CINEMA A BOMBA!

domenica 10 ottobre 2021

DUNE, LE NOUVEAU PARFUM BY DENIS VILLENEUVE

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 



USA/Ungheria/Canada, 2021
155'
Regia: Denis Villeneuve
Interpreti: Timothée Chalamet, Rebecca Ferguson, Oscar Isaac, Zendaya, Josh Brolin, Jason Momoa, Stellan Skarsgård, Dave Bautista, Charlotte Rampling, Javier Bardem


Arrakis (detto Dune) è un pianeta desolato, arido, popolato da vermoni giganteschi e voraci e dal selvaggio e fiero popolo dei Fremen.

Ma è anche pieno di spezia, una sostanza necessaria per i viaggi interstellari e quindi di vitale importanza per l'impero intergalattico.

Per volere dell'Imperatore, lo sfruttamento del pianeta passa dalla crudele casata degli Harkonnen - guidata dal Barone Vladimir (Skarsgård) e dal suo braccio destro Rabban (Bautista) - a quella degli Atreides.

Questa è composta dal Duca Leto (Isaac), dalla moglie Lady Jessica (Ferguson) - che fa parte della misteriosa sorellanza delle Bene Gesserit - e dal loro gracile erede Paul (Chalamet), che fa strani sogni ricorrenti nei quali vede una ragazza Fremen (Zendaya) e terribili avveninenti (probabilmente futuri).

Tale decisione porterà ad una sanguinosa guerra tra le due famiglie, tra intrighi di potere, interessi economici, rivalità personali.

La popolazione locale, intanto, pensa che finalmente sia giunto il salvatore che li libererà dalla schiavitù.



Presentato in anteprima alla 78a Mostra del Cinema di Venezia - dove era il titolo più atteso della vigilia - Dune è l'adattamento cinematografico del noto omonimo romanzo di fantascienza di Frank Herbert, parte di una fortunata saga.

Per molti anni l'opera di Herbert è stata considerata infilmabile, sia per il numero di effetti speciali che sarebbero stati necessari per ricrearne l'articolato mondo, sia per la complessità della trama e per il numero di personaggi, sia sulla difficoltà di rendere i tanti monologhi interiori che ne caratterizzano la narrazione.

A cimentarsi nella (difficile) trasposizione per il grande schermo del complesso libro ci avevano già provato Alejandro Jodorowsky nel 1975 - con un visionario e ambizioso progetto che purtroppo non vide mai la luce e che avrebbe dovuto contare sulla presenza di Salvador Dalì, Mick Jagger e Orson Welles come attori e del disegnatore Moebius e dei Pink Floyd come collaboratori; ne rimane solo uno storyboard e un documentario che ne parla - e David Lynch - che nel 1984 ne firmò una versione non particolarmente fedele, massacrata dagli interventi della produzione e che si rivelò un flop al botteghino (salvo poi assumere negi anni lo status di cult).

La serie di libri è stata comunque costante fonte di ispirazione per diversi autori - tra i quali George Lucas per il suo storico Star Wars e per la conseguente saga di successo, che ha attinto ai romanzi e ai disegni preparatori del Dune di Jodorowsky.

Villeneuve aveva in mente già da tempo idee per trasferire sullo schermo lo spirito e l'immaginario dei romanzi herbertiani, da lui molto apprezzati.

Il risultato è un film tutto sommato fedele al materiale originario, sebbene limitato ad una parte del primo romanzo della saga e con qualche limite.

La descrizione del fantasioso mondo di Dune occupa gran parte del film: molto suggestiva e affascinante, attenta anche ai minimi particolari, essa però rallenta la narrazione, già caratterizzata da scarni dialoghi e lunghi silenzi (intendiamoci: questi non sono necessariamente dei difetti), con lunghi piani sequenza.

Le ripetute immagini di tramonti e albe nel deserto, poi, con vesti svolazzanti e il volto glam di una Zendaya con insoliti occhi azzurri, danno a lungo andare l'impressione quasi di trovarsi di fronte ad una insistente pubblicità di profumi.

La colonna sonora di Hans Zimmer è straniante e ricorda quella "industriale" di Ludwig Göransson per Tenet, non risultando tuttavia eccessivamente invadente.

