CINEMA A BOMBA!

lunedì 29 maggio 2023

CANNES 2023. RICORDEREMO LE PALME ALLA CARRIERA

Justine Triet solleva la Palma d'Oro. 


Quando abbiamo analizzato i film in cartellone al Festival di Cannes di quest'anno, ci siamo chiesti se i premi in palio sarebbero andati a pellicole e autori semi-sconosciuti o a nomi più blasonati.

La Giuria guidata dallo svedese Ruben Östlund - vincitore della Palme d'Or un anno fa - non si è lasciata tentare e ha assegnato i riconoscimenti più importanti a film che solo i cinefili più indefessi possono trovare appetibili.

A trionfare è stato un legal thriller francese diretto da una regista relativamente giovane, la 44enne Justine Triet, 3a donna a vincere in 76 anni (evviva la parità di genere!).
Anatomie d'une chute - letteralmente: "anatomia di una caduta" - ha ricevuto anche la Palme... Dog, ossia il premio assegnato al miglior interprete canino, in questo caso un border collie di nome Messi.

E gli italiani? Sono rimasti a bocca asciutta: Moretti, Bellocchio e Rohrwacher, rappresentanti - almeno i primi due - di un cinema gauche che in genere piace ai Transalpini, non sono riusciti a strappare nemmeno un riconoscimento minore.
Come loro anche altri autori di caratura internazionale: l'eccentrico Wes Anderson, il ricercato Todd Haynes, l'indomito Ken Loach.

Il tedesco giramondo Wim Wenders si è consolato con il premio per il miglior attore (il giapponese Kōji Yakusho per il suo Perfect Days), mentre l'anarchico finlandese Aki Kaurismaki ha dovuto accontentarsi del Premio della Giuria (per la tragicommedia Kuolleet lehdet).

Che cosa rimarrà della kermesse di quest'anno?
Di certo la consueta passerella di star e pellicole di grido: hanno marcato presenza, tra gli altri, il western morale di Martin Scorsese Killers of the Flower Moon, il nuovo Kitano (l'autore di Outrage per una volta non ha diretto un Yakuza movie), il movimentato giallo di Robert Rodriguez Hypnotic e l'ultimo Indiana Jones col sempreverde Harrison Ford.

A proposito dell'ex Han Solo, la sua Palma d'Oro alla carriera è stato uno dei momenti più "alti" di questa edizione, così come quella parimenti assegnata ad un altro vecchio leone di Hollywood: Michael Douglas, alias Hank Pym di Ant-Man.

Ecco, vogliamo ricordare Cannes 2023 così: coi volti sorridenti di questi due grandi attori che, in modo diverso, hanno fatto la storia del cinema.
Quanto può essere giusta e bella la Settima Arte, a volte.


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domenica 28 maggio 2023

CANNES 2023. I VINCITORI

Harrison Ford (a sinistra) con la Palma d'Oro alla carriera. 


Il film vincitore del 76° Festival di Cannes è Anatomie d'une chute, della 44enne regista francese Justine Triet.

Tutti gli italiani sono rimasti a bocca asciutta, eppure in concorso non ce n'erano pochi...

In attesa di un'analisi più approfondita (ossia il nostro consueto post di commento), leggete qui sotto l'elenco dei premiati!


Palma d'Oro: Anatomie d'une chute, regia di Justine Triet (Francia)

Grand Prix Speciale della Giuria (premio per l'opera più originale o innovativa): The Zone of Interest, regia di Jonathan Glazer (Regno Unito, Stati Uniti d'America)

Prix de la mise en scène (premio per la migliore regia): La Passion de Dodin Bouffant, regia di Trần Anh Hùng (Francia)

Prix du scénario (premio per la migliore sceneggiatura): Yūji Sakamoto per Kaibutsu, regia di Hirokazu Kore'eda (Giappone)

Prix d'interprétation féminine (premio per la migliore attrice): Merve Dizdar per Kuru otlar üstüne (Turchia, Francia, Germania, Svezia)

Prix d'interprétation masculine (premio per il migliore attore): Kōji Yakusho per Perfect Days (Germania, Giappone)

Premio della Giuria: Kuolleet lehdet, regia di Aki Kaurismäki (Finlandia)


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martedì 8 maggio 2018

CANNES 2018. CROISETTE, ANGOLO VIALE DEL TRAMONTO

La locandina del 71° Festival di Cannes. 


