CINEMA A BOMBA!

lunedì 19 novembre 2018

FIRST MAN-IL PRIMO UOMO, UNA BIOGRAFIA PER TEMPI LUNATICI

(Clicca sulla locandina per sentire il nostro podcast e per vedere il trailer). 

USA, 2018
141'
Regia: Damien Chazelle
Con: Ryan Gosling, Claire Foy, Jason Clarke, Corey Stoll, Pablo Schreiber, Kyle Chandler, Ciarán Hinds, Lukas Haas


20 Luglio 1969.

Una data che rimarrà per sempre impressa nella memoria: la data dello sbarco dell'uomo sulla Luna.

A mettere piede per primo sul suolo del satellite terrestre, l'astronauta Neil Armstrong.

Ma quante difficoltà per arrivare a quel "grande passo per l'umanità"!






Noi diamo per scontato l'evento storico rappresentato dallo sbarco sulla Luna: studiando sui libri di testo sappiamo che il viaggio è stato abbastanza tranquillo, così come l'allunaggio.

Sappiamo che Armstrong, Aldrin e Collins sono tornati sani e salvi sulla Terra e sono diventati leggende viventi (soprattutto il primo).

Sappiamo che grazie a questa impresa la corsa allo spazio ha visto prevalere gli Stati Uniti sull'Unione Sovietica, con tutte le conseguenze propagandistiche e politiche che ne sono derivate.

Quello che sappiamo meno bene è ciò che si è svolto dietro le quinte dell'impresa: la paura di morire (le possibilità di non riuscire erano altissime), la tensione, la concentrazione, lo studio, l'adrenalina, la consapevolezza che in caso di insuccesso ci sarebbe stato un padre e un marito da piangere.

A descrivere finalmente l'uomo dietro l'icona ci ha pensato Damien Chazelle - qui al suo film meno personale, ma non per questo meno bello.

Dall'autore dei plurioscarizzati Whiplash e La La Land non ci si poteva certo aspettare una biografia accademica e lineare: pur molto giovane (33 anni; l'anno scorso è stato il più precoce vincitore dell'Oscar per la migliore regia), egli si sta già imponendo ad Hollywood per un suo stile non convenzionale.

E non convenzionale è anche questo biopic.

Il non aver voluto deliberatamente mostrare Armstrong mentre pianta la banidera a stelle e strisce sul suolo lunare ha creato non poche polemiche, soprattutto da parte del Partito Repubblicano (e nel pieno della campagna elettorale per le elezioni di Midterm).

E a poco sono valse le spiegazioni del regista, che ha giustificato tale scelta sottolineando il carattere universale dell'impresa.

Così come l'utilizzo di un tono poco epico per descrivere il protagonista - ritratto (da un Ryan Gosling sobrio e sotto le righe) come un ingegnere meticoloso, professionale ma molto antieroico nella sua normalità - ha fatto storcere il naso a molti.

Non convenzionale è anche l'ampio spazio dedicato ad un personaggio relegato ai margini della Storia: la (prima) moglie dell'astronauta, Janet (morta poco prima dell'uscita del film), donna stoica e paziente, trepidante ma forte nell'affrontare una quotidianità fatta di assenze del marito, solitudine, timori per la sorte del consorte, cura della casa e dei figli.

Praticamente una co-protagonista, interpretata in modo molto efficace da Claire Foy: la regina Elisabetta II della serie Tv The Crown, con il suo fisico sottile e gli occhioni vivi, rende molto bene la forza d'animo della donna, apparentemente gracile ma dalla forza di volontà pari a quella del suo compagno di vita.

First Man è apprezzabile, oltre che per la verosimiglianza nella descrizione dei caratteri, anche per la cura maniacale nei dettagli: nessun altro film in precedenza ha saputo far entrare lo spettatore così dentro ad una navicella spaziale, con i suoi spazi stretti, il senso di claustrofobia, il rumore, il quadro comandi così pieno di manopole e tasti, le pareti metalliche simili a quelle di una scatoletta di tonno, la tensione al momento della partenza...

Partendo dalla biografia di James R. Hansen e dalla sceneggiatura di Josh Singer (già vincitore dell' Oscar nel 2016 per Il Caso Spotlight), Chazelle ci ha comunque messo del suo: da La La Land ha ripreso quell'elemento nostalgia di un tempo in cui le cose sembravano meno volgari e brutali, dove c'era fiducia nel futuro nonostante le contrapposizioni della Guerra Fredda; da Whiplash, la ricerca di perfezione, l'ambizione che si fanno ossessione.

Acclamata fin dalla sua presentazione in anteprima alla Mostra del Cinema di Venezia di quest'anno (della quale è stata l'opera di apertura), la pellicola, prodotta anche da Steven Spielberg, ha patito un po' (soprattutto in patria) le critiche ricevute e non ha avuto al botteghino il successo sperato - ricordiamo che ha dovuto subire la concorrenza di due blockbuster del calibro di A Star Is Born e Venom.

Peccato: il film merita e, se vi capita, guardatelo: ci era piacuto il trailer (vi abbiamo dedicato persino un episodio del Bombcast, il nostro podcast!), ma possiamo dire che il film ha risposto bene alle nostre aspettative.

In tempi lunatici come questi, d'altra parte, ci vuole qualcuno che ci porti sulla Luna e ci faccia vedere il mondo da un'altra prospettiva.




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mercoledì 29 agosto 2018

BOMBCAST: EP. 007 - IL PRIMO UOMO (TRAILER)

(Clicca sull'immagine per ascoltare/scaricare il file). 


Avere l'onore di aprire con un tuo film uno dei festival cinematografici più importanti e prestigiosi del mondo non è cosa da tutti.

A maggior ragione se hai 33 anni.
E se è già la seconda volta (nel giro di tre anni!).
E se nel frattempo sei stato il più giovane vincitore di un Premio Oscar per la migliore regia.

Damien Chazelle è autore di capolavori quali Whiplash e La La Land e siamo strafelici che sia proprio un suo lavoro ad inaugurare l'edizione numero 75 della Mostra del Cinema di Venezia, una delle più interessanti e ricche degli ultimi anni (ne avevamo parlato anche nell' episodio precedente del Bombcast).

Abbiamo visto e commentato per voi il trailer di First Man-Il Primo Uomo e - beh - si preannuncia un altro filmone!

Seguiteci: vi porteremo sulla Luuuuna!


Il trailer di First Man-Il Primo Uomo.




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martedì 28 agosto 2018

VENEZIA 2018. I FILM IN E FUORI CONCORSO

Dall'alto: Ryan Gosling (in primo piano) in First Man-Il Primo Uomo; Dakota Johnson in Suspiria di Luca Guadagnino; Bradley Cooper e Lady Gaga in A Star is Born


Nel Bombcast (il podcast di CINEMA A BOMBA!) avevamo già espresso il nostro entusiasmo per questa 75a edizione della Mostra del Cinema di Venezia che si terrà dal 29 Agosto all'8 Settembre 2018 e che si preannuncia memorabile.

