CINEMA A BOMBA!

lunedì 23 dicembre 2024

I CORTI: DEADPOOL & KIDPOOL HELP SICKKIDS, CI PENSA IL BABBO NATALE DELLA MARVEL

(Clicca sui Deadpool per vedere il cortometraggio). 

USA, 2024
2'
Regia: Ryan Reynolds (non accreditato)
Interpreti: Ryan Reynolds, Inez Reynolds, Lynda Carter.


Deadpool (R.Reynolds) e la piccola Kidpool (I.Reynolds) hanno sostituito - diciamo così - Babbo Natale e devono portare i doni ai bambini malati.
Ma da soli non ce la possono fare, così chiedono aiuto a Lynda Carter, la Wonder Woman dello storico telefilm degli anni 70...


2016 - Deadpool.
2017 - Deadpool: No Good Deed.
2018 - Deadpool 2.
2024 - Deadpool & Wolverine.

Questa è ufficialmente la 5a apprizione in 8 anni del Mercenario più logorroico della Marvel, creato oltre 30 anni fa dal fumettista Rob Liefeld e come sempre interpretato da Ryan Reynolds (in verità l'attore di Detective Pikachu qualche anno prima aveva già vestito i panni di una versione alternativa del personaggio, nel primo film "solista" di Wolverine).

Qui l'antieroe mascherato è affiancato da una versione "mini" di se stesso (interpretata dalla figlia di Ryan, che riprende il ruolo di Deadpool & Wolverine) e dalla mitica Lynda Carter, che avevamo visto le ultime volte in un episodio di Supergirl e nella scena post-credits di Wonder Woman 1984 (un cammeo che lasciava presagire un seguito che non è mai stato fatto e probabilmente non si farà mai).

Ma lo scopo di questo improbabile trio non è solo strapparci qualche sana risata; in realtà il cortometraggio in questione è un promo benefico, ideato per raccogliere fondi destinati a SickKids, associazione che - come il nome suggerisce - si occupa di bambini malati tramite un ospedale fondato a Toronto nel lontano 1875.

Una buona causa che fa onore a chi la sostiene, ma anche un'occasione per vedere il popolarissimo Deadpool in una versione finalmente family friendly (o quasi: le parolacce sono opportunamente "beepate"!).
Il che alimenta l'annoso dibattito sulla necessità o meno di un'eventuale edulcorazione del personaggio, specie a seguito della sua acquisizione da parte della Disney.

Di certo gli spettatori di questo minifilm hanno di che divertirsi, in particolare per i commenti meta del protagonista, che non risparmia frecciate alla concorrenza DC, rea del cattivo trattamento riservato alle star - e ai fan - del defunto Extended Universe (con un riferimento indiretto al già leggendario Cavillrine, ossia la geniale comparsata dell'ex Superman Henry Cavill nel sopraccitato D&W).

Riuscito mix di beneficienza e umorismo non esattamente corretto, Deadpool & Kidpool Help SickKids è un buon antipasto per il pranzo - o la cena - della previgilia.
E per ulteriori corti e lungometraggi natalizi, vi rimandiamo alle recensioni degli scorsi anni (qui sotto): leggetele tutte e scriveteci nei commenti qual è la vostra preferita!

Vigilia 2012: Una Poltrona per Due.
Vigilia 2013: National Lampoon's Christmas Vacation.
Vigilia 2014: Canto di Natale di Topolino.
Vigilia 2015: Star Wars-Holiday Special.
Pre-Vigilia 2016: Iron Man 3.
Vigilia 2017: Festa in Casa Muppet.
Vigilia 2018: Silent Night, Deadly Night III.
Vigilia 2019: Nightmare Before Christmas.
Pre-Vigilia 2020: Rudolph, il Cucciolo dal Naso Rosso.
Vigilia 2020: Polar Express.
Vigilia 2021: A Very Murray Christmas.
Vigilia 2022: Guardiani della Galassia: Holiday Special.
Vigilia 2023: The Christmas Aliens.


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venerdì 15 novembre 2024

I CLASSICI: BLACK ADAM, ARIDATECE ANUBI

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2022
125'
Regia: Jaume Collet-Serra
Interpreti: Dwayne "The Rock" Johnson, Pierce Brosnan, Sarah Shahi, Aldis Hodge, Noah Centineo, Djimon Hounsou, Viola Davis, Henry Cavill.


Black Adam (Johnson), antico salvatore di Kahndaq, viene risvegliato dal suo sonno millenario per difendere il regno da un oppressivo gruppo di terroristi.

La funzionaria governativa Amanda Waller (Davis), che lo considera una minaccia, manda un gruppo di metaumani capitanato dal Dr. Fate (Brosnan) a neutralizzarlo...


Ricordate DC League of Super-Pets?
Nell'esilarante sequenza post-credits il cane di Superman, Krypto (voce originale di The Rock), faceva la non troppo piacevole conoscenza di Anubi (anch'esso doppiato da The Rock), il cane di Black Adam (cammeo vocale di - indovinate un po'? - The Rock).

Quella comparsata (rafforzata dall'adattamento italiano, in cui il personaggio era doppiato dalla "voce" ufficiale di Johnson) serviva da anteprima al film in live action che sarebbe uscito di lì a poco, il primo - e forse anche l'ultimo - dedicato all'antieroe della DC Comics.

Era dunque lecito aspettarsi che anche qui comparisse il divertente bulletto quadrupede; peccato però che in questo lungometraggio non ve ne sia traccia.
Tale è stata la delusione degli spettatori che la pellicola si è rivelata un flop totale, l'ennesimo per la Warner/DC.

La presenza di Anubi avrebbe quantomeno allegerito un'opera terribilmente seria e seriosa, priva del pathos dei precedenti capitoli del DC Extended Universe diretti da Zack Snyder (da L'Uomo d'Acciaio al director's cut di Justice League) o da Patty Jenkins (il dittico di Wonder Woman).

Un'altra cosa che non funziona è... The Rock.
L'ex wrestler diventato attore è in genere al proprio meglio quando gli viene permesso di essere autoironico e brillante (Jumanji, Red Notice), ma il suo Black Adam è monoespressivo e si prende troppo sul serio per risultare simpatico o quantomeno interessante.

Sicché, a parte la buona prova del redivivo ex-007 Pierce Brosnan e il mestiere dello spagnolo Collet-Serra (regista del più riuscito L'Uomo del Treno), l'unica vera ragione per vedere questa pellicola è l'apparizione-lampo di Superman dopo i titoli di coda.

