OSCAR 2022. CHI È SENZA PECCATO LANCI LA PRIMA SBERLA
(Dall'alto: la bellissima Jessica Chastain posa col proprio Oscar; Will Smith schiaffeggia Chris Rock; Nicole Kidman non riesce a crederci).
La 94a edizione degli Oscar - i premi cinematografici assegnati dalla Academy of Motion Picture Arts And Sciences - passerà alla storia soprattutto per lo schiaffone rifilato in diretta da un imbufalito Will Smith al comico Chris Rock, reo di aver fatto una battuta infelice sulla moglie del collega.
Un confronto all black che ha finito per mettere in ombra la vittoria del protagonista di Independence Day, così come quelle degli altri trionfatori della Notte delle Stelle, a partire dalla divina Jessica Chastain.
Gucci-vestita e bellissima come sempre, la rossa attrice californiana (e beniamina del nostro blog) l'ha spuntata nella "sfida del secolo": quella contro la bionda diva Nicole Kidman, che invece aveva prevalso ai Golden Globe.
Il biografico Gli Occhi di Tammy Faye ha finalmente permesso a Jessica di conquistare il riconoscimento che le spettava di diritto da un decennio, dopo che per ben due volte di fila si era vista soffiare la statuetta da attrici che avevano meritato meno di lei.
Ma non tutti i verdetti sono stati scontati, anzi: pochi - tra questi non c'è, modestia a parte, la nostra Redazione - si erano aspettati il trionfo del fantascientifico Dune (maggior numero di statuette vinte, per quanto tecniche) e del drammatico I Segni del Cuore (miglior film e miglior attore non protagonista allo spigoloso Troy Kotsur).
Due remake che evidenziano - più che altro nel secondo caso - scelte poco coraggiose o originali da parte dell'Academy, anche quest'anno più preocupata del "politicamente corretto" che dell'effettiva qualità delle pellicole in gara.
Così a pagare sono stati i film più amati dalla critica specializzata: il favoritissimo Il Potere del Cane e l'apprezzato West Side Story firmato Steven Spielberg.
Un solo Oscar ciascuno, benché "pesante": miglior regia al primo (Jane Campion, seconda donna consecutiva e terza assoluta, dopo Katherine Bigelow e Chloé Zhao) e miglior attrice non protagonista al secondo (Ariana DeBose, afro-portoricana di lontane origini italiane).
Se da un lato è curioso che sia stato premiato, tra gli altri, il cattivo di Venom (il rapper Riz Ahmed, co-autore del cortometraggio The Long Goodbye), dall'altro non c'è da stupirsi per i riconoscimenti ottenuti da Encanto (miglior film animato) e Drive My Car (miglior film internazionale).
Peccato per gli italiani Enrico Casarosa e Paolo Sorrentino, che concorrevano rispettivamente con Luca e È stata la Mano di Dio.
Non ce l'ha fatta nemmeno Spider-Man: No Way Home, a riprova del fatto che l'Academy non sia ancora pronta per incensare le opere di grande impatto popolare.
E l'attesissimo collegamento video col presidente ucraino Volodymyr Zelensky?
Neppure una menzione, con grande scorno di Sean Penn che l'aveva sponsorizzato molto.
Ci si può indignare per la battutaccia di un comico, ma non per una guerra che coinvolge - piaccia o meno - l'Occidente.
Anche questa è Hollywood.
In un'edizione che verrà ricordata più per lo schiaffo dell'oscarizzato Will Smith al presentatore Chris Rock che per le pellicole premiate, le sorprese non sono mancate.
A vincere sono state I Segni del Cuore (miglior film) e Dune (maggior numero di statuette: ben 6), ma soprattutto la divina Jessica Chastain, finalmente insignita del riconoscimento che le spettava da un decennio.
Esce invece sconfitto il film che era strafavorito fino alla vigilia: Il Potere del Cane si deve accontentare di un solo Oscar, per la miglior regia (Jane Campion, seconda donna di fila a trionfare nella categoria).
E le previsioni di CINEMA A BOMBA?
