CINEMA A BOMBA!

mercoledì 18 giugno 2025

CAPTAIN AMERICA: BRAVE NEW WORLD, UN CAPITANO... C'È SOLO UN CAPITANO!

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2025
118'
Regia: Julius Onah
Interpreti: Anthony Mackie, Harrison Ford, Danny Ramirez, Giancarlo Esposito, Carl Lumbly, Tim Blake Nelson, Sebastian Stan, Liv Tyler.


Sam Wilson (Mackie) indaga su un complotto ordito da una misteriosa organizzazione segreta contro l'ex Generale Ross (Ford), nel frattempo diventato Presidente degli Stati Uniti.

L'ex Avenger capisce presto che Stern (Nelson) - imprigionato dopo gli eventi narrati ne L'Incredibile Hulk - è coinvolto, ma qual è il suo obiettivo?


Che cosa è successo al Marvel Cinematic Universe?
L'interconnessa serie supereroistica, avviata nel lontano 2008 col primo Iron-Man, era giunta ad una naturale conclusione nel 2019 con l'epico Avengers: Endgame.

Dopodiché i produttori Disney hanno deciso di spremere ogni goccia del franchise continuando a realizzare film e telefilm a ciclo continuo, ma inanellando un fiasco dopo l'altro.

Negli ultimi 6 anni, gli unici lungometraggi degni di nota sono stati Spider-Man: No Way Home e Doctor Strange nel Multiverso della Follia (non considerando Deadpool & Wolverine, che fa un po' storia a sé).

Brave New World, stretto tra gli insuccessi di The Marvels (sequel/spin-off di Captain Marvel, ma di qualità para-televisiva) e Thunderbolts (come gli Avengers, ma di serie B), conferma purtroppo questa china discendente.

Si salva il grande Harrison Ford, che è di fatto il vero protagonista della storia: l'ex Han Solo ed ex Indiana Jones ha ammesso con candore di aver accettato la parte solo per soldi, ma a 83 anni suonati ha ancora carisma da vendere, e comunque è divertente vederlo saltare e spaccare tutto in versione Hulk Rosso (presunto colpo di scena maldestramente spoilerato da trailer e poster).

Se la cavano anche Esposito - alias Baxter Stockman di Tartarughe Ninja: Caos Mutante - e Lumbly, mentre Stan come Soldato d'Inverno si limita ad un cammeo superfluo.
Tyler torna nei panni di Betty Ross dopo 17 anni, ma la sua apparizione risulta stranamente artificiosa (è come se l'abbiano inserita nel girato in post-produzione e con l'ausilio della computer grafica).

Ciò che purtroppo non funziona, oltre alla trama banale e alla regia piatta, è il protagonista.
Mackie è (era?) perfetto come Falcon, ma del tutto improbabile come Cap.

Qual è poi il senso di trasformare un personaggio ben definito - e a cui il pubblico è abituato - in un altro personaggio?
Secondo tale logica, allora domani Thor potrebbe diventare il nuovo Visione, Spider-Man il nuovo Iron Man e War Machine il nuovo... Vedova Nera.

Questo effetto straniante non ha fatto altro che alienare i fan di vecchia data, molti dei quali rimpiangono la golden age del MCU e temono che il livello qualitativo pre-2020 non sia più raggiungibile.

Dopo aver visto Brave New World, non resta che ammettere un'amara verità: c'è un solo Capitan America.
E si chiama Steve Rogers.


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lunedì 23 settembre 2019

I CLASSICI: CAPTAIN MARVEL, L'EROINA CHE MANCAVA

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2019
124'
Regia: Anna Boden, Ryan Fleck
Con: Brie Larson, Samuel L. Jackson, Jude Law, Annette Bening, Ben Mendelsohn, Lee Pace, Lashana Lynch, Djimon Hounsou, Clark Gregg, Chris Evans, Scarlett Johansson, Mark Ruffalo, Don Cheadle, Stan Lee.


Vers (Larson) è una Kree, razza aliena in guerra contro gli avversari Skrull, e fa parte di una squadra militare addestrata dal carismatico Yon-Rogg (Law).

Non ha quasi alcun ricordo della propria vita, eccetto qualche flash che le fa sembrare di aver vissuto su un altro pianeta.
In compenso è dotata di straordinari poteri che i suoi compagni non possiedono.

Catturata durante un'imboscata, si ritrova accidentalmente catapultata sulla Terra, a metà degli anni 90.
Qui avrà modo di allearsi con Nick Fury (Jackson), agente speciale dello S.H.I.E.L.D., e di scoprire finalmente la verità sul proprio passato.






Nel cinema supereroistico le donne hanno sempre avuto poco spazio o comunque ruoli di supporto, almeno fino a un paio di anni fa.
Senza considerare Supergirl, serial confinato comunque nel recinto televisivo, le cose hanno iniziato a cambiare soltanto a partire da Wonder Woman (nota: entrambe sono produzioni DC).

Il bellissimo lungometraggio dedicato all'amazzone della Justice League è stato un successo di critica e pubblico, è diventato il primo film di genere diretto da una donna (l'abile Patty Jenkins) ed è presto assurto a simbolo del nascente movimento #MeToo.

Per una volta, la Marvel è arrivata dopo.
Prima di Captain Marvel, nelle pellicole della Casa delle Idee i personaggi femminili erano sempre in secondo piano (eccetto forse Vedova Nera degli Avengers) e tutti i registi erano uomini.

Ma adesso anche il Marvel Cinematic Universe ha la propria eroina, una protagonista capace di incarnare i valori tipicamente femminili - sensibilità, intelligenza, coraggio... - e in cui ragazze e donne di ogni età possano facilmente immedesimarsi.

Scritto e co-diretto da Anna Boden insieme al socio e collega Ryan Fleck (Half Nelson), Captain Marvel è in sostanza l'anello di congiunzione tra Avengers: Infinity War e Avengers: Endgame, benché il suo ruolo nel secondo sia risultato in definitiva più marginale di quanto non avesse fatto supporre la scena post credits del primo.






