CINEMA A BOMBA!

giovedì 15 luglio 2021

LUCA, PORTOROSSO NON AVRAI IL MIO SCAMPO

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2021
95'
Regia: Enrico Casarosa
Voci originali: Jacob Tremblay, Jack Dylan Grazer, Maya Rudolph, Giacomo Gianniotti, Sacha Baron Cohen.


Italia, anni 50.
Luca (Tremblay), un anfibio teenager che vive nel Mar Ligure, disobbidisce ai propri genitori ed esce dall'acqua insieme al coetaneo Alberto (Grazer).

Scopre così che i mostri marini come loro si trasformano, una volta asciutti, in esseri umani.

Passano quindi le proprie giornate nel villaggio di Portorosso, dove conoscono il bullo Ercole e la simpatica Giulia.

Tutti e 4 decidono di partecipare alla Portorosso Cup, una specie di triathlon durante il quale bisogna nuotare, mangiare un piatto di pasta e compiere una corsa in bicicletta.

Nei giorni successivi - complice la rivalità con l'odioso Ercole - l'amicizia tra Luca, Alberto e Giulia verrà messa a dura prova...



Per chi non lo conoscesse, Enrico Casarosa è un genovese emigrato in California per realizzare il proprio sogno: lavorare per i big dell'animazione.

Dopo una lunga gavetta da storyboard artist in pellicole come Cars (Disney-Pixar) e L'Era Glaciale (Dreamworks), il nostro conterraneo si fece notare qualche anno fa con il delizioso cortometraggio La Luna, candidato all'Oscar nel 2012.

Come sappiamo, la statuetta venne poi assegnata a The Fantastic Flying Books of Mr. Morris Lessmore, ma la nomination gli diede abbastanza visibilità da permettergli un avanzamento di carriera.
Luca è il suo primo lungometraggio da regista.

L'ambientazione è ovviamente ispirata alle coste della Liguria - in particolare alla Riviera di Ponente (provincia di Savona) e alle Cinque Terre - e quella che vi viene rappresentata è un'Italia idealizzata: il Belpaese del Neorealismo post-bellico e del primo Fellini, che tanto piace agli Americani.



Graficamente, si notino un paio di tocchi di (auto)citazionismo, col paesino marittimo di Portorosso che ricorda un po' quello di Porto Corsa visto in Cars 2 e il papà di Giulia che assomiglia molto a quello de La Luna, benché l'influenza del maestro nipponico Hayao Miyazaki e del suo Studio Ghibli sia la più lampante (Portorosso è anche un riferimento/omaggio a Porco Rosso).

Uditivamente, consigliamo convinti la visione in lingua originale: col doppiaggio - non eccelso, oltretutto - si perde almeno metà del divertimento.
E si perde inoltre la possibilità di ascoltare Sacha Baron Cohen - il comico inglese di Borat, visto anche in Les Misérables e Il Processo ai Chicago 7 - in un suo raro excursus nel cinema per famiglie.

Luca è un film d'animazione piacevolmente fresco ed estivo: non un'opera memorabile (come Toy Story, Cars ed Inside Out, ad esempio), ma neppure "l'ennesima prova dell'involuzione artistica della Pixar", come l'ha definito una parte della critica oltreoceanica (in patria l'accoglienza è stata nel complesso tiepida).

Consigliato ovviamente a tutti i Liguri e in generale agli appassionati di spiagge e mare.
Che siano già in vacanza oppure no.



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martedì 29 giugno 2021

I CLASSICI: SOUL, ALL' ANIMA DEL JAZZ!

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2020
100'
Regia: Pete Docter
Voci originali: Jamie Foxx, Tina Fey, Graham Norton, Donnell Rawlings, Angela Bassett.


Joe (Foxx) sogna una carriera da pianista jazz, ma al momento campa facendo l'insegnante di musica in una scuola pubblica.
Proprio quando sembra essere arrivata la sua occasione, ha un incidente e finisce in coma.

La sua anima si ritrova quindi in una sorta di limbo: per poter tornare nel proprio corpo si allea con 22 (Fey), un'altra anima che, al contrario, non ha mai voluto andare sulla Terra.

Ma il loro piano non va esattamente come previsto...
Riusciranno i due a trovare la propria "scintilla" e realizzare i rispettivi desideri?



Soul è stata una delle opere-simbolo del 2020, l'annus horribilis del cinema.
Questo anche grazie al traino dei 2 Oscar vinti appena un paio di mesi fa: miglior film d'animazione e miglior colonna sonora originale (le musiche sono state composte dal jazzista Jon Batiste e dai... Nine Inch Nails!).

Due premi meritatissimi, che hanno confermato il verdetto dei precedenti Golden Globe e che rappresentano il vero punto di forza della pellicola diretta dall'esperto Pete Docter.

Se stilisticamente e tematicamente siamo dalle parti di Inside Out (non a caso il regista è il medesimo) - animazione "adulta" che affronta temi importanti, non molto adatta ai bambini - musicalmente potrebbe essere l'anti Whiplash.

Là il jazz era sinonimo di ossessione e follia, qui invece impersonifica il talento e la creatività.
La musica come gioia di vivere, non come (auto)condanna.



Pur con un finale che lascia soddisfatti a metà (la soluzione delle tribolazioni del protagonista non è esposta con grande chiarezza), Soul è un lungometraggio che si lascia guardare volentieri.

Merito anche di un bel cast vocale.
Nella versione originale la "sfida" principale è tra i due protagonisti: da un lato un sobrio Jamie Foxx (già Django Unchained e futuro nuovo Spawn), dall'altro la mattatrice Tina Fey (la ricordate in L'Uomo dell'Anno?), che ha riscritto - non accreditata - buona parte dei dialoghi del proprio personaggio.

Nei ruoli di contorno spuntano altre due vecchie conoscenze del nostro blog: Donnell Rawlings (co-protagonista di Hollyweed) e Angela Bassett (la regina madre di Black Panther).

In attesa di recensire Luca, il nuovo cartone Disney-Pixar diretto dall'autore di La Luna e ambientato in Liguria, vale la pena vedere o rivedere questo pellicola, che ci ricorda come un semplice film d'animazione sia in grado di toccare - per mezzo di immagini e suoni - il cuore degli spettatori.

E, a volte, anche la loro... anima.



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mercoledì 27 novembre 2019

I CLASSICI: FROZEN, LA PRINCIPESSA CHE VENNE DAL FREDDO

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2013
102'
Regia: Jennifer Lee, Chris Buck
Voci originali: Kristen Bell, Idina Menzel, Jonathan Groff, Josh Gad, Santino Fontana, Jennifer Lee, Ciarán Hinds, Alan Tudyk, Frank Welker.


Elsa e Anna - figlie dei sovrani di Arendelle - sono affiatatissime, eppure sono costrette a crescere separate.
La colpa è degli innati poteri della prima, capace di creare ghiaccio con le mani e modificare il tempo atmosferico.

Elsa diventa regina, ma proprio durante l'incoronazione perde il controllo dei propri poteri e, spaventata, fugge verso le montagne.

