CINEMA A BOMBA!

giovedì 4 gennaio 2024

SPIDER-MAN: ACROSS THE SPIDER-VERSE, IL RAGNETTO SALVA ANCORA IL (CINE)UNIVERSO

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2023
140'
Regia: Joaquim Dos Santos, Kemp Powers, Justin K. Thompson
Voci originali: Hailee Steinfeld, Shameik Moore, Oscar Isaac, Jake Johnson, Jason Schwartzman, Shea Whigham, Daniel Kaluuya, Mahershala Ali, Elizabeth Perkins, J.K. Simmons, Donald Glover (live action).


Sono passati 16 mesi dagli eventi del primo film.
Gwen (Steinfeld) entra a far parte della Spider-Society, un'alleanza di uomini-ragno provenienti da ogni angolo del Multiverso e guidata dal cupo Spider-Man 2099 (Isaac).

Torna in contatto anche con Miles (Moore) per fermare il supercattivo Macchia (Schwartzman), che intende sfruttare a proprio vantaggio le anomalie spazio-temporali che stanno danneggiando lo Spider-verso...


È difficile riassumere più di così la trama di questa lunga pellicola senza incappare in qualche spoiler!
La storia è davvero infarcita di colpi di scena, riferimenti e omaggi non solo al precedente Spider-Man: Un Nuovo Universo (diverse sottotrame che erano rimaste in sospeso vengono sviluppate o risolte), ma anche ai film in live action e più in generale a tutto l'universo "ragnesco".

Ma non si tratta di mero fan service: oltre ad una struttura narrativa a prova di bomba, Across the Spider-Verse gode anche di un'animazione stupefacente, che espande e migliora quella del primo lungometraggio (già "copiata" da altri: vedi Tartarughe Ninja - Caos Mutante).
Ogni spidey-universo è rappresentato con una tecnica diversa, eppure il risultato complessivo è sorprendentemente omogeneo.

Tra le altre cose, c'è spazio persino per uno Spider-Man LEGO e per un paio di parentesi con attori in carne ed ossa (non vi diciamo chi, ma ricompaiono personaggi già visti in Venom e in Spider-Man: Homecoming).

Nel cast vocale fanno invece il proprio ingresso Schwartzman (attore caro a Wes Anderson), Kaluuya (premio Oscar nel 2021) e soprattutto Simmons che riprende il ruolo di J.J. Jameson dalla trilogia di Sam Raimi e dagli ultimi capitoli del Marvel Cinematic Universe.

Forse meno divertente, ma probabilmente più emozionante, Across the Spider-Verse è un seguito all'altezza se non addirittura migliore di Into the Spider-Verse.
Di più: è in assoluto uno dei migliori film di Spider-Man e uno dei migliori lavori targati Marvel.

Un'ottima notizia per la Casa delle Idee, che dopo l'acme di Avengers: Endgame è entrata in una spirale involutiva da cui non si è (ancora) ripresa.
La sua ultima pellicola veramente bella risale a oltre 2 anni fa, ed è Spider-Man: No Way Home.

Una coincidenza? Non crediamo proprio.
Tocca ancora una volta al ragnetto salvare il proprio (cine)universo.


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giovedì 6 ottobre 2022

MORBIUS, IL VAMPIRO CHE VISSE DUE FLOP

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2022
104'
Regia: Daniel Espinosa
Voci originali: Jared Leto, Matt Smith, Jared Harris, Tyrese Gibson, Adria Arjona, Michael Keaton.


Non vi facciamo perdere tempo: se anche a voi - come il 90% di chi si è recato al cinema a vederlo - questo lungometraggio interessa solo per la partecipazione di Michael Keaton, sappiate fin da subito che l'ex(?) Batman compare solo per pochi secondi in due sequenze mid-credits.

Una bella delusione, considerato che nei trailer e nel materiale promozionale il nostro compariva abbondantemente, lasciando intendere un ruolo ben più cospicuo (molte delle sue scene sono state tagliate, a quanto pare).

Una strategia di marketing tanto disonesta quanto fallimentare, visto che la pellicola ha forse battuto un record: quello di aver fatto fiasco al botteghino... due volte!

Infatti, dopo un primo giro nelle sale il film - pressoché ignorato dal pubblico e unanimamente massacrato dalla critica - è diventato in rete oggetto di meme e altre prese in giro, che però sono state fraintese dai produttori come prove che la loro opera fosse diventata un cult.

Da qui la decisione "geniale" di riproiettarlo nei cinema.
Risultato? Un altro flop, come se non fosse bastato il primo.

