CINEMA A BOMBA!

sabato 8 giugno 2024

I CORTI: THE SPIDER WITHIN, ESSERE SPIDER-MAN PUÒ DIVENTARE UN INCUBO

(Clicca sulla locandina per vedere il corto). 

USA, 2024
7'
Regia: Jarelle Dampier
Voci: Shameik Moore, Brian Tyree Henry.


New York City, in qualche momento dopo Spider-Man: Un Nuovo Universo, ma prima di Spider-Man: Across the Spider-Verse.
Miles Morales (Moore) torna a casa dopo una serata a fare il supereroe arrampicamuri.

Suo papà (Henry) gli propone di vedere insieme un film dell'orrore in tv, ma lui declina e si chiude nella propria camera.
Qui viene assalito da visioni spaventose, probabilmente causate dallo stress e dalla responsabilità che la sua doppia vita richiede...


Dopo il primo oscarizzato lungometraggio e il suo acclamatissimo seguito, ecco un breve interludio per la gioia dei fan dello Spider-Verso, l'affollato universo animato dedicato al ragnetto - anzi, ai ragnetti - più amato/i del cinema supereroistico.

Questo cortometraggio sinceramente non aggiunge molto ai due capitoli principali, ma è una curiosa escursione nell'horror, genere inusuale nella filmografia Marvel (l'unico precedente è stato il valido Doctor Strange nel Multiverso della Follia).

Oltre all'inconsueto cambio di tono e alla consueta perizia tecnica, un altro motivo di interesse potrebbe essere (ri)ascoltare le voci dei doppiatori originali (al momento non è ancora uscita una versione in italiano).
Tra questi c'è Brian Tyree Henry, già visto in Eternals (un'altra pellicola prodotta dalla Casa delle Idee) e nel recentissimo Godzilla e Kong.

Thriller psicologico a tinte orrorifiche, The Spider Within: A Spider-Verse Story non è consigliato ai bambini (specie se aracnofobici), ma lo è agli appassionati di questo Uomo Ragno alternativo e in particolare a quelli delle due pellicole precedenti.
A proposito: a quando il terzo capitolo della trilogia?


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giovedì 4 gennaio 2024

SPIDER-MAN: ACROSS THE SPIDER-VERSE, IL RAGNETTO SALVA ANCORA IL (CINE)UNIVERSO

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2023
140'
Regia: Joaquim Dos Santos, Kemp Powers, Justin K. Thompson
Voci originali: Hailee Steinfeld, Shameik Moore, Oscar Isaac, Jake Johnson, Jason Schwartzman, Shea Whigham, Daniel Kaluuya, Mahershala Ali, Elizabeth Perkins, J.K. Simmons, Donald Glover (live action).


Sono passati 16 mesi dagli eventi del primo film.
Gwen (Steinfeld) entra a far parte della Spider-Society, un'alleanza di uomini-ragno provenienti da ogni angolo del Multiverso e guidata dal cupo Spider-Man 2099 (Isaac).

Torna in contatto anche con Miles (Moore) per fermare il supercattivo Macchia (Schwartzman), che intende sfruttare a proprio vantaggio le anomalie spazio-temporali che stanno danneggiando lo Spider-verso...


È difficile riassumere più di così la trama di questa lunga pellicola senza incappare in qualche spoiler!
La storia è davvero infarcita di colpi di scena, riferimenti e omaggi non solo al precedente Spider-Man: Un Nuovo Universo (diverse sottotrame che erano rimaste in sospeso vengono sviluppate o risolte), ma anche ai film in live action e più in generale a tutto l'universo "ragnesco".

Ma non si tratta di mero fan service: oltre ad una struttura narrativa a prova di bomba, Across the Spider-Verse gode anche di un'animazione stupefacente, che espande e migliora quella del primo lungometraggio (già "copiata" da altri: vedi Tartarughe Ninja - Caos Mutante).
Ogni spidey-universo è rappresentato con una tecnica diversa, eppure il risultato complessivo è sorprendentemente omogeneo.