Henry Cavill interpreta per l'ultima volta il Figlio di Krypton, suggerendo un seguito che invece non ci sarà mai, essendo stato chiuso il DCEU in favore del nuovo DC Universe prossimo venturo operato da James Gunn (un altro reboot di cui sinceramente non si sente la necessità).

Black Adam si colloca quindi all'interno dello Snyderverso, benchè ai margini, ma neppure questo lo salva dall'essere uno dei prodotti più dimenticabili del catalogo.

Cari executive della DC/Warner, la prossima volta - se mai ci sarà - almeno ricordatevi il cane.


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mercoledì 18 settembre 2024

I CLASSICI: THE FLASH, THU BAT IS MEGL CHE UAN

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2023
144'
Regia: Andy Muschietti
Interpreti: Michael Keaton, Ezra Miller, Ben Affleck, Sasha Calle, Michael Shannon, Jeremy Irons, Gal Gadot, Jason Momoa, George Clooney, Nicolas Cage.


Dopo aver aiutato Batman (Affleck) e Wonder Woman (Gadot) a sventare una rapina, Flash (Miller) decide di usare la propria velocità per tornare indietro nel tempo ed evitare così l'omicidio della propria madre, avvenuto quando era un ragazzino.

Le cose non vanno però esattamente come sperato e il giovane velocista si ritrova in un presente alternativo con un doppio di se stesso e il generale Zod (Shannon) che minaccia nuovamente la Terra.

Per rimettere a posto il pasticcio combinato, la sua unica possibilità è quindi chiedere aiuto al Batman di questa dimensione (Keaton)...


L'Uomo d'Acciaio (2013)
Batman v Superman: Dawn of Justice (2016)
Suicide Squad (2016)
Wonder Woman (2017)
Aquaman (2018)
Wonder Woman 1984 (2020)
Zack Snyder's Justice League (2021)

Dopo 10 anni si è conclusa la parabola del DC Extended Universe (per gli amici DCEU), l'universo interconnesso dei supereroi della DC Comics che avrebbe dovuto fare concorrenza al Marvel Cinematic Universe (per gli amici MCU).

Certo, dovremmo citare anche altri lungometraggi usciti nel decennio: i due Shazam!, Josstice League (ossia la Justice League originariamente rovinata da Joss Wheadon), Birds of Prey, The Suicide Squad (il semi-reboot operato da James Gunn), Black Adam e Blue Beetle.
Ma non siamo sicuri che siano canonici, per cui siamo propensi a non considerarli tali.

Comunque sia, la festa è finita e il lungamente sospirato capitolo solista dedicato al velocista rosso è la fine del ciclo (benché cronologicamente dopo di esso sia ancora uscito il secondo Aquaman, nell'indifferenza generale).
Non solo: questo lungometraggio funge anche da chiusura del... Burton-verse!

Ebbene sì, la mossa geniale della Warner Bros. è stata quella di aver sfruttato l'inflazionato "multiverso" per far tornare l'Uomo Pipistrello originale, quello del dittico diretto da Tim Burton: Batman (1989) e Batman-Il Ritorno (1992).
Incontenibile l'entusiasmo dei fan - noi tra questi, ovviamente - che possono vedere il grande Michael Keaton rivestire, a 70 anni suonati(!), i panni del personaggio che lo aveva reso famoso.

The Flash è dunque lo Spider-Man: No Way Home della Distinta Concorrenza?
Non esattamente, ma certo poter vedere nella stessa pellicola due versioni cult del Cavaliere Oscuro - più un cammeo a sorpresa nell'ultima scena - è un evento inedito ed eccitante per gli appassionati del personaggio, oltre che probabilmente un'occasione irripetibile.

Peccato solo che i frutti della travagliatissima lavorazione - cambi continui di regista, scene scartate e rigirate ex-novo, un budget cresciuto tanto esponenzialmente da aver reso il film uno dei maggiori flop della storia del cinema recente - traspaiano anche troppo.
Ad effetti speciali altamente realistici si alternano inserti di IA incredibilmente dozzinali, la storia è un po' convulsa, i momenti umoristici mal si amalgamano col tono complessivamente serio della pellicola.

Stretta tra un incipit troppo lungo (la scena di Flash che salva i neonati in caduta libera è superflua e vagamente creepy; inoltre, la sua ripresa nei titoli di coda risulta anche divertente, ma del tutto incongrua) e un terzo atto esagerato (ma con una sorpresa che riguarda un film supereroistico scritto da Kevin Smith e mai realizzato), la parte migliore è quella centrale, specie dopo che entra in campo Bat-Keaton.

Il protagonista di Beetlejuice e Birdman è in forma smagliante e vale da solo la visione dell'opera.
Peccato solo che il suo insperato ritorno sotto cappa e mantello sia finito qua: il nostro ha fatto ancora in tempo a girare Batgirl e il seguito di Aquaman, ma il primo è stato inspiegabilmente cancellato a riprese praticamente ultimate (con una perdita netta di 90 milioni di dollari!) e nel secondo il suo cammeo è finito sul pavimento della sala di montaggio.

Nel complesso, The Flash risulta comunque uno dei capitoli migliori del DCEU, e rivedere un'ultima volta Wonder Gadot e Batfleck è di per sè una goduria pazzesca.
Tuttavia rimane l'amaro in bocca per quel che il franchise avrebbe potuto essere se gli executive della Warner avessero lasciato mano libera a Zack Snyder, principale artefice dei lungometraggi più riusciti della serie, anziché rovinare il suo lavoro con disastrose scelte produttive.

Probabilmente non vedremo mai i due seguiti di Justice League che il regista di 300 e Rebel Moon aveva pianificato, nonostante il miracoloso precedente dello Snyder's Cut.
Ora la palla è passata a James Gunn - autore della trilogia dei Guardiani della Galassia - che ha deciso di ripartire da zero con un ennesimo, mastodontico reboot.

Gli (e ci) auguriamo ogni bene, ma diciamocela tutta: lo Snyderverso ci mancherà.


[PS: per approfondire l'argomento DCEU, (ri)ascoltatevi l'episodio 8 (Aquaman) e l'episodio 14 (Zack Snyder's Justice League + Wonder Woman 1984) del BOMBCAST, il podcast ufficiale di CINEMA A BOMBA!]