Il paese è sprofondato in un inverno perenne: solo Anna può essere in grado di far ragionare la sorella e riportare le cose alla normalità.

La giovane si troverà ad avere a che fare con diversi personaggi: l'affascinante e nobile Hans; l'intraprendente Christof, accompagnato dalla fida renna Sven; il pupazzo di neve parlante Olaf...






A prima vista, Frozen sembra un frullato di tutti i luoghi comuni dei classici Disney.
Come se i produttori avessero selezionato accuratamente gli elementi "funzionanti" di tutte le pellicole precedenti, li avessero inseriti in un megacomputer e l'output risultante fosse questo film.

Non manca nulla: un intreccio lineare ma non privo di colpi di scena, canzoni trascinanti che si attaccano in testa come gomma da masticare, una storia d'amore romantica, un personaggio "simpatico" per divertire i bambini, un cattivo sufficientemente antipatico; ben due principesse come protagoniste.

Successo assicurato e immediato, come dimostrano gli innumerevoli premi conquistati un po' ovunque.
Ricordiamo almeno un Golden Globe e due Oscar nel 2014 (miglior film d'animazione, miglior canzone).

Come se non bastasse, fino a poche settimane fa - quando è stato superato dalla versione "computerizzata" de Il Re Leone - è stato il cartone animato coi maggiori incassi nella storia del cinema.

Si è trattato, quindi, solo di un'operazione di marketing per sbancare il botteghino?
No, Frozen - come il precedente Up e il successivo Inside Out - appartiene a quella categoria di opere disneyane in grado di compiacere il pubblico più giovane e al contempo affrontare con sensibilità tematiche "adulte".






Qui si parla non banalmente di rapporti familiari (quello tra due sorelle forse non era mai stato affrontato in modo così specifico in un film d'animazione), lutti, solitudine, altruismo, sentimenti traditi, maturazione.

Nonostante qualche momento drammatico, ci troviamo comunque di fronte a una commedia musicale dove si ride spesso e dopo la quale è difficile non ritrovarsi a canticchiare una qualsiasi delle sue canzoni (la blasonatissima Let It Go su tutte).

I cinefili possono apprezzare i rimandi più o meno nascosti a precedenti pellicole Disney (alzi la mano chi ha scorto il cammeo di Razunzel) e - nella versione originale - riconoscere le voci di alcuni personaggi di contorno.

In ruoli secondari ci sono infatti Alan Tudyk (ossia il robot di Rogue One), Ciarán Hinds (doppiatore del malvagio Steppenwolf in Justice League) e Frank Welker (i nostri lettori lo conoscono come lo "scimmiesco" protagonista di Curioso come George).

Frozen è una pellicola animata per tutta la famiglia e per tutte le età.
Da vedere o rivedere, in attesa di scoprire se il pompatissimo seguito Frozen 2 sarà capace di segnare nuovi record.




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domenica 2 giugno 2019

I CLASSICI: CARS, MAMMA HO PERSO LA CORSA

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2006
116'
Regia: John Lasseter, Joe Ranft
Voci originali: Owen Wilson, Paul Newman, Michael Keaton, Bonnie Hunt, Larry the Cable Guy, Cheech Marin, George Carlin, Jeremy Piven, Richard Petty, Michael Schumacher, Mario Andretti, Tom Hanks, Tim Allen, Billy Crystal, John Goodman.


Nel corso dell'ambita Piston Cup, tre auto da corsa si contendono la vittoria: il veterano The King (Petty), lo scorretto Chick Hicks (Keaton) e l'esordiente Saetta McQueen (Wilson).
A sorpresa, i tre arrivano al traguardo in contemporanea: urge uno spareggio in California.

Durante il tragitto, Saetta - di buon cuore e talentuoso, ma anche impulsivo e sbruffone - si perde e finisce a Radiator Springs, cittadina di provincia sperduta nel deserto.
Qui si rende colpevole di varie infrazioni stradali e viene condannato dal giudice Doc Hudson (Newman) a lavori socialmente utili.

Mentre è costretto a riasfaltare la strada che aveva rovinato, il giovane impara a conoscere e apprezzare gli abitanti del paese, in particolare la dolce Sally e il simpatico Cricchetto.

Prima che scocchi l'ora della nuova Piston Cup, il nostro scopre un segreto che cambierà per sempre il suo carattere e il suo modo di gareggiare...






Con alcuni film il tempo è galantuomo.
All'epoca dell'uscita nelle sale, Cars (sottotitolo italiano: Motori Ruggenti) non fu un successo travolgente.

Il premio Oscar soffiatogli dal concorrente Happy Feet, gli incassi buoni ma non strepitosi, i giudizi positivi ma non entusiastici da parte della critica...

Eppure, col passare degli anni, il suo impatto nella cultura popolare è stato ben superiore a quello di altre pellicole Pixar più incensate, come Up e Inside Out.

Uscito nello stesso anno dell'indipendente Cappuccetto Rosso e gli Insoliti Sospetti e del secondo capitolo della fortunata serie L'Era Glaciale, il film gode di diversi punti di forza.

Anzitutto l'ambientazione, evocativa anche per chi non è appassionato di motori: un tributo commosso alla leggendaria Route 66 e soprattutto al mito che si porta dietro.

E poi la trama: semplice e lineare, da tradizione Disney (con più di una somiglianza - non sappiamo quanto casuale - con Doc Hollywood, commedia romantica del 1991 con Michael J. Fox).






Costantemente accompagnate da una robusta colonna sonora country-rock, le scene di corsa sono davvero notevoli, ma gli episodi più calmi e introspettivi non sono da buttare (la gita sui monti di Saetta e Sally, ad esempio, col ricordo malinconico della valle prima dell'avvento dell'autostrada).

La nostra sequenza preferita?
Probabilmente quella della "zingarata" notturna di Cricchetto e Saetta nel campo dei trattori-bovini con il tagliaerba-toro che, infuriato, li mette in fuga.

Nella versione originale, troviamo inoltre un cast vocale da paura.
Molti piloti e commentatori di NASCAR e Formula 1 danno la voce a personaggi che sono in pratica i loro corrispettivi "automobilistici": quelli più riconoscibili da questa parte dell'Atlantico sono ovviamente Schumacher (sua la voce anche nel doppiaggio italiano) e Andretti, ma segnaliamo pure Richard Petty, supercampione di corse celeberrimo in patria.

Paul Newman, qui alla sua ultima interpretazione, è stato un vero appassionato di motori e pilota a tempo perso fino in tarda età.
Si affezionò così tanto al personaggio di Doc da definirlo uno dei ruoli preferiti nella sua lunga carriera.

Più in secondo piano ritroviamo Cheech Marin - metà del duo comico Cheech & Chong (ricordate Up in Smoke?) - nella parte di Ramon, lo stand-up comedian George Carlin nel ruolo del furgone Fillmore e Michael Keaton alle prese con un altro memorabile cattivo.

Chick Hicks compare praticamente solo all'inizio e alla fine del film, ma non è meno incisivo di altri antagonisti impersonati dall'ex Batman.