Tra le altre cose, c'è spazio persino per uno Spider-Man LEGO e per un paio di parentesi con attori in carne ed ossa (non vi diciamo chi, ma ricompaiono personaggi già visti in Venom e in Spider-Man: Homecoming).

Nel cast vocale fanno invece il proprio ingresso Schwartzman (attore caro a Wes Anderson), Kaluuya (premio Oscar nel 2021) e soprattutto Simmons che riprende il ruolo di J.J. Jameson dalla trilogia di Sam Raimi e dagli ultimi capitoli del Marvel Cinematic Universe.

Forse meno divertente, ma probabilmente più emozionante, Across the Spider-Verse è un seguito all'altezza se non addirittura migliore di Into the Spider-Verse.
Di più: è in assoluto uno dei migliori film di Spider-Man e uno dei migliori lavori targati Marvel.

Un'ottima notizia per la Casa delle Idee, che dopo l'acme di Avengers: Endgame è entrata in una spirale involutiva da cui non si è (ancora) ripresa.
La sua ultima pellicola veramente bella risale a oltre 2 anni fa, ed è Spider-Man: No Way Home.

Una coincidenza? Non crediamo proprio.
Tocca ancora una volta al ragnetto salvare il proprio (cine)universo.


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martedì 18 aprile 2023

CIP E CIOP AGENTI SPECIALI, CHI HA INCASTRATO I DUE SCOIATTOLI?

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2022
97'
Regia: Akiva Schaffer
Voci originali: John Mulaney, Andy Samberg, Eric Bana, Will Arnett, Dennis Haysbert, Keenan-Michael Key, Seth Rogen, J.K. Simmons, Charles Fleischer, Alan Oppenheimer.


Una trentina d'anni dopo la fine della serie animata Cip e Ciop Agenti Speciali (geniale spunto meta-cine-animato, per la cronaca), i due scoiattoli di casa Disney conducono vite diverse e separate: il primo è diventato un assicuratore, il secondo è un attore in declino.

La misteriosa scomparsa di alcuni noti personaggi dei cartoni - tra cui il loro vecchio amico Monterey Jack - li porta a ritrovarsi ed unire le forze per scoprire chi c'è dietro e perché...


È lecito aspettarsi, dato il soggetto e i protagonisti, che questo lungometraggio sia un'opera piacevole e ovviamente family-friendly.
Più sorprendente è scoprire che si tratti del più divertente lavoro targato Disney da... non sappiamo di preciso da quando, ma comunque da parecchi anni a questa parte!

Realizzato con una tecnica mista di animazione e live action, sul modello di Chi ha Incastrato Roger Rabbit? (il famoso coniglio compare pure in una scena) e di Tom & Jerry, il film è un seguito/reboot dell'eponima serie tv trasmessa all'inizio degli anni 90.
L'effetto nostalgia è immediato, con conseguenti e numerosi riferimenti alla serie stessa, così come ad altri cartoon dell'epoca.

Tuttavia gli autori non si sono limitati a far riaffiorare (piacevoli) ricordi agli spettatori con qualche recupero vintage: la trama è semplice e prevedibile, ma per fortuna sostenuta da battute ben calibrate e gag a volte esilaranti.

Una delle trovate più riuscite è aver parodiato la chirurgia plastica - cui fanno ricorso tante persone dello spettacolo - facendo apparire Ciop in CGI, mentre il suo amico Cip è ancora rappresentato in 2D.

Molto dello spasso deriva comunque dall'individuare tutte le comparsate e gli omaggi più o meno espliciti.
Segnaliamo la presenza di: Flounder de La Sirenetta e Lumière de La Bella e La Bestia; Paperone e Darkwing Duck di Duck Tales; Baloo e Pumbaa dalle versioni moderne, rispettivamente, de Il Libro della Giungla e Il Re Leone; un commento autoironico su Polar Express e un cammeo "umano" di Paul Rudd senza il costume di Ant-Man.

