CINEMA A BOMBA!

lunedì 26 novembre 2018

BOMBCAST: EP. 011 - STAN LEE

(Clicca sulla foto per ascoltare/scaricare il file). 


Il 12 Novembre scorso il mondo ha pianto la scomparsa di Stan Lee, l'autore di fumetti più famoso e rivoluzionario del mondo, nonché vera e propria icona pop.

Il volto simbolo della Marvel ha creato supereroi ormai molto popolari quali Spider-Man, I Fantastici 4, Hulk, Iron Man, Thor, X-Men, Doctor Strange, Daredevil, Ant-Man, Black Panther, Avengers e tanti tanti altri.

E tutti lo ricordano per le sue comparsate (i famosi "camei"), spesso spassose, nei film tratti dai suoi personaggi (video in basso).

Noi lo vogliamo ricordare affettuosamente con questo episodio del Bombcast e riproponendo il simpaticissimo cortometraggio di Kevin Smith che lo vede come protagonista, Stan Lee Cameo School.

Scaricate/ascoltate la nostra undicesima puntata!
Stan Lee è morto, evviva Stan Lee.



Tutte le comparsate di Stan Lee.





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venerdì 10 agosto 2018

I CORTI: HOLLYWEED, COMMESSI STRAFUMATI ALLA RISCOSSA

(Clicca sulla foto per vedere il corto). 

USA, 2016-2018
26'
Regia: Kevin Smith
Interpreti: Kevin Smith, Donnell Rawlings, Frankie Shaw, Adam Brody, Ashley Greene, Ralph Garman, Jason Mewes.


Due "sballoni" di mezza età, uno afro (Rawlings) e uno bianco (Smith), gestiscono una rivendita di canapa a Los Angeles.
[Nota: da pochi anni è stato legalizzato in California il consumo di marijuana "a scopo ricreativo".]

Una richiesta di consegna a domicilio cambierà loro la vita, mettendo in contatto uno dei due con una tormentata pornostar (Shaw)...






Questo corto appartiene alla 3a fase nella carriera di Kevin Smith, quella della "rinascita" artistica dopo la crisi che lo aveva portato a dirigere mediocri lavori su commissione (Poliziotti Fuori) e horror fuori dalle sue corde (vedi ad esempio Red State).

Tematicamente siamo dalle parti di Clerks - imprescindibile opera prima del regista del New Jersey - e di Zack & Miri, ma stilisticamente si naviga in zona Yoga Hosers (il dialogo iniziale sul dragone di Schindler's List è "smithiano" al 100%).

Ed è un bene: il nostro cine-fumettaro sembra divertirsi come poche altre volte in passato, e la sua attitudine è contagiosa.
Inoltre per la prima volta si promuove ad attore protagonista, coronando un suo sogno di sempre: recitare... con le parole (Smith è noto per il ruolo di Silent Bob, che - come dice il nome - è quasi muto).

Il resto del cast è ben scelto: su tutti emergono l'amico di sempre Jason Mewes (il barbone) e il grande comico/doppiatore Ralph Garman (il cliente con la benda sull'occhio).






Hollyweed era stato girato all'inizio del 2016 come potenziale pilota per una serie tv, ma, non avendo trovato emittenti interessate, poche settimane fa è stato trasformato in un cortometraggio con l'aggiunta di un finale agrodolce e proiettato al Comic-Con di San Diego.

La differenza tra le due parti balza all'occhio: negli ultimi 6 minuti Kev appare visibilmente dimagrito, merito della dieta vegana intrapresa dopo il recente infarto che lo ha quasi ucciso.

Le ultime indiscrezioni dicono che Hollyweed verrà nuovamente trasformato in una webseries grazie a un'operazione di crowdfunding.
Ma poco importa: come corto autoconclusivo funziona, e già questa è una notizia.

Cameo School, The Flash, Supergirl, Yoga Hosers e adesso questo...
Confermiamo: Kevin Smith è tornato in forma smagliante.
E non parliamo solo della sua dieta!




