CINEMA A BOMBA!

mercoledì 30 agosto 2023

VENEZIA 2023. I FILM IN E FUORI CONCORSO

Dall'alto: una scena da The Caine Mutiny Court-Martial, ultima opera di William Friedkin; Bradley Cooper in Maestro; Michael Fassbender in The Killer di David Fincher; Emma Stone in Poor Things di Yorgos Lanthimos; una scena di El Conde di Pablo Larraín. 




Siamo arrivati all'edizione numero 80 della Mostra Internazionale di Arte Cinematografica.

Nonostante le molte turbolenze che anche quest'anno scuotono il mondo della Settima Arte (vedi gli scioperi delle maestranze negli Stati Uniti, le polemiche sul politicalmente corretto e sulla rappresentanza e l'inclusione delle minoranze, la crisi dovuta alla concorrenza con le piattaforme di streaming), Venezia si conferma palcoscenico prestigioso per la presentazione di film d'autore di grandi nomi e di illustri sconosciuti in cerca di una ribalta.

Il direttore Alberto Barbera ha nuovamente allestito un cartellone ricco di titoli attesi e di novità che si spera facciano breccia nel cuore degli addetti ai lavori e degli appassionati.

Venezia 2022 era stata una kermesse piena di opere che avevano fatto discutere (un caso su tutti: Blonde), ma che comunque aveva colpito nel segno.

Vediamo se anche quest'anno la Mostra farà parlare di sé; ma nel frattempo vi segnaliamo le pellicole dalle quali ci aspettiamo di più.

Tra i film in concorso iniziamo con il film d'apertura, Comandante, diretto da Edoardo De Angelis con Pierfrancesco Favino: è ispirato alla vicenda vera di un comandante di un sommergibile che nella Seconda Guerra Mondiale salva la vita dell'equipaggio di una nave nemica afffondata.

Sempre Favino è tra i protagonisti dell'atteso Adagio, su un ragazzo che si trova invischiato in una brutta storia ed è costretto a chiedere aiuto a due ex criminali; dirige il sempre interessante Stefano Sòllima.

Restando tra i titoli italiani, citiamo altresì Finalmente l'alba di Saverio Costanzo, un viaggio lungo una notte che cambierà la vita di una giovane comparsa di Cinecittà negli anni Cinquanta, nonché Io capitano di Matteo Garrone, epopea di due giovani che lasciano il Senegal per raggiungere l’Europa.

Come si può notare, particolarmente nutrita è quest'anno la pattuglia tricolore, completata con Enea di Pietro Castellitto e Lubo di Giorgio Diritti.

Ma i fari sono puntati soprattutto sulle opere d'Oltreoceano.

A cominciare da Maestro, diretto da Bradley Cooper, che proprio a Venezia aveva portato il suo precedente A Star is born.

Stavolta tratta la tormentata storia d'amore tra il celebre compositore Leonard Bernstein e la moglie Felicia.

Si affidano a vite celebri anche gli acclamati cineasti Michael Mann (Ferrari, sull'omonimo fondatore della casa automobilistica. Ogni film di Mann è per noi un evento: siamo molto curiosi), Sofia Coppola (Priscilla, sul matrimonio tra il divo Elvis Presley e la giovane Priscilla), Ava DuVernay (la cineasta afroamericana è tornata con Origin, sulla scrittrice Premio Pulitzer Isabel Wilkerson).

Febbrile è l'attesa per i nuovi lavori di David Fincher, The Killer (su un assassino che si vendica dei propri committenti), con Michael Fassbender (bentornato!) e Tilda Swinton, e del greco Yorgos Lanthimos (ricordate l'impatto che aveva avuto The Favourite?), Poor Things.

Ma non ci sentiamo di prendere sottogamba Memory di Michel Franco, con la sempre bravissima Jessica Chastain, il tedesco Die Theorie von Allem, giallo ambientato nelle Alpi svizzere, e soprattutto l'intrigante El Conde, commedia dark con sfumature horror, nella quale Pablo Larraín si immagina il dittatore cileno Augusto Pinochet come un vampiro.

Eccellente è anche la selezione dei film fuori concorso, a partire dall'ultima opera del grande William Friedkin, recentemente scomparso.

L'indimenticabile regista di Il Braccio Violento della Legge, L'Esorcista, Il Salario della Paura, Vivere e Morire a Los Angeles - nonché pupillo del nostro blog - verrà ricordato al Lido con la proiezione di The Caine Mutiny Court-Martial, tratto da un'opera teatrale che racconta del processo per ammutinamento nei confronti di un ufficiale di Marina costretto dalle circostanze a scavalcare il proprio superiore.

Conoscendo il Maestro, noi ci aspettiamo una lezione di cinema.

A proposito di grandi registi (sebbene molto molto controversi), lo sapete che a Venezia ci saranno il cinquantesimo film di Woody Allen (Coup de chance, ambientato a Parigi) e il venticinquesimo di Roman Polański (The Palace, prodotto tra gli altri da Luca Barbareschi, che narra del Capodanno del 2000 vissuto da un gruppo di ricchi debosciati in un lussusoso albergo svizzero)?

Ma fuori concorso troviamo pure un cortometraggio firmato Wes Anderson (The Wonderful Story of Henry Sugar, da un racconto di Roal Dahl), Hit Man di Richard Linklater (suo lo splendido Boyhood), un film che farà discutere come The Penitent (di e con Luca Barbareschi, ma prodotto da... Roman Polański! Scambio di favori, a occhio e croce), La sociedad de la nieve di Juan Antonio Bayona (su un disastro aereo), il surreale omaggio ad un gigante dell'arte del Novecento (Daaaaaali!), il provocatorio Aggro Dr1ft con il cantante Travis Scott diretto da Harmony Korine (quello del controverso Spring Breakers), documentari sul compositore giapponese Ryuichi Sakamoto e sul cantautore Enzo Jannacci.

Ecco comunque tutti i titoli delle sezioni principali.

Buona Mostra del Cinema a tutti!



