CINEMA A BOMBA!

venerdì 9 gennaio 2026

WAKE UP DEAD MAN, CHI MUORE SI RIVEDE

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2025
144'
Regia: Rian Johnson
Interpreti: Daniel Craig, Josh O'Connor, Jeremy Renner, Josh Brolin, Mila Kunis, Kerry Washington, Glenn Close, Thomas Haden Church, Jeffrey Wright.


Un giovane presibitero (O'Connor) viene mandato dal vescovo (Wright) in una piccola comunità parrocchiale dove spadroneggia un parrocco carismatico ed aggressivo (Brolin).

Dopo che, durante una messa, avviene un omicidio inaspettato e "impossibile", tocca al famoso detective Benoit Blanc (Craig) risolvere il mistero...


2019: Knives Out.
2022: Glass Onion.

Siamo dunque arrivati al terzo capitolo della trilogia mystery scritta e diretta dal regista del controverso Star Wars: Gli Ultimi Jedi, avente come protagonista l'ormai ex 007 Daniel Craig in versione Hercules Poirot.

Trattasi di un whodunit, ossia di uno di quei gialli ad enigma di cui la scrittrice Agatha Christie era maestra: lo scopo è scoprire chi è l'assassino, come si è svolto il delitto e perché.

Chiunque abbia apprezzato i precedenti episodi troverà anche qui di che divertirsi: cambiano ambientazione e personaggi di contorno, ma la formula resta lo stessa, con qualche novità.

La trama si svolge stavolta dentro e intorno a una piccola chiesa di provincia, anziché in una villa (primo film) o su un'isola (secondo film).
Inoltre Blanc fa capolino solo a partire dal secondo atto e viene affiancato nell'indagine: il sacerdote interpretato dal britannico O'Connor è di fatto il co-protagonista della pellicola.

Una cosa che invece non è cambiata è tradizione di includere nel cast qualche supereroe Marvel!
In Knives Out c'era Chris Evans (alias Capitan America), in Glass Onion comparivano Edward Norton (già Incredibile Hulk) e Dave Bautista (Drax dei Guardiani della Galassia), qui troviamo Jeremy Renner (Occhio di Falco degli Avengers, tornato sulle scene dopo il brutto incidente domestico di 3 anni fa) e Josh Brolin (Thanos di Infinity War e Endgame).

L'intreccio è sufficientemente ingegnoso e complicato (non troppo: noi abbiamo indovinato quasi tutto, per la cronaca), ma soprattutto - questo è l'importante - logico e verosimile.
Come nei precedenti capitoli, non manca un risvolto satirico/sociale, con bersaglio - inevitabilmente - l'America debosciata della seconda éra Trump.

Johnson e Craig l'hanno fatta giusta anche stavolta.
Non resta che aspettare - e sperare in - ulteriori seguiti.


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mercoledì 6 agosto 2025

I FANTASTICI QUATTRO-GLI INIZI, NON C'È DUE SENZA... QUATTRO

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2025
114'
Regia: Matt Shakman
Interpreti: Pedro Pascal, Vanessa Kirby, Joseph Quinn, Ebon Moss-Bachrach, Julia Garner, Ralph Inerson, Paul Walter Hauser, Robert Downey Jr. (non accreditato)


In un universo retro-futuristico che sembra una versione steampunk degli anni 60, i Fantastici Quattro sono gli idoli dell'umanità.
Reed "Mr. Fantastic" (Pascal) e Susan "la Donna Invisibile" (Kirby) stanno per avere un bambino: Johnny "la Torcia Umana" (Quinn), fratello della futura mamma, e Ben "la Cosa" (Moss-Bachrach), bestie del futuro papà, condividono con loro la gioia per il nuovo arrivo.

L'idillio è interrotto da Silver Surfer (Garner), aliena metallica che arriva sulla Terra per annunciarne la distruzione prossima ventura ad opera del suo padrone, il gigantesco e famelico Galactus (Inerson).
Come possono affrontarlo i nostri eroi? E soprattutto: che cosa sono disposti a fare per salvare il mondo?


Quello dei Fantastici 4 è uno dei fumetti più vecchi della cosiddetta Casa delle Idee e in questa monografia avevamo già parlato dei tre precedenti adattamenti cinematografici.
A 20 anni esatti dal primo e a 10 anni esatti dall'ultimo, è finalmente uscita la versione che si suppone definitiva, la prima a fare parte dell'ufficiale Marvel Cinematic Universe.

Era ora, considerato che il MCU esiste dal 2008, e meno male, trattandosi di uno dei migliori capitoli recenti della serie.
A parte quella parentesi sui generis che è stata Deadpool & Wolverine l'estate scorsa, quello che vi stiamo recensendo è il miglior lungometraggio Marvel degli ultimi tre anni, ossia dai tempi di Doctor Strange nel Multiverso della Follia.

Il merito risiede nella fedeltà ai personaggi (l'unica eccezione è il gender-switch di Silver Surfer: non necessario, ma sensato ai fini della trama), in un'ambientazione accattivante (costumi e scenografie di alto livello) e in un cast ben scelto.

Pedro Pascal (The Mandalorian, Wonder Woman 1984) ritrova Joseph Quinn (Stranger Things) con cui aveva condiviso il set de Il Gladiatore II, ma è il secondo a rubare la scena.
La sua caratterizzazione di Johnny Storm, molto diversa da quella storica di Chris Evans, è la migliore del film.

Se la cavano bene anche Ebon Moss-Bachrach e Vanessa Kirby; soprattutto la seconda, che ricordiamo in Napoleon.
Nei ruoli più defilati, un Uomo Talpa in versione René Ferretti(!) strappa la risata più grassa, mentre delude il tanto strombazzato cammeo dell'ex Iron Man Robert Downey Jr. come Doctor Doom (a proposito: è la prima volta che viene rivelata in anticipo una scena mid/post-credits).

Gli Inizi - sfocata traduzione dell'originale First Steps, ossia "primi passi", che allude sia all'introduzione del quartetto nel MCU sia al figlio neonato di Reed e Susan - affronta temi impegnativi e alterna con intelligenza alleggerimenti umoristici e momenti drammatici (ma non tragici: è un film per famiglie).

In attesa di rivedere il gruppo nell'atteso e annunciato prossimo film degli Avengers (titolo ufficiale Avengers: Doomsday, che fa intendere chi sarà il nuovo cattivo dopo la fuoriuscita del ridicolo Kang di Ant-Man 3), possiamo affermare con sollievo: per questi Fantastici Quattro è buona la prima.


[PS: chi ama rimanere in sala fino all'ultimo sappia che al termine dei titoli di coda c'è una breve sequenza animata che abbiamo trovato piuttosto divertente, ma che ovviamente non sveliamo!]


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mercoledì 18 giugno 2025

CAPTAIN AMERICA: BRAVE NEW WORLD, UN CAPITANO... C'È SOLO UN CAPITANO!

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2025
118'
Regia: Julius Onah
Interpreti: Anthony Mackie, Harrison Ford, Danny Ramirez, Giancarlo Esposito, Carl Lumbly, Tim Blake Nelson, Sebastian Stan, Liv Tyler.


Sam Wilson (Mackie) indaga su un complotto ordito da una misteriosa organizzazione segreta contro l'ex Generale Ross (Ford), nel frattempo diventato Presidente degli Stati Uniti.

L'ex Avenger capisce presto che Stern (Nelson) - imprigionato dopo gli eventi narrati ne L'Incredibile Hulk - è coinvolto, ma qual è il suo obiettivo?


Che cosa è successo al Marvel Cinematic Universe?
L'interconnessa serie supereroistica, avviata nel lontano 2008 col primo Iron-Man, era giunta ad una naturale conclusione nel 2019 con l'epico Avengers: Endgame.

