CINEMA A BOMBA!

martedì 22 ottobre 2024

GLI INEDITI: C.A.T. SQUAD + C.A.T. SQUAD-PYTHON WOLF, VIVERE E MORIRE A MONTREAL

(Clicca sulle locandine per vedere i due film) 

C.A.T. SQUAD
USA, 1986
97'
Regia: William Friedkin
Interpreti: Joe Cortese, Jack Youngblood, Steve James, Patricia Charbonneau, Eddie Velez, Bradley Whitford.

C.A.T. SQUAD: PYTHON WOLF
USA, 1988
93'
Regia: William Friedkin
Interpreti: Joe Cortese, Jack Youngblood, Steve James, Deborah Van Valkenburgh, Miguel Ferrer.


Come sa già chi conosce la sua opera o legge abitualmente il nostro blog, William Friedkin - uno dei Grandi della storia del cinema - era nato professionalmente come documentarista per la tv.
Medium che il nostro non disprezzò mai, neppure dopo il passaggio trionfale al grande schermo, e al quale occasionalmente tornò.

I risultati di tale "ritorno alle origini" furono altalenanti (andate a rileggervi questa doppia recensione!), ma in alcuni casi meritano una rivisitazione.
I due lungometraggi che vi presentiamo oggi - trasmessi solo in USA e inediti in Italia - appartengono a questa categoria.


C.A.T. Squad

Un gruppo di scienziati che sta lavorando a un progetto segreto per la Difesa americana viene decimato da un misterioso killer.
Per proteggere i pochi ancora in vita viene allestita una squadra speciale anti-terrorismo (C.A.T. sta per Counter-Assault Tactical)...

Squadra che vince non si cambia: Billy riassembla lo stesso team del capolavoro Vivere e Morire a Los Angeles, un anno più tardi.
Contributi tecnici di altissimo livello: dallo sceneggiatore ex-poliziotto Gerald Petievich all'operatore Bob Yeoman (futuro DP di fiducia di Wes Anderson), passando per il fido montatore Bud Smith.

Nonostante un uso ingombrante delle musiche del 2 volte premio Oscar Ennio Morricone (ricilate da Il Mio Nome è Nessuno), il film è un buon esempio di poliziesco anni 80 che non ha nulla da invidiare a produzioni coeve come Miami Vice.

Ma diversamente dalla serie ideata dall'amico/rivale Michael Mann, Friedkin rinuncia a qualsiasi componente glamour in favore di quel "realismo metropolitano" che è sempre stato il suo marchio di fabbrica.

Girato a Montréal con attori semisconosciuti (nel cast ci sono l'ex giocatore di football Youngblood e un giovane Whitford, quello di Get Out e Godzilla: King of the Monsters), questa prima parte del dittico si distingue per un paio di riuscite scene di azione che portano le chiare impronte del Maestro.


C.A.T. Squad: Python Wolf

La squadra di superagenti stavolta è alle prese con un gruppo di estremisti sudafricani che contrabbandano plutonio.
I nostri dovranno tra l'altro salvare uno dei propri membri che è stato catturato dal nemico...

Ritorna la colonna sonora del mitico Ennio e il regista firma il copione insieme al solito Petievich, affiancati per l'occasione dal romanziere e sceneggiatore Robert Ward (Hill Street Blues, Miami Vice).

Le novità sono rappresentate da una parte del cast (uno dei cattivi è il Ferrer di Twin Peaks) e dall'atmosfera più vicina a Top Gun che a Vivere e Morire a Los Angeles.

Di nuovo girato a Montréal, è un seguito nel complesso inferiore all'originale, ma la mano del Maestro ogni tanto affiora.


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lunedì 31 ottobre 2022

I CLASSICI: LA COSA, UN CARPENTER DA UN ALTRO MONDO

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 1982
109'
Regia: John Carpenter
Con: Kurt Russell, Keith David, Wilford Brimley, T.K. Carter, Donald Moffat, Adrienne Barbeau (voce).


Isolati all'interno di una base in Antardide, un gruppo di ricercatori americani - tra i quali il laconico MacReady (Russell) - si trova alle prese con una forma di vita extraterrestre precipitata sulla Terra.

Questo parassita alieno è capace di entrare nel corpo di chiunque, "assimilando" l'ospitante.
Tra gli uomini cresce sempre più un senso di paranoia: chi è davvero umano e chi invece è stato mutato?


2013: Halloween.
2014: Nightmare.
2015: Venerdì 13 - Jason X.
2016: Plan 9 From Outer Space.
2017: Lo Squalo.
2018: Auguri per la tua Morte.
2019: Dal Tramonto all'Alba.
2020: Bubba Ho-Tep.
2021: Nosferatu.

Come da tradizione, con frequenza annuale scegliamo una pellicola "di paura" da proporvi per la Vigilia di Ognissanti.
Questa volta si tratta per noi di un ritorno alle origini: avevamo infatti iniziato la nostra rassegna 9 anni fa presentandone una firmata dal mitico John Carpenter.

Classe 1948, regista, sceneggiatore e compositore musicale, il poliedrico cineasta di Carthrage (NY) è considerato - insieme al compianto Re degli Zombi George A. Romero - il principale esponente del cosiddetto "horror politico" (leggi: liberal).

Ossessionato dal cinema rigoroso del maestro Howard Hawks (tutti i suoi film, o quasi, sono rifacimenti più o meno cammuffati di Un Dollaro d'Onore), John aveva accettato di dirigere questo remake del classico La Cosa da un Altro Mondo proprio perché l'originale era stato prodotto dal suo idolo.

Un lavoro su commissione, quindi, ma al contempo una delle sue opere più personali e riuscite, un esercizio di stile, una parabola claustrofobica e pessimista sull'umanità.
E inoltre la prima parte di una sua virtuale "Trilogia dell'Apocalisse", che sarebbe proseguita idealmente col sottovalutato Il Signore del Male per poi concludersi col visionario Il Seme della Follia.

La Cosa vale soprattutto per l'atmosfera plumbea, per la minacciosa musica del due volte premio Oscar Ennio Morricone (che imita lo stile di Carpenter), per i trucchi di prim'ordine.

Questi ultimi, realizzati dal giovanissimo Rob Bottin (all'epoca appena ventiduenne!), sono davvero impressionanti e fanno rimpiangere i tempi in cui gli artigiani del cinema dovevano arrangiarsi, senza le moderne scorciatoie della grafica computerizzata.

Criticato ai tempi proprio per il ricorso frequente agli effetti splatter, il film è stato successivamente rivalutato ed è oggi considerato un cult.
A distanza di 40 anni non ha perso né fascino né efficacia: si tratta in fondo di un'opera "d'autore", benché saldamente ancorata al "genere".