In concorso

Adagio, regia di Stefano Sollima (Italia), con Pierfrancesco Favino, Toni Servillo, Valerio Mastandrea, Adriano Giannini

Aku wa sonzaishinai, regia di Ryūsuke Hamaguchi (Giappone)

Bastarden, regia di Nikolaj Arcel (Danimarca, Germania, Svezia), con Mads Mikkelsen

La Bête, regia di Bertrand Bonello (Francia, Canada), con Léa Seydoux, George MacKay

Comandante, regia di Edoardo De Angelis (Italia), con Pierfrancesco Favino, Johan Heldenbergh - film d'apertura

El Conde, regia di Pablo Larraín (Cile)

Dogman, regia di Luc Besson (Francia), con Caleb Landry Jones

Enea, regia di Pietro Castellitto (Italia), con Pietro Castellitto, Sergio Castellitto, Matteo Branciamore

Ferrari, regia di Michael Mann (Stati Uniti d'America), con Adam Driver, Penélope Cruz, Shailene Woodley, Sarah Gadon, Gabriel Leone, Jack O’Connell, Patrick Dempsey

Finalmente l'alba, regia di Saverio Costanzo (Italia), con Lily James, Alba Rohrwacher, Willem Dafoe

Holly, regia di Fien Troch (Belgio, Paesi Bassi, Lussemburgo, Francia)

Hors-Saison, regia di Stéphane Brizé (Francia), con Guillaume Canet, Alba Rohrwacher

Io capitano, regia di Matteo Garrone (Italia, Francia)

Kobieta z..., regia di Małgorzata Szumowska e Michał Englert (Polonia, Svezia)

Lubo, regia di Giorgio Diritti (Italia, Svizzera), con Franz Rogowski

Maestro, regia di Bradley Cooper (Stati Uniti d'America), con Carey Mulligan, Bradley Cooper, Matt Bomer, Maya Hawke

Memory, regia di Michel Franco (Messico, Stati Uniti d'America), con Jessica Chastain, Peter Sarsgaard

Origin, regia di Ava DuVernay (Stati Uniti d'America), con Aunjanue Ellis-Taylor, Jon Bernthal, Vera Farmiga, Nick Offerman, Blair Underwood, Connie Nielsen, Finn Wittock

The Killer, regia di David Fincher (Stati Uniti d'America), con Michael Fassbender, Tilda Swinton

Povere creature! (Poor Things), regia di Yorgos Lanthimos (Irlanda), con Emma Stone, Mark Ruffalo, Willem Dafoe, Margaret Qualley, Hanna Schygulla

Priscilla, regia di Sofia Coppola (Stati Uniti d'America), con Cailee Spaeny, Jacob Elordi

Die Theorie von Allem, regia di Timm Kröger (Germania, Austria, Svizzera)

Zielona granica, regia di Agnieszka Holland (Repubblica Ceca, Polonia, Belgio)


Fuori concorso

Fiction

The Caine Mutiny Court-Martial, regia di William Friedkin (Stati Uniti d'America), con Kiefer Sutherland, Jason Clarke, Jake Lacy, Lance Reddick

Aggro Dr1ft, regia di Harmony Korine (Stati Uniti d'America), con Jordi Molla, Travis Scott

Coup de chance, regia di Woody Allen (Francia, Regno Unito)

Daaaaaali!, regia di Quentin Dupieux (Francia)

Hit Man, regia di Richard Linklater (Stati Uniti d'America)

Making Of, regia di Cédric Kahn (Francia)

L'ordine del tempo, regia di Liliana Cavani (Italia, Belgio), con Alessandro Gassmann, Claudia Gerini, Edoardo Leo, Ksenia Rappoport, Valentina Cervi

The Palace, regia di Roman Polański (Italia, Polonia), con Oliver Masucci, Fanny Ardant, John Cleese, Joaquim De Almeida, Luca Barbareschi, Mickey Rourke

The Penitent, regia di Luca Barbareschi (Italia), con Luca Barbareschi, Catherine McCormack

La sociedad de la nieve, regia di Juan Antonio Bayona (Spagna, Uruguay, Cile) - film di chiusura

Vivants, regia di Alix Delaporte (Francia, Belgio)

La meravigliosa storia di Henry Sugar, regia di Wes Anderson (Stati Uniti d'America), con Ralph Fiennes, Benedict Cumberbatch, Dev Patel, Ben Kingsley, Richard Ayoade

Xuěbào, regia di Pema Tseden (Cina)


Non fiction

Amor, regia di Virginia Eleuteri Serpieri (Italia, Lituania)

Frente a Guernica, regia di Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi (Italia)

Hollywoodgate, regia di Ibrahim Nash'at (Germania, Stati Uniti d'America)

Ryūichi Sakamoto: Opus, regia di Neo Sora (Giappone)

Enzo Jannacci vengo anch'io, regia di Giorgio Verdelli (Italia)

Menus plaisirs - Les Troisgros, regia di Frederick Wiseman (Francia, Stati Uniti d'America)



Cortometraggi

Welcome to Paradise, regia di Leonardo Di Costanzo (Italia)



Serie

D'argent et de sang, regia di Xavier Giannoli e Frédéric Planchon – serie TV, 12 episodi (Francia), con Vincent Lindon, Olga Kurylenko

Znam kako dišeš, creata da Jasmila Žbanić – serie TV, episodi 1x01-1x02 (Bosnia ed Erzegovina)



Orizzonti

Lungometraggi

A cielo abierto, regia di Mariana e Santiago Arriaga (Messico, Spagna)

Domakinstvo za pocetnici, regia di Goran Stolevski (Macedonia del Nord, Polonia, Croazia, Serbia, Kosovo)

En attendant la nuit, regia di Céline Rouzet (Francia, Belgio)

The Featherweight, regia di Robert Kolodny (Stati Uniti d'America)

Gasoline Rainbow, regia di Bill e Turner Ross (Stati Uniti d'America)

Hokage, regia di Shin'ya Tsukamoto (Giappone)

Invelle, regia di Simone Massi (Italia, Svizzera)

Magyarázat mindenre, regia di Gábor Reisz (Ungheria, Slovacchia)

Paradiset brinner, regia di Mika Gustafson (Svezia, Italia, Danimarca, Finlandia)

El paraíso, regia di Enrico Maria Artale (Italia)

The Red Suitcase, regia di Fidel Devkota (Nepal, Sri Lanka)

Sem coração, regia di Nara Normande e Tião (Brasile, Francia, Italia)

Ser ser salhi, regia di Lkhagvadulam Purev-Ochir (Mongolia, Francia, Portogallo, Paesi Bassi, Germania)

Una sterminata domenica, regia di Alain Parroni (Italia, Germania, Irlanda)

Tatami, regia di Guy Nattiv e Zar Amir Ebrahimi (Georgia, Stati Uniti d'America)

Yurt, regia di Nehir Tuna (Turchia, Germania, Francia)

Warāʾa al-jabal, regia di Mohamed Ben Attia (Belgio, Tunisia, Francia, Italia)



Cortometraggi in concorso

Aitana, regia di Marina Alberti (Spagna)

Area Boy, regia di Iggy London (Regno Unito)

Bogotá Story, regia di Esteban Pedraza (Colombia)

Cross My Heart and Hope to Die, regia di Sam Manacsa (Filippine)

Dar sāye sarv, regia di Hossein Molayemi e Shirin Sohani (Iran)

Dive, regia di Aldo Iuliano (Italia)

Duan pian gùshì, regia di Lang Wu (Cina)

Et si le soleil plongeait dans l’océan de nues, regia di Wissam Charaf (Francia, Libano)

The Meatseller, regia di Margherita Giusti (Italia)

Sea Salt, regia di Henrik Dyb Zwart (Repubblica Ceca, Libano)

Sentimental Stories, regia di Xandra Popescu (Germania)

A Short Trip, regia di Erenik Beqiri (Francia)

