CINEMA A BOMBA!

venerdì 9 gennaio 2026

WAKE UP DEAD MAN, CHI MUORE SI RIVEDE

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2025
144'
Regia: Rian Johnson
Interpreti: Daniel Craig, Josh O'Connor, Jeremy Renner, Josh Brolin, Mila Kunis, Kerry Washington, Glenn Close, Thomas Haden Church, Jeffrey Wright.


Un giovane presibitero (O'Connor) viene mandato dal vescovo (Wright) in una piccola comunità parrocchiale dove spadroneggia un parrocco carismatico ed aggressivo (Brolin).

Dopo che, durante una messa, avviene un omicidio inaspettato e "impossibile", tocca al famoso detective Benoit Blanc (Craig) risolvere il mistero...


2019: Knives Out.
2022: Glass Onion.

Siamo dunque arrivati al terzo capitolo della trilogia mystery scritta e diretta dal regista del controverso Star Wars: Gli Ultimi Jedi, avente come protagonista l'ormai ex 007 Daniel Craig in versione Hercules Poirot.

Trattasi di un whodunit, ossia di uno di quei gialli ad enigma di cui la scrittrice Agatha Christie era maestra: lo scopo è scoprire chi è l'assassino, come si è svolto il delitto e perché.

Chiunque abbia apprezzato i precedenti episodi troverà anche qui di che divertirsi: cambiano ambientazione e personaggi di contorno, ma la formula resta lo stessa, con qualche novità.

La trama si svolge stavolta dentro e intorno a una piccola chiesa di provincia, anziché in una villa (primo film) o su un'isola (secondo film).
Inoltre Blanc fa capolino solo a partire dal secondo atto e viene affiancato nell'indagine: il sacerdote interpretato dal britannico O'Connor è di fatto il co-protagonista della pellicola.

Una cosa che invece non è cambiata è tradizione di includere nel cast qualche supereroe Marvel!
In Knives Out c'era Chris Evans (alias Capitan America), in Glass Onion comparivano Edward Norton (già Incredibile Hulk) e Dave Bautista (Drax dei Guardiani della Galassia), qui troviamo Jeremy Renner (Occhio di Falco degli Avengers, tornato sulle scene dopo il brutto incidente domestico di 3 anni fa) e Josh Brolin (Thanos di Infinity War e Endgame).

L'intreccio è sufficientemente ingegnoso e complicato (non troppo: noi abbiamo indovinato quasi tutto, per la cronaca), ma soprattutto - questo è l'importante - logico e verosimile.
Come nei precedenti capitoli, non manca un risvolto satirico/sociale, con bersaglio - inevitabilmente - l'America debosciata della seconda éra Trump.

Johnson e Craig l'hanno fatta giusta anche stavolta.
Non resta che aspettare - e sperare in - ulteriori seguiti.


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giovedì 23 febbraio 2023

BLACK PANTHER: WAKANDA FOREVER, IL RE È MORTO (EVVIVA IL RE?)

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2022
161'
Regia: Ryan Coogler
Con: Letitia Wright, Lupita Nyong'o, Angela Bassett, Martin Freeman, Julia Louis-Dreyfus, Tenoch Huerta, Isaach de Bankolé, Michael B. Jordan.


Dopo la tragica morte del sovrano T'Challa (alias Black Panther), il Wakanda è indebolito e inizia a subire pressioni dalle altre nazioni affinché condivida con loro il vibranio e la propria tecnologia.

Il regno deve quindi guardarsi sia dalle minaccie del popolo sottomarino guidato da Namor (Huerta) sia dalle ingerenze della CIA.
Prima che la situazione precipiti, bisogna che qualcuno erediti il costume e il ruolo del defunto supereroe...


2016 - Captain America: Civil War.
2018 - Black Panther.
2018 - Avengers: Infinity War.
2019 - Avengers: Endgame.

Questa doveva essere la 5a apparizione di Chadwick Boseman nei panni del più popolare eroe afro del Marvel Cinematic Universe, ma la morte prematura dell'attore ha per forza di cose scombussolato i piani del colosso produttivo affiliato alla Disney.

Ecco allora che l'atteso seguito di Black Panther si trasforma in una sorta di tributo all'attore, forse anche per "vendicare" la figuraccia dell'Academy che 2 anni fa - in una delle edizioni più imbarazzanti di sempre - gli aveva negato un Oscar postumo.

Niente di male, se non fosse che il mancato apporto dell'amato ex-protagonista toglie potere e interesse alla pellicola, che risulta - spiace ammetterlo - una delle meno interessanti del MCU.
Poche scene d'azione diluite in 160 interminabili minuti, una trama esile, la completa assenza di altri Avengers (almeno nel primo capitolo c'era stato il cameo del Soldato d'Inverno) concorrono allo scarso risultato finale.

Siamo dalle parti del soporifero Eternals, ma se non altro il film della regista premio Oscar Chloé Zhao aveva come attenuante alla propria prolissità la necessità di introdurre nuovi personaggi.
Qui Coogler annaspa alla ricerca di una storia che gira su se stessa, non aiutato neppure dal cast.

Wright se la cava in realtà piuttosto bene, ma non riesce a competere col carisma di Boseman.
L'ex hobbit Freeman compare troppo poco e Huerta è un Namor assai deludente: il suo personaggio dovrebbe essere il corrispettivo Marvel di Aquaman della DC, invece sembra un figurante di Avatar: La Via dell'Acqua senza CGI.

La critica internazionale e l'Academy evidentemente non la pensano così, avendo omaggiato Wakanda Forever rispettivamente con 2 candidature ai Golden Globes (uno dei quali concretizzatosi: Angela Bassett non protagonista) e ben 5 nomination agli Oscar.

Chiaramente auguriamo alla pellicola di vincere più statuette possibile nella Notte delle Stelle.
Ma per il futuro del MCU, sinceramente, ci aspettiamo di meglio.


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lunedì 6 febbraio 2023

I CORTI: I AM GROOT, UN GUARDIANO PICCOLO PICCOLO

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2022
25' (5x5')
Regia: Kristen Lepore
Voci originali: Vin Diesel, Bradley Cooper.