Ottima la scelta dell'interprete principale.
Brie Larson, premiata con l'Oscar nel 2016 per l'inquietante Room, è l'attrice giusta per il ruolo: anziché puntare esclusivamente sulla propria fisicità, offre a Carol Danvers una vasta gamma di sfumature che la rendono tridimensionale e non scontata.

Interessante la schiera di comprimari, dalla quale emergono un misurato Clark Gregg e un Samuel L. Jackson particolarmente gigione (entrambi ringiovaniti digitalmente, come Michael Douglas in Ant-Man e Kurt Russell in Guardiani della Galassia Vol. 2).

Occhio alle comparsate eccellenti!
Nel suo penultimo cameo postumo, l'indimenticato Stan Lee omaggia Mallrats di Kevin Smith, dove "The Man" appariva nella parte di se stesso.
Vedova Nera, Hulk, War Machine e Capitan America compaiono invece in un'inedita sequenza post credits, ambientata temporalmente subito dopo Infinity War (Cap ha ancora la barba).

Tra colpi di scena (solo per chi non conosce il fumetto d'origine), viaggi spaziali, combattimenti epici, ammiccamenti pop e la consueta dose di umorismo e autoironia, Captain Marvel è già un classico del MCU e non tradisce le aspettative: andatevi a risentire l'episodio del BOMBCAST che vi avevamo dedicato!

Sarà interessante vedere come verrà sviluppato il personaggio nei prossimi capitoli "solisti", soprattutto dopo la clamorosa conclusione di Endgame.
Siamo però certi che il risultato sarà grandioso.

Anzi... meraviglioso.




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mercoledì 16 gennaio 2019

BOMBCAST: EP. 012 - AVENGERS: ENDGAME (TRAILER)

(Clicca sulla foto per ascoltare/scaricare il file). 


Ci siamo!
È uscito il trailer dell'attesissimo Avengers: Endgame, continuazione di Avengers: Infinity War e probabile conclusione della saga iniziata 11 anni or sono con Iron Man, primo vero capitolo del cosiddetto Marvel Cinematic Universe.

Il 4° film dedicato al famoso supergruppo ha già creato un hype pazzesco e le aspettative sono pertanto altissime.

Gli studios legati alla Casa delle Idee nel frattempo faranno uscire Captain Marvel e più avanti anche Spider-Man: Far From Home (seguito dell'acclamato Spider-Man: Homecoming), ma gli occhi sono tutti puntati su Endgame.

Anche i nostri: in questo nuovo episodio del podcast discutiamo tutte le teorie e le possibili implicazioni del trailer con un ospite d'onore, un vero e proprio esperto di cultura supereroistica.

Che cosa state aspettando?
Scaricate e/o ascoltate subito il file!



Il trailer di Avengers: Endgame.





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lunedì 26 novembre 2018

BOMBCAST: EP. 011 - STAN LEE

(Clicca sulla foto per ascoltare/scaricare il file). 


Il 12 Novembre scorso il mondo ha pianto la scomparsa di Stan Lee, l'autore di fumetti più famoso e rivoluzionario del mondo, nonché vera e propria icona pop.

Il volto simbolo della Marvel ha creato supereroi ormai molto popolari quali Spider-Man, I Fantastici 4, Hulk, Iron Man, Thor, X-Men, Doctor Strange, Daredevil, Ant-Man, Black Panther, Avengers e tanti tanti altri.

E tutti lo ricordano per le sue comparsate (i famosi "camei"), spesso spassose, nei film tratti dai suoi personaggi (video in basso).

Noi lo vogliamo ricordare affettuosamente con questo episodio del Bombcast e riproponendo il simpaticissimo cortometraggio di Kevin Smith che lo vede come protagonista, Stan Lee Cameo School.

Scaricate/ascoltate la nostra undicesima puntata!
Stan Lee è morto, evviva Stan Lee.



Tutte le comparsate di Stan Lee.





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mercoledì 9 maggio 2018

AVENGERS: INFINITY WAR, INFINITA MARVEL

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2018
149'
Regia: Anthony Russo, Joe Russo
Interpreti: Robert Downey Jr., Chris Evans, Chris Hemsworth, Mark Ruffalo, Scarlett Johansson, Tom Holland, Josh Brolin, Benedict Cumberbatch, Chadwick Boseman, Paul Bettany, Elizabeth Olsen, Chris Pratt, Zoe Saldana, Tom Hiddleston, Don Cheadle, Anthony Mackie, Sebastian Stan, Idris Elba, Dave Bautista, Vin Diesel, Bradley Cooper, Benicio del Toro, Gwyneth Paltrow, William Hurt, Samuel L. Jackson, Stan Lee.


Accecato dalla brama delle Gemme dell'Infinito, il folle genocida interplanetario Thanos (Brolin) attacca la Terra.
Iron-Man (Downey Jr.) si allea col Dottor Strange (Cumberbatch) e con l'aiuto di Hulk (Ruffalo) e del giovane Spider-Man (Holland) cerca di fermarlo.

Nel frattempo, Thor (Hemsworth) viene salvato nello spazio dai Guardiani della Galassia, mentre Capitan America (Evans) e la sua squadra si recano a Wakanda da Black Panther (Boseman).

La lotta per salvare l'umanità sarà all'ultimo sangue...






A 10 anni dalla nascita del Marvel Cinematic Universe con il primo film dedicato a Iron-Man (era il 2008: eh, sì, sono già passati 10 anni...) e dopo 18 (!) pellicole, si tirano i fili del discorso: trame, sottotrame, personaggi più o meno secondari..., tutto converge e trova un filo comune, una spiegazione, uno sviluppo in Avengers: Infinity War.

Se Civil War - 3° capitolo "solista" di Capitan America - era in sostanza Avengers 2 e 1/2, si potrebbe dire che questo nuovo film è praticamente Civil War 2.0, ma all'ennesima potenza.

