CINEMA A BOMBA!

mercoledì 24 dicembre 2025

I CORTI: THE NIGHTMARE BEFORE CHRISTMAS-THE ORIGINAL POEM, LEE LEGGE TIM

(Clicca sulla locandina per vedere il cortometraggio). 

USA, 2008
11'
Regia: Tim Burton
Voce originale: Christopher Lee.


Ricordate Nightmare Before Christmas?
Il capolavoro di animazione stop-motion diretto dall'esperto del settore Henry Selick derivava da una composizione in rima scritta da Tim Burton quando questi lavorava ancora per la Disney.

Anni dopo qualcuno ha avuto l'idea di riprendere quel poema e metterlo in immagini (utilizzando le illustrazioni dello stesso Tim), ma affinchè il risultato fosse ottimale serviva una voce recitante adeguata.

Ecco dunque che la scelta è caduta sul grande Christopher Lee, che molti ricorderanno come Dracula in una lunga serie di film della casa di produzione Hammer, oppure come Dooku nella trilogia prequel di Star Wars, oppure ancora come Saruman nella esalogia della Terra di Mezzo.

Il compianto "cantattore" britannico (aveva anche registrato alcuni dischi metal, l'ultimo a... 92 anni!) infonde la breve opera con voce calda e intonazione precisa: la proverbiale ciliegina sulla torta per ogni appassionato di NBC che si rispetti.

Rispetto al lungometraggio cult che ne sarebbe scaturito, la poesia originale si concentra principalmente su 3 personaggi: lo scheletrico Re di Halloween Jack, il suo fido cagnolino fantasma Zero e Babbo Natale.
La trama è ridotta all'osso, ma lo spirito è lo stesso (scusate, non abbiamo resistito alla doppia battuta!).

Consigliatissimo a tutti i fan del film, di cui si può considerare una versione riassunta, e in generale a quelli del regista di Batman e Alice in Wonderland.


Ricordate le recensioni degli anni scorsi? No? Allora guardate l'elenco qui sotto e cliccate sui link per leggerle tutte!
BUON NATALE dall'intera Redazione di CINEMA A BOMBA!

Vigilia 2012: Una Poltrona per Due.
Vigilia 2013: National Lampoon's Christmas Vacation.
Vigilia 2014: Canto di Natale di Topolino.
Vigilia 2015: Star Wars-Holiday Special.
Pre-Vigilia 2016: Iron Man 3.
Vigilia 2017: Festa in Casa Muppet.
Vigilia 2018: Silent Night, Deadly Night III.
Vigilia 2019: Nightmare Before Christmas.
Pre-Vigilia 2020: Rudolph, il Cucciolo dal Naso Rosso.
Vigilia 2020: Polar Express.
Vigilia 2021: A Very Murray Christmas.
Vigilia 2022: Guardiani della Galassia: Holiday Special.
Vigilia 2023: The Christmas Aliens.
Pre-Vigilia 2024: Deadpool & Kidpool Help SickKids.
Vigilia 2024: Merry Little Batman.


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lunedì 23 giugno 2025

GLI INEDITI: GEN13, NOSTALGIA MUTANTE

I Gen13 a Roma, disegnati da Jim Lee
(clicca sull'immagine per vedere il film intero). 

USA, 1998
86'
Regia: Kevin Altieri
Voci originali: Alicia Witt, Flea, Cloris Leachman, Mark Hamill.


La geniale studentessa Caitlin Fairchild (Witt) e altri 4 suoi coetanei - tra cui il grezzo e generoso Grunge (Flea) - vengono sottoposti a propria insaputa ad un esperimento genetico che dona loro dei superpoteri.

Manipolati dal telepate senza scrupoli Threshold (Hamill), capiscono che la loro scelta migliore è allearsi col misterioso Lynch, capo dell'organizzazione segreta nota come Operazioni Internazionali...


Co-creato dal grande Jim Lee, storico autore di X-Men e WildC.A.T.s, nonché attuale super-mega-direttore della DC Comics (chi scrive ha anche avuto la fortuna di incontrarlo nel 2023, ma questa è un'altra storia), Gen13 fu uno dei fenomeni fumettistici degli anni 90.

Ideato e sviluppato insieme al disegnatore J.Scott Campbell e allo scrittore Brandon Choi, è stato anche l'unico titolo della Image Comics ad avere l'onore di un adattamento cinematografico, insieme a Spawn di Todd McFarlane.

Ma mentre quello era un live action proiettato pure nelle grandi sale, questo è un lungometraggio animato che ha avuto una distribuzione limitata (in Italia arrivò solo in home video e in patria è persino rimasto inedito, tanto per dire).

La regia è affidata all'esperto Altieri (Batman The Animated Series), ma la grafica è appena sufficiente anche per gli standard di quegli anni.
Buoni invece la sceneggiatura, che adatta fedelmente la prima storica miniserie del gruppo, e il doppiaggio originale.

Nel cast vocale si distinguono Witt (la ricordate in Twin Peaks?) e il mitico Hamill (indimenticato Luke Skywalker di Star Wars), mentre è piuttosto inusuale la presenza di Flea (uno dei nazi-nichilisti de Il Grande Lebowski, più conosciuto come bassista della funk-rock band Red Hot Chili Peppers).

Consigliato ai fan del fumetto d'origine, ai quali lascerà un po' di nostalgia per i tempi che furono: ormai impegnato ad amministrare la casa di Batman e Superman, Jim Lee - qui anche produttore - difficilmente tornerà alle proprie creature.

Gen13 è tuttavia anche una buona occasione, per chi non li avesse mai sentiti, di conoscere alcuni tra i personaggi più iconici di fine secolo scorso.


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mercoledì 10 luglio 2024

I CLASSICI: PETER RABBIT + PETER RABBIT 2, IL CONIGLIO CON LA GIACCA BLU

(Clicca sulle locandine per vedere i due trailer) 

PETER RABBIT
UK/USA/Australia, 2018
95'
Regia: Will Gluck
Interpreti: Rose Byrne, Domhnall Gleeson, Sam Neill.
Voci originali: James Corden, Margot Robbie, Elizabeth Debicki, Sia, Daisy Ridley.

PETER RABBIT 2
UK/USA/Australia, 2021
104'
Regia: Will Gluck
Interpreti: Rose Byrne, Domhnall Gleeson, David Oyelowo.
Voci originali: James Corden, Margot Robbie, Elizabeth Debicki, Sia, Hayley Atwell.


Un animale antropomorfo, ideato in Gran Bretagna e protagonista di libri per bambini di enorme successo, da cui sono stati tratti due lungometraggi che hanno incassato molto bene...
No, non stiamo parlando dell'orso Paddington, ma del suo (forse) più celebre rivale: il coniglio Peter!

Creato dall'illustratrice Beatrix Potter, il simpatico roditore parlante ha avuto appunto l'onore di avere due trasposizioni cinematografiche in live action.
Non idolatrate dalla critica come quelle del suo omologo mangia-marmellata, ma altrettanto travolgenti e spassose.