Quest'anno ne abbiamo azzeccate complessivamente 21 su 23!
Il migliore della Redazione?
Fra ha battuto Fede di poco, 16 a 13.
Leggete tutti i premiati nell'elenco qui sotto e cliccate sui link per maggiori approfondimenti!
Miglior film:
CODA-I Segni del Cuore, regia di Sian Heder - FRA
Miglior regia:
Jane Campion - Il Potere del Cane - FEDE, FRA
Migliore attrice protagonista Jessica Chastain - Gli Occhi di Tammy Faye - FEDE, FRA
Migliore attore protagonista
Will Smith - Una Famiglia Vincente (King Richard) - FEDE, FRA
Migliore attrice non protagonista
Ariana DeBose - West Side Story - FEDE, FRA
Migliore attore non protagonista
Troy Kotsur - I Segni del Cuore - FEDE, FRA
Miglior film d'animazione
Encanto, regia di Byron Howard e Jared Bush - FEDE, FRA
Miglior film internazionale
Drive My Car (Doraibu mai kā), regia di Ryūsuke Hamaguchi (Giappone) - FEDE, FRA
Una Famiglia Vincente (King Richard), regia di Reinaldo Marcus Green
Licorice Pizza, regia di Paul Thomas Anderson
Nightmare Alley-La Fiera delle Illusioni, regia di Guillermo del Toro
The Power of the Dog-Il Potere del Cane, regia di Jane Campion - FEDE
West Side Story, regia di Steven Spielberg
Miglior regia:
Kenneth Branagh - Belfast
Ryūsuke Hamaguchi - Drive My Car
Paul Thomas Anderson - Licorice Pizza
Jane Campion - Il Potere del Cane - FEDE, FRA
Steven Spielberg - West Side Story
Migliore attrice protagonista
Nicole Kidman - A Proposito dei Ricardo Jessica Chastain - Gli Occhi di Tammy Faye - FEDE, FRA
Olivia Colman - La Figlia Oscura
Penélope Cruz - Madres Paralelas
Kristen Stewart - Spencer
Migliore attore protagonista
Javier Bardem - A Proposito dei Ricardo
Benedict Cumberbatch - Il Potere del Cane
Andrew Garfield - Tick, Tick... Boom!
Will Smith - Una Famiglia Vincente (King Richard) - FEDE, FRA
Denzel Washington - Macbeth
Migliore attrice non protagonista
Jessie Buckley - La Figlia Oscura
Ariana DeBose - West Side Story - FEDE, FRA
Judi Dench - Belfast
Kirsten Dunst - Il Potere del Cane
Aunjanue Ellis - Una Famiglia Vincente (King Richard)
Migliore attore non protagonista
Ciarán Hinds - Belfast
Troy Kotsur - I Segni del Cuore - FEDE, FRA
J.K. Simmons - A Proposito dei Ricardo
Jesse Plemons - Il Potere del Cane
Kodi Smit-McPhee - Il Potere del Cane
Miglior film d'animazione
Encanto, regia di Byron Howard e Jared Bush - FEDE, FRA
Flee (Flugt), regia di Jonas Poher Rasmussen Luca, regia di Enrico Casarosa
I Mitchell contro le Macchine (The Mitchells vs the Machines), regia di Mike Rianda e Jeff Rowe
Raya e l'ultimo Drago (Raya and the Last Dragon), regia di Don Hall e Carlos López Estrada
Miglior film internazionale
Drive My Car (Doraibu mai kā), regia di Ryūsuke Hamaguchi (Giappone) - FEDE, FRA
Flee (Flugt), regia di Jonas Poher Rasmussen (Danimarca)
È stata la mano di Dio, regia di Paolo Sorrentino (Italia)
Lunana: a Yak in the Classroom, regia di Pawo Choyning Dorji (Bhutan)
La Persona Peggiore del Mondo (Verdens verste menneske), regia di Joachim Trier (Norvegia)
Migliore sceneggiatura originale
Kenneth Branagh - Belfast - FEDE
Adam McKay, soggetto di Adam McKay e David Sirota - Don't Look Up - FRA
Zach Baylin - Una Famiglia Vincente (King Richard)
Paul Thomas Anderson - Licorice Pizza