Ci sono tutti, tranne Ant-Man e Occhio di Falco; in più ricompaiono Thor e Hulk (reduci da Thor: Ragnarok), Doctor Strange, Spider-Man, Black Panther e i Guardiani della Galassia, oltre a numerosissimi altri personaggi - persino Nick Fury (Samuel L. Jackson), assente già da un po'.
Non poteva mancare neppure Stan Lee, qui nei panni dell'autista di scuolabus.

La Marvel ha fatto le cose in grande, più del solito, con uno sforzo produttivo colossale.

Il rischio era di mettere troppa carne al fuoco, di non riuscire ad amalgamare in modo soddisfacente una miriade di personaggi anche molto diversi tra di loro.
E soprattutto, nonostante la fidelizzazione del pubblico, di non riuscire a fare incassi sufficienti a coprire i tanti costi.

Missione compita?
La risposta è un grosso, convinto, unanime... sì!






L'ambiziosissimo Avengers: Infinity War è un trionfo di critica e di pubblico (e quindi anche di incassi), il tentativo - riuscitissimo - di creare il più epico, appassionante film Marvel di sempre, la summa e il culmine di tutti i capitoli precedenti.

Fa ridere a crepapelle, commuove, emoziona, ma si fa apprezzare anche per gli effetti speciali mirabolanti, i dettagli geniali, le molte sorprese e i colpi di scena che portano a un finale sconvolgente che fa e farà discutere a lungo.
Si tratta senza ombra di dubbio del film supereroistico dell'anno.

Merito anche di un cast in stato di grazia.
Se Evans (con un inedita barba da montanaro) e Holland (3a volta in 3 anni come Spider-Man; qui sfoggia un nuovo costume) non godono di troppo spazio, Downey Jr., Hemsworth, Cumberbatch e Pratt danno il meglio di sé e paiono divertirsi un mondo.
Tra i comprimari, da segnalare almeno il picaresco Rocket (voce di Bradley Cooper nell'edizione originale) e il serioso Drax di Bautista.

È vero, ci sono anche dei punti deboli - Thanos è un nemico temibile e gli si è dato uno spessore tragico, ma forse non è il più incisivo villain della serie (per esempio il Vulture di Michael Keaton in Spider-Man: Homecoming risultava più efficace) - ma il lavoro dei fratelli Russo e di tutti i loro collaboratori è un sofisticato meccanismo che ha scorrevolezza e ritmo bastanti per tenere sempre desta l'attenzione degli spettatori, anche grazie all'incastro perfetto degli intermezzi comici, che trovano il giusto spazio pur nel tono generale epico/tragico.

Infinity War è un incrocio tra Marvel, Star Wars e Il Signore degli Anelli: in pratica L'Impero Colpisce Ancora della saga degli Avengers.

Sarà dura per la DC e la sua Justice League riuscire a stare al passo e riuscire a ricreare ondate di entusiasmo simili a quelle provocate dai rivali - per i film Marvel generalmente nelle sale cinematografiche il pubblico non fiata e non si alza durante tutta la proiezione (titoli di coda compresi), ma molto spesso alla fine esplode in una standing ovation.

Siamo sicuri che tali scene si siano ripetute anche questa volta, e in misura maggiore del solito.

Chissà cosa succederà quando uscirà la seconda parte di Infinity War (e verrà introdotta la potente eroina Capitan Marvel, interpretata da Brie Larson, migliore attrice agli Oscar 2016)...

Già i fan sono impazienti di sapere come finirà.
E manca ancora un anno...




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domenica 29 aprile 2018

I CLASSICI: SPIDER-MAN HOMECOMING, BENTORNATO RAGNETTO!

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2017
133'
Regia: Jon Watts
Interpreti: Tom Holland, Michael Keaton, Robert Downey Jr., Marisa Tomei, Zendaya, Donald Glover, Jon Favreau, Tyne Daly, Laura Harrier, Jacob Batalon, Gwyneth Paltrow, Chris Evans, Stan Lee, Jennifer Connelly (voce nella versione originale).


Trama: Spider-Man (Holland) è reduce dalla famosa battaglia dell'aeroporto in cui, come membro del Team Iron Man, ha combattuto contro Capitan America (Evans) e la fazione di Avengers a lui fedeli (ricordate Civil War?).
Nella vita di tutti i giorni si chiama Peter Parker, è un adolescente del Queens (NYC), vive con la zia May (Tomei) e frequenta il liceo.

Un giorno si imbatte per caso nelle malefatte del rancoroso Vulture (Keaton), ex capo di una squadra edile rimasta disoccupata per colpa - indiretta, a dire il vero - di Tony Stark.
Peter ha così l'occasione di dimostrare ad Iron Man (Downey Jr.) e agli altri Avengers di avere la stoffa di un vero eroe...






La domanda è legittima: c'era bisogno dell'ennesimo reboot di Spider-Man?
Questa è la 3a versione cinematografica del personaggio in soli 15 anni, dopo la trilogia di Sam Raimi con Tobey Maguire e il dittico con Andrew Garfield firmato Marc Webb.

La risposta, inaspettatamente, è: sì.
Rispetto ai suoi illustri predecessori, il nuovo Uomo Ragno porta con sé alcuni significativi elementi di novità, come anche il titolo di questa pellicola suggerisce.

"Homecoming" ha infatti un doppio significato: indica la tradizione annuale, da parte degli istituti scolastici, di dare il benvenuto/bentornato agli studenti all'inizio dell'anno, ma allude pure al "ritorno" ufficiale del personaggio in casa Marvel (gli altri film erano prodotti dalla Sony).

La breve apparizione del nuovo Spidey nel celebrato Captain America: Civil War - che segnava appunto il suo ingresso nel cosiddetto MCU (Marvel Cinematic Universe) - aveva già raccolto consensi unanimi, ma con questo capitolo "solista" è arrivata la vera consacrazione.

Secondo molti si tratta del migliore degli adattamenti dedicati al Ragnetto, superiore persino all'originale di Sam Raimi del 2002.
Il cineasta fumettaro Kevin Smith si è spinto a definirlo "il Titanic dei film di supereroi".






