CINEMA A BOMBA!

lunedì 6 novembre 2023

THE CAINE MUTINY COURT-MARTIAL, L'ULTIMA LEZIONE DEL MAESTRO

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2023
109'
Regia: William Friedkin
Interpreti: Kiefer Sutherland, Jason Clarke, Lance Reddick, Monica Raymund, Jake Lacy, Dale Dye.


Il tenente Greenwald (Clarke), avvocato militare, accetta con riluttanza di difendere il giovane ufficiale di Marina Maryk (Lacy) in un processo che vede questi accusato di ammutinamento nei confronti del capitano Queeg (Sutherland).

L'imputato ha preso il comando della nave - la Caine del titolo - durante un violento uragano nel Golfo Persico.
Eccesso di zelo o inevitabile extrema ratio per sottrarre il comando ad un uomo dispotico e ossessivo, inadeguato al ruolo?


Ho scoperto che [...] dei tanti strumenti nell'arsenale di Billy, la gentilezza era uno dei più efficaci.

Parole del due volte premio Oscar Guillermo del Toro, chiamato dalla Paramount a supervisionare - per mere questioni assicurative - le due settimane di riprese dell'ultimo lavoro firmato William Friedkin (il cineasta messicano si è limitato a guardare il collega al lavoro e, come egli stesso ha raccontato, si è goduto lo spettacolo).

Il bel tributo di GdT potrebbe benissimo essere nostro.
Il compianto cineasta di Chicago - scomparso lo scorso agosto, poche settimane prima di compiere 88 anni - è stato una figura fondamentale per questo blog.

Ricordiamo: l'incontro sul red carpet di Venezia nel 2011, dove coniammo per lui l'epiteto - poi usato anche da altri - di Maestro (sic, con la maiuscola); le occasionali interazioni via social, in cui Billy ci aveva inorgoglito chiamandoci "my italian friends"; la campagna da noi condotta affinchè venisse insignito del Leone d'Oro alla carriera; lo Speciale del 2013, le recensioni, gli articoli e l'episodio del podcast che in varie occasioni gli dedicammo.

The Caine Mutiny, presentato postumo proprio alla scorsa Mostra del Cinema, è una chiusura del cerchio non solo per noi, ma anche per lo stesso Friedkin, che aveva avviato la carriera girando documentari per la tv (medium al quale era tornato solo occasionalmente).

In origine c'è un'acclamata pièce teatrale del romanziere premio Pulitzer Herman Wouk, già adattata per le sale nel 1954 (con Humphrey Bogart nel ruolo di Queeg) e per il piccolo schermo nel 1988 (con la regia di Robert Altman).
Billy ha riscritto personalmente il copione, modificando alcuni dettagli e rendendolo contemporaneo.

Il nostro non è nuovo al genere legal thriller, avendo già girato in passato l'ottimo La Parola ai Giurati (altro remake di un celebre film degli anni 50) e il controverso Regole d'Onore: questa pellicola condivide col primo lo svolgimento dell'intreccio in un'unica stanza (o quasi), col secondo l'ambientazione militare.

Il regista non tradisce la dimensione teatrale, ma riesce a trascenderla, mantenendo alta la tensione nonostante la totale assenza di azione (in questo il Maestro era davvero... un maestro!) e adottando una messinscena tanto minimale quanto geniale.
Si vedano i movimenti della macchina da presa: l'inquadratura si stringe quando i personaggi hanno il controllo o sono in una posizione di superiorità, mentre si allarga per enfatizzarne la debolezza o i momenti di difficoltà.

Un film che si affida alla forza della parola, quindi, ma anche alle performance dei suoi interpreti.
In un cast di grande livello fanno macchia Reddick nella parte del giudice (all'attore di Lost e Godzilla vs. Kong, morto anch'egli poco dopo le riprese, è dedicata la pellicola) e Sutherland nei panni di Queeg (bravo il protagonista di 24 a non imitare Bogart).

Ma più di tutti emerge Jason Clark, cui Billy cuce addosso il ruolo della vita come precedentemente aveva fatto con Michael Shannon in Bug e con Matthew McConaughey in Killer Joe.
L'interprete di Zero Dark Thirty e Oppenheimer offre una prova sublime, esaltata dal monologo conclusivo che è il climax e la chiave di volta di tutto il lungometraggio.

Un finale che è un ribaltamento inaspettato, la virtuale rivincita del capitano del Bounty (riferimento ad un altro famoso ammutinamento cinematografico!), il testamento morale dell'intero film e probabilmente del suo autore.
È un invito a pensare e ad agire fuori dagli schemi, così come Friedkin ha sempre fatto nel corso della sua lunga carriera.

L'inquadratura che chiude l'opera, un attimo prima che una canzone funk accompagni i titoli di coda (scelta bizzarra), è l'ultima zampata di un vecchio leone, il colpo di coda di un cineasta come non ce n'è quasi più.
A parziale consolazione di ciò, condividiamo l'affermazione dell'amico e critico britannico Mark Kermode: è morto l'uomo, ma almeno ci rimangono i suoi film.

Grazie di tutto, Billy.
Grazie di tutto, Maestro.


[PS: se volete approfondire l'argomento, qui sotto trovate una filmografia parziale, in ordine cornologico; cliccate sui link per leggere le nostre recensioni e guardare i trailer!]

1971: Il Braccio Violento della Legge.
1973: L'Esorcista.
1977: Il Salario della Paura.
1986: Vivere e Morire a Los Angeles.
1990: L'Albero del Male.
1995: Jade.
2006: Bug.
2011: Killer Joe.
2017: The Devil and Father Amorth.


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lunedì 25 settembre 2023

NOVEMBER-I CINQUE GIORNI DOPO IL BATACLAN, QUANDO LA FRANCIA SCONFISSE IL TERRORE

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

Francia, 2022
100'
Regia: Cédric Jimenez
Interpreti: Jean Dujardin, Anaïs Demoustier, Sandrine Kiberlain, Jérémie Renier, Lyna Khoudri.


13 novembre 2015. Parigi è sconvolta da una serie di attacchi terroristici coordinati, nei quali perdono la vita 130 persone.
Fred (Dujardin), commissario della direzione antiterrorismo, ha il compito di coordinare la ricerca e la cattura degli stragisti in fuga.

Il tempo stringe, e la sua squadra si impegna allo spasimo per trovare e fermare i criminali prima che riescano ad estradare o compiere altri attentati.
I 5 giorni successivi saranno determinanti per la riuscita della missione.


Uscito in Italia con colpevole ritardo, November è uno dei migliori film europei degli ultimi anni.
Il paragone avanzato da alcuni col bellissimo Zero Dark Thirty di Kathryn Bigelow è forse esagerato, ma non fuori luogo.

