CINEMA A BOMBA!

martedì 5 dicembre 2017

HARRY POTTER E IL PRINCIPE MEZZOSANGUE, APRITE GLI OCCHI

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

Regno Unito/USA, 2009
153'
Regia: David Yates
Interpreti: Daniel Radcliffe, Emma Watson, Rupert Grint, Jim Broadbent, Helena Bonham Carter, Warwick Davis, Michael Gambon, Alan Rickman, Maggie Smith, Timothy Spall, Tom Felton, David Thewlis.


Ad Hogwarts, Harry Potter e i suoi amici frequentano il 6° anno scolastico. Lui è diventato capitano della squadra di Quidditch, Piton (Rickman) ha finalmente ottenuto la cattedra di Difesa Contro le Arti Oscure, il nuovo insegnante di Pozioni è il Professor Lumacorno (Broadbent).

La spensieratezza dei primi anni è svanita: Voldemort e i suoi sgherri, ormai a piede libero, seminano il panico anche nel mondo dei Babbani.

Nel frattempo Harry trova per caso un vecchio manuale di pozioni appartenuto a un misterioso e sedicente "Principe Mezzosangue". Con esso inizia a prendere buoni voti nella materia in cui andava meno bene, insospettendo Hermione e Ron.

Ma il tempo stringe: il maghetto occhialuto viene assoldato dal preside Albus Silente per scoprire insieme un modo per sconfiggere una volta per tutte il Signore del Male, ormai prossimo a sferrare un attacco durissimo proprio alla scuola...






Considerato dai più come un capitolo di passaggio, il ponte tra gli avvenimenti descritti nel precedente L'Ordine della Fenice e il successivo I Doni della Morte, Il Principe Mezzosangue è un romanzo - e un film - che fa aspettare.

Per quasi tutta la sua durata sembra succedere poco, quando in realtà ogni dettaglio, ogni indizio e ogni rivelazione preparano la strada al cataclismatico finale.
L'ultimo atto è deflagrante, ma è nel suo insieme che andrebbe visionata questa sesta pellicola.

Da un punto di vista stilistico, la cosa che più colpisce sono i colori.
Non è un caso che questo capitolo sia l'unico della saga ad essere stato nominato agli Oscar per la miglior fotografia.

David Yates, ormai fisso in cabina di regia, si è avvalso infatti della collaborazione di Bruno Delbonnel, di cui avevamo molto apprezzato la fotografia "fiamminga" del Faust di Aleksander Sokurov, controverso Leone d'Oro a Venezia 2011.

Il DP francese ha optato per scelte cromatiche ispirate con ogni probabilità ai quadri di Rembrandt, giocando con le luci e soprattutto con le ombre.
Senza il suo apporto, il film sarebbe risultato di molto minor impatto.

A livello di casting, si segnala soprattutto l'introduzione del massiccio Jim Broadbent.
Il suo Lumacorno, professore elitario e ingenuo, è tra i personaggi descritti dalla Rowling quello che più differisce dalla sua versione letteraria.

Il Principe Mezzosangue è talmente ricco di colpi di scena (alcuni davvero scioccanti), interpretazioni intense e invenzioni visive che resta davvero difficile considerarlo un episodio minore e interlocutorio.

Va riscoperto godendosene ogni frammento.
E ogni immagine.




Etichette: , , , , , , , , , ,

martedì 1 settembre 2015

VENEZIA 2015. FILM IN E FUORI CONCORSO

Dall'alto: una scena di Everest, film di apertura della 72a Mostra del Cinema di Venezia; Matthias Schoenaerts, Tilda Swinton, Dakota Johnson e Ralph Fiennes, protagonisti di A Bigger Splash di Luca Guadagnino; Guardie Svizzere, protagoniste del documentario L'Esercito Più Piccolo del Mondo di Gianfranco Pannone.


Giunta alla sua 72a edizione, la Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia non riesce ancora a ritornare ai fasti dell'era Marco Müller (direttore artistico dal 2004 al 2011).

Fiaccata negli ultimi anni dalla crisi economica e dalle scelte delle grandi case di produzione - snobbare i festival tout court oppure preferirle Cannes e/o Toronto - la gloriosa kermesse guidata ancora da Alberto Barbera stenta a trovare una via che le permetta di sopravvivere e di far parlare di sé almeno nelle riviste specializzate.

È vero, 12 mesi fa c'era Birdman di Alejandro González Iñárritu, destinato a trionfare nell' ultima edizione degli Oscar; ma il non avergli assegnato neppure un premio è stato un clamoroso autogol che ha messo in secondo piano il fatto di essere stato scelto per aprire la Mostra.

Quest'anno le vacche sono ancora più magre: assenti i grandi nomi in regia (era prevista la proiezione di un corto, The Audition, firmato Martin Scorsese con Leonardo DiCaprio, Robert De Niro e Brad Pitt; ma è stata annullata all'ultimo per cause tecniche) e i film sulla carta più interessanti, come Crimson Peak di Guillermo del Toro con Jessica Chastain, Tom Hiddleston, Charlie Hunnam e Mia Wasikowska.
Una delle poche speranze di destare attenzione è affidata ad Everest, film di apertura fuori concorso con un cast di tutto rispetto.
Speriamo bene...

