CINEMA A BOMBA!

martedì 26 marzo 2024

I CLASSICI: E.T.-L'EXTRATERRESTRE, IL MESSIA VENUTO DALLO SPAZIO?

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 1982
114'
Regia: Steven Spielberg
Interpreti: Henry Thomas, Dee Wallace, Peter Coyote, Robert MacNaughton, Drew Barrymore, Erika Eleniak.


Los Angeles. Un'astronave aliena di passaggio sulla Terra è costretta a fuggire in fretta e furia lasciando sul campo il piccolo E.T.
Questi si rifugia in una casa dove vivono una madre separata (Wallace) con 3 figli.

Qui l'extraterrestre fa amicizia col giovane Elliot (Thomas), figlio di mezzo della famiglia.
Il bambino cerca di tenere nascosto il nuovo amico, ma scienziati e uomini del governo sono sulle tracce del clandestino...


Uno dei film più riconoscibili di Spielberg.
Uno degli incassi più clamorosi mai registati.
In breve, una delle opere più memorabili della storia del cinema.

La storia - parzialmente autobiografica, ma firmata dalla sceneggiatrice Melissa Mathison (la prima moglie di Harrison Ford, il quale compariva nei panni del preside della scuola in una scena poi tagliata) - presenta molti dei τòποι di Mastro Steven: il padre assente, il bambino un po' emarginato, la necessità di comprendersi con esseri (persone) anche molto distanti da noi, la dimensione fiabesca.

Alcuni critici ne hanno dato anche una lettura cristologica: scelta insolita per un ebreo come il regista, che infatti ha sempre rifiutato questa teoria.
Tuttavia le analogie, così come in altre pellicole coeve come Dune e RoboCop, si potrebbero trovare (con un po' di fantasia): E.T. come Messia venuto da un altro mondo, messaggero pacifico tra gli uomini che si "sacrifica" e "risorge", rappresentante di un bene universale e assoluto.

Al di là delle interpretazioni più o meno arrischiate, il film è esemplare in termini anche puramente tecnici: musiche (composte dal solito John Williams) ed effetti speciali vinsero complessivamente 4 Oscar, uno dei quali andò al leggendario artista italiano Carlo Rambaldi, con cui Steven aveva già lavorato in Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo e a cui si deve qui il pupazzo mobile di E.T.

Girato in larga parte ad altezza di bambino (o di piccolo alieno), a tratti in soggettiva e spesso con le teste degli adulti fuori campo (espediente registico geniale), il lungometraggio ha diversi episodi iconici: il protagonista che indica la finestra col dito, la bici che prende il volo e si staglia sulla luna, il finale strappalacrime nella foresta.

Rivendendolo a distanza di anni si può notare come gli elementi più "pesanti" o thrilling siano bilanciati da quelli "leggeri" e comici.
Tra le sequenze più divertenti ricordiamo: le gag di E.T. tramortito dalla porta del frigo o svenuto per colpa del flash della polaroid (senza che la mamma se ne accorga mai); la scena di Halloween in cui l'alieno incontra un bimbo vestito da Yoda di Star Wars e sembra riconoscerlo (Lucas ricambierà l'omaggio facendo comparire il piccolo extraterrestre tra i banchi del Senato ne La Minaccia Fantasma); il protagonista che cade nella vasca da bagno.

Estremamente influente (la serie Stranger Things lo ha "saccheggiato" in lungo e in largo) e adatto ad ogni età o quasi, E.T.-L'Extraterrestre è un capolavoro da riscoprire, una delle gemme più preziose di quel tesoro del cinema che è Steven Spielberg.


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venerdì 16 febbraio 2024

OSCAR 2024. NOMINATION: PREMI MUSICALI

Dall'alto: il compositore John Williams (54 candidature in 6 decenni diversi, al momento 5 Oscar) e la cantante Diane Warren (15 candidature, ancora zero Oscar).


E se John Williams raggiungesse... Walt Disney?!?
Avete letto bene: il grande compositore è vicinissimo, con 54 candidature, al record del leggendario imprenditore dell'animazione, che sembrava inarrivabile a quota 59.

Ma il nostro è già un uomo che di primati se ne intende: a 92 anni diventa il più anziano nominato in una categoria competitiva e anche la persona candidata in più decenni diversi (addirittura 6!).
Comunque vada - e con 5 statuette già a curriculum - non ha più nulla da dimostrare, perché i suoi lavori sono già passati alla storia: si pensi alle musiche de Lo Squalo, Jurassic Park, Star Wars, Indiana Jones...

A proposito dell'archeologo-avventuriero più famoso del cinema, John è candidato proprio per la colonna sonora del 5° (e ultimo) capitolo della saga: Indiana Jones e il Quadrante del Destino.
I nostri migliori auguri, ma la concorrenza è piuttosto agguerrita.

Il favorito è lo svedese Ludwig Göransson di Oppenheimer, ma l'Academy potrebbe lasciarsi andare alla commozione e tributare un Oscar postumo al defunto Robbie Robertson, storico chitarrista del complesso The Band e autore delle musiche di Killers of the Flower Moon di Scorsese.

E se l'unica donna in lizza è Laura Karpman, la vera sorpresa è l'inglese Jerskin Fendrix, che per Povere Creature! del quotatissimo regista greco Yorgos Lanthimos ha composto una bizzarra colonna sonora electro punk e ultra-modern pop.

Passando al quintetto in gara per la miglior canzone, si noti il derby fratricida in casa Barbie, con ben due brani a contendersi il premio.
Tra i due litiganti potrebbe godere il terzo, cioé il pezzo che accompagna il succitato Killers of the Flower Moon.

Ma i riflettori sono puntati anche sulla sfortunata Diane Warren: la cantautrice americana, che non sappiamo se abbia perdonato Laura Pausini per la presunta clip-kamikaze di qualche anno fa, ci riprova per la quindicesima volta (nonostante un Oscar onorario).
Questa sarà la volta buona?

L'unico modo per scoprirlo è continuare a seguire CINEMA A BOMBA e cliccare sui link che trovate qui sotto per maggiori approfondimenti!


Migliore colonna sonora originale
Laura Karpman - American Fiction
John Williams - Indiana Jones e il Quadrante del Destino
Robbie Robertson - Killers of the Flower Moon
Ludwig Göransson - Oppenheimer
Jerskin Fendrix - Povere Creature! (Poor Things!)

