o sceneggiata?) sulla camorra firmato dai Manetti Bros., maestri dei film di genere che ora si confrontano con rappresentanti del "cinema d'autore".

Tra i favoriti della vigilia per il Leone d'Oro troviamo invece autori molto amati dalla critica cinematografica quali Robert Guédiguian, Koreeda Hirokazu e Abdellatif Kechiche (Palma d'Oro per La Vie d'Adèle a Cannes 2013), ma anche uno degli artisti contemporanei più famosi e apprezzati: il dissidente cinese Ai Weiwei porta al Lido Human Flow, documentario che tratta del viaggio di alcuni migranti verso l'Europa.

Riuscirà ad emulare Gianfranco Rosi, che con Sacro GRA riuscì ad aggiudicarsi il riconoscimento più importante di Venezia 2013?

I documentari, in effetti, spesso non vengono considerati quanto meriterebbero, ma occorre notare che negli ultimi anni il genere è stato molto rivalutato - e anche noi di CINEMA A BOMBA! ne promuoviamo la scoperta o riscoperta attraverso la nostra sezione I DOC -, soprattutto dalla Mostra.

Quest'anno, per esempio, troviamo in cartellone Frederick Wiseman (in concorso), uno dei documentaristi più importanti al mondo (Leone d'Oro alla carriera nel 2014), ma anche un ricco e interessante programma nel quale brillano opere su Jim Carrey, Michael Jackson, Valentina Cortese, il compositore Ryuichi Sakamoto, sulla Londra anni Sessanta (con Michael Caine)...
E poi, soprattutto, c'è The Devil And Father Amorth.

Noi della redazione non vediamo l'ora di vedere quest'ultimo per diversi motivi:
1) è un'opera del Maestro William Friedkin;
2) è il suo ritorno dietro alla macchina da presa dopo Killer Joe;
3) avevamo già letto in proposito un avvincente articolo su Vanity Fair scritto dallo stesso autore (lo potete consultare anche voi dal link che abbiamo messo nel post precedente);
4) il regista di L'Esorcista, questa volta, è testimone di un esorcismo vero, effettuato da un vero esorcista (padre Gabriele Amorth).






Sempre al di fuori della selezione ufficiale - lasciando perdere gli ultraviolenti Caniba e Brawl in Cell Block 99 (con un insolito Vince Vaughn) - le opere più interessanti ci sembrano Victoria & Abdul di Stephen Frears con Judy Dench, Zama di Lucrecia Martel (che molti avrebbero voluto in concorso, anche perché c'è una sola donna regista presente), Loving Pablo (su Pablo Escobar) con Javier Bardem e Penélope Cruz, Our Souls At Night con i prossimi Leoni d'Oro alla carriera Jane Fonda e Robert Redford, The Private Life of a Modern Woman con Sienna Miller e Alec Baldwin, il cartoon italiano Gatta Cenerentola, l'anteprima della serie Tv Suburra.

Poi notiamo il ritorno di due autori asiatici di culto (ma in declino da qualche anno): il maestro dei film d'azione John Woo (A Better Tomorrow, Hard Boiled, Nome in Codice: Broken Arrow, Face/Off) e il re degli yakuza movie Takeshi Kitano (Sonatine, il Leone d'Oro 1997 Hana-bi - Fiori di Fuoco, Brother).

Quest'ultimo presenta il terzo capitolo della saga Outrage - il primo non ci era piaciuto molto, il secondo era in competizione alla Mostra 2012 ma non era migliore - e speriamo che questa volta Beat Takeshi abbia ritrovato lo smalto dei tempi migliori.

Nutriamo grandi speranze anche nella sezione dedicata alla VR: per la prima volta una kermesse internazionale di prestigio dedica uno spazio tutto dedicato alla realtà virtuale con film in competizione.
Anteprima di futuro o gioco, poco importa: ci sarà da sbalordirsi e da riflettere.

Insomma, Alberto Barbera ha saputo mettere insieme un programma di sicuro interesse, stuzzicante e frizzante, per tutti i gusti.

Se alla fine riuscirà ad azzeccare di nuovo la formula vincente, chi riuscirà nei prossimi anni a contrastare Venezia come rassegna cinematografica internazionale più importante del mondo?