Poco stuzzicanti infatti le pellicole in competizione: basti pensare che il favorito sulla carta è Aleksandr Sokurov (ricordate il suo Faust a Venezia 2011?), mentre gli outsider sono Jerzy Skolimowski e Atom Egoyan...

Potrebbero riservare sorprese invece Laurie Anderson (vedova di Lou Reed, performance artist e musicista) Charlie Kaufman (già sceneggiatore di Essere John Malkovich di Spike Jonze, Confessioni di una Mente Pericolosa di George Clooney, Se mi Lasci Ti Cancello di Michel Gondry), Xavier Giannoli (il suo Marguerite si ispira alla vita di Florence Foster Jenkins, la cantante lirica più stonata della storia; su questo personaggio è in arrivo anche un biopic con Meryl Streep) e il nostro Luca Guadagnino (ma il suo è un remake di un film francese, La Piscina di Jacques Deray con Alain Delon, Romy Schneider e Jane Birkin); Tom Hooper - già vincitore dell'Oscar per Il Discorso del Re e autore di Les Misérables - porta in Laguna un'opera che farà discutere ma che probabilmente piacerà alla Hollywood liberal.

Consoliamoci con i divi che potrebbero sbarcare al Lido - uno su tutti: Michael Keaton, recente protagonista del nostro seguitissimo Speciale; ma non dimentichiamo due cineasti di primo piano come Alfonso Cuarón (che aveva aperto Venezia 2013 con Gravity, poi vincitore morale dei successivi Oscar), presidente di giuria nel concorso principale, e Jonathan Demme (quello di Stop Making Sense, Il Silenzio degli Innocenti, Philadelphia), suo omologo per la selezione Orizzonti - e con i programmi delle sezioni collaterali, ricchi e variegati.

Molti i cortometraggi - notiamo con piacere, tra gli altri, la presenza di Zero, diretto da David Victori (autore del notevole La Culpa) e prodotto nientemeno che da Ridley Scott e Michael Fassbender insieme a YouTube - e i documentari.

Tra questi, segnaliamo In Jackson Heights del maestro del genere Frederick Wiseman (Leone d'Oro alla carriera l' anno scorso assieme alla grande direttrice di montaggio Thelma Schoonmaker); L'Esercito Più Piccolo del Mondo di Gianfranco Pannone, che parla della quotidianità delle Guardie Svizzere al tempo di Papa Francesco; De Palma, ritratto del regista di Scarface, Gli Intoccabili, Carlito's Way che è stato in competizione a Venezia 2012; Winter on Fire, sugli avvenimenti di Piazza Maidan che hanno sconvolto l'Ucraina; The Event, sui fatti convulsi che portarono al definitivo crollo dell'Unione Sovietica nel 1991.

Dopo Kurt Cobain: Montage of Heck sul leader dei Nirvana e Amy (presentato a Cannes 2015) su Amy Winehouse, non poteva mancare anche al Lido l'omaggio ad un'icona musicale: questa volta tocca a Janis Joplin.

E a proposito di omaggi: per festeggiare i cento anni dalla nascita del leggendario cineasta Orson Welles durante la serata di pre-apertura verrà proiettato Il Mercante di Venezia, pellicola che si pensava perduta.

Insomma: chi vuole i divi, sarà accontentato; chi vuole documentari e cortometraggi stimolanti, potrebbe rimanere soddisfatto; chi vuole vedere film che passeranno alla storia... beh, abbiamo l'impressione che non li troverà qui (però mai dire mai).

Ecco trailer, trame, interviste, curiosità sulle pellicole della Mostra di Venezia 2015: consigliamo comunque di darci un'occhiata.
Non ve ne pentirete.


FILM IN CONCORSO

Abluka (Frenzy), regia di Emin Alper (Turchia/Francia/Qatar)
Heart of a Dog, regia di Laurie Anderson (USA)
Sangue del mio sangue, regia di Marco Bellocchio (Italia/Francia/Svizzera), con Alba Rohrwacher, Filippo Timi, Toni Bertorelli, Roberto Herlitzka
Looking for Grace, regia di Sue Brooks (Australia)
Equals, regia di Drake Doremus (USA), con Nicholas Hoult, Kristen Stewart, Guy Pearce, Jacki Weaver
Remember, regia di Atom Egoyan (Canada/Germania), con Christopher Plummer, Martin Landau, Bruno Ganz, Jürgen Prochnow
Beasts of No Nation, regia di Cary Fukunaga (USA), con Idris Elba
Per amor vostro, regia di Giuseppe M. Gaudino (Italia/Francia), con Valeria Golino, Adriano Giannini
Marguerite, regia di Xavier Giannoli (Francia/Repubblica Ceca/Belgio)
Rabin, The Last Day, regia di Amos Gitai (Israele/Francia)
A Bigger Splash, regia di Luca Guadagnino (Italia/Francia), con Tilda Swinton, Dakota Johnson, Ralph Fiennes, Matthias Schoenaerts, Corrado Guzzanti
The Endless River, regia di Oliver Hermanus (Sud Africa/Francia)
The Danish Girl, regia di Tom Hooper (Gran Bretagna/USA), con Eddie Redmayne, Alicia Vikander, Matthias Schoenaerts, Ben Whishaw, Amber Heard
Anomalisa, regia di Charlie Kaufman e Duke Johnson (USA), con voci di Jennifer Jason Leigh, David Thewlis
L'Attesa, regia di Piero Messina (Italia/Francia), con Juliette Binoche
11 minut, regia di Jerzy Skolimowski (Polonia/Irlanda)
Francofonia, regia di Aleksandr Sokurov (Francia/Germania/Paesi Bassi)
El Clan, regia di Pablo Trapero (Argentina/Spagna)
Desde allá, regia di Lorenzo Vigas (Venezuela/Messico), con Alfredo Castro
L'Hermine, regia di Christian Vincent (Francia), con Fabrice Luchini
Behemot, regia di Zhao Liang (Francia/Cina)