Dopodiché i produttori Disney hanno deciso di spremere ogni goccia del franchise continuando a realizzare film e telefilm a ciclo continuo, ma inanellando un fiasco dopo l'altro.

Negli ultimi 6 anni, gli unici lungometraggi degni di nota sono stati Spider-Man: No Way Home e Doctor Strange nel Multiverso della Follia (non considerando Deadpool & Wolverine, che fa un po' storia a sé).

Brave New World, stretto tra gli insuccessi di The Marvels (sequel/spin-off di Captain Marvel, ma di qualità para-televisiva) e Thunderbolts (come gli Avengers, ma di serie B), conferma purtroppo questa china discendente.

Si salva il grande Harrison Ford, che è di fatto il vero protagonista della storia: l'ex Han Solo ed ex Indiana Jones ha ammesso con candore di aver accettato la parte solo per soldi, ma a 83 anni suonati ha ancora carisma da vendere, e comunque è divertente vederlo saltare e spaccare tutto in versione Hulk Rosso (presunto colpo di scena maldestramente spoilerato da trailer e poster).

Se la cavano anche Esposito - alias Baxter Stockman di Tartarughe Ninja: Caos Mutante - e Lumbly, mentre Stan come Soldato d'Inverno si limita ad un cammeo superfluo.
Tyler torna nei panni di Betty Ross dopo 17 anni, ma la sua apparizione risulta stranamente artificiosa (è come se l'abbiano inserita nel girato in post-produzione e con l'ausilio della computer grafica).

Ciò che purtroppo non funziona, oltre alla trama banale e alla regia piatta, è il protagonista.
Mackie è (era?) perfetto come Falcon, ma del tutto improbabile come Cap.

Qual è poi il senso di trasformare un personaggio ben definito - e a cui il pubblico è abituato - in un altro personaggio?
Secondo tale logica, allora domani Thor potrebbe diventare il nuovo Visione, Spider-Man il nuovo Iron Man e War Machine il nuovo... Vedova Nera.

Questo effetto straniante non ha fatto altro che alienare i fan di vecchia data, molti dei quali rimpiangono la golden age del MCU e temono che il livello qualitativo pre-2020 non sia più raggiungibile.

Dopo aver visto Brave New World, non resta che ammettere un'amara verità: c'è un solo Capitan America.
E si chiama Steve Rogers.


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mercoledì 8 gennaio 2025

GOLDEN GLOBE 2025. I VINCITORI

(Da sinistra: Demi Moore, Kieran Culkin e Adrien Brody). 


Una delle domande che ritornano, con frequenza annuale, nel grande mondo del cinema è: i Golden Globe sono un'anticipazione degli Oscar?

Un tempo avremmo risposto di sì, ma negli ultimi anni c'è stata una sorta di inversione di tendenza, col risultato che quella dei premi assegnati dalla stampa estera è diventata una competizione a sé stante, piuttosto slegata dalle logiche politiche/economiche dell'Academy.

Ed è un bene: a giovarne sono infatti le pellicole stesse, che qui vengono premiate - l'impressione è questa, almeno - per meriti essenzialmente qualitativi.

Dalla serata è uscito vincitore il drammatico The Brutalist, racconto di un architetto scampato all'Olocausto, che si è aggiudicato i 3 premi più "pesanti": miglior film, regista e attore protagonista.

A tallonarlo troviamo Emilia Pérez, bizzarro musical che di globi se n'é portato a casa ben 4: miglior commedia, film straniero, attrice non protagonista e canzone.

Peccato che non abbiano trovato spazio film come A Complete Unknown (biopic su Bob Dylan diretto dal regista di Logan e Indiana Jones 5) e l'ottimo Dune - Parte 2 di Denis Villeneuve.
Anche il geniale Deadpool & Wolverine è rimasto a bocca asciutta, nonostante l'hype che l'accompagna.

Chi invece ha lasciato la cerimonia con un bel sorriso stampato in faccia è una coppia di interpreti che erano un po' finiti nel dimenticatoio: la rediviva Demi Moore, benché lasci perplessi la categoria in cui è stata incensata (miglior attrice in una commedia? Che cosa ci sarebbe di divertente nell'orrorifico The Substance?) e lo spilungone Adrien Brody, che oltre 20 anni fa vinse l'Oscar con The Pianist (in un ruolo molto simile a questo).

Gloria anche per due "supereroi": Zoe Saldana altri non è che Gamora dei Guardiani della Galassia, mentre conosciamo Sebastian Stan soprattutto come il Soldato d'Inverno degli Avengers.
Una bella soddisfazione per entrambi, che finalmente vengono riconosciuti come professionisti "seri", non solo interpreti di fumettosi blockbuster (una cosa simile era capitata l'anno scorso a Robert Downey Jr.).

E se stupisce positivamente la vittoria del cartone muto Flow (ma riuscirà a confermarsi agli Academy Awards contro la corazzata Disney?), la sconfitta dell'unica opera italiana in gara - l'acclamata Vermiglio - lascia un po' l'amaro in bocca.

Ma la strada verso gli Oscar è ancora lunga; nel frattempo, leggete qui sotto l'elenco dei vincitori e cliccate sui link che trovate!


Miglior film drammatico
The Brutalist, regia di Brady Corbet
A Complete Unknown, regia di James Mangold
Conclave, regia di Edward Berger
Dune - Parte 2, regia di Denis Villeneuve
Nickel Boys, regia di RaMell Ross
September 5, regia di Tim Fehlbaum

Miglior film commedia o musicale
Emilia Pérez, regia di Jacques Audiard
Anora, regia di Sean Baker
Challengers, regia di Luca Guadagnino
A Real Pain, regia di Jesse Eisenberg
The Substance, regia di Coralie Fargeat
Wicked, regia di Jon M. Chu

Miglior regista
Brady Corbet – The Brutalist
Jacques Audiard – Emilia Pérez
Sean Baker – Anora
Edward Berger – Conclave
Coralie Fargeat – The Substance
Payal Kapadiya – Amore a Mumbai

Migliore attore in un film drammatico
Adrien Brody – The Brutalist
Timothée Chalamet – A Complete Unknown
Daniel Craig – Queer
Colman Domingo – Sing Sing
Ralph Fiennes – Conclave
Sebastian Stan – The Apprentice

Migliore attrice in un film drammatico
Fernanda Torres – Ainda estou aqui
Pamela Anderson – The Last Showgirl
Angelina Jolie – Maria
Nicole Kidman – Babygirl
Tilda Swinton – La Stanza Accanto (The Room Next Door)
Kate Winslet – Lee

Migliore attore in un film commedia o musicale
Sebastian Stan – A Different Man
Jesse Eisenberg – A Real Pain
Hugh Grant – Heretic
Gabriel LaBelle – Saturday Night
Jesse Plemons – Kinds of Kindness
Glen Powell – Hit Man

Migliore attrice in un film commedia o musicale
Demi Moore – The Substance
Amy Adams – Nightbitch
Cynthia Erivo – Wicked
Karla Sofía Gascón – Emilia Pérez
Mikey Madison – Anora
Zendaya – Challengers

Migliore attore non protagonista
Kieran Culkin – A Real Pain
Jurij Borisov – Anora
Edward Norton – A Complete Unknown
Guy Pearce – The Brutalist
Jeremy Strong – The Apprentice
Denzel Washington – Il Gladiatore II

Migliore attrice non protagonista
Zoe Saldana – Emilia Pérez
Selena Gomez – Emilia Pérez
Ariana Grande – Wicked
Felicity Jones – The Brutalist
Margaret Qualley – The Substance
Isabella Rossellini – Conclave

