CINEMA A BOMBA!

giovedì 23 luglio 2026

I CLASSICI: JAY KELLY, LUCI DELLA RIBALTA SU CLOONEY (E SANDLER)

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2025
132'
Regia: Noah Baumbach
Interpreti: George Clooney, Adam Sandler, Laura Dern, Billy Crudup, Jim Broadbent, Patrick Wilson, Isla Fisher, Greta Gerwig, Emily Mortimer, Sadie Sandler.


Il personaggio del titolo è un attore famoso, ma in piena crisi esistenziale (Clooney): il suo mentore (Broadbent) è morto, il suo manager storico (Sandler) fatica a stargli dietro e pure la sua publicist (Dern) dà segni di insofferenza.

Nel tentativo di non perdere anche il rapporto con la figlia adolescente, Jay la segue in Europa, prima in Francia e poi in Italia, con la scusa di una rassegna organizzata in suo onore...


Presentata in anteprima alla scorsa Mostra del Cinema di Venezia, questa pellicola è stata ampiamente strombazzata come la prima collaborazione tra due dei divi più amati e conosciuti di Hollywood: George Clooney e Adam Sandler.

Una mossa che non sembra aver scaldato i critici più di tanto: dal Lido è tornata a mani vuote, dai più recenti Golden Globe pure e degli Oscar è meglio tacere (zero candidature).

Eppure, un duetto formato dall'attore-regista di Le Idi di Marzo e dal comico di Un Tipo Imprevedibile poteva funzionare. E infatti - a nostro parere, almeno - funziona.
Anzi, le performance del cast sono il fiore all'occhiello di un'opera altrimenti un po' trascurabile.

Baumbach è uno sceneggiatore di qualche merito (vedere i copioni che ha firmato per Wes Anderson), ma un regista di comprovata medietà.
Il fatto che qui abbia firmato forse il proprio capolavoro è dovuto principalmente ad un gruppo di attori in grande spolvero.

Clooney è sempre Clooney: dà l'impressione di interpretare un protagonista molto diverso dal reale se stesso, ma infondendogli quell'irresistibile simpatia canagliesca che è il proprio marchio di fabbrica e che rende il personaggio molto meno sgradevole di quanto avrebbe potuto risultare.

Però Sandler, che negli ultimi anni si sta reinventando attore drammatico, lo batte ai punti con una prova ammirevolmente intensa e misurata.
Questa è la sua migliore interpretazione da Hustle ad oggi.

Gli altri sono poco più che comprimari, ma di lusso: dalla Laura Dern di Jurassic Park alla Emily Mortimer - anche co-sceneggiatrice - che ricordiamo in Notting Hill, benché probabilmente il cammeo più efficace sia quello di Jim Broadbent che imita il compianto filmmaker Peter Bogdanovich.

Al netto delle incertezze registiche sul tono, Jay Kelly è un film che affronta con un certo garbo temi delicati e attuali: l'egocentrismo della società contemporanea, gli effetti collaterali della fama, l'instabilità affettiva, l'impossibilità di cambiare il passato.

Una commedia drammatica in cui il sostantivo pesa meno dell'aggettivo, ma che si chiude con una nota se non positiva quantomeno di speranza.
E il regista dovrebbe fare una statua a George e Adam.


Etichette: , , , , , , , , , , , , ,

domenica 21 settembre 2025

I CLASSICI: LE AVVENTURE DI JOE DIRT, ZOTICO È CHI LO ZOTICO FA

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2001
91'
Regia: Dennie Gordon
Interpreti: David Spade, Brittany Daniel, Dennis Miller, Rosanna Arquette, Christopher Walken, Jaime Pressly, Kevin Nealon, Kid Rock.


Inserviente in apparenza rozzo e sempliciotto, Joe (Spade) racconta in diretta la propria vita al DJ (Miller) della stazione radio in cui lavora.
Inizia così un lungo flashback che ripercorre la travagliata ricerca dei sui genitori e gli incontri, lungo la strada, che gli hanno cambiato la vita.


Membro del cosidetto "Clan Sandler" (gruppo di amici e colleghi che ruota intorno al comico di successo Adam Sandler e spesso e volentieri girano film con/per lui), David Spade è il George Clooney del gruppo, essendo noto più per la quantità di attrici/modelle frequentate che per la qualità del proprio umorismo.

Cresciuto come spalla dello strabordante Chris Farley al Saturday Night Live (celebre programma tv che lanciò gente come Chevy Chase, Bill Murray, John Belushi, Dan Aykroyd, Eddie Murphy...) e in lungometraggi come Tommy Boy, dopo la tragica morte del partner si è messo in proprio realizzando pellicole come quella che vi stiamo recensendo.

Joe Dirt sta a David come Dirty Work stava a Norm Macdonald: è scritta dal protagonista stesso ed è la sua opera più rappresentativa (almeno in ambito cinematografico); oltre ad essere stata un modesto successo commerciale, diventando di culto solo in seguito grazie al passaparola.

Una commedia grossolana e prevedibile, che mette alla berlina la comunità redneck (gli americani degli stati meridionali, considerati ignoranti e di scarso intelletto), benché non abbastanza da poter essere classificata come satira, e - nonostante l'umorismo scatologico e immaturo - riesce a mettere a segno qualche colpo.

Alcune battute sono diventate a posteriori dei tormentoni sui social (in lingua originale: l'adattamento italiano dei dialoghi è come minimo superficiale); inoltre i personaggi principali sono ritratti con sincero affetto: oltre a Spade in un ruolo che ricorda Forrest Gump, dal cast emergono Arquette (ce la ricordiamo in Pulp Fiction?) e un autoironico Walken (visto recentemente in Dune-Parte 2).

Consigliabile a spettatori di bocca buona, Le Avventure di Joe Dirt è una possibilità per conoscere un comedian poco noto nel Belpaese e per passare un'ora e mezza senza troppi pensieri.
C'è chiaramente di meglio, ma rispetto - ad esempio - ai cinepanettoni nostrani sembra quasi un film di Chaplin.


[PS: ammesso che le due pellicole condividano lo stesso universo, non potrebbe essere che l'alligatore con cui lotta il protagonista sia lo stesso di Un Tipo Imprevedibile?!?]

[PPS: David ha realizzato anni dopo un seguito, Joe Dirt 2-Sfigati si Nasce; forse un giorno vi recensiremo anche quello... o forse no, chissà.]


Etichette: , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

martedì 9 settembre 2025

VENEZIA 2025. MA IL CORAGGIO DOV'È?

(Dall'alto: Jim Jarmusch con la Palma d'Oro; la regista Kawthar ibn Haniyya mentre mostra la foto della piccola Hind Rajab; Werner Herzog premiato alla carriera dal collega Francis Ford Coppola)


Alla fine, il Leone d'Oro della 82a Mostra del Cinema di Venezia è andato a Father Mother Sister Brother di Jim Jarmusch (qui trovate l'elenco completo dei vincitori).

L'autore di Daunbailò, Mystery Train e The Limits of Control ha realizzato una dramedy in 3 atti girata tra New Jersey, Dublino e Parigi, che ha conquistato la Giuria capitanata dal collega Alexander Payne (quello di The Descendants, Golden Globe nel 2012).

Un cineasta americano indie che premia un cineasta americano indie... non sembra proprio essere una coincidenza, considerando che anche il Leone d'Argento per la miglior regia è stato assegnato ad un cineasta americano indie (Benny Sadfie per The Smashing Machine).

A farne sostanzialmente le spese è stata la pellicola favorita alla vigilia: Ṣawt al-Hind Rajab (letteralmente: "la voce di Hind Rajab") della regista tunisina Kawthar ibn Haniyya, che documenta l'omicidio di una bambina palestinese di 5 anni da parte dell'esercito israeliano nei primi mesi dell'invasione della Striscia di Gaza.

Un'opera forte, che si avvale della registrazione originale della bimba quando - intrappolata in auto con la cugina - chiamò gli operatori della Croce Rossa, che non poterono però far nulla per impedire l'uccisione della piccola e della sua intera famiglia (papà, mamma e tre fratelli).
Al film è andato il Gran Premio della Giuria: un po' poco.

Possono invece ritenersi soddisfatti i padroni di casa: l'Italia ha ottenuto ben 2 riconoscimenti, la Coppa Volpi al solito Toni Servillo (con La Grazia, del solito Paolo Sorrentino) e il Premio speciale della Giuria per Sotto le Nuvole di Gianfranco Rosi (documentarista che aveva già vinto il Leone d'Oro nel 2013, come ricorderete).

Tornano in patria con le pive nel sacco tanto Jay Kelly (con l'inedito duetto tra George Clooney e Adam Sandler) quanto Il Mago del Cremlino di Olivier Assayas (con un sulfureo Jude Law in versione Vladimir Putin), ma soprattutto due pellicole che avevano raccolto i favori della critica.

Guillermo del Toro col suo Frankenstein e l'acclamatissima Kathryn Bigelow con l'apocalittico A House of Dynamite sono i grandi delusi della kermesse, ma chissà che non si prendano una rivincita ai prossimi Oscar.

In definitiva, questa edizione della Mostra verrà ricordata per le scelte non esattamente felici della Giuria e per le polemiche da esse scaturite, con i contestatori che ora accusano Payne e compagnia - tra i giurati anche l'italiana Maura Delpero - di non aver avuto il fegato di condannare Israele.