La fotografia, la scenografia e i costumi sono sontuosi, adatti ad un kolossal come questo.

Per ciò che concerne gli attori, paradossalmente Brolin e Momoa sarebbero stati quasi perfetti a personaggi invertiti; ma per il resto, il cast è azzeccato.

Chalamet si dimostra una buona scelta, come protagonista (era stato efficace anche in Interstellar); Isaac è molto espressivo (ma che sia anche bravo lo sappiamo già: si veda A Most Violent Year), Ferguson fin troppo (non è un bene); Zendaya (ricordate gli Spider-Man con Tom Holland?), Rampling e Bardem sono incisivi, ma compaiono poco; Skarsgård e Bautista sono cattivi piuttosto convincenti.

La versione del regista canadese è forse meno mistica e lisergica rispetto all'originale letterario, ma presenta comunque stimolanti agganci con la contemporaneità: la crisi climatica, lo sfruttamento delle risorse e del lavoro, il potere invasivo di gruppi economici sempre più ricchi, la manipolazione delle menti, i giochi di potere, la dipendenza sempre più necessaria (o patologica?) dalla tecnologia...

Dune è un Villeneuve al 100%, nel bene e nel male: egli è uno dei registi più ricchi di immaginazione, più dotati di talento in circolazione, capace di utilizzare al meglio gli effetti speciali e di costruire scene di sicuro impatto, nonché di stimolare riflessioni non banali sul nostro mondo; i suoi film però sono lenti, con poco ritmo e pochissime battute di alleggerimento, e richiedono molta concentrazione e attenzione - si vedano Arrival e Blade Runner 2049.

Insomma, non lo consiglieremmo a chi al cinema cerca intrattenimento facile e ritmo forsennato.

Per quel che riguarda un giudizio complessivo sul film che stiamo recensendo, beh, in tutta onestà, considerato la mancanza di finale che lascia sospesa la trama, aspettiamo di vederne il seguito, che speriamo si faccia, per valutare per intero se il progetto di Villeneuve sia una grandiosa e memorabile operazione cinefila, il riuscito omaggio di un fan ad una saga letteraria amata, oppure un coraggioso ma deludente tentativo di adattare per il cinema l'intricatissimo mondo di Frank Herbert.

Vedremo (speriamo presto).



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domenica 12 settembre 2021

VENEZIA 2021. IL RILANCIO DEL CINEMA PARTE DALLE DONNE?







Dall'alto: Audrey Diwan con il Leone d'Oro; Jane Campion premiata come migliore regista; il discorso di ringraziamento di Paolo Sorrentino; Michelangelo Frammartino solleva il Premio Speciale della Giuria. 




Sorpresa: a vincere la 78a edizione della Mostra del Cinema di Venezia sono state le donne.

Il Leone d'Oro infatti è stato assegnato al film L'Evénement - storia di un aborto nella Francia anni Sessanta - della regista d'Oltralpe di origini libanesi Audrey Diwan.

Ma non solo: il premio per la migliore regia è andato alla veterana Jane Campion - che al Lido ha portato l'acclamato western The Power of the Dog -, mentre quello per la sceneggiatura se l'è preso l'esordiente Maggie Gyllenhaal - la celebre attrice, sorella di Jake Gyllenhaal, ha adattato per il grande schermo un romanzo di Elena Ferrante.

Tra le attrici si è imposta Pénelope Cruz (sconfitta Kristen Stewart, data tra le favorite della vigilia), che ha sbaragliato in glamour i colleghi maschi: tra gli attori si è imposto il filippino John Arcilla, che ha battuto la concorrenza, tra gli altri, dei più quotati e famosi Toni Servillo e Benedict Cumberbatch.

L'Italia esce bene dalla cerimonia di premiazione, sebbene rimanga l'amaro in bocca per la mancata affermazione di Paolo Sorrentino.

Il suo applauditissimo E' stata la mano di Dio si è dovuto accontentare del Leone d'Argento-Gran Premio della Giuria e del riconoscimento a Filippo Scotti come miglior attore emergente.