Non sappiamo se a Hawks - morto 5 anni prima - questo omaggio sui generis sarebbe piaciuto.
Ma possiamo comunque ritenere che avrebbe considerato John Carpenter per quello che in effetti è: il suo "allievo" più dotato.


BUON HALLOWEEN dall'intera Redazione di CINEMA A BOMBA!


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giovedì 1 settembre 2016

VENEZIA 2016. IL RITORNO DELLA MOSTRA

(Il direttore Alberto Barbera seduto sul red carpet


La Mostra del Cinema di Venezia è tornata!

Chiariamo: non è che se ne fosse mai andata, ma alla memorabile edizione del 2011 si erano susseguiti diversi anni deludenti, caratterizzati da selezioni mediocri.
L'anno scorso, all'apice dello sconforto, avevamo scritto un post molto duro che teorizzava la fine delle grandi rassegne cinematografiche.

Forse è solo una coincidenza, forse Thierry Frémaux (responsabile artistico del Festival di Cannes) e Alberto Barbera (direttore della Mostra) non sono lettori di CINEMA A BOMBA!, ma è un fatto che il nostro appello sia stato ascoltato.

Pochi mesi fa la rassegna della Croisette aveva presentato un programma da leccarsi i baffi e adesso Venezia sembra rispondere a tono: scorrendo l' elenco dei film di questa edizione - in concorso e non - sembra esserci molto pane per i denti dei cinefili più accaniti.

Si parte subito forte con La La Land, commedia sentimental-musicale firmata da uno dei nomi di punta del nuovo cinema made in USA, il giovane Damien Chazelle di Whiplash.
Nel cast, oltre alla coppia protagonista formata da Ryan Gosling (quello di Drive) e Emma Stone (già vista in Magic in the Moonlight), troviamo due Premi Oscar dello scorso anno: il grande J.K. Simmons (vincitore proprio con Whiplash) e il cantautore John Legend.

In competizione - anche questa è un'inversione di tendenza - c'è molto spazio per gli Americani: l'orrorifico The Bad Batch vedrà Jason Momoa (Aquaman di Batman v Superman) affiancare due divi come Keanu Reeves e Jim Carrey; l'indipendente Derek Cianfrance presenta un dramma storico con protagonisti Michael Fassbender (Magneto degli X-Men) e la Premio Oscar Alicia Vikander, attualmente coppia anche nella vita; lo stilista Tom Ford è tornato dietro la cinepresa per dirigere un thriller in cui compaiono, tra gli altri, l'ottima Amy Adams (vista in The Master a Venezia 2012 e in Her-Lei) e il sempre troppo sottovalutato Michael Shannon (ve lo ricordate in Bug e Mud?).

E poi ancora: il cileno Pablo Larraín (autore di No con Gael García Bernal) in trasferta yankee, dove ha trasformato Natalie Portman (la principessa Amidala di Star Wars) in Jackie Kennedy; l'attesissimo fantascientifico Arrival del canadese Denis Villeneuve con Amy Adams (ancora lei!) e Jeremy Renner (Occhio di Falco degli Avengers); il tedesco errante Wim Wenders che ha coinvolto il cantautore Nick Cave nella coproduzione Les Beaux Jours d'Aranjuez.

Ritroviamo anche il vecchio Terrence Malick, abitué da qualche anno dei festival, qui alle prese con un genere per lui nuovo: il documentario.
L'autore di To the Wonder e Knight of Cups si è aggiudicato un nome d'eccezione per la colonna sonora sonora: Ennio Morricone, reduce dal Premio Oscar conquistato con The Hateful Eight; è la seconda collaborazione tra i due, dopo I Giorni del Cielo del 1978.
Voyage of Time è una sorta di spin-off di The Tree of Life e si avvale anche in questo caso della supervisione del vecchio Douglas Trumbull (2001-Odissea nello spazio) negli effetti speciali.

Il cinema italiano è rappresentato da un altro documentario, Spira Mirabilis, sul tema dell'immortalità, della coppia di video-artisti Martina Parenti e Massimo d'Anolfi (riusciranno a emulare Gianfranco Rosi, vincitore del Leone d'Oro a Venezia 2013?), dal drammatico Piuma di Roan Johnson (padre inglese, madre italiana e italiano lui a sua volta) e da Questi Giorni del veterano Giuseppe Piccioni con l'inossidabile Margherita Buy, che avevamo molto apprezzato in Mia Madre.
Forza gente, qualche speranza c'è.

Gli outsider potrebbero essere l'eclettico Emir Kusturica, che riporta davanti alla macchina da presa la nostra Monica Bellucci, e l'apprezzato russo Andrei Konchalovsky col suo drammatico Paradise.

E se pensate di essere già soddisfatti coi film in concorso, date un'occhiata alle altre selezioni!

Ritroviamo Natalie Portman (Planetarium) e Nick Cave (One More Time with Feeling, dell'ambizioso Andrew Dominik), possiamo scegliere tra il remake dei Magnifici Sette con un super cast, il ritorno di Mel Gibson alla regia (Hacksaw Ridge è tratto dalla storia del primo obiettore di coscienza a ricevere la medaglia d'onore al valor militare per il suo servizio svolto nella Seconda Guerra Mondiale), l'anteprima della serie Tv The Young Pope firmata dall'autore di La Grande Bellezza Paolo Sorrentino, la storia del pugile che resistette ben 15 round contro Muhammad Ali e che ha ispirato il personaggio di Rocky Balboa (The Bleeder).

Il programma di documentari e cortometraggi è come al solito molto ricco e variegato: visto l'apprezzamento che nutriamo per questi due modi di fare cinema, nel precedente post abbiamo quindi voluto presentarli tutti.
E, davvero, ce n'è per tutti i palati.

Così come nella nuovissima sezione "Cinema nel Giardino", ove accanto alle proiezioni di film - e tra questi vi segnaliamo In Dubious Battle della nostra vecchia conoscenza James Franco, il cartone animato Pets-Vita da Animali e il documentario di Michele Santoro Robinù - sono previsti incontri e dibattiti aperti al pubblico con autori, attori, gente del mondo della cultura.

Un ulteriore motivo per seguire la Mostra del Cinema è legato agli Oscar: i vincitori effettivi e morali delle ultime edizioni degli Academy Awards - Il Caso Spotlight nel 2016, Birdman nel 2015, Gravity nel 2014 - sono tutti passati dal Lido.

Sarà un caso? Noi pensiamo di no.
Perciò, a chi toccherà stavolta?







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mercoledì 31 agosto 2016

VENEZIA 2016. I FILM IN E FUORI CONCORSO

Dall'alto: Ryan Gosling ed Emma Stone si librano in volo nel film di apertura della Mostra, La La Land di Damien Chazelle; una scena di Arrival di Denis Villeneuve; un'immagine tratta da Hacksaw Ridge di Mel Gibson. 


La 73a Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia (31 Agosto - 10 Settembre 2016) promette fuochi d'artificio.

