CINEMA A BOMBA!

mercoledì 13 luglio 2022

I CLASSICI: ALICE IN WONDERLAND, COME ESTRARRE UN BIANCONIGLIO DAL CAPPELLO

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2010
108'
Regia: Tim Burton
Con: Mia Wasikowska, Johnny Depp, Helena Bonham Carter, Crispin Glover, Anne Hathaway.
Voci originali: Alan Rickman, Stephen Fry, Frank Welker, Michael Gough, Christopher Lee.


L'adolescente Alice (Wasikowska) ritorna a Wonderland dopo 13 anni.
Non ricorda più nulla di quella esperienza, eccetto alcuni flashback che le appaiono in sogno.

Qui ritrova i suoi vecchi amici - tra questi l'eccentrico e generoso Cappellaio Matto (Depp) - ancora impegnati a resistere contro la malvagia Regina Rossa (Bonham Carter) in difesa della buona Regina Bianca (Hathaway).

Il suo compito è quello di uccidere il mostruoso Ciciarampa (Lee) nel Giorno Gioiglorioso e riportare la pace nel Sottomondo...


9 anni prima di Dumbo, Tim Burton aveva già realizzato uno dei tanti auto-rifacimenti in live action di cui la Disney non sembra riuscire a fare a meno.
Per fortuna, questo è anche uno dei migliori.

Alleggerendo i toni dark che sono il suo marchio di fabbrica e sbizzarrendosi tra CGI e 3D, il regista di Beetlejuice ha dato un'interpretazione molto personale ad Alice nel Paese delle Meraviglie, celeberrima fiaba di Lewis Carroll.

Il Cappellaio Matto è stato promosso a co-protagonista (chissà se questa cosa era già prevista nel copione o se il ruolo è stato espanso dopo l'ingaggio di Depp), mentre Alice è diventata un'icona femminista, una moderna paladina dell'emancipazione.
Si noti il finale: è uno dei meno "disneyani" mai prodotti dalla Casa di Topolino.

Nel derby tra ex Misérables, Helena Bonham Carter batte ai punti Anne Hathaway, se non altro perché riesce a rendere il grottesco del proprio personaggio senza cadere nel caricaturale (e la seconda è penalizzata da un trucco inadeguato).
Ma a livello recitativo il meglio lo danno i doppiatori: in lingua originale si può infatti godere di alcuni cammei di prim'ordine.

Tra Fry col suo Stregatto creepy e i numerosi contributi del veterano Welker (ricordate Curioso come George?), spuntano il distinto Michael Gough (Alfred del dittico "batmaniano" di Burton) nella parte del Dodo e il carismatico Christopher Lee (Saruman nei film della Terra di Mezzo) come voce del Jabberwocky.

Questi due vecchi leoni del cinema - il primo è qui alla sua ultima interpretazione - in realtà hanno rispettivamente solo tre e due battute, ma possiamo facilmente immaginare che si siano divertiti un mondo.

Non è necessario aver letto il romanzo d'origine né tantomeno aver visto il classico animato del 1951 per apprezzare questo adattamento, bizzarro racconto allegorico di cui alla fine non è difficile condividere la morale: noi siamo le scelte che facciamo e la vita è un continuo mutamento.

E in fondo è questa la vera meraviglia.


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domenica 17 dicembre 2017

HARRY POTTER E I DONI DELLA MORTE PARTE 1 E PARTE 2, LA FINE È SOLO L'INIZIO

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

Regno Unito/USA, 2010
146'
Regia: David Yates
Interpreti: Daniel Radcliffe, Emma Watson, Rupert Grint, Ralph Fiennes, Helena Bonham Carter, Robbie Coltrane, Michael Gambon, Brendan Gleeson, John Hurt, Rhys Ifans, Jason Isaacs, Bill Nighy, Alan Rickman, Timothy Spall, Richard Griffiths, Fiona Shaw, David Thewlis, Imelda Staunton, Tom Felton, Domhnall Gleeson, Natalia Tena, Julie Walters, Bonnie Wright.


(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

Regno Unito/USA, 2011
130'
Regia: David Yates
Interpreti: Daniel Radcliffe, Emma Watson, Rupert Grint, Ralph Fiennes, Helena Bonham Carter, Gary Oldman, Maggie Smith, Ciarán Hinds, Robbie Coltrane, Michael Gambon, John Hurt, Jason Isaacs, Alan Rickman, David Thewlis, Tom Felton, Natalia Tena, Julie Walters, Bonnie Wright.