Ve le recensiamo entrambe qui sotto, voi scriveteci nei commenti quale delle due preferite e perchè!


Peter Rabbit

Peter (Corden) e la sua famiglia di coniglietti (tre sorelle e un cugino), vivono nel bosco adiacente alla fattoria del vecchio e malvagio McGregor (Neill), nel cui orto cercano continuamente di intrufolarsi per procurarsi del cibo.

Quando il terreno passa di proprietà ad un giovane, lontano erede (Gleeson), la guerra tra animali e umano non tarda a ricominciare.
Per fortuna, Peter & C. possono contare sulla solidarietà della bella e amorevole Bea (Byrne)...

Ritmo lesto, esilaranti scenette di comicità slapstick e un messaggio animalista non disprezzabile.
Il primo adattamento è un bel film per famiglie che, al netto di qualche fan ortodosso dei libri d'origine, è piaciuto a tutti e ha registrato ottimi incassi.

Nel cast c'è un bel duetto tra la sempre piacevole Rose Byrne (quella di X-Men e Tartarughe Ninja: Caos Mutante) e un insolitamente divertente Domhnall Gleeson (era un cattivo negli ultimi Star Wars).
Quasi irriconoscibile è invece Sam Neill: il Dott. Grant di Jurassic Park compare all'inizio, nascosto sotto una barba ispida e una fat suit.

Tra le voci originali - a proposito: consigliamo la versione in inglese coi sottotitoli - si distinguono quella di Margot Robbie (Harley Quinn della Suicide Squad) e quella di Daisy Ridley (anche lei, come Gleeson, proveninente da Star Wars).


Peter Rabbit 2

Quando Bea viene chiamata da una casa editrice a stipulare un accordo per la vendita dei propri libri illustrati, che vedono protagonista una versione appena romanzata di Peter, quest'ultimo resta deluso di essere stato dipinto come un piantagrane.

Allontanatosi dagli altri, incontra il maturo coniglio Barnaba, che lo convince a unirsi a lui in una banda di animali ladruncoli...

Forse meno divertente, ma più ricco di azione, è un seguito all'altezza del precedente.
I puristi affezionati ai libri della Potter (cui il personaggio della Byrne è chiaramente ispirato) continueranno a storcere il naso, ma anche questa è una commedia per tutta la famiglia, riuscita e accattivante.

Nel cast vocale c'è una new entry notevole: Hayley Atwell, alias Peggy Carter degli Avengers.
La parte del cattivo "in carne ed ossa" è invece affidata ad un attore che avevamo già visto in A Most Violent Year.

Non resta che aspettare il prossimo (ultimo?) capitolo che trasformerebbe questo dittico in una trilogia.
L'orsetto rivale è già pronto con Paddington in Perù, che uscirà in autunno.
Che aspetti a saltare di nuovo sul grande schermo, coniglietto?


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martedì 26 marzo 2024

I CLASSICI: E.T.-L'EXTRATERRESTRE, IL MESSIA VENUTO DALLO SPAZIO?

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 1982
114'
Regia: Steven Spielberg
Interpreti: Henry Thomas, Dee Wallace, Peter Coyote, Robert MacNaughton, Drew Barrymore, Erika Eleniak.


Los Angeles. Un'astronave aliena di passaggio sulla Terra è costretta a fuggire in fretta e furia lasciando sul campo il piccolo E.T.
Questi si rifugia in una casa dove vivono una madre separata (Wallace) con 3 figli.

Qui l'extraterrestre fa amicizia col giovane Elliot (Thomas), figlio di mezzo della famiglia.
Il bambino cerca di tenere nascosto il nuovo amico, ma scienziati e uomini del governo sono sulle tracce del clandestino...


Uno dei film più riconoscibili di Spielberg.
Uno degli incassi più clamorosi mai registati.
In breve, una delle opere più memorabili della storia del cinema.

La storia - parzialmente autobiografica, ma firmata dalla sceneggiatrice Melissa Mathison (la prima moglie di Harrison Ford, il quale compariva nei panni del preside della scuola in una scena poi tagliata) - presenta molti dei τòποι di Mastro Steven: il padre assente, il bambino un po' emarginato, la necessità di comprendersi con esseri (persone) anche molto distanti da noi, la dimensione fiabesca.

Alcuni critici ne hanno dato anche una lettura cristologica: scelta insolita per un ebreo come il regista, che infatti ha sempre rifiutato questa teoria.
Tuttavia le analogie, così come in altre pellicole coeve come Dune e RoboCop, si potrebbero trovare (con un po' di fantasia): E.T. come Messia venuto da un altro mondo, messaggero pacifico tra gli uomini che si "sacrifica" e "risorge", rappresentante di un bene universale e assoluto.

Al di là delle interpretazioni più o meno arrischiate, il film è esemplare in termini anche puramente tecnici: musiche (composte dal solito John Williams) ed effetti speciali vinsero complessivamente 4 Oscar, uno dei quali andò al leggendario artista italiano Carlo Rambaldi, con cui Steven aveva già lavorato in Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo e a cui si deve qui il pupazzo mobile di E.T.

Girato in larga parte ad altezza di bambino (o di piccolo alieno), a tratti in soggettiva e spesso con le teste degli adulti fuori campo (espediente registico geniale), il lungometraggio ha diversi episodi iconici: il protagonista che indica la finestra col dito, la bici che prende il volo e si staglia sulla luna, il finale strappalacrime nella foresta.

Rivendendolo a distanza di anni si può notare come gli elementi più "pesanti" o thrilling siano bilanciati da quelli "leggeri" e comici.
Tra le sequenze più divertenti ricordiamo: le gag di E.T. tramortito dalla porta del frigo o svenuto per colpa del flash della polaroid (senza che la mamma se ne accorga mai); la scena di Halloween in cui l'alieno incontra un bimbo vestito da Yoda di Star Wars e sembra riconoscerlo (Lucas ricambierà l'omaggio facendo comparire il piccolo extraterrestre tra i banchi del Senato ne La Minaccia Fantasma); il protagonista che cade nella vasca da bagno.

Estremamente influente (la serie Stranger Things lo ha "saccheggiato" in lungo e in largo) e adatto ad ogni età o quasi, E.T.-L'Extraterrestre è un capolavoro da riscoprire, una delle gemme più preziose di quel tesoro del cinema che è Steven Spielberg.


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mercoledì 24 gennaio 2024

REBEL MOON: FIGLIA DEL FUOCO, LE GUERRE STELLARI DI ZACK SNYDER


(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 



USA, 2023
135'
Regia: Zack Snyder
Interpreti: Sofia Boutella, Michiel Huisman, Charlie Hunnam, Djimon Hounsou, Ed Skrein, Jena Malone, Ray Fisher, Cleopatra Coleman, Staz Nair, Doona Bae, Fra Fee, Anthony Hopkins (voce in originale).