Inseguito dai creditori, un giovane soggettista si rifugia in una villa sul Sunset Boulevard a Los Angeles.

In questa sorta di casa-museo già sfarzosa e ora decadente, abita Norma Desmond, ex celebre diva del cinema muto che vive dei ricordi dei bei tempi che furono - ravvivati dal fedele maggiordomo, che segretamente e giornalmente le scrive lettere di ammirazione facendole passare per posta di fan adoranti.

La matura signora frequenta solamente una ristretta cerchia di ex colleghi, altezzosamente disprezza i film moderni e vagheggia un ritorno in grande stile sulle scene.
Ma i tempi sono cambiati.

Più che il bacio di Jean-Paul Belmondo e Anna Karina tratto da Il Bandito delle 11 (Pierrot Le Fou) di Jean-Luc Godard che campeggia nella bellissima locandina della settantunesima edizione (qui il programma), è la protagonista del capolavoro di Billy Wilder Viale del Tramonto (1950) che ci viene in mente quando ormai pensiamo al Festival di Cannes.






Il caso Netflix ne è l'esempio lampante.
La piattaforma di streaming - la quale, sebbene controversa, è pur sempre una delle realtà produttive televisive e cinematografiche più importanti degli ultimi anni - è stata esclusa dalla competizione dopo le polemiche dell' anno scorso seguite al rifiuto di passare anche al cinema i contenuti presentati al Festival (in base ad una norma creata ad hoc e imposta a pochi giorni dall'inizio della rassegna).

Le motivazioni dell'esclusione sanno tanto di dispetto e di snobismo nei confronti del cinema "basso", popolare.

E non basta l'aver messo in cartellone l'atteso Solo: A Star Wars Story, secondo film delle storie antologiche di Guerre Stellari dopo Rogue One: l'impressione resta e, anzi, ciò sembra una pezza per nascondere un programma pensato soprattutto per cinefili radical chic, a scapito dello "spettatore medio".

Se poi persino sul red carpet della Croisette è severamente vietato farsi selfie...
Ma dai!

Stia attenta Cannes: isolarsi in una torre eburnea e non accorgersi del mondo che sta cambiando velocemente sotto di sé potrebbe costarle caro.

E la Mostra di Venezia, già da qualche anno, la sta surclassando in prestigio ed interesse - basti pensare che al Lido recentemente sono passati gli apprezzatissimi e premiatissimi La La Land, Animali Notturni, La Battaglia di Hacksaw Ridge, The Shape of Water, Tre Manifesti a Ebbing Missouri, The Devil and Father Amorth...

Il delegato generale del Festival Thierry Frémaux ha provato in verità qualche colpo ad effetto, ma a parte il già citato capitolo di Star Wars, niente da attesa spasmodica.






Certo, c'è curiosità di vedere The Man Who Killed Don Quixote, film maledetto tratto dal capolavoro di Miguel de Cervantes dalle interminabili traversie produttive e sul quale Terry Gilliam sta lavorando da decenni.
Ma una controversia giudiziaria potrebbe far saltare la proiezione, prevista per l'ultimo giorno - che figuraccia sarebbe per la kermesse!

Fa effetto pure la presenza di Lars von Trier, che presenterà il suo nuovo The House That Jack Built con Matt Dillon (nella parte di un assassino seriale) e Uma Thurman: dopo le deliranti dichiarazioni filo-naziste del 2011 Frémaux & C. avevano bandito il cineasta danese.
Ora è di nuovo in Riviera: perdono, opera imprescindibile? Oppure opportunismo (nel cast ci sono pur sempre due divi di richiamo), tentativo di creare scandalo e discussioni?

Interessanti i documentari, su Whitney Houston, Papa Francesco (firmato Wim Wenders!), Jane Fonda, Orson Welles, Ingmar Bergman (ben due, uno della brava Margarethe von Trotta), Alice Guy-Blanché (la molto talentuosa prima regista della storia del cinema).

Sulla Croisette ci sarà anche uno degli attori del momento, Michael B. Jordan, che dopo l'exploit nel fortunato Black Panther (faceva il cattivo) presenterà Fahrenheit 451, versione per la Tv del celebre romanzo di Ray Bradbury (già portato sul grande schermo nel 1966 da François Truffaut).