Migliore canzone originale
I'm Just Ken (musiche e testo di Mark Ronson e Andrew Wyatt) - Barbie
What Was I Made For? (musiche e testo di Billie Eilish e Finneas O'Connell) - Barbie
It Never Went Away (musiche e testo di Jon Batiste e Dan Wilson) - American Symphony
Wahzhazhe (A Song for my People) (musiche e testo di Scott George) - Killers of the Flower Moon
The Fire Inside (musiche e testo di Diane Warren) - Flamin' Hot


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lunedì 27 febbraio 2023

OSCAR 2023. NOMINATION: PREMI MUSICALI

Dall'alto, due veterani a confronto: la cantante Diane Warren (14 candidature, zero Oscar) e il compositore John Williams (53 candidature, 5 Oscar).


Diane Warren ce la farà, questa volta???

La cantautrice californiana è alla sua 14a nomination, la 4a consecutiva: nel 2020 si era vista sorpassare da Sir Elton John, due anni fa aveva perso per colpa (forse) di Laura Pausini, l'anno scorso era stata nuovamente snobbata.
La statuetta per la miglior canzone sarà finalmente sua oppure non c'è 3 senza 4 (anzi, non c'è 13 senza 14)?

La concorrenza è agguerritissima, con pop star del calibro di Rihanna e della già oscarizzata Lady Gaga - in corsa con due seguiti, rispettivamente quello di Black Panther e quello di Top Gun - pronte a darle filo da torcere.

È della partita anche il redivivo David Byrne, l'ex leader dei Talking Heads insieme al quale - in qualità di giurato della Mostra del Cinema di Venezia - avevamo assisitito alla prima di Wuthering Heights nel 2011.

Attenzione però a sottovalutare l'indiano Naatu Naatu, il brano che si è aggiudicato a sorpresa il premio nella categoria agli ultimi Golden Globe e potrebbe fare il bis con l'Oscar.

Difficili i pronostici anche per quanto concerne la miglior colonna sonora.
Primus inter pares è ovviamente l'eterno John Williams (Indiana Jones, Star Wars), che con The Fabelmans dell'amico e collaboratore di sempre Steven Spielberg ha raggiunto la candidatura numero 53 (il più nominato di tutti i tempi dopo Walt Disney!).
L'anziano compositore porterà a casa il suo 6° Academy Award?

Il principale contendente - anch'egli forte della vittoria ai Globes - è Justin Hurwitz, che si era aggiudicato 2 statuette col bellissimo La La Land di Damien Chazelle e ci riprova quest'anno con Babylon, diretto dallo stesso regista.
Risulta ben quotato anche Carter Burwell, storico collaboratore dei fratelli Coen al servizio dell'irlandese Martin McDonagh con Gli Spiriti dell'Isola.

E se il pianista tedesco Volker Bertelmann (Niente di Nuovo sul Fronte Occidentale) sembra avere meno chance, la sorpresa potrebbe arrivare dalla band sperimentale Son Lux (Everything Everywhere All at Once).

Per sapere chi di loro la spunterà, continuate a seguire CINEMA A BOMBA!


Migliore colonna sonora
Volker Bertelmann - Niente di Nuovo sul Fronte Occidentale
Justin Hurwitz - Babylon
Carter Burwell - Gli Spiriti dell'Isola
Son Lux - Everything Everywhere All at Once
John Williams - The Fabelmans

Migliore canzone
Applause (musiche e testo di Diane Warren) - Tell It Like a Woman
Hold My Hand (musiche e testo di Lady Gaga e BloodPop) - Top Gun: Maverick
Lift Me Up (musiche di Tems, Rihanna, Ryan Coogler e Ludwig Göransson; testo di Tems e Ryan Coogler) - Black Panther: Wakanda Forever
Naatu Naatu (musiche di M. M. Keeravani; testo di Chandrabose) - RRR
This Is a Life (musiche di Ryan Lott, David Byrne e Mitski; testo di Ryan Lott e David Byrne) - Everything Everywhere All at Once


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giovedì 30 gennaio 2020

OSCAR 2020. NOMINATION: PREMI MUSICALI

Dall'alto: John Williams (a destra) e J.J. Abrams sul set di Star Wars: L'Ascesa di Skywalker; la violoncellista Hildur Guðnadóttir; una scena tratta da Frozen II.


52.
Questo il numero delle nomination collezionate negli anni dal grande compositore John Williams.
Ben 5 di esse si sono trasformate in statuette, compresa quella del 1978 per Guerre Stellari.

Il cerchio si chiude, 42 anni più tardi: la candidatura di quest'anno è infatti per l'ultimo capitolo della saga di Star Wars, il controverso L'Ascesa di Skywalker.

Ce la farà persino stavolta?
Certo è che la concorrenza non gli manca: tiene banco il derby in famiglia tra i cugini Newman, ma a spuntarla potrebbe essere la violoncellista islandese Hildur Guðnadóttir, forte della fresca vittoria ai Golden Globe per le musiche di Joker.

Da non sottovalutare neppure il francese Alexandre Desplat, già vincitore di 2 Oscar recenti: nel 2015 per Grand Budapest Hotel e nel 2018 per The Shape of Water.






Per quanto concerne invece le canzoni originali, la sfida potrebbe essere tra due "perdenti" d'eccezione.

Il primo è Rocketman: pur essendo stato tra i vincitori dei Golden Globe, è stato relegato alla sola nomina per Elton John.

Il secondo è Frozen II, al quale è stato preferito Toy Story 4 nella categoria dedicata ai film d'animazione: i due si sfideranno solo per la migliore canzone.
E chissà se, spinto dagli incassi stellari (è il cartone animato che ha incassato di più nella storia del cinema, battendo il precedente record di... Frozen), non riesca a prevalere almeno qui.

Quantomeno è rimasto fuori il super flop Cats, grottesco cinemusical diretto da Tom Hooper (regista di Les Misérables) con un cast eccezionale, ma con non altrettanto eccezionali effetti speciali.

Nell'attesa di scoprire chi la spunterà alla Notte degli Oscar, cliccate sui link che trovate di seguito, chiudete gli occhi e lasciatevi incantare.
La vista non è l'unico senso con cui potersi godere un bel film!