Wander to Wonder, regia di Nina Gantz (Paesi Bassi, Belgio, Francia, Regno Unito)



Orizzonti Extra

Bota jonë, regia di Luàna Bajrami (Kosovo, Francia)

Day of the Fight, regia di Jack Huston (Stati Uniti d'America)

Felicità, regia di Micaela Ramazzotti (Italia)

L'Homme d’argile, regia di Anaïs Tellenne (Francia)

In the Land of Saints and Sinners, regia di Robert Lorenz (Irlanda)

Nazavždy-Nazavždy, regia di Anna Burjačkova (Ucraina, Paesi Bassi)

Pet Shop Boys, regia di Olmo Schnabel (Stati Uniti d'America, Italia, Regno Unito, Messico)

El rapto, regia di Daniela Goggi (Argentina, Stati Uniti d'America)

Stolen, regia di Karan Tejpal (India)



Settimana internazionale della critica

In concorso

About Last Year, regia di Dunja Lavecchia, Beatrice Surano e Morena Terranova (Italia)

Hoard, regia di Luna Carmoon (Regno Unito)

Life Is Not a Competition, But I'm Winning, regia di Julia Fuhr Mann (Germania)

Love Is a Gun, regia di Lee Hong-chi (Hong Kong, Taiwan)

Malqueridas, regia di Tana Gilbert (Cile, Germania)

Sky Peals, regia di Moin Hussain (Regno Unito)

The Vourdalak, regia di Adrien Beau (Francia)



Fuori concorso

God Is a Woman, regia di Andrés Peyrot (Francia, Svizzera, Panama) - film d'apertura

Passione critica, regia di Simone Isola, Franco Montini e Patrizia Pistagnesi (Italia)

Vermin, regia di Sébastien Vaniček (Francia, Marocco) - film di chiusura



Cortometraggi in concorso

De l'amour perdu, regia di Lorenzo Quagliozzi (Italia)

Foto di gruppo, regia di Tommaso Frangini (Italia)

It Isn't So, regia di Fabrizio Paterniti Martello (Italia)

La linea del terminatore, regia di Gabriele Biasi (Italia)

Las memorias perdidas de los árboles, regia di Antonio La Camera (Italia, Spagna)

Pinoquo, regia di Federico Demattè (Italia)

We Should All Be Futurists, regia di Angela Norelli (Italia)



Cortometraggi fuori concorso

Incontro di notte, regia di Liliana Cavani (Italia) - cortometraggio d'apertura

Tilipirche, regia di Francesco Piras (Italia) - cortometraggio di chiusura



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sabato 26 novembre 2022

I CLASSICI: UNCHARTED, LE AVVENTURE DEL GIOVANE INDIANA DRAKE

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2022
116'
Regia: Ruben Fleischer
Con: Tom Holland, Mark Wahlberg, Tati Gabrielle, Sophia Ali, Antonio Banderas, Nolan North.


Il giovane scavezzacollo Nathan Drake (Holland) si allea col più maturo cacciatore di tesori Sully (Wahlberg) per recuperare il famigerato oro di Magellano, ancora nascosto in un antico veliero chissà dove.

A loro volta dovranno accordarsi con la giovone Chloe, anch'essa alla ricerca del leggendario tesoro.
Ma a dargli la caccia, senza farsi alcuno scrupolo, ci sono anche l'avido Moncada (Banderas) e la spietata Braddock (Gabrielle)...


La chiamano "la maledizione di Indiana Jones".
È la regola per cui ogni film d'avventura hollywoodiano finisce per sembrare una scopiazzatura dello storico franchise di Steven Spielberg e George Lucas con Harrison Ford.

Gli esempi sono innumerevoli: dal dittico National Treasure con Nicolas Cage alle pellicole de La Mummia; più recentemente è stato il caso del pur godibile Red Notice.
Uncharted - ahinoi - non fa eccezione.

Trattasi, come è noto, di uno dei marchi videoludici più amati e famosi del mondo, che 4 anni fa era stato trasposto in live action con un breve e riuscito fan film.
Tanto quel corto era stato accolto bene dagli appassionati quanto questo lungometraggio ha fatto loro storcere il naso.

Gli adattamenti cinematografici dei videogiochi non sono mai capolavori, ma qui si ha l'impressione che sia stata persa un'occasione.
Il regista del primo Venom ha scelto di prediligere l'azione a discapito della narrazione: il risultato è una pellicola compatta e divertente, ma sterile e poco coinvolgente.

Anche il cast non è al top della forma: Banderas è poco più che una comparsa, Wahlberg sfoggia costantemente l'espressione di uno che preferirebbe essere altrove, le due comprimarie femminili non lasciano il segno.
Chi se la cava meglio è il protagonista, Tom Holland.

L'emergente divo britannico - universalmente noto come lo Spider-Man del Marvel Cinematic Universe - è troppo giovane per il ruolo (sì, anche noi avremmo preferito Nathan Fillion), ma di suo ci mette un evidente impegno e la consueta simpatia.

Se, com'è probabile, questo film avrà dei seguiti (nonostante la freddezza della critica unanime, è stato un grande successo al botteghino), Tom avrà la possibilità di crescere insieme al personaggio e farlo diventare davvero "suo".

Meglio se accompagnato da una produzione più attenta alla storia e meno prona agli effetti speciali.


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lunedì 7 novembre 2022

I CORTI: UNCHARTED FAN FILM, I PREDATORI DELLA CARACCA PERDUTA

(Clicca sulla locandina per vedere il corto). 

Canada, 2018
14'
Regia: Allan Ungar
Con: Nathan Fillion, Mircea Monroe, Stephen Lang, Geno Segers, Ernie Reyes Jr.


Il cacciatore di tesori Nathan Drake (Fillion) è prigioniero di una banda di malfattori in una grande villa in mezzo al deserto, ma in realtà il rapimento è stato orchestrato da lui e dal suo socio/mentore Sully (Lang) per entrare nella palazzina.

Il loro obiettivo è localizzare la stanza in cui si trovano alcuni antichi documenti che potrebbero portare i due a ritrovare il tesoro perduto della Flor de la Mer, una leggendaria caracca - cioé un tipo di veliero - portoghese del 1500...


Uncharted è uno dei franchise videoludici più amati di questo millennio: un incrocio tra Indiana Jones e Lara Croft; una miscela ben bilanciata di azione, umorismo e mistero.
Chiaro che presto o tardi sarebbe arrivato un adattamento in live action.

Che infatti è uscito quest'anno, con Tom Holland - lo Spider-Man del Marvel Cinematic Universe - nei panni del protagonista e l'irreprensibile Mark Wahlberg come "spalla" (a proposito: prima o poi ve lo recensiremo).

Ma l'impazienza dei fan era davvero troppa per aspettare il 2022.
Così 4 anni fa è arrivato questo cortometraggio, realizzato da appassionati con fondi indipendenti, senza il coinvolgimento della Naughty Dog (la casa produttrice del videogioco) né di uno studio cinematografico.