La sorpresa maggiore della serata, per il nostro Paese, è stata la premiazione di Michelangelo Frammartino per il suo interessante Il Buco, Premio Speciale della Giuria.

Gli sconfitti di questa edizione della Mostra non dovrebbero prendersela più di tanto, però: la qualità media si è dimostrata piuttosto alta, grazie ad un'attenta e azzeccata selezione delle pellicole effettuata da Alberto Barbera & C.

E in fondo le scelte di una giuria sono pur sempre scelte personali.

Rispetto agli anni scorsi, è difficile pensare che il film che ha conquistato il Leone d'Oro quest'anno possa avere chance da Oscar (com'era successo agli ultimi vincitori: La Forma dell'Acqua, Roma, Joker, Nomadland).

Tuttavia la voglia di rilanciare i film nelle sale ha spinto le grandi case di produzione a proporre al Lido opere ambiziose, alcune delle quali - pensiamo a Dune di Denis Villeneuve, Spencer di Pablo Larraín, The Last Duel di Ridley Scott, Last Night in Soho di Edgar Wright, The Power of the Dog di Jane Campion, The Last Daughter di Maggie Gyllenhaal, The Card Counter di Paul Schrader, Madres paralelas di Pedro Almodóvar, E' stata la mano di Dio di Paolo Sorrentino, Freaks Out di Gabriele Mainetti, America Latina dei fratelli D'Innocenzo, La Scuola Cattolica di Stefano Mordini - potrebbero avere appena iniziato la loro strada verso altri traguardi importanti e prestigiosi.

Abbiamo come l'impressione che di molte di queste sentiremo ancora parlare a lungo.

E il nostro augurio è che da Venezia divampi la voglia di tornare a vedere un bel film al cinema.

Sarebbe il risultato più significativo che questa notevole edizione della Mostra del Cinema possa raggiungere.

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sabato 11 settembre 2021

VENEZIA 2021. I VINCITORI

La locandina della 78a edizione della Mostra del Cinema di Venezia. 




La giuria - capitanata dal regista di Parasite Bong Joon-ho, regista (Corea del Sud) e comprendente anche i colleghi Chloé Zhao ( Nomadland), Alexander Nanau, Saverio Costanzo e le attrici Virginie Efira, Cynthia Erivo, Sarah Gadon - si è espressa.

Ecco i vincitori della 78a edizione della Mostra Internazionale di Arte Cinematografica di Venezia.

A breve le nostre reazioni.



Leone d'oro al miglior film: L'Événement, regia di Audrey Diwan (Francia)

Leone d'argento - Gran premio della giuria: È stata la mano di Dio, regia di Paolo Sorrentino (Italia)

Leone d'argento per la miglior regia: Jane Campion, per The Power of the Dog

Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile: Penélope Cruz, per Madres paralelas, regia di Pedro Almodóvar (Spagna)

Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile: John Arcilla, per On the Job 2: The Missing 8, regia di Erik Matti (Filippine)

Premio Osella per la migliore sceneggiatura: Maggie Gyllenhaal, per The Lost Daughter, regia di Maggie Gyllenhaal (Israele, Stati Uniti d'America)

Premio speciale della giuria: Il buco, regia di Michelangelo Frammartino (Italia, Germania, Francia)

Premio Marcello Mastroianni ad un attore o attrice emergente: Filippo Scotti, per È stata la mano di Dio

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mercoledì 1 settembre 2021

VENEZIA 2021. IL GRANDE CINEMA PROVA A RIPARTIRE DAL LIDO




Dall'alto: Denis Villeneuve sul set di Dune; Pedro Almodóvar con il cast di Madres Paralelas; Jane Campion sul set di The Power Of The Dog; Paolo Sorrentino, regista di È stata la mano di Dio.. 


Che l'edizione della Mostra di Venezia numero 78 potesse essere molto promettente lo si era capito già con l'annuncio della giuria, che può fregiarsi dei due registi che hanno trionfato nelle ultime due edizioni degli Oscar: Bong Joon-ho (presidente , autore di Parasite) e Chloé Zhao (suo Nomadland, che l' anno scorso si era aggiudicato anche il Leone d'Oro).