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martedì 29 agosto 2017

VENEZIA 2017. I FILM IN E FUORI CONCORSO

Dall'alto: le locandine di Mother! di Darren Aronofsky raffiguranti Javier Bardem e Jennifer Lawrence; Julianne Moore e Matt Damon in Suburbicon di George Clooney; ancora Matt Damon (ma questa volta con Kristen Wiig) nel film di apertura Downsizing di Alexander Payne; una scena di The Shape of Water di Guillermo del Toro; il Maestro William Friedkin (a destra) con il vero esorcista padre Gabriele Amorth. 


L'edizione numero 74 della Mostra Internazionale di Arte Cinematografica sarà all'altezza della precedente?

Lo scorso anno Venezia è stata al centro dei riflettori della cinematografia mondiale grazie ad un programma di sicuro interesse.

Il ricchissimo cartellone poteva vantare pellicole di ottimo livello, tanto è vero che alcune di esse hanno successivamente molto ben figurato anche agli Oscar e si sono rivelate tra le migliori e più acclamate dell'anno.

La La Land ha rubato fin da subito la scena a tutti e successivamente ha conquistato ben 6 Oscar - scippata quella per il miglior film, ha comunque vinto per regia (Damien Chazelle è diventato così il più giovane cineasta di sempre ad aggiudicarsi il riconoscimento!), attrice protagonista (l'ottima Emma Stone), fotografia, scenografia, colonna sonora e canzone - e un record di ben 7 Golden Globe (nessuno mai ne aveva vinti così tanti) su 7 nomination.
Per dirvi l'impatto che ha avuto questo musical, scelto non a caso per aprire (nel migliore dei modi) la kermesse del Lido.

Ma gloria e plausi hanno ricevuto anche Animali Notturni di Tom Ford, La Battaglia di Hacksaw Ridge di Mel Gibson, Arrival di Denis Villeneuve, Jackie di Pablo Larraín.

Insomma, quello del 2016 è stato un programma veramente ricco, importante e attento alle esigenze di critica e pubblico.

Quest'anno, molti sono i titoli potenzialmente esplosivi.






I riflettori saranno puntati, principalmente, su:
- Suburbicon, diretto da George Clooney, scritto dai fratelli Coen, interpretato da Matt Damon, Julianne Moore, Oscar Isaac, Josh Brolin;
- Downsizing, il film di Alexander Payne che aprirà la rassegna con Matt Damon, Kristen Wiig, Christoph Waltz, Alec Baldwin, Neil Patrick Harris;
- The Shape of Water, ultima fatica di Guillermo del Toro con Sally Hawkins, Michael Shannon, Octavia Spencer, Richard Jenkins, Doug Jones;
- Mother! di Darren Aronofsky con Jennifer Lawrence, Javier Bardem, Michelle Pfeiffer, Domhnall Gleeson, Ed Harris;
- Human Flow dell'artista dissidente cinese Ai Weiwei;
- First Reformed di Paul Schrader con Ethan Hawke, Amanda Seyfried;
- Three Billboards Outside Ebbing, Missouri di Martin McDonagh con Frances McDormand, Woody Harrelson, Sam Rockwell, Abbie Cornish, John Hawkes, Peter Dinklage;
- Victoria & Abdul di Stephen Frears con Judy Dench;
- The Devil and Father Amorth, attesissimo documentario del Maestro Willam Friedkin.

Ma nel programma monstre allestito da Alberto Barbera siamo sicuri che si nascondano altre perle.

Intanto segnaliamo la sezione competitiva Venice Virtual Reality, la prima in una grande kermesse internazionale tutta dedicata ad opere in realtà virtuale - e vi si sono cimentati anche due registi che in passato erano stati in concorso alla Mostra: Tsai Ming-Liang (nel 2013) e Laurie Anderson (nel 2015).

E, tra le altre cose, il Leone d'Oro alla carriera assegnato a due mostri (in questo caso, si fa per dire) sacri del cinema: Jane Fonda e Robert Redford, che presenteranno fuori concorso Our Souls At Night diretto da Ritesh Batra per Netflix, quarta apparizione insieme dopo La Caccia di Arthur Penn(1966), A Piedi Nudi Nel Parco di Gene Saks (1967), Il Cavaliere Elettrico di Sydney Pollack (1979).

