CINEMA A BOMBA!

mercoledì 1 luglio 2026

PECORE SOTTO COPERTURA, CHE BEEEL GREGGE DI DETECTIVE!

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

UK/USA, 2026
109'
Regia: Kyle Balda
Interpreti: Hugh Jackman, Nicholas Braun, Emma Thompson, Nicholas Galitzine.
Voci originali: Patrick Stewart, Julia Louis-Dreyfus, Laraine Newman, Bryan Cranston.


Poco fuori da un piccolo villaggio nella campagna inglese, il buon pastore George (Jackman) viene assassinato.
Le sue pecore, capeggiate dall'intelligente Lily (Louis-Dreyfus) decidono di indagare per aiutare il poliziotto locale (Braun) a scoprire il colpevole...


Complici i remake di/con Kenneth Branagh (da Assassinio sull'Orient Express in poi) e forse anche la recente trilogia di successo Knives Out, da qualche anno i vecchi gialli in stile Agatha Christie sono tornati di moda sul grande schermo.

Quello che vi recensiamo oggi è cronologicamente il più recente di questa categoria, e anche uno dei più brillanti in assoluto.
Realizzato con una tecnica mista live action + CGI di impressionante realismo, è una sorta di Peter Rabbit in salsa murder mystery.

Per funzionare, opere come questa si devono reggere su una struttura narrativa molto solida che porti a una risoluzione credibile.
Missione compiuta: l'intreccio è a prova di bomba e risulta molto divertente tentare di indovinare il colpevole (noi ci siamo riusciti, ma solo all'ultimo, seguendo gli indizi disseminati dagli autori lungo il percorso).

Al risultato finale concorrono attori ben scelti, da cui emergono il veterano Hugh Jackman e l'emergente Nicholas Galitzine in ruoli agli antipodi di quelli che li hanno resi famosi: Wolverine e He-Man, rispettivamente.
Ma ancora meglio è il cast ovino, che ruba la scena ai "colleghi" umani e il cuore agli spettatori.

Adatto a tutte le età, Pecore Sotto Copertura è il film perfetto per una serata in famiglia.
Fa ridere a crepapancia, stimola l'intelletto e commuove fino alle lacrime.

Si può chiedere di più oggigiorno?


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martedì 30 luglio 2024

DEADPOOL & WOLVERINE, COME TI SALVIAMO IL MCU

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2024
128'
Regia: Shawn Levy
Interpreti: Ryan Reynolds, Hugh Jackman, Matthew Macfadyen, Emma Corrin, Morena Baccarin, Dafne Keen, Jennifer Garner, Channing Tatum, Wesley Snipes, Jon Favreau, Chris Evans, Tyler Mane, Henry Cavill.
Voci originali: Blake Lively, Nathan Fillion, Matthew McConaughey.


Deadpool (Reynolds) viene reclutato da Mr. Paradox (Macfadyen) e scopre che il proprio mondo sta per scomparire.
L'unico modo per salvarlo - e con esso tutte le persone che ama - è viaggiare attraverso gli universi paralleli e trovare l'unico Wolverine (Jackman) in grado di aiutarlo.

I due però finiscono nel Vuoto, una specie di limbo post-apocalittico governato dalla crudele Cassandra (Corrin).
Riuscirà questa coppia improbabile a mettere a posto le cose e tornare a casa?


Deadpool
Deadpool: No Good Deed
Deadpool 2

X-Men
X-Men 2
X-Men: Conflitto Finale
X-Men: L'Inizio
X-Men: Giorni di un Futuro Passato
X-Men: Apocalisse
Wolverine: Le Origini
Wolverine: L'Immortale

Logan

Per Ryan Reynolds e Hugh Jackman questa è la quarta e la decima apparizione come Deadpool e Wolverine, rispettivamente.
Il primo interpreta il mercenario chiaccherone già da 8 anni, il secondo addirittura da... 24!

Il versatile attore australiano (ricordiamo che è anche un brillante cantante di musical) si era ufficialmente ritirato nel 2017, ma ha deciso di tornare a vestire i panni dell'X-Man che lo ha reso celebre, proprio nel momento in cui il suo personaggio e quello di Reynolds sono entrati finalmente a far parte del Marvel Cinematic Universe.

Questo significa non soltanto che la Disney ha inserito i due - avendone riscattato i diritti dalla 20th Century Fox - nell'universo "ufficiale" (quello degli Avengers, per capirci), ma anche che con loro può (potrà) risollevare le sorti di un franchise che negli ultimi anni sta dando gravi segnali di debolezza.