Ma ci sono anche apparizioni di personaggi esterni ai franchise disneiani: ad esempio il Batman della Justice League (stavolta in lotta contro - anziché Superman - E.T. l'extraterrestre!) oppure He-Man e Skeletor dei Masters of the Universe.

Nella versione originale, il cast "animato" è composto da alcune voci che i nostri lettori potrebbero riconoscere.
Si va dal comedian John Mulaney che fa Cip (era l'esilarante Spider-Ham di Spider-Man: Un Nuovo Universo) all'ex Hulk Eric Bana; dal canadese Will Arnett (ossia il Lego Batman) all'oscarizzato J.K. Simmons (universalmente noto come J.J. Jameson nei film di Spider-Man).

È presto per dire se questa pellicola avrà un seguito, ma tutto lascia presagire una serialità prossima ventura; sia essa in forma di lungometraggio o di nuova serie animata.
Una cosa però è certa: gli Agenti Speciali sono tornati e sono in forma smagliante.


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mercoledì 10 agosto 2022

I CLASSICI: NO STRINGS ATTACHED, I BENEFICI DELL' ESSERE "AMICI"

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2011
108'
Regia: Ivan Reitman
Con: Natalie Portman, Ashton Kutcher, Kevin Kline, Jake Johnson, Greta Gerwig, Ludacris, Cary Elwes, Ivan Reitman.


L'insicura Emma (Portman) e il timido Adam (Kutcher), conosciutisi durante l'adolescenza, si ritrovano da adulti in più occasioni.
Lei è una tirocinante in ospedale e rifugge ogni relazione seria; lui è figlio di un immaturo divo della tv (Kline) e lavora come assistente di produzione, pur coltivando altre ambizioni.

Dopo un'inaspettata notte di passione, la ragazza propone al giovane un patto: d'ora in poi saranno friends with benefits.
Tradotto: solo sesso, niente sentimenti né responsabilità né legami (da cui il titolo originale, in Italia traslato in un banale Amici, Amanti e...).

Riusciranno i due a non innamorarsi l'uno dell'altra?


Il lungometraggio che vi stiamo recensendo può essere ricordato in due modi: come l'ultima pellicola "leggera" del compianto regista di Ghostbusters o come una delle migliori commedie romantiche degli anni recenti.

La sceneggiatura, scritta da un'esordiente, è brillante e spiritosa al punto giusto, affrontando un tema sociale estremamente attuale con garbo, anziché ricorrere a facili volgarità.
Il finale può sembrare prevedibilmente convenzionale, ma in realtà è intelligente e intonato.

Aiutano una regia scattante e un cast scelto bene.
Nelle parti di contorno si distinguono il goffo Johnson (già visto, anzi sentito in Spider-Man: Un Nuovo Universo) e l'esuberante Kline, ma il meglio è rappresentato dai due protagonisti.

Se da un lato Kutcher rende adeguamente la vulnerabilità che il suo ruolo richiede, dall'altro Portman brilla di luce propria e irradia tutto il film.

La bellissima attrice israeliana - indimenticata protagonista della trilogia prequel di Star Wars - è il valore aggiunto della commedia: aderisce al personaggio fino a renderlo "vero", si concede una fugace scena di nudo (da tergo) e nel complesso regge in scioltezza il peso dell'intera pellicola.

Affermare che No Strings Attached sia il corrispettivo moderno e aggiornato di Colazione da Tiffany è forse esagerato.
Ma non lo è ammettere che Natalie Portman sia la Audrey Hepburn della propria generazione.


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giovedì 19 marzo 2020

OSCAR 2020. HAIR LOVE, QUANDO UN PADRE PRENDE LA SITUAZIONE DI PETTINE

(Clicca sulla locandina per vedere il cortometraggio). 