Un piccolo fan film che è piaciuto a tutti: più che dignitoso nonostante la carenza di mezzi e fedele, nello spirito e nello stile, all'opera originale.
E inoltre con un cast di ottimo livello!

Fillion (Castle) - un fan favourite nel ruolo - e Lang (Avatar, Terra Nova) sono perfetti: sarebbe bello vederli in un lungometraggio dedicato (specie il primo).
Occhio anche al cattivo piccoletto: era il karateka portapizze di Tartarughe Ninja II-Il Segreto di Ooze e compare nella scena più spassosa del corto.

Almeno due sequenze d'azione da ricordare: il combattimento e soprattutto la sparatoria, che ricalca stilisticamente quelle tipiche del gioco d'origine e riesce quasi a far credere allo spettatore di avere un joypad in mano.

Questa breve pellicola è una goduria per gli appassionati e un promemoria per gli altri: serve soprattutto a non dimenticare come un adattamento "lungo" di Uncharted avrebbe potuto - e forse ancora potrebbe - essere.
Con buona pace di Holland & Wahlberg.


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mercoledì 20 aprile 2022

I CORTI: PETER'S TO-DO LIST, QUEGLI OCCHI ALLEGRI DA RAGNETTO IN GITA

(Clicca sulla locandina per vedere il corto). 

USA, 2019
3'
Regia: Jon Watts
Con: Tom Holland, Jacob Batalon, Tony Revolori.


Peter Parker (Holland) ha una lista di cose da fare prima di partire con la scuola per una gita in Europa.

Rimediare un adattatore per le cuffie, vendere i propri vecchi giocattoli così da avere abbastanza soldi per poter regalare qualcosa a MJ (la ragazza per cui ha una cotta), fare il passaporto...
Ah, e ovviamente far arrestare la famiglia mafiosa Manfredi.


Rieditato e distribuito come un cortometraggio a sé stante, Peter's To-Do List è in verità una raccolta di sequenze di Spider-Man: Far From Home - 2° capitolo dedicato all'Arrampicamuri del Marvel Cinematic Universe - che erano state tagliate in fase di montaggio.

Non è difficile capirne il perché: gli avvenimenti qui narrati erano superflui ai fini della trama.

Eppure c'è almeno una scena che merita: il combattimento coi gangster nel ristorante, ottimamente coreografato e spettacolare quanto basta, nel quale il nostro fa sfoggio delle potenzialità dell'armatura da Iron Spider (il costume tecnologicamente avanzato regalatogli da Iron Man nel precedente Avengers: Infinity War).

Ed è sempre un piacere rivedere in azione il giovane attore britannico Tom Holland, che si conferma - a nostro giudizio - il miglior Uomo Ragno visto finora sul grande schermo.

Né "ponte" tra Far from Home e il successivo No Way Home né scarto di magazzino, questo corto va guardato e goduto per quel che è: un piccolo, gustoso approfondimento su uno dei supereroi più amati della storia del cinema (e non solo).


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martedì 28 dicembre 2021

SPIDER-MAN: NO WAY HOME, RIPORTANDO TUTTI A CASA

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2021
148'
Regia: Jon Watts
Con: Tom Holland, Benedict Cumberbatch, Zendaya, Marisa Tomei, Jon Favreau, J.K. Simmons, Alfred Molina, Willem Dafoe, Thomas Haden Church, Rhys Ifans, Jamie Foxx, Andrew Garfield, Tobey Maguire, Charlie Cox, Tom Hardy.


New York. Dopo il colpo di scena mostrato alla fine del precedente Far From Home, Peter (Holland) si trova addosso gli occhi della città e del mondo.

Per lui, zia May (Tomei), la fidanzata MJ (Zendaya) e i suoi amici è la fine della privacy (e dell'incolumità, ora che la notizia è appannaggio di qualunque supercriminale).

L'unica soluzione è recarsi dal Dr. Strange (Cumberbatch) e convincerlo a fare un incantesimo che faccia dimenticare a tutti la vera identità di Spider-Man.
Ma qualcosa va storto...



Tutto ebbe inizio con la storica trilogia di Sam Raimi con protagonista Tobey Maguire, poi fu il turno del dittico di Marc Webb con Andrew Garfield nei panni dell'Arrampicamuri (tutte e 5 le recensioni si possono leggere in questa monografia).

Infine - terza variante in soli 15 anni! - arrivò il turno del giovane Tom Holland:
Captain America: Civil War.
Spider-Man: Homecoming.
Avengers: Infinity War.
Avengers: Endgame.
Spider-Man: Far From Home.

Per l'emergente attore britannico questa è la sesta prova nel costume rossoblu, più di chiunque altro.
Confermati anche il regista Jon Watts e il cast di supporto, dalla sempreverde Marisa Tomei (prima zia May sexy della storia) alla lanciatissima "cantattrice" Zendaya (la ricordate in The Greatest Showman e nel recente remake di Dune?).

Ed è un bene: quella di Holland e compagnia si conferma una volta per tutte la miglior versione cinematografica del ragnetto, benché a questo giro - chi ha visto il film può capire l'allusione - sia dovuta venire a patti col proprio passato...

Ma siccome questo Spidey è anche membro degli Avengers (no, non è una band!) ed è - a differenza dei suoi predecessori - parte integrante del MCU (acronimo di Marvel Cinematic Universe), la pellicola chiude un cerchio ma come di consueto pone le basi per altri capitoli, altre avventure di personaggi affini.



Si spiega quindi così la presenza del Dr. Strange, in una veste mentoriale che richiama volutamente quella di Iron Man in Homecoming e di Nick Fury in Far From Home.
Gli eventi di questo film servono infatti da preludio al prossimo lungometraggio dedicato allo stregone: In the Multiverse of Madness uscirà tra qualche mese e sarà diretto da Sam Raimi, già regista - che coincidenza! - dei primi Spider-Man.

Ma quella di Benedict Cumberbatch (un altro attore inglese, che avevamo incontrato sul red carpet di Venezia 10 anni or sono, ricordate?) non è l'unica partecipazione eccellente.
Segnaliamo almeno altre due comparsate notevoli: Charlie Cox riprende i panni dell'avvocato non vedente Matt Murdock (alias DareDevil) che aveva nella serie tv targata Netflix, Tom Hardy fa uno spassoso capolino mid-credits insieme all'inseparabile Venom.

Ultimo capitolo di una trilogia o primo step di un nuovo corso? Solo il tempo lo dirà.
Di certo No Way Home è il film di Spider-Man definitivo, quello che accontenta i fan di ogni versione e ogni età, almeno a giudicare dai whoa-oh e dagli applausi scrosciati durante la proiezione nei cinema di tutto il mondo.

Spesso si ride a crepapelle, in almeno una o due occasioni si piange a dirotto e le 2 ore e mezza di durata filano via senza pesare affatto, tra i soliti combattimenti ipercoreografati e preziose parentesi introspettive.