Come l'illustre collega americana, il regista ricorre a riprese con videocamere a spalla e ad un montaggio serratissimo, adottando il punto di vista esclusivo delle forze dell'ordine.

Il focus non è tanto l'attentato, che - con un scelta di grande sensibilità - non viene mostrato, quanto il "dopo", le strategie e le azioni messe in atto da servizi e polizia nella corsa contro il tempo per fronteggiare un nemico quasi invisibile (gli stessi terroristi, come Bin Laden nell'opera di Bigelow, appaiono pochissimo).

Manca un'approfondimento sulle motivazioni degli attentatori - non per giustificarli, sia chiaro, quanto piuttosto per comprendere le ragioni che avevano portato ad una tale radicalizzazione - e il ritmo è fin troppo sostenuto (a tratti le scene sono così rapide che si fatica a capire che cosa succeda e perchè), ma nel complesso la pellicola funziona bene.

Benché stavolta in un ruolo serio, rivedere quel simpatico guascone di Jean Dujardin - l'unico attore francese ad aver mai vinto il premio Oscar, ma noi lo ricordiamo anche per The Wolf of Wall Street e Monuments Men - è sempre un gran piacere.
Tra i comprimari si distingue invece la fragile e coraggiosa delatrice interpretata dalla bella franco-algerina Lyna Khoudri.

Come documento storico, questo film è a tratti romanzato, ma può risultare utile; come lungometraggio d'azione, tiene alto fino all'ultimo l'interesse dello spettatore.
Da vedere.


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domenica 19 gennaio 2020

I MIGLIORI FILM DEL DECENNIO (2010-2019)

Dall'alto: Jessica Chastain e Brad Pitt in The Tree of Life; gli Avengers Chris Evans e Robert Downey Jr.; Joaquin Phoenix nei panni del Joker


Ora che sono ufficialmente iniziati gli Anni 20 del Nuovo Millennio, sono in molti a chiedersi: quali sono stati i film migliori nel decennio appena trascorso?

Una domanda alla quale stanno provando a rispondere molti giornali e siti specializzati, con risultati a dir poco eterogenei.
Anche noi di CINEMA A BOMBA! ci siamo prestati al gioco, stilando due personali classifiche.

Di seguito le trovate entrambe, divise in cinque categorie: Top 10, Top 20, Top 30, Top 40 e Top 50.
All'interno di ognuna di esse, le pellicole sono riportate in mero ordine cronologico.

Leggete e provate anche voi a fare la vostra personale selezione!
Chissà quanti gusti abbiamo in comune...






Qui di seguito la selezione di Fran:

TOP 10
Inception 2010
The Tree of Life 2011
Zero Dark Thirty 2012
American Sniper 2014
Whiplash 2014
Il Ponte delle Spie 2015
Mad Max: Fury Road 2015
La Battaglia di Hacksaw Ridge 2016
Dunkirk 2017
Joker 2019

TOP 20
Wilde Salomé 2011
Le Avventure di Tintin 2011
The Master 2012
Il Cavaliere Oscuro-Il Ritorno 2012
The Lego Movie 2014
La La Land 2016
Tre Manifesti a Ebbing, Missouri 2017
A Star Is Born 2018
Spider-Man: Un Nuovo Universo 2018
Roma 2018

TOP 30
Killer Joe 2011
Le Idi di Marzo 2011
The Artist 2011
Mud 2012
The Wolf of Wall Street 2013
Gravity 2013
Babadook 2014
Guardiani della Galassia 2014
Animali Notturni 2016
Ready Player One 2018

TOP 40
Take Shelter 2011
Django Unchained 2012
The Disappearance of Eleanor Rigby 2013
Interstellar 2014
Birdman 2014
The Revenant 2015
Deadpool 2016
Hell or High Water 2016
Avengers: Infinity War 2018
Venom 2018

TOP 50
Cave of Forgotten Dreams 2010
Alois Nebel 2011
Drive 2011
Boyhood 2014
A Most Violent Year 2014
Lion-La Strada Verso Casa 2016
The Shape of Water 2017
Scappa-Get Out 2017
First Man 2018
Bohemian Rhapsody 2018






Qui di seguito la selezione di Fede:

TOP 10
The Artist 2011
The Tree of Life 2011
Zero Dark Thirty 2012
The Disappearance of Eleanor Rigby 2013
Interstellar 2014
Birdman 2014
Star Wars-Il Risveglio della Forza 2015
La La Land 2016
Wonder Woman 2017
Avengers: Endgame 2019

TOP 20
Inception 2010
Wilde Salomé 2011
Le Avventure di Tintin 2011
Le Idi di Marzo 2011
Django Unchained 2012
Les Misérables 2012
The Martian 2015
Batman v Superman: Dawn of Justice 2016
Spider-Man: Homecoming 2017
Avengers: Infinity War 2018

TOP 30
Road To Nowhere 2010
Killer Joe 2011
Drive 2011
The Lego Movie 2014
Whiplash 2014
Deadpool 2016
Captain America: Civil War 2016
Twin Peaks-The Return 2017
The Greatest Showman 2017
Ready Player One 2018

TOP 40
Argo 2012
Lo Hobbit-La Battaglia delle 5 Armate 2014
Boyhood 2014
Il Ponte delle Spie 2015
Il Caso Spotlight 2015
Inside Out 2015
Justice League 2017
Thor: Ragnarok 2017
The Devil and Father Amorth 2018
Spider-Man: Un Nuovo Universo 2018

TOP 50
Alois Nebel 2011
Take Shelter 2011
Pearl Jam Twenty 2011
Twixt 2011
Captain America: Il Primo Vendicatore 2011
To The Wonder 2012
L'Uomo d'Acciaio 2013
Babadook 2014
Guardiani della Galassia 2014
The Shape of Water 2017




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domenica 4 gennaio 2015

AMERICAN SNIPER, LA VOCAZIONE DEL MODERNO CROCIATO

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer) 

USA, 2014
132'
Regia: Clint Eastwood
Interpreti: Bradley Cooper, Sienna Miller, Luke Grimes, Kyle Gallner, Sam Jaeger.


Buon 2015, cari lettori di CINEMA A BOMBA!

Comincia un nuovo anno a tutto cinema assieme a voi e, per l'occasione, esordiamo subito con la recensione di un film uscito nelle sale pochi giorni fa: American Sniper.