Nel prossimo post entreremo nel dettaglio di Venezia 2017, ma nel frattempo non perdetevi trailer, curiosità e notizie dei titoli in cartellone.

Ecco il programma completo.






IN CONCORSO

Mother!, regia di Darren Aronofsky (Stati Uniti d'America), con Jennifer Lawrence, Javier Bardem, Michelle Pfeiffer, Domhnall Gleeson, Ed Harris
Suburbicon, regia di George Clooney (Stati Uniti d'America), con Matt Damon, Julianne Moore, Oscar Isaac
The Shape of Water, regia di Guillermo del Toro (Stati Uniti d'America), con Sally Hawkins, Michael Shannon, Richard Jenkins, Doug Jones, Octavia Spencer
L'insulte, regia di Ziad Doueiri (Francia, Libano)
La villa, regia di Robert Guédiguian (Francia)
Lean on Pete, regia di Andrew Haigh (Regno Unito), con Steve Buscemi, Chloë Sevigny
Mektoub, My Love: Canto Uno, regia di Abdellatif Kechiche (Francia, Italia)
Sandome No Satsujin (The Third Murder), regia di Koreeda Hirokazu (Giappone)
Jusqu’à la gard, regia di Xavier Legrand (Francia)
Ammore e malavita, regia di Manetti Bros. (Italia), con Giampaolo Morelli, Serena Rossi, Claudia Gerini, Carlo Buccirosso
Foxtrot, regia di Samuel Maoz (Israele, Germania, Francia, Svizzera)
Tre manifesti a Ebbing, Missouri (Three Billboards Outside Ebbing, Missouri), regia di Martin McDonagh (Stati Uniti d'America, Regno Unito), con Frances McDormand, Woody Harrelson, Sam Rockwell, Abbie Cornish, John Hawkes, Peter Dinklage
Hannah, regia di Andrea Pallaoro (Italia, Belgio, Francia), con Charlotte Rampling
Downsizing, regia di Alexander Payne (Stati Uniti d'America) – Film d'apertura - con Matt Damon, Christoph Waltz, Kristen Wiig
Jia Nian Hua (Angels Wear White), regia di Vivian Qu (Cina, Francia)
Una famiglia, regia di Sebastiano Riso (Italia), con Micaela Ramazzotti
First Reformed, regia di Paul Schrader (Stati Uniti d'America), con Ethan Hawke, Amanda Seyfried
Sweet Country, regia di Warwick Thornton (Australia), con Sam Neill
Ella & John (The Leisure Seeker), regia di Paolo Virzì (Italia, Francia), con Helen Mirren, Donald Sutherland
Human Flow, regia di Ai Weiwei (Germania, Stati Uniti d'America) - documentario
Ex Libris - The New York Public Library, regia di Frederick Wiseman (Stati Uniti d'America) - documentario

FUORI CONCORSO

Our Souls at Night, regia di Ritesh Batra (Stati Uniti d'America), con Jane Fonda, Robert Redford
Il signor Rotpeter, regia di Antonietta De Lillo (Italia)
Vittoria e Abdul (Victoria & Abdul), regia di Stephen Frears (Regno Unito), con Judy Dench
La mélodie, regia di Rachid Hami (Francia), con Kad Merad
Outrage Coda, regia di Takeshi Kitano (Giappone) – Film di chiusura - con Takeshi Kitano
Loving Pablo, regia di Fernando León de Aranoa (Spagna, Bulgaria), con Javier Bardem, Penélope Cruz, Peter Sarsgaard
Zama, regia di Lucrecia Martel (Argentina, Brasile)
Wormwood, regia di Errol Morris (Stati Uniti d'America) – miniserie TV - con Peter Sarsgaard, Tim Blake Nelson, Bob Balaban
Diva!, regia di Francesco Patierno (Italia), con Barbora Bobulova, Anita Caprioli, Carolina Crescentini, Silvia D’Amico, Isabella Ferrari, Carlotta Natoli, Greta Scarano, Anna Foglietta, Michele Riondino (documentario su Valentina Cortese)
Le fidèle, regia di Michaël R. Roskam (Belgio, Francia, Paesi Bassi), con Matthias Schoenaerts, Adèle Exarchopoulos
Il colore nascosto delle cose, regia di Silvio Soldini (Italia, Svizzera), con Valeria Golino, Adriano Giannini
The Private Life of a Modern Woman, regia di James Toback (Stati Uniti d'America), con Sienna Miller, Alec Baldwin
Brawl in Cell Block 99, regia di S. Craig Zahler (Stati Uniti d'America), con Vince Vaughn, Don Johnson, Udo Kier
Zhuibu (Manhunt), regia di John Woo (Cina, Hong Kong)