Peccato, l'idea di trasportare il Vulture di Keaton dal Marvel Cinematic Universe - era il cattivo di Spider-Man: Homecoming - all'universo Sony di cui fa parte anche Venom, sfruttando il pasticcio interdimensionale compiuto da Spidey e Dottor Strange nel bellissimo No Way Home, poteva essere interessante.

Invece neppure questo breve cammeo funziona, sia perché illogico (l'incantesimo di Strange consentiva ad altri esseri di entrare nel MCU, non il contrario) sia perché la nuova caratterizzazione del personaggio contraddice apertamente quella che aveva nel succitato Homecoming.

Il resto della pellicola, che vede l'ex Joker Jared Leto interpretare distrattamente uno scienziato che si autovampirizza per curarsi da una malattia mortale, è piuttosto insignificante.
Colpa dell'inconsistente materia narrativa, ma pure di effetti speciali di rara mediocrità (specie per un'opera ad alto budget).

Siete fan di Keaton (o Leto)? Amate i film Marvel? Vi è piaciuto il dittico di Venom?
Girate al largo da questo pastrocchio.

Non sappiamo se Morbius sia davvero, come molti reputano, il peggior film supereroistico di sempre.
Ma certo è uno dei meno sinceri e più sconclusionati.


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mercoledì 20 aprile 2022

I CORTI: PETER'S TO-DO LIST, QUEGLI OCCHI ALLEGRI DA RAGNETTO IN GITA

(Clicca sulla locandina per vedere il corto). 

USA, 2019
3'
Regia: Jon Watts
Con: Tom Holland, Jacob Batalon, Tony Revolori.


Peter Parker (Holland) ha una lista di cose da fare prima di partire con la scuola per una gita in Europa.

Rimediare un adattatore per le cuffie, vendere i propri vecchi giocattoli così da avere abbastanza soldi per poter regalare qualcosa a MJ (la ragazza per cui ha una cotta), fare il passaporto...
Ah, e ovviamente far arrestare la famiglia mafiosa Manfredi.


Rieditato e distribuito come un cortometraggio a sé stante, Peter's To-Do List è in verità una raccolta di sequenze di Spider-Man: Far From Home - 2° capitolo dedicato all'Arrampicamuri del Marvel Cinematic Universe - che erano state tagliate in fase di montaggio.

Non è difficile capirne il perché: gli avvenimenti qui narrati erano superflui ai fini della trama.

Eppure c'è almeno una scena che merita: il combattimento coi gangster nel ristorante, ottimamente coreografato e spettacolare quanto basta, nel quale il nostro fa sfoggio delle potenzialità dell'armatura da Iron Spider (il costume tecnologicamente avanzato regalatogli da Iron Man nel precedente Avengers: Infinity War).

Ed è sempre un piacere rivedere in azione il giovane attore britannico Tom Holland, che si conferma - a nostro giudizio - il miglior Uomo Ragno visto finora sul grande schermo.

Né "ponte" tra Far from Home e il successivo No Way Home né scarto di magazzino, questo corto va guardato e goduto per quel che è: un piccolo, gustoso approfondimento su uno dei supereroi più amati della storia del cinema (e non solo).


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martedì 28 dicembre 2021

SPIDER-MAN: NO WAY HOME, RIPORTANDO TUTTI A CASA

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2021
148'
Regia: Jon Watts
Con: Tom Holland, Benedict Cumberbatch, Zendaya, Marisa Tomei, Jon Favreau, J.K. Simmons, Alfred Molina, Willem Dafoe, Thomas Haden Church, Rhys Ifans, Jamie Foxx, Andrew Garfield, Tobey Maguire, Charlie Cox, Tom Hardy.


New York. Dopo il colpo di scena mostrato alla fine del precedente Far From Home, Peter (Holland) si trova addosso gli occhi della città e del mondo.

Per lui, zia May (Tomei), la fidanzata MJ (Zendaya) e i suoi amici è la fine della privacy (e dell'incolumità, ora che la notizia è appannaggio di qualunque supercriminale).

L'unica soluzione è recarsi dal Dr. Strange (Cumberbatch) e convincerlo a fare un incantesimo che faccia dimenticare a tutti la vera identità di Spider-Man.
Ma qualcosa va storto...



Tutto ebbe inizio con la storica trilogia di Sam Raimi con protagonista Tobey Maguire, poi fu il turno del dittico di Marc Webb con Andrew Garfield nei panni dell'Arrampicamuri (tutte e 5 le recensioni si possono leggere in questa monografia).

Infine - terza variante in soli 15 anni! - arrivò il turno del giovane Tom Holland:
Captain America: Civil War.
Spider-Man: Homecoming.
Avengers: Infinity War.
Avengers: Endgame.
Spider-Man: Far From Home.