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sabato 12 novembre 2022

ENOLA HOLMES 2, LA SORELLA PIÙ FURBA DI SHERLOCK HOLMES

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA/UK, 2022
129'
Regia: Harry Bradbeer
Con: Millie Bobby Brown, Henry Cavill, David Thewlis, Helena Bonham Carter, Louis Partridge, Adeel Akhtar, Sharon Duncan-Brewster, Himesh Patel.


Dopo le vicende del primo film, Enola (Brown) sta cercando di lanciarsi come investigatrice privata.
Il suo primo caso è quello di una ragazza, operaia in una fabbrica di fiammiferi, misteriosamente scomparsa nel nulla.

La situazione diventa sempre più pericolosa man mano che la giovane si avvicina alla verità, al punto da finire persino nei guai con la legge.
Urge l'aiuto del fratello maggiore Sherlock (Cavill)...


Come avevamo previsto 2 anni or sono, il successo di Enola Holmes - film originale Netflix, tratto dai romanzi della scrittrice americana Nancy Springer - ha naturalmente "chiamato" un seguito.
Confermati il regista, lo sceneggiatore Jack Thorne (drammaturgo famoso per aver scritto lo spettacolo teatrale su Harry Potter) e soprattutto i due protagonisti.

Ottima notizia: Henry Cavill e Millie Bobby Brown sono rispettivamente l'anima e il cuore della pellicola.
L'ex(?) Superman si conferma il più interessante e originale Sherlock Holmes dai tempi di Robert Downey Jr. nel dittico di Guy Ritchie; la star di Stranger Things ormai ha convinto anche i più scettici di essere la miglior attrice della propria generazione.

È inoltre un piacere rivedere la combattiva Helena Bonham Carter (ce la ricordiamo in Alice in Wonderland e Les Misérables, no?), mentre il sulfureo David Thewlis (Harry Potter, Wonder Woman) risulta stavolta un po' manierato.

Questo lungometraggio segna pure l'ingresso di due personaggi storici dell'universo legato al personaggio creato da Sir Arthur Conan-Doyle: senza spoilerare alcunché, ci limitiamo a dire che uno compare solo nella scena mid-credits e l'altro è il twist finale, purtroppo piegato alle abiette leggi del politicamente corretto.

Quest'ultimo è l'unico vero difetto di un lungometraggio nel complesso molto riuscito, un secondo capitolo indubbiamente al livello del primo.
E con un lodevole risvolto storico/socio-politico, grazie all'inserimento della vicenda (ovviamente inventata) nella storia (vera) dello sciopero delle fiammiferaie londinesi del 1888.

Enola Holmes 2 potrebbe essere il sequel che non pensavate di volere e non vi aspettavate di amare.
Resta solo un quesito da porre: a quando il prossimo film?


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venerdì 16 settembre 2022

DC LEAGUE OF SUPER-PETS, IL CANE È IL MIGLIOR AMICO DEL (SUPER)UOMO

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA/Australia, 2022
105'
Regia: Jared Stern
Voci originali: Dwayne "The Rock" Johnson, Kevin Hart, John Krasinski, Olivia Wilde, Diego Luna, Keith David, Alfred Molina, Lana Headey, Keanu Reeves.


Krypto (Johnson) è il fedele cane di Superman (Krasinski) fin dalla più tenera età, ma è geloso del fidanzamento del suo padrone con la giornalista Lois Lane (Wilde).

Quando l'Uomo d'Acciaio viene rapito dal perfido Lex Luthor, al quadrupede non resta che allearsi con un improvvisato team di animali abbandonati, guidato dal disilluso Asso (Hart)...


Avete presente la Justice League, ossia la supersquadra composta da Batman, Superman, Wonder Woman, Flash, Cyborg, Aquaman e - in alcuni casi, come questo - Lanterna Verde (di fatto gli Avengers della DC Comics)?
Ecco, ora immaginatevela in versione... semi-canina!

Supereroi e cani: una combo perfetta per entusiasmare il pubblico più giovane, come gli incassi registrati finora confermano!
Ma anche un'occasione piacevole per gli adulti, considerata la quantità di riferimenti meta-cinematografici e meta-fumettistici che solo chi non è più bambino può cogliere.

Se questo lungometeaggio funziona è merito soprattutto di un ritmo serrato che non concede momenti di noia, una sceneggiatura adeguatamente brillante e un cast vocale di prim'ordine.

A tal proposito, ci permettiamo di consigliarne la versione originale: sia perché abbiamo avuto l'impressione che alcune battute siano andate perse nella traduzione, sia perché il doppiaggio italiano - benché meno osceno di quello che ci si potrebbe aspettare - risulta appena sufficiente.

Vedendo il film in lingua inglese si possono invece apprezzare le performance di un nutrito gruppo di attori di serie A: dall'ex wrestler The Rock (Jumanji, Red Notice) al novello Mr. Fantastic Krasinski, dal messicano Luna (ve lo ricordate in Star wars: Rogue One?) alla bellissima Wilde già apprezzata in Her-Lei e nel recente Ghostbusters: Legacy.

Che dire poi di Keanu Reeves?
Il divo di Point Break e Matrix se la cava inaspettatamente bene nei panni (virtuali) dell'Uomo Pipistrello, al punto che quasi non si rimpiangono né Ben Affleck né Michael Keaton.

Occhio infine alla spassosa scena post-credits: viene introdotto un personaggio che presto avrà una pellicola in live action dedicata e compare un altro adorabile supercanide, Anubi (anch'esso con la voce originale di Johnson).

DC League of Super-Pets è un film per tutta la famiglia, uno di quelli che si rivede volentieri più volte e di cui ci si ritrova già ad attendere il seguito.
È proprio vero quel che si dice: il cane è il miglior amico dell'uomo.
Di più: anche del super-uomo.


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martedì 12 aprile 2022

RED NOTICE, NON C'È DUO SENZA TRE

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2021
118'
Regia: Rawson Marshall Thurber
Con: Dwayne "The Rock" Johnson, Ryan Reynolds, Gal Gadot, Ritu Arya, Chris Diamantopoulos, Ed Sheeran.


Un duro agente speciale (The Rock) dà la caccia ad uno scaltro trafugatore di opere d'arte (Reynolds).
Ma, per un equivoco, l'Interpol arresta entrambi e li fa rinchiudere in un carcere russo di massima sicurezza.