L'arrivo delle astronavi provenienti dal bellicoso e aggressivo Mondo Madre è sempre una disgrazia: i suoi occupanti, ovunque sbarchino, razziano tutto, saccheggiano e si dedicano ad ogni sorta di nefandezze.

Ne sanno qualcosa i pacifici abitanti di un tranquillo villaggio rurale sul pianeta Veldt, che hanno la sfortuna, un giorno, di veder arrivare in forze i predoni.

Una ragazza tormentata e dal passato fosco (Boutella) però non ci sta a vedere e subire le angherie perpetrate dagli invasori e prima si ribellerà da sola e poi andrà alla ricerca di altri che come lei non accettano di farsi sottomettere.

La scintilla che ha acceso divamperà in un incendio?


Nato come capitolo dell'universo Star Wars e poi diventato un progetto a sé stante dopo l'acquisizione del franchise da parte della Disney, Rebel Moon:Figlia del Fuoco è la prima parte di un dittico e forse di una trilogia.

La matrice si vede, sì, come i palesi rimandi ad altre celebri saghe (Il Signore degli Anelli, Warhammer...), in un miscuglio che sa di déjà vu: non aspettatevi nulla di originale né nella storia, né nella trama, né nelle ambientazioni, né nella caratterizzazione dei personaggi, né nella costruzione dei mondi, né nei pure buoni effetti speciali generati dalla computer grafica.

In condizioni normali un prodotto di puro intrattenimento come questo non genererebbe attesa spasmodica né discussioni accese e passerebbe quasi inosservato.

Se non fosse che il regista di questo film è uno dei più divisivi di Hollywood: Zack Snyder.

Osannato in una sorta di culto dai suoi fan più accaniti (si veda il clamoroso caso Justice League), che in lui vedono un regista visionario, maniacale nella cura di ogni singola inquadratura, esaltante nel suo èpos e nella sua epica (un film su tutti rappresenta questa idea: 300, ovviamente. Ma non dimentichiamo certo Man of Steel), solenne, maestoso.

Vituperato dai suoi altrettanto accaniti detrattori, che lo considerano eccessivo, kitsch, estetizzante, eccessivamente pomposo e quindi involontariamente ridicolo (uno dei film più bersagliati è, da questo punto di vista, Batman v Superman).

Fedele alle sue scene al ralenti, ai suoi corpi scolpiti, al suo immaginario, come c'era da aspettarsi anche questa volta Snyder ha diviso il pubblico.

Noi abbiamo approcciato il film senza pregiudizi e lo abbiamo trovato tutto sommato gradevole e sufficientemente accattivante da aver voglia di vedere come andrà a finire.

Ma ci siamo anche chiesti: quale sarebbe stato il destino di Rebel Moon se si fosse svolto nella "galassia lontana lontana" di George Lucas al posto della tanto esecrata trilogia sequel?

Le Guerre Stellari di Zack Snyder avrebbero visto scontrarsi i sostenitori del regista con i puristi di Star Wars in una battaglia senza quartiere a colpi di spade laser?

Dopo queste domande, tranquilli: non ci abbiamo perso il sonno.


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mercoledì 14 dicembre 2022

I CLASSICI: AVATAR, BALLA COI PUFFI

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA/UK, 2009
162'
Regia: James Cameron
Con: Sam Worthington, Zoe Saldana, Stephen Lang, Sigourney Weaver, Michelle Rodriguez, Giovanni Ribisi, Wes Studi.


In un futuro immaginario, l'invalido ex marine Sully (Worthington) viene fatto infiltrare - per mezzo di un avatar - tra i Na'vi, una popolazione di giganteschi umanoidi blu che vivono su Pandora, un pianeta immerso nella natura.

Lo spietato colonnello Quaritch (Lang) e la compagnia interplanetaria che rappresenta lo hanno inviato lì perché ottenga informazioni per un eventuale attacco militare.

Il loro obiettivo è infatti mettere le amani sull'unobtainium, un cristallo altamente energetico e prezioso, il cui principale giacimento è proprio sotto l'Albero-Casa dei nativi.

Al giovane militare cominciano però a venire degli scupoli di coscienza, anche perché col passare del tempo si affeziona ai Na'vi, in particolare alla coraggiosa principessa Neytiri (Saldana)...


A James Cameron piace fare le cose in grande.
Lo stesso uomo che 12 anni prima aveva battuto ogni record di incassi con Titanic - a propria volta superando Terminator 2, un'altra sua pellicola - ha voluto realizzare un altro film da antologia.

Un budget mostruoso (387 milioni di dollari), diversi anni di lavorazione per affinare gli effetti speciali in 3D, un esperto assoldato per creare da zero un linguaggio coerente per far parlare gli alieni, 7 mesi e mezzo di riprese tra motion capture e live action.

Risultato: quasi 3 miliardi di dollari (!) di incassi che l'hanno reso il film di maggior successo nella storia del cinema (record ancora conteso da Avengers: Endgame), 3 Oscar tecnici e il plauso unanime di critici e addetti ai lavori.
Tra questi anche un signore di nome Steven Spielberg, che è arrivato a paragonarlo a Star Wars dell'amico George Lucas.

Se la trama vi suona molto simile a quella di Balla coi Lupi non sbagliate: James ha preso di peso la struttura narrativa del celebre western di Kevin Costner e l'ha riadattata con poche varianti (tra queste i puffoni blu al posto dei pellerossa).
Anche la presenza - in entrambe le opere - del caratterista Wes Studi non sembra una coincidenza.

Ma questo è l'unico elemento non originale di una pellicola altresì innovativa, coinvolgente ed emozionante, in cui il 3D una volta tanto è un valore aggiunto e non un orpello velleitario.
Un'esperienza pressoché unica nella storia del cinema.

Notevole anche il cast di "saranno famosi": da Saldana (Gamora dei Guardiani della Galassia) a Lang (lo ricordate in Uncharted Fan Film?), passando per il protagonista Worthington (un paio di anni più tardi lo avremmo rivisto in Le Paludi della Morte).

Mentre scriviamo è in uscita il primo dei due seguiti girati back-to-back, sul modello de Il Signore degli Anelli e Lo Hobbit di Peter Jackson.
Un gap di 13 anni che è servito al regista per migliorare ulteriormente le proprie tecniche e presentarsi con un prodotto ambiziosamente al livello delle (altissime) aspettative.

Ma è davvero così? La Via dell'Acqua e il capitolo successivo sono/saranno davvero degni del capostipite?
L'ultima parola spetta solo al tempo e agli spettatori.


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mercoledì 10 agosto 2022

I CLASSICI: NO STRINGS ATTACHED, I BENEFICI DELL' ESSERE "AMICI"

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2011
108'
Regia: Ivan Reitman
Con: Natalie Portman, Ashton Kutcher, Kevin Kline, Jake Johnson, Greta Gerwig, Ludacris, Cary Elwes, Ivan Reitman.


L'insicura Emma (Portman) e il timido Adam (Kutcher), conosciutisi durante l'adolescenza, si ritrovano da adulti in più occasioni.
Lei è una tirocinante in ospedale e rifugge ogni relazione seria; lui è figlio di un immaturo divo della tv (Kline) e lavora come assistente di produzione, pur coltivando altre ambizioni.

