CINEMA A BOMBA!

martedì 24 dicembre 2024

I CLASSICI: MERRY LITTLE BATMAN, ROBIN SALVA IL NATALE

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2023
94'
Regia: Mike Roth
Voci originali: Luke Wilson, Yonas Kibreab, James Cromwell, Fred Tatasciore, David Hornsby, Carmine Infantino.


Gotham City, Vigilia di Natale.
Robin (Kibreab) - alias Damian Wayne, figlio unigenito di Batman (Wilson) - viene lasciato solo a casa.

In assenza di suo papà, gli toccherà vestire i panni di Piccolo Batman per difendere la città dal Joker e dagli altri super-cattivi.
Per questo, avrà bisogno anche del maggiordomo Alfred (Cromwell)...


Uscito l'anno scorso, questo lungometraggio a cartoni è già diventato un classico.
Certo, l'ambientazione natalizia non è una novità per l'Uomo Pipistrello, ma diversamente da - per esempio - Batman-Il Ritorno, qui il tono è ovviamente molto più "festivo" e molto meno cupo.

L'animazione e la grafica sono semplici ma efficaci, il ritmo sufficientemente sostenuto e alla sceneggiatura non mancano le battute divertenti (la migliore è quella su Talia al Ghul, madre di Robin, nel finale).

Nella versione originale si segnalano le voci di Luke Wilson (fratello di Owen, quello di Midnight in Paris), nei panni di un Batman insolitamente barbuto, e James Cromwell (il contadino di Babe-Maialino Coraggioso) in quelli di Alfred.

Un Piccolo Batman per un Grande Bat-Natale - questo il titolo italiano - è un film consigliato in particolare ai tanti fan del Cavaliere Oscuro, ma godibile per tutta la famiglia.


Se volete leggere altre recensioni a tema, qui sotto trovate l'elenco di quelle delle precedenti Vigilie (e pre-Vigilie), in ordine cronologico: scriveteci nei commenti le vostre preferenze!
BUON NATALE dall'intera Redazione di CINEMA A BOMBA!

Vigilia 2012: Una Poltrona per Due.
Vigilia 2013: National Lampoon's Christmas Vacation.
Vigilia 2014: Canto di Natale di Topolino.
Vigilia 2015: Star Wars-Holiday Special.
Pre-Vigilia 2016: Iron Man 3.
Vigilia 2017: Festa in Casa Muppet.
Vigilia 2018: Silent Night, Deadly Night III.
Vigilia 2019: Nightmare Before Christmas.
Pre-Vigilia 2020: Rudolph, il Cucciolo dal Naso Rosso.
Vigilia 2020: Polar Express.
Vigilia 2021: A Very Murray Christmas.
Vigilia 2022: Guardiani della Galassia: Holiday Special.
Vigilia 2023: The Christmas Aliens.
Pre-Vigilia 2024: Deadpool & Kidpool Help SickKids.


Etichette: , , , , , , , ,

martedì 16 luglio 2024

I DOC: NUDO E CRUDO, EDDIE MURPHY SENZA FILTRI

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 1987
90'
Regia: Robert Townsend
Interpreti: Eddie Murphy, Tatyana Ali, Samuel L. Jackson.


Dopo un breve prologo di fiction che descrive un episodio (inventato) dell'infanzia di Eddie Murphy, il film è la registrazione di uno spettacolo dell'attore americano.

Trattasi di uno dei migliori esempi di stand-up comedy, edito anche nel nostro paese grazie ad un doppiaggio fenomenale di Tonino Accolla, che riesce nell'improbo tentativo di adattare in italiano le battute e la cadenza del comico.

La star di Una Poltrona per Due e Il Principe cerca Moglie era all'apice della propria fama e del proprio talento, e qui si scatena in un'ora e mezza di monologo senza stacchi a ritmo lesto, una summa della propria comicità irriverente e coprolalica.

Può far ridere a crepapelle o indignare a morte, senza vie di mezzo: la routine di Murphy è un susseguirsi di volgarità - per qualche anno il film ha detenuto il record assoluto di numero di parolacce in un lungometraggio - e commenti politicamente scorretti che sarebbero incompatibili con gli standard odierni.

Se si riesce a passare sopra la flagrante omofobia e la malcelata misoginia di buona parte del materiale (curioso, per un uomo che anni dopo sarebbe stato arrestato perchè trovato in compagnia di una prostituta transgender), ci si può anche divertire molto.