I due sono costretti ad allearsi ed evadere, ma sulla loro strada incrociano un'altra misteriosa e famigerata ladra (Gadot).
Obiettivo del trio? Rintracciare e riunire tre "uova" tempestate di gemme, appartenute alla regina Cleopatra...


Prendete l'ex wrestler The Rock, mettetelo in un contesto che gli sia congeniale (ad esempio una giungla: vedi Viaggio nell'Isola Misteriosa, gli ultimi due Jumanji, Jungle Cruise, ecc...), unitevi un'abbondante dose di Deadpool e un pizzico di Wonder Woman.

Aggiungete una sequela di ambientazioni esotiche (comprese Roma e Sardegna!), un copione che lascia ampio spazio alle improvvisazioni (una su tutte: Johnson che finge di essersi addormentato mentre Reynolds gli sta raccontando la storia della propria vita), una regia briosa che sfrutta ogni centesimo dell'imponente budget a disposizione e... il gioco è fatto.

Produzione di successo targata Netflix (ricordate Enola Holmes?), questa roccambolesca commedia d'azione soffre di un ritmo incessantemente frenetico e di un intreccio non facilissimo da dipanare, ma gode di una buona serie di scenette divertenti e di un trio protagonista da fare invidia alla concorrenza.

E se The Rock e Reynolds interpretano sostanzialmente se stessi, la statuaria Gal Gadot - nonostante uno screen time più ridotto rispetto ai colleghi - non si limita a fare presenza, ma si impegna a dare un minimo di spessore al proprio personaggio.
Per la cronaca: ognuno dei tre attori è stato democraticamente omaggiato di uno stipendio pari a 20 milioni di dollari.

Nonostante più di qualche debito nei confronti di Indiana Jones (i riferimenti diventano espliciti nella sequenza del bunker nazista), il film scorre via piacevolissimo e senza pretese, adatto a tutte le età e per tutte le occasioni.
Da non perdere inoltre il cammeo autoironico del cantante Ed Sheeran nel finale.

Red Notice diventerà un franchise?
Sembrerebbe di sì: forte dell'ottima risposta del pubblico (in poco tempo ha battuto il record di utenze della piattaforma), questo dovrebbe diventare il primo capitolo di una trilogia.

La domanda che in questi casi ci si pone di solito è: i seguiti saranno all'altezza dell'originale?
Risposta: con un cast come questo si possono dormire sonni tranquilli.


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domenica 24 gennaio 2021

WONDER WOMAN 1984, LA MERAVIGLIA È TORNATA

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2020
151'
Regia: Patty Jenkins
Con: Gal Gadot, Chris Pine, Kristen Wiig, Pedro Pascal, Robin Wright, Connie Nielsen, Lynda Carter.


1984. Sono passati alcuni decenni dagli eventi narrati nel primo Wonder Woman.
Diana (Gadot) vive da anni come ricercatrice a Washington, DC.

Ancora in lutto per la morte eroica dell'amato Steve (Pine), si risveglia dalla propria catatonia sociale quando la sua collega nerd Barbara (Wiig) inizia a studiare un antico cristallo.

Trattasi di un potentissimo manufatto in grado di trasformare i desideri in realtà.
I problemi iniziano quando il faccendiere/imbonitore Max (Pascal) ne scopre l'esistenza e ci mette gli occhi sopra...



2013: L'Uomo d'Acciaio.
2016: Batman v Superman e Suicide Squad.
2017: Wonder Woman e Justice League.
2018: Aquaman e Shazam!
2020: Birds Of Prey.

Il DC Extended Universe (o DCEU) - l'interconnesso universo cinematografico diretto concorrente del Marvel Cinematic Universe - soffre da sempre di una vertiginosa altalena qualitativa.

Per questo il ritorno della bruna amazzone, il cui precedente capitolo era stato riconosciuto dalla critica unanime come un capolavoro (noi stessi lo avevamo inserito nella Top 10 dei migliori film del decennio), ha creato un'enorme aspettativa.

Il successo commerciale non si è fatto attendere: Wonder Woman 1984 ha polverizzato in un lampo il record di utenze sulla piattaforma streaming della HBO e - considerata la pandemia in atto - si sta rivelando un trionfo al botteghino.



Un'accoglienza ben più tiepida è arrivata invece dalla stampa specializzata: molti hanno apprezzato la spettacolarità, i riferimenti affettuosi agli anni 80 (a tratti sembra Stranger Things senza mostri) e la carismatica presenza della sempre splendida Gal Gadot, ma criticato la scarsa originalità, l'eccesso di cliché e l'interpretazione poco convincente di Kristen Wiig.

Giudizio che condividiamo solo in parte.
Come avevamo intuito recensendone il trailer, WW84 è una delle pellicole dell'anno: epica, commovente, straordinariamente umana e umanista.

"Wonder" Gadot è da Oscar: la diva israeliana - pagata 33 volte di più rispetto al primo film! - si carica l'intero lungometraggio sulle spalle e illumina di un'aurea dorata ogni sequenza in cui appare, spremendo ogni goccia del proprio talento atletico e recitativo.
Che piaccia o meno, è lei l'attrice del momento.

Chris Pine si ritaglia invece il ruolo di (geniale) spalla comica: le sue scenette con Gal sono i momenti più genuinamente divertenti.
Peccato solo che compaia relativamente poco.



Per quanto concerne i cattivi, Pascal batte la Wiig 3 a 0.
Per la sua interpretazione dell'avido Maximilian Lord, il protagonista di The Mandalorian si è basato sul Michael Douglas di Wall Street, che a sua volta aveva già ispirato Leonardo DiCaprio in The Wolf of Wall Street.
Una performance molto sopra le righe, alla Nicolas Cage, che mette in ombra quella della sua collega, inficiata da un personaggio troppo poco a fuoco.

Da segnalare anche un cammeo da applausi: quello post-credits di Lynda Carter, la Wonder Woman della serie tv degli anni 70 che in anni recenti avevamo già rivisto in un episodio di Supergirl.

Sulla prevedibilità dell'intreccio narrativo ci pare ingiusto esprimere un giudizio negativo: pur sempre di un film supereroistico si tratta.
Anche perché il difetto è ampiamente bilanciato dalla scattante direzione di Patty Jenkins, probabilmente la migliore regista in circolazione dopo Kathryn Bigelow.

