CINEMA A BOMBA!

lunedì 22 febbraio 2016

OSCAR 2016. IL PONTE DELLE SPIE, IL PREMIO OSCAR... SERVIREBBE?

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2015
141'
Regia: Steven Spielberg
Interpreti: Tom Hanks, Mark Rylance, Amy Ryan, Alan Alda, Austin Stowell, Jesse Plemons, Sebastian Koch, Will Rogers.


1957. Brooklyn. Il tranquillo e insospettabile Rudolf Abel (Rylance) è arrestato con l'accusa di spionaggio a danno degli Stati Uniti e in favore dell'Unione Sovietica.

Ad occuparsi della sua difesa, l'avvocato di origine irlandese James B. Donovan (Hanks), che già aveva lavorato nel Processo di Norimberga contro i gerarchi nazisti: l'unico ad accettare una causa già persa.
Nonostante le schiaccianti prove contrarie, riesce ad evitare la condanna a morte per il suo assistito e a proporlo per un eventuale scambio di prigionieri.

1960. Germania. Il pilota di U-2 Francis Gary Powers (Stowell) è abbattuto durante una missione di ricognizione sopra i cieli della Germania occupata dai Sovietici e viene fatto prigioniero.

1961. Berlino. Lo studente statunitense Frederic Pryor (Rogers) si trova nella parte sbagliata della capitale tedesca il giorno della costruzione del Muro, senza la possibilità di rimpatriare.

Tocca di nuovo a Donovan occuparsi dei difficilissimi negoziati per riportare a casa i due connazionali.
E proprio Abel potrebbe essere il suo asso nella manica.

Da molti considerato il più grande autore cinematografico della sua generazione, Steven Spielberg alterna da molti anni pellicole di assoluto intrattenimento (la saga di Indiana Jones, Jurassic Park, Le Avventure di Tintin) ad opere di impegno storico/civile (Shindler's List, Salvate il Soldato Ryan, Lincoln).

Il Ponte delle Spie rientra nella seconda categoria e segna la prima collaborazione tra il regista di Cincinnati e i fratelli Joel & Ethan Coen.

Dall'alchimia tra i tre grandi cineasti è nata una pellicola che sa coniugare tensione, sviluppi, azione del thriller spionistico con l'accuratezza storica.
Che differenza con precedenti film di genere come La Talpa, incapace di tenere vivi attenzione e ritmo!
L'esperienza di Mastro Steven è davvero una garanzia.

La sceneggiatura, scritta assieme a Matt Charman dagli autori di Il Grande Lebowski e altri memorabili film, è - come la maggior parte dei loro script, d'altra parte - particolarmente riuscita, piena com'è di considerazioni "alte" sulla libertà (in pieno stile spielberghiano) e di ironia (e qui si riconosce la mano dei due fratelli).

Gli alleggerimenti umoristici di alcuni dialoghi sono geniali nel non soffocare il tono comunque serio che la storia necessitava.
La candidatura al Premio Oscar ci sembra strameritata.

A valorizzare ulteriormente l'opera troviamo due interpreti in stato di grazia.
Il primo è Tom Hanks, che un recentissimo sondaggio ha decretato l'attore più amato dagli americani: convincente e rassicurante come al solito.
Il secondo è una vera rivelazione: Mark Rylance, di estrazione teatrale (anch'egli nominato come attore non protagonista).

"Lei non si preoccupa mai?"
"Servirebbe?"

Questo botta-e-risposta tra i due protagonisti è già diventato un tormentone, anche grazie all'espressione sardonica del misconosciuto cinquantaseienne inglese, la cui prova sotto le righe gli è valsa il sacrosanto plauso della critica internazionale, la simpatia del pubblico e il ruolo principale nel prossimo film di Spielberg (Il Gigante Gentile).

Il Ponte delle Spie permette di fare luce su un episodio poco noto della Guerra Fredda e regala più di 2 ore di cinema puro, un po' all'antica, senza stancare mai.