Il cowboy mancato Chris Kyle, sconvolto alla notizia degli attentati terroristici in Tanzania e in Kenya del 1998, decide di dare una mano al suo Paese arruolandosi nei Navy SEAL.
Poi arriva l'11 Settembre e Kyle, diventato operativo dopo un durissimo addestramento, viene mandato in missione in Iraq, dove diventerà uno dei cecchini più letali della storia dell'esercito statunitense (160 uccisioni confermate ufficialmente, ma probabilmente più di 250).

Ritornato definitivamente agli affetti familiari, avrà difficoltà a reintegrarsi: la guerra non lo ha abbandonato.
Finale drammatico.

Per quanto riguarda i film che parlano delle guerre in Iraq e Afghanistan, Clint Eastwood adotta un punto di vista insolito rispetto ai suoi colleghi.
Ispirandosi all'autobiografia del vero Kyle, il cineasta di San Francisco racconta le vicende di un soldato che si pente non di aver ucciso delle persone, bensì di non essere riuscito a salvare i suoi compagni (ma quanti se ne sono salvati, grazie a lui!); di un soldato che non ripudia la guerra, ma che la considera inevitabile mezzo per fermare i malvagi.

Il protagonista, però, è ben lungi dall'essere il nazionalista manicheo di Lone Survivor di Peter Berg, l'adrenalino-dipendente del The Hurt Locker di Kathryn Bigelow, il tenace e coriaceo solo-contro-tutti stile Zero Dark Thirty della stessa regista o il pistolero infallibile e solitario di tanti western eastwoodiani.

Egli è semplicemente un uomo al quale il padre da bambino aveva insegnato che ci sono tre tipologie di uomini: i lupi - aggressivi e prevaricatori -, gli agnelli - pacifici e tranquilli - e i cani da pastore - che hanno il compito di proteggere gli agnelli dai lupi.
E che ha scelto, come propria vocazione, quella di difendere gli innocenti, anche a costo di sacrificare la propria vita e la propria famiglia.
Insomma, un buon Cristiano che cerca di fare il suo dovere nei confronti di Dio e della Patria. Un guerriero che combatte non per il gusto di sparare e uccidere, ma per uno scopo più alto.

Ad incarnare questo moderno Crociato, combattuto tra il dovere e l'amore per la famiglia, è Bradley Cooper.
Sono lontani i tempi di Una Notte da Leoni e il ragazzo ne ha fatto di strada, nel frattempo: a forza di prove via via più convincenti è riuscito a farsi rispettare come interprete e a raccogliere successi, apprezzamenti e due nomination consecutive ai Premi Oscar, nel 2013 (per Il lato Positivo) e 2014 (per American Hustle).
Ora sarà la volta della terza?

La sua (finora) migliore performance recitativa la offre infatti proprio in American Sniper: mai sopra le righe, non accentua nulla eppure riesce a rendere con naturalezza e credibilità i tormenti del personaggio, le sue convinzioni, il suoi stati d'animo.
Un lavoro di fino, una prova da grande attore.

Per quel che riguarda la regia, possiamo dire che il buon vecchio Clint sembra essere tornato alla forma di Million Dollar Baby e Gran Torino, le sue opere migliori dietro alla macchina da presa.

Anche la critica quasi all'unanimità ne ha tessuto le lodi - per esempio il celebre Leonard Maltin ha dichiarato: "Eastwood ha colpito in pieno con questa storia avvincente: non c'è una nota falsa né un momento sprecato"; mentre la rivista Rolling Stone ha affermato: "Eastwood fonde l'esplosione e il dolore come solo lui sa fare. Questo film ti porta via dei pezzi".

Siamo d'accordo, ma sapete secondo noi qual è stato il miglior commento al film?
Il commosso silenzio della sala affollata alla fine della proiezione.

Il Texano-dagli-occhi-di-ghiaccio-e-di-poche-parole ci ha zittito tutti.

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giovedì 31 luglio 2014

I CLASSICI: POINT BREAK, UN' ESTATE AL LIMITE (E ANCHE OLTRE)

(Clicca sull'immagine per vedere il trailer) 

USA, 1991
123'
Regia: Kathryn Bigelow
Con: Keanu Reeves, Patrick Swayze, Gary Busey, John C. McGinley, Lori Petty, James LeGros, Tom Sizemore, Anthony Kiedis.


California meridionale. Ex campione di football americano entrato nel FBI (Reeves), con l'aiuto di un casinaro collega di mezza età (Busey), indaga per identificare una banda di rapinatori di banche mascherati con le facce degli ex presidenti USA (Lyndon Johnson, Richard Nixon, Jimmy Carter e Ronald Reagan).
Si infiltra quindi in un gruppo di surfisti capelloni - guidati da un carismatico filosofo pseudobuddista (Swayze) - che a tempo perso praticano anche il paracadutismo estremo.

Chi lo avrebbe detto che da una delle trame più improbabili della storia del cinema sarebbe scaturita una pellicola memorabile ed esaltante?
Per rispondere alla domanda bisogna considerare anzitutto il travagliato percorso del copione, apportato in prima battuta da W. Peter Iliff col contributo di Rick King, e quindi riscritto definitivamente dalla regista con l'allora marito James Cameron, che figura come produttore esecutivo (ma né la Bigelow né il futuro autore di Titanic e Avatar sono accreditati come sceneggiatori, a causa di problemi col sindacato di categoria).

I meriti principali sono invece riconducibili alla direzione fluida e muscolare - alla faccia del "sesso debole"! - di Kathryn Bigelow, quasi certamente la miglior regista donna di sempre.
Forse qui, ancor più che nei successivi e osannatissimi The Hurt Locker (che pure le è valso il Premio Oscar) e Zero Dark Thirty, emerge il talento di questa impavida (ex) ragazza californiana: le sequenze d'azione sono impressionanti, da quelle marine a quelle volanti, passando per un inseguimento al cardiopalma filmato con la videocamera a spalla.

Innumerevoli le scene cult. Da segnalare almeno: la retata contro la gang dei nazi-surfisti armati, la sessione di paracadutismo acrobatico e la rapina in banca finale.
Ma il momento che rimane più impresso è di certo il "volo senza paracadute" di Keanu Reeves, forse perché rappresenta anche l'acme dell'inverosimiglianza narrativa del film (e quindi uno dei suoi momenti più divertenti).

Il cast, poi, è in stato di grazia. Reeves e il compianto Swayze fanno a gara di piacioneria: il primo, in preparazione della riprese, ha imparato a surfare da zero e continua a farlo ancora oggi come hobby (la stessa rivelazione la fa il suo personaggio nel malinconico epilogo); il secondo concede un'interpretazione ricca di sfumature, senza mai andare sopra le righe.
E che dire di Gary Busey? Quello del caustico sbirro Angelo Pappas è il suo ruolo della vita: mai l'attore texano è stato (e sarà) altrettanto spassoso e simpatico.
Segnaliamo inoltre il piccolo ruolo da agente infame di John C.McGinley (il Dott. Cox di Scrubs) e la comparsata di Anthony Kiedis, cantante dei Red Hot Chili Pepper (è il bullo con la coda che si spara in un piede).