Ma queste opere, che sono quelle che saltano di più all'occhio, non sono in concorso.

Chi troviamo, allora, in competizione?






Innanzitutto Todos lo saben, thiller diretto da Asghar Farhadi (regista iraniano che ha vinto già due Oscar, nel 2012 e nel 2017) che può contare su due attori ad alto tasso di glamour - la coppia (anche nella vita reale) Penélope Cruz e Javier Bardem - e su Ricardo Darín (bravissimo interprete di Il Segreto dei Suoi Occhi, ricordate?).
Aprirà la kermesse, e sulla carta è un'ottima scelta.

BlacKkKlansman di Spike Lee è la storia (tratta da una vicenda reale) di un poliziotto afroamericano che si è infiltrato nel Ku Klux Klan (mandando alle riunioni un collega bianco).
La trama è potenzialmente esplosiva e il regista è sempre fonte di polemiche: speriamo che questo lungometraggio sia al livello dei suoi migliori lavori.

Altre polemiche potrebbero venire dalla presenza dell'iraniano Jafar Panahi e del russo Kirill Serebrennikov, etichettati come dissidenti in patria ed entrambi agli arresti.
Eventuali riconoscimenti avrebbero una forte valenza politica - ma il secondo presenta un film molto rock ambientato nella Leningrado dei primi anni Ottanta che potrebbe suscitare comunque curiosità.

Le rassegne cinematografiche di livello internazionale tendono spesso a mettere un po' in disparte le registe, ma quest'anno Cannes ne prevede tre in concorso: la francese Eva Husson, la libanese Nadine Labaki e l'italiana Alice Rohrwacher.

Quest'ultima, già Grand Prix Speciale della Giuria nel 2014 con Le Meraviglie, guida la delegazione nostrana, che comprende anche Matteo Garrone che, dopo lo sgradevole Il Racconto dei Racconti ( 2015), torna con un'opera ispirata ad un efferatissimo fatto di cronaca nera (quello del cosiddetto "canaro della Magliana") che ha atmosfere livide che ricordano quelle del suo film forse più riuscito, L'Imbalsamatore.
Nelle altre sezioni si trovano Valeria Golino, Marco Bellocchio (con un corto) e i meno noti Stefano Savona e Gianni Zanasi (con due lavori decisamente accattivanti).

I più cinefili esulteranno per la presenza di Nuri Bilge Ceylan, Jia Zhangke, Pawel Pawlikowski, pluripremiati ma pressoché sconosciuti ai non addetti ai lavori.

I Francesi saranno soddisfatti per l'ennesima selezione autoreferenziale: solo a Cannes le pellicole d'Oltralpe trovano molto spazio e generalmente solo a Cannes esse vengono premiate - è la regola non scritta: al Festival almeno un riconoscimento deve andare ad un film francese.
Senza contare le co-produzioni, esse sono quattro, alle quali bisogna aggiungere quella di Jean-Luc Godard (ancora lui?! Ebbasta!), che però è iscritta come svizzera.

Tutto qui?
Purtroppo sì: c'è ben poco di esaltante nell'edizione di quest'anno.

Solo gli intellettuali francesi e qualche critico che se la tira possono far finta di niente e non vedere che il Festival di Cannes si sta auto-condannando all'irrilevanza: ormai ha imboccato il viale del tramonto.

Qualcuno dica ai conducenti che stanno sbagliando strada!




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mercoledì 31 agosto 2016

VENEZIA 2016. I FILM IN E FUORI CONCORSO

Dall'alto: Ryan Gosling ed Emma Stone si librano in volo nel film di apertura della Mostra, La La Land di Damien Chazelle; una scena di Arrival di Denis Villeneuve; un'immagine tratta da Hacksaw Ridge di Mel Gibson. 


La 73a Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia (31 Agosto - 10 Settembre 2016) promette fuochi d'artificio.

Dopo anni di magra, la rassegna cinematografica più longeva al mondo potrebbe tornare sotto le luci della ribalta internazionale che si addicono al suo grande prestigio: il programma questa volta non presenta più quelli che potevano sembrare scarti degli altri festival, ma opere di artisti di primo piano e di autori promettenti.