Cars è un cartone che va riscoperto, un divertimento per tutta la famiglia.
Ha dato vita a due seguiti, a una serie di cortometraggi con protagonista Cricchetto (il personaggio più divertente e iconico della serie) e a due spin-off incentrati sugli aerei (Planes e Planes 2).

Chissà, prima o poi potremmo recensirne qualcuno in futuro...




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domenica 2 dicembre 2018

I CLASSICI: IL CASTELLO MAGICO, QUANDO I GATTINI FANNO... PUM!

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

Belgio/Francia, 2013
85'
Regia: Jeremy Degruson, Ben Stassen


Un giovane gatto, che più tardi verrà ribattezzato Tuono (ma "Pum!" sarebbe un nome più consono, considerati tutti i capitomboli cha fa), viene abbandonato dai propri padroni in una cittadina sconosciuta.

Dopo una rapida serie di disavventure, trova rifugio quasi per caso in una villetta isolata (sarebbe il castello dell'inesatto titolo italiano; l'originale è il più generico House of Magic), abitata dall'anziano illusionista Mr. Lawrence insieme ad animali e giocattoli animati.

Qui viene subito accolto bene da tutti, ad eccezione dell'anziano coniglio Jack e della topina Maggie, diffidenti e invidiosi.
Ma la vera minaccia è rappresentata da Daniel, nipote del mago e agente immobiliare senza scrupoli, che brama di mettere il vecchio in ospizio e rivendere la casa...






Negli ultimi anni la Disney ha avuto pochi concorrenti nell'ambito dell'animazione.
Che sia per i budget più scarsi o per la minor esperienza, è un fatto che gli studios - specie quelli indipendenti - fatichino a reggere il confronto con gli autori di Frozen e Inside Out.

Con qualche eccezione.
Il Castello Magico è addirittura una produzione europea (belga, per la precisione) e non sfigura affatto affianco ai film della casa di Topolino & C.

L'intreccio narrativo è convenzionale, ma la grafica è ottima e le sequenze d'azione funzionano.
Fanno centro il frequente ricorso alla soggettiva - di chiara derivazione videoludica - e l'uso del 3D.

Almeno 3 scene memorabili: l'inseguimento del cane da guardia, l'ingresso di Tuono nella villa e l'allontanamento dalla proprietà dei due trasportatori adibiti allo sfratto.

In attesa di un eventuale seguito (al momento è in programma solo uno spin-off televisivo incentrato sui bambini dell'ospedale), possiamo affermare che questo lungometraggio sia la migliore pellicola d'animazione indipendente dai tempi di Cappuccetto Rosso e gli Insoliti Sospetti.

Consigliato soprattutto ai più piccini.
Pum!




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lunedì 5 settembre 2016

L'ERA GLACIALE-IN ROTTA DI COLLISIONE, DINOSAURI IN FUGA

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USA, 2016
94'
Regia: Mike Thurmeier
Voci originali di: John Leguizamo, Denis Leary, Ray Romano, Simon Pegg, Queen Latifah, Seann William Scott, Jennifer Lopez, Chris Wedge.


Lo scoiattolo Scrat e la sua adorata ghianda finiscono per caso nello spazio.
Qui il simpatico ma maldestro roditore provoca involontariamente la formazione di una pioggia di asteroidi, che puntano verso il nostro pianeta.

Sulla Terra, nel frattempo, sono in corso i preparativi per il matrimonio di Pesca, figlia dei mammut Manny e Ellie...

Giunto al 5° capitolo in meno di 15 anni, L'Era Glaciale è divenuto il franchise d'animazione computerizzata più longevo della storia, battendo il rivale Shrek (fermo a 4 pellicole, per ora).

Il suo segreto? Pochi e semplici ingredienti: umorismo per tutte le età, molte gag visive (per lo più con protagonista Scrat), aspetto grafico curato, evoluzione costante dei personaggi.

Rotta di Collisione riunisce tutti gli animali dei film precedenti, creando un po' di ingorgo: c'è chi finisce per avere poco spazio (la tigre Diego su tutti) e chi ne ha troppo (il furetto Buck, di fatto vero protagonista della storia).
Tra i nuovi ingressi c'è qualche novità interessante (l'edonista Shangri-Lama).

Gli adulti possono apprezzare soprattutto i riferimenti cinematografici, per lo più concentrati nelle sequenze fantascientifiche.
Alzi la mano chi non ha colto gli omaggi a Gravity, vincitore morale degli Oscar 2014.

Certo, il modello Disney rimane quasi inarrivabile (si pensi a Inside Out, per esempio), ma la qualità di questa saga preistorica - specie in termini di puro divertimento - si mantiene alta.

Ci saranno altre puntate?
Noi crediamo, e ci auguriamo, di sì.

[PS: chissà perché nell'edizione italiana continuano a far doppiare uno degli opossum a Lee Ryan, ex membro della boy band (inglese!) Blue.
Quale che sia la ragione, speriamo che la tradizione continui: è uno dei maggiori spassi della serie!]




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domenica 17 aprile 2016

I CLASSICI: INSIDE OUT, TU CHIAMALE SE VUOI... EMOZIONI!

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2015
94'
Regia: Pete Docter, Ronnie del Carmen
Voci originali di: Amy Poehler, Phyllis Smith, Lewis Black, Bill Hader, Mindy Kaling, Diane Lane, Kyle MacLachlan, Frank Oz.


Nella testa di Riley, undicenne del Minnesota appassionata di hockey, convivono 5 emozioni: Gioia, Tristezza, Rabbia, Paura e Disgusto.
La sua vita cambia quando, insieme ai genitori, si trova costretta a trasferirsi a San Francisco.

Le difficoltà della nuova situazione sono aggravate da alcuni pasticci compiuti dalle emozioni nel Quartier Generale, che rischiano di far perdere a Riley tutti i Ricordi Base.
Toccherà a Gioia e Tristezza unire le forze per evitare che le Personalità della ragazzina finiscano per sempre nel Baratro della Memoria...

In un'era in cui le pellicole d'animazione sembrano spuntare come funghi, non è sempre facile imbattersi in opere di qualità.
Per fortuna, Inside Out appartiene a questa categoria.

Era da un po' di tempo che la premiata ditta Disney-Pixar non ci offriva un prodotto di così alto livello: tolto Frozen (ben 2 Oscar nel 2014), bisogna risalire al bellissimo Up (2009) per ritrovare qualcosa di simile.

Rivolto più a spettatori pre-adolescenti che a bambini (ma è consigliabile anche agli adulti), il film sfrutta un'idea originale e geniale - la personificazione delle emozioni - e la innesta in una storia che è possibile leggere a più livelli.

Consultando psicologi e specialisti del settore, gli sceneggiatori Peter Docter (anche regista), Meg LeFauve e Josh Cooley - candidati un po' a sorpresa ma meritatamente all' Oscar - si sono concentrati su 5 emozioni delle 27 originariamente considerate e quindi le hanno caratterizzate: Gioia assomiglia ad una stella; Tristezza ad una lacrima; Rabbia ad un mattone infuocato; Paura ad un nervo; Disgusto ad un broccolo.

