CINEMA A BOMBA!

martedì 15 settembre 2015

VENEZIA 2015. LA FINE DEI FESTIVAL?

(Il direttore della Mostra Alberto Barbera) 


E se la 72a Mostra del Cinema di Venezia segnasse la fine dei festival cinematografici?

Prendiamo un anno topico per le kermesse di questo tipo: il 2011 (anno di nascita del nostro blog, non a caso).
A Cannes vengono presentati - e premiati - film che entrano di diritto nella Storia: da The Tree of Life di Terrence Malick con Jessica Chastain al francese The Artist col simpatico Jean Dujardin (poi plurioscarizzato l'anno successivo), passando per il discusso Drive del danese Nicolas Winding Refn.

Pochi mesi dopo, a Venezia, siamo stati testimoni diretti di una sfilata notevole di pellicole di alto livello: il bellissimo Le Idi di Marzo di George Clooney, l'ancora inedito Wilde Salomé di Al Pacino con - ancora lei! - Jessica Chastain, il disturbante Killer Joe del Maestro William Friedkin con un Matthew McConaughey pre-Oscar e pre-Interstellar, il cartone cecoslovacco Alois Nebel (che in una memorabile proiezione notturna fece appisolare James Franco nella fila davanti alla nostra), il poliziesco d'autore Texas Killing Fields...

E dopo?
Negli anni successivi la qualità delle proposte cinematografiche è calata progressivamente e in modo inesorabile.
Se prima mettevamo in discussione più che altro le scelte delle varie giurie, ora guardiamo con preoccupazione alla media delle pellicole in rassegna.

Già in un vecchio post di qualche anno fa avevamo provato a profetizzare un adeguamento dei festival alle esigenze del grande pubblico, piuttosto che a quelle della critica, sempre più minoritaria e autoreferenziale.

Previsione - ci duole ammetterlo - completamente errata.
È vero che i direttori artistici lavorano col materiale che hanno: annate di film generalmente mediocri producono inevitabilmente mostre mediocri.

Tuttavia, è davvero possibile che i film selezionati siano davvero il meglio che ci sia in circolazione?
Che senso può avere continuare a segnalare e onorare pellicole che quasi nessuno poi conoscerà e andrà a vedere?

Diciamoci la verità: tali rassegne non fanno più da volano alle piccole e medie produzioni - chi paga il biglietto nelle sale difficilmente sceglie un film che ha vinto la Palma d'Oro o il Leone d'Oro - e neppure le grandi case di produzione ormai sono interessate a presentare le proprie anteprime - quelle che davvero suscitano interesse e hanno appeal - in un contesto in cui vengono fatte sentire fuori posto.

La scorsa edizione di Cannes e questa di Venezia sembrano suggerire che mai come ora si è fatto ampio il divario fra spettatori comuni e intellettuali.
E se questa fosse la fine dei festival?
Né il Lido né la Croisette lo meriterebbero.

Rilanciamo quindi l'appello a Thierry Frémaux e Alberto Barbera: prima che sia troppo tardi, cercate di essere più coraggiosi e modernizzate le vostre kermesse, ad esempio coinvolgendo - anche nelle giurie - i giovani e il pubblico che va a vedere prodotti mainstream e diffidando da chi si sbrodola all'idea della proiezione di una pellicola di un qualche Paese asiatico che persino Google Maps avrebbe difficoltà a trovare, magari diretta da un regista sconosciuto anche in patria e recitata da attori non professionisti.

Va bene, non vi chiediamo di far concorrere solo i reboot dei remake degli spin-off di qualche saga di origine fumettistica, ma almeno di alternare potenziali blockbuster e film hollywoodiani a cinema "d'autore".
La formula del 2011 andava bene.

Ma l'ideale sarebbe tornare allo spirito degli anni Ottanta, quando Carlo Lizzani (non propriamente un regista per tutti) come direttore di una Mostra che sembrava avviluppata in una crisi senza sbocchi aveva avuto l'ardire di proporre opere veramente popolari quali L'Impero colpisce ancora, I Cancelli del Cielo, I Predatori dell'Arca Perduta, E.T. l'Extra-Terrestre, Poltergeist-Demoniache Presenze... accanto a prodotti d'essai e aveva risollevato le sorti della rassegna senza farle perdere autorevolezza.

Insomma, ci piacerebbe esclamare, parlando agli amici: "Wow! Ma hai visto cosa danno a Cannes/Venezia quest'anno? Non possiamo mancare!"

Non deludeteci: il futuro è nelle vostre mani.
(Giusto per non caricarvi di responsabilità.)