Harry Potter e i suoi amici sono in fuga: rintanatisi a casa Weasley, vengono attaccati dai Mangiamorte di Voldemort e costretti a riparare a Londra.

Qui i nostri iniziano la ricerca degli Horcrux, che racchiudono i vari pezzi dell'anima del Signore Oscuro.

Costretti a spostamenti continui, Harry, Ron ed Hermione capiranno che non sarà facile ritrovare gli oggetti magici e torneranno ad Hogwarts per lo scontro definitivo col loro nemico, durante il quale scopriranno il vero ruolo di Piton nella vicenda...






Poco più di dieci anni fa, il 21 Luglio 2007 (poco dopo l'anteprima mondiale del film Harry Potter e l'Ordine della Fenice), usciva in lingua originale Harry Potter e i Doni della Morte, settimo e conclusivo romanzo della saga creata da J.K. Rowling (in Italia abbiamo dovuto aspettare fino a Gennaio dell'anno successivo).

72 milioni di copie vendute in pochissimi giorni e un successo editoriale sensazionale aiutano solo in parte a capire quanto grande era in tutto il mondo l'attesa di conoscere come andava a finire la storia del maghetto occhialuto e dei suoi amici.

I fan già da subito si dimostrarono entusiasti, anche perché finalmente ci si rese conto che l'intera saga era stata pensata fin da subito come una vicenda lineare e che l'autrice era riuscita con parecchia abilità a nascondere dettagli importantissimi ai fini della trama in particolari e stiuazioni che sembravano a prima vista insignificanti.

Tutti i nodi, quindi, vengono al pettine e tracciano il percorso che porterà, colpo di scena su colpo di scena, allo sviluppo ultimo della narrazione e al gran finale - l'attesissimo e inevitabile scontro tra Harry e il suo arcinemico Lord Voldemort.
Uno scontro che regala più di una sorpresa...

Diviso in due parti per questioni di botteghino (come pure Lo Hobbit, romanzo breve "allungato" al cinema fino a diventare una trilogia!), ma anche per evitare eccessivi tagli, I Doni della Morte possiede un tono cupo, plumbeo, da attesa e da resa dei conti.

I personaggi sono cresciuti insieme agli attori che li interpretano - vale soprattutto per i tre giovani protagonisti, benché solo la Watson abbia poi realizzato una carriera di successo - e scopriamo cose su di loro che non immaginavamo.
Veniamo a sapere che Albus Silente non era tutto 'sto stinco di santo, che Piton non era quell'infamone che credevamo, mentre anche Neville Paciock si dimostra ben diverso da come lo avevamo conosciuto.

Nonostante alcun momenti morti nella prima parte e qualche libertà di troppo rispetto al romanzo nella seconda, il finale della storia risulta incalzante e ben confezionato.
I fan della saga non possono rimanere delusi.

Occhio al finale, un flashforward che mostra i protagonisti 20 anni dopo: è anche l'inizio di Harry Potter e la Maledizione dell'Erede, opera teatrale ideata da J.K. Rowling (ma scritta insieme al commediografo Jack Thorne e al regista John Tiffany), la cui fortunata versione cartacea è in pratica l'8° romanzo della serie.
Ne vedremo prima o poi anche un'adattamento cinematografico?

Per il momento, la scrittrice britannica è impegnata come sceneggiatrice e produttrice della nuova serie-prequel iniziata l'anno scorso con Animali Fantastici e Dove Trovarli (alla regia ancora il fido David Yates), cui dovrebbero seguire altre 4 pellicole.

Insomma, per i fan del mondo di Harry Potter c'è ancora molto da vedere.
E da amare.






Nel frattempo, se non funziona la formula "Accio CINEMA A BOMBA!" per ripescare i post precedenti del nostro Speciale Harry Potter, potete sempre dare un'occhiata ai link riportati qui sotto:

- Harry Potter e La Pietra Filosofale,
- Harry Potter e La Camera dei Segreti,
- Harry Potter e Il Prigioniero di Azkaban,
- Harry Potter e Il Calice di Fuoco,
- Harry Potter e L'Ordine della Fenice,
- Harry Potter e Il Principe Mezzosangue.

Grazie a tutti per averci seguito: un altro grande successo!





