CINEMA A BOMBA!

martedì 29 marzo 2022

OSCAR 2022. CHI È SENZA PECCATO LANCI LA PRIMA SBERLA

(Dall'alto: la bellissima Jessica Chastain posa col proprio Oscar; Will Smith schiaffeggia Chris Rock; Nicole Kidman non riesce a crederci).


La 94a edizione degli Oscar - i premi cinematografici assegnati dalla Academy of Motion Picture Arts And Sciences - passerà alla storia soprattutto per lo schiaffone rifilato in diretta da un imbufalito Will Smith al comico Chris Rock, reo di aver fatto una battuta infelice sulla moglie del collega.

Un confronto all black che ha finito per mettere in ombra la vittoria del protagonista di Independence Day, così come quelle degli altri trionfatori della Notte delle Stelle, a partire dalla divina Jessica Chastain.

Gucci-vestita e bellissima come sempre, la rossa attrice californiana (e beniamina del nostro blog) l'ha spuntata nella "sfida del secolo": quella contro la bionda diva Nicole Kidman, che invece aveva prevalso ai Golden Globe.
Il biografico Gli Occhi di Tammy Faye ha finalmente permesso a Jessica di conquistare il riconoscimento che le spettava di diritto da un decennio, dopo che per ben due volte di fila si era vista soffiare la statuetta da attrici che avevano meritato meno di lei.

Ma non tutti i verdetti sono stati scontati, anzi: pochi - tra questi non c'è, modestia a parte, la nostra Redazione - si erano aspettati il trionfo del fantascientifico Dune (maggior numero di statuette vinte, per quanto tecniche) e del drammatico I Segni del Cuore (miglior film e miglior attore non protagonista allo spigoloso Troy Kotsur).
Due remake che evidenziano - più che altro nel secondo caso - scelte poco coraggiose o originali da parte dell'Academy, anche quest'anno più preocupata del "politicamente corretto" che dell'effettiva qualità delle pellicole in gara.

Così a pagare sono stati i film più amati dalla critica specializzata: il favoritissimo Il Potere del Cane e l'apprezzato West Side Story firmato Steven Spielberg.
Un solo Oscar ciascuno, benché "pesante": miglior regia al primo (Jane Campion, seconda donna consecutiva e terza assoluta, dopo Katherine Bigelow e Chloé Zhao) e miglior attrice non protagonista al secondo (Ariana DeBose, afro-portoricana di lontane origini italiane).

Se da un lato è curioso che sia stato premiato, tra gli altri, il cattivo di Venom (il rapper Riz Ahmed, co-autore del cortometraggio The Long Goodbye), dall'altro non c'è da stupirsi per i riconoscimenti ottenuti da Encanto (miglior film animato) e Drive My Car (miglior film internazionale).
Peccato per gli italiani Enrico Casarosa e Paolo Sorrentino, che concorrevano rispettivamente con Luca e È stata la Mano di Dio.

Non ce l'ha fatta nemmeno Spider-Man: No Way Home, a riprova del fatto che l'Academy non sia ancora pronta per incensare le opere di grande impatto popolare.

E l'attesissimo collegamento video col presidente ucraino Volodymyr Zelensky?
Neppure una menzione, con grande scorno di Sean Penn che l'aveva sponsorizzato molto.

Ci si può indignare per la battutaccia di un comico, ma non per una guerra che coinvolge - piaccia o meno - l'Occidente.
Anche questa è Hollywood.


Etichette: , , , , , , , , , , , , , , , , ,

lunedì 28 marzo 2022

OSCAR 2022. I VINCITORI

(Will Smith prende a schiaffi Chris Rock).  


In un'edizione che verrà ricordata più per lo schiaffo dell'oscarizzato Will Smith al presentatore Chris Rock che per le pellicole premiate, le sorprese non sono mancate.

A vincere sono state I Segni del Cuore (miglior film) e Dune (maggior numero di statuette: ben 6), ma soprattutto la divina Jessica Chastain, finalmente insignita del riconoscimento che le spettava da un decennio.

Esce invece sconfitto il film che era strafavorito fino alla vigilia: Il Potere del Cane si deve accontentare di un solo Oscar, per la miglior regia (Jane Campion, seconda donna di fila a trionfare nella categoria).

E le previsioni di CINEMA A BOMBA?
Quest'anno ne abbiamo azzeccate complessivamente 21 su 23!

Il migliore della Redazione?
Fra ha battuto Fede di poco, 16 a 13.

Leggete tutti i premiati nell'elenco qui sotto e cliccate sui link per maggiori approfondimenti!


Miglior film:


CODA-I Segni del Cuore, regia di Sian Heder - FRA



Miglior regia:

Jane Campion - Il Potere del Cane - FEDE, FRA


Migliore attrice protagonista
Jessica Chastain - Gli Occhi di Tammy Faye - FEDE, FRA

Migliore attore protagonista
Will Smith - Una Famiglia Vincente (King Richard) - FEDE, FRA

Migliore attrice non protagonista
Ariana DeBose - West Side Story - FEDE, FRA

Migliore attore non protagonista
Troy Kotsur - I Segni del Cuore - FEDE, FRA

Miglior film d'animazione
Encanto, regia di Byron Howard e Jared Bush - FEDE, FRA

Miglior film internazionale
Drive My Car (Doraibu mai kā), regia di Ryūsuke Hamaguchi (Giappone) - FEDE, FRA

Migliore sceneggiatura originale
Kenneth Branagh - Belfast - FEDE

Migliore sceneggiatura non originale
Sian Heder - I Segni del Cuore (CODA) - FEDE

Migliore colonna sonora
Hans Zimmer - Dune

Migliore canzone
No Time To Die (musiche di Billie Eilish; testo di Billie Eilish e Finneas O'Connell) - No Time To Die - FEDE

Migliore fotografia
Greig Fraser - Dune - FRA

Migliore scenografia
Patrice Vermette - Dune- FRA

Miglior montaggio
Joe Walker - Dune - FRA

Migliori effetti speciali
Paul Lambert, Tristen Myles, Brian Connor e Gerd Nefzer - Dune - FEDE, FRA

Miglior sonoro
Mac Ruth, Mark Mangini, Theo Green, Doug Hemphill, Ron Bartlett - Dune - FRA

Migliori costumi
Jenny Beavan - Crudelia - FRA

Miglior trucco e acconciatura
Linda Dowds, Stephanie Ingram e Justin Raleigh - Gli Occhi di Tammy Faye - FEDE

Miglior documentario
Summer of Soul, regia di Questlove, Joseph Patel, Robert Fyvolent e David Dinerstein - FRA

Miglior cortometraggio documentario
The Queen of Basketball, regia di Ben Proudfoot - FRA

Miglior cortometraggio
The Long Goodbye, regia di Aneil Karia e Riz Ahmed - FEDE

Miglior cortometraggio d'animazione
The Windshield Wiper, regia di Alberto Mielgo e Leo Sanchez


Etichette: , , , , , , , , , , , , , , ,

domenica 27 marzo 2022

OSCAR 2022. LE NOSTRE PREVISIONI



E siamo (quasi) arrivati alla Notte degli Oscar!
La 94a edizione degli Academy Awards avrà infatti luogo domenica.