Ma che possa essere memorabile lo si è capito scorrendo il programma.

Il titolo che balza maggiormente all'occhio è Dune (fuori concorso), faraonica trasposizione del romanzo fantascientifico di Frank Herbert, che già nel 1984 David Lynch aveva portato sullo schermo (con tanta visionarietà, poca fortuna e molte polemiche).

Questa volta tocca a Denis Villeneuve - non nuovo a reboot: si veda Blade Runner: 2049 - che può avvalersi di un cast di sicuro impatto, anche tra i giovanissimi (per la presenza di Timothée Chalamet e Zendaya).

Sempre fuori concorso troviamo The Last Duel di Ridley Scott, di ambientazione medioevale, con il ritorno della coppia Matt Damon - Ben Affleck (vincitori di un Oscar in coppia per Will Hunting-Genio Ribelle).

Ad essere sinceri, del regista inglese si aspettava maggiormente House of Gucci, ambiziosa e molto attesa versione dell'omicidio di Maurizio Gucci con Lady Gaga, Adam Driver, Al Pacino, Jeremy Irons, Salma Hayek e Jared Leto: ma tant'è...

Noi siamo molto curiosi per Last Night In Soho di Edgar Wright: il regista di veri e propri cult quali Hot Fuzz, Scott Pilgrim Vs. The World, Baby Driver questa volta si cimenta in un genere per lui nuovo, il thriller/horror.

Sempre al di fuori del concorso troviamo altre opere interessanti: l'ennesimo seguito di Halloween (probabilmente un pretesto per omaggiare Jamie Lee Curtis, Leone d'Oro alla carriera insieme a Roberto Benigni), il western Old Henry, la trasposizione filmica del Premio Strega La Scuola Cattolica di Edoardo Albinati, l'anteprima della serie Tv Stories From A Marriage - tratta dalla serie e dal film omonimi di Ingmar Bergman, con il ritorno della coppia d'oro Jessica Chastain-Oscar Isaac (vi ricordate A Most Violent Year?) -, i documentari su Fabrizio De André, Leonard Cohen, Ezio Bosso, Bruno Corbucci (con Quentin Tarantino, ovviamente).


Segnaliamo nella sezione Orizzonti, che presenta spesso lavori molto meritevoli, Il Paradiso del Pavone di Laura Bispuri, regista dallo sguardo originale.

Vedremo invece come se la cava all'esordio dietro alla macchina da presa la showgirl Simona Ventura: al Lido porta il documentario Le Sette Giornate di Bergamo sulla costruzione di un ospedale durante le prime fasi della pandemia.

Dune a parte, i fiori all'occhiello della Mostra di quest'anno, sono però in concorso.

La kermesse verrà aperta dal nuovo lavoro di Pedro Almodóvar, cineasta che non lasci mai indifferenti e che si cimenta ancora una volta con una storia tutta la femminile, con un cast capitanato da Penélope Cruz: Madres Paralelas, che narra di due madri alle prese con la propria gravidanza inattesa.

Ci sono grandi aspettative riguardo a Spencer, biopic che il cileno Pablo Larraín (già autore di Neruda e soprattutto di Jackie su Jacqueline Bouvier Kennedy) ha dedicato a Lady Diana Spencer: gli occhi saranno puntati tutti sull'interpretazione di Kristen Stewart.

5 sono le donne registe presenti in competizione, ma le piuù attese sono la grande Jane Campion e Maggie Gyllenhaal.

La prima presenta un western con Benedict Cumberbatch, The Power Of The Dog, tratto dall'omonimo romanzo del riscoperto Thomas Savage (il film spingerà a farlo conoscere ad un pubblico maggiore?), che parla di due fratelli in lotta nel Montana degli anni Venti del Novecento.

Anche la seconda, attrice al suo esordio dietro alla macchina da presa, ha scelto di trasporre un libro: questa volta si tratta di La Figlia Oscura di Elena Ferrante (ma perché in inglese è stato reso come The Lost Daughter?).

Nel cast, il Premio Oscar Olivia Colman, Dakota Johnson ( A Bigger Splash) e la nostra Alba Rohrwacher (Coppa Volpi nel 2014).