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martedì 5 dicembre 2017

HARRY POTTER E IL PRINCIPE MEZZOSANGUE, APRITE GLI OCCHI

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

Regno Unito/USA, 2009
153'
Regia: David Yates
Interpreti: Daniel Radcliffe, Emma Watson, Rupert Grint, Jim Broadbent, Helena Bonham Carter, Warwick Davis, Michael Gambon, Alan Rickman, Maggie Smith, Timothy Spall, Tom Felton, David Thewlis.


Ad Hogwarts, Harry Potter e i suoi amici frequentano il 6° anno scolastico. Lui è diventato capitano della squadra di Quidditch, Piton (Rickman) ha finalmente ottenuto la cattedra di Difesa Contro le Arti Oscure, il nuovo insegnante di Pozioni è il Professor Lumacorno (Broadbent).

La spensieratezza dei primi anni è svanita: Voldemort e i suoi sgherri, ormai a piede libero, seminano il panico anche nel mondo dei Babbani.

Nel frattempo Harry trova per caso un vecchio manuale di pozioni appartenuto a un misterioso e sedicente "Principe Mezzosangue". Con esso inizia a prendere buoni voti nella materia in cui andava meno bene, insospettendo Hermione e Ron.

Ma il tempo stringe: il maghetto occhialuto viene assoldato dal preside Albus Silente per scoprire insieme un modo per sconfiggere una volta per tutte il Signore del Male, ormai prossimo a sferrare un attacco durissimo proprio alla scuola...






Considerato dai più come un capitolo di passaggio, il ponte tra gli avvenimenti descritti nel precedente L'Ordine della Fenice e il successivo I Doni della Morte, Il Principe Mezzosangue è un romanzo - e un film - che fa aspettare.

Per quasi tutta la sua durata sembra succedere poco, quando in realtà ogni dettaglio, ogni indizio e ogni rivelazione preparano la strada al cataclismatico finale.
L'ultimo atto è deflagrante, ma è nel suo insieme che andrebbe visionata questa sesta pellicola.

Da un punto di vista stilistico, la cosa che più colpisce sono i colori.
Non è un caso che questo capitolo sia l'unico della saga ad essere stato nominato agli Oscar per la miglior fotografia.

David Yates, ormai fisso in cabina di regia, si è avvalso infatti della collaborazione di Bruno Delbonnel, di cui avevamo molto apprezzato la fotografia "fiamminga" del Faust di Aleksander Sokurov, controverso Leone d'Oro a Venezia 2011.

Il DP francese ha optato per scelte cromatiche ispirate con ogni probabilità ai quadri di Rembrandt, giocando con le luci e soprattutto con le ombre.
Senza il suo apporto, il film sarebbe risultato di molto minor impatto.

A livello di casting, si segnala soprattutto l'introduzione del massiccio Jim Broadbent.
Il suo Lumacorno, professore elitario e ingenuo, è tra i personaggi descritti dalla Rowling quello che più differisce dalla sua versione letteraria.

Il Principe Mezzosangue è talmente ricco di colpi di scena (alcuni davvero scioccanti), interpretazioni intense e invenzioni visive che resta davvero difficile considerarlo un episodio minore e interlocutorio.

Va riscoperto godendosene ogni frammento.
E ogni immagine.




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lunedì 27 novembre 2017

HARRY POTTER E L'ORDINE DELLA FENICE, TUTTI PER HARRY (ED HARRY PER TUTTI)

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

Regno Unito/USA, 2007
138'
Regia: David Yates
Interpreti: Daniel Radcliffe, Emma Watson, Rupert Grint, Imelda Staunton, Ralph Fiennes, Helena Bonham Carter, Michael Gambon, Jason Isaac, Robbie Coltrane, Tom Felton, Brendan Gleeson, Alan Rickman, Gary Oldman, Maggie Smith, Fiona Shaw, Richard Griffiths, David Thewlis, Emma Thompson, Robert Hardy, Evanna Lynch, Natalia Tena.


Dopo il tragico epilogo del Torneo Tremaghi, il Ministro della Magia Cornelius Caramell (Hardy) cerca di far passare sotto silenzio - per varie ragioni, molte delle quali poco nobili - il ritorno del temuto Lord Voldemort: promuove un'azione disciplinare nei confronti di Harry Potter, reo di aver usato la magia in presenza di un babbano (ma era per salvare l'odioso cugino Dudley da un attacco dei Dissennatori) e una campagna stampa volta a screditarlo.

