CINEMA A BOMBA!

martedì 14 febbraio 2023

OSCAR 2023. NOMINATION: PREMI TECNICI

(Robert Pattinson durante il make-up di The Batman).  


Da sempre, le categorie tecniche sono quelle che ricevono meno considerazione in ambito cinematografico.
Ovviamente a torto: gli artigiani che lavorano dietro le quinte sono altrettanto importanti quanto i divi e i registi illuminati dalle luci delle ribalta.

Il cinema è uno sport di squadra, non individuale.
Per fortuna l'Academy lo sa e ogni anno omaggia questi professionisti con premi dedicati alle rispettive categorie.

Sì, è iniziato il nuovo Speciale Oscar di CINEMA A BOMBA!
Leggete qui sotto l'elenco dei candidati e cliccate sui link per accendere i riflettori su questo angolo un po' nascosto delle settima arte.


Migliore fotografia
James Friend - Niente di Nuovo sul Fronte Occidentale
Darius Khondji - Bardo
Mandy Walker - Elvis
Roger Deakins - Empire of Light
Florian Hoffmeister - Tár

Migliore scenografia
Christian M. Goldbeck ed Ernestine Hipper - Niente di Nuovo sul Fronte Occidentale
Dylan Cole, Ben Procter e Vanessa Cole - Avatar: La Via dell'Acqua
Florencia Martin e Anthony Carlino - Babylon
Catherine Martin, Karen Murphy e Bev Dunn - Elvis
Rick Carter e Karen O'Hara - The Fabelmans

Miglior montaggio
Mikkel E. G. Nielsen - Gli Spiriti dell'Isola
Matt Villa e Jonathan Redmond - Elvis
Paul Rogers - Everything Everywhere All at Once
Monika Willi - Tár
Eddie Hamilton - Top Gun: Maverick

Migliori effetti speciali
Frank Petzold, Viktor Müller, Markus Frank e Kamil Jafar - Niente di Nuovo sul Fronte Occidentale
Joe Letteri, Richard Baneham, Eric Saindon e Daniel Barrett - Avatar: La Via dell'Acqua
Dan Lemmon, Russell Earl, Anders Langlands e Dominic Tuohy - The Batman
Geoffrey Baumann, Craig Hammack, R. Christopher White e Dan Sudick - Black Panther: Wakanda Forever
Ryan Tudhope, Seth Hill, Bryan Litson e Scott R. Fisher - Top Gun: Maverick

Miglior sonoro
Victor Prasil, Frank Kruse, Markus Stemler, Lars Ginzel e Stefan Korte - Niente di Nuovo sul Fronte Occidentale
Julian Howarth, Gwendolin Yates Whittle, Dick Bernstein, Christopher Boyes, Gary Summers e Michael Hedges - Avatar: La Via dell'Acqua
Stuart Wilson, William Files, Douglas Murray e Andy Nelson - The Batman
David Lee, Wayne Pashley, Andy Nelson e Michael Keller - Elvis
Mark Weingarten, James H. Mather, Al Nelson, Chris Burdon e Mark Taylor - Top Gun: Maverick

Migliori costumi
Mary Zophres - Babylon
Ruth E. Carter - Black Panther: Wakanda Forever
Catherine Martin - Elvis
Shirley Jurata - Everything Everywhere All at Once
Jenny Beavan - La Signora Harris va a Parigi

Miglior trucco e acconciatura
Heike Merker e Linda Eisenhamerová - Niente di Nuovo sul Fronte Occidentale
Naomi Donne, Mike Marino e Mike Fontaine - The Batman
Camille Friend e Joel Harlow - Black Panther: Wakanda Forever
Mark Coulier, Jason Baird e Aldo Signoretti - Elvis
Adrien Morot, Judy Chin e Anne Marie Bradley - The Whale


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mercoledì 4 maggio 2022

I CLASSICI: VENOM-LA FURIA DI CARNAGE, ABBIAMO TROPPE COSE INSIEME

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2021
97'
Regia: Andy Serkis
Con: Tom Hardy, Woody Harrelson, Michelle Williams, Naomie Harris, Reid Scott, Stephen Graham.


San Francisco. Dopo gli eventi del film precedente, il giornalista investigativo Eddie Brock (Hardy) si reca in carcere per intervistare lo psicopatico serial killer Cletus Kasady (Harrelson).
Durante una breve collutazione, questi lo morsica ingerendo una piccola parte del simbionte alieno Venom, trasformandosi così nel mostruoso Carnage e riuscendo a fuggire.