Il meglio è rappresentato dalle imitazioni, uno dei punti di forza dell'attore fin dagli esordi col programma tv di culto Saturday Night Live: da Bill Cosby a Richard Pryor, da Michael Jackson agli italo-americani patiti di Rocky, Eddie colpisce spesso nel segno facendo una satira sboccata, ma arguta.

Verso la fine il ritmo cala e l'ultima parte risulta meno a fuoco delle precedenti, ma se siete fan di Murphy e della sua comicità Nudo e Crudo è un'opera fondamentale che dovreste e vorreste sicuramente vedere.


Etichette: , , , , ,

mercoledì 14 giugno 2023

I CLASSICI: PRETTY WOMAN, PICCOLA JULIA CRESCE(RÀ)

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 1990
119'
Regia: Garry Marshall
Interpreti: Julia Roberts, Richard Gere, Hector Elizondo, Jason Alexander, Laura San Giacomo, Ralph Bellamy.


Los Angeles. Edward (Gere), squalo della finanza solitario e workaholic, incontra per caso Vivian (Roberts), giovane prostituta col cervello.

Un po' per gioco e un po' per malcelato desiderio, lei diventa la sua accompagnatrice e lui l'aiuta ad adattarsi all'alta società.

Che nasca l'amore tra due persone così diverse - per età, storia, classe sociale - è improbabile, ma è anche impossibile?


Pochi altri film hanno ridefinito il genere "commedia romantica" in chiave moderna come quello che vi stiamo recensendo.
Diretto da uno specialista, è un riuscito mix di ingredienti noti, con debiti soprattutto da Cenerentola e My Fair Lady.

Ad averlo reso un classico istantaneo hanno contribuito l'omonima ballata-tormentone del sottovalutato Roy Orbison, l'eleganza di fotografia e costumi (in particolare i secondi), e soprattutto l'alchimia tra i due protagonisti.

E se per l'ex Ufficiale e Gentiluomo Gere rappresentò la consacrazione definitiva, per l'esile Roberts fu il trampolino di lancio per Hollywood: qualche anno dopo l'avremmo vista affermarsi dall'altra parte dell'oceano (vedi Notting Hill) e vincere un Oscar in patria (Erin Brockovich).

Grazie anche al proprio iconico sorriso, Julia illumina la pellicola di grazia e simpatia, mentre il suo partner riesce a reggere il confronto con stile e un'interpretazione pacata.

Tra i comprimari si distinguono: Helizondo, direttore d'albergo serio ma col cuore d'oro; Alexander, che poi avremmo rivisto in Cronisti d'Assalto; Bellamy, uno dei due avidi vecchietti del natalizio Una Poltrona per Due.

Un po' favola di buoni sentimenti - il finale è tanto inverosimile quanto appagante - e un po' dramedy con risvolti di critica sociale, Pretty Woman è una sorta di Colazione da Tiffany aggiornata, con Julia Roberts come novella Audrey Hepburn.

Una pietra miliare della storia del cinema, nel suo genere.


Etichette: , , , , , , , , , , ,

venerdì 3 dicembre 2021

GHOSTBUSTERS: LEGACY, UN SEGUITO NELLO... SPIRITO DELL'ORIGINALE

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2021
125'
Regia: Jason Reitman
Interpreti: Paul Rudd, Mckenna Grace, Finn Wolfhard, Carrie Coon, Olivia Wilde, Tracy Letts, J.K. Simmons, Annie Potts, Sigourney Weaver, Ernie Hudson, Dan Aykroyd, Bill Murray.


Gli Spengler (il cognome vi suona familiare?) - madre single con due figli adolescenti - si trasferiscono nella sperduta cittadina di Summerville.
Nella vecchia casa di campagna dove ora risiedono i ragazzi trovano delle strane apparecchiature appartenute al defunto nonno.

Che ci sia qualche collegamento tra queste e i misteriosi fenomeni che infestano la zona (da inspiegabili apparizioni a ingiustificati eventi sismici)?

Con l'aiuto di un professore/scienziato (Rudd) e di 3 Acchiappafantasmi in pensione (Murray, Aykroyd e Hudson), la famiglia scoprirà la verità sul proprio congiunto e verrà a capo della faccenda.



Era l'Anno Domini 1984 quando uscì nelle sale una pellicola entrata di diritto nella storia del cinema.
Ghostbusters-Acchiappafantasmi era unica nel suo genere, un brillante incrocio di commedia, (attori principali e sceneggiatori provenivano da vere e proprie fucine comiche come Saturday Night Live e Second City), fantascienza e horror.