Dopodiché hanno sviluppato (con sensibilità) una storia dal punto di vista principalmente della protagonista, un'adolescente nel bel mezzo dei turbamenti della crescita.

Sebbene vengano toccati quindi argomenti seri, il divertimento tuttavia non manca - anche se bisogna ammettere che si ride meno che in altri film d'animazione più leggeri, superficiali e "facili".

Così, si può apprezzare la buffoneria dei personaggi di contorno, come il collerico Rabbia o l'imbranato ragazzino coi ricci (questi è stato poi protagonista di Il Primo Appuntamento di Riley, spassoso corto/sequel che vi avevamo presentato qualche tempo fa), e godersi i riferimenti tra le righe, i giochi di parole, le scenette di vita familiare, gli sketch.

Nel cast originale - una volta tanto non rovinato, nel doppiaggio italiano, dalla solita pletora di dilettanti pseudovip - si segnalano attori del calibro di Diane Lane (ormai abituata al ruolo di madre: è pure quella di Clark Kent nel recentissimo Batman v Superman), Kyle MacLachlan di Twin Peaks, Frank Oz (era in Una Poltrona per Due, ricordate?) e la coppia Hader/Poehler, già collaudata in Hoodwinked Too.

Che Inside Out sia stato il film d'animazione dell'anno lo attesta anche lo scontato Oscar nella categoria, seguito all'altrettanto prevedibile Golden Globe e al tripudio tributato prima dal Festival di Cannes e poi dagli spettatori in tutto il mondo.

Fa ridere, riflettere e commuovere: non poca cosa per un cartoon.

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lunedì 29 febbraio 2016

OSCAR 2016. I VINCITORI

Ennio Morricone premiato per la colonna sonora di The Hateful Eight


Finalmente!

Al sesto tentativo sia Ennio Morricone che Leonardo DiCaprio ce l'hanno fatta a vincere il loro primo Oscar.
In realtà, il Maestro italiano ne aveva già ricevuto uno nel 2007, ma alla carriera; questo è il suo primo per la colonna sonora di un film.

Sono loro i vincitori assoluti dell'88a edizione degli Academy Award, i suoi sorridenti volti simbolo.

Gloria anche per gli attori Brie Larson, Alicia Vikander e Mark Rylance, alla loro prima nomination.
Quest'ultimo è una piacevole sorpresa: come interprete non protagonista, quasi tutti si aspettavano il premio a Sylvester Stallone.
Sarebbe stata una bella soddisfazione per l'italo-americano, ma occorre ammettere che il riconoscimento è meritato per il Rudolf Abel di Il Ponte delle Spie.

I due messicani Alejandro González Iñárritu e Emmanuel Lubezki hanno addirittura fatto la storia.
Il regista è alla seconda affermazione consecutiva, il direttore della fotografia addirittura alla terza!

E i film?
Spotlight si è affermato per il miglior film, The Revenant per la regia e Mad Max: Fury Road, che porta casa il maggior numero di statuette, ha fatto incetta di premi tecnici; ma come vedremo, le loro sono vittorie mutilate.

In attesa dei nostri approfondimenti, vi presentiamo tutti i vincitori categoria per categoria.

E i tradizionali pronostici di CINEMA A BOMBA! ?
No, non ce ne siamo dimenticati: è che abbiamo lasciato il meglio alla fine.

22 previsioni azzeccate su 24 (FRA ne ha prese ben 15: bravo!)!

Mica male, vero?!

La soddisfazione di noi della redazione è veramente molto grande, ma cercheremo di non montarci troppo la testa.

[FRA, nascondi quel discorso di ringraziamento...]



MIGLIOR FILM

Il caso Spotlight (Spotlight), regia di Tom McCarthy

MIGLIOR REGIA
Alejandro González Iñárritu – Revenant - Redivivo (The Revenant)

MIGLIORE ATTORE PROTAGONISTA
Leonardo DiCaprio – Revenant - Redivivo (The Revenant)

MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA
Brie Larson – Room

MIGLIORE ATTORE NON PROTAGONISTA
Mark Rylance – Il ponte delle spie (Bridge of Spies)

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
Alicia Vikander – The Danish Girl

MIGLIOR FILM D'ANIMAZIONE
Inside Out, regia di Pete Docter e Ronnie del Carmen

MIGLIOR FILM STRANIERO
Il figlio di Saul (Salu fia), regia di László Nemes (Ungheria)

MIGLIORE SCENEGGIATURA ORIGINALE
Tom McCarthy, Josh Singer – Il caso Spotlight (Spotlight)

MIGLIORE SCENEGGIATURA NON ORIGINALE
Charles Randolph e Adam McKay – La grande scommessa (The Big Short)

MIGLIOR COLONNA SONORA
Ennio Morricone – The Hateful Eight

MIGLIOR CANZONE
Writing's on the Wall (Sam Smith, Jimmy Napes) – Spectre

MIGLIOR FOTOGRAFIA
Emmanuel Lubezki - Revenant - Redivivo (The Revenant)

MIGLIOR SCENOGRAFIA
Colin Gibson e Lisa Thompson - Mad Max: Fury Road


Dietro le quinte di Mad Max: Fury Road.

MIGLIOR MONTAGGIO
Margaret Sixel - Mad Max: Fury Road

MIGLIORI EFFETTI SPECIALI
Mark Williams Ardington, Sara Bennett, Paul Norris e Andrew Whitehurst - Ex Machina

MIGLIOR SONORO
Chris Jenkins, Gregg Rudloff e Ben Osmo - Mad Max: Fury Road

MIGLIOR MONTAGGIO SONORO
Mark Mangini e David White - Mad Max: Fury Road

Uno dei modelli di Jenny Beavan per Mad Max: Fury Road

MIGLIORI COSTUMI
Jenny Beavan - Mad Max: Fury Road

MIGLIOR TRUCCO E ACCONCIATURA
Lesley Vanderwalt, Elka Wardega e Damian Martin - Mad Max: Fury Road

MIGLIOR DOCUMENTARIO
Amy, regia di Asif Kapadia

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO DOCUMENTARIO
A Girl In The River: The Price Of Forgiveness - regia di Sharmeen Obaid-Chinoy

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO
Stutterer, regia di Benjamin Cleary e Serena Armitage

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO DI ANIMAZIONE
Bear Story, regia di Gabriel Osorio Vargas

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domenica 28 febbraio 2016

OSCAR 2016. LE NOSTRE PREVISIONI



2015: 20.
2014: 23.
2013: 17.
2012: 21.

Cosa rappresentano questi numeri?
Sono le previsioni sugli Oscar che la redazione di CINEMA A BOMBA! ha azzeccato nelle edizioni dell'Academy Award che ha seguito.

Considerando che le categorie sono 24 (comprese quelle più imprevedibili dei migliori documentari e cortometraggi), si può dire che abbiamo ottenuto degli ottimi risultati.

Speriamo che anche quest'anno ci riservi delle soddisfazioni, sebbene i pronostici non siano mai semplici.

Qui di seguito riportiamo tutti i nominati e chi, a nostro avviso, uscirà vincitore dalla notte più magica del cinema.