In particolare, la giuria della sezione principale - presieduta dal regista inglese Sam Mendes (American Beauty, Era mio padre, Revolutionary Road, Skyfall, Spectre) e comprendente l'artista Laurie Anderson (in concorso l'anno scorso), le attrici Gemma Arterton, Chiara Mastroianni, Nina Hoss, Zhao Wei, lo scrittore/sceneggiatore Giancarlo De Cataldo, il documentarista Joshua Oppenheimer, il vincitore del Leone d'Oro 2015 Lorenzo Vigas - avrà l'arduo compito di assegnare premi a lavori molto diversi tra di loro e tutti potenzialmente molto interessanti.

Anche le pellicole fuori concorso e nelle sezioni collaterali sembrerebbero in gran parte accattivanti, così come i tanti documentari e cortometraggi.

Vi presenteremo nel prossimo post le nostre valutazioni preliminari, ma possiamo già anticiparvi che un cartellone così è da leccarsi i baffi: opere dei maestri Terrence Malick (un ambizioso documentario), Wim Wenders, Emir Kusturica, Mel Gibson; pellicole dei meno noti ma molto talentuosi Damien Chazelle (che avrà l'onore di aprire la kermesse con l'attesissimo e promettentissimo La La Land) Derek Cianfrance, Pablo Larraín, François Ozon, Denis Villeneuve; film potenzialmente sorprendenti (teniamo d'occhio il documentario italiano Spira Mirabilis, tra gli altri) e di intrattenimento (come il nuovo I Magnifici 7)...

E poi occhio alla sfida al femminile tra le due dive Amy Adams e Natalie Portman, entrambe presenti al Lido con due pellicole ciascuna (e che pellicole!), così come il cantautore australiano Nick Cave.

Insomma, pare proprio che quest'anno ci sarà da divertirsi, come potrete constatare anche voi dando un'occhiata a trailer, trame, interviste con i registi, curiosità... che abbiamo cercato per voi e che potete trovare nei link seguenti.

Si accendano i riflettori, si azionino i proiettori: la Mostra di Venezia 2016... si mostra al mondo nel suo splendore!








FILM IN CONCORSO

La La Land, regia di Damien Chazelle (USA) [Film di apertura], con Ryan Gosling, Emma Stone, John Legend, J.K. Simmons
The Bad Batch, regia di Ana Lily Amirpour (USA), con Jason Momoa, Keanu Reeves, Jim Carrey
Une vie, regia di Stéphane Brizé (Francia, Belgio)
The Light Between Oceans, regia di Derek Cianfrance (USA, Australia, Nuova Zelanda), con Michael Fassbender, Alicia Vikander, Rachel Weisz
El ciudadano ilustre, regia di Mariano Cohn, Gastón Duprat (Argentina, Spagna)
Spira mirabilis, regia di Massimo d'Anolfi, Martina Parenti (Italia, Svizzera) [Documentario]
The Woman Who Left (Ang babaeng humayo), regia di Lav Diaz (Filippine)
La región salvaje, regia di Amat Escalante (Messico)
Nocturnal Animals, regia di Tom Ford (USA), con Jake Gyllenhaal, Amy Adams, Michael Shannon
Piuma, regia di Roan Johnson (Italia)
Paradise (Rai), regia di Andrei Konchalovsky (Russia, Germania)
Brimstone, regia di Martin Koolhoven (Paesi Bassi, Germania, Belgio, Francia, Gran Bretagna, Svezia), con Dakota Fanning, Guy Pearce, Kit Harington, Carice Van Houten
On the Milky Road (Na mlijecnom putu), regia di Emir Kusturica (Serbia, Gran Bretagna), con Monica Bellucci, Emir Kusturica
Jackie, regia di Pablo Larraín (Usa, Cile), con Natalie Portman, Peter Sarsgaard, Greta Gerwig, John Hurt
Voyage of Time, regia di Terrence Malick (Usa, Germania) [Documentario], con le voci di Brad Pitt e Cate Blanchett e la colonna sonora di Ennio Morricone
El Cristo ciego, regia di Christopher Murray (Cile, Francia)
Frantz, regia di François Ozon (Francia, Germania)
Questi giorni, regia di Giuseppe Piccioni (Italia), con Margherita Buy, Filippo Timi
Arrival, regia di Denis Villeneuve (USA), con Amy Adams, Jeremy Renner, Forest Whitaker
Les beaux jours d'Aranjuez, regia di Wim Wenders (Francia, Germania), con Nick Cave








