CINEMA A BOMBA!

mercoledì 25 marzo 2020

OSCAR 2020. KNIVES OUT-CENA CON DELITTO, IL GIALLO DELLO SCRITTORE DI GIALLI

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2019
130'
Regia: Rian Johnson
Interpreti: Daniel Craig, Ana de Armas, Christopher Plummer, Jamie Lee Curtis, Don Johnson, Michael Shannon, Chris Evans, Toni Collette, Lakeith Stanfield, Katherine Langsford, Jaden Martell, Frank Oz, Riki Lindhome, Edi Patterson, Noah Segan, M. Emmett Walsh.


Il giorno dopo la festa per il suo ottantacinquesimo compleanno, il celebre e ricchissimo scrittore di gialli Harlan Thrombey (Plummer) viene trovato morto.

Sembrerebbe trattarsi di un suicidio; ma non ne è convinto l'arguto detective Benoît Blanc (Craig), che affianca nelle indagini la polizia.

Così, ad uno ad uno vengono interrogati i familiari del defunto e si scopre che tutti avevano buoni motivi per uccidere il vecchio.

Intanto, l'infermiera personale dell'anziano (de Armas)...






Finalmente un bel giallo, ben scritto, ben recitato e ben congegnato!

Hollywood, in passato, ha attinto a piene mani ai romanzi di Agatha Christie, la regina incontrastata del genere letterario, con risultati alterni - fra le tante trasposizioni, vi segnaliamo almeno Assassinio sull'Orient Express (soprattutto la versione del 1974, diretta da Sidney Lumet; quella del 2017, di Kenneth Branagh, è dignitosa, ma non certo al livello della precedente) e Assassinio sul Nilo (di John Guillermin, con Peter Ustinov; 1978); mentre tra i film che vi si sono ispirati, i divertenti Invito a cena con delitto (1976) e Signori, il delitto è servito (1986, tratto dal gioco da tavolo Cluedo) e il drammatico Gosford Park del grande Robert Altman (2001).

Negli ultimi anni i thriller, con varie declinazioni, non sono mancati; ma i gialli propriamente detti (quelli che nel mondo anglosassone sono chiamati whodunit) non sono stati numerosissimi.

Perlomeno sul grande schermo - basti pensare al grande seguito di pubblico che hanno serie Tv come, tra gli altri, La Signora in Giallo (Murder, She Wrote), Il Commissario Montalbano, Don Matteo e i vari CSI-Scena del Crimine.

Ma mentre la serialità aiuta, l'unicità cinematografica è un limite: una volta dipanata la trama e scoperto il colpevole, si tende a non vedere nuovamente il film, perché viene inevitabilmente meno l'effetto sorpresa alla base dello stesso.

E così pellicole ad enigma e deduttive, sul lungo periodo, non risulterebbero particolarmente redditizie.

Plaudiamo quindi i produttori di Knives Out-Cena con Delitto per il coraggio dimostrato e per i soldi spesi, soprattutto per assemblare un cast davvero di ottimo livello.

Si va da Daniel Craig (si veda alla voce " Agente 007") a Jamie Lee Curtis ( Halloween, Una Poltrona per Due), da Chris Evans ( Captain America) a Michael Shannon ( Bug, Take Shelter, L'Uomo d'Acciaio, Animali Notturni, The Shape of Water), da Don Johnson (la serie Tv Miami Vice) a Toni Collette (Il Sesto Senso, Little Miss Sunshine), dall'anziano Christopher Plummer (Tutti Insieme Appassionatamente, Insider, A Beautiful Mind, Tutti I Soldi Del Mondo) alla giovane Ana de Armas ( Blade Runner 2049), da Lakeith Stanfield ( Get Out!) a Katherine Langford (Tuo, Simon).

Tutti se la cavano egregiamente e sono comunque ben diretti da Rian Jonhson autore anche della sceneggiatura - candidata agli Oscar, unica nomination del film, che era in lizza invece per tre Golden Globe (per la migliore commedia, per Craig miglior attore in una commedia e per de Armas come migliore attrice in una commedia).