In attesa di rivedere la nostra eroina preferita nell'attesissimo Zack Snyder's Justice League, possiamo rallegrarci di questo ritorno di forma delle produzioni DC/Warner.

Bentornata Diana.
Bentornato Snyderverso.


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martedì 12 gennaio 2021

I CLASSICI: BIRDS OF PREY, UNO SPAZIO ROSA TRA LE PAROLE "CHE FIASCO"

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2020
109'
Regia: Cathy Yan
Con: Margot Robbie, Ewan McGregor, Mary Elizabeth Winstead, Jurnee Smollett-Bell, Ella Jay Basco, Rosie Perez.


Sono passati alcuni anni dagli eventi raccontati in Suicide Squad.

Harley Quinn (il personaggio interpretato da Margot Robbie, non l'omonima figlia di Kevin Smith) è in crisi per essere stata lasciata dal Joker.

Una serie di circostanze la portano ad allearsi con 4 donne di età ed estrazioni diverse: una poliziotta, una vigilante, una guardia del corpo e una borseggiatrice.

Ad accomunarle tutte la (spiacevole) conoscenza di Black Mask, milionario psicopatico e sadico...



2013: L'Uomo d'Acciaio.
2016: Batman v Superman e Suicide Squad.
2017: Wonder Woman e Justice League.
2018: Aquaman e Shazam!

Prima di poter recensire Wonder Woman 1984 e Zack Snyder's Justice League va ricordato che, nel corso dell'anno da poco conclusosi, c'è stato un ulteriore capitolo del DC Extended Universe (per gli amici DCEU), la risposta della Distinta Concorrenza al Marvel Cinematic Universe (per gli amici MCU).

Benché non ce ne fosse la necessità, qualche executive della Warner Bros ha ritenuto opportuno realizzare uno spin-off di Suicide Squad, ma virato in rosa (sono donne la regista, la sceneggiatrice e quasi tutto il cast), così da sfruttare l'onda di movimenti come il #MeToo.

Ma l'universo femminile e femminista merita di più di Birds of Prey.
Si pensi ad esempio a Bombshell o - per rimanere ben più vicini - a Wonder Woman, potenti ed espliciti manifesti sull'emancipazione e il diritto al rispetto del proprio sesso.



Questo film è invece un pastrocchio, tanto da essersi rivelato un fiasco di critica e di pubblico.
Sotto accusa è finita soprattutto l'inconsistente sceneggiatura di Christina Hodson (Bumblebee), ma pure la regia della semi-esordiente Cathy Yan è parsa inadeguata (per dire, Patty Jenkins è un'altra cosa).

Il problema è che il risultato finale assomiglia ad una versione DC di Ghostbusters (il contestatissimo remake al femminile, non il classico originale del 1984): non diverte, tanto meno appassiona, e alla fine ci si chiede perché sia stato girato.

Margot Robbie fa quel che può, ma alla sua Harley Quinn hanno tolto di proposito gran parte del proprio sex appeal, che è un po' come togliere a Superman la capacità di volare o al Joker la risata maniacale.
L'oggettivazione del corpo femminile non c'entra proprio nulla: il potere seduttivo è una caratteristica fondamentale del personaggio, privargliene significa snaturarlo.

La bionda attrice di The Wolf of Wall Street e C'era una Volta... a Hollywood, che negli ultimi anni ha saputo ritagliarsi un posto di rilievo nello star system, risulta qui un po' sprecata.
Speriamo di rivederla presto in ruoli e film maggiormente all'altezza del suo talento.



Protagonista a parte, l'unico altro personaggio con un minimo di spessore e interesse è la Cacciatrice di Mary Elizabeth Winstead, già vista nel "fumettoso" Scott Pilgrim vs. The World.
Il resto del cast annaspa e/o rimane sullo sfondo, compreso il "cattivo" Ewan McGregor.

L'ex Obi-Wan Kenobi ha detto di essersi ispirato a Donald Trump per la sua interpretazione, ma per tutto il tempo sembra invece fare una brutta imitazione di Sam Rockwell in Iron Man 2.
Fuori parte.

Tra un montaggio confusionario e lampi di violenza belluina gratuita, si salvano giusto gli sparuti riferimenti alle precedenti pellicole del DCEU (per tacere della scena in cui la Robbie distrugge la fabbrica di prodotti chimici, che addirittura potrebbe essere un omaggio al primo Batman).

E adesso?
Un seguito di questo film o un'altra pellicola "solista" di Harley Quinn a questo punto sarebbero improbabili e poco auspicabili.
Si sa già che Suicide Squad godrà invece di un soft reboot firmato da James Gunn, il regista-sceneggiatore dei Guardiani della Galassia.

Un'altra "marvellizzazione", simile a quella operata da Joss Wheadon con Justice League, che tante polemiche aveva suscitato tra i fan?

Solo il tempo ce lo dirà.
Nel frattempo, auguriamo al DC Extended Universe un futuro rosa, ma più... roseo.


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venerdì 18 dicembre 2020

BOMBCAST: EP. 014 - INTO THE SNYDERVERSE! JUSTICE LEAGUE + WONDER WOMAN 1984 (TRAILER)

Zack Snyder dirige Batfleck e Wonder Gadot (clicca sull'immagine per ascoltare/scaricare il file). 


BACK TO DA BOMB!!!
Dopo una lunga pausa, ecco il ritorno del BOMBCAST, il podcast associato al nostro blog!

In questo nuovo episodio parliamo delle prossime uscite del DC Extended Universe (per gli amici DCEU), l'universo cinematografico dedicato a Batman, Superman e compagnia, nonché Diretto Concorrente del Marvel Cinematic Universe).

Per la precisione, recensiamo i trailer di:
- Zack Snyder's Justice League, chiaccheratissimo director's cut del controverso - ma non disprezzabile - Justice League;
- Wonder Woman 1984, secondo capitolo "solista" dedicato alla mitica eroina amazzone Wonder Woman.

Volete saperne di più? Scaricate e/o ascoltate il file audio cliccando sulla foto in alto!
Buon divertimento e alla prossima puntata!


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domenica 19 gennaio 2020

I MIGLIORI FILM DEL DECENNIO (2010-2019)

Dall'alto: Jessica Chastain e Brad Pitt in The Tree of Life; gli Avengers Chris Evans e Robert Downey Jr.; Joaquin Phoenix nei panni del Joker


Ora che sono ufficialmente iniziati gli Anni 20 del Nuovo Millennio, sono in molti a chiedersi: quali sono stati i film migliori nel decennio appena trascorso?

