CINEMA A BOMBA!

mercoledì 9 marzo 2022

OSCAR 2022. NOMINATION: ATTRICI E ATTORI



Sapete, a livello statistico, quale post del nostro annuale Speciale Oscar è tradizionalmente più apprezzato e letto?
Indovinato: quallo relativo alle/agli interpreti!

Se il recente verdetto dei Golden Globe può dare un'idea di chi parta in vantaggio nella corsa alle statuette, a questo giro le scelte dell'Academy potrebbero non risultare affatto scontate.

La "sfida del secolo" è ovviamente quella tra due dive tra le nostre preferite in assoluto: l'australiana Nicole Kidman (già memorabile in Bombshell) e colei che molti considerano la sua erede, Jessica Chastain.
La prima è leggermente favorita; la seconda è alla terza nomina, dopo due "scippi" clamorosi e ingiusti (nel 2012 e nel 2013, ricordate?).
Questa sarà la volta buona?

Entrambe dovranno guardarsi dall'ex vampira Kristen Stewart (quotatissima grazie al proprio ritratto di Lady Diana Spencer nell'omonimo biopic), mentre le già oscarizzate Olivia Colman e Penelope Cruz fungono da outsider.

Tra le non protagoniste, i riflettori sono puntati su Ariana DeBose: attrice afro, ma di lontane origini italiane, è in lizza col nuovo West Side Story firmato Steven Spielberg (la sua compagna di pellicola Rachel Zegler non è invece riuscita ad ottenere la candidatura, benché entrambe siano state incensate coi Globes).

A contenderle la stauetta ci sono Kristen Dunst (quanto tempo è passato dai primi Spider-Man!) e soprattutto Aunjanue Ellis, in gara con un'altra opera biografica, incentrata sulla vera storia delle sorelle Williams, campionesse di tennis.

Per lo stesso film sportivo potrebbe fare il bis un ex Principe (di Bel Air) diventato King (Richard).
Stiamo parlando ovviamente di Will Smith, ma la star di Independence Day e Suicide Squad si trova sul cammino due colleghi britannici pronti a dargli filo da torcere: da un lato Andrew Garflied, dall'altro Benedict Cumberbatch.

L'ex (?) Spider-Man ha raccolto il plauso della critica internazionale col musicale Tick, Tick... Boom! (l'ennesimo biopic in concorso), mentre il Dottor Strange - che avevamo incontrato a Venezia un po' di anni fa, per chi se lo fosse dimenticato - gareggia col favoritissimo Il Potere del Cane.

E proprio in merito allo psico-western diretto da Jane Campion, va registrato un derby fratricida tra comprimari: Kodi Smit-McPhee (un Globo d'Oro anche per lui a gennaio) contro il collega Jesse Plemons.
Ma tra i due litiganti il terzo potrebbe godere, e questi potrebbe forse essere J.K. Simmons, già oscarizzato per il bellissimo Whiplash.

Insomma, le quattro competizioni sembrano sulla carta abbastanza equilibrate.
Chi la spunterà?
Leggete tutte le nomination qui sotto e scatenatevi coi pronostici!


Migliore attrice protagonista
Nicole Kidman - A Proposito dei Ricardo
Jessica Chastain - Gli Occhi di Tammy Faye
Olivia Colman - La Figlia Oscura
Penélope Cruz - Madres Paralelas
Kristen Stewart - Spencer


Migliore attore protagonista
Javier Bardem - A Proposito dei Ricardo
Benedict Cumberbatch - Il Potere del Cane
Andrew Garfield - Tick, Tick... Boom!
Will Smith - Una Famiglia Vincente (King Richard)
Denzel Washington - Macbeth


Migliore attrice non protagonista
Jessie Buckley - La Figlia Oscura
Ariana DeBose - West Side Story
Judi Dench - Belfast
Kirsten Dunst - Il Potere del Cane
Aunjanue Ellis - Una Famiglia Vincente (King Richard)


Migliore attore non protagonista
Ciarán Hinds - Belfast
Troy Kotsur - I Segni del Cuore
J.K. Simmons - A Proposito dei Ricardo
Jesse Plemons - Il Potere del Cane
Kodi Smit-McPhee - Il Potere del Cane


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domenica 12 settembre 2021

VENEZIA 2021. IL RILANCIO DEL CINEMA PARTE DALLE DONNE?







Dall'alto: Audrey Diwan con il Leone d'Oro; Jane Campion premiata come migliore regista; il discorso di ringraziamento di Paolo Sorrentino; Michelangelo Frammartino solleva il Premio Speciale della Giuria. 




Sorpresa: a vincere la 78a edizione della Mostra del Cinema di Venezia sono state le donne.