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domenica 7 settembre 2014

VENEZIA 2014. I VINCITORI, LA DELUSIONE CONTINUA

(Il regista svedese Roy Andersson bacia il Leone d'Oro) 


Proprio così, la delusione continua.
Dove la parola "continua" può essere intesa sia come forma verbale sia come aggettivo.

La 71a Mostra del Cinema di Venezia verrà ricordata tra le meno significative degli ultimi anni: come avevamo tristemente constatato nel nostro precedente post, quella del Lido è una rassegna superata ormai a sinistra e a destra.
Quando anche il programma del Festival di Telluride è più intrigante, vuol dire che c'è qualcosa che non va.

Pochissimi i film di alto profilo, ancor meno quelli imperdibili.
E il fatto che un'opera come Birdman - se non la migliore, quantomeno la più attesa e interessante pellicola in concorso - non abbia ricevuto nessun riconoscimento, non fa che confermare la mediocrità della kermesse.
Snobbare il grandissimo ex-Batman Michael Keaton (qui alle prese con un ruolo quasi autobiografico) per girare la Coppa Volpi allo sconosciuto Adam Driver è insensato, se non folle.

L'unico (apparente) criterio con cui è stato assegnato l'ambito Leone d'Oro sembra essere la stranezza del titolo.
Probabilmente solo pochi appassionati correranno al cinema a vederlo, ma volete mettere quanto fa figo premiare un film che si intitola Un Piccione Seduto su un Ramo che Riflette sull'Esistenza?

Tra i pochi riconoscimenti degni di nota, segnaliamo invece la Coppa Volpi femminile conquistata dalla connazionale Alba Rohrwacher (che fa il paio col Gran Prix vinto dalla sorella Alice pochi mesi fa al Festival di Cannes) e il premio speciale Glory To The Filmaker andato all'onnipresente James Franco, vecchio compagno di proiezioni della redazione di CINEMA A BOMBA! e abitué della Mostra.

E un altro anno è andato.
Vedremo il prossimo...


LEONE D’ORO per il miglior film a A Pidgeon Sat on a Branch Reflecting on Existence di Roy Andersson (Svezia)

LEONE D’ARGENTO per la migliore regia ad ANDREJ KONčALOVSKIJ per The Postman's White Nights (Russia)

PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA a The Look of Silence di Joshua Oppenheimer (Gran Bretagna)

COPPA VOLPI per la migliore interpretazione maschile a ADAM DRIVER nel film Hungry Hearts di Saverio Costanzo (Italia)

COPPA VOLPI per la migliore interpretazione femminile a ALBA ROHRWACHER nel film Hungry Hearts (Italia)

PREMIO OSELLA PER LA MIGLIORE SCENEGGIATURA a RAKHSHAN BANIETEMAD e FARID MOSTAFAVI per Tales (Iran)

PREMIO JAEGER-LeCOULTRE GLORY TO THE FILMAKER a JAMES FRANCO

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martedì 14 maggio 2013

CANNES 2013. UNA FESTA PER SOLI INVITATI E ACCREDITATI

Nella locandina di Cannes 2013 l'immagine di un bacio tra Paul Newman e la moglie Joanne Woodward. 


Ah, le Festival!
Quella di Cannes - che durerà dal 15 al 26 Maggio - è senza dubbio la manifestazione cinematografica più mondana del mondo, quella nella quale i film hanno un'importanza del tutto secondaria rispetto a quello che dovrebbe esserne invece il contorno: sfilata di divi, glamour, gossip, paparazzi, flash di fotografi professionisti e dilettanti...

Ma è anche la più elitaria.
Scordatevi proiezioni aperte al pubblico, come a Venezia, Berlino, Locarno: i film in programmazione li possono vedere soltanto gli accreditati o gli invitati.

In poche parole, se non sei parte dell'aristocrazia, del jet set, della casta cinematografici - o più semplicemente non sei del settore - non sei gradito.
Insomma, caro spettatore comune, appassionato, curioso: le pellicole te le vedi al cinema quando e se usciranno, come tutti gli altri.

Ecco perché noi di CINEMA A BOMBA! pensiamo che la Mostra del Cinema di Venezia sia molto meglio: al Lido i divi li vedi sul red carpet, ma puoi trovarli anche per strada - o addirittura in sala a vedersi un film, come è successo a noi con James Franco (vedi nostro post).
E le pellicole, molto spesso di ottimo livello (in quanto a qualità e prestigio, il festival lagunare non è certo secondo a quello rivierasco)? Chiunque può vederle, anche in anteprima mondiale alla presenza di registi e interpreti (a noi è capitato in occasione della proiezione di Alois Nebel e di Cime Tempestose).