Dopo il capolavoro pop di Avengers: Endgame, i Marvel Studios hanno avuto un crollo verticale qualitativo, con poche eccezioni.
L'intreccio incentrato sul Multiverso non ha funzionato a dovere e Kang, che doveva essere il "nuovo" Thanos, è stato fatto fuori a causa di una condanna per violenza domestica che ha travolto l'attore che lo interpretava (ma era comunque un cattivo scialbissimo).

Imbarcare i due amatissimi mutanti era quindi la mossa più ovvia per convincere anche i più scettici.
Il risultato è un paio d'ore di fan service e Easter egg talmente a profusione da essere quasi insostenibile (in senso buono), condito da prevedibili e copiose dosi di emoglobina e turpiloquio.

Un film sconsigliato a bambini e moviegoers occasionali, ma imperdibile per gli adulti appassionati.
Senza spoilerare nulla che non sia già apparso nei trailer ufficiali, possiamo dire che le sorprese e le comparsate sono entusiasmanti (c'è un colpo di scena verso la fine che ha letteralmente sollevato gli spettatori dalle poltoncine del cinema, noi compresi) e, benché non aggiungano molto al futuro del MCU, chiudono degnamente il ciclo delle pellicole Fox.

Tra le new entry segnaliamo almeno il brutto e adorabile Dogpool, amico a quattro zampe come Lucky il Cane della Pizza (dalla miniserie Hawkeye) e Cosmo (vedi gli ultimi Guardiani della Galassia), mentre sui geniali recuperi vintage preferiamo mantenere il riserbo.

Spassoso benché sboccato, epico ancorché dissacrante, questo lungometraggio funge da corrispettivo Marvel di Batman v Superman (ah no, quello era già Civil War) o di Godzilla e Kong, con omaggi anche a Lost e Mad Max: Fury Road.

È il film definitivo di Wolverine (Jackman è insostituibile) e forse anche di Deadpool (bravo Reynolds, anche sceneggiatore e produttore, ad averlo fortemente voluto), comunque il miglior prodotto MCU da Doctor Strange nel Multiverso della Follia.

Se questo è il futuro, i fan - e gli executive - possono dormire tra due guanciali.
Il loro universo preferito è ora nelle mani dei suoi salvatori.


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venerdì 10 maggio 2019

OSCAR 2019. SPIDER-MAN: UN NUOVO UNIVERSO, UNO NESSUNO CENTOMILA UOMINI RAGNO

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2018
117'
Regia: Bob Persichetti, Peter Ramsey, Rodney Rothman
Voci originali: Shameik Moore, Hailee Steinfeld, Jake Johnson, Mahershala Ali, Lily Tomlin, Liev Schreiber, Nicolas Cage, Chris Pine, Oscar Isaac, Stan Lee.


Miles Morales (Moore) è un adolescente afro-ispanico che frequenta una scuola "alta" di New York.
Mentre è impegnato a graffittare con suo zio Aaron (Ali), viene punto da un ragno radioattivo e da quel momento inizia a sviluppare dei superpoteri, alcuni decisamente bizzarri (tipo vedere i propri pensieri in forma di didascalie!).

Ma la cosa che più gli cambia la vita è l'incontro con Spider-Man (Pine), impegnato in una cruenta battaglia per disattivare un acceleratore di particelle - commissionato dal malvagio Kingpin (Schreiber) - che permette di accedere ad universi paralleli.

Il cortocircuito della macchina crea però delle sconnessioni spazio-temporali che potrebbero essere fatali per l'intera città.
Miles decide quindi di raccogliere l'eredità del Tessiragnatele e ripristinare l'equilibrio tra le dimensioni, ma avrà bisogno dell'aiuto di altri Spider-Men "alternativi" per riuscirci...






Spider-Man biondo, Spider-Man castano, Ultimate Spider-Man, Spider-Man Noir, Spider-Man 2099 e altri ancora...
Se il vostro sogno era vedere tutte le versioni alternative dell'Uomo Ragno in un unico film, beh, siete stati accontentati!

Spider-Man: Un Nuovo Universo - traduzione non eccelsa del titolo originale Spider-Man: Into The Spider-Verse - è una vera ghiottoneria per gli appassionati della Marvel.
Di più: è un must assoluto per i fan del personaggio.

Il suo trionfo alla Notte degli Oscar, dove è stato premiato come miglior film d'animazione (spezzando così l'egemonia della Pixar), segna inoltre il definitivo sdoganamento delle pellicole supereroistiche nel "cinema d'autore".
Ancor più se ad esso si affiancano le 3 statuette conquistate da un'altra produzione della Casa delle Idee, Black Panther.

Già la vittoria un po' a sorpresa ai Golden Globe - dove la votazione è affidata ad una selezione internazionale di giornalisti - aveva fatto presagire un cambio di rotta nel modo in cui vengono accolte e percepite dalla critica quelle opere che un tempo venivano definite "di consumo".