Dopo anni di magra, la rassegna cinematografica più longeva al mondo potrebbe tornare sotto le luci della ribalta internazionale che si addicono al suo grande prestigio: il programma questa volta non presenta più quelli che potevano sembrare scarti degli altri festival, ma opere di artisti di primo piano e di autori promettenti.

In particolare, la giuria della sezione principale - presieduta dal regista inglese Sam Mendes (American Beauty, Era mio padre, Revolutionary Road, Skyfall, Spectre) e comprendente l'artista Laurie Anderson (in concorso l'anno scorso), le attrici Gemma Arterton, Chiara Mastroianni, Nina Hoss, Zhao Wei, lo scrittore/sceneggiatore Giancarlo De Cataldo, il documentarista Joshua Oppenheimer, il vincitore del Leone d'Oro 2015 Lorenzo Vigas - avrà l'arduo compito di assegnare premi a lavori molto diversi tra di loro e tutti potenzialmente molto interessanti.

Anche le pellicole fuori concorso e nelle sezioni collaterali sembrerebbero in gran parte accattivanti, così come i tanti documentari e cortometraggi.

Vi presenteremo nel prossimo post le nostre valutazioni preliminari, ma possiamo già anticiparvi che un cartellone così è da leccarsi i baffi: opere dei maestri Terrence Malick (un ambizioso documentario), Wim Wenders, Emir Kusturica, Mel Gibson; pellicole dei meno noti ma molto talentuosi Damien Chazelle (che avrà l'onore di aprire la kermesse con l'attesissimo e promettentissimo La La Land) Derek Cianfrance, Pablo Larraín, François Ozon, Denis Villeneuve; film potenzialmente sorprendenti (teniamo d'occhio il documentario italiano Spira Mirabilis, tra gli altri) e di intrattenimento (come il nuovo I Magnifici 7)...

E poi occhio alla sfida al femminile tra le due dive Amy Adams e Natalie Portman, entrambe presenti al Lido con due pellicole ciascuna (e che pellicole!), così come il cantautore australiano Nick Cave.

Insomma, pare proprio che quest'anno ci sarà da divertirsi, come potrete constatare anche voi dando un'occhiata a trailer, trame, interviste con i registi, curiosità... che abbiamo cercato per voi e che potete trovare nei link seguenti.

Si accendano i riflettori, si azionino i proiettori: la Mostra di Venezia 2016... si mostra al mondo nel suo splendore!








FILM IN CONCORSO

La La Land, regia di Damien Chazelle (USA) [Film di apertura], con Ryan Gosling, Emma Stone, John Legend, J.K. Simmons
The Bad Batch, regia di Ana Lily Amirpour (USA), con Jason Momoa, Keanu Reeves, Jim Carrey
Une vie, regia di Stéphane Brizé (Francia, Belgio)
The Light Between Oceans, regia di Derek Cianfrance (USA, Australia, Nuova Zelanda), con Michael Fassbender, Alicia Vikander, Rachel Weisz
El ciudadano ilustre, regia di Mariano Cohn, Gastón Duprat (Argentina, Spagna)
Spira mirabilis, regia di Massimo d'Anolfi, Martina Parenti (Italia, Svizzera) [Documentario]
The Woman Who Left (Ang babaeng humayo), regia di Lav Diaz (Filippine)
La región salvaje, regia di Amat Escalante (Messico)
Nocturnal Animals, regia di Tom Ford (USA), con Jake Gyllenhaal, Amy Adams, Michael Shannon
Piuma, regia di Roan Johnson (Italia)
Paradise (Rai), regia di Andrei Konchalovsky (Russia, Germania)
Brimstone, regia di Martin Koolhoven (Paesi Bassi, Germania, Belgio, Francia, Gran Bretagna, Svezia), con Dakota Fanning, Guy Pearce, Kit Harington, Carice Van Houten
On the Milky Road (Na mlijecnom putu), regia di Emir Kusturica (Serbia, Gran Bretagna), con Monica Bellucci, Emir Kusturica
Jackie, regia di Pablo Larraín (Usa, Cile), con Natalie Portman, Peter Sarsgaard, Greta Gerwig, John Hurt
Voyage of Time, regia di Terrence Malick (Usa, Germania) [Documentario], con le voci di Brad Pitt e Cate Blanchett e la colonna sonora di Ennio Morricone
El Cristo ciego, regia di Christopher Murray (Cile, Francia)
Frantz, regia di François Ozon (Francia, Germania)
Questi giorni, regia di Giuseppe Piccioni (Italia), con Margherita Buy, Filippo Timi
Arrival, regia di Denis Villeneuve (USA), con Amy Adams, Jeremy Renner, Forest Whitaker
Les beaux jours d'Aranjuez, regia di Wim Wenders (Francia, Germania), con Nick Cave








FILM FUORI CONCORSO

One More Time with Feeling, regia di Andrew Dominik (Gran Bretagna), con Nick Cave
The Bleeder, regia di Philippe Falardeau (USA, Canada), con Liev Schreiber, Naomi Watts, Ron Perlman
I magnifici 7 (The Magnificent Seven), regia di Antoine Fuqua (USA), con Denzel Washington, Chris Pratt, Ethan Hawke, Vincent D’Onofrio
Hacksaw Ridge, regia di Mel Gibson (USA, Australia), con Andrew Garfield, Vince Vaughn, Teresa Palmer, Sam Worthington
The Journey, regia di Nick Hamm (Gran Bretagna), con Timothy Spall, Colm Meaney, Freddie Highmore, John Hurt
À jamais, regia di Benoît Jacquot (Francia, Portogallo), con Mathieu Amalric
Gantz:O, regia di Yasushi Kawamura (Giappone) [Film d'animazione]
The Age of Shadows (Miljeong), regia di Jee Woon Kim (Corea del Sud)
Monte, regia di Amir Naderi (Italia, USA, Francia), con Anna Bonaiuto
Tommaso, regia di Kim Rossi Stuart (Italia), con Kim Rossi Stuart, Jasmine Trinca, Cristiana Capotondi
The Young Pope, regia di Paolo Sorrentino (Italia, Francia, Spagna, USA) - [Serie Tv. Episodi I e II], con Jude Law, Diane Keaton, Silvio Orlando
Planetarium, regia di Rebecca Zlotowski (Francia, Belgio), con Natalie Portman








DOCUMENTARI

Our War, regia di Bruno Chiaravalloti, Claudio Jampaglia, Benedetta Argentieri (Italia, USA)
I called him Morgan, regia di Kasper Collin (Svezia, USA)
Austerlitz, regia di Sergei Loznitsa (Germania)
Assalto al cielo, regia di Francesco Munzi (Italia)
Safari, regia di Ulrich Seidl (Austria, Danimarca)
American Anarchist, regia di Charlie Siskel (USA)