I Primi Passi di Groot
Accudito da due robot, Baby Groot (Diesel) sta crescendo in un vaso, ma quando questo si crepa viene sostituito da un bonsai.
Ciò provoca la gelosia del piccolo arbusto umanoide, ma poi le due piante trovano un modo per convivere.

Il Piccoletto
Groot trova sotto una roccia una tribù di minuscoli esserini, che però lo attaccano credendo che sia un gigante minaccioso.
Le cose cambiano quando egli scopre che le sue foglie sono per loro una fonte di cibo.

Il Passatempo di Groot
Nell'astronave, Groot si sveglia di notte e si imbatte in un alieno mutaforma semiliquido.
I due si sfidano in una gara di ballo, fino all'inaspettato finale.

Groot fa il Bagno
Groot trova una pozza melmosa in cui fare il bagno, scoprendo che il contatto col fango gli provoca una crescita istantanea delle foglie.
Si diverte quindi a provare diversi travestimenti, ma questo fa irritare un antipatico uccello piumato.

Magnum Opus
Volendo fare un disegno, Baby Groot ruba diversi oggetti agli altri Guardiani, ma finisce per provocare un'esplosione che crea un buco nel pavimento.
Rocket (Cooper) lo scopre e sta per sgridarlo, ma si rabbonisce dopo aver visto l'opera del piccolo.


2014 - Guardiani della Galassia.
2017 - Guardiani della Galassia Vol. 2.
2018 - Avengers: Infinity War.
2019 - Avengers: Endgame.
2022 - Thor: Love and Thunder.

Questa è la 6a apparizione del più giovane e tenero membro dell'equipaggio di pirati intestellari del Marvel Cinematic Universe (una 7a si è aggiunta a Natale col delizioso Guardiani della Galassia: Holiday Special).

Ambientati temporalmente tra il 1° e il 2° film della serie (Groot si presenta qui nella versione "Baby"), i cortometraggi non aggiungono molto alla storia del personaggio: sono così concisi da sembrare quasi abbozzati; inoltre non tutti sono davvero divertenti, per quanto piacevoli e family-friendly.

Il migliore dei 5 è indubbiamente l'ultimo, Magnum Opus: sia perché compare anche un altro dei Guardiani (il mitico Rocket, ovviamente!), sia perché risulta il più definito.
Peccato che gli altri non siano altrettanto a fuoco e finiscano per essere dimenticati presto dopo la prima visione.

Ma è stata già annunciata una seconda tornata di corti che fanno sperare che la lezione sia stata imparata e verrà messa in pratica.
Meglio ancora se con un maggior coinvolgimento da parte del regista e deus ex machina James Gunn - qui accreditato solo come produttore esecutivo - e del resto del cast cinematografico.

Se lo merita, il piccolo arbusto umanoide più amato della Galassia.


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mercoledì 20 aprile 2022

I CORTI: PETER'S TO-DO LIST, QUEGLI OCCHI ALLEGRI DA RAGNETTO IN GITA

(Clicca sulla locandina per vedere il corto). 

USA, 2019
3'
Regia: Jon Watts
Con: Tom Holland, Jacob Batalon, Tony Revolori.


Peter Parker (Holland) ha una lista di cose da fare prima di partire con la scuola per una gita in Europa.

Rimediare un adattatore per le cuffie, vendere i propri vecchi giocattoli così da avere abbastanza soldi per poter regalare qualcosa a MJ (la ragazza per cui ha una cotta), fare il passaporto...
Ah, e ovviamente far arrestare la famiglia mafiosa Manfredi.


Rieditato e distribuito come un cortometraggio a sé stante, Peter's To-Do List è in verità una raccolta di sequenze di Spider-Man: Far From Home - 2° capitolo dedicato all'Arrampicamuri del Marvel Cinematic Universe - che erano state tagliate in fase di montaggio.

Non è difficile capirne il perché: gli avvenimenti qui narrati erano superflui ai fini della trama.

Eppure c'è almeno una scena che merita: il combattimento coi gangster nel ristorante, ottimamente coreografato e spettacolare quanto basta, nel quale il nostro fa sfoggio delle potenzialità dell'armatura da Iron Spider (il costume tecnologicamente avanzato regalatogli da Iron Man nel precedente Avengers: Infinity War).

Ed è sempre un piacere rivedere in azione il giovane attore britannico Tom Holland, che si conferma - a nostro giudizio - il miglior Uomo Ragno visto finora sul grande schermo.

Né "ponte" tra Far from Home e il successivo No Way Home né scarto di magazzino, questo corto va guardato e goduto per quel che è: un piccolo, gustoso approfondimento su uno dei supereroi più amati della storia del cinema (e non solo).


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lunedì 12 luglio 2021

BLACK WIDOW, LA FAMIGLIA DEL MULINO ROSSO

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2021
134'
Regia: Cate Shortland
Con: Scarlett Johansson, Florence Pugh, David Harbour, Rachel Weisz, Ray Winstone, Olga Kurylenko, William Hurt, Julia Louis-Dreyfus, Jeremy Renner (voce originale).


Dopo gli eventi di Captain America: Civil War, Natasha (Johansson) - braccata dagli uomini del Segretario di Stato Ross (Hurt) - fugge in Europa.
A Budapest ha un incontro/scontro con Yelena (Pugh), una giovane guerriera che è per lei come una sorella minore.

Le due si alleano e vanno a cercare due vecchie conoscenze: Alexei (Harbour) e Melina (Weisz), che molti anni prima erano stati loro "genitori" durante una missione sotto copertura in Ohio per conto dell'Unione Sovietica.

L'obiettivo è individuare il rifugio dello spietato Dreykov (Winstone) e porre fine una volta per tutte al Progetto Vedove Nere, ma sulla loro strada trovano la misteriosa e innarrestabile Taskmaster (Kurylenko)...



Era ora.
Si era discusso di un film "solista" di Black Widow già dopo il primo The Avengers (2012), benché il personaggio avesse esordito nel MCU (Marvel Cinematic Universe) due anni prima, in Iron Man 2.