FILM FUORI CONCORSO

One More Time with Feeling, regia di Andrew Dominik (Gran Bretagna), con Nick Cave
The Bleeder, regia di Philippe Falardeau (USA, Canada), con Liev Schreiber, Naomi Watts, Ron Perlman
I magnifici 7 (The Magnificent Seven), regia di Antoine Fuqua (USA), con Denzel Washington, Chris Pratt, Ethan Hawke, Vincent D’Onofrio
Hacksaw Ridge, regia di Mel Gibson (USA, Australia), con Andrew Garfield, Vince Vaughn, Teresa Palmer, Sam Worthington
The Journey, regia di Nick Hamm (Gran Bretagna), con Timothy Spall, Colm Meaney, Freddie Highmore, John Hurt
À jamais, regia di Benoît Jacquot (Francia, Portogallo), con Mathieu Amalric
Gantz:O, regia di Yasushi Kawamura (Giappone) [Film d'animazione]
The Age of Shadows (Miljeong), regia di Jee Woon Kim (Corea del Sud)
Monte, regia di Amir Naderi (Italia, USA, Francia), con Anna Bonaiuto
Tommaso, regia di Kim Rossi Stuart (Italia), con Kim Rossi Stuart, Jasmine Trinca, Cristiana Capotondi
The Young Pope, regia di Paolo Sorrentino (Italia, Francia, Spagna, USA) - [Serie Tv. Episodi I e II], con Jude Law, Diane Keaton, Silvio Orlando
Planetarium, regia di Rebecca Zlotowski (Francia, Belgio), con Natalie Portman








DOCUMENTARI

Our War, regia di Bruno Chiaravalloti, Claudio Jampaglia, Benedetta Argentieri (Italia, USA)
I called him Morgan, regia di Kasper Collin (Svezia, USA)
Austerlitz, regia di Sergei Loznitsa (Germania)
Assalto al cielo, regia di Francesco Munzi (Italia)
Safari, regia di Ulrich Seidl (Austria, Danimarca)
American Anarchist, regia di Charlie Siskel (USA)








CORTOMETRAGGI

Le reste est l'oeuvre de l'homme, regia di Doria Achour (Francia, Tunisia)
Dadyaa, regia di Bibhusan Basnet, Pooja Gurung (Nepal, Francia)
Stanza 52, regia di Maurizio Braucci (Italia)
Molly Bloom, regia di Chiara Caselli (Italia)
Samedi Cinema, regia di Mamadou Dia (Senegal)
Colombi, regia di Luca Ferri (Italia)
On the Origin of Fear, regia di Bayu Prihantoro Filemon (Indonesia)
Good News, regia di Giovanni Fumu (Corea del Sud, Italia)
Ruah, regia di Flurin Giger (Svizzera)
Ce qui nous éloigne, regia di Wei Hu (Francia), con Isabelle Huppert
Good Luck, Orlo! (Srecno, Orlo!), regia di Sara Kern (Slovenia, Croazia, Austria)
Amalimbo, regia di Juan Pablo Libossart (Svezia, Estonia)
Midwinter, regia di Jake Mahaffy (USA, Nuova Zelanda)
La voz perdida, regia di Marcello Martinessi (Paraguay, Venezuela, Cuba)
500.000 years (500.000 pee), regia di Chai Siris (Tailandia)
First Night (Prima noapte), regia di Andrei Tanase (Romania, Germania)








Questi sono invece le opere che più ci paiono interessanti nella vasta sezione ORIZZONTI:

King of the Belgians, regia di Peter Brosens, Jessica Woodworth (Belgio, Paesi Bassi, Bulgaria)
Through the Wall (Laavor et Hakim), regia di Rama Burshtein (Israele)
Liberami, regia di Federica Di Giacomo (Italia)
Dawson City: Frozen Time, regia di Bill Morrison (USA, Francia)
Réparer les vivants, regia di Katell Quillévéré (Francia, Belgio), con Tahar Rahim, Emmanuelle Seigner
Dark Night, regia di Tim Sutton (USA)
Il più grande sogno, regia di Michele Vannucci (Italia)