Come da tradizione, anche quest'anno proviamo a prevedere vincitori e vinti.
Di seguito trovate le nostre scelte!
Le vostre quali sono?

Scorrete l'elenco completo dei nominati e cliccate sui link per maggiori approfondimenti!


Miglior film:


Belfast, regia di Kenneth Branagh



CODA-I Segni del Cuore, regia di Sian Heder - FRA




Don't Look Up, regia di Adam McKay



Drive My Car, regia di Ryūsuke Hamaguchi



Dune, regia di Denis Villeneuve



Una Famiglia Vincente (King Richard), regia di Reinaldo Marcus Green



Licorice Pizza, regia di Paul Thomas Anderson



Nightmare Alley-La Fiera delle Illusioni, regia di Guillermo del Toro



The Power of the Dog-Il Potere del Cane, regia di Jane Campion - FEDE



West Side Story, regia di Steven Spielberg


Miglior regia:

Kenneth Branagh - Belfast

Ryūsuke Hamaguchi - Drive My Car

Paul Thomas Anderson - Licorice Pizza

Jane Campion - Il Potere del Cane - FEDE, FRA

Steven Spielberg - West Side Story


Migliore attrice protagonista
Nicole Kidman - A Proposito dei Ricardo
Jessica Chastain - Gli Occhi di Tammy Faye - FEDE, FRA
Olivia Colman - La Figlia Oscura
Penélope Cruz - Madres Paralelas
Kristen Stewart - Spencer


Migliore attore protagonista
Javier Bardem - A Proposito dei Ricardo
Benedict Cumberbatch - Il Potere del Cane
Andrew Garfield - Tick, Tick... Boom!
Will Smith - Una Famiglia Vincente (King Richard) - FEDE, FRA
Denzel Washington - Macbeth


Migliore attrice non protagonista
Jessie Buckley - La Figlia Oscura
Ariana DeBose - West Side Story - FEDE, FRA
Judi Dench - Belfast
Kirsten Dunst - Il Potere del Cane
Aunjanue Ellis - Una Famiglia Vincente (King Richard)


Migliore attore non protagonista
Ciarán Hinds - Belfast
Troy Kotsur - I Segni del Cuore - FEDE, FRA
J.K. Simmons - A Proposito dei Ricardo
Jesse Plemons - Il Potere del Cane
Kodi Smit-McPhee - Il Potere del Cane


Miglior film d'animazione
Encanto, regia di Byron Howard e Jared Bush - FEDE, FRA
Flee (Flugt), regia di Jonas Poher Rasmussen
Luca, regia di Enrico Casarosa
I Mitchell contro le Macchine (The Mitchells vs the Machines), regia di Mike Rianda e Jeff Rowe
Raya e l'ultimo Drago (Raya and the Last Dragon), regia di Don Hall e Carlos López Estrada

Miglior film internazionale
Drive My Car (Doraibu mai kā), regia di Ryūsuke Hamaguchi (Giappone) - FEDE, FRA
Flee (Flugt), regia di Jonas Poher Rasmussen (Danimarca)
È stata la mano di Dio, regia di Paolo Sorrentino (Italia)
Lunana: a Yak in the Classroom, regia di Pawo Choyning Dorji (Bhutan)
La Persona Peggiore del Mondo (Verdens verste menneske), regia di Joachim Trier (Norvegia)

Migliore sceneggiatura originale
Kenneth Branagh - Belfast - FEDE
Adam McKay, soggetto di Adam McKay e David Sirota - Don't Look Up - FRA
Zach Baylin - Una Famiglia Vincente (King Richard)
Paul Thomas Anderson - Licorice Pizza
Eskil Vogt e Joachim Trier - La Persona Peggiore del Mondo (Verdens verste menneske)

Migliore sceneggiatura non originale
Sian Heder - I Segni del Cuore (CODA) - FEDE
Ryusuke Hamaguchi e Takamasa Oe - Drive My Car (Doraibu mai kā)
Jon Spaihts e Denis Villeneuve e Eric Roth - Dune (Dune: Part One)
Maggie Gyllenhaal - La Figlia Oscura (The Lost Daughter) - FRA
Jane Campion - Il Potere del Cane (The Power of the Dog)

Migliore colonna sonora
Nicholas Britell - Don't Look Up
Hans Zimmer - Dune
Germaine Franco - Encanto - FRA
Alberto Iglesias - Madres paralelas
Jonny Greenwood - Il Potere del Cane - FEDE

Migliore canzone
Be Alive (musiche e testo di Beyoncé e DIXSON) - Una Famiglia Vincente (King Richard)
Dos Oruguitas (musiche e testo di Lin-Manuel Miranda) - Encanto - FRA
Down to Joy (musiche e testo di Van Morrison) - Belfast
No Time To Die (musiche di Billie Eilish; testo di Billie Eilish e Finneas O'Connell) - No Time To Die - FEDE
Somehow You Do (musiche e testo di Diane Warren) - Quattro Buone Giornate

Migliore fotografia
Greig Fraser - Dune - FRA
Dan Laustsen - La Fiera delle Illusioni
Ari Wegner - Il Potere del Cane - FEDE
Bruno Delbonnel - Macbeth
Janusz Kaminski - West Side Story

Migliore scenografia
Patrice Vermette - Dune- FRA
Tamara Deverell - La Fiera delle Illusioni
Grant Major - Il Potere del Cane
Stefan Dechant - Macbeth
Adam Stockhausen - West Side Story - FEDE

Miglior montaggio
Hank Corwin - Don't Look Up
Joe Walker - Dune - FRA
Pamela Martin - Una Famiglia Vincente - FEDE
Peter Sciberras - Il Potere del Cane
Myron Kerstein e Andrew Weisblum - Tick, Tick... Boom!