Esagerazioni?
No: SMH è davvero il film più divertente e cool della serie, merito di una sceneggiatura brillante e di una regia scattante che attingono - per stile e toni - al cinema di John Hugues, negli anni 80 regista di commedie adolescenziali (Sixteen Candles, The Breakfast Club) e sceneggiatore, tra le altre cose, della serie Vacation.

Altri punti di forza della pellicola sono il cast da capogiro e la scelta - azzeccatissima - del cattivo.

Quello di Michael Keaton è un (graditissimo) ritorno al mondo dei supereroi dopo essere stato il più iconico Batman del grande schermo, per quanto il suo Vulture ricordi più che altro Birdman, protagonista dell'omonimo film che gli valse il Golden Globe e che trionfò agli Oscar nel 2015.

Il suo è un cattivo da antologia, come non se ne vedeva da anni; ancor più nel cinema supereroistico, incentrato solitamente sui "buoni".
Un malvagio (?) che ha le proprie ragioni e pertanto risulta simpatetico, se non proprio simpatico.
Keaton gli dà spessore con un'interpretazione da Oscar, ricca di sfumature e umanità.

Dall'altra parte, il giovane Holland non gli è da meno: è il primo Peter Parker con un autentico accento del Queens e il primo attore ad avere l'età del personaggio.
Inoltre è divertente e credibile nella propria goffaggine: un'ottima scelta.






Tra i comprimari fanno macchia: l'italo-americana Marisa Tomei, prima zia May sexy della storia (ha senso: perché finora il personaggio era stato sempre rappresentato come una vecchia babbiona?); il comico afro Donald Glover, dal passato televisivo (Community); il leggendario 95enne Stan Lee nel ruolo di un vecchietto che sgrida Spider-Man per il suo eccesso di zelo.

Da segnalare anche la partecipazione - per fortuna non invasiva - dei due principali Avengers.
Captain America si limita a un paio di veloci comparsate, mentre Iron Man salta fuori qua e là come riluttante mentore di Peter.

Piccola curiosità: la voce della tuta ipertecnologica di Spidey, K.A.R.E.N., è un altro rimando al suddetto supergruppo.
Perché? Ma perché appartiene all'affascinante attrice premio Oscar Jennifer Connelly (A Beautiful Mind), nella vita moglie di Paul Bettany, alias J.A.R.V.I.S., il computer senziente di Iron Man.
Difficile che si tratti di una coincidenza...

Nell'attesissimo Avengers: Infinity War che sta impazzando in questi giorni nelle sale rivedremo il nostro Arrampicamuri in compagnia dei suoi amici (compresi Thor e Hulk, reduci dalla "vacanza" di Thor: Ragnarok).
In più saranno della partita Guardiani della Galassia, Doctor Strange e altri...

Il MCU si sta facendo sempre più affollato, ma per un giovane volenteroso vestito da ragno c'è ancora parecchio spazio...
Specie adesso che è in campo quello definitivo.




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lunedì 23 aprile 2018

I CLASSICI: THOR:RAGNAROK, L'APOCALISSE HELA È LÀ

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2017
130'
Regia: Taika Waititi
Interpreti: Chris Hemsworth, Cate Blanchett, Tom Hiddleston, Idris Elba, Jeff Goldblum, Tessa Thompson, Mark Ruffalo, Karl Urban, Anthony Hopkins, Benedict Cumberbatch, Sam Neill, Matt Damon, Luke Hemsworth, Stan Lee.


Il Ragnarok (o meglio, Ragnarǫk) nella mitologia norrena è una sorta di Apocalisse, cioè lo scontro finale tra le forze del bene e del male che porterà alla distruzione del mondo e alla sua successiva rigenerazione.

Il demone Surtur lo minaccia e pertanto Thor decide di affrontarlo.

Ma il vero pericolo per il dio del tuono è la liberazione della crudele e ambiziosa sorella Hela (Blanchett), dea della morte, dopo millenni di prigionia.






Terzo capitolo da solista per Thor e questa volta si cambia registro.

Dimenticate i rimandi shakespeariani del primo film diretto da Kenneth Branagh e il suo seguito.

Il cambio di rotta era stato suggerito da Hemsworth dopo le riserve espresse sui social da Kevin Smith, che aveva criticato i due film precedenti, ma anche dal fatto che, tra tutti gli Avengers, proprio il dio del tuono risulti uno dei personaggi meno incisivi.

La regia è stata pertanto affidata al neozelandese Taika Waititi, che in patria è un comico noto (ma è praticamente uno sconosciuto ad di fuori dell'Oceania).

Non meraviglia allora il tono scanzonato che ha preso la pellicola, infarcita di gag e trovate farsesche sullo stile di Deadpool e i Guardiani della Galassia (ma senza la loro carica irriverente).

Thor: Ragnarok diventa il questo modo una commedia "buddy-buddy-buddy" che ha al centro soprattutto l'eroe eponimo, suo fratello Loki e Hulk, grandi assenti nell'affollato Captain America: Civil War.

Il risultato finale è una fantasmagoria simpatica (anche la tradizionale comparsata di Stan Lee è particolarmente buffa, così come i camei di Luke Hemsworth, fratello di Chris, e Matt Damon), dai colori molto vividi, fumettosa (tra le ispirazioni, l'albo fantascientifico Planet Hulk), a ritmo di rock, che ha al suo attivo effetti speciali e alcune scene - soprattutto quelle al rallentatore - notevoli.

Ma anche chiassosa e confusionaria e che, dovendo rinunciare a qualcosa, fa a meno dell'epicità che pure il titolo avrebbe suggerito.

Così, paradossalmente, a farne le spese è stato il cattivo di turno - in questo caso, la cattiva - quello cioè che normalmente è il motore dell'azione.

Il relativamente poco spazio concesso ad un'attrice di grande talento come Cate Blanchett è un vero spreco, così come il fatto di averle affidato un personaggio francamente non indimenticabile.

Insomma, Thor: Ragnarok rappresenta il classico seguito Marvel: un film d'azione un po' fracassone e senza troppe ambizioni, che però sa garantire divertimento e intrattenimento.

E ottimi incassi - il che non guasta, in questo periodo.