Il regista Ivan Reitman si era fatto le ossa con opere semi-demenziali (Polpette, Stripes); il trio composto da Bill Murray (già popolare, ma ancora lontano dai fasti di Ricomincio da Capo e Lost in Translation), Dan Aykroyd (l'ex Blues Brother era reduce dal successo di Una Poltrona per Due) e Harold Ramis (futuro autore di ottime commedie come Mi Sdoppio in 4) era una garanzia di successo.

Il resto è storia: un seguito complessivamente inferiore all'originale (Ghostbusters II, 1989), un videogioco molto divertente che molti considerano il vero terzo capitolo della serie (Ghostbusters: The Video Game, 2009) e un odiatissimo reboot al femminile (intitolato con grande fantasia Ghostbusters, 2016).
Infine, adesso, il sequel che gli appassionati aspettavano da anni.

I vecchi protagonisti hanno lasciato spazio a un cast nuovo di zecca (da cui emerge la bravissima Mckenna Grace, vero "cuore" della storia), l'anziano Ivan Reitman ha fatto un passo di lato in favore dell'affermato figlio Jason (scelta ovvia), l'ambientazione rurale è agli antipodi da quella urbana degli altri lungometraggi, gli effetti speciali sono naturalmente aggiornati e soddisfacenti.



Ghostbusters: Legacy - in patria è uscito come Ghostbusters: Afterlife - è Il Risveglio della Forza della saga degli Acchiappafantasmi: praticamente un'unica, continua autocitazione del primo film, con comparsate eccellenti che strizzano l'occhio agli spettatori più esigenti, Paul Rudd (alias Ant-Man) che nel terzo atto fa un'imitazione spudorata di Rick Moranis e easter eggs come se non ci fosse un domani.

Fan service all'ennesima potenza, ma che male c'è se la qualità è così alta? Il film mantiene fortunatamente lo spirito dell'originale, inserendo al contempo elementi di novità che lo fanno sembrare fresco e non eccessivamente derivativo.
Gli attori sono ben scelti e la sceneggiatura è ben congeniata.

Alcuni personaggi iconici sono assenti (oltre a Egon dello scomparso Ramis, cui l'opera è affettuosamente dedicata, mancano all'appello il Louis di Moranis e un altro che non sveliamo), ma che gioia rivedere il Mastro di Chiavi e il Guardia di Porta, Dana e Janine (occhio alle due sequenze post-credits!), Gozer e i tre Ghostbusters (di questi ultimi quello invecchiato meno bene è Murray).

In ruoli marginali vanno segnalati alcuni volti noti: dal Premio Oscar J.K. Simmons (suo il cammeo più inutile) ad una quasi irriconoscibile Olivia Wilde (la ricordate in Lei-Her?), passando per l'attore-drammaturgo Tracy Letts (sì, proprio lo sceneggiatore di Bug e Killer Joe).

Legacy intrattiene, fa ridere, può spaventare e nel finale commuove fino alle lacrime.
Un sequel migliore forse non potevano farlo.
Bentornati, Acchiappafantasmi.



Etichette: , , , , , , , , , , , , ,

mercoledì 23 dicembre 2020

I CLASSICI: RUDOLPH IL CUCCIOLO DAL NASO ROSSO, ALLA STORIA PASSERÀ!

(Clicca sulla locandina per vedere il film intero). 

USA, 1998
92'
Regia: William R. Kowalchuk
Voci originali: Kathleen Barr, John Goodman, Whoopi Goldberg, Debbie Reynolds, Bob Newhart, Eric Idle.


Il piccolo cervide Rudolph nasce con un curioso handicap fisico - il suo naso è rosso e luminoso - e un sogno: diventare un giorno una delle renne di Babbo Natale (Goodman).

Cresciuto amorevolmente dai propri genitori, ma disciminato da quasi tutti i suoi simili, il giovane si innamora della coetanea Zoey e fa amicizia con l'astuta volpe artica Scheggia (Idle) e il freddoloso orso bianco Leonardo (Newhart).

Ma la dispettosa Tormentilla (Goldberg) ha creato una tempesta di neve per impedire a Babbo Natale di consegnare i doni: fermarla potrebbe essere l'occasione di Rudolph per riscattarsi agli occhi degli altri e mostrare a tutti il proprio coraggio.