Migliori effetti speciali
Paul Lambert, Tristen Myles, Brian Connor e Gerd Nefzer - Dune - FEDE, FRA
Swen Gillberg, Bryan Grill, Nikos Kalaitzidis e Dan Sudick - Free Guy
Charlie Noble, Joel Green, Jonathan Fawkner e Chris Corbould - No Time to Die
Christopher Townsend, Joe Farrell, Sean Noel Walker e Dan Oliver - Shang Chi e la Leggenda dei Dieci Anelli
Kelly Port, Chris Waegner, Scott Edelstein e Dan Sudick - Spider-Man: No Way Home

Miglior sonoro
Denise Yarde, Simon Chase, James Mather, Niv Adiri - Belfast
Mac Ruth, Mark Mangini, Theo Green, Doug Hemphill, Ron Bartlett - Dune - FRA
Simon Hayes, Oliver Tarney, James Harrison, Paul Massey, Mark Taylor - No Time To Die
Richard Flynn, Robert Mackenzie, Tara Webb - Il Potere del Cane - FEDE
Tod A. Maitland, Gary Rydstrom, Brian Chumney, Andy Nelson, Shawn Murphy - West Side Story

Migliori costumi
Jenny Beavan - Crudelia - FRA
Massimo Cantini Parrini e Jacqueline Durran - Cyrano
Jacqueline West e Bob Morgan - Dune
Luis Sequeira - La Fiera delle Illusioni - FEDE
Paul Tazewell - West Side Story

Miglior trucco e acconciatura
Mike Marino, Stacey Morris e Carla Farmer - Il Principe cerca Figlio
Nadia Stacey, Naomi Donne e Julia Vernon - Crudelia - FRA
Donald Mowat, Love Larson e Eva von Bahr - Dune
Linda Dowds, Stephanie Ingram e Justin Raleigh - Gli Occhi di Tammy Faye - FEDE
Göran Lundström, Anna Carin Lock e Frederic Aspiras - House of Gucci

Miglior documentario
Ascension, regia di Jessica Kingdon, Kira Simon-Kennedy e Nathan Truesdell
Attica, regia di Stanley Nelson e Traci A. Curry
Flee, regia di Jonas Poher Rasmussen, Monica Hellström, Signe Byrge Sørensen e Charlotte De La Gournerie - FEDE
Summer of Soul, regia di Questlove, Joseph Patel, Robert Fyvolent e David Dinerstein - FRA
Writing with Fire, regia di Rintu Thomas e Sushmit Ghosh

Miglior cortometraggio documentario
Audible, regia di Matthew Ogens e Geoff McLean - FEDE
Lead Me Home, regia di Pedro Kos e Jon Shenk
The Queen of Basketball, regia di Ben Proudfoot - FRA
Three Songs for Benazir, regia di Elizabeth Mirzaei e Gulistan Mirzaei
When We Were Bullies, regia di Jay Rosenblatt

Miglior cortometraggio
Ala Kachuu - Take and Run, regia di Maria Brendle e Nadine Lüchinger
The Dress, regia di Tadeusz Łysiak e Maciej Ślesicki
The Long Goodbye, regia di Aneil Karia e Riz Ahmed - FEDE
On My Mind, regia di Martin Strange-Hansen e Kim Magnusson
Please Hold, regia di K.D. Dávila e Levin Menekse - FRA

Miglior cortometraggio d'animazione
Affairs of the Art, regia di Joanna Quinn e Les Mills
Bestia, regia di Hugo Covarrubias e Tevo Díaz
Boxballet, regia di Anton Dyakov
Robin Robin, regia di Dan Ojari e Mikey Please - FEDE, FRA
The Windshield Wiper, regia di Alberto Mielgo e Leo Sanchez


Etichette: , , , , , , , , , , , , , ,

mercoledì 9 marzo 2022

OSCAR 2022. NOMINATION: ATTRICI E ATTORI



Sapete, a livello statistico, quale post del nostro annuale Speciale Oscar è tradizionalmente più apprezzato e letto?
Indovinato: quallo relativo alle/agli interpreti!

Se il recente verdetto dei Golden Globe può dare un'idea di chi parta in vantaggio nella corsa alle statuette, a questo giro le scelte dell'Academy potrebbero non risultare affatto scontate.

La "sfida del secolo" è ovviamente quella tra due dive tra le nostre preferite in assoluto: l'australiana Nicole Kidman (già memorabile in Bombshell) e colei che molti considerano la sua erede, Jessica Chastain.
La prima è leggermente favorita; la seconda è alla terza nomina, dopo due "scippi" clamorosi e ingiusti (nel 2012 e nel 2013, ricordate?).
Questa sarà la volta buona?

Entrambe dovranno guardarsi dall'ex vampira Kristen Stewart (quotatissima grazie al proprio ritratto di Lady Diana Spencer nell'omonimo biopic), mentre le già oscarizzate Olivia Colman e Penelope Cruz fungono da outsider.

Tra le non protagoniste, i riflettori sono puntati su Ariana DeBose: attrice afro, ma di lontane origini italiane, è in lizza col nuovo West Side Story firmato Steven Spielberg (la sua compagna di pellicola Rachel Zegler non è invece riuscita ad ottenere la candidatura, benché entrambe siano state incensate coi Globes).

A contenderle la stauetta ci sono Kristen Dunst (quanto tempo è passato dai primi Spider-Man!) e soprattutto Aunjanue Ellis, in gara con un'altra opera biografica, incentrata sulla vera storia delle sorelle Williams, campionesse di tennis.

Per lo stesso film sportivo potrebbe fare il bis un ex Principe (di Bel Air) diventato King (Richard).
Stiamo parlando ovviamente di Will Smith, ma la star di Independence Day e Suicide Squad si trova sul cammino due colleghi britannici pronti a dargli filo da torcere: da un lato Andrew Garflied, dall'altro Benedict Cumberbatch.

L'ex (?) Spider-Man ha raccolto il plauso della critica internazionale col musicale Tick, Tick... Boom! (l'ennesimo biopic in concorso), mentre il Dottor Strange - che avevamo incontrato a Venezia un po' di anni fa, per chi se lo fosse dimenticato - gareggia col favoritissimo Il Potere del Cane.

E proprio in merito allo psico-western diretto da Jane Campion, va registrato un derby fratricida tra comprimari: Kodi Smit-McPhee (un Globo d'Oro anche per lui a gennaio) contro il collega Jesse Plemons.
Ma tra i due litiganti il terzo potrebbe godere, e questi potrebbe forse essere J.K. Simmons, già oscarizzato per il bellissimo Whiplash.

Insomma, le quattro competizioni sembrano sulla carta abbastanza equilibrate.
Chi la spunterà?
Leggete tutte le nomination qui sotto e scatenatevi coi pronostici!