DOCUMENTARI

Cuba and the Cameraman, regia di Jon Alpert (Stati Uniti d'America)
My Generation, regia di David Batty (Regno Unito), con Michael Caine
Piazza Vittorio, regia di Abel Ferrara (Italia), con Willem Dafoe
The Devil and Father Amorth, regia di William Friedkin (Stati Uniti d'America), con Padre Gabriele Amorth
This Is Congo, regia di Daniel McCabe (Congo)
Ryuichi Sakamoto: Coda, regia di Stephen Nomura Schible (Stati Uniti d'America, Giappone), con Ryuichi Sakamoto
Jim & Andy: The Great Beyond. The Story of Jim Carrey, Andy Kaufman and Tony Clifton, regia di Chris Smith ((Stati Uniti d'America, Canada)
Happy Winter, regia di Giovanni Totaro (Italia)






EVENTI SPECIALI

Casa d'altri, regia di Gianni Amelio (Italia)
Michael Jackson's Thriller 3D, regia di John Landis (Stati Uniti d'America), con Michael Jackson
Making of Michael Jackson's Thriller, regia di Jerry Kramer (Stati Uniti d'America), con Michael Jackson
L'ordine delle cose, regia di Andrea Segre (Italia)

ORIZZONTI

Napadid Shodan, regia di Ali Asgari (Iran, Qatar)
Espèces menacées, regia di Gilles Bourdos (Francia, Belgio)
The Rape of Recy Taylor, regia di Nancy Buirski (Stati Uniti d'America)
Caniba, regia di Lucien Castaing-Taylor e Verena Paravel (Francia)
Les Bienheureux, regia di Sofia Djama (Francia, Belgio)
Marvin, regia di Anne Fontaine (Francia), con Isabelle Huppert
Invisible, regia di Pablo Giorgelli (Argentina, Brasile, Uruguay, Germania)
Brutti e cattivi, regia di Cosimo Gomez (Italia, Francia), con Claudio Santamaria
Ha ben dod, regia di Tzahi Grad (Israele)
Ha edut, regia di Amichai Greenberg (Israele, Austria)
Bedoune Tarikh, Bedoune Emza, regia di Vahid Jalilvand (Iran)
Los versos del olvido, regia di Alireza Khatami (Francia, Germania, Paesi Bassi, Cile)
La nuit où j'ai nagé (Oyogisugita Yoru), regia di Damien Manivelle e Igarashi Kohei (Francia, Giappone)
Nico, 1988, regia di Susanna Nicchiarelli (Italia)
Krieg, regia di Rick Osterman (Germania)
West of Sunshine, regia di Jason Raftopoulos (Australia)
Gatta Cenerentola, regia di Alessandro Rak, Ivan Cappiello, Marino Guarnieri e Dario Sansone (Italia) - film di animazione
Indir Trénu, regia di Hafsteinn Gunnar Sigurdsson (Islanda, Danimarca, Polonia, Germania)
La vita in comune, regia di Edoardo Winspeare (Italia)

CINEMA NEL GIARDINO

Manuel, regia di Dario Albertini (Italia)
Controfigura, regia di Rä di Martino (Italia, Francia, Marocco, Svizzera), con Valeria Golino, Filippo Timi
Woodshock, regia di Laura Mulleavy e Megan Mulleavy (Stati Uniti d'America), con Kirsten Dunst
Nato a Casal di Principe, regia di Bruno Oliviero (Italia, Spagna)
Suburra - La serie – serie TV (Italia) - presentazione dei primi due episodi - con Alessandro Borghi, Filippo Nigro, Claudia Gerini
Tueurs, regia di François Troukens e Jean-François Hensgens (Belgio, Francia)