CORTOMETRAGGI

Le reste est l'oeuvre de l'homme, regia di Doria Achour (Francia, Tunisia)
Dadyaa, regia di Bibhusan Basnet, Pooja Gurung (Nepal, Francia)
Stanza 52, regia di Maurizio Braucci (Italia)
Molly Bloom, regia di Chiara Caselli (Italia)
Samedi Cinema, regia di Mamadou Dia (Senegal)
Colombi, regia di Luca Ferri (Italia)
On the Origin of Fear, regia di Bayu Prihantoro Filemon (Indonesia)
Good News, regia di Giovanni Fumu (Corea del Sud, Italia)
Ruah, regia di Flurin Giger (Svizzera)
Ce qui nous éloigne, regia di Wei Hu (Francia), con Isabelle Huppert
Good Luck, Orlo! (Srecno, Orlo!), regia di Sara Kern (Slovenia, Croazia, Austria)
Amalimbo, regia di Juan Pablo Libossart (Svezia, Estonia)
Midwinter, regia di Jake Mahaffy (USA, Nuova Zelanda)
La voz perdida, regia di Marcello Martinessi (Paraguay, Venezuela, Cuba)
500.000 years (500.000 pee), regia di Chai Siris (Tailandia)
First Night (Prima noapte), regia di Andrei Tanase (Romania, Germania)








Questi sono invece le opere che più ci paiono interessanti nella vasta sezione ORIZZONTI:

King of the Belgians, regia di Peter Brosens, Jessica Woodworth (Belgio, Paesi Bassi, Bulgaria)
Through the Wall (Laavor et Hakim), regia di Rama Burshtein (Israele)
Liberami, regia di Federica Di Giacomo (Italia)
Dawson City: Frozen Time, regia di Bill Morrison (USA, Francia)
Réparer les vivants, regia di Katell Quillévéré (Francia, Belgio), con Tahar Rahim, Emmanuelle Seigner
Dark Night, regia di Tim Sutton (USA)
Il più grande sogno, regia di Michele Vannucci (Italia)








Nuova, ma particolarmente accattivante, la rassegna non competitiva CINEMA NEL GIARDINO, che prevede incontri ed approfondimenti con autori, interpreti, personalità del mondo della cultura.
Questi titoli, in particolare, ci sembrano meritevoli di attenzione:

Inseparables, regia di Marcos Carnevale (Argentina)
Franca: Chaos and Creation, regia di Francesco Carrozzini (Italia) - documentario
In Dubious Battle, regia di James Franco (USA), con Bryan Cranston, Ed Harris, James Franco, Josh Hutcherson, Robert Duvall, Sam Shepard, Selena Gomez
The Net (Geumul), regia di Kim Ki-Duk (Corea del Sud)
L'estate addosso, regia di Gabriele Muccino (Italia)
Pets - Vita da animali (The Secret Life of Pets), regia di Chris Renaud, Yarrow Cheney (USA)
Robinù, regia di Michele Santoro (Italia) - documentario
My Art, regia di Laurie Simmons (USA)

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giovedì 3 marzo 2016

OSCAR 2016. UN' EDIZIONE CONFUSA

Dall'alto: Mark Rylance (attore non protagonista), Brie Larson (attrice protagonista), Leonardo DiCaprio (attore protagonista), Alicia Vikander (attrice non protagonista); ancora DiCaprio, tra Emmanuel Lubezki e Alejandro G. Iñárritu; l'affollata cerimonia di premiazione di Spotlight come miglior film (Michael Keaton al centro, Mark Ruffalo a destra). 


Parafrasando Agatha Christie: "...e poi non vinse nessuno."

L'edizione numero 88 degli Academy Awards passerà alla storia per essere stata una delle più incerte e confuse.
Sia chiaro, molti di coloro che a fine serata si sono portati a casa una statuetta lo meritavano, ma la sensazione è che si sia voluto accontentare un po' tutti.

Sono solo tre, infatti, le opere che hanno ricevuto, quest'anno, più di un Oscar: in totale ne sono state premiate ben 16; 13 delle quali, quindi, con un solo riconoscimento.
Col risultato che nessuna pellicola è davvero emersa.

Non è la prima volta. Anzi, ci sembra un trend - molto discutibile - degli ultimi anni: con le eccezioni di The Artist (nel 2012) e Birdman (lo scorso anno), non si sono più registrate vittorie nette.

Come si può notare scorrendo l'elenco dei vincitori, i veri eroi della serata di domenica sono stati principalmente due: Ennio Morricone e Leonardo DiCaprio.

Il grande compositore italiano ha finalmente conquistato l'Oscar che per troppi decenni gli era stato negato, se non alla carriera (nel 2007).
Una parte del merito va sicuramente a quel volpone di Quentin Tarantino, che - ormai accreditatosi come il nuovo Sergio Leone - ha voluto fortemente che il Maestro firmasse la colonna sonora del suo western The Hateful Eight.

Le straordinarie musiche di questo gagliardo ottantasettenne hanno fatto la storia del cinema, facendo sognare generazioni di spettatori.
L'Oscar più meritato dell'anno: complimenti, Signor Morricone!

Anche la leggendaria sfortuna dell'ex star di Titanic con le statuette, invece, è finalmente terminata: DiCaprio ha dovuto affrontare le condizioni estreme delle riprese di Revenant-Redivivo per coronare il proprio sogno.
Anche la Hollywood più snob si è dovuta inchinare: bravo Leo.

A proposito del film di Alejandro González Iñárritu, ci pare che il kolossal girato in Columbia Britannica (Canada) e Terra del Fuoco (nella parte argentina) sia stato il principale sconfitto della serata: partito come favorito, ha probabilmente patito la stroncatura di Variety - la rivista più influente di Hollywood - e si è visto soffiare il premio più importante.

Sembra proprio che, negli ultimi tempi, le pellicole che raccolgono il maggior numero di nomination alla vigilia arrivino al traguardo zoppe, come avevamo notato in questo precedente post.

Il regista messicano e il suo connazionale Emmanuel Lubezki possono però consolarsi: uno ha conquistato il secondo Oscar consecutivo come miglior regista - impresa riuscita prima ai soli John Ford e Joseph L. Mankiewicz -, l'altro addirittura il terzo Oscar di fila per la miglior fotografia (l'anno scorso con Birdman e due anni fa con Gravity).
Niente male davvero!

Il 2016 è anche il terzo anno di seguito che un cineasta del Messico viene premiato per la regia (prima di Iñárritu era stata la volta di Alfonso Cuarón nel 2014).

Questa, da un po' di tempo a questa parte, è diventata la categoria più internazionale: l'ultimo americano a vincere è stato in realtà una donna - l'unica nella storia dell'Academy Award - nell'ormai lontano 2010: Kathryn Bigelow, per The Hurt Locker.