Dopo un'inaspettata notte di passione, la ragazza propone al giovane un patto: d'ora in poi saranno friends with benefits.
Tradotto: solo sesso, niente sentimenti né responsabilità né legami (da cui il titolo originale, in Italia traslato in un banale Amici, Amanti e...).

Riusciranno i due a non innamorarsi l'uno dell'altra?


Il lungometraggio che vi stiamo recensendo può essere ricordato in due modi: come l'ultima pellicola "leggera" del compianto regista di Ghostbusters o come una delle migliori commedie romantiche degli anni recenti.

La sceneggiatura, scritta da un'esordiente, è brillante e spiritosa al punto giusto, affrontando un tema sociale estremamente attuale con garbo, anziché ricorrere a facili volgarità.
Il finale può sembrare prevedibilmente convenzionale, ma in realtà è intelligente e intonato.

Aiutano una regia scattante e un cast scelto bene.
Nelle parti di contorno si distinguono il goffo Johnson (già visto, anzi sentito in Spider-Man: Un Nuovo Universo) e l'esuberante Kline, ma il meglio è rappresentato dai due protagonisti.

Se da un lato Kutcher rende adeguamente la vulnerabilità che il suo ruolo richiede, dall'altro Portman brilla di luce propria e irradia tutto il film.

La bellissima attrice israeliana - indimenticata protagonista della trilogia prequel di Star Wars - è il valore aggiunto della commedia: aderisce al personaggio fino a renderlo "vero", si concede una fugace scena di nudo (da tergo) e nel complesso regge in scioltezza il peso dell'intera pellicola.

Affermare che No Strings Attached sia il corrispettivo moderno e aggiornato di Colazione da Tiffany è forse esagerato.
Ma non lo è ammettere che Natalie Portman sia la Audrey Hepburn della propria generazione.


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lunedì 4 aprile 2022

I CLASSICI: LEGO BATMAN-IL FILM, QUESTO EROE BAT-TUTARO NON SI BAT-TE

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA/Australia/Danimarca, 2017
104'
Regia: Chris McKay
Voci originali: Will Arnett, Rosario Dawson, Ralph Fiennes, Zach Galifianakis, Michael Cera, Mariah Carey, Jonah Hill, Channing Tatum, Conan O'Brien, Zoë Kravitz, Brent Musburger, Ralph Garman, Billy Dee Williams.


Batman (Arnett) è il supereroe che difende la caotica Gotham City da supercriminali come il Joker (Galifianakis).
La sua vera identità è Bruce Wayne, milionario senza amici e un po' depresso che vive in un enorme maniero isolato con la sola compagnia del fido maggiordomo Alfred (Fiennes).

Quando però Joker e altri cattivoni (alcuni provenienti da altri franchise) provano a distruggere la metropoli, l'Uomo Pipistrello avrà bisogno dell'aiuto di Robin (Cera) - giovane orfano da lui distrattamente adottato - e Batgirl (Dawson) - alias Barbara Gordon, commissario di polizia di fresca nomina - per salvare capra e cavoli.


Dimenticate il dittico gotico di Tim Burton con Michael Keaton.
Dimenticate i due episodi campy di Joel Schumacher con, rispettivamente, Val Kilmer e George Clooney.
Dimenticate la trilogia di Christopher Nolan con Christian Bale.
Dimenticate persino il Batfleck e il recentissimo Batman "articolato" - nel senso di "con l'articolo" - con Robert Pattinson.

Dimenticateli tutti, perché la miglior versione cinematografica di Batman è... questa.

Parola di Morgan Freeman, uno che un po' se ne intende (è stato l'inventore Julius Fox in tutti e 3 i capitoli del Cavaliere Oscuro) ed è rimasto estasiato lavorando con Will Arnett in The LEGO Movie, di cui questo lungometraggio è un fiero spin-off.

Comedian canadese tra i protagonisti degli ultimi due film delle Tartarughe Ninja, Arnett è stato così apprezzato nel cartone diretto da Lord & Miller da convincere la produzione a dedicare al suo personaggio una pellicola "solista".

Ad accompagnarlo - nella versione originale - un cast vocale da far drizzare i peli sulla lingua: dal Galifianakis di Una Notte da Leoni al Cera di A Very Murray Christmas, dal Williams di Star Wars alla Dawson di Clerks II, passando per Musburger e Garman che ricordiamo rispettivamente per Cars/Planes e Hollyweed.

Ma l'ingaggio più clamoroso è Fiennes nel ruolo che era stato di Michael Caine prima e di Jeremy Irons poi.
Il grande attore inglese, noto ai più per la saga di Harry Potter, interpreta Alfred con (auto)ironia e conferendo un personale tocco "teatrale" al personaggio.

Abbondante di riferimenti/ammiccamenti fumettistici e meta-cinematografici (avete notato che il complesso lounge che suona al galà è lo stesso che si sente in sottofondo nel party organizzato da Lex Luthor in Batman v Superman?), LEGO Batman forse non è esilarante come The LEGO Movie, però non manca certo di ghiottonerie per i fan.

Tra le scene migliori ricordiamo la festa di anniversario della Justice League nella fortezza di ghiaccio di Superman e lo scontro/confronto finale tra i buoni e i cattivi (Godzilla che colpisce inavvertitamente Sauron con uno dei propri sputi radioattivi è una delle gag di maggiore spasso).

Tuttavia, sorprendentemente, il pregio principale della pellicola risiede nei suoi momenti "seri".
Il rapporto fra Bruce e i defunti genitori - con il derivante senso di colpa del primo e la sua paura di affezionarsi ad altre persone - non era mai stato elaborato sul grande schermo in modo più toccante e sincero.

In attesa dell'annunciato seguito (al momento la produzione è in stallo), il Batman LEGO è tornato in The LEGO Movie 2, un altro "classico" che presto o tardi vi recensiremo.

Ma è qui che potete scoprire se siete davvero esperti ed appassionati dell'eroe incappucciato, provando a individuare tutte le citazioni e i riferimenti di cui il film è disseminato.

Un film per veri Bat-fan.


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giovedì 21 ottobre 2021

I DOC: JODOROWSKY'S DUNE, IL PIU' AMBIZIOSO FILM MAI REALIZZATO

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 



Francia/USA, 2013
90'
Regia: Frank Pavich
Con: Alejandro Jodorowsky, Michel Seydoux, H.R. Giger, Chris Foss, Nicolas Winding Refn, Amanda Lear, Richard Stanley, Brontis Jodorowsky


Immaginate.

Un regista visionario, un vero surrealista, che voleva fare un film nel quale gli spettatori potessero provare le sensazioni che si hanno quando si assume LSD.