Non pensate, però, che queste opinioni siano frutto di campanilismo o nazionalismo: le nostre considerazioni sono dettate dall'idea che una manifestazione cinematografica debba essere aperta a tutti, in modo da far conoscere ad un pubblico il più vasto possibile film che altrimenti non avrebbero visibilità (chi andrebbe a vedere al cinema un'opera filippina o taiwanese?).

Un consiglio, quindi, agli organizzatori del Festival di Cannes: tiratevela di meno.
La cultura, per non essere frivola e sterile esibizione, ha bisogno di essere condivisa. Democraticamente.

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domenica 16 settembre 2012

VENEZIA 2012. VIAGGIO NEI LUOGHI DELLA MOSTRA DEL CINEMA

Vi abbiamo raccontato nei post precedenti e in quelli dell'anno scorso la Mostra del Cinema da un punto di visto cinefilo parlando principalmente dei film, dei protagonisti e accennando soltanto brevemente ai luoghi dove essa si svolge.

Cerchiamo di colmare questa lacuna presentandoveli più dettagliatamente e con l'ausilio di foto.


Innanzitutto una precisazione. La Mostra non si svolge nella città di Venezia, bensì al Lido (un'isola che separa la Laguna dal Mar Adriatico) comodamente raggiungibile con un vaporetto che, eccezionalmente durante il periodo della rassegna, ferma nei pressi del Casinò (foto sopra).
Una curiosità: quando nei Tg vedete sbarcare i divi dal motoscafo, sappiate che l'approdo dal quale essi scendono è a fianco di questa piattaforma.


Ad accogliere i visitatori, una volta arrivati a terra, è l'ingresso del Movie Village, allestito presso i giardini pubblici.


Varcando la soglia, sulla destra, c'è subito il prefabbricato che ospita la biglietteria e l'ufficio informazioni. I ragazzi che lavorano qui sono sempre disponibili e informati.
Una tappa obbligata per chi è alla prima esperienza festivaliera.


Di fronte alla biglietteria si vedono un bar, un ristorante, tavolini, panchine... Nei paraggi, il deposito bagagli. Insomma, ci troviamo nel regno incontrastato degli accreditati, che qui passano la loro giornata quando non sono intenti a guardare film.


Seguendo le indicazioni, da qui si può giungere in pochi minuti al Palazzo del Cinema, sul Lungomare Marconi. Dall'alto: il palazzo allestito per la 69a edizione della Mostra del Cinema (quella di quest'anno) e il red carpet; la postazione dei fotografi; l'ingresso; l'interno.


All'interno del Palazzo del Cinema c'è la Sala Grande, dove vengono presentati ufficialmente (spesso in anteprima mondiale) i film (in e fuori concorso) in presenza dei registi, degli attori protagonisti e dei produttori. Qui si svolge anche la cerimonia di premiazione della Mostra.
Noi di CINEMA A BOMBA! vi abbiamo visto Alois Nebel e il Wuthering Heights-Cime Tempestose di Andrea Arnold.
La capienza è di 1.032 posti.


A pochi minuti a piedi dal Palazzo del Cinema c'è il PalaBiennale, un'enorme tensostruttura temporanea da 1.700 posti che ospita principalmente le doppie proiezioni serali per il pubblico (con il prezzo di un biglietto si possono vedere due film).
Qui abbiamo visto quasi tutti i film che abbiamo recensito per il reportage dell'anno scorso.
Dall'alto: la struttura; l'interno.


Ritornando nei pressi del Movie Village, alcune transenne nascondono il vialetto d'ingresso che porta alla Sala Darsena (1.300 posti), dove vengono proiettati alcuni film delle sezioni cosiddette minori.
Il nostro inviato, però, c'è stato per la riproposizione dell'acclamato The Master.
Dall'alto. l'ingresso; l'interno.


L'edificio del Casinò, tra il Palazzo del Cinema e il Movie Village, ospita la Sala Perla (400 posti) e, temporaneamente, la Sala Volpi (150 posti) - spazi dove sono proiettati gli eventi speciali e film delle sezioni collaterali - nonché, per gli operatori del settore, Meeting Point, presenti anche nel vicino e lussuosissimo Hotel Excelsior, sul lungomare.
Ma questi luoghi non li abbiamo visti, se non dall'esterno.

Beh, il viaggio è terminato.
Il nostro augurio è che, se siete interessati, lo possiate fare anche voi: noi vi abbiamo dato delle descrizioni, ma le emozioni le potete provare soltanto venendo al Lido di persona.

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martedì 31 luglio 2012

UN ANNO VISSUTO...ABBOMBA!!!


