CINEMA A BOMBA!

domenica 1 febbraio 2026

OSCAR 2026. NOMINATION: DOCUMENTARI E CORTOMETRAGGI

(Dall'alto: un'immagine da A Friend of Dorothy; una scena di The Girl who cried Pearls.).  


Quando si parla di Oscar, e più in generale di cinema, è facile pensare ad un lungometraggio di fiction.
Eppure esistono anche documentari e cortometraggi: meno considerati, ma altrettanto importanti.

Scorrendo le nomine dei primi, è curioso come quasi tutte le opere selezionate siano già state proiettate in anteprima al Sundance Film Festival - la kermesse fondata dal compianto Robert Redford e dedicata al cinema indipendente - o altre rassegne internazionali.

Il documentario breve Perfectly a Strangeness, ad esempio, era già stato presentato a Cannes nel... 2024.
Con un ritardo di 2 anni, ora può ambire ad una statuetta: ci riuscirà?

Passando ai corti, si nota un notevole cambio di tono: questi sono in larga parte commedie, a partire dal britannico A Friend of Dorothy, con Miriam Margolyes (Balto) e Stephen Fry (già in V per Vendetta), che potrebbe partire favorito.

Con le pellicole di animazione si torna invece a una dimensione più drammatica, o quantomeno semiseria.
Tra queste si segnalano il canadese The Girl who cried Pearls, realizzato in stop-motion, e l'irlandese Retirement Plan con il Domhnall Gleeson di Peter Rabbit.

Qui sotto trovate l'elenco di tutti i candidati in queste categorie.
Secondo voi chi vincerà?


Miglior documentario
The Alabama Solution, regia di Andrew Jarecki e Charlotte Kaufman
Come See Me in the Good Light, regia di Ryan White, Jessica Hargrave, Tig Notaro e Stef Willen
Cutting Through Rocks, regia di Sara Khaki e Mohammadreza Eyni
Mr Nobody Against Putin, regia di David Borenstein
The Perfect Neighbor, regia di Geeta Gandbhir, Alisa Payne, Nikon Kwantu e Sam Bisbee

Miglior cortometraggio documentario
All the Empty Rooms, regia di Joshua Seftel e Conall Jones
Armed Only with a Camera: The Life and Death of Brent Renaud, regia di Craig Renaud e Juan Arredondo
Children No More: "Were and Are Gone", regia di Hilla Medalia e Sheila Nevins
The Devil Is Busy, regia di Christalyn Hampton e Geeta Gandbhir
Perfectly a Strangeness, regia di Alison McAlpine

Miglior cortometraggio
Butcher's Stain, regia di Meyer Levinson-Blount e Oron Caspi
A Friend of Dorothy, regia di Lee Knight e James Dean
Jane Austen's Period Drama, regia di Julia Aks e Steve Pinder
The Singers, regia di Sam A. Davis and Jack Piatt
Two People Exchanging Saliva, regia di Alexandre Singh e Natalie Musteata

Miglior cortometraggio d'animazione
Butterfly, regia di Florence Miailhe e Ron Dyens
Forevergreen, regia di Nathan Engelhardt e Jeremy Spears
La jeune fille qui pleurait des perles, regia di Chris Lavis e Maciek Szczerbowski
Retirement Plan, regia di John Kelly e Andrew Freedman
The Three Sisters, regia di Konstantin Bronzit


Etichette: , , , , , , ,

lunedì 17 marzo 2025

I CLASSICI: MEGALOPOLIS, LA CADUTA DELL'IMPERO AMERICANO


(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 



USA, 2024
138'
Regia: Francis Ford Coppola
Interpreti: Adam Driver, Nathalie Emmanuel, Giancarlo Esposito, Aubrey Plaza, Jon Voight, Shia LaBeouf, Laurence Fishburne, Taila Shire, Jason Schwartzmann, Dustin Hoffman, Grace VanderWaal, Balthazar Getty.


In un futuro non troppo lontano gli Stati Uniti d'America sono in un periodo di forte decadenza economica, morale, sociale.