Però non possiamo neppure nascondere il fatto che se questa pellicola piace ancora così tanto a distanza di tanti anni (già più di venti: incredibile...) in fondo è anche perché c'è un po' di Johnny Utah e di Bodhi (i due protagonisti) in tutti noi.
Chi infatti non è mai stato combattuto tra il desiderio di pace e l'impulso a lasciarsi andare, tra la calma e la voglia di sentire l'adrenalina in circolo?

Dai, non si può vedere un film così durante questa stagione: uno poi si immedesima...
Infatti Point Break è perfetto per l'estate.
Un'estate al limite.
E anche oltre.

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lunedì 13 gennaio 2014

GOLDEN GLOBE 2014. I VINCITORI

Dall'alto: Paolo Sorrentino col Golden Globe per il miglior film straniero; Amy Adams miglior attrice per American Hustle; cast e regista di 12 Anni Schiavo; Matthew McConaughey miglior attore drammatico; Jennifer Lawrence miglior attrice non protagonista.


Tutto come previsto, o quasi.
La notizia del giorno è di sicuro il Golden Globe come miglior film straniero vinto dal nostro Paolo Sorrentino con La Grande Bellezza.
Non possiamo che rallegrarcene, per almeno 3 ragioni:
- all'ultimo Festival di Cannes la pellicola era stata malamente snobbata dalla giuria in favore di La Vie d'Adèle (eh?);
- il "girone" relativo ai film stranieri era il più combattuto, con altri 4 "pezzi da novanta" su cui non era affatto facile spuntarla;
- La Grande Bellezza è davvero un'opera riuscita (presto ne pubblicheremo la recensione!) e conferma Sorrentino come il più originale regista del nostro paese, l'unico in grado di essere competitivo anche oltreoceano.
Bravo Paolo, e speriamo che questo successo sia di buon auspicio per gli Oscar 2014.

Quanto al resto, i premi confermano in buona parte le previsioni della vigilia, con la sensazione che i 90 giurati della stampa estera abbiano voluto accontentare un po' tutti.
Ecco allora American Hustle e 12 Anni Schiavo che tornano a casa coi globi più ambiti (a differenza degli Oscar, i GG distinguono tra film drammatici e commedie), col messicano Alfonso Cuaron di Gravity come terzo incomodo.

Se per le attrici i verdetti erano scontati - dall'alleniana Cate Blanchett alla determinata Amy Adams, passando per la lanciatissima Jennifer Lawrence, già oscarizzata l'anno passato (ma spiace per la Julie Delpy di Before Midnight, rimasta a bocca asciutta) - più interessanti risultano quelli per i migliori attori.

Leo DiCaprio, che invecchia come il buon vino, sbaraglia l'agguerritissima concorrenza e - giudato ancora una volta dal mentore/amico Martin Scorsese - con The Wolf of Wall Street si piazza in prima fila nella corsa per quella statuetta che troppo a lungo gli è stata negata.
Sorvolando sul premio assegnato a Jared Leto per Dallas Buyers Club (una concessione alle ragazzine che lo idolatrano come cantante rock?), che ha prevalso a sorpresa sul favoritissimo Michael Fassbender di 12 Anni Schiavo, notevole è il Globe come protagonista drammatico conquistato da Matthew McConaughey per lo stesso film: l'ex bellimbusto texano, da quando ha incrociato la propria strada con quella del maestro William Friedkin (vedi Killer Joe), si è riscoperto attore credibile e "serio".

Ultima nota: l'assenza della superdiva Jessica Chastain.
Dopo il GG conquistato a furor di popolo con Zero Dark Thirty l'anno scorso e due nomination consecutive agli Oscar andate inspiegabilmente a vuoto, la rossa attrice californiana ha scelto di tenersi lontana dalle competizioni, in attesa di tornare alla grande con l'attesissimo Interstellar di Christopher Nolan (quello dell'ultimo Batman).
Saranno loro i vincitori del prossimo anno?

Di seguito l'elenco dei premiati: cliccate sui link per accedere a trailer, interviste e curiosità!


MIGLIOR FILM DRAMMATICO
- 12 Anni Schiavo

MIGLIOR COMMEDIA
- American Hustle

MIGLIOR REGIA
- Alfonso Cuaron, Gravity

MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA IN UN FILM DRAMMATICO
- Matthew McConaughey, Dallas Buyers Club

MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA IN UN FILM DRAMMATICO
- Cate Blanchett, Blue Jasmine

MIGLIOR ATTORE IN COMMEDIA O MUSICAL
- Leonardo DiCaprio, The Wolf of Wall Street

MIGLIORE ATTRICE IN COMMEDIA O MUSICAL
- Amy Adams, American Hustle

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
- Jared Leto, Dallas Buyers Club

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
- Jennifer Lawrence, American Hustle

MIGLIORE SCENEGGIATURA
- Spike Jonze, Her

MIGLIORE COLONNA SONORA
- Alex Ebert, All Is Lost

MIGLIOR CANZONE
- Ordinary Love degli U2, Mandela: Long Walk To Freedom

MIGLIOR FILM DI ANIMAZIONE
- Frozen

MIGLIOR FILM STRANIERO
- La Grande Bellezza (Italia)

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lunedì 2 dicembre 2013

I CORTI: SCRIPTED CONTENT, OMG IT'S JESSICA CHASTAIN!

(Clicca sull'immagine per vedere il corto) 

USA, 2013
1'38"
Regia: Matthew Frost
Interpreti: Jessica Chastain, Sebastian Beacon.


New York. In una tiepida giornata, un giovane siede su una panchina accanto ad una splendida ragazza intenta a leggere una rivista e a sorseggiare una bevanda in santa pace.
Il tipo si accorge subito che la bella donna al suo fianco è nientepopodimeno che... Jessica Chastain!
Comincia a chattare con un suo interlocutore (o interlocutrice), che gli impone di scattare una foto alla superdiva.
Lui è titubante, lei forse capisce; la tensione è alle stelle, ci si chiede "Riuscirà a farle una foto senza che lei se ne accorga?".
Ma sul più bello...