Eskil Vogt e Joachim Trier - La Persona Peggiore del Mondo (Verdens verste menneske)
Migliore sceneggiatura non originale
Sian Heder - I Segni del Cuore (CODA) - FEDE
Ryusuke Hamaguchi e Takamasa Oe - Drive My Car (Doraibu mai kā)
Jon Spaihts e Denis Villeneuve e Eric Roth - Dune (Dune: Part One)
Maggie Gyllenhaal - La Figlia Oscura (The Lost Daughter) - FRA
Jane Campion - Il Potere del Cane (The Power of the Dog)
Migliore colonna sonora
Nicholas Britell - Don't Look Up
Hans Zimmer - Dune
Germaine Franco - Encanto - FRA
Alberto Iglesias - Madres paralelas
Jonny Greenwood - Il Potere del Cane - FEDE
Migliore canzone
Be Alive (musiche e testo di Beyoncé e DIXSON) - Una Famiglia Vincente (King Richard)
Dos Oruguitas (musiche e testo di Lin-Manuel Miranda) - Encanto - FRA
Down to Joy (musiche e testo di Van Morrison) - Belfast
No Time To Die (musiche di Billie Eilish; testo di Billie Eilish e Finneas O'Connell) - No Time To Die - FEDE
Somehow You Do (musiche e testo di Diane Warren) - Quattro Buone Giornate
Migliore fotografia
Greig Fraser - Dune - FRA
Dan Laustsen - La Fiera delle Illusioni
Ari Wegner - Il Potere del Cane - FEDE
Bruno Delbonnel - Macbeth
Janusz Kaminski - West Side Story
Migliore scenografia
Patrice Vermette - Dune- FRA
Tamara Deverell - La Fiera delle Illusioni
Grant Major - Il Potere del Cane
Stefan Dechant - Macbeth
Adam Stockhausen - West Side Story - FEDE
Miglior montaggio
Hank Corwin - Don't Look Up
Joe Walker - Dune - FRA
Pamela Martin - Una Famiglia Vincente - FEDE
Peter Sciberras - Il Potere del Cane
Myron Kerstein e Andrew Weisblum - Tick, Tick... Boom!
Migliori effetti speciali
Paul Lambert, Tristen Myles, Brian Connor e Gerd Nefzer - Dune - FEDE, FRA
Swen Gillberg, Bryan Grill, Nikos Kalaitzidis e Dan Sudick - Free Guy
Charlie Noble, Joel Green, Jonathan Fawkner e Chris Corbould - No Time to Die
Christopher Townsend, Joe Farrell, Sean Noel Walker e Dan Oliver - Shang Chi e la Leggenda dei Dieci Anelli
Kelly Port, Chris Waegner, Scott Edelstein e Dan Sudick - Spider-Man: No Way Home
Miglior sonoro
Denise Yarde, Simon Chase, James Mather, Niv Adiri - Belfast
Mac Ruth, Mark Mangini, Theo Green, Doug Hemphill, Ron Bartlett - Dune - FRA
Simon Hayes, Oliver Tarney, James Harrison, Paul Massey, Mark Taylor - No Time To Die
Richard Flynn, Robert Mackenzie, Tara Webb - Il Potere del Cane - FEDE
Tod A. Maitland, Gary Rydstrom, Brian Chumney, Andy Nelson, Shawn Murphy - West Side Story
Migliori costumi
Jenny Beavan - Crudelia - FRA
Massimo Cantini Parrini e Jacqueline Durran - Cyrano
Jacqueline West e Bob Morgan - Dune
Luis Sequeira - La Fiera delle Illusioni - FEDE
Paul Tazewell - West Side Story
Miglior trucco e acconciatura
Mike Marino, Stacey Morris e Carla Farmer - Il Principe cerca Figlio
Nadia Stacey, Naomi Donne e Julia Vernon - Crudelia - FRA
Donald Mowat, Love Larson e Eva von Bahr - Dune
Linda Dowds, Stephanie Ingram e Justin Raleigh - Gli Occhi di Tammy Faye - FEDE
Göran Lundström, Anna Carin Lock e Frederic Aspiras - House of Gucci
Miglior documentario
Ascension, regia di Jessica Kingdon, Kira Simon-Kennedy e Nathan Truesdell
Attica, regia di Stanley Nelson e Traci A. Curry