Nel frattempo sono uscite pellicole dedicate ad altri membri della squadra (oltre ad Iron Man, Capitan America e Thor), ma pure a personaggi "collaterali" come Spider-Man, Ant-Man, Dottor Strange, Black Panther, Capitan Marvel e i Guardiani della Galassia.
Oltre, ovviamente, ad altri tre capitoli targati Avengers.

Per tacere di serie e miniserie televisive quali Agents of SHIELD, WandaVision, Falcon & The Winter Soldier e Loki.
Insomma, tutti o quasi gli Eroi hanno avuto la possibilità di vedere approfondita la propria backstory.
Tranne lei, Natasha Romanoff.

Un tale lasso temporale rende tardivo e superfluo questo ennesimo spin-off, che tuttavia ha il merito di farci scoprire che cosa era accaduto al personaggio tra Civil War e Infinty War.

Per l'ottava volta nei panni (aderenti) della Vedova Nera, Scarlett Johannson trova il ruolo della vita - altro che Lost in Translation e Under the Skin! - e ritrova pure Florence Pugh, con la quale aveva rivaleggiato agli Oscar 2020: la prima era in concorso con Jojo Rabbit, la seconda con Piccole Donne (alla fine però vinse Laura Dern con Storia di un Matrimonio).

Nelle interviste, l'attrice newyorkese ha paragonato questo lungometraggio a Logan: un capitolo a sè stante, slegato dalla continuity del MCU.
Non è proprio così, ma si può considerare una buona approssimazione.



Inizialmente il film doveva essere sviluppato da Joss Wheadon, poi l'autore dei primi due Avengers è stato travolto dall'insuccesso di Justice League e da alcune brutte accuse di molestie.
Sulla scia del movimento femminista #MeToo è stato sostituito con una donna: la semi-sconosciuta Shortland, con un passato nel cinema d'essai.

Un curriculum tanto breve e inusuale - per un blockbuster "fumettoso", soprattutto - da far storcere il naso a molti fan.
Invece la regista australiana si rivela straordinariamente a proprio agio col soggetto, ancor più nelle scene d'azione: in particolare il coreografico catfight tra Nat e Yelena all'inizio e la fuga/battaglia volante alla fine (a proposito: quest'ultima sequenza è un omaggio esplicito a Point Break, capolavoro di un'altra famosa donna regista, Kathryn Bigelow).

Promosso anche il copione cui ha contribuito Ned Benson, director di The Disappearence of Eleonor Rigby, una delle pellicole più belle dello scorso decennio.
Un plauso pure a David Harbour (Stranger Things): il suo Guardiano Rosso - una sorta di Capitan America sovietico, tronfio e sovrappeso - è l'elemento comico del film.

Da non perdere come sempre la scena post-credits: funge da ponte tra Falcon and The Winter Soldier e la miniserie di Occhio di Falco prossima ventura (finalmente anche Clint avrà uno spazio tutto suo!).
A proposito: Jeremy Renner fa una mini-comparsata così mini che quasi non si potrebbe considerare tale, mentre non c'è alcuna traccia dello strombazzato cammeo di Robert Downey Jr. (prova che lo scoop di Deadline Hollywood era in realtà una cantonata galattica).

Black Widow è un lungometraggio inessenziale ma piacevole (meglio la seconda parte della prima), che dimostra una volta per tutte la capacità della Disney-Marvel di confezionare prodotti di serie A anche quando sono "minori" o marginali.

In questo campo, il colosso cinematografico non ha davvero eguali.



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lunedì 6 aprile 2020

I CLASSICI: SPIDER-MAN FAR FROM HOME, MA GUARDA UN PO' 'STI SUPEREROI

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2019
129'
Regia: Jon Watts
Interpreti: Tom Holland, Zendaya, Samuel L. Jackson, Jake Gyllenhaal, Marisa Tomei, Jon Favreau, Cobie Smulders, Ben Mendelsohn, J.K. Simmons.


Sono passati 8 mesi dagli eventi narrati in Avengers: Endgame.

Peter Parker (Holland) parte per una lunga gita scolastica in giro per l'Europa, durante la quale viene contattato da Nick Fury (Jackson) perché aiuti il supereroe Quentin Beck (Gyllenhaal) a fronteggiare la minaccia dei temibili Elementali.

Il ragazzo ha in progetto ben altri piani - dichiarare i propri sentimenti alla compagna di classe MJ (Zendaya), per esempio - ma alla fine si fa convincere.

Le cose però non sono come sembrano.
Spider-Man avrà bisogno dei propri amici e di Happy Hogan (Favreau) - ex braccio destro di Iron Man in buona con Zia May (Tomei) - per venire a capo della vicenda...






In principio fu la trilogia di Sam Raimi con Tobey Maguire, poi venne il dittico di Marc Webb con Andrew Garfield.

Questa è invece la 5a volta di Tom Holland nei panni del Ragnetto, dopo Captain America: Civil War, Spider-Man: Homecoming, Avengers: Infinity War e Avengers: Endgame.

Una gradita conferma: a nostro giudizio, il giovane attore britannico è il miglior Spider-Man visto finora sul grande schermo.
Ha l'età del personaggio, la faccia giusta, un accento del Queens credibile e i vantaggi derivanti dall'essere parte del Marvel Cinematic Universe.

Far From Home è un seguito divertente, all'altezza del precedente Homecoming (benché stavolta, nonostante le iniziali indiscrezioni, manchi Michael Keaton).






Anche qui abbondano gli omaggi a John Hugues, autore di popolari commedie giovanilistiche negli anni 80 e sceneggiatore, tra le altre cose, della serie Vacation.
Anzi, questo sembra quasi un adattamento "ragnesco" del secondo capitolo, National Lampoon's European Vacation (in Italia uscito come Ma Guarda un po' 'sti Americani).

Ovviamente, non mancano neppure riferimenti alle altre pellicole del MCU.
Si veda ad esempio la gustosa sequenza post credits, che rimanda direttamente a Captain Marvel.