Qualcuno dirà che non vanno messe insieme arte e politica; d'accordo, ma arte e coraggio sì.
E quest'ultimo davvero non si è visto.


Etichette: , , , , , , , , , , , , , , , ,

martedì 26 agosto 2025

VENEZIA 2025. I FILM IN E FUORI CONCORSO











Dall'alto, scene da: Frankenstein di Guillermo del Toro, con Oscar Isaac e Jaboc Elordi; The Smashing Machine, con Dwayne Johnson; A house of dynamite di Kathryn Bigelow; La Grazia di Paolo Sorrentino, con Toni Servillo; After the hunt di Luca Guadagnino, con Julia Roberts e Andrew Garfield.


Il Frankenstein di Guillermo del Toro.

E ancora: La grazia di Paolo Sorrentino, film di apertura; After the hunt di Luca Guadagnino, con Julia Roberts e Andrew Garfield; un inedito Dwayne Johnson in The Smashing Machine; Valeria Bruni Tedeschi nei panni della divina Eleonora Duse; il ritorno delle straordinarie coppie Yorgos Lanthimos-Emma Stone e Jim Jarmusch-Tom Waits; l'omaggio di Franco Maresco a Carmelo Bene; i nuovi film di Kathryn Bigelow, Gus Van Sant, Julian Schnabel, László Nemes, Ildikó Enyedi, Gianfranco Rosi, Werner Herzog, Sofia Coppola; la strana coppia George Clooney-Adam Sandler; le serie Tv firmate Stefano Sollima (sul mostro di Firenze) e Marco Bellocchio (sul caso Enzo Tortora)...

Anche questa edizione della Mostra Internazionale di Arte Cinematografica (la ottantaduesima!), che si terrà dal 27 agosto al 6 settembre 2025, promette faville.

Tanti e potenzialmente di alta qualità i titoli portati al Lido da Alberto Barbera, - in tabellone, tra gli altri, registi che hanno già vinto il Leone d'Oro: del Toro con The Shape of Water, Lanthimos con Poor Things!, Sokurov con Faust, Sofia Coppola (quella di Lost in Translation) con Somewhere, Gianfranco Rosi con Sacro GRA, Laura Poitras con All the Beauty and the Bloodshed - tante le star attese, tanta la curiosità intorno ad alcuni tra i più grandi nomi dell'industria cinematografica.

Chi solleverà quest'anno l'ambito felino aureo?

Quali film faranno breccia nel cuore di cinefili e pubblico?

Non ci resta che dare un'occhiata al programma e aspettare i responsi della giuria guidata da Alexander Payne - magari per far partire le consuete polemiche su vincitori e vinti.


In concorso


À pied d'œuvre, regia di Valérie Donzelli (Francia), con Virginie Ledoyen

Árva, regia di László Nemes (Ungheria, Regno Unito, Francia, Germania)

Bugonia, regia di Yorgos Lanthimos (Irlanda, Stati Uniti d'America, Corea del Sud), con Emma Stone, Jesse Plemons, Alicia Silverstone

Duse, regia di Pietro Marcello (Italia, Francia), con Valeria Bruni Tedeschi

Elisa, regia di Leonardo Di Costanzo (Italia, Svizzera), con Barbara Ronchi, Valeria Golino

L'Étranger, regia di François Ozon (Francia), con Denis Lavant

Father Mother Sister Brother, regia di Jim Jarmusch (Stati Uniti d'America, Italia, Francia, Irlanda), con Tom Waits, Adam Driver, Mayim Bialik, Charlotte Rampling, Cate Blanchett, Vicky Krieps

Un film fatto per Bene, regia di Franco Maresco (Italia)

Frankenstein, regia di Guillermo del Toro (Stati Uniti d'America), con Oscar Isaac, Jacob Elordi, Christoph Waltz, Mia Goth, Charles Dance

La grazia, regia di Paolo Sorrentino (Italia), con Toni Servillo, Anna Ferzetti - film d'apertura

A House of Dynamite, regia di Kathryn Bigelow (Stati Uniti d'America), con Idris Elba, Rebecca Ferguson, Jared Harris, Tracy Letts, Jason Clarke

Jay Kelly, regia di Noah Baumbach (Stati Uniti d'America, Regno Unito, Italia), con George Clooney, Adam Sandler, Laura Dern, Billy Crudup, Riley Keough, Stacy Keach, Jim Broadbent, Patrick Wilson, Eve Hewson, Greta Gerwig, Alba Rohrwacher, Emily Mortimer, Isla Fisher

Il mago del Cremlino (Le Mage du Kremlin), regia di Olivier Assayas (Francia), con Paul Dano, Jude Law, Alicia Vikander, Tom Sturridge, Jeffrey Wright

No Other Choice (Eojjeol suga eopda), regia di Park Chan-wook (Corea del Sud, Francia)

Nǚhái, regia di Shu Qi (Taiwan)

Rì guà zhōngtiān, regia di Cai Shangjun (Cina)

Silent Friend, regia di Ildikó Enyedi (Germania, Francia, Ungheria), con Tony Leung Chiu-wai, Léa Seydoux

The Smashing Machine, regia di Benny Safdie (Stati Uniti d'America), con Dwayne "The Rock" Johnson, Emily Blunt

Sotto le nuvole, regia di Gianfranco Rosi (Italia)

The Testament of Ann Lee, regia di Mona Fastvold (Stati Uniti d'America), con Amanda Seyfried, Thomasin McKenzie, Stacy Martin, Tim Blake Nelson

The Voice of Hind Rajab, regia di Kaouther Ben Hania (Tunisia, Francia)


Fuori concorso

Fiction

After the Hunt - Dopo la caccia (After the Hunt), regia di Luca Guadagnino (Stati Uniti d'America, Italia), con Julia Roberts, Ayo Edebiri, Andrew Garfield, Michael Stuhlbarg, Chloë Sevigny

Boşluğa xütbə, regia di Hilal Baydarov (Azerbaigian, Messico, Turchia)

Chien 51, regia di Cédric Jimenez (Francia) - film di chiusura - con Adèle Exarchopoulos, Louis Garrel, Romain Duris, Valeria Bruni Tedeschi

Dead Man's Wire, regia di Gus Van Sant (Stati Uniti d'America), con Bill Skarsgård, Dacre Montgomery, Colman Domingo, Cary Elwes, Al Pacino

Hateshinaki Scarlet, regia di Mamoru Hosoda (Giappone)

In the Hand of Dante, regia di Julian Schnabel (Stati Uniti d'America, Italia), con Oscar Isaac, Gal Gadot, Gerard Butler, Al Pacino, John Malkovich, Martin Scorsese, Jason Momoa, Franco Nero, Sabrina Impacciatore

L'isola di Andrea, regia di Antonio Capuano (Italia), con Teresa Saponangelo, Vinicio Marchioni

Il maestro, regia di Andrea Di Stefano (Italia), con Pierfrancesco Favino

Orfeo, regia di Virgilio Villoresi (Italia)

Den sidste viking, regia di Anders Thomas Jensen (Danimarca, Svezia), con Mads Mikkelsen

La valle dei sorrisi, regia di Paolo Strippoli (Italia, Slovenia), con Michele Riondino, Romana Maggiora Vergano


Non fiction

Broken English, regia di Jane Pollard e Iain Forsyth (Regno Unito)

Cover Up, regia di Laura Poitras e Mark Obenhaus (Stati Uniti d'America)

I diari di Angela - Noi due cineasti. Capitolo terzo, regia di Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi (Italia)

Director's Diary, regia di Aleksandr Sokurov (Russia, Italia)

My Father and Qaddafi, regia di Jihan Kikhia (Stati Uniti d'America)

Ferdinando Scianna - Il fotografo dell'ombra, regia di Roberto Andò (Italia)

Ghost Elephants, regia di Werner Herzog (Stati Uniti d'America)

Huí jiā, regia di Tsai Ming-liang (Taiwan)

Kabul: Between Prayers, regia di Abuzar Amini (Paesi Bassi, Belgio)

Kim Novak's Vertigo, regia di Alexandre Philippe (Stati Uniti d'America)

Marc by Sofia, regia di Sofia Coppola (Stati Uniti d'America)

Nuestra tierra, regia di Lucrecia Martel (Argentina, Stati Uniti d'America, Messico, Francia, Paesi Bassi, Danimarca)

The Tale of Sylian, regia di Tamara Kotevska (Macedonia del Nord)

Remake, regia di Ross McElwee (Stati Uniti d'America)

Zapiski nastojaščego prestupnika, regia di Oleksandr Rodnjans'kyj e Andrij Alferov (Ucraina, Stati Uniti d'America)


Speciale "Cinema & Musica"

Francesco De Gregori - Nevergreen, regia di Stefano Pistolini (Italia)

Newport & the Great Folk Dream, regia di Robert Gordon (Stati Uniti d'America)

Nino - 18 giorni, regia di Toni D'Angelo (Italia)

Piero Pelù - Rumore dentro, regia di Francesco Fei (Italia)


Cortometraggi

Boomerang Atomic, regia di Rachid Bouchareb (Francia)

How to Shoot a Ghost, regia di Charlie Kaufman (Stati Uniti d'America, Grecia)

Origin, regia di Yann Arthus-Bertrand (Italia)


Serie

Etty, regia di Hagai Levi – miniserie TV, 6 puntate (Francia, Germania, Paesi Bassi)

Il mostro, regia di Stefano Sollima – serie TV, 4 episodi (Italia)