Flee, regia di Jonas Poher Rasmussen, Monica Hellström, Signe Byrge Sørensen e Charlotte De La Gournerie - FEDE
Summer of Soul, regia di Questlove, Joseph Patel, Robert Fyvolent e David Dinerstein - FRA
Writing with Fire, regia di Rintu Thomas e Sushmit Ghosh
Miglior cortometraggio documentario
Audible, regia di Matthew Ogens e Geoff McLean - FEDE
Lead Me Home, regia di Pedro Kos e Jon Shenk
The Queen of Basketball, regia di Ben Proudfoot - FRA
Three Songs for Benazir, regia di Elizabeth Mirzaei e Gulistan Mirzaei
When We Were Bullies, regia di Jay Rosenblatt
Miglior cortometraggio
Ala Kachuu - Take and Run, regia di Maria Brendle e Nadine Lüchinger
The Dress, regia di Tadeusz Łysiak e Maciej Ślesicki
The Long Goodbye, regia di Aneil Karia e Riz Ahmed - FEDE
On My Mind, regia di Martin Strange-Hansen e Kim Magnusson
Please Hold, regia di K.D. Dávila e Levin Menekse - FRA
Miglior cortometraggio d'animazione
Affairs of the Art, regia di Joanna Quinn e Les Mills
Bestia, regia di Hugo Covarrubias e Tevo Díaz
Boxballet, regia di Anton Dyakov
Robin Robin, regia di Dan Ojari e Mikey Please - FEDE, FRA
The Windshield Wiper, regia di Alberto Mielgo e Leo Sanchez
Come ogni anno ci chiediamo chi vincerà la serata delle stelle di Hollywood.
A volte è facile pronosticare il trionfatore; altre volte è più difficile.
Ecco: questo è uno di quegli anni.
Tanti sono infatti i pretendenti (ben 10!), ognuno rappresentante di un certo tipo di cinema.
C'è il kolossal fantascientifico ( Dune), il musical (West Side Story), il noir (Nightmare Alley), il western (The Power of the Dog), la commedia satirica (Don't Look Up), il film "black" (King Richard), il film indie (CODA), il film storico in bianco e nero semi-autobiografico (Belfast), il film drammatico "esotico" (stavolta tocca al giapponese Drive My Car), il film sentimental-nostalgico (Licorice Pizza).
Di questi, alcuni sono passati per i prestigiosi festival europei - Venezia (le pellicole di Denis Villeneuve e Jane Campion) e Cannes (il rappresentante nipponico) - altri sono produzioni della piattaforma streaming Netflix (Il Potere del Cane, Don't Look Up), mentre gli altri hanno avuto alterne vicende ai botteghini (per esempio: buoni incassi per l'ambiziosa opera di Villeneuve, scarsi per il vivace musical targato Spielberg, deludenti per l'affascinante Nightmare Alley di Guillermo del Toro).
La qualità? Piuttosto alta.
Molti non avranno mai sentito parlare di alcuni dei film candidati o non li avranno reputati degni di grande attenzione; ma forse è meglio così: in caso di vittoria (a sorpresa) dei titoli più sconosciuti c'è la possibilità di scoprirli o di apprezzare qualche cineasta non propriamente mainstream.
E' un piacere quindi trovare, tra i migliori registi, Paul Thomas Anderson (degno erede del grande Robert Altman), il misconosciuto ma talentuoso Ryūsuke Hamaguchi e la troppo spesso sottovalutata Jane Campion a fianco di colleghi più popolari quali l'eclettico Kenneth Branagh e il leggendario Steven Spielberg.
Categoria piuttosto interessante, anche se si fanno notare le assenze di Denis Villeneuve e Guillermo del Toro - assenze che penalizzano le rispettive opere nell'affollata competizione per il premio più prestigioso.