Allora, secondo voi, come andrà a finire?


MIGLIOR FILM


La grande scommessa (The Big Short), regia di Adam McKay


Il ponte delle spie (Bridge of Spies), regia di Steven Spielberg


Brooklyn, regia di John Crowley


Mad Max: Fury Road, regia di George Miller - ANG


Sopravvissuto - The Martian (The Martian), regia di Ridley Scott


Revenant - Redivivo (The Revenant), regia di Alejandro González Iñárritu - FE, FRA


Room, regia di Lenny Abrahamson


Il caso Spotlight (Spotlight), regia di Tom McCarthy


MIGLIOR REGIA
Lenny Abrahamson - Room
Alejandro González Iñárritu – Revenant - Redivivo (The Revenant) - FRA, ANG
Tom McCarthy – Il caso Spotlight (Spotlight)
Adam McKay - La grande scommessa (The Big Short)
George Miller – Mad Max: Fury Road - FE


MIGLIORE ATTORE PROTAGONISTA
Bryan Cranston – L'ultima parola - La vera storia di Dalton Trumbo (Trumbo)
Matt Damon – Sopravvissuto - The Martian (The Martian)
Leonardo DiCaprio – Revenant - Redivivo (The Revenant) - FE, FRA, ANG
Michael Fassbender – Steve Jobs
Eddie Redmayne – The Danish Girl


MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA
Cate Blanchett – Carol
Brie Larson – Room - FE, FRA
Jennifer Lawrence – Joy
Charlotte Rampling - 45 anni (45 Years) - ANG
Saoirse Ronan – Brooklyn


MIGLIORE ATTORE NON PROTAGONISTA
Christian Bale – La grande scommessa (The Big Short)
Tom Hardy - Revenant - Redivivo (The Revenant)
Mark Ruffalo - Il caso Spotlight (Spotlight)
Mark Rylance – Il ponte delle spie (Bridge of Spies) - ANG
Sylvester Stallone – Creed - Nato per combattere (Creed) - FE, FRA


MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
Jennifer Jason Leigh – The Hateful Eight
Rooney Mara – Carol
Rachel McAdams - Il caso Spotlight (Spotlight) - ANG
Alicia Vikander – The Danish Girl - FRA
Kate Winslet – Steve Jobs - FE


MIGLIOR FILM D'ANIMAZIONE
Anomalisa, regia di Charlie Kaufman
Il bambino che scoprì il mondo (Boy & The World), regia di Alê Abreu
Inside Out, regia di Pete Docter e Ronnie del Carmen - FE, FRA
Shaun, vita da pecora - Il film (Shaun the Sheep Movie), regia di Mark Burton e Richard Starzak - ANG
Quando c'era Marnie (思い出のマーニー Omoide no Mānī?), regia di Hiromasa Yonebayashi


MIGLIOR FILM STRANIERO
El abrazo de la serpiente, regia di Ciro Guerra (Colombia) - ANG
Mustang, regia di Deniz Gamze Ergüven (Francia)
Il figlio di Saul (Salu fia), regia di László Nemes (Ungheria) - FE, FRA
Theeb, regia di Naji Abu Nowar (Giordania)
A War, regia di Tobias Lindholm (Danimarca)


MIGLIORE SCENEGGIATURA ORIGINALE
Matt Charman, Joel ed Ethan Coen - Il ponte delle spie (Bridge of Spies)
Alex Garland - Ex Machina - ANG
Josh Cooley, Ronnie del Carmen, Pete Docter e Meg LeFauve - Inside Out
Tom McCarthy, Josh Singer – Il caso Spotlight (Spotlight) - FE, FRA
Andrea Berloff, Jonathan Herman, S. Leight Savidge e Alan Wenkus - Straight Outta Compton


MIGLIORE SCENEGGIATURA NON ORIGINALE
Charles Randolph e Adam McKay – La grande scommessa (The Big Short) - FE, FRA
Nick Hornby - Brooklyn
Phyllis Nagy - Carol - ANG
Drew Goddard - Sopravvissuto - The Martian (The Martian)
Emma Donoghue – Room


MIGLIOR COLONNA SONORA
Thomas Newman - Il ponte delle spie (Bridge Of Spies)
Carter Burwell – Carol
Ennio Morricone – The Hateful Eight - FE, FRA, ANG
Jóhann Jóhannsson - Sicario
John Williams - Star Wars: Il risveglio della Forza (Star Wars: The Force Awakens)


MIGLIOR CANZONE
Earned It (Abel Tesfaye, Ahmad Balshe, Jason Daheala Quenneville e Stephan Moccio) - Cinquanta sfumature di grigio (Fifty Shades of Grey) - ANG
Manta Ray (J. Ralph e Antony Hegarty) - Racing Extinction
Simple Song#3 (David Lang) – Youth - La Giovinezza (Youth)
Til It Happens to You (Diane Warren e Lady Gaga) - The Hunting Ground - FRA
Writing's on the Wall (Sam Smith, Jimmy Napes) – Spectre - FE


MIGLIOR FOTOGRAFIA
Ed Lachman - Carol
Robert Richardson - The Hateful Eight
John Seale - Mad Max: Fury Road - ANG
Emmanuel Lubezki - Revenant - Redivivo (The Revenant) - FE, FRA
Roger Deakins - Sicario


MIGLIOR SCENOGRAFIA
Rena DeAngelo, Bernhard Henrich e Adam Stockhausen - Il ponte delle spie (Bridge of Spies) - ANG
Michael Standish e Eve Stewart - The Danish Girl
Colin Gibson e Lisa Thompson - Mad Max: Fury Road - FE
Celia Bobak e Arthur Max - Sopravvissuto - The Martian (The Martian)
Jack Fisk e Hamish Purdy - Revenant - Redivivo (The Revenant) - FRA


MIGLIOR MONTAGGIO
Hank Corwin - La grande scommessa (The Big Short) - FE
Margaret Sixel - Mad Max: Fury Road - FRA
Stephen Mirrione - Revenant - Redivivo (The Revenant) - ANG
Tom McArdle - Il caso Spotlight (Spotlight)
Maryann Brandon e Mary Jo Markey - Star Wars: Il Risveglio della Forza (Star Wars: The Force Awakens)


MIGLIORI EFFETTI SPECIALI
Mark Williams Ardington, Sara Bennett, Paul Norris e Andrew Whitehurst - Ex Machina
Andrew Jackson, Dan Oliver, Andy Williams e Tom Wood - Mad Max: Fury Road - ANG
Anders Langlands, Chris Lawrence, Richard Stammers e Steven Warner - Sopravvissuto - The Martian (The Martian)
Richard McBride, Matt Shumway, Jason Smith e Cameron Waldbauer - Revenant - Redivivo (The Revenant)
Chris Corbould, Roger Guyett, Paul Kavanagh e Neal Scanlan - Star Wars: Il risveglio della Forza (Star Wars: The Force Awakens) - FE, FRA