Forse non vincerà nessuno dei 6 Oscar cui è candidato (oltre a sceneggiatura e attore non protagonista, ha ottenuto nomination anche come miglior film, colonna sonora, scenografia e sonoro), ma ciò non toglie che sia una delle pellicole più belle e significative dell'anno.

In fondo, l'Oscar davvero... servirebbe?

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giovedì 26 novembre 2015

STAR WARS. PERCHÉ UNO SPECIALE

Dall'alto: combattimento tra l'anziano Obi-Wan Kenobi (Alec Guinness) e Darth Vader (David Prowse); sfida finale tra Anakin Skywalker (Hayden Christensen) e il giovane Obi-Wan Kenobi (Ewan McGregor); Kylo Ren (Adam Driver) pronto all'azione. 


Ci siamo quasi.
Mancano infatti pochi giorni alla data del 18 Dicembre 2015, giorno di uscita mondiale di Star Wars-Il Risveglio della Forza (ma qui in Italia arriverà con ben 2 giorni di anticipo!), nuovo capitolo della terza trilogia di Star Wars (o Guerre Stellari, se preferite), la saga che sta dando da mangiare a George Lucas da quasi 40 anni.

Chi non la conosce ormai? Tra proiezioni al cinema e riproposizioni in VHS, DVD, cofanetti deluxe di versioni originali, rimasterizzate, 3D, con effetti speciali aggiunti, con scene inedite, videogiochi, libri, fumetti, gadget, merchandise vario, cartoni animati... i suoi simboli (il casco di Darth Vader, le spade laser, il Millennium Falcon, gli aerei X-Wings, la Morte Nera...) sono ormai divenuti immagini familiari nella vita di tutti i giorni.

L'attesa è diventata spasmodica, soprattutto tra i fan più sfegatati. Tra questi segnaliamo Kevin Smith, rimasto entusiasta dalla visita al blindatissimo set del film prossimo venturo, Simon Pegg (era nel cast di Le Avventure di Tintin diretto da Steven Spielberg, grande amico di Lucas) e Daniel Craig (sì, proprio il James Bond di Casino Royale, Quantum Of Solace, Skyfall e Spectre; si rumoreggia che lui e Pegg saranno presenti come comparse).
Solo in Italia, le prevendite stanno andando a gonfie vele sia nelle grandi che nelle piccole città e immaginiamo già incassi... stellari.

E non solo per questo episodio.
La Disney, che ha rilevato nel 2012 la Lucasfilm, ha in cantiere altre due pellicole la cui uscita è prevista per il 2017 e 2019 e tre che andranno a formare la Star Wars Anthology (queste saranno incentrate: su un gruppo di ribelli incaricati di trafugare i piani della Morte Nera; su Han Solo; sul cacciatore di taglie Boba Fett): cioè, dopo la trilogia originaria e quella prequel, ne avremo pure una sequel e una spin-off.
Di fatto, avremo un film del franchise ogni anno fino almeno al 2020.

Sebbene perplessi e un po' intimoriti dal bombardamento mediatico che ci aspetta per ben cinque anni, noi di CINEMA A BOMBA! ci stiamo preparando con curiosità all'appuntamento.
E lo stiamo facendo a nostro modo: con uno Speciale Star Wars che promette scintille.

Visto che, grazie alle vostre visualizzazioni, il nostro blog è diventato una forza...
Che CINEMA A BOMBA! sia con voi!

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mercoledì 7 maggio 2014

ALABAMA MONROE, LA FIERA DEL BLUEGRASS

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer) 

Belgio, 2012
111'
Regia: Felix Van Groeningen
Con: Veerle Baetens, Johan Heldenbergh, Nell Cattrysse, Geert van Rampelberg.


Lei ha un negozio di tatuaggi, è solare, è credente; lui è un cantante/musicista, è ombroso, è un ateo convinto.
Si conoscono, si amano, si ritrovano a far parte dello stesso gruppo di musica bluegrass ("la forma più pura del country", secondo la definizione di lui).
Hanno una figlia, che però muore bambina per un tumore.
Si allontanano sempre di più, fino al drammatico epilogo (eh sì: perché prima, invece, un'allegria...).