Portobello, regia di Marco Bellocchio – miniserie TV, puntate 1-2 (Italia, Francia)

Un prophète - La série, regia di Enrico Maria Artale – serie TV, 8 episodi (Francia)


Orizzonti

Lungometraggi

Un anno di scuola, regia di Laura Samani (Italia)

Barrio triste, regia di Stillz (Colombia)

Dinții de lapte, regia di Mihai Mincan (Romania, Francia, Danimarca, Grecia, Bulgaria)

En el camino, regia di David Pablos (Messico, Francia)

Estrany riu, regia di Jaume Claret Muxart (Spagna, Germania)

Funeral Casino Blues, regia di Roderick Warich (Germania)

Grand Ciel, regia di Akihiro Hata (Francia, Lussemburgo)

Harà Watan, regia di Akio Fujimoto (Giappone, Francia, Malesia, Germania)

Hiendra, regia di Ana Cristina Barragán (Ecuador, Messico, Francia, Spagna)

Human Resource, regia di Nawapol Thamrongrattanarit (Thailandia)

Komedi-e elāhi, regia di Ali Asgari (Iran, Italia, Francia, Germania, Turchia)

Late Fame, regia di Kent Jones (Stati Uniti d'America)

Mother, regia di Teona Strugar Mitevska (Macedonia del Nord, Belgio, Svezia, Danimarca, Bosnia ed Erzegovina)

Otec, regia di Tereza Nvotová (Repubblica Ceca, Slovacchia, Polonia)

Pin de fartie, regia di Alejo Moguillansky (Argentina)

Il rapimento di Arabella, regia di Carolina Cavalli (Italia)

Rose of Nevada, regia di Mark Jenkin (Regno Unito)

Songs of Forgotten Trees, regia di Anuparna Roy (India)

The Souffleur, regia di Gastón Solnicki (Austria, Argentina)


Cortometraggi

Coyotes, regia di Said Zagha (Palestina, Francia, Giordania)

The Curfew, regia di Shehrezad Maher (USA)

Je crois entendre encore, regia di Constance Bonnot (Francia)

Kushta Mayn - La mia Costantinopoli, regia di Nicolò Folin (Italia)

La Ligne de vie, regia di Hugo Becker (Francia)

Lion Rock, regia di Nick Mayow e Prisca Bouchet (Nuova Zelanda)

Merrimundi, regia di Niles Atallah (Cile)

Nedostupni, regia di Kyrylo Zemljanyj (Ucraina, Francia, Belgio, Bulgaria, Paesi Bassi)

Norheimsund, regia di Ana A. Alpízar (Cuba, Stati Uniti d'America)

El origen del mundo, regia di Jazmin Lopez (Argentina)

Rukeli, regia di Alessandro Rak (Italia, Svezia) - fuori concorso

Saint Simeon, regia di Olubunmi Ogunsola (Nigeria)

Tángláng, regia di Joe Hsieh e Yonfan (Taiwan, Hong Kong)

Utan Kelly, regia di Lovisa Sirén (Svezia)

Yòu jiàn chuīyān, regia di Viv Li (Germania, Belgio, Cina)


Venice Spotlight

À bras-le-corps, regia di Marie-Elsa Sgualdo (Svizzera, Francia, Belgio)

Ammazzare stanca, regia di Daniele Vicari (Italia)

Un cabo suelto, regia di Daniel Hendler (Uruguay, Argentina, Spagna)

Calle Malaga, regia di Maryam Touzani (Marocco, Francia, Spagna, Germania, Belgio)

La hija de la española, regia di Mariana Rondón e Marité Ugás (Venezuela, Messico)

Hijra, regia di Shahad Amin (Arabia Saudita, Iraq, Egitto, Regno Unito)

Made in EU, regia di Stephan Komandarev (Bulgaria, Germania, Repubblica Ceca)

Motor City, regia di Potsy Ponciroli (Stati Uniti d'America)


Venezia Classici

Restauri

Amaro destino (House of Strangers), regia di Joseph L. Mankiewicz (Stati Uniti d'America, 1949)

Aniki Bóbó, regia di Manoel de Oliveira (Portogallo, 1942)

Bashù - Il piccolo straniero (Bāshu gharibe-ye kuchak), regia di Bahram Beyzai (Iran, 1986)

Il delinquente delicato (The Delicate Delinquent), regia di Don McGuire (Stati Uniti d'America, 1957)

Destino cieco (Przypadek), regia di Krzysztof Kieślowski (Polonia, 1981)

Due ettari di terra (Do bīghā zamīn), regia di Bimal Roy (India, 1953)

Kagi, regia di Kon Ichikawa (Giappone, 1959)

Kwaidan (Kaidan), regia di Masaki Kobayashi (Giappone, 1965)

Lolita, regia di Stanley Kubrick (Stati Uniti d'America, 1962)

Il magnifico cornuto, regia di Antonio Pietrangeli (Italia, Francia, 1964)

Il marchio del rinnegato (Mark of the Renegade), regia di Hugo Fregonese (Stati Uniti d'America, 1951)

Matador, regia di Pedro Almodóvar (Spagna, 1986)

Il porto delle nebbie (Le Quai des brumes), regia di Marcel Carné (Francia, 1938)

Quel treno per Yuma (3:10 to Yuma), regia di Delmer Daves (Stati Uniti d'America, 1957)

Roma ore 11, regia di Giuseppe De Santis (Italia, 1952)

Lo spettro, regia di Riccardo Freda (Italia, 1963)

Ti ho sposato per allegria, regia di Luciano Salce (Italia, 1967)

Vive l'amour (Àiqíng wànsuì), regia di Tsai Ming-liang (Taiwan, 1994)


Documentari sul cinema

Boorman and the Devil, regia di David Kittredge (Stati Uniti d'America)

Elvira Notari - Oltre il silenzio, regia di Valerio Ciofani (Italia)

Holofiction, regia di Michal Kosakowski (Polonia)

Louis Malle, le révolté, regia di Claire Duguet (Francia)

Mata Hari, regia di Joe Beshenkovsky e James A. Smith (Stati Uniti d'America)

Megadoc, regia di Mike Figgis (Stati Uniti d'America)

Memoria de los olvidados, regia di Javier Espada (Spagna)

The Ozu Diaries, regia di Daniel Raim (Stati Uniti d'America)

Sangre del Toro, regia di Yves Montmayeur (Messico)


Venezia Final Cut (Final Cut in Venice)

Fiction

House of the wind (La maison du vent), regia di Kouemo Yanghu Auguste Bernard (Camerun, Benin, Francia, Belgio)

Mi sembra (Meu semba), regia di Hugo Salvaterra (Angola)

Standing at the ruins (Al woqoof ala el atlal), regia di Saeed Taji Farouky (Egitto, Regno Unito) – Focus on the United Kingdom

The station (Al mahattah), regia di Sara Ishaq (Yemen, Giordania, Francia, Germania, Paesi Bassi, Norvegia, Qatar)

Yesterday the eye didn't sleep, regia di Rakan Mayasi (Belgio, Libano, Palestina)


Documentari

Legacy (Soleil, lune, étoiles), regia di Mamadou Dia (Senegal, Francia)

Progetto senza titolo dallo Yemen, regia di Mariam Al-Dhubhani (Yemen, Qatar, Norvegia, Francia)

Out of school (La cour des grands), regia di Hind Bensari (Danimarca, Marocco) – Focus on Morocc


Sezioni autonome e parallele


Settimana internazionale della critica

In concorso

AGON, regia di Giulio Bertelli (Italia, Stati Uniti d'America, Francia)

Cotton queen, regia di Suzannah Mirghani (Germania, Francia, Palestina, Egitto, Qatar, Arabia Saudita)

Gorgonà, regia di Evi Kalogiropoulou (Grecia, Francia)

Ish, regia di Imran Perretta (Regno Unito)

Roqia, regia di Yanis Koussim (Algeria, Francia, Qatar, Arabia Saudita)

Straight circle, regia di Oliver Hudson (Regno Unito)

Waking hours, regia di Federico Cammarata e Filippo Foscarini (Italia)


Fuori concorso

Les immortelles, regia di Caroline Deruas Perano (Francia, Canada) - film d'apertura

100 nights of Hero, regia di Julia Jackman (Regno Unito) - film di chiusura




Cortometraggi in concorso

ARCA, regia di Lorenzo Quagliozzi (Italia)

Festa di famiglia, regia di Nadir Taji (Italia)

Marina, regia di Paoli de Luca (Italia)

La moto, regia di Matteo Giampetruzzi (Italia, Danimarca, Spagna)

El pütì pèrs, regia di Paolo Baiguera (Italia)

The Pørnøgraphər, regia di HARIEL (Italia)

Sante, regia di Valeria Gaudieri (Italia)


Cortometraggi fuori concorso

Restare, regia di Fabio Bobbio (Italia) - film d'apertura

Confini, canti, regia di Simone Massi (Italia) - film di chiusura



Etichette: , , , , , , , , , , , , ,

mercoledì 18 settembre 2024

I CLASSICI: THE FLASH, THU BAT IS MEGL CHE UAN

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2023
144'
Regia: Andy Muschietti
Interpreti: Michael Keaton, Ezra Miller, Ben Affleck, Sasha Calle, Michael Shannon, Jeremy Irons, Gal Gadot, Jason Momoa, George Clooney, Nicolas Cage.