Per l'emergente attore britannico questa è la sesta prova nel costume rossoblu, più di chiunque altro.
Confermati anche il regista Jon Watts e il cast di supporto, dalla sempreverde Marisa Tomei (prima zia May sexy della storia) alla lanciatissima "cantattrice" Zendaya (la ricordate in The Greatest Showman e nel recente remake di Dune?).

Ed è un bene: quella di Holland e compagnia si conferma una volta per tutte la miglior versione cinematografica del ragnetto, benché a questo giro - chi ha visto il film può capire l'allusione - sia dovuta venire a patti col proprio passato...

Ma siccome questo Spidey è anche membro degli Avengers (no, non è una band!) ed è - a differenza dei suoi predecessori - parte integrante del MCU (acronimo di Marvel Cinematic Universe), la pellicola chiude un cerchio ma come di consueto pone le basi per altri capitoli, altre avventure di personaggi affini.



Si spiega quindi così la presenza del Dr. Strange, in una veste mentoriale che richiama volutamente quella di Iron Man in Homecoming e di Nick Fury in Far From Home.
Gli eventi di questo film servono infatti da preludio al prossimo lungometraggio dedicato allo stregone: In the Multiverse of Madness uscirà tra qualche mese e sarà diretto da Sam Raimi, già regista - che coincidenza! - dei primi Spider-Man.

Ma quella di Benedict Cumberbatch (un altro attore inglese, che avevamo incontrato sul red carpet di Venezia 10 anni or sono, ricordate?) non è l'unica partecipazione eccellente.
Segnaliamo almeno altre due comparsate notevoli: Charlie Cox riprende i panni dell'avvocato non vedente Matt Murdock (alias DareDevil) che aveva nella serie tv targata Netflix, Tom Hardy fa uno spassoso capolino mid-credits insieme all'inseparabile Venom.

Ultimo capitolo di una trilogia o primo step di un nuovo corso? Solo il tempo lo dirà.
Di certo No Way Home è il film di Spider-Man definitivo, quello che accontenta i fan di ogni versione e ogni età, almeno a giudicare dai whoa-oh e dagli applausi scrosciati durante la proiezione nei cinema di tutto il mondo.

Spesso si ride a crepapelle, in almeno una o due occasioni si piange a dirotto e le 2 ore e mezza di durata filano via senza pesare affatto, tra i soliti combattimenti ipercoreografati e preziose parentesi introspettive.

Alla fine si esce dalla sala soddisfatti ed emozionati, persino grati.
Il cine-universo Marvel è vivo è vegeto.
Al prossimo capitolo, allora.

E buona fine dell'anno da CINEMA A BOMBA!



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lunedì 6 aprile 2020

I CLASSICI: SPIDER-MAN FAR FROM HOME, MA GUARDA UN PO' 'STI SUPEREROI

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2019
129'
Regia: Jon Watts
Interpreti: Tom Holland, Zendaya, Samuel L. Jackson, Jake Gyllenhaal, Marisa Tomei, Jon Favreau, Cobie Smulders, Ben Mendelsohn, J.K. Simmons.


Sono passati 8 mesi dagli eventi narrati in Avengers: Endgame.

Peter Parker (Holland) parte per una lunga gita scolastica in giro per l'Europa, durante la quale viene contattato da Nick Fury (Jackson) perché aiuti il supereroe Quentin Beck (Gyllenhaal) a fronteggiare la minaccia dei temibili Elementali.

Il ragazzo ha in progetto ben altri piani - dichiarare i propri sentimenti alla compagna di classe MJ (Zendaya), per esempio - ma alla fine si fa convincere.

Le cose però non sono come sembrano.
Spider-Man avrà bisogno dei propri amici e di Happy Hogan (Favreau) - ex braccio destro di Iron Man in buona con Zia May (Tomei) - per venire a capo della vicenda...






In principio fu la trilogia di Sam Raimi con Tobey Maguire, poi venne il dittico di Marc Webb con Andrew Garfield.

Questa è invece la 5a volta di Tom Holland nei panni del Ragnetto, dopo Captain America: Civil War, Spider-Man: Homecoming, Avengers: Infinity War e Avengers: Endgame.

Una gradita conferma: a nostro giudizio, il giovane attore britannico è il miglior Spider-Man visto finora sul grande schermo.
Ha l'età del personaggio, la faccia giusta, un accento del Queens credibile e i vantaggi derivanti dall'essere parte del Marvel Cinematic Universe.

Far From Home è un seguito divertente, all'altezza del precedente Homecoming (benché stavolta, nonostante le iniziali indiscrezioni, manchi Michael Keaton).