Il regista era reduce dal controverso Star Wars-Gli Ultimi Jedi, che aveva diviso il pubblico in due - tra chi lo ha apprezzato e chi lo ha detestato.

Non era facile scrollarsi di dosso il peso di un kolossal tanto dibattuto, ma Johnson ha confermato di essere cineasta originale e inventivo.

La storia gira bene, la trama si sviluppa con colpi di scena ben piazzati, il finale ha il giusto climax.

Ci sono anche sottotesti sociali di critica a certe politiche di Donald Trump.

Interessante il ruolo centrale dato al personaggio di Ana de Armas, ma non ci meraviglieremmo se venisse riproposto in futuro quello di Daniel Craig, degno erede di Hercule Poirot e Sherlock Holmes.

Se vi piacciono i gialli, vi consigliamo pertanto di vedere Knives Out: snobbarlo sarebbe... un delitto.




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domenica 17 aprile 2016

I CLASSICI: INSIDE OUT, TU CHIAMALE SE VUOI... EMOZIONI!

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USA, 2015
94'
Regia: Pete Docter, Ronnie del Carmen
Voci originali di: Amy Poehler, Phyllis Smith, Lewis Black, Bill Hader, Mindy Kaling, Diane Lane, Kyle MacLachlan, Frank Oz.


Nella testa di Riley, undicenne del Minnesota appassionata di hockey, convivono 5 emozioni: Gioia, Tristezza, Rabbia, Paura e Disgusto.
La sua vita cambia quando, insieme ai genitori, si trova costretta a trasferirsi a San Francisco.

Le difficoltà della nuova situazione sono aggravate da alcuni pasticci compiuti dalle emozioni nel Quartier Generale, che rischiano di far perdere a Riley tutti i Ricordi Base.
Toccherà a Gioia e Tristezza unire le forze per evitare che le Personalità della ragazzina finiscano per sempre nel Baratro della Memoria...

In un'era in cui le pellicole d'animazione sembrano spuntare come funghi, non è sempre facile imbattersi in opere di qualità.
Per fortuna, Inside Out appartiene a questa categoria.

Era da un po' di tempo che la premiata ditta Disney-Pixar non ci offriva un prodotto di così alto livello: tolto Frozen (ben 2 Oscar nel 2014), bisogna risalire al bellissimo Up (2009) per ritrovare qualcosa di simile.

Rivolto più a spettatori pre-adolescenti che a bambini (ma è consigliabile anche agli adulti), il film sfrutta un'idea originale e geniale - la personificazione delle emozioni - e la innesta in una storia che è possibile leggere a più livelli.

Consultando psicologi e specialisti del settore, gli sceneggiatori Peter Docter (anche regista), Meg LeFauve e Josh Cooley - candidati un po' a sorpresa ma meritatamente all' Oscar - si sono concentrati su 5 emozioni delle 27 originariamente considerate e quindi le hanno caratterizzate: Gioia assomiglia ad una stella; Tristezza ad una lacrima; Rabbia ad un mattone infuocato; Paura ad un nervo; Disgusto ad un broccolo.

Dopodiché hanno sviluppato (con sensibilità) una storia dal punto di vista principalmente della protagonista, un'adolescente nel bel mezzo dei turbamenti della crescita.

Sebbene vengano toccati quindi argomenti seri, il divertimento tuttavia non manca - anche se bisogna ammettere che si ride meno che in altri film d'animazione più leggeri, superficiali e "facili".

Così, si può apprezzare la buffoneria dei personaggi di contorno, come il collerico Rabbia o l'imbranato ragazzino coi ricci (questi è stato poi protagonista di Il Primo Appuntamento di Riley, spassoso corto/sequel che vi avevamo presentato qualche tempo fa), e godersi i riferimenti tra le righe, i giochi di parole, le scenette di vita familiare, gli sketch.

Nel cast originale - una volta tanto non rovinato, nel doppiaggio italiano, dalla solita pletora di dilettanti pseudovip - si segnalano attori del calibro di Diane Lane (ormai abituata al ruolo di madre: è pure quella di Clark Kent nel recentissimo Batman v Superman), Kyle MacLachlan di Twin Peaks, Frank Oz (era in Una Poltrona per Due, ricordate?) e la coppia Hader/Poehler, già collaudata in Hoodwinked Too.