Migliore colonna sonora
Alexandre Desplat – Piccole donne (Little Women)
Hildur Guðnadóttir – Joker
Randy Newman – Storia di un matrimonio (Marriage Story)
Thomas Newman – 1917
John Williams - Star Wars: L'ascesa di Skywalker (Star Wars: The Rise of Skywalker)

Migliore canzone
I Can’t Let You Throw Yourself Away (Randy Newman) - Toy Story 4
(I'm Gonna) Love Me Again (Elton John, Taron Egerton) – Rocketman
I'm Standing With You (Diane Warren) - Atto di fede (Breakthrough)
Into the Unknown (Idina Menzel, Aurora) – Frozen II - Il segreto di Arendelle (Frozen II)
Stand Up (Cynthia Erivo) – Harriet




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mercoledì 16 maggio 2018

I CORTI: NO GOOD DEAD, DEADPOOL NON È SUPERMAN

(Clicca sulla foto per vedere il corto). 

USA, 2017
4'
Regia: David Leitch
Interpreti: Ryan Reynolds, Stan Lee.


Wade (Reynolds) sta passeggiando "in borghese" quando vede in un vicolo un balordo che sta rapinando un vecchietto.

Infastidito dalla palese ingiustizia, si chiude in una cabina telefonica per indossare il costume di Deadpool.

Purtroppo impiega troppo tempo a cambiarsi e, una volta uscito dalla cabina e pronto a intervenire, ha un'amara sorpresa...






Un detto popolare nel mondo anglosassone recita: "Nessuna buona azione rimane impunita".
Ciò spiega il titolo di questo divertente cortometraggio dedicato al supereroe più politicamente scorretto dell'universo Marvel, creato dallo scrittore Fabian Nicieza e dal disegnatore Rob Liefeld oltre 25 anni fa.

Proiettato nei cinema di seguito a Logan (nona e ultima apparizione di Hugh Jackman come Wolverine; a proposito: presto la recensione), anch'esso di produzione Fox come tutte le pellicole dedicate agli X-Men, No Good Deed è in pratica un'irriverente parodia di Superman - il film del 1978 con Christopher Reeve -, tant'è che ricicla pure il celebre tema musicale del plurioscarizzato John Williams.

Funge chiaramente da "ponte" promozionale tra il primo capitolo dedicato al loquace mercenario e l'atteso Deadpool 2.
I più attenti possono scorgere il nome di Cable - che nel seguito prossimo venturo è interpretato da Josh Brolin, alias Thanos di Avengers: Infinity War - sulla cabina del telefono.

E poteva mancare Stan Lee?
Ovviamente no: il plurinovantenne patriarca della Marvel si concede il consueto, spassoso cameo (nei panni di se stesso).

Ultima annotazione: il vecchio che viene rapinato nel vicolo non vi ricorda qualcuno? Se conoscete bene la storia dei vari personaggi della Casa delle Idee, potrebbe venirvi facilmente un sospetto...
E se fosse zio Ben di Spider-Man???

Solo Deadpool lo sa.
O forse neanche lui.




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martedì 10 aprile 2018

OSCAR 2018. DEAR BASKETBALL, IL PASSO È BREVE DALLA NBA ALL'OSCAR

(Clicca sull'immagine per vedere il corto). 

USA, 2017
5'
Regia: Kobe Bryant, Glen Keane.


Kobe Bryant è una leggenda vivente.
Chi altri può vantare in 20 anni di carriera 5 titoli NBA, 18 All-Star Game, 2 Medaglie d'Oro alle Olimpiadi, 30.000 canestri a soli 34 anni e... un Premio Oscar?!?

La celebre Guardia dei Los Angeles Lakers ha infatti ottenuto l'ambita statuetta con questo cortometraggio diretto a quattro mani con l'anziano Glen Keane, animatore Disney di lungo corso (ha lavorato in Canto di Natale di Topolino, Aladdin, Tarzan, Rapuntzel... solo per dirne alcuni).






Il filmato mette sostanzialmente in immagini la bella lettera che Kobe scrisse il 29 novembre del 2015 per annunciare il proprio ritiro dai campi di gioco, impreziosendola con la musica emozionante del veterano John Williams (sì, proprio quello di Indiana Jones e Star Wars; era candidato anche lui quest'anno, per la 51a volta!).

Un corto che in soli 5 minuti rende giustizia ad uno sport e ad un campione.

Alla Notte degli Oscar Bryant ha ringraziato in parte anche in italiano, segno dello stretto legame da lui instaurato col nostro paese.

Anche per questo ci sentiamo di rispondergli semplicemente: grazie.
Grazie per questi 20 anni di emozioni sui campi da gioco e grazie per averli riassunti in questi pochi minuti di immagini e parole.

Dear Basketball è una piccola perla consigliata a chi ama davvero la pallacanestro e il connubio magico che a volte, come in questa occasione, si instaura tra cinema e sport.




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giovedì 15 febbraio 2018

OSCAR 2018. NOMINATION: PREMI MUSICALI

Dall'alto: John Williams (al centro) alla prima di Star Wars: Gli Ultimi Jedi (Star Wars: The Last Jedi); Hans Zimmer (a destra) con il regista di Dunkirk Christopher Nolan; un'esibizione di Sufjan Stevens.  


I film sono solo immagini in movimento?
Chiaramente no, l'aspetto uditivo è altrettanto importante: non solo in termini di suono in sé (vedere nelle candidature tecniche), ma per le musiche e le canzoni, che possono davvero fare la differenza.

La cosa più curiosa di quest'anno è che, forse per la prima volta, le nomination per la Miglior Colonna Sonora e per la Miglior Canzone Originale non coincidono: nessun film è candidato in entrambe le categorie!

Nella prima, la sfida è tra veri e propri big: in compagnia del tedesco Hans Zimmer (già Oscar nel 1995 per Il Re Leone), del francese Alexandre Desplat (Oscar nel 2015 per Grand Budapest Hotel) e dell'inglese Jonny Greenwood (chitarrista dei Radiohead), gli americani Carter Burwell (frequente collaboratore dei fratelli Coen) e John Williams non avranno vita facile.

Quest'ultimo in particolare merita una menzione speciale: è alla sua 51a (cinquantunesima!) nomina in 51 anni.
Una media di una candidatura all'anno - dal 1967 - che fa onore a questo anziano compositore caro a Spielberg e Lucas.
Star Wars: Gli Ultimi Jedi gli frutterà il 6° Oscar in carriera?

Nella seconda categoria, il favorito potrebbe essere The Greatest Showman.
L'acclamato musical con l'ex X-Man Hugh Jackman ha già incassato il Golden Globe per il brano This is Me e non sarebbe strano se conquistasse anche l'ambita statuetta.