Dai, ormai lo sapete: di Jessica Chastain ci siamo già occupati abbondantemente in passato, seguendo l'evolversi della sua carriera dagli esordi ai giorni nostri, da attrice di belle speranze a diva famosa e acclamata.
La bravura di questa interprete - nonché le sempre interessanti scelte professionali che ha fatto finora - ci spingono e ci spingeranno a seguirla anche in futuro, statene pur certi.

Ora, grazie alla stessa Jessica, che lo ha segnalato sulla propria pagina Facebook, abbiamo scoperto questo divertente corto dalla colonna sonora spagnoleggiante in stile "spaghetti-western".

Il filmato fa parte di una serie di video prodotti dalla rivista di moda Vogue, pensati come omaggio allo charme di certe donne (prima della nostra, era toccato all'attrice Premio Oscar Kate Winslet il ruolo da protagonista in uno short della serie) - icone fashion, certamente, ma dalla femminilità naturale e non ostentata, e dall'autorevolezza derivante dall'aver saputo costruirsi una solida reputazione esclusivamente col proprio impegno e duro lavoro.

E chi se non la sempre impeccabile protagonista di The Tree of Life e Zero Dark Thirty poteva rappresentare al meglio l'archetipo di questo tipo di diva dei nostri tempi, bella e affascinante, elegante e intelligente, impegnata e ironica?

È solo un corto (molto corto), ma - come al solito - che brava!

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venerdì 8 marzo 2013

ZERO DARK THIRTY, UNA DONNA SOLA CONTRO BIN LADEN

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer) 

USA, 2012
157'
Regia: Kathryn Bigelow
Interpreti: Jessica Chastain, Jason Clarke, Joel Edgerston, Jennifer Ehle, Mark Strong, Kyle Chandler, James Gandolfini, Harold Perrineau Jr.


2 Maggio 2011. Il Presidente USA Obama annuncia al mondo la morte di Osama Bin Laden in seguito ad un attacco da parte delle Forze Speciali in un compound (cioé un complesso delimitato da recinzioni) ad Abbottabad, nella parte nord-occidentale del Pakistan.
Nessuno, fino all'uscita di Zero Dark Thirty, che è cronaca fedele dei retroscena di questa operazione, poteva pensare che l'individuazione del nascondiglio dell'irrintracciabile "sceicco del terrore" fosse soprattutto opera della caparbietà e del lavoro maniacale di una sola persona, una donna.

5 candidature ai premi Oscar (compresa quella per il miglior film e per la migliore attrice protagonista), Golden Globe per la migliore attrice drammatica.
Purtroppo un solo Oscar, nel montaggio sonoro, e per di più ex-aequo (un premio condiviso è un fatto piuttosto inusuale per l'Academy).

È questo il magro bottino che si è portato a casa il film-evento che quest'anno ha maggiormente fatto discutere intellettuali, giornalisti ed editorialisti di tutto il mondo, affossato da scariche a raffica di critiche: per la rappresentazione di metodi brutali di interrogatorio da parte della CIA atti ad estorcere informazioni ai prigionieri della guerra al terrore; per aver implicitamente giustificato queste torture come necessarie; per aver utilizzato informazioni sensibili di intelligence, passate da persone vicine all'amministrazione Obama.

Come se non bastasse, tre senatori (tra i quali l'ex candidato presidenziale repubblicano John McCain) hanno pure fatto aprire un'investigazione per chiarire eventuali legami con la CIA.
Naturalmente, è finito tutto in una bolla di sapone.

Fortunatamente, la pellicola è stata baciata da un'ottima accoglienza di pubblico e critica.
Meritatissima.

La vicenda della caccia a Bin Laden è raccontata in modo dettagliato - quasi documentaristico - e appassionante, sicché le oltre due ore e mezza di durata non pesano sulla suspence.
E questo grazie principalmente allo sceneggiatore Mark Boal - già oscarizzato per la precedente opera della Bigelow, The Hurt Locker - abile anche a riadattare in corsa e in tempi stretti un copione pressoché pronto: inizialmente lo script doveva descrivere i tentativi di scovare il terrorista, ma l'improvvisa notizia della sua uccisione ha sparigliato le carte.

La regista si dimostra invece ancora una volta eccezionale nello scavo psicologico dei personaggi, nella rappresentazione delle loro convinzioni e motivazioni; e, d'altra parte, nessuno sa descrivere meglio di lei quelle scariche di adrenalina che portano a fare le cose più impensabili (giova ricordare che il supercult Point Break l'ha diretto lei!).

Particolarmente efficace si è dimostrato poi quel velo di segretezza che si è voluto lasciare prima dell'uscita nelle sale: chi si sarebbe aspettato che il personaggio principale della storia fosse una donna?
Già si era parlato di un coinvolgimento di Jessica Chastain nel progetto, ma si pensava a lei per un ruolo da spalla, non certo da protagonista assoluta.

E l'attrice più ricercata del momento, alla quale è immeritatamente sfuggito ancora una volta l'Oscar (vedi il nostro precedente post), è superba come al solito.
E in grado di reggere la scena con un carisma ed una personalità che solo Meryl Streep e poche altre ormai hanno.

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domenica 24 febbraio 2013

OSCAR 2013. LE NOSTRE PREVISIONI

(Il logo della cerimonia dell'85a edizione dei Premi Oscar) 


Eh sì, è arrivato il momento più atteso da tutti i cinefili.
Nella notte tra oggi e domani si svolgerà a Los Angeles la cerimonia di premiazione degli Oscar, i prestigiosissimi premi assegnati dall'Academy of Motion Picture Arts and Sciences, organizzazione professionale onoraria costituita da personalità del mondo del cinema (quali attori, registi, produttori...) che conta migliaia di membri votanti.

Sono mesi ormai che bookmaker e semplici appassionati pronosticano i vincitori della serata.
A questo gioco - come da tradizione che dura ormai da diversi anni - abbiamo voluto partecipare anche noi.

Ecco quindi le nostre previsioni su chi saranno i trionfatori dell'85a edizione degli Academy Award.
Speriamo di migliorare l'exploit dell' anno scorso, quando la redazione di CINEMA A BOMBA! azzeccò 21 dei 24 premi assegnati (e Fede arrivò ad indovinarne ben 17).