Scritto da Phil Lord (autore di The LEGO Movie e quasi-regista di Solo: A Star Wars Story), Un Nuovo Universo possiede indubbi assi nella manica: l'ottima grafica, volutamente "fumettosa"; la regia scattante e dinamica; la ricchezza di ammiccamenti e citazioni alle pellicole precedenti, dalla trilogia di Sam Raimi al recente, bellissimo Spider-Man: Homecoming; le interpretazioni vocali del cast.






Di queste ultime, apprezzabili ovviamente se ascoltate in lingua originale, segnaliamo soprattutto quelle dei personaggi di contorno.
Il più memorabile dei comprimari? Forse l'Uomo Ragno "anni 30" doppiato da Nicolas Cage (la gag del cubo di Rubik è geniale!).

Non sono però da meno il Prowler di Mahershala Ali (l'attore Premio Oscar per Green Book è sulla cresta dell'onda) e il Kingpin di Liev Schreiber (già Sabretooth nel primo film di Wolverine, ricordate?).

Stan Lee, compianto padre spirituale della Marvel, compare praticamente ovunque.
Provate a mettere in pausa quando un personaggio cammina per la città o mentre passa un treno: lo vedrete attraversare la strada o viaggiare comodamente in un vagone!

Il co-creatore di Spider-Man ha inoltre un doppio cameo vocale: nella parte di se stesso (mentre vende a Miles il suo costume) e in quella di J. Jonah Jameson nell'esilarante scena post-credits (era da sempre il suo sogno interpretarlo).

In attesa che esca nelle sale in nuovo film in live action dell'Arrampicamuri (Spider-Man: Far From Home, temporalmente ambientato all'indomani del clamoroso Avengers: Endgame), è molto consigliabile fare questa passeggiata nello "Spider-verso".

Conoscereste così - per dirla come Pirandello - uno, nessuno, centomila Uomini Ragno...
E ognuno di essi ne sarà valsa la pena, ve lo garantiamo.




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domenica 7 ottobre 2018

I CLASSICI: THE GREATEST SHOWMAN, IL PIÙ GRANDE SPETTACOLO DOPO GLI X-MEN

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2017
105'
Regia: Michael Gracey
Interpreti: Hugh Jackman, Michelle Williams, Zac Efron, Keala Settle, Rebecca Ferguson, Zendaya.


P.T. Barnum, ragazzo ambizioso ma di umili origini, si innamora - ricambiato - di Charity, figlia del suo datore di lavoro.
Trasferitisi insieme a New York, i due si sposano e mettono su famiglia.

Perso improvvisamente il proprio lavoro da impiegato, P.T. (Jackman) è costretto a fare di necessità virtù e, assoldato un eterogeneo gruppo di persone "speciali", mette in piedi uno spettacolo di freaks, fenomeni da baraccone.

Il successo è tanto improvviso quanto ampio, specie dopo l'ingaggio del giovane drammaturgo Philip (Efron).
Però il neo-manager inizia a trascurare la moglie (Williams) e le figlie, e allora...






Ci sono attori che rimangono imprigionati per sempre nel ruolo che li ha resi famosi, e ce ne sono altri che riescono a emergere, spaziare e infine essere considerati per il proprio valore.

Hugh Jackman appartiene alla seconda categoria.
L'ex Wolverine si è lasciato alle spalle il passato - ha annunciato più volte di aver chiuso con gli X-Men - e si è dato al musical.

Si tratta in realtà di un ritorno al genere, dopo il successo di Les Misérables che pochi anni or sono fece conoscere al mondo le sue qualità canore e gli procurò un meritato Golden Globe come miglior attore.

Quello di The Greatest Showman è un progetto che il divo coltivava da tempo: gli ci sono voluti anni per convincere gli studios a dare il via libera ad un film musicale "all'antica", oltretutto basato su canzoni originali, non su un'opera teatrale pre-esistente.

Il nostro lo ha ideato, sviluppato, prodotto - e praticamente diretto, col tramite dell'esordiente Gracey - avvalendosi di un cast e di una troupe di altissimo livello.
I songwriter sono gli stessi del bellissimo La La Land e tutti gli interpreti cantano senza farsi doppiare (unica eccezione: la svedese Ferguson).






La storia ha gli ingredienti di un biopic classico: ascesa/caduta/risalita di un self-made man, buoni sentimenti senza troppo zucchero, giusta intensità emotiva e - in questo caso - canzoni trascinanti e memorabili.

I brani migliori? Oltre a This Is Me, che quest'anno è giustamente arrivato a vincere il Golden Globe nella categoria, vanno menzionati almeno Rewrite The Stars, From Now On e The Greatest Show.

Tra gli interpreti principali spiccano tanto l'esile Zendaya, già vista in Spider-Man: Homecoming (tenetela d'occhio: farà strada), quanto la voluminosa Keala Settle (la donna barbuta).