Tanti i titoli interessanti, tanti i nomi di registi e attori attesi al Lido per presentare in concorso, fuori concorso e nelle sezioni collaterali i loro lavori, scelti con cura dal direttore della kermesse Alberto Barbera e dal suo staff.

Tante le cose da dire - ci sono già polemiche, come quella relativa alla scarsissima presenza di cineaste donne nel cartellone (ma che colpa hanno i selezionatori se gli studios non danno fiducia alle donne che si mettono dietro alla macchina da presa?) - ma in attesa che a parlare siano i film, vi abbiamo preparato come ogni anno una piccola ma esaustiva guida sulle opere che potrebbero destare maggiore interesse.

Troverete trailer, trame, curiosità, interviste, niente spoiler e - sorpresa! - la presenza di una nostra vecchia e cara conoscenza.

Pronti a farvi sorprendere?

Ecco a voi il programma!






IN CONCORSO

Il primo uomo (First Man), regia di Damien Chazelle (Stati Uniti d'America) [FILM D'APERTURA], con Ryan Gosling, Claire Foy, Jason Clarke
The Mountain, regia di Rick Alverson (Stati Uniti d'America), con Tye Sheridan, Jeff Goldblum
Doubles Vies, regia di Olivier Assayas (Francia), con Guillaume Canet, Juliette Binoche
The Sisters Brothers, regia di Jacques Audiard (Stati Uniti d'America, Francia, Romania, Spagna), con Joaquin Phoenix, John C. Reilly, Jake Gyllenhaal, Riz Ahmed
The Ballad of Buster Scruggs, regia di Joel ed Ethan Coen (Stati Uniti d'America), con Tim Blake Nelson, James Franco, Liam Neeson, Tom Waits, Zoe Kazan, Brendan Gleeson
Vox Lux, regia di Brady Corbet (Stati Uniti d'America), con Natalie Portman, Jude Law
Roma, regia di Alfonso Cuarón (Messico)
22 July, regia di Paul Greengrass (Norvegia, Irlanda)
Suspiria, regia di Luca Guadagnino (Italia), con Dakota Johnson, Tilda Swinton, Mia Goth, Chloë Grace Moretz
Werk ohne Autor, regia di Florian Henckel von Donnersmarck (Germania), con Tom Schilling, Paula Beer
The Nightingale, regia di Jennifer Kent (Australia), con Aisling Franciosi, Sam Claflin
The Favourite, regia di Yorgos Lanthimos (Stati Uniti d'America), con Olivia Colman, Emma Stone, Rachel Weisz, Nicholas Hoult, Joe Alwyn
Peterloo, regia di Mike Leigh (Regno Unito), con Rory Kinnear
Capri-Revolution, regia di Mario Martone (Italia, Francia), con Marianna Fontana, Eduardo Scarpetta, Donatella Finocchiaro
What You Gonna Do When the World's on Fire?, regia di Roberto Minervini (Italia, Stati Uniti d'America)
Napszállta (Sunset), regia di László Nemes (Ungheria)
Frères Ennemis, regia di David Oelhoffen (Francia, Belgio), con Matthias Schoenaerts
Nuestro tiempo, regia di Carlos Reygadas (Messico, Francia, Germania, Danimarca, Svezia)
At Eternity's Gate, regia di Julian Schnabel (Stati Uniti d'America, Francia), con Willem Dafoe, Rupert Friend, Oscar Isaac, Mads Mikkelsen, Mathieu Amalric, Emmanuelle Seigner, Niels Arestrup
Acusada, regia di Gonzalo Tobal (Argentina, Messico)
Zan (Killing), regia di Shin'ya Tsukamoto (Giappone)






FUORI CONCORSO
Lungometraggi

A Star Is Born, regia di Bradley Cooper (Stati Uniti d'America), con Lady Gaga, Bradley Cooper, Sam Elliott
Una storia senza nome, regia di Roberto Andò (Italia, Francia), con Micaela Ramazzotti, Renato Carpentieri, Laura Morante, Alessandro Gassmann
Les Estivants, regia di Valeria Bruni Tedeschi (Francia, Italia), con Valeria Bruni Tedeschi, Pierre Arditi, Valeria Golino, Riccardo Scamarcio
Mi obra maestra, regia di Gastón Duprat (Argentina, Spagna)
A Tramway in Jerusalem, regia di Amos Gitai (Israele, Francia), con Mathieu Amalric, Pippo Delbono
Un peuple et son roi, regia di Pierre Schoeller (Francia, Belgio), con Gaspar Ulliel, Louis Garrel
La quietud, regia di Pablo Trapero (Argentina), con Bérénice Béjo, Edgar Ramirez
Dragged Across Concrete, regia di S. Craig Zahler (Canda, Stati Uniti d'America), con Mel Gibson, Vince Vaughn
Ying (Shadow), regia di Zhang Yimou (Cina)

Documentari

A Letter To A Friend In Gaza, regia di Amos Gitai (Israele)
Aquarela, regia di Victor Kossakovsky (Regno Unito, Germania)
El Pepe, una vida suprema, regia di Emir Kusturica (Argentina, Uruguay, Serbia), con Pepe Mujica
Process, regia di Sergei Loznitsa (Paesi Bassi)
Carmine Street Guitars, regia di Ron Mann (Canada)
ISIS, Tomorrow - The Lost Souls of Mosul, regia di Francesca Mannocchi e Alessio Romenzi (Italia, Germania)
American Dharma, regia di Errol Morris (Stati Uniti d'America, Regno Unito), con Stephen K. Bannon
Introduzione all'oscuro, regia di Gastón Solnicki (Argentina, Austria)
1938 Diversi, regia di Giorgio Treves (Italia)
Ni De Lian (Your Face), regia di Tsai Ming-liang (Taipei Cinese)
Monrovia, Indiana, regia di Frederick Wiseman (Stati Uniti d'America)

EVENTI SPECIALI

The Other Side Of The Wind, regia di Orson Welles (Stati Uniti d'America), con John Huston, Peter Bogdanovich, Oja Kodar, Norman Foster
They'll Love Me When I'm Dead, regia di Morgan Neville (Stati Uniti d'America)

PROIEZIONI SPECIALI

L'amica geniale, regia di Saverio Costanzo (Italia, Belgio)
Il diario di Angela - Noi due cineasti, regia di Yervant Gianikian (Italia)