MIGLIOR SONORO
Andy Nelson, Gary Rydstrom e Drew Kunin - Il ponte delle spie (Bridge of Spies)
Chris Jenkins, Gregg Rudloff e Ben Osmo - Mad Max: Fury Road - FRA
Andy Nelson, Christopher Scarabosio e Stuart Wilson - Star Wars: Il risveglio della Forza (Star Wars: The Force Awakens) - ANG
Paul Massey]], Mark Taylor e Mac Ruth - Sopravvissuto - The Martian (The Martian)
Jon Taylor, Frank A. Montaño, Randy Thom e Chris Duesterdiek - Revenant - Redivivo (The Revenant) - FE


MIGLIOR MONTAGGIO SONORO
Mark Mangini e David White - Mad Max: Fury Road - FE
Alan Robert Murray - Sicario
Matthew Wood e David Acord - Star Wars: Il risveglio della Forza (Star Wars: The Force Awakens)
Oliver Tarney - Sopravvissuto - The Martian (The Martian)
Martin Hernandez e Lon Bender - Revenant - Redivivo (The Revenant) - FRA, ANG


MIGLIORI COSTUMI
Sandy Powell - Carol - FRA
Sandy Powell - Cenerentola (Cinderella) - FE
Paco Delgado - The Danish Girl
Jenny Beavan - Mad Max: Fury Road - ANG
Jacqueline West - Revenant - Redivivo (The Revenant)


MIGLIOR TRUCCO E ACCONCIATURA
Lesley Vanderwalt, Elka Wardega e Damian Martin - Mad Max: Fury Road - FRA
Love Larson e Eva Von Bahr - Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve (Hundraåringen som klev ut genom fönstret och försvann)
Sian Grigg, Duncan Jarman e Robert A. Pandini - Revenant - Redivivo (The Revenant) - FE, ANG


MIGLIOR DOCUMENTARIO
Amy, regia di Asif Kapadia - FRA
Cartel Land, regia di Matthew Heineman - ANG
The Look of Silence, regia di Joshua Oppenheimer - FE
What Happened, Miss Simone?, regia di Liz Garbus
Winter on Fire: Ukraine's Fight for Freedom, regia di Evgeny Afineevsky


MIGLIOR CORTOMETRAGGIO DOCUMENTARIO
Body Team 12 - regia di David Darg e Bryn Mooser - FRA
Chau, Beyond The Lines - regia di Courtney Marsh e Jerry France
Claude Lenzmann: Spectres Of The Shoah - regia di Adam Benzine
A Girl In The River: The Price Of Forgiveness - regia di Sharmeen Obaid-Chinoy - ANG
Last Day Of Freedom - regia di Dee Hibert e Jones Nomi Talisman - FE


MIGLIOR CORTOMETRAGGIO
Ave Maria, regia di Basil Khalil
Day One, regia di Henry Hughes
Alles Wird Gut-Everything Will Be Ok, regia di Patrick Vollrath - ANG
Shok, regia di Jamie Donoughue - FRA
Stutterer, regia di Benjamin Cleary e Serena Armitage - FE


MIGLIOR CORTOMETRAGGIO DI ANIMAZIONE
Bear Story, regia di Gabriel Osorio Vargas - FRA
Prologue, regia di Richard Williams
Sanjay's Super Team, regia di Sanjay Patel
We can't Live Without Cosmos, regia di Konstantin Bronzit - ANG
World of Tomorrow, regia di Don Hertzfeldt - FE

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giovedì 28 gennaio 2016

OSCAR 2016. NOMINATION: FILM D'ANIMAZIONE, FILM STRANIERO, SCENEGGIATURE

Dall'alto: Rabbia, Disgusto, Gioia, Paura e Tristezza in Inside Out; una scena da Shaun, vita da pecora; un'immagine tratta da Quando c'era Marnie


Ci dispiace per gli altri, ma la vittoria di Inside Out nella categoria per il miglior film d'animazione sembra cosa certa.
Già dalla sua apparizione al Festival di Cannes dello scorso anno si era capito che il cartoon firmato Pixar aveva una marcia in più: divertente, originale, acclamato all'unanimità da critica e pubblico, a meno di clamorose sorprese (la vergognosa esclusione di The Lego Movie dalle nomination agli Oscar 2015 è rimasta come monito), dovrebbe sbaragliare la concorrenza.

Il lungometraggio tratto dalla serie Shaun, vita da pecora - dagli stessi autori di I Pantaloni Sbagliati e degli altri film con protagonisti Wallace e Gromit - infatti è simpatico e colorato, ma ha poche possibilità di vincere.

Stesso discorso per il cerebrale Anomalisa - presentato in anteprima a Venezia 2015 - di Charlie Kaufman (come sceneggiatore ha firmato Essere John Malkovich e Il Ladro di Orchidee di Spike Jonze, Confessioni di una Mente Pericolosa di George Clooney, Se Mi Lasci Ti Cancello di Michel Gondry con Jim Carrey e Kate Winslet; come regista, Synecdoche, New York, con Philip Seymour Hoffman), così come per il brasiliano Il Bambino Che Scoprì Il Mondo.

Quando c'era Marnie è invece la più recente fatica dello Studio Ghibli, ma speriamo non l'ultima: la casa di produzione di La Collina dei Papaveri e dei capolavori del maestro Hayao Miyazaki è in grossa crisi e rischia di chiudere.
Sarebbe una perdita gravissima per il cinema mondiale, non solo di animazione.

Anche per il miglior film straniero non dovrebbe esserci storia: stra-favorito è l'ungherese Il Figlio di Saul di László Nemes, Grand Prix Speciale della Giuria a Cannes 2015 e vincitore di un recente Golden Globe.

Agli altri pur interessanti e suggestivi titoli dovrebbe essere riservato il ruolo di comparse, sebbene il francese Mustang possa ambire a qualcosa di più; un trofeo al colombiano El abrazo de la serpiente, al giordano Theeb o al danese A War (che avevamo segnalato tra le pellicole più intriganti nelle sezioni collaterali di Venezia 2015) invece sovvertirebbe tutti i pronostici della vigilia.

Apertissima è la gara per le sceneggiature: qui si cominciano a scontrare alcuni tra i big di questa edizione degli Oscar, sebbene manchino clamorosamente i due contendenti principali (The Revenant e Mad Max: Fury Road).
Ma è pur vero che si tratta di due categorie che tradizionalmente premiano gli outsider.

Difficile anche quest'anno individuare un favorito: abbiamo trovato gli copioni di quasi tutti i candidati (visitate i link di seguito riportati: ve lo consigliamo) e, leggendoli, ci hanno tutti appassionato.

Tra gli autori degli script originali ci fa piacere la presenza dei fratelli Coen: i registi di Il Grande Lebowski sono sempre brillanti e confermano il proprio valore anche con l'ottimo Il Ponte delle Spie di Steven Spielberg.

A contendere loro la statuetta sono gli scrittori dell'inventivo Ex Machina (storia di una relazione tra un uomo e una macchina che a noi ricorda un po' Lei -Her di Spike Jonze, premiato agli Oscar 2014) e quelli dell'apprezzatissimo Spotlight (uno dei pretendenti più seri nella categoria).
Ma occhio al succitato Inside Out: che sorpresa trovare qui un cartone animato!