Era il 31 Luglio 2011 e un primo timido post annunciava al mondo la nascita di CINEMA A BOMBA!, blog pensato per raccontare l'avventura di due fratelli alla 68a Mostra del Cinema di Venezia.
E' passato un anno esatto e dopo quella esperienza ci abbiamo preso gusto: oltre al blog è cresciuto anche il nostro entusiasmo e la voglia di sorprendere i nostri sempre più numerosi visitatori.

Così, a fianco delle recensioni dei film appena usciti e dei commenti sui grandi eventi cinematografici (Venezia, Cannes, Oscar) sono nate le sezioni dedicate ai cortometraggi ( I CORTI), alle pellicole inedite in Italia ( GLI INEDITI), alle opere che secondo noi hanno fatto la storia del cinema ( I CLASSICI).

Certo, ad essere sinceri, non sempre le pellicole che abbiamo presentato si sono dimostrate dei capolavori; tuttavia, abbiamo scoperto assieme a voi numerosi film interessanti.
E tra questi, qui di seguito, vi proponiamo una nostra personale lista dei migliori (in ordine sparso, per non far torto a nessuno):

WILDE SALOME'
TAKE SHELTER
HUNGER
THE ARTIST
ALOIS NEBEL
TEXAS KILLING FIELDS - LE PALUDI DELLA MORTE
TROPA DE ELITE 2
LE AVVENTURE DI TINTIN
LE IDI DI MARZO
IL CIRCO DELLA FARFALLA
KILLER JOE
MY NAME IS BRUCE

Nota: dall'elenco mancano I CLASSICI. Ma sarebbe stato troppo banale, non trovate?

Prima di concludere il post ne approfittiamo per ringraziare i tanti che ci hanno seguito, sostenuto e dato preziosi suggerimenti per migliorare.
Graziegraziegraziegraziegrazie!
Continuate così.

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martedì 31 gennaio 2012

OSCAR 2012. NOMINATION: LA LUNGA ATTESA


In attesa della premiazione ufficiale, che avverrà il 29 febbraio a Los Angeles, anche quest’anno è stata resa nota la “rosa” dei nominati.
Nonostante qualche conferma non sono certo mancate le sorprese, il che rende questa edizione una delle più incerte degli ultimi anni.

Scorrendo l’elenco si notano per prima cosa alcune “grandi assenze”.
Attori-rivelazione del 2011 come Ryan Gosling ( Drive) e Michael Fassbender ( Shame) sono stati stranamente snobbati, così come diversi registi di grande caratura che erano riusciti ad accattivarsi i favori di critica e pubblico un po’ in tutto il mondo: da Clint Eastwood ( J. Edgar) a Roman Polanski ( Carnage), da David Cronenberg ( A Dangerous Method) ad Aki Kaurismaki ( Le Havre).

Nel campo dell’animazione è clamorosa la doppia esclusione dell’ottimo Tintin di Spielberg – che sarebbe partito favorito, anche in virtù del Golden Globe recentemente conquistato – e di Cars 2, il che segna la fine dello strapotere degli artisti Pixar, da anni dominatori del settore.
Personalmente ci duole anche che né in questa categoria né in quella per il miglior film straniero compaia Alois Nebel, piccolo capolavoro ceco che abbiamo molto apprezzato a Venezia.

Ancor più notevole è la quasi assenza di Le Idi di Marzo, il bellissimo pamphlet politico firmato Clooney che molti davano per favorito e che si è invece aggiudicato una sola nomination. Il superdivo George concorre comunque come miglior attore: un duello “all’ultimo sangue” col simpatico Jean Dujardin di cui è difficile prevedere l’esito.
Nel reparto femminile, l’inossidabile Meryl Streep non dovrebbe avere rivali, mentre Jessica Chastain – attrice-simbolo del 2011 (vedi la monografia) – è candidata come non protagonista, ma stranamente non per The Tree of Life o Wilde Salomé, due pellicole con le quali avrebbe di certo vinto a mani basse.

E come miglior film? La sfida è a tre tra il geniale The Artist (ma è raro che vinca una commedia, specie se straniera e…muta!), il drammatico The Descendants (che ha lo svantaggio di essere una produzione indipendente) e il nostalgico Hugo (il cui regista Martin Scorsese è già appagato dalla vittoria di The Departed, pochi anni fa). Pronostico alquanto arduo.
Non resta che aspettare qualche settimana, sedersi in poltrona e…godersi lo show.

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domenica 11 settembre 2011

VENEZIA 2011: I NOSTRI PREMI


Posto che i giudizi sono per forza di cose soggettivi, si può dire che assegnare dei premi in un concorso cinematografico sia, in fondo, nulla più che un giochino.
E' difficile confrontare pellicole così numerose e tanto diverse tra loro.