Anche qui abbondano gli omaggi a John Hugues, autore di popolari commedie giovanilistiche negli anni 80 e sceneggiatore, tra le altre cose, della serie Vacation.
Anzi, questo sembra quasi un adattamento "ragnesco" del secondo capitolo, National Lampoon's European Vacation (in Italia uscito come Ma Guarda un po' 'sti Americani).

Ovviamente, non mancano neppure riferimenti alle altre pellicole del MCU.
Si veda ad esempio la gustosa sequenza post credits, che rimanda direttamente a Captain Marvel.

A proposito di Captain Marvel: come per il film con Brie Larson, anche in questo caso molti dei colpi di scena sono tali soltanto per chi non conosce il fumetto di origine.

Un difetto trascurabile, specie se sull'altro piatto della bilancia si trova un cast da leccarsi i baffi.
Stavolta, ancor più dei protagonisti, brillano i comprimari.

Zendaya - già vista nel musical The Greatest Showman insieme a un'altra icona Marvel, Hugh "Wolverine" Jackman - ha meritatamente più spazio; Marisa Tomei, la più verosimile Zia May della storia, è deliziosa come sempre; c'è pure un grande Jon Favreau (il regista dei primi due Iron Man, per la cronaca).






Il compianto Stan Lee è accreditato come produttore esecutivo, ma non compare nel tradizionale cameo, il che rende quella di Endgame la sua ultima apparizione.

La vera sorpresa arriva però da J.K. Simmons.
Dopo una breve "vacanza" nel DC Extended Universe come Commissario Gordon (andate a rivedervi Justice League, please), l'attore premio Oscar per Whiplash riprende inaspettatamente il ruolo di J. Jonah Jameson che aveva nel trittico di Raimi.
Un'apparizione-lampo che si presume avrà importanti ripercussioni sui prossimi film dedicati a Spidey.

Ma a quando il prossimo capitolo della serie?
Se è vero che la saga degli Avengers pare conclusa definitivamente, lo stesso non si può dire dell'Universo Marvel.
Anzi, qualcosa lascia intendere che Peter ne sia diventato il personaggio di punta.

E se Spider-Man fosse il nuovo Iron Man?




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venerdì 3 maggio 2019

AVENGERS: ENDGAME, MERAVIGLIOSA MARVEL

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2019
181'
Regia: Anthony & Joe Russo
Con: Robert Downey Jr., Chris Evans, Scarlett Johansson, Mark Ruffalo, Paul Rudd, Chris Hemsworth, Brie Larson, Jeremy Renner, Don Cheadle, Bradley Cooper, Josh Brolin, Jon Favreau, Gwyneth Paltrow, Benedict Cumberbatch, Chadwick Boseman, Tom Holland, Zoe Saldana, Evangeline Lilly, Elizabeth Olsen, Michael Douglas, Michelle Pfeiffer, Linda Cardellini, Chris Pratt, Dave Bautista, Vin Diesel, Anthony Mackie, Sebastian Stan, Angela Bassett, Tom Hiddleston, Marisa Tomei, Robert Redford, Rene Russo, William Hurt, Samuel L. Jackson, Stan Lee.


[Premessa: NIENTE SPOILER! Il nostro blog aderisce alla campagna #DontSpoilTheEndgame, quindi non ne troverete nella recensione che segue: leggetela serenamente!]


Sono passati 5 anni da quando il malvagio Thanos (Brolin) - sfruttando il potere delle Gemme dell'Infinito - ha schioccato le dita, polverizzando così metà degli esseri viventi sulla Terra (vedere Infinity War).

Degli Avengers sopravvissuti, c'è chi ha trovato un modo per andare avanti (è il caso di Tony, Steve e Bruce) e chi invece non si dà pace (Nat, Thor e Clint).

Il ritorno improvviso di Scott Lang (Rudd) dal Regno Quantico (ricordate la scena post-credits di Ant-Man & The Wasp?) cambierà lo stato delle cose.

E se ci fosse ancora una speranza - per quanto residua - di sconfiggere Thanos e riportare in vita la popolazione scomparsa?






Iron Man.
Captain America.
Thor.
Hulk.
Spider-Man.
Doctor Strange.
Black Panther.
Ant-Man e Wasp.
I Guardiani della Galassia.
La new entry Captain Marvel.
Gli altri Avengers (Vedova Nera, Occhio di Falco, Scarlet Witch, Falcon, War Machine...).

Ci sono tutti, ma proprio tutti (o quasi), per il gran finale della saga dedicata al supergruppo Marvel.

Un cammino iniziato 11 anni or sono con la prima pellicola dedicata all'iconico Iron Man ed entrata nel vivo a partire dal 2012, quando i vari componenti si sono alleati per formare un team.