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lunedì 10 luglio 2017

GLI INEDITI: YOGA HOSERS, SONO AFFARI DI FAMIGLIA

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2016
88'
Regia: Kevin Smith
Interpreti: Lily-Rose Depp, Harley Quinn Smith, Johnny Depp, Justin Long, Ralph Garman, Haley Joel Osment, Harley Morenstein, Vanessa Paradis, Jennifer Schwalbach, Jason Mewes, Kevin Smith, Stan Lee.


Canada. Due adolescenti, entrambe di nome Colleen (H.Q. Smith e L.R. Depp), lavorano - si fa per dire - in un supermarket chiamato "Eh-2-Zed".
Quando non sono impegnate a scrivere-fotografare-postare tutto quello che vedono, suonano in una punk band improvvisata nel retro del negozio e prendono lezioni di yoga da un istruttore eccentrico (Long).

La loro placida esistenza viene sconvolta dall'arrivo di un esercito di pericolosi Bratzi (tutti interpretati da K. Smith): nazi-salsicciotti umanoidi vestiti come le guardie canadesi.
Per sventare la minaccia, le ragazze uniranno le proprie forze a quelle del famigerato investigatore Guy LaPointe (J. Depp).

La carriera di Kevin Smith si può dividere in 3 fasi:
- Gli Anni d'Oro: da Clerks (1994) a Clerks 2 (2006).
- La Crisi: da Zack & Miri (2008) a Tusk (2014).
- La Rinascita: dal 2016 in avanti (ossia da The Flash a Supergirl, passando per il corto Cameo School).

Yoga Hosers appartiene all'ultima: 3° horror di fila dopo la spiazzante svolta di Red State nel 2011 (Smith fino ad allora era noto come autore di commedie) e 2° capitolo della Trilogia del Profondo Nord iniziata con Tusk, con cui condivide quasi l'intero cast e buona parte dei personaggi, questa pellicola è in realtà molto superiore alle dirette precedenti e segna un evidente ritorno di forma del regista.

Ammesso che di horror si possa parlare: se Red State rientrava di diritto nella categoria e Tusk veniva alleggerito da qualche innesto umoristico (ancorché un po' incongruo), qui la componente comica prende decisamente il sopravvento.
Viene subito alla mente la trilogia di Evil Dead, con la sua progressiva trasformazione da splatter movie a commedia demenziale (vedi La Casa, La Casa 2 e L'Armata delle Tenebre).

Ma questo è solo uno degli innumerevoli omaggi disseminati nel corso del film.
Yoga Hosers è in pratica una continua citazione: dai teen movie di John Hughes a Batman (la serie tv del '66 e quella animata degli anni 90, non il lungometraggio di Tim Burton), da Gremlins a Critters, da La Strana Voglia a Degrassi Junior High, da Ragazze a Beverly Hills a Operazione Canadian Bacon.
Un pastiche così bizzarro e fumettoso da richiedere anche una bella comparsata "marveliana" di Stan Lee.






Le battute e i giochi di parole sul paese della foglia d'acero e i suoi abitanti ovviamente si sprecano. Ve ne bastino due: i cereali Lucky Charms che diventano Pucky Charms (puck è il dischetto dell'hockey) e Instagram che si trasforma in InstaCan (a proposito: geniale la trovata delle ragazze che vedono le persone come profili di un social).

Ma non manca neppure una pungente nota autobiografica. Fate attenzione al 3° atto e al catartico monologo finale del cattivo (Garman): dicono molto sul regista, sulla propria carriera recente e sul suo rapporto con la critica specializzata...

Kevin Smith si diverte e diverte, smette di prendersi sul serio ed esalta la prova delle due protagoniste, che probabilmente faranno strada: H.Q. Smith e L.R. Depp portano cognomi importanti, ma possiedono indubbie capacità recitative.
La prima è figlia del regista e di Jennifer Schwalbach (la proprietaria della tavola calda), la seconda è figlia di Vanessa Paradis (l'insegnante di storia) e di Johnny Depp (quasi irriconoscibile sotto il trucco pesante).