Da quando è iniziato il nuovo millennio, gli Stati Uniti hanno vinto solo sei volte: dopo la Bigelow è stata infatti la volta dell'inglese Tom Hooper (Il Discorso del Re, nel 2011), del francese Michel Hazanavicus (il già citato The Artist, nel 2012), del taiwanese Ang Lee (Vita di Pi, nel 2013) e dei messicani.

Chi ha raggranellato più statuette di tutti (6 in totale) è stata la vera rivelazione dell'anno: Mad Max: Fury Road.
Il versatile e geniale cineasta australiano George Miller ha riportato alla ribalta il personaggio che a cavallo tra gli anni 70 e 80 aveva reso celebre Mel Gibson (in questo reboot è interpretato invece dall'imponente Tom Hardy, già Bane ne Il Cavaliere Oscuro-Il Ritorno).
Certo, si tratta solo di premi tecnici, ma per un film di genere è quasi una vittoria.
Probabilmente, però, sarà l'unico ad essere ricordato anche in futuro.

Tra i due litiganti il terzo gode, dice un famoso proverbio. E il terzo è Il Caso Spotlight, che però gode fino ad un certo punto.
Solo 2 Oscar: scontato quello per la sceneggiatura, clamoroso quello per il miglior film.
Da quanti anni non succedeva che una pellicola trionfasse con così pochi premi?

[Una risposta, in realtà, c'è: l'ultimo film a portare a casa solo due statuette - compresa quella più importante - è il tutt'altro che memorabile Il Più Grande Spettacolo del Mondo di Cecil B. DeMille. Correva l'anno 1952.]

Al di là del valore intrinseco dell'opera - una fedele ricostruzione della coraggiosa indagine giornalistica che portò la redazione del Boston Globe a smascherare alcuni gravissimi casi di abusi sui minori da parte di membri del clero cattolico - si ha l'impressione che si sia voluto dare un segnale politico.

Accettabile e condivisibile come tale, ma siamo sicuri che sia stata la scelta giusta?
Una competizione cinematografica - a qualsiasi livello - dovrebbe basarsi su parametri artistici, non ideologici.

C'è il rischio concreto che, passato il clamore mediatico, ci si imbatta in questa pellicola solo come risposta a domanda difficile in un quiz televisivo del futuro ("Chi vinse l'Oscar come miglior film nel 2016?").

Vorremmo poi far notare una curiosità: questo è già il secondo film consecutivo con protagonista Michael Keaton a vincere il premio più ambito dopo essere stato presentato alla Mostra del Cinema di Venezia.

La nostra kermesse lagunare è in crisi da tempo, ma a quanto pare porta bene.
Per quanto concerne l'ex Batman, già protagonista di un nostro fortunato Speciale, sembra proprio che stia diventando un vero talismano, benché ancora una volta gli sia stata negata la statuetta come attore.
Quand'è che Hollywood si accorgerà del suo valore?

Al suo posto - Keaton in realtà non è stato neppure candidato - l'ha spuntata un po' a sorpresa Mark Rylance, che come non protagonista ha prevalso su Sylvester Stallone (il mitico Rocky può comunque consolarsi col suo Golden Globe).
Una bella notizia comunque per chi come noi ha avuto il piacere di vedere questo bravissimo attore inglese di formazione teatrale nel bel film di Steven Spielberg Il Ponte delle Spie.

Esiti non scontati anche in campo femminile, ma giustissimi: delle due vincitrici, vedrete, sentiremo ancora parlare.

La giunonica "cantattrice" Brie Larson (Room) è già stata definita "l'anti Jennifer Lawrence" per il suo stile di vita sobrio, tutt'altro che da diva.
In realtà le due - entrambe ex ragazzine prodigio - sembrano essere amiche; ma intanto, al primo confronto, la prima ha battuto la più titolata collega.
Che sia l'inizio di una sana rivalità professionale?

La svedese Alicia Vikander (The Danish Girl) è riuscita a prevalere in una delle categorie più incerte dell'anno, quella della migliore attrice non protagonista

L'attuale fiamma di Michael Fassbender - candidato anche lui, come attore protagonista - si è dovuta scontrare con le più celebri e molto talentuose Jennifer Jason Leigh (The Hateful Eight), Rooney Mara (Carol), Rachel McAdams (Spotlight), Kate Winslet (Steve Jobs. Era la favorita della vigilia, essendo fresca vincitrice del Golden Globe).
Forse, però, ha vinto per il film sbagliato: risulta più convincente nella parte di un robot dotato di sentimenti quasi umani in Ex Machina.

Quest'ultimo è stato realizzato con un budget piuttosto limitato (15 milioni di dollari), ma è riuscito nell'incredibile impresa di battere colossi del calibro di Star Wars-Il Risveglio della Forza (200 milioni), Mad Max: Fury Road (150 milioni), The Revenant (135 milioni) e The Martian (108 milioni) nella categoria dei migliori effetti speciali!

Pronostici della vigilia rispettati invece per Inside Out - dodicesimo titolo Pixar a vincere un Oscar, proprio nell'anno in cui ricorre il trentesimo anniversario della casa di produzione -, Il Figlio di Saul - seconda dell'Ungheria per il film straniero, 34 anni dopo il Mephisto di István Szabó con un maestoso Klaus Maria Brandauer -, Amy - documentario sulla vita di Amy Winehouse già acclamato a Cannes 2015.

Degne di nota, però, anche le categorie cosiddette minori.
Tra i cortometraggi è stato premiato Stutterer, opera prima del giovane irlandese Benjamin Cleary.

Tra i cortometraggi animati,l'interessante Historia de un Oso-Bear Story, atto d'accusa del regime di Augusto Pinochet con protagonisti degli orsi. È la prima pellicola del Cile a vincere un Academy Award.

Tra i cortometraggi documentari, di forte significato è l'affermazione di Sharmeen Obaid-Chinoy con A Girl In The River: The Price Of Forgiveness: per la regista/attivista/giornalista pachistana - da sempre impegnata nel denunciare la condizione delle donne nel proprio Paese - è il secondo Oscar, dopo quello ottenuto per Saving Face nel 2012.

Tutto sommato, questa edizione 2016 ha messo in luce i talenti individuali - Morricone, DiCaprio, Brie Larson, Alicia Vikander, Rylance, Iñárritu, Lubezki, George Miller... - mettendo in secondo piano i film in sé.
Il che non è proprio il massimo per chi vive di cinema.

L'Academy - ancora scossa dalle polemiche innescate soprattutto dagli attori afroamericani per la mancanza per il secondo anno consecutivo di candidati di pelle scura nelle categorie recitative - è stata più titubante che mai nell'assegnare i premi alle pellicole: la paura di accendere ulteriori proteste ha partorito verdetti che hanno cercato di non scontentare nessuno.

Ma questa mancanza di coraggio, ripetuta già da anni, rischia di minarne credibilità e autorevolezza.