Mentre Cletus si mette alla ricerca della mutante Shriek (Harris), suo amore di gioventù, Eddie deve affrontare una doppia crisi sentimentale: con l'ex fidanzata Anne (Williams), prossima alle nozze con l'attuale compagno, e con Venom stesso, con cui ha un rapporto reciprocamente affettuoso ma a dir poco turbolento...


Film supereroistico? Fanta-horror?
Nessuna delle due cose: questa è una commedia romantica, né più né meno.

Sì, avete capito bene: La Furia di Carnage è una tenera, bizzarra, esilarante storia d'amore tra un uomo e il proprio simbionte, con tanto di coming-out nella scena del rave party, sequenza-chiave che fa del linguacciuto alieno un'icona e un paladino dei diritti LGBTQI+.

Rispetto al primo capitolo, qui si insiste ancora di più sugli elementi comici (Venom & Eddie sono una "strana coppia" da MTV Movie Awards), nel tentativo di realizzare un prodotto maggiormente per famiglie e di trasformare il protagonista in un idolo dei bambini.
Vi immaginate i suoi giocattoli sugli scaffali dei negozi, tra le auto dei Paw Patrol e i peluche di SpongeBob?

Ma questa non è l'unica novità: ad esempio, il sempre più consolidato Tom Hardy è stato promosso co-sceneggiatore, come Paul Rudd dei due Ant-Man e Ryan Reynolds di Deadpool 2.
Il massiccio attore inglese - che ricordiamo per Inception, Il Cavaliere Oscuro-Il Ritorno, The Revenant... - in realtà non ha scritto una linea di dialogo, ma ha contribuito attivamente a definire la trama e la direzione da dare al franchise.

In cabina di regia è subentrato inoltre Andy Serkis, scelta alquanto insolita.
Visto recentemente in The Batman nei panni di Alfred e noto nel Marvel Cinematic Universe come uno dei cattivi di Black Panther, l'ex Gollum della saga della Terra di Mezzo è praticamente un esordiente dietro la macchina da presa, ma se la cava meglio di quanto ci si sarebbe potuto aspettare.

Infine, ci sono molti più riferimenti all'Arrampicamuri per eccellenza: dalla scena post-credits, che funge da ponte tra il finale di Far From Home e quello del successivo No Way Home, alla sequenza nella chiesa tra Venom e Anne che rieccheggia esplicitamente quella tra Peter e Gwen durante il climax di Amazing Spider-Man 2.

A proposito dell'Uomo Ragno interpretato dal recentemente globizzato Andrew Garfield, non è da escludere un futuro team-up tra i due protagonisti.

Pensateci: il nostro Venom-Hardy di certo non appartiene al MCU né all'universo della trilogia di Sam Raimi con Tobey Maguire (il personaggio compariva in Spider-Man 3 interpretato da Topher Grace, il cattivo di BlacKkKlansman), ma potrebbe benissimo esistere nel mondo del dittico diretto da Marc Webb.

Per scorprire se la nostra teoria verrà confermata o smentita dagli executive Marvel-Sony, restiamo in attesa di un nuovo capitolo della serie dedicata al mostro mangiateste più family-friendly della storia del cinema.
Con o senza un Ragnetto di spalla...


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lunedì 4 aprile 2022

I CLASSICI: LEGO BATMAN-IL FILM, QUESTO EROE BAT-TUTARO NON SI BAT-TE

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA/Australia/Danimarca, 2017
104'
Regia: Chris McKay
Voci originali: Will Arnett, Rosario Dawson, Ralph Fiennes, Zach Galifianakis, Michael Cera, Mariah Carey, Jonah Hill, Channing Tatum, Conan O'Brien, Zoë Kravitz, Brent Musburger, Ralph Garman, Billy Dee Williams.


Batman (Arnett) è il supereroe che difende la caotica Gotham City da supercriminali come il Joker (Galifianakis).
La sua vera identità è Bruce Wayne, milionario senza amici e un po' depresso che vive in un enorme maniero isolato con la sola compagnia del fido maggiordomo Alfred (Fiennes).

Quando però Joker e altri cattivoni (alcuni provenienti da altri franchise) provano a distruggere la metropoli, l'Uomo Pipistrello avrà bisogno dell'aiuto di Robin (Cera) - giovane orfano da lui distrattamente adottato - e Batgirl (Dawson) - alias Barbara Gordon, commissario di polizia di fresca nomina - per salvare capra e cavoli.