Vigilia 2012: Una Poltrona per Due.
Vigilia 2013: National Lampoon's Christmas Vacation.
Vigilia 2014: Canto di Natale di Topolino.
Vigilia 2015: Star Wars-Holiday Special.
Pre-Vigilia 2016: Iron Man 3.
Vigilia 2017: Festa in Casa Muppet.
Vigilia 2018: Silent Night, Deadly Night III.
Vigilia 2019: Nightmare Before Christmas.

La prima (!) delle nostre Christmas review di quest'anno è dedicata a uno dei personaggi più iconici e amati del folclore natalizio: la renna che, in virtù del proprio naso luminoso, diventa la favorita di Santa Claus e finisce per salvare la più amata delle festività.

Rudolph era già stato protagonista di un vecchio lungometraggio animato e di una famosa pellicola in stop motion, oltre che di una nota canzone popolare riportata recentemente in auge dai Goldfinger (niente a che spartire con l'omonimo film di 007; parliamo del complesso ska-punk cui avevamo già accennato qui e poi ancora qui).



La grafica è - come accade in molte produzioni indipendenti - molto semplice, tuttavia riscoprire i cari vecchi "cartoni" (ossia le pellicole coi disegni fatti a mano) in un'epoca di animazione completamente digitale ha sempre un certo fascino.

Le canzoni sono catchy a sufficienza e molti personaggi sono adorabili (il nostro preferito è l'orso polare balbuziente).
Il punto di forza del film rimane però la storia: una favola magica e senza tempo, una parabola anti-bullismo, un'esortazione a seguire i propri sogni senza arrendersi mai.

Gli spettatori ideali di Rudolph il Cucciolo dal Naso Rosso sono i bimbi più piccoli, ma consigliamo la visione a tutta la famiglia, se non altro per sfidare gli adulti a cogliere le citazioni cinematografiche più o meno esplicite (principalmente dal disneyano Bambi).

Chissà, magari nel finale vi ritroverete anche voi a cantare: "Rudolph dal naso rosso/Alla storia pas-se-raaaaà!"
BUON NATALE dalla Redazione di CINEMA A BOMBA!


Etichette: , , , , , , , ,

domenica 24 dicembre 2017

I CLASSICI: FESTA IN CASA MUPPET, UN (PU)PAZZESCO CANTO DI NATALE

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 1992
86'
Regia: Brian Henson
Interpreti: i Muppet, Michael Caine.


Se esiste un racconto che nell'immaginario collettivo è diventato la storia natalizia per eccellenza, questo è Il Canto di Natale di Charles Dickens.
Chi non conosce l'odissea dell'avaro ed egoista Scrooge, che vessa il povero dipendente Cratchit, ma poi viene redento la notte della Vigilia dalla visita di 3 spiriti?

Un classico della letteratura di cui esistono diversi adattamenti cinematografici, a cominciare dal memorabile mediometraggio animato Canto di Natale di Topolino che vi avevamo recensito qualche anno fa.

Ma la versione targata Disney non è l'unica pensata per il pubblico più giovane.
Perché non farne un musical su misura per i mitici Muppet?






Primo film girato dopo la scomparsa del "papà" Jim Henson, Festa in Casa Muppet è uno dei più riusciti lungometraggi con protagonisti i famosi pupazzi parlanti.
Il colpo di genio è stato assoldare nella parte di Scrooge un (grande) attore in carne ed ossa che interagisse con Kermit la Rana e compagni.

Dopo una lunga trattativa il ruolo è andato a Sir Michael Caine, che vi si è approcciato come se stesse recitando per la Royal Shakespeare Company.
Un'interpretazione così professionale e sublime che lo stesso attore inglese caro a Christopher Nolan la annovera tra le proprie migliori in assoluto!

Pur con qualche libertà artistica (gli ex soci di Scrooge sono due, Crachit non è l'unico dipendente del vecchio affarista, alla fine Fezziwig è ancora vivo), il film risulta piuttosto fedele allo spirito del classico dickensiano, ed è pieno di trovate buffe e momenti divertenti che lo rendono adatto ai più piccoli e caldamente consigliato a tutte le famiglie.

Dopo il succitato Canto di Natale di Topolino, Una Poltrona per Due, National Lampoon's Christmas Vacation e Star Wars: Holiday Special, quest'anno aggiungete Festa in Casa Muppet alla vostra collezione!

Buon Natale e Buone Feste da tutta la Redazione di CINEMA A BOMBA!




Etichette: , , , , , , , , ,

domenica 17 aprile 2016

I CLASSICI: INSIDE OUT, TU CHIAMALE SE VUOI... EMOZIONI!