FILM FUORI CONCORSO

Black Mass - L'ultimo gangster (Black Mass), regia di Scott Cooper (USA), con Johnny Depp, Joel Edgerton, Benedict Cumberbatch, Dakota Johnson, Kevin Bacon, Sienna Miller, Juno Temple
Everest, regia di Baltasar Kormákur (USA), con Jason Clarke, Josh Brolin, Robin Wright, Keira Knightley, Sam Worthington, Jake Gyllenhaal, Emily Watson [FILM D'APERTURA]
Mr Six (Lao pao er), regia di Hu Guan (Cina) [FILM DI CHIUSURA]
Go with Me, regia di Daniel Alfredson (USA/Canada/Svizzera),con Anthony Hopkins, Julia Stiles, Ray Liotta, Hal Holbrook
Non essere cattivo, regia di Claudio Caligari (Italia)
Spotlight, regia di Thomas McCarthy (USA), con Michael Keaton, Mark Ruffalo, Rachel McAdams, Liev Schreiber, Stanley Tucci
La calle de la Amargura, regia di Arturo Ripstein (Messico/Spagna)
The Audition, regia di Martin Scorsese (USA) [CORTO], con Leonardo DiCaprio, Robert De Niro, Brad Pitt, Martin Scorsese [PROIEZIONE CANCELLATA]
Dove eravamo rimasti (Ricki and The Flash), regia di Jonathan Demme, con Meryl Streep, Kevin Kline

DOCUMENTARI

Winter on Fire, regia di Evgeny Afineevski (Ucraina)
De Palma, regia di Noah Baumbach e Jake Paltrow (USA)
Janis, regia di Amy Berg (USA)
The Event (Sobytie), regia di Sergei Loznitsa (Paesi Bassi/Belgio)
Gli uomini di questa città io non li conosco - Vita e teatro di Franco Scaldati, regia di Franco Maresco (Italia)
L'Esercito Più Piccolo del Mondo, regia di Gianfranco Pannone (Città del Vaticano/Italia/Svizzera)
Afternoon (Na ri xiawu), regia di Tsai Ming-liang (Taiwan)
In Jackson Heights, regia di Frederick Wiseman (USA)
Human, regia di Yann Arthus-Bertrand (Francia)
I Ricordi del Fiume, regia di Gianluca e Massimiliano De Serio (Italia)

CORTOMETRAGGI

New Eyes, regia di Hiwot Admasu Getaneh (Francia/Germania)
E.T.E.R.N.I.T., regia di Giovanni Aloi (Francia/Italia)
En defensa propia, regia di Mariana Arriaga (Messico)
Violence en Réunion, regia di Karim Boukercha (Francia), con Vincent Cassel
It seems to hang on, regia di Kevin Jerome Everson (USA)
Monkey (Hou), regia di Shen Jie (Cina)
Tarântula, regia di Aly Muritiba e Marja Calafange (Brasile)
55 pastillas, regia di Sebastián Muro (Argentina)
Seide, regia di Elnura Osmonalieva (Kirghizistan)
Champ des possibles, regia di Cristina Picchi (Canada)
Dvorišta-Backyards, regia di Ivan Salatic (Montenegro)
The Young Man Who Came From The Chee River (Jer gun muer rao jer gun), regia di Wichanon Somumjarn (Thailandia)
Belladonna, regia di Dubravka Turic (Croazia)
Oh Gallow Lay, regia di Julian Wayser (USA)
Zero, regia di David Victori (USA/Gran Bretagna/Spagna/Messico)

Nelle sezioni cosiddette collaterali, i titoli secondo noi più interessanti sono:

Pecore in erba, regia di Alberto Caviglia (Italia) [ORIZZONTI]
The Childhood of a Leader, regia di Brady Corbet (Gran Bretagna/Ungheria/Belgio/Francia), con Robert Pattinson, Bérénice Bejo, Liam Cunningham [ORIZZONTI]
Italian Gangster, regia di Renato De Maria (Italia) [ORIZZONTI]
A War (Krigen), regia di Tobias Lindholm (Danimarca) [ORIZZONTI]
Free in Deed, regia di Jake Mahaffy (USA/Nuova Zelanda) [ORIZZONTI]
Man Down, regia di Dito Montiel (USA), con Shia LaBeouf, Kate Mara, Gary Oldman, Jai Courtney [ORIZZONTI]
Milano 2015, scritto e diretto da Elio, Roberto Bolle, Silvio Soldini, Walter Veltroni, Cristiana Capotondi, Giorgio Diritti (Italia) [GIORNATE DEGLI AUTORI]
Viva la Sposa, regia di Ascanio Celestini (Italia, Belgio, Francia), con Ascanio Celestini, Alba Rohrwacher [GIORNATE DEGLI AUTORI]
Viva Ingrid!, regia di Alessandro Rossellini (Italia) [GIORNATE DEGLI AUTORI]
Lolo, regia di Julie Delpy (Francia) [GIORNATE DEGLI AUTORI]
The Daughter, regia di Simon Stone (Australia), con Geoffrey Rush, Miranda Otto, Sam Neill [GIORNATE DEGLI AUTORI]

Etichette: , , , , , , , , , , , , ,

martedì 18 giugno 2013

HOLY MOTORS, IL CATTIVO GUSTO VIAGGIA IN LIMOUSINE

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer) 

Francia, 2012
115'
Regia: Leos Carax
Interpreti: Denis Lavant, Edith Scob, Eva Mendes, Kylie Minogue, Michel Piccoli, Leos Carax.


Prologo: un uomo (il regista Carax) si sveglia, trova un passaggio nel muro della propria stanza e accede a una sala cinematografica gremita di spettatori catatonici.
Successivamente un altro uomo di mezza età (Lavant) esce di casa e, spostandosi in una limousine guidata da un'anziana donna bionda, si reca a numerosi "appuntamenti" che sono altrettante "prove" di recitazione.

Presentato in concorso al Festival di Cannes 2012, dove mandò la critica (francese, soprattutto) in brodo di giuggiole, Holy Motors segna il ritorno del cineasta di culto (in Francia) Leos Carax dopo 13 anni sabbatici.

Risultato? Sarebbe stato meglio che il regista di Suresnes fosse rimasto in pensione.
Spiace per i redattori della storica - e snobbissima - rivista Cahiers du Cinéma, che hanno riconosciuto la pellicola come la migliore dell'anno (lo stesso è stato espresso da un sondaggio tra esperti del settore promosso dal sito Indiewire), ma questa volta hanno toppato di brutto.

Quello di Carax non è, come potrebbe sembrare, un film incomprensibile (anzi, i suoi intenti sono palesi), ma è un film insulso, di cui non si avverte la necessità.
Dilatato in 115 minuti che sembrano 200, Holy Motors non lesina inspiegabili tempi morti e qualche sequenza fastidiosa che vorrebbe essere disturbante, ricordando da vicino le provocazioni formaliste del Faust di Aleksander Sokurov da noi visto a Venezia 2011.

Sprecando presenze carismatiche come quelle di Eva Mendes e Kylie Minogue, il regista scivola nello pseudointelletualismo compiaciuto col personaggio di Monsieur Merde (e il nome dice tutto, canterebbero i nostri Elio e Le Storie Tese), col quale si permette persino di parodiare la Pietà di Michelangelo (e qui il cattivo gusto si spreca).

Solo per spettatori masochisti o cinefili già convertiti.
A chi che fosse interessato al tema del rapporto tra arte e artista, realtà e finzione, consigliamo invece una qualsiasi delle ultime opere di David Lynch, autore di ben altro spessore.

Etichette: , , , , , , , , ,

mercoledì 26 settembre 2012

I CLASSICI: THE TREE OF LIFE, LA VITA SECONDO MALICK

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer) 

USA, 2011
139'
Regia: Terrence Malick
Interpreti: Brad Pitt, Jessica Chastain, Sean Penn.


Terrence Frederick Malick è uno dei più grandi registi viventi.
Classe 1943, laureato in filosofia ad Harvard (con lode), è considerato dai più un autore di culto, rango cui assurse fin da subito, dopo soltanto due (notevoli) pellicole: La Rabbia Giovane (1973) e I Giorni del Cielo (1978).
Seguì un silenzio lungo 20 anni (!) che di certo ne solidificò il mito, quindi il ritorno e l’uscita di nuovi “pezzi da novanta”: La Sottile Linea Rossa (1998), The New World (2005) e, appunto, The Tree of Life, cui ora si è aggiunto il discusso To The Wonder, in concorso all’ultima Mostra del Cinema di Venezia.

Ma Malick è un cineasta unico non tanto - non solo? - a causa delle proprie idiosincrasie (è riservato fino alla misantropia, non concede interviste e non si mostra volentieri in pubblico, al punto che esistono pochissime fotografie che lo ritraggono) o della scarsa prolificità, quanto piuttosto per le indubbie qualità tecniche, il perfezionismo maniacale e un certo dogmatismo cine-filosofico.

La sua quinta fatica non fa eccezione.
Con la complicità del suo fido direttore di fotografia Emmanuel Lubezki, il maestro ha imposto regole ferree agli operatori (solo luci naturali, camera a mano e messa a fuoco di tutti i dettagli, anche quelli sullo sfondo), consultato la NASA per le immagini della creazione del cosmo e perfino richiamato in servizio - dopo quasi 30 anni di pensionamento - il vecchio Douglas Trumbull di 2001: Odissea nello Spazio come supervisore agli effetti speciali.