Sono affari di famiglia, ma poco importa: quel che conta è che Kevin abbia riacquistato fiducia in se stesso e giri film per il piacere proprio e altrui, senza badare né alle critiche - che pure sono piovute in abbondanza - né al botteghino.
Infatti, archiviati - forse per sempre - Clerks 3 e Mallrats 2, il cineasta del New Jersey sta per iniziare le riprese di Jay & Silent Bob Reboot e ha in progetto di chiudere la sua trilogia canadese con Moose Jaws ("Come Lo Squalo, ma con un alce", ha annunciato in un'intervista).

Se vi piacciono le trame lineari, l'umorismo raffinato e gli effetti speciali, girate alla larga.
Se invece siete fan del regista o semplicemente vi va di passare un'ora e mezzo di spensieratezza e divertimento senza pretese, potreste scoprire che Yoga Hosers - colpevolmente rimasto inedito in Italia - è una delle opere più riuscite e sottovalutate della scorsa stagione.




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lunedì 8 maggio 2017

GUARDIANI DELLA GALASSIA VOL. 2, SPAZIO ALLE RISATE

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2017
136'
Regia: James Gunn
Interpreti: Chris Pratt, Zoe Saldana, Dave Bautista, Michael Rooker, Karen Gillan, Pom Klementieff, Kurt Russell, Sylvester Stallone; voci originali di Bradley Cooper e Vin Diesel


I Guardiani della Galassia - che, ricordiamo, sono l'umano Peter Quill/Star-Lord (Pratt), gli alieni Gamora (Saldana) e Drax il Distruttore (Bautista), il procione antropomorfo Rocket Racoon e l'uomo-albero (anzi, bimbo-albero) Groot (in originale, le voci sono rispettivamente di Bradley Cooper e Vin Diesel) - sono ingaggiati per difendere delle potenti e preziose batterie dalle mire di un mostro pluritentacolato intergalattico.

Ma le cose non vanno come previsto e il gruppo sarà costretto a fuggire dai propri datori di lavoro.

Nella fuga, Peter incontra Ego (Russell), suo padre, una sorta di dio in grado di creare pianeti.
Il rapporto tra i due non sarà idilliaco, e a farne le spese potrebbe essere l'intero universo.






Bissare il successo di un film popolare è sempre arduo, per un seguito, e la sfida che doveva affrontare Guardiani della Galassia Vol. 2 era particolarmente impegnativa.

Perché doveva confrontarsi sia con il capitolo precedente, sia con un altro temibile concorrente di casa Marvel - quel Deadpool che ha fatto ridere milioni di spettatori in tutto il mondo con le sue battute politicamente scorrette e sessualmente esplicite.
Ovvero due pellicole che, pur non diventando campionesse d'incassi, hanno già raggiunto lo status di cult con risultati al botteghino più che lusinghieri.

Abbiamo visto che nell'universo della Casa delle Idee i "secondi capitoli", per quanto dignitosi, non risultano quasi mai al livello degli originali.

Ciò vale, infatti, per Spider-Man, I Fantastici Quattro, Iron Man, Capitan America (che però può vantare un sequel, Captain America: Civil War, superiore al capostipite) e Avengers, mentre gli X-Men e Hulk (perché il primo capitolo non è proprio riuscito) rappresentano un'eccezione.

Anche questo film rispetta la regola?
A voi la sentenza.

La trama è un po' scema: dà l'idea di essere solo un pretesto; il personaggio interpretato da Kurt Russell è assurdo; il rapporto tra le due sorelle Gamora e Nebula non è interessante; le canzoni (anni Ottanta, questa volta) scelte come colonna sonora non sono efficaci e non lasciano il segno come nel precedente.

Ma dall'altra parte, la sceneggiatura è ricca di battute e situazioni brillanti e divertenti (si ride, parecchio); i protagonisti sono sempre simpatici - Baby Groot è irresistibile (prevediamo invasione di pupazzetti...), Rocket ha un po' meno spazio ma non perde il suo spirito caustico, come Star-Lord, mentre persino il grosso Drax riesce a strappare parecchie risate; la regia è vivace; gli effetti speciali risultano esuberanti e fantasiosi.






Apprezzabile anche l'aver dato rilievo al personaggio di Yondu, interpretato dal bravo caratterista Michael Rooker, che forse ricorderete nello spassoso cortometraggio Cameo School a fianco di Stan Lee.