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2015
94'
Regia: Pete Docter, Ronnie del Carmen
Voci originali di: Amy Poehler, Phyllis Smith, Lewis Black, Bill Hader, Mindy Kaling, Diane Lane, Kyle MacLachlan, Frank Oz.


Nella testa di Riley, undicenne del Minnesota appassionata di hockey, convivono 5 emozioni: Gioia, Tristezza, Rabbia, Paura e Disgusto.
La sua vita cambia quando, insieme ai genitori, si trova costretta a trasferirsi a San Francisco.

Le difficoltà della nuova situazione sono aggravate da alcuni pasticci compiuti dalle emozioni nel Quartier Generale, che rischiano di far perdere a Riley tutti i Ricordi Base.
Toccherà a Gioia e Tristezza unire le forze per evitare che le Personalità della ragazzina finiscano per sempre nel Baratro della Memoria...

In un'era in cui le pellicole d'animazione sembrano spuntare come funghi, non è sempre facile imbattersi in opere di qualità.
Per fortuna, Inside Out appartiene a questa categoria.

Era da un po' di tempo che la premiata ditta Disney-Pixar non ci offriva un prodotto di così alto livello: tolto Frozen (ben 2 Oscar nel 2014), bisogna risalire al bellissimo Up (2009) per ritrovare qualcosa di simile.

Rivolto più a spettatori pre-adolescenti che a bambini (ma è consigliabile anche agli adulti), il film sfrutta un'idea originale e geniale - la personificazione delle emozioni - e la innesta in una storia che è possibile leggere a più livelli.

Consultando psicologi e specialisti del settore, gli sceneggiatori Peter Docter (anche regista), Meg LeFauve e Josh Cooley - candidati un po' a sorpresa ma meritatamente all' Oscar - si sono concentrati su 5 emozioni delle 27 originariamente considerate e quindi le hanno caratterizzate: Gioia assomiglia ad una stella; Tristezza ad una lacrima; Rabbia ad un mattone infuocato; Paura ad un nervo; Disgusto ad un broccolo.

Dopodiché hanno sviluppato (con sensibilità) una storia dal punto di vista principalmente della protagonista, un'adolescente nel bel mezzo dei turbamenti della crescita.

Sebbene vengano toccati quindi argomenti seri, il divertimento tuttavia non manca - anche se bisogna ammettere che si ride meno che in altri film d'animazione più leggeri, superficiali e "facili".

Così, si può apprezzare la buffoneria dei personaggi di contorno, come il collerico Rabbia o l'imbranato ragazzino coi ricci (questi è stato poi protagonista di Il Primo Appuntamento di Riley, spassoso corto/sequel che vi avevamo presentato qualche tempo fa), e godersi i riferimenti tra le righe, i giochi di parole, le scenette di vita familiare, gli sketch.

Nel cast originale - una volta tanto non rovinato, nel doppiaggio italiano, dalla solita pletora di dilettanti pseudovip - si segnalano attori del calibro di Diane Lane (ormai abituata al ruolo di madre: è pure quella di Clark Kent nel recentissimo Batman v Superman), Kyle MacLachlan di Twin Peaks, Frank Oz (era in Una Poltrona per Due, ricordate?) e la coppia Hader/Poehler, già collaudata in Hoodwinked Too.

Che Inside Out sia stato il film d'animazione dell'anno lo attesta anche lo scontato Oscar nella categoria, seguito all'altrettanto prevedibile Golden Globe e al tripudio tributato prima dal Festival di Cannes e poi dagli spettatori in tutto il mondo.

Fa ridere, riflettere e commuovere: non poca cosa per un cartoon.

Etichette: , , , , , , , , , , , , , ,

sabato 10 ottobre 2015

AMERICANA. GHOSTBUSTERS, CARA SPIRITOSA NEW YORK

(Clicca sull'immagine per vedere il trailer). 

USA, 1984
105'
Regia: Ivan Reitman
Interpreti: Bill Murray, Dan Aykroyd, Harold Ramis, Ernie Hudson, Sigourney Weaver, Rick Moranis, Annie Potts


Il sarcastico Peter Venkman (Murray), lo stralunato Raymond Stantz (Aykroyd, reduce da Una Poltrona Per Due), il professionale Egon Spengler (Ramis) sono studiosi di fenomeni paranormali che, affiancati dallo spaesato Winston Zeddemore (Hudson), decidono di mettersi in società per andare a caccia di fantasmi.

