CINEMA A BOMBA!

mercoledì 1 luglio 2026

PECORE SOTTO COPERTURA, CHE BEEEL GREGGE DI DETECTIVE!

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

UK/USA, 2026
109'
Regia: Kyle Balda
Interpreti: Hugh Jackman, Nicholas Braun, Emma Thompson, Nicholas Galitzine.
Voci originali: Patrick Stewart, Julia Louis-Dreyfus, Laraine Newman, Bryan Cranston.


Poco fuori da un piccolo villaggio nella campagna inglese, il buon pastore George (Jackman) viene assassinato.
Le sue pecore, capeggiate dall'intelligente Lily (Louis-Dreyfus) decidono di indagare per aiutare il poliziotto locale (Braun) a scoprire il colpevole...


Complici i remake di/con Kenneth Branagh (da Assassinio sull'Orient Express in poi) e forse anche la recente trilogia di successo Knives Out, da qualche anno i vecchi gialli in stile Agatha Christie sono tornati di moda sul grande schermo.

Quello che vi recensiamo oggi è cronologicamente il più recente di questa categoria, e anche uno dei più brillanti in assoluto.
Realizzato con una tecnica mista live action + CGI di impressionante realismo, è una sorta di Peter Rabbit in salsa murder mystery.

Per funzionare, opere come questa si devono reggere su una struttura narrativa molto solida che porti a una risoluzione credibile.
Missione compiuta: l'intreccio è a prova di bomba e risulta molto divertente tentare di indovinare il colpevole (noi ci siamo riusciti, ma solo all'ultimo, seguendo gli indizi disseminati dagli autori lungo il percorso).

Al risultato finale concorrono attori ben scelti, da cui emergono il veterano Hugh Jackman e l'emergente Nicholas Galitzine in ruoli agli antipodi di quelli che li hanno resi famosi: Wolverine e He-Man, rispettivamente.
Ma ancora meglio è il cast ovino, che ruba la scena ai "colleghi" umani e il cuore agli spettatori.

Adatto a tutte le età, Pecore Sotto Copertura è il film perfetto per una serata in famiglia.
Fa ridere a crepapancia, stimola l'intelletto e commuove fino alle lacrime.

Si può chiedere di più oggigiorno?


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venerdì 20 febbraio 2026

OSCAR 2026. NOMINATION: ATTRICI E ATTORI

(Dall'alto: Jessie Buckley; Timothée Chalamet; Teyana Taylor; Jacob Elordi in Frankenstein).


Come sappiamo, per prevedere chi vincerà gli Oscar relativi alla recitazione un buon punto di partenza è guardare chi l'ha spuntata ai Golden Globe.
Con una differenza sostanziale: là si fa una distinzione tra film drammatici e commedie/musical, qui no.

Il risultato è che dalla Notte delle Stelle solo 4 persone - anziché 6 - torneranno a casa con la statuetta in saccoccia, sicché la competizione sarà più dura.
Quantomeno in ambito maschile, perché tra le donne i giochi sembrano già fatti.

Come miglior attrice protagonista è chiaro che la disfida sia tra l'emergente Jessie Buckley con Hamnet e la veterana Rose Byrne con Se solo Potessi ti Prenderei a Calci (sì, è proprio quella del dittico di Peter Rabbit), con la prima leggermente favorita.

Tra le comprimarie invece non ci sono dubbi: Teyana Taylor, che abbiamo visto recentemente in The Rip, non dovrebbe avere rivali.
Specie se I Peccatori, pellicola blaxlpoitation che ha fatto record di nomine, non dovesse vincere molto (l'Academy è tradizionalmente molto attenta a non scontentare la comunità afroamericana).

Per quanto concerne gli uomini, i pronostici sono più complessi.
Ai Globi dorati avevano trionfato Wagner Moura con L'Agente Segreto e Timothée Chalamet con Marty Supreme, ma non è detto che il verdetto venga confermato: il primo - che ricordiamo per i due Tropa d'Elite e per Civil War - è brasiliano ed è possibile che i giurati gli preferiscano una scelta più campanilistica; il secondo non sembra godere di molte simpatie nella Hollywood che conta.