E questo non è l’unico punto in comune col capolavoro kubrikiano: come l’autorevole collega, anche Malick parte da storia base – in questo caso le vicende di una famiglia medio borghese degli anni 50: padre severo (Pitt), madre amorevole (Chastain) e tre figli maschi di cui il primo adolescente, tormentato e ribelle – per poi imbastire un discorso più profondo: si passa così dalla formazione dell’universo alla contrapposizione tra Natura e Grazia, dalla ricerca di Dio al senso della vita.

Rileggendo in chiave personale e intimista la biblica storia di Giobbe (le iniziali del protagonista, Jack O’Brien, formano la parola JOB, appunto Giobbe in inglese), il regista riesce nella ambiziosa sfida di realizzare un’opera di ampio respiro in grado allo stesso tempo di riassumere la sua poetica cinematografica, da sempre tesa alla riflessione sul difficile rapporto tra l’uomo e la natura.

E può anche permettersi di girare una sequenza - quella, ormai celebre, dei dinosauri - tanto criticata quanto incompresa: rappresenta la nascita della Coscienza o, se vogliamo, della Compassione, e si inserisce coerentemente nella visione panteo-umanistica del suo autore.

Un posto di rilievo lo occupano infine gli attori, tutti bravi o bravissimi: e se Brad Pitt è ormai una piena conferma, la rossa e sottile Jessica Chastain – un’abitué degli articoli di CINEMA A BOMBA! – è una rivelazione da tenere d’occhio, e non è un caso che sia divenuta in breve tempo una delle attrici più richieste di Hollywood.

PS: di The Tree of Life – o meglio: del confronto tra questa pellicola, Palma d’Oro a Cannes 2011, e il Faust di Sokurov vincitore a Venezia nello stesso anno – avevamo già scritto in un nostro post qualche tempo fa.
Andate a rileggervelo e scriveteci la vostra opinione in merito!

Etichette: , , , , , , , , , , , , ,

mercoledì 18 luglio 2012

I COLORI DELLA PASSIONE, COSA SUCCEDE DENTRO AL QUADRO

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer)

Polonia-Svezia, 2011
92'
Regia: Lech Majewski
Interpreti: Rutger Hauer, Charlotte Rampling, Michael York


Chi, sfogliando un libro durante un momento di noia, non si è mai sorpreso a fantasticare sui personaggi di un'immagine? Che cosa stanno facendo, che cosa si stanno dicendo?
Spesso, nei propri viaggi mentali, si pensa a situazioni più o meno buffe, a dialoghi surreali e/o goliardici.
Una cosa non molto diversa da ciò che ha fatto l'artista polacco Lech Majewski, che dalla curiosità per le figure del quadro Salita al Calvario del pittore fiammingo Pieter Bruegel il Vecchio ha addirittura tratto un film.

Majewski dà voce ad alcuni delle centinaia di personaggi che affollano il dipinto, una rievocazione del drammatico episodio evangelico ambientata però nelle Fiandre della seconda metà del 1500 sottoposte all'occupazione spagnola.
Da notare che la caduta di Gesù sotto il peso della croce è solo un episodio dei tanti raffigurati e quasi non si riesce a vederlo: il dramma del Cristo e dell'umanità tutta avviene nell'indifferenza generale, soffocato dalla banalità del quotidiano.

Le considerazioni che sono alla base del film sono espresse chiaramente attraverso le figure di Bruegel (un Rutger Hauer cogitabondo) e del committente (un redivivo Michael York), che aiutano lo spettatore a capire la genesi del quadro e ad entrare in esso.

Gli effetti speciali digitali mirabolanti (che ricordano quelli utilizzati da Sokurov in Faust, Leone d'Oro a Venezia 2011) fanno sì, al contrario, che i protagonisti della storia escano dal dipinto, poiché prigionieri all'interno dell'angusta prigione di una cornice, e prendano vita.
Il risultato è una partecipazione attiva dello spettatore al processo creativo di un artista e alle storie narrate.

Insomma, nonostante il ritmo non proprio frenetico e il carattere decisamente intellettualistico del progetto, in fondo I colori della passione è un'intrigante lezione di storia dell'arte, raccomandata però solo agli appassionati e ai motivati.

Etichette: , , , , , ,

domenica 6 novembre 2011

MALICK VS. SOKUROV, LA DIFFERENZA TRA UN CAPOLAVORO E UN FIASCO

(a sinistra Terrence Malick, a destra Aleksander Sokurov; visto come siamo bravi con Photoshop?)


Abbiamo resistito finchè abbiamo potuto. Abbiamo letto, ascoltato, discusso.
Però adesso è giunto il momento di dire la nostra.

Ormai da settimane, anzi da circa un paio di mesi - ossia da quando fu presentato a Venezia - la critica più o meno specializzata si è quasi unanimamente sperticata in lodi (uniche eccezioni: CINEMA A BOMBA! e Herald Tribune) per il Faust del regista Aleksander Sokurov (clicca sul link per leggere la nostra recensione), vincitore annunciato - malignando si potrebbe dire "a tavolino" - del Leone d'Oro.