La loro unica cliente è la violoncellista Dana Barret (Weaver), testimone di spaventose apparizioni di demoni all'interno del suo frigo di casa che le annunciano l'imminente reincarnazione di Gozer il Gozeriano, malvagia semidivinità di origine sumera (riferimento a L'Esorcista del Maestro William Friedkin?)

Perché abbiamo deciso di parlare di questa famosissima commedia d'azione per lo Speciale Honeymoon?
Perché Eli e Fede attualmente sono a New York, ultima tappa del loro viaggio di nozze e luogo dove è ambientato il film.

Chissà che girando non riconoscano i posti...
Noi, nel dubbio, mostriamo qui di seguito una mappa della città dove sono evidenziate le location.



Abbiamo scelto questa pellicola anche perché tra pochi mesi si riaccenderà l'interesse per essa (non che si sia mai sopito, però...): nel 2016 è prevista l'uscita nelle sale di un reboot tutto al femminile con protagoniste le brillanti Kristen Wiig, Melissa McCarthy, Kate McKinnon, Leslie Jones e come spalla maschile Chris Hemsworth.

Loro sono molto brave e simpatiche, ma saranno all'altezza del cast originale?
Il confronto sarà inevitabile e sarà duro per le ragazze, anche perché al loro fianco è prevista la presenza di Bill Murray e Dan Aykroyd, tra i principali artefici del successo del film del 1984.

Gli attori sono infatti uno dei punti di forza di quest'ultimo.
E pensare che le prime scelte erano altre: John Belushi doveva essere il Dottor Venkman, Eddie Murphy Winston, John Candy Louis (il vicino di casa di Dana).

Ma la morte improvvisa del comico di origine albanese fece cambiare radicalmente le cose.

Il copione, inizialmente più ambizioso, articolato, cupo e orrorifico, fu riscritto da Aykroyd - che si sta occupando attualmente anche del prossimo reboot - e da Ramis - che in futuro si confermerà ad ottimi livelli: si veda per esempio Mi Sdoppio in 4 - in previsione di un budget più ridotto e per attirare un pubblico il più vasto possibile; ma anche per ovviare alle tante defezioni degli attori considerati per i ruoli chiave (ad un certo punto era stato contattato persino Michael Keaton).

Si decise di puntare allora su un gruppo di nomi noti, ma non famosissimi: oltre ai due sceneggiatori, Bill Murray (anche lui proveniente da quella fucina di talenti che era ed è tuttora il Saturday Night Live), Sigourney Weaver (lanciata da Alien nel 1979), Rick Moranis (scelta azzeccatissima: è veramente spassoso!).

In particolare, risulta molto incisivo l'apporto del già protagonista di Where The Buffalo Roam, capace di quelle divertenti improvvisazioni ed espressioni facciali sardoniche che diventeranno poi il suo marchio di fabbrica.

Per coordinare un gruppo di interpreti così talentuosi e per dare vita ad una sceneggiatura divenuta nella sua versione definitiva molto brillante e piena di azione e colpi di scena, ci voleva un regista in grado di non sfigurare.

Ivan Reitman, bisogna dire, se la cava davvero egregiamente, aiutato nella messa in scena anche dagli ottimi effetti speciali di Richard Edlund (attualmente è a quota 7 premi Oscar vinti... È stato anche supervisore per Soluzione Estrema).

Insomma, Ghostbusters offre ancora oggi un intrattenimento per tutta la famiglia col suo mix perfetto di gag, ritmo, horror, commedia, avventura, soprannaturale.

Fede, gira pure tranquillamente per la Grande Mela; ma in caso assista a fenomeni paranormali (tipo l'apparizione di uno spettro ingordo nei corridoi del tuo hotel), ricordati ciò cantava Ray Parker Jr.:

If there's something strange/In the neighborhood/Who you gonna call?/Ghostbusters!

Etichette: , , , , , , , , , , , , , ,

mercoledì 24 dicembre 2014

I CORTI: CANTO DI NATALE DI TOPOLINO, IL MIGLIOR DICKENS È DISNEY

(Clicca sulla locandina per vedere i titoli) 

USA, 1983
26'
Regia: Burny Mattinson


Dopo Una Poltrona per Due e National Lampoon's Christmas Vacation, la redazione di CINEMA A BOMBA! torna ad augurare - col mezzo di una recensione mirata - un buon Natale a tutti i lettori!