L'attore di Wonka potrebbe però essere premiato come consolazione del "furto" dello scorso anno, quando concorreva nei panni di Bob Dylan col biopic A Complete Unknown.
Come ricorderete, al suo posto l'Academy scelse Adrien Brody con la voce modificata dall'AI, e molti - noi compresi - storsero il naso.

Ma gli altri concorrenti non partono indietro nella corsa, in particolare Leo DiCaprio versione hippy di Una Battaglia dopo l'Altra e il pompatissimo Michael B. Jordan (era il cattivo di Black Panther) in doppio ruolo nel succitato I Peccatori.

Anche tra i non protagonisti è difficile stabilire un frontrunner.
Nel derby tra Benicio del Toro e Sean Penn occhio al terzo incomodo, ossia il lanciato Jacob Elordi di Frankenstein, ma non dimenticate che a gennaio la stampa estera ha selezionato lo svedese Stellan Skarsgård.

Insomma, abbiamo l'impressione che alle Idi di Marzo - le cerimonia è prevista esattamente per il 15 del mese - ne vedremo delle belle.
Qui sotto ci sono tutti i candidati: voi su chi scommettereste?


Migliore attrice protagonista
Jessie Buckley – Hamnet
Rose Byrne – Se solo Potessi ti Prenderei a Calci
Kate Hudson – Song Sung Blue
Renate Reinsve – Sentimental Value
Emma Stone – Bugonia

Migliore attore protagonista
Timothée Chalamet – Marty Supreme
Leonardo DiCaprio – Una Battaglia dopo l'Altra
Ethan Hawke – Blue Moon
Michael B. Jordan – I Peccatori (Sinners)
Wagner Moura – L'Agente Segreto

Migliore attrice non protagonista
Elle Fanning – Sentimental Value
Inga Ibsdotter Lilleaas – Sentimental Value
Amy Madigan – Weapons
Wunmi Mosaku – I Peccatori
Teyana Taylor – Una Battaglia dopo l'Altra

Migliore attore non protagonista
Benicio del Toro – Una Battaglia dopo l'Altra
Jacob Elordi – Frankenstein
Delroy Lindo – I Peccatori
Sean Penn – Una Battaglia dopo l'Altra
Stellan Skarsgård – Sentimental Value


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domenica 1 febbraio 2026

OSCAR 2026. NOMINATION: DOCUMENTARI E CORTOMETRAGGI

(Dall'alto: un'immagine da A Friend of Dorothy; una scena di The Girl who cried Pearls.).  


Quando si parla di Oscar, e più in generale di cinema, è facile pensare ad un lungometraggio di fiction.
Eppure esistono anche documentari e cortometraggi: meno considerati, ma altrettanto importanti.

Scorrendo le nomine dei primi, è curioso come quasi tutte le opere selezionate siano già state proiettate in anteprima al Sundance Film Festival - la kermesse fondata dal compianto Robert Redford e dedicata al cinema indipendente - o altre rassegne internazionali.

Il documentario breve Perfectly a Strangeness, ad esempio, era già stato presentato a Cannes nel... 2024.
Con un ritardo di 2 anni, ora può ambire ad una statuetta: ci riuscirà?

Passando ai corti, si nota un notevole cambio di tono: questi sono in larga parte commedie, a partire dal britannico A Friend of Dorothy, con Miriam Margolyes (Balto) e Stephen Fry (già in V per Vendetta), che potrebbe partire favorito.

Con le pellicole di animazione si torna invece a una dimensione più drammatica, o quantomeno semiseria.
Tra queste si segnalano il canadese The Girl who cried Pearls, realizzato in stop-motion, e l'irlandese Retirement Plan con il Domhnall Gleeson di Peter Rabbit.

Qui sotto trovate l'elenco di tutti i candidati in queste categorie.
Secondo voi chi vincerà?