Un risultato scontato, allora?
Nient'affatto, perché la concorrenza è comunque piuttosto agguerrita e l'Academy potrebbe favorire invece un cartone Pixar (Coco), una produzione Netflix (Mudbound) o l'italianissimo - ma girato in lingua inglese - Chiamami col tuo Nome.
I giochi sono ancora aperti.

Per il momento, cliccate sui link che trovate qui di seguito, chiudete gli occhi e godetevi l'ascolto.
Ne sentirete delle belle!






MIGLIOR COLONNA SONORA
Carter Burwell - Tre manifesti a Ebbing, Missouri (Three Billboards Outside Ebbing, Missouri)
Alexandre Desplat - La forma dell'acqua - The Shape of Water (The Shape of Water)
Jonny Greenwood - Il filo nascosto (Phantom Thread)
John Williams - Star Wars: Gli ultimi Jedi (Star Wars: The Last Jedi)
Hans Zimmer - Dunkirk

MIGLIOR CANZONE
Mighty River (musica e testi di Mary J. Blige, Raphael Saadiq e Taura Stinson) - Mudbound
Mystery of Love (musica e testi di Sufjan Stevens) - Chiamami col tuo nome (Call Me By Your Name)
Remember Me (musica e testi di Kristen Anderson-Lopez e Robert Lopez) - Coco
Stand Up For Something (musica di Diane Warren, testi di Diane Warren e Lonnie Lynn) - Marshall
This Is Me (musica e testi di Benj Pasek e Justin Paul) - The Greatest Showman




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lunedì 5 febbraio 2018

OSCAR 2018. NOMINATION: DOCUMENTARI E CORTOMETRAGGI

Dall'alto: Kobe Bryant in versione cartone animato in Dear Basketball; una scena da Lou della Pixar; batraci in Garden Party; la strana coppia JR-Agnès Varda in Visage Villages.


5 campionati NBA, 2 ori olimpici, innumerevoli riconoscimenti individuali... E ora un Oscar?

Kobe Bryant è una delle grandi sorprese di questa edizione degli Academy Award, candidato per il miglior cortometraggio animato con un'opera ispirata alla toccante lettera che ha annunciato il ritiro dallo sport giocato del campione dei Los Angeles Lakers nel 2015.

Dear Basketball può contare sui disegni del grande illustratore Disney Glen Keane, sulle musiche di John Williams (ha bisogno di presentazioni uno che ha appena ricevuto la sua 51a nomination? Di lui riparleremo prossimamente, comunque), su un nutrito gruppo di tifosi ed estimatori di Bryant in tutto il mondo, sulla popolarità di una leggenda sportiva.

Basterà?
Non è detto: la candidatura ha fatto riemergere anche un controverso caso di violenza sessuale di alcuni anni fa che ha visto come imputato lo stesso giocatore e sono in molti a chiedersi come mai Hollywood sia stata tanto indulgente nel concedere questo onore ad un uomo che sì, è stato assolto, ma sul quale aleggiano ancora molti dubbi.

Tale polarizzazione potrebbe favorire gli avversari, primo fra tutti Lou, corto Pixar (che potete vedere qui sotto! E vi assicuriamo che merita) contro il bullismo.

Ma meglio non sottovalutare neppure gli altri: il francese Garden Party, con protagonisti rane e rospi, visivamente straordinario; Negative Space, che parla del rapporto tra un figlio e il padre spesso via per lavoro; Revolting Rhymes, tratto da ul libro di Roald Dahl, che "riscrive" le fiabe tradizionali di Biancaneve, Cenerentola, Cappuccetto Rosso (ehi, ci ricorda qualcosa)...






Non fosse per la presenza di Kobe Bryant, il riflettore su queste quattro categorie ancora troppo poco considerate noi lo avremmo puntato su Agnès Varda.

Per chi non la conoscesse, questa piccola e anziana signora è una delle registe più apprezzate della storia del cinema, rappresentante di spicco della Nouvelle Vague, autrice di pellicole innovative quali Cléo dalle 5 alle 7 e Senza Tetto nè Legge (Leone d'Oro a Venezia nel 1985), fresca vincitrice di un Oscar alla carriera.

E co-realizzatrice di uno dei più curiosi documentari degli ultimi tempi, Visages Villages - presentato al Festival di Cannes dell' anno scorso -, racconto di un viaggio alla scoperta di piccole grandi storie nella provincia francese fatto con il giovane street artist JR, autore di fotografie giganti.

Di ben altro tenore gli altri documentari in competizione.

Strong Island narra dell'uccisione di un giovane afroamericano e dell'ingiustizia e il dolore che la famiglia ha dovuto subire; Icarus ha come protagonista un ciclista dilettante che, volendo fare un reportage sul doping a livello amatoriale, si ritrova invece invischiato nel grande scandalo che ha coinvolto gli atleti olimpici russi; Abacus: Small Enough to Jail fa il verso a Too Big To Fail (film Tv sulla crisi dei subprime) e tratta di una piccola banca di Chinatown, l'unico istituto di credito statunitense ad aver subito un processo penale per la truffa sui mutui; Last Man in Aleppo parla dei Caschi Bianchi, il gruppo di volontari che cerca superstiti tra le macerie dei palazzi bombardati in Siria che era già stato al centro del corto documentario che aveva vinto nella categoria lo scorso anno - primo storico Academy Award ad una produzione originale Netflix.

A proposito della celebre piattaforma di streaming, occorre notare che essa presenta un candidato molto forte anche quest'anno tra i corti documentari - Heroin(e), storia di tre donne che cercano di contrastare il diffondersi dell'uso degli oppiacei nella loro comunità -, prova della grande attenzione che sta riservando a questo tipo di espressione filmica, attenzione che si manifesta in prodotti di qualità che riescono (anche grazie a budget non comuni per il genere) ad attirare l'attenzione degli spettatori.

Ci voleva!
Ma se i competitor non si adegueranno, il rischio che Netflix riesca in futuro a monopolizzare le categorie documentarie è molto forte.

Tra gli avversari delle eroine antidroga, il Premio Simpatia simbolicamente potrebbe andare ai due protagonisti di Edith+Eddie - afroamericana lei, bianco lui - che in barba a tutto e a tutti (soprattutto ai familiari) hanno deciso di sposarsi a 90 e passa anni, diventando i neosposini "misti" più anziani al mondo.