Dopo aver aiutato Batman (Affleck) e Wonder Woman (Gadot) a sventare una rapina, Flash (Miller) decide di usare la propria velocità per tornare indietro nel tempo ed evitare così l'omicidio della propria madre, avvenuto quando era un ragazzino.

Le cose non vanno però esattamente come sperato e il giovane velocista si ritrova in un presente alternativo con un doppio di se stesso e il generale Zod (Shannon) che minaccia nuovamente la Terra.

Per rimettere a posto il pasticcio combinato, la sua unica possibilità è quindi chiedere aiuto al Batman di questa dimensione (Keaton)...


L'Uomo d'Acciaio (2013)
Batman v Superman: Dawn of Justice (2016)
Suicide Squad (2016)
Wonder Woman (2017)
Aquaman (2018)
Wonder Woman 1984 (2020)
Zack Snyder's Justice League (2021)

Dopo 10 anni si è conclusa la parabola del DC Extended Universe (per gli amici DCEU), l'universo interconnesso dei supereroi della DC Comics che avrebbe dovuto fare concorrenza al Marvel Cinematic Universe (per gli amici MCU).

Certo, dovremmo citare anche altri lungometraggi usciti nel decennio: i due Shazam!, Josstice League (ossia la Justice League originariamente rovinata da Joss Wheadon), Birds of Prey, The Suicide Squad (il semi-reboot operato da James Gunn), Black Adam e Blue Beetle.
Ma non siamo sicuri che siano canonici, per cui siamo propensi a non considerarli tali.

Comunque sia, la festa è finita e il lungamente sospirato capitolo solista dedicato al velocista rosso è la fine del ciclo (benché cronologicamente dopo di esso sia ancora uscito il secondo Aquaman, nell'indifferenza generale).
Non solo: questo lungometraggio funge anche da chiusura del... Burton-verse!

Ebbene sì, la mossa geniale della Warner Bros. è stata quella di aver sfruttato l'inflazionato "multiverso" per far tornare l'Uomo Pipistrello originale, quello del dittico diretto da Tim Burton: Batman (1989) e Batman-Il Ritorno (1992).
Incontenibile l'entusiasmo dei fan - noi tra questi, ovviamente - che possono vedere il grande Michael Keaton rivestire, a 70 anni suonati(!), i panni del personaggio che lo aveva reso famoso.

The Flash è dunque lo Spider-Man: No Way Home della Distinta Concorrenza?
Non esattamente, ma certo poter vedere nella stessa pellicola due versioni cult del Cavaliere Oscuro - più un cammeo a sorpresa nell'ultima scena - è un evento inedito ed eccitante per gli appassionati del personaggio, oltre che probabilmente un'occasione irripetibile.

Peccato solo che i frutti della travagliatissima lavorazione - cambi continui di regista, scene scartate e rigirate ex-novo, un budget cresciuto tanto esponenzialmente da aver reso il film uno dei maggiori flop della storia del cinema recente - traspaiano anche troppo.
Ad effetti speciali altamente realistici si alternano inserti di IA incredibilmente dozzinali, la storia è un po' convulsa, i momenti umoristici mal si amalgamano col tono complessivamente serio della pellicola.

Stretta tra un incipit troppo lungo (la scena di Flash che salva i neonati in caduta libera è superflua e vagamente creepy; inoltre, la sua ripresa nei titoli di coda risulta anche divertente, ma del tutto incongrua) e un terzo atto esagerato (ma con una sorpresa che riguarda un film supereroistico scritto da Kevin Smith e mai realizzato), la parte migliore è quella centrale, specie dopo che entra in campo Bat-Keaton.

Il protagonista di Beetlejuice e Birdman è in forma smagliante e vale da solo la visione dell'opera.
Peccato solo che il suo insperato ritorno sotto cappa e mantello sia finito qua: il nostro ha fatto ancora in tempo a girare Batgirl e il seguito di Aquaman, ma il primo è stato inspiegabilmente cancellato a riprese praticamente ultimate (con una perdita netta di 90 milioni di dollari!) e nel secondo il suo cammeo è finito sul pavimento della sala di montaggio.

Nel complesso, The Flash risulta comunque uno dei capitoli migliori del DCEU, e rivedere un'ultima volta Wonder Gadot e Batfleck è di per sè una goduria pazzesca.
Tuttavia rimane l'amaro in bocca per quel che il franchise avrebbe potuto essere se gli executive della Warner avessero lasciato mano libera a Zack Snyder, principale artefice dei lungometraggi più riusciti della serie, anziché rovinare il suo lavoro con disastrose scelte produttive.

Probabilmente non vedremo mai i due seguiti di Justice League che il regista di 300 e Rebel Moon aveva pianificato, nonostante il miracoloso precedente dello Snyder's Cut.
Ora la palla è passata a James Gunn - autore della trilogia dei Guardiani della Galassia - che ha deciso di ripartire da zero con un ennesimo, mastodontico reboot.

Gli (e ci) auguriamo ogni bene, ma diciamocela tutta: lo Snyderverso ci mancherà.


[PS: per approfondire l'argomento DCEU, (ri)ascoltatevi l'episodio 8 (Aquaman) e l'episodio 14 (Zack Snyder's Justice League + Wonder Woman 1984) del BOMBCAST, il podcast ufficiale di CINEMA A BOMBA!]


Etichette: , , , , , , , , , , , , , , , , ,

mercoledì 28 agosto 2024

VENEZIA 2024. I FILM IN E FUORI CONCORSO

(La locandina di Venezia 2024) 


Sta per iniziare l'edizione numero 81 della Mostra del Cinema di Venezia!

Quella lagunare è una kermesse alla quale siamo particolarmente affezionati, essendo stata la molla (o la scusa?) con cui demmo vita a questo blog, ormai diversi anni fa.

In tutto questo tempo abbiamo imparato anche alcune regole non scritte, una delle quali è: ad un'edizione particolarmente interessante in termini di proposte - vedi quella dello scorso anno - ne segue in genere una sottotono.

A giudicare dal programma, il 2024 non sembra infatti l'annata migliore della rassegna.
Tuttavia, rispetto al concorrente Festival di Cannes, la Mostra appare comunque maggiormente in salute.

Scorrendo l'elenco delle pellicole in competizione, ciò che più balza all'occhio è quanto sia rappresentata l'Italia, tra autori, produzioni e co-produzioni.
Basterà questa "saturazione tricolore" a permetterci di vincere qualche premio importante? Magari proprio il Leone d'Oro?

Guadagnino, Amelio e compagnia hanno tuttavia una concorrenza non da poco: tra lo spagnolo Almodóvar (per la prima volta alle prese con la lingua inglese) e il cileno Larraín (ricordate El Conde?), il più atteso è probabilmente Todd Phillips col suo seguito di Joker.

Ma, come spesso inopinatamente accade, la selezione più intrigante è quella fuori concorso.
Si comincia (letterlamente: è il film d'apertura) con l'attesissimo secondo capitolo di Beetlejuice, che vede riuniti il visionario Tim Burton e l'eccezionale Michael Keaton.

Si prosegue col nuovo opus del giapponese Takeshi Kitano (l'avevamo lasciato ad Outrage) e col ritorno del controverso Harmony Korine (speriamo che il suo nuovo film sia migliore di Spring Breakers), ma l'hype è tutto per Jon Watts, regista dell'ultima trilogia Spider-Man.
La sua ultima fatica, Wolfs, vede duettare la coppia di superdivi George Clooney e Brad Pitt, ed è giustamente una delle pellicole più in vista della rassegna.

Un altro grande atteso è Kevin Costner, che porta al Lido la seconda parte del suo ambiziosissimo Horizon, il cui primo capitolo aveva avuto un'accoglienza discreta alla Croisette.
Dati gli scarsi incassi che sta riscontrando al botteghino, gli auguriamo che stavolta vada meglio.

Nelle categorie "minori" in programma segnaliamo inoltre la presenza del 2 volte premio Oscar Alfonso Cuarón con una miniserie thriller e la proiezione di cortometraggi firmati da autori come Marco Bellocchio (lo avevamo incontrato proprio a Venezia anni fa, ricordate?) e Nicolas Winding Refn (sì, quello che dopo Drive non ne ha più azzeccata una).

Come andrà questa edizione della Mostra? Lo scopriremo strada facendo.
Rimanete sintonizzate/i per scoprire, come sempre, i vincitori e per i nostri consueti commenti conclusivi!

Nel frattempo, leggete l'elenco sottostante e cliccate sui link per maggiori approfondimenti.