Un romanzo cult (Dune di Frank Herbert) considerato infilmabile per ricchezza di suggestioni, complessità, spiritualità, trama e numero di personaggi - tanto difficle da trasporre sullo schermo che perfino un regista talentuoso come Denis Villeneuve, con i sofisticati effetti speciali a disposizione al giorno d'oggi e con un budget da kolossal, ha avuto difficolta a realizzare (eppure il suo Dune ne è una buona versione).

Un cast che comprendeva attori noti come David Carradine (della serie Tv anni Settanta Kung Fu; poi Bill nel Kill Bill di Quentin Tarantino) e Udo Kier (della Factory di Andy Warhol; caratterista visto, tra gli altri, in Iron Sky), l'adolescente figlio del regista e gente del calibro del pittore superstar Salvador Dalì, del grande regista Orson Welles, del frontman dei The Rolling Stones Mick Jagger e persino di Amanda Lear!

Una colonna sonora firmata dai Pink Floyd.

Uno storyboard - cioè la rappresentazione preliminare in immagini delle scene da girare - con i disegni del geniale fumettista francese Jean Giraud "Moebius" e degli illustratori Chris Foss e H.R. Giger.

Un film che, nelle intenzioni dei "Guerrieri Spirituali" - cioè delle persone coinvolte nella realizzazione della pellicola -, avrebbe dovuto essere profetico e cambiare la storia del cinema.

Che capolavoro il Dune diretto da Alejandro Jodorowsky!

Peccato solo che non si fece mai.

Questo interessantissimo documentario ce ne mostra la storia.



Quando nel 1974 il regista cileno naturalizzato francese (e dal cognome ucraino) iniziò a mettere mano al progetto, egli aveva alle spalle tre film molto controversi - Fando Y Lis e soprattutto l'atipico western El Topo e il grottesco La Montagna Sacra.

Il successo (si può dire underground) di questi ultimi due lo spinse a cimentarsi in un'impresa sommamente ambiziosa e un po' megalomane.

Assicuratosi la collaborazione dei grossi nomi che abbiamo citato prima, pronto a iniziare le riprese, incassati i complimenti dagli studios per l'ottimo lavoro svolto in fase di storyboard (recapitato preliminarmente), Jodorowsky ricevette però una bella mazzata: nessun grosso produttore si dimostrò disposto a finanziare un progetto così faraonico e soprattutto ad affidarlo ad un regista così poco hollywoodiano.

Così il progetto naufragò, con sommo dispiacere di quanti vi erano coinvolti.

Ma non tutto andò perduto.

Le immagini dello storyboard furono riciclate da Jodorowsky e Moebius nella miniserie fantascientifica a fumetti L'Incal, ma servirono anche da ispirazione per pellicole quali Star Wars, Alien, Flash Gordon, Blade Runner, Dune di David Lynch, I Dominatori dell'Universo.

Senza contare che Chris Foss ha poi collaborato a molti successi hollywoodiani (Superman, Alien, A.I.-Intelligenza Artificiale, Guardiani della Galassia), mentre H.R. Giger ha legato il suo nome agli effetti speciali della saga di Alien, arrivando a vincere un Oscar per il capostipite.

Insomma, l'impatto del Dune di Jodorowsky fu grandissimo: senza di esso la fantascienza al cinema sarebbe stata molto diversa.

E chissà cosa sarebbe successo, se solo fosse stato realizzato...



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lunedì 19 luglio 2021

CANNES 2021. I VINCITORI

Dall'alto: Julia Ducournau riceve la Palma d'Oro da un' emozionatissima Sharon Stone; Leos Carax in mezzo ad Adam Driver e Marion Cotillard; il Presidente della Giuria Spike Lee, protagonista di una gaffe epica. 


La Palma d'Oro del 74° Festival di Cannes è andata al franco-belga Titane, diretto da Julia Ducournau.
Ma il vero protagonista della premiazione è stato - suo malgrado - Spike Lee.

Il regista premio Oscar, in veste di Presidente della Giuria, ha fatto un errore clamoroso annunciando in anticipo il titolo del film vincitore.
Una figuraccia che ha reggelato la platea e per la quale l'autore di Fa' La Cosa Giusta e BlackKklansman si è in seguito profondamente scusato, ma che in verità è stata l'unica sorpresa di un'edizione altrimenti piuttosto noiosa e prevedibile.

Come da pronostici, ha vinto la pellicola più accreditata alla vigilia e, come da pronostici, Leos Carax è stato insignito del riconoscimento per la miglior regia.

Amatissimo in patria, colui che qualche anno fa ci aveva "regalato" il sopravvalutatissimo Holy Motors sembra aver convinto tutti col musicarello Annette, protagonisti Marion Cotillard (Talia al-Ghul de Il Cavaliere Oscuro-Il Ritorno) e Adam Driver (Kylo Ren nell'ultima trilogia di Star Wars).

Il grande sconfitto di quest'anno? Probabilmente Wes Anderson, il regista di Moonrise Kingdom e Grand Budapest Hotel. Il suo The French Dispatch è stato accolto favorevolmente dalla stampa specializzata e aveva tutte le carte in regola per ammaliare i giurati, però è rimasto a bocca asciutta.

Nessun riconoscimento pure a Nanni Moretti, il cui Tre Piani ha diviso la critica tra chi si è profuso in lodi sperticate e chi ne ha giudicato negativamente l'assenza di umorismo, che il regista romano è altresì solito utilizzare anche in pellicole drammatiche come la precedente Mia Madre.

Ma la notizia più importante è che, dopo un anno di pausa dovuto alla pandemia, il Festival di Cannes sia tornato.
Tutto il resto è solo una chiacchera.

Leggete di seguito l'elenco completo dei vincitori!



Palma d'Oro: Titane, regia di Julia Ducournau

Grand Prix Speciale della Giuria (premio per l'opera più originale o innovativa): Hytti nro 6, regia di Juho Kuosmanen e Qahremān, regia di Asghar Farhadi (ex-aequo)

Prix de la mise en scène (premio per la migliore regia): Leos Carax per Annette

Prix du scénario (premio per la migliore sceneggiatura): Ryūsuke Hamaguchi e Takamasa Oe per Doraibu mai kā

Prix d'interprétation féminine (premio per la migliore attrice): Renate Reinsve per Verdens verste menneske

Prix d'interprétation masculine (premio per il migliore attore): Caleb Landry Jones per Nitram

Premio della Giuria (premio assegnato dalla Giuria): Hadereḵ, regia di Nadav Lapid e Memoria, regia di Apichatpong Weerasethakul (ex-aequo)



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venerdì 18 giugno 2021

I CLASSICI: I DOMINATORI DELL'UNIVERSO, PER IL POTERE DI GREYSKULL (NON DEL BUDGET)

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 1987
106'
Regia: Gary Goddard
Con: Dolph Lundgren, Frank Langella, Courtney Cox, Chelsea Field, Christina Pickles, Meg Foster.


Nel mondo fantastico di Eternia, l'armata del malvagio Skeletor (Langella) attacca e conquista il Castello di Greyskull.