Migliore attrice protagonista
Nicole Kidman - A Proposito dei Ricardo
Jessica Chastain - Gli Occhi di Tammy Faye
Olivia Colman - La Figlia Oscura
Penélope Cruz - Madres Paralelas
Kristen Stewart - Spencer


Migliore attore protagonista
Javier Bardem - A Proposito dei Ricardo
Benedict Cumberbatch - Il Potere del Cane
Andrew Garfield - Tick, Tick... Boom!
Will Smith - Una Famiglia Vincente (King Richard)
Denzel Washington - Macbeth


Migliore attrice non protagonista
Jessie Buckley - La Figlia Oscura
Ariana DeBose - West Side Story
Judi Dench - Belfast
Kirsten Dunst - Il Potere del Cane
Aunjanue Ellis - Una Famiglia Vincente (King Richard)


Migliore attore non protagonista
Ciarán Hinds - Belfast
Troy Kotsur - I Segni del Cuore
J.K. Simmons - A Proposito dei Ricardo
Jesse Plemons - Il Potere del Cane
Kodi Smit-McPhee - Il Potere del Cane


Etichette: , , , , , , , , , , , , , ,

venerdì 14 gennaio 2022

GOLDEN GLOBE 2022. UN'EDIZIONE IN CLANDESTINITÀ

La sobria (leggasi: tristissima) cerimonia di proclamazione dei Golden Globe. 


Si è svolta molto in sordina la 79a edizione dei Golden Globe.

Gli scandali - in passato voti poco trasparenti (ecco spiegati molti premi senza senso!), di fatto nessuna rappresentatività delle minoranze nelle giurie, con le conseguenti accuse di razzismo - , l'assenza di diretta Tv (la NBC si è sfilata) e di streaming in tempo reale, il fuggi fuggi dei divi che hanno preso le distanze dall'organizzazione, la mancanza di pubblico per le restrizioni dovute all'emergenza epidemiologica ne hanno minato la visibilità e la credibilità.

Risultato? Non se li è filati praticamente nessuno.

Fino a qualche anno fa, almeno, erano considerati come una sorta di anteprima degli Oscar; ma già da un po' di anni non è che offrissero un'idea tanto precisa circa l'esito degli Acdemy Award e quindi l'interesse nel pubblico è andato vieppiù scemando.

Scorrendo l'elenco dei vincitori di quest'anno viene quindi da chiedersi: si verificherà anche quest'anno un "effetto Nomadland"?

The Power of the Dog-Il Potere del Cane - considerato da alcuni il nuovo Brokeback Mountain - partirà forse da favorito dopo essersi aggiudicato domenica 3 riconoscimenti "pesanti" (miglior film drammatico, miglior regia e miglior attore non protagonista): se il verdetto venisse confermato dall'Academy, Jane Campion diventerebbe la seconda donna consecutiva ad aggiudicarsi la statuetta, dopo Chloé Zhao lo scorso anno, e solo la terza nella storia.

Ma se la cineasta cinese di Eternals non aveva praticamente avuto concorrenti, la sua collega neozelandese dovrà vedersela con un signore di nome Steven Spielberg.

L'autore de Lo Squalo, Indiana Jones e Ready Player One è immarcescibile: il suo rifacimento di West Side Story sarà pure un fiasco al botteghino, ma la critica sta gridando al capolavoro, al punto che molti lo reputano persino superiore all'originale.

Con 3 Globi in dote (miglior film commedia/musicale e migliori attrici), è il secondo favorito nella corsa agli Oscar.

Occorre tuttavia non dare per spacciato il quasi autobiografico in bianco e nero Belfast di Kenneth Branagh, mentre l'ambizioso remake di Dune è uscito ridimensionato nelle proprie aspettative (premio solo per la colonna sonora di Hans Zimmer).



In ottica Oscar, le sfide tra gli attori hanno presentato spunti molto interessanti.

L'irriconoscibile Nicole Kidman di Being the Ricardos e Will Smith sono in rampa di lancio, avendo sbaragliato una concorrenza di ottimo livello.

La diva di Lion (per il quale si guadagnò quella che finora è la sua ultima nomination) si è imposta nella categoria dei film drammatici su quella che da molti è considerata la sua erede, Jessica Chastain, su Olivia Colman (la ricordate in The Favourite?), su Kristen Stewart e sulla favorita della vigilia, l'oscarizzata Lady Gaga.

Il Principe di Bel Air è invece salito al trono diventando Re Richard (ossia il padre delle sorelle Williams, campionesse di tennis) dopo essersela vista con Mahershala Ali e Javier Bardem, ma soprattutto con Denzel Washington e Benedict Cumberbatch.

Chissà tuttavia se il suo futuro, principale rivale arriverà dalla categoria commedie/musical...

Qui si è imposto il già Spider-Man Andrew Garfield (che ha battuto, tra gli altri, nientemeno che Leonardo DiCaprio), suscitando un tripudio nei social.

A proposito di supereroi, la Marvel è tornata a casa a bocca asciutta: detto di Cumberbatch (noto ai più come Doctor Strange), nessun globo è andato alla bellissima miniserie post-Endgame WandaVision.

Dal canto suo, il già Batman Michael Keaton si è aggiudicato il premio come miglior attore in una miniserie/film per la Tv.
Per lui è il secondo riconoscimento in questa kermesse, dopo il trionfo di Birdman qualche anno or sono.

Casa Disney può consolarsi con il premio per il miglior cartone animato: Encanto ha vinto il derby con il "ligure" Luca (un vero peccato per il bel cartoon di Enrico Casarosa).

L'Italia esce delusa anche per la mancata vittoria di Paolo Sorrentino con il suo struggente E' stata la mano di Dio.
La nuova opera dell'autore de La Grande Bellezza ha ceduto il premio per il miglior film straniero al giapponese Drive My Car.

I Golden Globe, quest'anno, hanno provato a presentarsi con una ventata di freschezza: Ariana DeBose (classe 1991), Kodi Smit-McPhee (classe 1996) e soprattutto Rachel Zegler (millennial classe 2001!) hanno vinto rispettivamente come migliore attrice non protagonista, miglior attore non protagonista e migliore attrice di commedie/musical, imponendosi su colleghi molto più noti e affermati (alcuni nomi: Kirsten Dunst; Ben Affleck, Jamie Dornan; Emma Stone, Jennifer Lawrence, Marion Cotillard).

Ecco: far dimenticare gli scandali, puntare sui giovani (senza tralasciare i divi di grande richiamo), proporre delle novità.
Se i Golden Globe vogliono sopravvivere, è meglio che cambino un po' di cose.

Vedremo se basterà.



Etichette: , , , , , , , , , , , , , , ,

mercoledì 1 settembre 2021

VENEZIA 2021. IL GRANDE CINEMA PROVA A RIPARTIRE DAL LIDO




Dall'alto: Denis Villeneuve sul set di Dune; Pedro Almodóvar con il cast di Madres Paralelas; Jane Campion sul set di The Power Of The Dog; Paolo Sorrentino, regista di È stata la mano di Dio.. 