In concorso
Ainda estou aqui, regia di Walter Salles (Brasile, Francia)
Ap'rili, regia di Dea K'ulumbegashvili (Georgia, Francia, Italia)
Babygirl, regia di Halina Reijn, con Nicole Kidman (Stati Uniti d'America)
The Brutalist, regia di Brady Corbet (Stati Uniti d'America)
Campo di battaglia, regia di Gianni Amelio (Italia)
Diva Futura, regia di Giulia Louise Steigerwalt (Italia)
Harvest, regia di Athina Rachel Tsangari (Regno Unito, Stati Uniti d'America, Germania)
Iddu - L'ultimo padrino, regia di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza (Italia, Francia)
Joker: Folie à Deux, regia di Todd Phillips (Stati Uniti d'America)
Jouer avec le feu, regia di Delphine e Muriel Coulin (Francia)
Kill the Jockey, regia di Luis Ortega (Argentina, Spagna, Messico, Danimarca)
Kjærlighet, regia di Dag Johan Haugerud (Norvegia)
Leurs Enfants après eux, regia di Ludovic e Zoran Boukherma (Francia)
Maria, regia di Pablo Larraín (Cile, Italia, Germania)
Mò shì lù, regia di Yeo Siew Hua (Singapore, Taiwan, Francia, Stati Uniti d'America)
The Order, regia di Justin Kurzel (Stati Uniti d'America)
Queer, regia di Luca Guadagnino (Italia, Stati Uniti d'America)
Qīngchūn: Guī, regia di Wang Bing (Francia, Lussemburgo, Paesi Bassi)
The Room Next Door, regia di Pedro Almodóvar (Spagna)
Trois Amies, regia di Emmanuel Mouret (Francia)
Vermiglio, regia di Maura Delpero (Italia, Francia, Belgio)

Fuori concorso
Baby Invasion, regia di Harmony Korine (Stati Uniti d'America)
Beetlejuice Beetlejuice, regia di Tim Burton, con Michael Keaton e Monica Bellucci (Stati Uniti d'America) - film d'apertura
Broken Rage, regia di Takeshi Kitano (Giappone)
Cloud, regia di Kiyoshi Kurosawa (Giappone)
Finalement, regia di Claude Lelouch (Francia)
Maldoror, regia di Fabrice Du Welz (Belgio, Francia)
L'orto americano, regia di Pupi Avati (Italia)
Phantosmia, regia di Lav Diaz (Filippine)
Il tempo che ci vuole, regia di Francesca Comencini (Italia, Francia)
Wolfs - Lupi solitari (Wolfs), regia di Jon Watts, con George Clooney e Brad Pitt (Stati Uniti d'America)
Horizon: An American Saga – Chapter 2, regia di Kevin Costner (Stati Uniti d'America)

Cortometraggi
Allégorie citadine, regia di Alice Rohrwacher e JR (Italia, Francia)
Beauty Is Not a Sin, regia di Nicolas Winding Refn (Italia, Danimarca)
Se posso permettermi - Capitolo II, regia di Marco Bellocchio (Italia)

Serie
Los años nuevos, regia di Rodrigo Sorogoyen – serie TV, 10 episodi (Spagna)
Disclaimer, regia di Alfonso Cuarón – miniserie TV, 7 puntate (Stati Uniti d'America, Messico)
Familier som vores, regia di Thomas Vinterberg – miniserie TV, 7 puntate (Danimarca, Svezia, Regno Unito)
Leopardi - Il poeta dell'infinito, regia di Sergio Rubini – miniserie TV, 2 puntate (Italia)
M. Il figlio del secolo, regia di Joe Wright – serie TV, 8 episodi (Italia)


Etichette: , , , , , , , , , , , , , , , ,

venerdì 24 dicembre 2021

GLI INEDITI: A VERY MURRAY CHRISTMAS, PERSO NELLA TRADIZIONE

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2015
56'
Regia: Sofia Coppola
Interpreti: Bill Murray, George Clooney, Miley Cyrus, Michael Cera, Jason Schwartzman, Paul Shaffer, Chris Rock, Maya Rudolph, David Johansen, Phoenix.


New York City, 24 dicembre.
Nella propria suite al Carlyle Hotel di Manhattan, Bill Murray (se stesso) aspetta di andare in onda per uno Speciale Natalizio dal vivo.

Peccato però che una tormenta di neve abbia paralizzato la città: col traffico bloccato, ospiti e pubblico non possono arrivare in tempo e lo show viene cancellato.

Frustrato e depresso, Bill scende al bar dell'albergo e fa una serie di incontri che spesso si risolvono in duetti canori...



Vigilia 2012: Una Poltrona per Due.
Vigilia 2013: National Lampoon's Christmas Vacation.
Vigilia 2014: Canto di Natale di Topolino.
Vigilia 2015: Star Wars-Holiday Special.
Pre-Vigilia 2016: Iron Man 3.
Vigilia 2017: Festa in Casa Muppet.
Vigilia 2018: Silent Night, Deadly Night III.
Vigilia 2019: Nightmare Before Christmas.
Pre-Vigilia 2020: Rudolph, il Cucciolo dal Naso Rosso.
Vigilia 2020: Polar Express.

Erano anni che volevamo recensire questa pellicola in occasione del nostro tradizionale post di Natale!
Distribuita su Netflix in edizione originale sottotitolata, segna la seconda collaborazione tra Murray e la regista Sofia Coppola dopo il fortunato Lost in Translation.

Il mattatore di Ricomincio da Capo e Ghostbusters - anche co-sceneggiatore - gigioneggia a tutto spiano, con la faccia tosta di chi fa sfoggio delle proprie (non eccelse) qualità canore senza vergognarsene.



Ad accompagnarlo troviamo uno stuolo di musicisti (l'ex New York Dolls Johansen, i francesi Phoenix, la twerker Cyrus), divi e amici che sembrano divertirsi un mondo alla corte di Re Bill.
Tra questi segnaliamo almeno Cera e Schwartzman, entrambi già visti nel cult Scott Pilgrim vs. the World.

Murray è in gran forma e tra una canzone natalizia e l'altra riesce a far ridere di gusto come non accadeva da tempo.
I siparietti più divertenti? Probabilmente quelli con Chris Rock e George Clooney.

Musical, commedia, film di buoni sentimenti: A Very Murray Christmas (gioco di parole tra il cognome del protagonista e l'aggettivo merry, ossia "felice") è una pellicola concisa e simpatica, adatta a tutti.
Quindi perfetta per le festività appena iniziate.

E anche quest'anno... BUON NATALE dalla Redazione di CINEMA A BOMBA!



Etichette: , , , , , , , , , , ,

giovedì 31 ottobre 2019

I CLASSICI: DAL TRAMONTO ALL'ALBA, ASSASSINI NATI E VAMPIRI AZTECHI

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 1996
108'
Regia: Robert Rodriguez
Interpreti: George Clooney, Quentin Tarantino, Harvey Keitel, Juliette Lewis, Cheech Marin, Salma Hayek, Tom Savini, Fred Williamson, Danny Trejo, Tito Larriva, Kelly Preston, John Saxon, Michael Parks.


Gli evasi fratelli Gecko sono in fuga: Seth (Clooney) è un duro che però possiede un proprio codice morale, Richard (Tarantino) è uno psicopatico violento e semidemente.

Il loro piano è superare il confine col Messico, trascorrere le ore notturne in un locale e al mattino incontrare il proprio complice (Marin).
Durante il tragitto lasciano dietro di sé una lunga scia di sangue e rapiscono la famiglia Fuller, composta da due adolescenti e un padre (Keitel), pastore vedovo in crisi di fede.

Tutto sembra andare per il verso giusto, se non fosse che il Titty Twister - il locale scelto per passare la notte - si rivela in realtà un antico tempio azteco infestato da vampiri.
Riusciranno i nostri ad arrivare vivi l'alba?






2013: Halloween.
2014: Nightmare.
2015: Venerdì 13 - Jason X.
2016: Plan 9 From Outer Space.
2017: Lo Squalo.
2018: Auguri per la tua Morte.

Quest'anno la pellicola che recensiamo in occasione della Vigilia di Ognissanti non è un horror per chi non va mai a vederne uno: è un vero e proprio omaggio al genere, zeppo di citazioni e rimandi al cinema di Carpenter e Romero, ma pure a quello di Fuller e Hawks.

E chi poteva esserne il principale autore, se non quel filmmaker onnivoro e post-modernista che risponde al nome di Quentin Tarantino?

La genesi avviene all'indomani del successo di Pulp Fiction, che ha improvvisamente catapultato il regista italo-americano nell'empireo di Hollywood.

Il nostro, anziché fare il prezioso (specie considerando le miriadi di richieste che gli piovono sulla testa in quel frangente), si lancia in qualsiasi lavoro gli capiti a tiro, meglio se come attore e ancor più se si tratta del progetto di un qualche suo amico.






QT redige quindi il copione basandosi su un'idea di Robert Kurtzman - ossia la "K" della premiata ditta di trucchi & effetti KNB (gli altri soci sono Greg Nicotero e Howard Berger), responsabile tra l'altro dei film di zombi del compianto George A. Romero - e affida la regia al suo "gemello artistico" Robert Rodríguez.

Questi, come dimostreranno opere successive quali Sin City e Machete, è il migliore dei numerosi amici/emuli di Quentin, e Dal Tramonto all'Alba rimane ad oggi il più riuscito tra i lungometraggi che ha diretto.

La prima metà del film è un "romanzo criminale" in linea con Le Iene e il succitato Pulp Fiction, mentre la seconda si trasforma inaspettatamente in uno splatter iperbolico che pare studiato a tavolino per appagare la golosità degli amanti del genere.

Benché la violenza nel suo cinema non manchi quasi mai, questo è il primo e finora unico vero horror di Tarantino, che come attore si è riservato la parte del personaggio più turpe, sebbene compaia solo nella prima ora.






L'(anti)eroico protagonista è un George Clooney non ancora brizzolato e non ancora divo planetario (in quel momento era "solo" la star della serie tv E.R.-Medici in Prima Linea).
Un barbuto e misurato Harvey Keitel cerca spesso di rubargli la scena e a volte ci riesce.