Prende inoltre il controllo di Hogwarts attraverso la melliflua ma inflessibile Dolores Umbridge (Staunton), che si scontrerà con Albus Silente (Gambon) e con tutti gli altri insegnanti.

Harry, come se non bastasse, è vittima di terribili visioni premonitrici.

Ma questa volta ad affrontare la sua nemesi e i suoi fedeli Mangiamorte - tra i quali spiccano Lucius Malfoy (Isaac) e la perfida Bellatrix Lestrange (Bonham Carter) - non sarà da solo.

Al suo fianco ci saranno l'Ordine della Fenice - una società segreta di oppositori di Voldemort composta da vecchie conoscenze - e il sedicente Esercito di Silente - un gruppo di studenti che si allena di nascosto in incantesimi di difesa.






Intrighi, corruzione, connivenze, macchine del fango, potere repressivo, ottusità, nessuno scrupolo...

Irrompe la politica, impersonificata (al peggio) da Caramell e Umbridge, che con le loro azioni ostacolano e intralciano - consapevolmente o inconsapevolmente? - gli unici che sono in grado di contrastare Voldemort e i suoi accoliti.

Harry Potter e l'Ordine della Fenice non rappresenta solo un'opera di intrattenimento leggero, ma questa volta si connota anche come un J'accuse contro ogni limitazione e negazione dei diritti civili (si vedano le punizioni inflitte dall'insegnante ministeriale), l'abuso di potere e il clientelismo.

Fatto piuttosto insolito per un blockbuster, sotto accusa viene messa pure la stampa: già in Harry Potter e Il Calice di Fuoco era comparsa la giornalista Rita Skeeter (Miranda Richardson), specializzata nel taroccare le interviste per rendere più appetibili gli articoli, con buona pace dell'etica deontologica.

Ma questa volta sotto tiro finisce tutto il sistema, e in particolare un modo di fare giornalismo tanto ossequioso nei confronti delle autorità quanto spietato nei confronti della vittima designata, demolita a colpi di fake news e notizie sensazionalistiche ed esagerate.

Attuale, vero?

Ma tranquilli, la componente di denuncia non soffoca le altre.

Ecco che allora riescono a trovare il giusto spazio il primo bacio di Harry con Cho Chang e nuovi personaggi come l'estrosa Ninfadora Tonks (Tena) e soprattutto la svaporata (e amatissima dai fan della saga) Luna Lovegood (Lynch), protagonista di momenti surreali e divertenti.

Ma il clou è la spettacolare e avvincente battaglia finale al Ministero della Magia tra Voldemort e i Mangiamorte da una parte e l'Ordine della Fenice e l'Esercito di Silente dall'altra, battaglia che da sola vale il prezzo del biglietto.
E nella quale il maghetto occhialuto non è più da solo contro il suo storico nemico.

Non temere, Harry: come si dice, l'unione fa la forza.





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domenica 12 novembre 2017

HARRY POTTER E IL PRIGIONIERO DI AZKABAN, L'APPARENZA INGANNA

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

Regno Unito/USA, 2004
142'
Regia: Alfonso Cuarón
Interpreti: Daniel Radcliffe, Emma Watson, Rupert Grint, Julie Christie, Robbie Coltrane, Michael Gambon, Richard Griffiths, Gary Oldman, Alan Rickman, David Thewlis, Fiona Shaw, Maggie Smith, Timothy Spall, Emma Thompson, Tom Felton, Robert Hardy, Julie Walters.


Non c'è pace per Harry Potter.
Dopo i primi due movimentati anni scolastici a Hogwarts, anche il terzo si apre con una minaccia per lui: è fuggito dal carcere di massima sicurezza per maghi il pericoloso criminale Sirius Black (Oldman), accusato di essere il braccio destro di Lord Voldemort.

Per proteggere Harry dalla sua vendetta e tutti gli studenti dalla sua violenza omicida, il Ministro della Magia Caramell (Hardy, recentemente scomparso) chiama alcuni custodi della prigione, i terrificanti Dissennatori, creature spettrali in grado di risucchiare l'anima del condannato e di svuotare di ogni pensiero felice chiunque si trovi nelle loro vicinanze.

Chi sarà più pericoloso?






Un torvo e minaccioso ricercato che non è quello che sembra.
Un morto che non è poi così morto.
Un topo che, si scoprirà, non è un topo qualsiasi.
Un professore accattivante che però nasconde un terribile segreto.
Una mappa della scuola di Hogwarts apparentemente lasciata in bianco, ma che in realtà rivela solo a poche persone particolari interessanti.
Un albero picchiatore che non mena fendenti a caso.