In tale contesto di incertezza e smarrimento, il sogno di un giovane e geniale architetto, Cesar Catilina (Driver), di reinventare la megalopoli di New Rome utilizzando un materiale in grado di "vivere" e di adattarsi anche al tempo, si scontra con la visione più pragmatica del poco popolare sindaco della città, Francis Cicero (Esposito).

Accanto a loro si muovono il ricchissimo e potente Hamilton Crasso (Voight), l'ambizioso e dissoluto Clodio (LaBeouf), la vendicativa e intrigante giornalista Wow Platinum (Plaza), la dolce figlia del sindaco Julia Cicero (Emmanuel).

Presentato in pompa magna al Festival di Cannes 2024, Megalopolis rappresenta per Francis Ford Coppola la realizzazione di un'idea accarezzata per una quarantina d'anni, il frutto di decenni di appunti, spunti, intuizioni.

Il mitico regista ha creduto così fortemente nel progetto da ritornare dietro alla macchina da presa dopo ben 13 anni dal suo ultimo lavoro (lo sperimentale Twixt) e da impegnare buona parte del suo patrimonio per produrlo (tra le altre cose, ha dovuto vendere una parte della sua nota azienda vinicola californiana).

Alla sua prima uscita, il film ha diviso nettamente la critica tra chi lo ha osannato come un capolavoro immaginifico e chi lo ha stroncato senza pietà; il riscontro di pubblico è stato invece inequivocabilmente negativo.

Noi di CINEMA A BOMBA! avevamo aspettative alle stelle, ma una volta arrivati ai titoli di coda...

Non giriamoci troppo intorno: fa troppo male vedere come quello che potrebbe essere il canto del cigno di uno dei più grandi cineasti viventi sia in realtà un pasticcio sconclusionato, caotico, incomprensibile, a tratti imbarazzante, dozzinale, kitsch, dove gli spunti interessanti sono travolti da uno tsunami di pseudo-sperimentalismo esasperato ed esasperante, di esagerazioni, contraddizioni, eccessi.

Ciò che vi proponiamo di seguito non è quindi un commento sul Megalopolis che abbiamo visto, ma, per rispetto all'autore della trilogia di Il Padrino e di Apocalypse Now, piuttosto una recensione sul film che probabilmente Coppola avrebbe voluto fare e dedicare alla moglie allora recentemente scomparsa e che noi avremmo voluto vedere; insomma, è una recensione sulle intenzioni.


Un tormentone social di qualche mese fa si chiedeva "Ma quante volte pensi all'Impero Romano?"

Coppola, a quanto pare, ci pensa da decenni, visto che il suo Megalopolis parla del presente - crisi delle istituzioni, l'emergere di un populismo becero, fake news, disinformazione, speculazione edilizia, violenza e criminalità nelle strade... - guardando ad un futuro utopico e attingendo a piene mani proprio al passato dell'Antica Roma.

Il declino della megalopoli New York/New Rome sembra in tutto e per tutto simile a quello degli ultimi anni dell'Impero Romano d'Occidente, soffocato dalla corruzione, da intollerabili disuguaglianze sociali, dall'inettitudine della classe dirigente, da continue congiure e da lotte di potere senza esclusione di colpi.

Il regista innesta in queste suggestioni citazioni (da Marco Aurelio, l'imperatore filosofo, ma non solo) e una sua personale versione della congiura di Catilina che vede nel golpista che voleva sovvertire l'ordine costituito della Repubblica un alfiere del cambiamento, un rivoluzionario che impugna la fiamma del progresso, in contrapposizione a Cicerone, qui considerato come il più pervicace fautore della conservazione, un politico senza una visione del futuro.

Passato (l'Antica Roma, con tutta la sua grandezza e le sue contraddizioni), presente (l'America del trumpismo dilagante), futuro (utopico, ideale, umanista): quella di Coppola in fondo è una profonda, ambiziosa e colta riflessione su uno dei grandi temi dell'esistenza umana: il tempo.

Lo scorrere del tempo, le radici della nostra civiltà, l'uso del tempo che ci è dato da vivere, il tentativo (infruttuoso) di fermare il tempo (uno dei poteri del protagonista), l'eredità che lasceremo ai posteri: Megalopolis è il testamento di un uomo che si avvia al tramonto, conscio della propria situazione, ma ancora ostinatamente ottimista e animato dalla speranza in un mondo migliore.