C'è anche Straight Outta Compton, che narra la storia del gruppo gangsta rap dei N.W.A. (del quale hanno fatto parte, tra gli altri, anche Dr. Dre e Ice Cube); pellicola black tra le più apprezzate dell'anno che ambiva a qualcosa di più di una nomination in questa sezione - per di più per dei candidati tutti di carnagione chiara.
Molti esponenti della comunità afro-americana hanno letto questo fatto come uno sgarbo: non potendo snobbare il film, i membri dell'Academy avrebbero optato allora per una categoria nella quale poter presentare solo "bianchi".
Che vinca o perda, le polemiche non si placheranno.

Veramente molto incerta la sfida per la migliore sceneggiatura non originale.
Qui concorrono il fantascientifico The Martian e la drammatica storia d'amore lesbica Carol, forti rispettivamente di sette e sei nomine.

Ma anche tre opere piccole - ma dalle nomination davvero pesanti (ne parleremo nei prossimi post) - che ambiscono al ruolo di rivelazione, come era stato l'anno scorso per Whiplash.

Room è la storia di una madre e di un figlio che riescono a liberarsi da una prigionia di anni; La Grande Scommessa (The Big Short), sulla crisi finanziaria del 2007-2008, è un altro dei favoriti assoluti e guadagna consensi di giorno in giorno; Brooklyn - che parla di una ragazza irlandese divisa tra le sue radici e il desiderio di una vita indipendente negli Stati Uniti - può vantare la firma del celebre scrittore britannico Nick Hornby (tra i suoi libri, citiamo Alta Fedeltà, Un Ragazzo-About a Boy, Febbre a 90°, dai quali sono stati tratti i film omonimi).

Due statuette che sembrano già scontate e altre due tutte da assegnare.
Come andrà a finire? Al solito, lo scopriremo insieme.


MIGLIOR FILM D'ANIMAZIONE
Anomalisa, regia di Charlie Kaufman
Il bambino che scoprì il mondo (Boy & The World), regia di Alê Abreu
Inside Out, regia di Pete Docter e Ronnie del Carmen
Shaun, vita da pecora - Il film (Shaun the Sheep Movie), regia di Mark Burton e Richard Starzak
Quando c'era Marnie (思い出のマーニー Omoide no Mānī?), regia di Hiromasa Yonebayashi

MIGLIOR FILM STRANIERO
El abrazo de la serpiente, regia di Ciro Guerra (Colombia)
Mustang, regia di Deniz Gamze Ergüven (Francia)
Il figlio di Saul (Salu fia), regia di László Nemes (Ungheria)
Theeb, regia di Naji Abu Nowar (Giordania)
A War, regia di Tobias Lindholm (Danimarca)

MIGLIORE SCENEGGIATURA ORIGINALE
Matt Charman, Joel ed Ethan Coen - Il ponte delle spie (Bridge of Spies)
Alex Garland - Ex Machina
Josh Cooley, Ronnie del Carmen, Pete Docter e Meg LeFauve - Inside Out
Tom McCarthy, Josh Singer – Il caso Spotlight (Spotlight)
Andrea Berloff, Jonathan Herman, S. Leight Savidge e Alan Wenkus - Straight Outta Compton

MIGLIORE SCENEGGIATURA NON ORIGINALE
Charles Randolph e Adam McKay – La grande scommessa (The Big Short)
Nick Hornby - Brooklyn
Phyllis Nagy - Carol
Drew Goddard - Sopravvissuto - The Martian (The Martian)
Emma Donoghue – Room

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mercoledì 13 gennaio 2016

GOLDEN GLOBE 2016. I REDIVIVI E I SOPRAVVISSUTI

Dall'alto: Leonardo DiCaprio in The Revenant; Matt Damon in una scena di The Martian; Sylvester Stallone di nuovo nei panni di Rocky Balboa in Creed


Come abbiamo visto nel post precedente, tra i vincitori poche sono state le sorprese e molti i volti noti.

Noi della redazione di CINEMA A BOMBA!, tuttavia, siamo rimasti favorevolmente colpiti dal successo di alcuni dei nostri beniamini.

Uno su tutti: il nostro compatriota Ennio Morricone, vecchia conoscenza dei Globes: questa è la sua terza affermazione (dopo Mission del 1987 e La Leggenda del Pianista sull'Oceano del 1999).
Speriamo che questo riconoscimento - ottenuto per la colonna sonora di The Hateful Eight (per il precedente film tarantiniano, Django Unchained, aveva composto solo una canzone) - serva da trampolino di lancio al nostro Ennio per vincere finalmente anche sul campo quell'Academy Award che gli è stato consegnato solo alla carriera, nel 2007.
Nel frattempo quell'istrione di Quentin Tarantino - sempre più impegnato nell'accreditarsi come il nuovo Sergio Leone - gli ha fatto un gran bell'omaggio mentre ritirava il premio in sua vece. E ha pure parlato in italiano!

Poi c'è Sylvester Stallone.
Nel 1977 era stato nominato agli Oscar come attore protagonista e sceneggiatore di Rocky, ma perse.
39 anni dopo si è preso una rivincita (parziale, finora) vincendo il globo e convincendo i critici con la sua nuova prova - la settima! - nei panni del pugile italo-americano.
Sa un po' di vintage e di déja vu; ma d'altra parte tra i film drammatici era candidato anche il nuovo capitolo della saga di Mad Max (Mad Max: Fury Road), iniziata anch'essa alla fine degli anni Settanta, mentre come migliore canzone è stata scelta quella di Spectre, 24° episodio della serie James Bond.
Siamo contenti comunque per Sly: lo merita.

E siamo soddisfatti anche per Leonardo DiCaprio, altro (al momento) non oscarizzato che ha conquistato il suo terzo Globe (dopo The Aviator del 2005 e The Wolf of Wall Street del 2014).
Da notare che, nella stessa serata, è stata premiata anche Kate Winslet (come migliore attrice non protagonista per il biopic su Steve Jobs firmato Danny Boyle), sua partner di scena in Titanic.
Li davano per spacciati come attori dopo il kolossal che li ha resi celebri, ma hanno saputo abbondantemente rifarsi e dimostrare anche questa volta tutto il loro valore.
Bravi!

Se l'ungherese Il Figlio di Saul (film straniero) e Inside Out (film d'animazione) erano dati per trionfatori certi nelle proprie categorie, ci sbalordisce la vittoria di The Martian nella sezione "commedia/musical".
Non che la pellicola non meriti premi - anzi, è una delle migliori dell'anno e a noi è piaciuta molto; e poi c'è Jessica Chastain... - ma mentre ci sta che The Revenant si sia affermata come miglior film drammatico, essa non ci pare tanto leggera...
Forse è uno stratagemma furbetto per presentarla alle nomination degli Oscar forte di un'affermazione importante, benché noi pensiamo che non abbia bisogno di questi giochetti per poter fare bella figura.