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martedì 11 aprile 2017

MARVEL. AVENGERS, VENDICATORI UNITI!

Gli Avengers in azione.  


Immaginate di mettere insieme i principali eroi della Marvel.
Capitan America.
Iron Man.
Hulk.
Thor.

Uniteci la Vedova Nera, Occhio di Falco e il capo dello S.H.I.E.L.D., Nick Fury.
Non vi bastano? Aggiungete Visione, War Machine, Falcon, Scarlet e Quicksilver.

Ancora non bastano? Buttate nel mucchio anche Ant-Man, Pantera Nera e Spider-Man...
Solo così, forse, avrete un quadro completo degli Avengers.

Nati nel 1963 dallo sforzo congiunto di Stan Lee (e chi sennò?), Jack Kirby e Dick Ayers, i Vendicatori - questo il titolo degli albi a fumetti - sono sempre stati i personaggi più popolari e amati della Casa delle Idee.

Il loro successo è dovuto proprio all'eterogeneità della squadra, che attira non solo i fan del gruppo, ma anche quelli dei singoli personaggi, ognuno dei quali - o quasi - ha una propria vita editoriale e cinematografica.

Per trovare qualcosa di simile bisogna andare dalla Distinta Concorrenza: la Justice League composta da Batman, Superman, Wonder Woman e Flash è in effetti la risposta della DC Comics agli Avengers (chissà se avrà il medesimo successo sul grande schermo: il prologo Batman v Superman non era affatto male!).

Dopo aver avuto tutti o quasi almeno una pellicola "solista", nel 2012 Cap e compagni sono pronti per il loro primo film in gruppo.
A dirigere il traffico, uno sceneggiatore di lungo corso cui non manca l'esperienza diretta nel mondo dei fumetti: Joss Wheadon.






The Avengers (2012)


Il trailer di The Avengers.

Da una trama un po' troppo complicata emerge principalmente lo scontro frontale tra la supersquadra e il malvagio Loki, fratellastro di Thor.
Fa una certa impressione vedere alla fine New York devastata dalla battaglia.

Il cast è più che notevole e, come nuovo Hulk, Mark Ruffalo se la cava egregiamente (ma la voce del gigante verde è di nuovo quella di Lou Ferrigno).
Stan Lee compare nel finale, su uno schermo televisivo.

Effetti speciali a profusione e clamoroso successo al botteghino: per molto tempo la pellicola rimane nella terza posizione dei film più visti della storia del cinema, dietro soltanto ad Avatar e Titanic.


Avengers: Age of Ultron (2015)


Il trailer di Avengers: Age of Ultron.

In cast diventa ancora più affollato: si aggiungono Elizabeth Olsen e il recentemente globizzato Aaron Taylor-Johnson (che interpreta Quicksilver, ma non lo stesso visto in X-Men: Apocalisse), mentre Paul Bettany diventa ufficialmente Visione e il cattivo robot Ultron viene affidato alla melliflua performance di James Spader.

Il film è, se possibile, ancora più fracassone e complicato del precedente, ma non ha importanza: quel che conta per i fan è vedere i loro supereroi preferiti collaborare insieme.
Infatti il successo commerciale non è di molto inferiore a quello di The Avengers.

Da segnalare l'insolita love story tra il tormentato Hulk (Ruffalo, confermato) e la seducente Vedova Nera (Johansson), nonché il maggiore spazio dedicato a Occhio di Falco (Renner).
Il consueto cammeo di Stan Lee è il preferito dal vecchio editor della Marvel: un reduce che sfida Thor a una gara di bevute e più tardi viene portato via ubriaco.






Captain America: Civil War (2016)


Il trailer di Captain America: Civil War.

Di questo film abbiamo già parlato nella recensione ufficiale e nella monografia di Cap.

Tecnicamente si tratta dell'ultima parte della trilogia dedicata al patriota a stelle-e-strisce, ma di fatto è una specie di Avengers 2 e 1/2: eccetto Hulk, Thor e Nick Fury, c'è la squadra al completo, più Ant-Man, Black Panther e Spider-Man.

Il vecchio Stan Lee non poteva mancare, e infatti compare alla fine, nei panni di un maldestro postino.


Il prossimo capitolo si intitolerà Avengers: Infinity War e uscirà il prossimo anno: forse si tratterà di un film unico, forse sarà diviso in due parti.
Pare confermata invece la partecipazione di altri supereroi: dai Guardiani della Galassia (a proposito, a brevissimo una monografia a loro dedicata) al Dottor Strange, passando per altri personaggi non ancora portati sul grande schermo.

Insomma, il Marvel Cinematic Universe continua ad allargarsi, per la gioia di fan più e meno giovani.
Avengers... assemble!




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domenica 15 gennaio 2017

MARVEL. CAPITAN AMERICA, L'EROE CHE COMBATTE I BULLI

Dall'alto: Cap ne Il Primo Vendicatore, The Winter Soldier e Civil War.  


Steve Rogers è un ragazzo di corporatura esile che vorrebbe entrare nell'esercito per spirito di servizio e per una naturale antipatia verso i bulli.
Siamo durante la Seconda Guerra Mondiale e l'eco degli orrori del Nazismo in Europa è arrivata anche negli USA.

Un siero sperimentale lo rende un energumeno dotato di una forza straordinaria: da questo momento - vestito con un costume a stelle e strisce che lo copre da capo a piedi, e armato di uno scudo indistruttibile - il nostro diventa Capitan America, successivamente membro fondativo e leader degli Avengers.

Tra i personaggi storici della Marvel, Cap è di sicuro il più vecchio, uno dei pochi a essere stati sviluppati ma non ideati dal vulcanico Stan Lee (il personaggio è nato nei lontani anni 40 dalla fantasia di Joe Simon e Jack Kirby).

Controverso per il patriottismo ostentato e l'ideologia manichea, questo supersoldato non ha avuto vita facile né sulla carta stampata né sullo schermo (qualcuno ricorda un terribile film tv negli anni 80), almeno fino a pochi anni fa.