Avengers: Endgame è la seconda parte di Avengers: Infinity War, ma anche il terzo capitolo di un'ideale trilogia iniziata con Captain America: Civil War.
E sta polverizzando ogni record di incassi, meritatamente.

Da Civil War in poi, gli studios legati alla Casa delle Idee hanno infatti alzato gradualmente l'asticella, lasciandosi indietro la concorrenza (ossia il DC Extended Universe, nonostante qualche lavoro di gran pregio) e realizzando quello che in tutto e per tutto è un capolavoro di cultura popolare.

Tre ore che scorrono via senza alcuna fatica, tra momenti di introspezione psicologica e spassose incursioni nella commedia, effetti speciali e scontri superepici.
Si ride, si piange, si applaude. A volte tutte e tre le cose in contemporanea.






Puro stile Marvel Cinematic Universe, ma con qualche novità.
A cominciare dalla consueta scena aggiuntiva post-credits, che - udite udite! - questa volta è assente, coerentemente con lo spirito del film.

Brie Larson si aggiunge al già folto cast con la sua fortissima Captain Marvel (anche se ci saremmo aspettati un ruolo più prominente nello sviluppo della trama), mentre Chris Hemsworth trasforma Thor in un personaggio... comico!

Il marcantonio biondo aveva già mostrato il proprio lato brillante nel divertentissimo Thor: Ragnarok (a nostro giudizio, la migliore delle tre pellicole dedicate al Dio del Tuono), ma qui supera se stesso con un'interpretazione spassosa che strizza l'occhio al Jeff Bridges de Il Grande Lebowski.

A proposito, quello alla commedia dei fratelli Coen non è l'unico omaggio che si può trovare nel film.
Non è difficile scorgere riferimenti anche a Ritorno al Futuro (tirato in ballo esplicitamente) e a Indiana Jones (occhio al dialogo tra War Machine e Nebula), per la gioia di cinefili e geek.

E il cameo postumo del compianto Stan Lee?
C'è, non vi preoccupate: appare più o meno a metà, "truccato" digitalmente per ragioni che non sveliamo.

Chiudiamo aggiungendo che molte delle elucubrazioni che avevamo fatto nell'episodio del BOMBCAST incentrato sul trailer si sono infine rivelate esatte (bravo Lu!).

Endgame è un film da vedere e rivedere, obbligatorio per i fan degli Avengers, ma consigliato pure ai neofiti.
Non è solo l'ultimo episodio di una delle saghe più amate della storia del cinema: è LA conclusione per eccellenza.

E se la serie del supergruppo sembra effettivamente finita, non lo è ancora quella del MCU.
Tra non molto uscirà il nuovo capitolo "solista" dello Spider-Man di Tom Holland e altre pellicole si intravedono all'orizzonte.

Di che cosa racconteranno non ci è dato saperlo, al momento.
Ma siamo certi che si tratterà di altre, ennesime meraviglie.




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mercoledì 16 gennaio 2019

BOMBCAST: EP. 012 - AVENGERS: ENDGAME (TRAILER)

(Clicca sulla foto per ascoltare/scaricare il file). 


Ci siamo!
È uscito il trailer dell'attesissimo Avengers: Endgame, continuazione di Avengers: Infinity War e probabile conclusione della saga iniziata 11 anni or sono con Iron Man, primo vero capitolo del cosiddetto Marvel Cinematic Universe.

Il 4° film dedicato al famoso supergruppo ha già creato un hype pazzesco e le aspettative sono pertanto altissime.

Gli studios legati alla Casa delle Idee nel frattempo faranno uscire Captain Marvel e più avanti anche Spider-Man: Far From Home (seguito dell'acclamato Spider-Man: Homecoming), ma gli occhi sono tutti puntati su Endgame.

Anche i nostri: in questo nuovo episodio del podcast discutiamo tutte le teorie e le possibili implicazioni del trailer con un ospite d'onore, un vero e proprio esperto di cultura supereroistica.

Che cosa state aspettando?
Scaricate e/o ascoltate subito il file!



Il trailer di Avengers: Endgame.





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domenica 7 ottobre 2018

I CLASSICI: THE GREATEST SHOWMAN, IL PIÙ GRANDE SPETTACOLO DOPO GLI X-MEN

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2017
105'
Regia: Michael Gracey
Interpreti: Hugh Jackman, Michelle Williams, Zac Efron, Keala Settle, Rebecca Ferguson, Zendaya.


P.T. Barnum, ragazzo ambizioso ma di umili origini, si innamora - ricambiato - di Charity, figlia del suo datore di lavoro.
Trasferitisi insieme a New York, i due si sposano e mettono su famiglia.