VENICE VIRTUAL REALITY

Melita, regia di Nicolàs Alcalà (Stati Uniti d'America)
La camera insabbiata, regia di Laurie Anderson, Huang Hsin Chien (Stati Uniti d'America)
The Last Goodbye, regia di Gabo Arora (Stati Uniti d'America)
My Name is Peter Stillman, regia di Lysander Ashlon, Leo Warner (Regno Unito)
Alice, The Virtual Reality Play, regia di Mathias Chelebourg, Marie Jourdren (Francia)
Arden's Wake Expanded, regia di Eugene YK Chung (Stati Uniti d'America)
Greenland Melting, regia di Nonny De La Pena (Stati Uniti d'America)
Bloodless, regia di Gina Kim (Corea del Sud)
Nothing Happens, regia di Uri Kranot, Michelle Kranot (Danimarca, Francia)
The Dream Collector, regia di Mi Li (Cina)
Snatch VR Heist Experience, regia di Rafael Pavon, Nicolas Alcalà (Stati Uniti d'America), con Rupert Grint
Nefertiti, regia di Richard Mills, Kim-leigh Pontin (Regno Unito)
Proxima, regia di Mathieu Pradat (Francia)
In the Pictures, regia di Qing Shao (Cina)
Dispatch, regia di Edward Robles (Stati Uniti d'America, Regno Unito)
The Argos File, regia di Josema Roig (Stati Uniti d'America)
Gomorra VR – We Own the Streets, regia di Enrico Rosati (Italia), con Marco D’Amore, Salvatore Esposito, Fabio De Caro
Draw Me Close, Chapters 1-2, regia di Jordan Tannahill (Canada, Regno Unito)
The Deserted, regia di Tsai Ming-liang (Taiwan)
I Saw the Future, regia di Francois Vautier (Francia)
Separate Silences, regia di David Wedel (Danimarca)
Free Whale, regia di Zhang Peibin (Cina)

BIENNALE COLLEGE CINEMA VR - FUORI CONCORSO

Chromatica, regia di Flavio Costa (Italia)
On/Off, regia di Camille Duvelleroy, Isabelle Foucrier (Francia)
Denoise (Beautiful Things), regia di Giorgio Ferrero (Italia)

VENICE PRODUCTION BRIDGE – VR (FUORI CONCORSO)

Sens – Part 1, regia di Charles Ayats, Marc-Antine Mathieu (Francia)
Alteration, regia di Jerome Blanquet (Francia)
Naive New Beaters: “Heal Tomorrow”, regia di Romain Chassaing (Regno Unito)
Mule, regia di Guy Shemerdine (Stati Uniti d'America)
Dear Angelica, regia di Saschka Unseld (Stati Uniti d'America)
Miyubi, regia di Félix Lajeunesse, Paul Raphael (Stati Uniti d'America)

SETTIMANA INTERNAZIONALE DELLA CRITICA

Il cratere, regia Luca Bellino e Silvia Luzi (Italia)
Drift, regia di Helena Wittmann (Germania)
Les garçons sauvages, regia di Bertrand Mandico (Francia)
Körfez, regia di Emre Yeksan (Turchia, Germania, Grecia)
Sarah joue un loup garou, regia di Katharina Wyss (Svizzera, Germania)
Team Hurricane, regia di Annika Berg (Danimarca)
Temporada de caza, regia di Natalia Garagiola (Argentina, Usa, Germania, Francia, Qatar)
Pin Cushion, regia di Deborah Haywood (Regno Unito)
Veleno, regia di Diego Olivares (Italia)