Una domanda alla quale stanno provando a rispondere molti giornali e siti specializzati, con risultati a dir poco eterogenei.
Anche noi di CINEMA A BOMBA! ci siamo prestati al gioco, stilando due personali classifiche.

Di seguito le trovate entrambe, divise in cinque categorie: Top 10, Top 20, Top 30, Top 40 e Top 50.
All'interno di ognuna di esse, le pellicole sono riportate in mero ordine cronologico.

Leggete e provate anche voi a fare la vostra personale selezione!
Chissà quanti gusti abbiamo in comune...






Qui di seguito la selezione di Fran:

TOP 10
Inception 2010
The Tree of Life 2011
Zero Dark Thirty 2012
American Sniper 2014
Whiplash 2014
Il Ponte delle Spie 2015
Mad Max: Fury Road 2015
La Battaglia di Hacksaw Ridge 2016
Dunkirk 2017
Joker 2019

TOP 20
Wilde Salomé 2011
Le Avventure di Tintin 2011
The Master 2012
Il Cavaliere Oscuro-Il Ritorno 2012
The Lego Movie 2014
La La Land 2016
Tre Manifesti a Ebbing, Missouri 2017
A Star Is Born 2018
Spider-Man: Un Nuovo Universo 2018
Roma 2018

TOP 30
Killer Joe 2011
Le Idi di Marzo 2011
The Artist 2011
Mud 2012
The Wolf of Wall Street 2013
Gravity 2013
Babadook 2014
Guardiani della Galassia 2014
Animali Notturni 2016
Ready Player One 2018

TOP 40
Take Shelter 2011
Django Unchained 2012
The Disappearance of Eleanor Rigby 2013
Interstellar 2014
Birdman 2014
The Revenant 2015
Deadpool 2016
Hell or High Water 2016
Avengers: Infinity War 2018
Venom 2018

TOP 50
Cave of Forgotten Dreams 2010
Alois Nebel 2011
Drive 2011
Boyhood 2014
A Most Violent Year 2014
Lion-La Strada Verso Casa 2016
The Shape of Water 2017
Scappa-Get Out 2017
First Man 2018
Bohemian Rhapsody 2018






Qui di seguito la selezione di Fede:

TOP 10
The Artist 2011
The Tree of Life 2011
Zero Dark Thirty 2012
The Disappearance of Eleanor Rigby 2013
Interstellar 2014
Birdman 2014
Star Wars-Il Risveglio della Forza 2015
La La Land 2016
Wonder Woman 2017
Avengers: Endgame 2019

TOP 20
Inception 2010
Wilde Salomé 2011
Le Avventure di Tintin 2011
Le Idi di Marzo 2011
Django Unchained 2012
Les Misérables 2012
The Martian 2015
Batman v Superman: Dawn of Justice 2016
Spider-Man: Homecoming 2017
Avengers: Infinity War 2018

TOP 30
Road To Nowhere 2010
Killer Joe 2011
Drive 2011
The Lego Movie 2014
Whiplash 2014
Deadpool 2016
Captain America: Civil War 2016
Twin Peaks-The Return 2017
The Greatest Showman 2017
Ready Player One 2018

TOP 40
Argo 2012
Lo Hobbit-La Battaglia delle 5 Armate 2014
Boyhood 2014
Il Ponte delle Spie 2015
Il Caso Spotlight 2015
Inside Out 2015
Justice League 2017
Thor: Ragnarok 2017
The Devil and Father Amorth 2018
Spider-Man: Un Nuovo Universo 2018

TOP 50
Alois Nebel 2011
Take Shelter 2011
Pearl Jam Twenty 2011
Twixt 2011
Captain America: Il Primo Vendicatore 2011
To The Wonder 2012
L'Uomo d'Acciaio 2013
Babadook 2014
Guardiani della Galassia 2014
The Shape of Water 2017




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giovedì 5 dicembre 2019

I CLASSICI: L'UOMO D'ACCIAIO, IL RITORNO DEL CAVALIERE SUPER

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA/Regno Unito, 2013
143'
Regia: Zack Snyder
Interpreti: Henry Cavill, Amy Adams, Kevin Costner, Michael Shannon, Diane Lane, Laurence Fishburne, Russell Crowe.


Su Krypton succede il finimondo: il pianeta sta collassando a causa dell'esaurimento delle risorse naturali, mentre il fanatico generale Zod (Shannon) tenta un colpo di stato militare.
Prima di morire, lo scienziato Jor-El (Crowe) e sua moglie infondono il codice genetico nel loro figlio neonato Kal-El e lo spediscono sulla Terra con una navetta spaziale.

Sul nostro pianeta Kal-El viene adottato da una coppia di agricoltori (Costner e Lane) e cresce - ignaro delle proprie origini - col nome di Clark Kent.
Con l'arrivo dell'adolescenza si accorge però di avere poteri e abilità non comuni agli altri esseri umani e, dopo la morte di uno dei genitori, si mette a viaggiare per il mondo.

Arrivato nell'Artide, scopre la verità sulle proprie origini e conosce la tenace giornalista Lois Lane (Adams).
Peccato che Zod e i suoi sgherri siano arrivati anch'essi sulla Terra con l'idea di trasformarla in una nuova Krypton, sterminandone la popolazione.

C'è bisogno di un "super extraterrestre" per salvare gli esseri umani e il loro piccolo pianeta...






2018: Aquaman e Shazam!
2017: Justice League e Wonder Woman.
2016: Suicide Squad e Batman v Superman.
2013: L'Uomo d'Acciaio.

Andando a ritroso, si potrebbe affermare che il DC Extended Universe - la risposta della Distinta Concorrenza al Marvel Cinematic Universe - abbia avuto origine con la pellicola di rilancio del "superuomo" per eccellenza.

E se invece vi dicessimo che tutto ebbe inizio dalla saga del Cavaliere Oscuro?
Bene, facciamo qualche passo indietro.

Le tappe della storia dell'Alieno di Krypton sul grande schermo sono note: negli anni 70-80 la tetralogia con protagonista il compianto Christopher Reeve; quindi la lunga pausa degli anni 90, dovuta in parte al successo del "cugino" Batman (il dittico di Tim Burton in primis) e in parte al naufragio di Superman Lives, reboot scritto da Kevin Smith (trovate qui il riassunto della vicenda); infine lo sfortunato Superman Returns, tardivo seguito a firma di Bryan Singer (regista di 4 film degli X-Men).