Già il titolo originale in inglese, The Broken Circle Breakdown, spiega quello che ci si deve aspettare da questo film - letteralmente significa "il collasso del cerchio spezzato": la vita dei due protagonisti gira perfetttamente, come un cerchio; ad un certo punto il dramma lo spezza, e la stessa esistenza della coppia collassa in un circolo vizioso di recriminazioni, incomprensioni, sensi di colpa.
Insomma, non esattamente un'opera leggera.

Ma d'altra parte, generalmente, quale pellicola belga lo è?
Dopo La Cinquième Saison, Bullhead di Michaël R. Roskam (candidato agli Oscar 2012) e i pur premiatissimi lavori dei fratelli Dardenne - prezzemolini dei festival, presenti anche quest'anno a Cannes - Alabama Monroe non fa che confermare la nostra opinione sulla grevità della cinematografia fiammingo-vallone degli ultimi anni.

Il rivale più insidioso del nostrano La Grande Bellezza agli Oscar di quest'anno nella categoria del Miglior Film Straniero - Oscar che poi, come sappiamo, è andato al capolavoro di Paolo Sorrentino - ha fatto tuttavia incetta di premi internazionali ed è stato acclamato in numerose kermesse.

Pensiamo che abbia saputo giovarsi non tanto della sua trama - angosciante al massimo - quanto piuttosto delle intense interpretazioni dei due protagonisti, che cantano essi stessi con passione le canzoni della notevole colonna sonora.
Molto brava soprattutto lei, Veerle Baetens, una sorta di Reese Witherspoon delle Fiandre.
Lui, Johan Heldenbergh, è praticamente il Kris Kristofferson belga (diciamo così).

E infatti le parti migliori sono proprio quelle che raccontano le tappe della loro travolgente storia d'amore, una storia d'amore narrata in flashback e scandita a tempo di bluegrass.

Dopo aver visto Alabama Monroe, sembra comunque incredibile pensare che il Belgio sia anche la patria dei Puffi, di Lucky Luke e di Tintin (il celebre fumetto di Hergé che ha entusiasmato persino Mastro Spielberg, al punto che questi ne ha fatto l'eroe di un suo divertentissimo e avvincente cartoon).
Aridatece quindi il Grande Puffo, i fratelli Dalton e il Capitano Haddock!
Che è meglio.

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martedì 15 gennaio 2013

OSCAR 2013. LA STRADA VERSO LE STATUETTE


E anche quest'anno siamo in cammino verso la competizione più famosa e amata dai cinefili.
Date un'occhiata a CINEMA A BOMBA! nei prossimi giorni: vi attendono chicche imperdibili. Intanto, iniziamo con qualche considerazione.

Rispetto allo scorso anno, quando The Artist prevalse dopo un equilibrato testa-a-testa con Hugo Cabret, questa volta i giochi sembrerebbero fatti per molte categorie.
Ma non mancano alcune sorprese.

Il monumentale Lincoln di Steven Spielberg - forte di 12 candidature - corre praticamente da solo, complice una maldestra selezione che ha tagliato le gambe ai due principali contendenti per la vittoria: Argo di Ben Affleck - fresco trionfatore dei Golden Globe - e Zero Dark Thirty di Kathryn Bigelow, in lizza per il miglior film, ma stranamente esclusi dalla categoria riservata alla miglior regia.
Dovrà vedersela soprattutto con Vita di Pi di Ang Lee, mirabolante esempio di effetti speciali a servizio di una bella storia, così come era stato nel caso di Le Avventure di Tintin - dello stesso Spielberg - ingiustamente snobbato l' anno scorso agli Oscar, ma premiato ai Golden Globe - sebbene "solo" come migliore pellicola di animazione.