ORIZZONTI

Sulla mia pelle, regia di Alessio Cremonini (Italia), con Alessandro Borghi, Jasmine Trinca, Max Tortora
Manta Ray, regia di Phuttiphong Aroonpheng (Thailandia, Francia, Cina)
Soni, regia di Ivan Ayr (India)
Ozen, regia di Emir Baigazin (Kazakistan, Polonia, Norvegia)
La noche de 12 años, regia di Alvaro Brechner (Spagna, Argentina, Francia)
Deslembro, regia di Flavia Castro (Brasile, Francia, Qatar)
Anons, regia di Mahmut Fazil Coşkun (Tuchia, Bulgaria)
Un giorno all'improvviso, regia di Ciro D'Emilio (Italia), con Anna Foglietta
Charlie Says, regia di Mary Harron (Stati Uniti d'America), con Carla Gugino
Amanda, regia di Mikhaël Hers (Francia), con Greta Scacchi
Yom adaatou zouli, regia di Soudade Kaadan (Siria, Libano, Francia, Qatar)
L'Enkas, regia di Sarah Marx (Francia), con Sandrine Bonnaire
Tchelovek kotorij udivil vseht, regia di Natasha Merkulova e Aleksy Chupov (Russia, Estonia, Francia)
Kuvumbu tubuh indahku, regia di Garin Nugroho (Indonesia)
Hamchenan ke mimordam, regia di Mostafa Sayyari (Iran)
La profezia dell'armadillo, regia di Emanuele Scaringi (Italia), con Simone Liberati, Laura Morante, Diana Del Bufalo, Claudia Pandolfi, Kasia Smutniak, Adriano Panatta, Vincent Candela [Dalle strisce di Zerocalcare]
Tel Aviv On Fire, regia di Sameh Zoabi (Lussemburgo, Francia, Israele, Belgio)
Jinpa, regia di Pema Tseden (Cina)
Erom, regia di Yaron Shani (Israele, Germania)

SCONFINI

Blood Kin, regia di Ramin Bahrani (Stati Uniti d'America)
Il banchiere anarchico, regia di Giulio Base (Italia)
Il ragazzo più felice del mondo, regia di Gipi (Italia)
Arrivederci Saigon, regia di Wilma Labate (Italia)
The tree of life (Extended cut), regia di Terrence Malick, con Brad Pitt, Jessica Chastain, Sean Penn, Tye Sheridan, Fiona Shaw (Stati Uniti d'America)
L'heure de la sortie, regia di Sébastien Marnier (Francia)
Magic lantern, regia di Amir Naderi (Stati Uniti d'America), con Jacqueline Bisset
Camorra, regia di Francesco Patierno






VENICE VIRTUAL REALITY
In concorso - interattivo

Make noise, regia di May Abdalla (Gran Bretagna)
The unknown patient, regia di Michael Beets (Australia)
Buddy VR, regia di Chuck Chae (Corea del Sud)
Umami, regia di Landia Egal, Thomas Pons (Francia)
Eclipse, regia di Astruc Jonathan, Favre Aymeric (Francia)
The horrifically real virtuality, regia di Marie Jourdren (Francia)
Speres, regia di Eliza McNitt (Stati Uniti d'America, Francia)
A discovery of witches - Hiding in plain sight, regia di Kim-Leigh Pontin (Gran Bretagna), con Teresa Palmer, Matthew Goode
The roaming - Wetlands, regia di Mathieu Pradat (Francia, Gran Bretagna, Belgio)
Kobod, regia di Max Sacker, Ioulia Isserlis (Germania)
Awavena, regia di Lynette Wallworth (Stati Uniti d'America, Brasile, Australia)

In concorso - lineare

Even in the rain, regia di Lindsay Branham (Stati Uniti d'America, Repubblica Centrafricana)
Angelu takais - Trail of Angels, regia di Kristina Buozyte (Lituania, Bielorussia)
X-ray fashion, regia di Francesco Carrozzini (Stati Uniti d'America, Danimarca, India)
Crow: The Legend, regia di Eric Darnell (Stati Uniti d'America), con John Legend, Tye Sheridan, Diego Luna, Oprah Winfrey
Age of sail, regia di John Kahrs (Stati Uniti d'America), con Ian McShane
Mindpalace, regia di Carl Krause, Dominik Stockhausen (Germania)
Ballavita, regia di Gerda Leopold (Austria, Germania)
Borderline, regia di Assaf Machnes (Israele, Gran Bretagna)
Shennong. Taste of illusion, regia di Li Mi, Zheng Wang (Cina)
The great C, regia di Steve Miller (Canada)
L'Île des morts, regia di Benjamin Nuel (Francia)
Home after war, regia di Gayatri Parameswaran, Felix Gaedtke (Iraq, Germania, Stati Uniti d'America)
Made this way: Redifining masculinity, regia di Elli Raynai, Irem Harnak (Francia)
Lucid, regia di Pete Short (Gran Bretagna, Australia)
Wu zhu zhi cheng VR (The last one standing VR), regia di Jiwen Wang, Yang Liu (Cina)
Fresh out, regia di Sam Wey, Fangchao Tao (Cina, Stati Uniti d'America)
1943: Berlin Blitz, regia di David Whelan (Irlanda, Gran Bretagna)
Rooms, regia di Christian Zipfel (Germania)

Fuori concorso

VR_I, regia di Gilles Jobin, Caecilia Charbonnier, Sylvain Chagué (Svizzera)
Battlescar, reia di Nico Casavecchia, Martín Allais (Francia, Stati Uniti d'America), con Rosario Dawson
Arden's wake: Tide's fall, regia di Eugene YK Chung (Stati Uniti d'America), con Alicia Vikander, Richard Armitage
Ghost in the shell: Virtual reality diver, regia di Higashi Hiroaki (Giappone)
Isle of dogs: Behind the scenes (in virtual reality), regia di Paul Raphaël, Félix Lajeunesse (Canada, Gran Bretagna, Stati Uniti d'America), con Bryan Cranston, Bill Murray, Edward Norton, Liev Schreiber, Jeff Goldblum, Scarlett Johansson, Tilda Swinton, Bob Balaban
Kekkon yubiwa monogatary VR (Tales of wedding rings), regia di Sou Kaei (Giappone)
In the cave, regia di Ivan Gergolet (Italia)
Elegy, regia di Marc Guidoni (Francia)
Metro veinte: Cita ciega, regia di Maria Belen Poncio (Argentina)
Selyatagi (Floodplain), regia di Deniz Tortum (Turchia)






SETTIMANA INTERNAZIONALE DELLA CRITICA
In concorso

The Roundup, regia di Hajooj Kuka (Sudan, Sudafrica, Qatar, Germania)
Adam & Evelyne, regia di Andreas Goldstein (Germania)
Blonde Animals, regia di Alexia Walther e Maxime Matray (Francia)
Still Recording, regia di Saaed Al Batal e Ghiath Ayoub (Siria, Libano, Qatar, Francia)
M, regia di Anna Eriksson (Finlandia)
Saremo giovani e bellissimi, regia di Letizia Lamartire (Italia)
You Have the Night, regia di Ivan Salatic (Montenegro, Serbia)

Eventi speciali fuori concorso

Tumbbad, regia di Rahi Anil Barve e Adesh Prasad (India, Svezia)
Dachra, regia di Abdelhamid Bouchnak (Tunisia)