Fin qui nulla di male, il giudizio è discutibile quanto si vuole, ma si sa: de gustibus non disputandum est.
Il problema è iniziato quando molti, troppi recensori hanno cominciato ad accostare la pellicola russa a quella vincitrice della Palma d'Oro all'ultimo Festival di Cannes: The Tree of Life di Terrence Malick.

Non che manchino i punti di contatto: entrambi sono film per palati fini, volti a soddisfare i fanatici della messinscena, entrambi diretti da cineasti di culto niente affatto prolifici e poco noti al grande pubblico, entrambi impegnativi e ambiziosi.
La diversità non è nella premessa, è nel risultato.

Se da un lato il regista texano è riuscito a raccontare la storia di una famiglia legandola a un discorso più ampio sull'origine del mondo, il senso della vita e la ricerca di Dio, Sokurov sembra aver perso di vista il tema della sua opera - l'ὕβρις (leggasi "hùbris", ossia "tracotanza") di un medico egomaniaco che pretende di imporre il primato della scienza su quello divino - limitandosi a un mero collage di scenette grottesche, utili solo ad esaltare la notevole fotografia "fiamminga" del francese Bruno Delbonnel e, a tratti, il sex appeal della giovanissima attrice Isolda Dychauk.

Volendo allargare il discorso ai due festival, si potrebbe affermare che il confronto tra le due pellicole rappresenta anche la differenza tra una rassegna di qualità e una da migliorare, tra un giudizio coraggioso ed un altro più scontato (insieme al cinema "d'autore", Cannes ha considerato anche il "genere", incarnato là dal danese Winding Refn: perchè Venezia non ha risposto premiando Friedkin o la Mann?).

Ma, in fondo, si tratta soprattutto della differenza tra un film appassionante e uno soporifero, tra uno riuscito e uno sfocato.
La differenza tra un capolavoro e un fiasco.

Etichette: , , , , , , , ,

domenica 11 settembre 2011

ULTIMO TANGO A VENEZIA

Ultimo giorno al Lido: oggi va in scena la premiazione. C'è un'atmosfera generale di sbaraccamento, con grande delusione di tutti gli addetti ai lavori.

Gli Accreditati sono quelli più abbattuti: vagano per il Movie Village col passo barcollante, lo sguardo attonito, ripetendo all'infinito gli stessi gesti. Sembrano gli zombi dei film di Romero.
Hanno vissuto il loro momento di gloria, come teorizzava Warhol, ma ora è passato. Da domani non potranno più svegliarsi all'alba per assitere alla proiezione di documentari tibetani sulla vita dei pastori di yak o lungometraggi diretti da esuli yemeniti.
Ce li immaginiamo domani sera reclusi nel proprio salotto, a guardare dvd, facendo commenti da soli e piangendo sommessamente, come i protagonisti di una nota pubblicità di viaggi in crociera.

Assistiamo anche oggi alla sfilata sul tappeto rosso: c'è la giuria (quasi al completo) capitanata da Darren Aronofsky. Vediamo David Byrne, Alba Rohrwacher e Mario Martone.
Dopo che tutti hanno terminato le foto di rito e sono ormai entrati in sala, arriva trafelato l'ultimo giurato (che in verità non riconosciamo). Gli tocca concedersi ai fotografi in solitudine, visibilmente seccato per aver saltato la foto di gruppo.
L'hanno rimasto solo, come Peppe er Pantera de I Soliti Ignoti ("M'hanno rimasto solo, 'sti quattro cornuti!").

L'attesa per la premiazione è alta e, siccome tre dei film premiati verrano riproiettati in serata, al Movie Village i botteghini vengono presi d'assalto, mentre dinnanzi alla Sala Grande un maxischermo permette di seguire la premiazione in diretta.

Alla fine, la delusione è palpabile. Le pellicole prescelte non convincono nessuno. Il Leone d'Oro al Faust di Sokurov - pellicola di incommensurabile bruttezza che abbiamo avuto modo di vedere e recensire - è la goccia.

E così non resta che bersi una delle ultime birre del bar ("Gli sgropin li abbiamo finiti, è l'ultimo giorno", ci confessa soave la fanciulla della cassa) e salutare il Lido e la 68a edizione della Mostra del Cinema di Venezia.
Domani si torna a casa. Que reste-t-il de nos amours?

Etichette: , , , , ,

VENEZIA 2011: VINCE SOKUROV O PERDE LA GIURIA?


E così ha trionfato il vincitore annunciato. Già prima della proiezione, lo si dava tra i favoriti (forse i critici cinematografici leggono il futuro).
Faust, del regista Aleksander Sokurov, ha conquistato il Leone d'Oro per il miglior film, assegnato da una giuria che ha clamorosamente snobbato invece autori come Clooney, Cronenberg, Polanski, Friedkin e la Mann.
Sarebbe interessante domandare ad Aronofsky & C. i criteri con i quali sono stati attribuiti i premi, e perché abbiano scelto tale pellicola - non certo la migliore della rassegna (vedi recensione).