A proposito di Captain Marvel: come per il film con Brie Larson, anche in questo caso molti dei colpi di scena sono tali soltanto per chi non conosce il fumetto di origine.

Un difetto trascurabile, specie se sull'altro piatto della bilancia si trova un cast da leccarsi i baffi.
Stavolta, ancor più dei protagonisti, brillano i comprimari.

Zendaya - già vista nel musical The Greatest Showman insieme a un'altra icona Marvel, Hugh "Wolverine" Jackman - ha meritatamente più spazio; Marisa Tomei, la più verosimile Zia May della storia, è deliziosa come sempre; c'è pure un grande Jon Favreau (il regista dei primi due Iron Man, per la cronaca).






Il compianto Stan Lee è accreditato come produttore esecutivo, ma non compare nel tradizionale cameo, il che rende quella di Endgame la sua ultima apparizione.

La vera sorpresa arriva però da J.K. Simmons.
Dopo una breve "vacanza" nel DC Extended Universe come Commissario Gordon (andate a rivedervi Justice League, please), l'attore premio Oscar per Whiplash riprende inaspettatamente il ruolo di J. Jonah Jameson che aveva nel trittico di Raimi.
Un'apparizione-lampo che si presume avrà importanti ripercussioni sui prossimi film dedicati a Spidey.

Ma a quando il prossimo capitolo della serie?
Se è vero che la saga degli Avengers pare conclusa definitivamente, lo stesso non si può dire dell'Universo Marvel.
Anzi, qualcosa lascia intendere che Peter ne sia diventato il personaggio di punta.

E se Spider-Man fosse il nuovo Iron Man?




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lunedì 23 settembre 2019

I CLASSICI: CAPTAIN MARVEL, L'EROINA CHE MANCAVA

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2019
124'
Regia: Anna Boden, Ryan Fleck
Con: Brie Larson, Samuel L. Jackson, Jude Law, Annette Bening, Ben Mendelsohn, Lee Pace, Lashana Lynch, Djimon Hounsou, Clark Gregg, Chris Evans, Scarlett Johansson, Mark Ruffalo, Don Cheadle, Stan Lee.


Vers (Larson) è una Kree, razza aliena in guerra contro gli avversari Skrull, e fa parte di una squadra militare addestrata dal carismatico Yon-Rogg (Law).

Non ha quasi alcun ricordo della propria vita, eccetto qualche flash che le fa sembrare di aver vissuto su un altro pianeta.
In compenso è dotata di straordinari poteri che i suoi compagni non possiedono.

Catturata durante un'imboscata, si ritrova accidentalmente catapultata sulla Terra, a metà degli anni 90.
Qui avrà modo di allearsi con Nick Fury (Jackson), agente speciale dello S.H.I.E.L.D., e di scoprire finalmente la verità sul proprio passato.






Nel cinema supereroistico le donne hanno sempre avuto poco spazio o comunque ruoli di supporto, almeno fino a un paio di anni fa.
Senza considerare Supergirl, serial confinato comunque nel recinto televisivo, le cose hanno iniziato a cambiare soltanto a partire da Wonder Woman (nota: entrambe sono produzioni DC).

Il bellissimo lungometraggio dedicato all'amazzone della Justice League è stato un successo di critica e pubblico, è diventato il primo film di genere diretto da una donna (l'abile Patty Jenkins) ed è presto assurto a simbolo del nascente movimento #MeToo.

Per una volta, la Marvel è arrivata dopo.
Prima di Captain Marvel, nelle pellicole della Casa delle Idee i personaggi femminili erano sempre in secondo piano (eccetto forse Vedova Nera degli Avengers) e tutti i registi erano uomini.

Ma adesso anche il Marvel Cinematic Universe ha la propria eroina, una protagonista capace di incarnare i valori tipicamente femminili - sensibilità, intelligenza, coraggio... - e in cui ragazze e donne di ogni età possano facilmente immedesimarsi.

Scritto e co-diretto da Anna Boden insieme al socio e collega Ryan Fleck (Half Nelson), Captain Marvel è in sostanza l'anello di congiunzione tra Avengers: Infinity War e Avengers: Endgame, benché il suo ruolo nel secondo sia risultato in definitiva più marginale di quanto non avesse fatto supporre la scena post credits del primo.






Ottima la scelta dell'interprete principale.
Brie Larson, premiata con l'Oscar nel 2016 per l'inquietante Room, è l'attrice giusta per il ruolo: anziché puntare esclusivamente sulla propria fisicità, offre a Carol Danvers una vasta gamma di sfumature che la rendono tridimensionale e non scontata.

Interessante la schiera di comprimari, dalla quale emergono un misurato Clark Gregg e un Samuel L. Jackson particolarmente gigione (entrambi ringiovaniti digitalmente, come Michael Douglas in Ant-Man e Kurt Russell in Guardiani della Galassia Vol. 2).

Occhio alle comparsate eccellenti!
Nel suo penultimo cameo postumo, l'indimenticato Stan Lee omaggia Mallrats di Kevin Smith, dove "The Man" appariva nella parte di se stesso.
Vedova Nera, Hulk, War Machine e Capitan America compaiono invece in un'inedita sequenza post credits, ambientata temporalmente subito dopo Infinity War (Cap ha ancora la barba).

Tra colpi di scena (solo per chi non conosce il fumetto d'origine), viaggi spaziali, combattimenti epici, ammiccamenti pop e la consueta dose di umorismo e autoironia, Captain Marvel è già un classico del MCU e non tradisce le aspettative: andatevi a risentire l'episodio del BOMBCAST che vi avevamo dedicato!

Sarà interessante vedere come verrà sviluppato il personaggio nei prossimi capitoli "solisti", soprattutto dopo la clamorosa conclusione di Endgame.
Siamo però certi che il risultato sarà grandioso.

Anzi... meraviglioso.