GIORNATE DEGLI AUTORI
In concorso

Les tombeaux sans noms, regia di Rithy Panh (Francia, Cambogia)
C'est ça l'amour, regia di Claire Burger (Francia)
Continuer, regia di Joachim Lafosse (Belgio, Francia)
Domingo, regia di Clara Linhart e Felipe Barbosa (Brasile, Francia)
Joy, regia di Sudabeh Mortezai (Austria)
José, regia di Li Cheng (Guatemala)
Mafax, regia di Bassam Jarbawi (Palestina, Stati Uniti d'America, Qatar)
Pearl, regia di Elisa Amiel (Svizzera, Francia)
Ricordi?, regia di Valerio Mieli (Italia, Francia)
Three Adventures of Brooke, regia di Yuan Qing (Cina, Malaysia)
Ville Neuve, regia di Felix Oufour-Laperrière (Canada)
Emma Peeters, regia di Nicole Palo (Belgio, Canada)

MIU MIU WOMEN'S TALES

Hello Apartment, regia di Dakota Fanning (Italia, Stati Uniti d'America)
The Wedding Singer's Daughter, regia di Haifaa Al-Mansour (Italia, Stati Uniti d'America)

EVENTI SPECIALI

As We Were Tuna, regia di Francesco Zizola
Dead Women Walking, regia di Hagar Ben-Asher (Stati Uniti d'America)
Goodbye Marilyn, regia di Maria Di Razza (Italia)
Happy Lamento, regia di Alexander Kluge (Germania)
Il bene mio, regia di Pippo Mezzapesa (Italia)
The Ghost of Peter Sellers, regia di Peter Medak (Cipro)
Why Are We Creative?, regia di Hermann Vaske (Germania)

NOTTI VENEZIANE

One Ocean, regia di Anne de Carbuccia (Italia)
I villani, regia di Danieli De Michele (Italia)
L'unica lezione, regia di Peter Marcias (Italia)
Il teatro al lavoro, regia di Massimiliano Pacifico (Italia)

PREMIO LUX

Kona fer í stríð, regia di Benedikt Erlingsson (Islanda, Francia, Ucraina)
Styx, regia di Wolfgang Fischer (Germania, Austria)
Druga strana svega, regia di Mila Turajilić (Serbia, Francia, Qatar)

VENEZIA CLASSICI

Adieu Philippine, regia di Jacques Rozier (Francia, 1962)
L'ascesa (Voskhozhdeniye), regia di Larisa Shepitko (URSS, 1976)
Khesht va Ayeneh, regia di Ebrahim Golestan (Iran,1965)
Morte a Venezia, regia di Luchino Visconti (Italia, Francia, Stati Uniti d'America, 1971)
Il posto, regia di Ermanno Olmi (Italia, 1962)
I gangsters (The Killers), regia di Robert Siodmak (Stati Uniti d'America, 1946)
Contratto per uccidere (The Killers), regia di Don Siegel (Stati Uniti d'America, 1964)
L'anno scorso a Marienbad (L'Année dernière à Marienbad), regia di Alain Resnais (Francia, 1961)
La volpe folle (Koiya koi nasuna koi), regia di Tomu Uchida (Giappone, 1962)
La città nuda (The Naked City), regia di Jules Dassin (Stati Uniti d'America, 1948)
La notte di San Lorenzo, regia dei fratelli Taviani (Italia, 1982)
Il portiere di notte, regia di Liliana Cavani (Italia, 1974)
Nulla sul serio (Nothing Sacred), regia di William A. Wellman (Stati Uniti d'America, 1937)
El lugar sin límites, regia di Arturo Ripstein (Messico, 1978)
A qualcuno piace caldo (Some Like It Hot), regia di Billy Wilder (Stati Uniti d'America, 1959)
La strada della vergogna (赤線地帯, Akasen chitai), regia di Kenji Mizoguchi (Giappone, 1956)
Essi vivono (They Live), regia di John Carpenter (Stati Uniti d'America, 1988)

DOCUMENTARI

The Great Buster, regia di Peter Bogdanovich (Stati Uniti d'America)
Women Making Films: A New Road Movie Through Cinema, regia di Mark Cousins (Regno Unito)
Humberto Mauro, regia di André Di Mauro (Brasile)
Living The Light - Robby Muller, regia di Claire Pijman (Paesi Bassi, Germania)
24/25 il fotogramma in più, regia di Giancarlo Rolandi e Federico Pontiggia (Italia)
Nice Girls Don't Stay For Breakfast, regia di Bruce Weber (Stati Uniti d'America)
Friedkin Uncut, regia di Francesco Zippel (Italia)




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lunedì 30 luglio 2018

BOMBCAST: EP. 006 - VENEZIA 2018

(Clicca sull'immagine per ascoltare/scaricare il file). 


29 Agosto - 20 Settembre 2018.

L'edizione numero 75 della Mostra Internazionale di Arte Cinematografica di Venezia si preannuncia spettacolare: è stato annunciato il programma ufficiale e, sì, ci sono grandi titoli e grandi nomi.

Noi della redazione di CINEMA A BOMBA! siamo elettrizzati e pertanto abbiamo deciso di dedicare la sesta puntata del nostro podcast alla kermesse lagunare.

Con l'approssimarsi della Mostra vi faremo conoscere tutti i film in concorso e quelli più interessanti nelle altre sezioni e vi segnaleremo le star che potrebbero sbarcare al Lido.

Nel frattempo, ecco le nostre considerazioni e i nostri commenti preliminari.

Possiamo anticipare che anche quest'anno Venezia ha un cartellone molto più accattivante di quello di Cannes.

L'edizione dell anno scorso era stata memorabile.

Lo sarà anche questa?
Noi pensiamo proprio di sì.

Buon ascolto, fioi!




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martedì 7 marzo 2017

OSCAR 2017. LA LA LAND, IL SAPORE AGRODOLCE DEI SOGNI

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2016
128'
Regia: Damien Chazelle
Interpreti: Emma Stone, Ryan Gosling, J.K. Simmons, John Legend, Rosemarie DeWitt, Finn Wittrock.


Lei (Emma Stone).
Una ragazza di provincia che sogna di fare l'attrice.
I provini non le vanno bene (ha talento, ma forse non è abbastanza carina), così si mantiene lavorando in un bar.

Lui (Ryan Gosling).
Un malinconico, scontroso, intransigente pianista jazz.
Suonicchia in giro (anche in una cover band!), ma vorrebbe aprire un locale tutto suo dove potersi esibire nel suo repertorio.

Si incontrano a Los Angeles, cominciano a conoscersi, si innamorano.

Nella "città delle stelle" molti sogni si infrangono, solo pochi si realizzano: sarà possibile per loro conciliare i sentimenti con la carriera?






Maxi ingorgo in autostrada: le macchine sono ferme e da ognuna di esse esce musica dall'autoradio.
Una ragazza si stufa, apre la portiera, comincia a cantare e a muoversi seguendo il ritmo.

Senza staccare, si segue le sue evoluzioni, poi si segue un'altra persona che ha deciso di fare lo stesso, poi un'altra, poi un'altra ancora, finché tutti gli automobilisti vengono coinvolti nell'euforia e si mettono a cantare e ballare in modo scatenato.

Quando la musica cessa, ritorna la normalità.

Il film è appena cominciato (questa è la scena iniziale) e già capiamo cosa ci dobbiamo attendere da La La Land: una storia in bilico tra il fantastico e il mondo reale, nella quale la musica ha un ruolo centrale.