Che Inside Out sia stato il film d'animazione dell'anno lo attesta anche lo scontato Oscar nella categoria, seguito all'altrettanto prevedibile Golden Globe e al tripudio tributato prima dal Festival di Cannes e poi dagli spettatori in tutto il mondo.

Fa ridere, riflettere e commuovere: non poca cosa per un cartoon.

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domenica 6 dicembre 2015

STAR WARS EP. V-L'IMPERO COLPISCE ANCORA, IL LATO OSCURO DELLA SAGA

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 1980
127'
Regia: Irvin Kershner
Interpreti: Mark Hamill, Harrison Ford, Carrie Fisher, Billy Dee Williams, Alec Guinness, Anthony Daniels, Kenny Baker, Peter Mayhew, David Prowse, Julian Glover, Frank Oz, James Earl Jones (voce nella versione originale).


Dopo l'importante vittoria dei ribelli alla fine del precedente film, inizia la rappresaglia dell'Impero, che individua la base della resistenza in un pianeta gelato.

Costretti alla fuga da un attacco troppo massiccio per le forze dei rivoltosi, Luke, Han e Leia si dividono.
Il primo, dopo una visione di Obi-Wan, decide di raggiungere la paludosa Dagobah per incontrare Yoda, un maestro che dovrebbe insegnargli come diventare un cavaliere Jedi.

Gli altri, dopo varie peripezie, si recano a Cloud City, città tra le nuvole retta da Lando Calrissian (Williams), amico di vecchia data di Han.
Qui, colpi di scena a non finire...

Chi dice che i seguiti non siano migliori degli originali?
La questione è valida per molte serie cinematografiche, ma per quella di Star Wars è particolarmente "calda", specie tra gli appassionati più intransigenti.
Al punto che una buona parte di fan considera questo secondo (quinto?) capitolo migliore del precedente.

Che cosa renderebbe migliore L'Impero Colpisce Ancora rispetto a Guerre Stellari-Una Nuova Speranza?
Anzitutto, come dicevamo, le sorprese: lo sviluppo della vicenda è un crescendo continuo di rivelazioni e scene scioccanti, che per scrupolo non sveliamo (anche se ormai sono patrimonio della storia del cinema).

Il culmine è "un finale che ti ammazza", per citare una battuta che il cineasta/fumettista - e fanatico della saga - Kevin Smith ha messo in bocca a uno dei personaggi della sua opera prima Clerks: una spassosa sequenza in cui si discetta quale tra questo e Il Ritorno dello Jedi sia il seguito migliore (andatevela a cercare dopo averli visti, per evitare spoiler).

Ma non solo questo. Forse c'è un altra ragione: Lucas delega.
Pur rimanendo dietro le quinte in veste di produttore/supervisore, affida la regia al collega Irvin Kershner e in fase di scrittura si fa affiancare dalla veterana Leigh Brackett (Il Grande Sonno, Un Dollaro d'Onore) e dal giovane Lawrence Kasdan (che quel furbetto di J.J. Abrams si è assicurato come co-sceneggiatore dell'imminente Il Risveglio della Forza).

Kershner e il suo direttore di fotografia Peter Suschitzky (storico braccio destro di David Cronenberg e collaboratore di Matteo Garrone ne Il Racconto dei Racconti) optano per colori opachi, immagini tenebrose, meno luci e più ombre, quasi a rappresentare visivamente l'avanzata dell'Impero e del Lato Oscuro.

Dal canto suo, Kasdan - che poi avrebbe firmato anche Il Ritorno dello Jedi e il primo capitolo di un'altra seria ideata dal barbuto George, I Predatori dell'Arca Perduta - rielabora la storia di Lucas e il primo script di Brackett accrescendone il tono epico e drammatico.

Compaiono per la prima volta alcuni personaggi-cardine della serie: il saggio maestro Yoda, un nanetto verde animato e doppiato da Frank Oz, futuro regista di esperienza Muppet (era il poliziotto di Una Poltrona per Due, ricordate?); lo spaccone Lando Carlissian, ruolo della vita per Billy Dee Williams; l'inquietante imperatore Palpatine, che avrà un ruolo predominante nella trilogia prequel.