E il tempo - persino il tempo! - che si comporta in modo strano.

Nulla è ciò che sembra in questo terzo capitolo della saga.

Sebbene Harry Potter e Il Prigioniero di Azkaban non sia il migliore della serie, ai fini degli sviluppi futuri si dimostrerà invece molto importante e pertanto consigliamo di non sottovalutarlo.

Anche perché comunque rimane un racconto che riesce a tenere alta l'attenzione, con i suoi numerosi colpi di scena - ma quello concernente Crosta, il topo di Ron, lascia un po' perplessi - e capovolgimenti di prospettiva, ben dosati man mano che la trama procede: J.K. Rowling gioca sulle apparenze e si diverte a sovvertirle, svelando scenari inaspettati.

Alfonso Cuarón - futuro primo messicano a vincere un Oscar per la migliore regia (per quel Gravity che aveva aperto la Mostra del Cinema 2013) - l'ha assecondata, riuscendo nel contempo a dare continuità al tono "fanciullesco" che contraddistingueva Harry Potter e La Pietra Filosofale e alla svolta dark di Harry Potter e La Camera dei Segreti, accentuando ancora di più quest'ultima.

Questo grazie all'introduzione delle figure degli inquietanti Dissennatori e dell'ambiguo Sirius Black - che ha la faccia poco rassicurante di Gary Oldman, candidato sì agli Oscar 2012 come miglior attore protagonista per La Talpa, sobrio Commissario Gordon nella trilogia noliana del Cavaliere Oscuro e già acclamatissimo nel prossimo L'Ora Più Buia nei panni di Winston Churchill, ma più che altro noto al grande pubblico per ruoli piuttosto sulfurei (Dracula di Bram Stoker di Francis Ford Coppola, Léon di Luc Besson, Air Force One di Wolfgang Petersen).

A proposito del cast, questo si arricchisce massicciamente con la presenza di attori del calibro di Michael Gambon (al suo esordio come Albus Silente dopo la morte del connazionale Richard Harris nel 2002), David Thewlis (volto noto che è comparso, tra gli altri, in Il Grande Lebowski, La Teoria Del Tutto, Wonder Woman), Timothy Spall (vincitore per Turner del premio per la migliore interpretazione maschile a Cannes 2014) e delle bravissime Julie Christie (la bellissima Lara di Il Dottor Zivago del 1965) ed Emma Thompson (sempre ottima; negli ultimi anni l'avevamo molto apprezzata per Saving Mr. Banks) in piccole parti.

In particolare, tenete d'occhio i personaggi impersonati da Oldman, Thewlis (il professor Lupin) e Spall (Peter "Codaliscia" Minus): li ritroveremo ed avranno uno spazio importante nel prosieguo.

Quindi, non siate troppo sicuri che Harry Potter e Il Prigioniero di Azkaban sia soltanto un episodio intermedio, di passaggio.

D'altra parte, vi abbiamo già avvisati: nulla è ciò che sembra...




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lunedì 6 novembre 2017

HARRY POTTER E LA CAMERA DEI SEGRETI, ANIMALI FANTASTICI E CONVITATI DI PIETRA

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

Regno Unito/USA, 2002
161' - 174 (versione estesa)
Regia: Chris Columbus
Interpreti: Daniel Radcliffe, Emma Watson, Rupert Grint, Richard Harris, Kenneth Branagh, John Cleese, Robbie Coltrane, Richard Griffiths, Jason Isaacs, Alan Rickman, Maggie Smith, Fiona Shaw, Julie Walters, Tom Felton, Bonnie Wright, Warwick Davis.


Ignorando l'avvertimento di un elfo domestico, che gli aveva intimato di non tornare a scuola a causa di un non precisato pericolo, Harry (Radcliffe) sale a bordo di un auto volante insieme a Ron (Grint) e raggiunge Hogwarts.
Qui si verificano strani incidenti: alcuni studenti vengono trovati pietrificati e si sparge la voce che la misteriosa Camera dei Segreti sia stata aperta.

Nel frattempo, i ragazzi sono alle prese con un nuovo professore - il famoso e vanesio Allock (Branagh), per cui Hermione (Watson) stravede - e Harry trova un vecchio diario...
E se in quelle pagine si trovasse la chiave per risolvere il mistero?