In ruoli di supporto vale la pena di segnalare: Cheech Marin, metà del duo comico Cheech & Chong, che compare in 3 ruoli diversi (il poliziotto alla frontiera, il buttafuori del locale e il gangster nel finale); la statuaria Salma Hayek; Tom Savini, "truccattore" già visto in Zombi (Dawn of the Dead) e La Terra dei Morti Viventi di Romero.

Occhio al prologo: compare per la prima volta il personaggio dello sceriffo federale Earl McGraw che Michael Parks (ve lo ricordate in Red State?) riprenderà - senza spiegazioni! - nei successivi Kill Bill e Grindhouse (quest'ultima un'altra collaborazione del duo Tarantino-Rodríguez).

Dal Tramonto all'Alba, che ha prodotto anche due insignificanti seguiti per il mercato home video e una recente serie tv curata dallo stesso Rodríguez, è quel che si definisce un cult movie.

Se vi piacciono gli horror citazionisti e autoironici, allora questo è il film che fa per voi.
Altrimenti... beh, lasciate perdere!

Buon Halloween dalla Redazione di CINEMA A BOMBA!




Etichette: , , , , , , , , , , , , , , , , ,

mercoledì 30 agosto 2017

VENEZIA 2017. LA CORSA AGLI OSCAR PARTE DAL LIDO

La locandina della 74a Mostra d'Arte Cinematografica di Venezia. 



La 74a edizione della Mostra di Venezia ( qui il programma completo) resterà negli annali come, recentemente, quelle del 2011 e 2016?

Ovviamente lo sapremo a kermesse finita, ma non possiamo non notare che le grandi major di Hollywood già da qualche anno puntino molto - e con successo - su una presenza al Lido per misurare le proprie ambizioni in vista della lunga stagione dei premi cinematografici che culminerà con la Notte degli Oscar.

Pensate a Gravity, vincitore morale degli Oscar 2014; Birdman, trionfatore nel 2015; Il Caso Spotlight, sorpresa del 2016; La La Land, grande sconfitto quest'anno.

Tutti passati per la Laguna.
E - tranne il film con Michael Keaton nel ruolo di giornalista - tutti presentati in apertura di Mostra.

Quest'anno, l'onore di aprire la rassegna è toccato a Downsizing con Matt Damon, Kristen Wiig, Christoph Waltz, Alec Baldwin, Neil Patrick Harris, prima incursione nella fantascienza (satirica) di Alexander Payne - per capirci, è la storia di un uomo che si presta a sottoporsi assieme alla moglie ad un processo di rimpicciolimento per risparmiare le risorse del pianeta; purtroppo per lui, la consorte si tirerà indietro all'ultimo minuto e...

Il cineasta è un habitué degli Oscar: ne ha vinti due per la sceneggiatura originale (per Sideways nel 2005 e per Paradiso Amaro nel 2012) ed è a quota 7 nomination personali finora - di cui una per il miglior film (Paradiso Amaro) e tre per la migliore regia (Sideways, di nuovo Paradiso Amaro e Nebraska nel 2014).

Insomma, stiamo parlando di uno degli autori più apprezzati degli ultimi anni.
Ma non è l'unico presente alla Mostra.






George Clooney non ha bisogno di presentazioni.
Ritorna quest'anno come regista dopo le acclamazioni ricevute nel 2011 per il suo Le Idi di Marzo con Suburbicon - commedia nera che ha al centro una famiglia alle prese con la violenza di una piccola comunità solo apparentemente rispettabile e tranquilla - , opera che vanta i fratelli Coen alla sceneggiatura e un cast composto, tra gli altri, da Matt Damon (il mattatore della rassegna del Lido di quest'anno, come si può notare), Julianne Moore, Oscar Isaac, Josh Brolin.
Probabilmente ne sentiremo parlare abbondantemente in futuro.

Così come per i nuovi lavori di Darren Aronofsky e Guillermo del Toro.

Riguardo al primo - Mother! - vige alla vigilia il più stretto riserbo, ma sembra che si tratti di un horror inquietante nel quale la tranquilla vita di una coppia viene sconvolta dall'arrivo di ospiti inattesi.
Di sicuro c'è il nome dei protagonisti, due star del calibro dei Premi Oscar Jennifer Lawrence (nel 2013) e Javier Bardem (nel 2008), e un cast notevole che comprende Ed Harris, Michelle Pfeiffer, Kristen Wiig, Brian e Domnhall Gleeson.

Di The Shape of Water del secondo si sa, invece, che è ambientato durante la Guerra Fredda e tratta del rapporto tra un'inserviente muta (Sally Hawkins, Golden Globe nel 2009 per Happy Go Lucky e nominata agli Oscar nel 2014 per Blue Jasmine di Woody Allen, che invece fruttò la statuetta a Cate Blanchett) e un mostro anfibio tenuto prigioniero.

L'outsider potrebbe essere Three Billboards Outside Ebbing, Missouri: il Premio Oscar (per Fargo) Frances McDormand promette scintille nella parte di una madre che se la prende con la polizia, rea di non aver fatto abbastanza per trovare l'assassino della figlia.

La nutrita pattuglia di pellicole a stelle e strisce in concorso comprende anche First Reformed di Paul Schrader, regista di American Gigolò con Richard Gere e Il Bacio della Pantera con Nastassja Kinski, ma soprattutto sceneggiatore di Taxi Driver, Toro Scatenato, L'Ultima Tentazione di Cristo di Martin Scorsese e Mosquito Coast di Peter Weir.
Recentemente aveva presentato The Canyons a Venezia 2013 e Dog Eat Dog a Cannes 2016, ma senza lasciare una grande impressione.
Vedremo se con il suo ultimo lavoro saprà risollevarsi.






I film italiani?
Sulla carta non sembrerebbero avere molte chance di vittoria.

Una Famiglia di Sebastiano Riso è su una coppia che aiuta altre coppie che non possono avere figl.
Hannah di Andrea Pallaoro è incentrato sulle vicende di un solo personaggio, una donna matura interpretata dalla sempre bravissima Charlotte Rampling.
Ella & John (The Leisure Seeker), esordio "americano" di Paolo Virzì, è un viaggio on the road con protagonisti due divi del calibro di Helen Mirren e Donald Sutherland.
Ammore e Malavita è un musical (o sceneggiata?) sulla camorra firmato dai Manetti Bros., maestri dei film di genere che ora si confrontano con rappresentanti del "cinema d'autore".

Tra i favoriti della vigilia per il Leone d'Oro troviamo invece autori molto amati dalla critica cinematografica quali Robert Guédiguian, Koreeda Hirokazu e Abdellatif Kechiche (Palma d'Oro per La Vie d'Adèle a Cannes 2013), ma anche uno degli artisti contemporanei più famosi e apprezzati: il dissidente cinese Ai Weiwei porta al Lido Human Flow, documentario che tratta del viaggio di alcuni migranti verso l'Europa.

Riuscirà ad emulare Gianfranco Rosi, che con Sacro GRA riuscì ad aggiudicarsi il riconoscimento più importante di Venezia 2013?

I documentari, in effetti, spesso non vengono considerati quanto meriterebbero, ma occorre notare che negli ultimi anni il genere è stato molto rivalutato - e anche noi di CINEMA A BOMBA! ne promuoviamo la scoperta o riscoperta attraverso la nostra sezione I DOC -, soprattutto dalla Mostra.

Quest'anno, per esempio, troviamo in cartellone Frederick Wiseman (in concorso), uno dei documentaristi più importanti al mondo (Leone d'Oro alla carriera nel 2014), ma anche un ricco e interessante programma nel quale brillano opere su Jim Carrey, Michael Jackson, Valentina Cortese, il compositore Ryuichi Sakamoto, sulla Londra anni Sessanta (con Michael Caine)...
E poi, soprattutto, c'è The Devil And Father Amorth.

Noi della redazione non vediamo l'ora di vedere quest'ultimo per diversi motivi:
1) è un'opera del Maestro William Friedkin;
2) è il suo ritorno dietro alla macchina da presa dopo Killer Joe;
3) avevamo già letto in proposito un avvincente articolo su Vanity Fair scritto dallo stesso autore (lo potete consultare anche voi dal link che abbiamo messo nel post precedente);
4) il regista di L'Esorcista, questa volta, è testimone di un esorcismo vero, effettuato da un vero esorcista (padre Gabriele Amorth).






Sempre al di fuori della selezione ufficiale - lasciando perdere gli ultraviolenti Caniba e Brawl in Cell Block 99 (con un insolito Vince Vaughn) - le opere più interessanti ci sembrano Victoria & Abdul di Stephen Frears con Judy Dench, Zama di Lucrecia Martel (che molti avrebbero voluto in concorso, anche perché c'è una sola donna regista presente), Loving Pablo (su Pablo Escobar) con Javier Bardem e Penélope Cruz, Our Souls At Night con i prossimi Leoni d'Oro alla carriera Jane Fonda e Robert Redford, The Private Life of a Modern Woman con Sienna Miller e Alec Baldwin, il cartoon italiano Gatta Cenerentola, l'anteprima della serie Tv Suburra.

Poi notiamo il ritorno di due autori asiatici di culto (ma in declino da qualche anno): il maestro dei film d'azione John Woo (A Better Tomorrow, Hard Boiled, Nome in Codice: Broken Arrow, Face/Off) e il re degli yakuza movie Takeshi Kitano (Sonatine, il Leone d'Oro 1997 Hana-bi - Fiori di Fuoco, Brother).