Che l'edizione della Mostra di Venezia numero 78 potesse essere molto promettente lo si era capito già con l'annuncio della giuria, che può fregiarsi dei due registi che hanno trionfato nelle ultime due edizioni degli Oscar: Bong Joon-ho (presidente , autore di Parasite) e Chloé Zhao (suo Nomadland, che l' anno scorso si era aggiudicato anche il Leone d'Oro).

Ma che possa essere memorabile lo si è capito scorrendo il programma.

Il titolo che balza maggiormente all'occhio è Dune (fuori concorso), faraonica trasposizione del romanzo fantascientifico di Frank Herbert, che già nel 1984 David Lynch aveva portato sullo schermo (con tanta visionarietà, poca fortuna e molte polemiche).

Questa volta tocca a Denis Villeneuve - non nuovo a reboot: si veda Blade Runner: 2049 - che può avvalersi di un cast di sicuro impatto, anche tra i giovanissimi (per la presenza di Timothée Chalamet e Zendaya).

Sempre fuori concorso troviamo The Last Duel di Ridley Scott, di ambientazione medioevale, con il ritorno della coppia Matt Damon - Ben Affleck (vincitori di un Oscar in coppia per Will Hunting-Genio Ribelle).

Ad essere sinceri, del regista inglese si aspettava maggiormente House of Gucci, ambiziosa e molto attesa versione dell'omicidio di Maurizio Gucci con Lady Gaga, Adam Driver, Al Pacino, Jeremy Irons, Salma Hayek e Jared Leto: ma tant'è...

Noi siamo molto curiosi per Last Night In Soho di Edgar Wright: il regista di veri e propri cult quali Hot Fuzz, Scott Pilgrim Vs. The World, Baby Driver questa volta si cimenta in un genere per lui nuovo, il thriller/horror.

Sempre al di fuori del concorso troviamo altre opere interessanti: l'ennesimo seguito di Halloween (probabilmente un pretesto per omaggiare Jamie Lee Curtis, Leone d'Oro alla carriera insieme a Roberto Benigni), il western Old Henry, la trasposizione filmica del Premio Strega La Scuola Cattolica di Edoardo Albinati, l'anteprima della serie Tv Stories From A Marriage - tratta dalla serie e dal film omonimi di Ingmar Bergman, con il ritorno della coppia d'oro Jessica Chastain-Oscar Isaac (vi ricordate A Most Violent Year?) -, i documentari su Fabrizio De André, Leonard Cohen, Ezio Bosso, Bruno Corbucci (con Quentin Tarantino, ovviamente).


Segnaliamo nella sezione Orizzonti, che presenta spesso lavori molto meritevoli, Il Paradiso del Pavone di Laura Bispuri, regista dallo sguardo originale.

Vedremo invece come se la cava all'esordio dietro alla macchina da presa la showgirl Simona Ventura: al Lido porta il documentario Le Sette Giornate di Bergamo sulla costruzione di un ospedale durante le prime fasi della pandemia.

Dune a parte, i fiori all'occhiello della Mostra di quest'anno, sono però in concorso.

La kermesse verrà aperta dal nuovo lavoro di Pedro Almodóvar, cineasta che non lasci mai indifferenti e che si cimenta ancora una volta con una storia tutta la femminile, con un cast capitanato da Penélope Cruz: Madres Paralelas, che narra di due madri alle prese con la propria gravidanza inattesa.

Ci sono grandi aspettative riguardo a Spencer, biopic che il cileno Pablo Larraín (già autore di Neruda e soprattutto di Jackie su Jacqueline Bouvier Kennedy) ha dedicato a Lady Diana Spencer: gli occhi saranno puntati tutti sull'interpretazione di Kristen Stewart.

5 sono le donne registe presenti in competizione, ma le piuù attese sono la grande Jane Campion e Maggie Gyllenhaal.

La prima presenta un western con Benedict Cumberbatch, The Power Of The Dog, tratto dall'omonimo romanzo del riscoperto Thomas Savage (il film spingerà a farlo conoscere ad un pubblico maggiore?), che parla di due fratelli in lotta nel Montana degli anni Venti del Novecento.

Anche la seconda, attrice al suo esordio dietro alla macchina da presa, ha scelto di trasporre un libro: questa volta si tratta di La Figlia Oscura di Elena Ferrante (ma perché in inglese è stato reso come The Lost Daughter?).

Nel cast, il Premio Oscar Olivia Colman, Dakota Johnson ( A Bigger Splash) e la nostra Alba Rohrwacher (Coppa Volpi nel 2014).


Nutrita la rappresentanza degli italiani.

Mario Martone presenta Qui Rido Io, incentrato sulla figura di Eduardo Scarpetta, grande attore e autore teatrale e padre naturale di Eduardo, Peppino e Titina De Filippo (non riconosciuti), impersonificato da Toni Servillo.

Interessante sembra Il Buco di Michelangelo Frammartino, sugli scopritori piemontesi della seconda grotta più profonda del mondo, l’Abisso di Bifurto nel Pollino, in Calabria.

E poi ci sono tre film che sono altrettanti assi che ha calato il direttore della Mostra Alberto Barbera.

È stata la mano di Dio è il nuovo lavoro di Paolo Sorrentino ( La Grande Bellezza) ed è una sorta di autobiografia dell'autore, colpito in giovinezza da un grave lutto.

America Latina è il terzo lungometraggio di Damiano e Fabio D'Innocenzo, a un solo anno dall'acclamato Favolacce.

Riserbo, finora, sulla trama; la presenza di Elio Germano promette bene, quella del comico ligure Maurizio Lastrico incuriosisce.

Quello che alla vigilia si presenta come il film più rutilante della rassegna è Freaks Out, opera seconda di Gabriele Mainetti su un gruppo di fenomeni da baraccone durante la Seconda Guerra Mondiale.

Aspettiamo al varco il regista romano "di genere" per vedere se riuscirà a bissare il successo di Lo Chiamavano Jeeg Robot (noi speriamo di sì).

Insomma, da 10 anni Alberto Barbera porta al Lido film strepitosi - citiamo, tra gli altri, The Master, Gravity, Birdman, Spotlight, La La Land, Animali Notturni, La Battaglia di Hacksaw Ridge, La Forma dell'Acqua, Tre Manifesti a Ebbing, Missouri, First Man, La Ballata di Buster Scruggs, La Favorita, Roma, Opera senza Autore, A Star Is Born, Joker, Nomadland.

Le premesse ci sono tutte affinché anche stavolta i riflettori del mondo cinematografico siano puntati sul capoluogo veneto: il cinema ha bisogno di un grande rilancio per superare la crisi pandemica e questa edizione della Mostra di Venezia potrebbe portare quell'entusiasmo che tanto serve per rilanciare il settore.