Miglior documentario
The Alabama Solution, regia di Andrew Jarecki e Charlotte Kaufman
Come See Me in the Good Light, regia di Ryan White, Jessica Hargrave, Tig Notaro e Stef Willen
Cutting Through Rocks, regia di Sara Khaki e Mohammadreza Eyni
Mr Nobody Against Putin, regia di David Borenstein
The Perfect Neighbor, regia di Geeta Gandbhir, Alisa Payne, Nikon Kwantu e Sam Bisbee

Miglior cortometraggio documentario
All the Empty Rooms, regia di Joshua Seftel e Conall Jones
Armed Only with a Camera: The Life and Death of Brent Renaud, regia di Craig Renaud e Juan Arredondo
Children No More: "Were and Are Gone", regia di Hilla Medalia e Sheila Nevins
The Devil Is Busy, regia di Christalyn Hampton e Geeta Gandbhir
Perfectly a Strangeness, regia di Alison McAlpine

Miglior cortometraggio
Butcher's Stain, regia di Meyer Levinson-Blount e Oron Caspi
A Friend of Dorothy, regia di Lee Knight e James Dean
Jane Austen's Period Drama, regia di Julia Aks e Steve Pinder
The Singers, regia di Sam A. Davis and Jack Piatt
Two People Exchanging Saliva, regia di Alexandre Singh e Natalie Musteata

Miglior cortometraggio d'animazione
Butterfly, regia di Florence Miailhe e Ron Dyens
Forevergreen, regia di Nathan Engelhardt e Jeremy Spears
La jeune fille qui pleurait des perles, regia di Chris Lavis e Maciek Szczerbowski
Retirement Plan, regia di John Kelly e Andrew Freedman
The Three Sisters, regia di Konstantin Bronzit


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venerdì 12 settembre 2025

I CLASSICI: PADDINGTON IN PERÙ, UN ORSETTO ALLA RICERCA DI EL DORADO

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2024
106'
Regia: Dougal Wilson
Interpreti: Hugh Bonneville, Emily Mortimer, Antonio Banderas, Hayley Atwell, Olivia Colman, Julie Walters, Jim Broadbent, Hugh Grant (non accreditato).
Voci originali: Ben Whishaw, Imelda Staunton.


L'orso parlante Paddington (Whishaw) viaggia da Londra al Perù con la sua famiglia adottiva, i Brown, solo per scoprire che l'amata zia Lucy (Staunton) è scomparsa.

L'anziana mammifera ha lasciato la sua casa di risposo per orsi (!) per addentrarsi nella giungla, forse alla ricerca del leggendario El Dorado.

A Paddington e compagnia non resta che salire a bordo di un battello guidato da un ambizioso capitano (Banderas) con la figlia e buttarsi a capofitto nell'avventura...


Come saprete, specie se avete letto la nostra doppia recensione dei due precedenti capitoli, l'orso Paddington è uno dei personaggi più popolari e amati d'Oltremanica, un'icona di britishness alla pari di Mary Poppins e Peter Rabbit (chi scrive è stato all'omonima stazione londinese e può confermarlo!).

Dopo il successo planetario dei primi due film, l'aspettativa per il terzo era alle stelle, ma ecco due colpi di scena: il regista Paul King lascia il posto ad un esordiente (ma sia lui sia l'ex co-sceneggiatore Simon Farnaby risultano qui autori del soggetto) e Emily Mortimer prende il posto di Sally Hawkins come Mrs. Brown.

I cambi non hanno tuttavia inficiato la qualità della pellicola, che risulta all'altezza delle precedenti e benificia dell'ambientazione esotica, con numerosi riferimenti cinematografici nascosti per la gioia dei cinefili adulti: da Fitzcarraldo di Werner Herzog (il regista tedesco da pochi giorni premiato a Venezia) a Tutti Insieme Appassionatamente (la canzone della suora all'inizio).

Tra le scene più divertenti che non coinvolgono direttamente l'orsetto protagonista, ce n'è una che vede Mr. Brown (il sempre adeguato Bonneville) alle prese con una tarantola e un'altra in cui il capitano del battello è tormentato dai fantasmi dei propri antenati (tutti interpretati dallo stesso Banderas).

Nell'immancabile sequenza post-credits fa capolino anche uno dei personaggi principali del secondo film, e si tratta di un altro momento di grande spasso.
Non è l'unico cammeo degno di nota: per chi non la riconoscesse, il capo di Mr. Brown è Hayley Atwell, alias Peggy di Capitan America.

Similmente a quella del "collega" oltreoceanico Sonic, la trilogia di Paddington è una bella occasione di svago per famiglie, di alto livello e i cui seguiti - cosa rara - risultano all'altezza dell'originale.

Ci sarà spazio per un quarto film? Probabile, ma nel frattempo godiamoci questi 3 (e il cortometraggio con... la Regina d'Inghilterra!).
Alla prossima avventura, orsetto.