Non avendoli visti, concediamo loro, tuttavia, il beneficio del dubbio sugli altri film premiati: People Mountain People Sea (film a sorpresa presentato a Mostra già cominciata), Leone d'Argento - sempre a sorpresa - per la migliore regia (il cinese di Hong Kong Shangjun Cai: ricordarsi il suo nome è stato davvero arduo per i pur preparatissimi ragazzi dell'Ufficio Informazioni del Movie Village); Terraferma di Emanuele Crialese, Premio Speciale della Giuria (praticamente, un contentino per chi non ha vinto i due premi più importanti).

I giudizi dei critici cinematografici e degli spettatori sono stati divergenti: il verdetto della giuria è stato accolto con soddisfazione dai primi, con delusione e sconforto dai secondi.
Esemplare un episodio. I film onorati dai riconoscimenti più importanti vengono ritrasmessi; dopo aver acquistato il biglietto per Faust, un gruppetto di ragazze ignare ci ha chiesto com'era il film. Dopo la nostra risposta, non avevano più tanta voglia di andarlo a vedere.

Anche se forse non si è capito, non possiamo che condividere i sentimenti della maggioranza del pubblico.
Comunque, per completezza, riportiamo qui in basso le decisioni della giuria.


Leone d’Oro per il miglior film:
Faust di Aleksander Sokurov (Russia)

Leone d’Argento per la migliore regia:
Shangjun CAI per il film Ren Shan Ren Hai (People Mountain People Sea) (Cina - Hong Kong)

Premio Speciale della Giuria:
Terraferma di Emanuele Crialese (Italia)

Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile:
Michael Fassbender nel film Shame di Steve McQueen (Gran Bretagna)

Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile:
Deanie Yip nel film Tao jie (A Simple Life) di Ann Hui (Cina - Hong Kong)

Premio Marcello Mastroianni a un giovane attore o attrice emergente:
Shôta Sometani e Fumi Nikaidô nel film Himizu di Sion Sono (Giappone)

Osella per la miglior fotografia:
Robbie Ryan per il film Wuthering Heights di Andrea Arnold (Gran Bretagna)

Osella per la migliore sceneggiatura:
Yorgos Lanthimos e Efthimis Filippou per il film Alpis (Alps) di Yorgos Lanthimos (Grecia)

Etichette: , , , , , , ,

venerdì 9 settembre 2011

FAUST, L'UOMO SENZA DIO SI PERDE



Il Dottor Faust, senza più fede né valori, per amore della bella sorella dell'uomo che ha accidentalmente ucciso, cede la propria anima al diavolo.
Finirà per restare infelice per sempre.

Aleksander Sokurov usa come pretesto la figura di Faust, uno dei simboli della cultura germanica, per una riflessione sui temi della ricerca di Dio e della mancanza della fede.
Temi sempre attuali e decisamente alti, che il regista ha affrontato con una certa sensibilità e con scelte registiche (sequenze che sembrano quadri in movimento, fotografia, ambientazione) suggestive.

Ma il risultato finale è deludente. Molto.
Il film è esasperatamente lungo (più di due ore; ma sembrano sei) e lento; la trama è difficilmente comprensibile; i personaggi sono più macchiette che tipi; certe scene, che probabilmente dovevano essere grottesche, risultano invece ridicole e, in alcuni casi, non funzionali alla storia.
Insomma, una pellicola decisamente pesante.

Alla vigilia della presentazione, il maestro russo aveva dichiarato che il suo Faust sarebbe stato un punto di incontro tra la cultura europea e quella russa.
Siamo ancora distanti, ma provaci ancora Sokurov!


Etichette: , , ,

mercoledì 3 agosto 2011

VENEZIA 2011: I FILM IN CONCORSO.

Rullo di tamburi, squillo di trombe!
Signore e signori, ecco a voi i film in concorso alla 68a Mostra del Cinema di Venezia.


TOMAS ALFREDSON - TINKER, TAILOR, SOLDIER, SPY
Gran Bretagna, Germania, 127'
Gary Oldman, Colin Firth, Tom Hardy, John Hurt
(clicca sulla locandina per vedere le curiosità)


ANDREA ARNOLD - WUTHERING HEIGHTS
Gran Bretagna, 128'
Kaya Scodelario, James Howson, Nichola Burley, Steve Evets, Oliver Milburn
(clicca sulla locandina per vedere le curiosità)


AMI CANAAN MANN - TEXAS KILLING FIELDS
Usa, 109'
Sam Worthington, Jessica Chastain, Chloe Grace Moretz, Jeffrey Dean Morgan
(clicca sulla locandina per leggere l'intervista a Sam Worthington sul personaggio che interpreta nel film e sul futuro Avatar 2)


GEORGE CLOONEY - THE IDES OF MARCH [FILM D’APERTURA]
Usa, 109'
Ryan Gosling, George Clooney, Philip Seymour Hoffman, Paul Giamatti, Marisa Tomei, Evan Rachel Wood
(clicca sulla locandina per vedere le curiosità)


CRISTINA COMENCINI - QUANDO LA NOTTE
Italia, 116'
Claudia Pandolfi, Filippo Timi, Michela Cescon, Thomas Trabacchi
(clicca sulla locandina per vedere il backstage del film)