Nutrita la rappresentanza degli italiani.

Mario Martone presenta Qui Rido Io, incentrato sulla figura di Eduardo Scarpetta, grande attore e autore teatrale e padre naturale di Eduardo, Peppino e Titina De Filippo (non riconosciuti), impersonificato da Toni Servillo.

Interessante sembra Il Buco di Michelangelo Frammartino, sugli scopritori piemontesi della seconda grotta più profonda del mondo, l’Abisso di Bifurto nel Pollino, in Calabria.

E poi ci sono tre film che sono altrettanti assi che ha calato il direttore della Mostra Alberto Barbera.

È stata la mano di Dio è il nuovo lavoro di Paolo Sorrentino ( La Grande Bellezza) ed è una sorta di autobiografia dell'autore, colpito in giovinezza da un grave lutto.

America Latina è il terzo lungometraggio di Damiano e Fabio D'Innocenzo, a un solo anno dall'acclamato Favolacce.

Riserbo, finora, sulla trama; la presenza di Elio Germano promette bene, quella del comico ligure Maurizio Lastrico incuriosisce.

Quello che alla vigilia si presenta come il film più rutilante della rassegna è Freaks Out, opera seconda di Gabriele Mainetti su un gruppo di fenomeni da baraccone durante la Seconda Guerra Mondiale.

Aspettiamo al varco il regista romano "di genere" per vedere se riuscirà a bissare il successo di Lo Chiamavano Jeeg Robot (noi speriamo di sì).

Insomma, da 10 anni Alberto Barbera porta al Lido film strepitosi - citiamo, tra gli altri, The Master, Gravity, Birdman, Spotlight, La La Land, Animali Notturni, La Battaglia di Hacksaw Ridge, La Forma dell'Acqua, Tre Manifesti a Ebbing, Missouri, First Man, La Ballata di Buster Scruggs, La Favorita, Roma, Opera senza Autore, A Star Is Born, Joker, Nomadland.

Le premesse ci sono tutte affinché anche stavolta i riflettori del mondo cinematografico siano puntati sul capoluogo veneto: il cinema ha bisogno di un grande rilancio per superare la crisi pandemica e questa edizione della Mostra di Venezia potrebbe portare quell'entusiasmo che tanto serve per rilanciare il settore.

Viva il cinema! Viva Venezia!


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lunedì 30 agosto 2021

VENEZIA 2021 . I FILM IN E FUORI CONCORSO




Dall'alto: Timothée Chalamet in Dune; Kristen Stewart nei panni di Lady Diana in Spencer; una scena di Freaks Out di Gabriele Mainetti; una scena di Last Night in Soho di Edgar Wright. 



Dal 1° all'11 Settembre 2021.

Segnatevi queste date, perché è in questo periodo che si terrà la 78a edizione della kermesse cinematografica più antica e prestigiosa del mondo: la Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia.

La direzione artistica è stata affidata per il decimo anno consecutivo al bravissimo Alberto Barbera che, come ogni anno, ha saputo proporre un cartellone ricco e per tutti i gusti, di sicuro interesse per gli addetti del settore, i cinefili e il pubblico delle sale cinematografiche.

Vi proponiamo - come da 10 anni a questa parte [a proposito: CINEMA A BOMBA! ha fatto il suo esordio proprio un decennio fa, in occasione di Venezia 2011] - i film più stuzzicanti di quest'anno, pieno di sorprese e di opere attesissime che l'organizzazione ha avuto il merito di portare sul Lido in anteprima mondiale, e i divi attesi sul red carpet.

I dettagli nel prossimo post, tranquilli!