GIORNATE DEGLI AUTORI

Candelaria, regia di Jhonny Hendrix Hinestroza (Colombia, Germania, Norvegia, Argentina)
Il contagio, regia di Matteo Botrugno e Daniele Coluccini (Italia), con Vincenzo Salemme
Dove cadono le ombre, regia di Valentina Pedicini (Italia)
L'equilibrio, regia di Vincenzo Marra (Italia)
Eye on Juliet, regia di Kim Nguyen (Canada)
Ga'agua, regia di Savi Gabizon (Israele)
Life Guidance, regia di Ruth Mader (Austria)
Looking For Oum Kulthum, regia di Shirin Neshat (Germania, Austria, Italia)
M, regia di Sara Forestier (Francia)
Mai mee samui samrab ter, regia di Pen-ek Ratanaruang (Thailandia, Germania, Norvegia)
Mi hua zhi wei, regia di Pengfei (Cina)
Volubilis, regia di Faouzi Bensaïdi (Marocco, Francia)
13 Carmen, regia di Chloë Sevigny (Italia, Stati Uniti d'America)
14 (The End of History Illusion), regia di Celia Rowlson-Hall (Italia, Stati Uniti d'America)
Agnelli, regia di Nick Hooker (Stati Uniti d'America)
Getting Naked: A Burlesque Story, regia di James Lester (Stati Uniti d'America)
La legge del numero uno, regia di Alessandro D'Alatri (Italia)
Il risoluto, regia di Giovanni Donfrancesco (Italia, Francia)
Thirst Street, regia di Nathan Silver (Stati Uniti d'America), con Anjelica Huston
Il tentato suicidio nell'adolescenza, regia di Ermanno Olmi (Italia)
I'm (Endless Like the Space), regia di Anne-Riitta Ciccone (Italia), con Barbora Bobulova
The Millionairs, regia di Claudio Santamaria (Italia), con Peppe Servillo, Sabrina Impacciatore
Raccontare Venezia, regia di Wilma Labate (Italia, Francia)





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giovedì 30 gennaio 2014

OSCAR 2014. NOMINATION: FILM E REGIA



È vero che con l'Academy non si può mai dire - l'anno scorso l'Oscar per il miglior film andò a sorpresa ad Argo di Ben Affleck, che non aveva ricevuto la nomination per la migliore regia - però sembra che quest'anno la corsa per il massimo riconoscimento sarà una questione a tre.

L'ambiziosa commedia su una grande truffa American Hustle, il thriller spaziale Gravity e il kolossal d'autore antischiavista 12 Anni Schiavo-12 Years a Slave sembrano infatti i favoriti della vigilia, forti di numerosi riconoscimenti già ottenuti ovunque.

Meno chance sembrerebbero avere gli altri titoli: The Wolf of Wall Street, sugli eccessi della finanza negli Anni Ottanta; Her, love story tra un uomo e la voce di un programma del computer; Captain Phillips, sull'assalto di una nave porta container da parte di un gruppo di pirati somali; Nebraska, viaggio on the road di un vecchietto con il figlio; Philomena, storia di un'anziana signora in cerca del figlio sottrattole quando era giovane; Dallas Buyers Club, vicenda di un uomo malato di AIDS che traffica medicinali.
Insomma, outsider con risicatissime possibilità di vittoria.

E molto probabilmente i registi dei tre frontrunner saranno anche quelli che si contenderanno l'Oscar per la migliore regia, anche se - visto l'equilibrio di quest'anno - pare molto poco probabile che un film riesca a conquistare i due massimi riconoscimenti dell'Academy.

Qui di seguito, ecco i trailer e le interviste ai registi dei film nominati.
Chi saranno i protagonisti della notte più attesa dell'anno?


MIGLIOR FILM


12 Years a Slave, diretto da Steve McQueen


American Hustle, diretto da David O. Russell


Captain Phillips, diretto da Paul Greengrass


Dallas Buyers Club, diretto da Jean-Marc Vallée


Gravity, diretto da Alfonso Cuarón


Her, diretto da Spike Jonze


Nebraska, diretto da Alexander Payne


Philomena, diretto da Stephen Frears


The Wolf of Wall Street, diretto da Martin Scorsese


MIGLIOR REGIA

Dall'alto: Alfonso Cuarón sul set di Gravity con George Clooney e Sandra Bullock; Steve McQueen sul set di 12 Years a Slave; Alexander Payne (a destra) con i protagonisti di Nebraska; David O. Russell (in piedi in completo scuro) sul set di American Hustle; Martin Scorsese (a destra) sul set di The Wolf of Wall Street con Kyle Chandler e Leonardo DiCaprio.