Ma è Jackman a rubare la scena a tutti: quasi non sembra lo stesso che ha girato Logan, ultima pellicola dedicata al mutante artigliato cui deve il proprio successo, il che dice molto della versatilità di questo sottovalutato attore australiano.

Il tempo dei blockbuster fumettari forse è passato, ma non quello dei musical e delle commedie brillanti.
Forse la carriera di Hugh Jackman è appena iniziata.




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venerdì 6 luglio 2018

I CLASSICI: LOGAN, E TU QUALE WOLVERINE SEI?

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2017
137'
Regia: James Mangold
Interpreti: Hugh Jackman, Patrick Stewart, Dafne Keen, Boyd Holbrook, Stephen Merchant, Richard E. Grant, Eriq La Salle.


2029: gli X-Men sono morti e i mutanti pressoché estinti.

Un barbuto e indebolito Logan (Jackman) campa facendo l'autista di limousine e si prende cura di un vecchissimo Professor Xavier (Stewart), affetto da demenza senile.

Le cose precipitano quando nella loro vita piombano all'improvviso una bambina ispanica molto particolare (Keen) e i malvagi Reavers che vogliono catturarla...






Chi è davvero Wolverine?
L'ultimo capitolo della trilogia dedicata all'artigliato canadese pare incentrarsi su questa domanda.
Ma è una domanda sbagliata.
Il vero quesito che bisogna porsi è: quale Wolverine è QUESTO?

Quello originale, protagonista dei primi capitoli della saga degli X-Men e delle precedenti pellicole "soliste"?
Quello della realtà alternativa di Giorni di un Futuro Passato?
Quello fugacemente comparso in X-Men: Apocalisse col nome di Arma X?

La partecipazione di Stewart e la presenza del personaggio di Calibano interpretato da un attore diverso rispetto a X-Men: Apocalisse farebbero propendere per la prima o la seconda ipotesi; la pressoché totale assenza di riferimenti alle pellicole precedenti e il drastico mutamento di stile e tono rispetto ad esse avvalorerebbero invece la terza.

La controversia è stata risolta da James Mangold: nessuna delle tre.
Per il regista, che aveva già firmato Wolverine-L'Immortale nel 2013, Logan è da considerarsi un episodio a sé stante, slegato dalla "continuità" della serie.






Quel che conta è che si tratti della nona e ultima volta di Hugh Jackman nel ruolo di Wolverine, dopo 17 lunghi anni, nonché dell'ultima apparizione come Professor Xavier da parte di Patrick Stewart.

Il primo in particolare offre un'interpretazione crepuscolare e sofferta, non dissimile da quella di Les Misérables con cui qualche anno fa si guadagnò il Golden Globe.
La sua assenza nei prossimi film della serie - è attualmente in produzione X-Men: Dark Phoenix, primo capitolo di una nuova trilogia - peserà come un macigno.

Forse verrà sostituito da Tom Hardy o forse no (l'ex Bane de Il Cavaliere Oscuro-Il Ritorno è già impegnato come protagonista di un'altra pellicola targata Marvel: l'attesa Venom), ma una cosa è certa: nessuno potrà mai interpretare Wolvie meglio di lui.

In Logan, il divo australiano dimostra una volta per tutte di essere nato per il ruolo.
Su tutte le scene, vale la pena ricordare almeno le violente battaglie tra il nostro eroe e il suo clone malvagio X-24 (interpretato - idea geniale - dallo stesso Jackman) e le sue interazioni con la piccola ma tutt'altro che indifesa X-23.






Domanda: che cosa manca allora al film per essere ricordato come uno dei più riusciti della saga?
Risposta: gli altri X-Men e un po' di umorismo.

L'assenza del resto del team è un vero peccato: almeno la Jean Grey di Famke Janssen avrebbe avuto un senso.
Per non dire del tono troppo serioso della sceneggiatura (nonostante ciò candidata all'Oscar): la storia forse lo richiedeva, ma Deadpool - giusto per nominare l'altra famosa co-produzione Marvel-Fox - è un'altra cosa.

Non è un caso infatti che nei cinema la proiezione di Logan sia stata preceduta dal divertente No Good Deed, cortometraggio dedicato proprio all'irriverente mercenario chiaccherone.
Un tentativo (riuscito) di alleggerire i toni del lungometraggio, altrimenti un po' troppo cupi.

Non rivedremo quindi più Hugh Jackman nelle vesti dell'eroe che lo ha reso celebre?
Mai dire mai: il nostro ha giurato e spergiurato, tuttavia ha lasciato aperta la porta ad un'eventuale collaborazione con gli Avengers (magari!) o ad una comparsata in un film di Deadpool.