Quest'ultimo presenta il terzo capitolo della saga Outrage - il primo non ci era piaciuto molto, il secondo era in competizione alla Mostra 2012 ma non era migliore - e speriamo che questa volta Beat Takeshi abbia ritrovato lo smalto dei tempi migliori.

Nutriamo grandi speranze anche nella sezione dedicata alla VR: per la prima volta una kermesse internazionale di prestigio dedica uno spazio tutto dedicato alla realtà virtuale con film in competizione.
Anteprima di futuro o gioco, poco importa: ci sarà da sbalordirsi e da riflettere.

Insomma, Alberto Barbera ha saputo mettere insieme un programma di sicuro interesse, stuzzicante e frizzante, per tutti i gusti.

Se alla fine riuscirà ad azzeccare di nuovo la formula vincente, chi riuscirà nei prossimi anni a contrastare Venezia come rassegna cinematografica internazionale più importante del mondo?




Etichette: , , , , , , , , , ,

martedì 29 agosto 2017

VENEZIA 2017. I FILM IN E FUORI CONCORSO

Dall'alto: le locandine di Mother! di Darren Aronofsky raffiguranti Javier Bardem e Jennifer Lawrence; Julianne Moore e Matt Damon in Suburbicon di George Clooney; ancora Matt Damon (ma questa volta con Kristen Wiig) nel film di apertura Downsizing di Alexander Payne; una scena di The Shape of Water di Guillermo del Toro; il Maestro William Friedkin (a destra) con il vero esorcista padre Gabriele Amorth. 


L'edizione numero 74 della Mostra Internazionale di Arte Cinematografica sarà all'altezza della precedente?

Lo scorso anno Venezia è stata al centro dei riflettori della cinematografia mondiale grazie ad un programma di sicuro interesse.

Il ricchissimo cartellone poteva vantare pellicole di ottimo livello, tanto è vero che alcune di esse hanno successivamente molto ben figurato anche agli Oscar e si sono rivelate tra le migliori e più acclamate dell'anno.

La La Land ha rubato fin da subito la scena a tutti e successivamente ha conquistato ben 6 Oscar - scippata quella per il miglior film, ha comunque vinto per regia (Damien Chazelle è diventato così il più giovane cineasta di sempre ad aggiudicarsi il riconoscimento!), attrice protagonista (l'ottima Emma Stone), fotografia, scenografia, colonna sonora e canzone - e un record di ben 7 Golden Globe (nessuno mai ne aveva vinti così tanti) su 7 nomination.
Per dirvi l'impatto che ha avuto questo musical, scelto non a caso per aprire (nel migliore dei modi) la kermesse del Lido.

Ma gloria e plausi hanno ricevuto anche Animali Notturni di Tom Ford, La Battaglia di Hacksaw Ridge di Mel Gibson, Arrival di Denis Villeneuve, Jackie di Pablo Larraín.

Insomma, quello del 2016 è stato un programma veramente ricco, importante e attento alle esigenze di critica e pubblico.

Quest'anno, molti sono i titoli potenzialmente esplosivi.






I riflettori saranno puntati, principalmente, su:
- Suburbicon, diretto da George Clooney, scritto dai fratelli Coen, interpretato da Matt Damon, Julianne Moore, Oscar Isaac, Josh Brolin;
- Downsizing, il film di Alexander Payne che aprirà la rassegna con Matt Damon, Kristen Wiig, Christoph Waltz, Alec Baldwin, Neil Patrick Harris;
- The Shape of Water, ultima fatica di Guillermo del Toro con Sally Hawkins, Michael Shannon, Octavia Spencer, Richard Jenkins, Doug Jones;
- Mother! di Darren Aronofsky con Jennifer Lawrence, Javier Bardem, Michelle Pfeiffer, Domhnall Gleeson, Ed Harris;
- Human Flow dell'artista dissidente cinese Ai Weiwei;
- First Reformed di Paul Schrader con Ethan Hawke, Amanda Seyfried;
- Three Billboards Outside Ebbing, Missouri di Martin McDonagh con Frances McDormand, Woody Harrelson, Sam Rockwell, Abbie Cornish, John Hawkes, Peter Dinklage;
- Victoria & Abdul di Stephen Frears con Judy Dench;
- The Devil and Father Amorth, attesissimo documentario del Maestro Willam Friedkin.

Ma nel programma monstre allestito da Alberto Barbera siamo sicuri che si nascondano altre perle.

Intanto segnaliamo la sezione competitiva Venice Virtual Reality, la prima in una grande kermesse internazionale tutta dedicata ad opere in realtà virtuale - e vi si sono cimentati anche due registi che in passato erano stati in concorso alla Mostra: Tsai Ming-Liang (nel 2013) e Laurie Anderson (nel 2015).

E, tra le altre cose, il Leone d'Oro alla carriera assegnato a due mostri (in questo caso, si fa per dire) sacri del cinema: Jane Fonda e Robert Redford, che presenteranno fuori concorso Our Souls At Night diretto da Ritesh Batra per Netflix, quarta apparizione insieme dopo La Caccia di Arthur Penn(1966), A Piedi Nudi Nel Parco di Gene Saks (1967), Il Cavaliere Elettrico di Sydney Pollack (1979).

Nel prossimo post entreremo nel dettaglio di Venezia 2017, ma nel frattempo non perdetevi trailer, curiosità e notizie dei titoli in cartellone.

Ecco il programma completo.






IN CONCORSO

Mother!, regia di Darren Aronofsky (Stati Uniti d'America), con Jennifer Lawrence, Javier Bardem, Michelle Pfeiffer, Domhnall Gleeson, Ed Harris
Suburbicon, regia di George Clooney (Stati Uniti d'America), con Matt Damon, Julianne Moore, Oscar Isaac
The Shape of Water, regia di Guillermo del Toro (Stati Uniti d'America), con Sally Hawkins, Michael Shannon, Richard Jenkins, Doug Jones, Octavia Spencer
L'insulte, regia di Ziad Doueiri (Francia, Libano)
La villa, regia di Robert Guédiguian (Francia)
Lean on Pete, regia di Andrew Haigh (Regno Unito), con Steve Buscemi, Chloë Sevigny
Mektoub, My Love: Canto Uno, regia di Abdellatif Kechiche (Francia, Italia)
Sandome No Satsujin (The Third Murder), regia di Koreeda Hirokazu (Giappone)
Jusqu’à la gard, regia di Xavier Legrand (Francia)
Ammore e malavita, regia di Manetti Bros. (Italia), con Giampaolo Morelli, Serena Rossi, Claudia Gerini, Carlo Buccirosso
Foxtrot, regia di Samuel Maoz (Israele, Germania, Francia, Svizzera)
Tre manifesti a Ebbing, Missouri (Three Billboards Outside Ebbing, Missouri), regia di Martin McDonagh (Stati Uniti d'America, Regno Unito), con Frances McDormand, Woody Harrelson, Sam Rockwell, Abbie Cornish, John Hawkes, Peter Dinklage
Hannah, regia di Andrea Pallaoro (Italia, Belgio, Francia), con Charlotte Rampling
Downsizing, regia di Alexander Payne (Stati Uniti d'America) – Film d'apertura - con Matt Damon, Christoph Waltz, Kristen Wiig
Jia Nian Hua (Angels Wear White), regia di Vivian Qu (Cina, Francia)
Una famiglia, regia di Sebastiano Riso (Italia), con Micaela Ramazzotti
First Reformed, regia di Paul Schrader (Stati Uniti d'America), con Ethan Hawke, Amanda Seyfried
Sweet Country, regia di Warwick Thornton (Australia), con Sam Neill
Ella & John (The Leisure Seeker), regia di Paolo Virzì (Italia, Francia), con Helen Mirren, Donald Sutherland
Human Flow, regia di Ai Weiwei (Germania, Stati Uniti d'America) - documentario
Ex Libris - The New York Public Library, regia di Frederick Wiseman (Stati Uniti d'America) - documentario

FUORI CONCORSO

Our Souls at Night, regia di Ritesh Batra (Stati Uniti d'America), con Jane Fonda, Robert Redford
Il signor Rotpeter, regia di Antonietta De Lillo (Italia)
Vittoria e Abdul (Victoria & Abdul), regia di Stephen Frears (Regno Unito), con Judy Dench
La mélodie, regia di Rachid Hami (Francia), con Kad Merad
Outrage Coda, regia di Takeshi Kitano (Giappone) – Film di chiusura - con Takeshi Kitano
Loving Pablo, regia di Fernando León de Aranoa (Spagna, Bulgaria), con Javier Bardem, Penélope Cruz, Peter Sarsgaard
Zama, regia di Lucrecia Martel (Argentina, Brasile)
Wormwood, regia di Errol Morris (Stati Uniti d'America) – miniserie TV - con Peter Sarsgaard, Tim Blake Nelson, Bob Balaban
Diva!, regia di Francesco Patierno (Italia), con Barbora Bobulova, Anita Caprioli, Carolina Crescentini, Silvia D’Amico, Isabella Ferrari, Carlotta Natoli, Greta Scarano, Anna Foglietta, Michele Riondino (documentario su Valentina Cortese)
Le fidèle, regia di Michaël R. Roskam (Belgio, Francia, Paesi Bassi), con Matthias Schoenaerts, Adèle Exarchopoulos
Il colore nascosto delle cose, regia di Silvio Soldini (Italia, Svizzera), con Valeria Golino, Adriano Giannini
The Private Life of a Modern Woman, regia di James Toback (Stati Uniti d'America), con Sienna Miller, Alec Baldwin
Brawl in Cell Block 99, regia di S. Craig Zahler (Stati Uniti d'America), con Vince Vaughn, Don Johnson, Udo Kier
Zhuibu (Manhunt), regia di John Woo (Cina, Hong Kong)