Confermato dal successo della pellicola precedente, il trio protagonista Hamill-Ford-Fisher acquista ancora più spazio.
Il primo, pur reduce da un brutto incidente automobilistico, si cala nel personaggio al punto da girare tutte le scene d'azione - eccetto una - senza alcuna controfigura.
Ma il secondo rischia di rubargli la scena, destinato com'è a diventare un'icona cinematografica (ci riuscirà l'anno successivo, indossando i panni di Indiana Jones, e l'anno dopo ancora, come protagonista di Blade Runner).

Iniziando e finendo in medias res, L'Impero Colpisce Ancora non può essere apprezzato appieno senza aver visto il capitolo precedente e soprattutto senza vedere quello successivo.

Resta comunque uno dei momenti più alti - se non la vetta - di una delle serie fantastiche più appassionanti di sempre.

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lunedì 24 dicembre 2012

I CLASSICI: UNA POLTRONA PER DUE, ED E' SUBITO NATALE

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USA, 1983
117'
Regia: John Landis
Interpreti: Dan Aykroyd, Eddie Murphy, Jamie Lee Curtis, Denholm Elliott, Ralph Bellamy, Don Ameche, Frank Oz, Jim Belushi, Bo Diddley.


Non c'è Natale che le reti televisive italiane non trasmettano Una Poltrona per Due.
Ed è un bene. Non tanto perchè la commedia di Landis sia in grado di trasmettere l'atmosfera natalizia meglio di altre pellicole (in effetti c'entra poco), quanto piuttosto perchè si tratta di una delle migliori commedie partorite dai comici usciti dal Saturday Night Live, programma televisivo di culto e ineguagliabile fucina di talenti.

La trama - che prende spunto, a grandi linee, da Il Principe e il Povero - è ormai nota: a causa di una scommessa fatta da due vecchi fratelli, squali della finanza (Bellamy e Ameche), il ricco e viziato Winthorpe (Aykroyd) finisce in disgrazia e viene sostituito dal nero e povero Valentine (Murphy), che da un giorno all'altro - ma per poco - si ritrova catapultato nel mondo dell'alta borghesia.
Una squillo dal cuore d'oro (Curtis) e un saggio maggiordomo (Elliott) aiuteranno i due protagonisti a sbrogliare la matassa e a vendicarsi dei due perfidi anziani.

I punti di forza di questo film sono molteplici, ma la differenza principale tra questa e altre commedie dello stesso periodo - che solitamente esauriscono la propria vis comica dopo la prima mezz'ora - è che qui si ride dall'inizio alla fine.
L'esperto Landis di Animal House non sbaglia ritmo nè tempi comici, valorizza il brillante copione e dirige benissimo i propri attori: se Aykroyd come spalla è più affabile del solito, Murphy - tenuto un po' a freno - dà il meglio di sé.
Altrettanto incisivi risultano i veterani Ameche & Bellamy, il raffinato Elliott e una Curtis in gran forma (in tutti i sensi).

Ai fan dei Blues Brothers: occhio ai riferimenti!
Oltre a regista (Landis) e co-protagonista (Aykroyd), in comune con la pellicola cult del 1980 ci sono il personaggio del poliziotto sarcastico interpretato da Frank Oz e il codice da carcerato del protagonista (7474505B), lo stesso che nel film precedente aveva John Belushi.
E proprio il compianto Belushi - ucciso da un'overdose l'anno precedente - era stato considerato per il ruolo poi andato a Murphy (ragione per cui, probabilmente, compare brevemente il fratello Jim).

Chiudiamo segnalandovi le scene più divertenti.
Impossibile dimenticare: la gratifica natalizia all'anziano cameriere, lo scontro tra Valentine e i due energumeni in cella, l'irruzione di Winthorpe vestito da Babbo Natale nel vecchio posto di lavoro e la parte finale nello scompartimento del treno.

Buon divertimento e buon Natale da CINEMA A BOMBA!

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