A proposito dell'anziano fumettista: qui si prende il lusso di comparire due volte (la seconda in una delle ben 5 scene post credits) nei panni di un astronauta che dice di aver lavorato come corriere per la Fed-Ex (ossia il suo ruolo in Captain America: Civil War. Che il suo, in realtà, sia un personaggio ricorrente? Chissà...).

Interessanti, poi, le presenze del vincitore del Golden Globe e candidato all' Oscar Sylvester Stallone (entrerà a far parte stabilmente del mondo Marvel?), Miley Cyrus (solo nella versione originale: presta la voce ad una macchina), Howard il Papero (alla seconda comparsata, dopo il primo GdG. A quando un film dedicato a questo bizzarro eroe dei fumetti? È vero, nel 1986 avevano fatto Howard e il Destino del Mondo, ma non era quel che si dice un capolavoro...) e dei Guardiani della Galassia originali (ne avevamo parlato qui. Riusciranno a trovare un posticino nel prosieguo della saga?).

Insomma, i fan di stretta osservanza saranno deliziati dalle citazioni e dalle tante Easter eggs (i piccoli riferimenti al mondo Marvel); tutti gli altri si potranno godere una pellicola di intrattenimento che assolve il proprio compito in modo egregio, pur senza tante pretese né soverchie ambizioni.

Epica, azione, ritmo incalzante e alleggerimento umoristico ben bilanciati: James Gunn & C. hanno trovato la formula giusta per far apprezzare a tutti questa improbabile squadra di simpatiche canaglie.

Se la prossima volta si continuerà su questa strada e si correggeranno gli errori più gravi - in futuro sarebbe meglio una trama meno squinternata - non ce ne sarà per nessuno!

P.S. A noi, tutto sommato, è piaciuto di più il primo episodio.
Ma voi cosa ne pensate?
Fateci sapere.

P.P.S I Guardiani torneranno nell'ormai affollatissimo Avengers: Infinity War, insieme agli Avengers al completo (ovvio), ma anche a Spider-Man, Ant-Man, Dottor Strange...
Date le premesse, sarà mica il film Marvel più figo di sempre?!?




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sabato 26 novembre 2016

I CORTI: THE FLASH-KILLER FROST, RITORNO A CENTRAL CITY

Danielle Panabaker e Kevin Smith sul set (clicca sulla foto per vedere il promo). 

USA, 2016
42'
Regia: Kevin Smith
Interpreti: Danielle Panabaker, Grant Gustin, Tom Felton, Tom Cavanagh, Jesse L. Martin, Carlos Valdes, Candice Patton, Greg Grunberg.


Salvando Flash (Gustin) dal malvagio Savitar, Caitlin (Panabaker) libera inavvertitamente i propri poteri, trasformandosi nella temibile Killer Frost.
Forte del proprio cambiamento, la ragazza parte alla caccia del misterioso Dr. Alchemy e rapisce Julian (Felton).
Toccherà proprio a Flash cercare di fermarla...

Se il precedente The Runaway Dinosaur era stato l'evento "fumettelevisivo" dell'anno, questo nuovo Killer Frost - episodio 3x07 della serie dedicata al velocista della DC Comics - è il seguito che non poteva tardare.

Kevin Smith, cineasta indipendente convertito al piccolo schermo, è tornato sul luogo del delitto annunciando urbi et orbi che ci sarebbe stata più azione rispetto all'altra volta, quando invece aveva prevalso un tono più intimo e riflessivo.

Così è stato: la storia inizia in medias res con una sequenza adrenalinica ricca di effetti speciali e prosegue a ritmo sostenuto, tra combattimenti accuratamente coreografati e improvvisi colpi di scena.
Si tratta del primo approccio del regista al genere thriller, fatta eccezione - forse - del mediocre Red State.

Tuttavia Smith non rinuncia all'introspezione psicologica, come dimostrano i vari confronti "a cuore aperto" tra i personaggi, in particolare quello tra Harrison (Cavanagh) e Joe (Martin) in auto e quello finale tra Barry e Caitlin nel tubo/prigione.