A tutto vantaggio dei "rivali" Golden Globe, i cui giurati sembrano avere le idee più precise ed essere più attenti ai gusti e al mercato internazionali (i riconoscimenti vengono decisi pur sempre da giornalisti della stampa estera).
O forse hanno dimostrato solo più furbizia.

Il problema della rappresentatività in seno all'Academy, comunque, è reale, e una profonda riforma in tal senso è auspicabile.

Premi Oscar, tornate a farci sognare!

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lunedì 29 febbraio 2016

OSCAR 2016. I VINCITORI

Ennio Morricone premiato per la colonna sonora di The Hateful Eight


Finalmente!

Al sesto tentativo sia Ennio Morricone che Leonardo DiCaprio ce l'hanno fatta a vincere il loro primo Oscar.
In realtà, il Maestro italiano ne aveva già ricevuto uno nel 2007, ma alla carriera; questo è il suo primo per la colonna sonora di un film.

Sono loro i vincitori assoluti dell'88a edizione degli Academy Award, i suoi sorridenti volti simbolo.

Gloria anche per gli attori Brie Larson, Alicia Vikander e Mark Rylance, alla loro prima nomination.
Quest'ultimo è una piacevole sorpresa: come interprete non protagonista, quasi tutti si aspettavano il premio a Sylvester Stallone.
Sarebbe stata una bella soddisfazione per l'italo-americano, ma occorre ammettere che il riconoscimento è meritato per il Rudolf Abel di Il Ponte delle Spie.

I due messicani Alejandro González Iñárritu e Emmanuel Lubezki hanno addirittura fatto la storia.
Il regista è alla seconda affermazione consecutiva, il direttore della fotografia addirittura alla terza!

E i film?
Spotlight si è affermato per il miglior film, The Revenant per la regia e Mad Max: Fury Road, che porta casa il maggior numero di statuette, ha fatto incetta di premi tecnici; ma come vedremo, le loro sono vittorie mutilate.

In attesa dei nostri approfondimenti, vi presentiamo tutti i vincitori categoria per categoria.

E i tradizionali pronostici di CINEMA A BOMBA! ?
No, non ce ne siamo dimenticati: è che abbiamo lasciato il meglio alla fine.

22 previsioni azzeccate su 24 (FRA ne ha prese ben 15: bravo!)!

Mica male, vero?!

La soddisfazione di noi della redazione è veramente molto grande, ma cercheremo di non montarci troppo la testa.

[FRA, nascondi quel discorso di ringraziamento...]



MIGLIOR FILM

Il caso Spotlight (Spotlight), regia di Tom McCarthy

MIGLIOR REGIA
Alejandro González Iñárritu – Revenant - Redivivo (The Revenant)

MIGLIORE ATTORE PROTAGONISTA
Leonardo DiCaprio – Revenant - Redivivo (The Revenant)

MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA
Brie Larson – Room

MIGLIORE ATTORE NON PROTAGONISTA
Mark Rylance – Il ponte delle spie (Bridge of Spies)

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
Alicia Vikander – The Danish Girl

MIGLIOR FILM D'ANIMAZIONE
Inside Out, regia di Pete Docter e Ronnie del Carmen

MIGLIOR FILM STRANIERO
Il figlio di Saul (Salu fia), regia di László Nemes (Ungheria)

MIGLIORE SCENEGGIATURA ORIGINALE
Tom McCarthy, Josh Singer – Il caso Spotlight (Spotlight)

MIGLIORE SCENEGGIATURA NON ORIGINALE
Charles Randolph e Adam McKay – La grande scommessa (The Big Short)

MIGLIOR COLONNA SONORA
Ennio Morricone – The Hateful Eight

MIGLIOR CANZONE
Writing's on the Wall (Sam Smith, Jimmy Napes) – Spectre

MIGLIOR FOTOGRAFIA
Emmanuel Lubezki - Revenant - Redivivo (The Revenant)

MIGLIOR SCENOGRAFIA
Colin Gibson e Lisa Thompson - Mad Max: Fury Road


Dietro le quinte di Mad Max: Fury Road.

MIGLIOR MONTAGGIO
Margaret Sixel - Mad Max: Fury Road

MIGLIORI EFFETTI SPECIALI
Mark Williams Ardington, Sara Bennett, Paul Norris e Andrew Whitehurst - Ex Machina

MIGLIOR SONORO
Chris Jenkins, Gregg Rudloff e Ben Osmo - Mad Max: Fury Road

MIGLIOR MONTAGGIO SONORO
Mark Mangini e David White - Mad Max: Fury Road

Uno dei modelli di Jenny Beavan per Mad Max: Fury Road

MIGLIORI COSTUMI
Jenny Beavan - Mad Max: Fury Road

MIGLIOR TRUCCO E ACCONCIATURA
Lesley Vanderwalt, Elka Wardega e Damian Martin - Mad Max: Fury Road

MIGLIOR DOCUMENTARIO
Amy, regia di Asif Kapadia

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO DOCUMENTARIO
A Girl In The River: The Price Of Forgiveness - regia di Sharmeen Obaid-Chinoy

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO
Stutterer, regia di Benjamin Cleary e Serena Armitage

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO DI ANIMAZIONE
Bear Story, regia di Gabriel Osorio Vargas

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domenica 28 febbraio 2016

OSCAR 2016. LE NOSTRE PREVISIONI



2015: 20.
2014: 23.
2013: 17.
2012: 21.

Cosa rappresentano questi numeri?
Sono le previsioni sugli Oscar che la redazione di CINEMA A BOMBA! ha azzeccato nelle edizioni dell'Academy Award che ha seguito.

Considerando che le categorie sono 24 (comprese quelle più imprevedibili dei migliori documentari e cortometraggi), si può dire che abbiamo ottenuto degli ottimi risultati.

Speriamo che anche quest'anno ci riservi delle soddisfazioni, sebbene i pronostici non siano mai semplici.

Qui di seguito riportiamo tutti i nominati e chi, a nostro avviso, uscirà vincitore dalla notte più magica del cinema.

Allora, secondo voi, come andrà a finire?