Squadra che vince non si cambia: confermati il regista Chris Columbus (Mamma Ho Perso l'Aereo, Mrs. Doubtfire), lo sceneggiatore Steven Kloves (che adatterà tutti i capitoli della serie, tranne L'Ordine della Fenice), l'intero cast (cui si aggiunge un divertente e divertito Kenneth Branagh) e in sostanza la troupe del precedente Harry Potter e la Pietra Filosofale, grande successo al botteghino solo un anno prima.

Quel che cambia è l'approccio: pur trattandosi ancora di un prodotto destinato a giovani e giovanissimi, si possono notare gli inserimenti di maggiori elementi dark e orrorifici: si pensi soprattutto alla sequenza nel bosco coi ragni giganti e alla lotta tra Harry e il serpentone.

Insomma, il pubblico del primo film è un po' cresciuto e questo secondo capitolo sembra adattarsi all'età degli spettatori.
Questa peculiarità - pensiamo voluta - si ripeterà nelle pellicole successive, ed è probabilmente una delle ragioni della loro enorme popolarità.






Siamo di fronte, purtroppo, anche all'ultima apparizione di Sir Richard Harris sul grande schermo.
Il grande attore britannico - interprete, tra le altre cose, di Un Uomo Chiamato Cavallo e Il Gladiatore - lascerà a Michael Gambon i panni del saggio preside Albus Silente a cominciare dal terzo film, ma qui si concede una grande uscita di scena.

Tra gli altri attori fanno macchia Jason Isaac (i cui suggerimenti hanno contribuito non poco a delineare l'aspetto e il comportamento di Lucius Malfoy), il sempre ottimo Alan Rickman e il giovane Tom Felton, che abbiamo rivisto adulto nella serie tv The Flash.

La Camera dei Segreti forse non è il capitolo più entusiasmante della saga dedicata al maghetto occhialuto, ma resta uno dei più importanti per lo sviluppo della storia.

Fate attenzione allo scontro conclusivo: come i lettori più affezionati sanno bene, c'è almeno un dettaglio che si rivelerà fondamentale nel finale della serie...




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domenica 29 ottobre 2017

HARRY POTTER E LA PIETRA FILOSOFALE, CHE LA MAGIA ABBIA INIZIO!

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

Regno Unito/USA, 2001
152' - 159 (versione estesa)
Regia: Chris Columbus
Interpreti: Daniel Radcliffe, Emma Watson, Rupert Grint, John Cleese, Robbie Coltrane, Richard Harris, Ian Hart, Richard Griffiths, John Hurt, Alan Rickman, Fiona Shaw, Maggie Smith, Tom Felton, Julie Walters.


31 Ottobre 1981.
Il malvagio stregone Voldemort uccide i suoi rivali, i coniugi James Potter e Lily Evans, ma non riesce a fare altrettanto col loro figlio di poco più di un anno - la madre, prima di morire è riuscita a imporre una protezione così potente al bimbo da resistere a questo potente attacco, che anzi è rimbalzato su colui che l'ha lanciato lasciandolo mezzo morto e indebolendolo a tal punto da non poter usare molti dei suoi (tanti) poteri.
Al piccino resterà, invece, solamente una cicatrice a forma di saetta in fronte.

In virtù di questo fatto prodigioso, nel mondo magico il nome di Harry Potter diventa famosissimo; ma il buon Albus Silente decide, per il suo bene, di allontanarlo e di affidarlo ai suoi unici parenti, i Dursley, zii materni babbani (cioè, umani ma senza poteri magici), parecchio intolleranti nei confronti della magia, piuttosto gretti e ostili nei confronti del bimbo, ma adoranti genitori del viziato e insopportabile ciccione Dudley.

La vita è dura a Privet Drive, ma a qualche giorno dal suo undicesimo compleanno le cose cambiano per Harry: lui, che non è mai stato cercato da nessuno, riceve una lettera misteriosa recapitata da un gufo.
Non riesce a leggere il contenuto, perché gli zii gliela distruggono; e così fanno per le altre, che arrivano in continuazione, senza sosta, costringendoli esasperati alla fuga in un posto isolato in mezzo al mare.

Ma non serve a niente, poiché allo scoccare della mezzanotte del giorno del compleanno l'imponente Hagrid fa irruzione nella stamberga e finalmente porta il messaggio al ragazzino: Harry è stato ammesso a Hogwarts, prestigiosa scuola di magia e stregoneria della quale è preside Albus Silente.