Perso improvvisamente il proprio lavoro da impiegato, P.T. (Jackman) è costretto a fare di necessità virtù e, assoldato un eterogeneo gruppo di persone "speciali", mette in piedi uno spettacolo di freaks, fenomeni da baraccone.

Il successo è tanto improvviso quanto ampio, specie dopo l'ingaggio del giovane drammaturgo Philip (Efron).
Però il neo-manager inizia a trascurare la moglie (Williams) e le figlie, e allora...






Ci sono attori che rimangono imprigionati per sempre nel ruolo che li ha resi famosi, e ce ne sono altri che riescono a emergere, spaziare e infine essere considerati per il proprio valore.

Hugh Jackman appartiene alla seconda categoria.
L'ex Wolverine si è lasciato alle spalle il passato - ha annunciato più volte di aver chiuso con gli X-Men - e si è dato al musical.

Si tratta in realtà di un ritorno al genere, dopo il successo di Les Misérables che pochi anni or sono fece conoscere al mondo le sue qualità canore e gli procurò un meritato Golden Globe come miglior attore.

Quello di The Greatest Showman è un progetto che il divo coltivava da tempo: gli ci sono voluti anni per convincere gli studios a dare il via libera ad un film musicale "all'antica", oltretutto basato su canzoni originali, non su un'opera teatrale pre-esistente.

Il nostro lo ha ideato, sviluppato, prodotto - e praticamente diretto, col tramite dell'esordiente Gracey - avvalendosi di un cast e di una troupe di altissimo livello.
I songwriter sono gli stessi del bellissimo La La Land e tutti gli interpreti cantano senza farsi doppiare (unica eccezione: la svedese Ferguson).






La storia ha gli ingredienti di un biopic classico: ascesa/caduta/risalita di un self-made man, buoni sentimenti senza troppo zucchero, giusta intensità emotiva e - in questo caso - canzoni trascinanti e memorabili.

I brani migliori? Oltre a This Is Me, che quest'anno è giustamente arrivato a vincere il Golden Globe nella categoria, vanno menzionati almeno Rewrite The Stars, From Now On e The Greatest Show.

Tra gli interpreti principali spiccano tanto l'esile Zendaya, già vista in Spider-Man: Homecoming (tenetela d'occhio: farà strada), quanto la voluminosa Keala Settle (la donna barbuta).

Ma è Jackman a rubare la scena a tutti: quasi non sembra lo stesso che ha girato Logan, ultima pellicola dedicata al mutante artigliato cui deve il proprio successo, il che dice molto della versatilità di questo sottovalutato attore australiano.

Il tempo dei blockbuster fumettari forse è passato, ma non quello dei musical e delle commedie brillanti.
Forse la carriera di Hugh Jackman è appena iniziata.




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mercoledì 9 maggio 2018

AVENGERS: INFINITY WAR, INFINITA MARVEL

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2018
149'
Regia: Anthony Russo, Joe Russo
Interpreti: Robert Downey Jr., Chris Evans, Chris Hemsworth, Mark Ruffalo, Scarlett Johansson, Tom Holland, Josh Brolin, Benedict Cumberbatch, Chadwick Boseman, Paul Bettany, Elizabeth Olsen, Chris Pratt, Zoe Saldana, Tom Hiddleston, Don Cheadle, Anthony Mackie, Sebastian Stan, Idris Elba, Dave Bautista, Vin Diesel, Bradley Cooper, Benicio del Toro, Gwyneth Paltrow, William Hurt, Samuel L. Jackson, Stan Lee.


Accecato dalla brama delle Gemme dell'Infinito, il folle genocida interplanetario Thanos (Brolin) attacca la Terra.
Iron-Man (Downey Jr.) si allea col Dottor Strange (Cumberbatch) e con l'aiuto di Hulk (Ruffalo) e del giovane Spider-Man (Holland) cerca di fermarlo.

Nel frattempo, Thor (Hemsworth) viene salvato nello spazio dai Guardiani della Galassia, mentre Capitan America (Evans) e la sua squadra si recano a Wakanda da Black Panther (Boseman).

La lotta per salvare l'umanità sarà all'ultimo sangue...






A 10 anni dalla nascita del Marvel Cinematic Universe con il primo film dedicato a Iron-Man (era il 2008: eh, sì, sono già passati 10 anni...) e dopo 18 (!) pellicole, si tirano i fili del discorso: trame, sottotrame, personaggi più o meno secondari..., tutto converge e trova un filo comune, una spiegazione, uno sviluppo in Avengers: Infinity War.