Un musical "vecchio stile" zeppo di riferimenti al genere - Cantando sotto la pioggia, Un Americano a Parigi, Les Parapluies de Cherbourg, Les Demoiselles de Rochefort, Sweet Charity, Funny Face, Ginger Rogers e Fred Astaire, Grease, West Side Story tra i modelli - ma dalla sensibilità contemporanea.

L'opera di un regista pieno di immaginazione e talento - tutta la scena sembra girata in un unico piano sequenza, ma non lo è: avevamo visto utilizzare la stessa tecnica da Alejandro González Iñárritu in Birdman (toh, vincitore anch'egli per la migliore regia agli Oscar 2015...).

Un film per sognatori e che parla di sognatori, pulito, garbato, senza volgarità, scene truculente, cinismo.
Solo, con un finale non così scontato e che lascia un po' l'amaro in bocca.

E un successo partito dall'inaugurazione della Mostra del Cinema di Venezia 2016 e arrivato fino alla recente Notte delle Stelle.

Le 14 nomination (raggiunto il primato di Eva Contro Eva nel 1951 e Titanic nel 1998) - per film, regia, attore protagonista, attrice protagonista, sceneggiatura originale, colonna sonora e canzone (2 volte), fotografia, montaggio, sonoro, montaggio sonoro, scenografia, costumi - si sono concretizzate in ben 6 statuette.

Sulla beffa del miglior film abbiamo già parlato nel post precedente: ci è molto dispiaciuto per il fatto increscioso, anche perché il film meritava ampiamente il massimo riconoscimento.

Si consolino i produttori: hanno avuto gloria solo per pochi secondi, ma La La Land resterà comunque negli annali.

In primo luogo, per aver permesso a Damien Chazelle di diventare il più giovane a vincere i prestigioso Oscar per la migliore regia - 32 anni, un mese e qualche giorno: battuto il record di Norman Taurog (anche lui trentaduenne, ma con 7 mesi in più), che resisteva dal 1931!

Poi, per aver portato la prima statuetta ad una delle attrici più apprezzate, talentuose e versatili della propria generazione: Emma Stone (si vedano Magic In The Moonlight e il già citato Birdman).

Peccato per Ryan Gosling: appuntamento rinviato per il bravo interprete di Drive e Le Idi di Marzo.

Stone e Gosling in quest'opera hanno fatto faville; ma insieme i due avevano già recitato, prima in Crazy, Stupid Love del 2011 e poi in Gangster Squad del 2013.
Una coppia cinematografica rodata e di sicuro appeal che speriamo di rivedere ancora unita.

Pensare che non erano neanche le prime scelte: in un primo momento i ruoli erano stati offerti a Miles Teller (protagonista della precedente opera di Chazelle, Whiplash) ed Emma Watson (Hermione Granger nei film tratti dai libri su Harry Potter della scrittrice J.K. Rowlings), che adesso si staranno mangiando le mani.

In piccole parti compaiono anche la brava Rosemarie DeWitt (nipote del campione di pugilato J.J. Braddock e Rachel in Rachel Sta Per Sposarsi di Jonathan Demme, l'autore di Stop Making Sense e Il Silenzio degli Innocenti) e due Premi Oscar - J.K. Simmons (miglior attore non protagonista nel 2015) e John Legend (autore della migliore canzone, nello stesso anno).

La La Land può anche consolarsi con il record di Golden Globe vinti, ben 7 (su 7 nomination!): i premi assegnati dalla stampa estera si confermano più aderenti ai gusti del pubblico rispetto agli ormai troppo politicizzati Academy Award.

E poi con gli innumerevoli riconoscimenti ottenuti e gli ottimi riscontri di critica e - cosa meno scontata - di pubblico (persino in Italia, dove pure il genere non è popolarissimo): l'incasso è stato di quasi 400 milioni di dollari in giro per il mondo a fronte di un budget di circa 30 milioni.

Che ironia, ciò che è accaduto alla pellicola non è molto dissimile dallo svolgimento della sua storia: curiosità all'inizio (un musical che apre la Mostra i Venezia?/gente che canta e balla in uno svincolo autostradale?), attrazione (del pubblico/dei protagonisti), amore, successo, un finale agrodolce.

Eh sì, la vita ti riporta sempre con i piedi per terra.
Ma quanto è bello trovarsi, ogni tanto, con la testa tra le nuvole e a ballare tra le stelle (come succede ai protagonisti in una delle scene più suggestive)...




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mercoledì 1 marzo 2017

OSCAR 2017. POLITICA E GAFFE FANNO CADERE LE STELLE (E NON SOLO QUELLE...)

Dall'alto: Giorgio Gregorini e Alessandro Bertolazzi (primo e secondo da sinistra) premiati per Suicide Squad; Alan Barillaro (a sinistra) ritira il premio per Piper; Damien Chazelle, il più giovane vincitore dell'Oscar per la migliore regia; gli attori premiati (da sinistra: Mahershala Ali, Emma Stone, Viola Davis e Casey Affleck). 


89a edizione degli Academy Award.
L'edizione che ha lanciato Fred Berger, Jordan Horowitz e Marc Platt nell'empireo dei "mainagioia".

Pensate: a presentare l'ultimo premio della serata, il più prestigioso, è stata chiamata una delle coppie più belle e glam della Hollywood anni Sessanta-Settanta: Faye Dunaway e Warren Beatty.

Quest'ultimo ha in mano la busta, la apre, la guarda perplesso, non sa cosa fare.
La porge a lei, che annuncia il miglior film: il favorito della vigilia, La La Land!

I tre di cui sopra, che ne sono i produttori, salgono sul palco e iniziano il loro discorso di ringraziamento.
Ma vengono subito interrotti: c'è stato un errore, la busta è sbagliata (in effetti era un doppione di quella che attribuiva l'Oscar per la migliore attrice protagonista ad Emma Stone. Machecacchio, Warren e Faye, ve ne sarete pure accorti, no?!): il vero vincitore è Moonlight!

Pensate alla delusione di 'sti poveracci, scippati di un sogno per colpa di una maldestra gaffe...






Il degno finale di una cerimonia dagli ascolti scarsi, moscia (Jimmy Kimmel presentatore sottotono, battute su Trump un po' scontate), che molti vorrebbero dimenticare.
A cominciare della produttrice Jan Chapman che - viva e vegeta - si è vista tra le persone decedute nell'omaggio video preparato dall'Academy (si voleva ricordare la costumista Janet Patterson, ma hanno sbagliato foto. Bell'omaggio...).

Altrettanto discutibile è l'aver voluto premiare ad ogni costo il film meno "trumpiano" e più liberal in concorso: Moonlight, diretto da un regista di colore, parla di un afroamericano che cresce in un ambiente degradato e scopre di essere omosessuale.
Pare più un dispetto al neo-Presidente degli Stati Uniti - che con le minoranze è tutt'altro che tenero - che un riconoscimento al valore artistico del film in sé: il fatto che lo si presenti come una bandiera, ossia come il primo film a tema LGBT (acronimo che sta per Lesbiche, Gay, Bisessuali, Transgender) a vincere il massimo riconoscimento cinematografico, piuttosto che come racconto di formazione, è emblematico.