Heaven is a Traffic Jam on the 405 (che potete vedere per intero qui sotto) ci presenta invece la vita dell'artista Mindy Alper che, affetta da disturbi mentali e depressione, ha dovuto subire terapie di elettroshock e vivere un periodo di 10 anni senza poter parlare; Traffic Stop è un racconto di come un semplice controllo per un'infrazione stradale sia degenerato nel drammatico arresto di una giovane insegnante dalla pelle nera; Knife Skills segue infine le vicende di un gruppo di freschi ex carcerati che cercano di aprire un ristorante di lusso di cucina francese e di riscattarsi pertanto agli occhi della comunità.






Per quel che riguarda i corti di finzione, c'è una sola commedia, The Eleven o'Clock, nel quale uno psichiatra cerca di analizzare un paziente deluso, che a sua volta pensa di essere uno psichiatra e che quindi cercherà di analizzare il vero psichiatra pensando che sia un paziente.

Non preoccupatevi: le trame degli altri sono meno vertiginose.
DeKalb Elementary parla di una sparatoria in una scuola elementare; My Nephew Emmett, di un predicatore nero che cerca di impedire che due uomini portino via suo nipote adolescente, accusato di aver rivolto apprezzamenti ad una ragazza bianca; The Silent Child, di una bambina muta e dei suoi genitori, riluttanti ad essere coinvolti nella sua educazione; Watu Wote/All of Us (ispirato ad una storia vera), del sequestro di un bus da parte di un gruppo terroristico islamico e del rifiuto dei passeggeri musulmani di collaborare per identificare i cristiani presenti sul mezzo.

Detto questo, andiamo a conoscere i singoli candidati.

Perché, come vedrete, oltre a Kobe Bryant c'è di più.

MIGLIOR DOCUMENTARIO
Abacus: Small Enough to Jail, regia di Steve James
Icarus, regia di Bryan Fogel
Last Man in Aleppo, regia di Firas Fayyad
Strong Island, regia di Yance Ford
Visages Villages, regia di Agnès Varda e JR

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO DOCUMENTARIO
Edith+Eddie, regia di Laura Checkoway e Thomas Lee Wright
Heaven is a Traffic Jam on the 405, regia di Frank Stiefel
Heroin(e), regia di Elaine McMillion Sheldon e Kerrin Sheldon
Knife Skills, regia di Thomas Lennon
Traffic Stop, regia di Kate Davis e David Heilbroner

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO
DeKalb Elementary, regia di Reed Van Dyk
The Eleven o'Clock, regia di Derin Seale e Josh Lawson
My Nephew Emmett, regia di Kevin Wilson, Jr.
The Silent Child, regia di Chris Overton e Rachel Shenton
Watu Wote/All of Us, regia di Katja Benrath e Tobias Rosen

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO D'ANIMAZIONE
Dear Basketball, regia di Glen Keane e Kobe Bryant
Garden Party, regia di Victor Caire e Gabriel Grapperon
Lou, regia di Dave Mullins e Dana Murray
Negative Space, regia di Max Portner e Ru Kuwahata
Revolting Rhymes, regia di Jakob Schuh e Jan Lachauer




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martedì 31 ottobre 2017

I CLASSICI: LO SQUALO, UN'ESTATE DA MORDERE

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 1975
27'
Regia: Steven Spielberg
Interpreti: Roy Scheider, Richard Dreyfuss, Robert Shaw, Lorraine Gary, Murray Hamilton, Carl Gottlieb, Peter Benchley.


Il placido isolotto di Amity (New England) viene scosso dalla morte violenta di una ragazza in mare. Il capo della polizia (Scheider) capisce subito che il responsabile è un feroce squalo che si è avvicinato alla costa, ma il sindaco si rifiuta di chiudere le spiagge per non compromettere il turismo balneare.

Mentre l'animale continua a mietere vittime, intervengono anche un biologo marino (Dreyfuss) e un vecchio lupo di mare dal passato tragico (Shaw).
Urge una battuta di caccia per risolvere la questione...






Mentre scriviamo queste righe dovreste aver finito tutti le eventuali vacanze balneari, così da potervi gustare senza ansie la riscoperta di questo superclassico horror marino (i programmatori tv, con reiterato sadismo, lo trasmettono regolarmente durante la stagione estiva).

Insieme a Halloween, Nightmare, Venerdì 13 e altri, Lo Squalo è stato anche uno dei principali franchise del genere negli anni 70-80, il ventennio d'oro del cinema di spavento, e contribuì inoltre a definire l'allora giovane Steven Spielberg come la stella più brillante del firmamento hollywoodiano.

Il futuro autore di Indiana Jones, Jurassic Park e Il Ponte delle Spie mette in mostra tutte le proprie abilità tecniche, a partire da due intuizioni geniali: girare il 25% della pellicola a pelo d'acqua - così da conferire soggettività alle riprese e quindi un senso di maggior coinvolgimento nello spettatore - e non mostrare quasi mai il famigerato squalo.

Proprio vero: complessivamente, il vecchio Bruce (battezzato così da Steven in "onore" del proprio avvocato) compare sullo schermo per soli 4 minuti!






Il regista gioca di sottrazione (spesso spaventa di più ciò che NON viene mostrato), ma non solo per scelta: durante la lavorazione furono innumerevoli gli incidenti nel movimentare il pesantissimo animale meccanico, al punto che qualcuno della troupe iniziò a parlare di "film maledetto" ancor prima che fosse finito.

Non aiutarono le difficoltà logistiche ed economiche, i dissapori nel cast, i problemi di alcolismo di Robert Shaw (che tuttavia non gli impedirono di riscrivere il monologo notturno sulla nave, trovandone il tono giusto alla prima ripresa).
Maledizione o meno, il risultato finale lascia a bocca aperta ancora adesso.

Sulle note inquietanti del mitico John Williams (lo stesso autore delle musiche di Star Wars), ci sono almeno 3 sequenze da Storia del Cinema: il prologo con la ragazza in mare; l'attacco sulla spiaggia (l'effetto del primo piano di Scheider con lo sfondo che sembra allontanarsi fu realizzato con una semplice carrellata all'indietro abbinata a uno zoom in avanti); la scena dello squalo che emerge dall'acqua mentre Brody butta il pesce in mare (Scheider improvvisò la conseguente, famosa battuta "Ci servirà una barca più grande!").

Con Lo Squalo Spielberg è riuscito a spaventare senza scadere in un eccesso di effettacci splatter, firmando un horror da antologia.

Pronti a prendere il largo?
Buon Halloween dalla Redazione di CINEMA A BOMBA!