Francis, nonostante tutto, ti vogliamo bene lo stesso.


Etichette: , , , , , , , , ,

mercoledì 28 agosto 2024

VENEZIA 2024. I FILM IN E FUORI CONCORSO

(La locandina di Venezia 2024) 


Sta per iniziare l'edizione numero 81 della Mostra del Cinema di Venezia!

Quella lagunare è una kermesse alla quale siamo particolarmente affezionati, essendo stata la molla (o la scusa?) con cui demmo vita a questo blog, ormai diversi anni fa.

In tutto questo tempo abbiamo imparato anche alcune regole non scritte, una delle quali è: ad un'edizione particolarmente interessante in termini di proposte - vedi quella dello scorso anno - ne segue in genere una sottotono.

A giudicare dal programma, il 2024 non sembra infatti l'annata migliore della rassegna.
Tuttavia, rispetto al concorrente Festival di Cannes, la Mostra appare comunque maggiormente in salute.

Scorrendo l'elenco delle pellicole in competizione, ciò che più balza all'occhio è quanto sia rappresentata l'Italia, tra autori, produzioni e co-produzioni.
Basterà questa "saturazione tricolore" a permetterci di vincere qualche premio importante? Magari proprio il Leone d'Oro?

Guadagnino, Amelio e compagnia hanno tuttavia una concorrenza non da poco: tra lo spagnolo Almodóvar (per la prima volta alle prese con la lingua inglese) e il cileno Larraín (ricordate El Conde?), il più atteso è probabilmente Todd Phillips col suo seguito di Joker.

Ma, come spesso inopinatamente accade, la selezione più intrigante è quella fuori concorso.
Si comincia (letterlamente: è il film d'apertura) con l'attesissimo secondo capitolo di Beetlejuice, che vede riuniti il visionario Tim Burton e l'eccezionale Michael Keaton.

Si prosegue col nuovo opus del giapponese Takeshi Kitano (l'avevamo lasciato ad Outrage) e col ritorno del controverso Harmony Korine (speriamo che il suo nuovo film sia migliore di Spring Breakers), ma l'hype è tutto per Jon Watts, regista dell'ultima trilogia Spider-Man.
La sua ultima fatica, Wolfs, vede duettare la coppia di superdivi George Clooney e Brad Pitt, ed è giustamente una delle pellicole più in vista della rassegna.

Un altro grande atteso è Kevin Costner, che porta al Lido la seconda parte del suo ambiziosissimo Horizon, il cui primo capitolo aveva avuto un'accoglienza discreta alla Croisette.
Dati gli scarsi incassi che sta riscontrando al botteghino, gli auguriamo che stavolta vada meglio.

Nelle categorie "minori" in programma segnaliamo inoltre la presenza del 2 volte premio Oscar Alfonso Cuarón con una miniserie thriller e la proiezione di cortometraggi firmati da autori come Marco Bellocchio (lo avevamo incontrato proprio a Venezia anni fa, ricordate?) e Nicolas Winding Refn (sì, quello che dopo Drive non ne ha più azzeccata una).

Come andrà questa edizione della Mostra? Lo scopriremo strada facendo.
Rimanete sintonizzate/i per scoprire, come sempre, i vincitori e per i nostri consueti commenti conclusivi!

Nel frattempo, leggete l'elenco sottostante e cliccate sui link per maggiori approfondimenti.