Se Civil War - 3° capitolo "solista" di Capitan America - era in sostanza Avengers 2 e 1/2, si potrebbe dire che questo nuovo film è praticamente Civil War 2.0, ma all'ennesima potenza.

Ci sono tutti, tranne Ant-Man e Occhio di Falco; in più ricompaiono Thor e Hulk (reduci da Thor: Ragnarok), Doctor Strange, Spider-Man, Black Panther e i Guardiani della Galassia, oltre a numerosissimi altri personaggi - persino Nick Fury (Samuel L. Jackson), assente già da un po'.
Non poteva mancare neppure Stan Lee, qui nei panni dell'autista di scuolabus.

La Marvel ha fatto le cose in grande, più del solito, con uno sforzo produttivo colossale.

Il rischio era di mettere troppa carne al fuoco, di non riuscire ad amalgamare in modo soddisfacente una miriade di personaggi anche molto diversi tra di loro.
E soprattutto, nonostante la fidelizzazione del pubblico, di non riuscire a fare incassi sufficienti a coprire i tanti costi.

Missione compita?
La risposta è un grosso, convinto, unanime... sì!






L'ambiziosissimo Avengers: Infinity War è un trionfo di critica e di pubblico (e quindi anche di incassi), il tentativo - riuscitissimo - di creare il più epico, appassionante film Marvel di sempre, la summa e il culmine di tutti i capitoli precedenti.

Fa ridere a crepapelle, commuove, emoziona, ma si fa apprezzare anche per gli effetti speciali mirabolanti, i dettagli geniali, le molte sorprese e i colpi di scena che portano a un finale sconvolgente che fa e farà discutere a lungo.
Si tratta senza ombra di dubbio del film supereroistico dell'anno.

Merito anche di un cast in stato di grazia.
Se Evans (con un inedita barba da montanaro) e Holland (3a volta in 3 anni come Spider-Man; qui sfoggia un nuovo costume) non godono di troppo spazio, Downey Jr., Hemsworth, Cumberbatch e Pratt danno il meglio di sé e paiono divertirsi un mondo.
Tra i comprimari, da segnalare almeno il picaresco Rocket (voce di Bradley Cooper nell'edizione originale) e il serioso Drax di Bautista.

È vero, ci sono anche dei punti deboli - Thanos è un nemico temibile e gli si è dato uno spessore tragico, ma forse non è il più incisivo villain della serie (per esempio il Vulture di Michael Keaton in Spider-Man: Homecoming risultava più efficace) - ma il lavoro dei fratelli Russo e di tutti i loro collaboratori è un sofisticato meccanismo che ha scorrevolezza e ritmo bastanti per tenere sempre desta l'attenzione degli spettatori, anche grazie all'incastro perfetto degli intermezzi comici, che trovano il giusto spazio pur nel tono generale epico/tragico.

Infinity War è un incrocio tra Marvel, Star Wars e Il Signore degli Anelli: in pratica L'Impero Colpisce Ancora della saga degli Avengers.

Sarà dura per la DC e la sua Justice League riuscire a stare al passo e riuscire a ricreare ondate di entusiasmo simili a quelle provocate dai rivali - per i film Marvel generalmente nelle sale cinematografiche il pubblico non fiata e non si alza durante tutta la proiezione (titoli di coda compresi), ma molto spesso alla fine esplode in una standing ovation.

Siamo sicuri che tali scene si siano ripetute anche questa volta, e in misura maggiore del solito.

Chissà cosa succederà quando uscirà la seconda parte di Infinity War (e verrà introdotta la potente eroina Capitan Marvel, interpretata da Brie Larson, migliore attrice agli Oscar 2016)...

Già i fan sono impazienti di sapere come finirà.
E manca ancora un anno...




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domenica 29 aprile 2018

I CLASSICI: SPIDER-MAN HOMECOMING, BENTORNATO RAGNETTO!

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2017
133'
Regia: Jon Watts
Interpreti: Tom Holland, Michael Keaton, Robert Downey Jr., Marisa Tomei, Zendaya, Donald Glover, Jon Favreau, Tyne Daly, Laura Harrier, Jacob Batalon, Gwyneth Paltrow, Chris Evans, Stan Lee, Jennifer Connelly (voce nella versione originale).


Trama: Spider-Man (Holland) è reduce dalla famosa battaglia dell'aeroporto in cui, come membro del Team Iron Man, ha combattuto contro Capitan America (Evans) e la fazione di Avengers a lui fedeli (ricordate Civil War?).
Nella vita di tutti i giorni si chiama Peter Parker, è un adolescente del Queens (NYC), vive con la zia May (Tomei) e frequenta il liceo.