Rimanendo in ambito registico, si nota l'assenza anche di altri pezzi da novanta come Quentin Tarantino e Paul Thomas Anderson, sebbene le loro ultime pellicole - rispettivamente Django Unchained e The Master - siano indubbiamente tra la più significative dell'anno appena trascorso.
E se il primo si può consolare con una nomination per la miglior sceneggiatura, il secondo dovrà accontentarsi di fare il tifo per i suoi tre protagonisti, Joaquin Phoenix e Philip Seymour Hoffman, entrambi già premiati a Venezia, e la sempre più lanciata Amy Adams (alla sua quarta candidatura, dopo Junebug, Il Dubbio e The Fighter. Che questa sia la volta buona?).

Tra gli attori, Daniel Day-Lewis (Lincoln) non dovrebbe avere rivali, essendo stati fatti fuori in partenza Bill Murray - che nei panni del presidente F.D. Roosevelt in Hyde Park on Hudson (in Italia ribattezzato insulsamente A Royal Weekend) era stato dato tra i favoriti - e l'anziano Jean Louis Trintignant, apprezzatissimo a Cannes 2012 nel palmadorato Amour (qui in prima fila come miglior film straniero, vista anche la clamorosa esclusione del sorprendente campione d'incassi francese Intouchables-Quasi amici).

Strafavorita in campo femminile anche la neodiva Jessica Chastain di Zero Dark Thirty, con cui l'Academy è in debito da almeno un anno e che solo un'altra gaffe dei giurati può nuovamente privare di un meritatissimo Oscar (CINEMA A BOMBA! può dire di aver contribuito, coi propri post, a lanciare questa bella e versatile attrice californiana? Probabilmente no, ma lo diciamo lo stesso, alla faccia della modestia).

Da notare l'exploit di Il lato positivo - Silver Linings Playbook, che ha i propri interpreti principali in tutte le categorie: Bradley Cooper tra i protagonisti maschili, Jennifer Lawrence - una delle attrici del momento - tra le protagoniste femminili, Robert De Niro tra i non protagonisti (bentornato a recitare! Ma avremmo preferito vedere un altro italo-americano - ingiustamente e costantemente ignorato dall'Academy: Leonardo Di Caprio. Ma che cosa deve fare per farsi considerare?) e Jacki Weaver tra le non protagoniste.

Per quel che riguarda la colonna sonora, non è una sorpresa trovare l'immarcescibile John Williams, alla sua 48a nomination (incredibile: solo Walt Disney ha saputo fare di meglio: 60!) e insignito finora di 5 Oscar; meno prevedibile la designazione del bravo Dario Marianelli, candidato per Anna Karenina, ma già vincitore della preziosa statuetta per Espiazione.
È l'unico italiano in competizione quest'anno. Incrociamo le dita.

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martedì 31 luglio 2012

UN ANNO VISSUTO...ABBOMBA!!!


Era il 31 Luglio 2011 e un primo timido post annunciava al mondo la nascita di CINEMA A BOMBA!, blog pensato per raccontare l'avventura di due fratelli alla 68a Mostra del Cinema di Venezia.
E' passato un anno esatto e dopo quella esperienza ci abbiamo preso gusto: oltre al blog è cresciuto anche il nostro entusiasmo e la voglia di sorprendere i nostri sempre più numerosi visitatori.

Così, a fianco delle recensioni dei film appena usciti e dei commenti sui grandi eventi cinematografici (Venezia, Cannes, Oscar) sono nate le sezioni dedicate ai cortometraggi ( I CORTI), alle pellicole inedite in Italia ( GLI INEDITI), alle opere che secondo noi hanno fatto la storia del cinema ( I CLASSICI).

Certo, ad essere sinceri, non sempre le pellicole che abbiamo presentato si sono dimostrate dei capolavori; tuttavia, abbiamo scoperto assieme a voi numerosi film interessanti.
E tra questi, qui di seguito, vi proponiamo una nostra personale lista dei migliori (in ordine sparso, per non far torto a nessuno):

WILDE SALOME'
TAKE SHELTER
HUNGER
THE ARTIST
ALOIS NEBEL
TEXAS KILLING FIELDS - LE PALUDI DELLA MORTE
TROPA DE ELITE 2
LE AVVENTURE DI TINTIN
LE IDI DI MARZO
IL CIRCO DELLA FARFALLA
KILLER JOE
MY NAME IS BRUCE

Nota: dall'elenco mancano I CLASSICI. Ma sarebbe stato troppo banale, non trovate?