Difficile che si realizzi la prima ipotesi, ma alla seconda ci siamo arrivati vicino (in Deadpool 2 Wolverine appare in immagini di repertorio, opportunamente modificate, da X-Men: Le Origini).

E se Logan non fosse l'ultimo capitolo della storia?




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mercoledì 16 maggio 2018

I CORTI: NO GOOD DEAD, DEADPOOL NON È SUPERMAN

(Clicca sulla foto per vedere il corto). 

USA, 2017
4'
Regia: David Leitch
Interpreti: Ryan Reynolds, Stan Lee.


Wade (Reynolds) sta passeggiando "in borghese" quando vede in un vicolo un balordo che sta rapinando un vecchietto.

Infastidito dalla palese ingiustizia, si chiude in una cabina telefonica per indossare il costume di Deadpool.

Purtroppo impiega troppo tempo a cambiarsi e, una volta uscito dalla cabina e pronto a intervenire, ha un'amara sorpresa...






Un detto popolare nel mondo anglosassone recita: "Nessuna buona azione rimane impunita".
Ciò spiega il titolo di questo divertente cortometraggio dedicato al supereroe più politicamente scorretto dell'universo Marvel, creato dallo scrittore Fabian Nicieza e dal disegnatore Rob Liefeld oltre 25 anni fa.

Proiettato nei cinema di seguito a Logan (nona e ultima apparizione di Hugh Jackman come Wolverine; a proposito: presto la recensione), anch'esso di produzione Fox come tutte le pellicole dedicate agli X-Men, No Good Deed è in pratica un'irriverente parodia di Superman - il film del 1978 con Christopher Reeve -, tant'è che ricicla pure il celebre tema musicale del plurioscarizzato John Williams.

Funge chiaramente da "ponte" promozionale tra il primo capitolo dedicato al loquace mercenario e l'atteso Deadpool 2.
I più attenti possono scorgere il nome di Cable - che nel seguito prossimo venturo è interpretato da Josh Brolin, alias Thanos di Avengers: Infinity War - sulla cabina del telefono.

E poteva mancare Stan Lee?
Ovviamente no: il plurinovantenne patriarca della Marvel si concede il consueto, spassoso cameo (nei panni di se stesso).

Ultima annotazione: il vecchio che viene rapinato nel vicolo non vi ricorda qualcuno? Se conoscete bene la storia dei vari personaggi della Casa delle Idee, potrebbe venirvi facilmente un sospetto...
E se fosse zio Ben di Spider-Man???

Solo Deadpool lo sa.
O forse neanche lui.




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giovedì 8 febbraio 2018

OSCAR 2018. NOMINATION: PREMI TECNICI



Attrici, attori, registi e produttori sono considerati convenzionalmente le vere star del cinema.
Ma i film, come è noto, sono il risultato di un effettivo lavoro di squadra: per questo le categorie tecniche non devono essere sottovalutate.

In tale ambito, quest'anno la parte del leone la sta facendo The Shape of Water, forte di ben 6 candidature (su 13 complessive).

La pellicola diretta dal visionario Guillermo del Toro (Hellboy, Pacific Rim) deve tuttavia guardarsi da blockbuster di prima fila come Dunkirk, Star Wars: Gli Ultimi Jedi e il discusso Blade Runner 2049.

Tre manifesti a Ebbing, Missouri - suo più accreditato contendente al titolo di miglior film, grazie ai 4 Golden Globe vinti a gennaio - qui concorre per il solo montaggio.

Guardiani della Galassia Vol.2 è invece l'unica pellicola supereroistica in gara, per gli effetti speciali visivi (senza contare ovviamente Logan, ultimo capitolo della serie dedicata al mutante Wolverine, che cercherà di vincere l'Oscar per la miglior sceneggiatura non originale).

Entrando nello specifico delle candidature, è interessante notare come Roger Deakins - DP caro ai fratelli Coen - sia arrivato alla 14a nomination senza aver mai vinto una volta. Che questa sia quella buona?
Glielo auguriamo, ma in realtà facciamo il tifo per Rachel Morrison, prima donna in lizza nella categoria.

Idem per quanto concerne Alessandra Querzola, unico nome italiano in questo elenco. Potrebbe spuntarla per il suo lavoro come scenografa nel seguito di Blade Runner.
In bocca al lupo!

Curiosa infine la doppia presenza della costumista Jacqueline Durran e quella della coppia di scenografe Sarah Greenwood/Katie Spencer: essendo nominate sia per L'Ora più Buia che per La Bella e la Bestia, sono praticamente in competizione con... se stesse!

Volete approfondire ulteriormente?
Guardate le clip che trovate qui sotto!







Dietro le quinte di Blade Runner 2049.