In concorso

America Latina, regia di Damiano e Fabio D'Innocenzo (Italia, Francia), con Elio Germano, Maurizio Lastrico

Il buco, regia di Michelangelo Frammartino (Italia, Germania, Francia)

La caja​/The Box, regia di Lorenzo Vigas (Messico, Stati Uniti d'America)

The Card Counter, regia di Paul Schrader (Stati Uniti d'America), con Oscar Isaac, Tiffany Haddish, Tye Sheridan, Willem Dafoe

Competencia oficial, regia di Mariano Cohn e Gastón Duprat (Spagna), con Penélope Cruz, Antonio Banderas

L'Événement, regia di Audrey Diwan (Francia), con Sandrine Bonnaire, Anna Mouglalis

È stata la mano di Dio, regia di Paolo Sorrentino (Italia), con Toni Servillo, Luisa Ranieri

Freaks Out, regia di Gabriele Mainetti (Italia, Belgio), con Claudio Santamaria, Pietro Castellitto, Giorgio Tirabassi

Illusions perdues, regia di Xavier Giannoli (Francia), con Cécile de France, Xavier Dolan, Gérard Depardieu

Kapitan Volkogonov bežal/Captain Volkogonov Escaped, regia di Natal'ja Merkulova e Aleksej Čupov (Russia, Francia, Estonia)

The Lost Daughter, regia di Maggie Gyllenhaal (Israele, Stati Uniti d'America), con Olivia Colman, Jessie Buckley, Dakota Johnson, Ed Harris, Peter Sarsgaard, Alba Rohrwacher

Madres paralelas, regia di Pedro Almodóvar (Spagna), con Penélope Cruz [FILM D'APERTURA]

Mona Lisa and the Blood Moon, regia di Ana Lily Amirpour (Stati Uniti d'America), con Kate Hudson

On the Job 2: The Missing 8, regia di Erik Matti (Filippine)

The Power of the Dog, regia di Jane Campion (Regno Unito, Australia, Canada), con Benedict Cumberbatch, Kirsten Dunst

Qui rido io, regia di Mario Martone (Italia, Spagna), con Toni Servillo, Maria Nazionale

Spencer, regia di Pablo Larraín (Cile, Germania, Regno Unito), con Kristen Stewart, Timothy Spall, Sally Hawkins

Sundown, regia di Michel Franco (Messico, Francia, Svezia), con Tim Roth, Charlotte Gainsbourg

Un autre monde, regia di Stéphane Brizé (Francia), con Vincent Lindon

Vidblysk/Reflection, regia di Valentyn Vasjanovyč (Ucraina)

Żeby nie było śladów/Leave no traces, regia di Jan P. Matuszyński (Polonia, Francia, Repubblica Ceca)



Fuori concorso

Fiction

Ariaferma, regia di Leonardo Di Costanzo (Italia), con Toni Servillo, Silvio Orlando

Il bambino nascosto, regia di Roberto Andò (Italia), con Silvio Orlando, Roberto Herlitzka [FILM DI CHIUSURA]

Les Choses humaines, regia di Yvan Attal (Francia), con Charlotte Gainsbourg, Pierre Arditi, Mathieu Kassovitz

Dune, regia di Denis Villeneuve (Stati Uniti d'America), con Timothée Chalamet, Oscar Isaac, Josh Brolin, Stellan Skarsgård, Dave Bautista, Zendaya, Charlotte Rampling, Jason Momoa, Javier Bardem

Halloween Kills, regia di David Gordon Green (Stati Uniti d'America), con Jamie Lee Curtis, Anthony Michael Hall

The Last Duel, regia di Ridley Scott (Regno Unito, Stati Uniti d'America), con Matt Damon, Adam Driver, Jodie Comer, Ben Affleck

Old Henry, regia di Potsy Ponciroli (Stati Uniti d'America), con Tim Blake Nelson, Steven Dorff

Scenes from a Marriage, regia di Hagai Levi – miniserie TV, 5 puntate (Stati Uniti d'America), con Jessica Chastain, Oscar Isaac

La scuola cattolica, regia di Stefano Mordini (Italia), con Benedetta Porcaroli, Fabrizio Gifuni, Valentina Cervi, Valeria Golino, Riccardo Scamarcio, Jasmine Trinca

Ultima notte a Soho (Last Night in Soho), regia di Edgar Wright (Regno Unito), con Anya Taylor-Joy, Thomasin Harcourt McKenzie, Matt Smith, Terrence Stamp, Diana Rigg

Non fiction

Deandré#Deandré - Storia di un impiegato, regia di Roberta Lena (Italia), con Fabrizio De André, Cristiano De André, Dori Ghezzi