Chi uscirà quindi vincitore dalla Notte degli Oscar?
Ma soprattutto: è così importante proclamare un vincitore?
In questo periodo il cinema sta attraversando uno dei periodi più neri della sua storia.
Godiamoci la Settima Arte in tutte le sue sfaccettature e riscopriamo il piacere di vedere film diversi tra di loro: è più divertente.
Qui di seguito vi riportiamo i candidati per il miglior film e la migliore regia dell'edizione numero 94 dei Premi Oscar.
Sapete, a livello statistico, quale post del nostro annuale Speciale Oscar è tradizionalmente più apprezzato e letto?
Indovinato: quallo relativo alle/agli interpreti!
Se il recente verdetto dei Golden Globe può dare un'idea di chi parta in vantaggio nella corsa alle statuette, a questo giro le scelte dell'Academy potrebbero non risultare affatto scontate.
La "sfida del secolo" è ovviamente quella tra due dive tra le nostre preferite in assoluto: l'australiana Nicole Kidman (già memorabile in Bombshell) e colei che molti considerano la sua erede, Jessica Chastain.
La prima è leggermente favorita; la seconda è alla terza nomina, dopo due "scippi" clamorosi e ingiusti (nel 2012 e nel 2013, ricordate?).
Questa sarà la volta buona?
Entrambe dovranno guardarsi dall'ex vampira Kristen Stewart (quotatissima grazie al proprio ritratto di Lady Diana Spencer nell'omonimo biopic), mentre le già oscarizzate Olivia Colman e Penelope Cruz fungono da outsider.
Tra le non protagoniste, i riflettori sono puntati su Ariana DeBose: attrice afro, ma di lontane origini italiane, è in lizza col nuovo West Side Story firmato Steven Spielberg (la sua compagna di pellicola Rachel Zegler non è invece riuscita ad ottenere la candidatura, benché entrambe siano state incensate coi Globes).
A contenderle la stauetta ci sono Kristen Dunst (quanto tempo è passato dai primi Spider-Man!) e soprattutto Aunjanue Ellis, in gara con un'altra opera biografica, incentrata sulla vera storia delle sorelle Williams, campionesse di tennis.
Per lo stesso film sportivo potrebbe fare il bis un ex Principe (di Bel Air) diventato King (Richard).
Stiamo parlando ovviamente di Will Smith, ma la star di Independence Day e Suicide Squad si trova sul cammino due colleghi britannici pronti a dargli filo da torcere: da un lato Andrew Garflied, dall'altro Benedict Cumberbatch.
L'ex (?) Spider-Man ha raccolto il plauso della critica internazionale col musicale Tick, Tick... Boom! (l'ennesimo biopic in concorso), mentre il Dottor Strange - che avevamo incontrato a Venezia un po' di anni fa, per chi se lo fosse dimenticato - gareggia col favoritissimo Il Potere del Cane.
E proprio in merito allo psico-western diretto da Jane Campion, va registrato un derby fratricida tra comprimari: Kodi Smit-McPhee (un Globo d'Oro anche per lui a gennaio) contro il collega Jesse Plemons.
Ma tra i due litiganti il terzo potrebbe godere, e questi potrebbe forse essere J.K. Simmons, già oscarizzato per il bellissimo Whiplash.
Insomma, le quattro competizioni sembrano sulla carta abbastanza equilibrate.
Chi la spunterà?
Leggete tutte le nomination qui sotto e scatenatevi coi pronostici!
Migliore attrice protagonista
Nicole Kidman - A Proposito dei Ricardo Jessica Chastain - Gli Occhi di Tammy Faye
Olivia Colman - La Figlia Oscura
Penélope Cruz - Madres Paralelas
Kristen Stewart - Spencer
Migliore attore protagonista
Javier Bardem - A Proposito dei Ricardo
Benedict Cumberbatch - Il Potere del Cane
Andrew Garfield - Tick, Tick... Boom!