Miglior film in lingua straniera
Emilia Pérez, regia di Jacques Audiard (Francia)
Amore a Mumbai, regia di Payal Kapadiya (USA/Francia/India)
Pigen med nålen, regia di Magnus von Horn (Polonia/Svezia/Danimarca)
Ainda estou aqui, regia di Walter Salles (Brasile)
Dāne-ye anjīr-e ma'ābed, regia di Mohammad Rasoulof (USA/Germania)
Vermiglio, regia di Maura Delpero (Italia)

Miglior film d'animazione
Flow - Un Mondo da Salvare, regia di Gints Zilbalodis
Inside Out 2, regia di Kelsey Mann
Memoir of a Snail, regia di Adam Elliot
Oceania 2, regia di Dave G. Derrick Jr., Jason Hand e Dana Ledoux Miller
Wallace & Gromit: Le Piume della Vendetta, regia di Nick Park e Merlin Grossingham
Il Robot Selvaggio, regia di Chris Sanders

Migliore sceneggiatura
Peter Straughan – Conclave
Jacques Audiard – Emilia Pérez
Sean Baker – Anora
Brady Corbet e Mona Fastvold – The Brutalist
Jesse Eisenberg – A Real Pain
Coralie Fargeat – The Substance

Migliore colonna sonora originale
Trent Reznor e Atticus Ross – Challengers
Volker Bertelmann – Conclave
Daniel Blumberg – The Brutalist
Kris Bowers – Il Robot Selvaggio
Clément Ducol e Camille – Emilia Pérez
Hans Zimmer – Dune - Parte 2

Migliore canzone originale
El mal (Clément Ducol, Camille e Jacques Audiard) – Emilia Pérez
Beautiful That Way (Andrew Wyatt, Miley Cyrus e Lykke Li) – The Last Showgirl
Compress / Repress (Trent Reznor, Atticus Ross e Luca Guadagnino) – Challengers
Forbidden Road (Robbie Williams, Freddy Wexler e Sacha Skarbek) – Better Man
Kiss the Sky (Delacey, Jordan K. Johnson, Stefan Johnson, Maren Morris, Michael Pollack e Ali Tamposi) – Il Robot Selvaggio
Mi camino (Clément Ducol e Camille) – Emilia Pérez

Miglior risultato al cinema e al box office
Wicked, regia di Jon M. Chu
Alien: Romulus, regia di Fede Álvarez
Beetlejuice Beetlejuice, regia di Tim Burton
Deadpool & Wolverine, regia di Shawn Levy
Il Gladiatore II, regia di Ridley Scott
Inside Out 2, regia di Kelsey Mann
Twisters, regia di Lee Isaac Chung
Il Robot Selvaggio, regia di Chris Sanders


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martedì 30 luglio 2024

DEADPOOL & WOLVERINE, COME TI SALVIAMO IL MCU

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2024
128'
Regia: Shawn Levy
Interpreti: Ryan Reynolds, Hugh Jackman, Matthew Macfadyen, Emma Corrin, Morena Baccarin, Dafne Keen, Jennifer Garner, Channing Tatum, Wesley Snipes, Jon Favreau, Chris Evans, Tyler Mane, Henry Cavill.
Voci originali: Blake Lively, Nathan Fillion, Matthew McConaughey.


Deadpool (Reynolds) viene reclutato da Mr. Paradox (Macfadyen) e scopre che il proprio mondo sta per scomparire.
L'unico modo per salvarlo - e con esso tutte le persone che ama - è viaggiare attraverso gli universi paralleli e trovare l'unico Wolverine (Jackman) in grado di aiutarlo.

I due però finiscono nel Vuoto, una specie di limbo post-apocalittico governato dalla crudele Cassandra (Corrin).
Riuscirà questa coppia improbabile a mettere a posto le cose e tornare a casa?


Deadpool
Deadpool: No Good Deed
Deadpool 2

X-Men
X-Men 2
X-Men: Conflitto Finale
X-Men: L'Inizio
X-Men: Giorni di un Futuro Passato
X-Men: Apocalisse
Wolverine: Le Origini
Wolverine: L'Immortale

Logan

Per Ryan Reynolds e Hugh Jackman questa è la quarta e la decima apparizione come Deadpool e Wolverine, rispettivamente.
Il primo interpreta il mercenario chiaccherone già da 8 anni, il secondo addirittura da... 24!

Il versatile attore australiano (ricordiamo che è anche un brillante cantante di musical) si era ufficialmente ritirato nel 2017, ma ha deciso di tornare a vestire i panni dell'X-Man che lo ha reso celebre, proprio nel momento in cui il suo personaggio e quello di Reynolds sono entrati finalmente a far parte del Marvel Cinematic Universe.

Questo significa non soltanto che la Disney ha inserito i due - avendone riscattato i diritti dalla 20th Century Fox - nell'universo "ufficiale" (quello degli Avengers, per capirci), ma anche che con loro può (potrà) risollevare le sorti di un franchise che negli ultimi anni sta dando gravi segnali di debolezza.

Dopo il capolavoro pop di Avengers: Endgame, i Marvel Studios hanno avuto un crollo verticale qualitativo, con poche eccezioni.
L'intreccio incentrato sul Multiverso non ha funzionato a dovere e Kang, che doveva essere il "nuovo" Thanos, è stato fatto fuori a causa di una condanna per violenza domestica che ha travolto l'attore che lo interpretava (ma era comunque un cattivo scialbissimo).

Imbarcare i due amatissimi mutanti era quindi la mossa più ovvia per convincere anche i più scettici.
Il risultato è un paio d'ore di fan service e Easter egg talmente a profusione da essere quasi insostenibile (in senso buono), condito da prevedibili e copiose dosi di emoglobina e turpiloquio.

Un film sconsigliato a bambini e moviegoers occasionali, ma imperdibile per gli adulti appassionati.
Senza spoilerare nulla che non sia già apparso nei trailer ufficiali, possiamo dire che le sorprese e le comparsate sono entusiasmanti (c'è un colpo di scena verso la fine che ha letteralmente sollevato gli spettatori dalle poltoncine del cinema, noi compresi) e, benché non aggiungano molto al futuro del MCU, chiudono degnamente il ciclo delle pellicole Fox.

Tra le new entry segnaliamo almeno il brutto e adorabile Dogpool, amico a quattro zampe come Lucky il Cane della Pizza (dalla miniserie Hawkeye) e Cosmo (vedi gli ultimi Guardiani della Galassia), mentre sui geniali recuperi vintage preferiamo mantenere il riserbo.

Spassoso benché sboccato, epico ancorché dissacrante, questo lungometraggio funge da corrispettivo Marvel di Batman v Superman (ah no, quello era già Civil War) o di Godzilla e Kong, con omaggi anche a Lost e Mad Max: Fury Road.

È il film definitivo di Wolverine (Jackman è insostituibile) e forse anche di Deadpool (bravo Reynolds, anche sceneggiatore e produttore, ad averlo fortemente voluto), comunque il miglior prodotto MCU da Doctor Strange nel Multiverso della Follia.

Se questo è il futuro, i fan - e gli executive - possono dormire tra due guanciali.
Il loro universo preferito è ora nelle mani dei suoi salvatori.


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mercoledì 10 luglio 2024

I CLASSICI: PETER RABBIT + PETER RABBIT 2, IL CONIGLIO CON LA GIACCA BLU

(Clicca sulle locandine per vedere i due trailer) 

PETER RABBIT
UK/USA/Australia, 2018
95'
Regia: Will Gluck
Interpreti: Rose Byrne, Domhnall Gleeson, Sam Neill.
Voci originali: James Corden, Margot Robbie, Elizabeth Debicki, Sia, Daisy Ridley.

PETER RABBIT 2
UK/USA/Australia, 2021
104'
Regia: Will Gluck
Interpreti: Rose Byrne, Domhnall Gleeson, David Oyelowo.
Voci originali: James Corden, Margot Robbie, Elizabeth Debicki, Sia, Hayley Atwell.