Con l'aiuto dello gnomo-inventore Gwildor, il guerriereo buono He-Man (Lundgren) e i suoi amici riescono a entrare nella Sala del Trono, ma - circondati dalle truppe dell'algida Evil-Lyn (Foster) - scappano attraverso un portale multidimensionale e finiscono sulla Terra.

Qui dovranno farsi aiutare dalla giovane Julie (Cox) e dal suo fidanzato a ritrovare la Chiave Cosmica.
Solo così potranno tornare a Eternia e sconfiggere Skeletor...



"Per il potere di Greyskull!"
Chi, tra coloro che sono cresciuti negli anni 80, non ha mai gridato questa frase giocando coi Masters?

Prodotti dalla ditta Mattel, He-Man e compagnia erano i pupazzetti - allora non si parlava di action figures - più popolari del mondo, almeno prima dell'avvento delle Tartarughe Ninja.

A cementarne il successo era stata anche una leggendaria serie di cartoni animati, seguita a ruota da audiocassette, libretti, costumi di carnevale e merchandise di vario genere.

Facile quindi immaginare l'aspettativa che si creò dopo l'annuncio della realizzazione di un lungometraggio live action, il primo film della storia del cinema basato su una linea di giocattoli (non è, come credono molti, un adattamento dell'omonima serie televisiva).

La delusione, invece, fu cocente: all'uscita i critici lo dileggiarono e il pubblico disertò le sale.
Solo col passare degli anni questo fantasy fantascientifico - a metà strada tra Conan il Barbaro e Star Wars - è diventato un cult del cinema camp.

La ragione di questo fiasco risiede principalmente nella produzione a risparmio: nel copione di David Odell - già sceneggiatore di Supergirl (ovviamente il lungometraggio con Helen Slater, non la recente serie tv con Melissa Benoist) - la storia avrebbe dovuto svolgersi interamente a Eternia, poi l'azione venne spostata sulla Terra per mere ragioni di budget.

L'ambientazione originale si intravede quindi solo nell'incipit e nel finale, peraltro limitata quasi del tutto alla Sala del Trono.
Se si aggiungono effetti speciali non proprio all'avanguardia (neppure per i tempi) e l'assenza di alcuni personaggi chiave (la tigre, il maghetto Orko), allora il gioco è fatto.



La parte migliore è invece rappresentata dal cast.
Se da un lato Lundgren - spassoso in The Expendables 2 - si rivela un He-Man adeguato al ruolo (se non altro per aver girato tutti i combattimenti senza controfigura), dall'altro la scelta di Langella come Skeletor è geniale.

Grande attore di formazione teatrale, rivisto recentemente ne Il Processo ai Chicago 7 (era il giudice carogna), Frank venne convinto ad accettare il ruolo dal figlio di 4 anni.
Ancora oggi lo considera il fiore all'occhiello della propria carriera.

Nel reparto femminile si segnalano una giovane Courtney Cox pre-Friends e la solita imperscrutabile Meg Foster (nel caso ve lo foste chiesto: no, non porta lenti a contatto, i suoi occhi sono davvero così!).

Occhio alla breve scena post-credits: lasciava aperta la porta ad un seguito che però non è mai stato girato (ma, per la cronaca, alcuni costumi e scenografie vennero riciclati per Cyborg, polpettone post-apocalittico con Jean-Claude Van Damme).

In questi giorni il più geek dei registi hollywoodiani, Kevin Smith, sta lanciando su Netflix il reboot della serie animata, dal titolo Masters of the Universe: Revelation.
A giudicare dai commenti, il trailer di lancio ha risvegliato l'entusiasmo negli appassionati del franchise.

In attesa di giudicare la fondatezza di una tale hype, a nostalgici e fan potrebbe far piacere (ri)vedere quello che ad oggi è rimasto l'unico adattamento cinematografico dedicato agli eroi che hanno segnato la loro infanzia.



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domenica 19 gennaio 2020

I MIGLIORI FILM DEL DECENNIO (2010-2019)

Dall'alto: Jessica Chastain e Brad Pitt in The Tree of Life; gli Avengers Chris Evans e Robert Downey Jr.; Joaquin Phoenix nei panni del Joker


Ora che sono ufficialmente iniziati gli Anni 20 del Nuovo Millennio, sono in molti a chiedersi: quali sono stati i film migliori nel decennio appena trascorso?

Una domanda alla quale stanno provando a rispondere molti giornali e siti specializzati, con risultati a dir poco eterogenei.
Anche noi di CINEMA A BOMBA! ci siamo prestati al gioco, stilando due personali classifiche.

Di seguito le trovate entrambe, divise in cinque categorie: Top 10, Top 20, Top 30, Top 40 e Top 50.
All'interno di ognuna di esse, le pellicole sono riportate in mero ordine cronologico.

Leggete e provate anche voi a fare la vostra personale selezione!
Chissà quanti gusti abbiamo in comune...






Qui di seguito la selezione di Fran:

TOP 10
Inception 2010
The Tree of Life 2011
Zero Dark Thirty 2012
American Sniper 2014
Whiplash 2014
Il Ponte delle Spie 2015
Mad Max: Fury Road 2015
La Battaglia di Hacksaw Ridge 2016
Dunkirk 2017
Joker 2019

TOP 20
Wilde Salomé 2011
Le Avventure di Tintin 2011
The Master 2012
Il Cavaliere Oscuro-Il Ritorno 2012
The Lego Movie 2014
La La Land 2016
Tre Manifesti a Ebbing, Missouri 2017
A Star Is Born 2018
Spider-Man: Un Nuovo Universo 2018
Roma 2018

TOP 30
Killer Joe 2011
Le Idi di Marzo 2011
The Artist 2011
Mud 2012
The Wolf of Wall Street 2013
Gravity 2013
Babadook 2014
Guardiani della Galassia 2014
Animali Notturni 2016
Ready Player One 2018

TOP 40
Take Shelter 2011
Django Unchained 2012
The Disappearance of Eleanor Rigby 2013
Interstellar 2014
Birdman 2014
The Revenant 2015
Deadpool 2016
Hell or High Water 2016
Avengers: Infinity War 2018
Venom 2018

TOP 50
Cave of Forgotten Dreams 2010
Alois Nebel 2011
Drive 2011
Boyhood 2014
A Most Violent Year 2014
Lion-La Strada Verso Casa 2016
The Shape of Water 2017
Scappa-Get Out 2017
First Man 2018
Bohemian Rhapsody 2018






Qui di seguito la selezione di Fede:

TOP 10
The Artist 2011
The Tree of Life 2011
Zero Dark Thirty 2012
The Disappearance of Eleanor Rigby 2013
Interstellar 2014
Birdman 2014
Star Wars-Il Risveglio della Forza 2015
La La Land 2016
Wonder Woman 2017
Avengers: Endgame 2019

TOP 20
Inception 2010
Wilde Salomé 2011
Le Avventure di Tintin 2011
Le Idi di Marzo 2011
Django Unchained 2012
Les Misérables 2012
The Martian 2015
Batman v Superman: Dawn of Justice 2016
Spider-Man: Homecoming 2017
Avengers: Infinity War 2018