In concorso
Ainda estou aqui, regia di Walter Salles (Brasile, Francia)
Ap'rili, regia di Dea K'ulumbegashvili (Georgia, Francia, Italia)
Babygirl, regia di Halina Reijn, con Nicole Kidman (Stati Uniti d'America)
The Brutalist, regia di Brady Corbet (Stati Uniti d'America)
Campo di battaglia, regia di Gianni Amelio (Italia)
Diva Futura, regia di Giulia Louise Steigerwalt (Italia)
Harvest, regia di Athina Rachel Tsangari (Regno Unito, Stati Uniti d'America, Germania)
Iddu - L'ultimo padrino, regia di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza (Italia, Francia)
Joker: Folie à Deux, regia di Todd Phillips (Stati Uniti d'America)
Jouer avec le feu, regia di Delphine e Muriel Coulin (Francia)
Kill the Jockey, regia di Luis Ortega (Argentina, Spagna, Messico, Danimarca)
Kjærlighet, regia di Dag Johan Haugerud (Norvegia)
Leurs Enfants après eux, regia di Ludovic e Zoran Boukherma (Francia)
Maria, regia di Pablo Larraín (Cile, Italia, Germania)
Mò shì lù, regia di Yeo Siew Hua (Singapore, Taiwan, Francia, Stati Uniti d'America)
The Order, regia di Justin Kurzel (Stati Uniti d'America)
Queer, regia di Luca Guadagnino (Italia, Stati Uniti d'America)
Qīngchūn: Guī, regia di Wang Bing (Francia, Lussemburgo, Paesi Bassi)
The Room Next Door, regia di Pedro Almodóvar (Spagna)
Trois Amies, regia di Emmanuel Mouret (Francia)
Vermiglio, regia di Maura Delpero (Italia, Francia, Belgio)

Fuori concorso
Baby Invasion, regia di Harmony Korine (Stati Uniti d'America)
Beetlejuice Beetlejuice, regia di Tim Burton, con Michael Keaton e Monica Bellucci (Stati Uniti d'America) - film d'apertura
Broken Rage, regia di Takeshi Kitano (Giappone)
Cloud, regia di Kiyoshi Kurosawa (Giappone)
Finalement, regia di Claude Lelouch (Francia)
Maldoror, regia di Fabrice Du Welz (Belgio, Francia)
L'orto americano, regia di Pupi Avati (Italia)
Phantosmia, regia di Lav Diaz (Filippine)
Il tempo che ci vuole, regia di Francesca Comencini (Italia, Francia)
Wolfs - Lupi solitari (Wolfs), regia di Jon Watts, con George Clooney e Brad Pitt (Stati Uniti d'America)
Horizon: An American Saga – Chapter 2, regia di Kevin Costner (Stati Uniti d'America)

Cortometraggi
Allégorie citadine, regia di Alice Rohrwacher e JR (Italia, Francia)
Beauty Is Not a Sin, regia di Nicolas Winding Refn (Italia, Danimarca)
Se posso permettermi - Capitolo II, regia di Marco Bellocchio (Italia)

Serie
Los años nuevos, regia di Rodrigo Sorogoyen – serie TV, 10 episodi (Spagna)
Disclaimer, regia di Alfonso Cuarón – miniserie TV, 7 puntate (Stati Uniti d'America, Messico)
Familier som vores, regia di Thomas Vinterberg – miniserie TV, 7 puntate (Danimarca, Svezia, Regno Unito)
Leopardi - Il poeta dell'infinito, regia di Sergio Rubini – miniserie TV, 2 puntate (Italia)
M. Il figlio del secolo, regia di Joe Wright – serie TV, 8 episodi (Italia)


Etichette: , , , , , , , , , , , , , , , ,

lunedì 27 maggio 2024

CANNES 2024. IL DECLINO DEL FESTIVAL (E VENEZIA GONGOLA)

Dall'alto: Sean Baker (a destra) con la Palma d'Oro consegnatali nientemeno che da George Lucas; Lucas abbracciato da Francis Ford Coppola; Selena Gomez (a sinistra) e Zoe Saldana migliori attrici.


Come abbiamo visto sabato, è stato Anora, diretto dal regista americano Sean Baker, ad aggiudicarsi la Palma d'Oro di questo Festival di Cannes.

La pellicola indipendente non era stata neppure contemplata nei pronostici, sicché il verdetto ha spiazzato tutti gli addetti ai lavori e generato una slavina di critiche nei confronti della Giuria e in particolare della presidentessa Greta Gerwig.

L'autrice di Barbie sarà abituata, essendo - ammettiamo di non sapere esattamente perché - una delle persone più malviste ad Hollywood.
Ma di certo questa polemica finale è servita almeno a colorare un po' un'edizione piuttosto anonima.