Un giorno si imbatte per caso nelle malefatte del rancoroso Vulture (Keaton), ex capo di una squadra edile rimasta disoccupata per colpa - indiretta, a dire il vero - di Tony Stark.
Peter ha così l'occasione di dimostrare ad Iron Man (Downey Jr.) e agli altri Avengers di avere la stoffa di un vero eroe...






La domanda è legittima: c'era bisogno dell'ennesimo reboot di Spider-Man?
Questa è la 3a versione cinematografica del personaggio in soli 15 anni, dopo la trilogia di Sam Raimi con Tobey Maguire e il dittico con Andrew Garfield firmato Marc Webb.

La risposta, inaspettatamente, è: sì.
Rispetto ai suoi illustri predecessori, il nuovo Uomo Ragno porta con sé alcuni significativi elementi di novità, come anche il titolo di questa pellicola suggerisce.

"Homecoming" ha infatti un doppio significato: indica la tradizione annuale, da parte degli istituti scolastici, di dare il benvenuto/bentornato agli studenti all'inizio dell'anno, ma allude pure al "ritorno" ufficiale del personaggio in casa Marvel (gli altri film erano prodotti dalla Sony).

La breve apparizione del nuovo Spidey nel celebrato Captain America: Civil War - che segnava appunto il suo ingresso nel cosiddetto MCU (Marvel Cinematic Universe) - aveva già raccolto consensi unanimi, ma con questo capitolo "solista" è arrivata la vera consacrazione.

Secondo molti si tratta del migliore degli adattamenti dedicati al Ragnetto, superiore persino all'originale di Sam Raimi del 2002.
Il cineasta fumettaro Kevin Smith si è spinto a definirlo "il Titanic dei film di supereroi".






Esagerazioni?
No: SMH è davvero il film più divertente e cool della serie, merito di una sceneggiatura brillante e di una regia scattante che attingono - per stile e toni - al cinema di John Hugues, negli anni 80 regista di commedie adolescenziali (Sixteen Candles, The Breakfast Club) e sceneggiatore, tra le altre cose, della serie Vacation.

Altri punti di forza della pellicola sono il cast da capogiro e la scelta - azzeccatissima - del cattivo.

Quello di Michael Keaton è un (graditissimo) ritorno al mondo dei supereroi dopo essere stato il più iconico Batman del grande schermo, per quanto il suo Vulture ricordi più che altro Birdman, protagonista dell'omonimo film che gli valse il Golden Globe e che trionfò agli Oscar nel 2015.

Il suo è un cattivo da antologia, come non se ne vedeva da anni; ancor più nel cinema supereroistico, incentrato solitamente sui "buoni".
Un malvagio (?) che ha le proprie ragioni e pertanto risulta simpatetico, se non proprio simpatico.
Keaton gli dà spessore con un'interpretazione da Oscar, ricca di sfumature e umanità.

Dall'altra parte, il giovane Holland non gli è da meno: è il primo Peter Parker con un autentico accento del Queens e il primo attore ad avere l'età del personaggio.
Inoltre è divertente e credibile nella propria goffaggine: un'ottima scelta.






Tra i comprimari fanno macchia: l'italo-americana Marisa Tomei, prima zia May sexy della storia (ha senso: perché finora il personaggio era stato sempre rappresentato come una vecchia babbiona?); il comico afro Donald Glover, dal passato televisivo (Community); il leggendario 95enne Stan Lee nel ruolo di un vecchietto che sgrida Spider-Man per il suo eccesso di zelo.

Da segnalare anche la partecipazione - per fortuna non invasiva - dei due principali Avengers.
Captain America si limita a un paio di veloci comparsate, mentre Iron Man salta fuori qua e là come riluttante mentore di Peter.

Piccola curiosità: la voce della tuta ipertecnologica di Spidey, K.A.R.E.N., è un altro rimando al suddetto supergruppo.
Perché? Ma perché appartiene all'affascinante attrice premio Oscar Jennifer Connelly (A Beautiful Mind), nella vita moglie di Paul Bettany, alias J.A.R.V.I.S., il computer senziente di Iron Man.
Difficile che si tratti di una coincidenza...

Nell'attesissimo Avengers: Infinity War che sta impazzando in questi giorni nelle sale rivedremo il nostro Arrampicamuri in compagnia dei suoi amici (compresi Thor e Hulk, reduci dalla "vacanza" di Thor: Ragnarok).
In più saranno della partita Guardiani della Galassia, Doctor Strange e altri...

Il MCU si sta facendo sempre più affollato, ma per un giovane volenteroso vestito da ragno c'è ancora parecchio spazio...
Specie adesso che è in campo quello definitivo.




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