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venerdì 3 maggio 2019

AVENGERS: ENDGAME, MERAVIGLIOSA MARVEL

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2019
181'
Regia: Anthony & Joe Russo
Con: Robert Downey Jr., Chris Evans, Scarlett Johansson, Mark Ruffalo, Paul Rudd, Chris Hemsworth, Brie Larson, Jeremy Renner, Don Cheadle, Bradley Cooper, Josh Brolin, Jon Favreau, Gwyneth Paltrow, Benedict Cumberbatch, Chadwick Boseman, Tom Holland, Zoe Saldana, Evangeline Lilly, Elizabeth Olsen, Michael Douglas, Michelle Pfeiffer, Linda Cardellini, Chris Pratt, Dave Bautista, Vin Diesel, Anthony Mackie, Sebastian Stan, Angela Bassett, Tom Hiddleston, Marisa Tomei, Robert Redford, Rene Russo, William Hurt, Samuel L. Jackson, Stan Lee.


[Premessa: NIENTE SPOILER! Il nostro blog aderisce alla campagna #DontSpoilTheEndgame, quindi non ne troverete nella recensione che segue: leggetela serenamente!]


Sono passati 5 anni da quando il malvagio Thanos (Brolin) - sfruttando il potere delle Gemme dell'Infinito - ha schioccato le dita, polverizzando così metà degli esseri viventi sulla Terra (vedere Infinity War).

Degli Avengers sopravvissuti, c'è chi ha trovato un modo per andare avanti (è il caso di Tony, Steve e Bruce) e chi invece non si dà pace (Nat, Thor e Clint).

Il ritorno improvviso di Scott Lang (Rudd) dal Regno Quantico (ricordate la scena post-credits di Ant-Man & The Wasp?) cambierà lo stato delle cose.

E se ci fosse ancora una speranza - per quanto residua - di sconfiggere Thanos e riportare in vita la popolazione scomparsa?






Iron Man.
Captain America.
Thor.
Hulk.
Spider-Man.
Doctor Strange.
Black Panther.
Ant-Man e Wasp.
I Guardiani della Galassia.
La new entry Captain Marvel.
Gli altri Avengers (Vedova Nera, Occhio di Falco, Scarlet Witch, Falcon, War Machine...).

Ci sono tutti, ma proprio tutti (o quasi), per il gran finale della saga dedicata al supergruppo Marvel.

Un cammino iniziato 11 anni or sono con la prima pellicola dedicata all'iconico Iron Man ed entrata nel vivo a partire dal 2012, quando i vari componenti si sono alleati per formare un team.

Avengers: Endgame è la seconda parte di Avengers: Infinity War, ma anche il terzo capitolo di un'ideale trilogia iniziata con Captain America: Civil War.
E sta polverizzando ogni record di incassi, meritatamente.

Da Civil War in poi, gli studios legati alla Casa delle Idee hanno infatti alzato gradualmente l'asticella, lasciandosi indietro la concorrenza (ossia il DC Extended Universe, nonostante qualche lavoro di gran pregio) e realizzando quello che in tutto e per tutto è un capolavoro di cultura popolare.

Tre ore che scorrono via senza alcuna fatica, tra momenti di introspezione psicologica e spassose incursioni nella commedia, effetti speciali e scontri superepici.
Si ride, si piange, si applaude. A volte tutte e tre le cose in contemporanea.






Puro stile Marvel Cinematic Universe, ma con qualche novità.
A cominciare dalla consueta scena aggiuntiva post-credits, che - udite udite! - questa volta è assente, coerentemente con lo spirito del film.

Brie Larson si aggiunge al già folto cast con la sua fortissima Captain Marvel (anche se ci saremmo aspettati un ruolo più prominente nello sviluppo della trama), mentre Chris Hemsworth trasforma Thor in un personaggio... comico!

Il marcantonio biondo aveva già mostrato il proprio lato brillante nel divertentissimo Thor: Ragnarok (a nostro giudizio, la migliore delle tre pellicole dedicate al Dio del Tuono), ma qui supera se stesso con un'interpretazione spassosa che strizza l'occhio al Jeff Bridges de Il Grande Lebowski.

A proposito, quello alla commedia dei fratelli Coen non è l'unico omaggio che si può trovare nel film.
Non è difficile scorgere riferimenti anche a Ritorno al Futuro (tirato in ballo esplicitamente) e a Indiana Jones (occhio al dialogo tra War Machine e Nebula), per la gioia di cinefili e geek.

E il cameo postumo del compianto Stan Lee?
C'è, non vi preoccupate: appare più o meno a metà, "truccato" digitalmente per ragioni che non sveliamo.

Chiudiamo aggiungendo che molte delle elucubrazioni che avevamo fatto nell'episodio del BOMBCAST incentrato sul trailer si sono infine rivelate esatte (bravo Lu!).

Endgame è un film da vedere e rivedere, obbligatorio per i fan degli Avengers, ma consigliato pure ai neofiti.
Non è solo l'ultimo episodio di una delle saghe più amate della storia del cinema: è LA conclusione per eccellenza.

E se la serie del supergruppo sembra effettivamente finita, non lo è ancora quella del MCU.
Tra non molto uscirà il nuovo capitolo "solista" dello Spider-Man di Tom Holland e altre pellicole si intravedono all'orizzonte.

Di che cosa racconteranno non ci è dato saperlo, al momento.
Ma siamo certi che si tratterà di altre, ennesime meraviglie.




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mercoledì 13 febbraio 2019

OSCAR 2019. NOMINATION: PREMI TECNICI




Noi vediamo solo il prodotto finito, ma dietro ad ogni film c'è il lavoro di numerosi professionisti, che pressoché sempre rimangono poi nell'ombra.

L'Academy ha voluto omaggiarli con diverse categorie "tecniche" per far capire anche a chi di cinema non mastica molto quanto importante sia il loro contributo.

Sebbene non siano molte le persone che sappiano la differenza tra sonoro e montaggio sonoro, non sfugge a nessuno che le pellicole con una fotografia suggestiva, una scenografia sontuosa, un montaggio serrato, costumi sfarzosi, trucchi fantasiosi, effetti speciali mirabolanti... si facciano notare di più.

CINEMA A BOMBA! vi porta dietro le quinte dei film più acclamati dell'anno per farvi scoprire cosa succede all'interno di un set e come lavorano i super esperti.