USA, 2019
6'47"
Regia: Matthew A. Cherry, Everett Downing Jr., Bruce W. Smith
Voce originale: Issa Rae.


Una bambina vuole sistemarsi i capelli per farsi bella in vista di un appuntamento molto importante.

Più facile a dirsi che a farsi: i capelli non ne vogliono sapere di stare in ordine.

La piccola chiede allora aiuto al papà.
Che non sa neppure da che parte iniziare.

E intanto il tempo scorre...






Ma che bello, il brevissimo cartoon premiato quest'anno con l' Oscar per il miglior cortometraggio di animazione!

A dirigerlo - strano ma vero, considerando il tatto e la sensibilità dimostrati - un ex giocatore professionista di football americano, Matthew A. Cherry.

A dimostrare che gli stereotipi non hanno molto senso, con lui (ma non hanno molto senso a prescindere), basta pensare che il protagonista del corto è sì un afroamericano, ma non uno di quelli che si vedono solitamente al cinema: è un padre affettuoso e non assente; non è un playboy, ma un marito devoto; vive in un appartamento normale e non in una situazione di degrado; è ironico e un po' imbranato.

Insomma, è una persona normale che alla fine fa solo una cosa piccola, ma di grandissima importanza per la figlia e la moglie.

Molto interessanti lo svolgimento della trama e i toni usati, ma d'altra parte Cherry aveva in mente già da qualche anno il progetto.

Per realizzarlo, ha dovuto ricorrere ad una campagna di crowdfunding su Kickstarter - campagna di raccolta fondi che ha avuto un successo oltre le previsioni e che gli ha permesso di avvalersi di collaboratori di altissimo livello.

Come disegnatori, animatori, co-registi e produttori, è riuscito a coinvolgere Frank Abner ed Everett Downing Jr. della Pixar, Bruce W. Smith della Disney, Peter Ramsey (che ha co-diretto Spider-Man: Into The Spider-Verse) e Karen Rupert Toliver (che, tra le altre cose, ha prodotto Curioso Come George).

Senza contare che l'unica voce che si sente - quella della madre - è di Issa Rae, brillante e simpatica attrice di serie web che però si sta ritagliando uno spazio anche al cinema.

Il risultato è stato un successo: questo corto è stato talmente apprezzato che è stato proiettato prima di pellicole dai buoni incassi, quali Angry Birds 2, Jumanji: The Next Level e Piccole Donne, mentre le visualizzazioni su YouTube sono abbondantemente sopra i 20 milioni (al momento attuale).

Senza contare che la storia è diventata pure un fortunato libro illustrato per bambini.

Era dai tempi di Dear Basketball che non si parlava così tanto di un cortometraggio di animazione - guarda caso, diretto anche questo da un ex campione sportivo, il rimpianto e leggendario Kobe Bryant, e anch'esso premiato con l' Oscar.

Hair Love è un piccolo gioiello e infatti si sorride, si ride, ci si commuove molto, in questi 6 minuti: miracolo di un film fatto bene, breve nella durata, ma grande nello scaldare i cuori.




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venerdì 10 maggio 2019

OSCAR 2019. SPIDER-MAN: UN NUOVO UNIVERSO, UNO NESSUNO CENTOMILA UOMINI RAGNO

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2018
117'
Regia: Bob Persichetti, Peter Ramsey, Rodney Rothman
Voci originali: Shameik Moore, Hailee Steinfeld, Jake Johnson, Mahershala Ali, Lily Tomlin, Liev Schreiber, Nicolas Cage, Chris Pine, Oscar Isaac, Stan Lee.


Miles Morales (Moore) è un adolescente afro-ispanico che frequenta una scuola "alta" di New York.
Mentre è impegnato a graffittare con suo zio Aaron (Ali), viene punto da un ragno radioattivo e da quel momento inizia a sviluppare dei superpoteri, alcuni decisamente bizzarri (tipo vedere i propri pensieri in forma di didascalie!).