I Golden Globes rappresentano una bella rivincita anche per Alejandro González Iñárritu - lo scorso anno era stato battuto da Richard Linklater e dal suo Boyhood (poi agli Oscar la situazione si ribaltò) - e, chissà, magari un bel punto di partenza per la rivelazione Brie Larson, migliore attrice drammatica protagonista per Room: la sua vittoria ha offuscato quella di Jennifer Lawrence (migliore attrice per una commedia), pure lei al suo terzo globo (3, quest'anno, è un numero ricorrente...) dopo Il Lato Positivo del 2013 e American Hustle del 2014 (sempre diretta da David O. Russell).

Gli sconfitti invece sono stati gli outsider.
Il Caso Spotlight era il beniamino della critica americana e sembrava dovesse rilanciare Michael Keaton dopo il clamoroso Oscar mancato dello scorso anno per Birdman, ma è tornato a casa a mani vuote.
Di The Big Short-La Grande Scommessa si è parlato un gran bene nelle ultime settimane, ma anche per la pellicola prodotta da Brad Pitt non c'è stata gloria.

Tra i premi televisivi è interessante segnalare i riconoscimenti ottenuti da Lady Gaga (!) e da Oscar Isaac (Poe Dameron di Star Wars-Il Risveglio della Forza), rispettivamente come miglior attrice e miglior attore di miniserie.

Posto che i Golden Globes siano davvero un'anticipazione degli Oscar, la sfida quest'anno sembra essere tra due film che in italiano sono stati ribattezzati Sopravvissuto e Redivivo.
Praticamente un riassunto della serata che la dice anche lunga sullo stato del cinema attuale, tra vecchie glorie ripescate, attori spremuti come limoni che si fanno tre/quattro film all'anno e sequel/prequel/spin-off di serie collaudate.

Rassicurante (gli incassi sono garantiti), ma siamo sicuri che Hollywood goda di ottima salute?

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lunedì 11 gennaio 2016

GOLDEN GLOBE 2016. I VINCITORI

Orgoglio italo-americano ai Golden Globe 2016. Dall'alto, Sylvester Stallone, migliore attore non protagonista per Creed; Alejandro González Iñárritu e Leonardo DiCaprio, premiati per The Revenant; Quentin Tarantino ritira il premio assegnato a Ennio Morricone per la colonna sonora di The Hateful Eight


Ennio Morricone.
Sylvester Stallone.
Leonardo DiCaprio.

Sono un italiano e due italo-americani i protagonisti più rappresentativi della 73a edizione dei Golden Globe, i premi cinematografici più ambiti dopo gli Oscar assegnati da una giuria di poco meno di un centinaio di giornalisti della stampa estera iscritti all'Hollywood Foreign Press Association.

A breve faremo le nostre considerazioni, ma vi anticipiamo che non possiamo non essere soddisfatti per la vittoria dei tre.

Intanto vi presentiamo l'elenco di tutti i riconoscimenti filmici della serata con trailer, interviste, clip...

Visto che ci stiamo avvicinando ad una delle edizioni degli Oscar più incerte e combattute degli ultimi anni, chissà se Ennio, Sylvester e Leo non riescano a ripetersi...

Questi Golden Globe fanno ben sperare.


MIGLIOR FILM DRAMMATICO
Revenant - Redivivo (The Revenant), regia di Alejandro González Iñárritu

MIGLIOR FILM COMMEDIA O MUSICALE
Sopravvissuto - The Martian (The Martian), regia di Ridley Scott

MIGLIOR REGISTA
Alejandro González Iñárritu – Revenant - Redivivo (The Revenant)

MIGLIORE ATTRICE IN UN FILM DRAMMATICO
Brie Larson – Room

MIGLIORE ATTORE IN UN FILM DRAMMATICO
Leonardo DiCaprio – Revenant - Redivivo (The Revenant)

MIGLIORE ATTRICE IN UN FILM COMMEDIA O MUSICALE
Jennifer Lawrence – Joy

MIGLIORE ATTORE IN UN FILM COMMEDIA O MUSICALE
Matt Damon – Sopravvissuto - The Martian (The Martian)

MIGLIORE FILM DI ANIMAZIONE
Inside Out, regia di Pete Docter

MIGLIOR FILM STRANIERO
Il figlio di Saul (Saul fia), regia di László Nemes (Ungheria)

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
Kate Winslet – Steve Jobs

MIGLIORE ATTORE NON PROTAGONISTA
Sylvester Stallone – Creed - Nato per combattere (Creed)

MIGLIORE SCENEGGIATURA
Aaron Sorkin – Steve Jobs

MIGLIORE COLONNA SONORA ORIGINALE
Ennio Morricone – The Hateful Eight

MIGLIORE CANZONE
Writing's on the Wall (Sam Smith, Jimmy Napes) – Spectre

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martedì 24 novembre 2015

I CORTI: IL PRIMO APPUNTAMENTO DI RILEY, INDOVINA CHI VIENE A CASA?

(Clicca sull'immagine per vedere il corto). 

USA, 2015
4'40"
Regia: Josh Cooley
Voci originali di: Peter Docter, Kyle McLachlan, Diane Lane, Josh Cooley, Amy Poehler, Bill Hader, Flea.


Suonano alla porta. Ti si presenta davanti un teenager dall'aria poco sveglia che chiede di tua figlia.
Panico!
Il momento tanto temuto è finalmente arrivato? La tua bambina ha il suo primo appuntamento con un ragazzo?
Occorre fare qualcosa. Sì, ma cosa?

Sulla scia dell'enorme successo di Inside Out, la Pixar ci ha fatto la sorpresa di un seguito, questa volta sotto forma di cortometraggio.

Il film, come è noto, ci mostra ciò che succede dentro la testa di Riley, adolescente alle prese con il trasferimento in un'altra città e in un'altra scuola e con la difficoltà di farsi nuove amicizie.
Nella sua mente si trovano cinque ometti - che altro non sono che le sue emozioni: Gioia, Tristezza, Disgusto, Rabbia, Paura - che agiscono tramite una consolle piena di pulsanti.

E nella mente delle altre persone? Idem. E gli ometti hanno le sembianze dei singoli personaggi (per esempio, quelli all'interno del padre di Riley sono tutti uomini e hanno capelli e baffi che lo ricordano; quelli della madre, tutte donne con gli occhiali, proprio come lei).

Spassose la sbirciata che gli autori ci fanno dare alla testa dello stralunato adolescente e la sorpresa finale: l'uomo e il ragazzino sembrano diversissimi tra loro, eppure coltivano una passione comune...

Imperdibile per chi ha apprezzato il lungometraggio d'origine, questo corto conferma il ritrovato tocco della Pixar dopo qualche prova un po' sottotono (fatta eccezione di Frozen, che fa un po' storia a sé, Inside Out è il miglior film d'animazione Disney da Up ad oggi).

Piccola curiosità: in riferimento alla versione originale, questa breve opera segna il ritorno della coppia formata da Bill Hader e Amy Poehler - popolari comici televisivi - dopo Hoodwinked Too! (ve l'avevamo presentato nella sezione GLI INEDITI, ricordate?).

Buona visione, meglio se condivisa con vostro/a figlio/a o i vostri genitori...a seconda dell'età che avete!

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