Django & Django-Sergio Corbucci Unchained, regia di Luca Rea (Italia)
, con Quentin Tarantino, Franco Nero, Ruggero Deodato
Ezio Bosso - Le cose che restano, regia di Giorgio Verdelli (Italia)

Hallelujah: Leonard Cohen, A Journey, A Song, regia di Daniel Geller e Dayna Goldfine (Stati Uniti d'America), con Leonard Cohen, Bob Dylan, Jeff Buckley, Brandi Carlile, John Cale

Life Of Crime 1984-2020, regia di Jon Alpert (Stati Uniti d'America)

Republic Of Silence, regia di Diana El Jeiroudi (Germania, Francia, Siria)

Tranchées, regia di Loup Bureau (Francia)

Viaggio nel crepuscolo, regia di Augusto Contento (Francia, Italia)

Cortometraggi

Liángyè bùnéng liú/The Night, regia di Tsai Ming-liang (Taiwan)

Plastic Semiotic, regia di Radu Jude (Romania)

Sad Film, regia di un regista birmano sotto pseudonimo a causa della repressione dell'esercito in seguito al colpo di stato del 2021 (Birmania, Paesi Bassi)

Proiezioni speciali

Le 7 giornate di Bergamo, regia di Simona Ventura (Italia)

La Biennale di Venezia: Il cinema al tempo del COVID, regia di Andrea Segre (Italia)



Orizzonti

Lungometraggi

Amira, regia di Mohamed Diab (Egitto)

À plein temps, regia di Éric Gravel (Francia)

Atlantide, regia di Yuri Ancarani (Italia, Francia)

Boldeng sar, regia di Neang Kavich (Cambogia, Francia, Cina)

Cenzorka, regia di Péter Kerekes (Slovacchia, Repubblica Ceca)

El gran movimiento, regia di Kiro Russo (Bolivia, Francia, Svizzera)

El hoyo en la cerca, regia di Joaquin del Paso (Messico)

Inu-Ō, regia di Masaaki Yuasa (Giappone)

Miracol, regia di Bogdan George Apetri (Romania, Repubblica Ceca, Lettonia)

Nosorih, regia di Oleh Sencov (Ucraina)

Once Upon A Time in Calcutta, regia di Aditya Vikram Sengupta (India)

El otro Tom, regia di Rodrigo Plá e Laura Santullo (Messico)

Il paradiso del pavone, regia di Laura Bispuri (Italia, Germania), con Dominique Sanda, Alba Rohrwacher, Maya Sansa, Maddalena Crippa

Piligrimai, regia di Laurynas Bareiša (Lituania)

Les Promesses, regia di Thomas Kruithof (Francia), con Isabelle Huppert

Pùbù, regia di Chung Mong-hong (Taiwan)

True Things, regia di Harry Wootliff (Regno Unito)

Vera andrron detin, regia di Kaltrina Krasniqi (Kosovo)

Welā, regia di Jakrawal Nilthamrong (Thailandia, Francia)

Cortometraggi in concorso

Descente, regia di Mehdi Fikri (Francia)

Don't Get Too Comfortable, regia di Shaima Al-Tamimi (Yemen, Emirati Arabi Uniti, Stati Uniti d'America, Paesi Bassi)

Fall of the Ibis King, regia di Josh O'Caoimh e Mikai Geronimo (Irlanda)

La Fée des Roberts, regia di Léahn Vivier-Chapas (Francia)

Heltzear, regia di Mikel Gurrea (Spagna)

Los huesos, regia di Cristobal León e Joaquín Cociña (Cile)

Kanoyama, regia di Momi Yamashita (Giappone)

Mulāqāt, regia di Seemab Gul (Pakistan)

Pid pokati mai, regia di Sorayos Prapapan (Thailandia)

Techno, Mama, regia di Saulius Baradinskas (Lituania)

Tǒu shēng, jīdàn, zuòyè běn, regia di Luo Runxiao (Cina)

Il turno, regia di Chiara Marotta e Loris Giuseppe Nese (Italia)

Cortometraggi fuori concorso

Ato, regia di Bárbara Paz (Brasile)

Preghiera della sera (Diario di una passeggiata), regia di Giuseppe Piccioni (Italia), con Filippo Timi