EMANUELE CRIALESE - TERRAFERMA
Italia, Francia, 88'
Filippo Pucillo, Donatella Finocchiaro, Giuseppe Fiorello, Claudio Santamaria
(clicca sulla locandina per leggere l'intervista a Crialese)


DAVID CRONENBERG - A DANGEROUS METHOD
Germania, Canada, 99'
Keira Knightley, Viggo Mortensen, Michael Fassbender, Vincent Cassel
(clicca sulla locandina per vedere la scheda del film)


ABEL FERRARA - 4:44 LAST DAY ON EARTH
Usa, 82'
Willem Dafoe, Shanyn Leigh, Paz de la Huerta, Natasha Lyonne
(clicca sulla locandina per collegarti al sito ufficiale di Abel Ferrara che contiene interessanti retroscena sulla realizzazione del film)


WILLIAM FRIEDKIN - KILLER JOE
Usa, 103'
Matthew McConaughey, Emile Hirsch, Juno Temple, Gina Gershon
(clicca sulla locandina per vedere il video dell'intervista a William Friedkin)


PHILIPPE GARREL - UN ÉTÉ BRULANT
Francia, Italia, Svizzera, 95'
Monica Bellucci, Louis Garrel, Céline Sallette, Jérôme Robart
(clicca sulla foto per visualizzare le prime immagini del film)


ANN HUI - TAOJIE (A SIMPLE LIFE)
Cina-Hong Kong, Cina, 117'
Andy Lau, Deanie Yip, Anthony Wong, Tsui Hark
(clicca sull'immagine per vedere il video del backstage)


ERAN KOLIRIN - HAHITHALFUT (THE EXCHANGE)
Israele, Germania, 94'
Rotem Keinan, Sharon Tal, Dov Navon, Shirili Deshe
(clicca sull'immagine per vedere la scheda del film)


YORGOS LANTHIMOS - ALPEIS (ALPS)
Grecia, 93'
Ariane Labed, Aggeliki Papoulia, Aris Servetalis, Johnny Vekris
(clicca sull'immagine per leggere l'intervista a Lanthimos)


STEVE MC QUEEN - SHAME
Gran Bretagna, 99'
Michael Fassbender, Carey Mulligan, James Badge, Nicole Beharie
(clicca sulla locandina per vedere le prime immagini del film)


GIAN ALFONSO PACINOTTI [GIPI] - L'ULTIMO TERRESTRE
Italia, 100'
Gabriele Spinelli, Anna Bellato, Roberto Herlitzka, Teco Celio
(clicca sulla locandina per vedere il filmato riproposto dal Tg3 sul presunto arrivo di un extraterrestre in Italia; in realtà, si tratta di un video promozionale per questo film)


ROMAN POLANSKI - CARNAGE
Francia, Germania, Spagna, Polonia, 79'
Jodie Foster, Kate Winslet, Christoph Waltz, John C. Reilly
(clicca sulla foto per vedere le prime immagini del film)


MARJANE SATRAPI, VINCENT PARONNAUD - POULET AUX PRUNES
Francia, Belgio, Germania, 90'
Mathieu Amalric, Maria De Medeiros, Golshifteh Farahani, Isabella Rossellini, Chiara Mastroianni
(clicca sulla locandina per vedere le prime immagini del film)


ALEKSANDER SOKUROV - FAUST
Russia, 134'
Johannes Zeiler, Anton Adasinskiy, Isolda Dychauk, Hanna Schygulla
(clicca sulla locandina per leggere l'intervista ad Aleksander Sokurov)


TODD SOLONDZ - DARK HORSE
Usa, 84'
Mia Farrow, Christopher Walken, Justin Bartha, Selma Blair
(clicca sulla locandina per leggere ciò che ha dichiarato Todd Solondz a proposito del suo film)


SION SONO - HIMIZU
Giappone, 129'
Shôta Sometani, Fumi Nikaidô, Tetsu Watanabe, Mitsuru Fukikoshi
(clicca sull'immagine per leggere un articolo sul fumetto manga dal quale è stato tratto questo film)


JOHNNY TO - DYUT MING GAM (LIFE WITHOUT PRINCIPLE
Cina-Hong Kong, Cina, 100'
Ching Wan Lau, Ken Lo, Richie Ren
(clicca sulla locandina per vedere l'intervista a Johnnie To)


WEI TE-SHENG - SAIDEKE BALAI
Cina, Taiwan, 135'
Da-Ching, Umin Boya, Landy Wen, Lo Mei-ling
(clicca sulla locandina per leggere un dettagliato articolo sulla realizzazione di questo film)


CAI SHANGJUN - REN SHAN REN HAI (PEOPLE MOUNTAIN PEOPLE SEA) [FILM A SORPRESA]
Cina-Hong Kong, Cina, 90'
Chen Jianbin, Tao Hong, Wu Xiubo, Li Hucheng, Zhang Xin, Wang Xu, Bao Zhenjiang, Hou Xiang, Tian Xinyu
(clicca sull'immagine per leggere l'intervista al regista)

Etichette: , , , , , , , ,