Ottima la prova recitativa dell'intero cast, di cui entra a far parte il massiccio Greg Grunberg, amico di Kevin (conducono insieme il programma televisivo Geeking Out) e già visto in Star Wars-Il Risveglio della Forza, dove impersonava uno dei piloti ribelli.

Merita una menzione d'onore la bellissima Danielle Panabaker, che offre un'interpretazione notevole per intensità e coinvolgimento emotivo: la sua Killer Frost - come il titolo esplicita - è la vera protagonista della vicenda, al punto da mettere un po' in ombra lo stesso Flash.

Resta da chiedersi: The Flash è diventato di culto perché Kevin Smith ne ha diretto due puntate oppure è Kevin Smith a essere tornato in auge perché adesso lavora a un prodotto di successo?

Per noi vale la prima ipotesi: per questo Killer Frost, anziché essere considerato semplicemente l'episodio di un serial televisivo, può essere approssimato ad un vero e proprio cortometraggio.

Aspettando il suo attesissimo cimento con Supergirl, serie "gemella" prodotta dalla stessa rete televisiva, è sempre un piacere ritrovare il regista alle prese con ciò che conosce meglio: il mondo dei fumetti (vedere anche il delizioso Cameo School).

Bentornato a Central City, Kev!




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domenica 19 giugno 2016

I CORTI: STAN LEE CAMEO SCHOOL, A SCUOLA DI COMPARSATE

Una scena con Stan Lee e Kevin Smith (clicca sulla foto per vedere il corto). 

USA, 2015
2'
Regia: Kevin Smith
Interpreti: Stan Lee, Michael Rooker, Tara Reid, Lou Ferrigno, Jason Mewes, Kevin Smith.


Stan "The Man" Lee è più di un uomo.
È una leggenda vivente.

Questo simpatico vecchietto classe 1922 è il fondatore, il presidente e la guida spirituale di una delle case fumettistiche più famose del mondo: la Marvel Comics.
È lui il "papà" di Spider-Man, degli X-Men, dei Fantastici Quattro, degli Avengers... Insomma, di tutti i personaggi di punta del gruppo editoriale.

Da qualche anno - più precisamente dal 2000, quando X-Men, diretto da Bryan Singer, diede il via a una lunga e fortunatissima serie di adattamenti cinematografici - il nostro si sta divertendo ad apparire brevemente nelle pellicole dedicate ai supereroi da lui creati, con delizia dei fan.

Il valore comico e iconico di questa tradizione non è sfuggito ad un'altra figura unica nel panorama hollywoodiano: il filmmaker e sceneggiatore di fumetti Kevin Smith.
In concomitanza con l'uscita di Avengers-Age of Ultron e in occasione della pre-produzione di MallBrats (il seguito dello storico Mallrats, che Smith aveva girato proprio con Lee), il regista di Clerks e Dogma ha raccolto un piccolo cast e realizzato un cortometraggio che è un vero spasso.






Ci si immagina che il vecchio Stan, dall'alto della propria ormai quindicennale esperienza, abbia fondato una scuola di recitazione orientata esclusivamente alle comparsate.
Eccolo quindi insegnare ai propri studenti la differenza fra un orgoglioso cameo acting e un banale acting-acting: perché interpretare un ruolo da protagonista quando si può essere un passante, un venditore di giornali o uno che porta a spasso il cane?

Tra i momenti clou segnaliamo: la fugace apparizione di un incavolato Lou "Hulk" Ferrigno; il dilemma di Michael Rooker che, guardando il maestro sorseggiare un caffè, si chiede "Is he drinking coffee or is he CAMEO-drinking coffee?"; il "colpo di scena" finale nella limousine.

L'umorismo intelligente di Kevin Smith è qui al meglio, come sempre quando mette la sordina alla propria proverbiale coprolalia (vedere ad esempio la sua puntata di The Flash).
E Stan Lee sfodera ancor più che in passato un'autoironia che gli fa onore.

Insieme sono una coppia che funziona: aspettiamo volentieri di rivederli sul grande schermo.
Al prossimo film, allora!
Anzi, alla prossima... comparsata!




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