CINEMA A BOMBA!

venerdì 20 gennaio 2023

AVATAR: LA VIA DELL'ACQUA, SCOMMESSA VINTA PER JAMES CAMERON

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2022
192'
Regia: James Cameron
Con: Sam Worthington, Zoe Saldana, Stephen Lang, Sigourney Weaver, Giovanni Ribisi, Kate Winslet, Edie Falco, Cliff Curtis, Britain Dalton, Jamie Flatters, Bailey Bass, Jemaine Clement, Jack Champion.

Pandora.

Jake Sully (Worthington) - che ormai ha scelto definitivamente di essere Na'vi - e Neytiri (Saldana) hanno messo su famiglia: hanno avuto tre figli (due maschi e una femmina) e ne hanno adottato un'altra.

La famiglia vive felice, fino a quando fanno ritorno gli uomini, decisi più che mai a colonizzare il pianeta, anche perché la Terra sta diventando invivibile.

Jake si mette così a capo della resistenza agli invasori, creando loro non pochi problemi e grattacapi.

Tra gli arrivati c'è però il colonnello Quaritch (Lang) che, sotto forma di Avatar, darà la caccia all'ex sottoposto e ai suoi cari per vendicarsi.

I Sully saranno costretti a fuggire e troveranno rifugio presso un clan indigeno della costa, che vive a stretto contatto con il mare e i suoi abitanti.

Ma quanto potrà durare la tranquillità?


Sono passati ben 13 anni da Avatar, il film che ha incassato di più nella storia del cinema (si è ripreso lo scettro solo un annetto fa, spodestando il più recente Avengers: Endgame).

Un bel rischio che si è preso James Cameron, visto il tanto tempo passato: dal 2009 sono cambiate molte cose, dai gusti alle abitudini del pubblico, dal successo delle piattaforme di streaming alla crisi nera del cinema.

Avatar sembrava aver fatto il suo tempo: è il classico film da vedere al cinema su uno schermo gigante e quindi era già da un po' che non se ne sentiva più parlare; gli annunciati seguiti sono stati rimandati nel corso degli anni (e la pandemia da covid-19 non ha aiutato); del regista si erano quasi perse le tracce; i trailer di Avatar-La Via dell'Acqua, lungamente attesi, avevano entusiasmato i fan più fedeli del primo capitolo, ma avevano incontrato anche qualche perplessità.

Insomma, i presagi non erano dei migliori.

Eppure...

Un consiglio: mai sottovalutare James Cameron!

Al momento in cui stiamo scrivendo, Avatar 2 si sta dimostrando un successo clamoroso, il miracolo che ha riportato la gente al cinema: basti pensare che, attualmente, è il sesto film che ha incassato di più nella storia (appena superato Spider-Man: No Way Home).

I segreti del trionfo?

Sicuramente una storia accattivante e coinvolgente (anche emotivamente), con abbondanti dosi di ambientalismo, spiritualità, rispetto della natura.

Ma anche personaggi azzeccati: ripresi quelli principali del primo film - ringrazieranno Sam Worthington ( Le Paludi della Morte e poco altro, dopo il successo del primo film), Stephen Lang (noi di CINEMA A BOMBA! lo ricordiamo solo per Uncharted Fan Film), Zoe Saldana (che ormai sembrava intrappolata nel personaggio di Gamora in Guardiani della Galassia) - e affiancati da nuovi (c'è anche Kate Winslet, che è tornata a lavorare con Cameron dopo Titanic!), ben pensati, con i figli adolescenti di Jake Sully e Neytiri che sono di fatto i veri protagonisti (un azzardo; ben ripagato però).

E poi ancora un ritmo serrato, che fa scorrere via veloce le oltre tre ore di durata, effetti visivi stupefacenti, un'ambientazione marina veramente molto suggestiva...

Il fatto è che Cameron conosce bene i gusti del pubblico e si è profuso in un immane sforzo produttivo per dare corpo alla sua personale immaginazione, senza lesinare risorse.

E il pubblico ha risposto con un imponente passaparola, uscendo dalla sala spesso soddisfatto ed entusiasta - molti addirittura sospirando sconsolati di non poter vivere in un paradiso selvaggio e incontaminato come Pandora.

Missione compiuta per James Cameron!

Il cinema aveva bisogno del suo ritorno.

E ora...

Appuntamento a dicembre 2023 per Avatar 3.

Non vediamo già l'ora!

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sabato 10 ottobre 2015

AMERICANA. GHOSTBUSTERS, CARA SPIRITOSA NEW YORK

(Clicca sull'immagine per vedere il trailer). 

USA, 1984
105'
Regia: Ivan Reitman
Interpreti: Bill Murray, Dan Aykroyd, Harold Ramis, Ernie Hudson, Sigourney Weaver, Rick Moranis, Annie Potts


Il sarcastico Peter Venkman (Murray), lo stralunato Raymond Stantz (Aykroyd, reduce da Una Poltrona Per Due), il professionale Egon Spengler (Ramis) sono studiosi di fenomeni paranormali che, affiancati dallo spaesato Winston Zeddemore (Hudson), decidono di mettersi in società per andare a caccia di fantasmi.

La loro unica cliente è la violoncellista Dana Barret (Weaver), testimone di spaventose apparizioni di demoni all'interno del suo frigo di casa che le annunciano l'imminente reincarnazione di Gozer il Gozeriano, malvagia semidivinità di origine sumera (riferimento a L'Esorcista del Maestro William Friedkin?)

Perché abbiamo deciso di parlare di questa famosissima commedia d'azione per lo Speciale Honeymoon?
Perché Eli e Fede attualmente sono a New York, ultima tappa del loro viaggio di nozze e luogo dove è ambientato il film.