Il rischio concreto è che, nel giro di poco, nessuno si ricordi più di questa pellicola e della sua affermazione, com'è già successo al suo predecessore (che è, anche se molti di voi se lo sono dimenticato, Il Caso Spotlight, anch'esso dagli incassi molto modesti).

Il fatto è che l'America è spaccata in due e la metà che ha votato per il pittoresco magnate si sente sempre più distante e meno rappresentata da Hollywood, percepita come centro di un'élite che la disprezza e che utilizza lo showbiz come un'arma politica per colpire in una sola direzione, cercando di imporre la propria visione del mondo e i propri valori.

Se l'Academy continuerà a favorire l'aspetto "politico" dei film piuttosto che quello tecnico-artistico, lo scollamento si farà presumibilmente ancora più drammatico.






La La Land, in effetti, sembrava rappresentare maggiormente un buon compromesso tra intrattenimento e cinema d'autore, essendo una briosa e realistica storia di ambizioni e sogni di due giovani, realizzata con straordinaria maestria e interpretata in modo efficace.

Non per niente la migliore regia è stata proclamata quella di Damien Chazelle, il più giovane regista a vincere la statuetta (32 anni compiuti a Gennaio!) e già apprezzatissimo per il suo precedente - ed in effetti notevole - Whiplash (tenetelo d'occhio: capeggia la cerchia dei Jeff Nichols, dei J.C. Chandor e dei Ned Benson, ossia di un ideale gruppo di cineasti emergenti che in questi anni sta davvero portando nuova linfa ad Hollywood).

Non per niente ha trionfato in quasi tutte le competizioni internazionali, compresa quella dei Golden Globe, in cui i premi sono assegnati dalla stampa estera.

Non per niente ha vinto per fotografia e scenografia, per le belle musiche e la migliore canzone.

Non per niente ha portato il primo (e meritatissimo) Oscar a Emma Stone, che già a Venezia aveva conquistato la Coppa Volpi.

Non per niente La La Land ha incassato nel mondo così tanto e, con 6 premi su ben 14 nomination, è da considerarsi come il vero trionfatore di questa edizione e si candida a rimanere a lungo nella memoria.

Purtroppo ha pagato i sensi di colpa dell'Academy sul tema dei cosiddetti "Oscars so white", la polemica innescata negli scorsi anni - e nell'ultimo in modo particolare - a proposito della scarsa rappresentatività degli afro-americani in nomination e premiazioni.






Polemica che è risultata decisiva per la vittoria di Moonlight e per le sei nomine tra gli attori (zero nel 2016), culminate con l'affermazione più che annunciata tra i non protagonisti di Mahershala Ali (primo interprete di fede islamica ad aggiudicarsi la statuetta) e di Viola Davis (per lei un tifo sfrenato sui social).

Tra gli attori protagonisti l'hanno spuntata Emma Stone, come abbiamo visto, e Casey Affleck.

Il fratello di Ben è passato indenne dalle accuse di molestie sessuali mossegli qualche anno fa da due donne (accuse successivamente ritirate, a titolo di cronaca) e ora per lui è arrivata la definitiva consacrazione, dopo il Golden Globe, grazie al ruolo di uno zio che deve occuparsi del nipote minorenne rimasto orfano nel drammatico Manchester By The Sea, che a sorpresa ha vinto anche il prestigioso riconoscimento per la migliore sceneggiatura originale (andata al regista, Kenneth Lonergan).

Ma Affleck Jr. non è l'unico miracolato: Mel Gibson, personalmente, non ha vinto nulla, ma il suo La Battaglia di Hacksaw Ridge è riuscito a portare a casa due Oscar, per montaggio e sonoro (il montaggio sonoro è stato invece il contentino per Arrival, che partiva da 8 nomine).

A proposito, una menzione speciale va a Kevin O'Connell, tecnico del suono alla sua prima statuetta. Questa era la sua nomination numero 21 (avete letto bene: 21!): meglio tardi che mai!

Nelle agguerrite categorie degli effetti speciali e dei costumi, invece, si sono imposti rispettivamente l'adattamento in live action del cartoon disneyano Il Libro della Giungla (tratto dall'omonimo romanzo di Rudyard Kipling) e Animali Fantastici E Dove Trovarli - il quarto Oscar in carriera della costumista Colleen Atwood, nonché il primo assegnato ad un film della saga di Harry Potter.

Gianfranco Rosi non ce l'ha fatta con il suo documentario Fuocoammare, ma - adesso possiamo dirlo - non è che avesse moltissime chance: ha prevalso O.J.: Made in America e comunque, come abbiamo già visto qui, anche gli altri pretendenti erano piuttosto competitivi.






Al contrario, Alessandro Bertolazzi e Giorgio Gregorini sono riusciti a conquistare la statuetta per trucco e parrucco di Suicide Squad (cioè, rendiamoci conto: Suicide Squad è un film oscarizzato!).
Una delle poche cose veramente salvabili in una pellicola in effetti un po' kitsch, certo non la migliore tra le varie "supereroistiche" uscite lo scorso anno.

Bravissimi Alessandro e Giorgio, ma i nostri connazionali negli ultimi anni hanno sempre fatto la loro porca figura.
Vedansi Francesca Lo Schiavo e Dante Ferretti nel 2012 per la scenografia di Hugo Cabret, La Grande Bellezza nel 2014, Milena Canonero nel 2015 con Grand Budapest Hotel ed Ennio Morricone l' anno scorso per The Hateful Eight.

Siamo molto contenti anche per l'affermazione del delizioso Piper tra i corti d'animazione: a dirigerlo, l'italo-canadese Alan Barillaro.
Tra i lungometraggi è stato invece il gradevole Zootropolis a prevalere nel "derby" Disney con Oceania.

Dopo l'Oscar per il miglior film straniero nel 2016 a Il Figlio di Saul di László Nemes e il recentissimo Orso d'Oro a Testről és lélekről della cineasta Ildikó Enyedi, il dinamico e originale cinema ungherese coglie un altro alloro: tra i corti si è imposto Sing (Mindenki) del giovane Kristóf Deák, in effetti il più interessante tra le opere in competizione.

C'entra molto la politica anche relativamente ai premi per il miglior film in lingua straniera e per il miglior cortometraggio documentario.

Il regista iraniano Asghar Farhadi, al suo secondo riconoscimento dopo quello assegnato nel 2012 a Una Separazione, non ha voluto partecipare alla cerimonia per protesta contro le politiche di chiusura di Trump nei confronti delle persone provenienti da certi stati islamici, tra i quali appunto l'Iran e la Siria.

Le difficoltà che incontrano i cittadini di quest'ultimo Paese ad entrare negli USA hanno impedito, invece, agli eroici soccorritori protagonisti di The White Helmets di essere presenti alla Notte delle Stelle: che beffa, visto che il mini documentario che parla di loro ha vinto...

Insomma, politica e gaffe hanno rovinato un'edizione interessante e dato parecchi dispiaceri a persone che non se lo meritavano.