Un animale antropomorfo, ideato in Gran Bretagna e protagonista di libri per bambini di enorme successo, da cui sono stati tratti due lungometraggi che hanno incassato molto bene...
No, non stiamo parlando dell'orso Paddington, ma del suo (forse) più celebre rivale: il coniglio Peter!

Creato dall'illustratrice Beatrix Potter, il simpatico roditore parlante ha avuto appunto l'onore di avere due trasposizioni cinematografiche in live action.
Non idolatrate dalla critica come quelle del suo omologo mangia-marmellata, ma altrettanto travolgenti e spassose.

Ve le recensiamo entrambe qui sotto, voi scriveteci nei commenti quale delle due preferite e perchè!


Peter Rabbit

Peter (Corden) e la sua famiglia di coniglietti (tre sorelle e un cugino), vivono nel bosco adiacente alla fattoria del vecchio e malvagio McGregor (Neill), nel cui orto cercano continuamente di intrufolarsi per procurarsi del cibo.

Quando il terreno passa di proprietà ad un giovane, lontano erede (Gleeson), la guerra tra animali e umano non tarda a ricominciare.
Per fortuna, Peter & C. possono contare sulla solidarietà della bella e amorevole Bea (Byrne)...

Ritmo lesto, esilaranti scenette di comicità slapstick e un messaggio animalista non disprezzabile.
Il primo adattamento è un bel film per famiglie che, al netto di qualche fan ortodosso dei libri d'origine, è piaciuto a tutti e ha registrato ottimi incassi.

Nel cast c'è un bel duetto tra la sempre piacevole Rose Byrne (quella di X-Men e Tartarughe Ninja: Caos Mutante) e un insolitamente divertente Domhnall Gleeson (era un cattivo negli ultimi Star Wars).
Quasi irriconoscibile è invece Sam Neill: il Dott. Grant di Jurassic Park compare all'inizio, nascosto sotto una barba ispida e una fat suit.

Tra le voci originali - a proposito: consigliamo la versione in inglese coi sottotitoli - si distinguono quella di Margot Robbie (Harley Quinn della Suicide Squad) e quella di Daisy Ridley (anche lei, come Gleeson, proveninente da Star Wars).


Peter Rabbit 2

Quando Bea viene chiamata da una casa editrice a stipulare un accordo per la vendita dei propri libri illustrati, che vedono protagonista una versione appena romanzata di Peter, quest'ultimo resta deluso di essere stato dipinto come un piantagrane.

Allontanatosi dagli altri, incontra il maturo coniglio Barnaba, che lo convince a unirsi a lui in una banda di animali ladruncoli...

Forse meno divertente, ma più ricco di azione, è un seguito all'altezza del precedente.
I puristi affezionati ai libri della Potter (cui il personaggio della Byrne è chiaramente ispirato) continueranno a storcere il naso, ma anche questa è una commedia per tutta la famiglia, riuscita e accattivante.

Nel cast vocale c'è una new entry notevole: Hayley Atwell, alias Peggy Carter degli Avengers.
La parte del cattivo "in carne ed ossa" è invece affidata ad un attore che avevamo già visto in A Most Violent Year.

Non resta che aspettare il prossimo (ultimo?) capitolo che trasformerebbe questo dittico in una trilogia.
L'orsetto rivale è già pronto con Paddington in Perù, che uscirà in autunno.
Che aspetti a saltare di nuovo sul grande schermo, coniglietto?


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martedì 4 giugno 2024

I CLASSICI: BIG HERO 6, I FANTASTICI SEI

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2014
102'
Regia: Don Hall, Chris Williams
Voci originali: Scott Adsit, Ryan Potter, Genesis Rodriguez, T.J. Miller, Damon Wayans Jr., Alan Tudyk, James Cromwell, Stan Lee.


Hiro, adolescente sveglio e intelligentissimo, vive a San Fransokyo - un incorcio, come il suggerisce il nome, tra San Francisco e Tokyo - insieme alla zia e al fratello maggiore.
Quest'ultimo lo introduce all'Istituto di Tecnologia, dove conosce un gruppo di scienziati giovani e geniali come lui.

Ma quando una sua preziosa invenzione finirà nelle mani di un misterioso cattivo mascherato, il ragazzo avrà bisogno di mettere insieme una squadra di supereroi (composta da 6 elementi, come il titolo suggerisce).
Tra questi c'è anche e soprattutto Baymax, un placido robot parlante progettato per offrire assitenza medica...


Come forse ricorderete, agli Oscar 2015 il premio come miglior film d'animazione andò all'opera che vi stiamo recensendo (noi avevamo puntato sul divertente The LEGO Movie, ma va bene così).
Trattasi della prima vera collaborazione tra Disney e Marvel, da quando la casa di Topolino e Paperino ha acquisito quella di Iron Man e Capitan America.

Ispirato ad un fumetto di Steven Seagle e Duncan Rouleau (metà del collettivo Man of Action, autore di alcuni fumetti degli X-Men e di diversi episodi della serie animata Ultimate Spider-Man), Big Hero 6 è un riuscito incrocio di dramedy per famiglie, film d'azione supereroistico ed estetica manga.

Nei classici luoghi comuni "disneiani" (il protagonista orfano, i buoni sentimenti, il personaggio a tutti i costi simpatico e quello a tutti i costi tenero...) si innestano perfettamente i topoi "marveliani", col team che ricorda vagamente una versione allargata dei Fantastici 4 e addirittura una comparsata a sorpresa del compianto Stan Lee.

Il personaggio più memorabile è ovviamente il robot coccoloso Baymax, cui tra l'altro sono affidate le gag più spassose (due su tutte: quelle di "Baaaaambino peloso!" e "Ba-la-lala!"... chi ha visto il film sa di che cosa parliamo!).
Al secondo posto metteremmo Honey Lemon, scienziata bionda e sottile, tanto bella quanto goffa (voce originale di Genesis Rodriguez, già vista in Yoga Hosers).

Con una struttura narrativa collaudata - ma meno prevedibile di quanto possa sembrare - e abbondanti sequenze di azione bilanciate da pause di approfondimento psicologico, Big Hero 6 è una pellicola adatta a tutte le età, capace di accontentare tanto i fan della Disney (di cui è uno dei lungometraggi migliori dell'ultimo decennio) quanto quelli della Marvel (chissà che prima o poi Baymax non compaia in qualche film del Marvel Cinematic Universe).

Da (ri)vedere, aspettando il sequel che un giorno forse arriverà (l'unico seguito realizzato finora è una miniserie fruibile su Disney+).
E da non perdere i titoli di coda e la breve scena subito successiva!


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sabato 26 agosto 2023

I DOC: MISS AMERICANA, A PROPOSITO DI TAYLOR

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2020
85'
Regia: Lana Wilson
Con: Taylor Swift, Jack Antonoff, Joe Alwyn, Dixie Chicks, Brandon Urie, Tom Hiddleston, Kanye West, Donald Trump.


Taylor Swift è probabilmente l'artista - anzi, la donna - americana più influente e di successo dell'ultimo ventennio.
Unica cantante nella storia ad aver venduto oltre un milione di copie per 5 dei suoi album solo nel proprio paese, detiene il record globale di streaming su Spotify, oltre a 12 Grammy, innumerevoli altri premi e - attualmente - 101 menzioni nel Guinness dei Primati.

Ovvio che prima o poi qualcuno le dedicasse un documentario: Miss Americana (titolo preso in prestito da una delle sue canzoni) ripercorre le tappe principali della carriera della bionda cantautrice, dagli esordi country quando era ancora adolescente fino all'anno prima della Pandemia, soffermandosi in particolare sul biennio 2018-2019.