P.S.: In una di queste categorie è presente anche un grande regista.
Riuscite a trovarlo?







La fotografia di Cold War (Zimna wojna).

MIGLIOR FOTOGRAFIA
Łukasz Żal – Cold War (Zimna wojna)
Robbie Ryan – La favorita (The Favourite)
Caleb Deschanel – Opera senza autore (Werk ohne Autor)
Alfonso Cuarón – Roma
Matthew Libatique – A Star Is Born


Le scenografie di La favorita (The Favourite).

MIGLIOR SCENOGRAFIA
Hannah Beachler e Jay Hart – Black Panther
Fiona Crombie e Alice Felton – La favorita (The Favourite)
Nathan Crowley e Kathy Lucas – First Man - Il primo uomo (First Man)
John Myhre e Gordon Sim – Il ritorno di Mary Poppins (Mary Poppins Returns)
Eugenio Caballero e Barbara Enriquez – Roma


Dietro le quinte di Bohemian Rhapsody.

MIGLIOR MONTAGGIO
Barry Alexander Brown – BlacKkKlansman
John Ottman – Bohemian Rhapsody
Yorgos Mavropsaridis – La favorita (The Favourite)
Patrick J. Don Vito – Green Book
Hank Corwin – Vice - L'uomo nell'ombra (Vice)


Gli effetti speciali di Avengers: Infinity War.






MIGLIORI EFFETTI SPECIALI
Dan DeLeeuw, Kelly Port, Russell Earl e Dan Sudick – Avengers: Infinity War
Christopher Lawrence, Michael Eames, Theo Jones e Chris Corbould – Ritorno al Bosco dei 100 Acri (Christopher Robin)
Paul Lambert, Ian Hunter, Tristan Myles e J. D. Schwalm - First Man - Il primo uomo (First Man)
Roger Guyett, Grady Cofer, Matthew E. Butler e David Shirk – Ready Player One
Rob Bredow, Patrick Tubach, Neal Scanlan e Dominic Tuohy – Solo: A Star Wars Story


Dietro le quinte di A Star Is Born.

MIGLIOR SONORO
Steve Boeddeker, Brandon Proctor e Peter Devlin – Black Panther
Paul Massey, Tim Cavagin e John Casali – Bohemian Rhapsody
Jon Taylor, Frank A. Montaño, Ai-Ling Lee e Mary H. Ellis – First Man - Il primo uomo (First Man)
Skip Lievsay, Craig Henighan e José Antonio García – Roma
Tom Ozanich, Dean Zupancic, Jason Ruder e Steve Morrow – A Star Is Born


Alcune scene tratte da Roma.

MIGLIOR MONTAGGIO SONORO
Benjamin A. Burtt e Steve Boeddeker – Black Panther
John Warhurst e Nina Hartstone – Bohemian Rhapsody
Ai-Ling Lee e Mildred Iatrou Morgan – First Man - Il primo uomo (First Man)
Ethan Van der Ryn e Erik Aadahl – A Quiet Place - Un posto tranquillo (A Quiet Place)
Sergio Díaz e Skip Lievsay – Roma

I costumi di Ruth Carter per Black Panther.  

MIGLIORI COSTUMI
Mary Zophres – La ballata di Buster Scruggs (The Ballad of Buster Scruggs)
Ruth Carter – Black Panther
Sandy Powell – La favorita (The Favourite)
Sandy Powell – Il ritorno di Mary Poppins (Mary Poppins Returns)
Alexandra Byrne – Maria regina di Scozia (Mary Queen of Scots)


Dietro le quinte di Vice.

MIGLIOR TRUCCO E ACCONCIATURA
Göran Lundström e Pamela Goldammer – Border - Creature di confine (Border)
Jenny Shircore, Marc Pilcher e Jessica Brooks – Maria regina di Scozia (Mary Queen of Scots)
Greg Cannom, Kate Biscoe e Patricia DeHaney – Vice - L'uomo nell'ombra (Vice)




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mercoledì 16 gennaio 2019

BOMBCAST: EP. 012 - AVENGERS: ENDGAME (TRAILER)

(Clicca sulla foto per ascoltare/scaricare il file). 


Ci siamo!
È uscito il trailer dell'attesissimo Avengers: Endgame, continuazione di Avengers: Infinity War e probabile conclusione della saga iniziata 11 anni or sono con Iron Man, primo vero capitolo del cosiddetto Marvel Cinematic Universe.

Il 4° film dedicato al famoso supergruppo ha già creato un hype pazzesco e le aspettative sono pertanto altissime.

Gli studios legati alla Casa delle Idee nel frattempo faranno uscire Captain Marvel e più avanti anche Spider-Man: Far From Home (seguito dell'acclamato Spider-Man: Homecoming), ma gli occhi sono tutti puntati su Endgame.

Anche i nostri: in questo nuovo episodio del podcast discutiamo tutte le teorie e le possibili implicazioni del trailer con un ospite d'onore, un vero e proprio esperto di cultura supereroistica.

Che cosa state aspettando?
Scaricate e/o ascoltate subito il file!



Il trailer di Avengers: Endgame.





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lunedì 17 dicembre 2018

I CLASSICI: ANT-MAN AND THE WASP, LE DIMENSIONI (NON) CONTANO

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2018
118'
Regia: Peyton Reed
Con: Paul Rudd, Evangeline Lilly, Michael Douglas, Laurence Fishburne, Michelle Pfeiffer, Michael Peña, Walton Goggins, Hannah John-Kamen, Bobby Cannavale, Stan Lee.


Due anni dopo il suo coinvolgimento nello scontro tra Avengers che ha violato gli Accordi di Sokovia (ricordate Captain America: Civil War?), Scott Lang (Rudd, anche co-sceneggiatore) è ancora agli arresti domiciliari.

Hank Pym (Douglas) e sua figlia Hope (Lilly) si rimettono in contatto con lui: nella testa del ladruncolo potrebbe esserci la chiave per ritrovare Janet (Pfeiffer), moglie di Hank e madre di Hope, scomparsa molti anni prima e intrappolata da qualche parte nel Regno Quantico.