A livello prettamente fumettistico, l'unico che sia riuscito a rendere davvero interessante il personaggio è lo scrittore Fabian Nicieza (creatore di Deadpool e firma di prestigio degli X-Men), che insieme al disegnatore Kevin Maguire ne ha narrato le origini nella bella miniserie Avventure di Capitan America.

La storia non dev'essere sfuggita alla Paramount, che con i Marvel Studios ha messo in cantiere il primo vero lungometraggio dedicato al nostro eroe...






Captain America: Il Primo Vendicatore (2011)


Il trailer di Captain America: Il Primo Vendicatore.

Spudoratamente ispirata alla miniserie di Nicieza e Maguire (non accreditati), la pellicola è diretta da Joe Johnston (Jumanji, Jurassic Park III), un allievo di Steven Spielberg che anni fa aveva firmato un film per la Disney con ambientazione e atmosfere molto simili: The Rocketeer.

Inusuale la scelta del protagonista: anziché puntare su un attore di grido o su un volto "nuovo", la produzione affida il ruolo a Chris Evans, ex Torcia Umana nel dittico dedicato ai Fantastici 4.
Del cast fanno parte anche Tommy Lee Jones, Hayley Atwell, Sebastian Stan, Stanley Tucci e Hugo Weaving.

La storia segue le origini di Cap, da mingherlino a supersoldato, il legame con l'amico di infanzia Bucky, l'addestramento da parte dell'esercito e lo scontro con l'Hydra, organizzazione filo-nazista guidata dal temibile Teschio Rosso.

Nel ricalcare lo stile dei vecchi film di avventura, Il Primo Vendicatore risulta piuttosto godibile ed Evans si rivela perfetto per la parte.
Comparse eccellenti: Samuel L. Jackson nel ruolo di Nick Fury (lo rivedremo in Avengers) e Stan Lee in quello di un generale.


Captain America: The Winter Soldier (2014)


Il trailer di Captain America: The Winter Soldier.

Steve si è lentamente adattato a vivere nel presente ed è entrato a far parte degli Avengers, insieme ad Iron Man, Hulk e altri supereroi.
Ma si presenta una nuova minaccia: il Soldato d'Inverno, killer con una faccia molto familiare...

Cambio in cabina di regia: fuori Johnston, dentro - a sorpresa - Anthony e Joe Russo, noti principalmente per la serie tv comica Community.
Confermati Evans (ovvio), Jackson e Stan, nel cast troviamo anche Anthony Mackie, la bombastica Scarlett Johansson e nientemeno che Robert Redford.

La presenza del grande attore californiano non è casuale: The Winter Soldier si ispira stilisticamente ai film di spionaggio degli anni 70 come I 3 Giorni del Condor, di cui il nostro era protagonista.

Rispetto al precedente, questo secondo capitolo è narrativamente più intricato e visivamente più spettacolare.
Occhio alla scena tra i titoli di coda (introduce Avengers - Age of Ultron) e alla consueta apparizione di Stan Lee (la guardia del museo Smithsonian).


Captain America: Civil War (2016)


Il trailer di Captain America: Civil War.

Per maggiori particolari, rimandiamo alla nostra recensione, ma non vi sono dubbi che Civil War sia il miglior capitolo della trilogia.

Data la densità di personaggi, si tratta praticamente di un Avengers 2 e 1/2 (mancano solo Hulk e Thor) e il tono epico della storia lo rende uno dei capitoli più preziosi del Marvel Cinematic Universe.

Tra gli ospiti d'onore figurano Ant-Man (anche lui avrà una monografia) e sopratutto il nuovo Uomo Ragno interpretato da Tom Holland che ha entusiasmato, tra gli altri, anche il regista del concorrente The Flash, Kevin Smith.

Geniale la campagna promozionale attraverso i social (sei #TeamCap o #TeamIronMan?), così come l'ennesimo cammeo del sempreverde Stan Lee (il postino, quasi lo stesso ruolo che ricopriva in Fantastici 4).


Rivedremo Cap e la sua squadra nel 2018, quando uscirà nelle sale l'attesissimo Avengers: Infinity War, che dovrebbe includere tutti - ma proprio tutti? - i principali eroi Marvel.
Nel frattempo, continuate a seguirci: lo Speciale non è ancora finito!




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lunedì 12 dicembre 2016

MARVEL. HULK, MI RICORDO MUTANTE VERDE

Dall'alto: Hulk interpretato, rispettivamente, da Lou Ferrigno, Eric Bana, Edward Norton, Mark Ruffalo.  

"Hulk spacca"!

L'esplosione di una bomba a raggi gamma in un laboratorio espone a radiazioni il timido, introverso, geniale scienziato Bruce Banner che vi stava lavorando.

Risultato? Il malcapitato, ogni qual volta prova un'emozione forte - rabbia, tensione, stress, paura... -, si trasforma suo malgrado in Hulk, una gigantesca creatura dalla pelle verde dotata di un'incredibile forza distruttrice, che egli però non riesce a controllare.

Il personaggio creato dalla fervida mente di Stan Lee (testi) e Jack Kirby (disegni) nel 1962 - coetaneo quindi di Spider-Man e più vecchio di un anno rispetto agli X-Men -, ebbe subito un successo molto buono come fumetto.

Molti lo hanno visto come una versione di Lo Strano Caso del Dottor Jekyll e del Signor Hyde di Robert Louis Stevenson aggiornata ai tempi moderni e visivamente più forte e accattivante per il pubblico degli adolescenti delle sue numerose trasposizioni cinematografiche.
In effetti, i debiti nei confronti del romanzo sono evidentissimi.

Fumettisticamente parlando, il periodo d'oro del personaggio fu a partire dal 1987, grazie all'apporto dello scrittore Peter David che ne curò le storie per 11 anni.
Ma la popolarità di Hulk era già saldissima dalla fine degli anni Settanta, quando venne trasmessa una fortunata serie televisiva a lui dedicata, seguita poi da cinque film Tv.