Sorvolando (fortunatamente) quasi del tutto sulle sue gossipatissime relazioni sentimentali (tra i suoi numerosi e brevi flirt ce n'è stato uno anche con l'attore inglese Tom Hiddleston, il Loki degli Avengers), la regista Wilson è riuscita a offrire un ritratto intimo e delicato di Taylor, bilanciando la sua sfera privata con la sua attività musicale in maniera più efficace di altri docufilm simili come Life in Pink.

Ne emerge l'immagine di una ragazza fragile e determinata, insicura e sincera, capace di sfidare tanto l'establishment discografico quanto l'allora presidente Trump.
Una giovane donna che non si spaventa né di prendere posizione a favore dei diritti civili - in un mondo dove esprimere le proprie idee politiche può compromettere seriamente una carriera - né di parlare dei propri problemi personali.

I disturbi alimentari, il processo per molestie (vinto il primo dopo aver subìto le seconde), la pressione dei media, gli insulti sessisti del web e di alcuni colleghi famosi (tipo il volgare rapper Kanye West), la difficoltà di farsi strada - come donna e come musicista - in un ambiente ancora fortemente patriarcale: tutti ostacoli che Swift ha superato grazie al proprio carattere e sopratutto al proprio songwriting.

Le sue canzoni diventano quindi una valvola di sfogo, il proprio diario personale che la nostra canta con accorato trasporto, accompagnata da folle di fan adoranti che conoscono a memoria ogni singolo verso e lo gridano a squarciagola insieme a lei, in una sorta di rito catartico collettivo.

È il punto di forza di un'artista dalle molte sfaccettature, capace di spaziare - con ottimi risultati, peraltro - anche in altri campi, come la regia cinematografica: (ri)vedasi il cortometraggio All Too Well.

Miss Americana non offre - questo è il limite di tutte le monografie - un ritratto completo di Taylor Swift, ma è sufficientemente esauriente sia per chi vorrebbe conoscere questo affascinante personaggio sia per gli "swifties" più devoti.


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sabato 27 maggio 2023

ANT-MAN & THE WASP: QUANTUMANIA, IL RAZZISMO SPIEGATO A SUA FIGLIA

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2023
124'
Regia: Peyton Reed
Interpreti: Paul Rudd, Evangeline Lilly, Michelle Pfeiffer, Michael Douglas, Kathryn Newton, Jonathan Majors, David Dastmalchian, Corey Stoll, Mark Oliver Everett, Tom Hiddleston, Owen Wilson, Bill Murray.


Qualche anno dopo aver salvato l'umanità dal perfido Thanos, Scott (Rudd) vive un'esistenza felice con la fidanzata Hope (Lilly) e i genitori di lei (Pfeiffer e Douglas).

Adora anche la figlia Cassie (Newton), avuta dalla sua ex moglie: un'adolescente che possiede un cervello da un milione di dollari e gli dà qualche grattacapo.

La ragazza ha costruito un aggeggio per comunicare col Regno Quantico e involontariamente viene risucchiata dentro con tutta la famiglia.
Come faranno Ant-Man e compagnia a venirne fuori senza intaccare l'equilibrio dell'universo?


2016 - Ant-Man + Captain America: Civil War.
2018 - Ant-Man & the Wasp.
2019 - Avengers: Endgame.

Questa è la 5a volta di Paul Rudd nei panni di Ant-Man e la 4a di Evangeline Lilly - indimenticata Kate di Lost - in quelli di Wasp.
Confermato pure Peyton Reed in cabina di regia: come Jon Watts di Spider-Man e James Gunn dei Guardiani della Galassia prima di lui, ha avuto la possibilità di dirigere tutti i capitoli della propria trilogia.

Come si dice, squadra che vince non si cambia?
Non proprio, qualcosa in realtà è cambiato davvero: Rudd non è più co-sceneggiatore e in generale il tono della serie si è fatto più serio.

Con poche eccezioni - il cameo di Bill Murray, ad esempio - l'umorismo scanzonato del primo film, che ai tempi aveva spinto qualche critico ad un arrampiscato paragone con l'allora concorrente Deadpool (anche lo sboccato merecenario di Ryan Reynolds entrerà prossimamente nel Marvel Cinematic Universe), è quasi sparito.

Una scelta stilistica in linea con tutte le pellicole del MCU successive ad Endgame e che ricorda da vicino l'evoluzione (involuzione?) del succitato trittico dei Guardiani della Galassia.
Quantumania presenta alcune similitudini con la recentissima opera di Gunn, a cominciare dal sospetto che crea più imbarazzo e disagio... la Marvel sta diventando razzista?!?

A nostro parere, sinceramente, no.
Eppure il fatto che per due volte di fila il malvagio di turno sia uno psicopatico di etnia africana, contrastato da un gruppo di eroi per lo più caucasici, non ci pare un'idea geniale né aiuta a confutare il pregiudizio (alla faccia del Black Lives Matter, no?).

Là si trattava di un nazistoide chiamato Alto Evoluzionario, qui di un megalomane di nome Kang (Majors lo interpreta con una solennità da Marlon Brando che non ce l'ha fatta), ma il personaggio è essenzialmente lo stesso.
Del primo non sentiremo facilmente più parlare, il secondo dovrebbe tornare nei prossimi film degli Avengers e sostituire Thanos come super-cattivo.

Se i punti deboli della pellicola risiedono nella scelta dell'avversario e in un copione non troppo ispirato, i punti di forza sono: la durata relativamente breve ("solo" 2 ore: quasi un cortometraggio per lo standard a cui siamo stati abituati!), gli effetti speciali, le scenografie à la Star Wars e le performance degli attori principali.

Rudd batte ai punti una Lilly più sprecata che mai (smettetela di aggiungere ipocritamente Wasp ai titoli: è sempre più uno specchietto per le allodole), Douglas riesce a tenere testa ad una Pfeiffer in gran forma, ma Newton surclassa tutti: è lei la rivelazione e la vera protagonista della storia, speriamo di rivederla in futuro.

Chi ritroveremo quasi di certo è Ant-Man: forse non in un 4° capitolo "solista" (finora l'unico Avenger ad aver avuto più di una trilogia è Thor), ma probabilmente nei prossimi, attesi episodi della squadra.
La Disney-Marvel ha già annunciato l'uscita di Avengers: The Kang Dinasty nel 2025 e Avengers: Secret Wars l'anno successivo.

Difficilmente saranno all'altezza di quei knock down + knock out che erano stati Infinity War e Endgame, però concediamo loro un po' di fiducia.
Potremmo tornare a... meravigliarci.


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lunedì 8 maggio 2023

GUARDIANI DELLA GALASSIA VOL. 3, COMUNQUE ANDRÀ L'ADDIO NON È UNA POSSIBILITÀ

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2023
150'
Regia: James Gunn
Interpreti: Chris Pratt, Zoe Saldaña, Dave Bautista, Karen Gillan, Pom Klementieff, Sean Gunn, Will Poulter, Nathan Fillion, Michael Rooker, Sylvester Stallone.
Voci originali: Bradley Cooper, Vin Diesel, Maria Bakalova, Seth Green, Linda Cardellini.


Dopo gli eventi dello Speciale natalizio, i Guardiani si ritrovano in una pericolosa missione per salvare Rocket (Cooper) dalle brame di un afro-nazi-psicopatico chiamato Alto Evoluzionario.

Entra in campo anche la "nuova" Gamora (ricordate Avengers: Endgame?), ora tra le fila dei pirati interstellari Ravagers guidati da Stakar (Stallone).
E se questa fosse l'ultima avventura per Star-Lord (Pratt) e compagni?


2014 - Guardiani della Galassia
2017 - Guardiani della Galassia Vol. 2
2018 - Avengers: Infinity War
2019 - Avengers: Endgame
2022 - Thor: Love and Thunder + Guardiani della Galassia: Holiday Special

Eccoci alla 7a apparizione dei GdG nel Marvel Cinematic Universe (in breve MCU), il 3° capitolo di una trilogia iniziata quasi un decennio fa.
Al timone della nave (spaziale) c'è ancora una volta il sempre più lanciato James Gunn, ex regista di horror da poco promosso co-direttore dei DC Studios.