MIGLIOR FILM
Argo, regia di Ben Affleck (FRA)
Lincoln, regia di Steven Spielberg (FEDE, ANG)

MIGLIOR REGIA
Michael Haneke - Amour (ANG)
Steven Spielberg - Lincoln (FRA, FEDE)

MIGLIORE ATTORE PROTAGONISTA
Daniel Day-Lewis - Lincoln (FRA, FEDE, ANG)

MIGIORE ATTRICE PROTAGONISTA
Jessica Chastain - Zero Dark Thirty (FRA, FEDE, ANG)

MIGLIORE ATTORE NON PROTAGONISTA
Alan Arkin - Argo (ANG)
Christoph Waltz - Django Unchained (FRA, FEDE)

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
Anne Hathaway - Les Misérables (FRA, FEDE)
Sally Field - Lincoln (ANG)

MIGLIORE SCENEGGIATURA ORIGINALE
Mark Boal - Zero Dark Thirty (ANG)
Michael Haneke - Amour (FRA)
Quentin Tarantino - Django Unchained (FEDE)

MIGLIORE SCENEGGIATURA NON ORIGINALE
Tony Kushner - Lincoln (FRA, FEDE)
Chris Terrio - Argo (ANG)

MIGLIOR FILM STRANIERO
Amour, regia di Michael Haneke (Austria) (FRA, FEDE, ANG)

MIGLIOR FILM DI ANIMAZIONE
Ribelle - The Brave (Brave), regia di Mark Andrews e Brenda Chapman (FRA)
Frankenweenie, regia di Tim Burton (FEDE)
Ralph Spaccatutto (Wreck-It Ralph), regia di Rich Moore (ANG)

MIGLIOR FOTOGRAFIA
Janusz Kaminski - Lincoln (FEDE, ANG)
Claudio Miranda - Vita di Pi (Life of Pi) (FRA)

MIGLIORI SCENOGRAFIA E DESIGN
Rick Carter e Jim Erickson - Lincoln (FEDE, ANG)
Sarah Greenwood e Katie Spencer - Anna Karenina (FRA)

MIGLIOR MONTAGGIO
Michael Kahn - Lincoln (FRA)
Tim Squyres - Vita di Pi (Life of Pi) (ANG)
Dylan Tichenor e William Goldenberg - Zero Dark Thirty (FEDE)

MIGLIOR COLONNA SONORA
Mychael Danna - Vita di Pi (Life of Pi) (FRA)
Dario Marianelli - Anna Karenina (FEDE, ANG)

MIGLIORE CANZONE
Skyfall, musica e parole di Adele Adkins e Paul Epworth - Skyfall (FRA, FEDE)
Suddenly, musica e parole di Claude-Michel Schönberg, Herbert Kretzmer e Alain Boublil - Les Misérables (ANG)

MIGLIORI EFFETTI SPECIALI
Joe Letteri, Eric Saindon, David Clayton e R. Christopher White - Lo Hobbit - Un viaggio inaspettato (The Hobbit: An Unexpected Journey) (FEDE, ANG)
Bill Westenhofer, Guillaume Rocheron, Erik-Jan De Boer e Donald R. Elliott - Vita di Pi (Life of Pi) (FRA)

MIGLIOR SONORO
Argo - John Reitz, Gregg Rudloff e Jose Antonio Garcia (FEDE, ANG)
Les Misérables - Andy Nelson, Mark Paterson e Simon Hayes (FRA)

MIGLIOR MONTAGGIO SONORO
Argo - Erik Aadahl e Ethan Van der Ryn (FRA, FEDE)
Vita di Pi (Life of Pi) - Eugene Gearty e Philip Stockton (ANG)

MIGLIORI COSTUMI
Anna Karenina - Jacqueline Durran (FRA, FEDE)
Les Misérables - Paco Delgado (ANG)

MIGLIORI TRUCCO E ACCONCIATURA
Lo Hobbit - Un viaggio inaspettato (The Hobbit: An Unexpected Journey) - Peter Swords King, Rick Findlater e Tami Lane (FRA, FEDE, ANG)

MIGLIOR DOCUMENTARIO
5 Broken Cameras (ANG)
The Invisible War (FEDE)
Searching for Sugar Man (FRA)

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO DOCUMENTARIO
Kings Point - Sari Gilman e Jedd Wider (FEDE, ANG)
Mondays at Racine - Cynthia Wade e Robin Honan (FRA)

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO
Death of a Shadow - Tom Van Avermaet e Ellen De Waele (FRA, FEDE)
Henry - Yan England (ANG)

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO DI ANIMAZIONE
Fresh Guacamole - PES (ANG)
The Longest Daycare - David Silverman (FEDE)
Paperman - John Kahrs (FRA)

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lunedì 21 gennaio 2013

OSCAR 2013. NOMINATION: FILM E REGIA



12 nomination: Lincoln.
11 nomination: Vita di Pi.
8 nomination: Les Misérables e Silver Linings Playbook.
7 nomination: Argo.
5 nomination: Zero Dark Thirty, Django Unchained e Amour.
4 nomination: Beasts of the Southern Wild.

E' con questa "dote" che le pellicole il lizza per l'Oscar come miglior film si presentano davanti ai giurati dell'Academy in vista della premiazione del 24 febbraio.

Chi vincerà?
Come abbiamo anticipato nel nostro commento alle nomination, quest'anno sembra profilarsi il trionfo del kolossal storico spielberghiano.
Oltre ad essere in gara in buona parte delle categorie, Lincoln ha dalla propria parte la candidatura per il miglior regista: statisticamente, l'accoppiata film-regia concede maggiori chance di vittoria.

Accoppiata che è riuscita anche ad Ang Lee e al suo visivamente affascinante Vita di Pi, a David O. Russell e al suo ottimamente interpretato Silver Linings Playbook, al giovane Benh Zeitlin e alla sua opera d'esordio Beasts of the Southern Wild, all'austriaco Michael Haneke e al suo pluripremiato Amour.
Ma, a scanso di clamorosi capovolgimenti, le loro probabilità di successo sono abbastanza limitate.

Quelli che sembravano i due principali avversari di Lincoln, cioè Argo e Zero Dark Thirty, hanno invece la strada ancora più in salita, nonostante il primo sia uscito vincitore - un po' a sorpresa - dagli ultimi Golden Globes: la sfumata candidatura dei rispettivi registi, Ben Affleck e Kathryn Bigelow, è un forte colpo per le ambizioni di queste due apprezzatissime pellicole.

La mancata doppietta sfavorisce altresì due grandi successi di critica e pubblico: il tarantiniano Django Unchained e il musical Les Misérables.

Tutto già deciso, dunque? Non è detto.
Nel cinema, come nella vita, le sorprese sono sempre dietro l'angolo.

Scopriamo allora i trailer dei film candidati per il riconoscimento più ambito in campo cinematografico e le interviste ai registi nominati (clicca sui link).