Molti critici hanno storto il naso anche per le altre assegnazioni: ok premiare il sempre più lanciato Jesse Plemons (lo ricordate ne Il Potere del Cane e in Killers of the Flower Moon?), ma era necessario decretare un quadruplo ex-aequo per la miglior attrice (comprendente Selena Gomez di Spring Breakers e Zoe Saldana dei Guardiani della Galassia)?

Ha causato una certa insoddisfazione anche l'esclusione dal palmarès di Megalopolis di Francis Ford Coppola, opera monumentale che - a prescindere dagli effettivi risultati artistici - è già entrata di diritto nella storia del cinema.
L'anziano autore de Il Padrino, Apocalypse Now e Twixt ci ha lavorato per 40 anni, riscrivendone di continuo il copione e spendendo di tasca propria 120 milioni di dollari.

Una pellicola simile presentata qui (fuori concorso) è stata la prima delle quattro(!) parti di Horizon-An American Saga, l'abnorme epopea western ideata e realizzata da Kevin Costner.
Il quasi settantenne regista di Balla coi Lupi e Terra di Confine era visibilmente commosso per la standing ovation tributatagli alla fine della proiezione.

Ma quest'anno ci sono stati pochi altri highligths.
Tra questi, le Palme d'Oro speciali con cui Cannes ha omaggiato l'inossidabile Meryl Streep, il leggendario George Lucas e il mitico Studio Ghibli di Hayao Miyazaki.

Ma se gli unici premi che accontentano tutti sono quelli alla carriera, è un segno inequivocabile che qualcosa non vada.
Era già successo l'anno scorso, ed è l'ennisima dimostrazione del lento declino del Festival, che negli ultimi anni sembra patire la concorrenza della ben più pimpante Mostra del Cinema di Venezia.

Dal Lido, il direttore artistico Alberto Barbera già gongola, in previsione della kermesse di fine agosto.
Adieu, Cannes 2024.


Etichette: , , , , , , , , , , , , , ,

domenica 26 maggio 2024

CANNES 2024. I VINCITORI

Meryl Streep con la Palma d'Oro alla carriera. 


A vincere il 77° Festival di Cannes è stato Anora del regista americano Sean Baker.

Solo uno dei tanti colpi di scena che la Giuria, capitanata dalla regista di Barbie Greta Gerwig, ha dispensato in questa edizione.

Intanto che finiamo di scrivere il nostro consueto post di commento, potete leggere qui sotto l'elenco di tutti i premiati!


Palma d'Oro: Anora, regia di Sean Baker (Stati Uniti)

Grand Prix Speciale della Giuria (premio per l'opera più originale o innovativa): All We Imagine as Light, regia di Payal Kapadiya (India)

Prix de la mise en scène (premio per la migliore regia): Grand Tour, regia di Miguel Gomez (Portogallo)

Prix du scénario (premio per la migliore sceneggiatura): Coralie Fargeat per Substance (Regno Unito)

Prix d'interprétation féminine (premio per la migliore attrice): Karla Sofía Gascón, Adriana Paz, Selena Gomez e Zoe Saldana per Emilia Pérez (Francia)

Prix d'interprétation masculine (premio per il migliore attore): Jesse Plemons per Kinds of Kindness (Stati Uniti)

Premio della Giuria: Emilia Pérez, regia di Jacques Audiard (Francia)

Palma d'Oro onoraria: George Lucas, Meryl Streep e lo Studio Ghibli


Etichette: , , , , , , , , , ,

lunedì 13 maggio 2024

CANNES 2024. FILM IN E FUORI CONCORSO

Dall'alto: Francis Ford Coppola sul set di Megalopolis; una scena di Horizon: An American Saga; Anya Taylor-Joy in Furiosa: A Mad Max Saga; Gary Oldman in Parthenope



Sarà dunque Cannes il palcoscenico di tre dei film più attesi dell'anno.

Il primo è certamente Megalopolis, il progetto a lungo accarezzato e finalmente concretizzato da Francis Ford Coppola, già vincitore di due Palme d'Oro (nel 1974 con La Conversazione, nel 1979 con Apocalypse Now): ambientato in un futuro che ricorda l'Impero romano, sarà in concorso e probabilmente dividerà il pubblico per il suo sperimentalismo (ricordiamo che prima di esso, l'ultimo lavoro del grande cineasta era stato il molto anticonvenzionale Twixt).