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domenica 29 ottobre 2017

HARRY POTTER E LA PIETRA FILOSOFALE, CHE LA MAGIA ABBIA INIZIO!

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

Regno Unito/USA, 2001
152' - 159 (versione estesa)
Regia: Chris Columbus
Interpreti: Daniel Radcliffe, Emma Watson, Rupert Grint, John Cleese, Robbie Coltrane, Richard Harris, Ian Hart, Richard Griffiths, John Hurt, Alan Rickman, Fiona Shaw, Maggie Smith, Tom Felton, Julie Walters.


31 Ottobre 1981.
Il malvagio stregone Voldemort uccide i suoi rivali, i coniugi James Potter e Lily Evans, ma non riesce a fare altrettanto col loro figlio di poco più di un anno - la madre, prima di morire è riuscita a imporre una protezione così potente al bimbo da resistere a questo potente attacco, che anzi è rimbalzato su colui che l'ha lanciato lasciandolo mezzo morto e indebolendolo a tal punto da non poter usare molti dei suoi (tanti) poteri.
Al piccino resterà, invece, solamente una cicatrice a forma di saetta in fronte.

In virtù di questo fatto prodigioso, nel mondo magico il nome di Harry Potter diventa famosissimo; ma il buon Albus Silente decide, per il suo bene, di allontanarlo e di affidarlo ai suoi unici parenti, i Dursley, zii materni babbani (cioè, umani ma senza poteri magici), parecchio intolleranti nei confronti della magia, piuttosto gretti e ostili nei confronti del bimbo, ma adoranti genitori del viziato e insopportabile ciccione Dudley.

La vita è dura a Privet Drive, ma a qualche giorno dal suo undicesimo compleanno le cose cambiano per Harry: lui, che non è mai stato cercato da nessuno, riceve una lettera misteriosa recapitata da un gufo.
Non riesce a leggere il contenuto, perché gli zii gliela distruggono; e così fanno per le altre, che arrivano in continuazione, senza sosta, costringendoli esasperati alla fuga in un posto isolato in mezzo al mare.

Ma non serve a niente, poiché allo scoccare della mezzanotte del giorno del compleanno l'imponente Hagrid fa irruzione nella stamberga e finalmente porta il messaggio al ragazzino: Harry è stato ammesso a Hogwarts, prestigiosa scuola di magia e stregoneria della quale è preside Albus Silente.

Il mezzo gigante lo porta via con sé e lo trascinerà in un mondo fantastico, fatto di incanto, creature inconsuete, misteri: dapprima in Diagon Alley (l'affollatissima via londinese nascosta ai babbani dei negozi magici, dove Harry comprerà la sua bacchetta magica fatta con la piuma di una fenice), poi sul binario 9 3/4 della stazione di King's Cross dal quale parte l'Hogwarts Express.

E infine nella suggestiva scuola, dove verrà smistato nella casa di Grifondoro - una delle quattro di Hogwarts: le altre sono Serpeverde (dove capita l'arrogante Draco Malfoy), Tassorosso e Corvonero - assiema ai suoi nuovi amici, il rosso sfigatello Ron Weasley e la secchiona petulante Hermione Granger.

Il suo noviziato non sarà certo noioso: partite di Quidditch (gioco di squadra spettacolare e molto amato dai maghi e del quale Harry si scoprirà un campione), lezioni insolite (pozioni, difesa dalle arti oscure...), professori pittoreschi (l'inquietante Severus Piton, l'austera Minerva McGranitt, il balbettante Quirinus Raptor...), orchi, centauri, feroci mostri a tre teste.

E una pietra filosofale alla quale Voldemort dà la caccia.

Il primo anno non sarà facile per Harry Potter, ma al suo fianco ci sono le persone giuste.






Come può tradurre il cinema un romanzo di grande successo in un film che non scontenti i fan?

In molti casi si ritoccano i personaggi, si adattano le situazioni, si ricorre (un po' vigliaccamente) all'"ispirato liberamente a"; in altri addirittura si stravolge l'intera storia, snaturandola, e prendendone solo alcuni spunti.

Nel caso di Harry Potter, però, l'impresa non era delle più semplici - anzi - in quanto i libri scritti da J.K. Rowling sono ricchi di personaggi, avvenimenti, intrecci, immaginazione, e letti da milioni di lettori esigenti.

Senza contare che l'autrice aveva posto come condizioni per cederne i diritti il controllo creativo durante la produzione e un cast di attori britannici.

Il produttore David Heyman e la Warner Bros. accettarono la sfida, intuendo il grande potenziale della storia, e a quattro anni dall'uscita di Harry Potter e la Pietra Filosofale, primo libro della serie dedicata al maghetto occhialuto, ecco arrivare la trasposizione cinematografica diretta da Chris Columbus, già regista di film per ragazzi come Mamma, Ho Perso l'Aereo e Mrs. Doubtfire.

Il riscontro di pubblico e critica fu fin da subito entusiasmante - e non è difficile capire il perché.

Lo sceneggiatore Steve Kloves, coadiuvato dalla Rowling, è riuscito pur con qualche taglio e pochi aggiustamenti a rimanere fedele alla storia e all'atmosfera del romanzo, mentre la regia di Columbus è briosa.

Le scenografie e le ambientazioni sono spettacolari: non era semplice rendere sullo schermo i luoghi fantastici del racconto, ma i Leavesden Film Studios (presso Londra), la stazione ferroviaria di King's Cross, l'Ainwick Castle, le cattedrali di Glouchester e Durham, la strada Picket Post Close a Bracknell, l'Australia House e lo zoo di Londra... si sono rivelati funzionali e sono ora diventati attrazioni turistiche frequentatissime dai fan della serie.

La colonna sonora di John Williams è una garanzia e il tema principale è ormai entrato nella storia del cinema.

Gli effetti speciali sono stati utilizzati benissimo e si sono rivelati fondamentali per rendere la magia del romanzo (c'è anche lo zampino della Industrial Light & Magic di Star Wars), ma anche costumi e trucchi sono da apprezzare.

Vincente è stata pure la scelta del cast, quasi del tutto composto da attori britannici - le eccezioni sono Richard Harris nel ruolo di Albus Silente e Fiona Shaw (zia Petunia), entrambi irlandesi.

Insieme ai due "forestieri" troviamo veterani di grande fama e sicuro mestiere - John Hurt ( La Talpa) e l'ineffabile Maggie Smith (era anche in Hook-Capitan Uncino, ricordate?) - ma anche caratteristi di lusso come l'ex Monty Python John Cleese, Ian Hart, Robbie Coltrane, Julie Walters e i recentemente scomparsi Richard Griffiths e Alan Rickman.