Il mezzo gigante lo porta via con sé e lo trascinerà in un mondo fantastico, fatto di incanto, creature inconsuete, misteri: dapprima in Diagon Alley (l'affollatissima via londinese nascosta ai babbani dei negozi magici, dove Harry comprerà la sua bacchetta magica fatta con la piuma di una fenice), poi sul binario 9 3/4 della stazione di King's Cross dal quale parte l'Hogwarts Express.

E infine nella suggestiva scuola, dove verrà smistato nella casa di Grifondoro - una delle quattro di Hogwarts: le altre sono Serpeverde (dove capita l'arrogante Draco Malfoy), Tassorosso e Corvonero - assiema ai suoi nuovi amici, il rosso sfigatello Ron Weasley e la secchiona petulante Hermione Granger.

Il suo noviziato non sarà certo noioso: partite di Quidditch (gioco di squadra spettacolare e molto amato dai maghi e del quale Harry si scoprirà un campione), lezioni insolite (pozioni, difesa dalle arti oscure...), professori pittoreschi (l'inquietante Severus Piton, l'austera Minerva McGranitt, il balbettante Quirinus Raptor...), orchi, centauri, feroci mostri a tre teste.

E una pietra filosofale alla quale Voldemort dà la caccia.

Il primo anno non sarà facile per Harry Potter, ma al suo fianco ci sono le persone giuste.






Come può tradurre il cinema un romanzo di grande successo in un film che non scontenti i fan?

In molti casi si ritoccano i personaggi, si adattano le situazioni, si ricorre (un po' vigliaccamente) all'"ispirato liberamente a"; in altri addirittura si stravolge l'intera storia, snaturandola, e prendendone solo alcuni spunti.

Nel caso di Harry Potter, però, l'impresa non era delle più semplici - anzi - in quanto i libri scritti da J.K. Rowling sono ricchi di personaggi, avvenimenti, intrecci, immaginazione, e letti da milioni di lettori esigenti.

Senza contare che l'autrice aveva posto come condizioni per cederne i diritti il controllo creativo durante la produzione e un cast di attori britannici.

Il produttore David Heyman e la Warner Bros. accettarono la sfida, intuendo il grande potenziale della storia, e a quattro anni dall'uscita di Harry Potter e la Pietra Filosofale, primo libro della serie dedicata al maghetto occhialuto, ecco arrivare la trasposizione cinematografica diretta da Chris Columbus, già regista di film per ragazzi come Mamma, Ho Perso l'Aereo e Mrs. Doubtfire.

Il riscontro di pubblico e critica fu fin da subito entusiasmante - e non è difficile capire il perché.

Lo sceneggiatore Steve Kloves, coadiuvato dalla Rowling, è riuscito pur con qualche taglio e pochi aggiustamenti a rimanere fedele alla storia e all'atmosfera del romanzo, mentre la regia di Columbus è briosa.

Le scenografie e le ambientazioni sono spettacolari: non era semplice rendere sullo schermo i luoghi fantastici del racconto, ma i Leavesden Film Studios (presso Londra), la stazione ferroviaria di King's Cross, l'Ainwick Castle, le cattedrali di Glouchester e Durham, la strada Picket Post Close a Bracknell, l'Australia House e lo zoo di Londra... si sono rivelati funzionali e sono ora diventati attrazioni turistiche frequentatissime dai fan della serie.

La colonna sonora di John Williams è una garanzia e il tema principale è ormai entrato nella storia del cinema.

Gli effetti speciali sono stati utilizzati benissimo e si sono rivelati fondamentali per rendere la magia del romanzo (c'è anche lo zampino della Industrial Light & Magic di Star Wars), ma anche costumi e trucchi sono da apprezzare.

Vincente è stata pure la scelta del cast, quasi del tutto composto da attori britannici - le eccezioni sono Richard Harris nel ruolo di Albus Silente e Fiona Shaw (zia Petunia), entrambi irlandesi.

Insieme ai due "forestieri" troviamo veterani di grande fama e sicuro mestiere - John Hurt ( La Talpa) e l'ineffabile Maggie Smith (era anche in Hook-Capitan Uncino, ricordate?) - ma anche caratteristi di lusso come l'ex Monty Python John Cleese, Ian Hart, Robbie Coltrane, Julie Walters e i recentemente scomparsi Richard Griffiths e Alan Rickman.