Avanti di questo passo, l'Academy dovrà istituire un Oscar anche per la categoria "mainagioia"...





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lunedì 27 febbraio 2017

OSCAR 2017. I VINCITORI

La terribile gaffe alla proclamazione del miglior film. 


La La Land è stato il film che maggiormente ha catalizzato l'attenzione in questa 89a edizione degli Academy Award: il più nominato alla vigilia, quello che ha preso più statuette (6), quello che ha fatto vincere un Oscar al più giovane regista della storia della manifestazione (Damien Chazelle).

E quello vittima di un drammatico colpo di scena, una vera figuraccia da parte degli organizzatori: al momento della proclamazione del miglior film, è stata data una busta sbagliata ai due annunciatori, Warren Beatty e Faye Dunaway, che prima hanno proclamato la vittoria del musical e poi sono stati smentiti mentre i produttori stavano già facendo il loro discorso di ringraziamento.

Il premio più prestigioso è perciò andato a Moonlight ma, oltre ai dubbi di essere stato spinto "politicamente", la sua vittoria è stata macchiata da questa terribile gaffe.

A breve commenteremo quello che è successo, ma nel frattempo ecco l'elenco di tutti i vincitori.

PS. Anche quest'anno le previsioni di CINEMA A BOMBA! sono andate bene: ne abbiamo prese 19 su 24 (bravo FRA, che è stato il migliore azzeccandone 15!).






MIGLIOR FILM

Moonlight, prodotto da Adele Romanski, Dede Gardner e Jeremy Kleiner

MIGLIOR REGIA
Damien Chazelle – La La Land

MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA
Emma Stone – La La Land

MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA
Casey Affleck – Manchester by the Sea

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
Viola Davis – Barriere (Fences)

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
Mahershala Ali – Moonlight

MIGLIOR FILM D'ANIMAZIONE
Zootropolis (Zootopia), regia di Byron Howard e Rich Moore

MIGLIOR FILM STRANIERO
Il cliente (Forushande), regia di Asghar Farhadi (Iran)

MIGLIOR COLONNA SONORA
Justin Hurwitz - La La Land

MIGLIOR CANZONE
City of Stars (Justin Hurwitz, Benj Pasek, Justin Paul) - La La Land

MIGLIORE SCENEGGIATURA ORIGINALE
Kenneth Lonergan – Manchester by the Sea

MIGLIORE SCENEGGIATURA NON ORIGINALE
Barry Jenkins e Tarell McCraney – Moonlight

MIGLIOR FOTOGRAFIA
Linus Sandgren - La La Land

MIGLIOR SCENOGRAFIA
Sandy Reynolds-Wasco e David Wasco - La La Land

MIGLIOR MONTAGGIO
John Gilbert - Hacksaw Ridge

MIGLIORI EFFETTI SPECIALI
Robert Legato, Adam Valdez, Andrew R. Jones e Dan Lemmon - Il Libro della Giungla

MIGLIOR MONTAGGIO SONORO
Sylvain Bellemare - Arrival

MIGLIOR SONORO
Kevin O'Connell, Andy Wright, Robert Mackenzie e Peter Grace - Hacksaw Ridge

MIGLIORI COSTUMI
Colleen Atwood - Animali Fantastici e Dove Trovarli

MIGLIORI TRUCCO E ACCONCIATURA
Alessandro Bertolazzi, Giorgio Gregorini e Christopher Nelson - Suicide Squad

MIGLIOR DOCUMENTARIO
O.J.: Made in America, regia di Ezra Edelman

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO DOCUMENTARIO
The White Helmets, regia di Orlando von Einsiedel

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO
Sing (Mindenki), regia di Kristóf Deák

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO D'ANIMAZIONE
Piper, regia di Alan Barillaro





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venerdì 24 febbraio 2017

OSCAR 2017. LE NOSTRE PREVISIONI



2012: 21.
2013: 17.
2014: 23.
2015: 20.
2016: 22.

Come ormai sapete, questi numeri rappresentano le previsioni sugli Oscar che noi di CINEMA A BOMBA! siamo riusciti complessivamente a indovinare nelle edizioni dell'Academy Award che abbiamo seguito da quando è nato il nostro blog.

La domanda è: quante ne centreremo in questo 2017?
Tenendo conto che le categorie sono in tutto 24 (tra cui alcune sostanzialmente imprevedibili, come quelle su cortometraggi e documentari), riusciremo a battere il nostro record del 2014?

I pronostici li sbaglia solo chi li fa, ma a noi le sfide piacciono.
Per questo, qui di seguito, segnaliamo i nostri candidati nell'elenco di tutti i papabili per una statuetta.

E voi?
Non volete provare a dire la vostra?






MIGLIOR FILM


Arrival, prodotto da Shawn Levy, Dan Levine, Aaron Ryder e David Linde


Barriere (Fences), prodotto da Scott Rudin, Denzel Washington e Todd Black


La battaglia di Hacksaw Ridge (Hacksaw Ridge), prodotto da Bill Mechanic e David Permut


Hell or High Water, prodotto da Carla Hacken e Julie Yorn


Il diritto di contare (Hidden Figures), prodotto da Donna Gigliotti, Peter Chernin, Jenno Topping, Pharrell Williams e Theodore Melfi


La La Land, prodotto da Fred Berger, Jordan Horowitz e Marc Platt - FRA, FEDE, ANG


Lion - La strada verso casa (Lion) , prodotto da Emile Sherman, Iain Canning e Angie Fielder


Manchester by the Sea, prodotto da Matt Damon, Kimberly Steward, Chris Moore, Lauren Beck e Kevin J. Walsh


Moonlight, prodotto da Adele Romanski, Dede Gardner e Jeremy Kleiner


MIGLIOR REGIA
Damien Chazelle – La La Land - FRA, FEDE
Barry Jenkins – Moonlight
Kenneth Lonergan – Manchester by the Sea - ANG
Denis Villeneuve - Arrival
Mel Gibson – La battaglia di Hacksaw Ridge (Hacksaw Ridge)

MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA
Isabelle Huppert – Elle - FEDE
Ruth Negga – Loving
Natalie Portman– Jackie
Emma Stone – La La Land - ANG, FRA
Meryl Streep – Florence (Florence Foster Jenkins)

MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA
Casey Affleck – Manchester by the Sea
Andrew Garfield - La battaglia di Hacksaw Ridge (Hacksaw Ridge) - ANG
Ryan Gosling – La La Land - FEDE
Viggo Mortensen - Captain Fantastic
Denzel Washington – Barriere (Fences) - FRA

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
Viola Davis – Barriere (Fences) - FEDE, FRA
Naomie Harris – Moonlight
Nicole Kidman – Lion - La strada verso casa (Lion)
Octavia Spencer – Il diritto di contare (Hidden Figures)
Michelle Williams – Manchester by the Sea - ANG

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
Mahershala Ali – Moonlight - FRA, FEDE
Jeff Bridges – Hell or High Water - ANG
Lucas Hedges - Manchester by the Sea
Dev Patel – Lion - La strada verso casa (Lion)
Michael Shannon - Animali notturni (Nocturnal Animals)