Alla fine si esce dalla sala soddisfatti ed emozionati, persino grati.
Il cine-universo Marvel è vivo è vegeto.
Al prossimo capitolo, allora.

E buona fine dell'anno da CINEMA A BOMBA!



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lunedì 6 aprile 2020

I CLASSICI: SPIDER-MAN FAR FROM HOME, MA GUARDA UN PO' 'STI SUPEREROI

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2019
129'
Regia: Jon Watts
Interpreti: Tom Holland, Zendaya, Samuel L. Jackson, Jake Gyllenhaal, Marisa Tomei, Jon Favreau, Cobie Smulders, Ben Mendelsohn, J.K. Simmons.


Sono passati 8 mesi dagli eventi narrati in Avengers: Endgame.

Peter Parker (Holland) parte per una lunga gita scolastica in giro per l'Europa, durante la quale viene contattato da Nick Fury (Jackson) perché aiuti il supereroe Quentin Beck (Gyllenhaal) a fronteggiare la minaccia dei temibili Elementali.

Il ragazzo ha in progetto ben altri piani - dichiarare i propri sentimenti alla compagna di classe MJ (Zendaya), per esempio - ma alla fine si fa convincere.

Le cose però non sono come sembrano.
Spider-Man avrà bisogno dei propri amici e di Happy Hogan (Favreau) - ex braccio destro di Iron Man in buona con Zia May (Tomei) - per venire a capo della vicenda...






In principio fu la trilogia di Sam Raimi con Tobey Maguire, poi venne il dittico di Marc Webb con Andrew Garfield.

Questa è invece la 5a volta di Tom Holland nei panni del Ragnetto, dopo Captain America: Civil War, Spider-Man: Homecoming, Avengers: Infinity War e Avengers: Endgame.

Una gradita conferma: a nostro giudizio, il giovane attore britannico è il miglior Spider-Man visto finora sul grande schermo.
Ha l'età del personaggio, la faccia giusta, un accento del Queens credibile e i vantaggi derivanti dall'essere parte del Marvel Cinematic Universe.

Far From Home è un seguito divertente, all'altezza del precedente Homecoming (benché stavolta, nonostante le iniziali indiscrezioni, manchi Michael Keaton).






Anche qui abbondano gli omaggi a John Hugues, autore di popolari commedie giovanilistiche negli anni 80 e sceneggiatore, tra le altre cose, della serie Vacation.
Anzi, questo sembra quasi un adattamento "ragnesco" del secondo capitolo, National Lampoon's European Vacation (in Italia uscito come Ma Guarda un po' 'sti Americani).

Ovviamente, non mancano neppure riferimenti alle altre pellicole del MCU.
Si veda ad esempio la gustosa sequenza post credits, che rimanda direttamente a Captain Marvel.

A proposito di Captain Marvel: come per il film con Brie Larson, anche in questo caso molti dei colpi di scena sono tali soltanto per chi non conosce il fumetto di origine.

Un difetto trascurabile, specie se sull'altro piatto della bilancia si trova un cast da leccarsi i baffi.
Stavolta, ancor più dei protagonisti, brillano i comprimari.

Zendaya - già vista nel musical The Greatest Showman insieme a un'altra icona Marvel, Hugh "Wolverine" Jackman - ha meritatamente più spazio; Marisa Tomei, la più verosimile Zia May della storia, è deliziosa come sempre; c'è pure un grande Jon Favreau (il regista dei primi due Iron Man, per la cronaca).






Il compianto Stan Lee è accreditato come produttore esecutivo, ma non compare nel tradizionale cameo, il che rende quella di Endgame la sua ultima apparizione.

La vera sorpresa arriva però da J.K. Simmons.
Dopo una breve "vacanza" nel DC Extended Universe come Commissario Gordon (andate a rivedervi Justice League, please), l'attore premio Oscar per Whiplash riprende inaspettatamente il ruolo di J. Jonah Jameson che aveva nel trittico di Raimi.
Un'apparizione-lampo che si presume avrà importanti ripercussioni sui prossimi film dedicati a Spidey.

Ma a quando il prossimo capitolo della serie?
Se è vero che la saga degli Avengers pare conclusa definitivamente, lo stesso non si può dire dell'Universo Marvel.
Anzi, qualcosa lascia intendere che Peter ne sia diventato il personaggio di punta.

E se Spider-Man fosse il nuovo Iron Man?




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domenica 29 aprile 2018

I CLASSICI: SPIDER-MAN HOMECOMING, BENTORNATO RAGNETTO!

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2017
133'
Regia: Jon Watts
Interpreti: Tom Holland, Michael Keaton, Robert Downey Jr., Marisa Tomei, Zendaya, Donald Glover, Jon Favreau, Tyne Daly, Laura Harrier, Jacob Batalon, Gwyneth Paltrow, Chris Evans, Stan Lee, Jennifer Connelly (voce nella versione originale).


Trama: Spider-Man (Holland) è reduce dalla famosa battaglia dell'aeroporto in cui, come membro del Team Iron Man, ha combattuto contro Capitan America (Evans) e la fazione di Avengers a lui fedeli (ricordate Civil War?).
Nella vita di tutti i giorni si chiama Peter Parker, è un adolescente del Queens (NYC), vive con la zia May (Tomei) e frequenta il liceo.

Un giorno si imbatte per caso nelle malefatte del rancoroso Vulture (Keaton), ex capo di una squadra edile rimasta disoccupata per colpa - indiretta, a dire il vero - di Tony Stark.
Peter ha così l'occasione di dimostrare ad Iron Man (Downey Jr.) e agli altri Avengers di avere la stoffa di un vero eroe...






La domanda è legittima: c'era bisogno dell'ennesimo reboot di Spider-Man?
Questa è la 3a versione cinematografica del personaggio in soli 15 anni, dopo la trilogia di Sam Raimi con Tobey Maguire e il dittico con Andrew Garfield firmato Marc Webb.

La risposta, inaspettatamente, è: sì.
Rispetto ai suoi illustri predecessori, il nuovo Uomo Ragno porta con sé alcuni significativi elementi di novità, come anche il titolo di questa pellicola suggerisce.

"Homecoming" ha infatti un doppio significato: indica la tradizione annuale, da parte degli istituti scolastici, di dare il benvenuto/bentornato agli studenti all'inizio dell'anno, ma allude pure al "ritorno" ufficiale del personaggio in casa Marvel (gli altri film erano prodotti dalla Sony).

La breve apparizione del nuovo Spidey nel celebrato Captain America: Civil War - che segnava appunto il suo ingresso nel cosiddetto MCU (Marvel Cinematic Universe) - aveva già raccolto consensi unanimi, ma con questo capitolo "solista" è arrivata la vera consacrazione.

Secondo molti si tratta del migliore degli adattamenti dedicati al Ragnetto, superiore persino all'originale di Sam Raimi del 2002.
Il cineasta fumettaro Kevin Smith si è spinto a definirlo "il Titanic dei film di supereroi".