MIGLIOR FILM


Lincoln, regia di Steven Spielberg


Il lato positivo - Silver Linings Playbook (Silver Linings Playbook), regia di David O. Russell


Argo, regia di Ben Affleck


Amour, regia di Michael Haneke


Django Unchained, regia di Quentin Tarantino


Beasts of the Southern Wild, regia di Benh Zeitlin


Vita di Pi (Life of Pi), regia di Ang Lee


Zero Dark Thirty, regia di Kathryn Bigelow


Les Misérables, regia di Tom Hooper



MIGLIORE REGIA

Dall'alto: Steven Spielberg, David O. Russell, Ang Lee, Michael Haneke, Benh Zeitlin 



Steven Spielberg - Lincoln

David O. Russell - Il lato positivo - Silver Linings Playbook (Silver Linings Playbook)

Ang Lee - Vita di Pi (Life of Pi)

Michael Haneke - Amour

Benh Zeitlin - Beasts of the Southern Wild

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sabato 19 gennaio 2013

OSCAR 2013. NOMINATION: FILM D'ANIMAZIONE, FILM STRANIERI, SCENEGGIATURE

Dall'alto: Ribelle-The Brave; Frankenweenie; ParaNorman; Ralph Spaccatutto; Pirati! Briganti da strapazzo.


Giochi aperti nella categoria per il miglior film d'animazione.
Fatto fuori il favorito della vigilia - Le 5 Leggende della DreamWorks - e colpevolmente dimenticato il delizioso La Collina dei Papaveri, i più credibili contendenti per la statuetta sembrano essere tre pellicole targate Disney: Ribelle (frutto della collaborazione con la Pixar), Ralph Spaccatutto e Frankenweenie (di Tim Burton, tratto da un suo omonimo cortometraggio che CINEMA A BOMBA! ha recentemente recensito).
E proprio quest'ultimo potrebbe regalare per la prima volta al regista di Batman, Edward Mani di Forbice, Nightmare Before Christmas e Beetlejuice il tanto atteso riconoscimento dell'Academy.

Forte di cinque pesantissime nomination (quelle per le categorie più importanti), Amour di Michael Haneke, trionfatore già di Cannes 2012, non dovrebbe aver problemi a vincere per la migliore pellicola straniera.
Sarebbe una vera e propria rivincita per il cineasta austriaco, vincitore del Golden Globe 2010 per Il Nastro Bianco, ma poi sconfitto agli Oscar da Il Segreto dei Suoi Occhi.

Meno facile, per Haneke, imporsi per la migliore sceneggiatura originale: è Tarantino il favorito.
Escluso dalle nomination il temibile Paul Thomas Anderson ( The Master), l'italo-americano dovrebbe battere anche l'altro Anderson, Wes - che con Roman Coppola ha scritto il pur apprezzato Moonrise Kingdom - e il Mark Boal del controverso Zero Dark Thirty.

Più equilibrati i giochi per la migliore sceneggiatura non originale, dove non sembra esserci un vero e proprio front-runner: tutte le opere nominate sono in lizza anche per il miglior film e probabilmente a spuntarla sarà lo script del vincitore del premio più prestigioso.

Potete farvi anche voi un'idea della competizione in corso nelle categorie presentate in questo post: i link qui di seguito vi porteranno a conoscere i trailer dei film di animazione e stranieri, oltre che le sceneggiature e gli sceneggiatori delle pellicole candidate.

Allora, secondo voi chi vincerà?


MIGLIOR FILM D'ANIMAZIONE
Brave (Ribelle-The Brave)
Frankenweenie
ParaNorman
Wreck-It Ralph (Ralph Spaccatutto)
Pirati! Briganti da strapazzo

MIGLIOR FILM STRANIERO
Amour - Austria
No - Cile
War Witch - Canada
A Royal Affair - Danimarca
Kon Tiki - Norvegia

MIGLIORE SCENEGGIATURA ORIGINALE
Amour - Michael Haneke
Django Unchained - Quentin Tarantino
Flight - John Gatins
Moonrise Kingdom - Una fuga d'amore (Moonrise Kingdom) - Wes Anderson e Roman Coppola
Zero Dark Thirty - Mark Boal

MIGLIORE SCENEGGIATURA NON ORIGINALE
Argo - Chris Terrio
Beasts of the Southern Wild - Lucy Alibar e Benh Zeitlin
Vita di Pi (Life of Pi) - David Magee
Lincoln - Tony Kushner
Silver Linings Playbook - David O. Russell

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giovedì 17 gennaio 2013

OSCAR 2013. NOMINATION: I PREMI TECNICI



Un film è il frutto del lavoro di numerose persone.
Gli attori ne sono la rappresentazione fisica. Il regista ne è il direttore d'orchestra, cioè è colui che dirige e sceglie le inquadrature, colui che ne dà l'anima. Il produttore, più prosaicamente, è quello che sgancia i soldi.
L'impianto scenico è invece compito dei vari scenografi, fotografi, montatori, esperti di effetti speciali, costumisti, truccatori, acconciatori...

Le categorie di Oscar che presentiamo in questo post sono state pensate per dare anche a questi tecnici il giusto riconoscimento per il loro essenziale compito, raramente tenuto in debita considerazione.

E già, perché il buon esito di un'opera spesso dipende dalla professionalità delle maestranze di questi specialisti (ne sa qualcosa Martin Scorsese, che sovente si avvale della collaborazione, per esempio, dei nostri grandi scenografi Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo, premiati l' anno scorso proprio per l' Hugo Cabret del regista italo-americano).

CINEMA A BOMBA! vi propone allora uno sguardo all'interno di alcune delle principali pellicole candidate per darvi un'idea di come lavorano questi fantastici professionisti.



Dietro le quinte di Anna Karenina

MIGLIORE FOTOGRAFIA
Anna Karenina - Seamus McGarvey
Django Unchained - Robert Richardson
Vita di Pi (Life of Pi) - Claudio Miranda
Lincoln - Janusz Kaminski
Skyfall - Roger Deakins



Peter Jackson ci accompagna dietro le quinte di Lo Hobbit-Un Viaggio Inaspettato

MIGLIORE SCENOGRAFIA
Anna Karenina - Production Design: Sarah Greenwood; Set Decoration: Katie Spencer
Lo Hobbit - Un viaggio inaspettato - Production Design: Dan Hennah; Set Decoration: Ra Vincent and Simon Bright
Les Misérables - Production Design: Eve Stewart; Set Decoration: Anna Lynch-Robinson
Vita di Pi (Life of Pi) - Production Design: David Gropman; Set Decoration: Anna Pinnock
Lincoln - Production Design: Rick Carter; Set Decoration: Jim Erickson