Viva il cinema! Viva Venezia!


Etichette: , , , , , , , , , , , , , , , ,

martedì 5 maggio 2020

I CLASSICI: X-MEN-DARK PHOENIX, NO WOLVIE NO PARTY

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2019
114'
Regia: Simon Kinberg
Interpreti: Sophie Turner, James McAvoy, Jessica Chastain, Michael Fassbender, Jennifer Lawrence, Nicholas Hoult, Tye Sheridan, Evan Peters, Alexandra Shipp, Chris Claremont (non accreditato).


1992, qualche anno dopo gli eventi narrati in X-Men: Apocalisse.
Durante una missione di salvataggio nello spazio, Jean Grey (Turner) assorbe accidentalmente una potentissima entità extraterrestre che amplifica i suoi poteri mutanti.

Trasformatasi in Fenice Nera, la giovane X-Woman diventa una minaccia per i suoi compagni e per il mondo intero, ancor più nel momento in cui l'algida aliena Vuk (Chastain) cerca di reclutarla per i propri scopi.

Riusciranno Xavier (McAvoy) - con l'aiuto del solito nemico-amico Magneto (Fassbender) - e i suoi ragazzi a neutralizzare queste minacce e salvare Jean?






2000: X-Men
2003: X-Men 2
2006: X-Men-Conflitto Finale
2011: X-Men-L'Inizio
2014: X-Men-Giorni di un Futuro Passato
2016: X-Men-Apocalisse
[Nota: di tutti potete leggere la nostra recensione.]

Dopo quasi 20 anni, la lunga saga dei supereroi mutanti termina qui.
Si tratta di un momento storico, perché l'originale X-Men era stato la scintilla che aveva dato vita alla fortunatissima serie di lungometraggi Marvel che ha avuto il proprio acme con l'epico Avengers: Endgame (da noi inserito tra i migliori film del decennio).

Proprio Endgame era uscito l'anno scorso, solo un paio di mesi prima della pellicola che vi stiamo recensendo.
Risultato di tale accavallamento? Uno è diventato il film che ha incassato di più nella storia del cinema, l'altro si è rivelato un flop.

Un insuccesso non del tutto ingiustificato, purtroppo.
La causa principale è - ça va sans dire - l'assenza dell'attore di punta della serie, Hugh Jackman.

Come sappiamo, il divo australiano ha lasciato (definitivamente?) i panni di Wolverine dopo Logan, ultima parte della trilogia dedicata all'eroe artigliato, per dedicarsi a tempo pieno a commedie e musical (con ottimi risultati, peraltro: vedere - e ascoltare - per credere Les Misérables e The Greatest Showman).
Decisione rispettabilissima, ma un film degli X-Men senza Wolverine ricorda un po' gli episodi di Star Wars senza Han Solo.






Ma questo non è, ahinoi, l'unico difetto di X-Men: Dark Phoenix.
L'esordiente Kinberg - sceneggiatore di lungo corso della saga, promosso alla regia dopo il chiaccherato defenestramento di Bryan Singer - fatica a tenere insieme una materia narrativa frammentata dai troppi tagli al montaggio (la pellicola dura insolitamente meno di 2 ore) e dal travagliato reshoot del terzo atto.

Come per diversi dei capitoli precedenti, la trama mantiene solo lo spunto della storia fumettistica d'origine (a proposito, occhio al cameo alla Stan Lee del suo co-ideatore Chris Claremont) per poi discostarsene quasi completamente.

A risentire di queste sconnessioni è soprattutto il cast femminile.
A Sophie Turner (Il Trono di Spade), benché sia la protagonista, viene lasciato paradossalmente poco spazio, mentre la premio Oscar Jennifer Lawrence finisce per essere semplicemente uno specchietto per le allodole.

E che dire di Jessica Chastain?
La diva di The Tree of Life, Zero Dark Thirty e Woman Walks Ahead ha accettato di interpretare qui l'antagonista dopo aver rifiutato parti di rilievo in Iron Man 3 e Ant-Man.

Mal gliene incolse: penalizzata persino da un trucco maldestro, la nostra recita distrattamente e sembra un pesce fuor d'acqua.
Un vero peccato per un'attrice cui avevamo sempre riconosciuto, oltre al talento innato, anche l'accortezza nella scelta dei propri ruoli.






Va meglio il reparto maschile, dove ai veterani McAvoy (già con Jessica nel sottovalutato The Disappearance of Eleanor Rigby) e Fassbender (vedere 12 Anni Schiavo) si contrappongono i promettenti Hoult (quasi irriconoscibile in Mad Max: Fury Road) e Sheridan (era il protagonista di Ready Player One).

Tra i soliti roboanti effetti speciali e qualche ammiccamento alla Distinta Concorrenza (la scena finale ricalca quella de Il Cavaliere Oscuro-Il Ritorno), Dark Phoenix non è la conclusione che ci si augurava per la serie.
Ma che cosa succederà adesso agli X-Men?

La Disney ne ha comprato i diritti dalla Fox, quindi si presume che entreranno finalmente a far parte del Marvel Cinematic Universe.
A quel punto ci sarebbe un azzeramento totale e tutte le possibilità sarebbero sul tavolo.

Persino il ritorno di Wolverine?
Anzi, di Hugh Jackman?




Etichette: , , , , , , , , , , , , , , ,

venerdì 15 novembre 2019

GLI INEDITI: WOMAN WALKS AHEAD, QUANDO HOLLYWOOD FA L'INDIANA

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2017
101'
Regia: Susanna White
Interpreti: Jessica Chastain, Michael Greyeyes, Sam Rockwell, Ciarán Hinds, Chaske Spencer, Bill Camp, Michael Nouri.


Catherine Weldon (Chastain), intraprendente pittrice di successo rimasta vedova, decide di andare nel territorio dei Dakota per cercare di convincere il celebre capo indiano Toro Seduto (Greyeyes) a farsi fare un ritratto.

I due instaureranno un rapporto di fiducia e rispetto e si sosterranno a vicenda in decisioni che cambieranno le loro vite.






Presentato in anteprima mondiale nel 2017 al Toronto International Film Festival, Woman Walks Ahead, pur avendo ottenuto buone recensioni, ha dovuto aspettare quasi un anno prima di uscire nei cinema americani - e per di più in un numero limitato di sale.

In Italia, invece, la pellicola non ha trovato distribuzione ed ad oggi risulta ancora inedita.
Peccato, anche perché presenta diversi spunti interessanti.

Innanzitutto, fa conoscere - sebbene con qualche libertà e in modo un po' romanzato - un personaggio storico poco conosciuto ma per nulla ordinario come Caroline Weldon (perché nel film è diventata Catherine?), pittrice e poi confidente, segretaria e avvocata del leggendario capo indiano Toro Seduto, nonché attivista per i diritti dei nativi americani.