Alfonso Cuarón – Gravity

Steve McQueen – 12 Years a Slave

Alexander Payne – Nebraska

David O. Russell – American Hustle

Martin Scorsese – The Wolf of Wall Street

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mercoledì 15 maggio 2013

CANNES 2013. I FILM IN PROGRAMMA

Dall'alto: la locandina di Il Grande Gatsby con gli attori principali; una scena con Oscar Isaac tratta da Inside Llewyn Davis; Ryan Gosling in Only God Forgives



E dopo le considerazioni del post precedente, ora entriamo nel dettaglio della 66esima edizione del Festival di Cannes, che si preannuncia come sempre ricca di grandi nomi.
A partire dalla Giuria.

Ebbene sì: a decretare il vincitore della Palma d'Oro e degli altri premi saranno registi come Steven Spielberg (in qualità di presidente; ottima scelta, tra l'altro), Ang Lee (fresco del secondo Oscar alla regia), Cristian Mungiu, Naomi Kawase, Lynne Ramsay, e attori quali Nicole Kidman, Christoph Waltz, Daniel Auteuil, Vidya Balan.
Nelle altre sezioni troviamo invece il danese Thomas Vinterberg (Un Certain Regard), Agnès Varda, Jane Campion, Zhang Ziyi e la nostra Nicoletta Braschi.

E per quanto riguarda le pellicole in programma?
In prima fila troviamo Nicolas Winding Refn con Only God Forgives e i fratelli Coen con Inside Llewyn Davis: il primo dovrà dimostrare di essere in grado di replicare l'incoraggiante prova di Drive, i secondi a Cannes sono di casa (in passato hanno vinto tutti i premi possibili) e difficilmente torneranno a casa a mani vuote.

Subito dietro ci sono gli intellettuali: Steven Soderbergh, che ha annunciato che Behind the Candelabra - girato per la TV - sarà il suo ultimo film, e l'autore cult Jim Jarmusch, che presenterà il vampiresco Only Lovers Left Alive, messo in scaletta solo all'ultimo minuto.
Strana l'assenza nella rassegna principale dell'atteso The Bling Ring di Sofia Coppola: solitamente ogni suo film ai festival diventa un evento, ma questa volta la figlia del grande Francis Ford (a sua volta regista, tra le altre cose, del fascinoso Twixt) è rimasta nelle retrovie, così come l'israeliano Ari Folman - già autore dell'osannato Valzer con Bashir - che sulla Croisette presenta l'ambizioso The Congress.

Il cinema italiano generalmente a Cannes piace, ma considerate le reazioni al prestigiosissimo Gran Prix Speciale assegnato l' anno scorso dalla giuria presieduta da Nanni Moretti a Reality di Matteo Garrone, si ha l'impressione che La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino avrà la strada in salita nella corsa alla Palma d'Oro.
Né, sulla carta, sembra avere maggiori possibilità di vittoria Valeria Bruni Tedeschi - sorella dell'ex première dame Carla Bruni e naturalizzata francese - con la sua storia semi-autobiografica ambientata nei pressi di Torino.

Rimangono gli outsider: l'indipendente americano James Gray gode di più considerazione in Europa che in patria; il prolifico Takashi Miike è un altro "animale da festival" che potrebbe finalmente imbroccare la pellicola giusta.
Per non parlare dell'immarcescibile Roman Polański: ha fatto i salti mortali per presentare in tempo il proprio ultimo lavoro e presumibilmente non si accontenterà di una banale passerella.


FILM IN CONCORSO
Un Château en Italie, regia di Valeria Bruni Tedeschi (Francia)
Inside Llewyn Davis, regia di Joel ed Ethan Coen (Stati Uniti d'America)
Michael Kohlhaas, regia di Arnaud Despallieres (Francia/Germania)
Jimmy P. (Psychotherapy of a Plains Indian), regia di Arnaud Desplechin (Francia/Stati Uniti d'America)
Heli, regia di Amat Escalante (Messico)
Le Passé, regia di Asghar Farhadi (Francia)
The Immigrant, regia di James Gray (Stati Uniti d'America)
Grisgris, regia di Mahamat-Saleh Haroun (Francia/Ciad)
A Touch of Sin (Tian Zhu Ding), regia di Jia Zhangke (Cina)
Like Father, Like Son (Soshite Chichi Ni Naru), regia di Hirokazu Kore-eda (Giappone)
La Vie d'Adèle, regia di Abdellatif Kechiche (Francia/Belgio/Spagna)
Straw Shield (Wara No Tate), regia di Takashi Miike (Giappone)
Jeune et Jolie, regia di François Ozon (Francia)
Nebraska, regia di Alexander Payne (Stati Uniti d'America)
La Vénus à la Fourrure, regia di Roman Polański (Francia)
Behind the Candelabra, regia di Steven Soderbergh (Stati Uniti d'America)
La Grande Bellezza, regia di Paolo Sorrentino (Italia/Francia)
Borgman, regia di Alex Van Warmerdam (Paesi Bassi)
Only God Forgives, regia di Nicolas Winding Refn (Francia/Danimarca)
Only Lovers Left Alive, regia di Jim Jarmusch (Stati Uniti d'America)