Ad incarnare il gigante verde fu scelto il culturista professionista Lou Ferrigno, che da allora ne è rimasto indissolubilmente legato: nell'immaginario collettivo, nonostante gli interpreti che si sono susseguiti dopo di lui al cinema, è a lui che si pensa subito quando viene nominato "Hulk".

Nonostante trucco, recitazione ed effetti speciali risultino oggi un po' datati, senza dubbio la serie era originale, divertente, gradevole da guardare e adatta anche ai bambini.

La prima delle famose comparsate di Stan Lee avvenne proprio qui (in un episodio compare come membro della giuria in un processo).

Caso più unico che raro, modernizzare il personaggio e renderlo più "cinematografico", però, non gli ha giovato.








Hulk (2003)


Il trailer di Hulk.

Per primo ci ha provato Ang Lee.
Sì, lo stesso regista di pellicole come Mangiare Bere Uomo Donna (1994), Ragione e Sentimento (1995), La Tigre e il Dragone (2000; Oscar per miglior film straniero, scenografia, fotografia, colonna sonora) e poi I Segreti di Brokeback Mountain (2005; Leone d'Oro a Venezia e Oscar per migliore regia allo stesso Lee, sceneggiatura originale, colonna sonora), Lussuria-Seduzione e Tradimento (2007; altro Leone d'Oro), Vita di Pi (2012; secondo Oscar alla regia e statuette anche per colonna sonora, effetti speciali, fotografia) e autore del prossimo e attesissimo Billy Lynn's Long Halftime Walk.

Cioè uno dei cineasti più importanti e acclamati degli ultimi decenni.
Lo ribadiamo perché il film, clamorosamente, fu un fiasco e rappresenta un passo falso nella brillante carriera del taiwanese.

Cos'è andato storto?
Innanzitutto, proprio la scelta del regista - ci spiace ammetterlo.
Lee, autore di pellicole raffinate ed eleganti, ha provato a fare un film di supereroi "d'autore", profondo e con invenzioni registiche suggestive - notevole l'utilizzo di più sequenze una accanto all'altra costruite e incorniciate in modo tale da far sembrare la scena come la pagina di un albo a fumetti.

Ma da un personaggio che ha come motto "Hulk spacca!" il pubblico non si attende certo grandi momenti di introspezione psicologica, che difatti stridono.
Insomma, non era una pellicola da Ang Lee, e lo stesso non ha saputo o potuto salvare una storia già di per sé piuttosto sconclusionata (si veda il finale, per esempio, con lo scontro padre-figlio).

Né lo ha aiutato il casting.
Salviamo Jennifer Connelly e Sam Elliott; ma Eric Bana è un protagonista inespressivo e senza carisma, mentre Nick Nolte fa Nick Nolte - cioè gigioneggia senza un perché - per tutto il film.

E anche gli effetti speciali - cosa strana per un film di Ang Lee - sono piuttosto grossolani.

Per la pellicola successiva dedicata al gigante verde si decise pertanto di cambiare registro.


L'Incredibile Hulk (2008)


Il trailer di L'Incredibile Hulk.

Uscito cinque anni dopo il predecessore, L'Incredibile Hulk non rappresenta un seguito, ma un vero e proprio reboot.
Dove cambia tutto.

Attori diversi: Edward Norton (anche co-sceneggiatore, benché non accreditato) al posto di Eric Bana, Liv Tyler di Jennifer Connelly, William Hurt di Sam Elliott.

Anche l'approccio è diverso: al fine Ang Lee subentra il più grossolano Louis Leterrier, regista francese di pellicole d'azione quali The Transporter e Transporter: Extreme.
Ciò si traduce in più scene spettacolari, più combattimenti, effetti speciali più fracassoni, una psicologia dei personaggi tagliata con l'accetta.

Insomma, si è barattata l'autorialità con la baracconata; e, paradossalmente, lo scambio ha funzionato meglio: pur non essendo un capolavoro né memorabile, il film si fa guardare.

Ma anche allora gli incassi non furono esaltanti, di poco superiori a quelli del precedente.

Che fare, quindi, con un supereroe che non riesce più a fare breccia nel cuore del pubblico?

La soluzione forse sminuirà il personaggio, ma di sicuro aiuterà a rilanciarlo.


The Avengers (2012)

Il trailer di The Avengers.

Avengers: Age of Ultron (2015)

Il trailer di Avengers: Age of Ultron.

Innanzitutto, si cambia di nuovo attore: questa volta è il turno di Mark Ruffalo, uno degli attori più riconoscibili della sua generazione e candidato agli Oscar nel 2011 (I Ragazzi Stanno Bene), 2015 (Foxcatcher, presentato a Cannes 2014) e 2016 (per il vincitore Il Caso Spotlight, accanto a Michael Keaton).

Poi si inserisce il personaggio all'interno di un super gruppo di supereroi all stars: non più al centro dell'attenzione, quindi, ma parte - seppure importante - di un team, quello degli Avengers, accanto ai leader Capitan America e Iron Man e a Thor, Vedova Nera, Occhio di Falco...

Nei blockbuster campioni di incassi, Hulk fa quello che ci si aspetta da Hulk, ma questa volta riuscendo a tenere in equilibrio i tormenti di Bruce Banner e la furia distruttrice del gigante verde in modo più efficace (anche grazie ad effetti speciali finalmente adatti).
Il pubblico ha gradito e, visti i fiaschi precedenti, ciò rappresenta un ottimo risultato; risultato che ha garantito un futuro più sereno al personaggio.

Ma quale?
Sicuramente lo rivedremo nel 2017 in Thor: Ragnarok, nel 2018 in Avengers: Infinity War e nel 2019 nell'ultima pellicola dedicata ai Vendicatori.
Per ciò che concerne un nuovo film da "solista", invece, chissà: se ne parla, ma vedremo se il progetto andrà avanti.

Riuscirà nel frattempo Mark Ruffalo a sostituire Lou Ferrigno nel cuore dei fan?
Certo, la Marvel ci sta puntando decisamente.