Prima di lasciare la Marvel per passare definitivamente alla Distinta Concorrenza, per la quale ha già firmato il trucido The Suicide Squad (a proposito: anche questo ve lo recensiremo a stretto giro), il cineasta coi capelli a spazzola ha voluto e potuto concludere la storia dei "suoi" Guardiani.

Lanciata inizialmente come la serie comica dell'universo degli Avengers, col passare del tempo quella dei Guardiani è diventata sempre più cupa e drammatica, come dimostra questo nuovo capitolo (con l'eccezione del family friendly Holiday Special, ma quello fa storia a sé).

Non che l'umorismo sia venuto meno, anzi: anche stavolta si ride spesso e di gusto, ma la spensieratezza degli esordi - come già era parso nel Vol. 2, nonostante la presenza "disneiana" di Baby Groot - è quasi sparita.

In compenso è aumentata molto la dose di violenza, al punto che sconsigliamo la visione ai bambini.
Questa (discutibile) scelta stilistica può essere spiegata col cambio di tono subìto dal MCU post-Endgame, ma più probabilmente è un retaggio dell'esperienza "a mani libere" di Gunn col succitatato semi-reboot della Suicide Squad.

Vol. 3 ha l'ambizione di toccare - al di là della matrice fumettistica - alcuni temi importanti: l'amicizia e i legami familiari (topoi presenti nel corso di tutta la serie), la crudeltà nei confronti degli animali, l'elaborazione del lutto, la necessità di venire a patti col proprio passato e di reinventarsi un futuro.

A momenti il film rischia di sprofondare nel Grand Guignol, o - peggio ancora - nel torture porn, ma poi si riprende e riesce pure a commuovere, specie nel finale.
Però non arriva mai a quella dimensione epica cui il suo autore evidentemente tendeva.

In compenso il cast è quasi sempre da applausi: a parte un cattivo troppo sopra le righe e un nuovo ingresso non particolarmente incisivo, gli altri interpreti danno il massimo.
Questa volta i migliori sono Cooper (praticamente il vero protagonista della vicenda) e Bautista, ed è un piacere ritrovare Saldaña in un personaggio vecchio ma nuovo.

In secondo piano emerge un esilarante Fillion, mentre è curioso notare la presenza dell'italo-americana Cardellini, che nella versione originale dà la voce alla lontra Lylla pur avendo già un ruolo nel MCU (è la moglie di Occhio di Falco degli Avengers).

Fanno capolino anche altri personaggi amati dal pubblico: da Howard il Papero (ma perché non lo fanno comparire di più?) alla deliziosa cagnolina Cosmo (doppiaggio originale e motion capture di Maria Bakalova, quella di Borat 2).

Nel complesso, come capitolo conclusivo della storia questo Volume 3 ci starebbe anche, se non fosse per una scena post-credits che lascia intendere che non sia ancora il momento per metterci una pietra sopra.
Ci sarà prima o poi una puntata numero 4? O magari uno spin-off?

Parafrasando una recente canzone pop italiana si può affermare che, comunque andrà, per i Guardiani della Galassia l'addio non sembra essere una possibilità.


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giovedì 23 febbraio 2023

BLACK PANTHER: WAKANDA FOREVER, IL RE È MORTO (EVVIVA IL RE?)

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2022
161'
Regia: Ryan Coogler
Con: Letitia Wright, Lupita Nyong'o, Angela Bassett, Martin Freeman, Julia Louis-Dreyfus, Tenoch Huerta, Isaach de Bankolé, Michael B. Jordan.


Dopo la tragica morte del sovrano T'Challa (alias Black Panther), il Wakanda è indebolito e inizia a subire pressioni dalle altre nazioni affinché condivida con loro il vibranio e la propria tecnologia.

Il regno deve quindi guardarsi sia dalle minaccie del popolo sottomarino guidato da Namor (Huerta) sia dalle ingerenze della CIA.
Prima che la situazione precipiti, bisogna che qualcuno erediti il costume e il ruolo del defunto supereroe...


2016 - Captain America: Civil War.
2018 - Black Panther.
2018 - Avengers: Infinity War.
2019 - Avengers: Endgame.

Questa doveva essere la 5a apparizione di Chadwick Boseman nei panni del più popolare eroe afro del Marvel Cinematic Universe, ma la morte prematura dell'attore ha per forza di cose scombussolato i piani del colosso produttivo affiliato alla Disney.

Ecco allora che l'atteso seguito di Black Panther si trasforma in una sorta di tributo all'attore, forse anche per "vendicare" la figuraccia dell'Academy che 2 anni fa - in una delle edizioni più imbarazzanti di sempre - gli aveva negato un Oscar postumo.

Niente di male, se non fosse che il mancato apporto dell'amato ex-protagonista toglie potere e interesse alla pellicola, che risulta - spiace ammetterlo - una delle meno interessanti del MCU.
Poche scene d'azione diluite in 160 interminabili minuti, una trama esile, la completa assenza di altri Avengers (almeno nel primo capitolo c'era stato il cameo del Soldato d'Inverno) concorrono allo scarso risultato finale.

Siamo dalle parti del soporifero Eternals, ma se non altro il film della regista premio Oscar Chloé Zhao aveva come attenuante alla propria prolissità la necessità di introdurre nuovi personaggi.
Qui Coogler annaspa alla ricerca di una storia che gira su se stessa, non aiutato neppure dal cast.

Wright se la cava in realtà piuttosto bene, ma non riesce a competere col carisma di Boseman.
L'ex hobbit Freeman compare troppo poco e Huerta è un Namor assai deludente: il suo personaggio dovrebbe essere il corrispettivo Marvel di Aquaman della DC, invece sembra un figurante di Avatar: La Via dell'Acqua senza CGI.

La critica internazionale e l'Academy evidentemente non la pensano così, avendo omaggiato Wakanda Forever rispettivamente con 2 candidature ai Golden Globes (uno dei quali concretizzatosi: Angela Bassett non protagonista) e ben 5 nomination agli Oscar.

Chiaramente auguriamo alla pellicola di vincere più statuette possibile nella Notte delle Stelle.
Ma per il futuro del MCU, sinceramente, ci aspettiamo di meglio.


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venerdì 21 ottobre 2022

THOR: LOVE AND THUNDER, IL PRESENTE È FEMMINA

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2022
119'
Regia: Taika Waititi
Con: Chris Hemsworth, Natalie Portman, Christian Bale, Tessa Thompson, Taika Waititi, Chris Pratt, Karen Gillan, Dave Bautista, Pom Klementieff, Russell Crowe, Stellan Skargård, Idris Elba, Elsa Pataky, Luke Hemsworth, Sam Neill, Matt Damon.
Voci originali: Bradley Cooper, Vin Diesel.


Dopo gli eventi di Avengers: Endgame, il disilluso Thor (Hemsworth, all'inizio ancora in versione Grande Lebowski) si è unito ai Guardiani della Galassia.

Quando però New Asgard viene minacciata dall'incattivito Gorr (Bale, agli antipodi del Cavaliere Oscuro), il nostro ritorna per difendere il proprio popolo.
Ritrova però qualcuno che non si aspettava: l'ex fidanzata Jane (Portman)...


2011 - Thor.
2012 - The Avengers.
2013 - Thor: The Dark World.
2015 - Avengers: Age of Ultron.
2017 - Thor: Ragnarok.
2018 - Avengers: Infinity War.
2019 - Avengers: Endgame.

Senza considerare la breve comparsata in Doctor Strange, questa è l'apparizione numero 8 di Chris Hemsworth nei panni del Dio del Tuono.
Non è un record, ma lo è il fatto di essere il primo personaggio del Marvel Cinematic Universe - per gli amici MCU - ad avere 4 film "solisti".