Ma la tecnologia per arrivare in quel mondo nanoscopico fa gola a molti, tra i quali un trafficante senza troppi scrupoli (Goggins) e la misteriosa Ghost (John-Kamen).

È arrivato il momento che ad Ant-Man si affianchi Wasp...






Il Marvel Cinematic Universe ha compiuto il suo primo decennale.
Sono passati proprio 10 anni da Iron Man, che ridefinì il concetto di superhero movie e diede il via a quella che è tuttora una delle serie più redditizie della storia del cinema.

Quest'anno, oltre al fiero Black Panther e all'epico Avengers: Infinity War, è uscito il secondo film dedicato ad Ant-Man, con qualche novità.
Il cambiamento principale si evince dal titolo: al simpatico furfante in miniatura si affianca ora The Wasp.

È la prima volta nella storia della Casa delle Idee che un personaggio femminile assurge a ruolo di protagonista (co-protagonista, in questo caso), in attesa dell'annunciata pellicola dedicata a Captain Marvel.

Il movimento #MeToo e in generale la presa di coscienza della condizione femminile nell'industria hollywoodiana hanno sicuramente contribuito, e scelte come queste da parte di grandi studios come Marvel e Disney ci sembrano un bel segnale.

Il film in sé, leggero e divertente come si addice a un prodotto MCU, regge il confronto col precedente e ha al suo attivo riuscite sequenze d'azione fotografate dal "nostro" Dante Spinotti - tra cui un'inseguimento in auto tra le tortuose strade di San Francisco - e un cast da leccarsi i baffi.






L'autoironico Rudd e l'irresistibile Peña sono una garanzia, ma a fare macchia sono soprattutto le attrici.
Ok, la rediviva Pfeiffer compare solo per una decina di minuti (senza il costume da Catwoman che sfoggiava in Batman-Il Ritorno, ovviamente) e alla John-Kamen forse non è concesso tutto lo spazio che il suo personaggio avrebbe meritato, ma la sempre elfica Evangeline Lilly - nota per Lost e, per l'appunto, Lo Hobbit - è una gradita conferma e in più occasioni riesce a rubare la scena ai suoi illustri colleghi.

Rivedere due vecchie glorie come Douglas e Fishburne è comunque sempre un piacere.
Il secondo in particolare è ormai più che avezzo all'universo supereroistico, essendo già stato la voce dell'alieno Silver Surfer nel secondo film dei Fantastici Quattro e il direttore del Daily Planet nel concorrente Batman v Superman: Dawn of Justicee.

E non poteva mancare il compianto Stan Lee.
"The Man", com'era soprannominato, ci concede uno dei suoi ultimi, spassosi cammei: è il vecchio ex-hippie al quale Wasp rimpiccolisce erroneamente l'auto.

Ant-Man and The Wasp ha di sicuro accontentato i fan (tra i quali segnaliamo Fabian Nicieza, co-creatore di Deadpool) e soprattutto ha gettato le basi narrative per il prossimo Avengers: Endgame.

Non ci credete? Occhio alla sequenza mid-credits.
E poi non si dica che le dimensioni non contano...




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martedì 13 novembre 2018

BOMBCAST: EP. 010 - CAPTAIN MARVEL (TRAILER)

(Clicca sull'immagine per ascoltare/scaricare il file). 


Il movimento #MeToo è entrato a gamba tesa nel cinema supereroistico!

Se il bellissimo Wonder Woman targato DC era stato il primo segnale che qualcosa a Hollywood stava cambiando, l'attesissimo Captain Marvel - prodotto, come si può intuire, dalla concorrente Marvel - sembra esserne la conferma.

Ora che attrici e registe possono ottenere lo spazio e il rispetto che meritano, è logico che l'industria punti su eroine in grado di incarnare tutti i valori femminili (sensibilità e intelligenza, ma anche coraggio e forza) e in cui ragazze e donne di ogni età possano immedesimarsi.

Captain Marvel è un prequel di Avengers e sarà fondamentale per il seguito di Avengers: Infinity War, come lasciava intendere la criptica-ma-non-troppo scena post credits.

Ascoltate o scaricate il file (cliccate sull'immagine in alto) per ascoltare l'episodio dedicato all'eroina del futuro!

[A episodio già registrato abbiamo appreso della morte di Stan Lee, l'uomo dietro al successo dei personaggi Marvel.
Prossimamente prepareremo e gli dedicheremo un sentito e doveroso omaggio.]



Il trailer di Captain Marvel.




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mercoledì 16 maggio 2018

I CORTI: NO GOOD DEAD, DEADPOOL NON È SUPERMAN

(Clicca sulla foto per vedere il corto). 

USA, 2017
4'
Regia: David Leitch
Interpreti: Ryan Reynolds, Stan Lee.


Wade (Reynolds) sta passeggiando "in borghese" quando vede in un vicolo un balordo che sta rapinando un vecchietto.

Infastidito dalla palese ingiustizia, si chiude in una cabina telefonica per indossare il costume di Deadpool.

Purtroppo impiega troppo tempo a cambiarsi e, una volta uscito dalla cabina e pronto a intervenire, ha un'amara sorpresa...






Un detto popolare nel mondo anglosassone recita: "Nessuna buona azione rimane impunita".
Ciò spiega il titolo di questo divertente cortometraggio dedicato al supereroe più politicamente scorretto dell'universo Marvel, creato dallo scrittore Fabian Nicieza e dal disegnatore Rob Liefeld oltre 25 anni fa.

Proiettato nei cinema di seguito a Logan (nona e ultima apparizione di Hugh Jackman come Wolverine; a proposito: presto la recensione), anch'esso di produzione Fox come tutte le pellicole dedicate agli X-Men, No Good Deed è in pratica un'irriverente parodia di Superman - il film del 1978 con Christopher Reeve -, tant'è che ricicla pure il celebre tema musicale del plurioscarizzato John Williams.

Funge chiaramente da "ponte" promozionale tra il primo capitolo dedicato al loquace mercenario e l'atteso Deadpool 2.
I più attenti possono scorgere il nome di Cable - che nel seguito prossimo venturo è interpretato da Josh Brolin, alias Thanos di Avengers: Infinity War - sulla cabina del telefono.