Ma il fatto che l'ex culturista sia stato chiamato a comparire in Hulk e L'Incredibile Hulk come guardia di sicurezza e che presti la sua voce (nella versione originale) al mutante in tutti film da L'Incredibile Hulk compreso in poi, vuol dire che sì, siamo di fronte ad un'"operazione nostalgia", ma anche che, a distanza di tanto tempo, sono tanti ancora quelli che lo identificano col personaggio che lo ha reso celebre.

Sarà dura per il pur bravo Ruffalo: nonostante l'età non più verde, Lou Ferrigno... spacca!






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lunedì 7 novembre 2016

MARVEL. PERCHÉ UNO SPECIALE

Dall'alto: i personaggi dell'universo Marvel; Stan Lee in uno dei suoi cammei; un fumettizzato Jack Kirby con alcune delle sue creazioni.  


Il fumetto - o comic book, come dicono gli anglosassoni - è stata la forma di letteratura più sottovalutata del 900.
Lo sanno bene persone come Stan Lee, che ci hanno costruito sopra una carriera.

Insieme a disegnatori quali Jack Kirby e Steve Ditko, "The Man" - così lo chiamano i suoi fan - ha creato personaggi come Spider-Man, Hulk, Thor, Iron Man, e gruppi come Fantastici Quattro, Avengers e X-Men, facendo della Marvel Comics un impero finanziario e un punto di riferimento per tutti gli appassionati di storie a matita.

Negli ultimi anni ha poi allargato gli affari al mondo del cinema, prima appoggiandosi a grandi major, poi per conto proprio attraverso i Marvel Studios (dal 2012, però, controllati dalla The Walt Disney Company), ricavandone incassi stratosferici e ritrovando di fatto una vera e propria miniera d'oro di storie e personaggi da sfruttare in modo intensivo.






Una caratteristica fondamentale di questa produzione sono i ritmi esagerati, che ormai hanno portato a far uscire negli ultimi tempi almeno due film da grosso budget all'anno.
Difficile star dietro a un tale bombardamento narrativo, in particolare perché le pellicole sono interconnesse: basta perderne una per rimanere sufficientemente spaesati guardando quella successiva.

Il mondo Marvel ha portato infatti ad una rivoluzione nel modo di far cinema d'azione, con una pianificazione a lungo periodo e un conseguente proliferare di seguiti, spin-off e reboot potenzialmente infinito che non ha precedenti:
- c'è il Marvel Cinematic Universe, ossia i film prodotti e distribuiti dai Marvel Studios (Avengers e dintorni), che dal 2012 sono controllati da The Walt Disney Company;
- i primi Iron Man, Thor e Captain America, prodotti da Marvel Studios ma distribuiti da Paramount Pictures;
- X-Men, Fantastici 4 e Deadpool, prodotti dalla 20th Century Fox;
- L'Incredibile Hulk (2008), distribuito da Universal Pictures come il precedente del 2003;
- la serie di Spider-Man è stata infine distribuita da Columbia Pictures, che ne detiene i diritti.

Nei mesi scorsi vi avevamo già recensito alcune pellicole della serie: Deadpool, X-Men: Apocalisse e Captain America: Civil War.

Ora cercheremo di fare un po' di ordine, ripartendo dall'inizio - ossia dal 2000 - attraverso un serie di monografie dedicate a quelli che ci sembrano i personaggi e i gruppi più rilevanti.
Siete pronti a cominciare?






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domenica 19 giugno 2016

I CORTI: STAN LEE CAMEO SCHOOL, A SCUOLA DI COMPARSATE

Una scena con Stan Lee e Kevin Smith (clicca sulla foto per vedere il corto). 

USA, 2015
2'
Regia: Kevin Smith
Interpreti: Stan Lee, Michael Rooker, Tara Reid, Lou Ferrigno, Jason Mewes, Kevin Smith.


Stan "The Man" Lee è più di un uomo.
È una leggenda vivente.

Questo simpatico vecchietto classe 1922 è il fondatore, il presidente e la guida spirituale di una delle case fumettistiche più famose del mondo: la Marvel Comics.
È lui il "papà" di Spider-Man, degli X-Men, dei Fantastici Quattro, degli Avengers... Insomma, di tutti i personaggi di punta del gruppo editoriale.

Da qualche anno - più precisamente dal 2000, quando X-Men, diretto da Bryan Singer, diede il via a una lunga e fortunatissima serie di adattamenti cinematografici - il nostro si sta divertendo ad apparire brevemente nelle pellicole dedicate ai supereroi da lui creati, con delizia dei fan.

Il valore comico e iconico di questa tradizione non è sfuggito ad un'altra figura unica nel panorama hollywoodiano: il filmmaker e sceneggiatore di fumetti Kevin Smith.
In concomitanza con l'uscita di Avengers-Age of Ultron e in occasione della pre-produzione di MallBrats (il seguito dello storico Mallrats, che Smith aveva girato proprio con Lee), il regista di Clerks e Dogma ha raccolto un piccolo cast e realizzato un cortometraggio che è un vero spasso.






Ci si immagina che il vecchio Stan, dall'alto della propria ormai quindicennale esperienza, abbia fondato una scuola di recitazione orientata esclusivamente alle comparsate.
Eccolo quindi insegnare ai propri studenti la differenza fra un orgoglioso cameo acting e un banale acting-acting: perché interpretare un ruolo da protagonista quando si può essere un passante, un venditore di giornali o uno che porta a spasso il cane?

Tra i momenti clou segnaliamo: la fugace apparizione di un incavolato Lou "Hulk" Ferrigno; il dilemma di Michael Rooker che, guardando il maestro sorseggiare un caffè, si chiede "Is he drinking coffee or is he CAMEO-drinking coffee?"; il "colpo di scena" finale nella limousine.

L'umorismo intelligente di Kevin Smith è qui al meglio, come sempre quando mette la sordina alla propria proverbiale coprolalia (vedere ad esempio la sua puntata di The Flash).
E Stan Lee sfodera ancor più che in passato un'autoironia che gli fa onore.

Insieme sono una coppia che funziona: aspettiamo volentieri di rivederli sul grande schermo.
Al prossimo film, allora!
Anzi, alla prossima... comparsata!




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