Esagerazioni?
No: SMH è davvero il film più divertente e cool della serie, merito di una sceneggiatura brillante e di una regia scattante che attingono - per stile e toni - al cinema di John Hugues, negli anni 80 regista di commedie adolescenziali (Sixteen Candles, The Breakfast Club) e sceneggiatore, tra le altre cose, della serie Vacation.

Altri punti di forza della pellicola sono il cast da capogiro e la scelta - azzeccatissima - del cattivo.

Quello di Michael Keaton è un (graditissimo) ritorno al mondo dei supereroi dopo essere stato il più iconico Batman del grande schermo, per quanto il suo Vulture ricordi più che altro Birdman, protagonista dell'omonimo film che gli valse il Golden Globe e che trionfò agli Oscar nel 2015.

Il suo è un cattivo da antologia, come non se ne vedeva da anni; ancor più nel cinema supereroistico, incentrato solitamente sui "buoni".
Un malvagio (?) che ha le proprie ragioni e pertanto risulta simpatetico, se non proprio simpatico.
Keaton gli dà spessore con un'interpretazione da Oscar, ricca di sfumature e umanità.

Dall'altra parte, il giovane Holland non gli è da meno: è il primo Peter Parker con un autentico accento del Queens e il primo attore ad avere l'età del personaggio.
Inoltre è divertente e credibile nella propria goffaggine: un'ottima scelta.






Tra i comprimari fanno macchia: l'italo-americana Marisa Tomei, prima zia May sexy della storia (ha senso: perché finora il personaggio era stato sempre rappresentato come una vecchia babbiona?); il comico afro Donald Glover, dal passato televisivo (Community); il leggendario 95enne Stan Lee nel ruolo di un vecchietto che sgrida Spider-Man per il suo eccesso di zelo.

Da segnalare anche la partecipazione - per fortuna non invasiva - dei due principali Avengers.
Captain America si limita a un paio di veloci comparsate, mentre Iron Man salta fuori qua e là come riluttante mentore di Peter.

Piccola curiosità: la voce della tuta ipertecnologica di Spidey, K.A.R.E.N., è un altro rimando al suddetto supergruppo.
Perché? Ma perché appartiene all'affascinante attrice premio Oscar Jennifer Connelly (A Beautiful Mind), nella vita moglie di Paul Bettany, alias J.A.R.V.I.S., il computer senziente di Iron Man.
Difficile che si tratti di una coincidenza...

Nell'attesissimo Avengers: Infinity War che sta impazzando in questi giorni nelle sale rivedremo il nostro Arrampicamuri in compagnia dei suoi amici (compresi Thor e Hulk, reduci dalla "vacanza" di Thor: Ragnarok).
In più saranno della partita Guardiani della Galassia, Doctor Strange e altri...

Il MCU si sta facendo sempre più affollato, ma per un giovane volenteroso vestito da ragno c'è ancora parecchio spazio...
Specie adesso che è in campo quello definitivo.




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domenica 20 novembre 2016

MARVEL. SPIDER-MAN, AMMAZZA QUANT'È AMAZING L'UOMO RAGNO

Dall'alto: Spider-Man interpretato rispettivamente da Tobey Maguire, Andrew Garfield, Tom Holland.  


"Da un grande potere derivano grandi responsabilità".


Continuiamo lo Speciale Marvel con uno dei suoi personaggi "solisti" più rappresentativi e celebri: Spider-Man (conosciuto in Italia anche come Uomo Ragno).

Creato nel 1962 da Stan Lee (testi) e Steve Ditko (disegni), gli sono state dedicate numerose testate e albi a fumetti, cartoni animati, videogiochi, giocattoli, film e persino uno spettacolo di Broadway con musiche degli U2.

Travalicando di molto le sue origini fumettistiche, il supereroe è diventato uno dei più riconoscibili fenomeni mediatici degli ultimi 50 anni.
E il suo, successo,come vedremo, è destinato probabilmente a consolidarsi.

La sua storia, ormai, è nota.
Peter Parker è un adolescente studioso, ma sfigato e impacciato. Vive con gli zii Ben e May e ha un'esistenza normale fino a quando non è morso da un ragno radioattivo.
Ciò gli provoca poteri insperati: agilità, forza, capacità di aderire alle pareti e arrampicarvicisi, riflessi particolarmente acuiti.

Il senso di colpa per non aver voluto fermare durante una rapina il malvivente che poi ucciderà suo zio Ben lo spingerà a mettere a servizio degli altri le sue abilità, lavorando però in incognito sotto il costume e la maschera di Spider-Man e muovendosi tra un grattacielo e l'altro utilizzando delle resistentissime reti di ragno che gli escono dai polsi.

Il cinema mostrò subito interesse per il personaggio: già nel 1969 vi fu dedicato un cortometraggio, seguito da film con attori in carne ed ossa - il primo ad opera di alcuni studenti di cinematografia della New York University - tutti dimenticabili, a dire il vero.

Non vennero mai alla luce, invece, progetti che vedevano coinvolti a vario titolo James Cameron (sì, proprio il futuro autore di Terminator, Titanic e Avatar!), Tobe Hooper (Non aprite quella porta, Poltergeist-Demoniache presenze), i registi di B-movies Ruggero Deodato, Joseph Zito, Stephen Herek.

Dopodiché arrivarono finalmente i film di Sam Raimi.
La scelta di tale cineasta risultò subito piuttosto spiazzante: "Ma come - si disse - si affida una mega produzione ambiziosa ad un regista di film horror? Non snaturerà il personaggio?".

Come vedremo, i detrattori più prevenuti si sbagliavano.
Innanzitutto, egli aveva già dimostrato il suo valore con La Casa, La Casa 2 e L'Armata delle Tenebre - alla celebre trilogia del terrore avevamo dedicato uno Speciale, come ricorderete - inventivi, avvincenti,scanzonati e divertenti.
Egli poi si era già cimentato con i supereroi, scrivendo e dirigendo il cupo Darkman con Liam Neeson nel 1990.

C'era quindi molta curiosità all'uscita del primo Spider-Man nel 2002.






Spider-Man (2002)


Il trailer di Spider-Man.

La trama narra di come Peter Parker sia diventato Spider-Man e di come si sia trovato a combattere il crimine e il terribile Goblin (uno straordinario Willem Dafoe, già villain memorabile in Vivere e Morire a Los Angeles del Maestro William Friedkin).

Il successo fu subito travolgente.
Effetti speciali di altissimo livello, una storia avvincente e condotta con un ottimo ritmo, divertimento, commozione (c'è un rapido ma significativo omaggio di Raimi alle Torri Gemelle, abbattute solo un anno prima da un attacco terroristico).
E un cast di giovani attori azzeccato.

Tobey Maguire risulta infatti molto efficace nei panni dell'eroe-della-porta-accanto (lo stesso Spidey si definisce "il vostro amichevole Spider-Man di quartiere"), non bello, un po' secchione e sfigato, sconvolto da trasformazioni fisiche e caratteriali (chiaro riferimento all'adolescenza).
Si era già fatto conoscere per Pleasantville del 1998 e Le Regole della Casa del Sidro del 1999, ma è questo il ruolo che ha definito la sua carriera - nel bene e nel male.