Chissà che girando non riconoscano i posti...
Noi, nel dubbio, mostriamo qui di seguito una mappa della città dove sono evidenziate le location.



Abbiamo scelto questa pellicola anche perché tra pochi mesi si riaccenderà l'interesse per essa (non che si sia mai sopito, però...): nel 2016 è prevista l'uscita nelle sale di un reboot tutto al femminile con protagoniste le brillanti Kristen Wiig, Melissa McCarthy, Kate McKinnon, Leslie Jones e come spalla maschile Chris Hemsworth.

Loro sono molto brave e simpatiche, ma saranno all'altezza del cast originale?
Il confronto sarà inevitabile e sarà duro per le ragazze, anche perché al loro fianco è prevista la presenza di Bill Murray e Dan Aykroyd, tra i principali artefici del successo del film del 1984.

Gli attori sono infatti uno dei punti di forza di quest'ultimo.
E pensare che le prime scelte erano altre: John Belushi doveva essere il Dottor Venkman, Eddie Murphy Winston, John Candy Louis (il vicino di casa di Dana).

Ma la morte improvvisa del comico di origine albanese fece cambiare radicalmente le cose.

Il copione, inizialmente più ambizioso, articolato, cupo e orrorifico, fu riscritto da Aykroyd - che si sta occupando attualmente anche del prossimo reboot - e da Ramis - che in futuro si confermerà ad ottimi livelli: si veda per esempio Mi Sdoppio in 4 - in previsione di un budget più ridotto e per attirare un pubblico il più vasto possibile; ma anche per ovviare alle tante defezioni degli attori considerati per i ruoli chiave (ad un certo punto era stato contattato persino Michael Keaton).

Si decise di puntare allora su un gruppo di nomi noti, ma non famosissimi: oltre ai due sceneggiatori, Bill Murray (anche lui proveniente da quella fucina di talenti che era ed è tuttora il Saturday Night Live), Sigourney Weaver (lanciata da Alien nel 1979), Rick Moranis (scelta azzeccatissima: è veramente spassoso!).

In particolare, risulta molto incisivo l'apporto del già protagonista di Where The Buffalo Roam, capace di quelle divertenti improvvisazioni ed espressioni facciali sardoniche che diventeranno poi il suo marchio di fabbrica.

Per coordinare un gruppo di interpreti così talentuosi e per dare vita ad una sceneggiatura divenuta nella sua versione definitiva molto brillante e piena di azione e colpi di scena, ci voleva un regista in grado di non sfigurare.

Ivan Reitman, bisogna dire, se la cava davvero egregiamente, aiutato nella messa in scena anche dagli ottimi effetti speciali di Richard Edlund (attualmente è a quota 7 premi Oscar vinti... È stato anche supervisore per Soluzione Estrema).

Insomma, Ghostbusters offre ancora oggi un intrattenimento per tutta la famiglia col suo mix perfetto di gag, ritmo, horror, commedia, avventura, soprannaturale.

Fede, gira pure tranquillamente per la Grande Mela; ma in caso assista a fenomeni paranormali (tipo l'apparizione di uno spettro ingordo nei corridoi del tuo hotel), ricordati ciò cantava Ray Parker Jr.:

If there's something strange/In the neighborhood/Who you gonna call?/Ghostbusters!

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giovedì 8 novembre 2012

RED LIGHTS, C'ERA UNA VOLTA ROBERT DE NIRO

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer) 

USA/Spagna, 2012
113'
Regia: Rodrigo Cortés
Interpreti: Cillian Murphy, Sigourney Weaver, Robert De Niro, Toby Jones, Joely Richardson.


C'era una volta un attore superbo.
Italo-americano, giovane e appassionato, negli anni 70 - insieme ai colleghi Al Pacino e Dustin Hoffman - divenne il principale rappresentante di un noto sistema di recitazione: il cosiddetto Metodo Stanislavskij, imparato al celebre Actor's Studio di New York e basato sulla totale immedesimazione dell'interprete nel personaggio.
Quell'attore si chiamava Robert De Niro.

La sua storia professionale è costellata di notevoli successi e performance memorabili: da Il Padrino - Parte II (primo Oscar) a Taxi Driver, da Toro Scatenato (secondo Oscar) a Mission, da Gli Intoccabili a Heat.
Ma a partire dalla fine degli anni 90 qualcosa cambia: De Niro diventa via via meno selettivo, accetta tutte le parti che gli offrono e rovina la propria fama con prove mediocri in filmetti e filmacci.
Questa pellicola - ahinoi - non fa eccezione.

Presentato in anteprima nel Gennaio 2012 al Sundance Film Festival, Red Lights è l'opera seconda dello spagnolo Rodrigo Cortés, già autore di Buried-Sepolto con Ryan Reynolds, anch'esso proiettato al festival organizzato da Robert Redford due anni fa.

Due studiosi del paranormale (Murphy e Weaver), impegnati a scovare finti guaritori e truffatori vari, si scontrano con un rinomato e popolare "mago" (De Niro) che sembra possedere sul serio pericolosi poteri psichici.

La storia suscita un certo interesse solo nella prima parte, perché andando avanti accumula inverosimilianze e buchi narrativi sempre più ilari, finché nel finale "esplicativo" - poiché di un cosidetto "film a sorpresa" si tratta - deflagra in un'orgia di kitch e ridicolo involontario.

De Niro - come abbiamo anticipato - è qui indifendibile, ma duole anche vedere due bravi attori come Sigourney Weaver (sprecatissima) e Cillian Murphy limitare il proprio talento ad una pellicola di serie B come questa.
Rodrigo Cortés si crede Alejandro Amenábar, ma sembra il peggior M. Night Shyamalan.

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