Il secondo è Furiosa, prequel/spin-off di quel capolavoro d'azione che è Mad Max: Fury Road: Charlize Theron è stata sostituita da Anya Taylor-Joy (e questo ci fa storcere un po' il naso), ma da George Miller ci aspettiamo adrenalina e spettacolo.

Il terzo è Horizon: An American Saga, epico e ambizioso ritorno al western di Kevin Costner dopo i successi di Balla coi Lupi e Open Range: qui sarà presentato il primo capitolo, mentre il secondo dovrebbe uscire ad agosto.

Ma mai sottovalutare la kermesse della Costa Azzurra: il cartellone è sempre ricco di titoli interessanti.

Quest'anno, tra questi, segnaliamo:

- Kind of Kindness, terzo film consecutivo per la coppia d'oro Yorgos Lanthimos - Emma Stone (dopo gli acclamatissimi La Favorita e Poor Things);

- Parthenope, l'ode di Paolo Sorrentino alla sua Napoli che può vantare la presenza di Gary Oldman e che si spera possa eguagliare il successo all'estero di La Grande Bellezza;

- The Apprentice, sugli esordi di Donald Trump (interpretato da Sebastian Stan);

- il musical di Jacques Audiard Emilia Perez;

- Limonov, sull'eccentrico e controverso personaggio politico russo, basato sull'omonimo bestseller di Emmanuel Carrère;

- Marcello mio, omaggio a Marcello Mastroianni, che conta la presenza di Catherine Deneuve e della di loro figlia Chiara;

- Oh Canada, del sempre interessante Paul Schrader.

E questo per citare solo i film in competizione.

Ma il bello è scoprire le piccole e grandi gemme nascoste dai flash dei fotografi e dal passaggio dei divi sulla Croisette.

Chissà quali saranno le rivelazioni...

Nell'attesa di saperlo, ecco il programma della 77a edizione del Festival per antonomasia del cinema mondiale.

Appuntamento dal 14 al 25 maggio a Cannes!


Concorso

- All We Imagine as Light, regia di Payal Kapadia – documentario (India)
- L'Amour ouf, regia di Gilles Lellouche (Francia), con Adèle Exarchopoulos
- Anora, regia di Sean Baker (Stati Uniti d'America)
- The Apprentice, regia di Ali Abbasi (Canada, Danimarca, Irlanda, Stati Uniti d'America), con Sebastian Stan, Maria Bakalova, Jeremy Strong
- Bird, regia di Andrea Arnold (Regno Unito, Francia), con Barry Keoghan, Franz Rogowski
- Diamant brut, regia di Agathe Riedinger (Francia)
- Emilia Perez, regia di Jacques Audiard (Francia, Messico), con Selena Gomez, Zoe Saldaña, Édgar Ramírez
- Fēngliú yīdài, regia di Jia Zhangke (Cina)
- Grand Tour, regia di Miguel Gomes (Portogallo, Italia, Francia)
- Kinds of Kindness, regia di Yorgos Lanthimos (Irlanda, Regno Unito), con Emma Stone, Willem Dafoe, Joe Alwyn, Margaret Qualley
- Limonov: The Ballad of Eddie, regia di Kirill Serebrennikov (Italia, Francia, Spagna), con Ben WHishaw, Sandrine Bonnaire
- Marcello mio, regia di Christophe Honoré (Francia, Italia), con Chiara Mastroianni, Catherine Deneuve, Fabrice Luchini, Nicole Garcia
- Megalopolis, regia di Francis Ford Coppola (Stati Uniti d'America), con Adam Driver, Nathalie Emmanuel, Giancarlo Esposito, Jon Voight, Laurence Fishburne, Aubrey Plaza, Shia LaBeouf, Jason Schwartzman, Talia Shire
- Motel Destino, regia di Karim Aïnouz (Brasile, Francia, Germania)
- Oh Canada, regia di Paul Schrader (Stati Uniti d'America), con Jacob Elordi, Richard Gere, Uma Thurman
- Parthenope, regia di Paolo Sorrentino (Italia, Francia), con Gary Oldman, Luisa Ranieri, Stefania Sandrelli, Isabella Ferrari
- Pigen med nålen, regia di Magnus von Horn (Danimarca, Polonia, Svezia), con Trine Dyrholm
- The Shrouds, regia di David Cronenberg (Francia, Canada), con Vincent Cassel, Diane Kruger, Guy Pearce, Sandrine Holt
- The Substance, regia di Coralie Fargeat (Stati Uniti d'America), con Demi Moore, Margaret Qualley, Dennis Quaid