Ma la cosa che più gli cambia la vita è l'incontro con Spider-Man (Pine), impegnato in una cruenta battaglia per disattivare un acceleratore di particelle - commissionato dal malvagio Kingpin (Schreiber) - che permette di accedere ad universi paralleli.

Il cortocircuito della macchina crea però delle sconnessioni spazio-temporali che potrebbero essere fatali per l'intera città.
Miles decide quindi di raccogliere l'eredità del Tessiragnatele e ripristinare l'equilibrio tra le dimensioni, ma avrà bisogno dell'aiuto di altri Spider-Men "alternativi" per riuscirci...






Spider-Man biondo, Spider-Man castano, Ultimate Spider-Man, Spider-Man Noir, Spider-Man 2099 e altri ancora...
Se il vostro sogno era vedere tutte le versioni alternative dell'Uomo Ragno in un unico film, beh, siete stati accontentati!

Spider-Man: Un Nuovo Universo - traduzione non eccelsa del titolo originale Spider-Man: Into The Spider-Verse - è una vera ghiottoneria per gli appassionati della Marvel.
Di più: è un must assoluto per i fan del personaggio.

Il suo trionfo alla Notte degli Oscar, dove è stato premiato come miglior film d'animazione (spezzando così l'egemonia della Pixar), segna inoltre il definitivo sdoganamento delle pellicole supereroistiche nel "cinema d'autore".
Ancor più se ad esso si affiancano le 3 statuette conquistate da un'altra produzione della Casa delle Idee, Black Panther.

Già la vittoria un po' a sorpresa ai Golden Globe - dove la votazione è affidata ad una selezione internazionale di giornalisti - aveva fatto presagire un cambio di rotta nel modo in cui vengono accolte e percepite dalla critica quelle opere che un tempo venivano definite "di consumo".

Scritto da Phil Lord (autore di The LEGO Movie e quasi-regista di Solo: A Star Wars Story), Un Nuovo Universo possiede indubbi assi nella manica: l'ottima grafica, volutamente "fumettosa"; la regia scattante e dinamica; la ricchezza di ammiccamenti e citazioni alle pellicole precedenti, dalla trilogia di Sam Raimi al recente, bellissimo Spider-Man: Homecoming; le interpretazioni vocali del cast.






Di queste ultime, apprezzabili ovviamente se ascoltate in lingua originale, segnaliamo soprattutto quelle dei personaggi di contorno.
Il più memorabile dei comprimari? Forse l'Uomo Ragno "anni 30" doppiato da Nicolas Cage (la gag del cubo di Rubik è geniale!).

Non sono però da meno il Prowler di Mahershala Ali (l'attore Premio Oscar per Green Book è sulla cresta dell'onda) e il Kingpin di Liev Schreiber (già Sabretooth nel primo film di Wolverine, ricordate?).

Stan Lee, compianto padre spirituale della Marvel, compare praticamente ovunque.
Provate a mettere in pausa quando un personaggio cammina per la città o mentre passa un treno: lo vedrete attraversare la strada o viaggiare comodamente in un vagone!

Il co-creatore di Spider-Man ha inoltre un doppio cameo vocale: nella parte di se stesso (mentre vende a Miles il suo costume) e in quella di J. Jonah Jameson nell'esilarante scena post-credits (era da sempre il suo sogno interpretarlo).

In attesa che esca nelle sale in nuovo film in live action dell'Arrampicamuri (Spider-Man: Far From Home, temporalmente ambientato all'indomani del clamoroso Avengers: Endgame), è molto consigliabile fare questa passeggiata nello "Spider-verso".

Conoscereste così - per dirla come Pirandello - uno, nessuno, centomila Uomini Ragno...
E ognuno di essi ne sarà valsa la pena, ve lo garantiamo.




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