Il successo della trilogia dell'Uomo Pipistrello ideata dal geniale Christopher Nolan accende una scintilla nella mente di qualche produttore: perché non rilanciare anche l'Uomo d'Acciaio e successivamente far interagire i due iconici personaggi in pellicole crossover, sul modello Marvel?

Questo spiega il ruolo dell'autore di Interstellar e Dunkirk come produttore/co-soggettista, oltre alla partecipazione di alcuni suoi collaboratori, tra i quali David S. Goyer (sceneggiatura) e Hans Zimmer (musiche).

Badate bene, però: le somiglianze finiscono praticamente qui.
L'Uomo d'Acciaio non è un film di Nolan, è in tutto e per tutto un film di Zack Snyder.

Il che può essere tanto un bene quanto un male: il regista di Watchmen e 300 è famoso per dividere i cinefili tra chi lo idolatra apertamente e chi lo detesta senza pietà.
Inevitabilmente, anche questa pellicola ha polarizzato l'opinione di critici e pubblico.

Per quanto ci riguarda, siamo schierati tra coloro che difendono l'ambizioso cineasta del Wisconsin.
Un Superman così epico, tragico e appassionante non l'avevamo ancora visto.

Ispirandosi visivamente all'aggiornamento fumettistico operato dal disegnatore Jim Lee (WildC.A.T.s, X-Men), Snyder fa del protagonista un personaggio tormentato e messianico, immergendolo in una cornice che più spettacolare e grandiosa non si può.






Gli effetti speciali e le scene d'azione si sprecano, ma è nelle pause d'introspezione che il film prende il volo, merito anche di un cast da leccarsi i baffi.

Il britannico Henry Cavill ha quello che si dice il phisique du role e si rivela un attore tutt'altro che monocorde, mentre Amy Adams è una Lois Lane piacevolmente insolita, lontana dal modello di giovane pin-up che ci si poteva aspettare per il ruolo e di cui purtroppo abbonda la cinematografia contemporanea.

Nei ruoli di contorno, se nella parte del cattivo Michael Shannon - apprezzatissimo in Bug e Take Shelter - risulta un po' sopra le righe, come Signor Kent Kevin Costner sforna una delle sue migliori interpretazioni recenti.

Nonostante l'ottimo risultato al botteghino, L'Uomo d'Acciaio è stato aspramente criticato dalla maggior parte della critica specializzata, così come i film che l'hanno seguito (uniche eccezioni: Wonder Woman e l'acclamato Joker, fresco Leone d'Oro a Venezia).

Tant'è che, mentre scriviamo, non è ancora chiaro se Henry Cavill tornerà a indossare il costume di Superman (un discorso simile vale per Ben Affleck, che nel frattempo aveva efficacemente sostituito Christian Bale come Batman).

Noi speriamo di sì.
Ma l'unico modo per scoprirlo è ovviamente attendere il prossimo capitolo della Justice League.




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martedì 15 ottobre 2019

JOKER, SIAMO TUTTI CLOWN?

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2019
123'
Regia: Todd Phillips
Interpreti: Joaquin Phoenix, Robert De Niro, Zazie Beetz, Frances Conroy, Brett Cullen, Douglas Hodge, Dante Pereira-Olson, Shea Whigham, Bill Camp, Marc Maron, Bryan Callen


A Gotham City le profonde e durature disparità economiche hanno incattivito le persone: la criminalità dilaga indisturbata, i ricchi arroganti e strafottenti palesemente disprezzano e discriminano i più bisognosi, le periferie sono abbandonate al degrado e alla sporcizia.

Arthur Fleck (Phoenix) è un poveraccio con problemi psichici (che lo fanno ridere in modo parossistico e involontario) che vive con la madre (Conroy), anch'essa poco lucida, in uno squallido appartamentino in un edificio mal tenuto - dove vive anche la comprensiva ragazza-madre Sophie (Beetz) - e che guadagna qualche soldo facendo il clown in strada e in ospedale.

Il suo desiderio sarebbe quello di diventare un cabarettista - su modello del brillante conduttore televisivo Murray Franklin (De Niro) - ma la sua condizione mette a disagio le persone e in pubblico egli appare goffo e poco buffo.

La sua vita, poi, non è di certo una commedia: maltrattato da bambino, pure da adulto subisce ogni sorta di angheria e prepotenza.

Finché un giorno riesce a reagire all'ennesimo sopruso, scatenando un effetto domino sulla sua vita e su quella della città.






Preannunciato dalla clamorosa vittoria del prestigiosissimo Leone d'Oro alla Mostra del Cinema di Venezia, da un nugolo di polemiche per un presunto incitamento alla violenza e dal timore di atti emulativi (soprattutto negli Stati Uniti), è arrivato come una bomba Joker, film sulla genesi del principale antagonista di Batman.

Grossi incassi finora al botteghino in tutto il mondo, fiumi di inchiostro sui giornali, in tendenza in tutti i social network, pubblico in visibilio, critici sommersi di...critiche in caso di recensioni non entustiastiche e comunque molto divisi (soprattutto in patria; in Italia invece il consenso è stato quasi unanime): poche opere riescono a suscitare reazioni così viscerali - ed il cinema, in crisi, ha un gran bisogno di ritrovare passione e idee, schiacciato com'è dalla concorrenza spietata delle Tv e delle piattaforme di streaming (si veda il caso Netflix, capace di sfornare ottimi lavori quali Roma di Alfonso Cuarón, La Ballata di Buster Scruggs dei fratelli Coen e il prossimo e già acclamato The Irishman di Martin Scorsese).

È vero, pochi mesi fa Avengers: Endgame ha spinto milioni di persone nelle sale ed è divenuto il film che ha incassato di più nella storia del cinema; ma si tratta del frutto di una programmazione attenta alla fidelizzazione degli spettatori (e quindi finalizzata soprattutto a fare profitti): prodotto rassicurante per i fan, molto gradevole, fatto molto bene, ricco di effetti speciali, con attori belli e scanzonati.

Recentemente Scorsese ha definito le pellicole Marvel come un parco divertimenti, come un puro intrattenimento senza alcuna pretesa artistica.
Si può essere d'accordo o meno con il pensiero di un cineasta così illustre - un vero appassionato, comunque, della Settima Arte - ma non si può non notare la penuria di "cose nuove" e di progetti audaci in campo cinematografico.