Il Leone d'Oro infatti è stato assegnato al film L'Evénement - storia di un aborto nella Francia anni Sessanta - della regista d'Oltralpe di origini libanesi Audrey Diwan.

Ma non solo: il premio per la migliore regia è andato alla veterana Jane Campion - che al Lido ha portato l'acclamato western The Power of the Dog -, mentre quello per la sceneggiatura se l'è preso l'esordiente Maggie Gyllenhaal - la celebre attrice, sorella di Jake Gyllenhaal, ha adattato per il grande schermo un romanzo di Elena Ferrante.

Tra le attrici si è imposta Pénelope Cruz (sconfitta Kristen Stewart, data tra le favorite della vigilia), che ha sbaragliato in glamour i colleghi maschi: tra gli attori si è imposto il filippino John Arcilla, che ha battuto la concorrenza, tra gli altri, dei più quotati e famosi Toni Servillo e Benedict Cumberbatch.

L'Italia esce bene dalla cerimonia di premiazione, sebbene rimanga l'amaro in bocca per la mancata affermazione di Paolo Sorrentino.

Il suo applauditissimo E' stata la mano di Dio si è dovuto accontentare del Leone d'Argento-Gran Premio della Giuria e del riconoscimento a Filippo Scotti come miglior attore emergente.

La sorpresa maggiore della serata, per il nostro Paese, è stata la premiazione di Michelangelo Frammartino per il suo interessante Il Buco, Premio Speciale della Giuria.

Gli sconfitti di questa edizione della Mostra non dovrebbero prendersela più di tanto, però: la qualità media si è dimostrata piuttosto alta, grazie ad un'attenta e azzeccata selezione delle pellicole effettuata da Alberto Barbera & C.

E in fondo le scelte di una giuria sono pur sempre scelte personali.

Rispetto agli anni scorsi, è difficile pensare che il film che ha conquistato il Leone d'Oro quest'anno possa avere chance da Oscar (com'era successo agli ultimi vincitori: La Forma dell'Acqua, Roma, Joker, Nomadland).

Tuttavia la voglia di rilanciare i film nelle sale ha spinto le grandi case di produzione a proporre al Lido opere ambiziose, alcune delle quali - pensiamo a Dune di Denis Villeneuve, Spencer di Pablo Larraín, The Last Duel di Ridley Scott, Last Night in Soho di Edgar Wright, The Power of the Dog di Jane Campion, The Last Daughter di Maggie Gyllenhaal, The Card Counter di Paul Schrader, Madres paralelas di Pedro Almodóvar, E' stata la mano di Dio di Paolo Sorrentino, Freaks Out di Gabriele Mainetti, America Latina dei fratelli D'Innocenzo, La Scuola Cattolica di Stefano Mordini - potrebbero avere appena iniziato la loro strada verso altri traguardi importanti e prestigiosi.

Abbiamo come l'impressione che di molte di queste sentiremo ancora parlare a lungo.

E il nostro augurio è che da Venezia divampi la voglia di tornare a vedere un bel film al cinema.

Sarebbe il risultato più significativo che questa notevole edizione della Mostra del Cinema possa raggiungere.

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sabato 11 settembre 2021

VENEZIA 2021. I VINCITORI

La locandina della 78a edizione della Mostra del Cinema di Venezia. 




La giuria - capitanata dal regista di Parasite Bong Joon-ho, regista (Corea del Sud) e comprendente anche i colleghi Chloé Zhao ( Nomadland), Alexander Nanau, Saverio Costanzo e le attrici Virginie Efira, Cynthia Erivo, Sarah Gadon - si è espressa.

Ecco i vincitori della 78a edizione della Mostra Internazionale di Arte Cinematografica di Venezia.

A breve le nostre reazioni.



Leone d'oro al miglior film: L'Événement, regia di Audrey Diwan (Francia)

Leone d'argento - Gran premio della giuria: È stata la mano di Dio, regia di Paolo Sorrentino (Italia)

Leone d'argento per la miglior regia: Jane Campion, per The Power of the Dog

Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile: Penélope Cruz, per Madres paralelas, regia di Pedro Almodóvar (Spagna)

Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile: John Arcilla, per On the Job 2: The Missing 8, regia di Erik Matti (Filippine)

Premio Osella per la migliore sceneggiatura: Maggie Gyllenhaal, per The Lost Daughter, regia di Maggie Gyllenhaal (Israele, Stati Uniti d'America)

Premio speciale della giuria: Il buco, regia di Michelangelo Frammartino (Italia, Germania, Francia)

Premio Marcello Mastroianni ad un attore o attrice emergente: Filippo Scotti, per È stata la mano di Dio

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