TOP 30
Road To Nowhere 2010
Killer Joe 2011
Drive 2011
The Lego Movie 2014
Whiplash 2014
Deadpool 2016
Captain America: Civil War 2016
Twin Peaks-The Return 2017
The Greatest Showman 2017
Ready Player One 2018

TOP 40
Argo 2012
Lo Hobbit-La Battaglia delle 5 Armate 2014
Boyhood 2014
Il Ponte delle Spie 2015
Il Caso Spotlight 2015
Inside Out 2015
Justice League 2017
Thor: Ragnarok 2017
The Devil and Father Amorth 2018
Spider-Man: Un Nuovo Universo 2018

TOP 50
Alois Nebel 2011
Take Shelter 2011
Pearl Jam Twenty 2011
Twixt 2011
Captain America: Il Primo Vendicatore 2011
To The Wonder 2012
L'Uomo d'Acciaio 2013
Babadook 2014
Guardiani della Galassia 2014
The Shape of Water 2017




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lunedì 5 novembre 2018

I CLASSICI: V PER VENDETTA, RICORDA PER SEMPRE IL 5 NOVEMBRE

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA/Regno Unito/Germania, 2005
132'
Regia: James McTeigue
Interpreti: Natalie Portman, Hugo Weaving, John Hurt, Stephen Rea, Stephen Fry, Rupert Graves, Imogen Poots, Tim Pigott-Smith, Eddie Marsan.


Nel 2019 il Regno Unito è guidato da un oppressivo regime totalitario guidato dall'Alto Cancelliere Sutler (Hurt), disposto a tutto pur di conservare il potere, e controllato da una polizia segreta repressiva e spietata, che perseguita le minoranze (neri, musulmani, ebrei, omosessuali...).

Il 5 Novembre, però, l'Old Bailey (il tribunale penale centrale di Londra) esplode sulle note di un'allegra marcetta (l'Ouverture 1812 di Čajkovskij) diffusa da altoparlanti piazzati in tutta la città.

L'atto dimostrativo è rivendicato da un misterioso personaggio, V (Weaving), nascosto dietro la maschera dal sorriso beffardo di Guy Fawkes - il cospiratore cattolico che proprio il 5 Novembre del 1605 tentò di far esplodere il Parlamento inglese nella cosiddetta "Congiura delle polveri" - e vittima a sua volta della spietata dittatura, della quale vuole vendicarsi.

Nella sua solitaria lotta per la resistenza gli darà man forte la giovane orfana Evey Hammond (Portman), anch'essa con più di un conto in sospeso con il governo che le ha ucciso genitori e fratello.






Pochi film, nel nuovo millennio, hanno avuto un impatto così forte su cultura popolare e politica come V per Vendetta.

Tratto da una graphic novel della DC Comics scritta da Alan Moore (che però ha ripudiato questa trasposizione cinematografica), disegnata da David LLoyd e pubblicata negli anni Ottanta, esso è uscito nelle sale nel 2006.

Lo stesso anno dell'esplosione della questione dei mutui subprime, la terribile crisi economica che ha portato alla recessione a livello globale che tanto ha colpito il mondo intero (soprattutto l'Europa, e l'Italia in particolare) e dalla quale dobbiamo ancora uscire oggi.

Proteste e manifestazioni - contro lo strapotere del capitalismo e della finanza nella vita delle persone, la politica corrotta, le istituzioni inefficienti e incapaci di rispondere in modo efficace ad una crisi distruttiva che ha fatto perdere lavoro a milioni di persone e peggiorato le condizioni salariali - sono scoppiate in tutto il mondo alla deflagrazione della catastrofe economica.

E la rivolta globale ha trovato un simbolo nella maschera di V - paradossalmente, rappresentante un cospiratore che non ha avuto successo nella vita reale, ma che nella finzione filmica riesce a liberare il proprio Paese con uno spettacolare e catartico atto eversivo - adottata dagli attivisti hacker di Anonymous, utilizzata nei forum Internet e poi ripresa dai manifestanti anti establishment.

In Italia, V è addirittura entrato direttamente in politica attraverso il MoVimento 5 Stelle (allo stato attuale, forza governativa), che ha attinto a piene mani dall'immaginario e dalla grafica della pellicola - ma noi avevamo trovato similitudini cinematografiche anche con L'Uomo dell'Anno di Barry Levinson con Robin Williams.

Ovunque la citazione "Il popolo non dovrebbe temere il proprio governo, sono i governi che dovrebbero temere il popolo!" è diventato un grido di ribellione globale - e poco importa che l'affermazione sia stata pronunciata circa 200 anni fa, da Thomas Jefferson.

V per Vendetta, tuttavia, presenta dei paradossi, che possono ravvisarsi nel fatto che la sua diffusione ha giovato molto ad una multinazionale, la potente e influente Time Warner (che detiene i diritti d'immagine e che quindi incassa dei soldi ad ogni maschera venduta), ma anche nel fatto che le proteste, in molti casi, sono sfociate nell'affermazione non di movimenti anarchici, bensì di destra e di estrema destra (si vedano le affermazioni di Trump, Salvini, Bolsonaro... e la crescita dei partiti anti sistema).

Comunque, è difficile ormai scindere il contesto socio-politico dall'opera cinematografica, che ha saputo catturare come poche lo Zeitgeist (cioè lo spirito del tempo) attuale.

Questa - benché ne smussi l'ideologia anarchista in favore di una morale più propriamente "democratica" - ha cercato di rimanere il più possibile fedele all'originale fumettistico, anche perché produttori e sceneggiatori sono i fratelli (ora, in realtà, sorelle) Wachowski, già creatori della trilogia di Matrix e grandi fan dell'albo.

Essi hanno coinvolto James McTeigue, loro assistente, alla regia, e Hugo Weaving nel ruolo iconico di V (le riprese erano iniziate con un altro attore, James Purefoy, che però poi si è tirato indietro), ma anche una squadra di ottimi tecnici, un direttore della colonna sonora come Dario Marianelli - che di lì a pochi anni riceverà tre nomination agli Academy Award per altrettanti film diretti da Joe Wright, Orgoglio e Pregiudizio, Espiazione (per il quale si aggiudicherà Golden Globe e Oscar) e Anna Karenina - e un cast di attori dalla faccia giusta, sui quali spicca Natalie Portman.

Reduce dalla trilogia prequel di Star Wars, la bravissima attrice israelo-americana incarna efficacemente un personaggio complesso, tormentato e pieno di sfumature; una donna che riesce a diventare molto forte dopo aver molto sofferto, una donna che da vittima diventa creatrice di un mondo diverso, contrapposto ad un ordine basato su repressione, soppressione delle diversità, invadenza di strutture statali, istituzioni e mass media asserviti al regime.

"Mentre il manganello può sostituire il dialogo, le parole non perderanno mai il loro potere, perché esse sono il mezzo per giungere al significato e, per coloro che vorranno ascoltare, all'affermazione della verità", dice V ad Evey, ad un certo punto.