Prima di concludere il post ne approfittiamo per ringraziare i tanti che ci hanno seguito, sostenuto e dato preziosi suggerimenti per migliorare.
Graziegraziegraziegraziegrazie!
Continuate così.

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lunedì 5 marzo 2012

OSCAR 2012. UNA VITTORIA ARTISTICA


Checché ne dica qualche recensore frustrato, quella di The Artist è stata una vittoria meritata, piena e - a veder bene - tutt’altro che scontata.
Quante volte capita che gli Oscar siano vinti da una commedia straniera, muta e in bianco e nero, senza attori di richiamo, senza effetti speciali e senza un grande budget?

La vittoria del film ha coinciso con quelle – anch’esse meritatissime – del suo coraggioso regista Michel Hazanavicius e del neodivo gigione Jean Dujardin, che ha prevalso dopo un appassionante testa-a-testa con George Clooney, che è stato invece il grande sconfitto della serata: il suo Le Idi di Marzo – già scioccamente ignorato a Venezia – avrebbe meritato ben più di una segnalazione.
Come interprete maschile (non protagonista) fa piacere che sia stato premiato anche quell’impagabile ottuagenario di Christopher Plummer, accolto da una sacrosanta standing ovation.

Nel reparto femminile, se da un lato era ovvio il trionfo dell’immortale Meryl Streep (a quota 3 Oscar e 17 nomination!), impegnatasi con la consueta professionalità in ruolo assai sgradevole, dall’altro rimane l’amaro in bocca per l’esclusione dell’attrice-rivelazione Jessica Chastain in favore dell’afroamericana Octavia Spencer, in nome di un politically correct francamente eccessivo.

Le altre categorie? Se il Tintin di mastro Spielberg non fosse stato fatto fuori in partenza, difficilmente l’Oscar per l’animazione sarebbe andato al pur simpatico Rango, recente invenzione del piratesco duo Verbinski-Depp, mentre il premio assegnato ai Muppet e alla loro pellicola “comunista” è stato un giusto schiaffo in faccia alla critica più snob.
Ci sono parsi corretti anche i riconoscimenti conquistati dall’iraniano Una Separazione come film straniero e dall’immarcescibile Woody Allen per la sceneggiatura di Midnight in Paris.

Un ultimo appunto lo meritano Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo, migliori scenografie per Hugo Cabret di Scorsese: grazie raga, è merito vostro se in questa edizione c’è stato spazio anche per un po’ di Italia.

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martedì 31 gennaio 2012

OSCAR 2012. NOMINATION: LA LUNGA ATTESA


In attesa della premiazione ufficiale, che avverrà il 29 febbraio a Los Angeles, anche quest’anno è stata resa nota la “rosa” dei nominati.
Nonostante qualche conferma non sono certo mancate le sorprese, il che rende questa edizione una delle più incerte degli ultimi anni.

Scorrendo l’elenco si notano per prima cosa alcune “grandi assenze”.
Attori-rivelazione del 2011 come Ryan Gosling ( Drive) e Michael Fassbender ( Shame) sono stati stranamente snobbati, così come diversi registi di grande caratura che erano riusciti ad accattivarsi i favori di critica e pubblico un po’ in tutto il mondo: da Clint Eastwood ( J. Edgar) a Roman Polanski ( Carnage), da David Cronenberg ( A Dangerous Method) ad Aki Kaurismaki ( Le Havre).