MIGLIOR FILM


La grande scommessa (The Big Short), regia di Adam McKay


Il ponte delle spie (Bridge of Spies), regia di Steven Spielberg


Brooklyn, regia di John Crowley


Mad Max: Fury Road, regia di George Miller - ANG


Sopravvissuto - The Martian (The Martian), regia di Ridley Scott


Revenant - Redivivo (The Revenant), regia di Alejandro González Iñárritu - FE, FRA


Room, regia di Lenny Abrahamson


Il caso Spotlight (Spotlight), regia di Tom McCarthy


MIGLIOR REGIA
Lenny Abrahamson - Room
Alejandro González Iñárritu – Revenant - Redivivo (The Revenant) - FRA, ANG
Tom McCarthy – Il caso Spotlight (Spotlight)
Adam McKay - La grande scommessa (The Big Short)
George Miller – Mad Max: Fury Road - FE


MIGLIORE ATTORE PROTAGONISTA
Bryan Cranston – L'ultima parola - La vera storia di Dalton Trumbo (Trumbo)
Matt Damon – Sopravvissuto - The Martian (The Martian)
Leonardo DiCaprio – Revenant - Redivivo (The Revenant) - FE, FRA, ANG
Michael Fassbender – Steve Jobs
Eddie Redmayne – The Danish Girl


MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA
Cate Blanchett – Carol
Brie Larson – Room - FE, FRA
Jennifer Lawrence – Joy
Charlotte Rampling - 45 anni (45 Years) - ANG
Saoirse Ronan – Brooklyn


MIGLIORE ATTORE NON PROTAGONISTA
Christian Bale – La grande scommessa (The Big Short)
Tom Hardy - Revenant - Redivivo (The Revenant)
Mark Ruffalo - Il caso Spotlight (Spotlight)
Mark Rylance – Il ponte delle spie (Bridge of Spies) - ANG
Sylvester Stallone – Creed - Nato per combattere (Creed) - FE, FRA


MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
Jennifer Jason Leigh – The Hateful Eight
Rooney Mara – Carol
Rachel McAdams - Il caso Spotlight (Spotlight) - ANG
Alicia Vikander – The Danish Girl - FRA
Kate Winslet – Steve Jobs - FE


MIGLIOR FILM D'ANIMAZIONE
Anomalisa, regia di Charlie Kaufman
Il bambino che scoprì il mondo (Boy & The World), regia di Alê Abreu
Inside Out, regia di Pete Docter e Ronnie del Carmen - FE, FRA
Shaun, vita da pecora - Il film (Shaun the Sheep Movie), regia di Mark Burton e Richard Starzak - ANG
Quando c'era Marnie (思い出のマーニー Omoide no Mānī?), regia di Hiromasa Yonebayashi


MIGLIOR FILM STRANIERO
El abrazo de la serpiente, regia di Ciro Guerra (Colombia) - ANG
Mustang, regia di Deniz Gamze Ergüven (Francia)
Il figlio di Saul (Salu fia), regia di László Nemes (Ungheria) - FE, FRA
Theeb, regia di Naji Abu Nowar (Giordania)
A War, regia di Tobias Lindholm (Danimarca)


MIGLIORE SCENEGGIATURA ORIGINALE
Matt Charman, Joel ed Ethan Coen - Il ponte delle spie (Bridge of Spies)
Alex Garland - Ex Machina - ANG
Josh Cooley, Ronnie del Carmen, Pete Docter e Meg LeFauve - Inside Out
Tom McCarthy, Josh Singer – Il caso Spotlight (Spotlight) - FE, FRA
Andrea Berloff, Jonathan Herman, S. Leight Savidge e Alan Wenkus - Straight Outta Compton


MIGLIORE SCENEGGIATURA NON ORIGINALE
Charles Randolph e Adam McKay – La grande scommessa (The Big Short) - FE, FRA
Nick Hornby - Brooklyn
Phyllis Nagy - Carol - ANG
Drew Goddard - Sopravvissuto - The Martian (The Martian)
Emma Donoghue – Room


MIGLIOR COLONNA SONORA
Thomas Newman - Il ponte delle spie (Bridge Of Spies)
Carter Burwell – Carol
Ennio Morricone – The Hateful Eight - FE, FRA, ANG
Jóhann Jóhannsson - Sicario
John Williams - Star Wars: Il risveglio della Forza (Star Wars: The Force Awakens)


MIGLIOR CANZONE
Earned It (Abel Tesfaye, Ahmad Balshe, Jason Daheala Quenneville e Stephan Moccio) - Cinquanta sfumature di grigio (Fifty Shades of Grey) - ANG
Manta Ray (J. Ralph e Antony Hegarty) - Racing Extinction
Simple Song#3 (David Lang) – Youth - La Giovinezza (Youth)
Til It Happens to You (Diane Warren e Lady Gaga) - The Hunting Ground - FRA
Writing's on the Wall (Sam Smith, Jimmy Napes) – Spectre - FE


MIGLIOR FOTOGRAFIA
Ed Lachman - Carol
Robert Richardson - The Hateful Eight
John Seale - Mad Max: Fury Road - ANG
Emmanuel Lubezki - Revenant - Redivivo (The Revenant) - FE, FRA
Roger Deakins - Sicario


MIGLIOR SCENOGRAFIA
Rena DeAngelo, Bernhard Henrich e Adam Stockhausen - Il ponte delle spie (Bridge of Spies) - ANG
Michael Standish e Eve Stewart - The Danish Girl
Colin Gibson e Lisa Thompson - Mad Max: Fury Road - FE
Celia Bobak e Arthur Max - Sopravvissuto - The Martian (The Martian)
Jack Fisk e Hamish Purdy - Revenant - Redivivo (The Revenant) - FRA


MIGLIOR MONTAGGIO
Hank Corwin - La grande scommessa (The Big Short) - FE
Margaret Sixel - Mad Max: Fury Road - FRA
Stephen Mirrione - Revenant - Redivivo (The Revenant) - ANG
Tom McArdle - Il caso Spotlight (Spotlight)
Maryann Brandon e Mary Jo Markey - Star Wars: Il Risveglio della Forza (Star Wars: The Force Awakens)


MIGLIORI EFFETTI SPECIALI
Mark Williams Ardington, Sara Bennett, Paul Norris e Andrew Whitehurst - Ex Machina
Andrew Jackson, Dan Oliver, Andy Williams e Tom Wood - Mad Max: Fury Road - ANG
Anders Langlands, Chris Lawrence, Richard Stammers e Steven Warner - Sopravvissuto - The Martian (The Martian)
Richard McBride, Matt Shumway, Jason Smith e Cameron Waldbauer - Revenant - Redivivo (The Revenant)
Chris Corbould, Roger Guyett, Paul Kavanagh e Neal Scanlan - Star Wars: Il risveglio della Forza (Star Wars: The Force Awakens) - FE, FRA


MIGLIOR SONORO
Andy Nelson, Gary Rydstrom e Drew Kunin - Il ponte delle spie (Bridge of Spies)
Chris Jenkins, Gregg Rudloff e Ben Osmo - Mad Max: Fury Road - FRA
Andy Nelson, Christopher Scarabosio e Stuart Wilson - Star Wars: Il risveglio della Forza (Star Wars: The Force Awakens) - ANG
Paul Massey]], Mark Taylor e Mac Ruth - Sopravvissuto - The Martian (The Martian)
Jon Taylor, Frank A. Montaño, Randy Thom e Chris Duesterdiek - Revenant - Redivivo (The Revenant) - FE