E non possiamo non pensare alla continua diffusione di fake news che ammorba l'informazione in tutto il mondo.

La lezione di V non è ancora finita, purtroppo, e chissà quali pericoli per la democrazia porterà ancora questo nostro tempo.

Ma "Remember, remember the Fifth of November!" - "Ricorda per sempre il 5 Novembre!"

Chi pensa di poter fare impunemente ciò che si vuole a scapito dei deboli è avvisato.




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giovedì 7 giugno 2018

SOLO: A STAR WARS STORY, HAN TI PRESENTO CHEW

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2018
135'
Regia: Ron Howard
Interpreti: Alden Ehrenreich, Emilia Clarke, Woody Harrelson, Thandie Newton, Paul Bettany, Donald Glover, Joonas Suotamo, Phoebe Waller-Bridge, Warwick Davis, Anthony Daniels, Ray Park.


Il giovane Han Solo (Ehrenreich) è un criminale di piccola tacca che vive nel pianeta di Corellia.

Cerca di andarsene, ci riesce, ma è costretto a dividersi dalla sua bella, Qi'ra (Clarke).

Per tornare da lei, dapprima si arruola nella fanteria dell'Impero - dove conosce il gigante peloso Chewbacca (Suotamo) - e poi entra in una banda di criminali spaziali guidata da Tobias Beckett (Harrelson), che lavora per il boss malavitoso Dryden Vos (Bettany).

Un colpo andato a male tuttavia fa precipitare la situazione.






Decimo capitolo del franchise Star Wars e secondo dell'antologia dedicata agli approfondimenti di fatti e personaggi della saga, Solo (che titolo infelice: nello slang giovanile dei paesi anglofoni il termine indica l'atto dell'onanismo) narra la storia di uno dei personaggi più iconici, quel Han Solo (in Italia conosciuto anche come Ian) impersonato sul grande schermo da Harrison Ford.

Per ovvie ragioni, il divo noto anche come interprete di Indiana Jones non ha partecipato alla realizzazione del film, ma ha espresso apprezzamenti per la scelta di Alden Ehrenreich come sua versione "giovane".

Questi, in effetti, pur non assomigliando moltissimoo a Ford, cerca di non farlo rimpiangere in quanto a verve spaccona da simpatico sbruffone - e se la cava bene.

Speriamo che questa parte gli faccia da trampolino di lancio: per ora non è notissimo, ma ha già al suo attivo partecipazioni convincenti in pellicole di Francis Ford Coppola (Affari di Famiglia e Twixt), di Woody Allen (Blue Jasmine) e dei fratelli Coen (Ave, Cesare!).

E ora, pure di Ron Howard.

Il regista - di Night Shift-Turno di Notte, Cocoon, Cuori Ribelli, Cronisti d'Assalto, Apollo 13, A Beautiful Mind (che gli valse gli Oscar per il miglior film e la migliore regia nel 2002), Rush, tra i tanti successi - in realtà non era la prima scelta.

Egli infatti è subentrato a Phil Lord e Christopher Miller, licenziati per divergenze creative - leggansi contrasti con la produzione e con gli sceneggiatori Lawrence e Jon Kasdan: sembra che il duo del geniale The LEGO Movie volesse stravolgere storia e personaggi della serie, con una potenziale e conseguente rivolta dei fan.

Howard è corso ai ripari rigirando circa il 70% del film (dei colleghi sono state salvate praticamente solo le scene più problematiche da rifare) e facendosi aiutare dal grande montatore Pietro Scalia (due Oscar per JFK-Un Caso Ancora Aperto e Black Hawk Down, due ulteriori nomination per Will Hunting-Genio Ribelle e Il Gladiatore).

Il frutto di tali traversie produttive è una regia fluida, professionale, senza tanti guizzi né invenzioni, ma gradevole e leggera (in pieno stile Ron Howard, quindi); una storia fedele alla continuitas della saga, che non aggiunge elementi di novità né stravolgimenti né colpi di scena clamorosi.
Senza contare l'assenza di scene madri.

La sceneggiatura lineare ed ortodossa ha però appiattito un po' gli altri personaggi, affidati ad un cast fatto per strizzare l'occhio al pubblico.

Donald Glover è una delle personalità del mondo dello spettacolo più influenti del momento - dopo esser diventato noto come Troy in Community, ha ideato e interpretato un'altra serie Tv (la pluripremiata Atlanta), è comparso in blockbuster quali Sopravvissuto-The Martian e Spider-Man: Homecoming, ed è un rapper di successo (con lo pseudonimo di Childish Gambino).

Nel ruolo di Lando Calrissian (nella prima trilogia era Billy Dee Williams), un briccone fascinoso e pieno di sé amico/rivale di Han, il poliedrico artista sembra un po' frenato nel suo potenziale dallo script e pertanto la sua interpretazione risulta non più che diligente.

Emilia Clarke, la Daenerys Targaryen di Il Trono di Spade, è tanto caruccia, ma il personaggio che incarna non ha il carisma e la personalità di quello che l'ha fatta diventare una star.

Thandie Newton è stata rilanciata recentemente dalla serie Tv Westworld, ma il suo spazio qui è poco, al contrario di quello riservato al suo partner di scena, Woddy Harrelson (reduce dalla nomination come attore non protagonista per Tre Manifesti a Ebbing Missouri), che gigioneggia come al solito.

Paul Bettany ha raggiunto notorietà come Visione nei film degli Avengers.
Qui fa il cattivo, ma purtroppo non è memorabile.

Tra gli altri soggetti, segnaliamo il pilota della banda di Beckett, una buffa scimmietta con tre paia di zampe, più utile al merchandise che alla trama; e la robot paladina dei diritti dei droidi, tanto politicamente corretta da risultare stucchevole.

Rogue One, primo racconto dell'antologia, aveva dimostrato che anche proponendo protagonisti e vicende nuovi si poteva fare un prodotto avvincente e gradito ai fan.

Con Solo si è preferito andare su binari sicuri, ma il risultato finale è stato un film che alla fin fine non risulta indispensabile per il corpus di Star Wars, come si sono accorti i tanti spettatori che hanno disertato i cinema - gli incassi sono buoni, ma al di sotto delle aspettative e comunque bassi per gli standard del franchise.

Peccato, Han Solo avrebbe meritato di più - il potenziale c'era - e la pellicola, pur nei suoi difetti, in fondo è una piacevole storia di avventura e azione.

E Chewbacca, il braccio destro del protagonista?
Calmi, non ci siamo dimenticati di lui.

A dargli corpo e movenze è l'ex cestista finlandese Joonas Suotamo - che aveva sostituito lo storico Peter Mayhew a partire da Star Wars-Gli Ultimi Jedi - ma la simpatia del personaggio rimane invariata.

A quando uno spin-off dedicato al gigante peloso?

La risposta che darebbe Chew non potrebbe che essere: Ghrhwrhwrhwrh!

Più chiaro di così...




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