Nuova, ma particolarmente accattivante, la rassegna non competitiva CINEMA NEL GIARDINO, che prevede incontri ed approfondimenti con autori, interpreti, personalità del mondo della cultura.
Questi titoli, in particolare, ci sembrano meritevoli di attenzione:

Inseparables, regia di Marcos Carnevale (Argentina)
Franca: Chaos and Creation, regia di Francesco Carrozzini (Italia) - documentario
In Dubious Battle, regia di James Franco (USA), con Bryan Cranston, Ed Harris, James Franco, Josh Hutcherson, Robert Duvall, Sam Shepard, Selena Gomez
The Net (Geumul), regia di Kim Ki-Duk (Corea del Sud)
L'estate addosso, regia di Gabriele Muccino (Italia)
Pets - Vita da animali (The Secret Life of Pets), regia di Chris Renaud, Yarrow Cheney (USA)
Robinù, regia di Michele Santoro (Italia) - documentario
My Art, regia di Laurie Simmons (USA)

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domenica 18 gennaio 2015

OSCAR 2015. NOMINATION: DOCUMENTARI E CORTOMETRAGGI

Dall'alto: Virunga; Il Sale della Terra, di Wim Wenders; Citizenfour


Le categorie che presentiamo in questo post sono tra le nostre preferite: documentari e corti non sempre conquistano l'attenzione che meriterebbero e spesso risultano più interessanti e riusciti di tanti lungometraggi "normali".

La prima in particolare è l'unica che purtroppo non abbiamo azzeccato nelle nostre previsioni l'anno scorso... Speriamo di rifarci quest'anno!
Ma andiamo con ordine.

Citizenfour è la storia della controverso Edward Snowden, narrata da una donna che ha vinto il Premio Pulitzer proprio in virtù del lavoro svolto sui documenti riservati resi pubblici dall'ex tecnico CIA.
Il nome di Steven Soderbergh tra i produttori potrebbe essere una bella spinta per la vittoria finale.

Se non è difficile immaginare di che cosa tratta Last Days in Vietnam, più interessante sembra Il Sale della Terra: come Werner Herzog (a proposito: del grande cineasta abbiamo già recensito Cave of Forgotten Dreams, ma stiamo progettando uno speciale), anche l'altro grande regista tedesco Wim Wenders è diventato documentarista. Forse la finzione non basta più?
Dopo Pina 3D, candidato al Premio Oscar 2012, Wenders questa volta si occupa del grande fotografo brasiliano Sebastião Salgado, assieme al figlio di costui.

E di una fotografa che ha celato il proprio talento per tutta la vita narra Alla Ricerca di Vivian Maier, che ricorda Searching for Sugar Man, Oscar 2013 in questa stessa categoria.
Virunga invece, come il titolo suggerisce, affronta il tema della preservazione del parco Nazionale di Virunga in Congo e casa degli ultimi gorilla di montagna, minacciati dalle milizie armate e dalle mire di chi vuole sfruttare le sue risorse naturali.

Passando ai cortometraggi, segnaliamo due opere impegnative provenienti dalla Polonia: Nasza Klatwa (Our Curse) è storia di due genitori che devono affrontare la grave malattia del loro figlio neonato (ipoventilazione alveolare primitiva, detta Maledizione di Ondina); Joanna, racconta invece di una giovane madre malata di cancro alla quale sono stati dati ancora tre mesi di vita.
Allegria...
A contendere il premio a entrambe potrebbe essere La Parka del nicaraguense Gabriel Serra.

Forse più scontate le competizioni nelle altre categorie.
Nei corti di fiction The Phone Call è trainato da due protagonisti di alto livello: Sally Hawkins, candidata l'anno scorso, e Jim Broadbent (Oscar nel 2002).
Tra quelli di animazione la Disney ha schierato Winston (Feast), proiettato nei cinema prima di Big Hero 6 (com'era successo lo scorso anno con Tutti in Scena!, "compagno" in sala di Frozen).

Per approfondire ulteriormente l'argomento, guardate qui sotto: troverete un sacco di link utili!
E buon divertimento.