A proposito della festività più attesa dell'anno, chi non conosce il Canto di Natale di Charles Dickens?
La storia dell'avaro ed egoista Scrooge, che ha sacrificato tutta la propria vita al dio denaro e durante la notte della Vigilia riceve la visita di tre spettri - lo Spirito del Natale Passato, lo Spirito del Natale Presente e lo Spirito del Natale Futuro - intenzionati a farlo rinsavire, è ormai un classico della letteratura anche dalle nostre parti.

Pochi sanno però che questo cortometraggio è l'adattamento di un adattamento: cioè, si tratta di un rifacimento a cartoni animati di un musical audio Disney di una decina di anni prima, a sua volta ispirato al breve romanzo.
Canto di Natale di Topolino risulta quindi, per sua natura, più edulcorato rispetto all'opera letteraria, racconto gotico di fantasmi che prende di mira in realtà il disumanizzante sistema di sfruttamento del lavoro nell'Inghilterra già vittoriana (la prima edizione è del 1843, cioè sei anni dopo l'ascesa al trono della regina Vittoria).

E in verità, la simpatia suscitata dalla presenza dei più amati eroi Disney - Paperone (non è un caso che sia lui il protagonista: il suo nome in originale è proprio Scrooge McDuck... un omaggio evidente), Topolino, Paperino, Pippo, Gambadilegno, Minnie, Paperino, Paperina e di altri riconoscibili personaggi in ruoli più o meno ampi - e il lieto fine all'insegna della solidarietà e della riscoperta dei valori umani fanno passare un po' in secondo piano le considerazioni sociali di Dickens.

Ma rendono questo cartoon - molto curato nell'ambientazione londinese ottocentesca e disneyanamente classico nel tratto dei disegni - particolarmente adatto a tutti, anche perché portatore di un messaggio chiaro e comprensibile e quindi più efficace di tutte le altre versioni filmiche dell'opera.

Insomma, Canto di Natale di Topolino è una rassicurante favola natalizia piena di buoni sentimenti che diverte e fa commuovere con semplicità, uno di quei film che visti da bambino si rivedono volentieri anche da grande.
Un cartone animato che ha il calore familiare di una bella tazza di cioccolata calda bevuta davanti ad un caminetto acceso.

Etichette: , , , ,

martedì 24 dicembre 2013

I CLASSICI: CHRISTMAS VACATION, SE VA (QUASI) IN VACCA LA VACANZA

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer) 

USA, 1989
97'
Regia: Jeremiah Chechick
Interpreti: Chevy Chase, Beverly D'Angelo, Randy Quaid, Juliette Lewis, Johnny Galecki, Diane Ladd, Julia Louis-Dreyfus, Brian Doyle-Murray.


In Italia il "film di Natale" per eccellenza - più per la regolarità con cui viene trasmesso in televisione che per una reale adesione tematica, a dire il vero - è Una Poltrona per Due, come i fedeli di CINEMA A BOMBA! sanno bene.
Oltreoceano, invece?

Negli States il corrispettivo del cult di John Landis è Christmas Vacation (in Italia uscito come Un Natale Esplosivo), prodotto dal National Lampoon - celebre magazine umoristico fondato dall'editore Matty Simmons, autore tra l'altro del mitico Animal House - nonché terzo capitolo di una popolare tetralogia incentrata sulla catastrofica famiglia Griswold.

Scritta come le precedenti dall'esperto John Hugues, la pellicola questa volta vede il capofamiglia Clark (Chase, già capocomico del Saturday Night Live) alle prese con la consueta visita dei parenti, in occasione delle vacanze natalizie.
Inutile dire che gli incidenti non mancheranno, complice anche l'arrivo inaspettato dello zotico cugino Eddie (Quaid), ma tutto si risolverà in tempo per la mezzanotte.

National Lampoon's Christmas Vacation è così popolare negli USA probabilmente perché, pur garantendo il classico happy ending, riesce a dissacrare un genere, quello delle commedie natalizie, ad alto tasso di saccarosio e a distruggerne i cliché.
Ecco allora l'albero di Natale che non è un alberello, ma un abete enorme che non sta in casa e che farà una brutta fine; ecco il protagonista che in un accesso d'ira picchia le statuine di Santa Claus e delle renne; ecco il tacchino arrosto tanto bello da vedere quanto disgustoso da mangiare.

Non sono risparmiate neppure le decorazioni luminose, quelle che "fanno tanto Natale": Mr. Grisword, nella sua smania di esagerare, coprirà la facciata di casa con un numero spropositato di lampadine, causando ovviamente parecchi problemi.
Né mancano battute e le situazioni politicamente scorrette - ehi, si tratta pur sempre di una pellicola con Chevy Chase come protagonista! - seppure non troppo cattive, in fondo.