MIGLIOR FILM D'ANIMAZIONE
Zootropolis (Zootopia), regia di Byron Howard e Rich Moore - FEDE, FRA
Oceania (Moana), regia di Ron Clements e John Musker - ANG
Kubo e la spada magica (Kubo and the Two Strings), regia di Travis Knight
La tartaruga rossa (La Tortue Rouge), regia di Michaël Dudok de Wit
La mia vita da Zucchina (Ma vie de Courgette), regia di Claude Barras

MIGLIOR FILM STRANIERO
Land of Mine - Sotto la sabbia (Under sandet), regia di Martin Zandvliet (Danimarca) - ANG
A man called Ove (En man som heter Ove), regia di Hannes Holm (Svezia) - FEDE
Il cliente (Forushande), regia di Asghar Farhadi (Iran) - FRA
Tanna, regia di Martin Butler e Bentley Dean (Australia)
Vi presento Toni Erdmann (Toni Erdmann), regia di Maren Ade (Germania)

MIGLIOR COLONNA SONORA
Mica Levi - Jackie
Justin Hurwitz - La La Land - FRA, FEDE, ANG
Dustin O'Halloran e Hauschka - Lion
Nicholas Britell - Moonlight
Thomas Newman - Passengers

MIGLIOR CANZONE
Audition (The Fools Who Dream) (Justin Hurwitz, Benj Pasek e Justin Paul) - La La Land - ANG
City of Stars (Justin Hurwitz, Benj Pasek, Justin Paul) - La La Land - FEDE, FRA
Can't Stop the Feeling! (Justin Timberlake, Max Martin e Karl Johan Schuster) - Trolls
The Empty Chair (J. Ralph e Sting) - Jim: The James Foley Story
How Far I'll Go (Lin-Manuel Miranda) - Oceania (Moana)

MIGLIORE SCENEGGIATURA ORIGINALE
Damien Chazelle – La La Land - FRA, FEDE, ANG
Kenneth Lonergan – Manchester by the Sea
Taylor Sheridan – Hell or High Water
Efthymis Filippou e Yorgos Lanthimos - The Lobster
Mike Mills - 20th Century Women

MIGLIORE SCENEGGIATURA NON ORIGINALE
Barry Jenkins e Tarell McCraney – Moonlight - FEDE, FRA
Eric Heisserer - Arrival
Luke Davies - Lion - La strada verso casa (Lion)
August Wilson - Barriere (Fences)
Allison Schroeder e Theodore Melfi - Il diritto di contare (Hidden Figures) - ANG

MIGLIOR FOTOGRAFIA
Linus Sandgren - La La Land - FRA, FEDE
Bradford Young - Arrival - ANG
Greig Fraser - Lion
James Laxton - Moonlight
Rodrigo Prieto - Silence

MIGLIOR SCENOGRAFIA
Patrice Vermette e Paul Hotte - Arrival
Stuart Craig e Anna Pinnock - Animali Fantastici e Dove Trovarli
Jess Gonchor e Nancy Haigh - Ave, Cesare! - ANG
Sandy Reynolds-Wasco e David Wasco - La La Land - FEDE, FRA
Guy Hendrix Dyas e Gene Serdena - Passengers

MIGLIOR MONTAGGIO
Tom Cross - La La Land - FRA
Joi McMillon e Nat Sanders - Moonlight
John Gilbert - Hacksaw Ridge
Joe Walker - Arrival - FEDE
Jake Roberts - Hell or High Water - ANG

MIGLIORI EFFETTI SPECIALI
Craig Hammeck, Jason Snell, Jason Billington e Burt Dalton - Deepwater Horizon
Stephane Ceretti, Richard Bluff, Vincent Cirelli e Paul Corbould - Doctor Strange - ANG
Robert Legato, Adam Valdez, Andrew R. Jones e Dan Lemmon - Il Libro della Giungla - FRA
Steve Emerson, Oliver Jones, Brian McLean e Brad Schiff - Kubo e la Spada Magica
John Knoll, Mohen Leo, Hal Hickel e Neil Corbould - Rogue One: A Star Wars Story - FEDE

MIGLIOR MONTAGGIO SONORO
Sylvain Bellemare - Arrival
Wylie Stateman, Renée Tondelli - Deepwater Horizon
Robert Mackenzie, Andy Wright - Hacksaw Ridge
Ai-Ling Lee, Mildred Iatrou Morgan - La La Land - FRA, FEDE, ANG
Alan Robert Murray, Bub Asman - Sully

MIGLIOR SONORO
Andy Nelson, Ai-Ling Lee e Steve A. Morrow - La La Land - FRA
David Parker, Christopher Scarabosio e Stuart Wilson - Rogue One: A Star Wars Story
Kevin O'Connell, Andy Wright, Robert Mackenzie e Peter Grace - Hacksaw Ridge - ANG, FEDE
Bernard Gariépy Strobl e Claude La Haye - Arrival
Greg P. Russell, Gary Summers, Jeffrey J. Haboush e Mac Ruth - 13 Hours: The Secret Soldiers of Benghazi

MIGLIORI COSTUMI
Joanna Johnston - Allied
Colleen Atwood - Animali Fantastici e Dove Trovarli - ANG
Consolata Boyle - Florence
Madeline Funtaine - Jackie - FEDE
Mary Zophers - La La Land - FRA

MIGLIORI TRUCCO E ACCONCIATURA
Eva Von Bahr e Love Larson - A man called Ove (En man som heter Ove)- FRA
Joel Harlow e Richard Alonzo - Star Trek Beyond
Alessandro Bertolazzi, Giorgio Gregorini e Christopher Nelson - Suicide Squad - FEDE, ANG

MIGLIOR DOCUMENTARIO
13th, regia di Ava DuVernay
Fuocoammare, regia di Gianfranco Rosi - ANG
I Am Not Your Negro, regia di Raoul Peck - FEDE
Life, Animated, regia di Roger Ross Williams
O.J.: Made in America, regia di Ezra Edelman - FRA

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO DOCUMENTARIO
4.1 Miles, regia di Daphne Matziaraki - ANG
Extremis, regia di Dan Krauss - FEDE
Joe's Violin, regia di Kahane Cooperman
Watani: My Homeland, regia di Marcel Mettelsiefen
The White Helmets, regia di Orlando von Einsiedel - FRA

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO
Enemies within (Ennemis intérieurs), regia di Sélim Azzazi
La Femme et le TGV, regia di Timo von Gunten, con Jane Birkin
Silent Nights, regia di Aske Bang
Sing (Mindenki), regia di Kristóf Deák - FEDE, ANG
Timecode, regia di Juanjo Giménez Peña - FRA

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO D'ANIMAZIONE
Blind Vaysha, regia di Theodore Ushev
Borrowed Time, regia di Andrew Coats e Lou Hamou-Lhadj - FEDE
Pear Cider and Cigarettes, regia di Robert Valley
Pearl, regia di Patrick Osborne - ANG
Piper, regia di Alan Barillaro - FRA




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