Ecco che allora Joker rappresenta una novità, un qualcosa di visto pochissime altre volte (e mai in modo così efficace): il tentativo di proporre un film d'autore, un film di denuncia a basso budget, camuffandolo da cinecomics, da film popolare.

Come si fa a rendere interessante ad un ampio pubblico la storia di un uomo solo e con problemi psichici in balia della violenza, dell'indifferenza, del disprezzo?
Sarebbero in pochi quelli disposti a vedere una pellicola che tratta un argomento così duro e crudo.

Ma se quest'uomo così disgraziato diventasse poi un personaggio iconico e carismatico, principale antagonista di uno dei supereroi più celebri del mondo...

La rivincita di Arthur Fleck - avete notato che "A. Fleck" richiama il cognome del celebre attore che impersona l'Uomo Pipistrello nel ciclo della Justice League? - sulla società che lo ha così maltrattato, proprio in virtù del suo destino (da perdente sappiamo che diverrà un numero uno - sebbene del crimine), rappresenta allora un più potente megafono della protesta degli ultimi.

Chi, preoccupandosi, ha interpretato Joker come una chiamata alle armi rivolta a disagiati, però a nostro avviso non ha centrato il punto: con il pretesto del racconto delle origini di un cattivo, si affrontano i temi della malattia mentale, dell'emarginazione, della sopraffazione in un modo che possa arrivare diritto come un pugno agli stomaci degli spettatori.

Chi entra in sala convinto di vedere lo spin-off di un film di supereroi, si ritrova invece catapultato nella vita disgraziata di un pover'uomo e viene portato a trovare comprensione, rispetto, tenerezza per lui.

Il deflagrare della violenza, così, diventa la goccia che fa traboccare un vaso pieno di frustazione e, lungi dal giustificarne gli atti, diviene un urlo di rivolta liberatorio nei confronti di un mondo ingiusto in cui gli ultimi sono abbandonati a se stessi e i ricchi si permettono di deriderli o di liquidare le loro istanze come pretese irrealizzabili e comunque non prioritarie, se non addirittura come pericolose.

Joker ci avvisa: il mondo è in fermento, guai a far finta di nulla.






Todd Phillips non sbaglia niente, nella rappresentazione della sua visione: lasciati da parte Una Notte da Leoni e i suoi seguiti, ispirandosi a due classici del calibro di Taxi Driver e Re Per Una Notte di Scorsese, egli opta per un ritratto cupo, crudo, pessimistico della società.

La regia è grezza e realistica, ben lontana dalle esagerazioni dei cinecomics - apprezzabili, in questo contesto, la mancanza di effetti speciali fracassoni e invadenti e la fotografia "sporca" di Lawrence Sher.

La straordinaria colonna sonora composta dall'islandese Hildur Guðnadóttir è eterea e straniante; le canzoni That's Life e Send In The Clowns, rese universalmente note da Frank Sinatra, e Smile di Charlie Chaplin offrono un contrappunto ironico, mentre Rock & Roll Part 2 del molto discusso Gary Glitter e White Room dei Cream sono in sottofondo a due scene divenute iconiche - rispettivamente, quella della scalinata e quella dell'insurrezione.

Il trucco di Nicki Ledermann e Kay Georgiou e i costumi di Mark Bridges dovevano discostarsi in modo significativo da quelli delle personificazioni precedenti del personaggio: missione compiuta, sono stati apprezzati dal pubblico e sono divenuti riconoscibili e popolari.

Bravissimi gli attori "di contorno": Robert De Niro, quando vuole, sa essere straordinario (questa è la conferma); Zazie Beetz (già vista in Deadpool 2) ha una faccia che funziona; Frances Conroy (la madre di Arthur) e Brett Cullen (Thomas Wayne) sono convincenti.

Ma Joker, volenti o nolenti, è il film "di" Joaquin Phoenix.

Che fosse un interprete eccellente lo sapevamo già - è a dir poco strepitoso in Lei-Her di Spike Jonze e in The Master di Paul Thomas Anderson, giusto per fare due esempi.

Ma che fosse così bravo...

Non è molto corretto fare accostamenti con Jack Nicholson e col rimpianto Heath Ledger, che avevano già portato sullo schermo il personaggio, rispettivamente in Batman di Tim Burton e Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan, anche perché i due erano co-protagonisti (sebbene molto carismatici e incisivi), mentre Phoenix è il fulcro dell'intero film, capace di reggerne il peso dalla prima all'ultima scena.

Scheletrico, nevrotico, sofferto, sgraziato, ferito, deformato, il corpo di Joaquin Phoenix si fa rappresentazione del dolore e dell'ingiustizia, così come il suo volto dolente è una smorfia di una sofferenza anche interiore e non un sorriso o un ghigno.

L'attore nato a Porto Rico dà un'interpretazione viscerale e totalmente immersiva, tanto da diventare lui stesso il personaggio che porta in scena, in una trasformazione che è impressionante: non si tratta di un semplice gigioneggiare in modo istrionico, né di un'adesione totale al Metodo Stanislavskij di immedesimazione maniacale.

È come se trasferisse tutti suoi demoni interiori, il suo vissuto, nel dolore, nella maschera, nella risata terrificante e straziante di Arthur Fleck.

Praticamente tutti quelli che hanno visto il film concordano sul fatto che egli meriterebbe ampiamente l'Oscar come miglior attore protagonista, ma indipendentemente dalla sua vittoria o dalla sua sconfitta sappiamo già che la sua magistrale prova attoriale sarà ricordata a lungo, tanto è incisiva, disperata, viva e sconvolgente.

Sicuramente la sua recitazione è l'asso vincente di un film che non esitiamo a definire un capolavoro incendiario - tanto è potente e in grado di generare discussioni.

Certo la scelta dei produttori di discostarsi dalla travagliata serie DC Extended Universe (L'Uomo d'Acciaio, Batman v Superman, Suicide Squad, Wonder Woman, Justice League, Aquaman, Shazam!) si è già rivelata un azzardo vincente.

Solo tra qualche anno vedremo se Joker resterà un caso isolato o se assumerà il titolo di precursore di un nuovo modo di intendere i cinecomics.

Noi tifiamo per quest'ultima ipotesi.




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