Spider-Man è stato un vero e proprio trampolino di lancio, invece, per James Franco: la notorietà acquisita per la parte del ricco amico di Peter Parker Harry Osborn (figlio di quel Norman Osborn che è poi il Goblin) gli ha poi permesso di diventare un prezzemolino da festival cinematografici (in veste di attore e di regista; lo abbiamo incontrato anche noi della redazione di CINEMA A BOMBA! alla Mostra di Venezia del 2011).

Kirsten Dunst era un'ex bambina-prodigio con un curriculum già impressionante (Intervista col Vampiro di Neil Jordan, Jumanji di Joe Johnson, Sesso & Potere di Barry Levinson, Small Soldiers di Joe Dante, Il Giardino delle Vergini Suicide di Sofia Coppola).
Ma la scena in cui la sua Mary-Jane bacia uno Spider-Man a testa in giù è diventata iconica e ha fatto di lei una superstar.

Il rapporto fra i tre personaggi si svilupperà anche nel corso di altri due film.


Spider-Man 2 (2004)


Il trailer di Spider-Man 2.

Spider-Man 2 accentua maggiormente la componente "esistenziale": Peter Parker è già in crisi in quanto non riesce più a conciliare la sua incasinata vita privata con la lotta al crimine; Mary-Jane è stata scaricata da Peter (che pensa così di metterla a sicuro dalle eventuali rappresaglie dei nemici di lui) ed è un po' disorientata; Harry vuole vendicare la morte del padre e quando scopre che il responsabile è il suo miglior amico...

Per molti critici questo è considerato il miglior capitolo della trilogia, per la complessità delle vicende trattate, l'intreccio e gli effetti speciali.
Senza contare il maggior romanticismo.

A noi è piaciuto molto, ma preferiamo il primo, in base al principio secondo il quale più un cattivo è carismatico e temibile, più interessante si fa il film.
Non che il Doctor Octopus di Alfred Molina sia un antagonista dimenticabile, anzi; solo, preferiamo il Goblin.

Il capitolo villain è invece uno dei punti più deboli di Spider-Man 3


Spider-Man 3 (2007)


Il trailer di Spider-Man 3.

Il film è incentrato sul "lato oscuro" di Peter.
Ma è troppo.

Troppi i cattivi - 3: l'Uomo Sabbia (il Thomas Haden Church di Killer Joe), Venom (entità aliena che ad un certo punto si impadronisce del corpo del personaggio interpretato da Topher Grace), Harry Osborn (nel costume di Goblin per onorare la figura paterna).
Troppo ingarbugliata e pasticciata la trama.
Troppi gli effetti speciali - la pellicola quando uscì risultò la più costosa di sempre (attualmente è comunque nella Top 10)!
Troppi colpi di scena.
Troppo lungo (139 minuti) e stancante da seguire.

Nonostante tutto, anche in questo caso gli incassi furono ottimi e ciò lasciava presagire la continuazione della saga.

Che avvenne, sì, ma come reboot: contrasti tra la produzione e Raimi portarono alla rinuncia di quest'ultimo e alle successive defezioni di Maguire e Dunst.


The Amazing Spider-Man (2012)


Il trailer di The Amazing Spider-Man.

I nuovi film diretti entrambi da Marc Webb si concentrano su un Peter Parker impegnato ad indagare sulla misteriosa morte dei propri genitori e su ciò che gravita attorno alla temibile e potente Oscorp.

In The Amazing Spider-Man dovrà scontrarsi con uno scienziato pazzo che si trasforma nel bestiale Lizard (Rhys Ifans), praticamente un uomo lucertola.

Ad interpretare Spidey questa volta tocca all'emergente Andrew Garfield - prima di questo, tra i protagonisti di The Social Network di David Fincher; prossimamente in Hacksaw Ridge di Mel Gibson (presentato con successo alla Mostra di Venezia di quest'anno) e nell'attesissimo Silence di Martin Scorsese.

Niente Mary-Jane stavolta, sostituita dal personaggio di Gwen Stacy, personificato da Emma Stone (che poi brillerà in Magic in the Moonlight di Woody Allen, Birdman di Alejandro González Iñárritu e nel prossimo La La Land di Damien Chazelle, degna apertura di Venezia 2016).

Niente male, però non al livello delle prime due pellicole di Sam Raimi.
Ma a quanto pare, non siamo gli unici a pensarlo: gli spettatori non sono corsi a vederlo, sebbene ci siano molti fan che lo considerano più fedele al'originale fumettistico.

Discorso simile per The Amazing Spider-Man 2-Il Potere di Electro.


The Amazing Spider-Man 2-Il Potere di Electro (2014)


Il trailer di The Amazing Spider-Man 2-Il Potere di Electro.

Qui, il nostro scoprirà le macchinazioni della Oscorp e dovrà fronteggiare il potente Electro (Jamie Foxx).

Anche in questo caso, gli effetti speciali e il ritmo ci sono, ma non l'attenzione del pubblico: come nel predecessore, l'assenza di personaggi di alleggerimento come il J.J. Jameson del futuro Premio Oscar J.K. Simmons (per Whiplash) e quelli interpretati da uno spassoso e ironico Bruce Campbell si fa pesantemente sentire.

Quest'ultimo, che ha sempre fatto dell'ironia e dell'autoironia la sua arma vincente (si vedano La Casa, La Casa 2 e L'Armata delle Tenebre, nonché My Name is Bruce e Il Grande e Potente Oz) ci manca particolarmente: pur impegnato i ruoli molto marginali - rispettivamente, il presentatore di un incontro di wrestling, l'usciere di un teatro, il maître di un ristorante di lusso - era riuscito a ritagliarsi un suo spazio ed ogni sua apparizione era attesa dai fan (e non solo) con curiosità e impazienza.

Meno male che continua invece la tradizione delle comparsate di Stan Lee, sebbene non bastino.

Accantonati eventuali seguiti dei film di Webb, il presente e il futuro prossimo di Spider-Man si chiamano invece Tom Holland.

Il nuovo Uomo Ragno abbiamo l'idea che sarà più ragazzino, logorroico, casinista e meno tormentato dei predecessori.
O almeno, così ci è parso nella breve ma promettente apparizione in Captain America: Civil War, dove si ritaglia subito un ruolo da star.

Per vederlo in opera in un film "solista" non dovremo attendere molto: l'uscita di Spider-Man: Homecoming è prevista nel 2017.
Avversario designato nientemeno che l'ex Batman per eccellenza: Michael Keaton!

Negli anni Novanta gli 883 cantavano Hanno ucciso l'Uomo Ragno.
A noi sembra che il personaggio goda di ottima salute: bah, si tratterà del solito fake...