Dopo i primi due capitoli, giudicati un po' troppo seriosi da fan e addetti ai lavori, al biondo degli Avengers era stata imposta un' apprezzata svolta comica con Ragnarok, grazie all'apporto dell'eccentrico cineasta neozelandese - e futuro premio Oscar - Taika Waititi.

Squadra che vince non si cambia. Ecco quindi confermati il tono scanzonato, il regista e il cast del film precedente, con due differenze sostanziali: i Guardiani della Galassia al posto di Hulk e l'atteso ritorno di Natalie Portman, che mancava da Thor: The Dark World.

E se da un lato la squadra del "giurassico" Chris Pratt ha meno screen time di quel che i trailer lasciano intendere, dall'altro la diva di No Strings Attached e della trilogia prequel di Star Wars risulta il valore aggiunto della pellicola.

L'attrice israeliana è splendida come sempre e - complice un ruolo più sostanzioso e centrale - si permette di rubare la scena ai colleghi e assurgere così a vera protagonista.
La sua Mighty Thor (per i fan di più tenera età semplicemente "Thor femmina") è un personaggio iconico, che non si dimentica.

Dal canto suo, il Waititi sceneggiatore sembra aver preso il sopravvento sul Waititi regista, nel senso che a volte finisce per calcare troppo la mano sugli elementi buffi e demenziali, al punto che i momenti comici e quelli drammatici non sempre riescono ad amalgamarsi bene.

Si veda ad esempio lo Zeus di Russel Crowe: vorrebbe essere istrionico e larger than life, invece risulta semplicemente sopra le righe.
L'ex Gladiatore se l'era cavata molto meglio quando era stato il padre di Superman per la Distinta Concorrenza.

Tra un inchino al genere fantasy/sci-fi degli anni 80 e una strizzata d'occhio alla comunità LGBTQI+ (che nemmeno Venom), Love and Thunder non aggiunge molto al MCU, ma come opera di intrattenimento funziona e nel complesso gli appassionati possono ritenersi soddisfatti.

La storyline del Dio del Tuono sembra concludersi qui, ma è pur vero che il finale rimane sufficientemente aperto.
Il che potrebbe significare che un 5° capitolo "solitario" è improbabile, ma che un'altra partecipazione di Thor sarebbe plausibile, se capitasse l'occasione propizia.

Ad esempio... un nuovo film degli Avengers?


[PS: come il mantello del Dottor Strange e lo scudo di Capitan America, anche il martello Mjolnir e l'ascia Stormbreaker - oggetti animati, ma non parlanti - hanno un evidente potenziale umoristico. Perché non dedicare loro una serie a sè stante? Se la DC può fare la Lega dei Super-Animali, perché la Marvel non dovrebbe avere la... Lega dei Super-Accessori???]


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venerdì 16 settembre 2022

DC LEAGUE OF SUPER-PETS, IL CANE È IL MIGLIOR AMICO DEL (SUPER)UOMO

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA/Australia, 2022
105'
Regia: Jared Stern
Voci originali: Dwayne "The Rock" Johnson, Kevin Hart, John Krasinski, Olivia Wilde, Diego Luna, Keith David, Alfred Molina, Lana Headey, Keanu Reeves.


Krypto (Johnson) è il fedele cane di Superman (Krasinski) fin dalla più tenera età, ma è geloso del fidanzamento del suo padrone con la giornalista Lois Lane (Wilde).

Quando l'Uomo d'Acciaio viene rapito dal perfido Lex Luthor, al quadrupede non resta che allearsi con un improvvisato team di animali abbandonati, guidato dal disilluso Asso (Hart)...


Avete presente la Justice League, ossia la supersquadra composta da Batman, Superman, Wonder Woman, Flash, Cyborg, Aquaman e - in alcuni casi, come questo - Lanterna Verde (di fatto gli Avengers della DC Comics)?
Ecco, ora immaginatevela in versione... semi-canina!

Supereroi e cani: una combo perfetta per entusiasmare il pubblico più giovane, come gli incassi registrati finora confermano!
Ma anche un'occasione piacevole per gli adulti, considerata la quantità di riferimenti meta-cinematografici e meta-fumettistici che solo chi non è più bambino può cogliere.

Se questo lungometeaggio funziona è merito soprattutto di un ritmo serrato che non concede momenti di noia, una sceneggiatura adeguatamente brillante e un cast vocale di prim'ordine.

A tal proposito, ci permettiamo di consigliarne la versione originale: sia perché abbiamo avuto l'impressione che alcune battute siano andate perse nella traduzione, sia perché il doppiaggio italiano - benché meno osceno di quello che ci si potrebbe aspettare - risulta appena sufficiente.

Vedendo il film in lingua inglese si possono invece apprezzare le performance di un nutrito gruppo di attori di serie A: dall'ex wrestler The Rock (Jumanji, Red Notice) al novello Mr. Fantastic Krasinski, dal messicano Luna (ve lo ricordate in Star wars: Rogue One?) alla bellissima Wilde già apprezzata in Her-Lei e nel recente Ghostbusters: Legacy.

Che dire poi di Keanu Reeves?
Il divo di Point Break e Matrix se la cava inaspettatamente bene nei panni (virtuali) dell'Uomo Pipistrello, al punto che quasi non si rimpiangono né Ben Affleck né Michael Keaton.

Occhio infine alla spassosa scena post-credits: viene introdotto un personaggio che presto avrà una pellicola in live action dedicata e compare un altro adorabile supercanide, Anubi (anch'esso con la voce originale di Johnson).

DC League of Super-Pets è un film per tutta la famiglia, uno di quelli che si rivede volentieri più volte e di cui ci si ritrova già ad attendere il seguito.
È proprio vero quel che si dice: il cane è il miglior amico dell'uomo.
Di più: anche del super-uomo.


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mercoledì 18 maggio 2022

DOCTOR STRANGE NEL MULTIVERSO DELLA FOLLIA, TURISTI PER DARKHOLD

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2022
126'
Regia: Sam Raimi
Con: Benedict Cumberbatch, Elizabeth Olsen, Chiwetel Ejiofor, Rachel McAdams, Xochitl Gomez, Benedict Wong, Patrick Stewart, John Krasinski, Hayley Atwell, Charlize Theron, Bruce Campbell.


Qualche tempo dopo gli eventi narrati in Spider-Man: No Way Home.

Lo stregone Doctor Strange (Cumberbatch) è al matrimonio dell'ancora amata ex fidanzata Christine (McAdams) quando gli tocca salvare l'adolescente America (Gomez) da un mostro che la insegue.

I due sembrano sbucati dal nulla; in realtà la ragazzina ha un potere unico: la capacità di viaggiare nel Multiverso, un insieme di innumerevoli universi alternativi al nostro.

Strange chiede allora aiuto a Scarlet Witch (Olsen), che nel frattempo ha acquisito il Darkhold, libro magico che le permette di controllare il Multiverso...


Fantastico? Avventuroso? D'azione?
28° lungometraggio del Marvel Cinematic Universe, questo film è il primo a poter essere catalogato sotto il genere horror.

Cupo, a tratti spaventoso, insolitamente violento (per gli standard MCU), necessitava di un regista capace di apportare il necessario cambiamento di tono senza tuttavia calcare troppo la mano.
E chi meglio di Sam Raimi?

Cineasta di culto che disertava il grande schermo da Il Grande e Potente Oz, Raimi aveva già bazzicato il mondo Marvel all'inizio del secolo, grazie alla storica trilogia di Spider-Man con protagonista Tobey Maguire.

Stavolta però il riferimento stilistico è un'altra sua trilogia, quella che lo aveva lanciato oltre 40 anni or sono come enfant prodige del cinema indipendente: Evil Dead, ossia La Casa, La Casa 2 e L'Armata delle Tenebre.