Quest'ultimo, nell'iconica parte di Severus Piton, è bravissimo ma assomiglia tantissimo a Renato Zero - che i truccatori vi si siano ispirati? Il sospetto che l'aspetto dei nostri cantanti sia fonte d'ispirazione ci è venuta anche ricscontrando similitudini tra il sultano di Le Avventure di Tintin-Il Segreto dell'Unicorno e Lucio Dalla...

Ma particolarmente azzeccata è la scelta dei giovani protagonisti, selezionati dopo accurate e agguerrite audizioni.
Compito delicatissimo, in quanto gli attori avrebbero dovuto crescere assieme ai personaggi interpretati.






Daniel Radcliffe è stato fortemente voluto dal regista stesso che pensava che con la sua aria sveglia e dolce sarebbe stato un Harry Potter perfetto.
Ci ha visto giusto, ma convincere i genitori del bambino non è stata certo impresa facile, timorosi com'erano che il successo avrebbe potuto rovinare il figlio.

Rupert Grint, grande fan dei romanzi della Rowling, ottenne la parte di Ron grazie alla sua spigliatezza e a un video-provino rap (!).

Ha dovuto superare la concorrenza di migliaia di ragazzine, invece, Emma Watson, scelta come Hermione per la serietà con la quale si era preparata alle audizioni e per la sicurezza di sé.
La stoffa ce l'ha, tanto è vero che è l'unica del terzetto ad aver ottenuto ruoli importanti anche dopo la fine della saga - anzi, si può tranquillamente affermare che sia una delle attrici più apprezzate e ricercate del momento.

Insomma, il successo del primo film della serie dedicata ad Harry Potter è stato frutto sì di uno sforzo economico degno di un kolossal, ma anche di scelte oculate, azzeccate e fortunate fatte da persone competenti.

Persino la stessa J.K. Rowling si è dichiarata soddisfatta dal risultato finale, e così gli attenti ed esigenti lettori.

Missione compiuta!




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lunedì 25 gennaio 2016

OSCAR 2016. PREMI MUSICALI

Dall'alto: Ennio Morricone (a destra) in studio con Quentin Tarantino; John Williams (a sinistra) con J.J. Abrams; Lady Gaga (a destra) con la co-autrice della canzone Til It Happens to You e il regista del documentario The Hunting Ground


Quest'anno la corsa alla statuetta per la miglior colonna sonora è una delle più attese ed emozionanti: favorito sugli altri candidati è Ennio Morricone, leggendario compositore cinematografico caro tra gli altri a Sergio Leone, di cui firmò le musiche di tutti i principali film.

Quel volpone di Quentin Tarantino - che di Ennio è un vero fanatico - lo aveva ingaggiato per una canzone nel precedente Django Unchained e poi gli aveva chiesto di scrivere delle partiture originali per il suo nuovo The Hateful Eight, un altro omaggio vintage agli spaghetti western.

Risultato: il ritorno del nostro all'attenzione internazionale, il trionfo ai recenti Golden Globe (Quentin, ritirando il premio per lui, lo ha addirittura paragonato a Mozart e Beethoven...) e infine una nomina all'Oscar che è già di per sé una vittoria.

È la sua sesta volta; per ora gliene hanno assegnato solo uno alla carriera nel 2007, ma chissà che i trionfi italici nelle ultime edizioni - nel 2012, Francesca Lo Schiavo e Dante Ferretti premiati per la migliore scenografia (per Hugo Cabret); Dario Marianelli, candidato per la colonna sonora di Anna Karenina nel 2013; La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino miglior film straniero nel 2014; Milena Canonero migliore costumista l'anno scorso per Grand Budapest Hotel - non siano di buon auspicio.

A sfidare Morricone, un altro vecchio leone del cinema: John Williams.
Alla cinquantesima candidatura (sì, avete letto bene: cinquantesima! Il record di 59, che appartiene a Walt Disney, è ad un passo) e dopo aver agguantato la statuetta già cinque volte, l'autore delle musiche di Star Wars: Il Risveglio della Forza è forse l'unico avversario temibile per il nostro connazionale.

Per quel che riguarda invece la miglior canzone, Simple Song#3 (tratta dall'apprezzato ma un po' snobbato Youth-La Giovinezza di Paolo Sorrentino, presentato in anteprima a Cannes 2015) avrà vita dura.

Lady Gaga, dopo aver appena vinto un Golden Globe televisivo come attrice (!) nella serie American Horror Story: Hotel, spera di fare il bis nella categoria a lei più congeniale.
Riuscirà a eguagliare la sua collega Adele, che nel 2013 ha sbaragliato la concorrenza con Skyfall (tratta dal film omonimo della serie 007)?

Tolta di mezzo Ellie Goulding con la hit Love Me Like You Do, nemmeno candidata (da Cinquanta Sfumature di Grigio hanno scelto un altro pezzo), l'insidia più grande per Miss Germanotta potrebbe venire da un altro film della saga dedicata all'agente segreto James Bond: Writing's on the Wall di Sam Smith è infatti la sigla di apertura di Spectre e si è già affermata ai Golden Globe.

Ma ora basta chiacchiere, lasciamo parlare la musica: qui sotto potete trovare molti link sfiziosi!
Buon ascolto!


MIGLIOR COLONNA SONORA
Thomas Newman - Il ponte delle spie (Bridge Of Spies)
Carter Burwell – Carol
Ennio Morricone – The Hateful Eight
Jóhann Jóhannsson - Sicario
John Williams - Star Wars: Il risveglio della Forza (Star Wars: The Force Awakens)

MIGLIOR CANZONE
Earned It (Abel Tesfaye, Ahmad Balshe, Jason Daheala Quenneville e Stephan Moccio) - Cinquanta sfumature di grigio (Fifty Shades of Grey)
Manta Ray (J. Ralph e Antony Hegarty) - Racing Extinction
Simple Song#3 (David Lang) – Youth - La Giovinezza (Youth)
Til It Happens to You (Diane Warren e Lady Gaga) - The Hunting Ground
Writing's on the Wall (Sam Smith, Jimmy Napes) – Spectre

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giovedì 23 gennaio 2014

OSCAR 2014. NOMINATION: I PREMI MUSICALI

Dall'alto: gli U2 con il Golden Globe vinto per "Ordinary Love"; Pharrell Williams con un Minion; Frozen


Sorpresa: Alex Ebert, fresco vincitore - con All is Lost - del Golden Globe per la miglior colonna sonora, è stato escluso dalle nomine ai premi Oscar.
Ne ignoriamo le ragioni, ma una cosa è certa: i cinque contendenti alla statuetta - tra i quali il veterano John Williams (giunto alla 49a candidatura, con 5 statuette già in saccoccia!) e gli Arcade Fire di Her - devono aver tirato un sospiro di sollievo.