MIGLIOR DOCUMENTARIO
Citizenfour, regia di Laura Poitras
Alla ricerca di Vivian Maier (Finding Vivian Maier), regia di John Maloof e Charlie Siskel
Last Days in Vietnam, regia di Rory Kennedy
Il sale della terra (The Salt of the Earth), regia di Juliano Ribeiro Salgado e Wim Wenders
Virunga, regia di Orlando von Einsiedel

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO DOCUMENTARIO
Crisis Hotline: Veterans Press 1, regia di Ellen Goosenberg Kent
Joanna, regia di Aneta Kopacz
Nasza Klatwa (Our Curse), regia di Tomasz Sliwinski
La Parka, regia di Gabriel Serra
White Earth, regia di Christian Jensen

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO
Aya, regia di Oded Binnun e Mihal Brezis
Boogaloo and Graham, regia di Michael Lennox
La lampe au beurre de yak, regia di Wei Hu
Parvaneh, regia di Jon Milano
The Phone Call, regia di Mat Kirkby

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO ANIMATO
The Bigger Picture, regia di Daisy Jacobs
The Dam Keeper, regia di Robert Kondo e Daisuke Tsutsumi
Winston (Feast), regia di Patrick Osborne
Me and My Moulton, regia di Torill Kove
A Single Life, regia di Joris Oprins

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mercoledì 1 febbraio 2012

OSCAR 2012. NOMINATION: DOCUMENTARI E CORTOMETRAGGI

(dall'alto: La Luna di Enrico Casarosa, The Fantastic Flying Books of Mr. Morris Lessmore, Hell and Back Again, Pina 3D)


Il ritorno a casa di un soldato dopo la terribile esperienza bellica in Afghanistan. Gli attivisti dell'Earth Liberation Front, considerati dall'FBI come eco-terroristi. L'omaggio di un grande regista a Pina Bausch, la coreografa più innovativa della danza contemporanea.

La storia della prima attrice che baciò sul grande schermo Elvis Presley che, ora suora, cerca di salvare il suo convento dalla chiusura. Il chirurgo plastico che in Pakistan aiuta le donne sfigurate dall'acido. La rinascita del Giappone dopo il dramma dello tsunami.

E ancora: gli immaginifici cortometraggi animati, tra i quali La Luna dell'italiano Enrico Casarosa (qui il suo blog), prodotto dalla Pixar.

Questi sono alcuni dei temi e dei personaggi che caratterizzano i candidati nelle categorie Miglior documentario, Miglior cortometraggio documentario, Miglior cortometraggio, Miglior cortometraggio d'animazione.

Clicca sui link per vedere i trailer di tutti i film nominati. Altro che opere minori!


Miglior documentario:
Hell and Back Again, regia di Danfung Dennis e Mike Lerner
If a Tree Falls, regia di Marshall Curry e Sam Cullman
Paradise Lost 3: Purgatory, regia di Joe Berlinger e Bruce Sinofsky
Pina 3D, regia di Wim Wenders e Gian-Piero Ringel
Undefeated, regia di TJ Martin, Dan Lindsay e Richard Middlemas


Miglior cortometraggio documentario:
The Barber of Birmingham: Foot Soldier of the Civil Rights Movement, regia di Robin Fryday e Gail Dolgin
God is the Bigger Elvis, regia di Rebecca Cammisa e Julie Anderson
Incident in New Baghdad, regia di James Spione
Saving Face, regia di Daniel Junge e Sharmeen Obaid-Chinoy
The Tsunami and The Cherry Blossom, regia di Lucy Walker e Kira Carstensen


Miglior cortometraggio:
Pentecost, regia di Peter McDonald e Eimear O'Kane
Raju, regia di Max Zähle e Stefan Gieren
The Shore, regia di Terry George e Oorlagh George
Time Freak, regia di Andrew Bowler e Gigi Causey
Tuba Atlantic, regia di Hallvar Witzø


Miglior cortometraggio d'animazione:
Dimanche, regia di Patrick Doyon
The Fantastic Flying Books of Mr. Morris Lessmore, regia di William Joyce e Brandon Oldenburg
La luna, regia di Enrico Casarosa
A Morning Stroll, regia di Grant Orchard e Sue Goffe
Wild Life, regia di Amanda Forbis e Wendy Tilby

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