Ad incarnarla, una delle migliori attrici in circolazione, attivista a sua volta, e pupilla del nostro blog: Jessica Chastain.

La straordinaria interprete di tanti bei film - tra questi, vale la pena citare Wilde Salomé, The Tree of Life, Coriolanus, Texas Killing Fields, Zero Dark Thirty (per la quale ricevette una nomination agli Oscar come migliore attrice protagonista), The Disappearance of Eleanor Rigby, Interstellar, A Most Violent Year, Sopravvissuto-The Martian - anche in questo caso dimostra la sua bravura e il suo magnetismo.

In realtà proprio le prove attoriali sono il punto di forza del film.

Accanto alla Chastain troviamo infatti Sam Rockwell, che nel 2018 ha vinto un meritatissimo premio Oscar come migliore attore non protagonista.
Certo, il suo personaggio qui non è complesso e sfaccettatto come quello di Tre Manifesti a Ebbing, Missouri, però riesce comunque a lasciare il segno.

Una rivelazione è invece Michael Greyeyes, ottimo nel rappresentare la fisicità, la dignità, l'umanità e il carisma di Toro Seduto.
Speriamo di vederlo ancora in altri film, magari in ruoli non da indiano.

Il problema degli interpreti nativi americani è quello di non trovare molte parti al di fuori di caratterizzazioni "etniche"; e in un periodo nel quale si chiede a gran voce di dare rappresentanza a Hollywood anche alle cosiddette minoranze, questa ghettizzazione non ha più senso.

Ben venga, quindi, l'Oscar alla carriera, annunciato quest'anno, per Wes Studi - in compagnia di David Lynch e della nostra Lina Wertmüller, nonché di Geena Davis (sebbene quest'ultimo riconoscimento sia per l'impegno umanitario) -, interprete di Balla coi Lupi, L'Ultimo dei Mohicani, Heat-La Sfida, Geronimo, Street Fighter, The New World, Avatar, e sono incoraggianti le carriere "oltre lo stereotipo" di Graham Greene (Balla coi Lupi, Cuore di Tuono, Maverick, Die Hard, Il Miglio Verde, The Twilight Saga: New Moon), Gil Birmingham ( Hell or High Water) e anche dell'effimero teen idol Taylor Lautner (uno dei protagonisti principali della saga Twilight).

Ma non basta e molto deve essere ancora fatto - anche in relazione alla rappresentanza femminile (avete mai sentito parlare di attrici di origine indiana d'America? No? Praticamente neppure noi).

Perché esistano ancora riserve nei confronti degli attori nativi americani nell'ormai variegato mondo del cinema è un mistero ancora da risolvere.




Etichette: , , , , , , , , , , , ,

domenica 7 gennaio 2018

GOLDEN GLOBE 2018. LE NOMINATION

(La locandina della 75a edizione dei Golden Globe) 


Come le scorse edizioni hanno evidenziato, quella dei Golden Globe è una rassegna che si sta rivelando più equilibrata e coerente rispetto alla sempre più deludente Notte degli Oscar, da anni inficiata da cerchiobottismo e politically correct.

Se da un lato è pur vero che i premi assegnati dalla stampa estera distinguono in categoria "commedia" e categoria "drammatico", riuscendo quindi ad accontentare un po' tutti, dall'altro c'è da riconoscere che il metro di giudizio pare essere stato finora puramente qualitativo, come dovrebbe essere per ogni competizione cinematografica.

A proposito di qualità, anche quest'anno la rosa dei nominati - con qualche eccezione - non delude le aspettative.






Inziando dai film drammatici (quelli tradizionalmente più considerati), sembrerebbe esserci una sfida a 3: l'acclamatissimo The Shape of Water di Guillermo del Toro (già Leone d'Oro a Venezia a furor di popolo) contro l'epico Dunkirk di Christopher Nolan, con The Post dell'immarcescibile Steven Spielberg come possibile outsider.

Come commedia/musical, invece, The Greatest Showman con l'ex Wolverine Hugh Jackman potrebbe avere qualche chance, ma occhio all'ubiquo James Franco - storico "amico" di CINEMA A BOMBA! dai tempi di Venezia 2011 - che concorre nella doppia veste di attore e regista (con The Disaster Artist).
Tuttavia i favoriti da battere sono due esordi, i super acclamati dalla critica Lady Bird di Greta Gerwig e Get Out/Scappa (chiamatelo horror, film di denuncia, di critica sociale; ma commedia...) di Jordan Peele.

Sorpresa, in lizza ci sono anche due italiani!
Luca Guadagnino - che conosciamo per A Bigger Splash - è in corsa con Call Me By Your Name, Paolo Virzì con Ella & John (per la prova recitativa di Helen Mirren).
In verità le loro probabilità di vittoria sono scarse, però mai dire mai.






Scorrendo la lista dedicata ad attrici e attori, si nota l'ennesima presenza della sottovalutatissima Jessica Chastain: la splendida quarantenne, già "globizzata" nel 2013 per Zero Dark Thirty, ci riprova con Molly's Game, ma deve affrontare una concorrenza agguerritissima nella categoria drammatica (la Hawkins e la McDormand sono molto quotate, per tacere dell'immortale Meryl Streep, giunta alla 31a candidatura!).

Per ciò che riguarda le commedie, Saoirse Ronan (si pronuncia, più o meno, "serscia ronan"; allenatevi: la ragazza ha un grande futuro davanti a sé e ne sentiremo ancora parlare) parte strafavorita, ma dovrà vedersela con Margot Robbie (sì, proprio la bionda di The Wolf of Wall Street e Suicide Squad).

Sul fronte maschile, Daniel Day-Lewis - l'unico attore ad aver mai vinto 3 Oscar come protagonista, l'ultimo nel 2013 per Lincoln - ha annunciato il proprio ritiro dalle scene dopo aver girato Il Filo Nascosto.
Nuovo Globo e magari anche nuovo Oscar in arrivo per lui?
Gary Oldman permettendo...

Decisamente più equilibrata la sfida nelle commedie: potrebbe vincere chiunque, sebbene il già citato James Franco si presenti leggermente favorito.

Tra attori/attrici non protagonisti segnaliamo la presenza di Christopher Plummer per Tutti i Soldi del Mondo.

Piuttosto bizzarra la selezione dell'ultima pellicola di Ridley Scott, ormai celeberrima per la defenestrazione di Kevin Spacey a film già ultimato (a causa dello scandalo delle molestie sessuali scoperchiato recentemente), rimpiazzato in fretta e furia proprio dal collega più anziano: 3 nomination sulla fiducia, visto che al momento dell'annuncio essa doveva ancora uscire al cinema!