Dimenticate il dittico gotico di Tim Burton con Michael Keaton.
Dimenticate i due episodi campy di Joel Schumacher con, rispettivamente, Val Kilmer e George Clooney.
Dimenticate la trilogia di Christopher Nolan con Christian Bale.
Dimenticate persino il Batfleck e il recentissimo Batman "articolato" - nel senso di "con l'articolo" - con Robert Pattinson.

Dimenticateli tutti, perché la miglior versione cinematografica di Batman è... questa.

Parola di Morgan Freeman, uno che un po' se ne intende (è stato l'inventore Julius Fox in tutti e 3 i capitoli del Cavaliere Oscuro) ed è rimasto estasiato lavorando con Will Arnett in The LEGO Movie, di cui questo lungometraggio è un fiero spin-off.

Comedian canadese tra i protagonisti degli ultimi due film delle Tartarughe Ninja, Arnett è stato così apprezzato nel cartone diretto da Lord & Miller da convincere la produzione a dedicare al suo personaggio una pellicola "solista".

Ad accompagnarlo - nella versione originale - un cast vocale da far drizzare i peli sulla lingua: dal Galifianakis di Una Notte da Leoni al Cera di A Very Murray Christmas, dal Williams di Star Wars alla Dawson di Clerks II, passando per Musburger e Garman che ricordiamo rispettivamente per Cars/Planes e Hollyweed.

Ma l'ingaggio più clamoroso è Fiennes nel ruolo che era stato di Michael Caine prima e di Jeremy Irons poi.
Il grande attore inglese, noto ai più per la saga di Harry Potter, interpreta Alfred con (auto)ironia e conferendo un personale tocco "teatrale" al personaggio.

Abbondante di riferimenti/ammiccamenti fumettistici e meta-cinematografici (avete notato che il complesso lounge che suona al galà è lo stesso che si sente in sottofondo nel party organizzato da Lex Luthor in Batman v Superman?), LEGO Batman forse non è esilarante come The LEGO Movie, però non manca certo di ghiottonerie per i fan.

Tra le scene migliori ricordiamo la festa di anniversario della Justice League nella fortezza di ghiaccio di Superman e lo scontro/confronto finale tra i buoni e i cattivi (Godzilla che colpisce inavvertitamente Sauron con uno dei propri sputi radioattivi è una delle gag di maggiore spasso).

Tuttavia, sorprendentemente, il pregio principale della pellicola risiede nei suoi momenti "seri".
Il rapporto fra Bruce e i defunti genitori - con il derivante senso di colpa del primo e la sua paura di affezionarsi ad altre persone - non era mai stato elaborato sul grande schermo in modo più toccante e sincero.

In attesa dell'annunciato seguito (al momento la produzione è in stallo), il Batman LEGO è tornato in The LEGO Movie 2, un altro "classico" che presto o tardi vi recensiremo.

Ma è qui che potete scoprire se siete davvero esperti ed appassionati dell'eroe incappucciato, provando a individuare tutte le citazioni e i riferimenti di cui il film è disseminato.

Un film per veri Bat-fan.


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mercoledì 16 marzo 2022

THE BATMAN, IL CAVALIERE NOIR

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 



USA, 2022
176'
Regia: Matt Reeves
Interpreti: Robert Pattinson, Zoë Kravitz, Colin Farrell, Paul Dano, Andy Serkis, Jeffrey Wright, John Turturro, Peter Sarsgaard, Barry Keoghan, Alex Ferns.


Il miliardario Bruce Wayne (Pattinson) è ancora alle prime armi come Batman, giustiziere mascherato che già incute terrore nei criminali di Gotham City.

E che viene coinvolto nel folle disegno di un efferato serial killer che sta seminando morte e terrore tra i corrotti maggiorenti della città.

Con l'aiuto del fedele maggiordomo Alfred (Serkis), dell'integerrimo tenente Gordon (Wright), della misteriosa e sensuale Selina Kaye (Kravitz), egli dovrà risolvere una serie di difficili enigmi per giungere all'identità dell'assassino e per sventarne i piani.


Da una trentina di anni a questa parte Batman è stato un personaggio ricorrente nella filmografia hollywoodiana: c'è stato quello "gotico" di Tim Burton ( Michael Keaton), quello kitsch di Joel Schumacher (prima Val Kilmer, poi George Clooney), quello tormentato e colossale di Christopher Nolan (Christian Bale), quello dolente e crepuscolare di Zack Snyder (Ben Affleck o, per gli amici, Batfleck).

Ogni regista ha mostrato la propria personale visione del giustiziere mascherato - chi in modo più fedele all'archetipo fumettistico, chi meno - e ha generalmente guadagnato legioni di fan spesso in contrapposizione tra di loro nelle discussioni su quale sia il Batman migliore.