MIGLIOR MONTAGGIO SONORO
Mark Mangini e David White - Mad Max: Fury Road - FE
Alan Robert Murray - Sicario
Matthew Wood e David Acord - Star Wars: Il risveglio della Forza (Star Wars: The Force Awakens)
Oliver Tarney - Sopravvissuto - The Martian (The Martian)
Martin Hernandez e Lon Bender - Revenant - Redivivo (The Revenant) - FRA, ANG


MIGLIORI COSTUMI
Sandy Powell - Carol - FRA
Sandy Powell - Cenerentola (Cinderella) - FE
Paco Delgado - The Danish Girl
Jenny Beavan - Mad Max: Fury Road - ANG
Jacqueline West - Revenant - Redivivo (The Revenant)


MIGLIOR TRUCCO E ACCONCIATURA
Lesley Vanderwalt, Elka Wardega e Damian Martin - Mad Max: Fury Road - FRA
Love Larson e Eva Von Bahr - Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve (Hundraåringen som klev ut genom fönstret och försvann)
Sian Grigg, Duncan Jarman e Robert A. Pandini - Revenant - Redivivo (The Revenant) - FE, ANG


MIGLIOR DOCUMENTARIO
Amy, regia di Asif Kapadia - FRA
Cartel Land, regia di Matthew Heineman - ANG
The Look of Silence, regia di Joshua Oppenheimer - FE
What Happened, Miss Simone?, regia di Liz Garbus
Winter on Fire: Ukraine's Fight for Freedom, regia di Evgeny Afineevsky


MIGLIOR CORTOMETRAGGIO DOCUMENTARIO
Body Team 12 - regia di David Darg e Bryn Mooser - FRA
Chau, Beyond The Lines - regia di Courtney Marsh e Jerry France
Claude Lenzmann: Spectres Of The Shoah - regia di Adam Benzine
A Girl In The River: The Price Of Forgiveness - regia di Sharmeen Obaid-Chinoy - ANG
Last Day Of Freedom - regia di Dee Hibert e Jones Nomi Talisman - FE


MIGLIOR CORTOMETRAGGIO
Ave Maria, regia di Basil Khalil
Day One, regia di Henry Hughes
Alles Wird Gut-Everything Will Be Ok, regia di Patrick Vollrath - ANG
Shok, regia di Jamie Donoughue - FRA
Stutterer, regia di Benjamin Cleary e Serena Armitage - FE


MIGLIOR CORTOMETRAGGIO DI ANIMAZIONE
Bear Story, regia di Gabriel Osorio Vargas - FRA
Prologue, regia di Richard Williams
Sanjay's Super Team, regia di Sanjay Patel
We can't Live Without Cosmos, regia di Konstantin Bronzit - ANG
World of Tomorrow, regia di Don Hertzfeldt - FE

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lunedì 25 gennaio 2016

OSCAR 2016. PREMI MUSICALI

Dall'alto: Ennio Morricone (a destra) in studio con Quentin Tarantino; John Williams (a sinistra) con J.J. Abrams; Lady Gaga (a destra) con la co-autrice della canzone Til It Happens to You e il regista del documentario The Hunting Ground


Quest'anno la corsa alla statuetta per la miglior colonna sonora è una delle più attese ed emozionanti: favorito sugli altri candidati è Ennio Morricone, leggendario compositore cinematografico caro tra gli altri a Sergio Leone, di cui firmò le musiche di tutti i principali film.

Quel volpone di Quentin Tarantino - che di Ennio è un vero fanatico - lo aveva ingaggiato per una canzone nel precedente Django Unchained e poi gli aveva chiesto di scrivere delle partiture originali per il suo nuovo The Hateful Eight, un altro omaggio vintage agli spaghetti western.

Risultato: il ritorno del nostro all'attenzione internazionale, il trionfo ai recenti Golden Globe (Quentin, ritirando il premio per lui, lo ha addirittura paragonato a Mozart e Beethoven...) e infine una nomina all'Oscar che è già di per sé una vittoria.

È la sua sesta volta; per ora gliene hanno assegnato solo uno alla carriera nel 2007, ma chissà che i trionfi italici nelle ultime edizioni - nel 2012, Francesca Lo Schiavo e Dante Ferretti premiati per la migliore scenografia (per Hugo Cabret); Dario Marianelli, candidato per la colonna sonora di Anna Karenina nel 2013; La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino miglior film straniero nel 2014; Milena Canonero migliore costumista l'anno scorso per Grand Budapest Hotel - non siano di buon auspicio.

A sfidare Morricone, un altro vecchio leone del cinema: John Williams.
Alla cinquantesima candidatura (sì, avete letto bene: cinquantesima! Il record di 59, che appartiene a Walt Disney, è ad un passo) e dopo aver agguantato la statuetta già cinque volte, l'autore delle musiche di Star Wars: Il Risveglio della Forza è forse l'unico avversario temibile per il nostro connazionale.

Per quel che riguarda invece la miglior canzone, Simple Song#3 (tratta dall'apprezzato ma un po' snobbato Youth-La Giovinezza di Paolo Sorrentino, presentato in anteprima a Cannes 2015) avrà vita dura.

Lady Gaga, dopo aver appena vinto un Golden Globe televisivo come attrice (!) nella serie American Horror Story: Hotel, spera di fare il bis nella categoria a lei più congeniale.
Riuscirà a eguagliare la sua collega Adele, che nel 2013 ha sbaragliato la concorrenza con Skyfall (tratta dal film omonimo della serie 007)?

Tolta di mezzo Ellie Goulding con la hit Love Me Like You Do, nemmeno candidata (da Cinquanta Sfumature di Grigio hanno scelto un altro pezzo), l'insidia più grande per Miss Germanotta potrebbe venire da un altro film della saga dedicata all'agente segreto James Bond: Writing's on the Wall di Sam Smith è infatti la sigla di apertura di Spectre e si è già affermata ai Golden Globe.

Ma ora basta chiacchiere, lasciamo parlare la musica: qui sotto potete trovare molti link sfiziosi!
Buon ascolto!


MIGLIOR COLONNA SONORA
Thomas Newman - Il ponte delle spie (Bridge Of Spies)
Carter Burwell – Carol
Ennio Morricone – The Hateful Eight
Jóhann Jóhannsson - Sicario
John Williams - Star Wars: Il risveglio della Forza (Star Wars: The Force Awakens)

MIGLIOR CANZONE
Earned It (Abel Tesfaye, Ahmad Balshe, Jason Daheala Quenneville e Stephan Moccio) - Cinquanta sfumature di grigio (Fifty Shades of Grey)
Manta Ray (J. Ralph e Antony Hegarty) - Racing Extinction
Simple Song#3 (David Lang) – Youth - La Giovinezza (Youth)
Til It Happens to You (Diane Warren e Lady Gaga) - The Hunting Ground
Writing's on the Wall (Sam Smith, Jimmy Napes) – Spectre

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