Nella sezione destinata alla miglior canzone originale, si nota l'assenza di Inside Llewyn Davis dei fratelli Coen, Gran Premio della Giuria all'ultimo Festival di Cannes e liberamente ispirato alla vita del cantautore Dave Van Ronk.
La Disney punta tutto sul musical Frozen, in lizza anche come miglior film d'animazione, mentre gli U2 vogliono chiaramente confermare il globo dorato recentissimamente conquistato.

Ma c'è ancora molto tempo prima di scoprire chi vincerà in queste categorie.
Nell'attesa potete godervi le musiche e le canzoni in concorso...semplicemente cliccando sui link che trovate qui sotto!


MIGLIOR COLONNA SONORA
John Williams – The Book Thief
Steven Price – Gravity
William Butler e Owen Pallett – Her
Alexandre Desplat – Philomena
Thomas Newman – Saving Mr. Banks

MIGLIOR CANZONE
Alone, Yet Not Alone da Alone Yet Not Alone – Bruce Broughton e Dennis Spiegel [NOMINATION REVOCATA]
Happy da Cattivissimo Me (Despicable Me 2) – Pharrell Williams
Let It Go da Frozen – Kristen Anderson-Lopez e Robert Lopez
The Moon Song da Her – Karen Orzolek and Spike Jonze
Ordinary Love da Mandela: Long Walk to Freedom – U2

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venerdì 18 gennaio 2013

OSCAR 2013. NOMINATION: I PREMI MUSICALI

Dall'alto: Dario Marianelli; Adele; Nora Jones; Hugh Jackman (in una scena con Anne Hathaway).


Il 24 Febbraio 2013 non si potrà non tifare Dario Marianelli: è l'unico italiano candidato agli Oscar quest'anno, segno che a salvare l'onore cinematografico nostrano sono rimasti ormai solo i professionisti.

E allora incrociamo le dita: la colonna sonora che ha composto per il film Anna Karenina di Joe Wright è suggestiva, ma dovrà confrontarsi con quelle del superveterano John Williams (48 nomination in carriera, 5 Oscar vinti!) e di una concorrenza assai agguerrita in un duello all'ultima nota.

Per quel che riguarda la gara per la migliore canzone, strafavorita è la popolarissima Adele che, sull'onda del successo planetario dei suoi album e di Skyfall - 23a fatica cinematografica dell'agente segreto britannico James Bond - ha vinto recentemente in questa categoria il Golden Globe.
A darle filo da torcere ci sono una cantautrice raffinata come Nora Jones (sorpresa: è la figlia di Ravi Shankar, il maestro di sitar ammirato dai Beatles e morto recentemente; si presenta con un brano scritto anche da Seth MacFarlane, conduttore della cerimonia di consegna dei premi dell'Academy e autore del cartoon politicamente scorretto I Griffin) e due divi che non se la cavano male neppure nel canto, cioè la bellissima e brava Scarlett Johansson e Hugh Jackman (anche lui premiato con il Golden Globe e candidato all'Oscar, ma per il suo ruolo nel musical Les Misérables).

In attesa di conoscere a chi andranno le preziose statuette, mettetevi comodi, cliccate sui link che trovate di seguito e godetevi le musiche e le canzoni nominate.


MIGLIORE COLONNA SONORA

Anna Karenina - Dario Marianelli
Argo - Alexandre Desplat
Vita di Pi - Mychael Danna
Lincoln - John Williams
Skyfall - Thomas Newman


MIGLIORE CANZONE

Before My Time da Chasing Ice - Musica di J. Ralph e Joshua Bell; canto di J. Ralph e Scarlett Johansson
Everybody Needs A Best Friend da Ted - Musica di Walter Murphy e Seth MacFarlane; canto di Norah Jones
Pi’s Lullaby da Vita di Pi - Musica di Mychael Danna e Bombay Jayashri; canto di Bombay Jayashri
Skyfall da Skyfall - Musica di Adele Adkins e Paul Epworth, canto di Adele
Suddenly da Les Misérables - Musica di Claude-Michel Schönberg, Herbert Kretzmer e Alain Boublil; canto di Hugh Jackman

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giovedì 2 febbraio 2012

OSCAR 2012. NOMINATION: PREMI MUSICALI

(dall'alto: John Williams, Ludovic Bource, Howard Shore, Alberto Iglesias)

La colonna sonora è una componente importantissima per il buon esito di un film. E fior di compositori hanno fatto la storia del cinema: Nino Rota, Ennio Morricone, Bernard Hermann (il compositore di fiducia di Hitchcock)...

Quest'anno a contendersi l'ambita statuetta per la colonna sonora saranno, tra gli altri, mostri sacri come John Williams (nominato per due film diversi e già vincitore di cinque Oscar) e Howard Shore (non vi dice niente? Date un'occhiata ai capolavori ai quali ha lavorato).

Per quel che riguarda la miglior canzone, categoria che in passato ha visto trionfare artisti del calibro di Bob Dylan, Bruce Springsteen, Phil Collins, Annie Lennox, Eminem, Stevie Wonder, è sorprendente notare che sono solo due i candidati e che clamorosamente sono state bocciate sia Madonna che Mary J. Blige, grandi favorite prima dell'annuncio delle nomination.

Cliccando sui link si possono ascoltare le colonne sonore e le canzoni delle pellicole nominate per i premi musicali. Buon ascolto!


Migliore colonna sonora
John Williams - Le avventure di Tintin - Il segreto dell'Unicorno (The Adventures of Tintin)
Ludovic Bource - The Artist
Howard Shore - Hugo Cabret (Hugo)
Alberto Iglesias - La talpa (Tinker, Tailor, Soldier, Spy)
John Williams - War Horse


Migliore canzone
Man or Muppet, di Bret McKenzie - I Muppet (The Muppets)
Real in Rio, di Sérgio Mendes, Carlinhos Brown (musica) e Siedah Garrett (testo) - Rio

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