Nel campo dell’animazione è clamorosa la doppia esclusione dell’ottimo Tintin di Spielberg – che sarebbe partito favorito, anche in virtù del Golden Globe recentemente conquistato – e di Cars 2, il che segna la fine dello strapotere degli artisti Pixar, da anni dominatori del settore.
Personalmente ci duole anche che né in questa categoria né in quella per il miglior film straniero compaia Alois Nebel, piccolo capolavoro ceco che abbiamo molto apprezzato a Venezia.

Ancor più notevole è la quasi assenza di Le Idi di Marzo, il bellissimo pamphlet politico firmato Clooney che molti davano per favorito e che si è invece aggiudicato una sola nomination. Il superdivo George concorre comunque come miglior attore: un duello “all’ultimo sangue” col simpatico Jean Dujardin di cui è difficile prevedere l’esito.
Nel reparto femminile, l’inossidabile Meryl Streep non dovrebbe avere rivali, mentre Jessica Chastain – attrice-simbolo del 2011 (vedi la monografia) – è candidata come non protagonista, ma stranamente non per The Tree of Life o Wilde Salomé, due pellicole con le quali avrebbe di certo vinto a mani basse.

E come miglior film? La sfida è a tre tra il geniale The Artist (ma è raro che vinca una commedia, specie se straniera e…muta!), il drammatico The Descendants (che ha lo svantaggio di essere una produzione indipendente) e il nostalgico Hugo (il cui regista Martin Scorsese è già appagato dalla vittoria di The Departed, pochi anni fa). Pronostico alquanto arduo.
Non resta che aspettare qualche settimana, sedersi in poltrona e…godersi lo show.

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lunedì 31 ottobre 2011

LE AVVENTURE DI TINTIN - IL SEGRETO DELL'UNICORNO 3D

(clicca sulla locandina per vedere il trailer)

USA, 2011
107'
Regia: Steven Spielberg
Interpreti: Jamie Bell, Andy Serkis, Daniel Craig, Simon Pegg, Nick Frost.

Per chi avesse ancora dei dubbi a riguardo, siamo in grado di confermare l'impressione maturata pochi anni fa dopo la visione di Indiana Jones e il Regno del Teschio di Cristallo: Steven Spielberg ha ritrovato la vena migliore, quella vena che proprio la serie interpretata da Harrison Ford rappresenta in pieno.

Non è un caso: già ai tempi de I Predatori dell'Arca Perduta molti critici francofoni fecero notare al regista di Cincinnati i punti di contatto tra le avventure dell'archeologo col cappellaccio di feltro e quelle del giovane reporter Tintin, creato dal fumettista belga Hergé.
Steven si incuriosì, si innamorò del personaggio e cominciò a pensare di dedicarci una pellicola. Ci sono voluti tre decenni per realizzare il progetto, ma ne è valsa la pena.

Frutto di una collaborazione multipla - oltre a Spielberg in cabina di regia, ci sono Peter Jackson de Il Signore degli Anelli in veste di produttore e Edgar Wright ( L'Alba dei Morti Dementi, Hot Fuzz) tra gli sceneggiatori - il film racconta il casuale coinvolgimento del curioso Tintin (Bell) nella ricerca di un mitico tesoro pirata; il viaggio intorno al mondo che intraprenderà lo porterà a unirsi al simpatico ubriacone Capitano Haddock (Serkis, già Gollum nella premiata trilogia fantasy di Jackson) e a scontrarsi col sinistro Sakharine (Craig).

L'uso della performance capture - una tecnica di animazione che traduce i movimenti e le espressioni degli attori in immagini virtuali - e il funzionale 3D garantiscono e accrescono quel tasso di spettacolarità che simboleggia il marchio di fabbrica di un autore che non ha mai smesso di guardare il cinema con gli stessi occhi di quando era un ragazzo.

Le musiche fiabesche del veterano John Williams, il montaggio serrato di Michael Kahn e la fotografia vivida di Janusz Kaminski (tutti collaboratori abituali del regista) concorrono al risultato finale: una perfetta opera di intrattenimento per tutta la famiglia, divertente e coinvolgente.
Uno dei migliori Spielberg degli ultimi vent'anni.
Bentornato Steven.

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