E poteva mancare Stan Lee?
Ovviamente no: il plurinovantenne patriarca della Marvel si concede il consueto, spassoso cameo (nei panni di se stesso).

Ultima annotazione: il vecchio che viene rapinato nel vicolo non vi ricorda qualcuno? Se conoscete bene la storia dei vari personaggi della Casa delle Idee, potrebbe venirvi facilmente un sospetto...
E se fosse zio Ben di Spider-Man???

Solo Deadpool lo sa.
O forse neanche lui.




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mercoledì 9 maggio 2018

AVENGERS: INFINITY WAR, INFINITA MARVEL

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2018
149'
Regia: Anthony Russo, Joe Russo
Interpreti: Robert Downey Jr., Chris Evans, Chris Hemsworth, Mark Ruffalo, Scarlett Johansson, Tom Holland, Josh Brolin, Benedict Cumberbatch, Chadwick Boseman, Paul Bettany, Elizabeth Olsen, Chris Pratt, Zoe Saldana, Tom Hiddleston, Don Cheadle, Anthony Mackie, Sebastian Stan, Idris Elba, Dave Bautista, Vin Diesel, Bradley Cooper, Benicio del Toro, Gwyneth Paltrow, William Hurt, Samuel L. Jackson, Stan Lee.


Accecato dalla brama delle Gemme dell'Infinito, il folle genocida interplanetario Thanos (Brolin) attacca la Terra.
Iron-Man (Downey Jr.) si allea col Dottor Strange (Cumberbatch) e con l'aiuto di Hulk (Ruffalo) e del giovane Spider-Man (Holland) cerca di fermarlo.

Nel frattempo, Thor (Hemsworth) viene salvato nello spazio dai Guardiani della Galassia, mentre Capitan America (Evans) e la sua squadra si recano a Wakanda da Black Panther (Boseman).

La lotta per salvare l'umanità sarà all'ultimo sangue...






A 10 anni dalla nascita del Marvel Cinematic Universe con il primo film dedicato a Iron-Man (era il 2008: eh, sì, sono già passati 10 anni...) e dopo 18 (!) pellicole, si tirano i fili del discorso: trame, sottotrame, personaggi più o meno secondari..., tutto converge e trova un filo comune, una spiegazione, uno sviluppo in Avengers: Infinity War.

Se Civil War - 3° capitolo "solista" di Capitan America - era in sostanza Avengers 2 e 1/2, si potrebbe dire che questo nuovo film è praticamente Civil War 2.0, ma all'ennesima potenza.

Ci sono tutti, tranne Ant-Man e Occhio di Falco; in più ricompaiono Thor e Hulk (reduci da Thor: Ragnarok), Doctor Strange, Spider-Man, Black Panther e i Guardiani della Galassia, oltre a numerosissimi altri personaggi - persino Nick Fury (Samuel L. Jackson), assente già da un po'.
Non poteva mancare neppure Stan Lee, qui nei panni dell'autista di scuolabus.

La Marvel ha fatto le cose in grande, più del solito, con uno sforzo produttivo colossale.

Il rischio era di mettere troppa carne al fuoco, di non riuscire ad amalgamare in modo soddisfacente una miriade di personaggi anche molto diversi tra di loro.
E soprattutto, nonostante la fidelizzazione del pubblico, di non riuscire a fare incassi sufficienti a coprire i tanti costi.

Missione compita?
La risposta è un grosso, convinto, unanime... sì!






L'ambiziosissimo Avengers: Infinity War è un trionfo di critica e di pubblico (e quindi anche di incassi), il tentativo - riuscitissimo - di creare il più epico, appassionante film Marvel di sempre, la summa e il culmine di tutti i capitoli precedenti.

Fa ridere a crepapelle, commuove, emoziona, ma si fa apprezzare anche per gli effetti speciali mirabolanti, i dettagli geniali, le molte sorprese e i colpi di scena che portano a un finale sconvolgente che fa e farà discutere a lungo.
Si tratta senza ombra di dubbio del film supereroistico dell'anno.

Merito anche di un cast in stato di grazia.
Se Evans (con un inedita barba da montanaro) e Holland (3a volta in 3 anni come Spider-Man; qui sfoggia un nuovo costume) non godono di troppo spazio, Downey Jr., Hemsworth, Cumberbatch e Pratt danno il meglio di sé e paiono divertirsi un mondo.
Tra i comprimari, da segnalare almeno il picaresco Rocket (voce di Bradley Cooper nell'edizione originale) e il serioso Drax di Bautista.

È vero, ci sono anche dei punti deboli - Thanos è un nemico temibile e gli si è dato uno spessore tragico, ma forse non è il più incisivo villain della serie (per esempio il Vulture di Michael Keaton in Spider-Man: Homecoming risultava più efficace) - ma il lavoro dei fratelli Russo e di tutti i loro collaboratori è un sofisticato meccanismo che ha scorrevolezza e ritmo bastanti per tenere sempre desta l'attenzione degli spettatori, anche grazie all'incastro perfetto degli intermezzi comici, che trovano il giusto spazio pur nel tono generale epico/tragico.

Infinity War è un incrocio tra Marvel, Star Wars e Il Signore degli Anelli: in pratica L'Impero Colpisce Ancora della saga degli Avengers.

Sarà dura per la DC e la sua Justice League riuscire a stare al passo e riuscire a ricreare ondate di entusiasmo simili a quelle provocate dai rivali - per i film Marvel generalmente nelle sale cinematografiche il pubblico non fiata e non si alza durante tutta la proiezione (titoli di coda compresi), ma molto spesso alla fine esplode in una standing ovation.

Siamo sicuri che tali scene si siano ripetute anche questa volta, e in misura maggiore del solito.

Chissà cosa succederà quando uscirà la seconda parte di Infinity War (e verrà introdotta la potente eroina Capitan Marvel, interpretata da Brie Larson, migliore attrice agli Oscar 2016)...

Già i fan sono impazienti di sapere come finirà.
E manca ancora un anno...




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