Dietro le quinte di Argo

MIGLIOR MONTAGGIO
Argo - William Goldenberg
Vita di Pi (Life of Pi) - Tim Squyres
Lincoln - Michael Kahn
Il lato positivo - Silver Linings Playbook (Silver Linings Playbook) - Jay Cassidy e Crispin Struthers
Zero Dark Thirty - Dylan Tichenor e William Goldenberg



La realizzazione degli effetti speciali di Vita di Pi

MIGLIORI EFFETTI SPECIALI
Lo Hobbit - Un viaggio inaspettato - Joe Letteri, Eric Saindon, David Clayton e R. Christopher White
Vita di Pi (Life of Pi) - Bill Westenhofer, Guillaume Rocheron, Erik-Jan De Boer e Donald R. Elliott
The Avengers - Janek Sirrs, Jeff White, Guy Williams e Dan Sudick
Prometheus - Richard Stammers, Trevor Wood, Charley Henley e Martin Hill
Biancaneve e il cacciatore - Cedric Nicolas-Troyan, Philip Brennan, Neil Corbould e Michael Dawson



Dietro le quinte di Skyfall

MIGLIOR SONORO
Argo - John Reitz, Gregg Rudloff e Jose Antonio Garcia
Les Misérables - Andy Nelson, Mark Paterson e Simon Hayes
Vita di Pi (Life of Pi) - Ron Bartlett, D.M. Hemphill e Drew Kunin
Lincoln - Andy Nelson, Gary Rydstrom e Ronald Judkins
Skyfall - Scott Millan, Greg P. Russell e Stuart Wilson



Dietro le quinte di Django Unchained

MIGLIOR MONTAGGIO SONORO
Argo - Erik Aadahl e Ethan Van der Ryn
Django Unchained - Wylie Stateman
Vita di Pi (Life of Pi) - Eugene Gearty e Philip Stockton
Skyfall - Per Hallberg e Karen Baker Landers
Zero Dark Thirty - Paul N.J. Ottosson


Costumi di Eiko Ishioka per Biancaneve 

MIGLIORI COSTUMI
Anna Karenina - Jacqueline Durran
Les Misérables - Paco Delgado
Lincoln - Joanna Johnston
Biancaneve - Eiko Ishioka
Biancaneve e il cacciatore - Colleen Atwood



Truccatori e acconciatori all'opera per Les Misérables

MIGLIOR TRUCCO E ACCONCIATURA
Hitchcock - Howard Berger, Peter Montagna e Martin Samuel
Lo Hobbit - Un viaggio inaspettato - Peter Swords King, Rick Findlater e Tami Lane
Les Misérables - Lisa Westcott e Julie Dartnell

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martedì 15 gennaio 2013

OSCAR 2013. LA STRADA VERSO LE STATUETTE


E anche quest'anno siamo in cammino verso la competizione più famosa e amata dai cinefili.
Date un'occhiata a CINEMA A BOMBA! nei prossimi giorni: vi attendono chicche imperdibili. Intanto, iniziamo con qualche considerazione.

Rispetto allo scorso anno, quando The Artist prevalse dopo un equilibrato testa-a-testa con Hugo Cabret, questa volta i giochi sembrerebbero fatti per molte categorie.
Ma non mancano alcune sorprese.

Il monumentale Lincoln di Steven Spielberg - forte di 12 candidature - corre praticamente da solo, complice una maldestra selezione che ha tagliato le gambe ai due principali contendenti per la vittoria: Argo di Ben Affleck - fresco trionfatore dei Golden Globe - e Zero Dark Thirty di Kathryn Bigelow, in lizza per il miglior film, ma stranamente esclusi dalla categoria riservata alla miglior regia.
Dovrà vedersela soprattutto con Vita di Pi di Ang Lee, mirabolante esempio di effetti speciali a servizio di una bella storia, così come era stato nel caso di Le Avventure di Tintin - dello stesso Spielberg - ingiustamente snobbato l' anno scorso agli Oscar, ma premiato ai Golden Globe - sebbene "solo" come migliore pellicola di animazione.

Rimanendo in ambito registico, si nota l'assenza anche di altri pezzi da novanta come Quentin Tarantino e Paul Thomas Anderson, sebbene le loro ultime pellicole - rispettivamente Django Unchained e The Master - siano indubbiamente tra la più significative dell'anno appena trascorso.
E se il primo si può consolare con una nomination per la miglior sceneggiatura, il secondo dovrà accontentarsi di fare il tifo per i suoi tre protagonisti, Joaquin Phoenix e Philip Seymour Hoffman, entrambi già premiati a Venezia, e la sempre più lanciata Amy Adams (alla sua quarta candidatura, dopo Junebug, Il Dubbio e The Fighter. Che questa sia la volta buona?).

Tra gli attori, Daniel Day-Lewis (Lincoln) non dovrebbe avere rivali, essendo stati fatti fuori in partenza Bill Murray - che nei panni del presidente F.D. Roosevelt in Hyde Park on Hudson (in Italia ribattezzato insulsamente A Royal Weekend) era stato dato tra i favoriti - e l'anziano Jean Louis Trintignant, apprezzatissimo a Cannes 2012 nel palmadorato Amour (qui in prima fila come miglior film straniero, vista anche la clamorosa esclusione del sorprendente campione d'incassi francese Intouchables-Quasi amici).

Strafavorita in campo femminile anche la neodiva Jessica Chastain di Zero Dark Thirty, con cui l'Academy è in debito da almeno un anno e che solo un'altra gaffe dei giurati può nuovamente privare di un meritatissimo Oscar (CINEMA A BOMBA! può dire di aver contribuito, coi propri post, a lanciare questa bella e versatile attrice californiana? Probabilmente no, ma lo diciamo lo stesso, alla faccia della modestia).

Da notare l'exploit di Il lato positivo - Silver Linings Playbook, che ha i propri interpreti principali in tutte le categorie: Bradley Cooper tra i protagonisti maschili, Jennifer Lawrence - una delle attrici del momento - tra le protagoniste femminili, Robert De Niro tra i non protagonisti (bentornato a recitare! Ma avremmo preferito vedere un altro italo-americano - ingiustamente e costantemente ignorato dall'Academy: Leonardo Di Caprio. Ma che cosa deve fare per farsi considerare?) e Jacki Weaver tra le non protagoniste.

Per quel che riguarda la colonna sonora, non è una sorpresa trovare l'immarcescibile John Williams, alla sua 48a nomination (incredibile: solo Walt Disney ha saputo fare di meglio: 60!) e insignito finora di 5 Oscar; meno prevedibile la designazione del bravo Dario Marianelli, candidato per Anna Karenina, ma già vincitore della preziosa statuetta per Espiazione.
È l'unico italiano in competizione quest'anno. Incrociamo le dita.

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