Orizzonti Extra

7 prisioneros, regia di Alexandre Moratto (Brasile)

Costa Brava, regia di Mounia Akl (Libano, Francia, Spagna, Svezia, Danimarca, Norvegia)

Land Of Dreams, regia di Shirin Neshat e Shoja Azari (Stati Uniti d'America, Germania, Qatar)

La macchina delle immagini di Alfredo C., regia di Roland Sejko (Italia)

Mama, ja doma, regia di Vladimir Bitokov (Russia)

Ma Nuit, regia di Antoinette Boulat (Francia, Belgio)

La ragazza ha volato, regia di Wilma Labate (Italia, Slovenia)

Sokea mies, joka ei halunnut nähdä Titanicia, regia di Teemu Nikki (Finlandia, Svezia)



Settimana internazionale della critica

In concorso

Eles transportan a morte, regia di Samuel M. Delgado ed Helena Girón (Spagna, Colombia)

Eltörölni Frankot, regia di Gábor Fabricius (Ungheria)

Mondocane, regia di Alessandro Celli (Italia), con Alessandro Borghi

Mother Lode, regia di Matteo Tortone (Francia, Italia, Svizzera)

Obchodnye puti, regia di Ekaterina Selenkina (Russia)

A salamandra, regia di Alex Carvalho (Brasile, Francia, Germania)

Zalava, regia di Arsalan Amiri (Iran)

Fuori concorso

La Dernière Séance, regia di Gianluca Matarrese (Italia, Francia)

Karmalink, regia di Jake Wachtel (Cambogia, Stati Uniti d'America)

VR Expanded

In concorso

Angels in Amsterdam, di Anna Abrahams, Avinash Changa

End of Night, di David Adler

The Starry Sand Beach, di Nina Barbier, Hsin-Chien Huang

Caves, di Isabel Garcia Carlos

Bedlam, di Mar Collishaw

Genesis, di Joerg Courtial

Spirit of Place, di Dale Deacon

Tearless, di Kim Gina

Samsara Complete Part 1 and 2 Version, di Hsin-Chien Huang

Clap, di Keisuke Itoh

Le Bal de Paris de Blanca Li, di Blanca Li

Bliss in the Ear of a Storm, di Adam Lieber, Hal Sorta

Il Dubbio – Episode 2, di Matteo Lonardi, Javier Lajara, Javier Martinez

Anadala, di Kevin Mack

Goliath: Playing With Reality, di Barry Gene Murphy, May Adballa

Montegelato, di Davide App

The Severance Theory: Welcome to Respite, di Lyndsie Scoggin

Container, di Meghna Singh

The Sick Rose, di Tang Zhi-Zhong, Huang Yun-Hsien

Myriad. Where We Connect, di Lena Thele, Sebastian Baurmann, Dirk Hoffmann

The Last Worker, di Jorg Tittel

Exploring Home, di Sara Lisa Vogl

Yi Yuang (The Final Wish), di Wang Haipei, Wang Shanshan

Evento speciale - Fuori concorso

In The Mist, di Chou Tung-Yen

Fuori concorso

Maskmaker, di Balthazar Auxiere

Mind VR Exploration, di Deng Zuyun, Kong Cao

Kusunda, di Felix Gaedtke, Gayatri Parameswaran

Micro Monsters With David Attenborough, di Elliot Graves

Mare, di Rui Guerreiro

Space Explorers: The ISS Experience – Episodes 1-2, di Felix Lajeunesse, Paul Raphael

Sam & Max: This Time It’s Virtual!, di Michael Levine

Myst, di Rand Miller, Hannah Gamiel, Eric Anderson

Knot: A trilogy, di Glen Neath, David Rosenberg

Wraith: The Oblivion – Afterlife, di Erik Odeldahl

Jurassic World Aftermath, di Richard Snowdon

Reeducated, di Sam Woldon, Ben Mauk, Nicholas Rubin, Matt Huynh

Premi alla carriera

Leone d'oro alla carriera: Roberto Benigni e Jamie Lee Curtis

Premio Jaeger-LeCoultre Glory to the Filmmaker: Ridley Scott



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