In un tripudio di rimandi e autocitazioni audio-visive, Sam sembra essersi divertito un mondo, complice l'ampia libertà concessagli dagli studios e la possibilità di avvalersi di alcuni collaboratori storici.

Tra questi non poteva mancare il suo attore-feticcio: il mitico Bruce Campbell, le cui due rapidi comparsate sono tra le cose più spassose della pellicola.

Ma quello di "Bruce Almightly" non è l'unico cammeo degno di nota.
Senza spoilerare nulla, riveliamo solo che nel corso della proiezione cui abbiamo assistito il pubblico è andato in visibilio per l'entrata in scena a sorpresa di alcuni personaggi - e attori - molto amati dai fan.

Che siano state solo apparizioni estemporanee o anticipazioni di nuove storie in cantiere (quella nella sequenza mid-credits appartiene sicuramente alla seconda categoria) lo scopriremo solo vivendo.

Per ora basta godersi le buone interpretazioni del cast, specie quelle dei due protagonisti: se da un lato Cumberbatch - da noi incontrato a Venezia 2011, ricordate? - è una gradita conferma, dall'altro la bellissima Olsen non è mai stata così brava.

Anche se i nostri personaggi preferiti sono stati il mantello magico di Strange (a quando uno spin-off dedicato?!?) e - ça va sans dire - il venditore ambulante di polpette di pizza impersonato da Campbell.

Nel Multiverso della Follia non è solo il miglior Raimi degli ultimi 20 anni, è anche un seguito superiore all'originale e uno dei più brillanti capitoli del MCU recente.

Alla faccia di chi pensava che dopo Avengers: Endgame la qualità Disney-Marvel sarebbe drasticamente calata.


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mercoledì 20 aprile 2022

I CORTI: PETER'S TO-DO LIST, QUEGLI OCCHI ALLEGRI DA RAGNETTO IN GITA

(Clicca sulla locandina per vedere il corto). 

USA, 2019
3'
Regia: Jon Watts
Con: Tom Holland, Jacob Batalon, Tony Revolori.


Peter Parker (Holland) ha una lista di cose da fare prima di partire con la scuola per una gita in Europa.

Rimediare un adattatore per le cuffie, vendere i propri vecchi giocattoli così da avere abbastanza soldi per poter regalare qualcosa a MJ (la ragazza per cui ha una cotta), fare il passaporto...
Ah, e ovviamente far arrestare la famiglia mafiosa Manfredi.


Rieditato e distribuito come un cortometraggio a sé stante, Peter's To-Do List è in verità una raccolta di sequenze di Spider-Man: Far From Home - 2° capitolo dedicato all'Arrampicamuri del Marvel Cinematic Universe - che erano state tagliate in fase di montaggio.

Non è difficile capirne il perché: gli avvenimenti qui narrati erano superflui ai fini della trama.

Eppure c'è almeno una scena che merita: il combattimento coi gangster nel ristorante, ottimamente coreografato e spettacolare quanto basta, nel quale il nostro fa sfoggio delle potenzialità dell'armatura da Iron Spider (il costume tecnologicamente avanzato regalatogli da Iron Man nel precedente Avengers: Infinity War).

Ed è sempre un piacere rivedere in azione il giovane attore britannico Tom Holland, che si conferma - a nostro giudizio - il miglior Uomo Ragno visto finora sul grande schermo.

Né "ponte" tra Far from Home e il successivo No Way Home né scarto di magazzino, questo corto va guardato e goduto per quel che è: un piccolo, gustoso approfondimento su uno dei supereroi più amati della storia del cinema (e non solo).


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martedì 28 dicembre 2021

SPIDER-MAN: NO WAY HOME, RIPORTANDO TUTTI A CASA

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2021
148'
Regia: Jon Watts
Con: Tom Holland, Benedict Cumberbatch, Zendaya, Marisa Tomei, Jon Favreau, J.K. Simmons, Alfred Molina, Willem Dafoe, Thomas Haden Church, Rhys Ifans, Jamie Foxx, Andrew Garfield, Tobey Maguire, Charlie Cox, Tom Hardy.


New York. Dopo il colpo di scena mostrato alla fine del precedente Far From Home, Peter (Holland) si trova addosso gli occhi della città e del mondo.

Per lui, zia May (Tomei), la fidanzata MJ (Zendaya) e i suoi amici è la fine della privacy (e dell'incolumità, ora che la notizia è appannaggio di qualunque supercriminale).

L'unica soluzione è recarsi dal Dr. Strange (Cumberbatch) e convincerlo a fare un incantesimo che faccia dimenticare a tutti la vera identità di Spider-Man.
Ma qualcosa va storto...



Tutto ebbe inizio con la storica trilogia di Sam Raimi con protagonista Tobey Maguire, poi fu il turno del dittico di Marc Webb con Andrew Garfield nei panni dell'Arrampicamuri (tutte e 5 le recensioni si possono leggere in questa monografia).

Infine - terza variante in soli 15 anni! - arrivò il turno del giovane Tom Holland:
Captain America: Civil War.
Spider-Man: Homecoming.
Avengers: Infinity War.
Avengers: Endgame.
Spider-Man: Far From Home.

Per l'emergente attore britannico questa è la sesta prova nel costume rossoblu, più di chiunque altro.
Confermati anche il regista Jon Watts e il cast di supporto, dalla sempreverde Marisa Tomei (prima zia May sexy della storia) alla lanciatissima "cantattrice" Zendaya (la ricordate in The Greatest Showman e nel recente remake di Dune?).

Ed è un bene: quella di Holland e compagnia si conferma una volta per tutte la miglior versione cinematografica del ragnetto, benché a questo giro - chi ha visto il film può capire l'allusione - sia dovuta venire a patti col proprio passato...

Ma siccome questo Spidey è anche membro degli Avengers (no, non è una band!) ed è - a differenza dei suoi predecessori - parte integrante del MCU (acronimo di Marvel Cinematic Universe), la pellicola chiude un cerchio ma come di consueto pone le basi per altri capitoli, altre avventure di personaggi affini.



Si spiega quindi così la presenza del Dr. Strange, in una veste mentoriale che richiama volutamente quella di Iron Man in Homecoming e di Nick Fury in Far From Home.
Gli eventi di questo film servono infatti da preludio al prossimo lungometraggio dedicato allo stregone: In the Multiverse of Madness uscirà tra qualche mese e sarà diretto da Sam Raimi, già regista - che coincidenza! - dei primi Spider-Man.

Ma quella di Benedict Cumberbatch (un altro attore inglese, che avevamo incontrato sul red carpet di Venezia 10 anni or sono, ricordate?) non è l'unica partecipazione eccellente.
Segnaliamo almeno altre due comparsate notevoli: Charlie Cox riprende i panni dell'avvocato non vedente Matt Murdock (alias DareDevil) che aveva nella serie tv targata Netflix, Tom Hardy fa uno spassoso capolino mid-credits insieme all'inseparabile Venom.

Ultimo capitolo di una trilogia o primo step di un nuovo corso? Solo il tempo lo dirà.
Di certo No Way Home è il film di Spider-Man definitivo, quello che accontenta i fan di ogni versione e ogni età, almeno a giudicare dai whoa-oh e dagli applausi scrosciati durante la proiezione nei cinema di tutto il mondo.

Spesso si ride a crepapelle, in almeno una o due occasioni si piange a dirotto e le 2 ore e mezza di durata filano via senza pesare affatto, tra i soliti combattimenti ipercoreografati e preziose parentesi introspettive.

Alla fine si esce dalla sala soddisfatti ed emozionati, persino grati.
Il cine-universo Marvel è vivo è vegeto.
Al prossimo capitolo, allora.

E buona fine dell'anno da CINEMA A BOMBA!



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