Pur essendo questa un'edizione della Mostra complessivamente mediocre (moltissimi film di livello medio-basso, qualche delusione e pochissimi capolavori), ci sono state tuttavia alcune opere che - per una ragione o per l'altra - ci hanno favorevolmente colpito.

Ci siamo pertanto divertiti a immaginarci nei panni dei giurati e abbiamo stilato una nostra classifica ideale, basata sulle proiezioni cui abbiamo avuto modo di assistere personalmente (per questa ragione, trasgredendo alle regole della competizione, ci siamo permessi di considerare anche i film fuori concorso).
Ecco a voi:

Leone d’Oro per il miglior film:
Wilde Salomé di Al Pacino (USA)

Leone d’Argento per la migliore regia:
William Friedkin per il film Killer Joe (USA)

Premio Speciale della Giuria:
Alois Nebel di Tomas Lunak (Repubblica Ceca)

Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile:
Jeffrey Dean Morgan nel film Texas Killing Fields di Ami Canaan Mann (USA)

Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile:
Jessica Chastain nel film Wilde Salomé di Al Pacino (USA)

Premio Marcello Mastroianni a un giovane attore o attrice emergente:
James Howson nel film Wuthering Heights di Andrea Arnold (Gran Bretagna)

Osella per la miglior fotografia:
Robbie Ryan per il film Wuthering Heights di Andrea Arnold (Gran Bretagna)

Osella per la migliore sceneggiatura:
Don Ferrarone per il film Texas Killing Fields di Ami Canaan Mann (USA)


In più, abbiamo inventato dei premi speciali per i divi coi quali abbiamo avuto - direttamente o indirettamente - a che fare:

Leone d'Oro per la simpatia: William Friedkin
Leone d'Oro per lo stile: Colin Firth
Leone d'Oro per la cortesia: Moni Ovadia
Leone d'Oro per la miglior pennichella: James Franco (menzione speciale come personaggio più citato nel nostro blog!)
Leone d'Oro per la scarsa resistenza alle ore piccole: Marco Bellocchio
Leone d'Oro per la migliore interpretazione di un divo: Tony Renis

A tutti i vip succitati, e anche a quelli che non abbiamo nominato, il nostro più vivo ringraziamento. Senza di voi questa esperienza sarebbe stata meno divertente!

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martedì 6 settembre 2011

ALOIS NEBEL, UN DIVO IN PLATEA E UN ARTISTA IN GALLERIA


Nel contesto dei grandi cambiamenti portati dalla Rivoluzione di Velluto di Vaclav Havel e dal crollo della Cortina di Ferro, le vite del protagonista (misantropo capostazione ferroviario di una piccola cittadina cecoslovacca), di un misterioso esule muto braccato e ritornato in patria per compiere la sua vendetta, di un’inserviente di mezz’età della Stazione Centrale di Praga, di due maneggioni (padre e figlio) senza alcuna remora morale, si intrecciano e vengono sconvolte nell’atmosfera opprimente della regione dei Sudeti, abitata da una popolazione di lingua germanica che nel 1939 aveva accolto con entusiasmo l’invasione delle truppe naziste, ma che dopo il 1945 è stata oggetto di una vera e propria persecuzione.

La neve, che cancella i passi del fuggitivo, non riesce invece a cancellare il martoriato passato di questa terra e dei suoi uomini, né la pioggia lava via il sangue e i brutti ricordi.

Girato con attori in carne e ossa, la pellicola è stata poi ridisegnata da Jaromir 99 in modo tale da ricalcare in forma filmica la graphic novel da lui stesso ideata, che ha avuto un certo successo in patria, in Germania e in Polonia.

Ed è questo poliedrico artista (ha firmato anche la colonna sonora del film) il vero autore di Alois Nebel, colui che ne ha dato l’anima.

Il risultato è un’opera sicuramente suggestiva dal punto di vista visivo, seppur appesantita dall’atmosfera plumbea che permea tutta la storia e penalizzata dalla proiezione fuori concorso (e per di più in un orario da nottambuli). Peccato, avrebbe meritato più visibilità.

Nota di costume. Indovinate chi era seduto in platea due file davanti a noi alla prima mondiale in Sala Grande (presenti il direttore della Mostra Marco Mueller e gli autori della pellicola) tra gli spettatori comuni?

Nientemeno che James Franco! Che, a titolo di cronaca, nel bel mezzo della proiezione si è fatto un bel pisolino (o forse stava assaporando ogni parola dei dialoghi a occhi chiusi).

Anche i divi patiscono i bagordi?


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