Un Certain Regard

- Armand, regia di Halfdan Ullmann Tøndel (Norvegia, Paesi Bassi, Svezia, Germania)
- Boku no ohisama, regia di Hiroshi Okuyama (Giappone)
- The Damned, regia di Roberto Minervini (Italia, Stati Uniti d'America, Belgio)
- Gǒu zhèn, regia di Guan Hu (Cina)
- L'Histoire de Souleymane, regia di Boris Lojkine (Francia)
- Norah, regia di Tawfik Alzaidi (Arabia Saudita)
- On Becoming A Guinea Fowl, regia di Rungano Nyoni (Irlanda, Regno Unito)
- Le Procès du chien, regia di Lætitia Dosch (Francia)
- Le Royaume, regia di Julien Colonna (Francia)
- Santosh, regia di Sandhya Suri (Regno Unito, Francia, India)
- September Says, regia di Ariane Labed (Irlanda, Regno Unito)
- The Shameless, regia di Konstantin Bojanov (Svizzera, Francia, Bulgaria, Taiwan)
- Việt and Nam, regia di Trương Minh Quý (Francia, Singapore, Paesi Bassi, Italia, Germania, Vietnam, Stati Uniti d'America)
- The Village Next to Paradise, regia di Mo Harawe (Austria, Germania, Francia, Somalia)
- Vingt Dieux!, regia di Louise Courvoisier (Francia)


Fuori concorso

- Le Deuxième Acte, regia di Quentin Dupieux (Francia) - film d'apertura - con Léa Seydoux, Vincent Lindon, Louis Garrel
- Furiosa: A Mad Max Saga, regia di George Miller (Australia), con Anya Taylor-Joy, Chris Hemsworth, Tom Hardy, Nicholas Hoult
- Horizon: An American Saga, regia di Kevin Costner (Stati Uniti d'America), con Kevin Costner, Sienna Miller, Sam Worthington, Jena Malone, Danny Huston, Michael Rooker
- Jiàngyuán nòng, regia di Peter Chan (Hong Kong, Cina)
- Rumours, regia di Guy Maddin, Evan Johnson e Galen Johnson (Germania, Canada), con Cate Blanchett, Alicia Vikander, Charles Dance


Cannes Première

- C'est pas moi, regia di Leos Carax (Francia), con Léa seydoux, Denis Lavant
- En fanfare, regia di Emmanuel Courcol (Francia)
- Everybody Loves Touda, regia di Nabil Ayouch (Marocco, Francia)
- Miséricorde, regia di Alain Guiraudie (Francia)
- Rendez-vous avec Pol Pot, regia di Rithy Panh – documentario (Cambogia, Francia)
- Le Roman de Jim, regia di Arnaud e Jean-Marie Larrieu (Francia)


Proiezioni speciali

- Apprendre, regia di Claire Simon – documentario (Francia)
- La Belle de Gaza, regia di Yolande Zauberman – documentario (Francia)
- Ernest Cole: Lost and Found, regia di Raoul Peck – documentario (Stati Uniti d'America)
- Le Fil, regia di Daniel Auteuil (Francia)
- The Invasion, regia di Serhij Loznycja – documentario (Ucraina, Paesi Bassi)


Proiezioni di mezzanotte

- Beterang 2, regia di Ryoo Seung-wan (Corea del Sud)
- Les Femmes au balcon, regia di Noémie Merlant (Francia)
- Jiǔlóng Chéng Zhài zhī wéichéng, regia di Cheang Pou-soi (Hong Kong)
- The Surfer, regia di Lorcan Finnegan (Australia, Irlanda), con Nicolas Cage


Etichette: , , , , , , , , ,