Will Smith - Una Famiglia Vincente (King Richard)
Denzel Washington - Macbeth
Migliore attrice non protagonista
Jessie Buckley - La Figlia Oscura
Ariana DeBose - West Side Story
Judi Dench - Belfast
Kirsten Dunst - Il Potere del Cane
Aunjanue Ellis - Una Famiglia Vincente (King Richard)
Migliore attore non protagonista
Ciarán Hinds - Belfast
Troy Kotsur - I Segni del Cuore
J.K. Simmons - A Proposito dei Ricardo
Jesse Plemons - Il Potere del Cane
Kodi Smit-McPhee - Il Potere del Cane
(Dall'alto: Hans Zimmer se la ride in vista degli Oscar; Billie Eilish pensa a James Bond durante le registrazioni di No Time to Die).
Riuscirà Hans Zimmer a guadagnarsi un altro Premio Oscar?
Dopo la vittoria nel '95 con Il Re Leone, la carriera del compositore tedesco a Hollywood è andata in crescendo, con un'alternanza tra blockbuster superoistici targati DC (da L'Uomo di Acciaio fino a Wonder Woman 1984, passando per Batman v Superman) e opere d'autore di cineasti quali Christopher Nolan e Denis Villeneuve.
Proprio per il regista canadese Hans ha firmato le musiche di Dune, già omaggiate il mese scorso con il Golden Globe.
Non sappiamo se il verdetto verrà confermato dall'Academy, ma è certo che in questa categoria sia l'avversario da battere.
Anche per la miglior canzone c'è chi parte in vantaggio.
Parliamo ovviamente della popstar in perenne ascesa Billie Eilish: anche lei globizzata grazie alla canzone di punta dell'ultimo film di 007 (No Time to Die), se la dovrà vedere principalmente col quotatissimo Lin-Manuel Miranda di Encanto.
Occhio però alla terza incomoda Diane Warren: ancora col dente avvelenato per la mancata statuetta dell'anno scorso (colpa esclusiva - secondo i maligni - della scomposta esultanza della collega Laura Pausini dopo i Globes), la veterana cantautrice californiana è alla candidatura numero... 13!
Sarà la volta buona?
In attesa di sapere come andrà a finire, qui sotto potete trovare l'elenco dei nominati!
Migliore colonna sonora
Nicholas Britell - Don't Look Up
Hans Zimmer - Dune
Germaine Franco - Encanto
Alberto Iglesias - Madres paralelas
Jonny Greenwood - Il Potere del Cane
Migliore canzone
Be Alive (musiche e testo di Beyoncé e DIXSON) - Una Famiglia Vincente (King Richard)
Dos Oruguitas (musiche e testo di Lin-Manuel Miranda) - Encanto
Down to Joy (musiche e testo di Van Morrison) - Belfast
No Time To Die (musiche di Billie Eilish; testo di Billie Eilish e Finneas O'Connell) - No Time To Die
Somehow You Do (musiche e testo di Diane Warren) - Quattro Buone Giornate
Gli scandali - in passato voti poco trasparenti (ecco spiegati molti premi senza senso!), di fatto nessuna rappresentatività delle minoranze nelle giurie, con le conseguenti accuse di razzismo - , l'assenza di diretta Tv (la NBC si è sfilata) e di streaming in tempo reale, il fuggi fuggi dei divi che hanno preso le distanze dall'organizzazione, la mancanza di pubblico per le restrizioni dovute all'emergenza epidemiologica ne hanno minato la visibilità e la credibilità.
Risultato? Non se li è filati praticamente nessuno.
Fino a qualche anno fa, almeno, erano considerati come una sorta di anteprima degli Oscar; ma già da un po' di anni non è che offrissero un'idea tanto precisa circa l'esito degli Acdemy Award e quindi l'interesse nel pubblico è andato vieppiù scemando.
Scorrendo l'elenco dei vincitori di quest'anno viene quindi da chiedersi: si verificherà anche quest'anno un "effetto Nomadland"?