MIGLIOR FOTOGRAFIA
Roger A. Deakins - Blade Runner 2049
Bruno Delbonnel - L'ora più buia (Darkest Hour)
Hoyte Van Hoytema - Dunkirk
Rachel Morrison - Mudbound
Dan Laustsen - La forma dell'acqua - The Shape of Water (The Shape of Water)


Dietro le quinte di Tre manifesti a Ebbing, Missouri (Three Billboards Outside Ebbing, Missouri).

MIGLIOR MONTAGGIO
Jon Gregory - Tre manifesti a Ebbing, Missouri (Three Billboards Outside Ebbing, Missouri)
Paul Machliss e Jonathan Amos - Baby Driver - Il genio della fuga (Baby Driver)
Tatiana S. Riegel - I, Tonya
Lee Smith - Dunkirk
Sidney Wolinsky - La forma dell'acqua - The Shape of Water (The Shape of Water)


Dietro le quinte di La forma dell'acqua - The Shape of Water (The Shape of Water)

MIGLIOR SCENOGRAFIA
Paul Denham Austerberry, Shane Vieau e Jeff Melvin - La forma dell'acqua - The Shape of Water (The Shape of Water)
Nathan Crowley e Gary Fettis - Dunkirk
Dennis Gassner e Alessandra Querzola - Blade Runner 2049
Sarah Greenwood e Katie Spencer - La bella e la bestia (Beauty and the Beast)
Sarah Greenwood e Katie Spencer - L'ora più buia (Darkest Hour)


Dietro le quinte di Star Wars: Gli Ultimi Jedi (Star Wars: The Last Jedi)

MIGLIORI EFFETTI SPECIALI
Joe Letteri, Daniel Barrett, Dan Lemmon e Joel Whist - The War - Il pianeta delle scimmie (War for the Planet of the Apes)
Ben Morris, Mike Mulholland, Neal Scanlan e Chris Corbould - Star Wars: Gli Ultimi Jedi (Star Wars: The Last Jedi)
John Nelson, Gerd Nefzer, Paul Lambert e Richard R. Hoover - Blade Runner 2049
Stephen Rosenbaum, Jeff White, Scott Benza e Mike Meinardus - Kong: Skull Island
Christopher Townsend, Guy Williams, Jonathan Fawkner e Dan Sudick - Guardiani della Galassia Vol.2 (Guardians of the Galaxy Vol. 2)


Dietro le quinte di Dunkirk.

MIGLIOR SONORO
Ron Bartlett, Doug Hemphill e Mac Ruth - Blade Runner 2049
Christian Cooke, Brad Zoern e Glen Gauthier - La forma dell'acqua - The Shape of Water (The Shape of Water)
David Parker, Michael Semanick, Ren Klyce e Stuart Wilson - Star Wars: Gli Ultimi Jedi (Star Wars: The Last Jedi)
Julian Slater, Tim Cavagin e Mary H. Ellis - Baby Driver - Il genio della fuga (Baby Driver)
Mark Weingarten, Gregg Landaker e Gary A. Rizzo - Dunkirk


Dietro le quinte di Baby Driver.

MIGLIOR MONTAGGIO SONORO
Richard King e Alex Gibson - Dunkirk
Mark Mangini e Theo Green - Blade Runner 2049
Nathan Robitaille e Nelson Ferreira - La forma dell'acqua - The Shape of Water (The Shape of Water)
Julian Slater - Baby Driver - Il genio della fuga (Baby Driver)
Matthew Wood e Ren Klyce - Star Wars: Gli Ultimi Jedi (Star Wars: The Last Jedi)

I costumi di Jacqueline Durran per La bella e la bestia.  

MIGLIORI COSTUMI
Consolata Boyle - Vittoria e Abdul (Victoria & Abdul)
Mark Bridges - Il filo nascosto (Phantom Thread)
Jacqueline Durran - La bella e la bestia (Beauty and the Beast)
Jacqueline Durran - L'ora più buia (Darkest Hour)
Luis Sequeira - La forma dell'acqua - The Shape of Water (The Shape of Water)

MIGLIORI TRUCCO E ACCONCIATURA
Daniel Phillips e Lou Sheppard - Vittoria e Abdul (Victoria & Abdul)
Arjen Tuiten - Wonder
Kazuhiro Tsuji, David Malinowski e Lucy Sibbick - L'ora più buia (Darkest Hour)




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lunedì 14 novembre 2016

MARVEL. X-MEN, MUTATIS MUTANTI

Dall'alto: il cast della 1a trilogia; il cast della 2a trilogia; una scena dell'ultimo film di Wolverine.  


La storia cinematografica della Marvel inizia all'alba del nuovo millennio.
Curiosamente, ciò non avviene con Spider-Man, i Fantastici Quattro o gli Avengers (ossia i personaggi più blasonati della casa editrice, che arriveranno dopo), bensì con gli X-Men.