Quest'ultimo, nell'iconica parte di Severus Piton, è bravissimo ma assomiglia tantissimo a Renato Zero - che i truccatori vi si siano ispirati? Il sospetto che l'aspetto dei nostri cantanti sia fonte d'ispirazione ci è venuta anche ricscontrando similitudini tra il sultano di Le Avventure di Tintin-Il Segreto dell'Unicorno e Lucio Dalla...

Ma particolarmente azzeccata è la scelta dei giovani protagonisti, selezionati dopo accurate e agguerrite audizioni.
Compito delicatissimo, in quanto gli attori avrebbero dovuto crescere assieme ai personaggi interpretati.






Daniel Radcliffe è stato fortemente voluto dal regista stesso che pensava che con la sua aria sveglia e dolce sarebbe stato un Harry Potter perfetto.
Ci ha visto giusto, ma convincere i genitori del bambino non è stata certo impresa facile, timorosi com'erano che il successo avrebbe potuto rovinare il figlio.

Rupert Grint, grande fan dei romanzi della Rowling, ottenne la parte di Ron grazie alla sua spigliatezza e a un video-provino rap (!).

Ha dovuto superare la concorrenza di migliaia di ragazzine, invece, Emma Watson, scelta come Hermione per la serietà con la quale si era preparata alle audizioni e per la sicurezza di sé.
La stoffa ce l'ha, tanto è vero che è l'unica del terzetto ad aver ottenuto ruoli importanti anche dopo la fine della saga - anzi, si può tranquillamente affermare che sia una delle attrici più apprezzate e ricercate del momento.

Insomma, il successo del primo film della serie dedicata ad Harry Potter è stato frutto sì di uno sforzo economico degno di un kolossal, ma anche di scelte oculate, azzeccate e fortunate fatte da persone competenti.

Persino la stessa J.K. Rowling si è dichiarata soddisfatta dal risultato finale, e così gli attenti ed esigenti lettori.

Missione compiuta!




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sabato 25 maggio 2013

I CLASSICI: GUIDA GALATTICA PER AUTOSTOPPISTI, NIENTE PANICO

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer) 

USA/Gran Bretagna
111'
Regia: Garth Jennings
Interpreti: Martin Freeman, Zooey Deschanel, Mos Def, Sam Rockwell, Jason Schwartzman, John Malkovich; Alan Rickman, Helen Mirren, Stephen Fry, Richard Griffiths (voci).


CINEMA A BOMBA! vi augura un buon 25 Maggio, giorno in cui si festeggia il Towel Day (letteralmente, il giorno dell'asciugamano).

Non sapete di che cosa si tratta?
Beh, vuol dire che non avete ancora letto la serie letteraria cult del britannico Douglas Adams né visto la sua versione cinematografica.
Ecco allora un'occasione per farvi conoscere almeno quest'ultima.

Scoprirete così, tra le tante cose, la risposta alla domanda fondamentale sul senso della vita e che cosa fare quando si sopravvive alla distruzione del proprio pianeta.
Che poi è ciò che succede al povero Arthur Dent (Freeman, alias Bilbo in Lo Hobbit-Un Viaggio Inaspettato), trascinato nello spazio dall'eccentrico alieno Ford Perfect (il rapper Mos Def) e quindi ritrovatosi a fronteggiare una lunga serie di bizzarre avventure.

A bordo del Cuore d'Oro - astronave funzionante a probabilità infinita - Arthur e Ford saranno accompagnati dal vanesio Presidente della Galassia Zaphod Beeblebrox (Rockwell), dal robot depresso Marvin e soprattutto dalla graziosa e intraprendente Tricia McMillan (Deschanel, popolare attrice televisiva).

Adattata per lo schermo dallo stesso Adams (che ha aggiunto personalmente il personaggio, assente nel romanzo, del politico/santone Humma Kavula, interpretato da Malkovich), questa "folle" pellicola sci-fi in forma di commedia british è indirizzata principalmente agli appassionati della saga cartacea, che meglio possono comprendere il bizzarro umorismo del romanziere di Cambridge.

A tutti gli altri consigliamo almeno di fare un tentativo, se non altro per l'originalità dei personaggi e per le sfumature cinefile che si possono riscontrare qua e là: l'incontro coi Vogon ricorda lo stile dei film di Terry Gilliam, e proprio l'umorismo dei mitici Monty Phyton non sembra troppo lontano.

Quindi? Beh, tenete pronto il vostro asciugamano, alzate il pollice e ricordate: Don't panic!

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