Tra queste, anche quella per la regia dello stesso Scott, che ha dovuto rigirare le scene con Plummer a tempo di record: una performance notevole per qualsiasi cineasta; figuratevi per un ottantenne...

Nella categoria dovrà vedersela con il leggendario Steven Spielberg e con i talentuosi Guillermo del Toro, Christopher Nolan (favorito), Martin McDonagh: sfida avvincente!

Tuttavia spicca l'assenza delle donne - ricordiamo che il 2017 è stato l'anno della consacrazione di Patty Jenkins (acclamata regista di Wonder Woman), nonché di Greta Gerwig (Lady Bird) e Dee Rees (la produzione Netflix Mudbound) - mentre Angelina Jolie, per essere considerata, ha dovuto presentare il suo film sotto la bandiera cambogiana (e quindi tra quelli in lingua straniera).

Un'altra assenza grave è quella delle pellicole supereroistiche: non solo la succitata Wonder Woman, ma pure Spider-Man: Homecoming e Justice League sono rimaste a secco di candidature.
E pensare che l'anno scorso Deadpool ne aveva ottenute due...

Come ogni anno, qui sotto potete trovate la lista delle candidature principali insieme a qualche link sfizioso.
E via coi pronostici!






MIGLIOR FILM DRAMMATICO
Chiamami col tuo nome (Call Me by Your Name), regia di Luca Guadagnino
Dunkirk, regia di Christopher Nolan
The Post, regia di Steven Spielberg
La forma dell'acqua - The Shape of Water (The Shape of Water), regia di Guillermo del Toro
Tre manifesti a Ebbing, Missouri (Three Billboards Outside Ebbing, Missouri), regia di Martin McDonagh

MIGLIOR FILM COMMEDIA O MUSICALE
The Disaster Artist, regia di James Franco
Scappa - Get Out (Get Out), regia di Jordan Peele
The Greatest Showman, regia di Michael Gracey
I, Tonya, regia di Craig Gillespie
Lady Bird, regia di Greta Gerwig

MIGLIOR REGISTA
Guillermo del Toro - La forma dell'acqua - The Shape of Water (The Shape of Water)
Martin McDonagh - Tre manifesti a Ebbing, Missouri (Three Billboards Outside Ebbing, Missouri)
Christopher Nolan - Dunkirk
Ridley Scott - Tutti i soldi del mondo (All the Money in the World)
Steven Spielberg - The Post

MIGLIORE ATTRICE IN UN FILM DRAMMATICO
Jessica Chastain - Molly's Game
Sally Hawkins - La forma dell'acqua - The Shape of Water (The Shape of Water)
Frances McDormand - Tre manifesti a Ebbing, Missouri (Three Billboards Outside Ebbing, Missouri)
Meryl Streep - The Post
Michelle Williams - Tutti i soldi del mondo (All the Money in the World)

MIGLIORE ATTORE IN UN FILM DRAMMATICO
Timothée Chalamet - Chiamami col tuo nome (Call Me by Your Name)
Denzel Washington - Roman J. Israel, Esq.
Tom Hanks - The Post
Daniel Day-Lewis - Il filo nascosto (Phantom Thread)
Gary Oldman - L'ora più buia (Darkest Hour)

MIGLIORE ATTRICE IN UN FILM COMMEDIA O MUSICALE
Judi Dench - Vittoria e Abdul (Vittoria & Abdul)
Margot Robbie - I, Tonya
Saoirse Ronan - Lady Bird
Emma Stone - La battaglia dei sessi (Battle of the Sexes)
Helen Mirren - Ella & John - The Leisure Seeker (The Leisure Seeker)

MIGLIORE ATTORE IN UN FILM COMMEDIA O MUSICALE
Steve Carell - La battaglia dei sessi (Battle of the Sexes)
Ansel Elgort - Baby Driver - Il genio della fuga (Baby Driver)
James Franco - The Disaster Artist
Hugh Jackman - The Greatest Showman
Daniel Kaluuya - Scappa - Get Out (Get Out)

MIGLIOR FILM DI ANIMAZIONE
Baby Boss (The Boss Baby), regia di Tom McGrath
The Breadwinner, regia di Nora Twomey
Coco, regia di Lee Unkrich e Adrian Molina
Ferdinand, regia di Carlos Saldanha
Loving Vincent, regia di Dorota Kobiela e Hugh Welchman

MIGLIOR FILM STRANIERO
Una donna fantastica (Una mujer fantástica), regia di Sebastián Lelio (Cile)
Per primo hanno ucciso mio padre (First They Killed My Father), regia di Angelina Jolie (Cambogia)
Oltre la notte (Aus dem Nichts), regia di Fatih Akın (Germania)
Loveless, regia di Andrej Zvjagincev (Russia)
The Square, regia di Ruben Östlund (Svezia)

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
Mary J. Blige - Mudbound
Hong Chau - Downsizing - Vivere alla grande (Downsizing)
Allison Janney - I, Tonya
Laurie Metcalf - Lady Bird
Octavia Spencer - La forma dell'acqua - The Shape of Water (The Shape of Water)

MIGLIORE ATTORE NON PROTAGONISTA
Willem Dafoe - The Florida Project
Armie Hammer - Chiamami col tuo nome (Call Me by Your Name)
Richard Jenkins - La forma dell'acqua - The Shape of Water (The Shape of Water)
Sam Rockwell - Tre manifesti a Ebbing, Missouri (Three Billboards Outside Ebbing, Missouri)
Christopher Plummer - Tutti i soldi del mondo (All the Money in the World)

MIGLIORE SCENEGGIATURA
Guillermo del Toro e Vanessa Taylor - La forma dell'acqua - The Shape of Water (The Shape of Water)
Greta Gerwig - Lady Bird
Liz Hannah e Josh Singer - The Post
Martin McDonagh - Tre manifesti a Ebbing, Missouri (Three Billboards Outside Ebbing, Missouri)
Aaron Sorkin - Molly's Game

MIGLIORE COLONNA SONORA ORIGINALE
Carter Burwell - Tre manifesti a Ebbing, Missouri (Three Billboards Outside Ebbing, Missouri)
Alexandre Desplat – La forma dell'acqua - The Shape of Water (The Shape of Water)
Jonny Greenwood – Il filo nascosto (Phantom Thread)
John Williams – The Post
Hans Zimmer – Dunkirk

MIGLIORE CANZONE ORIGINALE
Home - Ferdinand (Nick Jonas)
Mighty River - Mudbound (Mary J. Blige)
Remember Me - Coco (Miguel)
The Star - The Star-Gli eroi del Natale (Mariah Carey)
This Is Me - The Greatest Showman (Keala Settle)




Etichette: , , , , , , , , , , , , , , ,