Creati nel 1963 da Stan Lee (testi) e Jack Kirby (disegni), il gruppo di giovani mutanti guidati dal carismatico Professor X sono esseri speciali, emarginati in lotta per sopravvivere in un mondo che li odia e li teme.
Una chiara metafora di tutte le discriminazioni e le minoranze, quindi.

Partita come testata "secondaria" della Marvel Comics, quella degli X-Men comincia ad acquisire notorietà solo a partire dalla seconda metà degli anni 70, grazie allo sceneggiatore Chris Claremont che ne orchestra le storie per ben 16 anni.

Ma il ciclo più notevole è probabilmente quello degli anni 90, quando i personaggi sono presi in carico dagli scrittori Scott Lobdell e Fabian Nicieza (il creatore di Deadpool, ricordate?) e ai disegni si trovano superstar della matita come Jim Lee, Andy Kubert e Joe Madureira, solo per dirne alcuni.

Se la concorrente DC Comics aveva già sperimentato, con successo, le trasposizioni sul grande schermo (basti pensare al Superman con Christopher Reeve o al Batman di Tim Burton), la Marvel si era limitata ai cartoni animati e a qualche serie tv.
Ecco allora il 2000 diventare l'anno che segna un punto di svolta nella storia del cinema supereroistico.






X-Men (2000)


Il trailer di X-Men.

Il budget è buono, ma non ancora stratosferico. Un valido regista dietro la cinepresa (Bryan Singer, reduce dal successo de I Soliti Sospetti) e un cast di tutto rispetto: se la scelta di Patrick Stewart come Xavier è un po' scontata, quella di Ian McKellen come Magneto è geniale (l'attore inglese diventerà poi un idolo impersonando il mago Gandalf nella saga della Terra di Mezzo).

Ma l'unico a diventare un vero divo è l'allora sconosciuto Hugh Jackman: Wolverine rimane il suo ruolo della vita, benché abbia dimostrato le proprie qualità in altri film, a partire da Les Misérables che gli ha permesso di vincere un Golden Globe.


X-Men 2 (2003)


Il trailer di X-Men 2.

Con più mezzi a disposizione, Singer e soci danno vita a una pellicola meno divertente rispetto alla precedente, ma più coesa. La trama non è più un pretesto per presentare i personaggi e il nerboruto Wolverine/Jackman è sempre più il protagonista.
Probabilmente il capitolo migliore della prima trilogia.


X-Men: Conflitto Finale (2006)


Il trailer di X-Men: Conflitto Finale.

Il timone passa da Singer (impegnato nello sfortunato reboot di Superman) al più rozzo Brett Ratner, e la differenza si sente: questo è senza dubbio l'episodio meno riuscito della serie.
I personaggi annaspano in cerca di un copione e lo spettatore non può che rimanere deluso.






X-Men: L'Inizio (2011)


Il trailer di X-Men: L'Inizio.

Per far ripartire la serie, la Marvel si immagina un prequel: le avventure dei giovani Magneto (Michael Fassbender, quello di Hunger e 12 Anni Schiavo) e Xavier (il James McAvoy di The Disappearance of Eleanor Rigby).
Il nuovo regista è il britannico Matthew Vaughn, tra gli sceneggiatori troviamo Zack Stentz (vedi The Flash) e il risultato è al di sopra delle aspettative.
Jackman ricompare in un breve e divertente cammeo.


X-Men: Giorni di un Futuro Passato (2014)


Il trailer di X-Men: Giorni di un Futuro Passato.

Singer ritorna in cabina di regia per aggiustare le incongruenze di Conflitto Finale. L'idea geniale è unire il "vecchio" cast a quello "giovane" attraverso un escamotage narrativo: Wolvie (sempre lui!) deve tornare indietro nel tempo per salvare i mutanti del futuro.
Uno dei film migliori della serie.


X-Men: Apocalisse (2016)


Il trailer di X-Men: Apocalisse.

Per i dettagli, rimandiamo alla nostra recensione.
Singer chiude la seconda trilogia con un'opera altamente spettacolare, purtroppo complicata dallo sconvolgimento temporale del film precedente.
Del cast originale è rimasto il solito Jackman che appare brevemente come Arma X, una specie di "versione alternativa" di Wolverine.


Wolverine (2009-2013-2017)


Il trailer di X-Men Le Origini: Wolverine.

Il trailer di Wolverine-L'Immortale.

Il trailer di Logan.

Il canadese artigliato è l'unico personaggio a bucare davvero lo schermo: ecco perché gli sono state dedicate 3 pellicole "soliste".
Le prime due sono senza infamia e senza lode: X-Men Le Origini: Wolverine (2009, regia di Gavin Hood) è un altro prequel; Wolverine-L'Immortale (2013, regia di James Mangold) vede il rapido ritorno della bella Famke Janssen nei panni di Jean Grey.