The Power of the Dog-Il Potere del Cane - considerato da alcuni il nuovo Brokeback Mountain - partirà forse da favorito dopo essersi aggiudicato domenica 3 riconoscimenti "pesanti" (miglior film drammatico, miglior regia e miglior attore non protagonista): se il verdetto venisse confermato dall'Academy, Jane Campion diventerebbe la seconda donna consecutiva ad aggiudicarsi la statuetta, dopo Chloé Zhao lo scorso anno, e solo la terza nella storia.
Ma se la cineasta cinese di Eternals non aveva praticamente avuto concorrenti, la sua collega neozelandese dovrà vedersela con un signore di nome Steven Spielberg.
L'autore de Lo Squalo, Indiana Jones e Ready Player One è immarcescibile: il suo rifacimento di West Side Story sarà pure un fiasco al botteghino, ma la critica sta gridando al capolavoro, al punto che molti lo reputano persino superiore all'originale.
Con 3 Globi in dote (miglior film commedia/musicale e migliori attrici), è il secondo favorito nella corsa agli Oscar.
Occorre tuttavia non dare per spacciato il quasi autobiografico in bianco e nero Belfast di Kenneth Branagh, mentre l'ambizioso remake di Dune è uscito ridimensionato nelle proprie aspettative (premio solo per la colonna sonora di Hans Zimmer).
In ottica Oscar, le sfide tra gli attori hanno presentato spunti molto interessanti.
L'irriconoscibile Nicole Kidman di Being the Ricardos e Will Smith sono in rampa di lancio, avendo sbaragliato una concorrenza di ottimo livello.
La diva di Lion (per il quale si guadagnò quella che finora è la sua ultima nomination) si è imposta nella categoria dei film drammatici su quella che da molti è considerata la sua erede, Jessica Chastain, su Olivia Colman (la ricordate in The Favourite?), su Kristen Stewart e sulla favorita della vigilia, l'oscarizzata Lady Gaga.
Il Principe di Bel Air è invece salito al trono diventando Re Richard (ossia il padre delle sorelle Williams, campionesse di tennis) dopo essersela vista con Mahershala Ali e Javier Bardem, ma soprattutto con Denzel Washington e Benedict Cumberbatch.
Chissà tuttavia se il suo futuro, principale rivale arriverà dalla categoria commedie/musical...
Qui si è imposto il già Spider-Man Andrew Garfield (che ha battuto, tra gli altri, nientemeno che Leonardo DiCaprio), suscitando un tripudio nei social.
A proposito di supereroi, la Marvel è tornata a casa a bocca asciutta: detto di Cumberbatch (noto ai più come Doctor Strange), nessun globo è andato alla bellissima miniserie post-EndgameWandaVision.
Dal canto suo, il già Batman Michael Keaton si è aggiudicato il premio come miglior attore in una miniserie/film per la Tv.
Per lui è il secondo riconoscimento in questa kermesse, dopo il trionfo di Birdman qualche anno or sono.
Casa Disney può consolarsi con il premio per il miglior cartone animato: Encanto ha vinto il derby con il "ligure" Luca (un vero peccato per il bel cartoon di Enrico Casarosa).
L'Italia esce delusa anche per la mancata vittoria di Paolo Sorrentino con il suo struggente E' stata la mano di Dio.
La nuova opera dell'autore de La Grande Bellezza ha ceduto il premio per il miglior film straniero al giapponese Drive My Car.
I Golden Globe, quest'anno, hanno provato a presentarsi con una ventata di freschezza: Ariana DeBose (classe 1991), Kodi Smit-McPhee (classe 1996) e soprattutto Rachel Zegler (millennial classe 2001!) hanno vinto rispettivamente come migliore attrice non protagonista, miglior attore non protagonista e migliore attrice di commedie/musical, imponendosi su colleghi molto più noti e affermati (alcuni nomi: Kirsten Dunst; Ben Affleck, Jamie Dornan; Emma Stone, Jennifer Lawrence, Marion Cotillard).
Ecco: far dimenticare gli scandali, puntare sui giovani (senza tralasciare i divi di grande richiamo), proporre delle novità.
Se i Golden Globe vogliono sopravvivere, è meglio che cambino un po' di cose.