Unica pecca l'adattamento italiano, che tradisce in parte la comicità del cast: la voce di Massimo Rinaldi non riesce a rendere appieno l'umorismo brillante di Chase come invece fa Michele Gammino (doppiatore ufficiale dell'attore), col risultato che sequenze clou come quella della gratifica natalizia si apprezzano molto di più in lingua originale.

Un'annotazione, per finire. Avete riconosciuto i figli di Clark?
La ragazzina è Juliette Lewis, che successivamente reciterà in Cape Fear di Martin Scorsese e Dal Tramonto all'Alba di Robert Rodríguez, e che vedremo in I Segreti di Osage County accanto a Meryl Streep e Julia Roberts.
E il bambino? Il nome Johnny Galecki forse non vi dirà nulla. E se vi dicessimo Leonard Hofstadter, protagonista di The Big Bang Theory? Ecco.

UN FELICISSIMO NATALE A TUTTI I NOSTRI FANTASTICI LETTORI (sperando che sia decisamente meno turbolento di quello della famiglia Grisword)!
E se, come alla fine del film, vedrete in cielo una slitta volare... Beh, sappiate che la classica "magia del Natale" non c'entra proprio.

Etichette: , , , , , , , , , ,

lunedì 24 dicembre 2012

I CLASSICI: UNA POLTRONA PER DUE, ED E' SUBITO NATALE

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer) 

USA, 1983
117'
Regia: John Landis
Interpreti: Dan Aykroyd, Eddie Murphy, Jamie Lee Curtis, Denholm Elliott, Ralph Bellamy, Don Ameche, Frank Oz, Jim Belushi, Bo Diddley.


Non c'è Natale che le reti televisive italiane non trasmettano Una Poltrona per Due.
Ed è un bene. Non tanto perchè la commedia di Landis sia in grado di trasmettere l'atmosfera natalizia meglio di altre pellicole (in effetti c'entra poco), quanto piuttosto perchè si tratta di una delle migliori commedie partorite dai comici usciti dal Saturday Night Live, programma televisivo di culto e ineguagliabile fucina di talenti.

La trama - che prende spunto, a grandi linee, da Il Principe e il Povero - è ormai nota: a causa di una scommessa fatta da due vecchi fratelli, squali della finanza (Bellamy e Ameche), il ricco e viziato Winthorpe (Aykroyd) finisce in disgrazia e viene sostituito dal nero e povero Valentine (Murphy), che da un giorno all'altro - ma per poco - si ritrova catapultato nel mondo dell'alta borghesia.
Una squillo dal cuore d'oro (Curtis) e un saggio maggiordomo (Elliott) aiuteranno i due protagonisti a sbrogliare la matassa e a vendicarsi dei due perfidi anziani.

I punti di forza di questo film sono molteplici, ma la differenza principale tra questa e altre commedie dello stesso periodo - che solitamente esauriscono la propria vis comica dopo la prima mezz'ora - è che qui si ride dall'inizio alla fine.
L'esperto Landis di Animal House non sbaglia ritmo nè tempi comici, valorizza il brillante copione e dirige benissimo i propri attori: se Aykroyd come spalla è più affabile del solito, Murphy - tenuto un po' a freno - dà il meglio di sé.
Altrettanto incisivi risultano i veterani Ameche & Bellamy, il raffinato Elliott e una Curtis in gran forma (in tutti i sensi).

Ai fan dei Blues Brothers: occhio ai riferimenti!
Oltre a regista (Landis) e co-protagonista (Aykroyd), in comune con la pellicola cult del 1980 ci sono il personaggio del poliziotto sarcastico interpretato da Frank Oz e il codice da carcerato del protagonista (7474505B), lo stesso che nel film precedente aveva John Belushi.
E proprio il compianto Belushi - ucciso da un'overdose l'anno precedente - era stato considerato per il ruolo poi andato a Murphy (ragione per cui, probabilmente, compare brevemente il fratello Jim).

Chiudiamo segnalandovi le scene più divertenti.
Impossibile dimenticare: la gratifica natalizia all'anziano cameriere, lo scontro tra Valentine e i due energumeni in cella, l'irruzione di Winthorpe vestito da Babbo Natale nel vecchio posto di lavoro e la parte finale nello scompartimento del treno.

Buon divertimento e buon Natale da CINEMA A BOMBA!

Etichette: , , , , , , , , , , , , , ,