L'ultimo capitolo della trilogia spin-off uscirà l'anno prossimo: in Logan, ancora diretto da Mangold. Jackman interpreta il personaggio per la nona - e ultima - volta in 17 anni (un vero record!).


In attesa dall'annunciato - e tutt'altro che necessario - reboot, la serie dedicata al gruppo mutante finisce qui.
Comunque un bel successo per quelli che una volta erano solo personaggi "secondari"...




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giovedì 25 febbraio 2016

DEADPOOL, IL SUPEREROE CHE NON TACE MAI

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2016
108'
Regia: Tim Miller
Interpreti: Ryan Reynolds, Morena Baccarin, T.J. Miller, Gina Carano, Andre Tricoteux, Stan Lee, Rob Liefeld.


C'era una volta Wade Wilson (Reynolds), un ex soldato delle forze speciali con 41 uccisioni all'attivo.
La sua vita era perfetta: un onesto lavoro da mercenario d'accatto, un amico barista nel suo pub malfamato preferito, una sventola di fidanzata con cui divertirsi in infinite sessioni di sesso bizzarro.

Finché poi giunse... un cancro multiplo.
Così il nostro decise di accettare la proposta di una serie di loschissimi figuri ed essere sottoposto a un...

Ehi, ehi, ehi!!! Niente spoiler!
Non vorremmo mica diventare come quei blog che spifferano tutto e fan passare la voglia di vedere il film.
Facciamo un passo indietro, ok?

Tutto inizia nel 1991, quando il controverso disegnatore/soggettista Rob Liefeld e il versatile sceneggiatore d'origine argentina Fabian Nicieza creano per la Marvel un antieroe che è in tutto e per tutto una parodia di Deathstroke, membro dei Giovani Titani della casa editrice rivale DC Comics (quella di Batman e Superman, per intenderci).

Il successo è inaspettato e di tali proporzioni che Deadpool - questo il suo nome di battaglia - non solo compare in numerose collane (Nuovi Mutanti, X-Force, ecc...), ma finisce anche per avere una miniserie e poi addirittura una testata regolare tutte sue.
Un personaggio di culto, che non poteva non attirare l'attenzione dei produttori cinematografici.

Essendo egli stesso un mutante, eccolo quindi comparire in un ruolo di secondo piano (e in una versione molto differente da quella originale, a dire il vero) in X-Men: Le Origini (2009), primo spin-off della serie dedicato a Wolverine.
A interpretare il logorroico mercenario - scelta abbastanza insolita - c'è il belloccio canadese Ryan Reynolds.

Ma i fan di stretta osservanza si lamentano: sul grande schermo vogliono vedere il loro idolo come è nel fumetto, non in una versione riveduta ed edulcorata.
C'è voluto qualche anno, ma eccoli serviti.

Il regista e scrittore di comics Kevin Smith ha definito Deadpool il miglior adattamento cinematografico di un fumetto mai realizzato.
Vero o falso che sia, è senza dubbio il più assurdo, violento e volgare film supereroistico visto finora.
Ma probabilmente anche il più spassoso, insieme al sottovalutato I Guardiani della Galassia.

Senza perdere tempo in preamboli, la storia inizia in medias res per poi balzare avanti e indietro nel tempo in base all'umore del suo protagonista, che spesso e volentieri si rivolge direttamente agli spettatori per commentare quello che sta succedendo sulla scena.

Complici un montaggio forsennato e una raffica di battute senza sosta, buona parte delle quali forse improvvisate, gli attori si divertono - e divertono - tra inseguimenti, sangue, scurrilità assortite e qualche nudo (a proposito: consigliamo la visione esclusivamente ad un pubblico adulto).

Più action movie o più commedia demenziale? Entrambi, ma soprattutto un'eccentrica, psicotica eppur romantica storia d'amore, che andrebbe vista probabilmente in lingua originale per godersi appieno tutti i riferimenti e i giochi di parole nei dialoghi (il doppiaggio italiano tende un po' a uniformare la performance verbale di Reynolds).

Se siete fan degli X-Men apprezzerete la partecipazione di Colosso (Tricoteux), se siete amanti delle belle ragazze vi gusterete la esile ma soda attrice brasiliana Morena Baccarin, se siete fissati con le comparsate non potete perdervi quelle di Rob Liefeld (il tatuatore che Wade saluta entrando nel pub) e del mitico Stan Lee (il DJ dello strip club).

Se poi siete in cerca di un blockbuster supereroistico diverso da tutti gli altri, allora questa è la pellicola che fa per voi.
Deadpool approva!

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