Tra i film non in concorso o presenti in altre categorie, i più interessanti potrebbero essere:
Il grande Gatsby (The Great Gatsby), regia di Baz Luhrmann (Australia/Stati Uniti d'America) - film d'apertura
All Is Lost, regia di J.C. Chandor (Stati Uniti d'America)
Muhammad Ali's Greatest Fight, regia di Stephen Frears (Stati Uniti d'America)
Weekend of a Champion, regia di Roman Polański
The Bling Ring, regia di Sofia Coppola (Stati Uniti d'America)
Fruitvale Station, regia di Ryan Coogler (Stati Uniti d'America)
As I Lay Dying, regia di James Franco (Stati Uniti d'America)
Miele, regia di Valeria Golino (Italia/Francia)
The Congress, regia di Ari Folman (Germania/Israele/Polonia/Francia/Belgio/Lussemburgo)
La danza de la realidad, regia di Alejandro Jodorowsky (Cile)

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lunedì 6 febbraio 2012

OSCAR 2012. NOMINATION: FILM E REGIA


Hugo Cabret: 11 nomination.
The Artist: 10 nomination.

Sono due film che guardano al cinema del passato (remoto) i favoriti nella notte del 26 Febbraio 2012, quando verranno consegnati i premi Oscar nel glorioso Kodak Theater di Los Angeles.
E sono pellicole molto diverse tra loro: da una parte, il kolossal tecnologicamente all'avanguardia di Martin Scorsese (un nome, una garanzia) sugli esordi del cinema (tra i personaggi c'è l'inventore degli effetti speciali Georges Méliès); dall'altra, il film francese muto e in bianco e nero - rivelazione al Festival di Cannes 2011 - sul passaggio dai silent movies ai film sonori.

Ma sarebbe un errore sottovalutare Paradiso Amaro (The Descendants), 5 nomination e vincitore dei Golden Globe, War Horse di Steven Spielberg, 6 nomination come L'Arte di Vincere (Moneyball) con Brad Pitt.

Discorso simile per la categoria del Miglior Regista, dove Scorsese e Hazanavicius (il regista di The Artist) se la dovranno vedere con Alexander Payne (The Descendants), Woody Allen (Midnight in Paris) e il leggendario Terrence Malick (con il capolavoro The Tree of Life).

Se volete conoscere i film protagonisti della magica notte degli Oscar, date un'occhiata ai trailer, alle trame e alle interviste ai registi!


Miglior film


The Artist, regia di Michel Hazanavicius


Paradiso amaro (The Descendants), regia di Alexander Payne


Hugo Cabret (Hugo), regia di Martin Scorsese


Midnight in Paris, regia di Woody Allen


Molto forte, incredibilmente vicino (Extremely Loud and Incredibly Close), regia di Stephen Daldry


The Help, regia di Tate Taylor


L'arte di vincere (Moneyball), regia di Bennett Miller


War Horse, regia di Steven Spielberg


The Tree of Life, regia di Terrence Malick


Miglior regia


Dall'alto: Terrence Malick, Martin Scorsese, Michel Hazanavicius, Woody Allen, Alexander Payne.

Michel Hazanavicius - The Artist
Alexander Payne - Paradiso amaro (The Descendants)
Martin Scorsese - Hugo Cabret (Hugo)
Woody Allen - Midnight in Paris
Terrence Malick - The Tree of Life


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