Ora tocca a Matt Reeves - cineasta non molto conosciuto che ha al suo attivo però Cloverfield e due film del franchise del Pianeta delle Scimmie - e a Robert Pattinson - sì sì, ok, è quello di Twilight e di Harry Potter e Il Calice di Fuoco; ma guardate che ha fatto anche film "seri", come Tenet e The Lighthouse.

Com'è quindi questa nuova versione?

Beh, avete presente il Joker di Todd Philips con Joaquin Phoenix, vincitore (meritatissimo) di un Leone d'Oro a Venezia e di due Oscar (per il suo interprete e per la colonna sonora di Hildur Guðnadóttir), film di denuncia sociale truccato da cinecomics?

Ecco: siamo da queste parti.

The Batman utilizza i personaggi tipici del fumetto (l'Uomo Pipistrello, il maggiordomo Alfred, l'alleata Catwoman, il tenente poi commissario Gordon, i genitori di Bruce Wayne, nemici quali l'Enigmista, il Pinguino e addirittura una comparsata del Joker) e li innesta in una storia che ha più a che fare con pellicole quali Il Braccio Violento Della Legge di William Friedkin, Se7en e Zodiac di David Fincher che con altre supereroistiche.

Ne deriva un film cupo, pessimista, angoscioso, che cattura lo Zeitgeist, lo spirito dei tempi, del periodo storico che stiamo vivendo e di una civiltà sempre sull'orlo di una catastrofe imminente e in crisi di valori e di identità.

I meccanismi del neo-noir, del thriller, del poliziesco funzionano perfettamente, l'interesse viene sempre ravvivato con sapienti colpi di scena e le quasi tre ore di durata passano veloci: eccellente il lavoro, quindi, del regista, una rivelazione, che si è avvalso della preziosa collaborazione di Michael Giacchino per la suggestiva colonna sonora, di Jacqueline Durran per i costumi, di Greig Frasier per l'impressionante fotografia, di contributi tecnici di ottimo livello e di un cast azzeccato.

Robert Pattinson si è già fatto perdonare in passato per i ruoli che lo hanno reso un idolo delle ragazzine e anche stavolta si dimostra interprete tutt'altro che banale e piatto; Paul Dano ha una faccia molto poco hollywoodiana, ma è un attore raffinato e ricco di sfaccettature (si veda Il Petroliere di Paul Thomas Anderson, dove non sfigura a fianco di un titanico Daniel Day-Lewis); Colin Farrell, irriconoscibile sotto un pesantissimo trucco, quando vuole sa rubare la scena a tutti (e questo è il caso); Zoë Kravitz (sì, è la figlia di Lenny) è espressiva e incisiva; Jeffrey Wright e Andy Serkis sono misurati (perfino Serkis, cioè colui che ha dato vita a Gollum e al Capitano Haddock in Le Avventure di Tintin!); John Turturro gigioneggia (ma il suo personaggio glielo consente), anche se meno di altre volte.

Visti gli incassi molto soddisfacenti (al momento in cui scriviamo e nel contesto dell'attuale profonda crisi dell'industria cinematografica), si può dire che l'ennesima riscrittura delle origini del Cavaliere Oscuro abbia pagato.

La cosa non era per nulla scontata, dato che la Warner Bros. ha adottato un modello opposto a quello della Marvel: anziché creare una continuità di storia, personaggi, situazioni, essa ha preferito con i personaggi della DC Comics sfornare film che per ora sono tutti scollegati tra di loro, praticamente senza punti di contatto ( Aquaman non c'entra nulla né come tono né come trama con Joker, che a sua volta presenta una versione della giovinezza di Bruce Wayne incompatibile con quella di The Batman, ad esempio).

Non sappiamo se in futuro la casa di produzione correggerà il tiro; ma la maggiore libertà creativa lasciata a registi e sceneggiatori - che così si possono liberare dai vincoli dell'ortodossia degli archetipi fumettistici e filmici per esplorare nuovi campi - sta producendo risultati molto interessanti.

La pellicola con Joaquin Phoenix, con la vittoria alla Mostra del Cinema di Venezia, aveva infranto un tabù: per la prima volta un cinecomics si era aggiudicato uno dei premi più prestigiosi riservati al cinema cosiddetto "alto".

Ora con The Batman abbiamo la conferma: i film di supereroi stanno per sfondare la parete (sempre più sottile) che separa il cinema d'intrattenimento per le masse da quello d'autore.

Era ora.


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