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domenica 5 giugno 2016

CAPTAIN AMERICA-CIVIL WAR, BEAUTIFUL MARVEL

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2016
147'
Regia: Anthony & Joe Russo
Interpreti: Chris Evans, Robert Downey Jr., Scarlett Johansson, Jeremy Renner, Don Cheadle, Anthony Mackie, Sebastian Stan, Chadwick Boseman, Paul Bettany, Elizabeth Olsen, William Hurt, Paul Rudd, Tom Holland, Martin Freeman, Marisa Tomei, Daniel Brühl, Stan Lee.


Bucky Barnes (Stan) è un vecchio amico di Steve Rogers/Capitan America (Evans).
Risvegliato da un sonno criogenico da agenti dell'organizzazione criminale HYDRA, viene trasformato nel letale Soldato d'Inverno attraverso un lavaggio del cervello che consiste nel pronunciare una combinazione di parole-chiave.

Nel frattempo gli Avengers sono sotto attacco mediatico: nel corso di un'operazione in Nigeria involontariamente provocano una strage, che si aggiunge a quella di poco precedente di Sokovia (vedi Avengers-Age of Ultron), dove hanno perso la vita i familiari del colonnello Helmut Zemo (Brühl), deciso a prendersi la sua rivalsa.

I Vendicatori si dividono allora in due fazioni.

Da una parte c'è il cosiddetto "Team Cap" - oltre a Capitan America, Sam Wilson/Falcon (Mackie), Clint Barton/Occhio di Falco (Renner), Wanda Maximoff/Scarlet (Olsen), Scott Lang/Ant-Man (Rudd) -, contrario ad un paventato più stretto controllo politico internazionale degli Avengers.

Favorevole è invece il "Team Iron Man" composto da Tony Stark/Iron Man (Downey Jr.), Natasha Romanoff/Vedova Nera (Johansson), James Rhodes/War Machine (Cheadle), Visione (Bettany) - ai quali si aggiungeranno poi T'Challa/Black Panther (Boseman) e Peter Parker/Spider-Man (Holland).

Un piano macchinoso di Zemo ed una drammatica rivelazione porteranno le due parti a scontrarsi violentemente e senza esclusione di colpi.

2008: Iron Man e L'Incredibile Hulk (quello con Edward Norton).
2010: Iron Man 2.
2011: Thor e Captain America-Il Primo Vendicatore.
2012: The Avengers.
2013: Iron Man 3 e Thor-The Dark World.
2014: Captain America-The Winter Soldier e Guardiani della Galassia.
2015: Avengers-Age of Ultron e Ant-Man.

Ora, Captain America-Civil War; tra qualche mese, Doctor Strange con Benedict Cumberbatch.

E poi:
2017: Guardiani della Galassia Volume 2, Spider-Man: Homecoming, Thor: Ragnarok.
2018: Black Panther, Avengers: Infinity War Parte Prima, Ant-Man and the Wasp.
2019: Captain Marvel, Avengers: Infinity War Parte Seconda, Inumani.

Per non parlare di altri titoli "marveliani" come Deadpool e la serie degli X-Men, che però sono produzioni Fox e quindi non rientrano ufficialmente nell'elenco...

Il ricco - di titoli e di incassi - Marvel Cinematic Universe prosegue sui binari di una forte serialità che sembra non avere fine: stessi attori (ogni tanto, però, ci scappa il reboot); personaggi che entrano ed escono in continuazione (quelli che escono poi, però, tornano, eh...); trame fittamente concatenate; situazioni, scene, oggetti ricorrenti...

Arrivati al tredicesimo (!) episodio di Avengers & dintorni (più che il terzo film dedicato a Capitan America, questo sembra Avengers 2 e 1/2, dato il gran numero di personaggi coinvolti), siamo ormai in pieno effetto telenovela: se se ne perde uno, ormai si fa sempre più fatica a capire riferimenti e trama.

È la stessa sensazione che abbiamo provato con X-Men: Apocalisse, e il nostro timore è che più si andrà avanti più la situazione si complicherà, a meno che non venga fatto di tanto in tanto un riassunto delle puntate precedenti.

E pensare che noi della redazione di CINEMA A BOMBA! abbiamo visto quasi tutti i succitati film finora usciti...

Di certo Civil War non è né la miglior pellicola supereroistica uscita finora, come ha affermato qualche addetto ai lavori un po' troppo entusiasta, né "il miglior film di Spider-Man" vagheggiato da quel fumettaro indefesso che è Kevin Smith (se non altro perché il personaggio compare troppo poco).

Detto questo, non si può non riconoscere che sia una perfetta macchina d'intrattenimento: il ritmo, nelle scene d'azione, è serrato; i combattimenti sono ottimamente coreografati e hanno i tempi giusti; i ruoli sono interpretati da attori efficaci (molto adatti Evans e Johansson, convincenti le new entry Boseman, Holland e Tomei, come al solito bravissimo Downey Jr.); le battute di alleggerimento funzionano e l'ironia non manca; gli effetti speciali non sono troppo invadenti.

Degne di nota inoltre la partecipazione del britannico Martin Freeman, già protagonista della trilogia de Lo Hobbit, e la consueta comparsata del vecchio Stan "The Man" Lee.

Con l'ottimo riscontro di pubblico è però partito anche l'inevitabile confronto con l'altro attesissimo scontro tra super-supereroi, Batman V Superman: Dawn of Justice.

Per i critici, non c'è stata storia: l'opera dei fratelli Russo è stata decisamente più apprezzata di quella di Zack Snyder.
E anche gli incassi stanno dimostrando che il pubblico ha gradito maggiormente la prima.

Noi non siamo così tranchant: sono lavori simili nel genere, ma non nell'approccio.

I film Marvel sono diventati rassicuranti: chi va al cinema sa già cosa aspettarsi - ormai non più originalità, ma la continuazione delle storie dei personaggi narrata con una struttura e uno stile riconoscibili.
Il meccanismo è ben oliato: perché cambiare?

BvS doveva invece aprire un ciclo e pertanto aveva ambizioni maggiori: ha giocato più sull'epica che sul divertimento, ha rischiato, ha fatto degli errori.
Gli incassi, pur molto buoni, sono stati inferiori alle aspettative e siamo pronti a scommettere che per i prossimi film della Justice League cambieranno molte cose.

Comunque, anche in questo caso, sono in cantiere un po' di pellicole.

Tra qualche mese, Suicide Squad.

2017: Wonder Woman, Justice League Part One.
2018: The Flash, Aquaman, più un titolo non ancora definito.
2019: Shazam, Justice League Part Two, un altro progetto non ancora ben delineato.
2020: Cyborg, Green Lantern Corps.

Senza contare il fatto che Ben Affleck è già al lavoro - nella tripla veste di attore/sceneggiatore/regista - su un nuovo Batman solista, a pochi anni dall'ultimo di Nolan (che era Il Cavaliere Oscuro-Il Ritorno).

E noi che prendevamo in giro le fan di Sue Ellen e Ridge...




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