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mercoledì 10 luglio 2024

I CLASSICI: PETER RABBIT + PETER RABBIT 2, IL CONIGLIO CON LA GIACCA BLU

(Clicca sulle locandine per vedere i due trailer) 

PETER RABBIT
UK/USA/Australia, 2018
95'
Regia: Will Gluck
Interpreti: Rose Byrne, Domhnall Gleeson, Sam Neill.
Voci originali: James Corden, Margot Robbie, Elizabeth Debicki, Sia, Daisy Ridley.

PETER RABBIT 2
UK/USA/Australia, 2021
104'
Regia: Will Gluck
Interpreti: Rose Byrne, Domhnall Gleeson, David Oyelowo.
Voci originali: James Corden, Margot Robbie, Elizabeth Debicki, Sia, Hayley Atwell.


Un animale antropomorfo, ideato in Gran Bretagna e protagonista di libri per bambini di enorme successo, da cui sono stati tratti due lungometraggi che hanno incassato molto bene...
No, non stiamo parlando dell'orso Paddington, ma del suo (forse) più celebre rivale: il coniglio Peter!

Creato dall'illustratrice Beatrix Potter, il simpatico roditore parlante ha avuto appunto l'onore di avere due trasposizioni cinematografiche in live action.
Non idolatrate dalla critica come quelle del suo omologo mangia-marmellata, ma altrettanto travolgenti e spassose.

Ve le recensiamo entrambe qui sotto, voi scriveteci nei commenti quale delle due preferite e perchè!


Peter Rabbit

Peter (Corden) e la sua famiglia di coniglietti (tre sorelle e un cugino), vivono nel bosco adiacente alla fattoria del vecchio e malvagio McGregor (Neill), nel cui orto cercano continuamente di intrufolarsi per procurarsi del cibo.

Quando il terreno passa di proprietà ad un giovane, lontano erede (Gleeson), la guerra tra animali e umano non tarda a ricominciare.
Per fortuna, Peter & C. possono contare sulla solidarietà della bella e amorevole Bea (Byrne)...

Ritmo lesto, esilaranti scenette di comicità slapstick e un messaggio animalista non disprezzabile.
Il primo adattamento è un bel film per famiglie che, al netto di qualche fan ortodosso dei libri d'origine, è piaciuto a tutti e ha registrato ottimi incassi.

Nel cast c'è un bel duetto tra la sempre piacevole Rose Byrne (quella di X-Men e Tartarughe Ninja: Caos Mutante) e un insolitamente divertente Domhnall Gleeson (era un cattivo negli ultimi Star Wars).
Quasi irriconoscibile è invece Sam Neill: il Dott. Grant di Jurassic Park compare all'inizio, nascosto sotto una barba ispida e una fat suit.

Tra le voci originali - a proposito: consigliamo la versione in inglese coi sottotitoli - si distinguono quella di Margot Robbie (Harley Quinn della Suicide Squad) e quella di Daisy Ridley (anche lei, come Gleeson, proveninente da Star Wars).


Peter Rabbit 2

Quando Bea viene chiamata da una casa editrice a stipulare un accordo per la vendita dei propri libri illustrati, che vedono protagonista una versione appena romanzata di Peter, quest'ultimo resta deluso di essere stato dipinto come un piantagrane.

Allontanatosi dagli altri, incontra il maturo coniglio Barnaba, che lo convince a unirsi a lui in una banda di animali ladruncoli...

Forse meno divertente, ma più ricco di azione, è un seguito all'altezza del precedente.
I puristi affezionati ai libri della Potter (cui il personaggio della Byrne è chiaramente ispirato) continueranno a storcere il naso, ma anche questa è una commedia per tutta la famiglia, riuscita e accattivante.

Nel cast vocale c'è una new entry notevole: Hayley Atwell, alias Peggy Carter degli Avengers.
La parte del cattivo "in carne ed ossa" è invece affidata ad un attore che avevamo già visto in A Most Violent Year.

Non resta che aspettare il prossimo (ultimo?) capitolo che trasformerebbe questo dittico in una trilogia.
L'orsetto rivale è già pronto con Paddington in Perù, che uscirà in autunno.
Che aspetti a saltare di nuovo sul grande schermo, coniglietto?


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