DOCUMENTARI

Cuba and the Cameraman, regia di Jon Alpert (Stati Uniti d'America)
My Generation, regia di David Batty (Regno Unito), con Michael Caine
Piazza Vittorio, regia di Abel Ferrara (Italia), con Willem Dafoe
The Devil and Father Amorth, regia di William Friedkin (Stati Uniti d'America), con Padre Gabriele Amorth
This Is Congo, regia di Daniel McCabe (Congo)
Ryuichi Sakamoto: Coda, regia di Stephen Nomura Schible (Stati Uniti d'America, Giappone), con Ryuichi Sakamoto
Jim & Andy: The Great Beyond. The Story of Jim Carrey, Andy Kaufman and Tony Clifton, regia di Chris Smith ((Stati Uniti d'America, Canada)
Happy Winter, regia di Giovanni Totaro (Italia)






EVENTI SPECIALI

Casa d'altri, regia di Gianni Amelio (Italia)
Michael Jackson's Thriller 3D, regia di John Landis (Stati Uniti d'America), con Michael Jackson
Making of Michael Jackson's Thriller, regia di Jerry Kramer (Stati Uniti d'America), con Michael Jackson
L'ordine delle cose, regia di Andrea Segre (Italia)

ORIZZONTI

Napadid Shodan, regia di Ali Asgari (Iran, Qatar)
Espèces menacées, regia di Gilles Bourdos (Francia, Belgio)
The Rape of Recy Taylor, regia di Nancy Buirski (Stati Uniti d'America)
Caniba, regia di Lucien Castaing-Taylor e Verena Paravel (Francia)
Les Bienheureux, regia di Sofia Djama (Francia, Belgio)
Marvin, regia di Anne Fontaine (Francia), con Isabelle Huppert
Invisible, regia di Pablo Giorgelli (Argentina, Brasile, Uruguay, Germania)
Brutti e cattivi, regia di Cosimo Gomez (Italia, Francia), con Claudio Santamaria
Ha ben dod, regia di Tzahi Grad (Israele)
Ha edut, regia di Amichai Greenberg (Israele, Austria)
Bedoune Tarikh, Bedoune Emza, regia di Vahid Jalilvand (Iran)
Los versos del olvido, regia di Alireza Khatami (Francia, Germania, Paesi Bassi, Cile)
La nuit où j'ai nagé (Oyogisugita Yoru), regia di Damien Manivelle e Igarashi Kohei (Francia, Giappone)
Nico, 1988, regia di Susanna Nicchiarelli (Italia)
Krieg, regia di Rick Osterman (Germania)
West of Sunshine, regia di Jason Raftopoulos (Australia)
Gatta Cenerentola, regia di Alessandro Rak, Ivan Cappiello, Marino Guarnieri e Dario Sansone (Italia) - film di animazione
Indir Trénu, regia di Hafsteinn Gunnar Sigurdsson (Islanda, Danimarca, Polonia, Germania)
La vita in comune, regia di Edoardo Winspeare (Italia)

CINEMA NEL GIARDINO

Manuel, regia di Dario Albertini (Italia)
Controfigura, regia di Rä di Martino (Italia, Francia, Marocco, Svizzera), con Valeria Golino, Filippo Timi
Woodshock, regia di Laura Mulleavy e Megan Mulleavy (Stati Uniti d'America), con Kirsten Dunst
Nato a Casal di Principe, regia di Bruno Oliviero (Italia, Spagna)
Suburra - La serie – serie TV (Italia) - presentazione dei primi due episodi - con Alessandro Borghi, Filippo Nigro, Claudia Gerini
Tueurs, regia di François Troukens e Jean-François Hensgens (Belgio, Francia)

VENICE VIRTUAL REALITY

Melita, regia di Nicolàs Alcalà (Stati Uniti d'America)
La camera insabbiata, regia di Laurie Anderson, Huang Hsin Chien (Stati Uniti d'America)
The Last Goodbye, regia di Gabo Arora (Stati Uniti d'America)
My Name is Peter Stillman, regia di Lysander Ashlon, Leo Warner (Regno Unito)
Alice, The Virtual Reality Play, regia di Mathias Chelebourg, Marie Jourdren (Francia)
Arden's Wake Expanded, regia di Eugene YK Chung (Stati Uniti d'America)
Greenland Melting, regia di Nonny De La Pena (Stati Uniti d'America)
Bloodless, regia di Gina Kim (Corea del Sud)
Nothing Happens, regia di Uri Kranot, Michelle Kranot (Danimarca, Francia)
The Dream Collector, regia di Mi Li (Cina)
Snatch VR Heist Experience, regia di Rafael Pavon, Nicolas Alcalà (Stati Uniti d'America), con Rupert Grint
Nefertiti, regia di Richard Mills, Kim-leigh Pontin (Regno Unito)
Proxima, regia di Mathieu Pradat (Francia)
In the Pictures, regia di Qing Shao (Cina)
Dispatch, regia di Edward Robles (Stati Uniti d'America, Regno Unito)
The Argos File, regia di Josema Roig (Stati Uniti d'America)
Gomorra VR – We Own the Streets, regia di Enrico Rosati (Italia), con Marco D’Amore, Salvatore Esposito, Fabio De Caro
Draw Me Close, Chapters 1-2, regia di Jordan Tannahill (Canada, Regno Unito)
The Deserted, regia di Tsai Ming-liang (Taiwan)
I Saw the Future, regia di Francois Vautier (Francia)
Separate Silences, regia di David Wedel (Danimarca)
Free Whale, regia di Zhang Peibin (Cina)

BIENNALE COLLEGE CINEMA VR - FUORI CONCORSO

Chromatica, regia di Flavio Costa (Italia)
On/Off, regia di Camille Duvelleroy, Isabelle Foucrier (Francia)
Denoise (Beautiful Things), regia di Giorgio Ferrero (Italia)

VENICE PRODUCTION BRIDGE – VR (FUORI CONCORSO)

Sens – Part 1, regia di Charles Ayats, Marc-Antine Mathieu (Francia)
Alteration, regia di Jerome Blanquet (Francia)
Naive New Beaters: “Heal Tomorrow”, regia di Romain Chassaing (Regno Unito)
Mule, regia di Guy Shemerdine (Stati Uniti d'America)
Dear Angelica, regia di Saschka Unseld (Stati Uniti d'America)
Miyubi, regia di Félix Lajeunesse, Paul Raphael (Stati Uniti d'America)

SETTIMANA INTERNAZIONALE DELLA CRITICA

Il cratere, regia Luca Bellino e Silvia Luzi (Italia)
Drift, regia di Helena Wittmann (Germania)
Les garçons sauvages, regia di Bertrand Mandico (Francia)
Körfez, regia di Emre Yeksan (Turchia, Germania, Grecia)
Sarah joue un loup garou, regia di Katharina Wyss (Svizzera, Germania)
Team Hurricane, regia di Annika Berg (Danimarca)
Temporada de caza, regia di Natalia Garagiola (Argentina, Usa, Germania, Francia, Qatar)
Pin Cushion, regia di Deborah Haywood (Regno Unito)
Veleno, regia di Diego Olivares (Italia)

GIORNATE DEGLI AUTORI

Candelaria, regia di Jhonny Hendrix Hinestroza (Colombia, Germania, Norvegia, Argentina)
Il contagio, regia di Matteo Botrugno e Daniele Coluccini (Italia), con Vincenzo Salemme
Dove cadono le ombre, regia di Valentina Pedicini (Italia)
L'equilibrio, regia di Vincenzo Marra (Italia)
Eye on Juliet, regia di Kim Nguyen (Canada)
Ga'agua, regia di Savi Gabizon (Israele)
Life Guidance, regia di Ruth Mader (Austria)
Looking For Oum Kulthum, regia di Shirin Neshat (Germania, Austria, Italia)
M, regia di Sara Forestier (Francia)
Mai mee samui samrab ter, regia di Pen-ek Ratanaruang (Thailandia, Germania, Norvegia)
Mi hua zhi wei, regia di Pengfei (Cina)
Volubilis, regia di Faouzi Bensaïdi (Marocco, Francia)
13 Carmen, regia di Chloë Sevigny (Italia, Stati Uniti d'America)
14 (The End of History Illusion), regia di Celia Rowlson-Hall (Italia, Stati Uniti d'America)
Agnelli, regia di Nick Hooker (Stati Uniti d'America)
Getting Naked: A Burlesque Story, regia di James Lester (Stati Uniti d'America)
La legge del numero uno, regia di Alessandro D'Alatri (Italia)
Il risoluto, regia di Giovanni Donfrancesco (Italia, Francia)
Thirst Street, regia di Nathan Silver (Stati Uniti d'America), con Anjelica Huston
Il tentato suicidio nell'adolescenza, regia di Ermanno Olmi (Italia)
I'm (Endless Like the Space), regia di Anne-Riitta Ciccone (Italia), con Barbora Bobulova
The Millionairs, regia di Claudio Santamaria (Italia), con Peppe Servillo, Sabrina Impacciatore
Raccontare Venezia, regia di Wilma Labate (Italia, Francia)





Etichette: , , , , , , , , , , , , , ,